INFORMAZIONI UTILI PER LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI A GAS 1

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1 PARTE E INFORMAZIONI UTILI PER LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI A GAS 1 PREMESSA Cucinare, lavarsi o riscaldarsi: tanti piccoli gesti quotidiani, semplici e sicuri anche grazie al metano Proprio perché si tratta di un combustibile, il metano va utilizzato in modo corretto: per farlo basta qualche regola e un po di buon senso. Dal 13 marzo 1990, la legge 46/90 prevede che l'installazione dei nuovi impianti a metano, la loro modifica e manutenzione venga effettuata solo da un tecnico abilitato 2, che al termine dei lavori rilascia una DI- CHIARAZIONE DI CONFORMITÁ. Se l'impianto è stato installato prima del 13 marzo 1990, per la sicurezza devono essere comunque essere rispettati i requisiti essenziali previsti dalla normativa. Deve essere chiamato un tecnico abilitato o un professionista per controllare l'efficienza dell'impianto: il tecnico rilascerà la SCHEDA DI PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DELLA VERIFICA (DM 26/11/1998). Tramite questa scheda, il tecnico, in caso di esito negativo della verifica, evidenzia il tipo di anomalia riscontrata, mentre in caso di esito positivo, dichiara l'impianto idoneo a funzionare in sicurezza. IL METANO HA BISOGNO DI ARIA Una delle regole più importanti per la sicurezza è accertarsi che nei locali in cui sono installati gli apparecchi a gas possa circolare aria, essenziale per una corretta combustione del metano. Quando l'aria non affluisce liberamente oppure non è sufficiente, si forma il monossido di carbonio, un tipo di gas incolore e inodore che può essere molto pericoloso. Per questo motivo nei locali dove sono presenti gli apparecchi a metano, è indispensabile assicurarsi che ci sia un'apertura adeguata per la circolazione dell'aria (le dimensioni del foro variano a seconda della potenza dell'apparecchio installato). Esistono anche apparecchi a gas muniti di un circuito di combustione stagno (chiamato anche "turbo" o "a camera stagna") per i quali non servono fori di ventilazione, in quanto aspirano aria e scaricano i fumi direttamente all'esterno. ATTENZIONE AL TUBO La tenuta delle tubazioni del gas è essenziale per la sicurezza. Per verificarla occorre rivolgersi sempre ad un tecnico abilitato. La cucina a gas non a incasso può essere collegata all'impianto sia con tubi flessibili in acciaio, sia con tubi in gomma. Il tubo di gomma deve essere marchiato UNI-CIG e deve essere sostituito entro la data di scadenza riportata sul tubo stesso. Bisogna assicurarsi inoltre che gli apparecchi ad incasso o fissi siano collegati alle tubazioni solo mediante gli appositi raccordi rigidi o con tubi flessibili in acciaio. CONTROLLO DEI FUMI È importante verificare se il sistema di scarico dei fumi funziona correttamente e se sono presenti eventuali ostruzioni o restringimenti. 1 Con la collaborazione dell'italgas. 2 Tecnico iscritto al Registro delle Ditte della Camera di Commercio o all'albo Provinciale delle Imprese Artigiane. 1

