Comune di Gonnesa. Regolamento relativo alle cremazioni, affidamento, conservazione e. dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti

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1 Comune di Gonnesa Regolamento relativo alle cremazioni, affidamento, conservazione e dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti (Approvato con deliberazione C.C. N. 9 del , MODIFICATO con deliberazione C.C. N. 29 del ) 1

2 INDICE art.1:oggetto e finalità Pag. 3 art.2: Autorizzazione alla cremazione Pag. 3 art.3: Affidamento delle ceneri Pag. 4 art.4: Modalità di conservazione delle ceneri Pag. 5 art.5: Affidamento dell urna cineraria Pag. 6 art.6: Luoghi di dispersione delle ceneri Pag. 6 art.7: Istanza per la concessione dell autorizzazione all affidamento delle ceneri Pag. 7 art.8: Istanza per la concessione dell autorizzazione alla dispersione delle ceneri Pag. 8 art.9: Deposito Provvisorio Pag. 8 art.10: Registro Cimiteriale Pag. 8 art.11: Tariffe Pag. 8 art.12: Sanzioni Amministrative Pag. 9 art.13: Entrata in vigore Pag. 9 2

3 Art. 1 - Oggetto e finalità 1. Il presente regolamento disciplina, le condizioni e le modalità della conservazione, della dispersione, dell affidamento familiare delle ceneri, derivanti dalla cremazione delle salme dei resti mortali o ossei, in attuazione dei principi di cui alla Legge Nazionale del 30 marzo 2001, n. 130 (Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri) e di cui alla Legge Regionale n. 4 del 22 febbraio 2012, nonché le disposizioni stabilite dal vigente Regolamento locale di polizia mortuaria. Art. 2 Autorizzazione alla cremazione 1. A norma di quanto previsto dall art. 3 della Legge 130/2001, la cremazione di cadavere, per le persone decedute in Gonnesa, è autorizzata dall Ufficiale di Stato Civile del Comune, sulla base della volontà espressa in vita dal defunto, attraverso una delle seguenti modalità: a. disposizione testamentaria, (estratto di testamento pubblico, di testamento segreto o di pubblicazione di testamento olografo) tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto contraria alla cremazione fatta in data successiva a quella della disposizione testamentaria stessa; b. iscrizione ad associazioni riconosciute avente tra i propri fini quella della cremazione (SOCREM) tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto fatta in data successiva a quella dell'iscrizione all'associazione. L iscrizione alle predette associazioni vale anche contro il parere dei familiari; c. in mancanza di disposizione testamentaria, la volontà di cremare il defunto deve essere manifestata dal coniuge o, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74, 75, 76 e 77 del codice civile o, nel caso di concorso di più parenti nello stesso grado, dalla maggioranza assoluta di questi; d. per i minori e le persone interdette la volontà è manifestata dai legali rappresentanti. 2. Per coloro i quali, al momento della morte, risultino iscritti ad associazione riconosciuta che abbia tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, è sufficiente la presentazione di una dichiarazione in carta libera scritta e datata, sottoscritta dall associato di proprio pugno o, se questi non sia in grado di scrivere, confermata da due testimoni, dalla quale chiaramente risulti, la volontà di essere cremato. La dichiarazione deve essere convalidata dal presidente dell associazione, così come la certificazione della regolarità dell iscrizione, fino al momento del decesso. 3

