I diritti dei minori visti dai minori

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1 I diritti dei minori visti dai minori

2 Il presente sondaggio è stato condotto per conto della direzione generale della Giustizia con il coordinamento dalla direzione generale della Comunicazione. Il presente documento non rappresenta il punto di vista della Commissione europea. Le interpretazioni e le opinioni ivi contenute sono imputabili esclusivamente agli autori. Europe Direct è un servizio a vostra disposizione per aiutarvi a trovare le risposte ai vostri interrogativi sull Unione europea. Numero verde unico (*): (*)Alcuni gestori di telefonia mobile non consentono l accesso ai numeri o non ne accettano la gratuità. Numerose altre informazioni sull Unione europea sono disponibili su Internet consultando il portale Europa (http://europa.eu). Una scheda catalografica figura alla fine del volume. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell Unione europea, 2011 ISBN doi: /60869 Unione europea, 2011 Riproduzione autorizzata con citazione della fonte. Copertina Istockphotos - fotolia

3 Indice Contents Introduzione Sintesi Essere un giovane europeo oggi Definire i diritti dei minori Tutelare i diritti dei minori Obiettivi e metodologia Contesto e obiettivi Concezione dello studio La condizione dei minori nel I vantaggi Gli svantaggi Gli influssi sui minori L'ascolto prestato ai minori I diritti dei minori Il concetto di diritti umani I diritti specifici dei minori Aiuto e sostegno Attuali forme di sostegno Altre forme di sostegno Forme di sostegno preferite Promuovere iniziative a favore dei giovani Cambiare l atteggiamento generale e fare informazione Coinvolgere i giovani nel processo decisionale Elaborare programmi di sviluppo specifici Far rispettare e applicare la legge Priorità principali Proposte di sostegno ai gruppi vulnerabili Minori vittime di violenze fisiche e abusi sessuali Minori vittime di bullismo minori in condizioni di povertà Minori che vivono negli istituti Minori senzatetto, che vivono per strada e senza status ufficiale Minori con bisogni speciali Minori appartenenti a gruppi etnici minoritari e minori provenienti da famiglie di immigrati Minori Rom, Sinti e girovaghi...26 Allegato Guida alla discussione...28 Guida agli argomenti dei focus group...29

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5 fotolia Introduzione I giovani sono una fucina di idee e vedono le cose con occhi diversi dagli adulti. Rispettare in pieno l'interesse superiore dei minori, un principio su cui si fonda la tutela dei loro diritti, vuol dire dare a bambini e adolescenti la possibilità di esprimersi sulle questioni che li riguardano. Per questo motivo, la direzione generale della Giustizia della Commissione europea ha chiesto a ragazze e ragazzi dei 27 Stati membri dell'unione di esprimersi sui diritti dei minori. Adolescenti di diversa estrazione si sono interrogati su cosa significa essere un minore nel 2010, descrivendo gli ostacoli che incontrano nell'esercizio dei loro diritti e indicando i tipi di interventi che si aspettano dal mondo degli adulti. Traendo spunto dalle risposte del sondaggio, i cui risultati sono illustrati nella presente pubblicazione, la Commissione europea ha adottato a febbraio 2011 il «Programma UE per i diritti dei minori». Con parole proprie, i giovani intervistati chiedono maggiore fiducia da parte degli adulti, maggior rispetto per le loro opinioni e più voce in capitolo nei processi decisionali. Gli adolescenti desiderano avere un ruolo attivo nelle decisioni che li riguardano e sapere che le loro opinioni vengono prese in debito conto.

6 fotolia 1. Sintesi Nel febbraio 2010, TNS Qual+ ha condotto uno studio Eurobarometro qualitativo sui diritti dei minori presso i giovani di tutti e 27 gli Stati membri dell Unione europea. Lo studio, realizzato per conto della direzione generale della Giustizia della Commissione europea, si articola in 170 focus group. Gli intervistati, adolescenti tra i 15 e i 17 anni di diversa etnia e estrazione socioeconomica (compresi Rom, Sinti, girovaghi e minori con bisogni speciali), sono stati invitati a discutere gli argomenti di maggiore rilevanza per i loro diritti e per i diritti dei minori in generale e a parlare dei diversi ostacoli che ne intralciano l'esercizio. Gli intervistati hanno quindi indicato le soluzioni che, a loro parere, potrebbero contribuire a superare questi ostacoli; lo studio ha quindi raccolto i suggerimenti diretti su ciò che «il mondo degli adulti» potrebbe fare per tutelare e difendere più efficacemente i diritti dei minori. 1.1 ESSERE UN GIOVANE EUROPEO OGGI In quanto adolescenti dell'unione europea, gli intervistati si sono quasi tutti dilungati allo stesso modo e hanno espresso apprezzamento per: il fatto di essere sollevati da responsabilità e di non subire pressioni; il poter divertirsi; il fatto di ricevere sostegno; le opportunità di cui godono; il ruolo positivo della tecnologia nella loro vita. Tra gli aspetti della loro vita che giudicano meno positivi vengono elencati: il fatto di non godere di abbastanza fiducia da parte degli adulti; le pressioni ai fini del successo; il bullismo, sia fisico sia, talvolta, psicologico; la limitata possibilità di decidere della propria vita; il rischio della tossicodipendenza e le minacce psicologiche e fisiche per il loro benessere; le sollecitazioni a diventare adulti; la scarsa disponibilità di attività per il tempo libero. L'influenza esercitata sulla loro vita dai genitori, dalla famiglia, dagli amici, da allenatori o istruttori viene ritenuta nell'insieme positiva. I giovani esprimono invece giudizi più ambivalenti sugli insegnanti e sulla «legge», comprese le forze dell ordine, mentre l'influenza dei mezzi di informazione è vista in termini o molto positivi o negativi. 1.2 DEFINIRE I DIRITTI DEI MINORI I diritti umani sono raramente oggetto di riflessione per i giovani e non vengono automaticamente associati con la propria situazione personale o con quella di conoscenti. I diritti specifici dei minori sono un tema ancor meno ricorrente, anche se i giovani ritengono che i diritti umani interessino in buona parte anche i minori. È tuttavia un

