GUIDA ALL ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI FRATTA POLESINE. Comune di Fratta Polesine

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1 GUIDA ALL ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI FRATTA POLESINE Comune di Fratta Polesine

2 GUIDA ALL ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI FRATTA POLESINE Maria Lodovica Mutterle Amelia Zagato

3 L Amministrazione Comunale, convinta dell importanza della conservazione e della divulgazione della memoria comune, prosegue con questa nuova pubblicazione l attività di tutela e valorizzazione dell archivio storico. Dopo la stampa dell inventario nella collana regionale degli archivi non statali della Regione del Veneto, questa Guida, con il suo apparato di riproduzioni fotografiche, costituisce un agile strumento di consultazione per chiunque voglia acquisire informazioni sulla storia istituzionale del Comune, sul municipio, sull archivio, sulla biblioteca legale d ufficio e sulle modalità di consultazione. Alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha sostenuto con convinzione gli interventi relativi all archivio storico, e alle autrici, che continuano ad impegnarsi con il consueto entusiasmo e con competenza per Fratta Polesine, il sincero ringraziamento dell Amministrazione Comunale. Il Sindaco Riccardo Resini

4 Fratta Polesine e la sua storia... pag. 9 L archivio storico comunale... pag. 17 La storia in Comune... pag. 23 I libri d archivio... pag. 31 Il palazzo municipale... pag. 35 La sala di studio... pag. 41 Modalità di consultazione... pag. 43

5 FRATTA POLESINE E LA SUA STORIA Fratta Polesine è un museo diffuso le cui teche più significative contengono reperti archeologici, opere d arte, palazzi e dimore signorili che testimoniano l importanza di un territorio e di una comunità che ha lasciato un segno non solo nella storia del Polesine ma anche in quella nazionale con la cospirazione carbonara e la figura di Giacomo Matteotti. In età proto villanoviana (XII-IX sec. a. C.) il nucleo abitativo di Frattesina è un importante snodo artigianale e commerciale con l Italia centrale, meridionale e il mare Egeo come attestano i reperti esposti nel Museo Archeologico Nazionale. Nel Medioevo Fratta si sviluppa attorno alla chiesa e diventa, con la costruzione di un castello (1142), un punto militare strategico e zona di scontro tra le famiglie che si contendono il dominio politico di Ferrara. All indomani della Guerra del Sale ( ), che ha ridefinito i confini tra Venezia e la dominazione estense, insediata nel territorio dal Medioevo, Fratta fa parte della Terraferma veneta e presenta una economia prevalentmente agricola e artigianale. La fertilità del terreno bonificato, la facilità di collegamento con Venezia garantita dalle vie fluviali insieme ad una vantaggiosa politica fiscale della Serenissima, favoriscono gli insediamenti agrari 8 9

6 Estratto della mappa estimi 1775 Presa Frattesina, copia conforme del 7 luglio 1864 ACFP, b. 422 Anche il fulcro della vita spirituale, la chiesa dei santi Pietro e Paolo, viene ampliata e adornata con cicli pittorici e statue marmoree. I primi segnali di un rivolgimento politico si manifestano fin dal giugno del Il vento dell esperienza democratico-repubblicana portata dalle truppe napoleoniche spazza via l organizzazione politico amministrativa della Serenissima sostituendola con i nuovi corpi municipali. Il 19 maggio del 1797 si costituisce la Municipalità di Fratta con Ramedello e Gognano. Con il trattato di pace di Campoformio (17 ottobre 1797) Napoleone ottiene il riconoscimento dell indipendenza della Redelle famiglie veneziane e la costruzione di palazzi e dimore come la villa palladiana Badoera, dichiarata dall Unesco patrimonio dell Umanità, e quella Grimani Molin ora Avezzù Pignatelli. Nel Cinquecento diventa, anche, luogo prediletto per intellettuali e letterati che amano coltivare lo spirito cortese e sono aperti all eterodossia e all esoterismo come Lucrezia Gonzaga e Giovanni Maria Bonardo. Tra il Seicento e l inizio dell Ottocento il centro di Fratta si abbellisce di altri pregevoli palazzi e ville costruiti da famiglie veneziane (Dolfin, Lippomano, Labia, Campanari) e da ricchi proprietari terrieri locali (Davì, Villa, Oroboni, Matteotti). pubblica Cisalpina e cede Venezia, con la Terraferma, all Austria che si insedia nelle terre venete il 23 gennaio La sconfitta austriaca a Marengo (1800) e la pace di Luneville (1801) riportano la dominazione francese in Italia fino al 1814, quando ritornano gli Austriaci e viene costituito il Regno Lombardo-Veneto. Le occupazioni straniere scatenano momenti di ribellione scomposta come le insorgenze contro la tassazione esagerata e la coscrizione obbligatoria (1809), la cospirazione carbonara di cui Fratta fu un focolaio importante nella storia nazionale (1818) e la breve parentesi della Repubblica democratica (aprile-giugno 1848)

