CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL EDUCAZIONE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL EDUCAZIONE"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL EDUCAZIONE "IL DOLORE MERAVIGLIOSO" : PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE DELL ADOZIONE. L ESPERIENZA ADOTTIVA NELLA PRIMA E SECONDA INFANZIA Relatore: dott.ssa Carla ANTONIOTTI Correlatore: prof.ssa Ottavia ALBANESE Tesi di laurea di: Elena SPOSITO Matricola: ANNO ACCADEMICO 2002/2003 TD vers. 1

2 Indice del documento 1 PREFAZIONE INTRODUZIONE CAP. I - L ADOZIONE: IL DIRITTO AD UNA FAMIGLIA SOSTITUTIVA PROCREAZIONE E FILIAZIONE PROFILO STORICO DELL ADOZIONE E ITER NORMATIVO LA NUOVA LEGGE SULL ADOZIONE DEI MINORI ITALIANI E STRANIERI: LE PRINCIPALI NORME CRITICHE ALLE NUOVE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE LA CONVENZIONE DE L AJA GLI ENTI AUTORIZZATI VALUTAZIONE DELLA COPPIA L AFFIDAMENTO PREADOTTIVO RISCHIO GIURIDICO L ADOZIONE DIFFICILE CAP. II - LA SITUAZIONE PSICOLOGICA DEL BAMBINO ADOTTATO ATTACCAMENTO E ADOZIONE La teoria dell attaccamento Regolazione diadica delle emozioni: sviluppo del legame d attaccamento Fornire una base sicura Problemi di comportamento d attaccamento La grande sofferenza emotiva: il lutto infantile Le conseguenze negative del ricovero in istituto IL BAMBINO DA ZERO A TRE ANNI Separazione e nascita Ambiente ed ereditarietà Bisogno di nutrimento e di affetto Controllo sfinterico e smarrimento nel sonno La rappresentazione mentale Il senso di sè L importanza del dialogo IL BAMBINO DA TRE A SEI ANNI L autonomia: sviluppo motorio e verbale Lo sviluppo sociale I perché L ansia e la paura del bambino RACCONTARE L ADOZIONE: I LIBRI PER L INFANZIA CAP. IV - STORIE DI VITA: UN INDAGINE QUALITATIVA PREMESSA METODOLOGICA ANALISI DEI DATI SEZIONE GENERALE MOTIVAZIONI, INFORMAZIONI E CANALI ADATTAMENTO: RAPPORTO GENITORI-FIGLIO Pagina 2 di 75

3 6.5 STATO ADOTTIVO ED ORIGINI CONCLUSIONE APPENDICI Appendice A - A.N.F.A.A: UN ASSOCIAZIONE A TUTELA DEI MINORI Appendice B - N.A.A.A: ENTE AUTORIZZATO ALL ADOZIONE INTERNAZIONALE BIBLIOGRAFIA RASSEGNA BIBLIOGRAFICA DEI LIBRI PER L INFANZIA Pagina 3 di 75

4 A Rupa... Per ringraziarla della sua presenza... «Se potessi nel cuore del bambino avere un posto in quel nido certo vedrei più cose che non in tutto l universo» (Tagore, 1979) Pagina 4 di 75

5 Giunta alla fine di questo percorso desidero ringraziare molte persone... La mia relatrice, la dott.ssa Carla Antoniotti, per aver creduto nel mio lavoro e per avermi sostenuta con la sua presenza, attenzione e grande disponibilità. La mia correlatrice, la prof.ssa Ottavia Albanese per il suo incoraggiamento. Le psicologhe dell associazione N.A.A.A di Torino: Cinzia Fabrocini, Daniela Onorato, Irene Pavese e la responsabile dell associazione A.N.F.A.A di Milano: Maria Grazia Floridi, per avermi permesso di seguire un percorso di formazione rivolto ai genitori adottivi e per avermi fatto accedere alla biblioteca. In particolare ringrazio Irene Pavese per avermi dimostrato la sua disponibilità, comprensione, pazienza e amicizia. Ringrazio tutti i genitori adottivi che hanno risposto alla mia intervista, poiché grazie alla loro testimonianza mi hanno permesso di comprendere con maggiore profondità l esperienza adottiva. Ringrazio specialmente: Lorenza Tosato per avermi sostenuta, incoraggiata e aiutata lungo tutto il mio percorso e soprattutto per avermi fatto comprendere quanto sia forte e potente l amore che si può provare per un "bambino/a nato/a da altri"; Carla Magrone per i suoi consigli e suggerimenti, Enzo Contini per aver inserito sul suo sito internet la mia intervista, Anna Genni Miliotti per avermi chiesto di partecipare e di raccontare la mia esperienza ad un convegno sull adozione al Ce. S.A di Firenze (Centro, sostegno, aiuto per l infanzia). Ringrazio i miei genitori per avermi fatta crescere in un ambiente sereno, colmo di fiducia e d amore... Per essere stati nella mia vita un "porto sicuro" nel quale potermi sempre rifugiare. Ringrazio mia sorella Laura per avermi appoggiata con tutto il suo affetto; con una dedizione che solo una sorella ti può donare. Ringrazio la presenza dei miei cari che da lassù hanno sempre vegliato su di me... Infine, ringrazio tutti i miei "compagni di viaggio", i miei meravigliosi amici dell università: Mariateresa, Claudia, Ilaria, Roberta, Silvia ecc. che con la loro allegria e "desiderio di farcela" mi hanno incoraggiata nei momenti più difficili. Ma soprattutto ringrazio Gianfelice per il sostegno e l appoggio reciproco che ci siamo donati in questi anni, per avermi trasmesso la sua passione nello studio e nel lavoro e soprattutto per avermi tenuta per mano fino alla fine di questo percorso incominciato insieme. Pagina 5 di 75

6 1 PREFAZIONE Il titolo della mia tesi nasce dalla lettura dell omonimo libro: "Il dolore meraviglioso" di Boris Cyrulnik (1999), un saggio provocatorio che utilizza l ossimoro per mostrare il contrasto presente nella vita di una persona che, se da una parte soffre per un grande dolore, dall altra si prepara a raccogliere con energia tutto ciò che le può dare un pò di felicità e di forza di vivere. L ossimoro diventa tipico di una persona ferita ma resistente, sofferente ma felice di sperare comunque. Ciascun termine "dolore-meraviglioso" sottolinea l altro e il contrasto ne chiarisce il significato. Le parole usate caratterizzano, quindi, il modo di osservare e di comprendere il mistero di chi ha superato un trauma. Non esiste un dolore meraviglioso, ma si prova meraviglia quando un bambino riesce a superare un indicibile sofferenza come quella dell abbandono e a trasformarla in un opportunità di crescita. Per comprendere il mistero di chi riesce a superare un trauma, Cyrulnik ricorre alla "resilienza". Il termine è stato coniato in fisica per descrivere l attitudine di un corpo a resistere ad un urto. Tale termine è stato poi mutuato delle scienze sociali per indicare la capacità di riuscire, di vivere e di svilupparsi positivamente, in maniera socialmente accettabile, nonostante lo stress o un evento traumatico che generalmente comportano il grave rischio di un esito negativo (Vanistendael, 1996). John Bowlby, uno dei padri fondatori della teoria dell attaccamento, è morto sperando che fossero avviati studi sulla resilienza. La psicologia, secondo lo psicanalista inglese, è basata sul concetto aprioristico implicito che sembra suggerire: "Più la vita è dura, maggiori sono le possibilità di cadere in depressione" (Bowlby, 1992). In realtà, per Bowlby: Più la vita è dura, maggiori sono le possibilità di accorgersene (Bowlby, 1992), quindi, sofferenza e tristezza non sono necessariamente i sintomi di una depressione. Se si riesce a tramutare l infelicità in racconto, si riesce a dare un senso alle sofferenze, si capisce, a distanza di tempo, come si è riusciti a tramutare il dolore in meraviglia e a superare le cicatrici del passato. Il resiliente non può sfuggire all ossimoro (mondo interiore dei vincitori feriti) e Cyrulnik ricorre ad una splendida immagine per rappresentarne l emblema: un ostrica disturbata da un granellino di sabbia, per reazione produce qualcosa di infinitamente più bello e resistente: la perla. La reazione difensiva crea un gioiello duro, brillante e prezioso. Ma la resilienza non deve essere ricercata soltanto all interno della persona, ma nel rapporto con l altro, perché la resilienza è un intreccio continuo fra divenire interiore e divenire sociale. Il bambino che ha sperimentato l abbandono e la coppia che ha scoperto di non poter procreare hanno vissuto un grande dolore, un salto nel vuoto, una caduta nel nulla: la perdita delle certezze fondamentali nella loro vita. Il loro dolore diventerà meraviglioso soltanto se decideranno di "adottarsi reciprocamente" e scoprire la gioia di sentirsi parte di una famiglia. Credo, quindi, che l adozione possa essere considerata una madre-perla, proprio perché rappresenta la sorprendente testimonianza del risultato dell elaborazione interiore di un nuovo modo di affrontare la vita e di trasformare il dolore in meraviglia. Pagina 6 di 75

7 2 INTRODUZIONE Il presente lavoro nasce nell intento di fare luce sul fenomeno dell adozione nazionale ed internazionale, poiché l adozione è una realtà che troppo spesso rimane nelle zone d ombra e viene considerata come un surrogato della genitorialità biologica. Mi sono avvicinata all adozione grazie alla conoscenza d alcune famiglie che hanno adottato con adozione nazionale ed internazionale. La possibilità di avere contatti con loro mi ha permesso di comprendere cosa sia veramente l adozione: un cammino lento e faticoso, sofferto ma felice, che se viene affrontato con perseveranza, costanza, tenacia, porta al raggiungimento del sogno di creare una famiglia. Ho scelto di trattare gli aspetti psicologici dell adozione mossa dal desiderio di contribuire ad approfondire le dinamiche che si vengono strutturando nel nucleo familiare adottivo, per trasformare i problemi in risorse e i vincoli in possibilità. Il mio obiettivo è quello di provare a cambiare lo sguardo sulla sofferenza, per renderlo capace di cogliere la meraviglia, in quanto essa risiede nella completa accettazione dell altro e nella reciproca adozione da parte di genitori e figli. La tesi si articola in quattro capitoli a loro volta suddivisi in varie parti: Nel primo capitolo ho esposto brevemente il profilo storico dell adozione ed esposto il quadro legislativo partendo dalla legge del 5 giugno 1967 n. 431 e proseguendo con la legge 4 maggio 1983: "Diritto del minore ad una famiglia". Se si parte dal bambino, tutto il percorso verso l adozione e la costruzione della nuova famiglia, prendono una strada diversa rispetto a quella seguita in passato: non ci si basa più sulle aspettative e i desideri degli adulti, ma al centro di tutto si viene a porre il bambino, i suoi bisogni e le sue esigenze di vivere in una famiglia. In seguito ho affrontato la nuova legge sull adozione: 28 marzo 2001, evidenziando le modifiche apportate alla legge 4 maggio 1983 e le critiche mosse dall associazione A.N.F.A.A (Associazione, Nazionale Famiglie, Adottive, Affidatarie), per i nodi problematici che tale legge lascia irrisolti. Ho poi trattato in materia d adozione internazionale la Convenzione dell Aja del 29 maggio 1993 e la ratifica ad essa apportata con la legge 476/98 che ha reso obbligatorio l intervento degli Enti autorizzati in tutte le procedure d adozione internazionale. Gli Enti informano, formano e affiancano i futuri genitori adottivi nel percorso dell adozione internazionale e curano lo svolgimento all estero delle procedure necessarie per realizzare l adozione. È fondamentale rendere consapevoli le persone che intendono adottare d essere "portatrici di un servizio", di dover essere disponibili ad accogliere un bambino in difficoltà e non di voler rivendicare un diritto: "Abbiamo diritto ad un figlio". Ciò significa che la fase di richiesta da parte della coppia al Tribunale per i Minorenni gioca un ruolo importante al momento dell abbinamento, poiché non si attua un adozione per dare un figlio ad una coppia, ma per dare ad un bambino dei genitori. Di qui l importanza della valutazione della coppia, dell affidamento preadottivo per rispondere alla necessità del Tribunale di comprendere se la famiglia è adatta ad accogliere e far crescere il bambino. In ultima analisi ho affrontato il rischio giuridico dell adozione nazionale e preso in considerazione l adozione definita "difficile". Nel rischio giuridico c è appunto il rischio che l adozione non possa andare a buon fine, quando i genitori biologici o parenti prossimi, ricorrono contro il provvedimento del Tribunale per riavere il minore. Con l adozione difficile si tratta di considerare la disponibilità ad accogliere bambini grandicelli o con gravi problemi di handicap. Di per sè tale adozione sarebbe molto facile e con una tempistica Pagina 7 di 75

