Giovedì 20 Settembre Bioetica. Prof. Don Massimiliano Cucchi

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1 Giovedì 20 Settembre 2012 Bioetica Prof. Don Massimiliano Cucchi Testo: appunti delle lezioni. Dice che ai fini dell esame sono sufficienti gli appunti presi bene. Non servono libri di testo. Il primo strumento fondamentale per approcciare la bioetica è la sapienza. Cosa è la sapienza? Nella bioetica c è tanta disinformazione e anche cattiva informazione. Le cose che riguardano la bioetica spesso vengono poste in modo non preciso e di conseguenza non veritiero. Sapienza: profondo sapere, grande conoscenza e perfezione intellettuale (definizione vocabolario Treccani). E una definizione parziale, che mette in evidenza solo un aspetto, quello conoscitivo, e che si stacca dalla radice latina, cioè dalla vera etimologia. Sapienza: dal latino sapio (che è un verbo culinario, che indica la capacità che il cuoco aveva di dosare opportunamente gli ingredienti per render i cibi gustosi). Quindi propriamente il sapiente non è solo colui che sa molte cose. Il sapiente se ci si riferisce solo all aspetto culturale andrebbe definito dotto. Il sapiente conosce il gusto delle cose e le sa rendere appetibili. In bioetica si fa riferimento a questo significato di sapienza. La sapienza è importante in bioetica perché parlando dello statuto epistemologico della bioetica vedremo che è interdisciplinare, mette insieme diverse materie, è trasversale, il sapiente sa tenere conto di queste diverse materie e sa farle dialogare tra di loro. Una componente importante è la medicina, ma anche il diritto. Essere sapienti significa sapere discernere qual è l aspetto prioritario in ogni singolo caso. Ma non basta la sapienza per fare bene la bioetica, sono importanti anche tanti altri atteggiamenti o disposizioni, che si ritrovano nei doni dello spirito santo, che sono sette (sapienza, intelletto, fortezza, consiglio, timor di Dio, scienza, pietà). Ripercorriamo ciascuno di questi doni dello Spirito Santo e di vedere la loro applicazione nel campo della bioetica. I doni dello spirito si trovano in Isaia 11,1-4. I frutti dello Spirito sono 9 e sono elencati in Galati 5, 22. Vedremo che la bioetica è una materia molto complessa, le discipline che entrano a farne parte sono: medicina, diritto, economia, politica, morale (etica, filosofia, antropologia), psicologia, teologia. Dettaglio doni dello spirito in relazione alla bioetica. 1 Sapienza: tenere conto delle varie discipline che compongono la bioetica, saperle fare interagire e dialogare, saperle anche utilizzare in maniera appropriata e coerente, anche in maniera gerarchica, essere in grado di decidere quale aspetto mettere al primo posto risulta fondamentale. Il rischio di sbagliare la gerarchia (ad esempio mettere al primo posto l aspetto economico) ha la conseguenza di non considerare più prioritaria la persona umana, ma solo un mezzo. 2 Intelletto: il vocabolario Treccani: complesso delle facoltà psichiche e mentali che consentono di pensare, comprendere e spiegare; quoziente intellettivo che si determina tramite test; intelligenza artificiale, quella alla base del modo di procedere dei computer. Anche qui è sradicato il riferimento al latino, viene colto il dato mnemonico collegato con il QI a fini selettivi. Si parla anche di intelligenza artificiale, mentalità informatica, dove la persona intelligente è quella che sa memorizzare molte cose. Dal latino: intus legere, leggere dentro, la persona intelligente non è l erudito o chi sa elaborare molti dati, ma chi sa andare in profondità, soprattutto quando sono coinvolte delle persone (fa l esempio dell eutanasia, dice che prima di staccare la spina bisogna chiedersi PERCHE una persona chiede di morire, questa è l intelligenza in bioetica). Non essere superficiali e frettolosi. Il contrario di intelligente nel vocabolario è stupido, che deriva dal latino dalla freccia spuntata, che, guarda caso, non riesce ad andare in profondità. Uno stupido è un superficiale, che giudica per sentito dire o sulla base dell apparenza. 3 Scienza: il vocabolario stavolta è molto vicino al significato etimologico, dal verbo scio, sapere. La scienza dice la competenza, l erudizione, la preparazione che si ha in un determinato ambito. E importante dire come però si arriva ad avere questa competenza. Attraverso tre cose: lo studio, l osservazione, l esperienza (lo studio teorico deve tenere conto della realtà). Anche qui un 1

