Scambio di voto La comunicazione politica della società civile organizzata per le Politiche 2013

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1 XXVIII Convegno SISP (Perugia, settembre 2014) Panel Altri flussi: attori, controculture e temi nella pluralizzazione dello spazio pubblico Scambio di voto La comunicazione politica della società civile organizzata per le Politiche 2013 Di Marco Binotto e Marco Bruno (Sapienza Università di Roma) Sommario 1. La ricerca Le ipotesi Politica italiana e società civile. Note minime per uno scenario L importanza della voce Riconoscere la voce: l agenda Chi parla Chi ascolta La parola ai candidati. Gli obiettivi dell appello a chi si candida La voce: mezzi e stili del comunicare Conclusioni Riferimenti bibliografici Parole chiave advocacy, campaign, comunicazione politica, elezioni, news media, non profit, società civile, voice 1 DRAFT.

2 1. La ricerca Uno dei tratti essenziali per determinare la salute delle democrazie contemporanee appare la capacità di riconoscimento e di ascolto della voce proveniente dai gruppi di interesse, dalle reti e dai movimenti, dalle associazioni e dalle altre forme associate che possono costruire «altri flussi» della comunicazione politica (Couldry, 2010; Marini, 2011b). Un occasione per valutare la volontà di tali realtà di operare su questo campo e, contemporaneamente, stimarne l efficacia è costituita dal terreno di gara fornito dal momento di campagna elettorale. Questo paper riassume i risultati di una ricerca focalizzata su quarantuno campagne e iniziative pubbliche condotte durante le Elezioni Politiche del , un momento particolarmente significativo perché costringe queste realtà ad affermare contenuti e adottare modalità di azione in positivo, superando la vocazione a caratterizzarsi come forma reattiva di «contro-politica» (Rosanvallon, 2008). Le iniziative sono state selezionate a partire da un esplicito richiamo al momento elettorale e da una loro almeno minima significatività in termini di visibilità pubblica e della propria attenzione alla dimensione comunicativa (in particolare quella online, ad esempio l uso di social network, ma non solo) 2 ; sono state quindi inserite in un database costantemente aggiornato attraverso un monitoraggio che è proseguito anche a elezioni avvenute 3. In una prima fase, l analisi ha puntato a evidenziare una fenomenologia organizzata principalmente intorno all ambito di interesse (anche in riferimento alla maggiore o minore specificità delle issue richiamate), alla tipologia dell iniziativa (per degli esempi si veda poco oltre), alle caratteristiche dei soggetti o delle reti di soggetti proponenti, ai contenuti e i temi proposti ai candidati e alle coalizioni 4, alle azioni proposte a chi voleva sostenere l iniziativa (call to action), i materiali e le pratiche comunicative (video, manifesti, banner, etc.), e in particolare alle caratteristiche della presenza sul web e sui social media, l identità visiva, le iniziative sul territorio, la documentazione (dati, approfondimenti, link, etc.), i feedback e l efficacia. In una seconda fase, l analisi ha approfondito questa dimensione più propriamente comunicativa, anche affiancando un analisi della visibilità di tali campagne nei media mainstream. Come detto, sono state considerate 41 iniziative. Si tratta di iniziative che si rivolgono a liste, candidati o candidate, per segnalare temi o richiedere risposte o impegni pubblici: campagne di advocacy come quelle promosse da Greenpeace Italia ( Io non vi voto. Sfida alla politica fossile ), Action Aid ( Italia sveglia! Promemoria per la prossima legislatura ) o l associazione Libera ( Riparte il futuro. Senza corruzione ); raccolte di proposte come Le primarie della cultura promosse dal Fondo Ambiente Italiano, da Dibattito Scienza o dagli Stati Generali dell Innovazione; oppure un manifesto o un agenda di proposte da condividere o sottoscrivere (è il caso dell iniziativa del Forum delle Famiglie o delle ONG italiane, del Forum del Terzo settore o di quello Per un economia sociale. Idee e persone per un Italia sostenibile ). Ovvero spesso si tratta di attività di comunicazione che mirano a sensibilizzare l opinione pubblica su problemi o temi come per le campagne realizzate da Se non ora quando? o dalla LILA ( Voteresti per me se fossi sieropositivo? ). Proposte comunicative e politiche che contemporaneamente affermano issue mentre sono parte del processo di lobbying o di transito di molte personalità dall ambito della società civile organiz- 2

3 zata direttamente all ambito politico-parlamentare, portatrici esplicite delle istanze e dei temi dei soggetti (organizzazioni, associazioni, reti, etc.) di provenienza. 1.1 Le ipotesi La ricerca cerca di indagare tre dimensioni del fenomeno in analisi corrispondenti alle seguenti ipotesi: a. Le iniziative sono riuscite a trovare ascolto dall opinione pubblica? In altri termini sono riuscite ad inserirsi nell agenda politico-mediale? b. Le iniziative, e le realtà della società civile che le hanno proposte, volevano davvero raggiungere l agenda dei media? In altri termini l obiettivo dell iniziativa era quello di suscitare una reazione pubblica oppure erano coerenti con la più generale strategia di lobbying già messa in opera dall organizzazione? c. Le iniziative erano ben comunicate? In altri termini, gli strumenti e la dinamica comunicativa messa in campo dalle organizzazioni della società civile erano adeguate a raggiungere gli obiettivi? Per ognuna di queste dimensioni abbiamo indagato alcune variabili relative all analisi dello spettro di temi e issue proposti, all articolazione e le caratteristiche dei contenuti, all efficacia delle relazioni pubbliche realizzate vagliando quanto le organizzazioni non profit e i movimenti sociali riescano a reclamare attenzione o chiedere impegni a chi si candida. Da una parte, quindi, la capacità di costruire adeguate strategie e iniziative di comunicazione, dall altra quella di emergere nell immaginario o nella sfera pubblica mediatizzata, di affermare issue nel dibattito politico, di porre le basi per un azione duratura e stabile di lobbying (Caltabiano, 2007; Mazzoni, 2010). La determinazione nel trasformare una richiesta di voto in un momento di dialogo politico, un nuovo rapporto tra classe dirigente e gruppi di pressione, tra scelta elettorale e il possibile protagonismo e partecipazione della cittadinanza. 1.2 Politica italiana e società civile. Note minime per uno scenario Le Politiche 2013 sono state contrassegnate da un richiamo significativo sulla dimensione della società civile e del civismo ; basti pensare alle numerose forze politiche che, presentandosi agli elettori, inserivano queste parole chiave nei loro programmi o addirittura nella loro denominazione 5. Il rapporto dialettico tra sistema dei partiti e cosiddetta società civile, non può però essere disgiunto dal contesto politico in cui è avvenuta quella competizione elettorale. Alcune, almeno tre, questioni più generali che caratterizzano lo scenario politico-istituzionale italiano e ne attraversano il dibattito sono sicuramente utili per decodificare questo interesse per la dimensione del civismo; non è possibile approfondirle in questa sede, ma al massimo elencarle a mo di promemoria: a) la lunga e indeterminata transizione post prima repubblica e la possibile emersione di una cosiddetta terza repubblica 6 ; b) la personalizzazione e popolarizzazione della politica, anche in riferimento al tema della sua visibilità mediatica e della riconoscibilità dei singoli personaggi 7 ; c) la crisi di rappresentanza dei partiti e di credibilità del personale politico, quindi il leitmotiv anticasta e i richiami della cosiddetta antipolitica. Più in generale, in tempi di crisi della politica e della rappresentanza, il richiamo alla sfera della partecipazione e della 3

