RELAZIONI L EVOLUZIONE DELLA BIOLOGIA MOLECOLARE APPLICATA ALLA DIAGNOSTICA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "RELAZIONI L EVOLUZIONE DELLA BIOLOGIA MOLECOLARE APPLICATA ALLA DIAGNOSTICA"

Transcript

1 RELAZIONI L EVOLUZIONE DELLA BIOLOGIA MOLECOLARE APPLICATA ALLA DIAGNOSTICA TEST GENETICI PER LO STUDIO DI MALATTIE EREDITARIE: LINEE GUIDA E CONTROLLO QUALITA F. Torricelli UO Citogenetica e genetica, AOU Careggi, Firenze I test genetici sono utilizzati nella pratica clinica sia in ambito prenatale che postatale, sia con finalità diagnostica che di screening. Le tecnologie attualmente disponibili permettono l esecuzione di tali test su vari tipi di tessuti, sia freschi che conservati. Le indicazioni per un test genetico sono però la base per un buon utilizzo dello stesso sia da un punto di vista clinico che di utilizzo delle risorse sanitarie. Per test genetico si intende l'analisi a scopo clinico di DNA, RNA, cromosomi, proteine, metaboliti o altri prodotti genici per evidenziare genotipi, mutazioni, fenotipi o cariotipi correlati o meno con patologie ereditabili umane. Questa definizione include gli screening prenatali, neonatali e dei portatori, così pure i test sulle famiglie a rischio. I risultati di queste indagini si possono applicare alla diagnosi ed alla prognosi di malattie ereditarie, alla predizione del rischio-malattia, all'identificazione dei portatori sani. I test genetici sono ormai ampliamente utilizzati nella pratica medica, senza che al momento, vi sia una adeguata regolamentazione. Rispetto ad altri esami di laboratorio, i test genetici presentano alcune peculiarità, in quanto i risultati coinvolgono l'identita' biologico-personale non solo del singolo ma anche della sua famiglia di origine e della sua discendenza. I test genetici possono predire i rischi di future patologie prima della comparsa dei sintomi clinici; molto raramente però questa predizione raggiunge la certezza. Inoltre non sempre la predizione di un test genetico può essere avvalorata dal riscontro di segni clinici o strumentali indipendenti. In mancanza di questi segni, una conferma potrà venire solo dalla comparsa della malattia. Infine poichè i genotipi responsabili di malattia possono essere diversi per tipo e frequenza nelle diverse popolazioni, spesso è necessario considerare il gruppo etnico a cui appartiene il soggetto analizzato sia per decidere l'effettuazione dei test sia per interpretarne i risultati. Queste caratteristiche richiedono particolari cautele e competenze sia nella validazione clinica dei test genetici sia nell interpretazione dei risultati. L organizzazione di controlli di qualità, sia nazionali che europei si è resa necessaria proprio per l ampio utilizzo dei test genetici sia in strutture private che pubbliche. Dai dati del censimento SIGU2002 emerge che la domanda di analisi di Genetica molecolare aumenta al ritmo di oltre 20% per anno; il numero di analisi molecolari prenatali è raddoppiata rispetto all anno 2000 (aumento medio annuo +43%). In alcuni casi viene proposta la vendita di pacchetti diagnostici (Alcuni numeri anomali : 4517 diagnosi prenatali di Fibrosi Cistica; 2598 di Ritardo Mentale (FRAXA) di FRAXE; 3 di Sordità (DFNB1); 2304 di Distrofia di Duchenne) Quindi è necessario sviluppare linee-guida per garantire livelli omogenei di intervento sul territorio nazionale dal momento che i test genetici utili ai fini della diagnosi e della gestione di una malattia restano ancora fondamentalmente quelli collegati alle patologie che hanno un meccanismo semplice (cromosomico, genico); la mancanza di informazione adeguata porta gli utenti all acquisto di pacchetti diagnostici inutili o dannosi; la qualità della diagnosi non è sempre garantita (errori di diagnosi o di interpretazione dei risultati), per la mancanza di controlli di qualità; è molto inadeguata l informazione collegata ai test genetici, una percentuale troppo elevata di diagnosi non riceve la Consulenza Genetica. LigandAssay 9 (3)

2 LA FIBROSI CISTICA: ITER DIAGNOSTICO DI UNA MALATTIA EREDITARIA E. Pelo UO Citogenetica e genetica, AOU Careggi, Firenze La Fibrosi Cistica (FC) è la più comune malattia autosomica recessiva letale nella popolazione caucasica. La prevalenza dei neonati con FC è stimata in 1/2200-1/2500; mentre si stima che i portatori siano 1 ogni soggetti nella popolazione generale con una stima di 1 coppia su 650 di portatori sani con 8un rischio quindi ¼ di figli affetti da FC. La FC segrega come mutazione autosomica recessiva, con rischi di ricorrenza di 1 su 4 per coppie di portatori, ed un aumentato rischio di risultare portatori sani di FC in familiari di pazienti affetti. La fibrosi cistica si presenta come una malattia sistemica e i cui primi segni e sintomi tipicamente si hanno nell'infanzia; in circa il 3% dei pazienti la diagnosi viene fatta in età adulta. In seguito ai progressi terapeutici attualmente la sopravvivenza media di un paziente FC è circa 30 anni.si tratta essenzialmente di una malattia generalizzata delle ghiandole esocrine, caratterizzata dalla produzione di secrezioni mucose particolarmente dense, che evolvono in una malattia polmonare ostruttiva ad andamento cronico, insufficienza pancreatica esocrina e, in alcuni casi, ostruzione intestinale dell ileo distale nel periodo neonatale (ileo da meconio). L apparato epatobiliare è massivamente coinvolto in quasi tutti i pazienti. La principale sintomatologia clinica riguarda comunque l apparato respiratorio con un esordio di solito nei primi mesi di vita con evoluzione in un quadro bronchiectasico. Sono comuni le infezioni causate da Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa e Candida albicans. In entrambe i sessi sono presenti alterazioni dell apparato riproduttivo. Nel maschio l azospermia è dovuta ad ostruzioni meccaniche del sistema di trasporto spermatico oppure ad atresia dei dotti spermatici, mentre nella femmina la fertilità è ridotta per un eccesso di muco cervicale, che agisce come barriera alla penetrazione spermatica. Sono particolarmente elevate le concentrazioni di sodio, cloro e potassio nelle secrezioni delle ghiandole salivari e sudoripare. Su questa anomalia si basa il test maggiormente utilizzato nella diagnosi della malattia, il test del sudore, che ha i suoi presupposti nella ionoforesi della pilocarpina. La concentrazione del cloro è considerata patologica quando supera i 60 meq/l, ma il risultato è attendibile solo dopo il I-II mese di vita.il gene, localizzato sul braccio lungo del cromosoma 7, è contenuto in una regione di DNA lunga 230 Kb, contiene 27 esoni e codifica per una proteina di 1480 aminoacidi. La proteina, altamente conservata nelle diverse specie, appartiene ad una grande famiglia di glicoproteine che posseggono siti intracellulari di legame con l ATP e svolgono funzioni essenziali nel trasporto ionico attivo. Per questo motivo è stata definita "cystic fibrosis transmembrane conductance regulator" (CFTR), cioè proteina regolatrice della conduttanza transmembrana della FC. CFTR è composto da due domini transmembrana TM1 e TM2, due siti intracellulari di legame con l ATP (NBF: Nucleotide Binding Fold) ed una regione intracellulare regolatrice (R), che separa i due domini proteici. La proteina è un canale ionico strutturale di membrana controllato dall AMP ciclico.una normale conduttanza al cloro è essenziale per la secrezione dei fluidi e l assorbimento dei sali nei tessuti epiteliali. Fino ad oggi sono state identificate oltre 1000 mutazioni e numerosi polimorfismi, sia nelle regioni codificanti che in quelle non codificanti, su oltre cromosomi FC analizzati in tutto il mondo (Cystic Fibrosis Genetic Analysis Consortium). Le mutazioni si localizzano lungo tutto il gene CFTR, ma esistono "siti caldi" corrispondenti a domini proteici essenziali per il corretto funzionamento del canale CFTR. La mutazione più frequente è una delezione ( ) di tre paia di basi (CTT), che causa la perdita dell aminoacido fenilalanina in posizione 508 ( F508) nell esone 10 del gene e rappresenta circa il 70% dei cromosomi FC nel mondo. La sua frequenza varia notevolmente nelle diverse popolazioni: dal 50% degli alleli FC nell Europa meridionale (Italia, Spagna, Grecia) al 90% circa nelle popolazioni del Nord Europa (Danimarca, Olanda, Regno Unito), secondo un gradiente di frequenza decrescente in Europa da Nord verso Sud Est. Si distinguono 5 classi di mutazioni. Quelle di classe I (circa il 54% del totale) causano la totale assenza del prodotto proteico a seguito di mutazioni nonsenso, frameshift o di splicing. La classe II comprende le mutazioni che non permettono alla proteina di raggiungere la membrana epiteliale (un esempio è la F508) in quanto determinano il suo anomalo posizionamento o precessamento e quindi la sua degradazione. Nella classe III sono comprese le mutazioni nei domini di legame nucleotidico, associate ad un difetto di regolazione del canale CFTR del cloro; nella classe IV le mutazioni missense localizzate nei domini transmembrana associate a difetti nella conduttanza del canale; nella classe V le mutazioni di splicing, che provocano una ridotta sintesi della proteina. La diagnosi di fibrosi cistica si basa ormai da 40 anni sulla positività del test del sudore; attualmente si conoscono forme atipiche con con test del sudore borderline che necessitano di una specifica valutazione clinicoanamnestica e test genetici approfonditi. Le possibilità diagnostiche offerte dalla biologia molecolare permettono attualmente la diagnosi di forme atipiche di FC con la ricerca di mutazioni rare nel gene CFTR; l esecuzione di diagnosi prenalate in coppie a rischio ¼ e di gravidanze a rischio per la presenza di marcatori fetali indicativi di FC; la diagnosi di portatore nei familiari dei pazienti e nei loro partners, ovviamente oltre al test 208 LigandAssay 9 (3) 2004

3 diagnostico in pazienti con forme classiche di FC. È però necessario precisare che le diverse indicazioni ad uno studio genetico per FC richiedono iter diagnostici differenziati sempre però accompagnati da una appropriata consulenza genetica. LigandAssay 9 (3)

