CENNI INTRODUTTIVI AL DOMAIN NAME SYSTEM E PROBLEMATICHE GIURIDICHE CONNESSE.

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1 1 CENNI INTRODUTTIVI AL DOMAIN NAME SYSTEM E PROBLEMATICHE GIURIDICHE CONNESSE. Di Andrea De Bonis. La rete di comunicazioni internazionali nota come Internet, al giorno d oggi, vanta una storia ormai pluridecennale 1, ma, al suo sviluppo tecnologico, deve necessariamente adeguarsi una costante regolamentazione giuridica che permetta di risolvere tutte le problematiche a cui essa è naturalmente soggetta. Attualmente, l enorme estensione territoriale di Internet ( di portata mondiale ), causa tutti i noti problemi 2 di superamento delle giurisdizioni e delle normative nazionali, nonché continue e rinnovate esigenze di dover armonizzare le regole tecniche di funzionamento della rete alle esigenze cangianti 1 Internet nacque da un progetto militare spaziale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ideato per superare tecnologicamente i primi lanci di satelliti da parte dei sovietici. Inizialmente denominato come ARPA ( Advanced Research Project Agency ), in un secondo momento, si occupò di telecomunicazioni terrestri e cambiò il nome in ARPANET ( Advanced Research Project Architecture Network ). Nel 1973 si iniziò a costruire una rete di comunicazioni, prima, fra basi militari, e successivamente, fra istituti di ricerca ed università. Lo scopo degli esperimenti era di permettere la continuazione delle comunicazioni nel Paese anche in caso di danneggiamento grave di cavi e sistemi ricetrasmittenti: a tal fine si sarebbero potuti indirizzare i dati tramite quelle altre estremità della rete che fossero rimaste intatte. I progetti militari, negli anni ottanta, passarono nelle mani della ricerca scientifica, sovvenzionata dalla NSF ( National Science Foundation ), la cui rete NSFnet costituì la maggior dorsale di Internet e fu spesso pubblicizzata per via delle elevate possibilità che aveva di far risparmiare coloro che avessero voluto comunicare, senza far loro intraprendere appositi viaggi di lavoro. 2 Tra i molti, tutti quelli inerenti al riconoscimento di istituti giuridici nazionali ( come ad es. l efficacia della firma digitale ) in altri Paesi, la competenza dei giudici penali per crimini commessi nel Web, ecc

2 2 della società moderna. Tra queste ultime, il principale bisogno che si è avvertito dai primi utenti della rete, è stato quello di dare ad ogni soggetto comunicante un luogo ( sito ) virtuale in cui operare, riconoscendogli un indirizzo composto da un numero IP ( Internet Protocol ), la cui lettura si è poi è semplificata con l aggiunta di un nome corrispondente allo stesso numero assegnato. Così è avvenuta la nascita del DNS, Domain Name System, il modo tecnico più semplice di far riconoscere persone fra loro comunicanti ( ma, più precisamente, i loro computers connessi alla rete ) e che, oggi, permette la visibilità commerciale di molte aziende e privati ovunque nel mondo. Questo sistema di nomi a dominio garantisce che la presenza di chiunque sulla rete sia certa ed univoca, con riferimento alla propria macchina usata per navigare. L IP è composto da una serie di quattro blocchi di numeri separati da un punto, i quali vanno letti da sinistra per identificare l indirizzo della rete, fino alla sequenza di destra che specifica la macchina che in un dato momento è connessa al Web 3. Come detto però, l invenzione del DNS, negli anni ottanta, ha sostituito l IP con una visualizzazione del corrispondente in caratteri latini ( ma oggi anche di altri alfabeti ). L indirizzo così formato da nomi separati da punti si configura come un albero rovesciato, la cui radice, posta sulla destra, non è altro che un dominio di primo livello ( TLD, Top Level Domain, 3 Ciascun blocco numerico intermedio individua i computers server o router, i quali, tramite una serie di connessioni tecniche dette protocolli ( regole stabilenti il formato delle informazioni in transito e le modalità di accesso ad esse ), permettono il passaggio dei dati fino al PC, detto host.