2 Se camini, canne fumarie o condotti non funzionano bene, esiste, infatti, la possibilità che i gas di scarico vengano espulsi all'interno dei locali invece che all'esterno, aumentando così il rischio di formazione di monossido di carbonio nell'ambiente. I tecnici abilitati dispongono di appositi strumenti per rilevare l'efficienza del sistema di scarico dei fumi. ALTRI CONSIGLI UTILI Quando si sente odore di gas, si deve fare molta attenzione e seguire le seguenti regole: non azionare interruttori elettrici (luci, campanelli, telefono, ecc.); non accendere fiamme; spegnere le fiamme accese; aerare subito e bene l'ambiente, creando correnti d'aria; chiudere il rubinetto sul contatore del gas; chiamare subito l'azienda erogatrice del gas. Se l'azienda distributrice rileva che la dispersione non dipende dalla rete, bensì dall'impianto individuale, deve essere chiamata un'impresa abilitata. Quando si esce di casa, non lasciare mai gli apparecchi di cottura in funzione: spegnere sempre il gas dei fornelli. Quando non si utilizzano gli apparecchi a gas, soprattutto se ci si assenta per molto tempo, chiudere il rubinetto del contatore. Non lasciare pentole con liquidi in ebollizione incustodite: il liquido potrebbe traboccare e spegnere la fiamma. Quando si accende un fuoco a gas, in particolare quello del forno, si deve prima avvicinare il fiammifero o l'accendigas al bruciatore, poi aprire il rubinetto del gas. Se il bruciatore del forno non si accende al primo tentativo, chiudere il rubinetto del gas e aspettare qualche minuto per lasciar disperdere il gas che si è accumulato nel forno. IN SINTESI INSTALLARE una presa d'aria: è indispensabile per un corretto ricambio dell'aria. FAR CONTROLLARE la tenuta dell'impianto e la scadenza del tubo del gas della cucina FAR CONTROLLARE se la canna fumaria funziona bene, anche l'impianto respirerà meglio. DISPOSITIVI PER LA SICUREZZA GLI APPARECCHI A "CAMERA STAGNA" In commercio oggi esistono scaldabagni, caldaie, e radiatori che prelevano direttamente dall'esterno l'aria necessaria alla combustione: non richiedono quindi la predisposizione di prese d'aria nel locale in cui vengono installati. Sono i cosiddetti apparecchi a "camera stagna", che hanno cioè il focolare a tenuta rispetto all'interno del locale e, tecnicamente, si chiamano di "tipo C". Costano un po di più, ma sono molto sicuri e hanno il vantaggio di poter essere installati anche nei locali dove non è consentito l'uso di apparecchi tradizionali. 2

3 I DISPOSITIVI ANTIRIFLUSSO Gli scaldabagno e le caldaie di tipo tradizionale sono invece detti a "camera aperta", perché prelevano l'aria necessaria alla combustione direttamente nel locale in cui sono installate I modelli attualmente in commercio sono provvisti obbligatoriamente di un dispositivo che ne blocca il funzionamento in caso di anomalia nel sistema di scarico dei fumi. I DISPOSITIVI PER IL PIANO COTTURA I piani di cottura sono le uniche apparecchiature a gas per le quali non c'è l'obbligo di sistemi di sicurezza che blocchino il flusso del gas, in caso di accidentale spegnimento della fiamma. Il dispositivo di sicurezza è obbligatorio invece per i forni domestici a gas. Tra i modelli di piano cottura in commercio, sono comunque molti quelli dotati di dispositivo di sicurezza, che si consigliano per la tranquillità degli utenti. IMPIANTI INTERNI Come visto sopra tutti i combustibili per bruciare hanno bisogno di una certa quantità di ossigeno: per questo è importante che i locali nei quali sono installati gli apparecchi abbiano dimensioni adeguate, un continuo ricambio d'aria e condotti adeguati per lo scarico dei fumi della combustione. Vediamo i casi più ricorrenti. LA CUCINA Con l'apparecchio di cottura deve sempre essere previsto un sistema di scarico all'esterno dei fumi della combustione, la cappa ad espulsione o un elettroventilatore. Inoltre deve essere prevista una presa d'aria per la ventilazione del locale in cui l'apparecchio è installato. Normalmente la superficie minima libera di tale presa d'aria è di 100 cm 2. Se il piano di cottura non è dotato del dispositivo di sicurezza che blocca il flusso del gas in caso di accidentale spegnimento della fiamma, la superficie libera minima della presa d'aria è di 250 cm 2 e può essere realizzata anche con due aperture: una posizionata nella parte inferiore del locale (100 cm 2 ) e una nella parte superiore (150 cm 2 ). GLI ELETTROVENTILATORI Talvolta in sostituzione della tradizionale cappa a tiraggio naturale, viene installata una cappa dotata di aspiratore elettrico, o un elettroventilatore. Se nello stesso locale sono installati anche altri apparecchi a gas dotati di sistema di scarico dei fumi, come ad esempio uno scaldabagno a gas, occorre fare molta attenzione. In questo caso infatti, per impedire che questi dispositivi di aspirazione rimettano in circolo nell'ambiente i fumi di scarico, con grande rischio per la sicurezza, la presa d'aria per l'aerazione del locale dovrà essere fortemente maggiorata. L'installazione di questi sistemi è pertanto, in questi casi, sconsigliabile e deve comunque essere effettuata da imprese abilitate. TUBI DI RACCORDO Un altro componente della sicurezza in cucina è il tubo di raccordo dell'apparecchio con il rubinetto del gas. È molto importante e ne esistono due tipi: - per gli apparecchi tradizionali è il classico tubo di gomma, che non deve essere più lungo di 1,5 metri, deve essere fissato con fascette stringitubo che impediscano l'accidentale sfilamento dal rubinetto e dal raccordo della cucina, deve rispondere alla norma UNI-CIG n 7140 e riportare la data di scadenza. Il 3