8 molto breve, ma viene definita difficile, in quanto è davvero raro trovare delle coppie o famiglie desiderose d accogliere questi bambini. Nel secondo capitolo ho affrontato il significato che l esperienza adottiva assume per lo sviluppo del minore analizzandola a partire dallo stato d abbandono e di separazione precoce e come queste esperienze influiscono sulla relazione con i nuovi genitori adottivi. Ho suddiviso il capitolo in tre parti. Nella prima parte ho affrontato il tema della teoria dell attaccamento: nascita e sviluppo del legame d attaccamento, comportamento d attaccamento e sofferenza del bambino per la perdita del rapporto primario. Nella seconda e terza parte ho descritto, in linea generale, i passaggi psicoevolutivi più importanti dagli 0 ai 6 anni, per riflettere e valutare, volta per volta, le diverse situazioni psicologiche del bambino adottato. Il rapporto con la nuova famiglia rappresenta per il bambino un momento delicato che attraversa: chiusure, rifiuti, aggressività e paure... I genitori devono imparare ad accettare, conoscere, accogliere il bambino rispettando il suo sviluppo psico-fisico, privilegiando il dialogo aperto. Quando un genitore comprende cosa l adozione può rappresentare per il bambino, allora, diventa più consapevole e preparato ad interagire in modo efficace durante i diversi stadi dello sviluppo: guarderà il mondo attraverso gli occhi dell adottato per capire come esso vive la propria condizione. Per il bambino, infatti, l adozione diviene l occasione di poter riprendere il cammino della crescita all interno di un "sistema diverso". Il terzo capitolo è diviso in tre parti. Nelle prime due ho esposto i contenuti appresi nei corsi di preparazione all adozione, rivolti agli aspiranti genitori adottivi presso l Ente morale A.N.F.A.A di Milano e l Ente autorizzato per le adozioni internazionali N.A.A.A (Nucleo Assistenza Adozione e Affido-Onlus) di Torino. Le coppie che desiderano adottare necessitano di essere preparate e seguite da persone specializzate, per individuare gli strumenti utili per affrontare le situazioni problematiche che si troveranno a vivere con l inserimento del bambino all interno del nuovo nucleo familiare. Durante i corsi di formazione è stato dato rilievo alla situazione emozionale del bambino abbandonato e dei suoi futuri genitori prima, durante e dopo il loro incontro e al tentativo d adattamento reciproco del primo periodo. Presso l ente N.A.A.A nel corso: "Il puzzle dell adozione" vengono affrontate le problematiche delle "tre D dell adozione: diversità, dolore, differenza" e analizzata la "realtà adottiva" così come essa si presenta nello scenario adottivo. Presso l associazione A.N.F.A.A nel corso: "Adozione e informazione" viene considerato il compito principale dei genitori che è quello di raccontare il percorso dell adozione in modo da permettere al bambino di riconoscersi, di integrare il passato con il presente; in modo che anche gli eventi più complessi possano essere accolti e formare un pezzo della storia personale. (Per informazioni generali su tali associazioni vedere l appendice A e B). Nella terza parte del capitolo ho analizzato il modo attraverso il quale iniziare a spiegare o meglio "raccontare" l adozione ai bambini. Ho, quindi, esposto il contenuto di alcuni libri scritti per bambini della prima e seconda infanzia, sottolineando la loro importanza come primo approccio all informazione sulle proprie origini e sulla propria storia. Il quarto capitolo riporta l analisi qualitativa di un indagine da me condotta tramite un questionario a domande aperte sottoposto alla compilazione di genitori che hanno adottato, mediante adozione nazionale e internazionale, bambini che al momento dell adozione avevano un età compresa tra 0 e 6 anni. Pagina 8 di 75

9 Questa modalità è stata pensata per dare voce ai genitori adottivi, per capire come essi hanno valutato la loro esperienza adottiva, la relazione con il bambino e il rapporto con i servizi socioassistenziali. L esperienza adottiva non si esaurisce nel rapporto tra genitori e figlio ma coinvolge anche quelle persone che quotidianamente hanno rapporti ravvicinati con il bambino e che, in qualche modo, fanno parte del suo mondo. Basta pensare ai nonni/e, parenti, maestre/i o a quelle persone che trascorrono un tempo significativo con il bambino e riescono ad instaurare con lui un legame profondo. Io rappresento una di queste persone, in quanto lavoro da quasi tre anni come baby-sitter presso una famiglia che ha adottato una bambina nata in Nepal e che attualmente ha quattro anni. Ho pensato che fosse utile inserire nella tesi (appendice F), anche il mio diario che ho presentato all esame di Pedagogia Interculturale: "Un anno con Rupa: memoria, identità e simbolo", basato sull osservazione dei comportamenti della bambina durante il suo primo anno di inserimento nella famiglia adottiva. Nelle mie descrizioni mi sono soffermata soprattutto sugli oggetti, luoghi ed eventi di memoria che ricordano alla piccola le sue origini o che hanno una valenza significativa nella sua nuova famiglia. Gli oggetti, infatti, sono investiti di un significato "totale" che consente di evocare il senso di appartenenza e di condivisione all interno di un gruppo; in questo caso della famiglia (Giusti, 1996). Osservando con attenzione i piccoli gesti e ascoltando le semplici parole della bambina, ho compreso il suo bisogno di sentirsi parte della nuova famiglia, di essere accettata con il suo passato, le sue origini e con i suoi ricordi... La mia esperienza rappresenta una "voce esterna" alla triade familiare, ma anche una "voce interna" all esperienza adottiva, in quanto è vissuta con partecipazione e coinvolgimento. Credo che l adozione sia un cammino complicato e faticoso ma che racchiude in sè la ricchezza di un esperienza di vita autentica, in quanto permette ad un bambino lasciato solo e ad una coppia di incontrarsi, di crescere insieme e di trasformare il loro dolore in meraviglia. Infine, mi è sembrato utile raccogliere il maggior numero di opere inerenti al fenomeno adottivo, anche dal punto di vista dei libri rivolti all infanzia, per creare una bibliografia il più possibile completa sull argomento. Pagina 9 di 75

10 3 CAP. I - L ADOZIONE: IL DIRITTO AD UNA FAMIGLIA SOSTITUTIVA 3.1 PROCREAZIONE E FILIAZIONE Cos è l adozione? L adozione è la modalità con cui si diventa madre o padre di un figlio non procreato (Perico, Santanera, 1968). La procreazione è un fatto unilaterale che coinvolge solo gli adulti, mentre la filiazione, mette al centro il bambino, che diviene il vero protagonista. L ambiente in cui vive e il calore affettivo che lo circondano hanno un ruolo determinante sul suo sviluppo. Recentemente Papa Giovanni Paolo II ha sostenuto a questo proposito, il 5 settembre 2000, che «Adottare dei bambini, sentendoli e trattandoli come veri figli, significa riconoscere che il rapporto tra genitori e figli non si misura solo sui parametri genetici. L amore che genera è innanzitutto dono di sé. C è una generazione che avviene attraverso l accoglienza, la premura, la dedizione. Il rapporto che ne scaturisce è così intimo e duraturo, da non essere per nulla inferiore a quello fondato sull appartenenza biologica. Quando esso, come nell adozione, è anche giuridicamente tutelato, in una famiglia stabilmente legata dal vincolo matrimoniale, esso assicura al bambino quel clima sereno e quell affetto, insieme paterno e materno, di cui egli ha bisogno per il suo pieno sviluppo umano. Proprio questo emerge dalla vostra esperienza. La vostra scelta e il vostro impegno sono un invito al coraggio e alla generosità per tutta la società, perché questo dono sia sempre più stimato, favorito e anche legalmente sostenuto». L adozione dei minori in situazione di privazione di cure materiali e morali da parte dei genitori va, pertanto, considerata una seconda nascita che non annulla la prima, ma non ne conserva alcun legame giuridico. Non si tratta di cancellare i ricordi relativi alla loro storia personale. Occorre, invece, aiutare questi minori, soprattutto se adottati grandicelli, a rimarginare le ferite subite, quasi sempre assai gravi. (A.N.F.A.A, 2003) 3.2 PROFILO STORICO DELL ADOZIONE E ITER NORMATIVO L adozione esiste dai tempi dell antica Roma, ma aveva caratteristiche ben diverse da quelle che conosciamo oggi. Il figlio, filiusfamilias, poteva essere venduto senza il suo consenso, dal padre, paterfamilias, ad un altro paterfamilias acquistando così lo status di figlio di quest ultimo con diritti e doveri pari a quelli degli altri paterfamilias di sangue. L adozione, pertanto, creava un distacco totale dalla famiglia d origine di cui l adottato perdeva il nome e ogni diritto successorio. Con Napoleone l istituto dell adozione fu proibito. Napoleone riteneva che adottare un bambino fosse pericoloso per l integrità della famiglia legittima. Il rischio era quello di fare entrare in casa un figlio illegittimo, diminuendo in tal modo la quota ereditaria dei figli nati dal matrimonio. Soltanto chi non aveva figli poteva adottare, ma non doveva avere meno di 50 anni e l adottato non meno di 18. Si trattava, quindi, di un adozione tra adulti, nella quale ciascuno valutava i vantaggi e la convenienza. Il codice civile di Napoleone ha influenzato fortemente anche la legge in Italia; il codice civile del Regno, promulgato da Vittorio Emanuele nel 1865, in vigore dal 1866, stabiliva nell articolo 206: "Il minore non può essere adottato se non ha compiuta l età di anni diciotto". Nel caso di guerre o gravi disastri naturali, per esempio il terremoto di Messina, veniva derogato il divieto di consentire l accoglienza di numerosi orfani. Il codice del 1865 è rimasto in vigore fino al 1940, quando fu promulgato il codice civile, che consentiva l adozione di bambini e sanciva che il consenso dell adottando doveva essere dato in sua vece da un genitore. Era, quindi, ancora un adozione patrizia basata sull accordo di due adulti: l adottante ed il genitore del bambino d adottare. L adottante non doveva essere necessariamente sposato, in quanto l adozione era considerata come un atto del capofamiglia, quindi di un singolo e non di una coppia. Questo tipo di prassi riconosceva come fondamentale l uguaglianza formale dei consensi ed era centrata esclusivamente sui bisogni degli adulti. In tal modo erano garantite le Pagina 10 di 75