7 sentimento diffuso tra i giovani che i minori abbiano uno specifico «diritto all istruzione». Oltre all istruzione, il diritto percepito come più importante è il «diritto all infanzia»: il diritto di non essere gravati da responsabilità e di avere la possibilità di giocare, crescere e svilupparsi. Tra le altre libertà fondamentali individuate dagli intervistati figurano la libertà di espressione, il diritto all alloggio, al cibo e alle cure mediche, il diritto alla vita familiare e al rispetto e il diritto ad essere tutelati dal bullismo. Il «diritto a partecipare» è stato evocato da molti intervistati; alcuni vorrebbero partecipare attivamente alle decisioni che li riguardano di persona, dalla scelta della scuola al diritto di voto. Questo desiderio è stato ripetutamente espresso in relazione a situazioni della vita che generano aspettative e richieste in termini di realizzazioni e prestazioni (scuola, istruzione superiore, lavoro), o anche quando le famiglie subiscono rotture dovute a separazioni e divorzi; i figli vogliono poter partecipare attivamente alle decisioni che li riguardano e desiderano che le loro opinioni vengano rispettate. 1.3 TUTELARE I DIRITTI DEI MINORI Lo studio opera una netta distinzione tra la maggior parte dei partecipanti, i cui diritti in quanto minori non sono ritenuti seriamente a rischio, e vari gruppi specifici di giovani che gli intervistati considerano più «vulnerabili». Tra questi figurano: i minori esposti a violenze o abusi; le vittime del bullismo; i minori molto indigenti; i minori che vivono negli istituti; i minori senzatetto; i minori con bisogni specifici; i minori appartenenti a gruppi etnici minoritari, come Rom, Sinti o girovaghi. Nel riflettere in che modo garantire e tutelare meglio i diritti dei minori, gli intervistati hanno tenuto conto sia della propria situazione che di quella dei vari gruppi di minori vulnerabili. Secondo i giovani cittadini europei, la responsabilità di garantire i diritti dei minori, in quanto individui, spetta soprattutto a genitori e insegnanti, mentre incombe allo «Stato» 1 tutelare i minori in generale e quelli vulnerabili e svantaggiati in particolare. I partecipanti al sondaggio desiderano che gli adulti responsabili dei minori siano maggiormente all'ascolto e più sensibili ai segnali di allarme per i loro diritti. Per coinvolgere i minori e informarli sui pericoli, la tecnologia e internet dovrebbero essere più sfruttati. Gli intervistati hanno individuato, nello specifico, diverse modalità con cui il «mondo degli adulti» potrebbe garantire e tutelare meglio i diritti dei minori. 1 Come nella lingua dei giovani, il termine «Stato» è qui utilizzato in senso largo con riferimento a coloro che prendono e attuano le decisioni politiche a livello locale, regionale, nazionale o anche europeo. Godere di maggior fiducia da parte degli adulti e essere più coinvolti nelle decisioni Nel parere degli intervistati, i genitori dovrebbero coinvolgere maggiormente i figli nelle decisioni e nelle questioni che li interessano da vicino, come le scelte scolastiche o il luogo in cui vivere in caso di separazione, e fidarsi maggiormente di loro informandoli di più sui rischi connessi a droghe e alcol. Il diritto all'istruzione potrebbe essere più tutelato con insegnanti meglio formati ad ascoltare i minori, a cogliere i segnali di violazione dei loro diritti e a prenderli più sul serio, soprattutto quando vengono segnalati casi di bullismo. Quanto ai decisori politici, i giovani vorrebbero vedere maggior impegno nei confronti dell opinione pubblica giovanile, un investimento positivo nell'offerta ricreativa rivolta ai minori e nelle opportunità di lavoro future e un applicazione più rigorosa delle leggi vigenti. Lo Stato (a livello locale, regionale e nazionale) dovrebbe favorire i consessi che danno voce ai minori, abbassando ad esempio l età di voto, istituendo un difensore civico o un garante per i minori 2, o tramite altre forme di emancipazione politica. I giovani chiedono di essere interpellati e che sia dato peso alle loro opinioni. Per quanto riguarda i bisogni dei minori appartenenti a gruppi minoritari, occorrerebbe promuovere maggiormente atteggiamenti positivi offrendo loro ulteriori opportunità di istruzione, formazione o di altro genere per favorirne la piena integrazione nella cultura e nella società prevalenti. Il rispetto del diritto all'infanzia Il «mondo degli adulti» dovrebbe investire maggiormente in aree di gioco e centri dove i minori, in generale, e quelli vulnerabili, in particolare, possano fare sport, giocare o essere accolti. Nel parere degli intervistati, i minori non dovrebbero subire eccessive pressioni ai fini del rendimento scolastico e essere costretti ad attività extrascolastiche a spese del tempo veramente «libero». Essere più informati sui propri diritti Gli intervistati ritengono che i minori debbano potersi esprimere liberamente in ambito familiare e scolastico quando pensano che i loro diritti sono stati violati: è importante incoraggiare il dialogo. I minori hanno bisogno di confortarsi nella convinzione che è legittimo esprimere le proprie preoccupazioni. 2 Con il termine «garante» si intendono una o più persone che prendono le difese dei minori, intervengono in loro vece e ne tutelano i diritti. 5

8 I minori dovrebbero essere meglio informati sui loro diritti, ad esempio tramite discussioni nelle scuole, e sapere a chi rivolgersi per chiedere aiuto. Le tecnologie interattive, con cui i giovani hanno dimestichezza, potrebbero essere un valido strumento a tal fine, ad esempio un sito internet per i minori dedicato al bullismo. Gli intervistati hanno mostrato consapevolezza nei confronti del bullismo elettronico, riconoscendo in un certo qual modo che occorre prudenza quando si usano internet e i social media. Nel parere degli intervistati, bisogna pubblicizzare di più le linee telefoniche di assistenza dedicate ai minori e la figura del difensore civico. Campagne di informazione rivolte ai genitori dovrebbero diffondere maggiore sensibilizzazione sui rischi insiti in comportamenti negligenti connessi a alcol e droghe. Ricevere maggior sostegno in caso di bisogno Secondo gli intervistati, la situazione dei minori più vulnerabili andrebbe monitorata in modo più efficace (a casa, a scuola o in altre sedi), eventualmente con un forte sostegno da parte dei servizi sociali. Occorrerebbe fornire maggior sostegno psicologico ai minori che hanno difficoltà a scuola, in particolare tramite gruppi di sostegno o terapie rivolte alle vittime del bullismo. I genitori andrebbero maggiormente sensibilizzati sull importanza di passare tempo con i propri figli. 6