4 LE TECNOLOGIE NELLA DIAGNOSI GENETICA: PASSATO, PRESENTE E FUTURO S. Bernabini, C. Centrone UO Citogenetica e genetica, AOU Careggi, Firenze Attualmente i laboratori di biologia molecolare hanno a disposizione numerose tecniche per la ricerca delle mutazioni del gene CFTR. Esse si dividono essenzialmente in due gruppi: quelle utilizzate per la ricerca di mutazioni frequenti e note e quelle utilizzate per la ricerca di mutazioni rare o non ancora conosciute. Le prime sono alla base di alcuni kit diagnostici creati e commercializzati a questo scopo ed hanno il limite di una sensibilità non elevata e comunque variabile da regione a regione data la diversa frequenza delle mutazioni sul territorio nazionale. Le tecniche che raggiungono sensibilità elevata, DHPLC, sono in grado di identificare un numero elevatissimo di mutazioni tra cui quelle rare o addirittura non ancora conosciute. Queste tecniche hanno costi più elevati e richiedono tempi più lunghi di esecuzione. La metodica DHPLC può essere impiegata come tecnica per la rilevazione di nuove mutazioni (SNPs, inserzioni, delezioni e tandem repeat) o per lo screening per la ricerca di una specifica mutazione Si basa sulla differente velocità di migrazione, in un mezzo simile ad un gel quale è la colonna HPLC, per gli eteroduplex e omoduplex. Questi duplex si formano quando un frammento amplificato di DNA mutato ed uno non mutato vengono denaturati termicamente e lasciati ricombinare. L'eteroduplex si comporta cromatograficamente in modo differente dall'omoduplex non mutato. I tempi di ritenzione sono differenti, in particolare l'eteroduplex è solitamente più veloce (meno trattenuto) dell'omoduplex e da ciò si può caratterizzare la presenza di una mutazione in un campione.i campioni sono amplificati normalmente come da protocolli standard della PCR. L analisi microarray è una tecnologia emergente con diverse applicazioni: è stata già ampiamente utilizzata per studi di espressione genica e sembra una promettente metodica anche per l identificazione delle mutazioni e per lo studio di polimorfismi. Le varie metodologie array sviluppate in questi ultimi anni si distinguono fondamentalmente in tre gruppi, a seconda del principio su cui si basano: ibridazione, estensione dell oligonucleotide e oligonucleotide ligation assay (OLA). Tra quelle che prevedono ibridazione ritroviamo la tecnologia Nanogen che prevede l utilizzo del campo elettrico per il trasporto rapido ed accurato del DNA ai siti testo (microelettrodi o pad) del chip e per incrementare l efficienza di ibridazione (si parla in questo caso di ibridazione attiva ). I microchip hanno dimensioni di 1cm x 1cm e possono contenere 25 o 100 siti testo: si possono pertanto avere array 5x5 o 10x10. I siti testo sono localizzati nell'area centrale dell'array e ciascuno di essi ha una connessione elettronica individuale con il sistema (Nanogen NanochipTM Molecular Biology Workstation). Il trasporto selettivo degli oligonucleotidi e dei prodotti di PCR viene effettuato applicando una carica positiva ai pad selezionati. La tecnologia Nanogen, grazie a questo trasporto selettivo delle molecole biologiche in posizioni specifiche dell'array, risulta essere estremamente accurata ed altamente versatile, consentendo infatti l'analisi contemporanea su uno stesso chip di più mutazioni/polimorfismi in molteplici campioni di DNA. La tecnologia microarray elettronico prevede differenti approcci per lo studio di mutazioni/polimorfismi noti; le metodiche maggiormente utilizzate sono: l amplicon down base stacking e la SNPmine per la ricerca di tutte le possibili mutazioni/polimorfismi nel target di interesse. La tecnologia Nanogen potrebbe essere applicata alla diagnosi di Fibrosi Cistica per lo studio dei polimorfismi presenti nei geni modificatori, in modo da poter stabilire correlazioni tra la presenza di tali polimorfismi e differenti fenotipi clinici. I geni modificatori sono dei geni, diversi dal gene CFTR, che possono influenzare il decorso clinico della malattia; hanno infatti un ruolo rilevante nel processo infiammatorio e nella difesa immunitaria. La tecnologia microarray elettronico è sicuramente adatta a tale applicazione poiché permette di realizzare in breve tempo studi su larga scala e perché è in grado di individuare, nei geni in esame, la presenza sia di polimorfismi già noti che di polimorfismi non ancora descritti in letteratura. 210 LigandAssay 9 (3) 2004

5 TECNOLOGIE AVANZATE PER LA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO DALLA GENOMICA ALLA PROTEOMICA: INTRODUZIONE ALLE TECNICHE E SIGNIFICATO DIAGNOSTICO M. Ferrari Laboratorio di Biologia Molecolare, Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele, Milano Il completamento del progetto Genoma Umano ha aperto nuove frontiere per la diagnostica di Laboratorio. Nello stesso tempo ha posto anche degli interrogativi legati alle tecnologie disponibili. Verranno presentati i nuovi approcci molecolari, quali i microarray, per trasferire la diagnostica molecolare da una attività a bassa produttività ad una ad alta produttività. Inoltre tali avanzamenti permetteranno sempre più di comprendere e ricercare nuovi marcatori proteici. Verrà affrontato anche il problema della ricerca e diagnostica di proteine e quindi gli aspetti del futuro della Medicina di Laboratorio. LigandAssay 9 (3)

6 GENOMICA: ANALISI DI MUTAZIONI E POLIMORFISMI NELLA DIAGNOSTICA MOLECOLARE V. Mantovani Centro Ricerca Biomedica Applicata, Policlinico S.Orsola-Malpighi, Bologna La realizzazione del progetto genoma ha reso oggi disponibile un'enorme quantità di informazioni sulla sequenza primaria del DNA umano. Inoltre, la letteratura scientifica riporta quasi quotidianamente l identificazione di nuovi geni: dei circa geni umani stimati, quasi sono già stati identificati e alterazioni in circa di questi sono state associate a patologia. Parallelamente all individuazione di mutazioni nei geni-malattia, è cresciuta in maniera esponenziale l informazione sulla diversità genetica tra gli individui, in particolare sulle variazioni più frequenti, i polimorfismi del singolo nucleotide (SNPs): attualmente sono caratterizzati oltre 4 milioni di SNPs e si prevede che l intero genoma umano ne comprenda almeno 10 milioni. E quindi oggi indispensabile disporre di metodi e tecnologie adeguate a rispondere alla crescente domanda di analisi genetico-molecolari generata da tale mole di informazioni. Le tecniche per identificare varianti di sequenza possono essere sinteticamente suddivise in tre gruppi: metodi di screening per ricercare varianti ignote in sequenze pre-definite, metodi diagnostici per rivelare mutazioni o SNPs noti in posizioni definite e metodi di sequenziamento per identificare tutti i tipi di variazioni genetiche, a prescindere se ignote o definite. I metodi di screening includono tecniche basate sulla differente mobilità elettroforetica delle molecole mutate, quali Single Strand Conformation Polymorphism (SSCP), Denaturing Gradient Gel Electrophoresis (DGGE) e Heteroduplex Analysis (HA). Includono anche metodi basati su cleavage chimico o enzimatico di molecole di RNA o DNA, come Chemical Cleavage of Mismatch (CCM) e Enzyme Mismatch Cleavage (EMC). Il metodo più recente, denominato Denaturing High Performance Liquid Chromatography (DHPLC), è basato sulla tecnica separativa di cromatografia di ripartizione a fase inversa. I metodi diagnostici sono numerosissimi e i più comuni comprendono quelli basati sulla Oligonucleotide Ligation Assay (OLA), quelli basati sulla ibridizzazione di oligonucleotidi con il DNA target (Allele Specific Oligonucleotide Hybridization-ASOH, Dynamic Allele Specific Oligonucleotide Hybridization-DASH e TaqMan assay), quelli basati su PCR allele specifica (Amplification Refractory Mutation System-ARMS, Allele Specific Amplification-ASA e Apyrase Mediated Allele Specific Extension-AMASE) e i metodi basati su minisequenziamento (Single Base Extension-SBE), con rivelazione del nucleotide incorporato mediante diversa idrofilia (DHPLC), massa (MALDI-TOF), fluorescenza, o fluorescenza abbinata a polarizzazione della luce (FP-TDI). I metodi di sequenziamento includono quello più diffuso dei terminatori di catena fluorescenti utilizzato nei moderni sequenziatori automatici e il Pyrosequencing, adatto per sequenze brevi o per SNPs. Infine, l introduzione di tecniche di multiplexing, l utilizzo di micropiastre, la costruzione di micro-arrays con oligonucleotidi immobilizzati al supporto, la tecnologia dei DNA-Chip e la robotizzazione per automatizzare i processi consentono di raggiungere livelli di throughput d analisi molto elevati. 212 LigandAssay 9 (3) 2004

7 LA PROTEOMICA E LE SUE APPLICAZIONI NELLA DIAGNOSTICA CLINICA A. Caldini Laboratorio Centrale Analisi, Dipartimento di Laboratorio, Azienda Ospedaliero - Universitaria di Careggi, Firenze INTRODUZIONE Con la conclusione del Progetto Genoma è diventato definitivamente chiaro come la conoscenza delle sequenze genomiche, seppure indispensabile, non sia di per sè sufficiente a spiegare tutti gli eventi biologici complessi e tutte le patologie rendendo così necessario lo studio dei prodotti genici, i.e. mrna e proteine. Con il termine Proteoma (usato per la prima volta nel 1994 da Wilkins et al.) si identifica il complemento proteico del genoma, così come con il termine genoma si intende il complemento genico dei cromosomi. Sebbene lo studio del mrna sia metodologicamente più semplice, lo studio del proteoma si rende necessario per due motivi principali: la correlazione tra quantità di mrna e quantità di proteina intracellulari è scarsa e variabile tra le diverse proteine e, fatto ancor più rilevante, le proteine vanno incontro a cambiamenti co- e post-traduzionali molto complessi che rendono il numero di isoforme delle proteine di fatto superiore a quello prevedibile sulla sola base dell analisi degli acidi nucleici. Inoltre le modificazioni post-traduzionali sono il risultato di più vie metaboliche intersecantesi e risentono dell influenza dei fattori ambientali. Di conseguenza il paradigma un gene una proteina va in qualche modo rivisitato in quanto da un singolo gene si ottengono in realtà più isoforme proteiche. Dal momento che l espressione delle diverse isoforme sembra essere un processo altamente regolato e controllato e suscettibile di cambiamenti in seguito a processi morbosi o esposizione a farmaci e tossine, la comprensione del significato della variabilità proteica post-traduzionale potrebbe aprire nuovi scenari in molti campi della medicina. Il notevole sviluppo che la proteomica ha avuto negli ultimi anni è dovuto sia alla grande crescita delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, che alla chiara evidenza che la maggior parte delle patologie umane origina dalla perdita di controllo dei fini meccanismi di regolazione delle interazioni tra proteine. La comprensione del ruolo che il network proteico gioca nelle patologie umane creerà probabilmente in un prossimo futuro grandi opportunità cliniche, in quanto se è vero che nel DNA risiede l archivio di tutte le informazioni, è altrettanto vero che gli effettori di queste informazioni a livello cellulare sono le proteine e che sono le proteine a determinare il fenotipo cellulare. TECNICHE DI STUDIO DEL PROTEOMA La tecnologia più conosciuta e più utilizzata per gli studi proteomici è sicuramente l elettroforesi bidimensionale o 2-DE (Two Dimensional Polyacriylamide Gel Electrophoresis), in cui le proteine vengono separate sulla base della sola carica elettrica nella prima dimensione (Isoelectrofocusing) e quindi nella seconda sulla base della sola massa molecolare (Elettroforesi su gel di poliacrilamide/sds). Con questo tipo di tecnica separativa, partendo da miscele complesse di proteine quali liquidi biologici o lisati cellulari, si ottiene la separazione su un singolo gel di parecchie centinaia di proteine. Con sistemi computerizzati di analisi di immagine si possono quindi, confrontando ad esempio campioni di tessuto sano e frammenti bioptici di tumore, individuare le proteine che presentano un diverso grado di espressione. L identificazione delle proteine così individuate viene effettuata con notevole velocità e accuratezza tramite spettrometria di massa e con l ausilio di banche dati internazionali. Inoltre usando tecniche di immuno-blotting le isoforme di una particolare proteina possono essere evidenziate e analizzate, tramite l uso di anticorpi specifici. Le tecniche basate sulla 2D-E, a causa della loro complessità, scarsa riproducibilità e scarsa resa, sono difficilmente proponibili per applicazioni cliniche che prevedano studi multicentrici su un adeguato numero di campioni e sono di fatto scarsamente utilizzabili per campioni biologici quali il plasma in cui proteine come l albumina e le immunoglobuline, presenti in elevate concentrazioni, mascherano le proteine di origine tissutale potenzialmente interessanti per la caratterizzazione delle condizioni patologiche. Più recentemente sulla scia di metodologie nate per lo studio degli acidi nucleici e nel tentativo di superare i limiti della 2D-E, si sta assistendo allo sviluppo di tecnologie dedicate alla proteomica e basate sull utilizzo di componenti microfabbricati (protein chip e protein array). Mentre i protein arrays sono costruiti secondo la filosofia degli arrays utilizzati per la genomica, i protein chip uniscono la tecnologia dei chip per la separazione di sottopopolazioni proteiche sulla base delle loro caratteristiche biofisiche alla spettrometria di massa come sistema di rivelazione e misura delle masse molecolari delle singole proteine. Un altro tipo di tecnologia che potrebbe portare in tempi brevi alla disponibilità di strumentazione automatizzata ad alta resa è quella della cromatografia bi o tridimensionale, in cui il campione viene sottoposto a separazioni cromatografiche sequenziali. E altresì evidente che le informazioni generate da questo tipo di analisi sono di tale complessità da richiedere l ausilio di strumenti informatici potenti in grado di individuare, da un enorme numero di combinazioni possibili di patterns proteici, quello che in modo ottimale è in grado di segregare la popolazione di interesse. LigandAssay 9 (3)