4 cittadinanza attiva sembra essersi fatto più forte, assumendo tuttavia, spesso, più valenza di espediente retorico che di autentico cambiamento. La società civile ha quindi dominato larga parte della campagna elettorale O meglio, ha dominato l uso simbolico della gente normale, delle forze sane della cittadinanza attiva, da contrapporre alle malversazioni della Casta e alla politica di professione 8. Nel contempo molte liste si popolavano di personalità «provenienti della società civile» e «delle professioni» come garanzia di rinnovamento, competenza, pulizia. In sostanza, la partecipazione diventava la virtù propria di una politica disinteressata, mossa dalla passione e dall impegno. Una presenza della società civile auspicata e realizzata nelle formule retoriche adottate dalle diverse parti, dalla stessa forza simbolica della rappresentanza. Una situazione riassunta in modo plastico dall allora capogruppo alla Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle durante il celebre incontro con Pierluigi Bersani trasmesso in streaming: Noi non incontriamo le parti sociali perché noi siamo quelle parti sociali. Quei cittadini, quei lavoratori, quei cassintegrati, quegli studenti fuori sede, quei disoccupati che vivono tutti i giorni la realtà di questo paese. [ ] Sono una portavoce, come tutti noi siamo portavoce, e quindi esprimiamo un disagio che il Movimento 5 Stelle è riuscito a canalizzare invece in forma positiva riportando i cittadini ad innamorarsi di un progetto politico e riportandoli all interno delle istituzioni. A nostro avviso questi due fenomeni, la discesa in campo della società civile all interno di liste elettorali e partiti e la presa di parola durante il periodo elettorale della società civile organizzata, possono trovare sostanza comune, trovare molte connessioni. Una traccia per ricostruire questo legame può partire dall ambiguità del termine inglese per la categoria di domanda sociale (demand) utilizzato da Ernesto Laclau per analizzare i movimenti populisti. Possiamo, infatti, assumere che queste iniziative nascano entrambe da una domanda sociale : questa può riferirsi ad una richiesta oppure ad un reclamo (Laclau, 2005). La richiesta è quella situazione o problema posto da un comportamento o da un espressione cui si può dare risposta. Se invece la situazione rimarrà invariata nel tempo, si avranno allora un accumulo di domande inascoltate e una crescente incapacità del sistema istituzionale ad assorbirle. E probabilmente, qualora non intervengano fattori esterni, assisteremo al crescere del divario tra il sistema istituzionale e il popolo (Laclau, 2005). Ed è proprio a causa di una domanda sociale insoddisfatta per lo studioso argentino le richieste diventano reclami che, separando il popolo dal potere, possono dare avvio alla «configurazione populista» (Laclau, 2005). Se le richieste possono trasformarsi in agenda, in lobbying, i reclami possono costruire movimenti politici, populismo. La catena di reclami può dividere in due la società, oppure può articolare queste domande e formularle come precise richieste. È questo il motivo per cui ci pare importante analizzare questo tipo di iniziative, descriverne le caratteristiche e indagarne l efficacia. Proprio perché pensiamo che l incapacità di rendere effettive queste domande sociali, l incapacità per anni di ascoltarle e darle voce, abbia portato all attuale scenario in cui larga parte della società civile, «della gente», decide di superare le asperità della mediazione delle parti sociali portandoci verso quella che Nadia Urbinati chiama la «democrazia rappresentativa in diretta» (Urbinati 2013), la messa in crisi della capacità dei partiti e della stessa democrazia rappresentativa di farsi voce del consenso popolare. 4

5 1.3 L importanza della voce È Nick Couldry ad aver espresso con maggiore chiarezza e sistematicità il rapporto tra tecnologie di comunicazione, modelli di governance neoliberale e la possibilità di voice. Quella voce, quella narrazione, che permette di riconnettere «le piccole e disperse emergenze» (Couldry, 2010) con i più ampi problemi pubblici, concede alle persone la «possibilità di agire come cittadini» (Couldry, 2006). Rifacendosi alla lezione di Couldry l analisi qui proposta mira ad indagare alcuni «processi di valorizzazione della voce»: Perché la voce implica qualcosa di più che il semplice parlare o incoraggiare a parlare. Prestare attenzione alla voce significa focalizzarsi sui prerequisiti che ne consentono l efficacia, ovvero sulle condizioni alle quali le pratiche di voce delle persone sono sostenute e i risultati di tali pratiche sono avvalorati (Couldry, 2010). Ma le condizioni di efficacia della «presa di parola» (de Certeau 1994) non si esauriscono nella sua presenza, o assenza, quanto piuttosto nella sua qualità espressiva, in quella di affermare dei controframe, di presentare fatti e realtà altrimenti ignorati. L irruzione di una differenza spesso assicurata dalla semplice scelta di lamentare un assenza, di affermarne il bisogno. Un ribaltamento di prospettiva evidenziato da larga parte delle iniziative studiate, visivamente e retoricamente rivelate dai massaggi con cui sono presentate e spiegate. Così Roberto Burdese, Presidente di Slow Food, citato nel comunicato di lancio dell iniziativa dell associazione: Perché temi di vitale importanza come salvaguardia del territorio, difesa della legalità, Pac, Ogm, biodiversità non rimangano fuori dall'agenda politica. Siamo noi elettori che dobbiamo farci ascoltare dai candidati, non viceversa (enfasi nostra) Alla prova quindi c è la volontà di farsi ascoltare, di esprimere un non-detto, di verificare l esistenza di spazi, forze sociali, discorsi lasciati liberi dalla salita in politica della società civile e, naturalmente, la determinazione e l abilità delle sue forze organizzate di farlo, di farsi «potere istituente» (Magatti, 2005). 2. Riconoscere la voce: l agenda 2.1 Chi parla Larga parte delle iniziative prese in esame vedono come protagoniste organizzazioni del Terzo settore. Già questo elemento appare significativo: da molti anni sono molte e ricorrenti le analisi critiche dell atteggiamento del Terzo settore nei confronti della comunicazione. Tutte concordano nel rintracciare una certa diffidenza e un mancato investimento verso questa dimensione (Binotto, 2010; Frisanco, Trasatti, & Volterrani, 2000; Martelli, 2006; Peruzzi, 2012; Springhetti, 2008; Volterrani, 2011). Un gap che, se si sta colmando per alcuni obiettivi (la comunicazione esterna in genere o la raccolta fondi, per esempio), appare ancora ampio se si guarda alla capacità di intervenire nel dibattito pubblico soprattutto attraverso lo strumento della campagna che richiede organizzazione e una progettazione più ampia o consapevole (Cavazza, 2006). Questa ricerca può, in questi termini, costituire un ulteriore verifica empirica di quanto queste organizzazioni intravedano in tale ambito un terreno strategico di attività e se abbiano a disposizione il know-how necessario per realizzare le iniziative più adatte. 5

