Tribunale Bari, Sezione L civile. Sentenza 15 gennaio 2014, n. 215

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1 Tribunale Bari, Sezione L civile Sentenza 15 gennaio 2014, n. 215 Integrale INQUADRAMENTO E MANSIONI - RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE - DANNO DERIVANTE DA DEMANSIONAMENTO E DEQUALIFICAZIONE - RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO DEL LAVORATORE AL RISARCIMENTO DEL DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO O ESISTENZIALE - DANNO NON RICORRENTE AUTOMATICAMENTE IN TUTTI I CASI DI INADEMPIMENTO DATORIALE - NECESSITÀ DI UNA SPECIFICA ALLEGAZIONE NEL RICORSO INTRODUTTIVO DEL GIUDIZIO - ALLEGAZIONE RELATIVA ALL'ESISTENZA DI UN PREGIUDIZIO PROVOCATO SUL FARE REDDITUALE DEL SOGGETTO - ALTERAZIONE DELLE ABITUDINI E DEGLI ASSETTI RELAZIONALI - SCELTE DI VITA DIVERSE QUANTO ALL'ESPRESSIONE E REALIZZAZIONE DELLA PERSONALITÀ NEL MONDO ESTERNO - PREGIUDIZIO CHE NON SI PONE QUALE CONSEGUENZA AUTOMATICA DI OGNI COMPORTAMENTO ILLEGITTIMO - INSUFFICIENZA DELLA DIMOSTRAZIONE DELLA MERA POTENZIALITÀ LESIVA DELLA CONDOTTA DATORIALE - ONERE DEL LAVORATORE - ALLEGAZIONE DEL DEMANSIONAMENTO E DEL DANNO NON PATRIMONIALE - PROVA ANCHE DEL NESSO DI CAUSALITÀ CON L'INADEMPIMENTO DATORIALE - DENUNCIA DA PARTE DEL LAVORATORE DI UNA DEQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE - NECESSITÀ DI STABILIRE SE LE MANSIONI DALLO STESSO SVOLTE FINISCANO PER IMPEDIRE LA PIENA UTILIZZAZIONE E L'ULTERIORE ARRICCHIMENTO DELLA PROFESSIONALITÀ - NECESSITÀ DI RICORDARE CHE NON OGNI MODIFICA DELLE MANSIONI SI TRADUCE AUTOMATICAMENTE IN UNA DEQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE - SUSSISTENZA DELLA DEQUALIFICAZIONE - SOTTRAZIONE E/O MODIFICAZIONE DI MANSIONI - ABBASSAMENTO DEL GLOBALE LIVELLO DELLE PRESTAZIONI DEL LAVORATORE - MINORE UTILIZZAZIONE DELLE CAPACITÀ DELLO STESSO ACQUISITE ED UN CONSEQUENZIALE IMPOVERIMENTO DELLA SUA PROFESSIONALITÀ - FATTISPECIE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI BARI SEZIONE LAVORO Il Giudice del Lavoro in composizione monocratica in persona della dott.ssa ANTONIA SALAMIDA, all'udienza del ha pronunciato la seguente UNICOLAVORO24 - Gruppo 24 ORE Pagina 1 / 8

2 SENTENZA nella causa in materia di lavoro di primo grado iscritta al n R.G. Affari Contenziosi dell'anno 2004, vertente TRA DE.BE., avv. M. P. Vi., - ricorrentee BA. S.p.A. già BA. SPA, avv. A. de.fe. - resistente SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con ricorso depositato in data , De.Be. conveniva in giudizio innanzi il Tribunale di Bari, in funzione del Giudice del lavoro, la Ba. (attualmente Ba. spa) per sentire accogliere le seguenti conclusioni: "accertare e dichiarare il suo diritto, ai sensi dell'art c.c., al riconoscimento dell'inquadramento nel III Liv. dei Quadri Direttivi e, di conseguenza, condannare la Ba. S.p.A. in persona del legale rappresentante pro tempore, ad inquadrarlo nel livello IV del CCNL dell'area dei Credito applicabile alla fattispecie de qua; nonché la condanna della Ba. alla corresponsione di tutte le differenze retributive maturate per le mansioni superiori svolte, nella misura della complessiva somma di Euro 4.972,69= (quattromìlanovecentosettantadue/69) dal giorno di maturazione a quello del deposito del ricorso, oltre gli interessi come per legge ed il danno da svalutazione monetaria; di accertare che l'atteggiamento posto in essere dalla convenuta ha provocato... al ricorrente medesimo un danno e, di conseguenza, condannare l'istituto convenuto al pagamento della somma di Euro ,00 (duecentomila/00) o a quella ulteriore somma, maggiore o minore, ritenuta di giustizia a titolo di risarcimento per il danno biologico comprensivo di danno morale sofferto dal Sig. De.Be.; di condannare la Ba., al pagamento di una somma determinata in via equitativa a titolo di risarcimento per il danno professionale patito dal ricorrente. Con vittoria delle spese, dei diritti e degli onorari di lite Deduceva sostanzialmente parte ricorrente di aver svolto le mansioni di vice direttore e di essere stato destinatario di "poteri di firma" con autorizzazione ad emettere assegni circolari, libretti di risparmio e certificati di deposito all'interno della Filiale Bari 1 e successivamente dell'agenzia Bari 5. Sosteneva inoltre di aver svolto, in assenza del titolare di filiale, mansioni proprie dell'inquadramento superiore per cui aveva percepito apposito incentivo "una tantum" e di aver ricevuto altra indennità per mansioni superiori anche per i successivi anni 2000 e Riferiva, ancora, di essere stato adibito a carichi di lavoro maggiormente frenetici ed impegnativi rispetto a quelli precedentemente svolti, tanto da subire il riacutizzarsi della sintomatologia diabetica da cui era affetto, contestualmente sviluppando una grave patologia depressiva da imputarsi alla condotta datoriale in quanto le varie promesse di avanzamento di carriera ricevute non sarebbero state seguite da una effettiva promozione. Per l'effetto l'odierno ricorrente