4 tubo, infatti, va cambiato ogni 5 anni, anche se non presenta segni di usura. È opportuno controllarlo periodicamente per verificare che non ci siano bruciature, tagli o screpolature; - per le cucine ad incasso è obbligatorio il tubo metallico flessibile, con attacchi filettati. Questo tipo di collegamento non è soggetto a scadenza anche se è bene controllarlo in occasione delle normali manutenzioni. LO SCALDA ACQUA È il classico piccolo modello da 5 litri al minuto; si installa in cucina per fornire all'istante l'acqua necessaria per il lavaggio delle stoviglie e le pulizie. Solitamente viene posizionato direttamente sul lavello e per questo è già predisposto per il collegamento diretto ai rubinetti. Questo tipo di apparecchio può essere installato senza condotto di scarico dei fumi all'esterno. Questa soluzione, che sarebbe comunque preferibile evitare, comporta limitazioni sulla tipologia del locale di installazione e l'obbligo di realizzare due aperture per la ventilazione del locale: una in basso per far entrare l'aria (minimo di 100 cm 2 ), ed una in alto (minimo di 150 cm 2 ), per far uscire i fumi della combustione. LO SCALDABAGNO È più grande del semplice scalda acqua perché fornisce istantaneamente l'acqua calda per tutti gli usi familiari, dalla cucina al bagno; in commercio esistono modelli da 10 a 18 litri al minuto. Questo apparecchio deve essere necessariamente collegato ad un condotto per lo scarico dei fumi e il locale più indicato per la sua installazione è la cucina. Anche per questo apparecchio a gas, se del tipo a "camera aperta", occorre realizzare una presa d'aria per aerare il locale. Nei casi più ricorrenti, la superficie libera media di tale presa d'aria, se ubicata in alto, è minimo di 150 cm 2. In commercio esistono anche scaldabagno ad accumulo, simili per caratteristiche a quelli elettrici: l'acqua si accumula in un serbatoio cilindrico e viene progressivamente riscaldata da un bruciatore a metano. Anche per questo tipo di apparecchio valgono le stesse regole del modello istantaneo. LA CALDAIA Dal 1 agosto 1994 per i nuovi impianti che prevedono l'installazione della caldaia all'interno dell'abitazione devono essere utilizzate solo caldaie a "camera stagna" (tipo C). Le caldaie tradizionali a "camera aperta" possono essere installate solo all'esterno dell'abitazione o in appositi locali ad esse destinati e, naturalmente, devono essere collegate ad un condotto per lo scarico dei fumi. È possibile installare una caldaia a "camera aperta" all'interno dell'abitazione solo per sostituirne una dello stesso tipo già precedentemente installata. Nel caso di una caldaia a "camera aperta" installata all'interno dell'abitazione, oltre al collegamento dell'apparecchio al condotto di scarico dei fumi, deve essere realizzata una presa d'aria per aerare il locale. Nei casi più ricorrenti la superficie libera di tale presa d'aria è di almeno 250 cm 2 (100 cm 2 in basso e 150 cm 2 in alto). Se si installa un apparecchio a "camera stagna", la presa d'aria non è necessaria. LA STUFA La maggior parte delle stufe a metano oggi installate è del tipo a "camera stagna" per le quali vale quanto già detto per questa tipologia di apparecchi. Se invece si hanno stufe di tipo tradizionale a "camera aperta", occorre ricordare che anch'esse devono essere collegate al condotto di scarico dei fumi e che deve essere presente la presa d'aria per l'aerazione del locale. 4