6 Da un punto di vista numerico possiamo osservare come prevalgano le associazioni che operano solo a livello nazionale e non quelle internazionali tradizionalmente più attrezzate all uso dei media e degli strumenti di comunicazione: sono 13 le organizzazioni nazionali contro 4 sezioni italiane di ONG transnazionali (Amnesty international, Greenpeace, ActionAid e Unicef). Come vedremo però il bilancio apparirà più equilibrato, se non rovesciato, quando dal computo numerico delle iniziative passeremo alla disamina della loro qualità politico-comunicativa. Possiamo però aggiungere a queste anche 6 associazioni di secondo o terzo livello come il Forum nazionale del Terzo Settore o la Federazione italiana delle associazioni diritti animali e ambiente mentre sono 2 le coalizioni costituite ad hoc per sostenere l iniziativa: Il candidato che manca delle ONG italiane 9 e l Eco-telegramma delle principali associazioni ambientaliste. Grafico 1 Tipologia di promotore dell iniziativa ONG Non profit 17 Movimento sociale o campagna single issue 12 Coalizione o org. di II livello 7 Altra stru-ura o singole personalità 5 A questo panorama delle organizzazioni promotrici si aggiungono numerose iniziative promosse da reti o movimenti da tempo presenti e strutturati come il Forum italiano dei movimenti per l acqua o Salviamo il Paesaggio e da 10 movimenti o coalizioni single-issue, cioè focalizzate su singoli temi o obiettivi specifici che inseriscono la proposta elettorale proprio nell ambito di questi intenti. Il quadro è completato da iniziative promosse da gruppi composti da singole personalità (2) o realtà non riferibili direttamente al Terzo settore ma che appaiono per molti versi vicini a questo mondo (3): è il caso della casa editrice Terre Libere, della rivista on line Roars o della Banca Popolare Etica. 6

7 Molte delle iniziative analizzate esprimono l ambiguità della richiesta di ascolto, di risposta e del farsi voce dell opinione pubblica, di proporre soluzioni a chi si candida e del dare voce alla cittadinanza, alla società civile. Ad ognuna, in qualche modo, corrisponde un diverso frame nell approccio al rapporto con la politica, o meglio tra la propria base associativa oppure il movimento di cui si fa parte e il campo politico: ognuna definisce una propria versione della cornice dell interlocuzione, proprio nei termini di una partecipazione alla costruzione del frame del discorso pubblico (o almeno di un tentativo di incidere) 10. Il primo aspetto è raffigurato dalla rivendicazione dalla campagna di Amnesty International che dice ai candidati leader «Ricordati che devi rispondere», oppure dell Associazione Ilaria Alpi che lancia le proprie richieste sulla politica estera riassunte da una domanda retorica: «Da che parte state?». Una proposta di interlocuzione promossa a volte attraverso l ironia di un contatto insperato, dell espressione di un assenza di incontro, della mancanza di un tema o di un impegno. Allora le ONG cercano il «candidato che manca» sui temi della cooperazione internazionale oppure il Forum italiano dei movimenti per l'acqua che, attraverso un iconografia da film western, è costretto a lanciare l ingiunzione di ricerca, un «Wanted», ai candidati per il rispetto degli esiti dei referendum di giugno In alternativa lo slogan riassume l impegno richiesto al candidato o candidata: Io mi sbilancio! dovrebbero assicurare i e le future parlamentari che aderissero alla campagna di Sbilanciamoci, mentre è un azione quella richiesta alla piattaforma promossa dal Forum delle Associazioni Familiari in cui il soggetto agente della prima persona è la persona che, candidandosi, «corre» per la tutela della famiglia. La maggior parte delle altre iniziative si limitano ad annunciare il cambiamento desiderato, l obiettivo da rivendicare: dalla «#sceltadicampo» auspicata da Slow Food al «limite all azzardo» ambito dalla campagna Mettiamoci in gioco, dalla Appello alla qualità nell'assistenza alla speranza di far «Ripartire dalla cultura». Dall altro estremo abbiamo l affermazione simbolica dell espressione della voice coniugata attraverso il doppio registro del punto esclamativo: dell affermazione perentoria di chi rappresenta la società civile oppure in quella di chi si fa strumento di questa prise de parole. Tre sono in questo caso le forme verbali, e quindi i destinatari simbolici del payoff scelto. Da una parte la richiesta espressa in prima persona, dall elettore attraverso l associazione, la forza organizzata: «Io voto con il cuore» assicura la 7

8 Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente guidata da Michela Brambilla mentre «Io non vi voto» minaccia la campagna di Greenpeace. Dalla prima persona dell «Io non ci sto» affermato dalle ONG alla prima e seconda persona plurale di «Non vi voteremo senza il vostro impegno per Rosarno». Diversa destinazione per le iniziative che si rivolgono direttamente all elettorato. Un invocazione performativa evidente nell appello di Unicef Italia. In questo caso l invito è a modificare i criteri nell espressione del voto e, naturalmente, rendere pubblica questa scelta così da influenzare le forze politiche. Dello stesso tono l invocazione di ActionAid: «Cambiamo insieme l Italia. Fai sentire la tua voce»; mentre è più diretta l azione richiesta alle audience nel caso delle molte iniziative che intendono raccogliere desideri e proposte direttamente dalla cittadinanza. Emblematica in questo senso la scelta del Fondo per l Ambiente Italiano (FAI) di lanciare le «Primarie della cultura» con lo slogan: «Se non puoi scegliere il candidato, scegli le sue idee» Chi ascolta Abbiamo già notato come uno dei terreni cruciali per soggetti che hanno come mission quella di incidere nel dibattito pubblico e, almeno in potenza, di definire forme e modi del cambiamento sociale sia quello del raggiungimento o meno dell ascolto. Si tratta, quindi, di valutare la produzione di voice come il potere di inserirsi nella «produzione del discorso pubblico» (Marini, 2011a) 12. La nozione di voce definisce proprio qualcosa che «emana dai margini del discorso» (Mitra & Watts, 2002): se il centro non sembra aver bisogno di prender parola, appare anzi come il luogo del «controllo dei discorsi» (Foucault, 1972). Abbiamo affrontato in altra sede (Binotto, 2014) la capacità delle iniziative in esame, e quindi in qualche modo della società civile organizzata in Italia, di inserirsi nell arena elettorale modificandone il discorso, di attivare un processo di agenda-building intorno a priorità e soggettività poco o per nulla affrontate dal dibattito sulle politiche pubbliche (Marini, 2006, 2011a). In quella sede abbiamo 8

