Responsabilità e trasparenza

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1 SIR N. 39 (1.390) - ANNO MAGGIO 2005 NOTA Responsabilità e trasparenza SERVIZIO INFORMAZIONE RELIGIOSA - SERVICE D INFORMATION RELIGIEUSE RELIGIOUS INFORMATION SERVICE - RELIGIÖSER NACHRICHTENDIENST - SERVICIO DE INFORMACION RELIGIOSA I credenti in Cristo si sentono partecipi delle gioie e delle speranze, delle angosce e delle tristezze di tutti gli uomini del nostro tempo. Conoscendo gli avvenimenti nelle loro cause sanno valutarli e riconoscere se costituiscono un passo in avanti nell umanizzazione o una sconfitta. Questa preoccupazione è particolarmente viva riguardo alla ricerca scientifica che proprio in queste ore rilancia da Seul l incubo della clonazione umana. I cattolici non sono indifferenti e sanno che neppure l ambito scientifico è estraneo al messaggio evangelico che è universale richiamo alla sacralità della vita dell uomo. Su questo tema tante sono le chiamate che, consapevolmente o no, la società contemporanea rivolge ai cattolici. Le risposte non sono facili, né possono sempre e tutte essere definitive, a motivo della complessità degli argomenti e degli aspetti implicati. Anche per questo i cattolici, guidati dalla fede e dall insegnamento della Chiesa, cercano il contributo della riflessione di ogni uomo di buona volontà e di onesto pensiero: se ne è avuta prova nella mobilitazione a favore della vita umana nascente, messa in pericolo dalle proposte dell imminente referendum abrogativo. I cattolici, non da soli, stanno riaffermando che l embrione è vita umana sin dal concepimento e deve essere tutelato, perché il criterio di comportamento, anche in altre delicate questioni bioetiche, non si può basare sull utile e su ciò che conviene, ma sul bene dell essere umano. È inaccettabile che con complesse domande, si confonda e si oscuri la verità: l embrione è uno di noi. Non si doveva utilizzare il referendum contro una legge che impedisce scorribande nella vita dell uomo e che, se mantenuta in vigore con l astensione, potrà essere migliorata in sede parlamentare con il contributo più maturo della ricerca scientifica. Sul piano del dibattito pubblico, il referendum anziché favorire il confronto democratico tra le posizioni degli uni e degli altri, ha finito con il divenire spesso occasione di uno scontro ideologico alimentato da mass-media venuti meno al loro ruolo di strumenti di informazione e di luoghi di ricerca della verità. Ma la denuncia di tante parzialità e tanti inganni e attentati alla vita non basta, occorre un opinione pubblica cattolica positiva, visibile e coraggiosa. Giovanni Paolo II scriveva che il mondo dei mass-media, in seguito all accelerato sviluppo innovativo e all influsso insieme planetario e capillare sulla formazione della mentalità e del costume, rappresenta una nuova frontiera della missione della Chiesa. E Benedetto XVI afferma che quando è in gioco la dignità dell essere umano, come sta accadendo non solo in Italia e in Corea, occorre l apporto responsabile di tutti e di ciascuno. I media cattolici, con altri che tali non si dichiarano ma credono nella sacralità della vita fin dal primo soffio, stanno lavorando con responsabilità e trasparenza: non devono però essere lasciati soli nel servizio alla verità sull uomo. SILVIO GRILLI direttore Il Cittadino - Genova CEI: FEDE E CULTURA 2 Il primo annuncio La Nota pastorale LEGGE 40/ Un unità più grande C.Casini PORNOGRAFIA 11 Un mercato fuori legge Quarto Rapporto dell Eurispes PRIMA PAGINA 19 L anima e l architettura G.Lajolo ITALIA EUROPA CONSIGLIO D EUROPA 24 Una risposta corale I 46 Paesi riuniti a Varsavia Bisettimanale di informazione Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2 comma 20/B legge 662/96 - filiale di Roma Stampa in proprio Abbonamento annuo: postale 130,00 - Internet 60,00 Versamento sul ccp n intestato a: Sir Società per l Informazione Religiosa s.r.l. Via Aurelia, Roma Editrice: Società per l Informazione Religiosa (SIR) s.r.l. Presidente: Giuseppe Cacciami -Registro Tribunale di Roma n. 581/88 del Direttore responsabile Paolo Bustaffa Direzione, redazione, amministrazione: Via Aurelia, Roma Tel Fax

2 CEI: FEDE E CULTURA Il primo annuncio I Nota pastorale sulla comunicazione del Vangelo MEDIA, IL DIALOGO E LO STILE DI GESÙ. Una prima sfida, per la Cei, è quella del pluralismo religioso: la società multietnica e multireligiosa non rappresenta una minaccia alla fede cristiana o all appartenenza ecclesiale, se affrontata con spirito di dialogo. Ma dialogare non deve significare cedere al relativismo o al sincretismo, ammonisce la Cei, secondo cui annunciare il Vangelo a persone di altre religioni richiede la presenza di credenti ben consapevoli della propria identità e capaci di rendere ragione della speranza cristiana. Per la Chiesa italiana, in particolare, c è una falsa alternativa da tener presente: quella tra identità e dialogo. In realtà la Chiesa non vede un contrasto tra l annuncio del Cristo e il dialogo. Per essere corretto e autentico, il dialogo richiede una chiara consapevolezza della propria identità e non può mai degenerare nel relativismo o nel sincretismo. Non è vero che una religione vale l altra, incalza il documento, anche se il Vangelo è da annunciare, non da imporre. Come ha fatto Gesù, che l ha proposto a tutti, l ha testimoniato con la sua vita, non è mai ricorso alla violenza per farlo accettare. In un momento in cui in Italia e in Europa si registrano fenomeni positivi (anche se a volte ambigui e contraddittori) come la considerazione data alla qualità della vita; l esigenza di autenticità e il desiderio di socialità; l internazionalizzazione della giustizia e della solidarietà; la ricerca della pace tra i popoli; l accresciuta sensibilità ai temi della salvaguardia del creato, occorre raccogliere sfide e opportunità come il fenomeno del pluralismo religioso, che in sé non rappresenta una minaccia alla fede cristiana o all appartenenza ecclesiale, o della diffusione, sempre più rapida e pervasiva dei mass media, che sono ovunque attorno a noi e non possiamo più farne a meno. È quanto si legge nella nota pastorale sul primo annuncio del Vangelo, dal titolo Questa è la nostra fede, diffusa il 19 maggio dalla Commissione episcopale della Cei per la dottrina della fede, l annuncio e la catechesi. Mai come oggi scrivono i vescovi italiani la Chiesa in Italia ha avvertito l urgenza di un rinnovato primo annuncio del messaggio cristiano, e oggi più che in passato la Chiesa ha l opportunità di far giungere il Vangelo, con la testimonianza e la parola, a quanti hanno sete di Cristo. In un contesto obiettivamente missionario, come il nostro, occorre riportare al centro di ogni Chiesa diocesana e di tutte e singole le comunità parrocchiali il primo annuncio della fede, si legge nella presentazione a proposito della méta del documento, suddiviso in quattro parti: nel primo capitolo ( Alle sorgenti dell evangelizzazione ) vengono descritti l importanza, il contenuto, i linguaggi, le finalità del primo annuncio della fede ; nel secondo ( Comunicare il Vangelo oggi ) il primo annuncio viene contestualizzato nel processo di secolarizzazione ma anche di un diffuso bisogno religioso ; il terzo capitolo ( Gesù risorto è la nostra salvezza ) offre una esemplificazione concreta di primo annuncio della fede, mentre il capitolo finale ( Noi lo annunciamo a voi ) propone alcune indicazioni per attuare una pastorale di primo annuncio. Ha sollecitato il consenso e accettato il rifiuto. Il messaggio dell amore non si annuncia se non attraverso l amore. È proprio la proclamazione del Vangelo a spingere il cristiano al dialogo con tutti. La seconda occasione di primo annuncio è costituita dai mass media. Non mancano, nel documento della Cei, precise indicazioni sul rapporto tra i media e la prassi pastorale quotidiana: Per quanto difficilmente programmabile, la pastorale cosiddetta occasionale rimane la via comune e la più ordinaria per l annuncio del Vangelo. Anche nella comunicazione in forma pubblica e collettiva, non si può mai prescindere dal contatto da persona a persona, come chiaramente indicato dall esempio di Gesù. PARROCCHIA ED EMERGENZE SOCIALI. La preparazione al matrimonio, l attesa e la nascita dei figli, la richiesta di catechesi e di altri sacramenti per i bambini e i ragazzi, ma anche l incontro con situazioni di famiglie in difficoltà o con nuclei familiari di immigrati. Sono queste alcune occasioni particolari per il primo annuncio segnalate nella nota pastorale. In particolare nella vita di parrocchia, vanno accostate con delicata premura pastorale le situazioni di difficoltà delle famiglie, dovute a malattie o ad altre sofferenze, comprese quelle derivanti dalla mancanza della pace familiare o dalla rottura del vincolo coniugale: soprattutto ai margini della vita di fede vanno donate parole e gesti che esprimano condivisione cristiana e aiutino a radiare la sofferenza nel mistero della croce di Cristo. Senza contare la grande occasione di evangelizzazione offerta dal fenomeno delle migrazioni di tante persone di altre religioni: non possiamo non preoccuparci di come far giungere anche ad essi la buona notizia del Vangelo. Altre occasioni da valorizzare per il primo annuncio, esorta la Cei, sono quelle collegate al tempo libero e alle situazioni informali, nelle quali soprattutto i giovani appaiono più aperti al Vangelo, se esso viene offerto in un contesto di vera simpatia e di accoglienza amichevole, da una comunità cristiana coraggiosa nel proporre la sua fede e al contempo capace di intessere relazioni significative nell oratorio, sulla soglia e anche per strada. A CURA DI M.MICHELA NICOLAIS 2