4 3. Gli aventi titolo hanno facoltà di dichiarare la volontà di procedere alla cremazione all Ufficiale di Stato Civile del Comune di decesso o di residenza del defunto. In quest ultimo caso l Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza del defunto, informa tempestivamente l Ufficiale di Stato Civile del Comune di decesso della dichiarazione degli aventi titolo, ai fini del rilascio dell autorizzazione alla cremazione. La dichiarazione resa, su carta libera, è consegnata all Ufficiale di Stato Civile che si accerta della identità dei dichiaranti nei modi di legge o fatta pervenire allo stesso per via postale, telefax o per via telematica nelle forme consentite dalla legge. 4. L autorizzazione alla cremazione di un cadavere può essere concessa se la richiesta è corredata dal certificato di necroscopia, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato, ai sensi della Legge 30 marzo 2001 n. 130, art. 3 comma 1. lett. a). In caso di morte sospetta, segnalata all Autorità Giudiziaria, il certificato di necroscopia è integralmente sostituito dal nulla osta dell Autorità Giudiziaria, con la specifica indicazione che il cadavere può essere cremato. 5. In presenza di volontà testamentaria di essere cremato, l esecutore testamentario è tenuto, anche contro il volere dei familiari, a dar seguito alle disposizioni del defunto. 6. Le ceneri derivanti dalla cremazione di ciascun cadavere devono essere raccolte in apposita urna cineraria di materiale resistente e tale da poter essere chiusa con saldatura anche a freddo o a mezzo di collanti di sicura e duratura presa, portante all esterno il nome, cognome, data di nascita e di morte del defunto. 7. Le ossa ed i resti mortali inconsunti rinvenuti in occasione di esumazioni ordinarie dopo un periodo di 10 anni od estumulazioni dopo un periodo di 20 anni, possono essere avviati alla cremazione a richiesta degli aventi titolo, previa autorizzazione dell Ufficiale di Stato Civile. 8. La cremazione degli esiti dei fenomeni cadaverici trasformativi, conservativi e la destinazione delle relative ceneri è ammessa previa acquisizione dell assenso del coniuge o, in difetto, dal parente più prossimo, individuato secondo gli articoli 74, 75, 76 e 77 del codice civile o, nel caso di concorso di più parenti nello stesso grado, dalla maggioranza assoluta di questi. 9. Per la cremazione di resti mortali inconsunti rinvenuti a seguito di esumazione od estumulazione ordinaria, non è necessaria la documentazione comprovante l esclusione del sospetto di morte dovuta a reato. Art. 3 Affidamento delle ceneri 1. L Affidamento delle ceneri è consentito sulla base della manifestazione di volontà espressa in vita dal defunto, attraverso una delle seguenti modalità: a. disposizione testamentaria, (estratto di testamento pubblico, di testamento segreto o di pubblicazione di testamento olografo); 4

5 b. dichiarazione autografa (da pubblicarsi come testamento olografo ai sensi dell art. 620 del Codice Civile); c. iscrizione ad associazioni riconosciute avente tra i propri fini quella della cremazione (SOCREM) con la quale il defunto abbia anche espresso la sua volontà in merito all affidamento delle proprie ceneri; d. In mancanza di disposizione scritta da parte del defunto, la volontà di affidare le ceneri deve essere manifestata dal coniuge o, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74, 75, 76 e 77 del codice civile o, nel caso di concorso di più parenti nello stesso grado, dalla maggioranza assoluta di questi, attraverso una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, resa ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, nella quale il parente dichiari che il defunto aveva espresso in vita la volontà che le sue ceneri fossero affidate, indicando le generalità dell'affidatario; e. per i minori e le persone interdette la volontà è manifestata dai legali rappresentanti. 2. Affidatario dell'urna può essere qualunque persona scelta liberamente dal defunto ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), n. 1 e 2 della Legge 30 Marzo N. 130, del 2001; 3. Il luogo ordinario di conservazione dell'urna cineraria affidata è stabilita nella residenza dell'affidatario; 4. Non è ammesso l'affidamento di una sola parte delle ceneri né la divisione delle stesse in più parti; 5. La consegna dell'urna cineraria è effettuata previa sottoscrizione di un documento nel quale il soggetto affidatario dichiara la destinazione finale dell'urna o delle ceneri. Tale documento, consegnato in copia al soggetto affidatario, è conservato presso l'impianto di cremazione e presso il Comune in cui è avvenuto il decesso e costituisce documento che accompagnerà le ceneri. 6. Il trasporto delle ceneri deve essere espressamente autorizzato e non è soggetto alle misure precauzionali igieniche previste per il trasporto delle salme, salvo diversa indicazione dell'autorità sanitaria. 7. Resta valida la possibilità di rinuncia all'affidamento dell'urna da parte del soggetto indicato dal defunto. La rinuncia all'affidamento deve risultare da dichiarazione resa all'ufficiale dello Stato Civile che ha autorizzato la cremazione. 8. In caso di rinuncia all'affidamento, ovvero disaccordo fra parenti dello stesso grado non superabile a norma dell art. 3, comma 1, let. b n. 3, della legge 130/2001, sempre che non sia stata disposta la dispersione, le ceneri sono conservate in appositi spazi cimiteriali di cui all'art. 80, comma 6, del Decreto 5

