INPS - DETERMINAZIONE DEI CONTRIBUTI

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1 INPS - DETERMINAZIONE DEI CONTRIBUTI Sommario 1. Minimali e massimali retributivi ai fini imponibili 2. Contributi per l'assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti 3. Contributi aggiuntivi per le ore di lavoro straordinario 4. Contributi per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria 5. Contributi per l'indennità di mobilità 6. Contributi per la Cassa unica assegni familiari 7. Contributi per la Cassa integrazione guadagni 8. Contributi per il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto 9. Contributi di solidarietà 10. Contributi per l'indennità di malattia 11. Contributi per l'indennità di maternità 12. Contributi per i Fondi a sostegno del reddito e dell'occupazione 13. Esoneri contributivi 14. Sgravio contributivo sulle erogazioni stabilite dai contratti di secondo livello 15. Conguaglio di fine anno 16. Evoluzione normativa. 1. Minimali e massimali retributivi ai fini imponibili Il legislatore stabilisce limiti minimi e (in taluni casi) massimi all'ammontare della retribuzione imponibile ai fini contributivi. Ed infatti, i contributi dovuti per qualsiasi forma di assicurazione sociale obbligatoria sono calcolati sull'intero ammontare della retribuzione imponibile determinata a norma dell'art. 12, L. n. 153/1969 (ovvero dell'art. 31, L. n. 41/1986, per quanto riguarda la contribuzione di malattia sull'indennità di trasferta). Senonché, in base al disposto dell'art. 4, comma 1, D.P.R. n. 818/1957, qualora il valore della retribuzione giornaliera derivante dal calcolo predetto risulti inferiore ad un valore minimo predeterminato, il contributo viene commisurato a tale valore minimo, tranne nei casi più oltre esplicitati concernenti la sola erogazione di indennità integrative di trattamenti mutualistici. Minimali contributivi Il D.L. n. 402 del 29 luglio 1981, nelle tabelle A e B richiamate dall'art. 1, fissa differenti limiti minimi di retribuzione giornaliera per i diversi settori di attività e le diverse qualifiche di seguito riportate: - industria: dirigenti, impiegati, operai; - artigianato: impiegati, operai; - agricoltura: dirigenti, impiegati; - credito, assicurazioni e servizi tributari appaltati: dirigenti, impiegati e operai; - commercio: dirigenti, impiegati, operai; - amministrazioni dello Stato ed altre pubbliche amministrazioni: dirigenti, impiegati, operai; - istruzione pre-scolare svolta dalle scuole materne autonome o da altre istituzioni ivi comprese quelle pubbliche di beneficenza ed assistenza: impiegati (docenti e non docenti) con funzioni direttive, impiegati (docenti e non docenti), operai; - istruzione ed educazione scolare non statale: impiegati (docenti e non docenti) con funzioni direttive, impiegati (docenti e non docenti), operai; - assistenza sociale svolta da istituzioni socio assistenziali ivi comprese quelle pubbliche di beneficenza ed assistenza: impiegati (docenti e non docenti) con funzioni direttive, impiegati (docenti e non docenti), operai; - attività di culto, formazione religiosa e attività similari: impiegati (docenti e non docenti) con funzioni direttive, impiegati (docenti e non docenti), operai; - spettacolo: dirigenti, impiegati, operai; - attività circensi e dello spettacolo viaggiante: dirigenti, impiegati, operai; - giornalisti: redattori, praticanti, collaboratori e corrispondenti; - 1 -

2 - assicurazioni (per il solo personale addetto alla organizzazione produttiva ed alla produzione): ispettori di organizzazione produttiva, ispettori di produzione di cat. A, ispettori di produzione di cat. B e C; - assistenza domiciliare svolta in forma cooperativa; - credito (per il solo personale ausiliario): personale di fatica, custodia e pulizia; - servizi di pulizia, disinfezione e disinfestazione: operai di 3, 4 e 5 livello; - proprietari di fabbricati (per il solo personale addetto alla pulizia negli stabili adibiti ad uso di abitazione od altro uso): pulitori; - agenti di assicurazione in gestione libera: capi ufficio, impiegati di prima, seconda e terza categoria; - pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne (di cui alla L. n. 250/1958); - agricoltura (per il solo personale impiegatizio a prestazione ridotta a servizio di più aziende): impiegati di concetto e d'ordine; - amministrazione statale: personale docente e non docente; - pesca costiera: capo barca motorista, capo pesca, marinaio; - pesca oltre gli stretti: comandante e direttore macchina; primo ufficiale coperta e macchina; secondo ufficiale coperta e macchina; nostromo caporale di macchina, capo pesca; marinaio, cuoco, ecc.; mozzo. Tali minimi, aggiornati al 1 gennaio di ogni anno nella stessa misura percentuale delle variazioni delle pensioni che si verificano in applicazione dell'art. 19, L. n. 153/1969, non possono comunque essere inferiori, ex artt. 7, D.L. n. 463/1983 e 1, comma 2, D.L. n. 338/1989, al 9,50% dell'importo del trattamento minimo di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1 gennaio di ciascun anno (v. INPS circ. n. 21/2012). Minimali contrattuali L'art. 1, comma 1, D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, stabilisce inoltre che la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi di previdenza e di assistenza sociale non può essere inferiore all'importo delle retribuzioni stabilite da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo. Qualora vi siano, per la medesima categoria, più contratti collettivi, la retribuzione da assumere, ai sensi dell'art. 2, comma 25, L. n. 549/1995, come base per il calcolo è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria. Il precetto normativo ha portata generale e, quindi - secondo l'interpretazione fornita dall'inps con la circolare n. 14/ vincola anche i datori di lavoro non aderenti neppure di fatto alle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale ad assolvere all'obbligo della contribuzione previdenziale ed assistenziale nel rispetto dei trattamenti retributivi previsti dai suddetti contratti od accordi, sempre che la retribuzione erogata o dovuta non risulti di importo superiore. La disposizione in esame non abroga la normativa in precedenza illustrata, relativa alla determinazione della retribuzione minima giornaliera per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali (v. anche INPS circ. n. 68/1989). Modalità applicative L'art. 4, D.P.R. n. 818/1957, stabilisce che, per verificare il rispetto del minimale, la retribuzione giornaliera di coloro che sono retribuiti a settimana, quattordicina, quindicina o mese si ottiene dividendo la retribuzione complessiva rispettivamente per 6, 12, 13, 26 nel caso che la retribuzione stessa si riferisca a tutte le giornate lavorative comprese nei detti periodi di paga ovvero per il numero delle giornate effettivamente retribuite, se inferiore a quello delle giornate lavorative comprese nel periodo di paga. In linea generale la retribuzione settimanale va riferita a sei giornate anche nei casi in cui l'orario di lavoro è distribuito in cinque giorni settimanali. Erogazione di indennità integrative di trattamenti mutualistici Nell'ipotesi di sospensione del rapporto con erogazione di indennità integrative dei trattamenti mutualistici (malattia, gravidanza e puerperio, infortunio, integrazioni salariali), poste dalla legge o dai contratti a carico dei datori di lavoro, l'obbligazione contributiva viene - 2 -

3 soddisfatta mediante il versamento dei contributi sugli importi effettivamente corrisposti, anche se inferiori al valore del minimale (INPS circ. n. 9674/1978). Apprendisti Non essendo compresi gli apprendisti fra le categorie per le quali sono stabiliti minimali di retribuzione giornaliera, l'inps, nella circolare n. 208/1988, ha ritenuto che l'aliquota posta a carico dei lavoratori in questione debba essere calcolata - senza il confronto con alcun valore minimale - sulla retribuzione effettivamente percepita che deve peraltro corrispondere, ai fini contributivi, al trattamento contrattuale di cui all'art. 1, D.L. n. 338/1989. Lavoratori part-time Per quanto riguarda il minimale contributivo per i lavoratori part-time si rinvia alla nota Lavoro a tempo parziale. Soci di cooperative In base a quanto previsto dall'art. 3, comma 1, del D.Lgs. n. 423/2001, al 31 dicembre 2006 si è concluso il percorso di graduale innalzamento della retribuzione imponibile ai fini contributivi, finalizzato al superamento dello speciale regime basato sulle retribuzioni convenzionali. Pertanto, a decorrere dal 1 gennaio 2007 la retribuzione imponibile, ai fini del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, per i soci delle cooperative di cui al D.P.R. n. 602/1970 deve essere determinata secondo le norme previste per la generalità dei lavoratori, senza alcuna distinzione tra le diverse forme assicurative (INPS circ. n. 21/2012). Massimali di retribuzione imponibile Nell'ambito delle forme assicurative gestite dall'inps sono in vigore per tutti i lavoratori limiti massimi di retribuzione annua per il calcolo di alcuni contributi. Inoltre, per i lavoratori privi di anzianità contributiva che si iscrivono, a far data dal 1 gennaio 1996, a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che esercitano l'opzione per il sistema contributivo l'art. 2, comma 18, L. n. 335/1995 ha introdotto un massimale annuo soggetto a rivalutazione annuale, da applicare all'aliquota di contribuzione pensionistica (I.v.s.), ivi compresa l'aliquota aggiuntiva dell'1% di cui all'art. 3-ter del D.L. n. 384/1992 (*) (v. INPS circ. n. 21/2012). Tale massimale non è frazionabile a mese e va sottoposta a contribuzione la retribuzione corrisposta mensilmente fino al raggiungimento del tetto anche nel caso di rapporti di lavoro successivi nel corso dell'anno e di rapporti simultanei (INPS circc. n. 177/1996). Raggiunto il massimale, sulla parte eccedente saranno versate solo le contribuzioni minori. I lavoratori assunti dopo il 31 dicembre 1995 che abbiano acquisito, su domanda, anzianità contributiva pregressa al 1 gennaio 1996 non sono più soggetti all'applicazione del massimale contributivo dal mese successivo a quello di presentazione della domanda di riscatto o di accredito figurativo. Il lavoratore deve dare tempestiva comunicazione al proprio datore di lavoro dell'avvenuta presentazione della domanda di riscatto o accredito figurativo alla sede INPS territorialmente competente fornendo copia della ricevuta attestante la presentazione della relativa domanda (INPS circ. n. 42/2009). Con D.Lgs n. 579/1995 era stato determinato il trattamento fiscale e contributivo del reddito eccedente il suddetto massimale, con un contributo di solidarietà del 2% a carico del lavoratore destinato al finanziamento di fondi pensione che non è più dovuto dal 1 gennaio 2001 (v. INPS circ. n. 167/2004 che descrive anche le modalità per il recupero di quanto indebitamente versato). Dal 1 gennaio 2003 è stato soppresso il massimale contributivo di cui all'art. 3, comma 7, D.Lgs. n. 181/1997, previsto per i dirigenti di aziende industriali. Nel caso in cui i datori di lavoro, per effetto di inesatta determinazione dell'imponibile nel corso dell'anno, abbiano versato il contributo I.v.s. sulla parte eccedente il massimale, provvederanno, in sede di conguaglio di fine anno, al recupero del contributo I.v.s. (INPS circ. n. 155/2011) (*) La disciplina in oggetto trova applicazione al momento solo per i lavoratori privi di anzianità contributiva. Per gli altri lavoratori, infatti, l'art. 1, comma 23, L. n. 335/1995 subordina l'esercizio dell'opzione al possesso di un'anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni, di cui almeno 5 nel sistema contributivo. (**) Con il sistema UniEmens i codici L952 e L953 non sono più utilizzabili (INPS circ. n. 7/2010)