9 fotolia 2. Obiettivi e metodologia 2.1 CONTESTO E OBIETTIVI Il presente studio Eurobarometro qualitativo sui diritti dei minori, commissionato dalla direzione generale della Giustizia della Commissione europea, persegue i seguenti obiettivi generali: individuare le tematiche ritenute dai minori di maggior interesse in merito ai loro diritti; comprendere gli ostacoli che i minori incontrano nell esercizio dei loro diritti; raccogliere il parere dei minori su eventuali soluzioni a questi problemi. Il presente studio qualitativo è stato preceduto da due sondaggi quantitativi condotti da Eurobarometro negli scorsi due anni, mirati a stabilire che grado di consapevolezza hanno i minori circa i loro diritti e a comprendere le principali tematiche con cui essi si confrontano in questo ambito CONCEZIONE DELLO STUDIO adolescenti tra i 15 e i 17 anni hanno preso parte a 170 gruppi di discussione organizzati in tutta l Unione europea. I campioni di popolazione selezionati in ogni Stato membro, ampiamente rappresentativi di entrambi i sessi, comprendevano soggetti provenienti da zone urbane e periferiche, di estrazione sociale più o meno agiata e di diverse etnie. Hanno partecipato anche 51 minori con bisogni fisici speciali di diversa natura. Il lavoro sul campo, svoltosi tra febbraio e marzo 2010, si è articolato attorno a sei focus group in 23 Stati membri e a otto gruppi negli altri quattro Stati (Romania, Ungheria, Spagna e Regno Unito); due gruppi comprendevano adolescenti, di sesso maschile e femminile, appartenenti alle comunità Rom, Sinti o girovaghi 4. La DG Giustizia ha istruito dettagliatamente i moderatori sul contesto di riferimento e ha convenuto una guida alla discussione (in allegato). I partecipanti hanno saputo chi aveva promosso lo studio solo alla fine del focus group. Si noti che, benché gli intervistati siano stati incoraggiati, durante la discussione, a tener conto delle necessità dei minori più giovani, i risultati dello studio riflettono decisamente il punto di vista e le opinioni del gruppo di età su cui è stata effettuata la ricerca. I focus group, della durata di due ore, sono stati condotti tra il 1 e il 12 marzo La presente relazione riporta ampiamente le citazioni testuali degli intervistati per dare ai partecipanti la possibilità di «esprimersi in prima persona» e fornire al lettore una comprensione più approfondita della prospettiva in cui sono inquadrati i temi discussi. La nazionalità e il sesso dell'intervistato vengono sistematicamente forniti, anche se le citazioni selezionate rappresentano opinioni simili espresse da intervistati di altri Stati membri: le risposte non vanno pertanto intese in connessione a specifiche problematiche nazionali. 7 3 Cfr. Eurobarometro Flash 235, disponibile all indirizzo eu/public_opinion/flash/fl_235_en.pdf%20" ed Eurobarometro Flash 273 disponibile all indirizzo fl_273_en.pdf 4 Se non diversamente specificato dagli intervistati, il termine «Rom» è utilizzato di seguito in riferimento a tutte e tre le comunità: Rom, Sinti e girovaghi.

10 fotolia 3. La condizione dei minori nel 2010 Il lavoro dei gruppi è iniziato con una discussione su temi di immediato interesse per la vita degli intervistati. Prima di dare avvio al gruppo, ai partecipanti è stato chiesto di individuare i vantaggi e gli svantaggi della condizione di minore oggi. Partendo da queste considerazioni, la discussione iniziale ha introdotto il concetto di influsso sulla vita dei minori e ha individuato alcuni temi di discussione successivi. 3.1 I VANTAGGI Gli adolescenti tra i 15 e i 17 anni ritengono che la condizione di minore nell Unione europea comporti oggi diversi vantaggi. Durante la discussione, la maggior parte degli intervistati ha espresso apprezzamento per quattro aspetti principali: i bambini e gli adolescenti possono divertirsi e sono esonerati dalle responsabilità, e molti hanno più possibilità di viaggiare e maggiori chance rispetto al passato; la famiglia e gli amici costituiscono una rete di sostegno e la sicurezza familiare garantisce un importante sostegno finanziario; la tecnologia è una fonte di liberazione e fornisce nuove possibilità di intrattenimento, interazione e comunicazione; le cure mediche, l accesso all'istruzione, il crescente benessere e il rispetto da parte degli adulti sono aspetti importanti. «Per noi è tutto più raggiungibile, rispetto ai nostri nonni o ai nostri genitori. Tutto è più a portata di mano. Non c è più il controllo che c era un tempo». (Slovenia, ragazza) «La politica non ci impone più i limiti che avevano i nostri genitori». (Repubblica ceca, ragazzo) «Cellulari, internet... mia mamma non sapeva cosa fossero mentre per me è impossibile farne a meno». (Germania, ragazza) «Frequento una scuola per ragazzi con difficoltà di apprendimento. In classe siamo otto e quindi l insegnante mi segue di più rispetto a una scuola normale. Non credo ci fossero scuole così in passato». (Paesi Bassi, ragazzo) Gli adolescenti di alcuni Stati membri si esprimono anche su come per libertà si intenda anche, formalmente, il modo in cui la legge tutela i giovani: «La legge protegge di più [i minori] dai maltrattamenti». (Francia, ragazza) Per gli adolescenti di altri Stati membri, il rispetto degli adulti è uno degli aspetti positivi della condizione di minore oggi: «Possiamo partecipare alle decisioni e i grandi ci prendono più sul serio». (Austria, ragazza) La maggioranza degli intervistati si sente protetta e sostenuta dalle persone che li circonda, specialmente dalla famiglia, anche se alcuni non godono di questa stabilità.