11 esigenze successorie, sociali ed anche personali, come ad esempio supplire alla mancanza di figli e garantirsi una compagnia ed aiuto per la vecchiaia. Il vantaggio del minore era principalmente materiale. Dopo l adozione i contatti con la famiglia d origine non erano interrotti; rimanevano diritti e doveri reciproci, pur attenuati. Il cognome d origine non scompariva, ma gli veniva aggiunto il nuovo. Questo tipo d adozione è definito privatistico, in quanto interamente basato sul consenso delle parti e sugli schemi del diritto privato. Agli inizi degli anni sessanta, questo schema entrò in crisi sia nel nostro paese che in tutto l occidente, in quanto l osservazione, da parte di psicologi e neuropsichiatri, di bambini ospitati negli orfanotrofi portò alla presa di coscienza degli effetti nocivi provocati dalle lunghe permanenze in istituti, soprattutto della deprivazione affettiva e nello sviluppo psicologico. Tali studiosi focalizzarono l attenzione sui gravi effetti che il tipo d adozione vigente aveva sui bambini e incoraggiarono ad una radicale modifica alla legislazione. Il nuovo assetto legislativo doveva avere come fine primario quello di dare una famiglia ad un bambino e, solo come fine secondario, quello di soddisfare il desiderio di un figlio da parte di una coppia. L adozione diveniva così la scelta di una coppia e non di un singolo. Il 5 giugno 1967 fu promulgata la legge n. 431 sull "adozione speciale" che inseriva nel codice, vicino alla vecchia legislazione, una trentina d articoli innovativi (Fadiga, 1999). Erano, infatti, principi nuovi per il nostro diritto di famiglia, poiché prevedevano l interruzione completa e definitiva dei rapporti con la famiglia d origine, sancivano il segreto assoluto sull identità della nuova famiglia del minore ed equiparavano il figlio adottivo ad un figlio legittimo. Era inoltre stabilito il limite d età per gli adottati e un periodo di prova prima della definizione dell adozione, che diveniva irrevocabile. Questi principi si contrapponevano alla cultura corrente che consideravano fondamentale il legame di sangue, estremamente radicato in tutta la popolazione. Le innovazioni della legge 431/1967 sono essenzialmente due. La prima è quella di aver provocato la caduta del sospetto generalizzato sull istituto dell adozione, consentendo in tal modo a chi non aveva figli propri d adottare; la seconda è quella di avere proposto per la prima volta un modello d adozione pubblica, sottratta alla sfera privata e gestita dall autorità pubblica nell interesse del minore. L adozione speciale era consentita solamente alle coppie coniugate e non ai singol o conviventi. Non era, inoltre, più previsto il consenso da parte dei genitori biologici, ma lo stato d abbandono veniva dichiarato dal giudice, in tal modo diveniva illegale la ricerca privata di un bambino (Cavalli, Aglietti, 2004). Con il tempo ci si rese conto che quanto era previsto nella legge 431, non era sufficiente a gestire la materia adottiva, così il 4 maggio 1983 il Parlamento italiano varò la legge n. 184: Diritto del minore ad una famiglia. Con tale legge il bisogno degli adulti passa in secondo piano rispetto al bisogno del minore. Non si attua cioè un adozione per dare un figlio ad una coppia ma per dare ad un bambino dei genitori. Ciò significa che non sarà il bambino oggetto di una selezione, ma lo sarà la coppia che dovrà mettersi, appunto, al servizio dello Stato affinché esso ne valuti l idoneità. La fase di richiesta da parte della coppia al Tribunale per i Minorenni gioca un ruolo importante al momento dell abbinamento. Grazie all impulso della legge 4 maggio 1983, l adozione diviene un fenomeno di larga diffusione sociale, soprattutto nella tipologia dell adozione internazionale (Sacchetti, 1983). La distinzione maggiore, in campo d adozione, riguarda, infatti, il tipo d adozione richiesta: nazionale o internazionale. L una dà la possibilità di essere abbinati ad un bambino con cittadinanza italiana (qualsiasi bambino di qualsiasi colore e provenienza che sia cittadino italiano, se in stato d abbandono, è adottabile attraverso l'adozione nazionale), l altra fornisce l idoneità alla coppia per poter recarsi in paesi, in genere del Terzo Mondo e potere effettuare domanda d adozione secondo le leggi proprie di quello Stato. In questi anni si sta verificando il boom dell adozione internazionale, con una media di più di 2000 adozioni internazionali e 2500 affidamenti preadottivi l anno. I dati sono sempre in crescita fino ai 3123 affidi preadottivi internazionali e ai 1024 decreti d affidamento nazionale del 1999 e mostrano ancora un aumento negli ultimi anni. Pagina 11 di 75

12 In totale, in Italia dal 1994 al 1999 sono stati adottati bambini: 5298 con l adozione nazionale e con quella internazionale, con un rapporto di quasi 1 a 2. Si può, quindi, iniziare a parlare di un fenomeno sociale, che riguarda migliaia di famiglie nel nostro Paese e che rappresenta un diverso modello d integrazione sociale e culturale. I decreti d idoneità all adozione di minori stranieri (ex art. 30 della legge n. 476/98) emessi dai Tribunali per i Minorenni competenti e trasmessi, con copia della relazione e della documentazione esistente negli atti, alla C.A.I. sono stati alla data del 30/06/2003 pari a Di questi decreti, 443 sono pervenuti nel periodo 16 novembre 31 dicembre 2000, nel corso dell intero anno 2001, nell anno 2002 e nei primi sei mesi del Le più rilevanti incidenze d emissione di decreti d idoneità si registrano nei Tribunali per i Minorenni di Milano (11,5%), Roma (11,1%), Venezia (9,2%), Firenze (8,5%), Bologna (8,4%), Torino (6,4%), Napoli (6,3%), Brescia (5,2%) e Bari (4,2%). Delle coppie che hanno ottenuto l idoneità all adozione di minori stranieri, hanno richiesto alla C.A.I l autorizzazione all ingresso in Italia di minori stranieri nel periodo 16/11/ /06/2003. Ciò significa che circa un terzo delle coppie, ovvero 32 coppie ogni 100 ritenute idonee all adozione, hanno richiesto successivamente l autorizzazione all ingresso di almeno un minore a scopo adottivo. Delle coppie che hanno richiesto l autorizzazione all ingresso in Italia di minori stranieri, alla data del 30/06/2003, 386 hanno fatto richiesta nell anno 2000, e specificamente nel periodo 16 novembre 31 dicembre, hanno fatto richiesta nell anno 2001, nel corso dell anno 2002 e nel primo semestre del I bambini per i quali è stata concessa l autorizzazione all ingresso in Italia, alla data del 30/06/2003, sono stati 5.750, ovvero nel 99,9% dei casi esaminati. La distribuzione di frequenza delle autorizzazioni per mese di concessione evidenzia, nel periodo novembre 2000 giugno 2003, mediamente 180 autorizzazioni al mese, con un picco registrato nell ultimo trimestre della rilevazione rispettivamente di 273 autorizzazioni ad aprile, 233 a maggio e 288 a giugno. Tra i bambini entrati prevalgono i maschi, sono infatti il 55,8% del totale mentre le femmine sono il 44,2% (rispettivamente e 2.541). Per quanto riguarda l età, tanto per i maschi quanto per le femmine, si ha una marcata prevalenza della classe di età 1-4 anni con bambini e il 47% del totale. La seconda classe per frequenza è la 5-9 anni con bambini ed il 33% del totale. I bambini più grandicelli, con un età superiore ai 10 anni, sono in totale 686, ovvero l 12% dei minori adottati. Infine i bambini di meno di un anno sono in termini assoluti 479 e rappresentano l 8% del totale. Il 70% dei bambini, su 5.750, proviene da Paesi che non hanno ratificato la Convenzione de L Aja, mentre il restante terzo da Paesi ratificanti. Figurano come ratificanti unicamente quei Paesi esteri i quali hanno effettivamente riconosciuto, nel loro ordinamento giuridico interno, tale strumento internazionale, mentre tra gli Stati non ratificanti sono considerati altresì i Paesi firmatari e quelli aderenti. Al primo posto della graduatoria dei Paesi di provenienza dei minori stranieri entrati a scopo adottivo si ha l Ucraina (24,2%) che risulta peraltro nettamente staccata dalle altre nazioni di provenienza, facendo segnare in termini assoluti ingressi di minori stranieri. Incidenze molto interessanti le fanno segnare nell ordine: la Bulgaria (10%), la Colombia (9,1%), la Bielorussia (8,8%), la Russia (8,6%), il Brasile (5,9%), l India (5,8%), la Polonia (5%), e la Romania (4,5%). Dunque, dopo l Europa dell est, è l America centro-meridionale l area continentale dalla quale proviene un flusso consistente di bambini stranieri adottati. L ultimo semestre in particolare rispecchia l andamento fin qui evidenziato; i paesi con i maggiori flussi di minori sono stati, infatti, Ucraina (270), Bulgaria (170), Bielorussia (167), Russia (158) e Colombia (132). Nelle regioni del nord Italia a differenza di quelle del sud - si hanno quote rilevanti di bambini provenienti dall America latina (26,1 % Italia nord-occidentale e 24,2% Italia nord-oriental) e dall Asia (19,3% Italia nord-occidentale e 16,1% Italia nord-orientale). Lo sviluppo dell adozione internazionale è strettamente legato a vari fattori: alla base, il desiderio di genitorialità, spesso reso impossibile a causa della sterilità che ormai coinvolge il 25% delle coppie, col quale s interseca l evolversi della crisi economica e sociale dei Paesi dell Est Europa; Pagina 12 di 75

13 con il crollo del comunismo e la conseguente crisi politico-sociale, questi Paesi divengono, infatti, il serbatoio dell adozione internazionale. Così dopo il Brasile, l India, il Perù e il Cile mete tradizionali dell adozione internazionale da cui proveniva la maggior parte dei bambini adottati hanno aperto le loro porte all adozione prima la Romania, poi la Russia, la Bulgaria e la Polonia e, oggi, l Ucraina e la Bielorussia (Commissione adozioni, 2003). Il fenomeno dell adozione internazionale resta, quindi, strettamente legato ad alcuni fattori contingenti, ma le sue caratteristiche sociali e le problematiche relative all integrazione culturale e sociale dei minori adottati, non sono mutate nel tempo. Anzi, l aumentato numero di minori stranieri adottati ha reso più visibili le inadeguatezze del nostro sistema sociale e culturale, che non si è ancora attrezzato ad accoglierli e a sostenerli nel modo dovuto, durante il loro percorso d inserimento. Per questo spesso, a cominciare dalla scuola, i minori stranieri adottati rischiano di perdere la loro preziosa identità etnica e culturale, a causa delle forti sollecitazioni che conducono al suo annullamento, nella rincorsa verso una voluta quanto difficile normalizzazione. Fare dell adozione internazionale una risorsa per la società, è uno degli scopi delle iniziative di promozione e di sostegno svolte dalla Commissione per le adozioni internazionali. 3.3 LA NUOVA LEGGE SULL ADOZIONE DEI MINORI ITALIANI E STRANIERI: LE PRINCIPALI NORME La normativa principale in materia d adozione è la legge 28 marzo 2001 n 149: Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante «Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori», nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile. La riforma della legge sull adozione stabilisce un decalogo dei diritti del bambino, primo fra tutti quello di essere assegnato ad una famiglia senza distinzioni di sesso, di etnia, di lingua o di religione, nel rispetto dell identità culturale del minore. L indigenza dei genitori, ossia la mancanza d assistenza dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio, non può essere d ostacolo al diritto dei bambini alla propria famiglia naturale, pertanto lo Stato e gli enti locali devono sostenere economicamente i nuclei famigliari in difficoltà. Qualora, invece, i minori da 0 a 18 anni, risultino privi d assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, saranno ritenuti in stato d adottabilità. La disponibilità all adozione è prevista per i coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, non separati neppure di fatto, con o senza figli e le coppie che hanno convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per almeno tre anni. Inoltre sono consentite più adozioni, anche con atti successivi. Sono previsti limiti di età dei coniugi adottanti: l età dell adottante deve superare di almeno 18 e di non più di 45 anni l età dell'adottando, ma con deroghe caso per caso. È possibile che uno dei due coniugi superi il limite fino ad un massimo di 10 anni. Non si prevede l adozione per le coppie omosessuali; i single possono, invece, fare domanda d adozione per bambini portatori di handicap. Per chi volesse adottare un bambino con più di cinque anni e con handicap accertato esiste una corsia prefereniale. Per manifestare la disponibilità all adozione di minori italiani la domanda può essere presentata a uno o più Tribunali per i minorenni, per l adozione di minori stranieri l istanza può essere inoltrata esclusivamente al Tribunale per i minorenni del luogo di residenza degli adottanti. È possibile presentare contemporaneamente domanda di adozione per un bambino italiano e straniero. La domanda di adozione nazionale decade dopo tre anni. Ogni Tribunale per i minorenni definisce i modi di presentazione della domanda d adozione e l'elenco dei relativi documenti. È necessario quindi rivolgersi alla cancelleria del tribunale competente in relazione al luogo in cui risiede la coppia per sapere come procedere. Pagina 13 di 75