8 APPLICAZIONI CLINICHE Nella letteratura internazionale si sta registrando un crescente interesse in questo settore come è dimostrato dall impressionante incremento dei lavori pubblicati negli ultimi anni e, cosa ancor più interessante, dalla comparsa dei primi lavori con un risultati clinici molto promettenti. Uno dei settori in cui lo studio del Proteoma potrebbe avere un interesse clinico rilevante è certamente l oncologia, come è testimoniato dal continuo aumento del numero di pubblicazioni sull argomento. L interesse del clinico è rivolto all identificazione di potenziali markers specifici che siano in grado di fornire informazioni diagnostiche, prognostiche e sull efficacia del trattamento e in tutte queste situazioni l approccio proteomico potrebbe offrire informazioni interessanti. Particolarmente interessanti, per la potenziale ricaduta clinica che potrebbero avere, sono alcuni lavori recentemente pubblicati che, utilizzando la tecnologia dei protein chip, riportano valori di sensibilità e specificità per il tumore dell ovaio, della prostata e della mammella che, se confermati in studi multicentrici controllati, potrebbero aprire nuovi orizzonti per quanto riguarda la diagnosi precoce delle patologie oncologiche. BIBLIOGRAFIA 1. Lawrie LC, Fothergill JE and Murray GI. Spot the differences: proteomics in cancer research. The Lancet Oncology 2: , Charrier JP et al. Differential diagnosis of prostate cancer and benign prostate hyperplasia using two-dimensional electrophoresis. Electrophoresis 22: , Le Naour F et al. Proteomic-based identification of RS/JD-1 as a novel circulating tumor antigen in breast cancer. Clinical Cancer Research 7: , Anderson NL and Anderson NG. The human plasma proteome: history, character and diagnostic prospects. Molecular & Cellular Proteomics 1: , Petricoin EF, Ardekani AM, Hitt BA et al. Use of proteomic patterns in serum to identify ovarian cancer. Lancet 359(16): , Adam B-L, Qu Y, Davis JW et al. Serum protein fingerprinting coupled with a pattern-matching algorithm distinguishes prostate cancer from benigne prostate hyperplasia and healthy men. Cancer Res 62: , Li J, Zhang Z, Rozenweig J et al. Proteomics and bioinformatics approaches for identification of serum biomarkers to detect breast cancer. Clin Chem 48(8): , QuY. et al. Boosted decisiion tree analysis of SELDI mass spectral serum profiles discriminates prostate cancer from noncancer patients. Clinical Chemistry 48(10): , Lubman DL et al. Two-dimensional liquid separation-mass mapping of proteins from human cancer cell lysates. Journal of Chromatography B 782: , Cutler P. Protein arrays: the current state-of-the-art. Proteomics 3:3-18, Miller JC et al. Antibody microarray profiling of human prostate cancer sera: antibody screening and identification of potential biomarkers. Proteomics 3:56-63, Kozak KR et al. Identification of biomarkers for ovarian cancer using strong anion-exchange ProteinChips: potential use in diagnosis and prognosis. PNAS 100: , Koopmann et al. Serum diagnosis of pancreatic adenocarcinoma using Surface Enhanced Laser Desorption and Ionization Mass Spectrometry. Clin Cancer Res 10: , LigandAssay 9 (3) 2004

9 IL CONTROLLO DELLA FUNZIONE GONADICA MISURA DELLE GONADOTROPINE E FISIOPATOLOGIA DELL ASSE IPOFISI-GONADI P. Beck-Peccoz Istituto di Scienze Endocrine, Università degli Studi, Ospedale Maggiore IRCCS, Milano Le gonadotropine sono ormoni glicoproteici strutturalmente molto com-plessi, essendo eterodimeri composti da due subunità codificate da geni diversi posti su cromosomi differenti: una é la subunità a, comne a tutte le glicoproteine (LH, FSH, TSH e CG) e l'altra é la subunità b, specifica per ogni singolo ormone; solo l'ormone intero é in grado di svolgere la specifica azione biologica, essendo le subunità libere del tutto prive di bioattività. Notevoli progressi sono stati recentemente compiuti nell ambito della misurazione dell LH e dell FSH. Infatti, l utilizzo di anticorpi monoclonali di cui uno legato ad una fase solida ed un'altro marcato ha permesso di costruire una metodica non competitiva a "sandwich" nella quale il segnale finale é direttamente proporzio-nale alla quantità di ormone presente nel campione. Contrariamente a quanto osservato con le vecchie metodiche RIA, tale approccio metodologico evita che le subunità libere delle glicoproteine, particolarmente la subunità a, vengano riconosciute come ormone intero, così causando una sovrastima dei reali livelli di LH o di FSH presenti nel campione. Questi nuovi metodi immunometrici possiedono una elevata sensibilità e una elevata specificità, il che rende più sicura l'interpretazione del dato di laboratorio e la valutazione della possibile discrepanza tra dato di laboratorio e dati clinici, discrepanza che può suggerire l esistenza di vari disordini tra cui la possibile presenza di adenomi ipofisari secernenti LH e/o FSH, oppure di mutazioni dei geni che codificano l una o l altra gonadotropina. Di grande rilievo è stata l osservazione che i livelli di LH e/o FSH misurati con i nuovi metodi immunometrici paiono correlare in maniera molto più precisa con l attività biologica delle molecole circolanti. E però chiaro che nessun metodo immunometrico potrà sostituire la misurazione diretta della bioattività dell ormone secreto, dipendendo questa dal grado di glicosilazione e dalla composizione oligosaccaridica delle catene glicosidiche che non necessariamente modificano l immunoreattività delle molecole circolanti. Recenti studi hanno comunque rivelato che anche alcuni metodi di dosaggio immunometrico a sandwich possono dare valori di LH falsamente ridotti. Ciò avviene se uno degli anticorpi monoclonali utilizzati nel metodo di dosaggio è specifico per un epitopo a/b conformazionale. Nel caso delle varianti dell LH, mutazioni del gene per l LHb fan sì che questo epitopo sia mascherato e, quindi, non disponibile a formare il sandwich. L attività biologica del mutante è pressoché normale e i pazienti omozigoti per tale mutazione sono clinicamente eugonadici. LigandAssay 9 (3)

10 APPLICAZIONI CLINICHE DELLE DETERMINAZIONI DI INIBINA, ACTIVINA E MOLECOLE CORRELATE S. Luisi, P. Florio, G. Calonaci, L. Galleri, A. Imperatore, F. M. Severi, F. Petraglia Cattedra di Ostetricia e Ginecologia, Dipartimento di Pediatria, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Università degli Studi, Siena Le inibine sono proteine appartenenti alla superfamiglia del trasforming growth factor beta (TGF-β). L inibina ha una struttura dimerica, formata dalla combinazione della subunità α e di una delle due subunità β, βa e βb che variamente associate danno origine alla inibina A (αβa) e alla inibina B (αβb). Sono prodotte principalmente dall ovaio a livello delle cellule della granulosa, della teca e dalle cellule luteiniche, mentre, nel corso della gravidanza, la placenta umana, la decidua e le membrane fetali ne sono i maggiori siti di produzione. Durante il ciclo mestruale i livelli di inibina A sono elevati durante la fase follicolare tardiva e la fase luteale, mentre la secrezione di inibina B aumenta gradualmente durante la fase medio-follicolare per poi decrescere durante la fase luteale. In premenopausa una graduale diminuzione del numero di follicoli ovarici sottolinea il declino delle potenzialità riproduttive. E noto che in questa fase della vita le donne mostrano cicli mestruali regolari, con un aumento dei livelli sierici di FSH durante la fase follicolare, con livelli di estrogeni e LH normali. Tale aumento è direttamente correlato alla diminuzione della riserva follicolare e quindi al tasso di fertilità. Infatti, donne in età perimenopausale mostrano: a) livelli di inibina B ridotti durante la fase follicolare, con livelli di FSH elevati ed estradiolo normali; b) i livelli di inibina B durante la fase follicolare decrescono più rapidamente; c) livelli di inibina A ridotti durante la fase luteale. I livelli di inibina A e di inibina B sono significativamente ridotti in donne con menopausa precoce, come accade nelle donne sane in postmenopausa. L utilizzo dell inibina B nei programmi di fecondazione assistita, i cui livelli circolanti sono direttamente correlati alla riserva follicolare, sembra proponibile come marker attendibile di risposta ovarica. Infatti bassi livelli circolanti di inibina B al 3 giorno nel siero di donne che si sottopongono a programmi di fecondazione assistita sono correlati ad una scarsa risposta all induzione dell ovulazione. Questi dati suggeriscono che l inibina B può essere considerato come indicatore di riserva follicolare e rivestire un ruolo predittivo di risposta ovarica alle terapie per la fecondazione assistita. Durante il primo trimestre di gravidanza, l unità feto-placentare è la maggiore sorgente di inibina A. L mrna delle subunità dell inibina (α βa βb) sono state localizzate, tramite ibridazione in situ, nel trofoblasto placentare, nelle membrane fetali e nella decidua. Da questi tessuti l inibina A è secreta nel circolo materno e nel liquido amniotico. A tale epoca gestazionale i livelli sierici di inibina A sono più alti che nelle non gravide, mentre i livelli di inibina B non variano significativamente rispetto a quelli nelle donne non gravide. Diversi studi hanno dimostrato una possibile applicazione clinica nella misurazione di tali proteine nella diagnosi, nella valutazione prognostica e nel follow-up di diverse patologie gestazionali, quali aborto, pre-eclampsia, ipertensione indotta dalla gravidanza, e Sindrome di Down. In conclusione, il caratteristico andamento delle inibine deriva da un diverso ruolo fisiologico. Mentre l inibina B, prodotta prevalentemente dalle cellule della granulosa sotto lo stimolo dell FSH, sembra essere un marker significativo di crescita follicolare, l inibina A è secreta prevalentemente dal corpo luteo e sembra svolgere un ruolo di feedback inibitorio sulla sintesi e secrezione ipofisaria di FSH nel passaggio dalla fase follicolare a quella luteinica. 216 LigandAssay 9 (3) 2004

11 IL FENOMENO DELLA MACROPROLATTINEMIA E. Martino Dipartimento di Endocrinologia e Metabolismo, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi, Pisa RIASSUNTO NON PERVENUTO LigandAssay 9 (3)