3 3 quale com, org, aero, od eu 4 ), seguito da altri sottodomini di secondo livello, sino ad arrivare al nome di fantasia, o proprio, scelto dal titolare stesso di un sito. Gli statunitensi, che per primi svilupparono una rete di certe dimensioni, si accorsero dapprima di doverla sottoporre a determinate regole tecniche, e più tardi, ad organismi di controllo e sviluppo. Così, dagli anni ottanta, sotto l impulso della politica del Dipartimento della Difesa americano, si istituirono la IANA ( Internet Assigned Numbers Authority ), e poi, la ISOC ( Internet Society, nel 1992 ), entrambe istituzioni private, la cui seconda, composta da personale specializzato del settore, esprime pareri ed indirizza la politica sulle linee guida e le problematiche di Internet, puntando da anni alla democraticità e all apertura del sistema-rete. Il compito specifico di assegnazione degli indirizzi agli utenti ( quindi un ruolo prevalentemente tecnico ) era di pertinenza IANA, nata a sua volta da un gruppo di ricerca della Southern California University 5, e presto ( per i problemi derivanti dal complicarsi della gestione del Web ) sostituita con propria delega da altre tre entità private sovranazionali 6 competenti per territorio: ARIN, RIPE-NCC e APNIC. La prima, American Registry Internet Numbers, svolge attività di naming e di registrazione per le Americhe, i Carabi ed alcuni Stati asiatici 7. La RIPE ( Reseaux IP Européens ) è 4 In seguito, si parlerà delle vicende che hanno permesso la fruizione di sette nuovi domini: aero, biz, coop, info, museum, name e pro. 5 Jon Postel fu il primo operatore delle registrazioni ed assegnazioni degli IP quando stava ancora nella sede della sua università di Los Angeles, sovvenzionato e gestito dalla allora DISA ( Defence Information Systems Agency ). 6 Sovranazionali e non internazionali, in quanto, i loro atti di istituzione, non sono stati mai seguiti da trattati multilaterali, rimanendo così nella sfera ordinamentale statunitense. 7 E stata costituita come ente senza scopo di lucro nel 1997.

4 4 competente per l Europa, il Medio Oriente, Nord Africa e per alcuni Paesi asiatici, mentre la APNIC ( Asian Pacific Network Information Center, la quale è una confederazione di Service Providers ) lo è per tutto il resto dell Asia. Inizialmente, le citate istituzioni gestivano il DNS, allora formato da solo sette domini di primo livello generici: i ben noti com, gov, edu, int, mil, net ed org. Essi identificavano dapprima il campo di applicazione tematico del sito Web assegnato in via esclusiva, mentre, più tardi, sono stati liberalizzati ( ad es.: gov riguardava solo enti statali, mentre ora può essere richiesto da chiunque ) 8. Il criterio con cui si assegnava un dominio era definito semplicemente in base alla cronologia delle domande di registrazione ( dunque, erano assenti requisiti di merito ): oltre che a fattori economici, anche ciò ha contribuito ad un rapido proliferare dei domini, causando altresì l accaparramento, da parte di alcuni, di nomi appartenenti a marchi o denominazioni altrui, al solo scopo di rivenderli ai legittimi titolari ( il fenomeno del Cybergrabbing ). Oltre i suddetti domini generici o tematici, sono stati creati dall organizzazione sovranazionale ISO ( International Organization for Standardization ), con la normativa tecnica Iso 3166, anche i domini di primo livello geografici, i Country Code Top Level Domains. Essi sono composti da due sole lettere, identificative della sigla degli Stati di tutto il mondo ( it per l Italia, de per la Germania, qa per il Qatar, ecc. ). Tali domini permettono più facilmente di riferire un indirizzo Internet ad una nazionalità, ma ( 8 Il suffisso com individuava gli usi commerciali, edu gli enti di ricerca e le università, int le organizzazioni internazionali, mil il settore militare, net le attività inerenti alla rete ed org le corporazioni senza scopo di lucro. Il loro successo è legato alla semplicità di accostamento, da parte dell utente, della materia di pertinenza al sito che va a visitare.