14 Il Tribunale per i minorenni dispone l'esecuzione d adeguate indagini sui coniugi che hanno presentato domanda d adozione da parte dei servizi socio-assistenziali degli enti locali e delle aziende sanitarie e ospedaliere, per assicurare al minore la famiglia adottiva più idonea. Le indagini (che devono concludersi entro quattro mesi, ulteriormente prorogabili di altri quattro) riguardano l attitudine a educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l ambiente familiare degli adottanti, i motivi per i quali questi desiderano adottare. Per l adozione nazionale, il Tribunale per i minorenni sceglie fra le coppie disponibili quella in possesso delle caratteristiche atte a meglio rispondere alle esigenze specifiche dei minori che sono dichiarati adottabili. Per l adozione internazionale, il Tribunale per i minorenni, se ritiene idonei all adozione gli aspiranti genitori adottivi, emette un decreto di idoneità. Se la coppia non è ritenuta idonea dal Tribunale, può presentare ricorso presso la Sezione per i minorenni della Corte d Appello. Entro un anno dal rilascio del decreto la coppia deve conferire ad uno degli enti autorizzati per l adozione internazionale l incarico di curare la propria procedura d adozione internazionale (Oliviero Ferraris, 2002). Con l entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione de L Aja sull adozione internazionale (l.n.476/1998) è obbligatorio avvalersi degli Enti autorizzati che operano in stretto rapporto con la Commissione per le adozioni internazionali anche per le adozioni di minori provenienti da Paesi che non hanno aderito alla Convenzione. Con l adozione l adottato italiano o straniero acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome. Con l adozione cessano i rapporti verso la famiglia d origine, salvo i divieti matrimoniali. Il minore straniero assume la cittadinanza italiana. L adottato una volta compiuti i 25 anni d età, con il consenso del giudice, potrà conoscere le proprie radici e il nome dei genitori biologici. Una opportunità negata se quest ultimi hanno chiesto l anonimato o se la madre naturale non ha riconosciuto il figlio. Nel caso dovessero sussistere problemi di tipo psicofisico, il ragazzo potrà conoscere le proprie origini all età di 18 anni. 3.4 CRITICHE ALLE NUOVE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE L ANFAA (Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie) ritiene che la legge 28 marzo 2001 n 149 Modifiche alla legge 4 maggio 1983 n 184, recante: Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile abbia, purtroppo, profondamente e negativamente modificato la legislazione in materia, rispondendo più alle pretese degli adulti che alle reali esigenze dei minori in stato di adottabilità. Infatti per l ANFAA è contrario all interesse dei bambini adottabili elevare la differenza massima di età fra adottanti e adottando a 45 anni, differenza ulteriormente prorogabile in circostanze specifiche a discrezione del Tribunale per i minorenni, quando già adesso il numero delle domande è di gran lunga superiore rispetto al numero dei minori adottabili. L elevazione della differenza massima d età porterà i seguenti problemi: non sarà adottato un solo bambino in più rispetto agli attuali; crescerà il numero delle domande e quindi il numero delle coppie illuse ed escluse; sarà più difficile l'adozione dei bambini più grandicelli, perché gli ultraquarantacinquenni premeranno per avere un bambino piccolo. Disciplinando a livello legislativo le modalità d accesso degli adottati maggiorenni all identità dei loro procreatori il Parlamento ha mortificato il ruolo dei genitori adottivi, trattati come allevatori e ha affermato, nei fatti, l indissolubilità del legame di sangue, consentendo la ripresa di rapporti fra adottati e procreatori, rapporti che, nella realtà, hanno avuto conseguenze negative e spesso devastanti. È questo un vero colpo al cuore dell'adozione intesa come genitorialità e filiazione vere. Riconoscere un ruolo ai procreatori che hanno abbandonato la loro prole, significa soprattutto disconoscere per tutte le famiglie, in primo luogo quelle biologiche, l importanza dei rapporti affettivi ed educativi sullo sviluppo della personalità dei figli. Pagina 14 di 75

15 Attraverso l adozione, l adottato diventa figlio legittimo degli adottanti che diventano i suoi unici veri genitori: l adozione dei minori può essere considerata una seconda nascita, che non annulla la prima, ma che non ne conserva alcun legame giuridico. Il figlio adottivo ha certamente diritto di essere tempestivamente informato sulla sua situazione adottiva e i genitori e lui stesso devono ricevere tutte le informazioni che hanno rilevanza per lo stato di salute dell adottato. Ma la famiglia adottiva è una famiglia vera e completa, sotto tutti gli aspetti, con i suoi rapporti ed i suoi problemi. (A.N.F.A.A, 2003) 3.5 LA CONVENZIONE DE L AJA La Convenzione de L Aja del sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di Adozione Internazionale costituisce l importante risultato di uno sforzo congiunto dei paesi d origine e dei paesi di destinazione per garantire che le Adozioni Internazionali si facciano nell interesse superiore del minore e nel rispetto dei suoi diritti fondamentali e per porre un freno alle adozioni illegali. A tal fine essa stabilisce un sistema di cooperazione fra i Paesi contraenti, ciascuno dei quali deve designare un autorità centrale responsabile dell attuazione della Convenzione. Le adozioni pronunciate in un paese contraente in conformità con le norme della Convenzione sono riconosciute in tutti gli altri paesi contraenti. Secondo quanto dispone la Convenzione un minore può essere trasferito per adozione dal proprio paese ad un altro soltanto se: le autorità del suo paese d origine hanno stabilito che egli è adottabile; hanno vagliato la possibilità di affidamento nel paese d origine e constatato che l adozione internazionale corrisponde al suo superiore interesse; hanno accertato che i consensi necessari per l adozione non sono stati carpiti con l inganno o dietro pagamento di somme di denaro o altri corrispettivi; le autorità del paese di destinazione hanno verificato che i futuri genitori adottivi sono qualificati ed idonei per l adozione; si sono assicurate che essi sono stati adeguatamente preparati all adozione; hanno accertato che il minore può essere autorizzato all ingresso e al soggiorno permanente per l adozione nel paese medesimo. Per ridurre i rischi di adozioni illegali la Convenzione stabilisce che tutte le procedure di Adozione Internazionale, tanto nel paese di destinazione quanto in quello di origine, debbano essere svolte per il tramite di Enti autorizzati e controllati dalle Autorità centrali medesime. L Italia ha aderito alla Convenzione, che è stata ratificata dal Parlamento con la legge 31 dicembre 1998 n.476 e che perciò è divenuta legge dello Stato (Morozzo, 1999). Autorità centrale per l Italia è la Commissione per le adozioni Internazionali. 3.6 GLI ENTI AUTORIZZATI Gli Enti autorizzati sono investiti di una precisa responsabilità nei confronti di tutti i minori che aspirano all adozione internazionale: devono garantire cioè ad ognuno di loro dei genitori realmente in grado di prendersi cura dei loro bisogni. Gli Enti informano, formano, affiancano i futuri genitori adottivi nel percorso dell adozione internazionale e curano lo svolgimento all estero delle procedure necessarie per realizzare l adozione; assistendoli davanti all autorità straniera e sostenendoli nel post-adozione. La legge 476/98 ha reso obbligatorio l intervento dell ente autorizzato in tutte le procedure di adozione internazionale, inoltre prevede espressamente la realizzazione di una forma di Pagina 15 di 75

16 collaborazione tra i servizi sociali degli enti locali territoriali e gli Enti autorizzati, definita formazione integrata. Secondo l art.31 che regola i compiti degli enti autorizzati; l ente che ha ricevuto l incarico deve prima di tutto informare gli aspiranti genitori sulle procedure che inizierà e sulle concrete prospettive di adozione nel paese che gli stessi hanno scelto. Deve poi trasmettere alle autorità straniere la loro dichiarazione di disponibilità all adozione, unitamente al decreto di idoneità e alle relazioni dei servizi sociosanitari e attendere di ricevere da quelle autorità la proposta di incontro con un bambino determinato. L autorità straniera fa la proposta all ente che la comunica agli aspiranti genitori adottivi, e se essi accettano di incontrare il bambino e, avvenuto l incontro, si comunica all Autorità straniera la propria adesione alla proposta fatta ai coniugi, i quali dal canto loro hanno acconsentito all abbinamento, ed assiste quest ultimi in tutte le attività da svolgere nel paese straniero: presienza all udienza di adozione, trasmette la sentenza di adozione alla Commissione per le Adozioni Internazionali e chiede a quest ultima l autorizzazione all ingresso del minore in Italia (Moro, 2000). Ottenuto il provvedimento di autorizzazione all ingresso, l ente vigila sulle modalità di trasferimento del bambino in Italia, i servizi degli enti locali, se richiesti, assistono gli adottanti ed il minore. L Ente autorizzato resta un punto di riferimento importante ed è tenuto a svolgere le relazioni post-adozione da mandare all autorità straniera. Per poter svolgere la loro attività gli enti devono dichiarare di conoscere bene il Paese, la sua tradizione e la sua cultura; di conoscere bene la normativa interna sulle adozioni e di utilizzare personale serio e corretto. Inoltre tutti gli organismi che si occupano di procedure di Adozione Internazionale devono essere in possesso di un apposita autorizzazione governativa che viene rilasciata dalla Commissione per le adozioni internazionali previo accertamento del possesso dei requisiti di legge, vale a dire: che siano diretti e composti da personale specializzato; che dispongano di un adeguata struttura organizzativa; che non abbiano fini di lucro; che non operino discriminazioni ideologiche e religiose; che si impegnino a partecipare ad attività di promozione dei diritti dell infanzia nei Paesi d origine; che abbiano sede legale in Italia. L'albo degli Enti Autorizzati si trova nella Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2000, consultabile sul sito: 3.7 VALUTAZIONE DELLA COPPIA La conoscenza della coppia è lo strumento attraverso cui si cerca di salvaguardare il bambino da esperienze che lo possano vedere, un altra volta, coinvolto in realtà deprivanti sul piano materiale, relazionale e affettivo. Una corretta selezione delle coppie esige una conoscenza approfondita dei due aspiranti genitori, la loro maturità personale e di coppia, i loro rapporti con il mondo esterno e il loro atteggiamento nei confronti dell abbandono. Selezionare, per quanto sgradevole, è il termine appropriato perché si tratta di scegliere coloro che hanno le caratteristiche adatte a stare con un figlio adottivo (Abrate, 1993). Il Tribunale per i minorenni è il soggetto istituzionale che ha il compito di verificare le capacità genitoriali di una coppia e di garantire i requisiti dei soggetti che presentano domanda d adozione, al bambino in stato d abbandono. Stare con un figlio adottivo non vuole dire soltanto vivere con lui, ma accoglierlo, contenerlo, comprenderlo e crescere con lui (Zanardi, 1999). Pagina 16 di 75