9 identificato una principale dimensione per verificare questa possibilità di prendere la parola nello spazio pubblico: la capacità di produrre contenuti veicolabili dal media system. Per farlo abbiamo utilizzato due indicatori: i) si è cercato di verificare la risonanza presso i news media, particolare i maggiori quotidiani nazionali, delle iniziative realizzate e ii) la presenza della società civile nei principali telegiornali. Abbiamo condotto una ricerca sugli archivi digitali dei due più diffusi quotidiani nazionali il Corriere della Sera e La Repubblica verificando la pubblicazione di articoli dedicati all iniziativa o all organizzazione promotrice nel periodo dedicato al confronto elettorale ovvero tra il 22 dicembre 2012 e il 25 febbraio 2013 (con esclusione di quelli che rimandavano alla semplice presentazione di appuntamenti o eventi locali e in genere agli articoli pubblicati nelle sezioni di cronaca locale). Il risultato è prevedibile. Nella sua brutale semplicità il Grafico 2 mostra con tutta evidenza quanto le iniziative e le campagne non siano riuscite ad ottenere spazio nell informazione nazionale. Solo cinque riescono ad essere segnalate da un articolo. Le «Primarie della cultura» del FAI ricevono il maggior numero di articoli (5) seppur, nei fatti, da uno solo dei due quotidiani (4 dal Corsera). Nel periodo esaminato le iniziative di Libera e del Gruppo Abele («Riparte il Futuro») 13, della Lila e delle associazioni ambientaliste raccolgono due o tre articoli, mentre lo spazio maggiore è raggiunto dalla campagna realizzata dalle case editrici ( E-leggiamo, un voto per promuovere la lettura ) ma relegato alle pagine culturali dei due quotidiani. Grafico 2 Articoli dedicati alle iniziative Le primarie della cultura E- leggiamo, un voto per promuovere la le-ura Riparte il futuro Eco- telegramma La Repubblica Corriere della Sera RicordaF che devi rispondere Io voto con il cuore Allo spazio residuale ottenuto da queste iniziative corrisponde, nello stesso periodo, un visibilità analoga delle sigle che le promuovevano. Le organizzazioni riescono ad avere una copertura mediale più ampia e difforme rispetto ai risultati delle iniziative elettorali, ma in questo caso per numero e posizione gli articoli dedicati ad eventi o proposte non supera gli otto articoli per testata (Grafico 3). Un risultato che conferma anche il maggiore potere di intervento 9

10 delle associazioni più strutturate e in grado di intrattenere un rapporto più duraturo con i news media (Amnesty international, Greenpeace, Libera, Slow Food). Grafico 3 Articoli dedicati alle organizzazioni Fondo Ambiente Italiano Amnesty internafonal Greenpeace 5 3 Slow Food 1 5 Se non ora quando? 3 3 Legambiente 2 3 Lipu 5 0 Libera Arci Unicef Federazione italiana associazioni diriq animali e ambiente Forum italiano dei movimenf per l'acqua 0 1 Ci-adinanzaQva Corriere della Sera La Repubblica AcFonaid 1 0 Se il pallido risultato delle iniziative elettorali non appare un eccezione rispetto alla visibilità ottenuta dalle organizzazioni promotrici nello stesso periodo di tempo, entrambi appaiono coerenti con il sostanziale oscuramento delle voci della società civile sui mezzi di comunicazione di massa. Elaborando le rilevazioni sul «Pluralismo sociale in televisione» 14 realizzate per conto dell Autorità garante della comunicazione possiamo osservare quanto l assenza di voice durante la campagna elettorale non sia un eccezione rispetto al coverage usuali dei notiziari televisivi verso movimenti e organizzazioni della società civile. I dati relativi ai «tempi di parola» 15 concessi dai principali telegiornali nazionali 16 alle «associazioni di soggetti di rilievo per il pluralismo sociale» 17 appaiono eloquenti. In media il tempo complessivo «d antenna» è di 26 minuti e 36 secondi: meno di un minuto al giorno per tutte le sei testate rilevate. Un dato ancora più evidente se confrontiamo lo spazio dell associazionismo civico con il totale del «tempo di parola» dedicato a tutti gli altri protagonisti

11 Grafico 4 Principali categorie del tempo di antenna del maggio 2012 (h., min. e sec.) Forze armate e sicurezza pubblica Mediaset Rai ParFF, movimenf polifci, esponenf di parfto italiani SoggeQ e organi cosftuzionali Associazioni di soggeq di rilievo per il pluralismo sociale Grafico 5 Principali categorie degli interventi in voce del maggio 2012 (valori percentuali) Forze armate e sicurezza pubblica Rai Mediaset ParFF, movimenf polifci, esponenf di parfto italiani SoggeQ e organi cosftuzionali Associazioni di soggeq di rilievo per il pluralismo sociale Sono valori caratterizzati da una grande variabilità nel tempo: il picco massimo viene raggiunto nel mese di luglio 2012 (1h09 39 ) e dei risultati minimi minori ai tre minuti mensili rilevati nei mesi di gennaio, febbraio e aprile 2013 (rispettivamente 2 05, e ). In questi tre mesi il tempo offerto per le dichiarazioni (il «tempo di parola») è pari a un minuto complessivo per tutti i tg, Rai e Mediaset (1 05 a gennaio, 25 a febbraio). Confrontando invece lo spazio dell associazionismo civico con il totale del «tempo di parola» dedicato a tutti gli altri protagonisti mandati in onda in voce, si ottiene poco più dell un per cento di quello dedicato ad altri attori sociali (1.49%). Se si conferma il ruolo marginale svolto dalle organizzazioni della società civile nella rappresentazione della realtà offerta dai notiziari televisivi, si nota come questo spazio abbia subi- 11

12 to un ulteriore ridimensionamento nel periodo della campagna elettorale e nella incerta fase che ne è seguita. Un altra dimostrazione sull incapacità dell insieme delle iniziative qui analizzate di inserirsi nel discorso pubblico, nell ottenere spazio per presentare le proprie proposte ai candidati, nel farsi ascoltare. 3. La parola ai candidati. Gli obiettivi dell appello a chi si candida La petizione pubblica, la «lettera pubblica», il manifesto, sono risorse consolidate e «piuttosto standardizzate» tra movimenti e società civile (McCarthy & Zald, 1977; Mosca & Santucci, 2009; Parry, Pete, & Kendall, 2010). Gli appelli (17 iniziative) aggiungono però un elemento a questo dispositivo d azione collettiva, sono caratterizzati dall esplicita richiesta di una risposta da parte dei candidati: è la forma più limpida di rapporto instaurato con il candidato. Risposte che vengono poi rese pubbliche perché disponibili sul sito dell iniziativa. La soluzione più semplice appare quella di pubblicare un elenco delle risposte di tutti i numerosissimi candidati e candidate alla consultazione elettorale: è la scelta della coalizione Salviamo il Paesaggio che riassume con un foglio di calcolo le diverse risposte. Invece Greenpeace, per rafforzare l immagine di un impegno pubblico, realizza un vero e proprio questionario che i e le leader sono invitati a compilare e sottoscrivere, pubblicandone poi la prova fotostatica o scansionata sul sito web e sintetizzando in una pagina le risposte fornite (Figura 1). Figura 1 «Io (non) vi voto» Questionario e pagina riassuntiva delle risposte 2). All estremo opposto abbiamo iniziative che semplicemente pubblicano, senza troppa evidenza, la lista dei candidati che hanno risposto alla chiamata: esemplare, anche per l artigianalità del sito allora utilizzato, il caso del Forum delle associazioni Familiari (Figura 12