7 Organigramma del Comune di Fratta, 1835 ACFP, b. 10, fasc. 1 Le truppe austriache lasciano Fratta alla fine di giugno del 1866 dopo la conclusione della III guerra di Indipendenza. Nel mese di ottobre il Regno Lombardo- Veneto viene unito al Regno d Italia. Nel plebiscito i cittadini di Fratta si esprimono all unanimità per l annessione. Nel 1867 Fratta assume il nome di Fratta Polesine per distinguersi da altri comuni omonimi. Nel 1871 ha abitanti ed è un paese a vocazione prevalentemente agricola. Gli avvenimenti più significativi che connotano la storia polesana di questi anni come la rotta dell Adige del 1882 con il conseguente allagamento di molte campagne e il fenomeno della protesta con- tadina della Boje del 1884, toccano solo marginalmente Fratta anche se la carestia diffusa e la povertà costringono molte famiglie all emigrazione, specialmente in Brasile, alla ricerca di condizioni di vita migliori. La contrapposizione politica tra i nascenti partiti politici e la drammatica situazione post-bellica, contrassegnata da disoccupazione e tensioni sociali, caratterizzano i primi decenni del Novecento. L evoluzione del fascismo in regime coinvolge direttamente la comunità di Fratta con la barbara uccisione del suo concittadino Giacomo Matteotti, esponente di spicco, a livello nazionale, del partito socialista e per diversi anni amministratore del Comune. Il suo corpo riposa dal 1924 nella tomba di famiglia nel cimitero di Fratta Polesine e la sua abitazione dal 2008 è stata trasformata in Casa Museo. Le conseguenze degli avvenimenti che tra i mesi di luglio e dicembre del 1943 comportano le dimissioni di Mussolini, il breve governo Badoglio, la soppressione del Partito nazionale fascista e la nascita della Repubblica Sociale di Salò condizionano anche la vita politica e sociale di Fratta: alla guida del Comune si succedono diversi commissari prefettizi, il territorio è presidiato da truppe germaniche e da un distaccamento della Brigata Nera Polesa

8 na ma non mancano gruppi attivi nella Resistenza. Il 22 aprile 1945 reparti alleati raggiungono Fratta Polesine e i militari tedeschi si ritirano definitivamente. Dopo la caduta del fascismo il Comune è retto da sindaci di nomina prefettizia. Le prime elezioni a suffragio universale si tengono a Fratta Polesine il 31 marzo In seguito allo svolgimento del referendum sulla forma istituzionale dello Stato del 2 giugno 1046, l Italia diviene una Repubblica democratica, retta dalla costituzione approvata il 22 dicembre 1947, in vigore dal 1 gennaio Con la disastrosa alluvione del Po del 14 novembre 1951, la disoccupazione cresce ulteriormente e si accentua il flusso migratorio verso le province industriali del Nord. La ripresa economica degli anni Sessanta interessa anche Fratta Polesine dove si sviluppa l artigianato calzaturiero, mentre oggi sono il turismo e la cultura il volano della valorizzazione e promozione del territorio

