Giugno, un mattino soleggiato.

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1 Che bel Natale..Forse, alla vostra vicina di casa, alla ragazza del piano di sotto, alla signora che vi sorride sulle scale, potrebbe essere capitata questa strana situazione, in che circostanza questa situazione? questa! 1

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3 Primo e unico capitolo Il ticchettio dell orologio sembrava che si allungasse secondo dopo secondo, l attesa di sei minuti era snervante, dovevo sentire centoottanta volt tic e altrettante tac, la gola si stringeva sempre di più e la salivazione era azzerata, guardavo sullo sgabello del bagno quello strumento che stava decidendo il mio futuro, quanto mancava ancora, solo un minuto era passato da quando ho fatto partire il mio orologio. Il cronometro in mano sembra scottare, fuori la finestra sta nevicando, lentamente e sottile, sembra polvere bianca che scende verso la strada, strada che è già bianca. Solo quattro righe fanno capire che sono passate due automobili, i minuti di attesa sono snervanti, sono quasi sul punto di andare a vedere quel marchingegno cosa mi dirà. Giugno, un mattino soleggiato. Sto rientrando dalla spesa quotidiana e incrocio un ragazzo che abita sopra al mio appartamento, uno dei tanti ragazzi che sono all università e affittano questi monolocali per restare in città a studiare, è un ragazzo simpatico, non ho mai scambiato una parola ma mi è sempre parso educato e attento, rispettoso degli 3

4 altri, per la prima volta noto che mi guarda e mi sorride e capisco che sta per dirmi qualcosa. Infatti mi ferma e titubante mi chiede scusa per i rumori della sera prima, io lo guardo ascolto e cado dalle nuvole, non ho sentito nessun rumore che mi abbia infastidita, lui allora sorride felice e mi spiega che la sera prima è arrivato un suo amico che si è trasferito dal paese qui in città per finire gli studi e dare la tesi, e essendo arrivato con il treno molto tardi sono rientrati in casa dopo le 23, e pensavano di aver disturbato con lo spostamento delle valige e del divano che non era ancora predisposto per la notte e per tempo, lo rassicuro che non mi hanno disturbato e gli sorrido e faccio per andarmene, mi riferma e mi invita a prendere un caffè da loro dopo cena per presentarci visto che siamo coinquilini e che volevano alcune informazioni sulle regole del condominio, loro sono abituati a vivere in campagna e non hanno problemi evidenti di vicinato. Accetto con piacere e penso che quattro chiacchiere facciano piacere, sono giovani e educati e il buon vicinato vale oro ai tempi nostri. La giornata passa in fretta e solo mentre preparo un paio di toast per cena mi ricordo dell impegno serale, quasi mi stavo dimenticando, poveri ragazzi, beh, mangio e mi sistemo un pochino, ho una tuta grigia, e penso che for- 4

5 se sarebbe il caso di mettermi un po meglio, ma poi mi dico che non deve essere una cosa troppo formale e opto per una tuta da casa leggermente elegante, ma sempre tuta resta. Alle 9 in punto esco di casa e faccio la rampa di scale che mi porta proprio sopra il mio appartamento, suono uno squillo brevissimo e non faccio a tempo a staccare il dito dal campanello che mi trovo la porta aperta. Il sorriso del ragazzo è un invito ad entrare e solo in quel momento ci accorgiamo di non esserci nemmeno presentati ne di sapere il nostro rispettivo nome. Una risata simpatica e rumorosa esplode quando l ultimo arrivato se ne esce con una frase che dice quanto sia misteriosa la nostra vicinanza. Mi presento dicendo che il mio nome è Lorena, ma per gli amici sono Lory, lo sono Roby, lui Carlo, mi invitano sul divano e mentre Roby fa scendere il caffè Carlo inizia a chiedermi cose senza importanza. Le tazze di caffè arrivano profumando l ambiente, io prendo la mia e mi viene offerto dello zucchero di canna, mentre Roby e Carlo prendono del comunissimo zucchero bianco, il mio sguardo interrogativo non mi permette nemmeno di fare la domanda che ottengo la risposta direttamente da Carlo, l ultimo arrivato mi dice che sa benissimo che uso solo zucchero 5