3 CEI - CER (CONFERENZE EPISCOPALI REGIONALI) Migrantes: un progetto per i lavoratori del mare Un progetto benessere per i lavoratori del mare, circa 2 milioni di persone che transitano ogni anno nei porti italiani: è stato presentato ieri, 19 maggio, a Rocca di Papa (Roma, Centro convegni Mondo Migliore ) durante il convegno intitolato Il progetto welfare lavoratori del mare (fino al 21 maggio). Il convegno è promosso dall Ufficio nazionale per la pastorale degli addetti alla navigazione aerea e marittima della Fondazione Cei Migrantes e rappresenta la tappa finale di una serie di appuntamenti regionali per costituire una rete nazionale di comitati di promozione per l accoglienza. Il progetto Welfare lavoratori del mare si inserisce nel cammino fatto per la sottoscrizione, da parte del governo italiano, della Convenzione Ilo 163, spiega don Giacomo Martino, direttore dell apostolato del mare e aereo, che tratta del benessere della gente di mare e della loro accoglienza e vedrà, per la prima volta, volontariato e istituzioni che si confronteranno per rendere dignitoso il livello dell accoglienza. L apostolato del mare si rivolge ai lavoratori occupati nelle navi mercantili e nella pesca tradizionale e alle loro famiglie: Lavoratori dice Martino - che per scelta libera, ma il più delle volte spinti dal bisogno, cercano nel lavoro a bordo delle navi uno sbocco occupazionale e che per molti mesi all anno vivono lontani da casa. Questa lontananza dalla vita sociale fa sì che, soprattutto gli equipaggi, richiedano una guida che si prenda cura di loro indipendentemente dalla religione, razza o lingua. Si tratta di preti che navigano 10 mesi all anno - aggiunge il sacerdote e che hanno il coraggio di lasciare tutto per imbarcarsi in una esperienza oggi unica al mondo. Sacerdoti e volontari sono anche presenti nei maggiori porti italiani per accogliere i marittimi di passaggio e offrire loro una casa lontano da casa anche se solo per poche ore di sosta. I naviganti - ha detto mons. Lino Belotti, presidente della Commissione per le migrazioni della Cei aprendo il convegno - costituiscono una delle poche categorie di persone, con gli ammalati e i carcerati, a non potersi accostare alla Chiesa, per cui è questa a doversi sentire particolarmente interpellata ad andare da loro. Mons. Belotti ha poi ricordato l esperienza italiana - unica nel mondo - dei cappellani a bordo di navi da crociera che imbarcano equipaggi di considerevole consistenza: alcune centinaia di migliaia di persone. Attualmente tale accompagnamento avviene stabilmente a bordo di sole sette navi soprattutto perché le navi crociere con equipaggi consistenti sono poche e perché sono ancora meno gli armatori che accettano sulle loro navi la presenza di un sacerdote. Oggi sarebbe uno scandalo - ha concluso mons. Belotti - se un vescovo negasse un cappellano per l ospedale o per le carceri. Per i marittimi, invece, chissà perché, avviene il contrario: lo scandalo o quasi, è sciupare un sacerdote per i marittimi, perdere tempo per dei giramondo che oggi sono qui, domani chissà dove!, mentre questi uomini interpellano la Chiesa per una presenza di promozione umana e di evangelizzazione: essi anche se lontani da terra sono parte della Chiesa universale. Campania: assemblea missionaria Un incontro per fare il punto della situazione, dopo cinque anni di lavoro svolto: è stato soprattutto questo il senso dell Assemblea missionaria regionale della Campania, che si è svolta, nei giorni scorsi, a Pompei. La parola chiave di questi anni osserva don Alfonso Raimo, incaricato regionale del settore per l evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese della Conferenza episcopale campana (Cec) è stata corresponsabilità, da parte di tutti, al lavoro missionario. Sin dall inizio, abbiamo creato un équipe di lavoro, che ha avuto come scopo di rappresentare le varie anime della realtà missionaria campana e di manifestare la sua ricchezza non solo nella fase operativa, ma già in quella programmatica. Tra gli altri elementi positivi registrati in questi anni, il tentativo di valorizzare gli strumenti della comunicazione, tra cui il foglio di collegamento e il sito, e la realizzazione di convegni annuali itineranti in diocesi diverse, per investire tutte le realtà di questo impegno e dare riconoscimento al lavoro dei direttori diocesani, coinvolgendoli anche nell organizzazione dei convegni. Durante l Assemblea, è stata presentata anche la figura di don Cosimo Luciano, sacerdote napoletano, che è stato parroco a Secondigliano, dagli anni del dopoguerra fino agli anni Novanta, ed è stato, in particolare, fondatore delle Missionarie laiche di Maria Corredentrice (Milmac), un istituto di laiche consacrate per la missione che oggi ha sede a Ercolano (in provincia di Napoli). 3

4 BENEDETTO XVI Il suo sguardo Dalla catechesi del mercoledì al pensiero sull Europa. Ricordo di Giovanni Paolo II Siamo sicuri che dall alto ci vede ed è con noi : così Benedetto XVI ha voluto ricordare che il 18 maggio Giovanni Paolo II avrebbe compiuto 85 anni. Queste le sue parole alla catechesi di mercoledì scorso (18 maggio). L A CATECHESI, DIO SI CHINA SUI BISOGNOSI. Ringraziamo Dio del grande dono di questo Papa, ha aggiunto prima di aprire la catechesi in piazza San Pietro, sotto un sole incerto dopo un forte acquazzone. Dio si china sui bisognosi e sofferenti per consolarli. Al povero egli conferisce il più grande onore, quello di sedere tra i principi, ha detto il Papa, commentando il Salmo 112, che fa parte di una piccola raccolta chiamata l Hallel egiziano. Un breve inno di una sessantina di parole, tutte attraversate da sentimenti di fiducia, di lode, di gioia, ha ricordato. Nel Salmo si passa dall esaltazione del nome del Signore e della sua presenza viva e operante nella storia umana al ringraziamento per la sua vicinanza. Lo sguardo divino dall alto dei cieli si dirige su tutta la realtà, sugli esseri terreni e su quelli celesti. Tuttavia i suoi occhi non sono altezzosi e distaccati, come quelli di un freddo imperatore. Il Signore - dice il Salmista - si china a guardare. Il Signore si abbassa con premura verso la nostra piccolezza e indigenza che ci spingerebbe a ritrarci timorosi. Egli - ha continuato il Papa ricordando il mistero dell incarnazione - punta direttamente col suo sguardo amoroso e col suo impegno efficace verso gli ultimi e i miseri del mondo: Solleva l indigente dalla polvere, dall immondizia rialza il povero. SUL GRAN SASSO LA CIMA GIOVANNI PAOLO II. Si compie oggi in Abruzzo un atto quanto mai significativo, al quale spiritualmente mi unisco. Viene intitolata una cima del Gran Sasso d Italia all indimenticabile Papa Giovanni Paolo II, che ha amato e più volte visitato queste splendide montagne. Nei saluti ai fedeli Benedetto XVI ha ringraziato i promotori dell iniziativa celebrata nello stesso giorno in Abruzzo. La vetta del Gran Sasso chiamata informalmente Gendarme (2.424 metri) dal 18 maggio si chiama infatti Cima Giovanni Paolo II e anche il sentiero che porta al culmine della montagna partendo dalla chiesetta medievale San Pietro della lenca è stato intitolato Sentiero Papa Woityla. In contemporanea all udienza si è svolta nella chiesetta una celebrazione presieduta dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le cause dei santi. Sul posto è stata scoperta e benedetta una croce commemorativa. L EUROPA HA BISOGNO DEI BALCANI. Il principale impegno dei cristiani in Europa è quello di trasfondere la luce della Rivelazione su tutto ciò che è buono, giusto e bello. A ricordarlo il 19 maggio è stato Benedetto XVI ricevendo in udienza Bartolomej Kajtazi, ambasciatore di Macedonia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle credenziali. Non posso non notare con gratitudine che la Macedonia ha riaffermato il suo impegno per un cammino di pace e di riconciliazione, divenendo un esempio per gli altri Paesi balcanici ha detto il Papa che ha ribadito l importanza del dialogo fra le culture. Riferendosi alla volontà del Paese balcanico di entrare in Europa, Benedetto XVI ha detto: L Europa ha bisogno dei Balcani e questi hanno bisogno dell Europa, ma ha avvertito - l ingresso in Europa non deve essere considerato come una panacea per superare le difficoltà. Esso, infatti, perde sostanza e valore se ridotto meramente agli aspetti geografici ed economici. Un autentico sviluppo ha aggiunto richiede un piano nazionale coordinato di progresso che incontri le legittime aspirazioni di tutti i settori della società. E perché durino a lungo nel tempo tali progetti devono basarsi sulla difesa dei diritti umani e delle minoranze religiose, su forme di governo trasparenti e su un sistema giudiziario imparziale. L impegno in questa direzione non può fare a meno della creazione di opportunità di istruzione. Dove le scuole funzionano in modo professionale ai giovani viene offerta la speranza. E l istruzione religiosa è parte integrante della formazione perché permette ai giovani di scoprire il pieno significato dell esistenza umana. Per questo auspico che il Governo permetta l insegnamento della religione nelle scuole primarie. DOPO IL FILM SU PAPA WOJTYLA. Ogni volta che un ideologia totalizzante calpesta l uomo - ha detto il Papa il 19 maggio al termine della proiezione del film su Papa Wojtyla nell Aula Paolo VI l umanità intera è seriamente minacciata. Col trascorrere del tempo, i ricordi non devono impallidire; devono piuttosto farsi lezione severa per la nostra e per le future generazioni. Abbiamo il dovere di ricordare, specialmente ai giovani, a quali forme di inaudita violenza possano giungere il disprezzo dell uomo e la violazione dei suoi diritti. Come non leggere alla luce di un provvidenziale disegno divino il fatto che sulla cattedra di Pietro, ad un Pontefice polacco sia succeduto un cittadino di quella terra, la Germania dove il regime nazista poté affermarsi con grande virulenza, attaccando poi le nazioni vicine, tra le quali in particolare la Polonia?. Ed ha aggiunto: La comune e sincera condanna del nazismo, come del comunismo ateo, sia per tutti un impegno a costruire sul perdono la riconciliazione e la pace. 4

5 DIOCESI: PENSIERI E PROGETTI (14) Evitare il distacco L FIRENZE: la domenica e il resto della settimana A DOMENICA E LE DOMANDE DELLA GENTE. La comunità cristiana, il mondo della sofferenza, la famiglia, il lavoro, la scuola, le relazioni amicali e umane, il contesto sociale : sono questi, per la Chiesa di Firenze, gli ambiti in cui siamo chiamati a vivere il nostro sacerdozio battesimale, attraverso i comportamenti quotidiani. In particolare, occorre evitare il distacco tra la Domenica e il resto della settimana, educando al mistero eucaristico tramite una maggiore formazione, in primo luogo degli operatori pastorali, preparazione, spiritualità, catechesi, e impegno comune coerente con la vocazione e l identità battesimale di tutti i battezzati. LEGGERE IL TERRITORIO. Oggi, si legge nelle proposizioni, risulta difficile leggere il territorio in cui si vive, ma anche stabilire contatti con le persone stesse, vista l estrema varietà e mobilità della vita quotidiana e l esasperata cultura individualistica e relativistica in cui viviamo, che non favoriscono una coscienza di partecipazione e condivisione. Tale capacità di lettura del territorio è invece importante e necessaria, perché per evangelizzare i cristiani laici devono aprirsi al dialogo con le realtà socio-culturali che li circondano nei diversi ambienti Tradurre concretamente nella vita dei singoli cristiani e in quella comunitaria della parrocchia e della diocesi la partecipazione al dono totale di sé che Gesù ripresenta nell Eucaristia. Il card. ENNIO ANTONELLI, arcivescovo di Firenze, presenta così l obiettivo principale dell Assemblea pastorale diocesana in programma domenica prossima, 22 maggio. Farsi uno con Gesù Cristo nell atto del suo sacrificio pasquale prosegue il cardinale significa imparare a vivere ogni relazione e attività come una offerta di sé a Dio per il bene di tutti; significa condividere il suo amore appassionato per tutti gli uomini e per tutto ciò che è umano. Due sono i punti su cui Antonelli invita i suoi fedeli a concentrarsi: L Eucaristia al centro della vita del cristiano e della comunità e lo slancio missionario di evangelizzazione e di promozione umana che ne deriva, nel contesto di un mondo che cambia. Al centro dell imminente appuntamento ecclesiale, 20 proposizioni che domenica prossima, durante l assemblea a cui parteciperanno alcune centinaia di persone in rappresentanza di tutta la comunità diocesana (parroci, religiosi, catechisti, animatori parrocchiali, esponenti di gruppi e associazioni), verranno messe ai voti e, dopo l approvazione, consegnate al card. Antonelli: di seguito, ne citiamo alcuni spunti. La diocesi di Firenze conta abitanti, con 321 parrocchie; i sacerdoti sono 645, di cui 424 diocesani e 221 religiosi; 53 i diaconi. di vita, e allo stesso tempo accentuare il ruolo profetico della Parola che portano ; a partire dalla capacità di essere maggiormente incisivi con la propria identità. Un accento particolare viene posto sulla missione nel territorio, partendo dalla necessità di far conoscere, in primo luogo, la nostra religione, ma anche di studiare e incontrare le altre religioni nell accoglienza e nel dialogo. LA PARROCCHIA E IL SENSO DELLA FESTA. Più collaborazione tra laici e clero nella preparazione dei cammini di catechesi e della formazione liturgica, maggiore attenzione ad un linguaggio che non sia da addetti ai lavori, primato dell iniziazione cristiana come generazione alla fede che deve coinvolgere tutta la comunità e le famiglie. Queste, per la diocesi di Firenze, alcune lineeguida per aggiornare la presenza e il ruolo della parrocchia, dove è urgente anche recuperare la centralità e il significato della festa grazie alla testimonianza di laici responsabili, capaci di trasmettere i valori cristiani alle nuove generazioni. Di qui la proposta di promuovere con una certa continuità occasioni formative di aggregazione e condivisione, in un clima sereno e gioioso, rivolte a far crescere cristiani sempre più capaci e presenti con i loro valori nel mondo della politica, dei media, del lavoro, della scuola e della famiglia. In un mondo quale quello attuale, in cui esiste una sostanziale assenza di modelli concreti di gestione del tempo offerti ai laici e alle famiglie, va recuperata una visione cristiana della quotidianità e della festività, sapendo che per molti la partecipazione alla Messa domenicale e l ascolto della Parola di Dio rappresentano in sostanza l occasione, forse unica, in cui testimoniare l appartenenza alla comunità. IL PRIMATO DELL ACCOGLIENZA. La comunità eucaristica possa allargarsi con qualche manifestazione tangibile di attenzione, accoglienza e invito anche a chi viva situazioni di conclamata crisi familiare o stia sperimentando modelli sociali diversi da quello familiare. È l esortazione contenuta in una delle proposizioni. Tra le altre raccomandazioni della Chiesa fiorentina, una maggiore apertura dei parroci al coinvolgimento, anche in termini di reciprocità, tra comunità parrocchiali e altre realtà ecclesiali, e un corresponsabile impegno dei laici in questo senso. Sul versante socio-culturale, l auspicio è a un uso a fin di bene dei mass media, per creare la coscienza dell urgenza e della priorità dell evangelizzazione. 5