9 L ARCHIVIO STORICO COMUNALE L archivio del Comune di Fratta inizia a formarsi durante il periodo della dominazione francese, ma poche sono le carte di questo periodo oggi conservate. Nel luglio del 1809 la documentazione è distrutta durante l incendio provocato, come in altre località del Polesine, da frange della popolazione insorte contro la miseria e la vessatoria tassazione, mentre nel 1821, per disposizione dell autorità austriaca, l archivio della cessata municipalità è trasportato a Lendinara, presso l ufficio del Commissario distrettuale. Documenti dello stato civile della Comune di Fratta dal 1806 al 1815 sono conservati presso l Archivio di Stato di Rovigo, nel fondo dello stato civile napoleonico. L archivio comunale del periodo della dominazione austriaca inizia a formarsi nel 1816 ed è oggetto di numerosi traslochi per i frequenti cambi di sede della Deputazione Comunale che utilizza locali in affitto. Nel 1855 il Comune ottiene la restituzione di quasi tutti i documenti asportati dall archivio e requisiti l anno precedente presso l abitazione dell ex agente Giuseppe Monti. Nello stesso anno il Commissario distrettuale autorizza un primo intervento di riordino dell archivio, eseguito dall agente comunale Antonio Alvisaro. Documenti dell archivio comunale di Fratta degli anni Venti dell Ottocento 16 17

10 Mandato di pagamento, 8 gennaio 1807 ACFP, b. 1 sono conservati presso l Accademia dei Concordi di Rovigo, nel fondo Bellettato. Notizie sullo stato dell archivio comunale dopo l annessione al Regno d Italia sono fornite dalla Statistica degli archivi della regione veneta pubblicata nel 1880 a cura di Bartolomeo Cecchetti, direttore dell Archivio di Stato di Venezia e sovrintendente degli Archivi del Veneto, che fornisce la consistenza e dall Inventario dei beni mobili, crediti ed attività del Comune del 15 marzo 1880, che descrive dislocazione e arredi. Nella stanza dell archivio, all ultimo piano del municipio, che dal 1874 ha sede presso palazzo Campanari, vi sono due ar- chivi d abete, colorati, con inferriate, cassetti e scansie. Nella stanza del segretario ci sono un armadio di abete per registri di stato civile, con vetri e cassetto, un archivio di abete colorato, con vetri, cassetti a chiave e scansie e un canterale portacarte di noce; in quella dello scrittore un canterale portacarte, un archivio di abete con lastre, cassetti, scansie e uno scrittoio di abete per l anagrafe. L archivio consta di 538 pezzi: 256 buste, 136 registri, due disegni del 1841 e 144 mazzi di leggi e decreti. Nel 1898 il Commissario straordinario del Comune dispone il riordino dell archivio comunale secondo le disposizioni diramate nell anno precedente con la circolare Specifica delle spese per il trasferimento dell archivio comunale, 28 luglio 1821 ACFP, b. 15, fasc

11 Inventario dei beni mobili, 1829 ACFP, b. 24, fasc. 1 della Direzione generale dell Amministrazione civile del Ministero dell Interno. L incarico conferito ad Annibale Cavaliere, sotto la direzione e la sorveglianza del Segretario Comunale, comporta non solo l applicazione della nuova classificazione secondo le quindici categorie del cosiddetto titolario Astengo alla documentazione di quell anno, ma anche la riclassificazione di quella precedente, con la manomissione dell ordine originario dei documenti dell archivio, come verificatosi in molti comuni italiani. Nel Novecento l archivio, collocato nel seminterrato del municipio ed assicurato contro gli incendi, risulta ancora in corso di sistemazione. Ulteriori incarichi di riordino dell archivio sono conferiti nel 1926 a due applicati comunali, nel 1944 a Delfo Mazzucchi e dal 1958 in poi ancora a personale comunale, ma non viene mai realizzato alcun inventario, nonostante i ripetuti solleciti della Soprintendenza archivistica per il Veneto. Dalla documentazione consultata non risulta che l archivio abbia subito danni a causa dei bombardamenti del 1945 e dell alluvione del fiume Po del 21 novembre 1951 che però danneggia gravemente il palazzo municipale. L archivio, temporaneamente trasferito durante i lavori di restauro, viene ricollocato nel seminterrato del municipio nel luglio del Dopo l accurato elenco di consistenza di una parte dei documenti d archivio realizzato nel 1998 da Adriano Azzi e Carlo Maria Prando, il complesso documentario sopravissuto a traslochi, dispersioni e scarti è stato riordinato ed inventariato scientificamente sino al 1966 nell ambito di un articolato progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio dell archivio storico, promosso dall Amministrazione comunale, approvato dalla Soprintendenza Archivistica per il Veneto e finanziato dalla Regione del Veneto e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