asseriva di avere diritto ad essere inquadrato nella categoria superiore corrispondente nel III/IV Liv. dei Quadri Direttivi con le conseguenti differenze retributive dovute maggiorate di interessi e rivalutazione monetaria. Istaurato il contraddittorio, si costituiva la Ba. S.p.A. in persona legale rappresentante p.t. che contestava recisamente le avverse deduzioni: in particolare, eccepiva la nullità del ricorso introduttivo e nel merito deduceva l'infondatezza della domanda della quale chiedeva il rigetto con vittoria delle spese di lite. Istruita la causa con produzioni documentali e l'espletamento di prova orale, alla odierna udienza, dopo rituale discussione, la causa è stata decisa come da allegata sentenza. MOTIVI DELLA DECISIONE Preliminarmente il Giudice rileva che l'eccezione di nullità del ricorso sollevata dalla parte convenuta - fondata, altresì, sulla mancata allegazione e non chiara formulazione dei conteggi relativi alle differenze retributive - non può essere accolta. Invero, le ragioni di fatto e di diritto sono state compiutamente descritte. Va parimenti rilevato che per aversi nullità del ricorso introduttivo non è sufficiente l'omessa indicazione in modo formale dell'oggetto della domanda e degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto su cui la stessa si fonda, ma è necessario che sia omesso o del tutto incerto il "petitum" sotto il profilo sostanziale e processuale, nel senso che non ne sia possibile l'individuazione attraverso l'esame complessivo dell'atto (si veda per tutte Cass. 8839/2002). Dall'analisi del ricorso in esame, è possibile evincere complessivamente tanto il petitum, quanto le ragioni giuridiche e fattuali poste a fondamento della domanda proposta nell'odierno giudizio ossia l'inquadramento in diverso e superiore livello contrattuale; pertanto, non può ravvisarsi alcun vizio dell'atto introduttivo che comporti nullità dello stesso per carenza dell'"editio actionis". In ogni caso, la costituzione del UNICOLAVORO24 - Gruppo 24 ORE Pagina 2 / 8

3 convenuto avrebbe sanato la lamentata nullità, stando a quell'orientamento giurisprudenziale secondo cui "nel processo del lavoro, ove manca una disciplina specifica in ordine al regime delle nullità, è applicabile il generale principio di conservazione degli atti processuali, che consente la salvezza degli atti o anche di alcuni dei loro effetti in ragione del raggiungimento dello scopo degli stessi" (Cass /2007). Nell'ipotesi di specie l'atto introduttivo ha comunque raggiunto il fine di consentire alla convenuta di esercitare il suo diritto alla difesa in merito all'oggetto del giudizio, che è comunque stato possibile identificare. Nel merito, il ricorso è infondato. Secondo il principio espresso dalla Corte di legittimità, condiviso da questo Giudice, nella sentenza n. 5203, "nel caso in cui un lavoratore chieda in giudizio il riconoscimento di una qualifica superiore a quella rivestita ed il pagamento delle relative differenze retributive è necessario... che specifichi le mansioni effettivamente svolte e la normativa collettiva applicabile... il ricorso del lavoratore non può limitarsi ad affermare solo lo svolgimento di mansioni corrispondenti a qualifica superiore". Giova ricordare che la determinazione della posizione di lavoro spettante ad un lavoratore subordinato va effettuata sulla base delle mansioni effettivamente svolte e del raffronto con le previsioni contrattuali. In altre parole, il procedimento logico-giuridico diretto al riconoscimento dello svolgimento di mansioni superiori a quelle riconosciute (e retribuite) dal datore di lavoro si articola in tre fasi successive: in primo luogo accertare in fatto l'attività concretamente svolta dal lavoratore; poi individuare categorie, qualifiche e gradi previsti dalla contrattazione collettiva; infine, mettere a raffronto il risultato della prima indagine con le previsioni di detta ultima disciplina (così Cass. 7170/98). Non v'è dubbio che, al fine di procedere a tale accertamento, è necessario che il ricorrente indichi le mansioni che gli spettavano in base al c.d. mansionario, il "contenuto" delle mansioni effettivamente svolte e la loro corrispondenza a quelle delineate dal contratto collettivo di categoria per il livello preteso (v. Cass. 431/2000), nonché le. norme della contrattazione collettiva o aziendale che ritiene siano state violate a causa del mancato riconoscimento della qualifica superiore e delle quali invoca l'applicazione nella propria domanda. Per la contrattazione collettiva, infatti, non vige il principio "iura novit curia". I contratti collettivi hanno natura di atti negoziali, non di documenti; pertanto, se la parte che intende avvalersi di uno specifico disposto contrattuale non adempie all'onere di allegazione, il Giudice non può sopperire d'ufficio a tale carenza, a meno che non siano indicati i dati di identificazione ovvero essi siano facilmente individuabili alla stregua della prospettazione delle parti. Nulla di quanto detto è stato provato dal ricorrente e prima ancora allegato. La declaratoria contrattuale invocata precisa che: 1. La categoria dei quadri direttivi è articolata in quattro livelli retributivi. 