4 2. Contributi per l'assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti Campo di applicazione A norma dell'art. 37, R.D.L. n. 1827/1935, come modificato da ultimo dall'art. 1, comma 1, D.P.R. n. 818/1957 sono soggetti all'assicurazione I.v.s. di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (F.p.l.d.) tutti i dipendenti di qualsiasi nazionalità, compresi i soci di società ed enti cooperativi che prestino la loro attività per conto delle società e degli enti medesimi (salvo le esclusioni più oltre indicate). Sono soggetti a questa forma assicurativa anche: - i religiosi che svolgono attività lavorativa in modo non occasionale alle dipendenze di terzi (L. n. 392/1956; v. anche INPS circc. n. 247/1970 e n. 447/1977); - gli autisti dipendenti da privati datori di lavoro - o dal loro nucleo familiare - titolari di un'attività soggetta alla normativa sugli assegni familiari (art. 1, L. n. 1003/1956); - i lavoratori soci delle società cooperative di lavoro esercenti le attività elencate nel D.P.R. n. 602/1970 (art. 1); - i lavoratori a domicilio (art. 9, L. n. 877/1973); - gli addetti ai servizi domestici e familiari o di riassetto e pulizia dei locali (artt. 1 e 26, D.P.R. n. 1403/1971). Sono esclusi dall'obbligo assicurativo: - i lavoratori iscritti a fondi sostitutivi gestiti dall'inps (per gli addetti ai pubblici servizi di trasporto in concessione e di telefonia; per i dipendenti delle aziende private del gas, dell'enel e delle aziende elettriche private; per il personale di volo) o da altri Enti previdenziali (ENPALS per i lavoratori dello spettacolo; INPGI per i giornalisti professionisti); - i professori ed i ricercatori universitari in servizio presso Università non statali legalmente riconosciute nel cui statuto sia prevista l'applicazione del trattamento di quiescenza del personale statale (art. 4, L. n. 243/1991; v. anche INPS circ. n. 241/1992). Stante il disposto dell'art. 24, legge n. 977 del 17 ottobre 1967, ai fini della costituzione della posizione assicurativa non rileva l'eventuale violazione dei limiti minimi di età stabiliti dalla legge per l'ammissione al lavoro dei minori, una volta che sia accertata l'esistenza di fatto di un rapporto di lavoro subordinato (v. anche INPS circ. n. 200/1991). Misura A decorrere dal 1 gennaio 1996, l'aliquota contributiva di finanziamento dell'assicurazione I.v.s., da calcolarsi sulla retribuzione imponibile è stata elevata dall'art. 3, comma 23, L. n. 335/1995, nella misura base del 32%, di cui il 23,11% a carico del datore di lavoro. Tale misura è comprensiva dell'addizionale I.v.s. pari allo 0,50%, prevista dall'art. 3, L. n. 297/1982, a carico del datore di lavoro. Il relativo importo viene detratto annualmente dalla quota di trattamento di fine rapporto maturata dal lavoratore, ovvero, qualora tale trattamento sia erogato mediante una forma previdenziale, dal contributo dovuto dal datore di lavoro per il finanziamento della stessa. In tale ultimo caso l'importo del trattamento spettante al lavoratore viene corrispondentemente ridotto. In attuazione di quanto disposto dalla L. n. 335, il D.M. 21 febbraio 1996 ha innalzato la precedente aliquota contributiva dovuta al F.p.l.d., pari, fino al 31 dicembre 1995, al 27,57% per la generalità dei lavoratori, di 4,43 punti percentuali, con la corrispondente riduzione delle aliquote dovute per Tbc (ora soppressa), C.u.a.f. e maternità per le quali vedi infra (cfr. INPS circ. n. 103/1996). Nei casi in cui il D.M. 21 febbraio 1996 determina un effettivo aumento contributivo a carico dei datori di lavoro (*), lo stesso trova applicazione, ex art. 27, comma 2 bis, D.L. n. 669/1996, mediante un incremento di 0,50 punti percentuali ogni due anni con inizio dal 1 gennaio 1997 (v. inoltre INPS circ. n. 77/1997). Inoltre, sempre a decorrere dal 1º gennaio 1996, l'aliquota contributiva I.v.s. è stata incrementata di 0,70 punti percentuali (aliquota totale pari al 32,70%), di cui 0,35% a carico del dipendente e 0,35% a carico del datore di lavoro, in seguito alla corrispondente riduzione dell'aliquota Gescal (art. 3, comma 24, L. n. 335/1995; INPS circ. n. 9/1996). L'art. 1, comma 769 della L. n. 296/2006 ha stabilito, con effetto dal 1 gennaio 2007, un aumento dello 0,30% dell'aliquota I.v.s. per la quota a carico del dipendente. In conseguenza di tale aumento, il contributo I.v.s. non può comunque superare, nella somma delle quote dovute dal lavoratore e dal datore di lavoro, il 33% (INPS circ. n. 49/2012)

5 Si ricorda poi, che a decorrere dal 1 gennaio 1993, è dovuta un'aliquota aggiuntiva dell'1%, a carico del dipendente, da calcolare sulle quote di retribuzione eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile, in favore di tutti i regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico del lavoratore inferiori al 10% (art. 3-ter del D.L. n. 384/1992; INPS circc. n. 298/1992; n. 21/2012). Ai fini del versamento del contributo aggiuntivo deve essere osservato il criterio della mensilizzazione. Il sistema della mensilizzazione del limite della retribuzione può rendere necessario procedere ad operazioni di conguaglio, a credito o a debito del lavoratore, degli importi dovuti a titolo di contributo aggiuntivo. Le operazioni possono essere effettuate, oltre che con la denuncia relativa al mese di dicembre (scadenza 16 gennaio), anche con quella relativa al mese di gennaio (scadenza 16 febbraio) (INPS circ. n. 155/2011). Infine, per i lavoratori privi di anzianità contributiva che si iscrivano a far data dal 1 gennaio 1996 al F.p.l.d. è stabilito un massimale annuo sulla base contributiva (v. supra) (*) La variazione in esame delle aliquote contributive determina un aumento dell'aliquota complessiva solo nei casi in cui il datore di lavoro non è soggetto ai contributi per Tbc, maternità o C.u.a.f., oppure quando - pur essendo tenuto al versamento dei contributi in parola - a causa dell'entità degli stessi è stata prevista una riduzione di aliquota inferiore a quella che consente di compensare l'aumento del 4,43%. Miniere, cave e torbiere Per il finanziamento della gestione speciale di previdenza integrativa all'assicurazione I.v.s. costituita presso l'inps per i dipendenti da imprese esercenti miniere, cave e torbiere con lavorazione anche parziale in sotterraneo (ad eccezione degli stabilimenti non compresi nel ciclo produttivo minerario, aventi per oggetto la utilizzazione dei prodotti minerari) è previsto dall'art. 8, L. n. 5/1960 il versamento di un apposito contributo stabilito - ex art. 1, comma 3, D.L. n. 103/ nelle seguenti misure: - 4,20%, di cui 2,80% a carico del datore di lavoro, per gli addetti a lavori in sotterraneo; - 2,10%, di cui 1,40% a carico del datore, per i non addetti a lavori in sotterraneo. Agricoltura Nel settore agricoltura il contributo I.v.s. è previsto in misura differenziata per operai da un lato ed impiegati e dirigenti dall'altro (per la misura delle aliquote, si rinvia al modulo Dati Tabellari). Per la disciplina relativa all'addizionale I.v.s. si veda quanto sopra esposto al riguardo. Ai sensi dell'art. 3, D.Lgs. n. 146/1997 a decorrere dal 1 gennaio 1998 le aliquote dei contributi dovuti al F.p.l.d. dai datori di lavoro agricolo che impiegano operai a tempo indeterminato e a tempo determinato vengono elevate annualmente nella misura di 0,20 punti percentuali a carico del datore di lavoro e 0,50 punti percentuali a carico dei lavoratori, sino al raggiungimento dell'aliquota prevista dall'art. 3, comma 23, della legge 8 agosto 1995, n. 335 per gli altri settori produttivi. La quota a carico del lavoratore ha già raggiunto al 1 gennaio 2002 l'aliquota contributiva dell'8,54%, parificata a tutti i lavoratori degli altri settori; pertanto, per le aziende agricole l'aumento riguarda solo la quota di 0,20 punti percentuali a carico del datore di lavoro. Per le aziende singole o associate di trasformazione o manipolazione di prodotti agricoli zootecnici e di lavorazione di prodotti alimentari con processi produttivi di tipo industriale le aliquote dei contributi dovuti al F.p.l.d. dai datori di lavoro agricoli vengono elevate annualmente, a decorrere dal 1 luglio 1997, nella misura di 0,60 punti percentuali a carico del datore di lavoro e di 0,50 punti percentuali a carico del lavoratore sino al raggiungimento dell'aliquota prevista dall'art. 3, comma 23, L. n. 335 (avvenuto il 1 luglio 2001, per la quota a carico del lavoratore ed il 1 luglio 2011, per la quota a carico dell'azienda) (INPS circ. n. 49/2012). Per il triennio sono stati sospesi gli aumenti dell'aliquota contributiva dovuta dai datori di lavoro agricolo previsti dall'art. 3, D.Lgs. n. 146/1997 (0,20 e 0,60 punti percentuali) (art. 01, comma 1, D.L. 10 gennaio 2006, n. 2) che hanno, pertanto, ripreso a decorrere dal 1 gennaio 2009 (v. INPS circ. n. 25/2010). L'art. 1, comma 769 della L. n. 296/2006 ha altresì previsto, a decorrere dal 1 gennaio 2007, un aumento dello 0,30% dell'aliquota per il finanziamento dell'invalidità, vecchiaia e superstiti (I.v.s), per la quota a carico del dipendente (INPS circ. n. 52/2007). 3. Contributi aggiuntivi per le ore di lavoro straordinario - 5 -

