D buono,flbrutto e il cattivo

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4 D buono,flbrutto e il cattivo ufi i-i J! I fi di MARIOLINA NOTARGIACOMO Affermando di voler utilizzare questo tintolo nella sua campagna elettorale per rendere al meglio la distinzione tra lui, Johnson e Nixon, Bob Kennedy lo citò in un discorso. "Il buono, il brutto, il cattivo", celebre film firmato Sergio Leone, ha ispirato, in qualche modo, anche noi. Che ieri abbiamo avuto modo di vedere, uno accanto ali 'altro, John Elkann, Sergio Marchionne e Matteo Renzi. Nessuna competizione tra loro. L'intesa pare siaperfetta a differenza di quanto, invece, si racconta nel film o come tra i tre candidati alla Casa Bianca. Nonostante la diversità dei ruoli - senza contare le w i differenze culturali e caratteriali, per non parlare dell'aspetto - iprotagonisti della giornata di ieri, vissuta alla Fca-Sata di Melfi, si sono imposti alla grande riuscendo a conquistare la scena mondiale pur trovandosi in piccolo centro del Sud del Paese. Ed il loro si è rivelato un successo. Un pò ' come avviene nella nota pellicola degli anni Sessanta. Mentre all'esterno incombe la guerra, in questo caso dei giudizi e dei commenti, più o meno strumentali, all'interno di questo mondo, fatto di grandi numeri e di importanti progetti per il futuro, i nostri tre avventurieri perseguono il loro fine istituzionale. Sempre sorridente e, fin troppo spesso, accondiscendente, al presidente della Fiat Chrysler Automobiles assegniamo naturalmente quello che fu il ruolo di Joe, interpretato da Clini Eastwood, il "buono". In società con il "brutto" Eli Wallach detto anche Tuco, Joe fa buoni affari seguendo strategie complesse. Dunque, spiegato l'abbinamento del "brutto " a Marchionne, nulla a che vedere con l'aspetto esteriore, s'intende. Ci resta Renzi, il "Sentenza", nel film di Leone interpretato da Lee Van Cleef alla ricerca di un'ingente somma di denaro. Tra mito e leggenda è la storia che si sta scrivendo oggi e che vede questi tre personaggi viverla in buona aderenza con quella dei protagonisti dell'opera cinematografica.

5 Il ceo di Fca incalza anche la politica: "Tocca a loro darsi da fare, richiami ne sono stati fatti, ma io non posso occuparmi di tutto" Marchionne annuncia altre mille assunzioni e alle istituzioni lucane chiede infrastrutture di MARIOLINA NOTARGIACOMO MELFI- "Guadagnando un po' di soldi dovremmo subito pensare a nuovi mercati e nuovi investimenti". Sergio Marchionne pensa già al domani. Senza farsi ammaliare dal presente, lancia il suo sguardo altrove. Non può essere altrimenti. Innovazione e cambiamento sono le parole d'ordine che scandiscono il lavoro di chi ha a che fare con il mercato dell'automotive. In tal senso di passi in avanti rispetto al passato ne sono stati fatti. La congiuntura economica mondiale non ha prevaricato. Tutt'altro. La sua influenza ha rappresentato per Fca una fase di passaggio attraverso la quale si è progettato il futuro. Prospettive neppure tanto lontane e di cui oggi se ne comincia ad assaporare qualche risvolto, fatto di numeri importanti e cose concrete. A partire dalle 400mila autovetture da realizzare nello stabilimento Fca-Sata di Melfi entro l'anno. Sino ai circa duemila neo ingressi annunciati dal manager italo-americano. Con assoluta fierezza Marchionne ha assicurato un incremento sostanziale della forza lavoro in fabbrica. "Per rispondere all'attuale richiesta del mercato - ha dichiarato ieri - è necessario mantenere ritmi intensi di produttività. Contiamo di assumere altri mille lavoratori entro fine anno". La riorganizzazione del lavoro, con una ritmica portata a 20 turni, e l'incremento del personale garantiranno il raggiungimento degli obiettivi posti nel piano industriale 2014/2018. Dopo aver dotato lo stabilimento lucano di un impianto altamente tecnologico, all'interno del quale sulla stessa linea si realizzano due modelli differenti di autovetture, la Jeep Renegade e la 500X, l'amministratore delegato di Fiat Chrysler continua a parlare di rilancio e di muovi investimenti. Un miliardo e mezzo quello messo sul piatto dal colosso interna-