17 Nonostante l orientamento legislativo italiano ed internazionale sia corretto sia sul piano etico che civile, la maggior parte delle coppie che si avvicinano all adozione, vivono il momento della valutazione come un intrusione, un limite esterno al loro proprio diritto di avere un bambino, che la famiglia biologica non deve sostenere. La coppia si sente valutata, sotto esame, spinta a presentare un immagine di sè molto precisa e coerente. La situazione d incertezza dell esito finale aumenta le paure e di conseguenza le difese per tutelarsi da un evento che potrebbe destabilizzare la propria immagine. Ma la valutazione dovrebbe essere letta come un momento di dialogo aperto, che contribuisce ad un autovalutazione e quindi una presa di coscienza personale dell eventuale realtà di non essere adatti alla scelta adottiva. Importante è verificare l effettiva disponibilità di chi richiede di adottare a soddisfare le esigenze del bambino, ossia la capacità della coppia di sentirsi qualcuno anche senza il figlio, di non aver necessità di lui per definirsi e sentirsi validi (Paradiso, 1999). Una caratteristica indispensabile alla coppia adottante è la dinamicità, la capacità di plasmarsi per aderire alle molteplici situazioni che il tempo presenta, senza cercare risposte preconfezionate, ma trovandole giorno per giorno. Occorre una coppia che si senta stimolata intellettivamente dalle diversità che la spinge alla curiosità e non al timore; una coppia che voglia rinnovarsi continuamente, dimostrando la sua capacità di adeguarsi positivamente a qualunque situazione reale. Più una famiglia avrà rigidità di schemi mentali e comportamentali, cosa che si manifesta in ruoli tendenzialmente chiusi, abitudini e atteggiamenti strutturati, ritualità d azione, più non sarà in grado di gestire positivamente il nuovo rapporto (Di nuovo, Abbate, Lizzio, 1999). Avere davanti una coppia dinamica non è sufficiente, occorrono persone abituate ad interagire con la società e in grado di domandare aiuto, qualora la situazione lo richiedesse. Persone equilibrate disponibili ad accettare ed amare il bambino reale, ad accoglierlo senza inglobarlo, a dargli appartenenza, senza possederlo (Abrate, 1993). 3.8 L AFFIDAMENTO PREADOTTIVO Il periodo d affidamento incomincia a partire dal momento in cui il bambino, in stato d adottabilità definitiva, viene dato alla coppia adottiva prescelta. Tale periodo inizia, per legge, soltanto a iter giudiziario concluso: eventuali periodi di affidamento a rischio giuridico precedenti non verranno quindi in nessun modo considerati. L affidamento risponde alla necessità, da parte del Tribunale, di seguire l inserimento del bambino per un tempo che si ritiene congruo, sia per valutarne l andamento, che per aiutare la famiglia nel caso dovessero presentarsi particolari problemi di adattamento ed ambientamento. L adozione avviene dopo un anno di convivenza, che permette alla coppia, al bambino e agli operatori sociali di valutare l evoluzione dei rapporti familiari, della possibilità reciproca di sperimentare una situazione di affetto e di riconoscersi come figlio e come genitori. La dichiarazione di adottabilità avviene, quindi, solo al termine del buon andamento dell affido preadottivo. Per quanto riguarda l adozione internazionale soltanto i Paesi che hanno aderito alla convenzione de L Aja potranno avere un adozione all estero efficace e ratificata in Italia. Lo stesso accade in caso d accordo bilaterale tra l Italia e il Paese d origine dell adottando. Nei casi in cui il Paese d origine preveda che la coppia adotti con provvedimento definitivo (provvedimento giudiziario o governativo), il provvedimento viene ratificato in Italia con gli effetti dei giudici che esso ha nel Paese straniero. Negli altri casi si avrà l affidamento preadottivo. 3.9 RISCHIO GIURIDICO In Italia alcuni Tribunali per i Minorenni hanno istituito la cosiddetta adozione a rischio giuridico. Quando il tribunale valuta che un minore si trova in stato d abbandono, emette un decreto che viene per legge spedito ai genitori o ai parenti fino al quarto grado, perché questi volendo possano opporsi. Dal giorno in cui hanno ricevuto il decreto, dalla notifica, essi hanno trenta giorni utili per Pagina 17 di 75

18 opporsi. Se nell attesa il minore non può restare nel posto in cui si trova, si cerca una famiglia adottiva tra quelle che accettano di essere abbinate a lui nell attesa dei trenta giorni. La controparte, genitori del bimbo o parenti prossimi, può ricorrere per tre volte contro il provvedimento del Tribunale per i Minorenni: un primo riesame viene fatto dal Tribunale stesso, un secondo grado di giurisdizione è dato dalla Corte d Appello ed infine può esserci il ricorso presso la Corte di Cassazione; spesso passano anni. Si può immaginare il dolore che tutto questo può comportare, la sofferenza di non essere sicuri, di non sapere se si può farsi chiamare mamma e papà ecc. Non tutte le coppie vogliono rischiare, poiché non tutte sono pronte ad affrontare questo tipo di problematiche. Se la coppia non se la sente ha tutto il diritto di dare il proprio consenso solo per bambini il cui stato di abbandono è del tutto definitivo. Anche se sono proprio i bambini a rischio giuridico ad essere percentualmente di più rispetto a quelli definiti e quindi sale la possibilità di giungere all abbinamento. È una situazione che comporta un lungo e prolungato stress, anche se raramente il rischio giuridico non evolve poi in adozione. Ma il bambino in stato di abbandono non può permettersi di avere dei genitori che risparmiano il loro affetto per mantenersi razionali al possibile evento, ma ha diritto a tutto l amore possibile. Non esiste possibilità di calcolo, soprattutto quando ci si trova davanti ad un bimbo che si è amato con tutto il cuore e che però deve tornare da una madre e da un padre che hanno lo stesso sofferto nel vedere il figlio allontanarsi per effetto di un pur giusto provvedimento giuridico (Abrate, 1993). È fondamentale, quindi, iniziare l iter adottivo avendo bene in mente il presupposto legislativo, ossia che si sta offrendo una occasione ad un bambino in stato di grave difficoltà. Se non si può essere genitori, si può ugualmente proteggere ed accudire un bambino con uguale soddisfazione. Tale tipo di adozione-affidamento permette al bambino, per cui lo stato di abbandono non sia ancora del tutto definito giudiziariamente, di non rimanere, a volte per anni, in istituti per l infanzia o comunità. Il rischio giuridico non va sottovalutato ma capito e responsabilmente accettato oppure rifiutato (Ferranti, 2003) L ADOZIONE DIFFICILE La disponibilità ad accogliere bambini grandicelli o con problemi fisici gravi quali handicap o malformazioni congenite, rappresenta un adozione difficile. Di per sè tale denominazione difficile è errata: in realtà l adozione di questi bambini sarebbe estremamente facile, visto anche l alto numero di soggetti con problemi presenti nel mondo dei bambini in stato di abbandono. Ciò che è difficile, infatti, non è l adozione in se stessa, quanto il reperimento di coppie o famiglie desiderose di accogliere questi bambini. Nella nostra società esiste una sorta di limite fisiologico e non dipende soltanto dalla nostra volontà di farci carico di situazioni così altamente problematiche. L innalzamento di questo limite fisiologico dipende dalla crescita culturale della società nel suo complesso, dalle politiche sociali di ciascun paese, dal grado di benessere raggiunto e da una mentalità più vicina alla solidarietà, allo spirito di servizio, ad una fede o ideale. Un altro tipo di adozione difficile, è quella che riguarda bambini di una certa età (la soglia dovrebbe essere intorno ai cinque anni, nel senso che un bambino di sei anni è paradossalmente considerato già grande); la coppia che si appresta a fare domanda tende a rifiutarli. Quando l adozione viene considerata come la soddisfazione di un bisogno di recuperare la perduta o mai avuta capacità di procreare, allora questa dovrà il più possibile avvicinarsi, nelle forme e nelle aspettative, alla maternità naturale. Il che significa che il figlio adottivo dovrà per forza essere il più possibile uguale al figlio che si sarebbe messo al mondo. Pagina 18 di 75

19 In questo caso, quindi, si avrà una motivazione all adozione di tipo fortemente compensatorio, per rifarsi da un torto ritenuto ingiustamente subito. Il figlio se non proprio nato dalla coppia, dovrà almeno essere talmente piccolo da non avere avuto altra origine psicologica che quello della coppia stessa. Se ciò che permette ad un individuo di crescere e svilupparsi in modo equilibrato è la commistione tra i caratteri genetici di cui è portatore e l influenza dell ambiente esterno che lo plasma e indirizza, sarà su questo secondo aspetto che si incentrerà l attenzione della coppia adottiva, cercando di rendere il figlio adottivo il più possibile espressione totale del loro sistema familiare. La richiesta di un bimbo piccolo risponde anche all opportunità della coppia di non affrontare in modo troppo diretto lo scontro-incontro tra il proprio sistema familiare e qualcuno che, già dotato di parola e carattere, può a quel punto già metterlo in discussione, volerlo implicitamente modificare. Il lavoro di trasformazione del sistema dovuto all ingresso di un bambino estremamente piccolo è sicuramente più semplice che non con un bambino che abbia già una sua spiccata personalità ed individualità. Più il bambino è piccolo e più sarà facile per entrambe le componenti il crescere insieme in sintonia. Più il potere contrattuale del bambino è forte (quindi più è in grado di interagire anche dialetticamente con i genitori) e più difficile sarà per il sistema trovare un proprio nuovo ed equilibrato assetto. Ciò significa essenzialmente che l inserimento di un bambino già grandicello (per non parlare degli adolescenti) è effettivamente più difficile e quindi meno desiderato dalle coppie che si propongono per un adozione. Non a caso la maggior parte delle adozioni che si sono rilevate altamente problematiche sono quelle dove il bambino non è stato tempestivamente collocato in una famiglia adottiva o quando si è trovato in stato d abbandono in età non più giovanissima. Paradossalmente si può anche affermare che non è infrequente che un ragazzino già grandicello riesca a trovare subito una sintonia con la coppia adottiva. In questo caso l inserimento e la trasformazione del sistema sarà facilitata proprio dalla capacità/possibilità che le due componenti, figlio-genitori, hanno di comunicare, scambiarsi impressioni, risolvere insieme eventuali problemi (Abrate, 1993). Pagina 19 di 75

20 4 CAP. II - LA SITUAZIONE PSICOLOGICA DEL BAMBINO ADOTTATO 4.1 ATTACCAMENTO E ADOZIONE La teoria dell attaccamento La formazione dei primi legami affettivi è importante ai fini dell acquisizione della competenza sociale e dell adattamento all ambiente e rappresenta un passaggio fondamentale nelle famiglie naturali quanto in quelle adottive. John Bowlby noto psichiatra inglese, intorno agli anni 1950 ha formulato la teoria dell attaccamento, un paradigma scientifico che ha rivoluzionato il modo di concepire lo sviluppo umano. Il concetto chiave della sua teoria è quello di sistema di controllo cibernetico. Gli schemi emozionali e comportamentali dell attaccamento, pur essendo frutto della selezione naturale e quindi pre-programmati, sono, anche, delle risposte che vengono prodotte grazie a processi di elaborazione delle informazioni che provengono dell ambiente esterno, organizzate secondo un processo omeostatico. La vicinanza con la madre e l esplorazione dell ambiente sono i due poli di questo sistema d equilibrio: quando il bambino si trova davanti ad un pericolo, il sistema si attiva e mette in atto quei comportamenti che mantengono la vicinanza della madre. Il concetto d attaccamento differisce da quello di dipendenza, perché essa non implica una relazione carica d emotività nei confronti di individui chiaramente preferiti, non implica un legame duraturo e non le è mai stata attribuita una valida funzione biologica. Il concetto di dipendenza ha, inoltre, implicazioni di valore opposte a quelle che derivano dal concetto d attaccamento; parlare di una persona come dipendente tende ad avere un carattere dispregiativo e riflette un incapacità di riconoscere il valore che ha il comportamento d attaccamento per la sopravvivenza. Dire di un bambino che è attaccato a qualcuno, vuol dire che è fortemente portato a cercare la prossimità e il contatto specialmente in certe situazioni specifiche. Il comportamento d attaccamento si riferisce a una delle varie forme d attaccamento che la persona mette in atto per mantenere la prossimità che desidera. Il comportamento d attaccamento viene così definito come una qualsiasi forma d attaccamento che porta una persona al raggiungimento e mantenimento della vicinanza con un altro individuo preferito, considerato in genere come più forte/esperto. I particolari schemi del comportamento d attaccamento variano a seconda delle esperienze che si son vissute con le prime figure importanti della propria vita. La teoria dell attaccamento pone l accento sulle seguenti caratteristiche (Bowlby, 1979): Specificità. Il comportamento d attaccamento è diretto verso pochi individui, di solito in un preciso ordine di preferenza. Durata. Un attaccamento persiste, non viene abbandonato durante il corso della vita, anche se durante l adolescenza i primi attaccamenti possono diventare complementari ad altri attaccamenti. Ruolo delle emozioni. Molte delle emozioni più intense sorgono durante la formazione, il mantenimento, la distruzione e il rinnovarsi di relazioni d attaccamento. La formazione di un legame è descritta come l innamoramento, il mantenimento di un legame come l amare qualcuno, la perdita di un partner come il soffrire per qualcuno. Pagina 20 di 75

i limiti di età dei coniugi adottanti L'età degli adottanti deve superare di almeno 18 anni e di non più di 45 l età dell'adottando.