6 Dal 1 gennaio 2008 è abolita la contribuzione aggiuntiva sul lavoro straordinario introdotta dall'art. 2, commi 18-21, L. n. 549/1995 (art. 1, comma 71, L. n. 247/2007). Pertanto, poiché i compensi relativi al lavoro straordinario effettuato nel mese di dicembre 2007 devono essere considerati retribuzione di gennaio 2008, non sono soggetti alla contribuzione aggiuntiva (INPS mess. n. 658/2008; circ. n. 30/2008). Fino al 31 dicembre 2007 l'esecuzione di lavoro straordinario determinava l'obbligo di versare un contributo aggiuntivo al Fondo prestazioni temporanee dell'inps determinato in misura percentuale diversa a seconda della natura dell'impresa, della consistenza occupazionale della stessa e delle ore di lavoro straordinario svolte. Disciplina vigente fino al 31 dicembre 2007 Sono considerate lavoro straordinario, indipendentemente dalla qualificazione contrattuale, le ore o le frazioni di ora: - che eccedono le quaranta ore settimanali nel caso di regime di orario settimanale; - che eccedono la media di quaranta ore settimanali nel caso di regime di orario plurisettimanale previsto dai contratti collettivi nazionali ovvero, in applicazione di questi ultimi, dai contratti collettivi di livello inferiore. In tal caso, tuttavia, il periodo di riferimento non può essere superiore a dodici mesi (artt. 2, comma 18, L. n. 549/1995 e 3, comma 1, L. n. 196/1997). Agli effetti del superamento di tale orario non vanno detratti ore e giorni di assenza per permessi, ferie, malattia, siano essi retribuiti o meno. Campo di applicazione Il contributo deve essere versato per il lavoro straordinario effettuato da tutti i dipendenti, compresi quelli non calcolati ai fini del requisito occupazionale e quelli assunti con agevolazioni contributive, anche se addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa e custodia. Non è soggetto a contributo lo straordinario dei lavoratori che usufruiscono della flessibilità individuale o dell'orario impostato su cicli plurisettimanali (in attuazione di specifiche previsioni contrattuali), del personale con funzioni direttive, dei lavoratori a domicilio nel caso in cui la contrattazione collettiva riconosca al lavoratore che effettua lo straordinario il diritto ad una corrispondente riduzione dell'orario normale di lavoro e tale riduzione venga effettivamente goduta. Qualora non sia predefinito un recupero certo, con possibilità di riscontro, l'azienda deve comunque corrispondere all'inps la contribuzione in parola e può compensarla sui versamenti aggiuntivi solo quando venga goduta la riduzione (ML circ. n. 100/1996). E' stata poi prevista l'esclusione dalla contribuzione aggiuntiva per: - le occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia elencate nella tabella approvata con R.D. n. 2657/1923; - i lavoratori a tempo determinato ovvero a tempo parziale verticale che effettuano attività di cui alla tabella allagata al R.D. n. 1957/1923; - i commessi viaggiatori o piazzisti; - il personale navigante impiegato nella navigazione marittima, aerea e interna; - gli operai agricoli a tempo determinato; - i giornalisti professionisti praticanti e pubblicisti dipendenti da aziende editrici di giornali periodici ed agenzie di stampa e da aziende esercenti servizi radiotelevisivi; - il personale poligrafico (operai ed impiegati) addetto alle attività di composizione, stampa e spedizione di quotidiani e settimanali, di documenti necessari al funzionamento degli organi legislativi e amministrativi nazionali e locali, nonchè alle attività produttive delle agenzie di stampa; - il personale addetto ai servizi di informazione radiotelevisiva; - i lavoratori addetti alle attività di cui all'articolo 10 del R.D. n. 1955/1923 (servizi indispensabili ad assicurare la regolare ripresa o cessazione del lavoro nelle industrie a funzionamento non continuativo, servizi che non possono compiersi durante il normale orario di lavoro senza inconvenienti o pericolo per gli operai, quali la manutenzione e la pulizia degli impianti, compilazione dell'inventario dell'anno, custodia o vigilanza dell'azienda, verifiche e prove straordinarie), nonchè il personale dell'istituto Poligrafico e della Zecca dello Stato; - il personale impiegato per assicurare la continuità dei servizi: - 6 -

7 a) dipendente da imprese concessionarie di servizi nei settori delle telecomunicazioni, delle poste, delle autostrade, dei servizi portuali ed aeroportuali ed aziende che gestiscono servizi pubblici di trasporto; b) dipendente da aziende di produzione, trasformazione, distribuzione, trattamento ed erogazione di energia elettrica, gas, calore ed acqua nonchè di raccolta, trattamento, smaltimento e trasporto dei rifiuti solidi urbani; c) addetto ai servizi funebri e cimiteriali (limitatamente ai casi in cui il servizio stesso sia richiesto dall'autorità giudiziaria, sanitaria o di pubblica sicurezza) (INPS circ. n. 13/1997). Misura La misura del contributo per lavoro straordinario è fissata in percentuale diversa a seconda della natura dell'impresa, della consistenza occupazionale della stessa e delle ore di lavoro straordinario svolte. Più precisamente, per le imprese industriali inquadrate nel ramo 1 il contributo in oggetto è determinato, ex art. 2, comma 19, L. n. 549/1993 nelle seguenti misure percentuali: - 5%, per le imprese con più di quindici dipendenti, in relazione al lavoro straordinario reso sino alla quarantaquattresima ora; - 10%, per le imprese industriali con più di quindici dipendenti, in relazione al lavoro straordinario svolto dalla quarantacinquesima alla quarantottesima ora; - 15%, per le imprese industriali indipendentemente dalla consistenza occupazionale dell'impresa, per il lavoro straordinario eccedente la quarantottesima ora. Le imprese agricole sono tenute al pagamento del contributo esclusivamente per gli operai a tempo indeterminato e versano il contributo in misura integrale anche nei casi di attività svolta in zone montane e svantaggiate (INPS circ. n. 246/1996). L'INPS, con circolare n. 40/1996, ha precisato che il requisito occupazionale di oltre 15 dipendenti si calcola computando, per ogni mese di paga, il personale in forza in tutti i cantieri, stabilimenti o filiali situati nella stessa provincia o in province diverse. Non rientrano invece nella base di computo gli apprendisti, gli assunti con contratto di formazione e lavoro o di reinserimento ed i lavoratori assenti (ad es. per servizio militare, gravidanza, puerperio) sostituiti da altro lavoratore. In tale ultimo caso viene calcolato il lavoratore assunto in sostituzione. I lavoratori part-time sono computati in proporzione all'orario svolto (v. art. 6, D.Lgs. n. 61/2000). Nel caso di attività plurime, con separati inquadramenti, la forza occupazionale deve essere determinata con riferimento a ciascuna delle distinte attività. Il contributo per lavoro straordinario, anche qualora questo sia retribuito in forma forfettaria, deve essere calcolato sulla base della retribuzione relativa alle ore di lavoro straordinario compiute. Al riguardo è stato precisato dal Ministero del lavoro, con circolare n. 100/1996, che per la determinazione della base contributiva si deve considerare la retribuzione prevista per le ore di lavoro normali, escludendo le maggiorazioni retributive stabilite per le ore di lavoro straordinario e supplementare. In considerazione della sua natura speciale, il contributo per lavoro straordinario non è soggetto secondo quanto chiarito dall'inps con la circolare n. 187/1994, alla riduzione delle aliquote contributive previste per gli apprendisti passati in qualifica (v. art. 21, L. n. 223/1991), per i disoccupati assunti con contratto di reinserimento (v. art. 20, L. n. 223/1991), nonchè per l'assunzione dei lavoratori di seguito indicati: - disoccupati o sospesi per C.i.g.s. da almeno 24 mesi (v. art. 8, comma 9, L. n. 407/1990); - iscritti nelle liste di mobilità ex art. 6, L. n. 223/1991 (v. artt. 8, comma 2 e 25, comma 9, L. n. 233/1991); - sospesi per C.i.g.s. da almeno 3 mesi (v. art. 4, comma 3, D.L. n. 148/1993); - giovani in possesso di diploma o di attestato di qualifica (v. art. 22, L. n. 56/1987). 4. Contributi per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria Campo di applicazione A norma dell'art. 37, R.D.L. n. 1827/1935, come modificato da ultimo dall'art. 1, comma 1, D.P.R. n. 818/1957, sono soggetti all'assicurazione tutti i lavoratori di qualsiasi nazionalità, - 7 -

8 compresi i soci di società ed enti cooperativi che prestino la loro attività per conto delle società e degli enti medesimi (salvo le esclusioni più oltre indicate). Sono soggetti a questa forma assicurativa anche: - gli autisti dipendenti da privati datori di lavoro - o dal loro nucleo familiare - titolari di un'attività soggetta alla normativa sugli assegni familiari (art. 1, L. n. 1003/1956); - gli addetti ai servizi domestici e familiari o di riassetto e pulizia dei locali (artt. 1 e 26, D.P.R. n. 1403/1971); - i lavoratori a domicilio (art. 9, L. n. 877/1973); - i lavoratori dello spettacolo per i quali sussiste il rapporto di lavoro subordinato (v. INPS circ. n. 60/2002); - i lavoratori solo occasionalmente occupati alle dipendenze altrui e quelli occupati esclusivamente in lavorazioni che si compiono annualmente in determinati periodi di durata inferiore a sei mesi (art. 1, commi 1 e 2, D.L. n. 108/1991; cfr. anche D.M. 27 marzo 1957); - il personale dipendente degli Istituti di credito già appartenenti al comparto ex ACRI (quadri, personale delle aree professionali, dirigenti; v. circ. INPS n. 133/2002); - dal primo periodo di paga decorrente dal 1 gennaio 2009, i lavoratori dipendenti ai quali sia garantita la stabilità di impiego (art. 20, commi 4-6, D.L. n. 112/2008; INPS circ. n. 18/2009; mess. n. 5730/2009). Sono esclusi dall'obbligo assicurativo: - fino al 31 dicembre 2008, i lavoratori che godono della stabilità di impiego. In base all'art. 36, D.P.R. n. 818/1957, tale requisito era accertato su domanda del datore di lavoro dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale con provvedimento decorrente a tutti gli effetti dalla data di presentazione della domanda medesima (v. al riguardo INPS circ. n. 600/1982); - i lavoratori retribuiti esclusivamente con partecipazione agli utili o al prodotto dell'azienda; sono invece assicurati coloro che, oltre alla partecipazione, ricevono a titolo di complemento un salario od uno stipendio (artt. 8, R.D. n. 2270/1924 e 40, n. 7, R.D.L. n. 1827/1935); - i lavoratori soci delle società cooperative di lavoro esercenti le attività elencate nel D.P.R. n. 602/1970 (art. 1); - i religiosi che prestano attività lavorative in modo non occasionale alle dipendenze di terzi (L. n. 392/1956; v. anche INPS circc. n. 247/1990 e n. 447/1977); - il personale artistico, teatrale e cinematografico eccettuati - ex art. 7, R.D. n. 2270/ coloro la cui attività non richieda una preparazione tecnica, culturale o artistica (art. 40, n. 5, R.D.L. n. 1827/1935; v. altresì INPS mess. n /1986). L'INPS, con mess. n /2011, ha chiarito che le Autorità portuali, nonostante siano enti pubblici non economici, sono tenute a versare la contribuzione di disoccupazione involontaria, in quanto, il rapporto di lavoro dei dipendenti delle predette Autorità non è assistito dalla stabilità d'impiego. Misura Il contributo per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, interamente a carico del datore di lavoro, è fissato dagli artt. 12 e 28, L. n. 160/1975, come modificati dall'art. 25, L. n. 845/1978 nella misura dell'1,61% della retribuzione imponibile. Peraltro l'art. 120 della L. n. 388/2000, nel diminuire dal 1 febbraio 2001 l'aliquota CUAF dello 0,8% (v. infra), ha riconosciuto per i settori che già applicano tale aliquota in misura inferiore a detta percentuale una ulteriore riduzione pari allo 0,4% a valere sui contributi dovuti alle gestioni temporanee, considerando in via prioritaria i contributi per maternità e disoccupazione, in modo da garantire un complessivo esonero dello 0,8% (INPS circc. n. 52/2001; n. 115/2005). Per l'ulteriore esonero di un punto percentuale introdotto dall'art. 1, commi 361 e 362 della L. n. 266/2005, a valere prioritariamente sull'aliquota CUAF, sui contributi di maternità e disoccupazione, si veda quanto esposto al paragrafo 13. In forza dell'art. 10 del D.L. n. 402/1981 le imprese edili ed affini, anche artigiane, iscritte alla gestione speciale edilizia della C.i.g. devono versare un contributo aggiuntivo per gli operai, gli impiegati ed i quadri cui viene corrisposto il trattamento speciale di disoccupazione (v. anche INPS circ. n. 448/1975). Il contributo in parola, posto interamente a carico dei datori di lavoro, è stabilito nella misura dello 0,80%