12 INDAGINI BIOCHIMICHE E GENETICHE NELL INSUFFICIENZA OVARICA PRECOCE L. Persani, E. Di Pasquale, M. Bonomi, R. Rossetti, M. Busnelli, S. Borgato Istituto di Scienze Endocrine, Università degli Studi, Laboratorio di Ricerche Endocrinologiche, IRCCS Istituto Auxologico Italiano, Milano. La insufficienza ovarica primitiva o menopausa precoce (premature ovarian failure, POF) è una malattia frequente (1-2% delle donne di età inferiore a 40 anni) ed eterogenea. Le forme più gravi sono conseguenza di disgenesia ovarica e si manifestano con amenorrea primaria (50% delle amenorree primarie sono dovute a disgenesia ovarica). Nella maggioranza dei casi la POF si associa ad anomalie del cromosoma X (delezioni, traslocazioni), ma frequente è anche la possibilità di una patogenesi autoimmune. Sono numerosi i casi di POF idiopatica con cariotipo 46,XX in cui la causa rimane sconosciuta. Una accurata definizione del quadro clinico e biochimico è necessaria per individuare il meccanismo patogenetico. Recentemente abbiamo identificato la prima mutazione umana del gene BMP15 associata a disgenesia ovarica e amenorrea primaria in due sorelle che hanno ereditato l alterazione genetica dal padre (DiPasquale et al, Am J Hum Genet 2004). Dal momento che BMP15 ha un ruolo ovaio-specifico e il suo gene mappa sul cromosoma X, questa famiglia rappresenta un caso eccezionale di malattia legata al cromosoma X che colpisce le femmine eterozigoti che hanno ereditato la anomalia dal portatore maschio emizigote. Sono in corso studi rivolti a chiarire la frequenza del coinvolgimento di alterazioni in questo ed altri fattori di crescita prodotti dall ovaio nella patogenesi della POF. 218 LigandAssay 9 (3) 2004

13 PROGRESSI NEI SAGGI PER LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI LA DETERMINAZIONE DEL BNP: APPLICAZIONI CLINICHE E PROBLEMI ANALITICI A. Clerico,C. Prontera Istituto di Fisiologia Clinica, CNR, Pisa Fino a circa 25 anni fa, il laboratorio metteva a disposizione del cardiologo solo pochissimi test diagnostici, per lo più utilizzati per la valutazione del danno al tessuto miocardico, in verità assai poco sensibili e specifici. Del tutto recentemente, sono stati sviluppati metodi altamente sensibili e specifici (come il dosaggio della troponina) che hanno praticamente rivoluzionato la classificazione ed in parte anche la fisiopatologia dell'infarto miocardico, contribuendo ad accrescere enormemente l'importanza del laboratorio di analisi nella pratica clinica cardiologica. Ancora più recentemente sono stati messi a punto dei metodi di dosaggio per marcatori ritenuti in grado di fornire informazioni sulla funzionalità cardiaca, fra questi soprattutto i Peptidi Nariuretici Cardiaci (PNC) Le miocellule cardiache (sia atriali che ventricolari) sono in grado di secernere dei peptidi con attività natriuretica, come l'anp (Atrial Natriuretic Peptide) ed il BNP (Brain Natriuretic Peptide). I PNC mostrano una caratteristica forma ad anello, costituito da un ponte di cisteine. Questo anello è essenziale per la loro attività biologica, in quanto è proprio attraverso questa porzione della catena peptidica che i PNC si legano ai loro recettori specifici. I PNC posseggono numerosi effetti biologici, fra cui i più importanti per il sistema cardiovascolare, sono l'aumento di diuresi e natriuresi, l'inibizione della secrezione, produzione e/o azione di molti fattori neuro-ormonali (catecolamine, sistema renina-angoiotensina-aldosterone, endoteline, sistema vasopressina/adiuretina ed alcune citochine), la diminuzione della pressione arteriosa e l'azione inibente sul fenomeno della restenosi post-angioplastica e sul rimodellamento cardiaco post-infarto. Sia l ANP che il BNP sono peptidi prodotti dalle cellule cardiache in forma di pro-ormoni, cioè come parte di una catena peptidica molto più lunga. Per quanto concerne il BNP, al momento del rilascio nel circolo ematico, la catena del pro-ormone viene tagliata da specifici enzimi che determinano la formazione di una catena più corta, che è l ormone vero e proprio (il BNP) ed una catena più lunga costituita da ciò che rimane del pro-ormone originario (NT-proBNP). A livello del circolo ematico si può quindi ritrovare sia l'ormoni attivo BNP che il relativo pro-ormone rimanente, NTproBNP, che è inattivo. Gli ormoni attivi (ANP e BNP) hanno una velocità di degradazione in vivo molto rapida, con una emivita plasmatica di pochi minuti; per contro, i pro-ormoni hanno una emivita molto più lunga. Per tale motivo, i pro-ormoni inattivi, NT-proANP e NT-proBNP, presentano delle concentrazioni plasmatiche che sono molto più elevate rispetto ai peptidi attivi. Si ritiene attualmente che l ANP sia prodotto prevalentemente a livello del tessuto atriale, mentre il BNP a livello del tessuto ventricolare. Lo stimolo predominante per la secrezione e produzione a livello atriale dei PCN è lo stiramento della parete atriale. Recenti studi suggeriscono che non solo la distensione delle parete ventricolari, ma anche la sola ipertrofia, come anche l'ischemia miocardica, possono stimolare la produzione/secrezione di BNP nel tessuto ventricolare. Poiché la massa ventricolare è molto maggiore rispetto a quella atriale, uno stimolo cronico produce molte più molecole di BNP (e NT-proBNP) che di ANP. Per esempio, nello scompenso cardiaco si osserva che il rapporto fra il numero di molecole circolanti di BNP, rispetto a quelle di ANP, tende ad aumentare con la gravità della disfunzione miocardica e dei sintomi di insufficienza cardiaca; così che, mentre nel soggetto normale il rapporto fra le molecole di BNP ed ANP è circa uguale all unità, nello scompenso grave vi sono da 3 a 5 molecole circolanti di BNP per una di ANP. Tuttavia, i livelli circolanti dei PNC possono essere aumentati anche in alcune condizioni fisiologiche (soprattutto esercizio fisico e gravidanza) e patologiche (ipertiroidismo, insufficienza renale ed epatica, embolia polmonare, ecc.), come anche per la somminstrazione di farmaci (estro-progestinici, ormoni tiroidei, cortisonici, simpatico-mimetici con attività beta-stimolante, digitale, e talvolta anche beta-bloccanti). E' stato suggerito che i PNC possono essere considerati dei marcatori di funzionalità cardiaca, che possono essere utilizzati nella pratica clinica sia per motivi diagnostici che prognostici, sia per valutare la risposta terapeutica.. Dal punto di vista diagnostico, è importante sottolineare come il dosaggio del BNP (o NT-proBNP) non possa sostituire l'esame eocardiogarfico, ma entrambi devono essere presi in considerazione nella valutazione di un paziente con sospetto di insufficienza cardiaca e devono pertanto essere eseguiti in serie: prima il dosaggio meno costoso ed impegnivo (il dosaggio del BNP/NT-proBNP) e dopo l'esame strumentale (ecocardiografia). Infatti, questi due esami LigandAssay 9 (3)

14 producono informazioni complementarari, entrambe utili per l'inquadramente diagnostico e prognostico del paziente con sospetto di insufficienza cardiaca. In questi ultimissimi anni, si stanno accumulando sempre più dati sul valore prognostico del dosaggio dei PNC anche in pazienti con sindrome coronarica acuta e/o infarto del miocardio. I livelli circolanti dei PNC presentano un valore prognostico indipendente di mortalità o di morbilità (aumento degli interventi sanitari, reinfarto od altri eventi cardiaci), rispetto a quello dei risultati dell'esame emodinamico e/o cardiografico, della dimensione dell'area infartuale e dei livelli circolanti dei marcatori di necrosi e dell'infiammazione. Pochi dati sono invece reperibili in letteratura sull'analisi dei costi/benefici di utilizzare il dosaggio dei PNC nel follow-up di pazienti con scompenso cardiaco, anche se alcuni studi suggeriscono che il dosaggio del BNP (o del NTproBNP) possa guidare il clinico verso una terapia più personalizzata del paziente con insufficienza cardiaca. 220 LigandAssay 9 (3) 2004

15 DETERMINAZIONE DEI MARCATORI DI DANNO MIOCARDICO M. Poggesi AOU Careggi, Firenze La determinazione della Troponina si è aggiunta nella pratica clinica a quella dei marcatori enzimatici tradizionali accentuando così l eterogeneità dei criteri diagnostici per l infarto miocardico (IM) anche se di fatto l impiego dei vecchi marcatori quali l aspartato aminotransferasi (AST), la creatinfosfochinasi totale (CK) e la lattato deidrogenasi (LDH) è stato sostituito da quello di marcatori più recenti come la mioglobina ma soprattutto l isoenzima CK-MB e la troponina: fra questi il più precoce (nelle prime 3-6 ore) per la diagnosi dell IM risulta essere la Mioglobina, mentre il CK-MB è positivo nel 95% intorno alle 12 ore e la Troponina è il marcatore più specifico nelle prime 6-12 ore. Alla luce del documento congiunto, redatto dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) e dall American College of Cardiology (ACC) sulla ridefinizione dell IM e pubblicato nella sua forma definitiva nel 2000, ogni grado di necrosi miocardica causata da un evento ischemico sembra debba essere etichettata come infarto, per cui un soggetto al quale in precedenza veniva diagnosticata una severa angina pectoris, stabile o instabile, potrebbe attualmente ricevere la diagnosi di IM di piccole dimensioni. L impiego della TnI risulta dunque importante non solo per la diagnosi di IM ma anche per la stratificazione del rischio di infarto miocardico. Dal momento inoltre che proprio secondo le raccomandazioni del documento congiunto ESC/ACC viene indicata per soglia di TnI e CK-MB un valore maggiore del 99 percentile dei valori di un gruppo di controllo e il valore più basso con CV minore o uguale al 10%, visto anche che per molti metodi attualmente disponibili l imprecisione analitica ai livelli decisionali suggeriti dal documento risulta troppo elevata, Architect TnI sembra essere un valido metodo di indagine dati i valori di sensibilità analitica e funzionale mostrati: Sensibilità analitica Architect TnI= ng/ml Sensibilità funzionale Architect TnI 10%CV = ng/ml Il Valore di Architect TnI al 99 percentile nella nostra osservazione è risultato al di sotto della sensibilità analitica del metodo. LigandAssay 9 (3)

16 ASPETTI ANALITICO - ORGANIZZATIVI DEI MARCATORI CARDIACI IN ELEVATA AUTOMAZIONE S. Valaperta Ospedale Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI) Viene presentata l organizzazione del Laboratorio Analisi Cliniche del Istituto Clinico Humanitas, un moderno teching-hospital ad alta complessità con 600 letti e 22 sale operatorie, per quanto attiene l esecuzione di indagini ematochimiche richieste in regime di emergenza. Vengono altresì presentati i risultati, in termini di accuratezza analitica, significatività diagnostica ed efficienza di processo, dell introduzione di nuove metodiche in immuno-chemioluminescenza potenziata per la misura della concentrazione sierica della troponina I, della CPK-MB e della mioglobina. 222 LigandAssay 9 (3) 2004