11 3.2 GLI SVANTAGGI Come per gli aspetti positivi della condizione di minore oggi, anche per quelli negativi si evidenzia una comunanza di vedute. I principali aspetti citati sono: la mancanza di rispetto da parte del mondo degli adulti; le pressioni ai fini del successo; la mancanza di sostegno da parte dei genitori; le limitazioni e le influenze esterne; le pressioni esercitate dai coetanei, la tossicodipendenza e la violenza. LA MANCANZA DI RISPETTO Alcuni intervistati ritengono di non essere sufficientemente rispettati dagli adulti e dal «mondo degli adulti»: «Nessuno ci ascolta, nessuno sa cosa vogliamo e soprattutto i politici non hanno nessuna idea di cosa sia meglio per noi. Mi sento molto frustrata quando parlo con qualcuno più grande di me e mi sento dire sei troppo giovane per capire». (Grecia, ragazza) «In termini politici, non ho nessuna voce in capitolo come individuo». (Polonia, ragazzo) L assenza di ascolto a scuola è un problema segnalato da molti. Alcuni ritengono che questa noncuranza sia dovuta alla loro età. Molti si sentono attivamente discriminati: «Penso che i giovani siano molto colpevolizzati e etichettati. A volte l atteggiamento generale è come se fosse tutto colpa nostra; come se fossimo in qualche modo un problema sociale». (Finlandia, ragazzo) «La polizia è molto dura, puoi essere arrestato senza motivo, ti prendono per un criminale solo perché indossi un giaccone». (Danimarca, ragazzo) Altro aspetto negativo: essere esclusi dalle decisioni fondamentali della propria vita, specie in momenti critici come il divorzio dei genitori: «Quando i miei hanno divorziato, tutti prendevano decisioni nel mio interesse e nessuno mi ha mai chiesto che ne pensavo. Ero messo davanti al fatto compiuto e dovevo accettare le decisioni che erano state prese al posto mio. Non sono stupido e sono capacissimo di pensarla a modo mio». (Lussemburgo, ragazzo) LE PRESSIONI AI FINI DEL SUCCESSO Molti intervistati avvertono forti pressioni ai fini della riuscita scolastica, del buon voto agli esami e del «successo» nella vita: «C è troppo da studiare; ci chiedono troppo». (Slovenia, ragazza) «I genitori, la società e gli insegnanti si aspettano tantissimo da noi; vogliono che andiamo all università e che abbiamo successo nella vita». (Estonia, ragazza) Alcuni ritengono che la riuscita scolastica sia troppo enfatizzata e troppo ridotto l'ambito dello svago per i tardo adolescenti: «Per i piccoli ci sono un sacco di cose da fare, ma per quelli della nostra età, a parte lo sport [non c è niente]». (Irlanda, ragazza) LA MANCANZA DI SOSTEGNO DA PARTE DEI GENITORI Alcuni adolescenti non si sentono abbastanza sostenuti dalle famiglie. In base alle testimonianze raccolte in diversi paesi, i genitori che lavorano, troppo presi a guadagnare da vivere, non hanno abbastanza tempo per i figli: «Ti senti proprio solo, soprattutto se pensi come sarebbe se i tuoi genitori fossero a casa, si prendessero cura di te e ti chiedessero come stai». (Germania, ragazza) LE LIMITAZIONI E LE INFLUENZE ESTERNE Le limitazioni su quello che possono fare (soprattutto guidare la macchina) sono causa di frustrazione per molti adolescenti tra i 15 e i 17 anni. Molti intervistati hanno evocato tra gli aspetti negativi la scarsa disponibilità di lavori part-time o di altre opportunità di guadagno. La percezione è che l economia «gli ha voltato le spalle» proprio quando volevano iniziare a guadagnare: «C è moltissima disoccupazione giovanile in questo momento e non mi va proprio che chi non ha ancora 16 anni trova solo lavori stupidi, tipo consegnare i giornali. Prima invece era molto più facile trovare un lavoretto simpatico». (Paesi Bassi, ragazza) LE PRESSIONI ESERCITATE DAI COETANEI, LA TOSSICODIPENDENZA E LA VIOLENZA Molti vedono nelle cattive frequentazioni il rischio di cadere in abitudini potenzialmente distruttive e nella tossicodipendenza e si sentono minacciati. L influenza che i giovani esercitano tra loro è percepita come 9

12 10 potenzialmente minacciosa, al pari delle pressioni conformistiche esercitate dai coetanei: «Le droghe, il tabacco, l alcol sono tentazioni pericolose». (Estonia, ragazzo) «Cominci a fumare o a tirare solo per essere uno giusto e per sentirti inserito». (Svezia, ragazzo) In oltre metà degli Stati membri, gli intervistati hanno evocato la violenza come uno degli aspetti negativi della vita dei minori: «Ci sono bande che possono uccidere per una sigaretta e diventare vere carogne quando agiscono come gruppo». (Italia, ragazzo) «Per alcuni figli, è normale prenderle dal padre quando è fuori di sé» (Bulgaria, ragazza) «C'è più paura e i genitori si preoccupano per noi. La società fa più paura». (Irlanda, ragazza) 3.3 GLI INFLUSSI SUI MINORI I partecipanti sono stati chiamati a riflettere su chi o cosa influenzi maggiormente la loro vita, le loro scelte e le loro decisioni. I genitori, la famiglia allargata e gli amici più stretti sono quelli che esercitano maggiore influsso e i cui pareri influenzano di più le decisioni: «La famiglia è tutto; la tradizione, quando ci si sposa, per i Rom è tutto. La famiglia nutre tantissime aspettative, il matrimonio, i figli, con che tipo di famiglia ci si imparenta». (Regno Unito, ragazza) «Personalmente, credo che gli amici mi influenzino in modo positivo. Quando ho un problema, mi aiutano». (Romania, ragazzo) Oltre questa cerchia immediata, gli insegnanti occupano quasi sempre il secondo posto nell elenco di quelli che esercitano maggiore influsso. Le risposte sono comunque ambigue circa il tipo di relazione o di influenza: «Se non gli vai a genio, ti fanno a pezzi e non ti lasciano più in pace». (Francia, ragazzo) «L'insegnante è come un secondo genitore; ci passi la metà del tempo insieme. Per i bambini poi è un vero e proprio genitore». (Bulgaria, ragazza) «Se fai sport seriamente l'allenatore è un po come un insegnante e sicuramente ti importa quello che dice o pensa». (Finlandia, ragazza) Anche sull'influsso esercitato dai media vengono espressi giudizi ambivalenti. Sotto il profilo positivo, i media informano e sono una finestra sul vasto mondo, mentre sotto quello negativo i media veicolano violenza, promuovono comportamenti materialistici e possono mettere i minori in contatto con persone che cercano di nuocere loro: «La TV trasmette tanta violenza, ma c è di positivo che ti informa». (Romania, ragazzo) Anche la polizia e «la legge» vengono percepite in modo ambivalente, a volte positivo, a volte negativo: «La società deve rispettare certe regole, per garantire la pace». (Germania, ragazzo) «Se sei in un grande gruppo, la polizia ti giudica subito. Veniamo subito discriminati per niente». (Irlanda, ragazza) La maggior parte degli adolescenti vede la politica e i politici come qualcosa di distante: «Il loro influsso è molto limitato. Per ora, a meno che non hai davvero grandi responsabilità, hanno una scarsa influenza». (Francia, ragazzo) 3.4 L'ASCOLTO PRESTATO AI MINORI Infine, nel passare in rassegna il modo in cui i partecipanti vivono la condizione di minore nel 2010, è stato chiesto loro nello specifico in che misura ritengono che la società dia loro ascolto. La grande maggioranza degli intervistati ha dichiarato di ritenersi soddisfatta del livello di ascolto prestato dai genitori, dalla famiglia allargata e dagli amici. «I nostri genitori sono i nostri genitori. I miei mi ascoltano e accettano anche il mio parere. A volte lo rispettano, a volte no». (Lussemburgo, ragazza) «I miei genitori si sforzano di trattarmi alla pari e di rispettare le mie idee, ma la madre del mio migliore amico lo tratta come un bambino che non è in grado di fare scelte sensate». (Repubblica ceca, ragazzo) Per molti giovani, gli allenatori hanno spesso un ruolo importante: L autorità genitoriale è generalmente accettata, anche se alcuni ragazzi di questa età comincino a esprimere fastidio:

13 «Vorrei essere libera, lontana dai miei, vivere in una casa mia. Non mi piace quando mi gridano: Dove sei stata? Cosa hai fatto?» (Romania, ragazza) «Sono noiosi. Questa è casa mia e qui comando io». (Slovenia, ragazzo) Al di fuori dell immediata cerchia familiare e degli amici, la maggior parte degli intervistati riconosce di avere spesso la possibilità di esprimersi e contribuire alle decisioni, ma ciò che a molti manca è l essere ascoltati sulle «questioni importanti» che incidono sulla loro vita, ad esempio i provvedimenti sul sistema scolastico. «Vorrei che i provvedimenti fossero presi dopo averci ascoltato. Per il momento, se dici o no la tua è lo stesso: è un dialogo sterile che non porta da nessuna parte». (Lituania, ragazzo) «Vorrei poter dire la mia sull ambiente. Gli adulti decidono tutto al posto nostro, ma un giorno i problemi graveranno su di noi e starà a noi risolverli». (Paesi Bassi, ragazza) «Avere più diritti, non solo di poter dire la nostra, ma anche di essere ascoltati e di essere presi in considerazione. Questo è già un nostro diritto, che però non viene rispettato». (Lituania, ragazza) Alcuni intervistati hanno comunque espresso un parere più positivo sul modo in cui viene prestato loro ascolto: «Quando hanno chiuso i campi da pallacanestro, ho inviato una lettera e un mese dopo è stato aperto un nuovo campo». (Belgio, ragazzo) «Oggi si fa più attenzione ai giovani ognuno nel proprio piccolo può contribuire alla società». (Danimarca, ragazzo) I partecipanti ritengono di non essere sufficientemente ascoltati soprattutto per quanto riguarda la scuola e, in misura minore, la politica. Per quanto riguarda quest ultima, alcuni vorrebbero avere maggiori opportunità di partecipare al dialogo politico: «I presidi a volte censurano i giornali scolastici indipendenti, fatti da studenti per studenti». (Polonia, ragazza) «Nella mia scuola, anche se ci siamo espressi spesso, non è servito a niente. Non ci ascoltano per via della nostra età». (Spagna, ragazza) «Non abbiamo nessuna voce in capitolo nelle questioni politiche: potremmo andare in giro con striscioni e fare rivolte studentesche, ma non cambierebbe comunque niente, perché non siamo rappresentati.» (Regno Unito, ragazza) «Le leggi, non siamo noi a deciderle o a votarle; le leggi sono obbligatorie, ma a sceglierle sono i nostri genitori, non noi». (Francia, ragazza) I giovani hanno in genere la sensazione di poter contare di più come gruppo che come individui: «A scuola abbiamo un consiglio degli studenti, con 3 rappresentanti per classe, e le nostre proposte sono discusse e in genere accettate». (Bulgaria, ragazzo) «Non credo che, se facessi una proposta, all'improvviso le tasse diminuirebbero; ma se formi un gruppo che la pensa come te, qualcosa riesci a ottenerla». (Danimarca, ragazzo) 11

14 fotolia 4. I diritti dei minori Dopo aver raccolto le opinioni degli intervistati sulla condizione di minore nel 2010, è stato discusso il concetto di diritti umani in generale e quello di diritti dei minori in particolare. A questo punto, gli intervistati sono stati invitati ad estendere oltre la prospettiva personale l'ambito di riflessione sui diritti dei minori in generale. 4.1 IL CONCETTO DI DIRITTI UMANI I diritti umani e i diritti dei minori non sono abituali soggetti di riflessione per i giovani cittadini dell Unione europea. Se sollecitati, i giovani possono parlare molto liberamente di diritti umani, ma hanno più difficoltà ad abbordare i diritti specifici dei minori. I giovani mostrano in genere familiarità con il concetto di diritti umani, seppur in modo molto generico e astratto. Le interpretazioni del concetto, le nozioni sulla loro origine e sulla loro espressione sono molto variabili: «I diritti umani sono i diritti di ogni individuo, uomo o donna che sia; traggono origine dalla rivoluzione [francese] e stanno a significare che tutti sono uguali, che le persone devono essere rispettate; lo stesso per i diritti dei minori». (Francia, ragazzo) «Sono le principali cose che le persone hanno diritto di fare, quelle cose di cui hai veramente bisogno e di cui non puoi fare a meno». (Paesi Bassi, ragazza) «I diritti di una persona si fermano dove incominciano quelli di un'altra». (Cipro, ragazzo) «Ne ho sentito parlare [di diritti umani], ma non so cosa siano». (Spagna, ragazza) Nella grande maggioranza dei paesi, gli intervistati hanno sentito parlare di diritti umani e libertà fondamentali a scuola. Altri canali sono anche la televisione, internet, gli altri media e i genitori, per quanto menzionati solo in casi isolati. Alla richiesta di indicare spontaneamente quali diritti umani ritengono debbano essere garantiti, gli intervistati hanno prodotto un lungo elenco, chiaramente influenzati dalle loro preoccupazioni in quanto adolescenti e verso i più giovani. L elenco di seguito comprende tutti i diritti maggiormente evocati, classificati perlopiù in base alla frequenza. diritto all istruzione; libertà di parola/espressione; magiare/bere/vestirsi;

