LO STATO DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA IN PROVINCIA DI IMPERIA

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1 LO STATO DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA IN PROVINCIA DI IMPERIA 1. - IL MOSAICO DEI PIANI URBANISTICI COMUNALI I piani comunali sono stati esaminati attraverso il mosaico prodotto, con un iniziativa molto meritoria 1, dalla Regione. Il mosaico utilizzato in questa sede è aggiornato al settembre 2001, cioè basato sugli strumenti vigenti alla data dell aggiornamento, quindi non tiene conto degli strumenti adottati o in via di adozione o anche già approvati nel frattempo. L esame è stato sviluppato nel seguente modo: è stato analizzato il mosaico così come si presenta, in quanto rappresenta un immagine della disciplina del territorio vigente a una certa data, quindi comunque significativa per comprendere l impostazione e gli esiti di una prassi pianificatoria basata sulla dialettica tra ciascun Comune e la Regione, assistita dal suo Comitato Tecnico Urbanistico; sono state considerate separatamente le ultime evoluzioni del quadro, analizzando le varianti generali più significative a confronto con i PRG previgenti, per comprendere se stiano emergendo nuove tendenze e, in tal caso, in quale direzione. Il passaggio dai singoli PRG al mosaico ha comportato alcune ineludibili semplificazioni, che in più casi possono determinare qualche imprecisione o improprietà interpretativa. Tuttavia, è questo un prezzo che vale la pena di pagare a fronte del vantaggio di poter ricostruire un immagine complessiva della disciplina cui è soggetto il territorio provinciale, tale da consentire di esprimere quel giudizio d insieme che non ci risulta essere stato finora formulato. Il linguaggio unificato adottato nella costruzione del mosaico, la cui completa articolazione è riportata nella successiva tabella, è quello delle zone omogenee del D.M , con qualche ulteriore articolazione suggerita dalle caratteristiche territoriali e dalla prassi urbanistica proprie del territorio ligure. Così, le zone agricole del D.M. sono articolate in diverse sottoclassi: agricole ordinarie con e senza serre, agricole speciali con e senza serre, boschive, Articolazione della legenda del mosaico SUG elaborata dalla Regione Liguria (secondo gli aggiornamenti- provvisori- del settembre 2001): SIGLA DENOMINAZIONE NOTE A ZONA OMOGENEA A (DM 2/4/68) Centri e nuclei storici A-B ZONA MISTA A E B A-G1 ZONA A E RELATIVA PROTEZIONE AMBIENTALE E/O AREA DI RISPETTO, VERDE PRIVATO B ZONA OMOGENEE B Residenziali di completamento B-C ZONA MISTA B E C C ZONA OMOGENEA C (DM 2/4/68) Residenziali di espansione C1 ZONA OMOGENEA C It < 0,30 MC/MQ Residenziali di espansione C1-H1 ZONA MISTA C1 E ALBERGHIERA EX L.R.11/1982 C2 ZONA OMOG. C It 0,30~1,00 MC/MQ Residenziali di espansione C3 ZONA OMOG. C It > 1,00 MC/MQ Residenziali di espansione D ZONA ARTIGIANALE - INDUSTRIALE - COMMERCIALE Produttive,senza distinzione tra espansione e completamento E1 AGRICOLA GENERICA It = 0,03 MC/MQ Comprende la maggior parte degli oliveti E1+s COME SOPRA, CON POSSIBILE IMPIANTO DI SERRE E1-G1 ZONA AGRICOLA GENERICA DI SALVAGUARDIA E1-G1+s COME SOPRA CON SERRE E1- H1 ZONA AGRICOLA GENERICA CON ATTIVITA RICETTIVA E2 ZONA AGRICOLA SPECIALE It > 0,03 MC/MQ E2+s COME SOPRA, CON POSSIBILE IMPIANTO DI SERRE Comprende la maggior parte delle zone floricole E3 BOSCHIVA E/O GERBIDA It < 0,01 MC/MQ E3+s COME SOPRA CON SERRE 1 E purtroppo necessario evidenziare come nello specifico di vari casi la sintesi risulti non priva di errori di carattere non sistematico e quindi recuperabili solo attraverso una globale rilettura del mosaico non opportuna in sede provinciale, ma auspicabile in tempi rapidi da parte della Regione. Infatti il Mosaico dei SUG è uno strumento di assoluta rilevanza ad uso della pianificazione per il monitoraggio dei fenomeni sul territorio. Nonostante i limiti di affidabilità imposti in relazione alle considerazioni dianzi espresse si è ritenuto di corredare il Quadro Fondativo del PTC provinciale delle analisi riportate alla presente relazione, costituendo un valido riferimento metodologico anche per gli ulteriori sviluppi conseguenti all aggiornamento del Mosaico. 317