17 RUOLO ED EVOLUZIONE DEI PROGRAMMI DI VALUTAZIONE ESTERNA DI QUALITÀ (VEQ) EVOLUZIONE DEI PROGRAMMI DI VALUTAZIONE ESTERNA DI QUALITÀ GC Zucchelli, A Pilo, R Conte, F Cantini, MR Chiesa, A Mercuri Istituto di Fisiologia Clinica, CNR, Pisa L Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa (IFC-CNR) organizza da oltre 20 anni i programmi EQAS-CNR per la Valutazione Esterna di Qualità (VEQ) di ormoni e marcatori tumorali. Nel corso degli anni, per rendere più facilmente interpretabili i riepiloghi preparati per i partecipanti, numerose modifiche sono state introdotte nella elaborazione e nella presentazione dei dati. Inoltre l applicazione della ICT (Information and Communication Technology), ha apportato importanti e significativi miglioramenti alle modalità di gestione e di trasmissione dell informazione (invio a IFC-CNR del modulo risposta, invio ai laboratori dei riepiloghi periodici e cumulativi, comunicazioni ai partecipanti). Elaborazione e presentazione dei dati L ultima versione (2004) del riepilogo periodico del programma Immunocheck è riportata in figura dev% dalla media di tutti il tuo risultato dev% dalla media del tuo metodo valore di z punteggio statistiche di tutti i risultati statistiche del tuo metodo numero dei risultati codici dei metodi statistiche dei metodi più usati numero dei risultati aberranti istogramma del tuo metodo posizione del tuo risultato statistiche e istogrammi del singolo campione di controllo valutazione del tuo risultato istogramma di tutti i risultati il punteggio medio quantifica la prestazione del tuo laboratorio grafico cumulativo dei valori di z e dei punteggi del tuo laboratorio n campione, metodo, valore di z = dev% dal bersaglio/cv% stato dell arte punteggio: 4: ottimo ( Z <0.5), 3: buono (0.5< Z <1), 2: sufficiente (1< Z <2) 1: insufficiente (2< Z <3), -2: inaccettabile ( Z >3) LigandAssay 9 (3)

18 I punti principali del riepilogo che hanno subito importanti evoluzioni rispetto alle versioni precedenti sono: 1. Il risultato del laboratorio viene giudicato confrontandolo con la media del metodo considerata valore bersaglio. Questa scelta quasi sempre adottata nelle VEQ di ormoni e marcatori tumorali- è determinata dalla difficoltà a definire un valore vero con metodi indipendenti di riferimento e dalla constatazione di notevoli differenze sistematiche tra metodi, che rendono meno efficace e più questionabile l uso della media di consenso come bersaglio. D altra parte l uso della media del metodo è possibile soltanto per gruppi di risultati omogenei (evitando errori di classificazione dei metodi) e abbastanza numerosi da garantire l affidabilità statistica della media calcolata; in pratica questo implica che il numero di partecipanti deve essere molto elevato (i controlli con numerosi partecipanti sono sempre i più informativi) in modo che, quando i risultati sono raggruppati per metodo, molti gruppi abbiano una numerosità sufficiente (e.g. almeno 5 risultati). 2. La prestazione del laboratorio è valutata anche attraverso l attribuzione di un punteggio. Per questo lo scarto % del risultato dal bersaglio viene normalizzato per il CV% stato-della-arte (variabilità tipo della misura dello specifico analita ricavata dall analisi di numerosi campioni di controllo); questa normalizzazione permette di esprimere lo scarto dal bersaglio in termini di valore Z (cioè in unità di SD) e rende naturale l attribuzione al risultato di un punteggio (vedi figura). Adottando questo criterio, i risultati giudicati insufficienti ( Z > 2) risultano, come atteso, ca. il 5% di tutti i risultati. 3. Istogramma di tutti i risultati e dei risultati del metodo; indicazione grafica del risultato del laboratorio, del valore bersaglio e dei limiti di accettabilità ( scarto <2SD dal valore bersaglio). 4. Grafico cumulativo (o storico ) dei risultati ottenuti dal laboratorio nell ultimo esercizio di controllo e nei 3 esercizi precedenti. Sul grafico il laboratorio può leggere i valori Z e i punteggi corrispondenti; è riportato anche il punteggio medio che quantifica la prestazione cumulativa del laboratorio. 5. L uso del colore (nella tabella delle statistiche, negli istogrammi, nel grafico storico dei punteggi) per permettere una più facile leggibilità del riepilogo. Trasmissione e gestione delle informazioni Attraverso l applicazione ai programmi EQAS-CNR delle nuove tecnologie informatiche (ICT) è stato sviluppato un sistema di gestione basato sul web che permette di: 1) velocizzare i processi automatici e manuali di inserimento dei dati; 2) velocizzare la produzione dei riepiloghi; 3) ridurre gli errori; 4) incrementare l affidabilità statistica delle informazioni mediante la capacità di gestire un numero elevato di partecipanti; 5) aumentare l interazione tra organizzatori e partecipanti. Il nuovo sistema per la gestione dei programmi EQAS-CNR è basato sull uso di un server dedicato; i risultati dei controlli sono archiviati su un database relazionale la cui interfaccia è costituita da un sito web di amministrazione (riservato a IFC-CNR come gestore del controllo) e da un sito web dedicato ai partecipanti. Il sito di amministrazione permette di gestire l anagrafica dei laboratori, di inserire i dati non inviati direttamente via internet ma pervenuti per posta o fax, di effettuare le analisi statistiche, di visualizzare i risultati di queste analisi facilitando l individuazione di risultati anomali (errori di unità, errori di classificazione dei metodi, ecc.) che devono essere eliminati per non inquinare l analisi definitiva. Il sito web dedicato ai partecipanti (cui si accede mediante password) permette al laboratorio di inserire nel database -direttamente attraverso internet- i propri risultati (attraverso il modulo risposta/pagina web) e di verificare la correttezza dei dati inseriti, grazie alla ricevuta che il sistema invia loro automaticamente tramite . Alla scadenza dell esercizio di controllo (appena le statistiche sono state calcolate e verificate da IFC-CNR) il laboratorio può generare il riepilogo, consultarlo ed eventualmente scaricarlo (in formato pdf) per produrne una copia cartacea. Il laboratorio può anche consultare, accedendo alla propria area riservata nel sito web, l archivio dei campioni degli esercizi di controllo precedenti e verificare i propri risultati e le statistiche del proprio o di altri metodi. La consultazione dei riepiloghi attraverso pagine web permette una informazione più dettagliata superando le limitazioni di spazio imposte dal supporto cartaceo. 224 LigandAssay 9 (3) 2004

19 USO DEGLI SCHEMI DI VEQ PER LA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI DEI LABORATORI CLINICI E DEI TEST DIAGNOSTICI: PROSPETTIVE E LIMITI F. Ceriotti Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele, Milano La relazione tratterà delle problematiche relative all utilizzo dei programmi di VEQ al fine di valutare le prestazioni dei kit diagnostici, oppure come strumento di un qualsiasi ente normativo per valutare le prestazioni dei laboratori clinici. Sarà illustrato il documento ISO che descrive le caratteristiche degli schemi di controllo di qualità che possono essere utilizzati come sistemi di sorveglianza post vendita. Si discuteranno in particolare i limiti degli schemi di VEQ, limiti che li rendono strumenti deboli per una valutazione completa e oggettiva delle prestazioni, sia di un sistema analitico che di un laboratorio. Il punto più critico del sistema sono i materiali impiegati in questi schemi, materiali che raramente sono in grado di comportarsi esattamente come un siero umano fresco. Saranno quindi illustrati con alcuni esempi gli effetti della mancanza di commutabilità e come questi problema costituisca un limite importante all uso degli schemi di VEQ come strumenti di controllo fiscale (sia dei reattivi che dei laboratori). LigandAssay 9 (3)

20 VEQ E ACCREDITAMENTO DEI LABORATORI L. Sciacovelli Centro di Ricerca Biomedica, PO Castelfranco Veneto (TV) RIASSUNTO NON PERVENUTO 226 LigandAssay 9 (3) 2004

Diagnosi genetiche molecolari

Diagnosi genetiche molecolari Diagnosi genetiche molecolari INDICAZIONI per la diagnosi genetica Ricorrenza nella famiglia di una malattia genetica - identificazione dei portatori - confermare la diagnosi basata sul quadro clinico

Dettagli

Censimento 2002 Strutture di Genetica Medica in Italia

Censimento 2002 Strutture di Genetica Medica in Italia Censimento 2002 Strutture di Genetica Medica in Italia A cura di: Bruno Dallapiccola, Isabella Torrente, Arnaldo Morena Istituto CSS-Mendel, Roma Con la collaborazione di Errepi Comunicazione, Roma OBIETTIVI

Dettagli

MICRODELEZIONI DEL BRACCIO LUNGO DEL CROMOSOMA Y

MICRODELEZIONI DEL BRACCIO LUNGO DEL CROMOSOMA Y L infertilità è considerata dall Organizzazione Mondiale della Sanità una patologia. Per infertilità si intende l assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti mirati non protetti. Il fenomeno dell

Dettagli

la probabilità q di avere un ricombinante è 0,286/2 = 0,143; la probabilità p di avere un parentale è quindi (1-0,286)/2 = 0,714/2 = 0,357.

la probabilità q di avere un ricombinante è 0,286/2 = 0,143; la probabilità p di avere un parentale è quindi (1-0,286)/2 = 0,714/2 = 0,357. Analizziamo i figli: per 3 volte A è stato trasferito insieme a B e per 2 volte a insieme a b (5 parentali); per 2 volte A con b e B con a (2 ricombinanti). Secondo l ipotesi dell indipendenza, ci aspettiamo

Dettagli

Cosa sono i Macatori Tumorali?

Cosa sono i Macatori Tumorali? Marcatori tumorali Cosa sono i Macatori Tumorali? Sostanze biologiche sintetizzate e rilasciate dalle cellule tumorali o prodotte dall ospite in risposta alla presenza del tumore Assenti o presenti in

Dettagli

Cenni storici. Tale tecnica trova largo impiego in tutte le aree di ricerca biologica:

Cenni storici. Tale tecnica trova largo impiego in tutte le aree di ricerca biologica: DNA Microarray: griglia di DNA costruita artificialmente, in cui ogni elemento della griglia riconosce una specifica sequenza target di RNA o cdna. Tale tecnica trova largo impiego in tutte le aree di

Dettagli

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013 LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013 I Ricercatori del Centro di Genomica e Bioinformatica Traslazionale stanno lavorando a linee di ricerca legate a 1. Sclerosi Multipla 2. Tumore della Prostata

Dettagli

Prof. Pier Paolo Piccaluga Università di Bologna

Prof. Pier Paolo Piccaluga Università di Bologna Prof. Pier Paolo Piccaluga Università di Bologna DNA: la molecola della vita L'acido desossiribonucleico (DNA) è un acido nucleico, presente nel nucleo delle cellule, che contiene le informazioni genetiche

Dettagli

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica Caratterizzazione molecolare delle Distrofie Muscolari di Duchenne (DMD) e di Becker (BMD): diagnosi di malattia e studi familari L Proda esegue le indagini molecolari per le Distrofie muscolari di Duchenne

Dettagli

ISOLAMENTO DI CELLULE STAMINALI PLURIPOTENTI DALLA PLACENTA E LIQUIDO AMNIOTICO PER LA CURA DELLA FIBROSI CISTICA

ISOLAMENTO DI CELLULE STAMINALI PLURIPOTENTI DALLA PLACENTA E LIQUIDO AMNIOTICO PER LA CURA DELLA FIBROSI CISTICA ISOLAMENTO DI CELLULE STAMINALI PLURIPOTENTI DALLA PLACENTA E LIQUIDO AMNIOTICO PER LA CURA DELLA FIBROSI CISTICA Dott.ssa Annalucia Carbone Laboratorio di Genetica Molecolare Fondazione IRCCS Policlinico,

Dettagli

Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI

Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI Introduzione Cromosoma Cellula Nucleo Ormai a tutti è noto il ruolo del

Dettagli

Innovazioni diagnostiche in oncologia: il ruolo del laboratorio

Innovazioni diagnostiche in oncologia: il ruolo del laboratorio Innovazioni diagnostiche in oncologia: il ruolo del laboratorio Inspired to innovate Dott.ssa Annamaria Passarelli Direttore di U.O.C. di Medicina di Laboratorio A USL RM G Tivoli Indicazioni per l impiego