6 zionale, servito a far sbarcare i propri prodotti sui mercati mondiali con volumi di immatricolazioni mai raggiunti in così breve tempo nella storia del Gruppo industriale. L'indebolimento dell'euro ha fatto la sua parte, ma Marchionne ha le idee chiare circa quello che sarà lo scenario futuro del comparto. Di qui l'invito ad un necessario adeguamento, avanzato dal ceo nei confronti di politica, istituzioni e sindacati. Incassato l'appoggio del Governo, e la visita del premier Renzi è stata la dimostrazione di un asse ben consolidato tra Palazzo Chigi e la multinazionale dell'automotive, Marchionne tenta di smuovere le acque anche con le parti sociali alle quali ribadisce l'importanza di una trattativa che sia il più possibile snella e che, come spesso è accaduto, non ingessi il sistema. "Un sindacato unico sarebta velocità. E su cui invita a salire le istituzioni locali. Dal suo insediamento in Basilicata, la Fiat ha dato tanto alla regione. A distanza di oltre ventanni, però, sono stati piuttosto scarsi i segnali di condivisione di questo progetto industriale da parte delle istituzioni locali. Alla nostra domanda su cosa c'è da chiedere alla politica locale, Marchionne è chiaro: "Bisogna creare le infrastrutture che ci consentano di mantenere i ritmi operativi ad oggi impostalitica darsi da fare". In compagnia di Renzi ieri c'era anche il ministro alle Infrastrutture, Graziano Del Rio. Una presenza che fa ben sperare circa un possibile sostegno in tal senso del governo centrale. E' lo stesso Marchionne ad assicurarlo: "Abbiamo martellato il ministro con una serie di richieste - ci confida - è necessario il suo aiuto affinché si facilitano le esportazioni. Le stesse che oggi vedono per la prima volta lo stabilimento lucano quale punto di riferimento del mercato dell'auto in ambito mondiale". be la strada su cui immettersi - ha scandito, rispondendo alle provocazioni della stampa - così come già avviene in molti Paesi in cui il mercato dell'auto tiene ed è ben consolidato". Marchionne è un treno in corsa. Ad alti nello stabilimento lucano, senza le quali non si va da nessuna parte. Di richiami ne sono stati fatti, anche in precedenza - sottolinea l'ad Fca - ma io faccio il metalmeccanico non posso occuparmi di tutto, spetta a loro, tocca alla pò-

7 Trasportano auto, componentistica e rottami ferrosi il che equivale a camion in meno su strada Ogni nx*se KM) tixiii merci ckiilo stabiìiinento MELFI- Partono da San Nicola di Melfi e attraversano l'italia fino al porto di Civitavecchia, Torino, Verona e attraverso i transiti-di Modane e Domodossola arrivano in Francia e Germania. So- '. no i treni merci di Trenitalia Cargo die dal cuore della Basilicata trasportano auto, componentistica auto e rottami ferrosi destinati ai mercati europei e d'oltreoceano. Dallo scalo lucano ogni mese partono 100 traili merci il che equivale a camion in memo su strada, considerato che ogni convoglio è capace di trasportare il carico di 29 mezzi pesanti. Nel primo quadrimestre SOI 5 Trenitalia Cargo ha registrato in Basilicata un vero e propriohoom del volume del traffico merci con un incremento del 200% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A credere nel trasporto merci su rotaia e avvalersi del supporto tecnico-logistioo di Trenitalia Cargo in Basilicata sono grandi realtà industriali: Fca Italy, Grimaldi, Sit Logisties, Valenzano,, aziende che hanno scelto un modello di trasporto: vincente in termini di.efficacia, e di salvaguardia dell'ambiente.