2 pericolo è quello di identificare la scienza con lo studio, rischiando di rimanere ad un livello superficiale, teorico. Infatti esistono diversi livelli di bioetica: generale, speciale e clinica, che è quella che si fa direttamente al letto del paziente). 4 Fortezza: oltre che uno dei sette doni dello Spirito Santo è una delle quattro virtù cardinali. Anche qui il vocabolario si avvicina abbastanza al significato vero etimologico, perché dice che non si tratta solo di forza fisica ma di forza morale e spirituale, come forza di volontà, determinazione, abnegazione. In bioetica la fortezza definisce il fare tutto ciò che è possibile, ma solo ciò che è possibile. Pensiamo a tutto quello che è il capitolo dell etica di fine vita. Così non si rischia di cadere nell accanimento terapeutico, ma nemmeno nell abbandono (rischio che si corre quando ci si concentra sull impossibile). Sbagliato dire: non c è più niente da fare, forse contro la malattia, ma non a sostegno del paziente. Bisogna fare tutto il possibile ma solo il possibile per evitare deliri d onnipotenza, accanimento terapeutico o abbandono. In bioetica la fortezza è di fondamentale importanza. 5 Consiglio: suggerimento da dare una persona che deve risolvere i dubbi o fare delle scelte, dice il vocabolario. Aiutare una persona che deve prendere delle decisioni. In bioetica il consiglio richiede due atteggiamenti fondamentali: l ascolto empatico (prima di consigliare bisogna saper ascoltare, per cercare di capire bene in che situazione si trova l altra persona), utilizzando l intelletto (per leggere tra le righe, scoprire ciò che spesso viene dissimulato). L ascolto empatico non passa solo attraverso il tempo e il silenzio, ma anche il linguaggio non verbale, l atteggiamento del corpo, il linguaggio, la postura. Clinein (da cui deriva clinica) vuol dire chinarsi, indica il gesto del medico che nel visitare il paziente si china su di lui. Il secondo atteggiamento è il rispetto dell autonomia decisionale dell altra persona, non mi devo imporre, non devo creare sudditanza ma il mio consiglio deve essere un mezzo utile a fare valutazioni e prendere decisioni, deve essere messo al servizio della sua libertà. Qui entra tutta la questione del testamento biologico, o dei DAT, dichiarazioni anticipate di trattamento. Cita il caso di Eluana Englaro, in cui il padre ha voluto fare questa battaglia nella legalità per affermare il valore della libertà decisionale. La questione della libertà è estremamente delicata e spinosa. 6 Pietà: viene da pietas latina, che indica non una forma di compatimento, ma il senso del dovere che uno aveva verso gli altri e in primis verso i genitori, gli Dei e la patria. Oggi il termine ha perso il senso latino. Come senso del dovere non resta più solo un moto interiore, ma diventa qualcosa di concreto, di fattivo, è qualcosa per cui mi do da fare. La pietà ci spinge a prenderci cura delle persone, diventa cura concreta. Vedi la Pietà di Michelangelo, dovere di madre che non si ferma neppure davanti alla croce. 7 Timor di Dio: si rischia di pensare alla soggezione, ma il termine giusto è rispetto. La radice etimologica è re-spicio, da specio, guardare, ri-guardare, guardare ripetutamente, quando si osserva, non è uno sguardo frettoloso, superficiale, ma è uno sguardo che si ferma, che si fissa. Quante volte nel Vangelo si dice che Gesù fissa lo sguardo. E uno sguardo profondo, penetrante. Ma può significare anche avere riguardo, avere premura, avere a cuore una situazione. Lettera Ebrei: tenere fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della nostra fede. Questo ultimo atteggiamento riassume un po tutto quello che riguarda la nostra tradizione cristiana, ma anche in bioetica bisogna tenere lo sguardo fisso sui principi fondamentali, ma andando in profondità. Nemo dat quod non habet, San Tommaso, se io non fisso lo sguardo su qualcosa di bello, di vero, di giusto, di buono non posso restituire qualcosa di bello, di vero, di giusto, di buono. Rispetto non è prendere le distanze, ma guardare qualcosa e questo sguardo che mi arricchisce mi serve perché quello che ricevo lo posso ridonare agli altri. E importante il linguaggio, la precisazione, la chiarezza, in bioetica. Abbiamo sentito dire che nel caso di Eluana si doveva staccare la spina ma non c era nessuna spina da staccare. Le cose spesso vengono comunicate in modo tendenzioso da media. La sfida nostra è di affrontare le questioni bioetiche con un ottica laica, non laicista. Bisogna riconoscere che quei valori che noi cattolici 2