2 SIGLA DENOMINAZIONE NOTE E3- G1 ZONA BOSCHIVA E/O GERBIDA DI SALVAGUARDIA E3-G1+s COME SOPRA CON SERRE E3-G2 ZONA E3 E VERDE PUBBLICO ATTREZZATO, PARCHI URBANI EA NUCLEO RURALE MINORE DI PARTICOLARE PREGIO F1 SERVIZI PUBBLICI PREVALENTEMENTE CON FABBRICATI Comprende le zone di rispetto dei cimiteri F1-B ZONA MISTA F1 E B F1-G1 ZONA MISTA F1 E DI PROTEZIONE AMB. E/O DI RISPETTO, VERDE PRIVATO F1-G2 ZONA MISTA F1 E VERDE PUBBLICO ATTREZZATO, PARCHI URBANI F1-H1 ZONA MISTA F1 E ALBERGHIERA F2 INFRASTRUTTURE PUBBLICHE E VIABILITA DI PREVISIONE F2-G1 ZONA MISTA F2 E DI PROTEZIONE AMBIENTALE E/O DI RISPETTO, VERDE PRIVATO F3 ZONA A CAVA F4 ZONA PER DISCARICA F5 ZONA PER IMPIANTI TECNOLOGICI G1 ZONA DI PROTEZIONE AMBIENTALE E/O DI RISPETTO E/O VERDE PRIVATO G2 VERDE PUBBLICO ATTREZZATO E PARCHI URBANI H1 ZONA ALBERGHIERA EX LR 11/82 H1-D ZONA MISTA H1 E D H2 ZONA PER CAMPEGGI E VILLAGGI TURISTICI AVVERTENZE CIRCA L UTILIZZAZIONE DEL MOSAICO La Tav. N 21 Mosaico degli Strumenti Urbanistici mostra l intera articolazione per zone omogenee e sottozone. Non tutti i piani comunali contengono tutte le zone omogenee considerate: ad esempio quelli dei comuni di Apricale, Rocchetta Nervina, Prelà, Soldano risultano essere privi di zone C. Ovviamente la sintesi mosaicata delle previsioni urbanistiche di per sé dice poco, se non si confrontano le previsioni stesse con lo stato di fatto. Ciò che si vorrebbe avere è una stima del divario tra ciò che il piano prevede o consente e ciò che attualmente esiste. Questa curiosità apparentemente elementare è in realtà molto difficile da soddisfare, per una serie di ragioni. Si devono evitare approcci eccessivamente schematici, quale sarebbe ad esempio il calcolare il possibile incremento edilizio come differenza tra una volumetria virtuale di piano (data dal prodotto delle superfici per gli indici) e una volumetria esistente stimata. Sappiamo, ad esempio, che 1000 ha di terreno con indice 0,01 mc/mq producono una edificabilità virtuale di mc, pari a 1000 abitanti teorici (secondo i parametri del decreto sugli standard). Applicando un simile ragionamento a molti piccoli comuni interni della provincia, con poche centinaia di abitanti, che facilmente hanno qualche migliaio di ettari di terreni boschivi con quell indice, sarebbe possibile affermare che il piano prevede incrementi edilizi dell ordine del 1000% nelle sole zone boscate. E evidente che una simile conclusione sarebbe destituita di qualsivoglia ragionevole fondamento. Per altre ragioni, è difficile valutare, se non sulla base di puntuali misurazioni caso per caso, la capacità residua delle zone di completamento (zone B). Anche in questo caso, non è possibile fare affidamento sulla differenza tra volumetria esistente e edificabilità potenziale, in quanto molto spesso gli edifici esistenti sono stati costruiti sulla base di un indice fondiario effettivo molto più elevato di quello attribuito dal piano. Cosicché si verifica spesso il paradosso apparente di zone di piano che da un lato risultano sovrassature, con una volumetria reale maggiore della massima teorica e, dall altro, contengono ancora lotti liberi edificabili. Per queste ragioni, è bene diffidare di analisi quantitative sommarie, che possono indurre in errori macroscopici, e ragionare piuttosto in termini qualitativi. In questa sede i confronti fra stato di fatto e stato di previsione sono stati condotti principalmente sulle carte, rispettivamente degli usi reali del suolo e delle destinazioni d uso, piuttosto che sulle capacità insediative. In quest ottica sono state prodotte alcune elaborazioni, tendenti a mettere in evidenza la struttura complessiva e le strategie - espresse o latenti - dei PRG operanti nel territorio provinciale. --- Sintesi dello stato approvativo dei piani urbanistici comunali (al dicembre 2001): N Istat TIPO COMUNE Situazione strumento generale Estremi approvazione 1 nuovi (in itinere) AIROLE Adottato PRG, in Regione dal (modifiche PRG ) 2 nuovi (in itinere) APRICALE PUC (trasmesso RL ) - sospeso con rilievi PRG approvazione recente AQUILA D'ARROSCIA PRG PRG - DPGR n 218 / (con var. PTCP 4 approvazione recente ARMO PRG PRG - DPGR n 96 / vecchi ( ) AURIGO RE / PF DPGR n 982 / nuovi (in itinere) BADALUCCO PUC, parere su progetto preliminare (DGR ) 318