8 MELFI- Il 2015 ha segnato il record per la soglia occupazionale (l'organico attuale è di persone, di cui assunti nei primi cinque mesi). Con circa 400mila unità, invece, i volumi previsti per la produzione del 2015 faranno segnare il secondo livello più alto nella storia dello stabilimento dove si realizzano la Jeep Renegade, la Fiat 500X e la Fiat Grande Punto. Attualmente i circa lavoratori dello stabilimento lucano operano con un nuova organizzazione a quattro squadre e venti turni a settimana, con una capacità produttiva di vetture al giorno. Il 78% dei lavoratori dello stabilimento lucano proviene dalla Basilicata, il 20% dalla Puglia e il 2% da altre regioni. Nel 2015 oltre i nuovi assunti sono stati temporaneamente trasferiti 475 lavoratori da altri stabilimenti: 264 da Cassino, 160 da Pomigliano e 51 dalla Magneti Marelli di Napoli.

9 Il sindaco Valvano: "Favorire e replicare una serie di investimenti coraggiosi come quelli di Fca significa promuovere lavoro" "V un'iniezione di fiducia" PitteHa sodisfatto per kparok René: ci b ferma vobnà iriportarela nostra regbne al cento èieuropa * * - * -...! -i m MELFI- Lo si è subito notato. Gli unici due uomini politici lucani presenti in Sata Fca Melfi per la visita del premier Matteo Renzi (accompagnati dal presidente Elkan e dall'ad Marchionne) sono stati il governatore della Basilicata, Marcello Pittella, ed il \ sindaco di Melfi, Livio Valvano. Come dire, il minimo indispensabile per garantire la partecipazione delle istituzioni a livello strettamente territoriale. Pittella e Vavano sono stati prodighi di dichiarazioni, naturalmente un po' tutte improntate alla fiducia e soprattutto alla soddisfazione. "Rappresenta un irrobustimento della fiducia che indica la ferma volontà di ri- ~ ~~ ~~ ~ portare la nostra regione al centro dell'europa - ha detto Pittella al suo ingresso nello stabilimento auto di San Nicola di Melfi e poi l'ha ribadito nel dopo visita -. Tanto più che ci sono state precisi impegni nella direzione di investire e puntare sullo sviluppo dell'economia lucana e del Mezzogiorno, partendo proprio dal settore strategico dell'auto-motive. Quello che ha riportato Melfi anche al centro del mondo". "Devo prendere atto con piacere che Renzi ha avuto modo di assicurare di tornare in Basilicata nei prossimi mesi e possibilmente sin dal prossimo mese di settembre. Per una visita istituzionale, e non privata come questa di oggi (ndr, ieri per chi legge), sui temi nevralgici e spinosi della

10 nostra realtà regionale. E' giusto che il premier sia venuto a Melfi a raccogliere un risultato straordinario della sua azione di governo, a valle della riforma del mercato del lavoro, con il Jobs Act, che vede a Melfi gli indici più positivi sul fronte dell'occupazione", ha sottolineato il presidente Pittella. Che ora può sentirsi autorizzato a predisporre una sorta di elenco di emergenze da presentare dopo la prossima stagione al titolare di Palazzo Chigi, giunto a Melfi dopo tre suoi predecessori: Ciampi, Berlusconi e Monti. Pure il sindaco di Melfi, Livio Valvano, ha espresso valutazioni entusiastiche sulla visita di Renzi. Il perché? "Melfi con Fca partecipa al campionato del mondo. Favorire e replicare una serie di investimenti coraggiosi come quelli di Fiat Chrysler significa promuovere lavoro. Questo è il ruolo delle Istituzioni e della sinistra moderna che vuole governare anziché protestare", ha detto tutto d'un fiato il primo cittadino di Melfi. "L'attenzione di Renzi e dei vertici Fca, Marchionne ed Elkann per lo stabilimento di S. Nicola testimoniano che Melfi, la Basilicata e l'italia partecipano al campionato del mondo, visto che le auto prodotte vengono esportate su tutto il pianeta". Livio Valvano con il presidente Pittella, ha incontrato il premier Renzi, il ministro per le Infrastrutture Graziano Deirio ed il consulente del Governo per economia e finanze Andrea Guerra. "Dobbiamo imparare ad interpretare il nuovo paradigma della competizione globale e del welfare - ha concluso Valvano - con strumenti nuovi soprattutto ad una velocità diversa come quella che simpaticamente abbiamo colto ieri con la visita di Renzi che ha voluto abbracciare i lavoratori in carne e ossa dentro lo stabilimento". (C.Car)

