PRESA DI POSIZIONE. di EurelPro. sul. Libro Verde della Commissione Europea Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa

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1 PRESA DI POSIZIONE di EurelPro sul Libro Verde della Commissione Europea Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa

2 Descrizione di EurelPro EurelPro, l associazione europea degli enti previdenziali dei liberi professionisti, è stata fondata a Bruxelles nell aprile del 2008 come associazione internazionale senza scopo di lucro (aisbl). I membri sono attualmente le organizzazioni o le istituzioni federative delle casse pensionistiche dei liberi professionisti in Francia, Germania, Italia ed Austria. Oltre alle istituzioni federative, ne sono membri anche alcune casse di singole categorie professionali, come la Caisse Nationale des Barreaux Français, la cassa pensionistica francese per gli avvocati. Tali istituzioni raggruppano esclusivamente liberi professionisti : ciò significa che l adesione a ciascuna di esse è condizionata dall appartenenza ad una libera professione, riconosciuta come tale nel proprio Paese d origine. Si tratta principalmente di professioni intellettuali nell ambito di medicina, psicologia, diritto, economia, oppure nel campo delle scienze umane e della tecnica. Le loro caratteristiche comuni consistono soprattutto nel fatto che l accesso a tali professioni è subordinato a qualifiche professionali chiaramente definite e riconosciute a livello europeo, e che l esercizio di tali professioni è regolamentato, ossia è soggetto a norme deontologiche. Tutte le organizzazioni che sono membri di EurelPro sono incaricate dalla legislazione del proprio Paese della previdenza obbligatoria delle libere professioni in materia di pensione, invalidità, inabilità al lavoro, reversibilità, ecc. Sono organizzate per professione e gestite direttamente da rappresentanti della professione stessa. Le Istituzioni Pensionistiche delle Libere Professioni hanno la propria ragione d essere nel principio della responsabilità propria, nel senso che si assumono per delega dello Stato il compito di prevedere una protezione contro i rischi elementari della vita. Funzionano in autonomia finanziaria e secondo i principi di solidarietà collettiva. Gli attuali membri rappresentano già più di 120 Istituzioni Pensionistiche dei Liberi Professionisti in Francia, Germania, Italia ed Austria. Tali istituzioni rappresentano un totale di 2,3 milioni di membri attivi. Versano ogni anno 8 miliardi di Euro di prestazioni ad oltre pensionati. Alcune casse sono di competenza del diritto privato, altre di quello pubblico; alcune procedono in base ad un regime a ripartizione, altre a capitalizzazione, altre ancora con un sistema misto; tutte seguono un principio di solidarietà. Per quanto riguarda il contesto europeo, è importante osservare che tutte le istituzioni pensionistiche dei membri di EurelPro appartengono al cosiddetto primo pilastro della previdenza sociale, e che i loro regimi dipendono, di fatto o di diritto, dai Regolamenti (CE) n 883/2004 e n 987/2009. Tali istituzioni pensionistiche non vanno quindi confuse con i regimi detti professionali secondo la definizione del glossario. Non rientrano nell ambito di applicazione della direttiva 2003/41/CE (secondo l Articolo 2). Dal momento che il punto fermo comune, dal punto di vista del diritto europeo, va ricercato appunto nei regolamenti di coordinamento, l associazione europea ha creato un Comitato Tecnico composto da esperti provenienti dalle differenti organizzazioni che ne sono membri. 2