6 del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 (Regolamento di polizia mortuaria). Nei casi citati può essere sempre autorizzata la tumulazione o l inumazione dell urna negli appositi spazi e manufatti posti all interno del cimitero. 9. In caso di trasferimento di residenza dell affidatario, questa deve essere comunicata all Ufficiale di Stato Civile che ha autorizzato la cremazione. 10. In caso di decesso dell affidatario le ceneri sono conservate in appositi spazi cimiteriali di cui all'art. 80, comma 6, del Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 (Regolamento di polizia mortuaria). Nei casi citati può essere sempre autorizzata la tumulazione o l inumazione dell urna negli appositi spazi e manufatti posti all interno del cimitero. 11. L autorizzazione alla conservazione delle urne cinerarie da parte dei familiari è soggetta all osservanza di garantirne l integrità e la sicurezza anche da tentativi di profanazione. Per la definizione delle prescrizioni e delle regole di carattere igienico-sanitario il Comune si avvarrà della collaborazione dell Azienda ASL competente per territorio. Art. 4 - Modalità di conservazione delle urne cinerarie (ceneri) 1. L'urna sigillata contenente le ceneri può essere: a. tumulata in area cimiteriale; b. inumata in area cimiteriale; c. conservata all'interno del cimitero, nei luoghi di cui all'art. 80, comma 3, del D.P.R. 10 Sett. 1990, n 285; d. consegnata al soggetto affidatario di cui all'articolo La tumulazione delle urne cinerarie è effettuata solo in area cimiteriale, in colombario, loculo, tomba o altro sepolcro, in relazione alla capienza, che sia più o meno presente nello stesso loculo un feretro, in nicchia individuale o collettiva. La durata della tumulazione è prevista in 25 anni. La tumulazione in sepoltura di famiglia o loculi è per il periodo concessorio residuo. Le dimensioni minime interne di una nicchia cineraria sono cm. 40 x cm. 40 x cm Le urne cinerarie possono altresì essere interrate, se collocate in contenitore avente almeno le dimensioni minime interne di cui al comma precedente, di materiale resistente all azione degli agenti atmosferici, quale cemento, vetroresina, plastica, di spessore adeguato a sostenere i carichi laterali e sovrastanti del terreno. Il contenitore deve essere adeguatamente sigillato per evitare l entrata di liquidi. 6

7 4. La sepoltura diretta di un urna cineraria a contatto del terreno con espressa volontà per iscritto del defunto, presuppone che l urna debba essere di materiale biodegradabile, in modo da assicurare la dispersione delle ceneri nel terreno entro il periodo di inumazione. La durata dell inumazione è prevista in 10 anni, rinnovabile fino alla durata massima di 99 anni. Le fosse per l inumazione diretta nel terreno di urne cinerarie devono avere dimensioni minime di cm. 40 di lunghezza e cm 40 di larghezza. E d obbligo uno strato minimo di terreno di cm. 100 tra l'urna ed il piano di campagna del campo cimiteriale. Ogni fossa di inumazione di urne cinerarie deve essere contraddistinta da una targa (manufatto) in materiale lapideo con indicazione del nome, cognome, della data di nascita e di morte del defunto, nonché un identificativo numerico progressivo di fila e fossa. Il servizio di inumazione delle ceneri, la fornitura del cippo comprensivo di targhetta è effettuato dal Comune, previo pagamento della relativa tariffa. Art. 5 - Affidamento dell urna cineraria 1. Al Dirigente/Responsabile preposto ai servizi demografici, o suo delegato, spetta il compito di concedere ai richiedenti l affidamento e la conservazione delle ceneri del defunto. 2. Il comune attraverso la polizia locale può effettuare controlli sulla locazione delle urne cinerarie. Il luogo di conservazione ordinario dell urna cineraria affidata a familiare è stabilito nell ambito dell edificio di residenza di quest ultimo. Nella prescrizione della conservazione, l urna deve essere tenuta sotto diligente custodia, in luogo sicuro, confinato e stabile all interno degli edifici e non visibile all esterno, lontana da fonti di calore, racchiuso in apposita teca, nicchia, vano di adeguate dimensioni, chiuso e destinato unicamente alla conservazione dell urna. I familiari devono garantire l integrità e la sicurezza dell urna da possibili asportazioni, aperture o rotture accidentali e da tentativi di profanazione. Per le regole di carattere igienico-sanitarie che andranno osservate dall affidatario, il comune può avvalersi della collaborazione della ASL competente per territorio. La variazione di residenza dell affidatario, comporta anche la variazione del luogo di conservazione dell urna cineraria, è d obbligo pertanto che la variazione venga segnalata ai Servizi Cimiteriali entro 30 giorni. 3. I Servizi Cimiteriali provvedono all autorizzazione al trasporto e al trasferimento dell urna cineraria nel nuovo luogo se lo stesso risulta idoneo alla conservazione. 4. La procedura del comma precedente deve essere seguita anche qualora la modifica del luogo di conservazione si renda necessaria in conseguenza della morte dell affidatario. 5. Nel caso in cui l affidatario intenda recedere dall affidamento delle ceneri, può conferirle al cinerario comune o provvedere alla loro tumulazione in cimitero di sua scelta. 7