2. Declaratoria - Sono quadri direttivi i lavoratori/lavoratrici che, pur non appartenendo alla categoria dei dirigenti, siano stabilmente incaricati dall'azienda di svolgere, in via continuativa e prevalente, mansioni che comportino elevate responsabilità funzionali ed elevata preparazione professionale e/o particolari specializzazioni e che abbiano maturato una significativa esperienza, nell'ambito di strutture centrali e/o nella rete commerciale, ovvero elevate responsabilità nella direzione, nel coordinamento e/o controllo di altri lavoratori/lavoratrici appartenenti alla presente categoria e/o alla 3a area professionale, ivi comprese le responsabilità connesse di crescita professionale e verifica dei risultati raggiunti dai predetti diretti collaboratori. 3. Tali funzioni e compiti possono prevedere l'effettivo esercizio di poteri negoziali nei confronti di terzi, in rappresentanza dell'azienda, da espletarsi con carattere di autonomia e discrezionalità, in via generale, nell'ambito definito dalle deleghe di poteri aziendali conferite al riguardo, anche in via congiunta, restando comunque escluse le facoltà di firma a carattere meramente certificativo o dichiarativo o simili. 4. Nell'ambito della predetta declaratoria sono inquadrati nella presente categoria: 5. Fermo quanto sopra viene comunque riconosciuto, quale inquadramento minimo, il 1 livello retributivo per i preposti a succursale da 5 a 6 addetti compreso il preposto; il 2 livello retributivo se gli addetti sono 7; il 3 livello retributivo da 8 a 9 addetti e il 4 livello retributivo da 10 addetti in poi. 6. A tali fini va computato il personale appartenente almeno alla 3a area professionale e al 3 livello retributivo (escluso l'ultimo alinea) della 2a area professionale. Relativamente al computo dei lavoratori a tempo parziale si applica la disciplina di legge in materia. 7. Le Parti stipulanti valuteranno la possibilità di individuare in sede nazionale ulteriori profili professionali esemplificativi. 8. Nuovi profili professionali conseguenti a nuove attività o a cambiamenti di organizzazione possono essere individuati, tempo per tempo, su richiesta di una delle Parti aziendali: - gli incaricati di svolgere attività specialistiche caratterizzate generalmente dal possesso di metodologie professionali complesse, da procedure prevalentemente non standard, con input parzialmente definiti ed in contesti sia stabili che innovativi (ad esempio nell'ambito dei seguenti rami di attività: legale, analisi e pianificazione organizzativa, controllo di gestione, marketing, ingegneria finanziaria, auditing, tesoreria); - i responsabili della gestione di significativi segmenti o gruppi di clientela o i responsabili di linee di prodotto e/o di attività di promozione e di UNICOLAVORO24 - Gruppo 24 ORE Pagina 3 / 8

4 consulenza finanziaria con rilevante autonomia di poteri conferiti per il raggiungimento degli obiettivi aziendali; - i preposti a succursale, comunque denominate, che - in una complessiva valutazione dell'assetto organizzativo dell'azienda - svolgono, con significativi gradi di autonomia e responsabilità funzionale, avuto anche riguardo alla tipologia della clientela, compiti di rappresentanza dell'azienda nei confronti dei terzi nell'ambito dei poteri conferiti dall'azienda stessa, per quanto concerne le condizioni e l'erogazione dei crediti, la gestione dei prodotti e dei servizi, coordinando le risorse umane e tecniche affidate e rispondendo dei risultati dell'unità operativa in rapporto agli obiettivi definiti dall'azienda medesima. - con accordi aziendali per il 1 e 2 livello retributivo; - nel rispetto della procedura di cui all'ultimo comma del presente articolo per il 3 e 4 livello retributivo. 9. Nel 1 e nel 2 livello retributivo vengono collocati, rispettivamente, i lavoratori/lavoratrici inquadrati nel 1 e 2 livello retributivo della 4a area professionale (ccnl ABI 19 dicembre 1994) e nei quadri del grado minimo e del grado superiore al minimo (ccnl ACRI 19 dicembre 1994). 10. L'inserimento nel 1 e nel 2 livello della categoria avviene automaticamente e correlativamente. 11. Nel 3 e nel 4 livello retributivo, il più elevato dei quali corrisponde a quello in essere per il grado minimo di funzionario, vengono collocati gli attuali funzionari - che conservano tale denominazione per il periodo di vigenza contrattuale - esclusi coloro ai quali viene contestualmente attribuito l'inquadramento fra i dirigenti ai sensi dell'accordo quadro 28 febbraio In sede aziendale - espletando la procedura di seguito prevista - potrà essere collocata nel 3 livello retributivo una quota degli attuali funzionari da individuare nell'ambito del grado minimo aziendalmente previsto, in relazione alle funzioni svolte, alla struttura ed all'organizzazione dell'azienda. La restante parte dei funzionari viene collocata nel 4 livello retributivo. Si conserva, in ogni caso, come assegno ad personam la differenza di trattamento economico. Fermo quanto stabilito in materia di riforma della retribuzione, tale assegno non sarà riassorbibile per effetto di futuri incrementi retributivi. 