13 Figura 2 «Io corro per la famiglia». Pagina riassuntiva delle adesioni alla campagna. Alla pagina che elenca le adesioni alla piattaforma sono associati però, in questo caso, gli incontri pubblici con le diverse forze politiche e, dato originale, le immagini degli incontri con i diversi e le diverse candidate. La pettorina appositamente realizzata, e spesso indossata dal concorrente, fornisce una photo opportunity utile a rendere pubblico l impegno e l iniziativa. Il momento d incontro con le forze politiche è spesso l evento in cui si concretizza l efficacia dell iniziativa, una produttività in cui si evidenzia la vocazione più spiccatamente legata alle relazioni dirette e al lobbying di numerose di queste operazioni elettorali. L aspetto più legato all espressività comunicativa si evidenzia in questo caso nella presenza di immagini o registrazioni audiovideo dell evento. Se la Rete, il coordinamento di associazioni che si occupano delle persone colpite da trauma cranico e gravi cerebrolesioni acquisite 19, o l appello delle ONG italiane («il candidato che manca») 20 non pubblicano nessun resoconto puntuale dell avvenimento, il forum delle associazioni familiari associa spesso ai diversi comunicati stampa un resoconto dell evento e una fotografia che lo illustra. Le associazioni ambientaliste, dal canto loro, pubblicano il «diario elettorale», un resoconto scritto dei singoli incontri con le forze politiche che descrive le risposte alle richieste contenute nell «eco-telegramma» ma privo di qualsiasi altro supporto

14 Figura 3 «Eco-telegramma». Pagina web delle risposte all iniziativa Figura 4 «Io corro per la famiglia». Fotografia della conferenza di presentazione dell iniziativa 4. La voce: mezzi e stili del comunicare Il concetto di voice fa riferimento alla facoltà di un singolo o di un gruppo sociale di esprimersi, di pronunciare, di produrre suoni. Se riferite alla produzione culturale e mediale queste abilità possono essere ricondotte alla possibilità di comunicare, di inserirsi nell agenda mediale o politica, di realizzare empowerment e agency, di produrre contenuti veicolabili dal sistema dei media. La Tabella 1 descrive gli strumenti di comunicazione utilizzati dalle diverse iniziative dove appare il prevalere del formato digitale e on line. Intanto osserviamo come sono pochissime quelle immaginate come vere e proprie campagne, cioè presen- 14

15 tate in modo distinto dalle usuali attività di comunicazione dell organizzazione e quindi a disporre di un quadro più completo e coordinato di materiali e di strumenti di diffusione: su 41 iniziative 11 prevedono un sito creato ad hoc; in 19 sono stati realizzati dei banner mentre in 12 dei video originali. In quasi tutte le iniziative è prevista una qualche presenza sui social media 22. Un terzo delle volte viene creato (13) o riutilizzato (3) un hashtag che faciliti la diffusione su Twitter 23, uno dei tratti distintivi delle campagne 2.0. In 4 casi viene realizzata un apposita presenza Facebook (una fan page o un profilo) o comunque in quasi tutte le iniziative viene utilizzata la pagina Facebook (in 28 iniziative) o l account twitter (in 25) come strumento abituale di diffusione. Tabella 1 Media utilizzati dalle iniziative Nome organizzazione Nome Iniziativa Tipologia Appello Arci Serve una svolta Agenda Sito we b Internet hashtag Facebook Twitter Altri SNS Video Altri media banner Infografica Foto Associazione Italiana Genitori Onlus (AGE) Associazione Obiettori Nonviolenti Per un dibattito elettorale che parli di famiglia, di bambini, di papà e mamme, Chiamata alla Pace Agenda Agenda Associazioni ambientaliste Eco-telegramma Agenda Ente Nazionale Sordi Documento di richiesta Agenda Errori di stampa Forum del Terzo Settore Chi lo addetto che debba essere sfruttato?! Coesione e sicurezza sociale, sviluppo, equità, legislazione per il Terzo Settore Agenda Agenda Lipu La tutela della natura per un Agenda paese migliore Mettiamoci in gioco Un limite all azzardo Agenda Personalità Per un economia sociale Agenda Personalità 24 Caro Ingroia, la verità è rivoluzionaria Agenda Se non ora quando? Se crescono le donne cresce il Agenda paese WWWorkers 10 azioni - manifesto wwworkers Agenda Associazione forum del libro E-leggiamo, un voto per promuovere Agenda, Petizione la lettura Terrelibere.org Non vi voteremo senza il vostro Agenda, Petizione impegno per Rosarno Agora Digitale Patto #salviamo gli open data Appello Associazioni Culturali e Ambientaliste Ripartire alla Cultura Appello Coalizione Abbracciamo la Più Cultura per lo Sviluppo Appello Cultura Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente Io voto con il cuore Appello Forum delle Associazioni Io corro per la famiglia Appello Familiari Forum italiano dei movimenti Wanted: il movimento per l'acqua Appello per l'acqua cerca i candidati Io voglio restare Candidato a progetto Appello La rete (associazioni riunite per il Appello ai candidati: qualità Appello trauma cranico e le gravierebrolesioni) nell'assistenza" ONG Italiane Il candidato che manca Appello Roars Lettera aperta a Bersani Appello Salviamo il paesaggio Appello Sbilanciamoci! Io mi Sbilancio! Appello 15