12 LA STORIA IN COMUNE La storia in Comune perché tra le carte dell archivio comunale non solo c è la storia dell ente, ma anche il vissuto di una comunità e il riflesso dei grandi avvenimenti storici su di essa. L archivio storico conserva il fondo del Comune e nove archivi aggregati per un totale di unità archivistiche e pezzi tra buste, fascicoli e registri descritti in maniera dettagliata nell inventario a stampa, pubblicato dalla Regione del Veneto nella collana Archivi non statali nel 2009, al quale si rinvia per un eventuale approfondimento. La parte più consistente raccoglie la documentazione propria del Comune dal 1807 al 1966 articolata, con riferimento al contesto istituzionale, in Regno d Italia, Regno Lombardo-Veneto e periodo postunitario. Del periodo del Regno d Italia napoleonico si conserva solo una serie, costituita in prevalenza da atti contabili del periodo dal 1807 al 1813 inviati dal Comune, tra il 1815 e il 1816, al Podestà e al Cancelliere censuario di Lendinara e restituiti successivamente al trasferimento dell intero archivio della cessata municipalità al Commissario distrettuale, avvenuto nel Del periodo del Regno Lombardo-Veneto sono pervenute due serie: il carteggio e la contabilità

13 Il sistema di amministrazione comunale, inizialmente mantenuto invariato, è disciplinato dalle disposizioni del 1816 in vigore, salvo minime modifiche, per tutta la durata della dominazione austriaca. Il carteggio, dal 1821, è ordinato secondo le classificazioni originarie utilizzate nel tempo, che rappresentano le funzioni svolte dai comuni: amministrazione, censo, acque e strade, opere pubbliche, beneficenza, istruzione pubblica, sanità, culto, poste, militare, polizia. La serie della contabilità raccoglie conti preventivi e consuntivi, registri delle attività e passività, bollette e mandati ordinati per rubriche di entrata e di spesa. L archivio del periodo unitario testimonia l attività del Comune prima nel Regno d Italia e poi nella Repubblica Italiana e si articola in 21 serie: atti deliberativi del Consiglio comunale, della Giunta municipale e del podestà, carteggi degli affari e riservato, registri di protocollo, amministratori, personale, contratti, spedalità, vaccinazioni, cimitero, contabilità, imposte e tasse, servizio elettorale, leva, lavori pubblici, commercio, stato civile, anagrafe e mappe catastali. Il carteggio sino al 1897 è ordinato ancora con il sistema utilizzato durante la dominazione austriaca, quello successivo secondo la classificazione in quindici ca- zione originaria recuperandoli dalle carte dell archivio del comune cui erano mescolati: la Congregazione di carità, l Ufficio di conciliazione, l Ente comunale di assistenza. Altri sono piccoli fondi, rintracciati nel corso del riordino, come quelli del Comitato per la costruzione del monumento ai martiri dello Spielberg e del Comitato per la costruzione del monumento ai caduti. Di alcuni, infine, sono pervenuti solo uno spezzone o poche carte superstiti come nel caso degli archivi della Società operaia di mutuo soccorso, del Consorzio veterinario fra i comuni di Villamarzana, Fratta Polesine, San Bellino e Villanova del Ghebbo, del Fascio di combattimentegorie del cosiddetto titolario Astengo (amministrazione; opere pie e beneficenza; polizia urbana e rurale; sanità ed igiene; finanze; governo; grazia, giustizia e culto; leva e truppe; istruzione pubblica; lavori pubblici, poste, telegrafi, telefoni; agricoltura, industria e commercio; stato civile, censimento e statistica; esteri; oggetti diversi; sicurezza pubblica). A questo patrimonio si aggiungono nove archivi aggregati conservati nell archivio storico comunale e prodotti da enti che nel tempo hanno avuto, per motivi diversi, stretti rapporti istituzionali con il Comune. Alcuni sono archivi già noti, in parte ricostruiti nella loro conforma