3 N Istat TIPO COMUNE Situazione strumento generale Estremi approvazione 7 approvazione recente BAIARDO PRG DPGR 138 / approvazione recente BORDIGHERA PRG DPGR n 39 / (con var. PTCP / rett.n 55 / aprile approvazione recente BORGHETTO D'ARROSCIA PRG DPGR n 7 / nuovi (in itinere) BORGOMARO PUC, parere su progetto preliminare maggio approvazione recente CAMPOROSSO PUC variazione PTCP - nulla osta DCR n 31/ vecchissimi (prima del 93) CARAVONICA in fase di assegnazione nuovo incarico RE / PF approvazione recente CARPASIO PRG DPCR n 210 / (con modifica a PTCP) 14 vecchissimi (prima del 93) CASTELLARO (PUC in elaborazione) PRG vecchissimi (prima del 93) CASTELVITTORIO PRG approvazione recente CERIANA PRG (con subdelega ambientale) approvazione recente DPGR n 100 / con variante 17 CERVO PRG PTCP 18 vecchissimi (prima del 93) CESIO RE / PF approvazione recente CHIUSANICO PRG-DPGR n 238 / vecchissimi (prima del 93) CHIUSAVECCHIA in rielaborazione RE / PF vecchissimi (prima del 93) CIPRESSA in rielaborazione PRG nuovi (in itinere) CIVEZZA PUC parere su progetto preliminare (DGR ) 23 approvazione recente COSIO D'ARROSCIA PRG approvazione recente COSTARAINERA PRG (con subdelega ambientale) DPGR n 129 / approvazione recente DIANO ARENTINO PRG DPGR n 109 / nuovi (in itinere) DIANO CASTELLO 27 nuovi (in itinere) DIANO MARINA PUC progetto definitivo PUC parere su progetto preliminare Provincia Nov.2000, RL vecchissimi (prima del 93) DIANO SAN PIETRO in elaborazione PRG parere RL (con var. PTCP) DCR n 64/2000; in Provincia definitivo 29 approvazione recente DOLCEACQUA PRG (con subdelega) DPGR n 269 / vecchissimi (prima del 93) DOLCEDO RE / PF approvazione recente IMPERIA PRG DPGR n 46 / vecchissimi (prima del 93) ISOLABONA (RE/PF 1989-restituito DPGR 966/95) PUC in elaborazione RE / PF vecchissimi (prima del 93) LUCINASCO RE / PF approvazione recente MENDATICA PRG DPGR n 54 / vecchi ( ) MOLINI DI TRIORA PRG DPGR n 208 / nuovi (in itinere) MONTALTO LIGURE Adottato PRG e trasmessa in Regione variante integrale approvazione recente MONTEGROSSO PIAN 37 PRG DPGR n 158 / LATTE PRG adottato, in Regione dal (modifiche 38 nuovi (in itinere) OLIVETTA SAN MICHELE ) 39 vecchi ( ) OSPEDALETTI PRG approvazione recente DPGR n 279 / (con variante 40 PERINALDO PRG PTCP) 41 vecchissimi (prima del 93) PIETRABRUNA PRG vecchissimi (prima del 93) PIEVE DI TECO PUC in elaborazione PRG Adottato, in Regione dal (modifiche 43 nuovi (in itinere) PIGNA ) 44 vecchissimi (prima del 93) POMPEIANA in rielaborazione PRG approvazione recente DPGR n 25 / con subdelega e 45 PONTEDASSIO PRG variante PTCP DGR n 35 / approvazione recente PORNASSIO PRG DPGR n 503 / var. PTCP con DPGR n vecchi ( ) PRELA' RE / PF (con subdelega ambientale) / approvazione recente RANZO PRG DPGR n 193 / nuovi (in itinere) REZZO PUC parere su progetto preliminare DGR approvazione recente DPGR n 307 / (approvata 50 RIVA LIGURE PRG variante integrale + var. PTCP) 51 vecchissimi (prima del 93) ROCCHETTA NERVINA PRG DPGR n 1435 / SAN BARTOLOMEO AL 52 vecchi ( ) PRG DPGR 1202 / MARE 53 approvazione recente SAN BIAGIO DELLA CIMA PRG DPGR n 195 / PRG variante PTCP 54 vecchissimi (prima del 93) SAN LORENZO AL MARE PUC in elaborazione DCR64/

4 N TIPO COMUNE Situazione strumento generale Estremi approvazione Istat 56 vecchissimi (prima del 93) SANREMO PUC in elaborazione PRG approvazione recente SANTO STEFANO AL MARE PRG DPGR n 301 / nuovi (in itinere) SEBORGA PRG adottato nel 96, in Regione (modifiche ) 58 vecchi ( ) SOLDANO PRG DPGR n 1061 / vecchissimi (prima del 93) TAGGIA PUC in elaborazione - PRG vecchissimi (prima del 93) TERZORIO PRG vecchissimi (prima del 93) TRIORA PRG vecchissimi (prima del 93) VALLEBONA RE / PF; in elaborazione nuovo strumento vecchissimi (prima del 93) VALLECROSIA PUC in elaborazione PRG RE / PF DPGR n 830 / vecchi ( ) VASIA Variante parz. RE /PF + modifica PTCP 2001 DPGR n 136 / PRG variante PTCP - DCR 65 vecchissimi (prima del 93) VENTIMIGLIA in elaborazione PUC 64/ nuovi (in itinere) VESSALICO PUC parere progetto preliminare (DGR ) 67 nuovi (in itinere) VILLA FARALDI PUC parere progetto preliminare (DGR ) 320