13. In sede aziendale si dà corso - entro 90 giorni dalla stipulazione del presente contratto - ad un apposito incontro nel corso del quale l'azienda stessa rappresenta agli organismi sindacali aziendali una delle seguenti eventualità: - la sussistenza delle condizioni per l'applicazione immediata della nuova normativa sui quadri direttivi; - un piano di graduale applicazione di detta normativa indicando i relativi tempi e modalità; - il rinvio dell'applicazione della medesima normativa in una fase successiva. 14. In ogni caso l'applicazione della nuova disciplina dovrà avvenire entro il 31 dicembre Fino alla data prevista aziendalmente per l'applicazione del nuovo sistema, continuano a trovare applicazione le corrispondenti norme contrattuali per la 4a area professionale (ccnl ABI 19 dicembre 1994), per i quadri (ccnl ACRI 19 dicembre 1994) e per il personale direttivo (ccnl ABI 22 giugno 1995 e ccnl ACRI 16 giugno 1995). 16. n ciascuna delle ipotesi di cui all'11 comma che precede e secondo i tempi ivi indicati le Parti aziendali dovranno verificare congiuntamente la conformità dell'applicazione della nuova disciplina ai criteri predetti secondo la procedura che segue. 17. L'azienda - nell'ambito dei criteri di sviluppo professionale adottati - rappresenta agli organismi sindacali aziendali gli effetti conseguenti all'applicazione della nuova struttura contrattuale rispetto all'ordinamento dei gradi aziendalmente in atto. 18. Lo sviluppo professionale nell'area dei quadri direttivi è collegato alla individuazione da parte dell'azienda di ruoli chiave correlati ai diversi livelli di responsabilità sia nelle attività espletabili nell'ambito delle strutture centrali che nella rete commerciale, con i connessi trattamenti retributivi che possono anche comportare il superamento del trattamento tabellare fissato in sede nazionale. 19. In relazione a progetti aziendali per la gestione strategica delle risorse umane, l'azienda può prevedere percorsi professionali per la formazione di determinate figure ritenute strategiche che prevedono sequenze programmate di posizioni di lavoro e di iniziative formative. 20. Gli organismi sindacali formulano loro considerazioni e proposte. La predetta procedura di confronto, della durata massima di 30 giorni, è finalizzata a ricercare soluzioni condivise in ordine ai criteri di cui ai comma che precedono, fermo restando che al termine della procedura stessa l'azienda rende operativi i propri provvedimenti. Procedura analoga, ma della durata massima di 20 giorni, deve essere seguita nel caso di eventuali modifiche che l'azienda intendesse apportare successivamente. Il ricorrente, tuttavia, ha omesso di descrivere ed individuare puntualmente le concrete mansioni svolte onde verificare la corrispondenza delle mansioni di fatto esercitate in uno o nell'altro livello retributivo, quello assegnato e quello/i rivendicati (invero negli altri, atteso che sono richiesti UNICOLAVORO24 - Gruppo 24 ORE Pagina 4 / 8

5 sia il III livello che il IV). Il ricorrente ha, altresì, omesso di provare la ricorrenza dei tratti caratterizzanti l'una e l'altra qualifica (quella attribuita e quella pretesa) e non ha operato la necessaria comparazione fra la declaratoria contrattuale rivestita (che dovrebbe essere "responsabile operativo" ma non è adeguatamente chiarito) e quella pretesa a fronte delle mansioni espletate. Infatti, la prova offerta (documentale ed orale) non chiarisce elementi essenziali al fine del decidere mancando qualsiasi riferimento al richiesto inquadramento "nel IV" (cfr sul punto le conclusioni di parte ricorrente nell'atto introduttivo del giudizio "accertare e dichiarare il diritto del ricorrente, ai sensi dell'art c.c., al riconoscimento dell'inquadramento al IV per le ragioni di fatto e di diritto evidenziate nella narrativa del ricorso"): non viene, infatti, specificato di che trattasi (se di livello retributivo all'interno di uno stesso inquadramento o altro), essendosi il ricorrente limitato ad un generico richiamo all'art c.c. Peraltro non soltanto non è adeguatamente specificato l'inquadramento invocato ma anche con riferimento alla somma richiesta a titolo di differenze retributive resta incerto se la quantificazione sia rapportata al IV o al III livello (ed, infatti, sempre nelle conclusioni di cui all'atto introduttivo del giudizio dopo aver richiesto di "accertare e dichiarare il diritto del ricorrente, ai sensi dell'art c.c., al riconoscimento dell'inquadramento al IV per le ragioni di fatto e di diritto evidenziate nella narrativa del ricorso", parte ricorrente chiede di "condannare la Ba. s.p.a...ad inquadrare il ricorrente nel livello III del CCNL dell'area del Credito applicabile alla fattispecie de