11 Laconizza: con Renzi c'è da discutere seriamente POTENZA- "Siamo a tre giorni dal voto, Renzi viene a Melfi per parlare al Paese. Che sia una iniziativa elettorale o comunque una scelta di un presidente del consiglio che vuole lanciare un messaggio di fiducia agli italiani, credo che per noi lucani sia un fatto positivo: dal Sud, dalla Basilicata si parla al Paese e al mondo per ciò che Fiat ha fatto in questi anni". Così il presidente del consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, in un post pubblicato su facebook, in riferimento alla visita del premier, Matteo Renzi, nello stabilimento lucano della Fca. "In questi anni, non tutti, ricordiamolo, erano dalla parte della ripresa della Fiat - ha proseguito Lacorazza - anzi la cassa integrazione avviata due anni fa era, per alcuni, quasi il segno del possibile declino anche dello stabilimento Fiat. Ora questa ripresa, questa ripartenza è positiva per la Basilicata e per l'italia; evitiamo, però, di farne il campo ideologico di un nuovo conflitto tra capitaleelavoro". "Forsenon è male che Renzi oggi annunci una nuova visita, in Basilicata, con più tempo e non a tre giorni dal voto. C'è da discutere seriamente - secondo Lacorazza - di risorse naturali (petrolio e acqua), di infrastrutture, di ambiente, di un nuovo rapporto tra noi e lo Stato che la vicenda dello 'Slocca Italia' e la riforma del Tìtolo V della Costituzione potrebbe compromettere". Riferendosi alla prossima visita annunciata ieri dal presidente del consiglio, Lacorazza ha ricordato che "questi sono i temi della nostra agenda, l'agenda dei lucani nella convinzione che con Melfi, Matera e le risorse naturali" Renzi "si renderà conto che Cristo ha superato Eboli".

12 Latronico: "Lucanizzare la Fìat? Sappiamo tutti come è andata" MELFI- "Il presidente Renzi ha scelto con la sua visita a Melfi di non affrontare le problematiche di una regione del Sud, la Basilicata, che paga pesantemente i riflessi della crisi anche perla mancanza di politiche a favore dello sviluppo del Mezzogiorno". Lo ha dichiarato il deputato lucano di Forza Italia, Cosimo Latronico. "Ricordo che alla inaugurazione della Fiat negli '90 l'ambizione degli amministratori lucani del tempo era quella di lucanizzare la Fiat, nel senso di renderla la tessera di un progetto industriale che riguardasse l'intera regione e le sue aree produttive. TUtti sappiamo come è andata". "Naturalmente - aggiunge Latronico - siamo lieti della ripresa produttiva dello stabilimento, dopo anni di cassa integrazione, ci auguriamo che Fiat si leghi ai destini produttivi della nostra regione e del nostro Paese. Resta però la necessità di conoscere da parte del governo Renzi una strategia di sviluppo per il Mezzogiorno che crei le condizioni per una ripresa degli investimenti e del lavoro. Non vanno in questa direzione la sottrazione delle risorse destinate ai fondi strutturali che di recente il governo Renzi ha tolto al Meridione per finanziare il bonus occupazione allocato prevalentemente nel nord del Paese".