5 2. - L ARTICOLAZIONE DEL TERRITORIO PROVINCIALE IN FASCE, SETTORI E AMBITI PTC della Provincia di Imperia TEMA: URBANISTICA Uno degli obbiettivi indicati della L.R. 36/97 per il P.T.C. provinciale è l individuazione di ambiti rispetto ai quali segnalare criticità e tendenze. In primo luogo, si è deciso di adottare come unità territoriale di base il comune, rinunciando quindi a suddividere ulteriormente i territori comunali anche quando (come spesso accade) questi comprendono realtà morfologiche e insediative molto differenziate tra loro. Considerando la struttura della morfologia fisica, del popolamento, degli usi del suolo e delle attività economiche, nonché le articolazioni già operanti (in particolare, le Comunità Montane), è apparso utile articolare il territorio: in tre fasce orizzontali, parallele alla costa, denominate rispettivamente: - R = Riviera - M = Seconda Fascia o Fascia Mediana o Intermedia (o alla francese Moyen Pays) - E = Entroterra in due settori verticali o longitudinali, denominati rispettivamente: - P = Ponente - L = Levante. Dalla intersezione di fasce e settori deriva immediatamente una partizione del territorio provinciale in sei ambiti, contraddistinti da una sigla secondo il seguente schema: FASCIA/SETTORE P L E EP EL M MP ML R RP RL Il confine tra Ponente e Levante è stato tracciato tenendo conto delle Comunità Montane e, sulla costa, del peso assunto dall agricoltura intensiva e dalle serre. Ciò spiega perché il Ponente si spinga fino a includere Cipressa e Costarainera, quasi alle porte di Imperia. La distinzione tra le fasce orizzontali tiene conto essenzialmente di parametri di densità uso del suolo (Tav. N 1 Uso reale del suolo) e delle condizioni di accessibilità. Ovviamente, poiché le transizioni sul territorio sono spesso graduali, ogni confine è passibile di critica. Il confine tra Riviera e Fascia Intermedia è stato determinato in modo da includere nella prima non solo tutti i comuni costieri, ma anche alcuni comuni che per immediata contiguità e accessibilità alla costa, essendo a ridosso di comuni costieri poco estesi, di fatto possono considerarsi appartenenti al sistema costiero. Si tratta dei comuni di Castellaro, Pompeiana, Terzorio, Civezza, Diano Castello. Ancora più problematica è la distinzione tra Entroterra e Seconda Fascia, anche in relazione alla particolare condizione della Valle Arroscia che, pur essendo molto interna rispetto al territorio imperiese, presenta condizioni altimetriche e di accessibilità per certi versi non dissimili dalla Seconda Fascia. Anche per ragioni di semplicità, è apparso comunque opportuno far coincidere il confine tra le fasce M e E con il confine tra le Comunità Montane dell Arroscia (interamente classificata EL) e dell Olivo (interamente classificata ML). In tal modo, a levante i nostri ambiti coincidono esattamente con i confini delle Comunità Montane. Così non può essere a ponente, dove le Comunità Montane, organizzate in senso verticale, attraversano tutte le fasce. Qui sono stati classificati come fascia intermedia i comuni i cui centri ricadono entro una decina di chilometri dalla viabilità costiera: quindi Olivetta e Airole, Seborga e Apricale, Isolabona (ma non Pigna né Castel Vittorio), Ceriana, Badalucco e Montalto (ma non Carpasio né Molini). L esito di questa riflessione è esposto nella tabella che segue. Le elaborazioni che seguono saranno in gran parte appoggiate a questa partizione del territorio. Da esse risulterà che i diversi ambiti presentano significative differenze: non solo, come è ovvio, nel passaggio tra fasce, ma anche - e ciò era meno scontato - tra levante e ponente. --- Classificazione dei comuni per fasce, settori ed ambiti: 321

6 COMUNE SIGLA SIGLA SIGLA COMUNE COMUNE AMBITO AMBITO AMBITO AIROLE MP COSTARAINERA RP PORNASSIO EL APRICALE MP DIANO ARENTINO ML PRELA' ML AQUILA DI ARROSCIA EL DIANO CASTELLO RL RANZO EL ARMO EL DIANO MARINA RL REZZO EL AURIGO ML DIANO SAN PIETRO ML RIVA LIGURE RP BADALUCCO MP DOLCEACQUA MP ROCCHETTA NERVINA EP BAIARDO EP DOLCEDO ML SAN BARTOLOMEO AL RL MARE BORDIGHERA RP IMPERIA RL SAN BIAGIO DELLA CIMA MP BORGHETTO D'ARROSCIA EL ISOLABONA MP SAN LORENZO AL MARE RL BORGOMARO ML LUCINASCO ML SAN REMO RP CAMPOROSSO RP MENDATICA EL SANTO STEFANO AL MARE RP CARAVONICA ML MOLINI DI TRIORA EP SEBORGA MP CARPASIO EP MONTALTO LIGURE MP SOLDANO MP CASTEL VITTORIO EP MONTEGROSSO PIAN L. EL TAGGIA RP CASTELLARO RP OLIVETTA SAN MICHELE MP TERZORIO RP CERIANA MP OSPEDALETTI RP TRIORA EP CERVO RL PERINALDO MP VALLEBONA MP CESIO ML PIETRABRUNA ML VALLECROSIA RP CHIUSANICO ML PIEVE DI TECO EL VASIA ML CHIUSAVECCHIA ML PIGNA EP VENTIMIGLIA RP CIPRESSA RP POMPEIANA RP VESSALICO EL CIVEZZA RL PONTEDASSIO ML VILLA FARALDI ML COSIO DI ARROSCIA EL 322