3 Tale comitato ha lo scopo, oltre ad occuparsi delle questioni europee riguardanti le pensioni, di sostenere attivamente le casse delle libere professioni in materia di applicazione dei regolamenti europei di coordinamento. Ringraziamo la Commissione Europea per averci dato la possibilità di partecipare al dibattito avviato su sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa. Le osservazioni generali di EurelPro e la risposta alle domande sono le seguenti. Osservazioni generali EurelPro prende atto della tendenza della Commissione Europea a favore di un approccio globale alla problematica delle pensioni alla luce degli obiettivi della Strategia Europa 2020 e delle esigenze del mercato interno. In tale contesto, consideriamo favorevolmente la posizione della Commissione che, nell ambito della Strategia Europa 2020, individua come priorità l apporto di valore mediante la crescita fondata sulle conoscenze. Le libere professioni costituiscono un settore chiave dell economia europea, dal momento che sfruttano conoscenze e facoltà altamente specializzate fondate sulla competenza, sull integrità e sull interesse del consumatore. Il settore delle libere professioni continuerà a generare una crescita economica costante. Per quanto concerne l indispensabile garanzia della sostenibilità delle finanze pubbliche, ci permettiamo di insistere esplicitamente sull indipendenza finanziaria delle istituzioni pensionistiche delle libere professioni, che si espleta nella rinuncia alle sovvenzioni pubbliche. La missione legale di prevedere un assicurazione per la vecchiaia fondata sul principio della solidarietà interna alla professione allevia i budget pubblici e contribuisce alla messa in atto di obiettivi sociopolitici e normativi. Nei Paesi che hanno previsto per le libere professioni dei regimi specifici, fondati su una missione di interesse generale, lo Stato garantisce loro l indipendenza economica e la capacità di funzionamento mediante affiliazione obbligatoria dei liberi professionisti, che permette di garantirne l equilibrio finanziario. La sostenibilità delle finanze pubbliche rappresenta una preoccupazione legittima, che non deve tuttavia destabilizzare i sistemi legali di pensione collettiva, fondati sui principi di solidarietà e sussidiarietà, che garantiscono essi stessi un reddito da pensione adeguato ai propri affiliati. Prendiamo atto del discorso della Commissione in cui si precisa che il Trattato di Lisbona attribuisce chiaramente la competenza in materia di concezione del sistema pensionistico agli Stati membri. Insistiamo tuttavia sul fatto che un armonizzazione minima delle legislazioni sociali nazionali, che tenda ad allineare i regimi pensionistici a livello europeo, avrebbe delle importanti ripercussioni sull insieme dei sistemi pensionistici nazionali. Non si può ignorare il fatto che la concezione dei sistemi nazionali in materia di previdenza sociale è il risultato di un evoluzione storica e che questi ultimi rispondono a bisogni specifici delle comunità di assicurati. 3

4 Un tentativo di ampliamento del quadro giuridico riguardante le pensioni non deve destabilizzare i sistemi nazionali esistenti che si sono dimostrati validi. Il principio di sussidiarietà rimane fondamentale. Dal momento che alcune questioni ci toccano da vicino, desideriamo esporre la nostra posizione. Risposta alle singole domande 1. Come può l'unione europea appoggiare gli sforzi intrapresi dagli Stati membri per accrescere l'adeguatezza dei sistemi pensionistici? L'Unione europea dovrebbe definire meglio cosa comporta un reddito di pensione adeguato? La definizione di un reddito da pensione adeguato dipende essenzialmente dagli orientamenti sociopolitici nazionali ed è, inoltre, funzionale alle condizioni di vita proprie di ciascun individuo, in particolare al livello dei suoi studi ed alla durata della sua vita attiva. Constatiamo che la Commissione impernia in particolare l adeguamento dei sistemi pensionistici legali sulla lotta alla povertà e sul livello minimo di garanzia. D altra parte, è altrettanto vero che il ruolo centrale dei sistemi pensionistici è la tendenza verso il mantenimento del tenore di vita. Risulta quindi opportuno mantenere la distinzione tra il sistema di assistenza sociale ed il sistema pensionistico. 2. Il quadro per le pensioni esistente attualmente a livello europeo è sufficiente a garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche? La Garanzia della sostenibilità delle finanze pubbliche nazionali rimane un obiettivo centrale degli Stati membri. Il quadro pensionistico attualmente esistente a livello UE si fonda sulla delimitazione formale delle competenze secondo i Trattati, che implica che alcuni settori nazionali da proteggere restino soggetti alla discrezione del legislatore nazionale. 3. In che modo si può riuscire ad innalzare l'età effettiva del pensionamento e quale contributo potrebbe dare al raggiungimento di questo obiettivo l'aumento dell'età pensionabile? Occorre introdurre nei sistemi pensionistici meccanismi di adeguamento automatico all'evoluzione demografica per equilibrare la durata della vita attiva e quella della pensione? Quale ruolo potrebbe svolgere l'unione europea a questo riguardo? 4. Come può essere utilizzata la strategia "Europa 2020" per promuovere l'allungamento della vita attiva e i suoi vantaggi per le imprese e lottare contro la discriminazione in base all'età sul mercato del lavoro? 4