8 Art. 6 - Dispersione delle ceneri 1. La dispersione delle ceneri è consentita nei luoghi indicati dall art. 3, comma 1, lett. c) della legge 130/2001 ed è vietata nei centri abitati come definiti dall'art. 3, comma 1, numero 8, del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada). 2. La dispersione delle ceneri è consentita nel rispetto della volontà espressa in vita dal defunto, attraverso una delle seguenti modalità: a) disposizione testamentaria, (estratto di testamento pubblico, di testamento segreto o di pubblicazione di testamento olografo); b) dichiarazione autografa (da pubblicarsi come testamento olografo ai sensi dell art. 620 del Codice Civile); c) iscrizione ad associazioni riconosciute avente tra i propri fini quella della cremazione (SOCREM) con la quale il defunto abbia anche espresso la sua volontà in merito alla dispersione delle proprie ceneri e indicato il soggetto individuato ad eseguire tale volontà; d) In mancanza di disposizione scritta da parte del defunto, la volontà di disperdere le ceneri deve essere manifestata dal coniuge o, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74, 75, 76 e 77 del codice civile o, nel caso di concorso di più parenti nello stesso grado, dalla maggioranza assoluta di questi, attraverso una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, resa ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, nella quale il parente dichiari che il defunto aveva espresso in vita la volontà che le sue ceneri fossero disperse, indicando il luogo nel quale eseguire tale volontà; e) per i minori e le persone interdette la volontà è manifestata dai legali rappresentanti; f) non è ammessa la dispersione di una sola parte delle ceneri né la divisione delle stesse in più parti; 3. La dispersione delle ceneri è eseguita dal coniuge o da altro familiare avente diritto, dall'esecutore testamentario o dal rappresentante legale dell'associazione di cui alla lettera b), numero 2), cui il defunto risultava iscritto o, in mancanza, dal personale autorizzato dal comune. 4. La dispersione delle ceneri nel territorio del Comune di Gonnesa è consentita nei seguenti luoghi: 8