7 3. - LE DESTINAZIONI D USO DEI SUOLI NEL MOSAICO DEI PRG 2 Un primo insieme di elaborazioni quantitative compiute sul mosaico riguarda la suddivisione del territorio provinciale per classi di destinazioni d uso nei PRG. Poiché, come si è visto, la classificazione è molto articolata, si ritiene opportuno procedere a una riaggregazione delle relative voci secondo criteri significativi DESTINAZIONI D USO E PRESSIONE ANTROPICA In relazione alle finalità del lavoro, un criterio particolarmente significativo sembra essere quello del grado di alterazione delle condizioni ambientali, ovvero di pressione antropica, indotto dalle diverse destinazioni d uso. Avendo presente questo criterio, le zone omogenee del mosaico sono state raggruppate in tre classi di intensità decrescente della pressione antropica, denominate rispettivamente I, II e III: la I comprende gli usi urbani e quelli che comunque comportano un grado significativo di sterilizzazione e impermeabilizzazione del suolo, come le serre; la II comprende la maggior parte degli usi agricoli e alcune destinazioni assimilabili a questi, come il verde urbano; la III infine comprende le zone nelle quali la presenza umana è molto più sporadica e meno invasiva, quali boschi e pascoli. La suddivisione del territorio fra queste tre classi, il loro peso relativo, i rapporti con la popolazione insediata si prestano a essere interpretati come uno degli indicatori dai quali ottenere indizi circa i livelli di sostenibilità delle previsioni urbanistiche (senza con questo in alcun modo voler insinuare che questa variabile sia di per sé una misura della sostenibilità). Sotto questo profilo, assumono diverso significato l esame dei piani in quanto tali (intesi come rappresentazioni di un ipotetico stato finale cui tendere) e il confronto tra i piani e lo stato attuale, dal quale si può desumere il grado di conformità o difformità tra queste due rappresentazioni del territorio. Verrà considerato dapprima il mosaico dei piani in sé. --- Mosaico degli strumenti urbanistici - dati complessivi per zone omogenee: SIGLA PRESS. SUP. HA % TERRIT. SIGLA PRESS. SUP. HA % TERRIT. SIGLA PRESS. SUP. HA % TERRIT. A IA 655,97 0,6% E3 III ,35 42,9% B IA 2.665,73 2,3% A-B IA 12,09 0,0% E1 II ,13 17,8% F1 IA 1.612,67 1,4% A-G1 IA 595,36 0,5% G1 III ,71 11,1% D IA 706,17 0,6% B IA 2.665,73 2,3% E1+s II 5.799,94 5,0% A IA 655,97 0,6% B-C IA 0,72 0,0% E2+s IB 5.773,67 5,0% A-G1 IA 595,36 0,5% C IA 137,25 0,1% E3-G1 III 4.645,57 4,0% F2 IA 569,97 0,5% C1 IA 568,62 0,5% E2 II 3.408,40 2,9% C1 IA 568,62 0,5% C1-H1 IA 0,33 0,0% B IA 2.665,73 2,3% C2 IA 457,00 0,4% C2 IA 457,00 0,4% F1 IA 1.612,67 1,4% EA IA 306,90 0,3% C3 IA 89,36 0,1% G2 III 1.576,95 1,4% H1 IA 212,08 0,2% D IA 706,17 0,6% E1-G1 II 972,06 0,8% C IA 137,25 0,1% E1 II ,13 17,8% D IA 706,17 0,6% C3 IA 89,36 0,1% E1+s II 5.799,94 5,0% A IA 655,97 0,6% F5 IA 52,94 0,0% E1-G1 II 972,06 0,8% A-G1 IA 595,36 0,5% F1-H1 IA 34,94 0,0% E1-G1+S II 54,68 0,0% F2 IA 569,97 0,5% A-B IA 12,09 0,0% E1-H1 II 2,45 0,0% C1 IA 568,62 0,5% F1-B IA 7,49 0,0% E2 II 3.408,40 2,9% C2 IA 457,00 0,4% F4 IA 6,82 0,0% E2+s IB 5.773,67 5,0% E3-G2 III 357,27 0,3% F3 IA 4,71 0,0% E3 III ,35 42,9% n.p. III 332,38 0,3% H1-D IA 2,04 0,0% E3+S III 288,96 0,2% E3-G1+S III 323,93 0,3% B-C IA 0,72 0,0% E3-G1 III 4.645,57 4,0% EA IA 306,90 0,3% C1-H1 IA 0,33 0,0% E3-G1+S III 323,93 0,3% E3+S III 288,96 0,2% Totale IA 8.699,16 7,5% E3-G2 III 357,27 0,3% H1 IA 212,08 0,2% E2+s IB 5.773,67 5,0% EA IA 306,90 0,3% (vuote) III 156,23 0,1% Totale IB 5.773,67 5,0% F1 IA 1.612,67 1,4% C IA 137,25 0,1% E1 II ,13 17,8% F1-B IA 7,49 0,0% C3 IA 89,36 0,1% E1+s II 5.799,94 5,0% F1-G1 II 15,86 0,0% F2-G1 II 72,74 0,1% E2 II 3.408,40 2,9% F1-G2 II 4,79 0,0% H2 II 67,41 0,1% E1-G1 II 972,06 0,8% F1-H1 IA 34,94 0,0% E1-G1+S II 54,68 0,0% F2-G1 II 72,74 0,1% F2 IA 569,97 0,5% F5 IA 52,94 0,0% H2 II 67,41 0,1% F2-G1 II 72,74 0,1% F1-H1 IA 34,94 0,0% E1-G1+S II 54,68 0,0% F3 IA 4,71 0,0% F1-G1 II 15,86 0,0% F1-G1 II 15,86 0,0% F4 IA 6,82 0,0% A-B IA 12,09 0,0% F1-G2 II 4,79 0,0% 2 Anche per questo capitolo ed in particolare per i valori quantitativi espressi nelle tabelle si fa doveroso richiamo alla Nota 1 riportata ad inizio della presente relazione 323