Dettagli

Diagnosi delle aneuploidie

Diagnosi delle aneuploidie Diagnosi delle aneuploidie DIAGNOSI PRENATALE NON INVASIVA: UNA RIVOLUZIONE La diagnosi prenatale delle malattie monogeniche e delle aneuploidie Bologna, è attualmente 6 Giugno eseguita2014 nel I-II trimestre

Dettagli

il progresso dello spirito umano consiste, o certo ha consistito finora, non nell imparare ma nel disimparare principalmente, nel conoscere sempre

il progresso dello spirito umano consiste, o certo ha consistito finora, non nell imparare ma nel disimparare principalmente, nel conoscere sempre il progresso dello spirito umano consiste, o certo ha consistito finora, non nell imparare ma nel disimparare principalmente, nel conoscere sempre più di non conoscere, nell avvedersi di saper sempre meno,

Dettagli

Metodi di analisi mutazionale

Metodi di analisi mutazionale Metodi di analisi mutazionale I metodi impiegati per l analisi di mutazioni o polimorfismi nel DNA genomico possono essere suddivise in due principali categorie: (1) metodi per individuare mutazioni note,

Dettagli

DIAGNOSI PRENATALE GUIDA INFORMATIVA DNA, GENI E CROMOSOMI

DIAGNOSI PRENATALE GUIDA INFORMATIVA DNA, GENI E CROMOSOMI DIAGNOSI PRENATALE GUIDA INFORMATIVA DNA, GENI E CROMOSOMI Ogni individuo possiede un proprio patrimonio genetico che lo rende unico e diverso da tutti gli altri. Il patrimonio genetico è costituito da

Dettagli

Alessandra Ferlini Marcella Neri CONSULENZA GENETICA

Alessandra Ferlini Marcella Neri CONSULENZA GENETICA Alessandra Ferlini Marcella Neri CONSULENZA GENETICA Ad integrazione delle lezioni e del testo di studio Genetica Umana e Medica Neri- Genuardi 3a edizione 2014 Masson (www.mediquiz.it) GENETICA MEDICA

Dettagli

5 modulo didattico - Patologia cromosomica.

5 modulo didattico - Patologia cromosomica. 5 modulo didattico - Patologia cromosomica. G0 IL CICLO CELLULARE DI UNA CELLULA DI MAMMIFERO Avviene ogni volta che la cellula si divide Le tappe fondamentali del processo sono: Separazione dei due filamenti

Dettagli

EREDITARIETÀ E TUMORE MAMMARIO. U.O. Genetica Medica

EREDITARIETÀ E TUMORE MAMMARIO. U.O. Genetica Medica EREDITARIETÀ E TUMORE MAMMARIO Dott.ssa M.Neri U.O. Genetica Medica Responsabile Consulenza Oncogenetica Prof.ssa A. Ferlini Direttore U.O. Genetica Medica I TUMORI AL SENO EREDITARI : L IMPORTANZA DELLA

Dettagli

CELIACHIA E TEST HLA RACCOMANDAZIONI

CELIACHIA E TEST HLA RACCOMANDAZIONI CELIACHIA E TEST HLA RACCOMANDAZIONI a cura di Maria Cristina Mazzilli 1 Antonio Calabrò 2 Carlo Catassi 2 Luigi Greco 2 Riccardo Troncone 2 Umberto Volta 2 Valerio Misefari 3 Antonio Amoroso 4 Ettore

Dettagli

AlphaReal BREAST Scheda Tecnica

AlphaReal BREAST Scheda Tecnica AlphaReal BREAST Scheda Tecnica A3 DS RT 607 ARBreast_01_2015.doc Pag. 1 di 5 Rev. 01 del Gennaio 2015 Prodotto: AlphaReal BREAST Codice prodotto: RT-607.05.20 / RT-607.10.20 N Tests: 5/10 tests Destinazione

Dettagli

GENETICA MEDICA. Analisi genetiche per oltre 400 geni testabili vengono inviati a strutture pubbliche esterne, ospedaliere e universitarie.

GENETICA MEDICA. Analisi genetiche per oltre 400 geni testabili vengono inviati a strutture pubbliche esterne, ospedaliere e universitarie. GENETICA MEDICA PRESENTAZIONE DELLA STRUTTURA L ambulatorio di Genetica Medica fa parte del Dipartimento Materno Infantile. Essa collabora ed interagisce strettamente con le Strutture del Dipartimento

Dettagli

Struttura Semplice Dipartimentale GENETICA MEDICA - OSPEDALE SAN BASSIANO

Struttura Semplice Dipartimentale GENETICA MEDICA - OSPEDALE SAN BASSIANO Struttura Semplice Dipartimentale GENETICA MEDICA - OSPEDALE SAN BASSIANO PRESENTAZIONE DELLA STRUTTURA La Struttura Semplice Dipartimentale di genetica medica fa parte del Dipartimento di Medicina dei

Dettagli

Clinica e terapia. malattie. retiniche. delle. Direttore Scientifico Alfredo Pece

Clinica e terapia. malattie. retiniche. delle. Direttore Scientifico Alfredo Pece Clinica e terapia delle malattie retiniche Direttore Scientifico Alfredo Pece Genetica LA GENETICA Cosa sta succedendo nell ambito della diagnostica e della terapia farmacologica oggi? Scoperta di geni

Dettagli

Affidabilità nella diagnostica

Affidabilità nella diagnostica Affidabilità nella diagnostica Passione per la ricerca Research & Innovation è un laboratorio di medicina molecolare che esegue test genetici avanzati al servizio dei medici e delle strutture di diagnosi

Dettagli

DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE

DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE SERVIZIO DI ECOGRAFIA E DIAGNOSI PRENATALE DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE 1 CROMOSOMI Cosa sono i cromosomi? I cromosomi si trovano nel nucleo della cellula, sono costituiti da proteine

Dettagli

I MARCATORI TUMORALI CLASSICI

I MARCATORI TUMORALI CLASSICI I MARCATORI TUMORALI CLASSICI Serenella Valaperta - Laboratorio Analisi Vanzago, 14 aprile 2011 Marcatore tumorale una sostanza misurabile quantitativamente nei tessuti e nei liquidi corporei, che possa

Dettagli

Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi

Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi Informazioni per i genitori A cosa serve lo screening neonatale Questa pubblicazione serve ad illustrare perché è così importante

Dettagli

Titolo del Progetto Donazione di organi e trapianto: ricondizionamento extracorporeo dei polmoni prima del trapianto in pazienti con fibrosi cistica

Titolo del Progetto Donazione di organi e trapianto: ricondizionamento extracorporeo dei polmoni prima del trapianto in pazienti con fibrosi cistica INFORMAZIONI GENERALI SUL PROGETTO Ente proponente Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus LIFC Titolo del Progetto Donazione di organi e trapianto: ricondizionamento extracorporeo dei polmoni prima del trapianto

Dettagli

Cos è un analisi genetica (test genetico)?

Cos è un analisi genetica (test genetico)? 12 Cos è un analisi genetica (test genetico)? Testo modificato dagli opuscoli prodotti dall ospedale Guy s and St Thomas di Londra Luglio 2008 Questo lavoro è sponsorizzato dal Consorzio EU-FP6 EuroGentest,

Dettagli

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica PRODA Istituto di Diagnostica Clinica Sezione di Citogenetica e Genetica molecolare Responsabile: Dott. Guglielmo Sabbadini Specialista in Genetica Medica Informazioni per la diagnosi molecolare di sordita

Dettagli

Variazioni del genoma possono determinare:

Variazioni del genoma possono determinare: Variazioni del genoma possono determinare: Insorgenza di malattie genetiche Differente predisposizione a determinate patologie Differente risposta a specifiche terapie Differente risposta a stress ambientali,

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Melani Daniela Data di nascita 10/04/1965

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Melani Daniela Data di nascita 10/04/1965 INFORMAZIONI PERSONALI Nome Melani Daniela Data di nascita 10/04/1965 Qualifica Amministrazione I Fascia ASL DI PRATO Incarico attuale Dirigente ASL I fascia - Laboratorio Analisi Chimico Cliniche - Sezione

Dettagli

INFEZIONE DA HIV ED AIDS WWW.SLIDETUBE.IT

INFEZIONE DA HIV ED AIDS WWW.SLIDETUBE.IT INFEZIONE DA HIV ED AIDS HIV 1 ed HIV 2 appartengono alla famiglia dei Retroviridae, genere lentovirus. L infezione da HIV provoca nell ospite una progressiva compromissione delle difese immunitarie, soprattutto

Dettagli

Analisi Molecolare di sequenze di acidi nucleici

Analisi Molecolare di sequenze di acidi nucleici Analisi Molecolare di sequenze di acidi nucleici 1. L Analisi di restrizione di frammenti o RFLP (Restriction Fragment Lenght Polymorphism) di DNA comporta lo studio delle dimensioni dei frammenti di DNA

Dettagli

CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI

CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI Tratti semplici e tratti complessi Come detto nel capitolo precedente, la genetica classica studia fondamentalmente i cosiddetti tratti mendeliani semplici, quelli in cui,

Dettagli

INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME ONCOSCREENING

INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME ONCOSCREENING INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME ONCOSCREENING Il test OncoScreening OncoScreening è un test diagnostico, sviluppato da GENOMA Group, che permette di eseguire un analisi multipla per valutare

Dettagli

Cosa succede in un laboratorio di genetica?

Cosa succede in un laboratorio di genetica? 12 laboratori potrebbero utilizzare campioni anonimi di DNA per lo sviluppo di nuovi test, o condividerli con altri in quanto parte dei programmi di Controllo di Qualità, a meno che si chieda specificatamente

Dettagli

Metodi in vivo e in vitro per : il riconoscimento dei farmaci lo studio delle loro proprietà farmacologiche lo studio del loro meccanismo d azione

Metodi in vivo e in vitro per : il riconoscimento dei farmaci lo studio delle loro proprietà farmacologiche lo studio del loro meccanismo d azione Metodi in vivo e in vitro per : il riconoscimento dei farmaci lo studio delle loro proprietà farmacologiche lo studio del loro meccanismo d azione Metodi generali Metodi mirati Scoperta e sviluppo di nuovi

Dettagli

L INSEMINAZIONE INTRAUTERINA

L INSEMINAZIONE INTRAUTERINA L INSEMINAZIONE INTRAUTERINA Informazioni per la coppia A cura del dott. G. Ragni Unità Operativa - Centro Sterilità Responsabile: dott.ssa C. Scarduelli FONDAZIONE OSPEDALE MAGGIORE POLICLINICO MANGIAGALLI

Dettagli

Lezione 2 Capitolo 18 del testo

Lezione 2 Capitolo 18 del testo Test genetico Lezione 2 Capitolo 18 del testo Cos e un test genetico/diagnostico M Il test genetico di per se non e solo utilizzato in diagnostica: sono un insieme di tecniche che vengono utilizzate per

Dettagli

Scuola di specializzazione in GENETICA MEDICA.