13 Ito gb spintoni dà giornalisti la grande dts)(mil)ilita(limar'l)i(hiik'wlelkiiii] dì CLKMKNTH CARU.OCI T utto secondo le previsioni della vigilia. lì cioè sostanzialmente bene, un pò ' al contrario di quanti si erano affannati anche a dire "Ma cosa viene infondo a fare?". Salvo qualche momento di vero trambusto in più del dovuto quando alle transenne dei giornalisti si sono avvicinati i big della politica, con il premier Renzi in testa, e dei vertici di Feci, con un Johnn Elkan, il presidente, sorridente con tutti e specialmente con gli operai ( "è più simpatico del nonno Gianni Agnelli e per questo ci piace incontrarlo quando possibile", hanno detto) ed un Sergio Marchionne, il potente Ad, stavolta più disponibile a parlare con i giornalisti giunti da ogni parte d'italia. Per carpire ogni minima parola, ci sono stati purtroppo pure tra inostri stessi colleghi tanti spintoni. E' stato comunque molto più importante notare come Marchionne e Elkan siano stati abili, perfetti padroni di c:cisa. E che padroni di casa! A II 'atterraggio dell 'elicottero presidenziale, poi ripartito con lo stesso Renzi alla volta di Olbia, grande curiosità. Il primo ministro italiano è stato accolto come una vera star. Ed è significativo che i più felici e plaudenti siano stale le tute blu di Sala. I piani di vero rilancio produttivo di Melfi è in stato d'attuazione. Si dovrei andare avanti con gli stessi ritmi attuali per almeno un altro biennio. Ed è quanto detto da Sergio Marchionne a proposito del previsto programma di lavoro per il top produttivo e le assunzioni di altri due mila lavoratori, in aggiunta a quelli già ora con contratti interinali. Che nel corso del 2015 dovrebbero essere in larga parte assunti in modo definitivo. Marchionne vuole che Sala Melfi si metta nelle condizioni di costruire 400 mila auto all'anno. Anche subito. Ce la si farcì? I sindacati di categoria, sia confederali che autonomi, dicono di volerci pure credere. Anche se ieri non sono stali ammessi in fabbrica ad un sia pur minimo confronto con Renzi e Marchionne. Ipiù diffidenti? Sono della Fiom Cgil. Chiedono verifiche e conferme certe, trasparenti e continue sul futuro di Feci Melfi. Le otterranno? Auguriamoci di si. Nel nome della crescita dei livelli produttivi e occupazionali. Dopo tantissimi mesi di forti tribolazioni per gli operai con il lunghissimo e snervante ricorso a Cig, Cigo e Cgs.

14 Falotìco (Cisl) critico con Renzi: "E' la prima volta che un premier in visita non incontra i sindacati" "Ci siamo presi gli sputi, ma abbiamo fatto rinascere la Fiat" f9?««sr..< 3 K «Biffi?-»* mtm MELFI - La visita del premier Matteo Renzi allo stabilimento Fca di Melfi ha fatto storcere il naso ai sindacati, non invitati a partecipare. E il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, mostra tutto il suo disappunto: "È la prima volta - evidenzia Falotico - che un capo di governo in visita nella nostra regione non sente il bisogno di ascoltare i rappresentanti dei lavoratori, in particolare quelle sigle sindacali, come la Cisl, che hanno reso possibile la rinascita di Fiat firmando accordi impegnativi e prendendosi gli sputi. È arrivato il momento che Benzi la smetta di fare di tutta l'erba un fascio perché ci sono sindacati e sindacati, anche Marchionne ha capito che ci sono organizzazioni con cui si può discutere e fare accordi che tengono insieme competitività delle aziende e diritti dei lavoratori. Solo il presidente del consiglio non lo ha capito o fa finta di non capirlo per restare coerente alla sua linea antisindacale preconcetta e ideologica". "A Renzi avremmo fatto notare che i posti di lavoro creati a Melfi - continua Falotico - non sono farina del suo Jobs Act, come va dicendo, ma il frutto degli accordi sindacali che noi abbiamo firmato e degli investimenti che quegli accordi hanno reso possibile. Invece di infilarsi in discussioni sterili sul sindacato unico, ipotesi che ovviamente rispediamo al mittente, il presidente del consiglio farebbe bene ad impiegare il suo tempo, che poi è il tempo del governo della nazione, su come rilanciare i consumi con una vera riforma fiscale e come sostenere le aziende italiane con una seria politica industriale". Falotico non risparmia critiche anche alla Regione per il mancato decollo del campus per l'innovazione di Melfi. "Circolano sempre più insistentemente voci circa il rischio che il tanto agogna-