9 Il contributo per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria per gli operai dell'agricoltura, interamente a carico del datore di lavoro, è stabilito, ai sensi dell'art. 11, D.L. n. 402/1981, in misura pari al 2,75%. Da tale aliquota si deve poi togliere l'esonero ex art. 120, L. n. 388/2000, pari al 0,34%, e l'esonero ex art. 1, commi 361 e 362, L. n. 266/2005, pari all'1%; pertanto, l'aliquota complessiva per la disoccupazione risulta pari all'1,41%. Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua L'art. 118 della L. n. 388/2000, come riformulato dall'art. 48 L. n. 289/2002, ha previsto la possibilità di istituire per i settori dell'industria, agricoltura, terziario e artigianato Fondi paritetici interprofessionali nazionali che hanno come scopo quello di finanziare i piani di formazione continua. Lo stesso art. 118 della L. n. 388/2000, come modificato dall art. 10 del D.L. n. 138/2011, dispone che i Fondi, previo accordo tra le parti, si possono articolare regionalmente o territorialmente e possono, altresì, utilizzare parte delle risorse ad essi destinati per misure di formazione a favore di apprendisti e collaboratori a progetto. I Fondi in oggetto sono alimentati a partire dall'anno 2004 dal gettito del contributo integrativo pari allo 0,30% di cui all'art. 25 della L. n. 845/1978 versato dai datori di lavoro che facoltativamente aderiscono ai Fondi stessi unitamente alla contribuzione a copertura della disoccupazione involontaria (per i datori di lavoro non aderenti resta l'obbligo di versare all'inps il contributo integrativo secondo le ordinarie modalità) (v. INPS circ. n. 71/2003; INPS mess. n. 61/2003 e n. 80/2003; INPS circc. n. 60/2004; n. 67/2004; INPS mess. n. 5684/2004). Le aziende possono utilizzare la denuncia contributiva come strumento di comunicazione delle adesioni e/o delle revoche. La scelta può essere esercitata durante l intero anno solare, con effetti dal periodo di paga nel quale la stessa viene indicata (non più, come in precedenza, dal 1 gennaio dell anno successivo) (INPS circ. n. 107/2009). Nel caso di mobilità tra fondi da parte dei datori di lavoro aderenti, la quota di adesione versata dal datore di lavoro al fondo di provenienza nel triennio antecedente deve essere trasferita al nuovo fondo di adesione nella misura del 70% del totale, al netto dell'ammontare eventualmente già utilizzato dal datore di lavoro per finanziare propri piani formativi, a condizione che l'importo da trasferire per tutte le posizioni contributive del datore di lavoro sia almeno pari a euro e che tali posizioni non siano riferite ad aziende o datori di lavoro le cui strutture, in ciascuno dei tre anni precedenti, rispondano alla definizione comunitaria di micro e piccole imprese di cui alla raccomandazione n. 2003/361/CE dell'unione europea. Le quote oggetto di trasferimento non possono essere riferite a periodi antecedenti al 1 gennaio 2009 (art. 19, comma 7-bis, D.L. n. 185/2009; INPS circ. n. 54/2009). Non possono essere prese in considerazione modifiche di adesioni a Fondi non accompagnate da espresse e contestuali indicazioni di revoca (INPS mess. n. 3247/2010). Una nuova procedura consente ai fondi interprofessionali di avere in tempo reale ogni tipo di informazioni in merito ad adesioni, revoche, fallite adesioni, importi ripartiti, etc.; (v. INPS mess. n. 2658/2011). Settore agricolo L'art. 1, comma 62, della L. n. 247/2007 ha previsto che a decorrere dal 1 gennaio 2008, l'aliquota contributiva per la disoccupazione involontaria di cui all'articolo 11, ultimo comma, del D.L. n. 402/1981, è ridotta di 0,3 punti percentuali; l'importo derivante da tale riduzione è destinato al finanziamento delle iniziative di formazione continua dirette ai lavoratori dipendenti del settore agricolo. I datori di lavoro che aderiscono ai Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua, istituiti ai sensi del comma 1 dell'art. 118 della L. n. 388/2000, effettuano l'intero versamento contributivo, pari al 2,75% delle retribuzioni, all'inps che, dedotti i costi amministrativi e secondo le modalità operative di cui al comma 3 dell'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, provvede bimestralmente al trasferimento dello 0,30% al Fondo paritetico interprofessionale indicato dal datore di lavoro. Per i datori di lavoro che non aderiscono ai Fondi paritetici interprofessionali resta fermo l'obbligo di versare all'inps l'intero contributo pari al 2,75%. In tal caso, la quota dello 0,30% di cui all'art. 1, comma 62, L. n. 247/2007, segue la stessa destinazione del contributo integrativo previsto dall'articolo 25, quarto comma, della L. n. 845/1978 (art. 1, c. 64, L. n. 247/2007)

10 Le imprese aderiscono, in modo volontario, ai Fondi paritetici interprofessionali. Ogni impresa può aderire solamente ad un unico fondo per tutti i dipendenti soggetti alla medesima disciplina contrattuale e l'adesione può essere effettuata anche per un fondo di settore diverso da quello di appartenenza (INPS circ. n. 34/2008). La gestione delle adesioni e delle revoche avviene all interno del sistema DMAG mediante la funzione "Fondi Interprofessionali". A partire dal 4 trimestre 2009, le aziende possono esercitare le scelte ogni trimestre e gli effetti di queste scelte decorreranno dal trimestre nel quale vengono espresse anche in caso di modelli DMAG tardivi relativi a competenze pregresse. L adesione non deve essere riproposta nei trimestri successivi e negli anni successivi in quanto valida fino ad esplicita revoca. Può essere proposta, invece, ogni trimestre, la revoca e l eventuale adesione contestuale ad un nuovo fondo. Se non risulta intervenuta esplicita revoca del fondo precedentemente scelto non sarà possibile l adesione ad un nuovo fondo (INPS circ. n. 130/2009). 5. Contributi per l'indennità di mobilità Ai sensi dell'art. 16, comma 2, lett. a), L. n. 223/1991 le imprese, diverse da quelle edili, destinatarie dell'intervento straordinario della Cassa integrazione devono versare un contributo per il finanziamento delle indennità corrisposte ai lavoratori posti in mobilità. Per l'individuazione specifica del campo di applicazione si rinvia a quanto esposto nella nota Cassa integrazione guadagni straordinaria. Credito e credito cooperativo L'INPS con circolare n. 100/2001 ha chiarito che è sospeso l'obbligo contributivo per mobilità per quelle imprese del credito e del credito cooperativo destinatarie dei DD.MM. n. 157/2000 e n. 158/2000 (v. par. 12) che, pur applicando il contratto del credito, operano di fatto in attività terze e quindi risultano inquadrate ai fini previdenziali in settori diversi dal credito, già destinatari del sistema degli ammortizzatori sociali e sottoposti al prelievo contributivo per mobilità. Qualora tali aziende avessero versato eventuali contribuzioni per mobilità possono avanzare richiesta di rimborso delle somme versate in eccedenza, in quanto non possono essere destinatarie di una doppia imposizione contributiva a sostegno dei costi per gli ammortizzatori sociali. 6. Contributi per la Cassa unica assegni familiari Campo di applicazione Per la determinazione del campo di applicazione si veda quanto esposto nella nota Assegno per il nucleo familiare. A norma dell'art. 49, comma 2, L. n. 88/1989 l'obbligo del versamento dei contributi in parola può tuttavia essere escluso, su domanda, per i datori di lavoro del settore "attività varie" che istituzionalmente non abbiano fini di lucro (in base alle risultanze di atti formali, quali statuto, regolamento, certificazione di autorità pubblica, ecc.) e garantiscano ai propri dipendenti trattamenti di famiglia non inferiori a quelli previsti dalla legge. L'INPS con circolare n. 143/1989, ha precisato che a tal fine le Sedi: - verificano, anche a mezzo delle scritture contabili o di documenti equipollenti, che l'attività sia svolta gratuitamente ovvero dietro un corrispettivo o, comunque, un finanziamento di entità tale da costituire il mero costo delle prestazioni o dei servizi erogati; - richiedono la presentazione di una dichiarazione di responsabilità dalla quale risulti che il datore di lavoro assicura ai propri dipendenti i trattamenti di famiglia come sopra specificati. Misura I contributi per gli assegni familiari, interamente a carico dei datori di lavoro, sono calcolati in misura percentuale sulla retribuzione imponibile senza limiti di massimale. L'aliquota contributiva è stabilita a tratto generale dall'art. 3, comma 23, della legge 8 agosto 1995, n. 335, come attuato dal D.M. 21 febbraio 1996, nella misura del 2,48%. La misura dell'aliquota è inferiore rispetto a quella della generalità dei datori di lavoro in casi particolari, quali:

11 - imprese artigiane e commerciali i cui titolari sono iscritti negli elenchi nominativi per l'assicurazione I.v.s.; - imprese agricole i cui titolari sono iscritti negli elenchi nominativi per l'assicurazione I.v.s.; - imprese della pesca di cui all'art. 11, L. n. 963/1965, munite del permesso di pesca costiera locale o ravvicinata di cui all'art. 9, D.P.R. n. 1639/1968 e cooperative dei pescatori di cui alla L. n. 250/1958; - cooperative agricole e loro consorzi (*); - altre cooperative e loro consorzi (*); - altre imprese agricole. Dal 1 febbraio 2001 a norma dell'art. 120, L. n. 388/2000 l'aliquota CUAF è diminuita dello 0,8%. L'art. 120, comma 2, L. n. 388/2000 dispone che nei settori per i quali l'aliquota CUAF è inferiore allo 0,8% è riconosciuta una ulteriore riduzione, fino ad un massimo di 0,4 punti percentuali, a valere sui contributi dovuti alle gestioni temporanee, considerando prioritariamente i contributi per maternità e disoccupazione, in modo da garantire un complessivo esonero di 0,8 punti percentuali. I datori di lavoro aventi titolo agli esoneri contributivi ex art. 120, L. n. 388/2000, a partire dal periodo di paga gennaio 2006 (**), ai fini della determinazione dell'aliquota da versare, porteranno direttamente in detrazione dalla contribuzione complessivamente dovuta la quota di esonero spettante (cd. nettizzazione dei contributi). Pertanto, non dovranno più essere utilizzati i precedenti codici "R600, R601, R602, R603" ("esonero cuaf", "esonero maternità", "esonero disoccupazione", "esonero altre contr.") per la generalità dei lavoratori dipendenti (agevolati e non), ad eccezione dei lavoratori occupati in Paesi esteri parzialmente convenzionati, per i quali non opera la nettizzazione (INPS circc. n. 52/2001; n. 115/2005). Per l'ulteriore esonero di un punto percentuale introdotto dall'art. 1, commi 361 e 362 della L. n. 266/2005, a valere prioritariamente sull'aliquota CUAF, sui contributi di maternità e disoccupazione, si veda quanto esposto al paragrafo (*) Cooperative e consorzi iscritti nei registri prefettizi o nello schedario generale delle cooperative, ai sensi del D.L.C.P.S. 14 dicembre 1947, n (**) L'INPS ha stabilito che i datori di lavoro potranno trasmettere la denuncia riferita al periodo di paga di gennaio 2006 senza operare la nettizzazione, mentre, in ogni caso, a partire dalla denuncia contributiva riferita al periodo di febbraio 2006 dovranno essere osservate le nuove modalità illustrate con la circolare n. 115/2005 (INPS mess. n /2005). Imprese artigiane Per le imprese artigiane - secondo le precisazioni dell'inps (v. circolare n. 123/1990 e mess. n. 6044/1990) - il beneficio della riduzione dell'aliquota spetta anche nei seguenti casi: - alle società di persone quando sussista il requisito dell'iscrizione negli elenchi nominativi dei soci titolari, purchè gli stessi siano in maggioranza rispetto agli altri soci. Il beneficio spetta anche alle imprese artigiane composte da due soci, a condizione che almeno uno di essi sia inscritto negli elenchi e svolga in prevalenza lavoro personale anche manuale nel processo produttivo e che nell'impresa il lavoro abbia funzione preminente sul capitale; - alle società di persone quando, in presenza del requisito di cui al punto precedente, uno o più soci risultino iscritti nei suddetti elenchi quali titolari di ditta individuale artigiana ovvero quali soci di altra società artigiana esercente la medesima o diversa attività; - al titolare di ditta individuale artigiana con più laboratori anche in diverse province; - al titolare di ditta individuale artigiana anche per i dipendenti addetti ad attività di natura commerciale ove, in relazione a quest'ultima, sia accesa una distinta posizione contributiva. Imprese commerciali Per le imprese commerciali l'inps, con circolare n. 123/1990, ha chiarito che il beneficio della riduzione dell'aliquota spetta anche nei seguenti casi: - alle società di persone quando sussista il requisito dell'iscrizione negli elenchi nominativi dei soci titolari, purchè gli stessi siano in maggioranza rispetto agli altri soci; - alle società di persone quando, in presenza del requisito di cui al punto precedente, uno o più soci risultino iscritti nei suddetti elenchi quali titolari di ditta individuale commerciale ovvero quali soci di altra società commerciale esercente la medesima o diversa attività; - al titolare di ditta individuale con più punti di vendita anche in diverse province;

12 - al titolare di due o più ditte individuali esercenti la stessa o diversa attività anche se in province diverse. L'aliquota ridotta invece non si applica, anche se il titolare risulta iscritto negli elenchi dei commercianti: - agli stabilimenti di cure termali, idropiniche, idroterapiche e fisiche in genere non annessi ad alberghi; agli esercenti spettacoli viaggianti, parchi di divertimento, circhi equestri e simili; agli esercenti di sale di spettacolo, compresi i cinematografi (INPS circ. n. 55/1983); - alle agenzie di assicurazione (art. 2, comma 16, D.L. n. 338/1989). Credito e assicurazione Per le aziende del settore credito e assicurazione l'art. 73 del D.P.R. n. 797 del 1955 sancisce che il contributo per gli assegni familiari deve essere calcolato sull'intera retribuzione anche nei periodi per i quali questa è corrisposta in misura ridotta. Per quanto riguarda i rapporti di lavoro a tempo parziale, essendo la corresponsione degli assegni collegata alla prestazione di attività lavorativa e non alla sola sussistenza del rapporto di lavoro, ai fini del versamento contributivo deve prendersi a riferimento la retribuzione effettivamente corrisposta, salvi facendo i minimali di legge. 7. Contributi per la Cassa integrazione guadagni Campo di applicazione Il contributo è dovuto per le aziende ed i lavoratori compresi nel campo di applicazione delle norme sull'intervento della Cassa integrazione. Misura C.i.g. ordinaria La contribuzione alla Cassa integrazione guadagni ordinaria di cui all'art. 12, L. n. 164/1975, interamente a carico del datore di lavoro, è articolata in un contributo ordinario ed un contributo addizionale a carico delle imprese che si avvalgono degli interventi di integrazione salariale. Il contributo ordinario a carico dei datori di lavoro è fissato dal D.P.R. n. 898/1978, come integrato dall'art. 2, comma 1, D.L. n. 694/1982 nel 2,20% della retribuzione imponibile per le imprese con più di cinquanta dipendenti e nell'1,90% per le imprese minori. Nel numero dei dipendenti devono essere inclusi tutti i lavoratori in forza presso tutte le unità produttive dell'impresa, anche se dislocate in province diverse, compresi quelli per i quali non è dovuto il contributo per la C.i.g. (dirigenti, apprendisti, lavoratori a domicilio). Sono esclusi dal computo i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro ed i dipendenti assenti dal lavoro (per malattia o infortunio, servizio militare, gravidanza e puerperio, ecc.) che siano sostituiti da altri lavoratori assunti per tale motivo. Ai fini della determinazione dell'aliquota da applicare le imprese devono inviare all'inps una dichiarazione attestante il numero medio dei lavoratori dipendenti in forza nell'anno precedente. Tale dichiarazione deve essere presentata: - in occasione dell'inizio dell'attività (in tal caso comunica il numero dei dipendenti occupati alla fine del primo mese di attività); - in caso di modiche del numero di dipendenti che influiscano ai fini della determinazione del contributo (INPS circ. n. 89/2003). C.i.g. agricoltura L'art. 11, D.L. n. 402/1981 fissa l'aliquota contributiva per il finanziamento dell'integrazione salariale per i dipendenti da imprese agricole in misura pari all'1,50% della retribuzione imponibile ex art. 14, D.L. n. 791/1981. Per un quadro completo si rinvia alla nota Cassa integrazione guadagni agricoltura. C.i.g. edilizia e lapidei Il contributo per la cassa integrazione per gli impiegati e quadri del settore edile e lapideo è dovuto nella misura prevista in via generale per le imprese industriali; vale a dire 1,90% per le

13 aziende fino a 50 dipendenti e 2,20% per le altre aziende (v. art. 2, comma 1, D.L. n. 4/1998 e INPS circc. n. 50/1998 e n. 76/1998). Per il contributo addizionale posto a carico delle aziende che si avvalgono degli interventi di integrazione salariale si rinvia a quanto esposto nella nota C.i.g. edilizia. C.i.g. straordinaria Le imprese soggette alla C.i.g. straordinaria sono tenute - ex art. 9, L. n. 407/ al versamento di un contributo posto a carico dei datori di lavoro e lavoratori interessati nella misura rispettivamente dello 0,60% e dello 0,30% della retribuzione imponibile. Secondo i criteri generali, il contributo in questione è dovuto anche per gli apprendisti passati in qualifica e per i giovani qualificati di cui agli artt. 21, comma 6, e 22 della legge n. 56/1987. Per queste categorie, nei limiti temporali previsti nelle suddette norme (rispettivamente 12 mesi dall'attribuzione della qualifica e 6 mesi dall'assunzione), non è dovuta la quota a carico del datore di lavoro. Ai sensi dell'art. 8, comma 7, D.L. n. 86/1988 le imprese che fruiscono della C.i.g.s., qualora assumano giovani con contratto di formazione e lavoro per l'acquisizione di professionalità diverse da quelle dei lavoratori sospesi, sono tenute a corrispondere alla C.i.g.s., per tutta la durata delle predette sospensioni e per ciascun giovane assunto e comunque per un numero di essi non superiore a quello dei lavoratori sospesi, un contributo mensile pari al 7% calcolato sull'importo massimo del trattamento di integrazione salariale. Se l'azienda si articola in più unità produttive, ai fini della determinazione del periodo di riferimento e del numero dei lavoratori, bisogna aver riguardo alle sole unità produttive nelle quali sono in corso le sospensioni e si procede alle assunzioni in parola (INPS circ. n. 94/1989). Con riferimento alle società cooperative derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali di cui all'art. 21, comma 1, lett. b), L. n. 84/1994, il Ministero del lavoro ha ritenuto che, in relazione ai lavoratori temporanei, le stesse non sono tenute al versamento dei contributi di cui al citato art. 9, L. n. 407/1990, a partire dalla data di entrata in vigore dell'art. 19, comma 12, D.L. n. 185/2008 (29 novembre 2008), che, nella materia de qua, ha previsto un tipo di integrazione salariale, l'indennità di mancato avviamento al lavoro, che viene erogata esclusivamente per i lavoratori portuali che prestano lavoro temporaneo (ML interpello n. 6/2012). Per l'esonero dell'obbligo contributivo per C.i.g.s. per le aziende di credito e di credito cooperativo vedi quanto esposto nel par. 5. Per una trattazione completa si rinvia alla nota Cassa integrazione guadagni straordinaria. 8. Contributi per il fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto Tale forma assicurativa, prevista dall'art. 2, L. n. 297/1982, è obbligatoria nei confronti di tutti i lavoratori (con esclusione degli operai agricoli con contratto a tempo determinato). Per i giornalisti l'assicurazione è gestita dall'inpgi (INPS circ. n. 1827/1982). Il fondo è alimentato da un contributo a carico del datore di lavoro, stabilito dal D.M. 9 febbraio 1988, come integrato dall'art. 4, D.Lgs. n. 80/1992, nello 0,20% della retribuzione imponibile, elevato allo 0,40% per i dirigenti di aziende industriali (v. pure INPS circc. n. 122/1993; n. 53/2007). Al fine di compensare i datori di lavoro che destinano il TFR maturando alla previdenza complementare è stata introdotta una particolare misura agevolativa. Più precisamente dal 2007 il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo al fondo di garanzia nella stessa percentuale di TFR trasferito alle forme pensionistiche complementari ed al fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto presso l'inps (art. 10, D.Lgs. n. 252/2005; INPS circ. n. 23/2007). 9. Contributi di solidarietà A decorrere dal 1 luglio 1991 è previsto dall'art. 9 bis del decreto legge 29 marzo 1991, n. 103 un contributo di solidarietà del 10% a carico del datore di lavoro sulle somme e contribuzioni versate o accantonate presso fondi, casse, gestioni, forme assicurative, al fine di erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali (v. anche INPS circc. n. 161/1991; n. 98/2007; mess. n /2009). Tale contributo è dovuto anche sugli accantonamenti effettuati al Fondo nazionale di previdenza per gli impiegati delle imprese di spedizione e delle agenzie marittime