9 a. in aree a ciò destinate all'interno dei cimiteri di cui all'art. 80, comma 6, del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n b. in montagna, a distanza di oltre duecento metri da centri e insediamenti abitativi; c. in mare, nei tratti liberi da natanti o manufatti, ad oltre mezzo miglio dalla costa, se eseguita dal coniuge o da altro familiare avente diritto, dall esecutore testamentario o dal rappresentante legale dell associazione di cui all art. 3 comma 1 lett. b, cui il defunto risultava iscritto; d. in aree naturali appositamente individuate, nell'ambito del territorio di propria pertinenza; e. in aree private, deve avvenire al di fuori dei centri abitati, all'aperto, con il consenso scritto dei proprietari e non può dare luogo ad attività aventi fini di lucro. Il documento di assenso dei proprietari delle aree va allegato alla richiesta di autorizzazione alla dispersione. Art. 7 Istanza per la concessione dell autorizzazione all affidamento delle ceneri 1. L istanza, da parte del soggetto titolato, redatta su carta resa legale, deve comprendere: a. i dati anagrafici e la residenza del richiedente; b. la dichiarazione di responsabilità per la custodia delle ceneri e di consenso per l accettazione degli eventuali controlli da parte dell Amministrazione Comunale; c. il luogo di conservazione e la persona a cui è consentita la consegna dell urna sigillata e che sottoscriverà il relativo verbale di consegna; d. la conoscenza delle norme circa i reati possibili sulla dispersione non autorizzata delle ceneri e delle altre norme del codice penale in materia e sulle garanzie atte a evitare la profanazione dell urna; e. la conoscenza della possibilità di trasferimento dell urna in cimitero, nel caso in cui il soggetto affidatario non intendesse più conservarla; f. la dichiarazione che non sussistono impedimenti alla consegna derivanti da vincoli determinati dall Autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza; g. l obbligo di informare l Amministrazione Comunale della variazione della residenza. All istanza deve essere allegata la documentazione relativa alla manifestazione di volontà espressa dal defunto. Art.8 Istanza per la concessione dell autorizzazione alla dispersione delle ceneri 1. L istanza, da parte del soggetto titolato, redatta su carta resa legale, deve comprendere: 9

10 a. i dati anagrafici e la residenza del richiedente; b. la dichiarazione del luogo ove disperdere le ceneri, nonché una dichiarazione nella quale viene indicato dove l urna cineraria vuota viene conservata, le modalità di smaltimento nel caso in cui non sia consegnata al cimitero, che provvederà allo smaltimento nel rispetto della normativa vigente; c. l autorizzazione dell Ente e/o proprietario del luogo ove vengono disperse le ceneri; d. la dichiarazione che non sussistono impedimenti alla consegna derivanti da vincoli determinati dall Autorità Giudiziaria o di Pubblica Sicurezza. All istanza deve essere allegata la documentazione relativa alla manifestazione di volontà espressa dal defunto. Art. 9 Deposito Provvisorio 1. Nel caso in cui dopo la cremazione le procedure per la conservazione dell urna cineraria, l affido o la dispersione non siano state definite, o in caso di disinteresse da parte dei familiari, è consentita la sosta gratuita per un periodo massimo di 12 mesi dell urna cineraria presso i cimiteri comunali, dopo di che le urne verranno avviate d ufficio al cinerario comunale. Art. 10 Registro Cimiteriale 1. Deve essere predisposto apposito Registro nel quale deve essere evidenziato: a. l affidatario con descrizione del luogo di residenza e dove verrà tenuta l urna cineraria con le descrizioni anagrafiche del richiedente, oltre che ai dati del defunto cremato; b. il luogo di dispersione delle ceneri. Art. 11 Tariffe 1. Per il rilascio dell autorizzazione all affidamento familiare dell urna, alla sepoltura delle ceneri, per lo svolgimento delle eventuali verifiche e rettifiche in caso di affidamento familiare, sono dovuti i diritti la cui misura è stabilita dalla Giunta Municipale. 2. Per l'effettuazione delle operazioni cimiteriali di inumazione, tumulazione, traslazione di urne cinerarie, nonché di dispersione interna al cimitero, sono dovute le tariffe la cui misura è stabilita dalla Giunta Municipale nel rispetto del decreto di cui all art. 5 della Legge n. 130 del

11 Art. 12 Sanzioni Amministrative 1. La violazione delle disposizioni contenute al precedente articolo comporta l'applicazione della sanzione amministrativa di cui all art.7 bis, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n Art. 13 Entrata in vigore 1..Le norme di cui al presente regolamento entreranno in vigore il giorno in cui diverrà esecutiva la deliberazione di Consiglio Comunale che le approva. 2. Devono intendersi abrogate tacitamente tutte le norme regolamentari del Comune di Gonnesa precedentemente emanate e configgenti con quelle contenute nel presente regolamento. 11

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