15 luogo in cui vivere/trovare rifugio; diritto alle cure mediche; diritto all uguaglianza/alla non discriminazione; libertà di religione; libertà di scelta; diritto alla famiglia/agli affetti; diritto alla vita; diritto ad essere tutelati contro gli abusi/la violenza; diritto alla giustizia; diritto al lavoro; diritto alla sicurezza; diritto a optare per un orientamento sessuale; diritto al voto/alla codeterminazione; diritto al tempo libero; diritto a essere tutelati contro il razzismo. 4.2 I DIRITTI SPECIFICI DEI MINORI La maggioranza degli intervistati ritiene che i diritti dei minori equivalgano più o meno ai diritti umani individuati. Alla richiesta di indicare i diritti specifici dei minori, gli intervistati hanno comunque fatto tutta una serie di proposte. L'elenco che segue riporta i principali diritti individuati, anche qui classificati in base alla frequenza con cui sono stati evocati: diritto al gioco/all infanzia; diritto di scegliere dove vivere (in caso di divorzio dei genitori); diritto di (potersi permettere di) praticare un attività sportiva; tutela dei minori vittime di pornografia/molestie/ prostituzione; diritto di compiere errori/non essere puniti; diritto all informazione; diritto alla tutela dell identità/alla sicurezza su internet/a essere tutelati contro il bullismo elettronico; diritto all apprendimento/a imparare a diventare indipendenti da grandi; diritto a essere più informati prima di scegliere l'orientamento scolastico; diritto a non dover lavorare; diritto a essere ascoltati; diritto a diventare adulti lentamente. La maggior parte di questi diritti fa riferimento a concetti relativamente astratti: informazione, affetti, rispetto, vivere in una società adeguata. Alcuni diritti riguardano invece l'idea di fornire sostegno a coloro che sono percepiti come più vulnerabili (minori con problemi fisici, con difficoltà di apprendimento). 13

16 Istockphotos 5. Aiuto e sostegno Gli intervistati sono stati costantemente invitati a riflettere sul modo in cui il «mondo degli adulti» può sostenere e tutelare meglio i diritti dei minori e informare i minori sui loro diritti. Il presente capitolo sintetizza le tematiche principali emerse in quest ambito e fornisce esempi di proposte specifiche avanzate dagli intervistati. Oltre a individuare le questioni principali che vorrebbero fossero trattate e il tipo di sostegno desiderato, gli interpellati si sono espressi anche sui gruppi di minori più vulnerabili, sui problemi specifici da affrontare e per quali aspetti è richiesto sostegno. Gli intervistati hanno discusso come meglio tutelare i diritti dei minori. Le priorità variano da uno Stato membro all'altro, anche se emergono alcuni desiderata comuni: maggiore sostegno economico per i meno abbienti; più informazione sui diritti dei minori e dove chiedere assistenza e orientamento; più sostegno psicologico nelle scuole per i soggetti a rischio; più strutture per i giovani: centri, organizzazioni giovanili, impianti sportivi che offrano loro un luogo sicuro dove recarsi; attuazione di leggi vigenti per tutelare meglio i minori, in particolare di quelle che tutelano da forme di bullismo, e una maggiore capacità delle forze dell ordine di essere all ascolto dei minori e rispettare i loro diritti. La presente sezione illustra, nella prima parte, le forme di sostegno attualmente esistenti individuate dagli intervistati, nella seconda parte, le altre forme e gli altri tipi di sostegno preferiti dagli intervistati e fornisce, nella terza, una descrizione dei diversi gruppi di minori ritenuti vulnerabili, indicando le specifiche soluzioni individuate per fornire aiuto e sostegno ai gruppi più fragili. 5.1 ATTUALI FORME DI SOSTEGNO Quando si parla dei diritti dei minori, la tendenza tra i giovani è di pensare subito ai diritti e al loro significato nell'ambito della vita domestica e scolastica. È infatti in questi due ambiti che gli intervistati hanno maggiormente discusso come reagirebbero se i loro diritti fossero in pericolo. L intento era individuare le attuali forme di sostegno; prima sono state passate in rassegna quelle più fidate e poi quelle cui si ricorre solo occasionalmente o in determinate circostanze. Alla domanda cosa farebbero se si trovassero in una situazione in cui i loro diritti venissero negati o violati in ambito domestico (per esempio, episodi di violenza, negligenza o abuso), gli adolescenti dell Unione europea hanno risposto in maggioranza che ne parlerebbero alla famiglia o agli amici:

17 «I nostri familiari ci dicono cosa fare perché, dopo tutto, ci conoscono e conoscono la vita. Non sempre ci conoscono perfettamente, ma a volte possono aiutarci veramente». (Polonia, ragazzo) «Confiderei i miei problemi a qualcuno che conosco bene». (Paesi Bassi, ragazza) «Una ragazza picchiata dal padre potrebbe rivolgersi alla nonna». (Belgio, ragazza) «È più facile confidarsi con i fratelli che non con i genitori». (Italia, ragazzo) «Per me gli amici hanno un'influenza positiva. Quando ho un problema, mi aiutano». (Romania, ragazzo) Piuttosto che discutere questi problemi con genitori o amici, alcuni preferirebbero abbordare la questione in modo meno diretto: «Prima di tutto cercherei su internet, non mi metterei a parlare faccia a faccia con nessuno». (Finlandia, ragazza) Altri, invece, preferirebbero non parlarne per niente: «I giovani in genere sopportano, perché pensano che il problema sia troppo piccolo per parlarne con l insegnante o rivolgersi alla polizia». (Estonia, ragazzo) In ambito scolastico tra i maggiori problemi di violazione dei diritti risultano il bullismo da parte di altri ragazzi e il comportamento degli insegnanti, in particolare quando non prendono dovutamente sul serio le denunce di bullismo o sobbarcano i ragazzi con un'ingiustificata mole di lavoro. Nell eventualità di violazioni dei diritti a scuola, la maggior parte degli intervistati ne parlerebbe, in primo luogo, con i genitori, benché non tutti siano a proprio agio nel coinvolgere i genitori in tutto ciò che succede a scuola: «Lo direi ai miei genitori anche se ti senti a disagio a dire ai genitori che sei stato picchiato a scuola». (Spagna, ragazzo) Nel caso del bullismo in particolare, molti preferirebbero «cavarsela da soli» più che parlarne ai genitori. «Io risolverei il problema con gli amici. Non c è bisogno di chiedere l intervento della polizia o degli adulti». (Lussemburgo, ragazzo) Gli adolescenti considerano inoltre gli insegnanti o il personale scolastico più adulto come una possibile fonte di aiuto in ogni situazione difficile. «Sono sempre a disposizione. Se avessi bisogno di parlare di qualcosa in particolare, ho in mente degli insegnanti da cui potrei andare per un consiglio». (Irlanda, ragazza) Tuttavia, se la violazione venisse da un insegnante, alcuni adolescenti si sono detti restii a rivolgersi ad altri insegnanti o ai genitori, per timore delle ripercussioni: «Se parli di un problema con un insegnante, che è per esempio razzista, può succedere che l insegnante ti si metta contro e che la scuola non faccia niente». (Belgio, ragazzo) Gli intervistati di alcuni Stati membri hanno evocato la possibilità di un sostegno psicologico messo a loro disposizione dalla scuola. Ove disponibile, questo tipo di servizio è considerato uno strumento prezioso, valido e apprezzato. «Parlo dei maltrattamenti con uno psichiatra; pur non conoscendo la persona a cui mi affido, so che mi può aiutare». (Francia, ragazzo) «Il diritto di parlare con una persona di cui ti puoi fidare, senza che i genitori lo sappiano. In tutta confidenza (...) una persona che non lo va a raccontare agli altri, con la quale si crea complicità». (Belgio, ragazza) In alcuni casi sono state citate con apprezzamento anche altre forme di sostegno fornite tramite la scuola, del tipo consulenti scolastici, avvocati dei minori, figure ecclesiastiche o organizzazioni per la protezione dei minori. In generale, gli adolescenti sembrano essere soddisfatti del sostegno ricevuto a scuola, anche se molti ne vorrebbero «molto di più», auspicando, in particolare, l'aiuto di psicologi in grado di intervenire come esperti, oppure di insegnanti capaci di cogliere i problemi. 5.2 ALTRE FORME DI SOSTEGNO Molti adolescenti in diverse parti dell Unione europea non sono a conoscenza dell esistenza, oltre alla famiglia, agli amici o agli insegnanti, di servizi o specifiche risorse cui rivolgersi in caso di problemi. Tuttavia, nel corso dello studio sono emerse altre eventuali fonti di sostegno, tra cui la polizia, le linee telefoniche di sostegno dedicate, i servizi sociali e l'autorità giudiziaria. La percezione della polizia presso gli adolescenti di questa fascia d'età è molto ambivalente; la forza pubblica è percepita come un istituzione cui rivolgersi per problemi molto gravi, anche se il giudizio è spesso decisamente negativo. In alcuni casi questo si spiega perché la polizia è vista come parte dell influenza restrittiva che la società esercita sugli adolescenti (e i loro «diritti»); in altri casi, vi è la percezione che la polizia non prenda sempre 15

18 16 sufficientemente sul serio i problemi dei minori o, in casi più estremi, non faccia abbastanza per indagare i casi di abuso di loro diritti. La richiesta di intervento della «forza pubblica» è considerata dai giovani di età compresa tra i 15 e i 17 anni come un'«ultima spiaggia», ma è chiaro che, in circostanze estreme, alcuni si rivolgono alla polizia, per esempio se sono stati vittime di episodi di violenza per strada: «Abbiamo scritto alla polizia perché non c'era altro da fare». (Lituania, ragazzo) Le linee telefoniche di sostegno riscuotono in genere apprezzamento. Gli intervistati ritengono sia importante che, in caso di necessità, esista una fonte indipendente cui chiedere assistenza e orientamento. In alcuni paesi i minori hanno espresso apprezzamento anche per specifiche organizzazioni pubbliche o di volontariato istituite per prestare loro assistenza. I servizi sociali, ove disponibili, sono considerati utili fonti di aiuto supplementare. Sebbene non numerosi, i minori che li hanno evocati hanno espresso apprezzamento. Come per i servizi sociali, anche il ruolo dell'autorità giudiziaria a tutela dei diritti dei minori non è stato spesso evocato, ma in quei rari casi i commenti sono stati tendenzialmente positivi. Nel parere degli intervistati, l'autorità giudiziaria, oltre a «ammonire», può individuare soluzioni ai problemi dei minori in difficoltà. 5.3 FORME DI SOSTEGNO PREFERITE Oltre a indicare dove cercherebbero attualmente aiuto se ritenessero che i loro diritti fossero violati, gli intervistati sono stati invitati a proporre eventuali modi con cui il «mondo degli adulti» potrebbe comunicare e tutelare meglio i diritti dei minori. Le discussioni hanno chiaramente indicato che questo è un ambito in cui gli adolescenti non si sentono molto autonomi e riconoscono la loro inesperienza. Sono quindi emersi due blocchi principali idealmente preposti a sostenere i diritti dei minori: gli adulti che gravitano nella sfera di influenza dei minori, in particolare genitori e insegnanti; le autorità e le istituzioni pubbliche (a livello locale, regionale, nazionale o anche europeo). Genitori e insegnanti: gli intervistati ritengono che, in molti casi, gli adulti responsabili dei minori potrebbero svolgere un ruolo importante nel prevenire violazioni o abusi dei loro diritti e che dovrebbero «prestare attenzione ai segnali di allarme». Si è detto ad esempio che gli adulti dovrebbero «accorgersi» se i ragazzi diventano più silenziosi, si chiudono in se stessi o appaiono insicuri: «I genitori dovrebbero parlare di più con i figli». (Repubblica ceca, ragazza) «Non possiamo fare tutto da soli; ci devono pensare i nostri genitori». (Francia, ragazza) fotolia