5 5 almeno in Italia ), non individuano la cittadinanza dell avente diritto registrato; fungono da mero territorio virtuale. La ISO 9 occupa un ruolo fondamentale nel panorama sovranazionale in quanto produttrice di standards internazionali, cioè norme di tipo tecnico che necessariamente devono essere applicate alle strutture tecnologiche ed alle relative attività, tra le quali certamente vi è Internet. Eppure, nonostante questa sua funzione universale, senza la quale non si potrebbe neanche accedere alla rete ( e, nel caso utopistico di costruzione di altri sistemi di comunicazione, comunque non si avrebbe più collegamento con i Paesi aderenti alle Iso ), anche tale organizzazione risulta di matrice privatistica, quindi sprovvista della forza giuridica di poter imporre le proprie statuizioni ai Governi nazionali. Continuando la sintesi storica degli enti di governo della rete, e prima di passare alla disamina dei problemi giuridici ad essi collegati, va ricordato il contratto sottoscritto dalla NSF, nel 1992, con la NSI ( Network Solutions Inc., una società privata della Virginia che da allora avrebbe gestito i TLD generici ), che ha fatto passare il regime di registrazione da gratuito od esclusivo ad oneroso 10. Sempre nel 1992, il Congresso degli USA ha concesso, con lo Scientific Advanced-Technology Act, la possibilità di fare transazioni commerciali nella rete della NSF. Allo scopo di gestire la rete ed il DNS, 9 Nata nel 1947 ( i cui Paesi aderenti sono 146 ), è rappresentata in Italia dalla UNI e dall UNINFO di Torino, due enti privati che distribuiscono la normativa tecnica Iso quasi sempre senza integrarla. Le regole che essi recepiscono vengono eseguite consensualmente, in quanto prive di coercitività. 10 Per essere precisi, si rammenta che la NSI apparteneva alla società AT&T e si occupava solo dei domini com, org e net; nel 1993 è stata denominata InterNIC 10. Negli USA, si facevano pagare inizialmente 70$ per ogni dominio assegnato, per la durata di due anni, e per ogni rinnovo annuale successivo 35$.

6 6 sono stati creati 13 server di base ( root-servers ), che hanno funto da macchine di interconnessione e mantenimento del database a capo di tutto il sistema. Il provider principale è stato gestito dalla NSI, mentre gli altri, da apposite istituzioni a loro volta controllate dalla prima; in totale, la metà di essi erano soggetti al Governo USA. Considerato il grande sviluppo di Internet, si è avvertita l esigenza sempre crescente di emanare i già citati parametri tecnici, i quali sono stati definiti in parte anche dallo IETF ( Internet Engineering Task Force ), che ha fissato regole di numerazione dei protocolli, delle porte, dei sistemi autonomi numerali, ecc. La rete, durante gli anni novanta, è divenuta quella realtà commerciale che oggi è nota alla maggior parte dei popoli: gran parte delle Nazioni sono tra loro interconnesse e milioni di operatori del mercato vi lavorano quotidianamente. Alcune organizzazioni di governance si sono accorte che la mole di registrazioni stava diventando troppa anche per le numerose società-registro di recente costituzione, e, soprattutto, che il sistema Internet non avrebbe tollerato più molto bene la gestione di tale massa di affari da parte di agenzie private in mano alle politiche dei soli statunitensi. In seguito a ciò, il ricercatore Jon Postel ( si veda la nota 5 ) presentava una proposta consistente nel far costituire 50 nuovi registri, ciascuno competente per tre domini di primo livello. Dopo numerose critiche, il suo documento veniva rivisto dalla ISOC, che, concertando con la IANA, riusciva a far istituire un apposita commissione 11, ( la IAHC, International Ad Hoc Committee ) per la risoluzione dei problemi di registrazione del DNS; era il settembre L anno seguente, la IAHC ha concluso un memorandum d intesa ( MoU 11 Hanno partecipato in seno alla commissione l OMPI, lo UIT, l INTA ( International Trademark Association ) e lo IAB ( Internet Architecture Board ).