8 SIGLA PRESS. SUP. HA % TERRIT. SIGLA PRESS. SUP. HA % TERRIT. SIGLA PRESS. SUP. HA % TERRIT. F5 IA 52,94 0,0% F1-B IA 7,49 0,0% E1-H1 II 2,45 0,0% G1 III ,71 11,1% F4 IA 6,82 0,0% Totale II , % G2 III 1.576,95 1,4% F1-G2 II 4,79 0,0% E3 III ,35 42,9% H1 IA 212,08 0,2% F3 IA 4,71 0,0% G1 III ,71 11,1% H1-D IA 2,04 0,0% E1-H1 II 2,45 0,0% E3-G1 III 4.645,57 4,0% H2 II 67,41 0,1% H1-D IA 2,04 0,0% G2 III 1.576,95 1,4% n.p. III 332,38 0,3% B-C IA 0,72 0,0% E3-G2 III 357,27 0,3% (vuote) III 156,23 0,1% C1-H1 IA 0,33 0,0% n.p. III 332,38 0,3% ,64 100,0% ,64 100,0% E3-G1+S III 323,93 0,3% E3+S III 288,96 0,2% (vuote) III 156,23 0,1% Totale III , % Totale ,64 100,0% La tabella precedente mostra: nel primo riquadro, la classe di pressione antropica cui è attribuita ciascuna delle zone omogenee, elencate in ordine alfabetico con le relative estensioni e incidenze; nel secondo riquadro, le zone omogenee elencate in ordine decrescente di superficie occupata, ciascuna con la rispettiva classe di attribuzione; nel terzo riquadro, le zone omogenee elencate in ordine decrescente di superficie occupata, nell ambito di ciascuna classe di pressione antropica. Considerando le previsioni urbanistiche dell intera provincia le zone a più elevata pressione antropica (urbane e assimilabili) rappresentano ha, pari al 12,5%; quelle intermedie (agricole e assimilabili) coprono ha pari al 26,9%; quelle a minima pressione antropica (boschive e assimilabili) i rimanenti ha, pari al 60,6 %. CLASSE I USI URBANI E SERRE, infrastrutture, impianti tecnologici a più elevata pressione antropica ha 12,5% CLASSE II USI AGRICOLI, verde urbano attrezzato grado intermedio di pressione antropica ha 26,9 % CLASSE III BOSCHI E PRATERIE, parchi urbani a minima pressione antropica ha 60,6% Come era facilmente prevedibile, la distribuzione varia fortemente a seconda delle fasce territoriali (Riviera, Medio - entroterra, Entroterra). --- Suddivisione secondo il grado di pressione antropica nei piani comunali vigenti (superfici in ha): 100% 90% 80% % % % % 30% 20% % 0% RIVIERA MEDIO ENTROT. ENTROTERRA IA IB II III 324

9 Esaminando in dettaglio la composizione della classe I si ottiene il seguente grafico illustrativo: --- Peso relativo delle destinazioni entro la classe I Massima pressione antropica: B 18% E2+s 40% F1 11% C1-H1 0% H1-D 0% A-B 0% F1-B 0% F4 0% B-C 0% F3 0% F1-H1 0% F5 0% C3 1% C 1% H1 1% EA 2% C2 3% C1 4% F2 4% A-G1 4% A 5% D 5% Stante il peso rilevante delle serre e la loro peculiare collocazione a cavallo di agricoltura e industria, sembra utile distinguerle dalle zone urbane propriamente dette, quindi riarticolare la precedente classificazione come segue: CLASSE I classe IA classe IB CLASSE II CLASSE III USI URBANI E SERRE usi urbani p.d. agricole speciali con serre USI AGRICOLI E ASSIMILABILI BOSCHI E PRATERIE 8699 ha ha ha ha 12,5% 7,5% 5,0% 26,9% 60,6% E utile quindi riconsiderare l articolazione per fasce territoriali sulla base di questa ulteriore suddivisione delle destinazioni d uso. Come risulta evidente dal grafico che segue la Riviera è fortemente connotata dall incidenza delle zone urbane e dall agricoltura intensiva, la seconda fascia, cioè il Medio Entroterra, è caratterizzata dalle zone agricole tradizionali, l Entroterra più interno dalle zone boschive e prative. Queste diverse caratterizzazioni del territorio indicano quali siano le classi di destinazioni d uso critiche in ciascuna fascia territoriale, quelle alle quali bisogna riservare la massima attenzione, quelle intorno alle quali si vincono o si perdono le battaglie del territorio e del paesaggio. Al di là dei valori medi provinciali e per ambiti, vi sono realtà comunali molto diversificate. Le differenze e le somiglianze possono essere esaminate sotto diversi profili. Sembra utile concentrare l attenzione soprattutto sulle due classi di usi più intensivi (IA e IB) e in particolare sulla IA, ovvero