14 Nel campo di applicazione del contributo in parola rientrano anche le categorie assicurate sulla base di retribuzioni convenzionali nonchè gli apprendisti, gli assunti con contratti di formazione e lavoro ed i lavoratori per i quali siano previste particolari agevolazioni contributive (come ad esempio i destinatari della legge n. 407/1990, art. 8, comma 9: lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o sospesi e beneficiari del trattamento straordinario C.i.g. da 24 mesi), per i quali il contributo è dovuto in misura intera. Il versamento del contributo di solidarietà deve essere effettuato con la denuncia contributiva relativa al mese nel corso del quale si verifica il versamento al fondo o cassa o gestione o impresa assicuratrice degli accantonamenti o somme; per quanto riguarda le polizze i cui premi siano pagati in due soluzioni (acconto e saldo) possono continuare ad essere applicati i criteri secondo i quali il versamento dei contributi viene effettuato sull'ammontare complessivo del premio annuale, con la denuncia contributiva relativa al mese in cui avviene il pagamento del saldo. Disciplina vigente fino al 31 dicembre 2007 Dal 27 marzo 1997 al 31 dicembre 2007 erano soggette al contributo di solidarietà del 10% ai sensi dell'art. 2, D.L. n. 67/1997, anche le erogazioni previste da contratti collettivi di secondo livello correlate ad incrementi di produttività, qualità ed altri elementi di competitività e delle quali sia incerta la corresponsione, nel limite del 3% della retribuzione contrattuale percepita dal lavoratore. Tale contributo doveva essere versato alla gestione pensionistica del lavoratore beneficiario. Qualora le erogazioni in parola fossero destinate ai trattamenti pensionistici complementari previsti dal D.Lgs. n. 124/1993, il contributo di solidarietà non era dovuto. Se a tale finalità era destinata solo una parte di dette erogazioni, il contributo in parola si applicava solo alla parte residua. Dal 1 gennaio 2008 per effetto dell'art. 1, cc , L. n. 247/2007 non è più dovuto il contributo di solidarietà sulle erogazioni incentivanti. Contributi per il periodo dal 1 settembre 1985 al 30 giugno 1991 Per il periodo dal 1 settembre 1985 al 30 giugno 1991 (in relazione al quale v. INPS circc. n. 20/1997 e n. 61/1997) il datore di lavoro doveva versare un contributo pari al 15% delle somme versate a casse, fondi, gestioni o forme assicurative al fine di erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali - 2% per il settore editoriale in relazione alle somme accantonate presso Fondi integrativi istituiti da accordi collettivi nazionali con valore di legge in attuazione della L. n. 741/1959 (INPS circ. n. 73/1997), escludendo dal computo quelle già assoggettate ad ordinaria contribuzione. Nel caso di premi per polizze contro i rischi professionali ed i rischi extraprofessionali andava esclusa dal computo la quota di premio relativa a questi ultimi, qualora fosse già stata versata l'ordinaria contribuzione. Il contributo in parola non era dovuto per le somme versate: - al Fondo di previdenza per gli impiegati delle imprese di spedizione e delle agenzie marittime; - dalle aziende agricole ubicate nei territori montani, relativamente agli anni 1985, 1986 e 1987; - dalle aziende operanti nelle zone agricole svantaggiate relativamente agli anni 1986 e Le somme dovevano essere versate in 18 rate bimestrali senza oneri accessori a decorrere dal 20 febbraio 1997 ovvero dal 20 aprile 1997, con la maggiorazione della prima rata degli interessi legali del 5%. L'ammontare del debito complessivo doveva essere comunque denunciato alla sede INPS competente entro il termine per il versamento della prima rata. 10. Contributi per l'indennità di malattia Campo di applicazione Il contributo per l'indennità di malattia, posto esclusivamente a carico del datore di lavoro, è dovuto per i soggetti aventi diritto alle relative prestazioni, per la cui determinazione si rinvia a quanto esposto in tema di Malattia ed infortunio non professionale

15 L'art. 6, comma 2, L. n. 138/ così come interpretato dall'art. 20, comma 1, D.L. n. 112/ prevede che i datori di lavoro che hanno corrisposto per legge o per contratto collettivo, anche di diritto comune, il trattamento economico di malattia, con conseguente esonero dell'inps dall'erogazione dell'indennità, non sono tenuti al versamento all'inps della relativa contribuzione. Dal 1 maggio 2011 tutti i datori di lavoro sono comunque tenuti al versamento della contribuzione di malattia per le categorie di lavoratori per le quali l'assicurazione di malattia è dovuta. Fino al 30 aprile 2011 erano esonerati dall'obbligo del versamento del contributo di malattia i datori di lavoro tenuti, per legge o contratto collettivo, ad erogare un trattamento economico di malattia ai lavoratori. Restano comunque alla gestione le contribuzioni versate prima del 1 maggio 2011, nonostante l'esonero (v. INPS circ. n. 122/2011). L'obbligo contributivo è stato esteso, a decorrere dal 1 gennaio 2009, alle imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli enti locali privatizzate e a capitale misto (art. 20, comma 2, D.L. n. 112/2008; INPS circ. n. 114/2008; mess. n. 3352/2009; mess. n. 5730/2009; INPGI circ. n. 4/2009; INPS mess. n /2009). Sono esonerati dal versamento della contribuzione per malattia gli enti pubblici costituiti ai sensi dell art. 73, comma 1, lett. c) del T.U.I.R. (ovvero gli enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l esercizio di attività commerciali), se non privatizzati. La stessa disciplina si applica ai consorzi di enti pubblici di cui al combinato disposto degli artt. 31 e 114, D.Lgs. n. 267/2000, purché si tratti di soggetti ancora dotati di personalità giuridica di diritto pubblico (ML interpello n. 23/2010). Sono, inoltre, esonerate le Autorità portuali, in quanto sono enti pubblici non economici, non interessati da processi di privatizzazione (INPS mess. n. 2883/2011). Misura I contributi per l'indennità di malattia, stabiliti dall'art. 31, comma 5, L. n. 41/1986 in misura differenziata per i diversi settori di inquadramento, sono così fissati: Settore Aliquota Industria - Artigianato - Spettacolo 2,22% Commercio - Proprietari di fabbricati - Servizi di culto 2,44% Credito - Assicurazioni - Servizi tributari appaltati 2,55% Agricoltura 0,683% L'INPS, con circolare n. 168/1983, ha precisato che ai lavoratori italiani alle dipendenze di rappresentanze diplomatiche e consolari straniere in Italia ed ai lavoratori stranieri alle dipendenze delle stesse che hanno optato per la legislazione italiana devono essere applicate le aliquote contributive previste per il settore del commercio, anche nei casi in cui non esista un decreto ministeriale di aggregazione a tale categoria ex art. 34, D.P.R. n. 797/1955. Per i lavoratori italiani alle dipendenze di organismi aventi personalità giuridica di diritto internazionale (FAO, NATO, ecc.) ed i lavoratori stranieri che hanno optato per la legislazione italiana spetta il trattamento di cui al titolo precedente, in assenza di accordi stipulati con l'italia che contengano specifiche clausole di esenzione dal pagamento dei contributi di malattia e di esclusione dell'obbligo assicurativo in Italia. In questo caso, se l'esenzione dal pagamento dei contributi riguarda il solo lavoratore, il datore di lavoro dovrà farsi carico degli oneri assistenziali anche per la parte a carico del lavoratore. Se invece l'esenzione riguarda anche il datore di lavoro sarà il Ministero degli esteri a promuovere le apposite iniziative volte ad integrare gli accordi già stipulati. Per i dipendenti dei pubblici esercizi compresi anche i laboratori di pasticceria e le aziende esercenti mense e/o bar aziendali, è dovuto, secondo quanto previsto dal D.M. 1 febbraio 1957, un contributo aggiuntivo nella misura dello 0,77% della retribuzione imponibile, a fronte del più vantaggioso trattamento ad essi riconosciuto in caso di malattia (v. altresì INPS circ. n. 71/1985). Le aziende alberghiere sono tenute al versamento del predetto contributo solo per il personale adibito ad attività comprese tra quelle proprie dei pubblici esercizi (ristorante, bar,