qua"). Omessa la prova (e prima ancora l'allegazione) degli elementi utili per la comparazione tra mansioni, non è emerso che il ricorrente godesse dei presupposti per ottenere il superiore inquadramento pur laconicamente richiesto. Infatti l'istruttoria svolta ha confermato la correttezza dell'inquadramento e trattamento retributivo applicato dalla Banca convenuta. Invero, il ricorrente sostiene di aver svolto mansioni ascrivibili al III Livello retributivo sulla scorta della continua sostituzione del titolare di filiale (filiale Bari 1) ed asserendo una sorta fungibilità delle figure di titolare e vice presso la Filiale di Bari n. 5 che, per la notevole dimensione, si sarebbe prestata a tale sovrapposizione di mansioni. Ma tali affermazioni restano mere asserzioni prive di adeguato riscontro. Anzi vi è prova in atti che al ricorrente in data (cfr allegato sub 11 al fascicolo di parte resistente) veniva attribuito l'incarico di responsabile operativo con una limitata delega di firma - in tema di emissione di assegni, circolari, libretti di risparmio e certificati di deposito - operante esclusivamente in caso di assenza e/o di impedimento del titolare della dipendenza e dove, a causa dell'assenza per malattia del titolare di agenzia (sig. Mi.Di. avvenuta dal al , come chiarito dalla Banca resistente) il De.Be. semplicemente provvedeva alla sostituzione del titolare (fino al ) sempre ed esclusivamente nei limiti della predetta delega di firma. L'analisi delle risultanze istruttorie conferma poi, a parere di chi scrive, che i compiti assegnati al ricorrente sono sempre stati aderenti al dettato contrattuale. Nell'ambito dell'istruttoria svolta, il Procuratore Speciale della Società - Fi.Ce. - all'udienza del dichiarava "vera anche la circostanza sub 3 di cui al ricorso, con la precisazione che il potere di delega era limitato ai casi di assenza e impedimento del titolare,: (...) E' vero che la Banca per scelta discrezionale affidò ad un esterno le funzioni in via definitiva di reggenza della filiale a causa delle condizioni di salute del titolare, le quali continuavano ad essere precarie. Vera la circostanza sub 9, con la precisazione di cui ho riferito in ordine al limite dei poteri di delega. Non è vera la circostanza sub 11. in quanto le mansioni di Direttore sono differenti da quelle di Vice Direttore". Tanto viene confermato anche dal teste Co., che dichiarava "Confermo la circostanza sub 2 di cui al ricorso, precisando che il ricorrente intratteneva rapporti con la clientela, autorizzava gli sconfinamenti e, anche in assenza del Direttore (desistenza della cui figura viene, pertanto, confermata) era il De.Be. a svolgere tutte le funzioni di vice-direttore...in ordine al conferimento della delega dei poteri di firma, non posso rispondere relativamente alla Filiale n. 5 ma la figura del Responsabile Operativo presupponeva la possibilità di firma di assegni e di libretti di risparmio". Il teste Co.Fe., all'udienza del dichiarava che "la delega dei poteri di firma attribuita a chi in Banca ricopriva la posizione di responsabile operativo, prevede sicuramente la firma in caso di assenza del titolare dello sportello di assegni circolari e libretti di deposito al risparmio...la partecipazione a corsi di formazione specifica, viene prevista in Banca sulla base delle esigenze organizzative, anche in relazione alla evoluzione della normativa; (...)So che il ricorrente sicuramente dal giugno percepiva un'indennità per mansioni superiori che compensava la differenza retributiva tra qualifica rivestita e quella prevista dal CIA per il vice di Agenzia;...Con tale indennità venivano retribuiti i giorni in cui il ricorrente sostituiva il titolare. Preciso che svolgo il mio ruolo dal 1 luglio E' vero che a seguito dell'introduzione del sistema incentivante l'indennità di mansioni è stata sostituita dalla indennità di sostituzione;.. Se mal non ricordo, a marzo 2002 il ricorrente fu trasferito all'agenzia 5 su Bari ove gli fu attribuito il ruolo di Responsabile Operativo che in pratica è la figura che può sottoscrivere determinati atti in vece del titolare... Ricordo di aver incontrato unitamente al Capo Gruppo di Bari Al.Ba. ed al Responsabile Esecutivo del Gruppo dott. Ro., il sig. De.Be. in data che non so precisare, ma subito dopo la richiesta del avanzata dal ricorrente. Questo incontro fu presso l'ufficio in viale (...) Repubblica 110 e fu proposto al De.Be. un trasferimento presso altro sportello indicato dallo stesso... Io personalmente non ho fatto alcuna promessa di avanzamento di carriera nei confronti del ricorrente... Preciso che proposi al ricorrente il trasferimento presso un altro sportello di Bari senza indicarne uno in particolare." Il teste De.Fo., ascoltato all'udienza del , dichiarava "Con riferimento alla circostanza sub 13 preciso che il Sig. De.Be. presso l'agenzia UNICOLAVORO24 - Gruppo 24 ORE Pagina 5 / 8