5 La presenza in un locale di più apparecchi a gas richiede una o più prese di aerazione, la cui superficie totale deve essere pari alla somma di quelle necessarie per ogni singolo apparecchio. L'impresa abilitata saprà comunque consigliare la posizione corretta sia degli apparecchi, sia dei dispositivi di scarico dei fumi, sia delle prese d'aria. LO SCARICO DEI FUMI Come visto i prodotti della combustione del gas vanno convogliati all'esterno. Ciò può avvenire attraverso un camino singolo, una canna fumaria collettiva oppure, direttamente fuori dall'abitazione, mediante un apposito terminale di scarico. È importante far controllare regolarmente lo stato e l'efficienza (tiraggio) del sistema di scarico dei fumi, per essere sicuri, ad esempio, che non siano ostruiti da nidi o altri oggetti. Come già detto, gli scaldabagno e le caldaie attualmente in commercio sono dotati di un dispositivo che ne interrompe il funzionamento in caso di riflusso dei fumi verso l'interno dell'abitazione, garantendo così una maggiore sicurezza. È importante far verificare periodicamente anche il funzionamento di questo dispositivo. Tutti i dettagli sullo scarico dei prodotti della combustione sono contenuti nella norma UNI-CIG n 7129, che le imprese devono rispettare. MANUTENZIONE PERIODICA I CONTROLLI: generalità La manutenzione periodica è importante e, per le caldaie, è obbligatorio farla ogni anno. Anche se gli apparecchi sono molto robusti e la combustione del metano non produce residui corrosivi, il tempo può determinare l'insorgenza di inconvenienti. Pertanto un accurato controllo degli apparecchi, della ventilazione e del sistema di scarico dei fumi, svolto da un'impresa abilitata, verificherà in pochissimo tempo lo stato di funzionamento dell'impianto per mantenere elevati nel tempo sia gli standard di sicurezza sia il rendimento. I CONTROLLI: aspetti specifici Per gli impianti di riscaldamento autonomi con caldaia, la manutenzione deve essere effettuata ogni anno (DPR n 412/93). Le operazioni devono essere effettuate da una ditta abilitata e comprendono, tra l'altro: - la pulizia del bruciatore e dello scambiatore di calore; - la verifica della funzionalità dei sistemi di regolazione, sicurezza e controllo; - la verifica della corretta ventilazione del locale in cui è installata la caldaia; - la verifica dell'efficienza dello scarico dei fumi. Inoltre ogni due anni bisogna far effettuare l'analisi dei prodotto della combustione per determinare il rendimento della caldaia, i cui valori minimi sono indicati dalla legge. Il tecnico registrerà i risultati dei controlli e delle analisi sul "libretto di impianto", che deve essere conservato da chi occupa l'alloggio per dimostrare l'avvenuta manutenzione in caso di controllo da parte delle Amministrazioni Locali. Per gli scaldabagno, le cucine e le stufe la manutenzione annuale non è obbligatoria, ma è comunque sempre consigliabile far effettuare controlli periodici per verificarne lo stato: si risparmia energia e si guadagna in sicurezza. 5

6 RIVELATORI E SEGNALATORI DI GAS Il metano distribuito nelle case viene "odorizzato", in modo che si possa avvertirne subito l'eventuale presenza. Esistono in commercio apparecchi detti "segnalatori" o "rivelatori" di gas per uso domestico, che "sentono" il gas presente nell'ambiente e lo segnalano con allarmi acustici o ottici, cioè con una luce oppure con una sirena o un sibilo. Alcuni di questi rivelatori possono anche bloccare il flusso del gas nell'impianto dopo i contatore, a patto che siano collegati ad una elettrovalvola collocata dubito dopo il contatore stesso. L'installazione di questi dispositivi non è obbligatoria e qualora vengano installati, l'utente deve comunque osservare le regole prescritte dalle norme UNI-CIG sull'installazione e l'uso degli apparecchia gas, sulla ventilazione dei locali e sullo scarico dei prodotti della combustione. È importante sottolineare che, allo stato attuale della tecnologia, i sensori dei rivelatori di gas presentano limiti di affidabilità nel tempo che, a volte, possono originare falsi allarmi o false sicurezze. Nel caso si decida di installare uno di questi dispositivi, è bene accertarsi che sull'apparecchio sia presente il marchio di qualità IMQ e verificare che sia idoneo al tipo di gas utilizzato: metano o gpl (gas in bombole). Un'ultima importante avvertenza: l'installazione di un rivelatore di gas è particolarmente delicata in quanto è difficile posizionare correttamente il dispositivo nell'ambiente 6

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