7 7 ), il quale ha proposto la creazione di sette nuovi domini di primo livello che sarebbero stati gestiti da un consorzio privato di più registri, denominato poi CORE. Tra i problemi giuridici scaturiti contemporaneamente alla proposta, si annoverava l inesistenza di un sistema extragiudiziale di risoluzione delle dispute sui domini assegnati e la mancanza di armonizzazione nelle nomenclature internazionali dei marchi. A tal proposito, il MoU raccomandava l istituzione di 28 registri per i domini di secondo livello da assegnarsi con sorteggio 12. Il CORE, costituito a Barcellona nel 1997, si è occupato di supervisionare le attività di preparazione dei nuovi TLD, e, soprattutto, di offrire una soluzione alle liti riguardanti gli abusi di domini e marchi registrati. Nel 1997, il Governo americano ha deciso finalmente di privatizzare del tutto gli enti del DNS che controllava pienamente, allo scopo ultimo di facilitare la tanta auspicata partecipazione di tutte le Nazioni. Il Dipartimento del Commercio invitava, nel frattempo, chiunque avesse avuto interesse, ad indirizzargli delle proposte in merito. Così, nel gennaio del 1998, pubblicava il Green Paper, il quale ha programmato la costituzione di un autorità generale del DNS, con base negli USA, ma con a capo un Consiglio di amministrazione internazionalizzato. In giugno, è seguito un ulteriore White Paper che ha rafforzato il proposito di privatizzazione, determinando i presupposti per una impresa senza fini di lucro che avrebbe tolto a tutti i Governi mondiali una qualche partecipazione al DNS, in quanto, argomentavano gli statunitensi, tutto il sistema della rete avrebbe avuto bisogno di sole regole tecniche, e non di politiche. 12 Una brillante prosposta, oggi seguita dal Registro francese, ma che non ha avuto un seguito a livello mondiale, consisteva nel far creare il dominio tm.int, il quale avrebbe assicurato l assegnazione del nome richiesto ai soli titolari del marchio corrispondente precedentemente registrato.

8 8 In linea con questi documenti, nel 1998, si è giunti a costituire in California un importante organizzazione sovranazionale di diritto privato, la ICANN ( Internet Corporation for Assigned Names and Numbers ). Essa ha il compito di gestire il sistema IP e dei domini di primo livello, ma, nonostante sia una corporazione senza scopo di lucro, ha ricevuto un autorizzazione a monte dal Dipartimento del Commercio americano ( è evidente la continua influenza statale degli USA ). Il ruolo primario dell ICANN è quello di aprire la strada delle registrazioni ad una pratica del tutto libera e concorrenziale, senza monopoli e accreditando società private. Tra i suoi successi, vi è stata la sostituzione della IANA ( che ora svolge solo un ruolo di indirizzo tecnico e non politico o di registrazione ), che è perfettamente riuscita, l abbassamento dei costi di assegnazione del dominio dell 80%, e l introduzione di nuove estensioni. L ICANN è diretta da un Consiglio d amministrazione ( Board of Directors 13 ) di composizione multinazionale e da un Presidente, che dirige uno staff internazionale, assistito da tre Organizzazioni di supporto 14 operative in tutti i continenti. Al suo interno vi sono cinque comitati consultivi ( Advisory Committees 15 ) ed un comitato intergovernativo ( Governmental Advisory Committee ), in cui confluiscono le proposte di oltre 80 Paesi. Il punto che interesserà maggiormente la successiva disamina sta nel sottolineare il grande potere de facto dell ICANN di legittimare le autorità di registro delle singole 13 Esso ha 19 membri, 5 dei quali eletti dai rappresentanti della comunità di internet. 14 ASO ( Address Supporting Organization ), GNSO ( Generic Names Supporting Organization ) e CCNSO ( Country Code Names Supporting Organization ). 15 RSSAC ( Root Server System Advisory Commettee ), SSAC ( Security Stability Advisory Commettee ), GAC ( Governmental Advisory Commettee ), ALAC ( At Large Advisory Commettee ) e TLG ( Technical Liaison Group ).

9 9 Nazioni, e nel contropotere del Dipartimento del Commercio americano di revocare alcune funzioni ad essa assegnate 16. Nel novembre del 2000, l ICANN ha introdotto sette nuovi domini generici di primo livello: biz ed info per attività generiche, name per gli indirizzi personali, pro per i professionisti, museum per gli enti del settore culturale, aero per le compagnie aeree e coop per le attività cooperative. Recentemente, al fine di aumentare il numero degli indirizzi, che andavano verso l esaurimento di risorse, ha definito un nuovo protocollo di IP, il IPv6. Con questo sistema la rete sarebbe calcolata su una base di un milione di miliardi di calcolatori, che darebbe la possibilità di assegnare centomila IP per ogni utente 17. Va anche rammentato che l ICANN ha nominato come registro dei domini per gli USA la società Verisign, in quanto, quest ultima aveva già acquisito dal mercato la NSI. Sebbene l ICANN si sia ben avviata nella sua attività ordinaria ( ma le critiche non mancano da parte di molti Governi esteri che la accusano di scarsa democraticità e trasparenza 18 ), non è avulsa dai problemi di assenza di precettività delle sue decisioni e di fragile legame giuridico con i registri che ha istituito in quasi tutti i Paesi del mondo. Con questi ultimi, non sono mai stati conclusi accordi formali, ma neppure formalizzati secondo la prassi del diritto internazionale, da parte dei Governi. L unico istituto ideato che consentirebbe de facto di seguire le linee guida dell ICANN è quello della revoca delle funzioni al registro nazionale che non si adatterebbe alle sue norme. 16 Così, Papa Malatesta A., Internet governance, Roma, 2004, pag Si è riusciti ad aumentare le risorse, grazie all uso di 128 bit, contro i vecchi 32, per la creazione di ogni IP. 18 Soprattutto riguardo le recentissime approvazioni dei sette TLD, avvenute con la vecchia composizione del Board, privo della più numerosa compagine internazionale che possiede ora. Alcuni Paesi, fra cui l Italia, avevano proposto altri domini della cui disapprovazione non è stata data alcuna motivazione.