16 Lila Voteresti per me se fossi sieropositivo? Appello, Campagna di utilità sociale Actionaid Italia, sveglia! Appello, Petizione Amnesty international Ricordati che devi rispondere Appello, Petizione Associazione Ilaria Alpi Politica estera? Da che parte Appello, Petizione state? Banca Etica Cambiamo la finanza per cambiare Appello, Petizione l'italia Greenpeace Io non vi voto Appello, Petizione Legambiente Italia, bellezza, futuro Appello, Petizione Libera Riparte il futuro Appello, Petizione Cittadinanzattiva Manifesto 10 punti per ricominciare Appello, Raccolta Unicef Vota per i bambini Appello, Raccolta di proposte Stati generali dell'innovazionvazione Una Carta di intenti per l'inno- Raccolta di proposte dell'italia Dibattito scienza Dibattito scienza Raccolta di proposte, Appello Fondo ambiente italiano (FAI) Le primarie della cultura Raccolta di proposte, Appello Legenda Non presente Presente ma non espressamente creato per l iniziativa Presente ed espressamente creato per l iniziativa Possiamo leggere la capacità di voice, la qualità e quantità degli strumenti messi in campo per comunicare l iniziativa, come un indicatore non solo dell attitudine ad investire sugli strumenti di relazione con l esterno (Diani & Donati, 1996; Volterrani, 2006), ma soprattutto della disponibilità delle necessarie competenze e risorse organizzative e finanziarie per progettare o realizzare un attività di campaigning (Rose, 2010) o lobbying (Frank R. Baumgartner, 2009; Guo & Saxton, 2010; Kramer, 1987; Reid, 2006). 5. Conclusioni Da più di qualche anno oramai la conclusione della campagna elettorale lascia l impressione di una missione rimasta incompiuta, dell occasione persa di verificare davvero le competenze e i programmi delle forze che si candidano alla guida del paese. Le ricerche continuano a restituire un dibattito pubblico e una comunicazione politica incapace di superare abitudini e beghe dell informazione politica quotidiana per esaminare i temi e le questioni che chi verrà eletto dovrà affrontare (ComPol 2013; Laurano 2013). Tematiche tra le quali raramente compaiono i problemi proposti dalle organizzazioni interessate dalle iniziative qui analizzate. Una situazione lamentata dalle stesse voci che hanno il compito di commentare gli argomenti politici sulle pagine dei maggiori quotidiani. Gian Antonio Stella in un editoriale in prima pagine del Corriere della Sera pubblicato il 2 febbraio 2013 si denuncia «una Campagna Elettorale che Ignora la Cultura»: è tutto il patrimonio storico, monumentale, artistico a essere sommerso. Dalla verbosità di una campagna elettorale che parla d'altro. Nell'ultimo mese, dice l archivio Ansa, Mario Monti si è guadagnato titoli dei quali due abbinati alla 16

17 cultura, Berlusconi (cultura: zero), Bersani 852 (cultura: uno), Grillo 323 (cultura: zero), Ingroia 477 (cultura: zero), Giannino 74 (cultura: zero). Vale a dire che in totale i sei leader in corsa hanno avuto titoli di cui solo 3 (tre!) che in qualche modo facevano riferimento alla cosa per la quale l'italia è conosciuta e amata nel mondo. Naturalmente, come abbiamo osservato nel paper, quest assenza è simmetrica al risibile spazio offerto ad associazioni e coalizioni per introdurre questo, come altri, argomenti. L indubbia qualità di alcune delle iniziative qui presentate, come il loro stesso numero, possono infatti dimostrare quanto sia chiusa l arena pubblica alla crescita e al declino di nuovi problemi pubblici (Best, 1995, 2001; Hilgartner & Bosk, 1988). I dati sulle presenze nei Tg nazionali dell Agcom così come il nostro monitoraggio dei principali quotidiani nazionali hanno, crediamo, ben illustrato questo limite nell attenzione pubblica. Quel vuoto di interesse lamentato da un altro celebre editorialista, Stefano Rodotà, il 24 febbraio del 2013, questa volta dalle pagine de La Repubblica: si è in questi giorni concretamente manifestata un'altra proposta programmatica, segno tangibile di una società vitale, capace di indicare con precisione e rigore i modi per affrontare questioni che altrimenti rischiano di rimanere sullo sfondo. Quel che va segnalato, tuttavia, non è soltanto l'esistenza di molte proposte, ma il modo in cui sono state elaborate. Migliaia di persone, centinaia di associazioni si sono impegnate nella preparazione di specifiche proposte di legge, intorno alle quali sono state poi sollecitate l'attenzione e la partecipazione dei cittadini. [ ] Quello spirito è ancora vitale. Ignorato dalle forze politiche ufficiali, produce nuovi frutti e si rivolge fiduciosamente al nuovo Parlamento, mettendo a sua disposizione disegni di legge definiti in ogni dettaglio, che possono essere immediatamente presentati e che possono alimentare discussioni diverse da quelle monocordi e approssimative che ci hanno afflitto negli ultimi anni. Come abbiamo visto, cresce la volontà del Terzo settore di intervenire nella definizione delle policies (Frank R. Baumgartner & Jones, 2009; Cobb & Ross, 1997; Marini, 2011a), ma tale ambizione non può che uscire ridimensionata quando i risultati evidenziano quanto è difficile per queste organizzazioni conquistare l obiettivo minimo della visibilità (Binotto, 2010). Larga parte di queste iniziative non appaiono realizzate con il fine di raggiungere l agenda dei media, un obiettivo spesso non alla portata dei mezzi messi in campo. Più che suscitare una vasta reazione pubblica o una vera e propria azione di grassroot lobbying, l attività appare per la maggior parte finalizzata ad associarsi e a rafforzare l azione di lobbying realizzata nel tempo dall organizzazione. Le poche iniziative attrezzate per questo scopo, pur se ben realizzate, non appaiono in grado di superare (e infatti per larga parte non vi riescono) l opacità e le forti barriere all ingresso di un sistema mediale ancora autoreferenziale e legato alla politica as usual (Morcellini, Zavoli, & Ruggiero, 2011; Sorrentino, 2008). In ogni caso si tratta di occasioni in cui la società civile può mobilizzarsi in positivo, intorno a «maggioranze positive» (Rosanvallon, 2008) e non per la semplice necessità di contrastare una scelta politica. Con poche eccezioni, la finalità delle iniziative è proattiva, più che il conflitto e la rivendicazione di interessi, aspirano alla risoluzione collettiva di problemi, a un voto scambiato con valori e proposte. Riferimenti bibliografici Antenore, M., Morcellini, M., & Ruggiero, C. (Eds.). (2013). Talk&Tweet. La campagna elettorale 2013 tra Tv e Twitter. Roma: Maggioli. Baumgartner, F. R. (Ed.). (2009). Lobbying and policy change: who wins, who loses, and why. Chicago - London: University of Chicago Press. 17