6 DIOCESI Le ferite del territorio Giovani liberi di scegliere, capaci di amare. È questo il nome del progetto, promosso dalla Caritas diocesana di LOCRI-GERACE per dare una opportunità ai giovani della Locride che intendono svolgere il servizio civile. Il progetto coinvolge i giovani che vivono in un contesto molto difficile a causa della mancanza di lavoro sia giovanile che per altre categorie di persone e crea ancora oggi gravi situazioni di disagio sociale. Un capitolo a parte è rappresentato dalle donne che sono sole e senza pensione. Nel nostro comprensorio - dicono i promotori del progetto - e soprattutto a Locri, non ci sono contributi da parte degli Enti pubblici, anzi esiste il contrario le persone che si rivolgono al Comune vengono rimandate alla Caritas. Tra i problemi gravi del territorio la Caritas cita poi l usura: la Fondazione antiusura voluta dal vescovo Giancarlo Maria Bregantini sta lavorando attivamente ma non basta. Per i promotori del pogetto, occorre creare la mentalità della denuncia unica arma contro la sopraffazione e l arroganza di queste persone che con il loro comportamento soffocano l economia e non consentono ai piccoli imprenditori di lavorare. Due ricorrenze da non dimenticare La settimana ha un cuore, che è la domenica; e la domenica ha un cuore, che è l Eucaristia. Mons. Claudio Stagni, vescovo di FAENZA-MODIGLIANA, motiva così lo stretto legame che esiste tra due ricorrenze imminenti, da non lasciar passare inosservate : il Corpus Domini in ambito locale e il Congresso eucaristico in ambito nazionale. La novità cristiana ricorda il vescovo è proprio questa: l Eucaristia trasforma il giorno festivo, lo fa diventare un giorno nuovo, capace di rinnovare il tempo dell uomo nella prospettiva dell eternità. Svuotare la domenica significa svuotare la settimana, e quindi rendere banale l esistenza. Attorno all appuntamento di Bari, sottolinea mons. Stagni, ci sono diverse iniziative culturali, tese a mostrare l utilità per tutti della domenica, come giorno della festa, del riposo, della famiglia, del tempo libero e liberato dal dominio del denaro. Tutti messaggi e valori, questi, spesso contraddetti dal vivere quotidiano e dall atmosfera cultuale dominante: La scritta: Aperto anche la domenica posta su certi esercizi commerciali ammonisce il vescovo tradotta significa: noi crediamo nel dio denaro, che ha diritto di occupare tutto il tempo; noi crediamo che la felicità sia data dal comprare più cose possibili Ed è per questo che pur avendo più benessere, siamo meno contenti, perché la salvezza dell uomo non sta nei suoi beni, anche sul piano umano. L Eucaristia della domenica conclude Stagni ci porta invece a riscoprire il rapporto vero tra lavoro e riposo, tra festa e quotidiano, tra corpo e anima, tra tempo ed eternità. In Terra Santa per la pace Sono partiti in piena notte i cinquanta rappresentanti della diocesi di PRATO che vivranno in Terra Santa una settimana di pellegrinaggio, conoscenza e dialogo. Il viaggio, organizzato dalla diocesi e dal Comitato Propace in Palestina informano i promotori vede la partecipazione del vescovo Gastone Simoni, di rappresentanti delle categorie sociali e dall associazionismo. La visita, che terminerà il 23 maggio, alla finalità del pellegrinaggio unisce quella di dare sostegno al processo di pace, consolidando quel rapporto di solidarietà e di amicizia ecclesiale e civile che da diversi anni lega Prato alla Terra delle tre grandi religioni monoteiste. Un nuovo vescovo Mons. Luigi Negri, vescovo eletto della diocesi di SAN MARINO-MONTEFELTRO farà l ingresso solenne nella sua nuova sede domenica 22 maggio, accolto dalle maggiori autorità locali, provinciali e regionali e rappresentanti del governo. L incontro del pastore con la terra di San Marino-Montefeltro avverrà a Pennabilli, sede vescovile, verso le ore 16; ad attenderlo all ingresso della città vi sarà una gran folla di fedeli provenienti da tutto il territorio, dal presbiterio e dalle autorità, per assistere alla solenne liturgia che sarà concelebrata da mons. Negri, con mons. Paolo Rabitti, amministratore apostolico, e il nunzio apostolico a Gerusalemme e Palestina, mons. Pietro Sambi, originario di Montefeltro. Mons. Luigi Negri nasce a Milano il 26 novembre 1941; dopo gli anni di studio che lo hanno portato al conseguimento della laurea in filosofia, è assistente di. Bontadini (1965), alla Cattedra di filosofia teoretica dell Università Cattolica di Milano. Nel 1967 entra nel Seminario di Vengono per uscirne sacerdote nel giugno del 1972, ordinato dal card. Colombo. Ma gli anni che lo segneranno profondamente sono quelli del Liceo Classico Berchet, dove incontra don Luigi Giussani. Mons. Negri è autore di numerose opere, molte delle quali dedicate al magistero di Giovanni Paolo II e alla rilettura della storia della Chiesa. Attualmente è membro del Comitato scientifico-tecnico per la scuola cattolica della Cei. 6

7 ENTI / ASSOCIAZIONI Per il Congresso eucaristico Domenica tempo di sport, tempo di festa : questo lo slogan scelto dal CSI (CENTRO SPORTIVO ITALIANO) per presentare ai giovani e agli ambienti dove opera attraverso migliaia di società sportive, il tema del Congresso eucaristico nazionale Senza la Domenica non possiamo vivere (Bari 21/29 maggio). La Domenica dicono al Csi - è giorno del Signore, gelosamente custodito e promosso dalla Chiesa, ma anche giorno dell uomo, e per questo tempo di festa, vitalità, convivialità e, contemporaneamente, di spiritualità. Da sempre il Csi promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell uomo e della storia nel servizio alle persone e al territorio. In questo contesto il Csi è impegnato a contrastare il tempo della Domenica come tempo ozioso, evasivo e vuoto, e a qualificare la storia degli uomini attraverso attività ludiche, sportive, solidali. La Domenica costituisce per il Csi il cardine per valorizzare i circa tornei che ogni anno vengono organizzati. In occasione del Congresso eucaristico di Bari, saranno numerose le attività promosse dal Csi allo scopo di comunicare il valore educativo dello sport ai giovani delle scuole superiori, delle parrocchie e degli oratori pugliesi. Nell area esterna dei padiglioni della fiera del Levante sarà allestito il Villaggio dello Sport del Csi. Una struttura mobile con stand espositivi, campi di pallavolo, calcio a cinque, basket e calciobalilla umano che resterà a disposizione dei giovani pugliesi per tutta la settimana. Nell area meeting interna alla fiera del Levante, il Csi organizzerà la manifestazione Campioni nello sport, campioni nella vita. Si tratta di tre talk show che avranno come protagonisti alcuni campioni dello sport, che racconteranno la loro esperienza, dialogando con i giovani delle scuole di Bari. Hanno già confermato la loro adesione all iniziativa l ex azzurro della pallavolo Roberto Masciarelli (lunedì mattina), l ex componente del Setterosa olimpico Maddalena Musumeci (martedì mattina) e l olimpico della pallanuoto maschile Francesco Attolico (mercoledì mattina). Legge 40: l amore della madre per l embrione Nel momento in cui la tecnica interviene a modificare radicalmente il processo della trasmissione della vita, la nostra associazione avverte fortemente la necessità di difendere i diritti delle donne in armonia e non in antitesi con il diritto alla vita dell embrione, con il diritto alla famiglia del nascituro : lo scrive Marianna Gensabella Furnari, consigliere nazionale del CIF (CENTRO ITALIANO FEMMINILE) e docente associato di Bioetica all Università di Messina, in una nota diffusa in questi giorni dal titolo: Quesiti referendari sulla Legge 40/2004. Il Cif fa appello alla responsabilità verso la vita a cui le donne sono chiamate. Secondo la docente: Se è vero che il passaggio attraverso il mezzo tecnico rende imperfetto, come leggiamo in Donum vitae, l atto della procreazione, crediamo tuttavia che l amore della donna che desidera fortemente un figlio continui ad essere l amore materno di sempre: che l embrione non ancora annidato, in vitro, sia sin dall inizio un embrione amato, che la donna già vede e sente come suo, che già riveste un ruolo da protagonista nel suo immaginario e nel suo simbolico. Furnari prosegue poi affermando: A tale convinzione, non lontana dal vissuto di tante donne, si contrappone la concezione di un embrione prodotto dalla tecnica, come qualsivoglia materiale, in quantità, in modo da non sottoporre la donna più volte alla fatica, al peso di produrlo di nuovo: materiale da accumulare per usi ulteriori da scegliere o scartare secondo la buona o cattiva qualità. Questa visione che oppone il diritto alla salute delle donne, visto solo come diritto a non sottoporsi a più trattamenti, e il diritto alla vita e alla dignità dell embrione, ci sembra snaturi il senso profondo dell esperienza della maternità Marcia Benevento-Petralcina per Clementina Cantoni Sarà dedicata a Clementina Cantoni, l operatrice umanitaria rapita in Afghanistan, il Terzo Cammino di Riconciliazione e Pace, che si svolgerà sabato 21 maggio, da Benevento a Petralcina, con inizio alle ore 9. Noi speriamo e chiediamo che Clementina venga liberata subito dice il presidente delle ACLI Luigi Bobba, che parteciperà alla marcia ma sabato porteremo comunque nel nostro cuore lei e tutti quei i volontari - sono tantissimi - che ogni giorno, silenziosamente, sono impegnati a costruire nel mondo cammini e opere di giustizia, di riconciliazione e di pace. Nel frattempo continua Bobba ci aspettiamo e pretendiamo dal Governo che faccia ogni sforzo, come è avvenuto con Giuliana Sgrena e, prima, con le due operatrici di Un ponte per, al fine di arrivare alla liberazione di Clementina Cantoni. 7