Scuola di specializzazione in GENETICA MEDICA. Scuola di specializzazione in GENETICA MEDICA. La Scuola di specializzazione in Genetica medica afferisce all Area Servizi clinici sotto area Servizi clinici diagnostici e terapeutici, Classe dei Servizi

Dettagli

INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALLA DIAGNOSI CITOGENETICA PRENATALE MOLECOLARE (ARRAY-CGH) SU CELLULE DEL LIQUIDO AMNIOTICO O VILLI CORIALI

INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALLA DIAGNOSI CITOGENETICA PRENATALE MOLECOLARE (ARRAY-CGH) SU CELLULE DEL LIQUIDO AMNIOTICO O VILLI CORIALI INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALLA DIAGNOSI CITOGENETICA PRENATALE MOLECOLARE (ARRAY-CGH) SU CELLULE DEL LIQUIDO AMNIOTICO O VILLI CORIALI A. Finalità L indagine citogenetica fetale (o cariotipo) viene

Dettagli

Il test genetico BRCA1/BRCA2

Il test genetico BRCA1/BRCA2 L identificazione Il test genetico BRCA1/BRCA2 M.G.Tibiletti UO Anatomia Patologica Ospedale di Circolo-Università dell Insubria Varese IL CARCINOMA MAMMARIO FORME SPORADICHE FORME EREDITARIE FORME FAMIGLIARI

Dettagli

Analisi della Malattia Minima Residua

Analisi della Malattia Minima Residua XIX CORSO NAZIONALE PER TECNICI DI LABORATORIO BIOMEDICO Riccione, 22-25 Maggio 2012 Analisi della Malattia Minima Residua Dr.ssa Anna Gazzola Laboratorio di Patologia Molecolare, Sezione di Emolinfopatologia,

Dettagli

ANOMALIE CROMOSOMICHE UMANE: Patologie derivate da alterazioni del numero o della struttura dei cromosomi SINDROME DI DOWN

ANOMALIE CROMOSOMICHE UMANE: Patologie derivate da alterazioni del numero o della struttura dei cromosomi SINDROME DI DOWN Sinonimi: Trisomia 21 Frequenza : 1/750 nati vivi ANOMALIE CROMOSOMICHE UMANE: Patologie derivate da alterazioni del numero o della struttura dei cromosomi SINDROME DI DOWN La sindrome di Down (detta anche

Dettagli

INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME COLONSCREEN

INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME COLONSCREEN INFORMATIVA E CONSENSO INFORMATO ALL ESAME COLONSCREEN Il test ColonScreen ColonScreen è un test diagnostico, sviluppato da GENOMA Group, che permette di eseguire un analisi genetica multipla per valutare

Dettagli

Oggetto: presentazione progetto di ricerca anno 2010

Oggetto: presentazione progetto di ricerca anno 2010 Associazione Un Vero Sorriso Onlus via Morghen, 5 10143 Torino Torino, 01/10/2010 Oggetto: presentazione progetto di ricerca anno 2010 Titolo: Nuovi approcci per l identificazione di mutazioni rare in

Dettagli

Stato mutazionale del gene K-RAS: K comparazione di metodi di analisi

Stato mutazionale del gene K-RAS: K comparazione di metodi di analisi IV Congresso Regionale I Congresso del Middle Management di Area Tecnica Federazione Italiana Tecnici di Laboratorio Biomedico Stato mutazionale del gene K-RAS: K comparazione di metodi di analisi Dott.ssa

Dettagli

Ereditarietà legata al cromosoma X

Ereditarietà legata al cromosoma X 16 Ereditarietà legata al cromosoma X Testo modificato dagli opuscoli prodotti dall ospedale Guy s and St Thomas di Londra e dal Parco tecnologico di Londra IDEAS Genetic Knowledge Park in accordo alle

Dettagli

Figura 1 : organizzazione del materiale genetico nel nucleo delle cellule.

Figura 1 : organizzazione del materiale genetico nel nucleo delle cellule. Il patrimonio genetico, base della vita Il patrimonio genetico (genoma) è l insieme di tutte le informazioni necessarie per costruire ogni embrione, attraverso complessi meccanismi di moltiplicazione delle

Dettagli

Biomarkers per la diagnosi precoce di tumori

Biomarkers per la diagnosi precoce di tumori Università degli Studi di Bari Aldo Moro Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica Biomarkers per la diagnosi precoce di tumori Dott.ssa Maria Luana Poeta Cos è un Tumore Omeostasi Tissutale

Dettagli

hs-crp ed MPO: Punto di vista del Clinico

hs-crp ed MPO: Punto di vista del Clinico hs-crp ed MPO: Punto di vista del Clinico IL LABORATORIO NELLE URGENZE ED EMERGENZE Roma, 2-3 Ottobre 2009 Riccardo Morgagni Cardiologia Università Tor Vergata Roma Contesto clinico Sindromi Coronariche

Dettagli

La Citogenetica nella Diagnosi Prenatale

La Citogenetica nella Diagnosi Prenatale La Citogenetica nella Diagnosi Prenatale Per diagnosi prenatale si intende l insieme delle indagini strumentali e di laboratorio finalizzate ad individuare determinate patologie su base : genetica infettiva

Dettagli

la storia di HER2 Citogenetica e biologia molecolare dei tumori mammari: implicazioni cliniche HER2: Human Epidermal Receptor

la storia di HER2 Citogenetica e biologia molecolare dei tumori mammari: implicazioni cliniche HER2: Human Epidermal Receptor Citogenetica e biologia molecolare dei tumori mammari: implicazioni cliniche la storia di HER2 V. Martin 28 giugno 2011 HER2: Human Epidermal Receptor HER2 e carcinoma mammario alias c-erb, ERBB2, HER-

Dettagli

Real Time Control (RTC)

Real Time Control (RTC) Real Time Control (RTC) Controllo di Qualità Interno (CQI) e Valutazione Esterna di Qualità (VEQ) Il controllo di qualità in Medicina di laboratorio si articola nell esecuzione del Controllo di Qualità

Dettagli

Una proteina nella rete: Introduzione alla bioinformatica

Una proteina nella rete: Introduzione alla bioinformatica Una proteina nella rete: Introduzione alla bioinformatica L era genomica ha assistito ad una crescita esponenziale delle informazioni biologiche rese disponibili dai progressi nel campo della biologia

Dettagli

DNA RICOMBINANTE E BIOTECNOLOGIE

DNA RICOMBINANTE E BIOTECNOLOGIE DNA RICOMBINANTE E BIOTECNOLOGIE INDICE DNA ricombinante e sue applicazioni Tecniche del DNA ricombinante Inserzione di un gene in un plasmide Progetto Genoma Umano Biotecnologie e loro applicazioni Organismi

Dettagli

DIAGNOSI PRENATALE DEI DIFETTI CONGENITI

DIAGNOSI PRENATALE DEI DIFETTI CONGENITI DIAGNOSI PRENATALE DEI DIFETTI CONGENITI DIFETTI CONGENITI Le anomalie congenite sono condizioni che si instaurano tra il momento del concepimento e la nascita. LA DIAGNOSI PRENATALE insieme di tecniche

Dettagli

SCHEDA DEL DOCENTE - CV

SCHEDA DEL DOCENTE - CV Studi di Cagliari Corso di laurea INFORMAZIONI ANAGRAFICHE Nome: FEDERICA Cognome: INCANI Nato a:cagliari Il 19/10/1975 Indirizzo di Residenza: VIA BERNINI 6 CAGLIARI Tel.: Mail: feincani@yahoo.it Cell.:3284494008

Dettagli

Il Ruolo della Genetica Clinica in Genomica e Sanità Pubblica. Corrado Romano cromano@oasi.en.it

Il Ruolo della Genetica Clinica in Genomica e Sanità Pubblica. Corrado Romano cromano@oasi.en.it Il Ruolo della Genetica Clinica in Genomica e Sanità Pubblica Corrado Romano cromano@oasi.en.it Genetica Clinica secondo Wikipedia La genetica clinica o medica si occupa dello studio e della diagnosi delle

Dettagli

LA COSTRUZIONE DEL PEDIGREE NELLA GENETICA UMANA

LA COSTRUZIONE DEL PEDIGREE NELLA GENETICA UMANA LA COSTRUZIONE DEL PEDIGREE NELLA GENETICA UMANA Un metodo di base di analisi genetica negli esseri umani è la costruzione di una storia familiare per seguire la trasmissione ereditaria di un carattere.

Dettagli

ADHD, DAT ed autoimmunità: un possibile marker diagnostico e un innovativo target per il trattamento. Relatore Prof.

ADHD, DAT ed autoimmunità: un possibile marker diagnostico e un innovativo target per il trattamento. Relatore Prof. UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA Facoltà di Medicina e Chirurgia Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile Direttore Prof. Paolo Curatolo ADHD, DAT ed autoimmunità: un possibile

Dettagli

SOLUZIONI AI PROBLEMI DEL CAPITOLO 21. Domande concettuali

SOLUZIONI AI PROBLEMI DEL CAPITOLO 21. Domande concettuali SOLUZIONI AI PROBLEMI DEL CAPITOLO 21 Domande concettuali C1. La genomica strutturale studia la composizione di un genoma. Lo scopo è di mappare tutti i geni nel genoma e alla fine di determinare la sequenza

Dettagli

ANALISI POST-GENOMICHE TRASCRITTOMA: CONTENUTO DI RNA DI UNA CELLULA.

ANALISI POST-GENOMICHE TRASCRITTOMA: CONTENUTO DI RNA DI UNA CELLULA. TECNICHE PER L ANALISI DELL ESPRESSIONE GENICA RT-PCR REAL TIME PCR NORTHERN BLOTTING ANALISI POST-GENOMICHE Conoscere la sequenza genomica di un organismo non è che l inizio di una serie di esperimenti

Dettagli

A cosa serve al clinico e alla famiglia conoscere il difetto di base? Correlazione genotipo fenotipo

A cosa serve al clinico e alla famiglia conoscere il difetto di base? Correlazione genotipo fenotipo 2 Convegno Nazionale Sindrome di Rubinstein Taybi Lodi, 17 19 maggio 2013 A cosa serve al clinico e alla famiglia conoscere il difetto di base? Correlazione genotipo fenotipo Donatella Milani Cristina

Dettagli

Utilizzo dei vaccini in oncologia

Utilizzo dei vaccini in oncologia L E G U I D E Utilizzo dei vaccini in oncologia Fondazione Federico Calabresi Utilizzo dei vaccini in oncologia Michele Maio Luana Calabrò Arianna Burigo U.O.C. Immunoterapia Oncologica Azienda Ospedaliera

Dettagli

Metodiche Molecolari

Metodiche Molecolari Metodiche Molecolari La rivelazione degli acidi nucleici virali è un altro saggio che può essere utilizzato sia per verificare la presenza di un virus in un determinato campione biologico, sia per studiare

Dettagli

Her-2 nel carcinoma mammario

Her-2 nel carcinoma mammario Her-2 nel carcinoma mammario Piera Balzarini U.O. Anatomia Patologica Università degli Studi di Brescia Spedali Civili di Brescia Il gene ERBB2 dà origine ad un recettore tirosin-chinasico appartenente

Dettagli

L Orizzonte di Lorenzo. Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare?