3 deriviamo dalla Sacra Scrittura sono valori universali che rendono l essere umano più umano. Non si può entrare in un dibattito bioetico proclamando valori cattolici, bisogna saperli tradurre. Mail: Bioetica Prof. Don Massimiliano Cucchi Giovedì 27 Settembre 2012 Bisogna sapere quali elementi e quali aspetti mettere al centro e oggi inizieremo ad affrontare direttamente che cosa è la bioetica e ci accorgeremo della complessità della materia e dell importanza di essere sapienti, nel senso che abbiamo considerato la lezione precedente. Se ci venisse chiesto che cosa è la bioetica che risposta intuitiva daremmo? Risposte da brainstorming: - medicina e discussione - etica in riferimento alla biologia - comportamento in riferimento alla vita - non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente lecito (GPII) Vediamo lo statuto epistemologico della bioetica, con che cosa si ha a che fare quando si parla di bioetica, in modo particolare consideriamo prima di tutto la definizione: che cosa è la bioetica? Poi considereremo l oggetto materiale e formale (Cosa indaga la bioetica (materiale)? Da quale punto di vista (formale)?) Poi abbiamo la metodologia: come procede la bioetica? Ha una metodologia interdisciplinare che non va confusa con la pluridisciplinarità. Interdisciplinare non vuol solo dire che alla bioetica partecipano diverse discipline, ma anche che devono collaborare. Poi: qual è il fine della bioetica? Nelle prossime lezioni affronteremo queste questioni, e oggi partiremo dalla sua definizione. Di per sé la parola bioetica resta un po oscura. Molti dicono che la bioetica è una disciplina: ma la parola disciplina per definire la bioetica non va bene perché richiama alla mente regole, definizioni, studio, esercizio, disciplina è l insieme delle norme che vengono date per regolare qualcosa, anche nel sentire comune la disciplina richiama il rigore; ma la bioetica ha a che fare con la persona umana e la vita, non si occupa di un oggetto, va rispettata una certa libertà di esercizio nella bioetica e quindi non si può applicare come una disciplina. Alcuni dicono che la bioetica è una dottrina: ma non va bene per due motivi, il primo è che sarebbe fuori luogo parlare di indottrinamento nel rapporto con un paziente, il secondo è che la dottrina richiama qualcosa di religioso, tutto quello che richiama il clericale viene visto con sospetto come dogmatico, da prendere così come è, come un postulato; quindi intendere la bioetica come una dottrina è pericoloso perché veicola l idea di voler inculcare qualcosa. E quindi fondamentale il tema della libertà, e le due definizioni sopra entrambe vanno a minare la libertà del paziente. Bisogna però intendere bene cosa si intende per libertà. L 11 ottobre del 1962 si è inaugurato il Vaticano II, stiamo per fare 50 anni, e alcuni studiosi dicono che il cambiamento più importante prodotto dal Vaticano II è contenuto in un piccolo documento, Dignitatis Humanae, che tratta della libertà religiosa, ma prima di scendere nel dettaglio, fa una riflessione su cosa è la libertà, ribaltando l ordine gerarchico tra la libertà e la verità, prima c era la verità, e solo dopo la libertà (pensiamo al modo di procedere dell inquisizione). Questo documento dice che nessuno mette in discussione l importanza della verità ma questa non può calpestare la libertà. La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano dato all uomo (Don Chishotte). Il problema è che oggi molti intendono la libertà in senso assoluto, l unico limite è il rispetto delle libertà delle altre persone. Bisogna precisare invece che la nostra libertà non è assoluta. Se uno non è cristiano, dove trova questa affermazione per quanto importante e inviolabile non è assoluta? Nella costituzione italiana, la quale dice che all uomo vanno riconosciuti i diritti inviolabili tra i quali la libertà, ma poi dice anche che la libertà 3