16 ecc.) che non siano riservate esclusivamente alla clientela dell'azienda alberghiera ma aperte al pubblico a seguito di rilascio di autonoma licenza. Al riguardo è stato precisato dall'inps, con circolare n. 235/1992, che l'obbligo non sussiste qualora detti esercizi costituiscano parte integrante dell'azienda alberghiera e siano gestiti direttamente dall'albergatore, a meno che: - siano organizzati con gestione distinta e indipendente da quella dell'albergo e con personale adibito esclusivamente ad essi; - costituiscano una gestione a sè stante dell'albergatore, con rilevanza del tutto preponderante rispetto a quella alberghiera; - siano stati concessi in gestione dall'albergatore a terzi. In ordine alle piccole pensioni, ovvero quelle con non più di nove camere, strutturate con accesso diretto alla pubblica via per i servizi di ristorazione, il contributo aggiuntivo è dovuto nella sola ipotesi in cui l'attività di alloggio risulti accessoria rispetto a quella di ristorazione, e non qualora esse siano strutturate come aziende a carattere ricettivo (nel qual caso infatti rientrano nell'ambito organizzativo del comparto alberghiero). Per i lavoratori dello spettacolo con contratto di lavoro a tempo determinato i contributi per l'indennità di malattia sono calcolati a norma dell'art. 6, comma 15, D.L. n. 536/1987, nei limiti di un massimale giornaliero di 67,14 (L ) (v. al riguardo INPS circ. n. 180/1987). 11. Contributi per l'indennità di maternità Campo di applicazione Sono soggetti all'obbligo della contribuzione per l'indennità di maternità i datori di lavoro di tutti i settori i cui dipendenti hanno diritto in base alla vigente normativa all'indennità di maternità per i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro. Dal 1 aprile 2006, la legge 24 febbraio 2006, n. 104 estende la tutela previdenziale relativa alla maternità (D.Lgs. n. 151/2001) alle lavoratrici e ai lavoratori appartenenti alla categoria dei dirigenti che prestano la loro opera alle dipendenze di datori di lavoro privati. Da tale data, i datori di lavoro sono tenuti a versare il contributo per l'assicurazione per la maternità sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti con qualifica di dirigente, nella misura prevista dall'art. 79, comma 1, del D.Lgs. n. 151/2001 in considerazione dei diversi settori produttivi (INPS circc. n. 76/2006; n. 85/2006; mess. n /2006). L'obbligo contributivo è stato esteso, a decorrere dal 1 gennaio 2009, alle imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli enti locali privatizzate e a capitale misto (art. 20, comma 2, D.L. n. 112/2008; INPS circ. n. 114/2008; mess. n. 3352/2009; mess. n. 5730/2009; INPGI circ. n. 4/2009; INPS mess. n /2009). Sono esonerati dal versamento della contribuzione per maternità gli enti pubblici costituiti ai sensi dell art. 73, comma 1, lett. c) del T.U.I.R. (ovvero gli enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l esercizio di attività commerciali), se non privatizzati. La stessa disciplina si applica ai consorzi di enti pubblici di cui al combinato disposto degli artt. 31 e 114, D.Lgs. n. 267/2000, purché si tratti di soggetti ancora dotati di personalità giuridica di diritto pubblico (ML interpello n. 23/2010). Sono, inoltre, esonerate le Autorità portuali, in quanto sono enti pubblici non economici, non interessati da processi di privatizzazione (INPS mess. n. 2883/2011). Misura I contributi per l'indennità di maternità, posti interamente a carico del datore di lavoro, sono stabiliti, in misura differenziata per i diversi settori di inquadramento (v. infra). Dal 1 luglio 2000 fino al 31 dicembre 2001, gli oneri contributivi per la maternità a carico dei datori di lavoro sono stati ridotti dello 0,20%. Per gli anni successivi al 2001, tale riduzione è stata subordinata all'adozione di appositi decreti (artt. 78 e 79, D.Lgs. n. 151/2001; v. anche INPS circ. n. 12/2000). A decorrere dal 1 gennaio 2002 la riduzione è confermata a regime dall'art. 43, L. n. 448/2001 (v. anche INPS circ. n. 47/2002). Inoltre l'art. 120 della L. n. 388/2000, nel ridurre dal 1 febbraio 2001 l'aliquota CUAF dello 0,8%, ha riconosciuto per i settori che già applicano tale aliquota in misura inferiore allo 0,8% una ulteriore riduzione, fino ad un massimo di 0,4 punti percentuali, a valere sui contributi dovuti alle gestioni temporanee, considerando prioritariamente i contributi per maternità e

17 disoccupazione, in modo da garantire un complessivo esonero dello 0,8% (INPS circc. n. 52/2001; n. 115/2005). In seguito l'art. 1, commi 361 e 362 della L. n. 266/2005 ha introdotto un ulteriore esonero di un punto percentuale, a valere prioritariamente sull'aliquota CUAF, sui contributi di maternità e disoccupazione (cfr. par. 13). Per alcuni settori l'aliquota potrà risultare azzerata o ridotta per effetto di tali esoneri. A decorrere dal 1 luglio 2007, il contributo di maternità per i settori del credito e delle assicurazioni è pari allo 0,46% delle retribuzioni di tutti i lavoratori dipendenti, in luogo della precedente misura dello 0,13%. Quest'ultima misura rimane, invece, vigente per il settore dei servizi tributari (INPS circ. n. 117/2007). Il contributo di maternità risulta, pertanto, fissato nelle seguenti misure: Settore Aliquota Industria - Credito - Assicurazione - Artigianato - Marittimi - Spettacolo 0,46% Terziario e servizi - Proprietari di fabbricati - Servizi di culto 0,24% Servizi tributari appaltati 0,13% Allievi dei cantieri scuola e lavoro (L. 6 agosto 1975, n. 418) 0,01% Per gli artigiani e gli esercenti attività commerciali, la misura del contributo annuo è fissata in 7,49 (L ) (art. 43, L. n. 448/2001; art. 82, D.Lgs. n. 151/2001). Per i lavoratori dello spettacolo con contratto di lavoro a tempo determinato i contributi per l'indennità di maternità sono calcolati, ai sensi dell'art. 6, comma 15, D.L. n. 536/1987, nei limiti di un massimale giornaliero di 67, Contributi per i Fondi a sostegno del reddito e dell'occupazione Imprese del credito e dell'assicurazione In attuazione della previsione dell'art. 1, comma 1, D.M. n. 477/1997, sono stati approvati i regolamenti istitutivi dei Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito, dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese del credito (D.M. n. 158/2000) e del credito cooperativo (D.M. n. 157/2000), nonché dalle imprese assicuratrici (D.M. n. 33/2011). E' previsto un incentivo economico a favore dei datori di lavoro che rientrano nell'ambito di applicazione del "Fondo di solidarietà di sostegno al reddito, dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese di credito", i quali assumano a tempo indeterminato lavoratori destinatari dell'assegno di sostegno al reddito ex art. 11-bis del D.M. n. 158/2000, c.d. assegno emergenziale. Infatti, ai lavoratori in esubero, non aventi i requisiti per l'accesso alle prestazioni straordinarie di cui all'art. 5, comma 1, lett. b) del D.M. n. 158/2000, è prevista l'erogazione di un assegno per il sostegno del reddito della durata massima di 24 mesi purché gli stessi si trovino in condizione di disoccupazione involontaria. Pertanto, l'erogazione dell'assegno emergenziale è subordinata al riconoscimento dell'indennità di disoccupazione ordinaria. L'ammontare di tale prestazione è per metà a carico del Fondo e per l'altra metà a carico del datore di lavoro (INPS circ. n. 88/2011; INPS circ. n. 86/2012). I fondi per il personale delle imprese del credito e del credito cooperativo, la cui scadenza è prevista in data 30 giugno 2020, costituiscono un nuovo ammortizzatore sociale diretto a garantire un sostegno al reddito e all'occupazione del personale dipendente dai gruppi creditizi che applicano i contratti collettivi del credito e del credito cooperativo e i relativi contratti complementari, coinvolti in processi di ristrutturazione e finora esclusi dal sistema degli ammortizzatori sociali (v. anche INPS circc. n. 193/2000; n. 194/2000). In particolare, i contratti di cui all'art. 2 del D.M. 157/2000, sono solo i contratti collettivi nazionali stipulati tra la "Federcasse - Federazione Italiana delle Banche di Credito cooperativo Casse Rurali ed Artigiane" e le Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori della categoria (INPS delibera n. 7/2003; circ. n. 73/2005)

18 L'INPS ha attivato una procedura denominata Solicre, che consente di acquisire e gestire le richieste di accesso al Fondo di solidarietà del credito in via telematica; infatti, dal 16 marzo 2010 le domande da parte degli Istituti di credito interessati al finanziamento, devono essere presentate solo per via telematica (INPS mess. n. 4877/2010; n. 2884/2011). Con il D.M. n. 351/2000 è stato istituito il Fondo di solidarietà per il personale già dipendente da imprese di assicurazioni poste in liquidazione coatta amministrativa avente lo scopo di attuare interventi per il sostegno del reddito a favore del personale dipendente, non dirigente, proveniente dalle imprese in oggetto, che sia stato riassunto dal commissario liquidatore (v. anche INPS circ. n. 124/2001; INPS circ. n. 13/2003; INPS circ. n. 162/2003). Il Fondo di solidarietà per il personale delle imprese assicuratrici istituito dal D.M. n. 33/2011, ha la durata di dieci anni a decorre dal 14 aprile 2011 (data di entrata in vigore del decreto) e potrà essere eventualmente rinnovato alla scadenza. Esso ha lo scopo di attuare, nei confronti dei lavoratori delle imprese cui si applica il contratto collettivo di settore, interventi che, nell'ambito e in connessione con processi di ristrutturazione e/o di situazioni di crisi ex art. 2, comma 28 della legge n. 662/1996, o di rilevante riorganizzazione aziendale o di riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, favoriscano il mutamento e il rinnovamento delle professionalità e realizzino politiche attive di sostegno del reddito e dell'occupazione (art. 2, D.M. n. 33/2011). Nell'ambito dei suindicati processi, il Fondo provvede, in via ordinaria, a contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o comunitari; al finanziamento di specifici trattamenti a favore dei lavoratori interessati da riduzione dell'orario di lavoro o da sospensione temporanea dell'attività lavorativa anche in concorso con gli appositi strumenti di sostegno previsti dalla legislazione vigente. Inoltre, il Fondo provvede, in via straordinaria, all'erogazione di assegni straordinari per il sostegno al reddito, in forma rateale, ed al versamento della contribuzione correlata di cui all'art. 2, comma 28, della legge n. 662/1996, riconosciuti ai lavoratori ammessi a fruirne per un periodo massimo di 60 mesi fino alla maturazione dei requisiti per la pensione INPS, i più prossimi tra anzianità e vecchiaia. Il lavoratore può optare anche per l'erogazione in unica soluzione (art. 5, D.M. n. 33/2011). Gli assegni straordinari di sostegno al reddito erogati in forma rateale dal Fondo sono soggetti alla tassazione ordinaria e, conseguentemente, sull assegno viene attribuita d ufficio, ove spettante, la detrazione per lavoro dipendente. La prestazione straordinaria in unica soluzione, invece, è soggetta alla tassazione separata, con l utilizzo dell aliquota TFR ai sensi dell art. 19 TUIR. Le domande di accesso alla prestazione straordinaria possono essere presentate dai datori di lavoro interessati entro dieci anni dal 14 aprile 2011 (data di entrata in vigore del D.M. n. 33/2011, che ha istituito il Fondo di solidarietà) e, conseguentemente, la prestazione straordinaria può essere erogata nel periodo ricompreso tra il 1 maggio 2011 e il 1 aprile L'INPS ha fornito le prime istruzioni in merito alla liquidazione dell'assegno straordinario per il sostegno del reddito da corrispondere al personale delle imprese assicuratrici con la circolare n. 64/2012. Il Fondo, avendo come base la contrattazione collettiva relativa al personale non dirigente, si applica esclusivamente a tale personale (INPS circ. n. 123/2011). Sono destinatari delle prestazioni straordinarie del Fondo, i lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione e riorganizzazione che si trovino nelle condizioni di maturare i requisiti minimi per la fruizione del trattamento pensionistico a carico dell'ago, i più prossimi tra anzianità e vecchiaia entro un periodo massimo di cinque anni, il cui rapporto si risolva ai sensi di accordo aziendale che dovrà prevedere due fasi: una prima fase, la cui durata è non superiore a 12 mesi, che preveda la risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro; una seconda fase, qualora al termine della prima fase permangano esuberi, che preveda una verifica complessiva dei risultati della prima fase medesima ed individui regole, modalità, tempi e strumenti effettivamente idonei al raggiungimento degli obiettivi di cui all'accordo. In mancanza di accordo l'azienda sarà libera di assumere le iniziative del caso (art. 8, D.M. n. 33/2011). Misura