le destinazioni urbane propriamente dette, non solo perché queste rappresentano indubbiamente gli usi a impatto più elevato, ma anche perché sono quelle sulle quali la pianificazione urbanistica esercita la più ampia discrezionalità e capacità d intervento. L analisi viene condotta, in questa fase, attraverso due parametri: l incidenza delle classi in questione rispetto alla superficie territoriale del comune (o, più precisamente, rispetto alla somma di tutte le destinazioni d uso considerate, che non sempre coincide esattamente con la superficie territoriale), espressa in percentuale la dotazione pro capite di spazi, ossia il rapporto tra l area occupata dalla classi considerate e il numero degli abitanti, espresso in mq/ab. 325

10 --- Suddivisione del territorio nei piani comunali per classi di destinazioni d uso secondo le fasce territoriali: ENTROTERRA - MEDIO ENTROTERRA IA IB II III RIVIERA L INCIDENZA TERRITORIALE DEGLI USI A ELEVATA PRESSIONE ANTROPICA Il grafico seguente presenta l incidenza territoriale dell intera classe I nei singoli comuni, ordinati per fasce e, all interno di ciascuna fascia, disposti in ordine decrescente di incidenza. --- Comuni (n di codice Istat) secondo l ambito di appartenenza e la % di territorio in usi a elevata pressione antropica nei piani (usi urbani + serre): 100% RIVA LIG. 90% 80% VALLECROSIA SOLDANO 70% 60% 50% TERZORIO SANREMO 40% 30% PERINALDO ISOLABONA 20% 10% CARPASIO RIVIERA MEDIO ENTROT. ENTROTERRA MENDATICA 0%

11 Avendo presente che il valore medio dell incidenza per l intero territorio provinciale è il 10%, è interessante osservare come ben pochi comuni si attestino intorno al valore medio, ma per lo più tendano a porsi decisamente sopra o sotto tale valore. I comuni 3 della Riviera sono tutti sopra la media provinciale del 10%, con tre casi in corrispondenza o sopra l 80%. I comuni della seconda fascia si collocano tutti tra il 10% (o poco più) e l 1%, tranne Soldano, Perinaldo e Isolabona. In entrambi i casi, vi è stata molta larghezza nel classificare speciali con serre le zone agricole. In effetti, Soldano appare fortemente integrato nel distretto floricolo sanremese, mentre Isolabona è più marginale. In ogni caso, come vedremo più avanti, queste indicazioni dei piani anticipano un processo di espansione delle 3 Il codice numerico Istat di individuazione dei Comuni è il seguente: COMUNE N Istat AIROLE 1 APRICALE 2 AQUILA DI ARROSCIA 3 ARMO 4 AURIGO 5 BADALUCCO 6 BAIARDO 7 BORDIGHERA 8 BORGHETTO D'ARROSCIA 9 BORGOMARO 10 CAMPOROSSO 11 CARAVONICA 12 CARPASIO 13 CASTELLARO 14 CASTEL VITTORIO 15 CERIANA 16 CERVO 17 CESIO 18 CHIUSANICO 19 CHIUSAVECCHIA 20 CIPRESSA 21 CIVEZZA 22 COSIO DI ARROSCIA 23 COSTARAINERA 24 DIANO ARENTINO 25 DIANO CASTELLO 26 DIANO MARINA 27 DIANO SAN PIETRO 28 DOLCEACQUA 29 DOLCEDO 30 IMPERIA 31 ISOLABONA 32 LUCINASCO 33 MENDATICA 34 MOLINI DI TRIORA 35 MONTALTO LIGURE 36 MONTEGROSSO PIAN LATTE 37 OLIVETTA SAN MICHELE 38 OSPEDALETTI 39 PERINALDO 40 PIETRABRUNA 41 PIEVE DI TECO 42 PIGNA 43 POMPEIANA 44 PONTEDASSIO 45 PORNASSIO 46 PRELA' 47 RANZO 48 REZZO 49 RIVA LIGURE 50 ROCCHETTA NERVINA 51 SAN BARTOLOMEO AL MARE 52 SAN BIAGIO DELLA CIMA 53 SAN LORENZO AL MARE 54 SANTO STEFANO AL MARE 55 SAN REMO 56 SEBORGA 57 SOLDANO 58 TAGGIA 59 TERZORIO 60 TRIORA 61 VALLEBONA 62 VALLECROSIA 63 VASIA 64 VENTIMIGLIA 65 VESSALICO 66 VILLA FARALDI

12 colture intensive verso l interno, soprattutto lungo la direttrice del Nervia, che è uno dei fenomeni salienti dell evoluzione recente del territorio provinciale. Per quanto riguarda l Entroterra, tutti i comuni si collocano sotto la soglia del 10%, con l eccezione di Carpasio che la supera di poco, e la maggior parte sotto quella del 5%. La Tavola N 22 Classi di pressione antropica mostra visivamente la dimensione assoluta e il peso relativo delle diverse classi nei vari strumenti urbanistici generali. Il grafico successivo mostra l incidenza territoriale dei soli usi urbani propriamente detti, escluse le serre. --- Comuni secondo la fascia di appartenenza e la % di territorio in usi a elevata pressione antropica nei piani (classe IA usi urbani escluse serre): 50% 45% 40% 35% RIVIERA 30% 25% MEDIO ENTR. 20% 15% 10% ENTROTERRA 5% 0% Rileviamo in particolare: - i comuni della