14 to e del Comitato comunale di patronato dell Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI). Il patrimonio del Comune si è arricchito nel 2007 di una raccolta di sei manifesti del Regno Lombardo-Veneto donati dal maestro Adriano Azzi e di un fondo di materiali attinenti la figura di Domenico Guerrini, donati dall avv. Antonio Avezzù Pignatelli. Domenico Guerrini (Ravenna, 12 novembre Fratta Polesine, 27 maggio 1928), generale dell Esercito, autore di numerosi saggi di carattere storico e di articoli editi da riviste militari, dopo la prima guerra mondiale si è ritirato a Fratta Polesine dove è stato amministratore del Comune ed ha curato la pubblicazione periodica de Il Tesoretto, raccolta di curiosità storiche, letterarie e filosofiche. ELENCO DELLE SERIE DELL ARCHIVIO E DEI FONDI AGGREGATI Regno d Italia 1. Amministrazione e contabilità ( ) Consistenza: 1 carta sciolta, 1 fascicolo, 6 buste Regno Lombardo-Veneto 2. Carteggio ( ) Consistenza: 3 fascicoli, 65 buste 3. Contabilità ( ) Consistenza: 1 fascicolo, 53 buste Periodo unitario Regno d Italia - Repubblica Italiana 4. Deliberazioni del Consiglio comunale ( ) Consistenza: 37 fascicoli, 34 buste, 43 registri 5. Deliberazioni della Giunta municipale ( ) Consistenza: 21 fascicoli, 37 buste, 19 registri 6. Deliberazioni del Podestà ( ) Consistenza: 2 fascicoli, 16 buste, 6 registri 7. Protocolli ( ) Consistenza: 55 registri 8. Amministratori e Commissioni comunali ( ) Consistenza: 14 fascicoli, 3 registri 9. Personale dipendente e segretari comunali ( ) Consistenza: 2 buste 10. Contratti ( ) Consistenza: 3 buste, 2 registri 11. Carteggio ( ) Consistenza: 135 buste, 2 registri 12. Corrispondenza riservata ( ) Consistenza: 4 fascicoli, 1 registro 13. Spedalità ( ) Consistenza: 4 registri 14. Vaccinazioni ( ) Consistenza: 18 registri 15. Cimitero ( ) Consistenza: 1 fascicolo, 2 registri 16. Contabilità ( ) Consistenza: 293 buste, 165 registri 17. Imposte e tasse ( ) Consistenza: 3 fascicoli 18. Servizio elettorale ( ) Consistenza: 1 fascicolo, 13 buste, 12 registri 26 27