6 di canna, e al mio stupore stampato in fronte confessa candidamente che, Roby, gli ha confidato tante di quelle cose che nemmeno immagino, e poi schivando uno spintone dallo stesso Roby, mi spiattella quanto l amico sia cotto di me, e, aggiunge sogghignando, che la motivazione è più che legittima e condivide con l amico ora che anche lui mi ha vista. Mi si apre una situazione nuova, aver accettato questo invito mi permette di conoscere questi ragazzi che non avrei mai visto sotto la luce di corteggiatori che stanno nell ombra, infatti non ne avevo percepito nemmeno l ombra del loro interesse verso di me, l episodio mi lusinga e mette un tarlo nella mia mente, ma più che un tarlo mi si crea una possibilità che non avevo calcolato. La serata prosegue piacevolmente con i due ragazzi che si dimostrano veramente dei tesori, sono poco più che ventenni e si conoscono dalla nascita, provengono da un paesino degli Appennini e sono venuti in città per studiare all università, vogliono che la loro terra sia sempre più protetta e vogliono essere loro i tutori di questa protezione, ideali belli e difficili da portare a termine ma certamente da lodare, sono sportivi e non frequentano ambienti equivochi, non fumano, non bevono, nemmeno pensano alle droghe, insomma sembrano dei santi caduti dalle nuvole, e quando lo faccio presente, 6

7 con una sonora risata mi dicono di essere caduti sul morbido indicando me. Allora sono io che comincio con le domande e le provocazioni chiedendo se le loro ragazze sanno che mi stanno controllando, il silenzio cade quasi immediato, dopo alcuni attimi di imbarazzo da parte loro mi dicono che non hanno nessuna ragazza, e quindi non devono giustificare nulla a nessuna. Riattacco con più malizia di prima e senza nemmeno dare tempo di riprendersi affondo una richiesta che mai mi sarei permessa di fare, chiedo di descrivermi, visto che sanno tutto di me, cosa avrebbero desiderato da me. Rispondono quasi insieme tritandomi un sacco di belle frasi, vorrebbero amicizia e confidenze e soprattutto dialogo fra di noi, vorrebbero discutere su tante cose, viaggi, hobby e tante altre cosette quasi adolescenziali, ma di sesso non ne parlano, ogni tanto mettono sul discorso frasette a doppio senso, ma nulla di coinvolgente, capisco che io, trentenne, alta e ben fatta, con un seno che cerco di nascondere perché ritengo troppo apparente, magra, capelli lunghi e lisci, biondi naturali, abbia alzato un pochino la pressione a tanti maschi, ma su dei ragazzi non avrei contato Carlo si lascia sfuggire cosa farebbe per me Roby, ma poi con una risata quasi isterica capisce la gaffe e cerca di rimediare dicendo che, es- 7

8 sendo io troppo attraente, si sono fatti alcuni intrighi nella loro mente. Sono sempre io che rompo il muro che si stavano costruendo a difesa, e dico chiaramente che mi piacerebbe sapere cosa potrebbero immaginare se fossimo in un letto nudi nudi e pronti a passare una notte insieme. Silenzio assordante il rossore si impadronisce dei loro visi e si sentono pressati da me, alla fine sono ancora io che sgomitolo la matassa e li libero dal rispondermi. A quel punto si sbloccano e mi confidano che non hanno mai avuto fra le loro braccia una vera donna, solo ragazzine che non hanno ceduto più di tanto, bacini e palpeggiamenti, poche intrusioni manuali fra le loro mutandine e sempre di sfuggita anche quelle, poi, solo masturbazione e pensieri sempre più erotici, fantasie che sono impossibili da realizzare e volti di donna che godono per merito loro. Restano solo fantasie e mi guardano con invidia perché sono donna, una bella donna e che loro farebbero fochi e fiamme per stare con me, vorrebbero essere i miei paggi, capisco dagli occhi e da come si stanno sbilanciando con le loro confidenze più nascoste quanto hanno sognato su di me. Un solo attimo di tristezza nei loro occhi, quando mi dicono che saranno in città fino a novembre, poi la tesi e il ritorno a casa. 8