10 10 Va in questa direzione il documento della IANA denominato RFC 1591 Policy, il quale renderebbe responsabili i registri che non seguissero le regole di buona condotta ed efficienza ivi elencate. Dal 2002, l ICANN sta lavorando ad un nuovo modello d intesa che renda maggiore chiarezza a questo proposito. Dal canto suo, l Unione Europea, che sta ampliando sempre di più la sua sfera d azione politica, non è rimasta estranea al DNS, ed ha proposto il nuovo dominio.eu all ICANN. Appaiono prevalenti i suoi intenti di rafforzare l immagine e l identità europea di fronte al mondo 19, e d instradare il sistema DNS nella legislazione comunitaria ( si è pensato di fornire una certificazione di qualità dei siti Web.eu per mezzo di marchi che attesterebbero il rispetto delle norme dell Unione ). EURid, il consorzio di registri di domini europei, si occuperà del nuovo TLD seguendo alcune regole ( al momento, solo proposte ): nei primi due mesi di assegnazioni potranno usufruire del.eu solo le imprese titolari di un marchio registrato, nel successivo bimestre chiunque abbia già un indirizzo nazionale; dopo tale quadrimestre vi sarà la totale liberalizzazione. La Commissione europea sta puntando ad una gestione del DNS che funga come un impresa indipendente munita di un riconoscimento giuridico internazionale; inoltre, esercita pressione per avere una sua rappresentanza all interno del comitato intergovernativo dell ICANN. E in sede di discussione anche una direttiva di armonizzazione delle normative dei registri nazionali, e, sempre presente, lo sforzo di far confluire l ICANN nei parametri giuridici dettati dall OMPI ( l Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale ). 19 In questo periodo, l Europa ha raggiunto gli USA nelle vendite di televisori digitali, li ha superati per cellulari, ma si vede sotto di un rapporto di 1 a 3 nel mercato commerciale di rete.

11 11 L ultimo organismo del DNS che merita una trattazione è il CENTR 20 ( Council of European National Tld Registries ), un associazione senza fini di lucro di registri nazionali dell area europea, tra i quali lo spagnolo ES-NIC ed il britannico Nominet-UK ( costituito nel 1998 ). Esso è aperto anche agli altri registri ( siano o no privati o non appartenenti all Unione ) che volessero partecipare, ed investe un ruolo del tutto politico-propositivo, e non tecnico-gestionale. Il CENTR tiene un dialogo costante con la IANA, che ha accusato spesso di non avere trasparenza informativa, ed, inoltre, facilita tutti i progetti di collaborazione governativi che possano migliorare il DNS. Oltre che dei membri privati e della Segreteria, si compone anche di una Commissione esecutiva, l Excom, l organo consultivo e legale eletto dalla sua Assemblea generale. L Excom ha un Chairman, un Treasures per le finanze, e tre altri membri; rappresenta le istanze di sviluppo della rete anche in seno alle organizzazioni internazionali o all UE. Il CENTR ha adottato il suo statuto nel settembre 2002 e non si occupa di attività che siano già svolte da istituzioni a livello locale. Come tracciato precedentemente in poche linee, si sarà percepito di essere di fronte ad un sistema di assegnazione di domini avente un compito tipicamente internazionale, ma governato da una costellazione di enti sui generis non ben inquadrati giuridicamente, tutti collegati in qualche misura, ma sostanzialmente appartenenti ad un ordinamento 20 Probabilmente è sorto come un alter ego dell ICANN, voluto dagli inglesi per essere più determinanti nelle politiche della gestione Internet.