4 non è assoluta. La nostra libertà è definita in due aggettivi: relativa e responsabile. Vuol dire che questa libertà la devo collocare all interno di un orizzonte entro cui muoversi, e inoltre le persone devono rispondere di come la utilizzano. Qui entra in gioco il rapporto tra la verità e la libertà, nel senso che io uso in modo responsabile della mia libertà quando la oriento alla verità. Questo è un discorso in teoria che il nostro vescovo ha tradotto così: ci sono tre livelli per interpretare la libertà: liberi da (legami, vincoli, è la libertà dell adolescente, della ribellione), liberi di (liberi di portare avanti un progetto, di fare scelte, di costruire qualcosa, è la libertà del giovane che ha davanti ha sé il futuro e decide come spendere la propria vita, è già un livello superiore, più nobile di libertà), liberi per (questo per dice che io spendo la mia libertà a servizio di qualcosa di più grande, è la libertà dell adulto che spende la propria libertà per un ideale, per la famiglia, per i figli, per una vocazione). Anche nella bioetica va intesa bene la libertà e devo esercitare questo livello più alto. Parla della battaglia portata avanti da Beppino Englaro e dice che il livello di libertà sotteso era la libertà da. Ma se la legge arriva a legalizzare questo tipo di libertà, dice, ci troveremmo nel Far West. Questa idea di libertà viene definita come principio di autonomia o di autodeterminazione. La differenza la fa l ordine in cui vengono messi i valori, i principi. Per i cristiani la libertà è importante ma non è al primo posto, ma al primo posto non c è nemmeno la verità. Altri la considerano una teoria: definire la bioetica come una teoria non va bene, è pericoloso, perché la teoria è astratta, un insieme di nozioni, di speculazioni, mentre la bioetica è qualcosa di estremamente concreto, pratico, si fa al letto del paziente, le tematiche della bioetica toccano molto da vicino le persone (parla della fecondazione assistita), nel considerarla teoria nel colgo solo un aspetto, quello preliminare, di studio. Per alcuni è una scienza: la scienza risponde soprattutto alla domanda come?, in riferimento alla tecnica, ma anche qui c è stata una deriva, perché nell antichità la scienza rispondeva anche a perché?, perché il come apriva una prospettiva solo meccanicistica portando ad una visione riduttiva di uomo. Il perché dà profondità alla visione di uomo, apre alla dimensione del mistero, l uomo porta in sé un mistero che non si può possedere e determinare. Oggi molti scienziati hanno abbandonato la domanda del perché, perché è pericolosa, portando fuori dall immanenza del dimostrabile. La bioetica invece deve chiedersi sempre il perché, alcuni vorrebbero che la bioetica servisse a dire cosa si può fare e cosa no, ma questo può avvenire solo dopo avere indagato le ragioni di un atto, il giusto e lo sbagliato. La bioetica è una materia: è una parola riduttiva, ricorda la scuola, lo studio, ma la bioetica non è solo studio, materia ricorda anche la fisicità, la persona nel suo dato biologico, ma la persona è corpo e anima, spirito incarnato. Abbiamo usato 5 termini per dire che nessuno di questi va bene, perché o sono parziali o portano con sé delle pericolose derive. Tre definizioni di bioetica (dice che non ha trovato in diversi libri una definizione uguale). La prima (Enciclopedia della bioetica 1971, in inglese, il termine è stato coniato nel 1970, ultimo aggiornamento 1995): la bioetica è uno studio sistematico degli atti umani nell ambito della vita e della cura della salute, condotto alla luce dei valori e dei principi morali. Sistematico è un aggettivo di fondamentale importanza, perché studio sistematico allude ad una attività finalizzata a mettere nel giusto ordine i valori di cui tenere conto e qui torniamo alla sapienza, importante dono dello Spirito Santo. Atti umani: in alcune traduzioni si trova condotta umana, l atto umano è l atto volontario compiuto con ragione e libertà e di conseguenza con responsabilità. Gli atti umani hanno sempre un duplice effetto, transitivo e intransitivo, riflessivo, che ricade sul soggetto, sia nel bene che nel male. Nessun atto umano può avere la pretesa di essere neutro, perché determina sempre su chi lo compie una modificazione a livello ontologico. Questa non è un idea religiosa ma antropologica (fa l esempio di una donna che decida di abortire, e delle forti conseguenze che ne porta a lungo, se non per tutta la vita). Le intenzioni cambiano radicalmente il significato di un atto. Nell ambito della vita e della cura della persona: la bioetica ha uno sguardo anche globale, non si intende solo la vita fisica dell uomo ma anche l ambiente, gli altri esseri viventi, riguarda tutto il fenomeno vita, non solo l uomo. Per salute non si intende solo salute fisica ma secondo la definizione dell OMS come benessere fisico, psichico e sociale. Non dobbiamo pensare solo al problema legato alla malattia. Quando la bioetica si approccia ad un malato terminale non si deve 4