15 19. Leva ( ) Consistenza: 48 buste, 156 registri 20. Lavori pubblici ( ) Consistenza: 40 fascicoli, 6 buste 21. Commercio ( ) Consistenza: 4 buste, 7 registri 22. Stato civile ( ) Consistenza: 395 registri 23. Anagrafe ( ) Consistenza: 10 buste, 8 registri 24. Mappe catastali (1890) Consistenza: 1 cartella Archivi aggregati 1. Congregazione di carità ( ) Consistenza: 61 fascicoli, 21 registri 2. Ufficio di conciliazione ( ) Consistenza: 84 fascicoli, 6 registri 3. Società operaia di mutuo soccorso ( ) Consistenza: 1 fascicolo 4. Consorzio veterinario fra i Comuni di Fratta Polesine, San Bellino, Villamarzana, Villanova del Ghebbo ( ) Consistenza: 3 fascicoli, 3 buste, 10 registri 5. Ente comunale di assistenza ( ) Consistenza: 82 fascicoli, 63 registri 6. Comitato di Fratta per l erezione del monumento ai martiri dello Spielberg (1925) Consistenza: 1 fascicolo 7. Fascio di combattimento ( ) Consistenza: 1 busta 8. Comitato pro monumento ai caduti di Fratta Polesine (1928) Consistenza: 1 fascicolo 9. ONMI. Comitato comunale di patronato ( ) Consistenza: 5 fascicoli STRUMENTI DI RICERCA Catalogo generale dei documenti e degli atti dell Archivio comunale dal 1804 al 1936, 1998 [a cura di A. Azzi e C. M. Prando] (datt.) A. Zagato, Fratta Polesine in Archivi comunali della provincia di Rovigo. Indagine conoscitiva per la ricerca storica, a cura di G. Migliardi O Riordan, Rovigo 2007, p Archivio comunale di Fratta Polesine. Inventario della sezione separata ( ), a cura di M. L. Mutterle e A. Zagato, Venezia 2009 (Archivi non statali della Regione del Veneto. Inventari, 13) 28 29

16 I LIBRI D ARCHIVIO La biblioteca legale d ufficio, nata contestualmente all archivio, recentemente recuperata, consta di circa volumi che coprono l arco temporale che va dalla dominazione francese alla Repubblica Italiana. è costituita da raccolte normative, testi giuridici e manuali tecnico-amministrativi acquisiti dall Ente a supporto dell attività amministrativa e collocati, a conclusione del loro utilizzo, al pianterreno dell edificio comunale, in contiguità con la documentazione archivistica. Rappresentano una memoria scritta sinergica a quella documentaria, che favorisce la conoscenza del contesto istituzionale e normativo nel quale ebbero origine i documenti rivestendo, a tal fine, un grande spessore culturale. La raccolta più antica è il Bollettino delle leggi del Regno d Italia dal 1802 al La prima notizia dei libri d archivio si riscontra nel verbale di passaggio delle consegne tra i vecchi e i nuovi deputati del Comune di Fratta del 1827 nel quale si elenca, tra gli atti d archivio, anche 12 fascicoli di stampe pubblicate, patenti sovrane, il Bollettino delle leggi del cessato regime italiano in tomi 24; n. 57 tomi della Biblioteca italiana; il Codice civile austriaco; il Codice penale austriaco; il Regolamento generale del processo civile. Notizie sulla consistenza di questi fondi sono presenti in tutti gli inventari succes

17 sivi conservati. Durante il Regno Lombrado-Veneto era obbligatorio il Bollettino delle leggi e degli atti di Governo e il Bollettino provinciale e rilegarli per una migliore conservazione. Con l Unità d Italia le spese per l abbonamento alla raccolta ufficiale degli atti di Governo diventano obbligatorie. Nella Guida amministrativa ossia commentario della legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865 e del relativo regolamento con l aggiunta di moduli e formulari ad uso delle Amministrazioni Comunali pubblicata da Carlo Astengo nel 1865 sono elencati i trattati di diritto amministrativo, manuali, dizionari e formulari che ogni Comune dovrebbe possedere perchè «il Consiglio Comunale che desidera che l andamento dei servizi cammini il più rettamente possibile, non sarà mai quello che censurerà la Giunta per avere provveduto l archivio del Comune dei libri che saranno ravvisati utili al più facile disbrigo di tale servizio». Nella seduta del 21 novembre 1922 la Giunta Municipale, su proposta dell assessore alle Finanze, valuta la vendita della raccolta completa del Le leggi e degli editti del governo austriaco nel Lombardo Veneto (dal compresi) e la raccolta del le leggi della repubblica Cisalpina e del regno Napoleonico d Italia dal 1803 al 1812 motivando che «le due collane sono benissimo conservate e rilegate. Possono essere utilissime ad una biblioteca in un centro di alta cultura ma sono assolutamente inutili qui, dove solo ingombrano una scansia». All unanimità la Giunta Municipale «autorizza l assessore a raccogliere elementi per una accurata proposta» che fortunatamente non ha avuto seguito. Il catalogo dei libri d archivio è consultabile sul sito web del Comune (