i limiti di età dei coniugi adottanti L'età degli adottanti deve superare di almeno 18 anni e di non più di 45 l età dell'adottando. CHE COS' E' L'ADOZIONE? E' l'istituto giuridico che tende a garantire al bambino in stato di abbandono il diritto a vivere serenamente all'interno di una famiglia. La legge n. 476 del 31 dicembre 1998

Dettagli

Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare

Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare 1 incontro 11 aprile 2011 Assistente sociale Maria Grazia Pensabene Servizio politiche sociali e abitative -

Dettagli

L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO

L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO LA PSICOLOGIA GIURIDICA Funzione diagnostica conoscitiva e di

Dettagli

Le coppie che chiedono l adozione di un bambino

Le coppie che chiedono l adozione di un bambino 1 febbraio 2005 Le coppie che chiedono l adozione di un bambino Anno 2003 L Istat diffonde i risultati dell indagine sulle domande di adozione, condotta per la prima volta nel 2003 presso i 29 tribunali

Dettagli

TITOLO I - DIRITTO DEL MINORE ALLA PROPRIA FAMIGLIA

TITOLO I - DIRITTO DEL MINORE ALLA PROPRIA FAMIGLIA Legge 28 marzo 2001, n. 149 "Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante «Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori», nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile" pubblicata

Dettagli

Edizione di marzo 2012

Edizione di marzo 2012 ADOZIONE NAZIONALE E INTERNAZIONALE Edizione di marzo 2012 Indice Capitolo 1 - I protagonisti 1.1 - Il bambino 1.2 - I genitori adottivi Capitolo 2 - Le tappe nel cammino dell adozione Capitolo 3 - Le

Dettagli

LA RATIFICA DELLA CONVENZIONE Di Leonardo Lenti Docente di diritto di famiglia presso l università di Torino

LA RATIFICA DELLA CONVENZIONE Di Leonardo Lenti Docente di diritto di famiglia presso l università di Torino LA RATIFICA DELLA CONVENZIONE Di Leonardo Lenti Docente di diritto di famiglia presso l università di Torino In alcuni Paesi possono adottare anche i "single". In altri non vi sono rigidi limiti di età.

Dettagli

Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi

Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi Elisa Ceccarelli, già Presidente del Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Destano particolare allarme e doloroso

Dettagli

EMANUELA PORTA ADOTTARE UN BAMBINO

EMANUELA PORTA ADOTTARE UN BAMBINO EMANUELA PORTA ADOTTARE UN BAMBINO Dalla Burocrazia all Incontro, i Passi per Accogliere Tuo Figlio con Serenità 2 Titolo ADOTTARE UN BAMBINO Autore Emanuela Porta Editore Bruno Editore Sito internet www.brunoeditore.it

Dettagli

QUARTO VOLUME: GENITORI ADOTTIVI

QUARTO VOLUME: GENITORI ADOTTIVI QUARTO VOLUME: GENITORI ADOTTIVI L esperienza del bambino, gli aspetti giuridici, il padre adottivo: costruire i nuovi legami familiari a cura di Fiamma Buranelli, Patrizia Gatti e Emanuela Quagliata Presentazione

Dettagli

Consulta DS per l infanzia e l adolescenza Gianni Rodari. Adozione e Affido Familiare Una famiglia per ogni bambino

Consulta DS per l infanzia e l adolescenza Gianni Rodari. Adozione e Affido Familiare Una famiglia per ogni bambino I figli non sono vostri figli. Sono i figli e le figlie della sete che di sé stessa ha la vita... Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L'Arciere vede il bersaglio

Dettagli

ALLEGATO B Dgr n. del pag. 1/7

ALLEGATO B Dgr n. del pag. 1/7 giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO B Dgr n. del pag. 1/7 PROCEDIMENTO ADOTTIVO E RACCOLTA DOCUMENTAZIONE Allegato al PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'ADOZIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE 2008 Il presente

Dettagli

Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido.

Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido. Torino 16 ottobre 2013 Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido. CENTRO ACCOGLIENZA LA RUPE Dott.ssa Piera Poli Pubblico, privato

Dettagli

ATTUALITA IN PEDIATRIA: ADOZIONI INTERNAZIONALI, VIAGGI E MIGRAZIONI

ATTUALITA IN PEDIATRIA: ADOZIONI INTERNAZIONALI, VIAGGI E MIGRAZIONI ATTUALITA IN PEDIATRIA: ADOZIONI INTERNAZIONALI, VIAGGI E MIGRAZIONI I GIUGNO 2011 Ospedale Infantile Regina Margherita Dott.ssa Anna Maria Colella Direttore ARAI Regione Piemonte Cenni legislativi LA

Dettagli

Indice. 1 La filiazione ------------------------------------------------------------------------------------------------ 3

Indice. 1 La filiazione ------------------------------------------------------------------------------------------------ 3 INSEGNAMENTO DI LEGISLAZIONE MINORILE LEZIONE IV LA COMPETENZA CIVILE DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI IN MATERIA DI ADOZIONI PROF. GIANLUCA GUIDA Indice 1 La filiazione ------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Provincia di Bologna Coordinamento Adozione. Adottiamoci un percorso per futuri genitori

Provincia di Bologna Coordinamento Adozione. Adottiamoci un percorso per futuri genitori Provincia di Bologna Coordinamento Adozione Adottiamoci un percorso per futuri genitori Provincia di Bologna Coordinamento Adozione Adottiamoci un percorso per futuri genitori Provincia di Bologna Coordinamento

Dettagli

IL PERCORSO DELL ADOZIONE

IL PERCORSO DELL ADOZIONE Dipartimento Tutela Materno Infantile e della Genitorialità U.O.C. Procreazione Cosciente ------ Municipi ex V VII VIII - X IL PERCORSO DELL ADOZIONE note di informazione ed orientamento per le coppie

Dettagli

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO Benedetta Baquè Psicologa - Psicoterapeuta I BISOGNI DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI Ogni bambino ha diritto a crescere in una famiglia, la propria o se questa non

Dettagli

Adozioni nazionali e internazionali: organizzazione degli interventi di sostegno alle famiglie adottive e istituzione di equipe territoriali integrate

Adozioni nazionali e internazionali: organizzazione degli interventi di sostegno alle famiglie adottive e istituzione di equipe territoriali integrate N. 51/11 DEL 24.9.2008 Adozioni nazionali e internazionali: organizzazione degli interventi di sostegno alle famiglie adottive e istituzione di equipe territoriali integrate 1. Premessa Attualmente in

Dettagli

Azienda sanitaria locale ASL della provincia di Como. adozione e affido. come orientarsi, a chi rivolgersi

Azienda sanitaria locale ASL della provincia di Como. adozione e affido. come orientarsi, a chi rivolgersi Azienda sanitaria locale ASL della provincia di Como adozione e affido come orientarsi, a chi rivolgersi Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia. Questo è

Dettagli

UNA LEGGE CHE METTE AL CENTRO LA TUTELA DEL DIRITTO DEI MINORI AFFIDATI ALLA CONTINUITÀ AFFETTIVA

UNA LEGGE CHE METTE AL CENTRO LA TUTELA DEL DIRITTO DEI MINORI AFFIDATI ALLA CONTINUITÀ AFFETTIVA TAVOLO NAZIONALE AFFIDO UNA LEGGE CHE METTE AL CENTRO LA TUTELA DEL DIRITTO DEI MINORI AFFIDATI ALLA CONTINUITÀ AFFETTIVA Prime riflessioni sulle modifiche introdotte dalla Legge n. 173/2015 Modifica alla

Dettagli

COS E L AFFIDAMENTO FAMILIARE

COS E L AFFIDAMENTO FAMILIARE COS E L AFFIDAMENTO FAMILIARE L affidamento familiare è un intervento temporaneo d aiuto e di sostegno ad un minore che proviene da una famiglia in difficoltà. Attraverso l affidamento, il bambino incontra

Dettagli

FALLIMENTI ADOTTIVI ASPETTI DECISORI E GIURIDICI

FALLIMENTI ADOTTIVI ASPETTI DECISORI E GIURIDICI FALLIMENTI ADOTTIVI ASPETTI DECISORI E GIURIDICI Angelo Vernillo Firenze 17.12.2013 FALLIMENTO ADOTTIVO? CHE DEFINIZIONE SCEGLIERE???? E l interruzione definitiva o transitoria di un rapporto difficile

Dettagli

IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE

IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE PROGETTO EDUCATIVO IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE IDENTITA DELLA SCUOLA La Scuola dell Infanzia parrocchiale S.Giuseppe vuole

Dettagli

LE LEGGI CHE DISCIPLINANO L ADOZIONE E L AFFIDO FAMILIARE

LE LEGGI CHE DISCIPLINANO L ADOZIONE E L AFFIDO FAMILIARE LE LEGGI CHE DISCIPLINANO L ADOZIONE E L AFFIDO FAMILIARE Legge 184/83 E la prima normativa specifica che disciplina l adozione e l affidamento dei minori. Legge 28 marzo 2001 n.149 Disciplina dell adozione

Dettagli

L'approccio iniziale all esperienza nella struttura educativa sarà quindi interpretato nel rispetto dei principi di "gradualità" e "continuità".

L'approccio iniziale all esperienza nella struttura educativa sarà quindi interpretato nel rispetto dei principi di gradualità e continuità. 1 Accogliere un bambino in un servizio educativo per la prima infanzia, significa accogliere tutta la sua famiglia, individuando tutta una serie di strategie di rapporto fra nido/centro gioco e casa, volte

Dettagli

INDICE-SOMMARIO. Presentazione della Collana... pag. V Introduzione...» VII Indice Sommario...» XI

INDICE-SOMMARIO. Presentazione della Collana... pag. V Introduzione...» VII Indice Sommario...» XI INDICE-SOMMARIO Presentazione della Collana... pag. V Introduzione...» VII Indice Sommario...» XI CAPITOLO I CENNI STORICI: EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI ADOZIONE 1. Introduzione... pag. 1 2. L'istituto dell'adozione

Dettagli

ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO

ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO 1 ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO Premessa La Convenzione dell Aja (1993) riconosce che l adozione internazionale può offrire l'opportunità di dare una famiglia permanente

Dettagli

Associazione C rescere

Associazione C rescere Organizzazione di Volontariato Associazione C rescere con la sindrome di Turner e altre Malattie Rare ONLUS ex art. 10 c. 8 dlgs n 460/1997 Via Massarenti 11-40138 Bologna presso la Clinica Pediatrica

Dettagli

CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DEI MINORI E SULLA COOPERAZIONE IN MATERIA DI ADOZIONE INTERNAZIONALE

CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DEI MINORI E SULLA COOPERAZIONE IN MATERIA DI ADOZIONE INTERNAZIONALE CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DEI MINORI E SULLA COOPERAZIONE IN MATERIA DI ADOZIONE INTERNAZIONALE Per ogni bambino Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DEI MINORI E SULLA

Dettagli

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Edizioni Simone - Vol. 45/1 Compendio di Diritto Internazionale privato e processuale Parte seconda Cenni di parte speciale Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Sommario Z 1. La filiazione. - 2. L adozione.