6 Bari 5 firmava su assegni circolari, i libretti di deposito, firmava le corrispondenze relative al contenzioso con i clienti, provvedeva all'estinzione dei conti, firmava un tabulato giornaliero degli assegni che arrivavano in Banca per corrispondenza o in via telematica. Il titolare della Filiale svolgeva altre mansioni non conosco le mansioni del titolare della filiale in quanto io personalmente non lo vedevo, perché occupava una stanza al piano superiore. So che tali mansioni contrattualmente spetterebbero al titolare della filiale ma specifico che non conosco le declaratorie contrattuali". Il teste Me., dichiarava di essere stato trasferito presso la Filiale di via della Repubblica con mansioni di titolare allorquando vi era in forza anche il ricorrente, circostanza chiarita anche dal teste Di. il quale dichiarava "Preciso che in questo periodo titolare della filiale era il dott. Ro. Successivamente dopo il collocamento del dott. Ro. in pensione. venne il dott. Me.". Il predetto teste, in tema di divisione e gerarchia dei compiti, dichiarava "Preciso altresì che quando il titolare dell'agenzia 5 era assente, il ricorrente svolgeva le mansioni del titolare. Specifico che anche in presenza del titolare, il ricorrente svolgeva tali mansioni di cui alla circostanza sub 13, mentre il titolare si occupava di mutui fidi, affidamenti, sconfinamenti ed altro." Il teste Eu.Ca. dichiarava: Confermo la circostanza sub 13 del ricorso precisando che il De.Be. svolgeva le mansioni relative all'emissione di assegni circolari, all'emissione di libretti di risparmio, emissione di certificati di deposito, contratti per apertura di conto corrente, cassette di sicurezza che sono proprie del responsabile operativo...". All'udienza del il teste Vi.Me. dichiarava quanto segue: "Quando il De.Be. lavorava con me, aveva il ruolo di Responsabile Operativo prima presso la Filiale di via Crispi e poi presso la Filiale di Via della Repubblica, ove ai piani superiori era presente la Direzione di Gruppo... Il ricorrente supervisionava e coordinava tutta l'attività amministrativa e contabile della filiale. Era in pratica il vice responsabile di filiale.... Tuttavia preciso che il De.Be. aveva tutti i poteri di delega, compresa nell'attività amministrativa e contabile: emissione di assegni circolari e altro... Il ricorrente poteva partecipare ai corsi di formazione specifica, poteva supervisionare e sollecitare la raccolta in filiale che è lo sviluppo della massa amministrata (...)Tali compiti non erano necessari per ottenere la promozione a 3 QD: (...) Secondo le disposizioni del CIA, al Vice spetta un'indennità di mansioni superiori quando sostituisce il preposto per un certo numero di giorni. (...) Preciso che il ricorrente faceva parte di un gruppo di persone da cui si poteva attingere per i futuri direttori di filiale. Preciso che non sono mai state fatte domande in tal Senso tanto meno a me. " Il teste escusso Ra.Ro., escusso all'udienza del , dichiarava quanto segue: "Ho iniziato come Funzionario e poi a far data del 1998 sono passato a dirigente; Ho conosciuto il ricorrente presso la sede di Bari, Viale (...) Repubblica e presso tale Filiale rivestivo il ruolo di Direttore; il De.Be. arrivò presso tale Filiale a seguito di una riorganizzazione per ricoprire il ruolo di Responsabile Operativo. Il ruolo del responsabile operativo era quello di coordinare l'attività di sportello e di funzionamento dell'attività operativa, la gestione del credito svettava a me e cioè al Direttore della filiale; come già detto io ricoprivo il ruolo del dirigente ed ero, pertanto, diretto responsabile del De.Be.. Con riferimento ai poteri di firma, il De.Be. aveva soltanto il potere di firmare gli assegni circolari emessi, contabili relative alle operazioni effettuate dalla clientela ed eventuali lettere di comunicazione (nel senso di firmare lettere di solleciti di pagamento)... Confermo che per poter ottenere l'inquadramento o meglio la promozione a II QD, secondo le previsioni contrattuali era necessario che un soggetto svolgesse i compiti di cui mi viene data lettura... Quando io ero assente, il De.Be. percepiva un'indennità di sostituzione come previsto dal CCNL di settore applicato, all'epoca in vigore... In mia assenza il De.Be. non aveva poteri di delibera e quindi non poteva gestire il credito; le sue funzioni erano limitate ad incontri con la clientela quando questa veniva in filiale a chiedere del Direttore. Io non mi sono mai assentato per lunghi periodi.... E' vero che a seguito dell'introduzione del sistema incentivante, la dicitura "indennità mansioni superiori" è stata sostituita dall'indennità di sostituzione...e' vero che quando al De.Be. sono stati riconosciuti dei poteri di firma presso l'agenzia 5 di Viale (...) Repubblica, tali poteri erano limitati e non hanno intaccato l'autonomia di cui io godevo in qualità di responsabile di filiale...io personalmente non ho mai fatto promesse di avanzamento di carriera al De.Be. e non sono a conoscenza di quello che la Banca abbia fatto a tal proposito...se mal non ricordo il De.Be. arrivava presso la filiale di