18 IL PALAZZO MUNICIPALE Palazzo Campanari, casa domenicale del XVIII secolo, viene acquistato dal Comune in due stralci tra il 1873 e il 1881 per utilizzarlo come sede degli uffici municipali, del telegrafo, della posta e delle scuole comunali femminili. Fino al 1808 l immobile risulta intestato a Giovan Battista Campanari, nel 1829 viene ereditato dal figlio Domenico e alla sua morte, avvenuta nel 1842, dai figli Antonio e Giovan Battista. Quest ultimo cede la sua metà nel 1849 a Lodovico Valente e alla moglie Maria Luigia Emo che lo vendono al Comune nel 1873, mentre l altra metà viene ceduta nel 1877 ad Antonio Bellettato che lo vende al Comune nel Nella relazione di stima e divisione del 1848 tra i due fratelli Antonio e Giovan Battista la casa viene così descritta: «situata nel centro del maggior abitato del Comune alla destra del Canal Scortico, colla facciata principale a questo Canale rivolta, avente la plaga di levante-mezzodì nel cui davanti vi scorre la strada Argine comunale che mette a Lendinara, capoluogo distrettuale ( ); a mezzodì confina con Monti Francesco mediante la mura, a ponente la corte del caseggiato rurale della Campagnola di proprietà Campanari Giovan Battista; a tramontana lo scolo Valdentro. ( ) Porta il comunale numero 175. è composta di quattro piani compre

19 Planimetria di Palazzo Campanari, 25 settembre 1848 ACFP, fasc. 426 so il terreno e sotterraneo relativamente all argine della strada suddetta. è divisa in cinque così detti fitte o riparti di fabbrica, quattro di mezzo doppi, i laterali semplici e di soli tre piani, al didietro dei quali si innalzano altri due laterali ai fianchi della facciata essi pure di quattro piani. è costrutta di cotto in cemento di calce ( ), ha un cortile e adiacenze. Il coperto è in pianelle con coppi, tutto di cotto, sostenuti da morali e travi di monte di robusta costruzione. è a quattro spioventi. Il portone d ingresso di legno dipinto è composto da due pilastri con laterali di muro per quanto comprende il prospetto verso la strada con sopra due coppe di pietre dure. Un muro di cinta in cotto in due teste di cemento di calce chiude il palazzo avente a tratto a tratto qualche pilatrata». Il portone di ingresso al cortile è fiancheggiato da due pilastri in cotto sormontati da due vasi macigni. Sulla strada davanti al fabbricato esiste un lastricato di macigno di Monselice con otto paracarri. Il pianterreno contiene tredici locali: una sala, due stanze da letto per la servitù, una cantina, una cucina,un secchiaio, due dispense, una latrina, una legnaia e stanzini ad uso pollaio. Il primo piano comprende un salone e una distribuzione degli spazi analoga al piano inferiore. Il piano nobile conta undici locali. Il terzo piano consta di una sala e otto locali di dimensioni minori di quelle degli altri piani. L adiacenza principale posta lungo lo scolo Valdentro è costruita «tutta di cotto cemento di calce», composta di n. 9 locali al pian terreno: tinazzara (a ponente), la cantina e sottoscala (a tramontana); lisciara, barchessa, rimessa, forno, pollaio e latrina (a mezzodì). Sopra la tinazzara vi sono due piani ad uso di granaio; sopra il forno un pollaio e una latrina e un granaio. Sul restante degli altri locali descritti il grande granaio tutto aperto. Vicino alla porta domenicale tra questa e la mura di circonvallazione lungo lo scolo Valdentro vi sono eretti due porcili per maiali di cotto coperti di coppi