Dettagli

Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1

Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1 Relazione Incontro del 30 Settembre 2008 BAMBINI ADOTTIVI E BIOLOGICI INSIEME IN FAMIGLIA Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1 La genitorialità

Dettagli

LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI

LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI Giammatteo Secchi LAVORARE CON LE FAMIGLIE NELLE COMUNITÀ PER MINORI LAVORO SOCIALE IN TASCA COLLANA DIRETTA DA M.L. RAINERI Gli operatori sociali in tutela minori si confrontano ogni giorno con situazioni

Dettagli

ALLA RICERCA DELLE PROPRIE ORIGINI

ALLA RICERCA DELLE PROPRIE ORIGINI Relazione Incontro del 15 ottobre 2015 ALLA RICERCA DELLE PROPRIE ORIGINI Relatore: Dott. Marco Chistolini Psicologo, psicoterapeuta e formatore Il tema centrale della ricerca è il rapporto con la storia

Dettagli

z âw vxwéççta à Numero 2/2015

z âw vxwéççta à Numero 2/2015 Il diritto di famiglia in Marocco e in Italia La giurisdizione italiana e i rapporti tra le due giurisdizioni La legge italiana sull adozione (l. n. 184 del 1983, modif. dalla l. n. 149 del 2001) prevede,

Dettagli

ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE. Rimini 13 ottobre 2010

ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE. Rimini 13 ottobre 2010 Servizio Polifunzionale per l Adozione Internazionale ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE Rimini 13 ottobre 2010 Intervento dell Ente Autorizzato

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Lettera alle Mamme_Layout 1 11/09/2015 17:10 Pagina 1 Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Dialogo con le mamme che subiscono violenza in famiglia

Dettagli

Descrizione della metodologia durante il percorso adottivo

Descrizione della metodologia durante il percorso adottivo Descrizione della metodologia durante il percorso adottivo 1. Informazione preliminare all eventuale conferimento incarico. Il primo approccio al GVS avviene di solito per telefono: la coppia è invitata

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Priority mom Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Cosa posso fare per interrompere subito la violenza? rivolgiti alle Forze dell Ordine o al Servizio Sociale più vicino chiedi aiuto al Centro

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Dialogo con le mamme che subiscono violenza in famiglia per conoscere l intervento della giustizia minorile Indice:

Dettagli

La funzione dei centri antiviolenza e il loro osservatorio: il sostegno del bambino coinvolto nel percorso di protezione assieme alla madre A cura di Centri antiviolenza Demetra, Linea RosaeSos Donna Formazione

Dettagli

In fase di sottoscrizione

In fase di sottoscrizione Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l'emilia Romagna Ufficio XI Ambito Territoriale di Forlì-Cesena Provincia di Forlì-Cesena Assessorato al welfare

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GAMBATO

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GAMBATO Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 4993 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato GAMBATO Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione da parte di persone

Dettagli

Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006

Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006 Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006 PAROLE E IMMAGINI PER RACCONTARE GLI SPAZI PER BAMBINI E ADULTI. Gruppo di coordinamento

Dettagli

INDICE INTRODUZIONE. Capitolo 1 LA FILIAZIONE NOTE INTRODUTTIVE. di GILDA FERRANDO

INDICE INTRODUZIONE. Capitolo 1 LA FILIAZIONE NOTE INTRODUTTIVE. di GILDA FERRANDO INDICE XV Aggiornamento. Disegno di legge delega sullo status giuridico dei figli INTRODUZIONE Capitolo 1 LA FILIAZIONE NOTE INTRODUTTIVE di GILDA FERRANDO 3 1. Le linee evolutive 7 2. I diritti del bambino

Dettagli

Caso 5.6. 5. L adozione internazionale

Caso 5.6. 5. L adozione internazionale Caso 5.6 5. L adozione internazionale A quale autorità giudiziaria gli adottanti devono ricorrere qualora, a seguito di una dichiarazione di adozione emessa dallo stato ucraino, gli stessi lamentino che

Dettagli

Dott.ssa Graziana Campanato

Dott.ssa Graziana Campanato ,UHTXLVLWLGHOODIDPLJOLDDGRWWLYDQHOO DGR]LRQHLQWHUQD]LRQDOH Dott.ssa Graziana Campanato / LGRQHLWjGHOODIDPLJOLDVRVWLWXWLYDQHOO $, I requisiti richiesti dalla legge per l adozione internazionale sono gli

Dettagli

Sull adozione internazionale

Sull adozione internazionale I vostri figli non sono figli vostri: sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita. Nascono per mezzo di voi e tuttavia non vi appartengono Dimorano con voi e tuttavia non Vi appartengono. Potete

Dettagli

OSSERVATORIO NINNA HO. Dati sul fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita

OSSERVATORIO NINNA HO. Dati sul fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita OSSERVATORIO NINNA HO Dati sul fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita Dati sul fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita - OSSERVATORIO NINNA HO Il Progetto ninna ho, voluto dalla

Dettagli

DGR 361/07 Sostegno famiglie affidatarie

DGR 361/07 Sostegno famiglie affidatarie DGR 361/07 Sostegno famiglie affidatarie Oggetto:. DGR 11/2007. Utilizzazione delle risorse provenienti dal fondo nazionale per le politiche sociali di cui al capitolo di spesa n. H41106 per il sostegno

Dettagli

Provincia di Rimini Assessorato Politiche Sociali. Adottiamoci un percorso per futuri genitori

Provincia di Rimini Assessorato Politiche Sociali. Adottiamoci un percorso per futuri genitori Provincia di Rimini Assessorato Politiche Sociali Adottiamoci un percorso per futuri genitori Provincia di Rimini Assessorato Politiche Sociali L adattamento del testo alla provincia di Rimini è stato

Dettagli

Antonio e Roberta Bergaminelli. L adozione non è un gioco

Antonio e Roberta Bergaminelli. L adozione non è un gioco Antonio e Roberta Bergaminelli L adozione non è un gioco Antonio e Roberta Bergaminelli, L adozione non è un gioco Copyright 2013 Edizioni del Faro Gruppo Editoriale Tangram Srl Via Verdi, 9/A 38122 Trento

Dettagli

COLLANA VITAE. A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono

COLLANA VITAE. A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono COLLANA VITAE A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono Serena Milano HO SCELTO DI GUARIRE Un viaggio dal Cancro alla Rinascita attraverso le chiavi della Metamedicina, della Psicologia,

Dettagli

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine.

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine. Dott.ssa Panaghia Facchinelli, Pedagogista clinica Tel 348-8742827 panaghia@email PERCORSO DI EDUCAZIONE ALL AFFETTIVITA E ALLA SESSUALITA Questo progetto di educazione all affettività e sessualità è rivolto

Dettagli

Sono consentite ai medesimi coniugi più adozioni, con atti successivi.

Sono consentite ai medesimi coniugi più adozioni, con atti successivi. Legge n. 476/98 Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la Cooperazione in materia di adozione internazionale fatta a l Aja il 29 maggio 1993. Modifiche alla legge 4 maggio

Dettagli

SPC s.r.l. Scuola di Psicoterapia Comparata Fondata da Patrizia Adami Rook

SPC s.r.l. Scuola di Psicoterapia Comparata Fondata da Patrizia Adami Rook LA MEDIAZIONE FAMILIARE IN ITALIA PASSATO, PRESENTE E FUTURO I versione: 30 marzo 2006 Ultima revisione: 15 maggio 2008 A partire dal 1970, anno di introduzione della legge sul divorzio, assistiamo nel

Dettagli

LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini. Premessa

LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini. Premessa Convegno Nazionale La Mediazione familiare, una risorsa per genitori e bambini nella separazione Bologna, 1 e 2 dicembre 2006 LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini

Dettagli

FILIAZIONE: TUTTI I FIGLI SONO UGUALI. I figli sono semplicemente figli, questo non più solo sotto il profilo

FILIAZIONE: TUTTI I FIGLI SONO UGUALI. I figli sono semplicemente figli, questo non più solo sotto il profilo FILIAZIONE: TUTTI I FIGLI SONO UGUALI I figli sono semplicemente figli, questo non più solo sotto il profilo affettivo ma anche davanti alla legge. La riforma sulla filiazione 1 ha definitivamente abolito

Dettagli

COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali

COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali COMUNE DI IGLESIAS Assessorato alle Politiche Sociali SCHEMA DI PROTOCOLLO OPERATIVO PER LA COLLABORAZIONE TRA IL COMUNE DI IGLESIAS, ENTI AUTORIZZATI E TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CAGLIARI, IN MATERIA

Dettagli

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE 2 OGGETTO: Linee d indirizzo per lo sviluppo di una rete di servizi che garantisca livelli adeguati d intervento in materia di adozione internazionale. LA VISTO il documento istruttorio riportato in calce

Dettagli

peraversi continua... Promuovere le Competenze Genitoriali: il Contributo del Counseling nel Post Adozione www.peraversi.it Dott.ssa Alessia Simoncini

peraversi continua... Promuovere le Competenze Genitoriali: il Contributo del Counseling nel Post Adozione www.peraversi.it Dott.ssa Alessia Simoncini Promuovere le Competenze Genitoriali: il Contributo del Counseling nel Post Adozione Sai mamma, mi domando spesso perché la mia vera mamma non mi ha potuto tenere, forse aveva troppi figli, forse era povera

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 51/ 11 DEL 24.9.2008

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 51/ 11 DEL 24.9.2008 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 51/ 11 DEL 24.9.2008 Oggetto: Adozioni nazionali e internazionali: organizzazione degli interventi di sostegno alle famiglie adottive e Istituzione di equipe

Dettagli

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche

A. PARTE PRIMA. Capitolo I. I.1 Note metodologiche INTRODUZIONE La presente trattazione ha come oggetto l analisi di un caso, che ho seguito durante il tirocinio, svolto durante la mia formazione in psicoterapia sistemica, in qualità di osservatrice. L

Dettagli

Piano dell offerta formativa

Piano dell offerta formativa Piano dell offerta formativa Linee di indirizzo pedagogico delle scuole comunali dell infanzia Quale scuola La scuola dell infanzia costituisce il primo fondamentale livello del sistema scolastico nazionale,

Dettagli

Istituto Comprensivo «G. Verga»-Viagrande. Dirigente Scolastico Lucia Palazzo. Insieme si può

Istituto Comprensivo «G. Verga»-Viagrande. Dirigente Scolastico Lucia Palazzo. Insieme si può Istituto Comprensivo «G. Verga»-Viagrande Dirigente Scolastico Lucia Palazzo Insieme si può L Istituzione scolastica ha proposto l incontro con la Cooperativa sociale Promozione di Acireale per promuovere

Dettagli

NON SERVONO PIÙ ADOZIONI INTERNAZIONALI: SERVE UN MAGGIOR RISPETTO DELLA SUSSIDIARIETÀ DELL ADOZIONE.