15 to campus, mai entrato realmente in funzione, possa finire in Abruzzo. Se una tale ipotesi dovesse rivelarsi veritiera - commenta Falotico - sarebbe uno smacco per tutta la classe dirigente di questa regione che dimostra di non aver colto a pieno l'importanza di un'opportunità come la presenza di Fca sul nostro territorio, a differenza di altre realtà come il Piemonte che ha investito e continua ad investire molto nella filiera della ricerca applicata al settore automobilistico". Il segretario nazionale della Firn Cisl, Ferdinando Uliano, invece, ricorda al premier Renzi che "tutto quello che sta avvenendo a Melfi è il risultato delle scelte che la Firn Cisl ha fatto: la prima il 30 ottobre 2012 al Lingotto nell'incontro con Marchionne dove si è deciso il nuovo piano industriale in Italia, con l'assegnazione allo stabilimento lucano dei due nuovi modelli, 500x e jeep Renegade, e circa 1 miliardo d'investimento. La seconda il 26 febbraio 2015 nell'accordo sindacale dove vengono istituiti i 20 turni, al secondo capoverso l'azienda s'impegna alla scadenza del contratto di somministrazione, luglio 2015, alla stabilizzazione a tempo indeterminato. Ora siamo impegnati nella trattativa per rinnovo del Contratto, e oltre al salario porteremo anche una risposta in termini di riduzione d'orario ai lavoratori che fanno i 20 turni.

16 La Uilm-Uil: "Il polo dell'auto lucano va potenziato" "Marchionne chiarisca l'annuncio sui nuovi mille posti di lavoro entro lafinedell'anno" MELFI - Per la Uilm-Uil, "le mille nuove assunzioni entro la fine dell'anno nell'intero comparto automotive di Melfi annunciate da Marchionne sono sicuramente l'elemento più importante della visita del Premier Renzi a Melfi. Un annuncio però che deve essere precisato e spiegato in tutti i suoi passaggi per verificare se risponde alla proposta-sollecitazione di Uil e Uilm che continuano a ritenere che solo attraverso gli accordi che mirino a potenziare il polo dell'auto lucano si può garantire qualità del prodotto e livelli di produzione adeguati. Non ci accontentiamo dei 1500 posti già raggiunti. Melfi deve diventare il luogo di sperimentazione delle nuove tecnologie ecocompatibili anche per ridare un ruolo strategico all'indotto Acm all'interno del triangolo produttivo Pomigliano - Cassino - Melfi. Alla Regione spetta il compito di individuare politiche industriali efficaci e dare attuazione ai processi di riforme adeguati a partire da quelle dei Consorzi industriali (con l'area San Nicola al centro) per accompagnare i programmi nel settore automotive. Per Uilm e Uil dopo la visita di Renzi a Melfi si apre una fase nuova per dare sostanza alla politica industriale, concentrandosi di conseguenza anche sul rinnovamento generale della cultura organizzativa, cioè su quello dei vertici delle imprese, delle istituzioni economiche e sociali, sindacati inclusi. Per noi l'impresa non è un luogo di antagonismo, ma un contesto di approccio al benessere comune". Oggi a Rionero è prevista la riunione del coordinamento Uilm del Centro Sud, a cui parteciperanno tutti i delegati Fca del Centro Sud. Scopo dell'incontro è illustrare ai delegati Fca degli stabilimenti meridionali tutte le novità relative all'accordo siglato con Fca e Cnhi, lo scorso 22 maggio in materia di premialità e diritti sindacali.