9 Il gioco che sta nascendo mi piace e li invito a continuare a raccontarmi le loro fantasie, mi piace sapere che cosa pensano di me e mi sento adulata sapere che sono desiderata, mi raccontano episodi che sono stati frutto di fantasie erotiche molto dolci e sensibili. Sono sempre corretti e carini nelle loro immaginazioni, mai una parola fuori posto, mai una frase scurrile, si capisce che la cultura che hanno incamerato li rende apprezzati anche in discorsi prettamente erotici. Si è fatto tardi, e senza accorgerci abbiamo bevuto caffè e poi birra tirando un orario abbastanza inconsueto per noi, guardo l orologio e mi accorgo che sono ormai le due. Mi congedo ed entrambi mi accompagnano alla porta, Roby si offre di scendere la scala con me, ma rifiuto gentilmente, è solo una scala, abbraccio prima lui e poi Carlo baciandoli entrambi sulle guance, sto scendendo un gradino mi fermo e ritorno sui miei passi, mi avvicino a Roby e gli ridò un bacio ma sulle labbra, così faccio con Carlo e mi congedo definitivamente augurando sogni d oro ad entrambi. Da quel giorno gli incontri casuali si fanno più frequenti, loro studiano e io lavoro, gli orari sono sempre uguali e monotoni, conoscono i miei ritmi e so che mi spiano benevolmente e approfittano per lasciarmi messaggini anoni- 9

10 mi nella cassetta delle lettere, ogni volta che casualmente incrocio uno dei due, ottengo dei sorrisi che mi fanno vedere la vita in un modo piacevole, siamo arrivati alla fine di settembre, un settembre molto caldo e mentre mi trovo al supermercatino del rione incontro Roby, sta facendo spesa e mi chiede consiglio su come cucinare del pesce, non lo ha mai cucinato e vorrebbe provarci, gli do qualche dritta e poi lo saluto e torno a casa. Passano pochi giorni e vado direttamente a suonare alla loro porta, mi apre Carlo e sorpreso mi invita ad entrare, resto sulla porta e gli spiego che sono passata ad invitarli a cena da me sabato sera, lui accetta immediatamente e assicura anche la presenza dell amico, al mio bene!! e al mio sorriso ironico, mi chiede cosa devono portare, vino? dolce? rispondo che non serve nulla, e per nulla intendo proprio nulla. Sabato, ore 17, sto preparando la cena a base di pasta fredda con verdure tagliuzzate molto piccole, gamberoni al limone, un budino alla menta, e qualche tartina con maionese e frutti di mare, insalata verde e qualche grissino con salse piccanti, vinello molto fresco e frizzante da gustare in bicchieri molto stretti e alti, mi guardo intorno per dove servire gli aperitivi e decido di prepararli all ultimo in salotto, su un 10

11 tavolino che è completamente in vetro a specchio. Ora devo sistemare me stessa, voglio fare colpo, comincio con un bel bagno caldo che mi toglie stanchezza e mi fa sentire più vivace, un abitino leggero, quasi un grembiulino e devo solo decidere quale e cosa mettermi di intimo, ma sono molto indecisa sul da farsi.. Alle 19 in punto suonano alla porta, apro e vedo i due ragazzi freschi di doccia e ancora con i capelli quasi bagnati che mi salutano e mi porgono una confezione di gelato restando con la bocca aperta per la sorpresa di vedermi vestita quasi con un velo, li faccio entrare e richiudendo la porta, li guardo facendo la rabbiosa perché avevo detto di non portare nulla, pena una penitenza che avrei descritto loro poco dopo, li bacio come li avevo lasciati qualche mese prima, al bacio questa volta rispondono timidamente, forse non se lo aspettavano e tergiversano facendomi notare il profumo che avevo, dicono anche la marca ma non so se è giusta, il profumo è un regalo di una persona speciale. Mi chiedono se mi sono dimenticata qualcosa facendomi notare che ho un seno particolarmente bello, e senza reggiseno. spiritosamente confesso che non ne ho nessuno e che non sento ancora la necessità di sostenerlo, ag- 11