8 ENTI / ASSOCIAZIONI La marcia Benevento-Pietrelcina, giunta quest anno alla terza edizione, è un iniziativa promossa dalla TAVOLA DELLA RICONCILIAZIONE E PACE sannita, alla quale partecipano anche le Acli. Quest anno, in particolare, il Terzo cammino di riconciliazione e pace si colloca nell ambito dei contenuti e delle azioni della Coalizione italiana contro la povertà e della Campagna Target 2005: i poveri non possono aspettare. L intenzione è quella di rilanciare con forza gli Obiettivi di sviluppo del Millennio: un programma ambizioso per ridurre la povertà e migliorare le condizioni di vita della popolazione mondiale, concordato dai leader mondiali nel Vertice del Durante il Cammino sono previsti gli interventi di rappresentanti nazionali e locali delle organizzazioni promotrici. L arte al sostegno della disabilità Promuovere lo scambio tra centri che si occupano di disabilità e diffondere la conoscenza di queste strutture nella società: questo lo scopo dell iniziativa varata a Milano, con spettacoli teatrali, proiezioni di video, danza, fotografia. Saranno questi i contenuti della manifestazione artistica Teatrart 2005, organizzata per il secondo anno consecutivo dai Centri socioeducativi della FONDAZIONE DON GNOCCHI e dal settore servizi di formazione del Comune di Milano. Teatrart 2005 si terrà dal 24 al 31 maggio nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro, al centro di formazione Greppi del comune di Milano, in via Satta 23: la manifestazione spiegano alla Don Gnocchi - ha l obiettivo di promuovere lo scambio di esperienze tra i vari centri che si occupano di disabilità e l integrazione tra realtà differenti quali il mondo dei disabili, la scuola e il territorio. Nel corso della rassegna gli operatori e gli ospiti dei Centri coinvolti avranno la possibilità di esibirsi come protagonisti in diversi spettacoli. Il programma prevede un susseguirsi di rappresentazioni teatrali e musical, con ampi spazi dedicati all esposizione di fotografie e alla proiezione di video. La manifestazione ha anche una rilevanza sociale, poiché rende parte attiva del progetto gli studenti delle scuole di una zona periferica di Milano: con l aiuto dei loro insegnanti, infatti, i ragazzi si occuperanno dell aspetto tecnico degli spettacoli, curandone l audio e le luci. Per informazioni: tel. 02/ Il senso dei francescani per la giustizia Il senso dei francescani per la giustizia è il tema del terzo convegno nazionale dell ORDINE FRANCESCANO SECOLARE, sui temi socio-politici, che si terrà a partire da oggi, venerdì 20, e fino al 22 maggio a Padova, presso la Basilica del Santo. Dopo i saluti del ministro nazionale Ofs, Rosa Galimberti, e del rettore della Basilica del Santo, fra Domenico Carminati, il primo a prendere la parola sarà fra Giuseppe Casarin, biblista e docente all Istituto teologico Sant Antonio dottore di Padova, con un intervento su La Giustizia tra antico e nuovo testamento. Sarà poi la volta di fra Luciano Bertazzo, direttore del Centro studi antoniani e del Messaggero di sant Antonio, che parlerà dell Impegno dei primi francescani per la giustizia. Seguiranno i lavori di gruppo, imperniati su tre filoni: Giustizia è fraternità (Integrazione e coesione sociale: alla luce delle lettere di Giovanni Paolo II per la giornata del migrante degli anni 2004 e 2005); Giustizia è responsabilità (Partecipazione e sussidiarietà: alla luce dell Enciclica Centesimus Annus ); Giustizia è legalità ed eticità (Società civile, moralità ed etica in politica, negli affari e nelle professioni: alla luce del documento dei vescovi Italiani Educare alla Legalità ). Il convegno si concluderà domenica mattina, con le due relazioni, rispettivamente di Michele Gesualdi, presidente Fondazione Don Lorenzo Milani, e di fra Massimo Reschiglian, ministro provinciale Ofm dell Umbria. Informazioni: tel. 049/ Rinnovamento nello Spirito: convegno in Sicilia I giovani aderenti al RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO della Sicilia si raduneranno domenica 22 maggio a Palermo, presso il Palazzetto dello Sport: si tratta dell appuntamento annuale più rilevante, dedicato quest anno al tema dell Eucaristia. Come spiega il coordinatore regionale Ignazio Cicchirillo, il tema intende far scoprire ai giovani il valore del corpo come tempio di Dio. Il programma prevede una esortazione di Giuseppe Savagnone sul tema della giornata, una esperienza spirituale guidata da padre Jhack Karam, di Nazareth. Nel pomeriggio interverranno i delegati nazionali per i giovani del Rinnovamento (Alessandro Nocera e Emilia Palladino). La giornata si concluderà con una messa presieduta dall arcivescovo card. Salvatore De Giorgi e con la consegna della Croce del Rinnovamento ai giovani. 8

9 LEGGE 40/2004 Un unità più grande Su PENSARE LA VITA : un luogo di informazione e approfondimento S La nota a firma Carlo Casini pubblicata dai settimanali cattolici locali (Fisc) e il risultato del referendum del 12 giugno ci riportasse al Far West procreatico, il danno sarebbe grave, non solo per la lesione del diritto alla vita e alla famiglia, ma anche perchè verrebbe annullato un percorso di presenza politica nuova, ricco di promesse positive. La legge 40 è il frutto di un lavoro che ha visto la partecipazione del Parlamento (dove il dibattito ha percorso ben tre legislature), dei vari governi che si sono succeduti (commissioni Santosuosso, Guzzanti, Busnelli del , incaricate di fornire indicazioni legislative), del popolo (petizione per la vita del 1988; proposta di legge popolare del 1995 per il riconoscimento della soggettività giuridica di ogni essere umano sin dal concepimento ). Le norme che si vorrebbero abrogare sono, dunque, il frutto di una lunga elaborazione sviluppatasi nel pieno della transizione politica e della dissoluzione democristiana. Esse hanno ottenuto un consenso trasversale, che ha attraversato gli schieramenti partitici. In un momento in cui gli ex democristiani si accapigliavano tra loro, persino nei Tribunali, il tema della vita ha avuto la forza di convincerli a lavorare insieme. È stupefacente che la loro unità abbia coinvolto forze anche laiche, che forse, una compatta presenza democristiana non avrebbe potuto penetrare. Ed ora esplode l applauso quando dico che la difficoltà del referendum può trasformarsi in una opportunità: quella di provare gioia nel lavorare insieme, ristabilendo un amicizia in nome della vita e della famiglia, pur conservando ciascuno le proprie appartenenze partitiche. E l unità dei credenti evoca, sia pure germinalmente, un unità più grande, come è dimostrato, ad esempio, dalla significativa presenza di laici nel Comitato scienza e vita e dal servizio svolto dal Foglio di Giuliano Ferrara. È innegabile una contraddizione. Da un lato il valore della vita umana ha un significato addirittura fondativo della politica, e ciò rende inaccettabile la neutralità dei governi e delle forze politiche riguardo alle questioni di vita o di morte. Come potrebbe dirsi politicamente credibile un partito che non avesse una sua linea sulla pace e sulle modalità di conservarla? Dall altro lato, tutti avvertono la validità di un appello alla coscienza, per superare le barriere partitiche, proprio quando le questioni sono di vita o di morte. Come comporre i due aspetti? In una società ideale non dovrebbero esserci sul valore della vita divisioni tra partiti. Ma il nostro è un mondo in cammino. La trasversalità dell appello a difendere con tutti i mezzi legittimi il livello di protezione della vita raggiunto con la legge 40 è, perciò, presagio e speranza di una società migliore dove la vita non è messa ai voti, perché è riconosciuta da tutti come il fondamento della democrazia. Ma intanto è bene che i partiti che possono farlo si pronuncino come tali, quali forze che riconoscono il diritto alla vita ed è ancora più lodevole che i singoli rompano i vincoli di partito se esso prende una posizione contro la vita. Sarebbe gravissimo far prevalere le esigenze contingenti legate al giudizio sugli uomini di governo o di opposizione o ai programmi economici o di riforma istituzionale su quelle a carattere permanente relative alla base stessa del nostro vivere insieme. Ciascuno mantenga le proprie idee sul resto, ma restiamo insieme non solo nel difendere la legge 40, ma anche nell attuazione di una comune strategia. La scelta di non votare non è una pigrizia o una fuga. Di fatto è un modo nuovo di lavorare insieme per la vita e la famiglia. Non conosciamo l esito finale della transizione in cui ancora ci troviamo. Siamo però certi che, se insieme - credenti e non credenti - riusciremo a salvare il lavoro già svolto a servizio della vita per tutto l arco della transizione, qualcosa di positivo in futuro deriverà. CARLO CASINI 9

10 LEGGE 40/2004 Una garanzia in più Il non voto tutela una legge imperfetta ma non distruttiva e, quindi, migliorabile Ad un mese dall appuntamento con il referendum sulla legge 40/2004 (12-13 giugno), si è intensificato il lavoro dei Comitati locali Scienza e vita per diffondere nella maniera più capillare possibile una informazione puntuale sui quattro quesiti referendari e per spiegare le ragioni democratiche di chi ha scelto di astenersi dal voto. La gente dice il teologo altoatesino KARL GOLSER, che fa parte del Comitato provinciale di bioetica (Bolzano) - segue in queste settimane attraverso i mass media i dibattiti politici, ma non conosce effettivamente la portata di questa legge, né i contenuti dei quattro quesiti che puntano a minarne la base giuridica. Esiste, a suo avviso, una reale informazione sui contenuti della legge sulla fecondazione medicalmente assistita o la gente ne sa ancora troppo poco? Ho l impressione che da quello che è passato attraverso i mass media, la gente ne sa ancora troppo poco e anche dai dati delle indagini statistiche condotte in questi giorni lo dimostrano. L impegno dei media e dell associazionismo cattolici è lodevole e ci auguriamo che riesca ad offrire un contributo per superare la comprensibile difficoltà a capire la legge. Molti infatti attraverso i mass media colgono di più la polemica politica, ma non entrano veramente nel merito delle singole questioni, dei quesiti e di come sono stati posti. A proposito di polemiche politiche, in questi giorni gli esponenti delle varie forze politiche stanno dando le loro indicazioni di voto. Che ruolo sta giocando, secondo lei, la politica in questo campo squisitamente etico? Tutti i problemi hanno un risvolto etico e in questo caso è ancor più evidente, dal momento che si parla del rispetto della vita. In Parlamento, non bisogna dimenticarlo, la legge è stata approvata da una maggioranza trasversale e anche in questi giorni, prima del referendum, si vede questa trasversalità nelle vedute. Lo abbiamo visto con le dichiarazioni del ministro Fini, che non sono state accolte da tutti gli esponenti del suo partito. Ciò che dispiace è la diversa interpretazione che si dà alla realtà: si etichetta cioè quanti avversano i referendum come persone che sono contro la ricerca medica, contro la salute della donna, contro il desiderio di avere un figlio. Si dice che la Chiesa interferisce nella politica. Poste in questi termini le questioni spingono la gente ad esprimersi per il sì, ma poi credo che non si sappia quali siano le reali conseguenze ad un voto di questo tipo, non si conosce effettivamente cosa provocherebbe l abrogazione di alcuni passaggi fondamentali di questa che tutela la vita sia della donna, ma soprattutto dell embrione. Cosa succederebbe se dovesse prevalere la cordata dei sì? Fondamentalmente cambierebbe la legge e diventerebbe una delle più permissive di tutta Europa. Si arriverebbe a permettere la clonazione di esseri umani a scopi di ricerca, un tema, quello della clonazione, che l Italia ha avversato con grande energia anche in campo internazionale, presso le Nazioni Unite. Questo non si dice, ad esempio. Si parla solo di embrioni crioconservati che morirebbero comunque e che allora sarebbe meglio utilizzare a scopi di ricerca medica, per trovare una cura a malattie finora inguaribili, mentre non c è nessuna prospettiva seria che da queste cellule staminali embrionali si possa arrivare poi ad un reale risultato, che invece è da subito molto più stabile, da un punto di vista scientifico, se si utilizzano cellule staminali adulte. La Chiesa cattolica ha invitato a non andare a votare. Ci spiega questa indicazione? La legge 40 va salvaguardata, perché tutela la vita umana. Sappiamo che il voto referendario non è obbligatorio, come negli altri casi di voto e sappiamo anche che il referendum perde validità se non si raggiunge il quorum del 50% dei votanti. Non andare a votare costituisce in questo senso una garanzia in più di tutela di una legge che la Chiesa stessa ha detto non essere perfetta, ma che è la migliore affinché venga difesa la vita dell essere umano, fin dal suo concepimento. Una legge che, a mio avviso, prima di essere avversata con tanta forza, deve essere sperimentata per due o tre anni, dopo i quali, qualora vi fossero delle modifiche da apportare, potrebbe essere lo stesso Parlamento ad intervenire. A CURA DI IRENE ARGENTIERO 10