5 preoccupare solo della sofferenza fisica ma anche, e soprattutto, di quella interiore, e anche della sua vita sociale. Il medico che voglia avere un approccio bioetico dovrà ad esempio calibrare la morfina in modo da lasciare il più possibile il paziente capace di relazione. Condotto alla luce dei valori e dei principi morali: la bioetica ha lo scopo di mettere nel giusto ordine i valori e i principi morali. Immaginiamo un comitato bioetico composto da persone di diverse estrazioni politiche, culturali e religiose e vediamo da dove si derivano i valori di riferimento: dalla costituzione, dalla filosofia, dal buon senso comune (in America questa idea è diffusissima, il riferimento alla consuetudine). Ma se non siamo tra cristiani non possiamo parlare di legge naturale o divina. Il problema è che il senso comune cambia radicalmente e di conseguenza i valori che vi si appoggiano (si pensi alla rivoluzione sessuale dal 68 in poi). Parla della vignetta girata su face book dei due vecchietti insieme dopo 50 anni di matrimonio che dicono che sono cresciuti in un epoca in cui le cose rotte si aggiustavano. Fa una discorso in relazione ai cambiamenti portati dalla rivoluzione sessuale, che ha messo in discussione la stabilità della famiglia e la capacità di che ne fa parte di fare sacrifici per tenerla insieme (e quindi di dare un esempio alle nuove generazioni). Oggi i ragazzi davanti ai sacrifici si tirano indietro, ma sono per primi i genitori a non farli. E vero dunque che il sentire comune influisce sulla vita e bisogna dimostrare che si può esprimere un giudizio sul sentire comune, quando questo non va nella direzione della verità. Chiede quali sono i principi, che oltre alle fonti sopracitati, i cristiani derivano anche dalla Sacra Scrittura: vita, famiglia, lavoro, libertà, salute, giustizia, pace, dignità della persona, bene, felicità, verità, Amore. Su questi valori sono più o meno d accordo tutti, non vanno a toccare gli approcci diversi, la differenza dipende dall ordine in cui questi valori sono sistemati. Se dico che la libertà viene prima della pace e se vengo privato con la forza della mia libertà, questo mi autorizza a lottare. Il catechismo della Chiesa Cattolica prende in considerazione anche la possibilità della guerra, non santa. Vediamo la famiglia e il lavoro. Quale va prima? E tra la verità e il bene? Dice che viene prima il bene. Inteso come verità nella carità (San Paolo). Giovedì 04 Ottobre 2012 Bioetica Prof. Don Massimiliano Cucchi Abbiamo iniziato a parlare dello statuto epistemologico della bioetica che si preoccupa di mettere in evidenza la struttura portante, gli elementi fondamentali della bioetica, dice cosa è la bioetica e quali sono il suo oggetto materiale e formale, come procede e le finalità. Abbiamo detto cosa non è (riassume lezione precedente, dottrina, teoria, scienza, materia etc.). Abbiamo iniziato a considerare la prima definizione e l abbiamo esaminata frase per frase. La bioetica fa riferimento agli atti umani (con ragione e responsabilità) di coloro che devono decidere, questo in caso di persona incapace. L altra volta siamo arrivati a elencare i valori e i principi morali, tutti valori fondamentali e indiscutibili, scritti nella legge naturale, ma il problema di presenta nel momento in cui questi valori vanno messi in ordine, allora non c è più consenso unanime. L ordine proposto dal Magistero della Chiesa è il seguente: 1 AMORE, valore assoluto, per amore posso sacrificare anche la mia vita (non, ovviamente, quella degli altri) 2 VITA (la vita, propria, può essere sacrificata in nome dell amore) la vita è il valore più importante, è fondamentale, nel senso che è a fondamento degli altri valori, che senza la vita non sussisterebbero. Ma sta al secondo posto, perché ciò che viene dopo può essere sacrificato per ciò che viene prima, si veda ad esempio il sacrificio dei martiri. 3 RISPETTO DELLA DIGNITA DELLA PERSONA UMANA (una delle cose che esprime meglio la dignità della persona umana, che possiamo mettere quasi allo stesso livello, è la libertà, 5