12 giungo che se non ci credono, chiedendolo, potrebbero anche controllare. Incassano al battuta e mi seguono mentre faccio strada, li invito a sedersi sul divano mentre io vado a prendere il vassoio con gli aperitivi. Ritorno e lentamente appoggio sul tavolo della parte pranzo il vassoio, prendo due bicchieri e li porgo ai ragazzi poi torno, prendo il mio e mi metto di fronte, fra noi il tavolino a specchio, se i miei calcoli sono esatti nel tavolino dovrei avere riflessa la mia immagine, o meglio la parte della mia persona nascosta dall abitino semi trasparente e abbastanza corto, infatti, guardo i visi dei ragazzi che non sanno dove orientare gli occhi, imbarazzati cercano di farfugliare qualche frase ma nessuna ha senso compiuto, Roby mi chiede se siamo solo noi tre, e alla mia risposta affermativa spiega che pensava ci fosse anche il mio uomo, rido e dico che sono single, per una mia precisa scelta ho deciso di esserlo e se ho messo dei dubbi su di me voglio chiarirli subito e commento che la necessità di un uomo in casa non al sento e quando la sento, beh di uomini che posso chiamare ce ne sono e verrebbero, sottolineo verrebbero, ma io preferisco scegliere bene chi voglio con me, a quel punto chiedo se il fatto che io non porti biancheria intima, cosa che, sottolineo hanno notato, sia 12

13 un problema per loro, se lo fosse di dirlo apertamente che rimedio subito. Ovviamente non ottengo risposta, e tocca ancora a me fare un passo molto devastante per la timidezza dei ragazzi. Rimarco quello che avevo detto all invito, di venire a cena con nulla, e per nulla intendevo dire che avrei avuto piacere avere a cena due fantastici ragazzi, entrambi poco segretamente innamorati di me, o meglio dire, attirati dal mio fisico, volevo essere ammirata da entrambi in cambio della possibilità di contemplare a mia volta i loro corpi che, con gli abiti indossati sono di già interessanti, ma nudi li avrei gustati sicuramente oltre le aspettative, contemporaneamente dirigo il mio indice al basso ventre di entrambi e chiedo cosa è quel gonfiore, che nonostante si cerchi di nasconderlo con l avambraccio si nota benissimo, chiedo se è un difetto o un pregio e mentre lo dico slaccio gli spallini e lascio sfilare il vestito lasciandolo cadere sul pavimento. Le bocche aperte dei ragazzi erano la risposta a quello che volevo, mi avvicinai mettendomi di fronte, in piedi allargando leggermente le gambe e passandomi contemporaneamente le mani nei capelli assumevo la posizione di diva esibizionista, mi mostravo e offrivo la 13

14 visione dei miei seni turgidi e della mia vagina a pochi centimetri dai loro volti stupefatti. Mi ero depilata con cura e mi era rimasta una strisciolina di pelo che sembrava un ricamo, l effetto sui ragazzi è stato smantellante, i loro membri sembravano saltare fuori dai jeans e la loro lingua era letteralmente secca. Pochi minuti dopo erano ancora in trance e solo il contatto con le mie mani sembrava l unico sistema per svegliarli, poi come automi, ubbidirono al mio ordine perentorio di spogliarsi perché la cena sarebbe stata una cena da nudo. La prima cosa che si sono tolti è stata la maglietta, seguita da una lenta sbottonatura dei jeans, e una ancor più lenta discesa degli stessi, entrambi avevano una erezione che stentavo a credere, decisi di dare il colpo di grazia a questi ragazzi che stavano crollando sotto la tensione fisica e mentale, mi avvicinai ancora di più infilando le mani nei loro boxer diedi una carezza al loro membro costatandone la durezza, poi abbassai un poco i boxer stessi incoraggiando i ragazzi a toglierseli del tutto. Mi faccio aiutare a portare in tavola la cena, questa azione stempera la tensione e, pur nell imbarazzo più completo, vedo che l eccitazione va scemando, anche io mi sento meno tesa, non lo davo a vedere ma il mio battito cardiaco era arrivato a mille, ora però mi sen- 14

