Alda Natale - Soave, 30 novembre 2010

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1 Febbre Q -Uomo Estrema virulenza Bastano 1-10 particelle per avviare l infezione Alta concentrazione nei tessuti infetti (annessi fetali), nei secreti (latte) e negli escreti (feci, urine) No associazione (ad oggi) tra genotipo / isolato e virulenza

2 Fonte La fonte d infezione nell uomo è spesso ignota, ma pecore e capre vengono più spesso correlati a focolai umani rispetto ad altre specie. Es. casi conseguenti al periodo dei parti in primavera o della tosatura delle pecore, in vicinanza di allevamenti, clima secco e vento Casi umani come indicatori della diffusione ambientale dell infezione Reale diffusione nell uomo poco conosciuta

3 Uomo quadri clinici Due quadri clinici Forma acuta: spesso asintomatica (60%) o simil-influenzale, di solito autolimitante (20%), talvolta complicata da polmonite o epatite, con necessità di ricovero (1-5%) Forma cronica (1-5%): endocardite (60-70% dei cronici), pericardite, infezione vascolare, polmonite cronica, osteomielite, epatite cronica; alcuni pazienti sviluppano la sindrome da fatica cronica

4 Quadri clinici Donne in gravidanza: aborti, natimortalità, nati prematuri, predisposizione a cronicizzazione (con riattivazione anche a distanza di anni) Predisposizione anche in persone con insufficienza cardiaca, difetti valvolari, protesi valvolari, immunodepressione, insufficienza renale.

5 Focolai umani ( ) Bulgaria (0,2-0,4 casi/ abitanti) Germania (0,1-0,5 casi/ ) Olanda (1,03-6,2 casi/ ) Slovenia (4,6 casi/ nel 2007) Irlanda (0,1-0,2 casi/ ) TOTALE UE 637 casi confermati nel 2007 (0,16/ ), nel 2008 (0,5/ ) Francia? Italia? 13 paesi europei riportano zero casi

6 Focolai umani Classi d età più colpite: e Solo 7 casi su 501 in età <15aa Rapporto maschi/femmine colpiti 1,78:1 (effetto protettivo ormoni femminili?) Stagionalità: prevalenza dei mesi estivi (giugnoluglio-agosto); rilevati anche dicembre-maggio (spargimento letame?) Solo una piccola % di casi di infezione (2-10%) viene diagnosticata: casi/anno, e 1-3 focolai con cluster d infezione di individui. In genere non persistono da un anno all altro.

7 Casi umani - Francia - Non denunciabile (né uomo, né animali) - Prevalenza 5% in donatori di sangue - Donne gravide: 0,8-1,3/1000 infezione recente - Incidenza annuale 0,1-1/1000 abitanti - Focolaio Chamonix 2002: 89 casi - Florac 2007: 18 casi

8 Sieroprevalenze - Francia Tra Animali: Bovini: 1-15%, Pecore: 0-20%, Capre: 2-12% Tra allevamenti: Bovini 39-73%, Pecore 0-89%, Capre 10-40% Al Sud prevalenza maggiore (dati AFSSA 2004)

9 Casi umani - Bulgaria La malattia è storicamente conosciuta (1940) Negli ultimi 25 anni, 12 focolai umani Sieroprevalenza: stime variabili nell uomo (15-66%) Prevalenza in zecche: 16,8% Sieroprevalenza in ruminanti: Capre Pecore Bovini ,5 15,3 19, ,8 18,2 11, ,6 4,8 5,4

10 Casi umani - Bulgaria Cambio di tipologia aziendale - Da grande, estensivo, a piccole - Riduzione pecore - Aumento capre - Gruppi consistenti di bovini e pecore, ma non a contatto con le popolazioni umane - Molti piccoli allevamenti di capre, a contatto con l uomo

11 Casi umani - Bulgaria Sieroprevalenze in focolai ( ): - Bovini: 11,6-33% vs media di 7,1-13,1% - Pecore: 46,7-59,5% vs 8,3-14,1% - Capre: 63,3-100% vs 7,4-21,7%

12 Casi umani - Germania Malattia conosciuta dall immediato dopoguerra Considerata endemica in Germania Denunciabile dal 1962 (Ovest) e 1979 (Est) Circa casi/anno Endemicità e periodicità dei focolai Sieroprevalenza donatori 22% Vari studi locali con varie prevalenze, emergono rischi occupazionali (es. trattoristi) Denunciabili anche i casi veterinari (anche sierologia): 130 allevamenti/anno segnalati Sieroprevalenze: 7,8% bovini, 1,3% pecore, 2,5% capre 85% dei casi segnalati sono bovini Cani: 13%; gatti: 26%

13 Casi umani - Germania Rischio umano > in aree con alta densità di pecore Comuni senza casi P=7,4%, comuni endemici P=20% Presenza di bovini: protettiva per la comparsa dei casi (?) No correlazioni con clima secco Variazioni stagionalità: cambiamenti in allevamento pecore (2 parti/anno) Sieroprevalenza animale invariata negli ultimi 30 anni

14 Casi umani - Italia 1993: Vicenza, 60 casi correlati a greggi vaganti 2003: Como 85 casi in zona carcere, correlata a gregge (positività 65%) 2005: Lecco, 1 caso correlato a bovine da latte 2005: Ravenna, 1 caso correlato a bovine (sieroprevalenza 37%) 2010: segnalato 1 caso umano a Vicenza

15 Da indagare Relazione tra genotipo e virulenza Basi biomolecolari della virulenza Relazione tra modelli murini e virulenza Specificità d ospite dei ceppi Fattori che influenzano il mantenimento dell infezione Quantificare l escrezione in diverse condizioni Quantificare la sopravvivenza di Coxiella nell ambiente Ruolo di condizioni climatiche per i casi umani Ruolo di densità zootecnica e dimensioni aziendali Efficacia dei metodi di controllo

16 Focolai umani fattori di rischio Fattori climatici: - Scarse precipitazioni - Scarsa vegetazione - Suolo arido - Vento - Correlazione topografia-casi umani (Bulgaria, Francia) - Distanza dai focolai (Olanda) - Orientamento, direzione vento - Elicotteri, tempeste di sabbia

17 Latte crudo Il consumo di latte crudo o di prodotti a base di latte crudo è stato associato a sieroconversione nell uomo, ma non c è dimostrazione di associazione con casi clinici di Febbre Q Uno studio riporta casi di infezione in bevitori di latte crudo, ma senza produzione di anticorpi Prove di vitalità Coxiella in cavie: coltivata da latte crudo, ma anche da 1 latte pastorizzato

Alda Natale - Soave, 30 novembre 2010

Alda Natale - Soave, 30 novembre 2010 Febbre Q Fattori di rischio Introduzione di > 10 animali all anno Scarsa igiene in sala parto (distruzione placente) Scarsa igiene della lettiera (calciocianamide 0,6%) Spargimento letame quando soffia

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