6 ma ci sono anche il lavoro, la salute, la giustizia, la ricerca della felicità, che possono venire tutti dopo e anche l ordine non è più così importante) Senza il perdono non si potranno mai conciliare la pace e la giustizia. Seconda definizione (dal Manuale di Bioetica di Sgreccia): impresa teoricamente dinamica. Impresa intesa come un azione difficile, complicata, rischiosa, perché si ha a che fare con la vita e con la dignità della persona umana, ed è una questione concreta che ci chiede di metterci in gioco e scendere in campo concretamente. Teoricamente: per arrivare a termine questa impresa ha bisogno degli strumenti giusti, l avverbio teoricamente dice che questa impresa io la porto a termine se ho dei chiari valori di riferimento. Dinamica: fa riferimento al fatto che oggi più che mai il mondo scientifico e tecnologico vedono sempre nuove acquisizioni che trovano una loro applicazione concreta, tecnica, c è quindi sempre bisogno di aggiornare e rivedere. Ma questo aggettivo fa riferimento anche alla persona umana, come soggetto e oggetto della bioetica (filosofi greci, in particolare Eraclito: l uomo è caratterizzato dal divenire). Questo dinamismo dice bene del divenire dell uomo, nel senso che l uomo deve sempre essere in grado di mettersi in discussione, in questione, di divenire, di chiedersi il perché, di essere disponibile a rivedersi, a ripensarsi, a ripartire, è importante l elasticità mentale. Non si può in bioetica calare i principi dall alto ma saperli declinare nella realtà che si ha di fronte mantenendoli pur sempre nella loro verità. Terza definizione (Adriano Pessina): coscienza critica della civiltà della tecno-scienza. Questa definizione per certi versi è intuitiva ma anche un po rivoluzionaria, perché chiama la bioetica coscienza. Chiama in causa, mette al centro la coscienza. Dice molto di più che cosa è la bioetica. Pensiamo a come sono diverse queste definizioni, questa si avvicina molto di più al concreto. Mettendo al centro la coscienza si mette al centro la persona con il dramma della sua responsabilità nella scelta. Il modo migliore e più umano per affrontare queste cose è affrontarle con coscienza, coscienza di chi deve decidere e della persona che si ha di fronte. La coscienza si deve muovere all interno di un orizzonte di valori, altrimenti rischia di essere espressione pura di soggettività. Coscienza: 1 - (dal Dizionario della lingua italiana Treccani 2009) consapevolezza che il soggetto ha di sé stesso, del mondo che lo circonda, della propria interiorità e della moralità dei suoi atti. Questa definizione mette al centro la consapevolezza, quindi la conoscenza di sé, del mondo circostante, quindi coglie un aspetto parziale che è quello conoscitivo, ed è un retaggio della cultura contemporanea, è una deriva razionalistica. Non è in sé sbagliato, ma riduttivo. Questo deriva come conseguenza dal pensiero illuministico. Mette in evidenza il dato razionale. 2 (dal Dizionario di Filosofia di Nicola Abbagnano, figura autorevole del panorama filosofico italiano) sede delle due facoltà proprie dell uomo: intelligenza e volontà. Con l intelligenza l uomo distingue il bene dal male e con la volontà decide se scegliere il bene o il male. Qui ciò che viene messo maggiormente in evidenza è il dato morale della coscienza. C è un po un retaggio del pensiero di Nietzsche quando parla della volontà di potenza, che vede l uomo come un luogo in cui tutto si risolve senza bisogno d altro, come in una sorta di corto circuito, nell ideale del superuomo. E vero che queste sono le facoltà superiori dell uomo ma non è vero che la coscienza è solo questo. Mette l accento sul dato morale. 3 (dalla psicologia) coscienza come tripartizione della psiche umana di Freud: Es, Io, Super-Io. Freud sostiene che tutto il mondo psichico dell uomo si divide in questi tre aspetti. L es comprende l insieme di tutte le pulsioni che l uomo ha dentro di sé. Le pulsioni primarie sono quelle che riguardano la sopravvivenza e la riproduzione (dice Freud che la libido è la pulsione più forte). Il super io corrisponde a quel recinto che la persona costruisce dentro di sé per arginare queste pulsioni. E i mattoni di questo recinto sono dati soprattutto dall educazione della famiglia e dalle regole imposte dalla società. Per la psicanalisi la coscienza è un recinto che deve arginare e contenere. L io è l elemento di mediazione tra i due. Anche questa è una visione riduttiva della coscienza. Mette in evidenza il dato psichico. 4 (dal Catechismo della Chiesa Cattolica, in riferimento al Vaticano II citando la Gaudium et Spes 16, che a sua volta riprende una intuizione di Sant Agostino) il nucleo più segreto e il sacrario dell uomo, dove egli si trova solo con Dio, e la Cui voce risuona nell intimità, esortando ad amare, a fare 6