15 tivo bene, nuda in casa con due maschietti, niente male, fisico sportivo, curato e che sbavano per me, ci sediamo e invito a servirsi, io ho appetito, stranamente ho fame e il nodo allo stomaco che mi sentivo prima si è sciolto, verso il vino a tutti e tre e invito ad un brindisi. Invoglio anche il dialogo e chiedo cosa ne pensano del mio fisico, la risposta un fiume in piena, complimenti su complimenti, ma nessuna avance su di me, devo forzare ancora io la mano, e brutalmente chiedo di sapere cosa vorrebbero fare di me se fossi disponibile, oltre a farmi ammirare, a fare del sesso con uno di loro, e potrei anche decidere di portare fino in fondo la mia proposta se mi incuriosisse la loro. Voglio mettere in competizione i ragazzi, essere la loro posta, il premio a chi avrà più fantasia, ma intendono sicuramente che la mia è una provocazione e si guardano e mi guardano come se il gioco fosse un gioco innocente e normale, quasi che fosse l essere li, seduti a tavola a farsi una spaghettata fra amici, invece che essere nudi, in tensione, fra quasi sconosciuti che stanno giocando alla roulette russa con il sesso. Passano così un paio d ore e con calma e fra una parola e l altra abbiamo letteralmente spazzolato ogni cosa che avevo preparato, intanto avevamo stabilito che sulle donne del condominio i pensieri più peccaminosi erano stati fatti su di me, avevo colpito nel cuore Roby 15

16 appena arrivato nell appartamento, e aveva telefonato la sera stessa a Carlo dicendogli che si era masturbato vedendomi sul terrazzo, Carlo si era lasciato sfuggire questa confidenza dell amico e mi sa che lo aveva fatto apposta, infatti Roby per ricambiare strombazzò che la sera del caffè, si era fatto una doccia e mentre l acqua scendeva calda su di lui, aveva dedicato a me, una sega micidiale con orgasmo copioso e devastante. Queste cose mi stavano facendo bagnare e senza farmi notare andai con la mia mano a sentire le labbra della vulva che si erano gonfiate, stavo eccitandomi, mentre i ragazzi avevano il membro a riposo, avevano superato quello shock iniziale generato dal mio strip provocatorio, ora ero io che entravo in crisi Chiesi a Roby di servire lui il gelato, la scusa era che mi sentivo un pochino brilla, mi aspettavo una battuta dai ragazzi ma non certo questa: allora potevano approfittare di me, sola, indifesa e ubriaca e magari anche consenziente, ovviamente assunsi una faccia contrariata e a quel punto Carlo si alzò e venne verso di me chiedendomi scusa e baciandomi delicatamente, non opposi resistenza e lui incoraggiato dal mio modo di fare osò oltre insinuando la sua lingua fra le mie labbra che si schiusero delicatamente, Roby fermo a guardare la scena con la vaschetta del gelato in mano venne vicino a noi due, io 16

17 staccai le mie labbra da Carlo e le offrii a Roby, volevo essere imparziale, lui chiuse gli occhi e assaporò le mie labbra, la vaschetta gelata appoggiata per sbaglio alla mia spalla mi fece scattare col risultato di trovarmela quasi interamente addosso, una risata ruppe quell atmosfera che stava prendendo una piega troppo interessante per me, recuperando la vaschetta che mi aveva imbrattata feci il gesto di alzarmi per andare a lavarmi, mi fermarono e mi chiesero il permesso di leccarmi via il gelato, per non sprecarlo. Accettai la sfida e mi sdraiai a terra sul tappeto in mezzo a loro, notai i loro membri che prendevano vita mentre cominciavano a farmi sentire i brividi con le loro lingue che oltre al gelato mi coprivano la pelle di baci, chiusi gli occhi e lasciai che gli eventi andassero per la loro strada. Ogni tanto sentivo le labbra di uno o dall altro baciarmi con calore sulla bocca, mentre altre labbra mi leccavano il gelato dai seni, poi dall ombelico, non c era molto da leccare, poi un brivido mi percorse la schiena, una bocca si era avvicinata alla mia vagina mentre l altra si era fermata sul pube, quattro mani mi coprivano di carezze e mi fecero schiudere le gambe, delicatamente e senza forzare, ero aperta e offerta a loro due, gli occhi sempre chiusi non volevano dare un volto o un altro a chi stava facen- 17