19 Per le imprese del credito (anche cooperativo) e per le imprese assicuratrici, le prestazioni dei fondi sono finanziate (ex art. 6, D.M. n. 157/2000; art. 6, D.M. n. 158/2000; art. 6, D.M. n. 33/2011) da un: - contributo ordinario per il finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, pari allo 0,50% (di cui lo 0,375% a carico del datore di lavoro e lo 0,125% a carico dei lavoratori), calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato (v. INPS circc. n. 178/2001; n. 195/2001). Il Comitato amministratore del Fondo per le imprese del credito ha, peraltro, sospeso il versamento del contributo ordinario dello 0,50% da gennaio 2008 a dicembre 2011 (INPS mess. n /2008; n. 2779/2010; n. 3336/2011; n. 2890/2012). Per le imprese del credito cooperativo il Comitato amministratore aveva deliberato la sospensione del contributo dello 0,50% per il periodo da marzo a dicembre 2011 (INPS mess. n. 7517/2011); pertanto, a decorrere da gennaio 2012, l'obbligatorietà del contributo viene ripristinata (INPS mess. n. 2890/2012). Per le imprese assicuratrici il Comitato amministratore ha deliberato la sospensione del contributo ordinario dal mese di marzo 2012 fino a dicembre 2012 (INPS mess. n. 6453/2012); - contributo addizionale (eventuale), a carico del datore di lavoro, in caso di finanziamento di specifici trattamenti a favore dei lavoratori interessati da riduzioni dell'orario di lavoro o da sospensione temporanea dell'attività lavorativa, determinato dal Comitato amministratore del fondo in misura non superiore all'1,50% e calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali in tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Per l'anno 2011 il contributo addizionale a carico dei datori di lavoro per l'accesso al Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito delle imprese del credito è fissato all'1% (INPS circ. n. 144/2011); - contributo straordinario (eventuale), dovuto dal datore di lavoro per l'erogazione di assegni straordinari per il sostegno al reddito riconosciuti ai lavoratori ammessi a fruirne in caso di esodo agevolato, determinato in termini percentuali dal Comitato amministratore del fondo e relativo ai soli lavoratori interessati alla corresponsione degli assegni (v. INPS circc. n. 55/2001; n. 89/2001; INPS mess. n. 141/2003; INPS mess. n. 7083/2007). L'INPS ha fornito istruzioni per la compilazione del flusso UniEmens relativamente al Fondo di solidarietà per le imprese assicuratrici ed al Fondo di solidarietà per le imprese del credito (INPS circ. n. 123/2011; INPS circ. n. 144/2011). Inoltre, l'inps ha fornito istruzioni in merito al versamento anticipato della provvista mensile a copertura dell'assegno straordinario da corrispondere al personale delle imprese assicuratrici (INPS circ. n. 64/2012). Riguardo la compatibilità tra fruizione dell'assegno straordinario ed il contestuale svolgimento di attività lavorativa, i decreti istitutivi dei fondi di sostegno del reddito e dell'occupazione sono da considerare "legislazione speciale", con conseguenti possibilità di deroga alle disposizioni che si applicano alla generalità dei lavoratori e delle aziende. In particolare, con riferimento alla disciplina prevista sia per le imprese del credito sia per quelle del credito cooperativo l'inps precisa che: - l'incompatibilità è sancita solo in caso di attività svolta in concorrenza con quella svolta dal datore di lavoro presso cui il lavoratore prestava servizio; pertanto le attività lavorative svolte nell'ambito creditizio e/o finanziario in società controllate o collegate con l'ex datore di lavoro, o direttamente con quest'ultimo non sono da considerare incompatibili con la fruizione dell'assegno straordinario (INPS mess. n. 26/2003 e mess. n. 4376/2004); - lo svolgimento di attività in concorrenza con il proprio ex datore di lavoro determina la sospensione dell'assegno straordinario (ma non la sua decadenza) limitatamente al periodo di svolgimento di detta attività, cessata la quale l'assegno viene rimesso in pagamento per un periodo di tempo pari al numero di mesi mancanti alla data di maturazione del diritto alla pensione diretta determinati al momento dell'accesso al Fondo (INPS mess. n. 26/2003 e mess. n. 4376/2004). Con riferimento alle imprese assicuratrici, l'art. 11 del D.M. n. 33/2011 disciplina l'incompatibilità e i limiti di cumulo degli assegni straordinari con i redditi da lavoro. L assegno straordinario è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente nel limite massimo dell ultima retribuzione mensile percepita dal lavoratore in costanza di rapporto di lavoro, ragguagliata ad anno. In caso di superamento di tale limite, per la parte eccedente verrà effettuata sull assegno straordinario la corrispondente trattenuta. Inoltre, l assegno straordinario è cumulabile con i redditi da lavoro autonomo, compresi quelli derivanti da

20 rapporti avviati, su autorizzazione del datore di lavoro, in costanza di rapporto di lavoro, nell importo determinato dall INPS nel rispetto delle norme vigenti. Ai sensi dell art. 19 del decreto-legge n. 112/2008, dal 1 gennaio 2009 è prevista la totale cumulabilità, conseguentemente sull assegno straordinario non deve essere effettuata la trattenuta per cumulo. Il lavoratore che percepisce l'assegno straordinario di sostegno al reddito deve comunicare tempestivamente l'instaurazione di successivi rapporti di lavoro dipendenti o autonomi e indicare la denominazione del nuovo datore di lavoro, il periodo di svolgimento dell attività di lavoro ed i redditi conseguiti, ai fini della revoca totale o parziale dell'assegno stesso e della contribuzione correlata. Di conseguenza, il beneficiario di assegno straordinario che inizi una nuova attività di lavoro, a qualunque titolo (dipendente, autonomo, collaborazione, ecc.), deve darne comunicazione: - al Fondo di sostegno, tramite la sede INPS che gestisce l assegno straordinario; - all azienda esodante. In caso di inadempimento dell obbligo, il lavoratore perde il diritto alla prestazione ed è obbligato a restituire le somme indebitamente percepite, oltre gli interessi e la rivalutazione capitale, e viene cancellata la contribuzione correlata all erogazione dell assegno straordinario (INPS circ. n. 64/2012). Per le imprese di assicurazioni poste in liquidazione coatta amministrativa di cui al D.M. n. 351/2000, operanti in Italia comunque denominate, regolarmente costituite ed autorizzate all'esercizio dell'attività assicurativa ai sensi della normativa vigente, dal 1 dicembre 2000 e per tre anni, era dovuto un contributo mensile dello 0,50% a totale carico dell'impresa, da calcolare sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali del personale amministrativo dipendente destinatario delle prestazioni del fondo, ad eccezione dei dirigenti. Successivamente, dal 1 dicembre 2003, il contributo ordinario è stato ripartito fra datore di lavoro e lavoratori nella misura del 75% a carico delle imprese e del 25% a carico dei lavoratori. Il Comitato amministratore del Fondo ha sospeso, tuttavia, il versamento del contributo dello 0,50% per gli anni 2004, 2005 e 2006 (v. INPS circc. n. 35/2004; n. 66/2004; n. 163/2004; mess. n /2005). Il contributo dello 0,50% è stato riattivato a decorrere dal 1 gennaio 2007 (INPS mess. n /2006) e nuovamente sospeso per il periodo 1 giugno dicembre 2010 (INPS mess. n /2007; n /2007). Poiché la vigenza del Fondo è stata prorogata fino al 31 dicembre 2011 (rispetto alla scadenza del 14 dicembre 2007) il versamento del contributo ordinario è stato riattivato dal 1 gennaio 2011 (INPS mess. n. 3334/2011). In seguito il Comitato amministratore ha disposto la sospensione del contributo per il periodo di paga giugno-dicembre 2011 e per tale periodo non deve essere quindi gestito nell'uniemens (INPS mess. n /2011). Essendo cessata la vigenza del fondo il 31 dicembre 2011, è venuto meno l'obbligo del versamento del contributo dello 0,50% (INPS mess. n. 2890/2012). In considerazione della natura solidaristica del Fondo il contributo è dovuto dalle imprese anche per quelle categorie di lavoratori che ex art. 9 del D.M. n. 351/2000 non possono beneficiare degli interventi del Fondo stesso e più precisamente, i lavoratori a termine, quelli assunti nei sei mesi precedenti la liquidazione e quelli in possesso dei requisiti per la pensione di anzianità e vecchiaia a carico dell'assicurazione generale obbligatoria (INPS circc. n. 124/2001 e 170/2001). L'INPS, con messaggio n. 193/2001 ha precisato che tra i soggetti tenuti all'obbligo di finanziamento rientrano anche le stesse imprese di assicurazione in liquidazione coatta amministrativa poichè la procedura concorsuale alla quale sono sottoposte non modifica la loro identità di imprese assicurative. Sono escluse invece da tale obbligo le "agenzie di assicurazione" in senso proprio, che costituiscono soggetti distinti dalle imprese di assicurazione e non mere filiali delle stesse (INPS mess. n. 158/2001). Settore del trasporto aereo Ai sensi dell'art. 1-ter del D.L. n. 249/2004 è istituito, presso l'inps, un Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo, con la finalità di favorire il mutamento ovvero il rinnovamento delle professionalità ovvero di realizzare politiche attive di sostegno del reddito e dell'occupazione dei lavoratori del settore. Nell'ambito di tali finalità il Fondo provvede in via ordinaria: a) al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale anche in concorso con gli appositi fondi nazionali, territoriali, regionali o comunitari;

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