20 Fascicolo degli atti d acquisto del Palazzo Campanari, ACFP, fasc. 426 All interno della corte, oltre ad un vivaio di gelsi, vi è anche una stalla per cavalli, un fienile e un magazzino per gli attrezzi. Un primo intervento di ristrutturazione viene effettuato nel Dopo l acquisto della seconda metà del palazzo, il prospetto principale viene modificato nel 1884 per creare un ingresso agli uffici comunali dalla pubblica strada: il terrapieno con selciato macigno che sta a ridosso della facciata del palazzo municipale viene tolto per liberare i locali del piano terreno dall ostacolo della luce, si aprono finestre in corrispondenza a quelle dei piani superiori e si costruisce una gradinata con pianerottolo di pietra. All in- terno si realizzano nuovi muri divisori per adattare le stanze ad uso ufficio, si installa una bussola d ingresso «con portiera a due partite» e l ingresso alla scala è chiuso con un «serramento a portiera a due partite». Nel 1949, a seguito dei gravi danni subiti dai muri maestri durante la seconda guerra mondiale, viene affidato un incarico, che non ha avuto seguito, per la progettazione di una nuova sede municipale nel piazzale ex Ca Pepoli dato che alcuni locali del municipio sono ancora adibiti a scuola elementare. Negli anni Cinquanta del Novecento dopo l alluvione del fiume Po, l edificio viene completamente ristrutturato con radicali trasformazioni interne. Nel 1986 il trasferimento in altra sede della scuola elementare è l occasione per un importante intervento di restauro dell edificio con l eliminazione delle barriere architettoniche, la riorganizzazione funzionale degli ambienti e il recupero del secondo piano per i servizi culturali. Questi nuovi spazi oggi ospitano la biblioteca comunale, la sala civica polivalente «Giacomo Matteotti» attrezzata con videoproiettore e schermo e una accogliente sala di studio dell archivio storico, realizzando una felice simbiosi tra funzione culturale e aspetto architettonico

21 LA SALA DI STUDIO La sala di studio, al secondo piano del palazzo municipale, è stata inaugurata l 8 maggio 2009 in concomitanza con la presentazione dell inventario a stampa dell archivio storico comunale. Occupa un locale un tempo sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, come testimonia la lapide muraria con i nomi dei benefattori. Nella sala è stata collocata una parte della biblioteca legale d ufficio e la raccolta di interesse locale costituita da pubblicazioni su Fratta Polesine o prodotte in ambito comunale, destinata ad arricchirsi con tesi di laurea, articoli e studi prodotti dalla consultazione dei documenti dell archivio storico. A disposizione degli studiosi vi sono anche gli inventari della collana degli Archivi non statali della Regione del Veneto ed altre pubblicazioni sugli archivi del territorio. Il Regolamento comunale dell archivio stabilisce le modalità di accesso alla sala di studio

22 MODALITÀ DI CONSULTAZIONE La consultazione dell archivio storico comunale è disciplinata dal regolamento approvato dal Consiglio comunale. I documenti dell archivio storico sono consultabili gratuitamente da chiunque, cittadino italiano o straniero, con uguali diritti e doveri, ad eccezione di quanti risultino essere stati formalmente esclusi dalle sale di studio con provvedimento ministeriale. Fanno eccezione, secondo la normativa di legge, i documenti di carattere riservato relativi alla politica estera o interna dello Stato che divengono consultabili cinquanta anni dopo la loro data; quelli contenenti dati sensibili e dati relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia che divengono consultabili quaranta anni dopo la loro data. Il termine è di settanta anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare. L accesso, per motivi di studio, ai documenti esclusi dalla consultazione può essere autorizzata dal Ministero dell Interno, tramite domanda da indirizzare direttamente alla Prefettura di Rovigo. I documenti in cattivo stato di conservazione possono essere esclusi dalla consultazione

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