11 PORNOGRAFIA Un mercato fuori legge Il quarto rapporto dell Eurispes. Il Copercom denuncia il vuoto legislativo Un quadro triste e desolante di fronte al quale occorre stabilire precisi codici etici, ispirati al rispetto della dignità umana. Così l arcivescovo JOHN PATRICK FOLEY, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, intervenuto il 19 maggio alla presentazione a Roma del Quarto Rapporto sulla pornografia in Italia, realizzato dall Eurispes con il patrocinio del dicastero vaticano. Un mercato, quello della pornografia, in continua crescita: dal 1987 al 2004 il volume d affari complessivo legato al settore è passato da 312 milioni di euro agli attuali Un mercato i cui principali attori sono i media che, ha osservato mons. Foley, se possono essere usati per informare, intrattenere, educare, possono anche essere utilizzati per corrompere e turbare. Di qui l auspicio di una vera pedagogia da parte della famiglia, della scuola e della società per formare cittadini responsabili in un struttura comunicativa legale che protegga i giovani, ma anche per esercitare quell autocontrollo e maturo giudizio che potrà privare i pornografi del loro mercato. Intanto il COPERCOM, coordinamento delle associazioni cattoliche per la comunicazione, manifestando inquietudine per i dati del Rapporto, esprime preoccupazione per le ombre e i pericolosi vuoti legislativi, tali da compromettere un efficace tutela dei minori, contenuti nell articolato di legge in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet in discussione alla Camera. C OMPUTER E TELEFONINI. Veri protagonisti della grande industria pornografica, il cui obiettivo è quello di raggiungere il consumatore ovunque ed in qualsiasi momento della sua giornata per fornirgli una sorta di accudimento 24 ore su 24, si legge nell indagine Eurispes, sono i mezzi di comunicazione, in particolare tv, computer e telefonini. Costanti, infatti, l aumento dei sexy shop e della vendita delle riviste, ma a registrare i maggiori fatturati sono le televisioni a pagamento (nel 2004 il volume d affari è stato di 247 milioni di euro), gli home video e il mercato della pornografia on line. Nel 2004 hanno acquistato fette sempre più ampie di mercato i videotelefonini satellitari. Con due euro è possibile ricevere sullo schermo cinque minuti di foto e filmati: nel solo 2004 secondo l Eurispes vi sono state almeno 70 milioni di connessioni di questo tipo per un volume d affari di 140 milioni di euro. IDENTIKIT DEI CONSUMATORI. Diversi i profili dei consumatori disegnati dall Istituto di ricerca. Tra i 900mila maschi adolescenti italiani(15-18 anni), almeno 600mila - definiti dal Rapporto apprendisti - fanno uso di materiale pornografico su carta stampata e on line: È l adolescente preso da mille domande sul sesso che non trova chi sappia rispondere con autorevolezza al suo bisogno di educazione sentimentale, si legge nell indagine. Tra gli adulti vi è l uomo solo, spesso di una certa età, ma anche il carcerato o il militare che vive una quotidianità di soli uomini. Tre milioni i rapiti dallo schermo : giovani, non oltre i 40 anni, single ma anche padri di famiglia. A questi si aggiungono due milioni di coppie e circa 145mila donne single, ma non necessariamente sole, e giovani, non oltre i 40 anni, precisa la ricerca. PORNOGRAFIA MINORILE. Razza bianca, età compresa tra i 4 e i 10 anni, per l 87% di sesso femminile: è l identikit dei bambini presenti in oltre la metà dei siti pedopornografici monitorati dall Eurispes. Il 13% delle restanti presenze è costituito da ragazze tra i 14 e i 16 anni; il 6% da ragazzi tra gli 11 e i 13 anni. Non mancano neppure bambini al di sotto dei 3 anni (l 1%). Foto, filmati e webcam ritraggono nel 75% dei casi i piccoli impegnati in esplicite attività sessuali. I fumetti, presenti nel 7% dei casi, possono essere utilizzati come strumento per convincere i più piccoli durante i tentativi di adescamento. Dal monitoraggio risulta che i Paesi in cui si collocano la maggior parte dei server dei siti di pornografia minorile sono gli Usa (76%), seguiti a grande distanza dal Canada (5%) e dall Olanda (3%). Per combattere la pedopornografia on line è nato il Progetto internazionale Pwsa (Analisi dei siti web di pedofilia) i cui dati convergono all Uaci (Unità di analisi sul crimine informatico) della Polizia di Stato italiana. UNA RIFLESSIONE CULTURALE. La pornografia - ha commentato GIAN MARIA FARA, presidente dell Eurispes - è ormai diventata uno tra i tanti beni di consumo disponibili, che alimenta un mercato e si giustifica attraverso la produzione di ricchezza, e si sa che tutto ciò che produce ricchezza non può essere messo in discussione in una società che ha affidato all economia un ruolo di guida e di produzione di senso, tanto che si è quasi arrivati ad una sorta di normalizzazione e istituzionalizzazione del fenomeno pornografico. Per Fara, non bisogna, tuttavia, arrendersi al pensiero dominante e, pur non volendo affermare una società della virtù da contrapporre a quella del vizio, è importante che le due categorie restino distinte e occorre una riflessione di carattere culturale sulle implicazioni del fenomeno, sulle motivazioni della sua accettazione sociale, sul ruolo delle agenzie educative e dei mezzi di comunicazione di massa. A CURA DI GIOVANNA PASQUALIN TRAVERSA 11

12 DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA Laici per la città C Dal Compendio all impegno socio-politico: il coinvolgimento dei giovani HIAMATI A SCEGLIERE. All interno delle comunità cristiane ha spiegato Martino - non è ancora superata l immagine riduttiva del laico, come cristiano dal basso profilo evangelico. In realtà egli è mosso da un vero e proprio amore verso il mondo, che comporta solidarietà, senso di responsabilità e atteggiamento di servizio. Il cardinale ha ricordato le difficoltà che il cristiano incontra quando è chiamato a fare delle scelte che implicano valori etici prioritari quali la sacralità della vita, l indissolubilità del matrimonio, la correttezza delle informazioni, la ricerca scientifica, le opzioni economiche. La disattenzione alla dimensione etica ha aggiunto il cardinale - porta alla disumanizzazione della vita e delle istituzioni, trasformandole in una giungla in balia della violenza e della legge del più forte. Lo scopo del magistero sociale della Chiesa non è quello di dettare legge o di schierarsi da una parte o dall altra, ma di salvare la persona umana. Di conseguenza, per quanto la politica sia quanto di più instabile si possa pensare, per il cristiano l ambito politico non può essere disatteso. Da lui ci si aspetta ha sottolineato ancora Martino - un netto rifiuto delle strutture di peccato, anche a scapito di perdite personali. Avevamo bisogno di un Compendio della dottrina sociale della Chiesa. Ora che l abbiamo dobbiamo insegnarlo ai giovani. Così il cardinale RENATO RAFFAELE MARTINO, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, parlando ad alcune Organizzazioni internazionali cattoliche. L occasione? Il seminario di studio La dottrina sociale della Chiesa, fondamento irrinunciabile per la formazione e l impegno del laico cristiano, organizzato dalla Federazione internazionale degli uomini cattolici (Fihc) - Unum Omnes, che si è svolto a Roma il 18 maggio 2005 nella sede trasteverina del Pontificio Consiglio. Il Compendio è stato presentato il 25 ottobre scorso ha proseguito Martino - dopo 6 anni di lavoro. Presto avremo la traduzione in tedesco, francese, spagnolo e anche in swahili, russo, croato, tai. Non è un libro come altri, ma un documento ufficiale della Chiesa, auspicato dal Vaticano II e fortemente voluto da Giovanni Paolo II che nel vederlo esclamò: Finalmente!. Il cardinale ha annunciato a breve l uscita di un documento sulla povertà e per la fine dell anno un approfondimento sul microcredito e un incontro su Donne e sviluppo. INSIEME VERSO VERONA Il seminario di studio ha dato spazio ad alcune voci dell esperienza internazionale delle Organizzazioni cattoliche chiamate a rispondere a una nuova domanda di formazione sociale, ha detto ERNESTO PRE- ZIOSI, segretario generale Fihc. In medicina l assenza di principi morali porta al rischio di una dipendenza dai poteri politici ha spiegato ISABELLE BIONDI, direttore esecutivo del Fiamc (Federazione internazionale delle associazioni medici cattolici) -. La rivoluzione tecnologica facilita la manipolazione dell uomo nei diversi stadi dell esistenza. Per molta medicina moderna la vita umana non ha più un valore assoluto. Pensiamo alla medicina dei desideri : la fecondazione assistita ad ogni costo, la chirurgia estetica, la medicina del fitness, il cambiamento di sesso. Ma anche all eutanasia come controllo totale dell esistenza. Cominciano poi a diffondersi inaccettabili pressioni sui medici per indurli ad agire contro le loro convinzioni. È il caso dell Ordine nazionale dei medici del Belgio quando scrive che la legge viene prima dell etica. IL VUOTO ETICO DELLE COSCIENZE. È necessario ha detto VINCENZO CONSO, segretario generale dell Icra (Associazione internazionale rurale cattolica) - recuperare nuovi stili di vita improntati alla sobrietà. Il caso Parmalat ha messo in luce un vuoto etico delle coscienze. Per JAMES WAINAINA (Kenya), vicepresidente del Fihc, la strada è quella della condivisione evangelica e della crescita nella fede e anche del life long learning, la formazione integrale permanente ha aggiunto MARIA GIOVANNA RUG- GIERI, rappresentante Umofc (Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche) alla Fao. La doppia sfida per il cristianesimo oggi ha sottolineato don SALVATOR NICITERETSE, rappresentante del Fiac (Forum internazionale di Azione cattolica) - è tenere insieme interiorità e politica. Il compito delle Organizzazioni laicali cattoliche, pertanto, è quello di avviare una riflessione comune per dare attuazione al Compendio ha concluso GINO DOVERI, segretario generale della Cnal (Consulta nazionale delle associazioni laicali), in attesa del Convegno ecclesiale di Verona A CURA DI VALENTINA CONTE 12