NON SERVONO PIÙ ADOZIONI INTERNAZIONALI: SERVE UN MAGGIOR RISPETTO DELLA SUSSIDIARIETÀ DELL ADOZIONE. ADOZIONE: DIRITTO DEI BAMBINI SOLI E SENZA FAMIGLIA, NON DEGLI ADULTI CHE VOGLIONO UN FIGLIO Osservazioni critiche e Proposte relativamente a quanto affermato dall associazione Amici dei Bambini nel Manifesto

Dettagli

LE FAMIGLIE AFFIDATARIE

LE FAMIGLIE AFFIDATARIE Torino 20.03.2014 LE FAMIGLIE AFFIDATARIE CATERINA MONTALI psicologa psicoterapeuta dirigente I livello Referente Area Affidi e Adozioni, Referente Progetto Neonati S.C. Neuropsichiatria Infantile ASLTO2

Dettagli

I TEMPI DELL ADOZIONE

I TEMPI DELL ADOZIONE 58 CAPITOLO 4 I TEMPI DELL ADOZIONE 4.1 IL PERCORSO DEL BAMBINO: DALL ABBANDONO ALL ADOZIONE UNA DELLE NOVITÀ SALIENTI del rapporto 2008 è rappresentata dal monitoraggio sui dati che permettono di tracciare

Dettagli

Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare

Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare Indice Affidamento familiare Più forme di accoglienza I veri protagonisti dell affidamento: i bambini La Famiglia del bambino La Famiglia affidataria

Dettagli

L AFFIDO: RISORSA PREZIOSA PER LA COMUNITA

L AFFIDO: RISORSA PREZIOSA PER LA COMUNITA L AFFIDO: RISORSA PREZIOSA PER LA COMUNITA Testi Barbara Raffaeli - Provincia di Rimini, Servizio Politiche Sociali Micaela Donnini e Tamara Zangheri - Azienda Usl di Rimini, S.S. Responsabilità genitoriale

Dettagli

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

------------------------------------------------------------------------------------------------------- pelle su pelle Testo tratto dalle interviste realizzate in occasione della festa del volontariato - Casalecchio di Reno 22 aprile 2013 a cura dell associazione di promozione sociale Gruppo Elettrogeno

Dettagli

Alcuni riflessi del principio di superiorità. dell interesse del minore nell istituto dell adozione

Alcuni riflessi del principio di superiorità. dell interesse del minore nell istituto dell adozione Alcuni riflessi del principio di superiorità dell interesse del minore nell istituto dell adozione Avv. Rita Perchiazzi L istituto giuridico dell adozione, come la gran parte degli istituti di diritto

Dettagli

ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI

ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI L argomento che tratterò è molto discusso in tutto il mondo. Per introdurlo meglio inizio a darvi alcune informazioni sul matrimonio omosessuale, il quale ha sempre

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d'iniziativa della deputata RAVETTO

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d'iniziativa della deputata RAVETTO Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI DOCUMENTI CAMERA DEI DEPUTATI N. 3832 PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa della deputata RAVETTO Modifiche alla legge 4

Dettagli

L ADOZIONE. DA LEGGERE CAPIRE. Pubblicazioni ed articoli online sull adozione, a misura di genitore adottivo

L ADOZIONE. DA LEGGERE CAPIRE. Pubblicazioni ed articoli online sull adozione, a misura di genitore adottivo L ADOZIONE. DA LEGGERE CAPIRE Pubblicazioni ed articoli online sull adozione, a misura di genitore adottivo PERCORSI PROBLEMATICI DELL ADOZIONE INTERNAZIONALE AA.VV Istituto Degli Innocenti, 2003 Questo

Dettagli

Dolore frustrazione e. legami affettivi. nel ciclo vitale

Dolore frustrazione e. legami affettivi. nel ciclo vitale Dolore frustrazione e legami affettivi nel ciclo vitale Dottoressa Tiziana Mizzoni Psicologa e Psicoterapeuta Gestazione Spazio mentale del bambino Pensare Individuale Pensare Comune Maturità della Coppia

Dettagli

Mamma e papà si sono lasciati: la separazione dei genitori vissuta dal bambino Claudia Nissi 9.04.2015

Mamma e papà si sono lasciati: la separazione dei genitori vissuta dal bambino Claudia Nissi 9.04.2015 Mamma e papà si sono lasciati: la separazione dei genitori vissuta dal bambino Claudia Nissi 9.04.2015 Quali difficoltà devono affrontare i figli dopo la separazione dei genitori? Genitori e figli hanno

Dettagli

M G I U S T I Z I A N O R I L E

M G I U S T I Z I A N O R I L E M G I U S T I Z I A N O R I L E L applicazione della Legge 4 maggio 1983 n. 184 Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori negli anni 1993-1999 Analisi statistica A cura del Servizio Statistico

Dettagli

"IL CONTRIBUTO DEGLI ASSISTENTI SOCIALI NELLA COSTRUZIONE DELLO STATO DI DIRITTO"

IL CONTRIBUTO DEGLI ASSISTENTI SOCIALI NELLA COSTRUZIONE DELLO STATO DI DIRITTO Intervento al Convegno organizzato dall associazione assistenti sociali il 3 dicembre 2011 sul tema "IL CONTRIBUTO DEGLI ASSISTENTI SOCIALI NELLA COSTRUZIONE DELLO STATO DI DIRITTO" Titolo dell intervento:

Dettagli

Codice deontologico. per l attività di Adozione Internazionale

Codice deontologico. per l attività di Adozione Internazionale Codice deontologico per l attività di Adozione Internazionale Gli Enti Autorizzati firmatari del presente documento nel rispetto della Convenzione de L Aja del 1993 in materia di adozione internazionale,

Dettagli

IL COLLOQUIO DI ORIENTAMENTO

IL COLLOQUIO DI ORIENTAMENTO IL COLLOQUIO DI ORIENTAMENTO Definizione Le finalità del colloquio Il contesto del colloquio Il ruolo dell orientatore La struttura del colloquio La fase di accoglienza Cenni sugli strumenti 1 Che cos

Dettagli

I DIRITTI DEI FIGLI E LE RESPONSABILITA DEIGENITORI NELLA CRISI DELLA FAMIGLIA: DAL CONFLITTO ALLA MEDIAZIONE? Avv. Serena Moroni

I DIRITTI DEI FIGLI E LE RESPONSABILITA DEIGENITORI NELLA CRISI DELLA FAMIGLIA: DAL CONFLITTO ALLA MEDIAZIONE? Avv. Serena Moroni I DIRITTI DEI FIGLI E LE RESPONSABILITA DEIGENITORI NELLA CRISI DELLA FAMIGLIA: DAL CONFLITTO ALLA MEDIAZIONE? Avv. Serena Moroni IL RUOLO DELL AVVOCATO NELLA CRISI DELLA FAMIGLIA Parlare del ruolo dell

Dettagli

Il trauma della separazione: effetti psicologici della separazione. su coniugi e figli 4 marzo 2013 Dr.ssa Elena Canavesi

Il trauma della separazione: effetti psicologici della separazione. su coniugi e figli 4 marzo 2013 Dr.ssa Elena Canavesi Il trauma della separazione: effetti psicologici della separazione su coniugi e figli 4 marzo 2013 Dr.ssa Elena Canavesi Focus La trattazione delle conseguenze psicologiche della separazione su: CHI DECIDE

Dettagli

GLI EFFETTI DELL ADOZIONE SUL SISTEMA dei SERVI SOCIO-SANITARI Una ricerca sugli esiti adottivi nel territorio dell Ulss 5 ovest-vicentino

GLI EFFETTI DELL ADOZIONE SUL SISTEMA dei SERVI SOCIO-SANITARI Una ricerca sugli esiti adottivi nel territorio dell Ulss 5 ovest-vicentino GLI EFFETTI DELL ADOZIONE SUL SISTEMA dei SERVI SOCIO-SANITARI Una ricerca sugli esiti adottivi nel territorio dell Ulss 5 ovest-vicentino Pianezzola Giulia In questi ultimi anni le adozioni nazionali

Dettagli

ADOZIONE: DIVENIRE FAMIGLIA I BAMBINI ADOTTIVI, I GENITORI ADOTTIVI E LA NUOVA FAMIGLIA*

ADOZIONE: DIVENIRE FAMIGLIA I BAMBINI ADOTTIVI, I GENITORI ADOTTIVI E LA NUOVA FAMIGLIA* ADOZIONE: DIVENIRE FAMIGLIA I BAMBINI ADOTTIVI, I GENITORI ADOTTIVI E LA NUOVA FAMIGLIA* *Lavoro presentato il 23 aprile 2010, presso la Biblioteca di Melegnano nell ambito di un ciclo di incontri patrocinati

Dettagli

Giovedì 15 Marzo 2012

Giovedì 15 Marzo 2012 Giovedì 15 Marzo 2012 L ESPERIENZA DEL MORIRE COME AIUTARE I BAMBINI AD AFFRONTARE LA PERDITA DI UNA PERSONA CARA SILVIA VARANI Psicoterapeuta Fondazione ANT Italia Onlus Fratelli, a un tempo stesso, Amore

Dettagli

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi In occasione del Convegno sull affido Genitori di scorta si nasce o si diventa? - Strade e percorsi

Dettagli

AUTO MUTUO AIUTO cos è?

AUTO MUTUO AIUTO cos è? AUTO MUTUO AIUTO cos è? L Auto Mutuo Aiuto è un processo, un modo di trattare i problemi concreti che ciascuno si trova a fronteggiare nella propria vita: malattie, separazioni, lutti, disturbi alimentari,

Dettagli

Città di Busto Arsizio. Regolamento inerente il Servizio per l affidamento familiare di minori

Città di Busto Arsizio. Regolamento inerente il Servizio per l affidamento familiare di minori Città di Busto Arsizio Regolamento inerente il Servizio per l affidamento familiare di minori Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 89 del 25.07.2008 Premessa L affido familiare è regolamentato

Dettagli

PRIMO VOLUME: DIVENTARE GENITORI

PRIMO VOLUME: DIVENTARE GENITORI PRIMO VOLUME: DIVENTARE GENITORI Il concepimento, la gravidanza, il primo anno: la formazione di un legame profondo e le difficoltà del percorso a cura di Emanuela Quagliata e Marguerite Reid Presentazione

Dettagli

ORDINANZA N. 347 ANNO 2005 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai Signori: Piero Alberto CAPOTOSTI

ORDINANZA N. 347 ANNO 2005 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai Signori: Piero Alberto CAPOTOSTI ORDINANZA N. 347 ANNO 2005 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai Signori: Piero Alberto CAPOTOSTI Presidente Guido NEPPI MODONA Giudice Annibale MARINI "

Dettagli

L adozione internazionale in 10 domande

L adozione internazionale in 10 domande L adozione internazionale in 10 domande Comune di Olbia Istituto degli Innocenti di Firenze L adozione internazionale in 10 domande L adozione internazionale è un esperienza complessa e delicata insieme,

Dettagli

LA CRISI DELLA GENITORIALITÁ. IL CASO DEI PADRI SEPARATI

LA CRISI DELLA GENITORIALITÁ. IL CASO DEI PADRI SEPARATI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI TESI DI LAUREA LA CRISI DELLA GENITORIALITÁ. IL CASO DEI PADRI SEPARATI

Dettagli

TAVOLO NAZIONALE AFFIDO

TAVOLO NAZIONALE AFFIDO TAVOLO NAZIONALE AFFIDO Tavolo di lavoro delle associazioni nazionali e delle reti nazionali e regionali di famiglia affidatarie I legami che continuano: affido familiare e oltre Il Tavolo Nazionale Affido,

Dettagli

Famiglia di sangue e famiglia adottiva: la tradizionale interazione tra i due modelli sul piano normativo.

Famiglia di sangue e famiglia adottiva: la tradizionale interazione tra i due modelli sul piano normativo. SOMMARIO INTRODUZIONE 1. 2. Famiglia di sangue e famiglia adottiva: la tradizionale interazione tra i due modelli sul piano normativo. La recente legge di riforma delle adozioni: luci ed ombre. p. 11 18

Dettagli

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA Insufficienza Intestinale cronica benigna pediatrica. Scienza, tecnica e psicologia: nuove frontiere a confronto Spello, 2-3 novembre 2012 Dott.ssa Cadonati Barbara

Dettagli