12 12 acefalo 21. Istituzioni come l ICANN, la IANA, l ISOC, la WIPO e l ISO ( quest ultima con il compito di creare gli standards internazionali a cui tutte le altre si rapportano ), subiscono tutte una costante evoluzione sia giuridica che strutturale, essendo a contatto con un ambiente del tutto globalizzato, in cui numerosi governi, organizzazioni, imprese e privati interagiscono. E normale che nel DNS ci siano molti soggetti che tra di loro si coadiuvano, dato che le istanze sono così multinazionali, ma, per il giurista, è molto importante chiarire l efficacia delle norme 22 che si diramano dagli enti sopra citati. Inoltre, mentre la governance è plurisoggettiva, la normativa deve essere necessariamente unica per tutti a livello mondiale, perché, come detto precedentemente, la stessa tecnologia di Internet obbliga in questo senso, in quanto, coloro i quali volessero costituire un sistema diverso, non avrebbero più dialogo con tutti gli altri utenti della rete. Gli enti del DNS hanno istituito con deleghe della più varia natura organismi di registrazione e di normazione a livello locale, e fra di loro, sono andati avanti con una serie di rapporti non formali, cioè non scritti o non assistiti da una normativa che li abbia potuti legittimare. Alle volte ci sono stati anche accordi taciti o di natura quasi segreta, mentre di rado ( ma sempre di più negli ultimi anni ) si sono intessute relazioni formalizzate esternamente. 21 Giuridicamente, questo ordinamento non vede a capo nessuno, in quanto, ogni ente menzionato sopra ha una competenza per materia: l ICANN gestisce i TLD, la ISO forma gli standards tecnici, la WIPO cura la legislazione sulla proprietà intellettuale ( ma è l unica riconosciuta da un trattato di natura internazionale ) ; la IANA e l ISOC svolgono funzioni meramente consultive e di indirizzo politico. 22 Norme per la massima parte di natura tecnica, ma non sempre; ad esempio, si consideri quella riguardante la facoltà di ritirare la delega sui generis ai registri nazionali.

13 13 Il complesso delle regole del DNS viene spiegato da molti 23 come un sistema extrastatuale che produce le cosiddette soft laws, cioè norme privatistiche di tipo dispositivo affermatisi per prassi allo scopo di disciplinare settori del diritto lacunosi. Alla base di tutte le norme dispositive, però, vi è una opzione, una scelta dei privati di potervi derogare. Eppure, nel DNS tale facoltà spesso non esiste, per i motivi prima indicati ( ad esempio, non si potrebbe disciplinare differentemente la serie di connessioni di rete, pena l isolamento da essa 24 ) e, comunque, va posto in risalto il carattere non vincolante di tali regole, che non risolve il problema che si è posto al principio del ragionamento qui seguito. Altri autori, quali il Sarti 25 ed il Sammarco, propendono per una visione più volontaristica del sistema DNS, al vertice del quale vi sono normative poste da una associazione di associazioni. Secondo loro, queste regole si immettono all interno degli ordinamenti nazionali in via del tutto informale ( non essendo, chiaramente, vincolanti per gli Stati, ma seguite grazie agli accordi fra gli enti sopra menzionati ) e l unico limite che potrebbero trovare sarebbe quello dell ordine pubblico interno. In realtà, una legislazione extra-nazionale può essere efficace, e, quindi, vincolante all interno degli ordinamenti statali, solo se posta da autorità internazionali formalmente 23 Tra gli internazionalisti, si veda: DRAETTA U., Internet e commercio elettronico nel diritto internazionale dei privati, Milano, Inoltre, non risulterebbe possibile negare la facoltà alle Nazioni di istituire un registro di domini proprio, sia a causa della enorme difficoltà di gestire tutte le assegnazioni mondiali da parte di un solo soggetto, sia perchè la sovranità degli Stati si imporrebbe comunque contro un simile sistema consensuale. Come doveroso, si esclude da queste esemplificazioni la serie di decisioni di stampo politico, che sono sempre opinabili e presuppongono certamente una scelta contraria; si deve parlare soltanto di regole tecniche, in quanto, esse sono le uniche necessarie e costituenti le fondamenta su cui poggiano il DNS ed Internet. 25 Si rimanda a: SARTI D., I soggetti di Internet, in AIDA, 1996, pag. 5 ss..