Viale (...) Repubblica agli inizi del 2002 o alla fine del 2001, non ricordo con precisione...non so cosa facesse il De.Be. prima di arrivare presso la filiale di Viale (...) Repubblica ma so che arrivò presso tale filiale in seguito ad una riorganizzazione della Banca dopo l'intervenuta fusione." Pertanto, a parere di chi scrive, dalie dichiarazioni rese dai testi è emerso complessivamente che il ricorrente non ha mai svolto funzioni e mansioni di "direttore", posto che pur essendo allo stesso riconosciuti poteri di firma, questi erano relativi a circoscritti atti quali emissione di assegni circolari, di libretti di risparmio e certificati di deposito e solamente in assenza dello stesso "direttore" al cui controllo era anch'egli sottoposto e che, pertanto, il ricorrente ha svolto mansioni aderenti all'inquadramento attribuito dalla Banca e quando ha svolto le mansioni di sostituto, ha percepito la relativa indennità di sostituzione così come previsto dalla contrattazione collettiva integrativa aziendale. Né ha trovato conferma l'assunto in base al quale i ruoli di vice-direttore e direttore sarebbero stati sostanzialmente sovrapponibili, sia perché tale fungibilità contrasta - in linea di principio prima ancora che di fatto - con l'accertata esistenza di diverse figure corrispondenti ai differenti inquadramenti sia perché espressamente smentita dalle dichiarazioni testimoniali. Con riferimento, poi, al sistema incentivante è stato chiarito che tale riconoscimento economico trovava i presupposti nella necessità da parte datoriale di colmare la differenza retributiva esistente tra la retribuzione dovuta in base alla qualifica rivestita e quella corrispondente al II Livello UNICOLAVORO24 - Gruppo 24 ORE Pagina 6 / 8

7 retributivo della 4 Area Professionale, qualifica quest'ultima necessaria per ricoprire, in base alle previsioni contrattuali del C.I.A., la posizione del Vice di Agenzia (posizione che il ricorrente ricopriva presso l'agenzia Bari 5). La circostanza che tale indennità sia stata sempre erogata e percepita dal ricorrente risulta dall'istruttoria svolta e documentalmente dalle allegate buste paga (nel corso del tempo la stessa, come emerso anche dalle dichiarazioni testimoniali, ha mutato dicitura ma nella sostanza e funzione è rimasta immutata). L'istruttoria ha chiarito, altresì, che il sistema incentivante e le erogazioni annuali "una tantum" erano posti dalla Banca in stretta relazione con il raggiungimento di determinati obiettivi ragion per cui tali premi venivano erogati al personale meritevole (ovvero non esclusivamente al ricorrente). Anche in relazione alle richieste risarcitone avanzate dal ricorrente in tema di danno biologico e di danno professionale, la richiesta non può essere accolta per carenza del quadro probatorio. Infatti i danni oggetto di richiesta non sono stati corroborati da alcuna valida prova da parte del ricorrente atteso che la mera allegazione di certificati medici attestanti uno stato di malessere non possono essere idonei di per sé a dimostrare il nesso di causalità tra la condotta datoriale e gli effetti della malattia. Né sotto tale profilo alcun valido contributo hanno fornito le testimonianze rese. Oltre al fatto che il ricorrente, dato questo pacifico, era già affetto da quella tipologia di malattia (patologia diabetica), sulla cui manifestazione nessuna responsabilità può essere ascritta alla resistente. Ed anche per quanto concerne la manifestazione di sindrome depressiva non vi sono validi elementi che supportino la sussistenza di un nesso di causalità con il comportamento datoriale, non essendo concretamente valutabile anche alla luce dell'istruttoria svolta e della documentazione versata in atti in quale misura l'incedere di tale patologia potesse ascriversi ad una proiezione anche personale della vicenda o ad una forma altrettanto soggettiva di vivere ed affrontare la situazione lavorativa in corso. E', inoltre, noto che la risarcibilità del danno biologico, del danno morale, alla professionalità, alla vita di relazione ed alla propria immagine, nel nostro ordinamento, è sottoposta ai principi generali dell'illecito giuridico. E' pertanto necessario che ricorrano una serie di elementi, alcuni naturalistici, come il fatto, il danno, il rapporto di causalità, altri giuridici, quali la natura dolosa e colposa del fatto e l'ingiustizia del danno, che devono essere accertati di volta in volta dal Giudice, e che costituiscono la premessa condizionante della fattispecie di illecito in esame. Con la sentenza n del , la Suprema Corte a Sezioni Unite ha sostanzialmente chiarito che "proprio a causa delle molteplici forme che può assumere il danno da dequalifìcazione, si rende indispensabile una specifica allegazione in tal senso da parte del lavoratore che deve in primo luogo precisare quali di essi ritenga in concreto di aver subito fornendo tutti gli elementi, le modalità e le peculiarità delle situazioni in fatto attraverso ì quali possa emergere la prova del danno. Non è