17 Zenga (Fismic): "Il rilancio della Fiat non basta" "Se Renzi fosse arrivato in auto si sarebbe accorto delle strade pietose" MELFI - "Oggi non si parlerebbe di Melfi se non ci fossero stati sindacati come la Fismic a sottoscrivere gli accordi, a partire da quello di Pomigliano, e a recepire il modello vincente del cosiddetto 'Piano Marchionne'. E' quanto dichiarato in una nota dal segretario generale della Fismic Basilicata, Antonio Zenga. "I lavoratori di Melfi - prosegue Zenga - non solo hanno dimostrato di reggere bene i 20 turni e sostenere la qualità delle auto, ma sono anche pronti ad accettare la sfida lanciata oggi dall'ad Marchionne di superare quota 400 mila vetture. Una giornata, quella di oggi (ieri,ndr), definita "di festa" dal Presidente della Regione Basilicata Marcello Fittela, a cui però fa eco la Fismic: "Non sappiamo se Httella sia giunto a San Nicola di Melfi in elicottero come il Presidente del Consiglio ma, se fosse arrivato in auto, come fanno tutti i giorni i lavoratori dello stabilimento, si sarebbe accorto dello stato pietoso in cui versano le strade": questo il commento del Segretario Fismic Zenga, che insiste sulle carenze infrastruttura]! dell'area industriale di Melfi. "A Melfi si producono le Jeep e le 500 X per il mercato globale e da qui l'industria automobilistica italiana sta diventando una delle più forti del mondo, come ha detto il Premier. Ma questo non basta. - sottolinea Zenga - Non si può costringere l'industria a insediarsi o a non abbandonare il nostro territorio se non ci sono le strade, la ferrovia, l'aeroporto". "Il fatto che una grande multinazionale decida di investire in Basilicata e che più di diecimila lavoratori al giorno si spostino verso Melfi, anche da altre regioni, dovrebbe indurre le classi dirigenti di queste Regioni a ragionare su come creare le condizioni migliori di contesto per favorire nuovi investimenti che rendano il territorio efficiente e competitivo".

18 L'UgI: ora ha potuto vedere che la Basilicata non è solo petrolio MELFI - "Renzi finalmente ha avuto modo di vedere da vicino che la Basilicata non è solo petrolio ma Regione composta da persone che con immensi sacrifici lavorano contribuendo nel rilanciare l'economia italiana. Se non si considera il Sud, l'italia intera non parte e come da Melfi tanto si è fatto per far diventare l'industria italiana più forte nel mondo grazie ai lavoratori di questa fabbrica e al loro coraggio, tanto si può fare per risollevare il nostro Paese". Lo hanno detto i segretari dell'ugl Basilicata Giovanni Tancredi e Pino Giordano in occasione della visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi nello stabilimento Fca di Melfi. Per i sindacalisti, "Renzi sa benissimo che il lavoro non si crea con le chiacchiere, tutti devono prendere esempio dalla grande strategia dell'ad Fca Marchionne che unitamente a noi sindacato, ha potuto e voluto scommettere sul rilancio dalla Basilicata e di quello che oggi e il colosso dell'auto Italiana nel Mondo. L'Ugl ha condiviso con il Lingotto ed alle altre oo.ss., accordi che sembravano anche impopolari - proseguono i segretari Ugl - consapevoli del rischio alto ma, è risultato vincente. L'annuncio di altre mille assunzioni nel comprensorio di Melfi, dà ragione alla Basilicata composta da una forza lavoro eccellente capace di spingere ad alti livelli uno stabilimento che funziona e che quotidianamente scrive belle pagine di storia lavorativa".