14 14 istituite con la ratifica dei propri trattati. In nessun altro caso si impedirebbe una eventuale avocazione delle liti di registrazione dei domini da parte dei giudici nazionali ( o nuove discipline in parte non corrispondenti a quelle della governance, di matrice statunitense 26 ). Ne consegue che il DNS potrebbe configurarsi: o come un legittimo sistema internazionale con norme vincolanti, oppure come un ordinamento privatistico, in cui, tutti i soggetti di governo, inclusi i registri nazionali, fino ad arrivare agli utenti privati, siano obbligati per via dell accettazione di tutte le regole poste dal livello delle autorità appena superiori ad essi in un apposito contratto. Come già esplicato, tutto questo, non è in regime internazionale data dell assenza di riconoscimento in trattati degli enti de quo, ma, anche a volerlo identificare in un sistema privatistico, osterebbero gravi lacune, quali: la difficilissima possibilità di accettare rapporti sovranazionali instaurati con accordi non scritti ( infatti mancano spesso deleghe formali, si veda ad esempio il caso esemplare dell ISO ), e l inesistenza di contratti ad hoc che rendano le norme di cui trattasi coercitive ( gli unici essendo solo quelli del tipo LAR 27, regolanti il rapporto tra registri statali ed utenti finali ). Assistiamo ad un fenomeno giuridico che andrebbe regolato differentemente allo scopo di una maggiore chiarezza giuridica e per esigenze di trasparenza e democraticità, in cui 26 In effetti, è molto probabile che gli USA influenzino le istituzioni del DNS, e attirino nella propria giurisdizione tutte quelle cause afferenti ai Top Level Domains Com, org, ecc., che sono di competenza esclusiva della ICANN e della Verisign, ma che frequentemente vengono usati dagli utenti di tutto il mondo al posto dei Country Code. Politicamente, questa situazione attuale appare abbastanza arbitraria, con un potere degli USA maggiore di quello di ogni altro Stato. 27 La LAR, lettera di assunzione responsabilità, è un contratto in cui il Registro italiano vincola tutti coloro che richiedono un dominio alle proprie normative. Questo schema è seguito dalla maggior parte dei registri esteri, ma non è sufficiente a risolvere il problema posto, in quanto riguarda solo il livello del DNS che opera all interno degli Stati.

15 15 spesso la dottrina internazionalistica ed anche quella pubblicistica si dibattono senza giungere ad una conclusione certa. L unica soluzione a tutti questi problemi di legittimazione degli organi del DNS sarebbe la teorizzazione di una nuova tipologia di consuetudini internazionali di tipo tecnico. Dato che, per la massima, si tratta di regole tecniche, e tali disposizioni sono esistenti anche a livello internazionale ( in quanto, la tecnologia per cui sono create è ormai trattata da legislazioni di tutto il mondo ) non si vede perché non debbano aversene anche di tipo consuetudinario. Nel diritto internazionale, le consuetudini nascono dopo prassi secolari, ma ve ne sono alcune che hanno fatto eccezione, come quella della sottoposizione della piattaforma continentale al potere dello Stato costiero 28, consolidatasi in pochi anni. Siccome il fine delle regole tecniche è quello di disciplinare determinati settori nel più breve tempo possibile e di essere ripetutamente sostituite, esse avrebbero una formazione necessariamente breve a livello consuetudinario internazionale, che creerebbe appunto nuove regole non scritte a diuturnitas ridotta, ma con tutta la forza giuridica propria al diritto delle Nazioni. Anche non volendo considerare questa teoria di legittimazione del DNS e disconoscendo la possibilità di consuetudini tecniche e non, è molto probabile che si sia imposto almeno un principio a livello internazionale, il quale tende a divenire consuetudine: quello affermante una serie di istituzioni di governo del DNS avulse dagli Stati ( riprendendo l idea di una associazione di associazioni ), quindi autonome nel loro compito, doverosamente tecnico e non politico, di gestori dell Internet e delle 28 Così CONFORTI B., Diritto internazionale, Napoli, 1997, pag. 33 ss.

16 16 tecnologie in generale, sorrette da un elevato concetto di democraticità che dovrebbe sovrintendere a qualsiasi attività che veda coinvolti i bisogni universali di tutti i popoli.

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