18 Baumgartner, F. R., & Jones, B. D. (2009). Agendas and instability in American politics (2nd ed.). Chicago ; London: The University of Chicago Press. Bentivegna, S. (2012). Parlamento 2.0: strategie di comunicazione politica in Internet. Milano: Franco Angeli. Bentivegna, S., & Ceccarini, L. (2013). Web, giovani e voto. In Itanes (Ed.), Voto amaro: disincanto e crisi economica nelle elezioni del 2013 (pp ). Bologna: Il Mulino. Best, J. (1995). Images of issues : typifying contemporary social problems (2nd ed.). New York: A. De Gruyter. Best, J. (2001). How claims spread : cross-national diffusion of social problems. New York: Aldine de Gruyter. Binotto, M. (2010). Comunicazione sociale 2.0. Reti, non profit, partecipazione. Roma: Edizioni Nuova Cultura. Binotto, M. (2014). Elettorato attivo. Media, strategie e risultati delle campagne della società civile organizzata per le Politiche MediaScapes Journal, (in corso di pubblicazione)(3). Binotto, M., & Bruno, M. (2013). Io (non) vi voto! La società civile va alle elezioni. In M. Antenore, M. Morcellini & C. Ruggiero (Eds.), Talk&Tweet. La campagna elettorale 2013 tra Tv e Twitter (pp ). Roma: Maggioli. Caltabiano, C. (Ed.). (2007). Pressione e consenso Ricerca sulle reti europee dell'associazionismo. Roma: Carocci. Cavazza, D. (Ed.). (2006). Campagne per le Organizzazioni Nonprofit. 7 regole per i manager del cambiamento. Bologna: ASVI-EMI. Cioni, E., & Marinelli, A. (2010). Le reti della comunicazione politica : tra televisioni e social network. Firenze: Firenze University Press. Cobb, R. W., & Ross, M. H. (1997). Cultural strategies of agenda denial: avoidance, attack, and redefinition. Lawrence, Kan.: University Press of Kansas. Couldry, N. (2006). Culture and citizenship: The missing link? European Journal of Cultural Studies, 9(3), Couldry, N. (2010). Dare voce. Cultura e politica dopo il neoliberalismo (M. F. Murru, Trans ed.). Brescia: La Scuola. de Certeau, M. (1994). La presa della parola e altri scritti politici (R. Capovin, Trans ed.). Roma: Meltemi. Diani, M., & Donati, P. R. (1996). Rappresentare l interesse pubblico: la comunicazione dei gruppi di pressione e dei movimenti. Quaderni di scienza politica, 3(1), Foucault, M. (1972). L'ordine del discorso (t. d. A. Fontana, Trans.). Torino: Einaudi. Frisanco, R., Trasatti, S., & Volterrani, A. (Eds.). (2000). "La voce" del volontariato. Indagine nazionale su organizzazioni di volontariato e comunicazione. Roma: Fondazione italiana per il volontariato. Genga, N., & Marchianò, F. (2013). Cinque Stelle e non solo. La società civile entra in politica. In M. Antenore, M. Morcellini & C. Ruggiero (Eds.), Talk&Tweet. La campagna elettorale 2013 tra Tv e Twitter (pp ). Roma: Maggioli. Guo, C., & Saxton, G. D. (2010). Voice-in, voice-out: Constituent participation and nonprofit advocacy. Paper presented at the Nonprofit Policy Forum. Hilgartner, S., & Bosk, C. L. (1988). The Rise and Fall of Social Problems: A Public Arenas Model. American Journal of Sociology, 94(1), Kramer, R. M. (1987). Volontariato e Stato sociale (P. Maggiori Contarini & U. Ascoli, Trans.). Roma: EL. Laclau, E. (2005). La ragione populista (F. D., Trans ed.). Roma - Bari: Laterza. Magatti, M. (2005). Il potere istituente della società civile. Roma-Bari: Laterza. Marini, R. (2006). Mass media e discussione pubblica. Le teorie dell'agenda setting. Roma-Bari: Laterza. Marini, R. (2011a). Attori plurali nello spazio pubblico. In R. Marini (Ed.), Altri flussi: la comunicazione politica della società civile (pp ). Milano: Guerini e Associati. Marini, R. (Ed.). (2011b). Altri flussi: la comunicazione politica della società civile. Milano: Guerini e Associati. Martelli, S. (Ed.). (2006). La comunicazione del terzo settore nel Mezzogiorno. Milano: Franco Angeli. Mazzoni, M. (2010). Le relazioni pubbliche e il lobbying in Italia. Roma - Bari: Laterza. McCarthy, J. D., & Zald, M. N. (1977). Resource Mobilization and Social Movements: A Partial Theory. The American Journal of Sociology, 82(No. 6),

19 Mitra, A., & Watts, E. (2002). Theorizing Cyberspace: the Idea of Voice Applied to the Internet Discourse. New Media & Society, 4(4), Morcellini, M., Zavoli, S., & Ruggiero, C. (2011). Neogiornalismo : tra crisi e rete, come cambia il sistema dell'informazione. Milano: Mondadori Università. Mosca, L., & Santucci, D. (2009). Petitioning online. The role of e-petitions in web campaigning. In S. Baringhorst, V. Kneip & J. Niesyto (Eds.), Political campaigning on the web (Vol. 121, pp ). Bielefeld: Transcript. Parry, J., Pete, A., & Kendall, J. (2010). Opportunity and influence: the third sector and the 2010 general election. In Working Paper. Birmingham, UK.: University of Birmingham. Peruzzi, G. (Ed.). (2012). La comunicazione al centro. Un'indagine sulla rete dei Centri di Servizio per il Volontariato. Firenze: Cesvot ( I Quaderni, n. 56). Pistillo, E. (2013/2014). Società (civile) a progetto. Richieste, azioni e conseguenze della campagna elettorale del Terzo Settore. Sapienza Università di Roma, Roma. Regalzi, F. (2013). Dalle piazze al web: strategie di comunicazione e advocacy, XXVII CONVEGNO SISP. Firenze. Reid, E. J. (2006). Advocacy and the challenges it presents for nonprofits. Nonprofits and government: Collaboration and conflict, 2. Rosanvallon, P. (2008). La politica nell'era della sfiducia (2009 ed.). Troina: Città Aperta. Rose, C. (2010). How to win campaigns : communications for change (2nd ed.). London: Earthscan. Sorrentino, C. (2008). La società densa: riflessioni intorno alle nuove forme di sfera pubblica. Firenze: Le Lettere. Springhetti, P. (2008). Solidarietà indifesa. L informazione nel sociale. Bologna: Emi. Urbinati, N. (2013). Democrazia in diretta: le nuove sfide alla rappresentanza. Milano: Feltrinelli. Volterrani, A. (2011). Saturare l'immaginario. Per una nuova comunicazione sociale. Roma: Exòrma. Volterrani, A. (Ed.). (2006). Raccontare il volontariato (Vol. 29). Firenze. Note 1 La ricerca ha visto la collaborazione di Emiliana Pistillo (Pistillo, 2013/2014) che ringraziamo. Prime sintesi dei risultati della ricerca qui presentate sono state pubblicate in Binotto e Bruno (2013) e (Binotto, 2014). Un ulteriore analisi di alcune di queste iniziative è stata presentata durante lo scorso convegno SISP da Francesco Regalzi (2013). 2 Ovviamente le iniziative così rilevate possono non esaurire l intero spettro di campagne, proposte, appelli, etc. diffuse in periodo pre-elettorale, tuttavia si può ritenere che le 41 azioni analizzate siano indubbiamente significative e in qualche misura rappresentative del fenomeno che l indagine mirava ad analizzare, le dinamiche di voice che il mondo dell associazionismo e più in generale la cosiddetta società civile hanno intessuto con la sfera più propriamente politica in occasione delle Politiche Attualmente, oltre al proseguimento del monitoraggio sulla lunga durata delle iniziative (aggiornamenti, feedback, modifiche, etc.), è in corso la tracciatura dei risultati ottenuti dalle campagne e dai candidati riconducibili in qualche modo alle iniziative e ai soggetti studiati effettivamente eletti in termini di produzione legislativa. 4 Alcune di queste campagne si rivolgevano alla politica anche sovrapponendo l attenzione alle elezioni politiche alle concomitanti amministrative che hanno interessato importanti regioni quali Lombardia e Lazio. 5 La nuova formazione Scelta civica per l Italia, la coalizione Italia Bene comune guidata dal Pd, la lista Rivoluzione Civile di Ingroia fino a una serie di piccole liste e partiti che, in particolare nell area del centrodestra, si sono presentate richiamandosi alla cosiddetta società civile. Ma ovviamente non va omesso il pervasivo richiamo al protagonismo dei cittadini comuni su cui ha puntato molto, e con successo elettorale, il Movimento 5 Stelle (Genga & Marchianò, 2013). 6 Sul tema, cfr. S. COLARIZI e M. GERVASONI, La tela di Penelope. Storia della Seconda Repubblica, Laterza, Roma-Bari, 2012 e R. GRITTI, Frammenti di Seconda Repubblica, Edizioni Nuova Cultura, Roma, Cfr. tra gli altri, G. MAZZOLENI e A. SFARDINI, Politica pop. Da Porta a Porta a L isola dei famosi, Il Mulino, Bologna,