L Orizzonte di Lorenzo. Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare? L Orizzonte di Lorenzo Nostro figlio ha un problema al cuore. Che fare? Bergamo 3/10/2010 Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare? A. Borghi

Dettagli

MALATTIA CELIACA. Il test HLA per la celiachia. Le malattie genetiche si distinguono tra monogeniche e multifattoriali

MALATTIA CELIACA. Il test HLA per la celiachia. Le malattie genetiche si distinguono tra monogeniche e multifattoriali MALATTIA CELIACA La ricerca della malattia celiaca si esegue evidenziando nel sangue e quindi nel DNA gli alleli che codificano per le molecole DQ2 DQ8. La presenza di questi determina la possibilità che

Dettagli

L integrazione scolastica degli allievi con Distrofia Muscolare Duchenne o Becker

L integrazione scolastica degli allievi con Distrofia Muscolare Duchenne o Becker L integrazione scolastica degli allievi con Distrofia Muscolare Duchenne o Becker Raffaela Maggi USP - Ancona Falconara Marittima 16.12.08 Sotto il termine DISTROFIA MUSCOLARE si raccolgono un gruppo di

Dettagli

Modelli di analisi genetica per la fibrosi cistica

Modelli di analisi genetica per la fibrosi cistica 1 Modelli di analisi genetica per la fibrosi cistica Società Italiana di Genetica Medica Commissione di studio sulle modalità di analisi genetica per la fibrosi cistica Gruppo di studio per la fibrosi

Dettagli

Bari, 27 Febbraio 2010 Nicoletta Resta Dipartimento di Biomedicina dell Età Evolutiva UOC Lab. Genetica Medica INDAGINI GENETICHE: QUANDO E PERCHE

Bari, 27 Febbraio 2010 Nicoletta Resta Dipartimento di Biomedicina dell Età Evolutiva UOC Lab. Genetica Medica INDAGINI GENETICHE: QUANDO E PERCHE Bari, 27 Febbraio 2010 Nicoletta Resta Dipartimento di Biomedicina dell Età Evolutiva UOC Lab. Genetica Medica INDAGINI GENETICHE: QUANDO E PERCHE EREDITA MENDELIANA CLASSICA ~ 600 E C M 10.000 Enzimi

Dettagli

Verso la terapia personalizzata

Verso la terapia personalizzata Verso la terapia personalizzata M.G.Tibiletti Genetista Ospedale di Circolo-Università dell Insubria Varese Soroptimist Club Varese Varese 20 aprile 2013 Test genetici DIAGNOSTICI PRESINTOMATICI PREDITTIVI,

Dettagli

RUOLO DEI MARCATORI TUMORALI NELLA PRATICA CLINICA

RUOLO DEI MARCATORI TUMORALI NELLA PRATICA CLINICA RUOLO DEI MARCATORI TUMORALI NELLA PRATICA CLINICA CATTEDRA DI PATOLOGIA CLINICA FACOLTA DI MEDICINA DELL UNIVERSITA DI UDINE CHE COSA SI INTENDE PER MARCATORE TUMORALE? DEFINIZIONE DI MARCATORE TUMORALE

Dettagli

I TEST DIAGNOSTICI E L ANALISI DELLA CURVA ROC

I TEST DIAGNOSTICI E L ANALISI DELLA CURVA ROC G Ital Nefrol 2011; 28 (6): 642-647 MASTER IN EPIDEMIOLOGIA CLINICA I TEST DIAGNOSTICI E L ANALISI DELLA CURVA ROC Graziella D Arrigo, Fabio Provenzano, Claudia Torino, Carmine Zoccali, Giovanni Tripepi

Dettagli

Tiroide e Gravidanza: le risposte del laboratorio

Tiroide e Gravidanza: le risposte del laboratorio 22 Congresso Nazionale SIMeL 1 Evento Nazionale Congiunto SIBioC - SIMeL Come cambia la Medicina di Laboratorio Rimini, 28-31 ottobre 2008 Tiroide e Gravidanza: le risposte del laboratorio E. Toffalori

Dettagli

Cardiomiopatia Ipertrofica. www.anestesia.tk

Cardiomiopatia Ipertrofica. www.anestesia.tk Cardiomiopatia Ipertrofica Malattia miocardica primitiva Geneticamente determinata Ampio spettro di presentazione morfologica, fisiopatologica, i i molecolare l Prevalenza 1/500 della popolazione generale

Dettagli

Maria Antonietta Lepore. Principali tecniche di biologia molecolare clinica

Maria Antonietta Lepore. Principali tecniche di biologia molecolare clinica Maria Antonietta Lepore Principali tecniche di biologia molecolare clinica Copyright MMIX ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133 a/b 00173 Roma (06)

Dettagli

ATASSIA SPINOCEREBELLARE 17 (SCA17) (OMIM #607136)

ATASSIA SPINOCEREBELLARE 17 (SCA17) (OMIM #607136) ATASSIA SPINOCEREBELLARE 17 (SCA17) (OMIM #607136) Il gene implicato nella SCA17 è il gene TATA box-binding protein (TBP) che fa parte del complesso della RNA polimerasi II ed è essenziale per dare inizio

Dettagli

Seminari di Specialità di Genetica Medica 22 novembre 2011 EXOME SEQUENCING. dott.ssa Alessandra Cuccurullo

Seminari di Specialità di Genetica Medica 22 novembre 2011 EXOME SEQUENCING. dott.ssa Alessandra Cuccurullo Seminari di Specialità di Genetica Medica 22 novembre 2011 EXOME SEQUENCING dott.ssa Alessandra Cuccurullo EXOME SEQUENCING Anche noto come targeted exome capture. Strategia per sequenziare selettivamente

Dettagli

DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE BIOMEDICHE

DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE BIOMEDICHE DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE BIOMEDICHE Istituto di Genetica UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE Address: Istituto di Genetica DSTB - Università degli Studi di Udine P.le Kolbe,1-33100 Udine - ITALIA

Dettagli

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati.

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. Biotecnologie ed OGM Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. COSA SONO LE BIOTECNOLOGIE? Si dicono Biotecnologie i metodi tecnici che permettono lo sfruttamento di sistemi

Dettagli

Traslocazioni cromosomiche

Traslocazioni cromosomiche 16 Traslocazioni cromosomiche Testo modificato dagli opuscoli prodotti dall ospedale Guy s and St Thomas di Londra e dal Parco tecnologico di Londra IDEAS Genetic Knowledge Park in accordo alle loro norme

Dettagli

Scelta informata relativa alle analisi preimpianto sul primo e secondo globulo polare (PB)

Scelta informata relativa alle analisi preimpianto sul primo e secondo globulo polare (PB) Scelta informata relativa alle analisi preimpianto sul primo e secondo globulo polare (PB) Diagnosi Preimpianto delle alterazioni cromosomiche mediante array-cgh La sottoscritta (partner femmiile).. Data

Dettagli

L analisi dei villi coriali

L analisi dei villi coriali 12 L analisi dei villi coriali Testo modificato dagli opuscoli prodotti dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists dell Ospedale Guy s and St Thomas di Londra. www.rcog.org.uk/index.asp?pageid=625

Dettagli

Biobanca Genetica per Malattie Rare Scheletriche

Biobanca Genetica per Malattie Rare Scheletriche Biobanca Genetica per Malattie Rare Scheletriche Luca Sangiorgi S.S.D. di Genetica Medica e Malattie Rare Ortopediche, Istituto Ortopedico Rizzoli Bologna SSD di Genetica Medica IOR Roma, 25 settembre

Dettagli

Indicazioni per la richiesta dei marcatori oncologici. Prof.ssa Laura Conti Patologia Clinica IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena Roma

Indicazioni per la richiesta dei marcatori oncologici. Prof.ssa Laura Conti Patologia Clinica IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena Roma Indicazioni per la richiesta dei marcatori oncologici Prof.ssa Laura Conti Patologia Clinica IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena Roma Definizione Una sostanza misurabile quantitativamente nei

Dettagli

SI RINNOVANO LA GINECOLOGIA E L OSTERICIA PRESSO LA SEDE DI VIA RESPIGHI

SI RINNOVANO LA GINECOLOGIA E L OSTERICIA PRESSO LA SEDE DI VIA RESPIGHI NUMERO MONOGRAFICO Notiziario gennaio 2010 SI RINNOVANO LA GINECOLOGIA E L OSTERICIA PRESSO LA SEDE DI VIA RESPIGHI a cura del dr.moreno Dindelli Specialista in Ginecologia e Ostetricia Dall autunno 2009,

Dettagli

pag. Presentazione... IX Ringraziamenti... XXIII Prefazione... XXV Introduzione... 1 Capitolo I IDENTIFICAZIONE GENETICA

pag. Presentazione... IX Ringraziamenti... XXIII Prefazione... XXV Introduzione... 1 Capitolo I IDENTIFICAZIONE GENETICA INDICE pag. Presentazione... IX Ringraziamenti... XXIII Prefazione... XXV Introduzione... 1 Capitolo I IDENTIFICAZIONE GENETICA 1.1. Il concetto d identificazione... 9 1.2. L identificazione nella storia....

Dettagli

20 febbraio 2012. Muore Renato Dulbecco

20 febbraio 2012. Muore Renato Dulbecco 20 febbraio 2012 Muore Renato Dulbecco la possibilità di avere una visione completa e globale del nostro DNA ci aiuterà a comprendere le influenze genetiche e non genetiche sul nostro sviluppo, la nostra

Dettagli

LEZIONE X FUNZIONAMENTO E APPLICAZIONI DELLA PCR. Dott. Paolo Cascio

LEZIONE X FUNZIONAMENTO E APPLICAZIONI DELLA PCR. Dott. Paolo Cascio LEZIONE X FUNZIONAMENTO E APPLICAZIONI DELLA PCR Dott. Paolo Cascio Tecnica della reazione a catena della DNA polimerasi o PCR (Polymerase Chain Reaction) 1) Introdotta da Kary Mullis alla metà degli anni

Dettagli

IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA DI BASE

IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA DI BASE IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA DI BASE Barbara Begni Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale - IZSLER - BRESCIA CONVEGNO PROBLEMATICHE ATTUALI DI RICERCA E STUDIO SUL BENESSERE ANIMALE MILANO

Dettagli

L analisi dei villi coriali

L analisi dei villi coriali 12 A.O.U. Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi VARESE Telefono 0332 393007 http://www.ospedalivarese.net/ L analisi dei villi coriali Dipartimento Materno Infantile e di Biologia-Genetica Sezione di

Dettagli

INTOLLERANZA AL LATTOSIO: ESEMPIO DI BIODIVERSITA GENETICA

INTOLLERANZA AL LATTOSIO: ESEMPIO DI BIODIVERSITA GENETICA INTOLLERANZA AL LATTOSIO: ESEMPIO DI BIODIVERSITA GENETICA I.P.S.I.A. Bettino Padovano Senigallia INDIRIZZO CHIMICO BIOLOGICO 2009/10 ALUNNO:MATTEO BARBARINI CLASSE: 5 TECNICO CHIMICO-BIOLOGICO DOCENTE:PROF.SSA

Dettagli

Malattie genetiche. Il genoma umano e formato da 23 paia di cromosomi (1 paio di eterocromosomi, 22 paia di autosomi).

Malattie genetiche. Il genoma umano e formato da 23 paia di cromosomi (1 paio di eterocromosomi, 22 paia di autosomi). Malattie genetiche Il patrimonio genetico e contenuto nel DNA. Il genoma umano e formato da 23 paia di cromosomi (1 paio di eterocromosomi, 22 paia di autosomi). La sequenza di tutto il genoma umano e

Dettagli

Scelta informata relativa alle analisi preimpianto sul primo globulo polare (PB)

Scelta informata relativa alle analisi preimpianto sul primo globulo polare (PB) Scelta informata relativa alle analisi preimpianto sul primo globulo polare (PB) Screening Preimpianto delle alterazioni cromosomiche numeriche mediante array-cgh La sottoscritta (partner femmile).. Data

Dettagli

irsutismo femminile ipertricosi femminile Oggi una bellezza femminile senza peli problemi di salute

irsutismo femminile ipertricosi femminile Oggi una bellezza femminile senza peli problemi di salute La peluriia femmiiniile iin eccesso Un sserriio prrobllema perr lla ffemmiiniilliittà delllla donna Il modello di un corpo senza peli e con la pelle vellutata Peluria in eccesso : il sentirsi poco femminile

Dettagli

Fibrillina Sindrome di Marfan sindrome di Marfan sindrome di Marfan Sindrome di Marfan Fibrillina 1

Fibrillina Sindrome di Marfan sindrome di Marfan sindrome di Marfan Sindrome di Marfan Fibrillina 1 Genoma La determinazione e la conoscenza dell intera sequenza genomica è la condizione necessaria per comprendere la biologia di un determinato organismo Il genoma contiene le istruzioni (geni) per la

Dettagli