19 Davanti i cancelli della Fca Sata la protesta di 5 ex tute blu di Pomigliano "Noi licenziati fi A,X MELFI - Una protesta fatta di colori quella messa a punto da alcuni rappresentanti dell'associazione sindacale nazionale e intercategoriale denominata Sindacato Intercategoriale Cobas (Si Cobas), componenti del comitato di lotta dei cassintegrati e dei licenziati Fiat. Fuori dai cancelli dello stabilimento Fiat, infatti, ieri mattina, oltre al senatore della Sei Giovanni Barozzino, anche un gruppo di lavoratori, che ha deciso di indossare delle maschere da clown con il volto di Renzi e nasi da pagliacci. La loro è una storia particolare, finita sulle colonne delle testate nazionali. "Siamo in cinque oggi (ieri - ndr), tutti licenziati Fiat a Pomigliano da giugno m Mardiionne per il suo suicidio 71 dell'anno scorso in relazione a dei suicidi avvenuti in un reparto confine perché 316 operai furono trasferiti in un "confine" a Nola. Si suicidarono - raccontano - due nostri compagni a distanza di pochi mesi. Uno si chiamava Beppe De Crescenzo e l'altra Maria Baratto. Inscenammo una protesta in forma caricaturale proprio come oggi per mettere a nudo la questione dei suicidi. Ci inventammo questo finto suicidio di Marchionne e il dottor Marchionne decise di licenziare cinque di noi. Noi siamo qui - aggiungono - per dire che a Pomigliano, come Termoli e Mirafiori ci sono ancora migliaia di operai in cassa d'integrazione e ci sono ancora licenziamenti. Nella stessa provincia di Potenza - affermano - ci sono oltre Smila esuberi in varie aziende della zona. Non c'è niente da festeggiare. Siamo qui dalle 5 di questa mattina, abbiamo distribuito circa 3mila volantini". Nel mirino della protesta Marchionne e Renzi. "Marchionne è uno sconfitto, la conferenza stampa - sostengono - la deve fare insieme ai capisquadra e ai team leader, ma gli operai che "schiattano" 7 giorni su 7 sulla catena di montaggio immagino gliene diranno qualcuna. Credo che Renzi - concludono - il voto se lo possa sognare", (mi.rus.)

20 (ori antifascisti davanti i cancdli e qualcuno strappa la bandiera di Eamnm THcoIore fi di MICHEL ANGELO RUSSO. POTENZA - Bandiera strappata, clima pesante e il segretàrio regionale di Fiamma Tricolore Giù- ; seppe Fossa è costretto ad abbandonare il presidio di : protesta. Brutto episodio a Melfi ieri mattina durante la, manifestazione di dissenso nei confronti del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. A spiegarci cosa è accaduto il diretto 1 interessato. Cosa, è successo Fessa?. "Questa mattina (ieri-ndr) desideravamo far sentire il nostro dissenso a Renzi in linea con quanto già fatto in passato. A ; Melfi abbiamo deciso di esporre la nostra bandiera, anche perché e 'erano bandiere dei 5Slelle, di Sei e dei Cobas. Mentre mi intrattenevo a parlare con alcuni responsabili della Digos, mi sono reso conto che la bandiera non c'era più. La polizia mi ha riferito che alenili soggetti l'avevano strappala, lasciandola per terra". Dove ha ritrovato la "bandièra? "Sull'asfalto, a terra. Contestualmente sono iniziali anche dei cori antifascisti e la Digos mi ha invitato a non esporre più la mia bandiera. Mi è stala quindi negala la libertà di esporre la bandiera. TIo sentito leso il mio diritto di poter manifestare. Devo dire che ho ricevuto la solidarietà di Giuseppe Di. Bello. Ma a quel punto ho ritenuto giusto andarmene ", Chi sarebbero gli autori del gesto? : "La polizia mi ha detto che alcune persone si sono staccale dal presidio davanti al cancello li della Fiat, strappando la bandièra. Dovrebbero essere dei militanti della sinistra radicale. E' quello che ini ha riferito la Polizia '". Quindi Ita beii pensato di abbandonare la zó- "Si slava creando un clima pesanie e la Digos mi ha detto dinoti esporre più la bandiera. A quel punto me ne sono andato, anche perché mi è sialo consigliato di non. slare più lì perché sierano create delle condizioni che potevano lasciar temere perla mia incolumità fisica. Ritengo non fosse n> potentini però, anche perché a Potenzuci conosciamo. C'erano molli mani- Jéslanli con l'accento napoletano". Come l'ha presa? "Sono molto amareggiato. Pensavofosse n> cose ormai superale, che appartenessero agli anni '70". : A Renzi cosa avrebbe voluto dire? "Che deve avere più rispetto della Lucania, non definirci quattro comilalini come ha fatto in passalo".

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