19 Gli adolescenti vogliono di solito l aiuto di un adulto in confidenza e di persona, anche se alcuni apprezzerebbero il sostegno di professionisti indipendenti a distanza, ad esempio tramite un servizio di sostegno online per le vittime del bullismo elettronico. Alcuni intervistati ritengono che anche genitori bravi possono non essere abbastanza disponibili per i figli e non dedicare loro tempo e attenzione a sufficienza perché troppo presi dal loro lavoro o da altre responsabilità. La «disponibilità» dei genitori è un aspetto chiaramente importante per i giovani. Il ruolo delle autorità e delle istituzioni pubbliche è ampiamente riconosciuto, benché gli intervistati siano vaghi nelle definizioni e nella terminologia utilizzata in riferimento a questa realtà. Dalla discussione è comunque emerso chiaramente che per gli adolescenti le autorità pubbliche svolgono un ruolo importante in cinque ambiti fondamentali: promuovere iniziative a favore dei giovani; cambiare l atteggiamento generale e fare informazione; coinvolgere i giovani nel processo decisionale (sia per quanto riguarda le decisioni che li riguardano direttamente che quelle di carattere più generale); elaborare programmi di sviluppo specifici; far rispettare e applicare la legge. È evidente che i giovani si aspettano un coinvolgimento al tempo stesso generoso e deciso da parte delle autorità pubbliche; oltre a fornire sostegno materiale alle famiglie dei minori a rischio, lo Stato deve anche avere una posizione ferma, per garantire il rispetto della legge in materia di diritti dei minori e assicurarne attivamente l'applicazione in caso di violazione. Dagli interventi è emersa l'importanza di conoscere le forme di aiuto disponibili e di sapere che è possibile migliorare le cose: «Gli adulti dovrebbero far capire ai ragazzi che i problemi possono essere risolti, per non dare loro l impressione che il mondo è marcio». (Lettonia, ragazza) Di seguito sono illustrate le principali proposte su eventuali forme di sostegno avanzate dagli intervistati PROMUOVERE INIZIATIVE A FAVORE DEI GIOVANI Un tema comune è la maggiore disponibilità di strutture per i più giovani, tra cui spazi fisici quali aree ricreative, parchi giochi, campi sportivi, centri e attività loro dedicate. Si tratta di strutture di cui tutti i minori, soprattutto quelli più vulnerabili, potrebbero beneficiare: «Più posti dove riunirsi senza disturbare gli altri». (Paesi Bassi, ragazzo) «Un adolescente non sta né di qua né di là. Da bambino, puoi andare al campo sportivo e al parco giochi; da adulto puoi fare letteralmente quel che ti pare; ma per gli adolescenti, non c'è niente. Sei bloccato a metà strada». (Irlanda, ragazza) «Più centri ricreativi giovanili». (Svezia, ragazza) Non si tratta solo di voler disporre di più luoghi di aggregazione dove svolgere attività; per alcuni questi luoghi sono anche centri di accoglienza e rifugio per i poveri o gli svantaggiati: «Istituire centri gratuiti dove i bambini e i giovani adulti possano riunirsi, incontrarsi, divertirsi, giocare, poter contare su persone competenti a cui raccontare le proprie difficoltà personali o cose simili». (Slovenia, ragazza) CAMBIARE L ATTEGGIAMENTO GENERALE E FARE INFORMAZIONE È opinione diffusa presso gli adolescenti di tutta l Unione europea che «lo Stato» dovrebbe essere più proattivo nel sensibilizzare l opinione pubblica e modificare l atteggiamento generale sui diritti dei minori e sui rischi per i più giovani. «I rappresentanti dei centri di accoglienza e di altre istituzioni dovrebbero andare nelle scuole e informare gli studenti sui problemi di questi centri e sui diritti dei minori». (Cipro, ragazzo) «Ci vorrebbe una fondazione sui diritti dei minori». (Paesi Bassi, ragazza) La necessità di informare rivolta ai minori è un tema ricorrente e per molti una maggiore sensibilizzazione sui diritti dei minori dovrebbe passare per la scuola. «Incominciare presto [a parlare dei diritti dei minori] e continuare a farlo finché non diventa naturale». (Svezia, ragazza) «La scuola come luogo d informazione sui diritti umani». (Germania, ragazzo) Gli intervistati hanno chiaramente espresso il desiderio di essere maggiormente informati sui rischi potenziali per i loro diritti e sapere a chi chiedere aiuto. Sono state avanzate diverse proposte su come fare meglio informazione: 17

20 18 nelle scuole, durante le lezioni e attraverso canali meno formali; tramite organizzazioni specifiche istituite a tale fine; con l istituzione di linee speciali telefoniche; tramite eventi o campagne di informazione; con programmi televisivi di prima serata mirati a sensibilizzare il pubblico/la società e a informare su dove rivolgersi; tramite internet; con annunci o discussioni in luoghi in cui i minori si incontrano nel tempo libero. «Si potrebbero fare degli opuscoli informativi con i numeri di telefono che i giovani possono chiamare e distribuirli nelle scuole, nei comuni, nei negozi». (Francia, ragazza) «Le informazioni che ci mancano sono il nome e i recapiti dell organizzazione per la protezione dei minori e di tutte le istituzioni che si occupano dei diritti dei minori». (Bulgaria, ragazza) «Si potrebbero creare dei centri per i giovani, con una linea telefonica di soccorso operativa 24 ore su 24. Si potrebbero fornire informazioni sugli enti a cui rivolgersi in caso di emergenza per attivare i servizi sociali locali. Non possiamo mica fare il 112 che è il numero per le emergenze». (Portogallo, ragazza) Gli intervistati hanno sottolineato l importanza dell uso delle tecnologie moderne, ovvero dei mezzi di comunicazione di uso comune tra i giovani, per la comunicazione: «Ci dovrebbe essere un sito internet con tutti gli indirizzi per aiutare i minori». (Lussemburgo, ragazzo) «Noi siamo spesso in rete, su siti come Facebook, comunichiamo molto, possiamo vedere qualsiasi cosa e sappiamo cosa succede». (Francia, ragazzo) È bene accolta l idea di istituire un gruppo o un soggetto particolare con lo scopo specifico di tutelare i diritti dei minori, di un «garante» o di un «difensore civico dei minori». Un certo numero di intervistati ha riconosciuto la necessità di una figura che funga da difensore o portavoce dei diritti dei minori: «Servono istituzioni per i più giovani. Con tutta questa burocrazia i ragazzi di i 10 e i 14 anni non sanno come muoversi». (Germania, ragazzo) COINVOLGERE I GIOVANI NEL PROCESSO DECISIONALE Alcuni giovani hanno chiaramente espresso di voler svolgere un ruolo maggiore nelle discussioni sulle decisioni che riguardano la loro vita e la loro comunità, o perlomeno di averne la possibilità. Per altri occorrerebbe istituire parlamenti dei giovani o altre forme di partecipazione giovanile all'arena politica: Istockphotos

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