20 8 Una scelta retorica presente nella comunicazione politica del Movimento 5 Stelle, ma anche in Rivoluzione Civile, Scelta Civica o Fare - Per fermare il declino. 9 Tale organizzazione si è poi sciolta lasciando posto all AOI (Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale) formatasi anche grazie a questa iniziativa. 10 In letteratura il concetto di framing assume un accezione multidimensionale e multilivello, soprattutto in riferimento alle dimensioni comunicative e della decisione politica (e delle relazioni tra tali aspetti); ponendo anche non pochi problemi in termini di operazionalizzazione del concetto, vista una certa indeterminatezza teorica in cui si muovono molti degli studi che hanno utilizzato il framing come principale chiave di lettura. Non è questa la sede per riassumere le diverse concezioni né per indirizzarsi esclusivamente su una di esse; per una rassegna e per una nostra proposta, ci permettiamo di rimandare a Bruno Cfr. anche Barisione Sul frame ci limitiamo a segnalare solo alcuni contributi determinanti: Entman 1993; Gamson, Modigliani 1989; Gamson 1992; Reese, Gandy, Grant Il sito della campagna precisa come l operazione sia legata ai meccanismi della legge elettorale: «Per questo, non potendo scegliere i candidati, i cittadini dovrebbero avere almeno l opportunità di scegliere le idee che vorrebbero vedere sostenute dai prossimi governanti. Per la prima volta in Italia viene indetta una grande consultazione popolare con lo scopo di promuovere e valorizzare soluzioni concrete nell ambito della cultura, del paesaggio, dell ambiente». 12 Qui, naturalmente, il riferimento d obbligo è alla riflessione di Michel Foucault sulle forme di controllo, selezione, organizzazione e distribuzione delle conoscenze, del sapere e dei saperi (Foucault 1972, 10). 13 Questa riceve una copertura di maggiore peso: viene citata da un editoriale in prima pagina di Gian Antonio Stella. 14 Il «monitoraggio delle trasmissioni radiotelevisive» è uno dei compiti attribuiti dalla legge all Autorità (n. 249/31 luglio 1997). Tra le attività di «raccolta sistematica dei dati e informazioni sui programmi trasmessi dalle emittenti» vi è appunto la «verifica dello spazio che i soggetti rappresentativi delle diverse articolazioni della società hanno nella programmazione e il tempo che dedicano alla trattazione dei diversi temi oggetto di dibattito pubblico» (http://www.agcom.it/default.aspx?message=contenuto&dcid=252). 15 Così definito nei documenti di presentazione dei risultati della rilevazione: «indica il tempo in cui il soggetto parla direttamente in voce. Per soggetto si intende in questo caso ogni singolo esponente. La somma dei tempi di parola dei singoli soggetti va a costituire il tempo di parola complessivo di ciascuna micro-categoria e, quindi, della macro-categoria di riferimento» (http://www.agcom.it/default.aspx?message=contenuto&dcid=620). 16 La rilevazione, realizzata dal marzo 2012 dalla società GECA, è compiuta sia sull intera programmazione informativa che su tutti i Tg nazionali. Purtroppo i dati sono presentati, contrariamente alle indicazioni nazionali e internazionali sugli open data, in forma chiusa (con formato pdf) e dalla ardua elaborazione, riaggregazione e disaggregazione. Gli unici dati presenti con una sufficiente aggregazione, seppur frazionati per mese, computa i telegiornali RAI (Tg1, Tg2, Tg3, Rai News) e Mediaset (Tg4, Tg5, Studio Aperto, TgCom24) nelle edizioni principali (due edizioni quotidiane di ogni tg, quella di day-time e di prime-time). 17 Si tratta della macro-categoria 11 comprendente: l associazionismo ambientalista; per la solidarietà sociale; per la difesa dei diritti; per la tutela dei consumatori; per la tutela degli immigrati, minoranza etniche e linguistiche, etc.; le Associazioni e movimenti cattolici; gli «Esponenti di movimenti, associazioni di base, centri sociali» e la residuale «Altro». 18 Utilizziamo, come esempio, il mese di maggio del 2012: durante quel periodo più di venticinque ore (25h54 38 ) sono state dedicate agli interventi in voce di tutti i soggetti comparsi sui tg nazionali, mentre nel loro insieme agli esponenti delle associazioni sono stati concessi secondi per intervenire sui Tg Rai, 9 12 su quelli Mediaset, per un totale di pari all 1,01%. Solo per fornire termini di paragone, nello stesso mese il tempo di parola dei soggetti e organi costituzionali è stato di 3h44 43 (pari al 10.49% del totale) mentre quello di «partiti, movimenti politici, esponenti di partito» 4h33 18 (12.75%) e delle forze armate e di sicurezza pubblica poco più di un ora (1h01 37, 2.88%). Categoria, quest ultima che comprende Esercito, Marina, Aeronautica, carabinieri, Guardia di Finanza, Prefetti, Polizia, Vigili del fuoco, Guardie forestali, Guardie carcerarie, etc., Protezione civile (anche C.R.I. e altre Associazioni di volontariato della Protezione civile), Vigilanza. 19 In questo caso l appello ai candidati («Qualità nell assistenza») viene direttamente preparato per essere sottoposto ad esponenti di Pd, Udc, Pdl, Sel, Lista Monti, M5S in un incontro pubblico tenutesi il 12 febbraio 2013 a Bologna. 20 Il resoconto dell avvenimento non trova posto nel sito ufficiale dell iniziativa ma in quello ufficiale del coordinamento delle organizzazioni (ongs.it). 20

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