18 domi impazzire, il clitoride era continuamente colpito da colpetti leggeri e ad ogni colpetto trattenevo a stento dei gemiti di piacere, altre volte erano leccatine, altre volte colpetti, forse si scambiavano fra loro, le mie mani cercavano i loro membri e trovati li accarezzai per poi stringerli e cominciare un lento avanti e indietro, mi ritrovai i loro visi vicini al mio, aprii gli occhi e vidi i loro sorrisi felici e goduriosi, mi baciarono insieme quasi a soffocarmi e il mio profumo di donna mi fece capire quanto stavo godendo, insieme mi dissero quanto ero bella e si scusarono di aver approfittato del momento per leccarmi tanto piacevolmente, entrambi mi staccarono le mani dal loro membro adducendo che avrebbero combinato un casino se fossi proseguita nella masturbazione.. Non volete continuare? Non mi lascerete qui a metà? La mia era una domanda esplosiva, erano sul punto di arrivare all orgasmo e si sono fermati per non fare la figura degli inesperti, ma penso anche di rispetto verso di me, dovevo proprio essere io a dire che volevo continuare questo gioco, ripresi fra le mani il membro di Roby mentre scivolavo con la mia vagina verso Carlo, con la voce ormai roca e flebile dissi tutto di un fiato che li volevo dentro di me, poi presi a baciare il fallo di Roby mentre capivo che Carlo sta preparandosi a penetrarmi, sentii che deli- 18

19 catamente mi si era appoggiato alle grandi labbra, mi aprii il più possibile e quando capii che stava entrando, con un colpo gli andai incontro vogliosa di sentirmi piena di lui. Roby stava impazzendo da come gli baciavo il glande e da come muovevo la mia bocca sull asta e più volte mi fermai per non farlo venire subito, mi staccai dal suo membro e venne subito a baciarmi mentre Carlo era sul punto di venire e capii che stava cercando di uscire dal mio corpo, ma con le mie gambe strinsi la sua schiena contro di me e gli urlai vienimi dentro, due parole che fecero crollare all istante la sua resistenza, subito dopo percepii il caldo del suo sperma che mi inondava di piacere, e insieme anche io sprofondai in un orgasmo che mi tolse ogni resistenza, poco dopo sentivo Carlo scivolare fuori di me e accasciarsi al mio fianco, col poco fiato che mi era rimasto guardai Roby e gli dissi che volevo anche lui, volevo che entrambi godessero del mio corpo e io volevo godere del loro. Roby entrò dentro di me dolcemente e lo sperma dell amico aveva aumentato la sua delicatezza, era un piacere avere Roby sopra di me, mi scopava premuroso, stava attento a come mi muovevo, come mi piaceva e come stavo godendo, poi mi si avvicino alla bocca e mi baciò chiedendomi se poteva riempirmi anche lui. 19