13 CATTOLICI E POLITICA Una carità alta L urgenza e l importanza di passare dal pensiero all impegno efficace e visibile Spero che il Parlamento, prima o poi, riesca ad approvare una legge sulla libertà religiosa. Dal punto di vista pratico esistono, certo, dei problemi, come il crocifisso nelle scuole e la celebrazione nei luoghi pubblici, che a livello nazionale potrebbero, così, trovare un inquadramento giuridico con ricadute concrete. Inoltre, ciò rappresenterebbe un punto fermo, secondo i grandi temi della dottrina della Chiesa, di fronte ai tanti relativismi di cui parla Benedetto XVI. Se si tenesse conto della differenza tra la negatività del relativismo e il pluralismo che, invece, è un concetto altamente positivo, sarebbe certamente più facile attingere, nel confronto pubblico, a qualche forma di verità. Non ha dubbi mons. GIUSEPPE MERISI, vescovo ausiliare di Milano ed esperto di questioni socio-politiche, in tema di carità politica, della sua concretezza, delle difficoltà che si affrontano nel suo nome e dei suoi successi, come spiega durante la presentazione del saggio Pratica di carità politica. Con la fantasia della carità dentro la storia (Ed. Paoline) di Alfredo Luciani, docente di filosofia della religione e fondatore dell Associazione internazionale carità politica. Al centro dell affollato incontro, svoltosi presso l Università Cattolica di Milano, il 18 maggio, un dibattito, moderato dal giornalista di Avvenire, Roberto Righetto, che ha visto confrontarsi appunto mons. Merisi, il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, l economista Angelo Caloia e lo stesso Luciani. L A FORMA ALTA DELL AGIRE. La carità è fondamentale, ma oggi occorre chiedersi quali contenuti dare al suo rapporto con la politica e come passare efficacemente dalla teoria alla prassi, ha spiegato LORENZO ORNAGHI, che ha aggiunto: In questo senso la fantasia della carità, secondo la bella espressione di Giovanni Paolo II, pone una sfida precisa agli uomini del terzo millennio nella realizzazione del bene comune. Spesso, come cittadini, siamo insoddisfatti della situazione ma, noi per primi, non riusciamo a portare valori autentici dentro la politica. Il libro di Luciani offre uno strumento per riflettere, appunto, sulla politica come forma alta dell agire. L ETICA NELLA POLITICA. Se si vuole introdurre, non solo a parole, l etica nella politica, occorre costruire adeguate filosofie di governo, altrimenti non vi sarà possibilità di realizzare gli intenti migliori di coloro che si impegnano nella cosa pubblica secondo i principi della solidarietà e della promozione, ha detto ANGELO CALOIA, facendo riferimento alla necessità di leggi quali quella sull insider trading e sull antitrust. Non dimentichiamo ha aggiunto - che un economia solidale si compie secondo il grado di maturazione raggiunto dalla società. In un tale contesto sono fondamentali la formazione e la disponibilità dell assetto politico-istituzionale a favorire la crescita della coscienza civile dei singoli e della collettività. L obiettivo finale rimane il rendere l economia al servizio dell uomo. UN CENTRO MORALE E INTELLETTUALE. E della carità politica, non solo come categoria che arricchisce la discussione politica, ma anche una carità che non può più essere solo beneficenza o assistenza, ha parlato anche ALFREDO LUCIANI, delineando l azione dell Associazione da lui fondata che ogni mercoledì riunisce tutti gli ambasciatori dei 174 Stati accreditati presso la Santa Sede per un Tavolo di dialogo allargato sui grandi temi dell universalismo. L auspicio è quello ha detto che Roma possa offrire all Italia e al mondo uno spazio per un centro morale e intellettuale, prima ancora che politico, dove gli ambasciatori possano, come già fanno, confrontarsi sulle questioni del villaggio globale. Non a caso, la nostra Associazione in cui, ad esempio, si trovano l uno accanto all altro i diplomatici di Cuba e Stati Uniti, di Israele, Iran e Iraq, permette la riflessione al di là di ogni barriera ideologica e religiosa. A CURA DI ANNA MARIA BRACCINI 13

14 ESTATE 2005 (2) Tra molti progetti Proposte per vacanze alternative o integrative Continuiamo la rassegna di proposte per vacanze alternative o integrative (cfr Sir 36/2005). Ecco una raccolta di appuntamenti suddivisi per categorie di interessi. S PIRITUALITÀ. Il pane della vita è il tema della XXIII Sessione biblica che si svolgerà dal 10 al 16 luglio a Someda di Moena (Tn), presso la Villa Seminario, a cura del CTG (CENTRO TURI- STICO GIOVANILE). La sessione sarà diretta da padre Xavier Léon-Dufour. Stessa data (10-16 luglio 2005) anche per la XXIV Settimana biblica, guidata da padre Albert Vanhoye, che si svolgerà presso il MONA- STERO DI CAMALDOLI (Ar). Tema della settimana è Cristo sommo sacerdote della nuova alleanza, declinato negli incontri incentrati su Novità della cristologia sacerdotale della Lettera agli ebrei ; Il sacerdozio di Cristo nella struttura della Lettera agli ebrei ; Gesù sommo sacerdote degno di fede ; Gesù sommo sacerdote misericordioso. A Camaldoli anche una settimana di lectio divina guidata da padre Innocenzo Gargano, monaco camaldolese, sul tema della I Lettera ai Corinti. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0575/ (dal lun. al ven.); CULTURA DELLA COMUNICAZIONE. Numerosi gli appuntamenti estivi per favorire il diffondersi di una cultura delle comunicazioni sociali, così come auspicato dal Direttorio della Cei pubblicato nello scorso autunno. Si svolgerà a Principina Terra (Gr), dal 10 al 16 luglio, il 29 Corso nazionale di aggiornamento per operatori pastorali e culturali, dal titolo Sala della comunità: identità e gestione promosso dall ACEC (ASSOCIAZIONE CATTOLICA ESERCENTI CINEMA) e dal CENTRO INTERDISCIPLINARE della PONTIFICIA UNIVERSITÀ LATERANENSE. Obiettivo del corso è quello di dare non solo un quadro teorico-motivazionale agli animatori delle sale di comunità, ma anche gli strumenti necessari (comunicazione, marketing, nuove tecnologie) per gestire e valorizzare tali sale. Per informazioni e prenotazioni: tel. 06/ ; A cura dell ANCCI (ASSOCIAZIONE NAZIONALE CIRCOLI CINEMATOGRAFICI ITALIANI), si svolgerà Cogolo di Pejo (Tn), dal 2 al 9 luglio, il 13 camposcuola dal titolo Immagini e parole - Cinema e letteratura, un corso di formazione cinematografica con la partecipazione di registi e sceneggiatori, indirizzato a giovani e adulti interessati all animazione culturale in campo cinematografico. Per informazioni e prenotazioni: tel. 06/ Evangelizzazione e comunicazione. Dalla strategia di evangelizzazione di San Paolo idee e motivazioni per muoversi nel mondo dei media. È il titolo della settimana di approfondimento promossa dal RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO e in programma dal 18 al 24 luglio a Gaver (Bs), presso il villaggio Paolo VI. La Bibbia affermano gli organizzatori contiene una strategia pastorale di comunicazione. Le Lettere di San Paolo e gli Atti degli Apostoli ne sono una chiara documentazione. Recuperare lo spirito degli inizi aiuta a lavorare in modo efficace da cristiani nel mondo dei media e a non subire passivamente il loro influsso, soprattutto in famiglia. Info: tel. 030/ GIOVANI. Anche per i più giovani sono previsti incontri di formazione nel campo delle comunicazioni sociali come quelli programmati dal MOVIMENTO GIOVANILE SALESIANO del Triveneto, che propone un Laboratorio Venezia cinema, in settembre, aperto a giovani animatori culturali (e, a parte, per gestori di sale di comunità) con la partecipazione al festival di Venezia e un laboratorio di critica cinematografica. Aperto a giovani animatori dei cinecircoli giovanili salesiani e a insegnanti è il campo previsto in occasione del Giffoni film festival, dedicato a cinema, teatro e musica per ragazzi. in luglio, a Sanzeno (Tn), è previsto un campo per animatori socio-culturali. Ulteriori iniziative estive del Movimento giovanile salesiano sono i corsi di lingua inglese in Gran Bretagna (nei mesi di giugno, luglio e agosto) finalizzati ad offrire una buona occasione per l apprendimento della lingua inglese vivendo una esperienza cristiana di vita di gruppo. Info: tel. 041/ Il cantiere delle scelte 2005 ripropone i corsi residenziali estivi di orientamento universitario per studenti degli ultimi anni della scuola superiore, promossi dall ISTITUTO GIUSEPPE TONIOLO dell Università cattolica del Sacro Cuore e dal SERVIZIO DI PASTORALE GIOVANILE UFFICIO PER LA PASTORALE UNIVERSITA- RIA della CEI. I corsi si svolgeranno a Santa Cesarea Terme (Le), dal 18 al 22 luglio, presso l Oasi Beati martiri idruntini e a Folgarida (Tn) dal 21 al 25 agosto presso l Hotel Annamaria. Info: tel. 02/

15 IL CURATO D ARS La grazia più grande E Giovanni Maria Vianney: proclamato Beato nel 1905 e Santo nel 1925 SSERE CON CRISTO. Quando si cerca di dare alla vita del prete nuove interpretazioni o nuove letture si tende a mortificare la sua statura invece di allargarla - ha osservato mons. Frisina -. Cercando nel sociale, nel politico o in altre dimensioni il valore del suo ministero se ne sminuisce l efficacia e diviene difficile scorgerne l autentica grandezza. Il sacerdote è, invece, soprattutto l uomo della preghiera come ha ricordato Benedetto XVI. La ragione è semplice: tutta l efficacia del sacerdozio sta nel suo legame all Eucaristia. L identificazione della vita sacerdotale stessa, fatta di lavoro, impegno, fatica fisica e morale, con il sacrificio di Cristo costituisce l essenza stessa del ministero. Di qui la centralità assoluta che la celebrazione della Messa acquista nella vita sacerdotale. Così come il Curato d Ars viveva e insegnava ai suoi fedeli. E per il direttore dell Ufficio liturgico è proprio questo essere con Cristo a dare il potere di toccare il cuore dei fedeli. Un esempio per tutti, quello di Giovanni Paolo II, la cui testimonianza di intima comunione con Cristo ha spinto il mondo a guardare in profondità nel proprio cuore e spingersi a guardare verso il cuore di Dio. L agonia di Giovanni Paolo II ha mostrato, per mons. Frisina, la sof- Essere in persona Christi è ancora la grazia più grande che un uomo possa desiderare. Significa vivere per Cristo, con Cristo e in Cristo per la gloria di Dio e la salvezza dei fratelli. Non fosse altro che per questo la vita del Curato d Ars possiede una modernità sconcertante e in un periodo come il nostro, in cui l identità sacerdotale ha subito attacchi e in cui la debolezza dei sacerdoti si sente con tutta la sua forza, fa bene guardare alla figura di San Giovanni Maria Vianney ( ). Lo ha detto mons. MARCO FRISINA, direttore dell Ufficio liturgico del Vicariato di Roma, intervenuto alla Giornata di approfondimento promossa il 19 maggio dall Istituto pastorale Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense e dalla parrocchia romana di San Giovanni Maria Vianney. Tema dell incontro, Il Curato d Ars: attualità spirituale e pastorale. Il seminario si è svolto alla vigilia della traslazione del cuore di San Giovanni Maria Vianney, di cui quest anno ricorre il centenario della beatificazione (Pio X, 8 gennaio 1905) e l ottantesimo della canonizzazione (Pio XI, 31 maggio 1925). La reliquia il 21 maggio lascerà per la prima volta il santuario francese nel quale è custodita e, accompagnata dal vescovo di Ars, mons. Guy Marie Bagnard, resterà esposta fino al 25 maggio nella chiesa parrocchiale romana intitolata al Santo, patrono di tutti i parroci di Roma e del mondo. ferenza vissuta con Cristo; le sue ultime apparizioni, il padre che non si nasconde nella sua debolezza ma che vuole dimostrare ancora una volta quanto ama i suoi figli. La lettera ai sacerdoti del Giovedì Santo del 1986 sintetizza tutto questo - ha concluso il relatore - e offre una chiave di lettura efficace per comprendere il sacerdozio ministeriale. IDENTITÀ DEL PRETE. Per DENIS BIJU- DUVAL, preside dell Istituto Redemptor Hominis, l evoluzione culturale e sociale, così come gli approfondimenti ecclesiologici del Concilio e del dopo-concilio implicano una riflessione sull identità del prete diocesano, ed in particolare del parroco. Figure invariate dal punto di vista sacramentale, ma che, sotto certi aspetti più fragili, sono chiamate a incarnare la grazia del sacerdozio ministeriale nei ritmi e nei problemi della cultura attuale segnata da una doppia amnesia: la perdita della memoria cristiana e la profonda destabilizzazione dei valori. Di fronte alla necessità di una nuova evangelizzazione - sottolinea Duval - il prete si trova a dover essere in prima linea come apostolo, evangelizzatore e pastore di una comunità a vocazione evangelizzatrice. Preziosa la collaborazione dei laici, soprattutto di quelli capaci di farsi testimoni nel cuore delle realtà più secolarizzate. Priorità della pastorale sono allora la formazione di questi laici all evangelizzazione, la capacità di cogliere le domande della parrocchia, la ricerca dei lontani. EUCARISTIA E MINISTERO SCERDOTALE. Sorgente di ogni scelta, l Eucaristia lo è in tutti gli aspetti che determinano la vita cristiana: ministeriale, contemplativa, storico-quotidiana. È la comunità, unica e molteplice, che è convocata per la celebrazione e che è inviata ad incarnarla nelle strade del mondo ha osservato GIO- VANNI TANGORRA, docente di teologia sacramentaria. Tuttavia, per promuovere l unità contrastando gli strappi, le emarginazioni e le solitudini occorre una visione dinamica del sacramento. Non si tratta di deporre il Cristo sull altare o di chiuderlo nel tabernacolo ma di stabilire con Lui un autentico incontro. La celebrazione del centenario del Curato d Ars, secondo Tangorra, obbliga i sacerdoti a riflettere su come e quanto Giovanni Maria Vianney abbia posto l Eucaristia al centro del suo ministero sacerdotale. 15