5 5. Come andrebbe modificata la direttiva sugli enti pensionistici aziendali o professionali per migliorare le condizioni dell'attività transfrontaliera? I regimi pensionistici legali rappresentati nell ambito di EurelPro sono gestiti da istituzioni comprese nell ambito di applicazione materiale del Regolamento (CE) n 883/2004. Il legislatore comunitario li ha pertanto esclusi scientemente dall ambito di applicazione della direttiva IORP che tende a promuovere le offerte di collocamento transfrontaliero. Le istituzioni pensionistiche dei liberi professionisti sono d altronde rette da leggi e non da convenzioni tra parti sociali o altri accordi. Gestiscono per definizione regimi pensionistici legali e non possono essere considerate come istituzioni pensionistiche cosiddette professionali così come intese dalla direttiva IORP. Benché la direttiva IORP non si applichi alle istituzioni pensionistiche delle libere professioni, vista la natura dei regimi che in esse sono gestiti, comprendiamo la volontà della Commissione di istituire, attraverso un migliore ambiente giuridico, come un quadro europeo per i fondi pensione, un mercato unico regolamentato per le offerte di pensioni integrative. Ricordiamo tuttavia che, nella direttiva IORP, la supremazia delle disposizioni nazionali di diritto sociale risponde alla volontà del legislatore comunitario di stabilire una netta distinzione tra la messa in atto di un mercato dei servizi finanziari ed i regimi legali della previdenza sociale. 6. A quali regimi dovrebbero applicarsi le misure adottate dall'unione europea per eliminare gli ostacoli alla mobilità? Gli ostacoli alla mobilità nell ambito dei regimi legali pensionistici obbligatori sono, in base alla nostra opinione, rimossi dal coordinamento soddisfacente derivato dall applicazione dei Regolamenti (CE) n 883/2004 e n 987/2009, e a nostro avviso non necessitano dell adozione di regole aggiuntive nell ambito delle disposizioni europee di coordinamento. 7. L'Unione europea dovrebbe esaminare nuovamente la questione dei trasferimenti o norme minime in materia di acquisizione e di mantenimento e un servizio di ricostruzione per tutti i tipi di diritti pensionistici sarebbero una migliore soluzione? 8. È necessaria una revisione dell'attuale legislazione europea che garantisca una regolamentazione e un controllo coerenti dei regimi pensionistici a capitalizzazione (cioè finanziati da un fondo di attivi) e dei loro prodotti? Se sì, quali sono gli elementi da rivedere? Un sistema flessibile è stato deliberatamente istituito mediante gli allegati alle disposizioni europee di coordinamento del Regolamento (CE) n 883/2004. Tale soluzione permette di procedere ad adattamenti in funzione degli sviluppi politici o della giurisprudenza senza dover modificare l economia del regolamento di base. 5

6 9. Come potrebbero la regolamentazione europea o un codice di buona pratica aiutare gli Stati membri a raggiungere un migliore equilibrio tra rischi, sicurezza e accessibilità finanziaria per i sottoscrittori di risparmi pensione e gli enti pensionistici? 10. Quali dovrebbero essere le caratteristiche di un regime di solvibilità equivalente per i fondi pensione? 11. È necessario rafforzare la tutela prevista dalla legislazione europea in caso di insolvenza dei datori di lavoro promotori di regimi pensionistici? Se sì, in che modo? 12. È opportuno modernizzare le attuali prescrizioni minime relative alle informazioni da fornire sui prodotti pensionistici (per es. in termini di comparabilità, standardizzazione, chiarezza)? 13. È necessario che l'unione europea definisca un orientamento comune per quanto riguarda le opzioni per difetto circa la partecipazione e la scelta di investimento? 14. È necessario rafforzare il quadro di coordinamento a livello dell'unione europea? Se sì, quali elementi devono essere rafforzati per migliorare la concezione e la realizzazione della politica delle pensioni mediante un approccio integrato? La creazione di una piattaforma per un monitoraggio integrato di tutti gli aspetti della politica delle pensioni sarebbe un utile passo avanti? Il quadro di coordinamento strategico a livello europeo è già stato rinforzato dall OMC sotto la Strategia di Lisbona, che è stato sostituito dalla Strategia Europa Tale metodo di coordinamento esistente e l approccio integrato per il settore della previdenza sociale, aggiornato nell ambito della Strategia Europa 2020, prevedono, a nostro avviso, strumenti sufficienti per promuovere in maniera duratura sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri. A nome del Consiglio di Amministrazione Maurizio de Tilla Presidente Karl-August Beck Vicepresidente 6

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