20 Anche a lui dissi che lo volevo dentro, volevo sentire il suo sperma caldo inondare il mio ventre e gli chiesi di venire con me, sono le ultime parole che dissi prima di urlare al mondo la mia felicità. Quanti minuti passarono non lo posso dire, ero stremata dai due orgasmi, e loro lo erano più di me, furono minuti bellissimi, io che ero coccolata e sbaciucchiata da due maschi che avevano tutto per essere perfetti, nei loro occhi c erano un misto di stupore, paura, esaltazione e incredulità, non capivo quella tenerezza quasi ad evitare che si guastasse qualcosa, ma poi un pensiero mi trafisse e capii che dovevo rimediare, mi feci forza e presi entrambi e ci aiutammo ad alzarci, il gelato ormai era diventato una crema sciolta e fortunatamente era un solo gusto, quindi versai nei bicchieri il gelato e li offrii per un brindisi diverso dal solito, e mentre i nostri bicchieri facevano cin cin, alti sul tavolo dissi loro candidamente che prendevo la pillola, percepii un sospiro e un ritorno al sorriso, avevo capito giusto, quei ragazzi avevano paura di aver combinato un guaio, un rischio stupido nei miei confronti, la mia frase li tranquillizzò e mentre guardavo i loro volti rilassati sentivo il loro sperma che gocciolava dalla mia vagina che si contraeva senza ritegno. Bevemmo quella brodaglia fresca e tutto sommato nemmeno male, il gusto di limone 20

21 l aveva quasi salvata dal lavandino, ma il gelato sprecato su di me ne è valso la pena, dissi ai ragazzi che avevo bisogno di una doccia veloce, a malincuore dovevamo toglierci dalla pelle quel profumo di sesso che avevamo mischiato fra noi, un profumo che aveva fatto perdere la testa a tutti e tre, e insieme andammo in bagno, mentre aspettavo che l acqua si scaldasse dissi che erano anni che non facevo sesso con un uomo, e quindi era giusto che recuperassi con due e mentre finivo la frase mi inginocchiai e, sorprendendo ancora una volta i miei amorini, mi presi la soddisfazione di leccare il loro membro per gustarne il loro sapore e il mio mischiati. Entrai nel box doccia canticchiando e lasciando i ragazzi a guardarsi intontiti dalle mie iniziative, mi sciacquai velocemente dal gelato e dai nostri umori, percepivo la mia vagina che si contraeva quasi fosse golosa di essere presa ancora dai due maschi, mi sembrava di sentire in me un cambiamento, il sesso mi aveva messo buon umore e avevo voglia di un gelato vero, non sciolto, e lo dissi ai miei due maschietti mentre uscivo dal box e lasciavo il posto a loro. Pochi minuti dopo uscivano dal portone di casa tutti e tre con la mano nella mano, qualche centinaio di metri a piedi e ci troviamo alla gelateria del corso, aperta nonostante l ora, è mezzanotte, prendiamo posto ad un tavolino e Car- 21

22 lo, gentilmente, si offre di andare ad ordinare i gelati, io e Roby restiamo soli, sto per aprire bocca quando Roby si alza e velocemente raggiunge l amico nel locale, vedo un veloce scambio di parole e ritorna scusandosi per la fuga, faccio cenno che è tutto in ordine e che adesso aspettiamo che ci portino i gelati, Carlo esce dal locale e viene verso di noi lentamente e a un paio di metri mi chiede di chiudere gli occhi, ubbidisco e sento un bacio sulla guancia destra contemporaneamente uno sulla sinistra, apro gli occhi e una favolosa orchidea si trova davanti a me, dimenticavo che la gelateria ha una macchinetta distributrice di fiori freschi e loro me lo hanno voluto ricordare, una lacrima di commozione mi scende e loro se ne accorgono, prima che facciano domande dico grazie e sorrido. Gustavo il gelato senza sentirne il sapore, davanti ai miei occhi vedevo quel vasetto di vetro con quel fiore che sembrava guardarmi e sembrava volesse essere baciato solo da me, ero felice e non mi aspettavo certo che due ragazzi giovani e arrapati per quello che era successo avessero nella loro mente un gesto così carino, ero felice e non volevo pensare ad altro, non parlai più fino al ritorno, alle loro domande rispondevo a gesti o con un semplice si/no, è quasi l una, l aria si è rinfrescata parecchio e forse ci voleva un golfino, sorrido ai miei ragazzi e sottovoce dico che oltre al golf ci sarebbero vo- 22