quindi sufficiente prospettare l'esistenza della dequalifìcazione e chiedere genericamente il risarcimento del danno, non potendo il giudice prescindere dalla natura del pregiudizio lamentato e valendo il principio generale per cui il giudice non può mai sopperire all'onere di allegazione che concerne sia l'oggetto della domanda sia le circostanze in fatto su cui questa trova supporto (per tutte Cassazione Sezioni Unite 1099/98).". Né è stato adeguatamente prospettato il nesso di causalità che giurisprudenza e dottrina ritengono imprescindibile al fine di procedere a valutare l'effettiva esistenza di un atteggiamento connotato da tale gravità. La S.C. Sezione Lavoro ha, con sentenza n /2006, ribadito che "E' onere del lavoratore, che ricorre in giudizio per ottenere il risarcimento del danno esistenziale da demansionamento, allegare e provare il fatto illecito del datore di lavoro, il danno subito ed il nesso causale tra fatto illecito e danno, anche in caso di liquidazione equitativa del danno medesimo, rimanendo comunque applicabili i generali principi processualcivilitici ed essendo la liquidazione indicata funzionale esclusivamente alla quantificazione della lesione." Inoltre, in tema di imputabilità della condotta datoriale, la Corte di Cassazione ha chiarito che "La condotta lesiva del bene protetto non dimostra di per sé il nesso causale fra la dequalificazione e il danno all'integrità psico-fisica lamentato dal dipendente; pertanto, il lavoratore che lamenta una sindrome depressiva dovuta alla frustrazione da demansionamento deve provare mediante idonea documentazione medica la riconducibilità della patologia riscontrata alla situazione di disagio lavorativo in base a un ragionevole criterio di probabilità scientifica e non in termini di mera possibilità" (Cass. Civ. Sez. Lav., sentenza n del ). Ancora Cass. Sez. L, Sentenza n del 17/09/2010 ha statuito: "In tema di risarcimento del danno non patrimoniale derivante da demansionamento e dequalificazione, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale, non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale e non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio - dall'esistenza di un pregiudizio (di natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile) provocato sul fare reddituale del soggetto, che alteri le sue abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all'espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno. Tale pregiudizio non si pone quale conseguenza automatica di ogni comportamento UNICOLAVORO24 - Gruppo 24 ORE Pagina 7 / 8

8 illegittimo rientrante nella suindicata categoria, cosicché non è sufficiente dimostrare la mera potenzialità lesiva della condotta datoriale, incombendo sul lavoratore non solo di allegare il demansionamento ma anche di fornire la prova ex art cod. civ. del danno non patrimoniale e del nesso di causalità con l'inadempimento datoriale". Inoltre, quando il lavoratore denunzia una dequalificazione professionale, deve essere stabilito se le mansioni dallo stesso svolte finiscano per impedire la piena utilizzazione e l'ulteriore arricchimento della professionalità acquisita nella fase pregressa del rapporto tenendo conto che non ogni modifica delle mansioni si traduce automaticamente in una dequalificazione professionale che, al contrario, implica una sottrazione e/o modificazione di mansioni tale - per natura, portata ed incidenza sui poteri del lavoratore e sulla sua collocazione nell'ambito aziendale - da comportare un abbassamento del globale livello delle prestazioni del lavoratore con una sotto-utilizzazione delle capacità dallo stesso acquisite ed un consequenziale impoverimento della sua professionalità. Nel caso in esame la prova offerta e raccolta non è stata idonea a sostenere l'assunto attoreo, in quanto è emerso che le mansioni di assegnazione rientravano sempre in quelle dell'area di appartenenza del ricorrente né poteva dirsi sussistente un "diritto"-"diritto" - con correlativo obbligo della resistente - all'avanzamento di carriera appartenendo alle non sindacabili scelte aziendali la gestione dell'assetto organizzativo, considerato, peraltro, che nessun valido sostegno probatorio ha trovato l'assunto di parte ricorrente circa le presunte rassicurazioni in ordine all'invocato avanzamento di carriera (anzi, l'istruttoria svolta ha dato anche sul punto conferma del contrario). Alla luce delle risultanze dell'istruttoria, il ricorso va rigettato. Sulle spese, attesa la natura complessa delle questioni trattate e la natura delle parti, appare equo compensarle interamente fra le stesse. P.Q.M. Il giudice, uditi i procuratori delle parti, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto in data da Be.Gi. nei confronti di Ba. S.p.A. (ora Banca Ba. spa), così provvede: rigetta il ricorso; spese compensate interamente. Così deciso in Bari il 15 gennaio Depositata in Cancelleria il 15 gennaio UNICOLAVORO24 - Gruppo 24 ORE Pagina 8 / 8

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