16 UZBEKISTAN Non è scontro tra religioni In un Paese segnato dalla violenza la Chiesa faticosamente rinasce Cosa è successo realmente in Uzbekistan? A questa domanda cerca di rispondere l agenzia internazionale Fides che in una nota del 19 maggio fissa alcuni punti su quanto accaduto il 13 maggio a Andijan, nell Uzbekistan orientale, dove si sono registrati violenti scontri tra polizia e manifestanti che hanno provocato numerose vittime, 169 secondo le autorità, oltre 700 secondo i partiti di opposizione al Governo guidato da Islam Karimov. Contro quest ultimo migliaia di dimostranti erano scesi in piazza al grido di democrazia, giustizia e lavoro provocando la reazione armata delle truppe. Subito dopo i fatti il regime uzbeko ha deciso l oscuramento nell intero Paese delle catene televisive internazionali e l espulsione dei giornalisti stranieri da Andijan, circondata da un cordone di sicurezza di polizia ed esercito, motivando l ordine con preoccupazioni legate alla sicurezza. Oscurati anche molti siti Internet. Intanto, secondo varie fonti umanitarie, sarebbero migliaia le persone che stanno lasciando il Paese. L Onu e l Unione europea hanno invocato una commissione di inchiesta. N ON SI TRATTA DI UNA QUESTIONE RELIGIOSA. Per Fides, il tribalismo trova le sue ragioni di scontro nella immensa miseria in cui vive la maggior parte della popolazione in un Paese che pure possiede ampie risorse di petrolio, gas, cotone. Secondo fonti ufficiali le proteste erano organizzate a gruppi fondamentalisti islamici, che vogliono lottare contro il governo. Secondo persone del luogo, invece le ragioni che stanno dietro questi avvenimenti sono la povertà, la corruzione, e la situazione economica degradata. Stavamo solo cercando di portare la nostra situazione all attenzione del governo. La gente è indispettita: Non siamo terroristi islamici ma solo gente stanca della povertà e della tirannia delle autorità, dice, affermando che i soli prigionieri liberati sono stati quelli in carcere per motivi politici, accusati di essere oppositori del governo. Testimoni oculari degli scontri sono stati i cittadini di Andijan rimasti scioccati dalla violenza della polizia. Per alcuni di loro la polizia e le forze armate hanno aperto il fuoco sui civili inermi e disarmati, incluse donne e bambini. Questo è stato il metodo del governo per calmare la situazione, affermano. Gente innocente ha abbandonato la piazza principale della città, temendo di essere uccisa. Il massacro portato avanti dalle forze armate ha costretto i cittadini dell Uzbekistan a fuggire nel vicino Kirghyzstan. Fra i e i cittadini uzbeki attendono alla frontiera. Circa 500 l hanno già attraversata e hanno ricevuto cure sanitarie e accoglienza in terra kirghisa. I rifugiati, molti a piedi nudi, hanno paura a tornare indietro temendo ritorsioni. Le versioni, riporta ancora Fides, della popolazione a Tashkent non concordano con le versioni ufficiali. La gente è convinta che la religione non sia coinvolta nell accaduto e che l unico scopo dei manifestanti era attirare l attenzione del governo sulle loro condizioni di miseria. Sparare su civili innocenti dicono - non può esser giustificato. Abbiamo testimonianze su quali siano i metodi del governo per affrontare la situazione. Scheda LA CHIESA RINASCE. Secondo NEVILLE KYRKE-SMITH, direttore nazionale di Aiuto alla Chiesa che soffre del Regno Unito, impegnato in progetti di aiuto in Uzbekistan, la paura è quella che una reazione violenta del fondamentalismo islamico contro la repressione del regime possa riflettersi e mettere in difficoltà l opera della Chiesa cattolica uzbeka e la sua comunità. Il Paese, ricorda al Sir, è uno di quelli considerati a rischio per quanto riguarda la libertà religiosa. Tuttavia, dice, la Chiesa sta lentamente rinascendo dopo lunghi anni di repressione comunista. Nei pressi di Andijan, i frati francescani, cui è stata affidata la Missio sui iuris, gestiscono un centro per 70 ragazzi e una piccola struttura insufficiente ormai a contenere le oltre cento persone che vogliono partecipare alla Messa. Speriamo conclude che questa non venga ancora una volta schiacciata e che possa dare il proprio contributo alla rinascita di questo Paese. A CURA DI DANIELE ROCCHI In Uzbekistan, Repubblica ex-sovietica indipendente dal 1991, la Chiesa è nata da pochi anni, sebbene il cristianesimo fosse presente in questa terra già nel IX secolo. Ci sono, attualmente, tre parrocchie e tre stazioni missionarie Il 90% di circa 25 milioni di abitanti è musulmano. I cristiani sono l 1,7%, di cui cattolici. Il 29 settembre 1997 l intero territorio è stato eretto in Missio sui iuris e affidato ai Frati Minori Francescani Conventuali. Il 22 marzo 2005, Giovanni Paolo II ha elevato la Missio sui iuris dell Uzbekistan ad amministrazione apostolica. 16

17 AFRICA L economia del dono Un continente che sta in piedi di fronte all Europa L Africa in piedi in aiuto all Occidente : questa è l immagine che il giornalista e scrittore JEAN-LÉONARD TOUADI, formatore alla Fondazione Cum (Centro unitario missionario) ha usato per descrivere i propositi di rinnovamento e riconciliazione nel continente africano. Nei giorni scorsi Benedetto XVI ha fatto più volte riferimento all Africa, invitando ad una maggiore attenzione nei suoi confronti. Al Cum di Verona, in questi giorni, si è tenuta una sessione di approfondimento dell équipe formativa sull Africa. I lavori si sono aperti con un messaggio provocatorio: negli ultimi anni, dall avvento di Mandela in Sudafrica fino al genocidio in Rwanda, non è arrivato l atteso Rinascimento africano. Eppure lo spazio per il cambiamento ancora c è, e Touadi lo intercetta nelle forze di resistenza e innovazione, ovvero nella lotta degli oppressi. Stando alle cifre della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, in Africa saremmo tutti morti afferma il giornalista -. Invece sappiamo resistere grazie all economia popolare del dono. Che può essere d aiuto all Occidente, schiavo della sua sazietà. Perché l impegno dei governi occidentali nella cooperazione sta regredendo? Bisogna capire perché è iniziato questo impegno. Si è erroneamente creduto negli anni Sessanta che lo sviluppo si sarebbe raggiunto con azioni mirate: intensificazione dell agricoltura, industrializzazione, infrastrutture. Ma si trattava di un concetto imposto, che ha prodotto troppe cattedrali nel deserto. L Occidente però aveva bisogno di restare sul territorio, per presidiare postazioni raggiunte durante la Guerra Fredda e guadagnarne altre. Lo sviluppo è diventato perciò funzionale all occupazione. Dal crollo del Muro di Berlino, invece, l Europa si è progressivamente ritirata dall Africa, isolata così dalle relazioni multilaterali. I pochi che restano oggi hanno in mente una cooperazione diversa, di auto-sviluppo. Ma senza fondi non possono andare avanti. C è spazio allora solo per l aiuto umanitario? Questo è piuttosto un alibi per non affrontare i nodi strutturali. Basta mandare un sms per fare del bene, anche senza comprendere in fondo le cause, le situazioni. Diamo aiuti che sorvolano letteralmente le persone in carne e ossa, danno denaro a pioggia senza costruire nulla. Un esempio recente con lo tsunami è l impatto degli aiuti in riso inviati in Indonesia: per consumarlo tutto non basterebbero tre generazioni. Si è così distrutta la filiera locale e azzerata la possibilità dei produttori di vivere del loro lavoro. Senza contare che in molti casi si va a foraggiare la guerra, perché gli eserciti se ne impossessano per cibare i soldati. Lei descrive l Africa come il laboratorio ideale per la geopolitica del cinismo. Il potere economico non è gestito al tavolo legittimo della politica, i signori della guerra trattano con le multinazionali, mentre l Occidente complice sta a guardare. E intanto si è affacciata anche la Cina Che sta facendo senza giustificazioni umanitarie o democratiche quello che gli altri Paesi fanno già. Ha bisogno di materie prime - alluminio, petrolio, uranio - e se le prende. Scoperchia le logiche che gli altri ammantano di cooperazione bilaterale, diritti umani. E come gli altri commercia armi, senza dover rendere conto a un opinione pubblica che non ha. Ci sono prospettive per interrompere il corto circuito? C è una classe dirigente preparata? È da 500 anni che la scuola in Africa non rappresenta la società a cui appartiene. I giovani non imparano a gestire questa società complessa, ma acquisiscono categorie di culture altre, che applicate nella realtà africana non vanno. Bisogna quindi che le comunità riprendano in mano l educazione e i saperi endogeni, quelli che si rifanno alla cultura dell U buntu, ciò che fa l uomo tale e gli dà dignità. La prima riconciliazione è questa, dell Africa con sé stessa. Però ci vogliono degli intellettuali diversi, capaci d intercettare le forze interne alle reti informali della sopravvivenza, a cui dare una nuova forma politica. A CURA DI FABIANA BUSSOLA 17