7 il bene e rifuggire il male. Viene messo in evidenza soprattutto il dato spirituale, la coscienza è il luogo in cui lo Spirito di Dio parla all interiorità dell uomo. Dio parla alla nostra coscienza attraverso dei mezzi che sono: la Sacra Scrittura, il Magistero della Chiesa, testimonianza degli altri. Mette in evidenza il dato spirituale. Tutte queste quattro definizioni colgono aspetti diversi della coscienza ma nessuna è completa. La definizione bioetica di coscienza è quella di Sgreccia, che ha il merito di mettere insieme tutti gli aspetti che facevano emergere le altre definizioni: (dal Dizionario di Bioetica di Sgreccia) meccanismo interiore che, di fronte ad una scelta, suggerisce alla persona ciò che è bene e male, ciò che si deve fare o non fare, sulla base di principi etici di riferimento. Questa definizione recupera il dato conoscitivo nella distinzione tra bene e male, ma solo come suggerimento, che non annulla mai la libertà della persona; c è quindi il dato morale in ciò che si deve fare o meno sulla base dei principi morali di riferimento che derivano dall educazione e dalle regole della società in cui si vive, dato psichico, ma, se sono cristiano, anche dalla voce di Dio, dato spirituale. Un altro importante bioeticista americano è Edmund Pellegrino. Esistono solo due facoltà di bioetica nel mondo, una a Roma e una in Messico. L ultima definizione parlando di meccanismo dà l idea che la coscienza si può educare. Ognuno ha la responsabilità di educare la propria coscienza. Perché la coscienza può essere vera (quando sa riconoscere la verità) o falsa (quando confonde la verità con qualcos altro); retta (quando agisce secondo il bene che ha individuato) o erronea (quando pur avendo riconosciuto il bene sceglie il male); certa (quando sa qual è la cosa giusta da fare) o dubbiosa (quando non sa quale sia la cosa migliore da fare). In caso di dubbio, come si procede? C è una regola che viene chiamata il principio tuzioristico cattolico, che dice che nel dubbio devo sempre scegliere la cosa che tutela di più la vita. In dubio pro vita. Distribuisce una fotocopia che riporta un caso da discutere insieme. Coscienza vera ma erronea. Bioetica Prof. Don Massimiliano Cucchi Giovedì 11 Ottobre 2012 La volta scorsa abbiamo affrontato la terza e ultima definizione della bioetica, quella di Adriano Pessina, bioetica come coscienza critica. Ci siamo soffermati molto a chiederci che cosa sia la coscienza, cosa sia la bioetica, perché sia importante essere rigorosi e sapienti per cogliere anche degli aspetti che possono sembrare dettagli. Nel dubbio abbiamo visto che si deve scegliere sempre la vita, ciò che la tutela, cita nuovamente il caso Englaro. Per concludere l analisi della definizione di Pessina, la coscienza è critica (della civiltà della tecno scienza) quando: la definizione più semplice immediata ce la dà la Sacra Scrittura, in San Paolo ai Tessalonicesi 5,21 infatti si dice che bisogna esaminare attentamente ogni cosa ma trattenere quello che è bene, ci deve essere un giudizio, finalizzato a trattenere quello che è bene. La coscienza quindi è critica quando: - identifica i valori in questione, non basta identificarli ma molto importante è metterli in ordine, perché questo può cambiare molto la prospettiva e di conseguenza la scelta concreta - conosce le norme, in riferimento a quei valori, nel caso della libertà la norma di riferimento è il consenso informato, dovrò quindi conoscere il diritto, la legge - considera la situazione nel suo complesso, i primi due punti leggono la situazione soprattutto da un punto di vista oggettivo, questo punto invece chiama in causa il dato soggettivo. Considerare la situazione in bioetica prima di tutto significa tenere conto della situazione del paziente che ho di fronte, del suo grado di comprensione o di ignoranza, poi devo considerare il suo stato emotivo, la paura, che incide fortemente sulle scelte di una 7

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