23 lute anche le mutandine, girava aria sotto il mio straccetto, cominciarono a sprecarsi battute e volevano sapere se potevano fare qualcosa a riparare il mio tesoro dal gelo, risposi che se volevano fermarsi da me per la notte avrebbero potuto aiutarmi a riscaldarmi. Feci spiritosamente pesare che la loro prestazione, seppur dolce e delicata, era stata al di sotto delle mie aspettative per durata, e se loro avessero voluto dimostrarmi il contrario e volevano rifarsi della figuraccia potevano fermarsi tutto il week-end. Chiesero solo il permesso di salire un attimo in casa a prendere il pigiama, concesso a patto di non tardare. Casa mia è sempre stata in ordine, stasera invece c è un caos che non mi riconosce, piatti sul tavolo in sala da pranzo, il tappeto del salotto tutto stropicciato, la cucina con bicchieri messi nel lavandino e infine il bagno con asciugamani e accappatoi appesi un po ovunque, non mi importa del caos e mi accarezzo il ventre sorridendo a me stessa, scendo con la mano nelle labbra della mia vagina e sento ancora l appiccicaticcio dello sperma che ristagna dolcemente in me, penso sia il risultato della felicità dei due ragazzi che hanno goduto in me e di me, penso, ho ancora qualche ora per godermi questi momenti che io desideravo da molto e 23

24 poi, penso a loro che non avrebbero mai immaginato di realizzare le loro fantasie su di me. Solo una lacrima di gioia scende dai miei occhi, mi sento felice, strana, forse anche un pochino pazza, non riesco a capacitarmi di come sia riuscita a finire insieme a due maschi e fare sesso senza nemmeno provare un qualcosa di leggermente fastidioso, ero euforica e lo sono tutt ora, penso a quanto sia felice ora e vorrei dividere la mia felicità con tutti, ma non posso, non capirebbero, sto pensando a, il campanello di casa suona, sono loro, hanno fatto in fretta, sono tornati e con loro si anima la mia pazzia. E quasi mezzogiorno, sto facendomi un caffè e sono a pezzi, la schiena è come se avessi portato uno zaino pieno di sassi per tutta la notte, le gambe doloranti e la testa che non so dove sia, bevo il caffè e mi rendo conto che sono nuda come mamma mi ha fatto, mi guardo e mi sorrido da sola, mi sento figa, molto figa, anche una bella figa, mi avvicino al bagno quasi barcollando e appena entro mi vedo nello specchio tutta intera, si sono molto carina e dopo queste ore dove mi sono fatta una scorpacciata di sesso sono ancora meglio, striscioline lucide disegnano ricami sul mio corpo, particolarmente sulle gambe, sul ventre, e mi vedo arrossata sull inguine e sulle tettine, mi sento coperta di 24

25 profumo di maschio, e anche del mio profumo, non voglio nemmeno farmi una doccia, mi sentirei di respingere questi momenti che saranno indimenticabili, l aria fresca mi obbliga a mettermi qualcosa, una canottiera, sì quella basta, è lunga e mi copre anche il culo, eh sì anche quello lo trovo bello, sodo, disegnato in modo perfetto, non lo copro, anzi voglio stare senza slip, voglio che la mia figa, la chiamo così da ora, e il mio culo siano protagonisti dei miei passi, ma cosa sto pensando? si sono sempre io la Lory che è sempre controcorrente e che commette errori ma sa ammetterlo e riconoscerlo, ma sono anche la Lory che ama la vita e rispetta tutti quelli che vivono con o vicino a lei, ma non voglio filosofare oggi, voglio solo vivere. Lascio la tazzina del caffè in anticamera e mi faccio una smorfia, il giorno prima la tazzina l avrei portata in cucina, lavata, asciugata e messa al suo posto nell armadietto, ora no, lasciala li, guardo sul letto e li vedo, dormono come sassi, teneramente uno addosso all altro, sono crollati dopo che abbiamo avuto una serie di orgasmi che non ne ricordo nemmeno il numero, sono stata la prima a svegliarmi e a rendermi conto che non è stato un sogno, ecco giustificato il rossore sul pube e sul seno, e le ossa rotte? quelle sono sintomi molto chiari di quanto abbiamo scopato, è bastato dire che prendevo la pillola che hanno chiesto il permesso di ve- 25

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