18 RASSEGNA STAMPA Settimanali diocesani A poco meno di un mese dall appuntamento del 12 e 13 giugno è entrata nel vivo la campagna referendaria sulla legge 40/2004. Sono diversi gli editoriali dei settimanali cattolici dedicati all argomento. Il 12 giugno - scrive Bruno Fasani su VERONA FEDELE (Verona) - saremo chiamati a votare un referendum dove, se scriveremo sì ai quattro quesiti proposti, aboliremo di fatto la legge in vigore nei suoi contenuti essenziali. Ripromettendosi di proseguire la riflessione nelle prossime settimane, Fasani smentisce alcuni luoghi comuni: Ci raccontano che se noi potessimo prendere le cellule staminali dagli embrioni potremmo curare molte malattie come il Parkinson, l Alzheimer e demenze varie Questo non solo è un falso scientifico, ma è un atto di disonestà così come affermare che se fosse possibile fare l analisi pre-impianto dell embrione, non avremo più bambini malati. Quanti avranno letto gli articoli della legge e quanti saranno oggettivamente a conoscenza delle concrete conseguenze se un articolo venisse abrogato? Al più entreranno in cabina convinti della necessità della ricerca, della libertà di decisione d consentire alle donne sulla scelta dei figli, sul progresso della scienza crederanno di cambiare il mondo o di essere al passo con i tempi, ma non sapranno in realtà niente dei veri percorsi della scienza e delle autentiche risultanze degli articoli della legge : è la previsione di Emilio Pastormerlo (L ARALDO LOMELLINO, Vigevano) che definisce non solo inadeguato, ma soprattutto ingannevole il ricorso al referendum. I diritti dell uomo non sono concessi né da uno Stato, né da una madre, tantomeno da un gruppo di referendari: i diritti sono originari ; un essere umano li ha per sé, proprio per il fatto che è un essere umano scrive Giorgio Zucchelli, presidente della Federazione dei settimanali cattolici. Riferendosi ad uno dei messaggi del comitato per il sì ai referendum che parla di responsabilità femminile sulla nascita, Zucchelli sottolinea che per giustificare la negazione di tali primari diritti si coinvolge - assurdità delle assurdità - la madre del concepito, infangando il rapporto più bello che esiste al mondo qual è appunto quello tra una mamma e il proprio figlio. Non una legge qualsiasi, ma una legge che incide su concetti assolutamente fondamentali quali la vita umana e la famiglia osserva Carmelo Petrone su L AMICO DEL POPOLO (Agrigento). La legge 40 - spiega - anche se non è perfetta e neppure cattolica, come strumentalmente si afferma, ha il grande merito di aver posto fine al cosiddetto far west procreatico, assicurando ad ogni figlio le garanzie di una vita umana e la protezione di una vera famiglia. La posta in gioco è alta ed è bene porsi con intelligenza e subito anche come esprimere, in occasione della votazione, la nostra netta contrarietà alla modifica della legge. Per Petrone il non voto appare la scelta più opportuna e una consapevole presa di coscienza. Interrogativi e stranezze a parte - afferma Carlo Ferrari (IL CITTADINO, Lodi) - è sicuro che il non andare a votare, nella presente circostanza, non è disertare le urne, è invece un giudizio negativo sul ricorso al metodo referendum per legiferare su una tematica tanto delicata e complessa, è protesta con chi gioca spregiudicatamente al referendum. È anche difesa della vita umana. Non sarebbe stato più logico - si legge ancora nell editoriale - attendere una sperimentazione della legge? Non c è - per caso - da parte di certi gruppi una volontà di rivincita, un voler tornare al far west che tutti dicevano volersi cancellare?. 18

19 PRIMA PAGINA L anima e l architettura Il 16 e 17 maggio si è tenuto a Varsavia il terzo Vertice dei capi di Stato e di Governo dei Paesi membri del Consiglio d Europa. Era presente anche la delegazione della Santa Sede guidata da mons. Giovanni Lajolo, segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati, che è intervenuto con una relazione di cui riportiamo un ampio stralcio. Marc Aellen (CH) Miriam Diez Bosch (E) Gianni Borsa (E*) Charles Buttigieg (M) John Coughlan (E*) Brenda Drumm (EIR) Jean-Dominique Durand (F) Juan Velarde Fuertes (E) Nicolas Gasparakis (GR) Marian Gavenda (SK) Gian Andrea Garancini (E*) Daniel Herman (CZ) Thomas Jansen (D) Andrej Saje (SL) Aylin Kiziler (TR) Erich Leitenberger (A) Georges Marovitch (TR) Iva Mihailova (BG) Gabriel M. Nissim (E*) Sarah Numico (E*) Toon Osaer (B) Theo Péporté (L) Csongor Szerdahelyi (U) Zeljko Tanjic (HR) Francisc Ungureanau (R) Frank Turner (GB) Matthias Kopp (D) (E*) Sedi istituzionali europee RELIGIOUS INFORMATION SERVICE DA PAESI E DA SEDI ISTITUZIONALI D EUROPA SERVICIO DE INFORMACIÓN RELIGIOSA SERVIZIO INFORMAZIONE RELIGIOSA SERVICE D INFORMATION RELIGIEUSE RELIGIÖSER NACHRICHTENDIENST L Europa potrà essere amata dai suoi cittadini ed operare come fattore di pace e di civiltà nel mondo soltanto se sarà animata da alcuni valori fondamentali: la promozione della dignità dell uomo e dei suoi diritti fondamentali, tra i quali in primo luogo la libertà di coscienza e di religione; la ricerca del bene comune in spirito di solidarietà; il rispetto delle identità nazionali e culturali. Indubbiamente tali valori sono da tutti condivisi, ma, per avere viva concretezza e non restare in una opaca genericità, dovranno fare riferimento alla storia propria dell Europa perché essa costituisce l Europa nella sua identità spirituale Il ruolo preminente che il cristianesimo ha avuto nel formare ed arricchire tale patrimonio culturale, religioso e umanistico è a tutti ben noto e non può essere ignorato. Sfide molto concrete provengono dai grandi problemi mondiali ereditati dal secolo XX: la minaccia nucleare, che rischia ora di sottrarsi all esclusiva responsabilità storica delle grandi potenze, l insorgere di fondamentalismi politico-religiosi, i grandi fenomeni migratori, ed alcune situazioni di pericolosa instabilità a livello statale anche nello stesso ambito europeo: mi riferisco qui in particolare alla situazione della Bosnia- Erzegovina e della regione del Kosovo, entrambe bisognose di un assetto sicuro, che non può essere ottenuto senza assicurare efficaci garanzie per le minoranze. Vorrei spendere una parola anche sul tema dell architettura europea. Un migliore coordinamento delle Organizzazioni europee è richiesto da ciò che costituisce l originalità creativa del progetto europeo. Il buon esito di questo non esige infatti soltanto un efficace funzionamento delle singole grandi istituzioni, ma anche una loro equilibrata sinergia, che consenta ai cittadini europei di percepire l Europa come la loro casa comune, a servizio della persona umana e della società. L esperienza del Consiglio d Europa è preziosa, perché traccia i contorni di ciò che potrebbe diventare un progetto di società europea. Le oltre 190 Convenzioni del Consiglio d Europa, che trattano di educazione, cultura, minoranze, rifugiati, migrazioni, ecologia, mezzi di comunicazione sociale, ecc. coprono una notevole parte dei settori della dimensione sociale. Inoltre l estensione territoriale assunta dal Consiglio d Europa l avvicina all Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza d Europa. L Osce si contraddistingue, però, tra l altro, per la sua dimensione transatlantica, indispensabile per il mantenimento della pace in un mondo globalizzato e per il suo mandato nell ambito dei conflitti. Delle tre vie della costruzione europea delineate nei tre panieri dell Osce la politica per la sicurezza, la cooperazione economica ed ambientale e la dimensione umana sarà ovviamente quest ultima ad offrire il campo più vasto di collaborazione tra il Consiglio d Europa e l Osce. Per quanto riguarda l Unione Europea, è nel settore giuridico relativo ai diritti umani che si delineano ancora nuove concrete possibilità per una più stretta collaborazione istituzionale. Il comune impegno per il rafforzamento dei diritti umani e della protezione legale dei cittadini europei espresso anche nella volontà dell Unione europea di aderire alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali dovrà trovare opportuna articolazione nelle proposte attese da parte del Gruppo di coordinamento creato nel dicembre GIOVANNI LAJOLO Santa Sede 19

20 CHIESE EUROPEE Germania: abolizione della festività di Pentecoste? In Germania si discute sull eventuale abolizione della festività di Pentecoste, che comprende alcuni giorni, per spronare l economia in crisi. L ipotesi sta suscitando diverse reazioni critiche. Tra queste, quella delle associazioni sociali cattoliche Kkv e Bku che in un comunicato diffuso il 17 maggio hanno ribadito che le domeniche e le festività sono oggi più necessarie che mai per il riposo mentale e spirituale. L efficienza dell economia tedesca non dipende certamente dall abolizione di una festività, come dimostrato dall esempio della Baviera, in cui si festeggia il maggior numero di festività di tutta la Germania e che presenta tuttavia condizioni economiche migliori rispetto alla media tedesca. Anche il vescovo di Regensburg, mons. Gerhard Ludwig Müller ha respinto decisamente l ipotesi. A chi giova un abolizione per cui non c è alcuna necessità economica? Solo a chi pensa al profitto e che vuole massimizzare i propri ricavi. Questo tipo di esigenze sono radicate in un immagine dell uomo erronea. Il capitale esiste per le persone, non le persone per il capitale, ha dichiarato. Nella nostra diocesi, soltanto al lunedì di Pentecoste diverse migliaia di fedeli hanno partecipato a pellegrinaggi e processioni. Per molte famiglie, il lunedì di Pentecoste è un giorno dedicato a cose da fare insieme e al riposo. Privare una volta di più le persone del tempo libero comune e del tempo per la preghiera sarebbe proprio un segnale sbagliato, ha ammonito. Austria: Wojtyla e Ratzinger appassionati della vita La morte di Giovanni Paolo II e l elezione di Benedetto XVI hanno portato alla Chiesa una specie di nuova Pentecoste : lo ha affermato il teologo della pastorale Paul Zulehner, intervenuto al Weizer Pfingstereignis, incontro svoltosi a Weiz, in Austria dal 4 al 15 maggio scorso. Nel suo intervento incentrato sul tema principale dell incontro la storia di Caino e Abele - il teologo viennese ha accennato al dibattito sull eutanasia, evidenziando la caratteristica dei due Papi, difensori appassionati del diritto alla vita di Abele, diritto difeso da entrambi i pontefici senza il ricorso alla violenza. Zulehner ha affermato di osservare una rivoluzione dall alto globale, accompagnata da rivoluzioni locali dal basso. La nuova Chiesa è caratterizzata dal fatto che la sua vita diventa elementare, semplice, trasparente e vera. È determinante mantenere insieme l amore per Dio e per il prossimo, poiché l amore di Dio senza amore per i poveri diventa una spiritualità autoconsolatoria del benessere, mentre l amore per il prossimo senza amore per Dio finisce per estinguersi. Spagna: bambini e dialogo interreligioso Circa 600 persone si incontreranno a Barcellona domenica 29 maggio per partecipare al primo Parlamento Catalano delle Religioni, che prevede anche attività per i bambini tra 2 e 10 anni. Gli organizzatori (Rete catalana di entità di dialogo interreligioso) spiegano al Sir che sperano nella partecipazione di una sessantina di bambini e bambine. Il Parlamento Catalano delle Religioni nasce dopo la celebrazione a Barcellona del Parlamento mondiale delle religioni, all interno del Forum universale delle culture dell anno scorso. Ihab Fahmy, portavoce della Comunità Islamica di Valencia, e Abdelmajib Reieb, responsabile delle relazioni esterne e dialogo interreligioso del Centro Culturale Islamico di Valencia organizzeranno con i bambini attività per la pace. È la prima volta che i bambini di diverse tradizioni religiose si incontreranno insieme per pregare, cantare e giocare con lo scopo di contribuire ad un mondo più giusto e pacifico. Ci saranno laboratori di teatro e pittura per la pace dove potranno esprimersi durante la mattinata. Mentre i loro genitori parteciperanno a riunioni sulle tradizioni religiose, la mistica, l etica o il dialogo interculturale, i bambini staranno da soli tra loro con esperti di dialogo interreligioso. La sera, a conclusione del Parlamento catalano delle Religioni, verranno accompagnati dai loro genitori per condividere le attività ludiche e formative. Al Parlamento, che ha come titolo Perché le religioni nel secolo XXI? parteciperanno, tra gli altri, Raimon Pannikar e Tariq Ramadan. 20

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