Riviera si collocano quasi tutti sopra la soglia del 10%; otto di essi registrano valori molto elevati, tra il 45 e il 20% c.a (a decrescere: Imperia, Cervo, Diano Marina, Bordighera, Riva Ligure, Santo Stefano al Mare, Ospedaletti, Costarainera); tre di essi (Sanremo, Vallecrosia, San Bartolomeo al Mare) superano il valore del 15% mentre i restanti si collocano nella fascia 5~12%; - i comuni di Medio Entroterra si collocano per buona parte al disotto del 5%; fanno eccezione Chiusavecchia e Seborga che superano abbondantemente il 10%, e altri cinque comuni in posizione intermedia tra il 5 e il 10 %; - i comuni dell Entroterra più interno stanno tutti al di sotto del 5%; fa eccezione Mendatica che si avvicina al 10%. Come è stato già evidenziato sarebbe improprio attribuire a questi valori il significato di un indicatore di sostenibilità ambientale tout court. E tuttavia ragionevole considerare che essi segnalino una soglia di attenzione nella composizione degli usi del suolo, della quale è giusto tenere conto in sede di definizione e di valutazione dei piani urbanistici e dei progetti d intervento. Certamente, quando siamo in presenza di comuni che impegnano oltre la metà, o addirittura quattro quinti del proprio territorio in usi che comportano una forte artificializzazione del suolo e un altrettanto forte depauperamento della capacità biologica, il meno che possa fare la pianificazione sovraordinata è segnalare l esistenza di un problema e avviare la ricerca delle possibili soluzioni, distinguendo le mere previsioni, più o meno attendibili e realistiche, dagli stati di fatto già consolidati e non facilmente reversibili (quando non irreversibili) LA DISPONIBILITÀ DI SPAZI URBANI PER ABITANTE Ai fini delle ulteriori valutazioni, è significativa la distinzione tra le sottoclassi IA e IB, ovvero usi urbani e aree agricole speciali con serre. Infatti, per quanto riguarda gli usi urbani propriamente detti, ha senso verificare il rapporto tra superfici destinate e abitanti, mentre ciò non avrebbe senso nel caso delle serre, trattandosi di una vocazione produttiva specialistica del territorio. 328

13 Come appare dal grafico seguente, i valori del rapporto tra superfici della classe IA e abitanti sono estremamente variabili. Si va da un estremo di mq/ab. di Mendatica all estremo opposto di 78 mq/ab. di Vallecrosia. In parte, tale divario è dovuto al fatto che, soprattutto nei comuni di agricoltura intensiva (di cui è un esempio Vallecrosia) una parte, che può essere considerevole, dei residenti abita nelle zone agricole anziché nelle zone urbane. --- Spazio pro capite (mq/ abitante) nei piani comunali (zone di massima pressione antropica - classe IA): RIVIERA MEDIO ENTROTERRA ENTROTERRA Terzorio Cipressa Costarainera Imperia San Bartolomeo al Mare Civezza San Lorenzo al Mare Diano Marina Ospedaletti Castellaro Bordighera Diano Castello Santo Stefano al Mare Pompeiana Riva Ligure Ventimiglia Taggia Camporosso San Remo Vallecrosia Cesio Seborga Olivetta San Michele Chiusanico Diano Arentino Borgomaro Chiusavecchia Prela' Lucinasco Aurigo Vasia Dolcedo Pontedassio Caravonica Ceriana Diano San Pietro Airole Montalto Ligure Villa Faraldi Pietrabruna Perinaldo Isolabona Apricale Vallebona San Biagio della Cima Dolceacqua Badalucco Soldano Mendatica Carpasio Triora Rezzo Pornassio Vessalico Cosio di Arroscia Baiardo Castel Vittorio Pieve di Teco Ranzo Montegrosso Pian Latte Armo Molini di Triora Pigna Borghetto d'arroscia Aquila di Arroscia Rocchetta Nervina Alcuni dei divari riscontrati appaiono ingiustificati e possono essere ritenuti, almeno in buona parte, imputabili all adozione di criteri non omogenei di classificazione degli usi del suolo nell ambito dei PRG. Infatti, le diversità sul versante delle situazioni territoriali, che certamente esis tono e incidono, e quelle sul versante delle politiche urbanistiche non sarebbero sufficienti a giustificare oscillazioni della portata rilevata se i dati fossero davvero omogenei. In effetti, le dimensioni del divario sono tali da giustificare qualche apprensione circa la serietà e la credibilità degli strumenti urbanistici 4. Prima di trarre conclusioni affrettate è tuttavia opportuno approfondire l esame. Un primo passo in questa direzione consiste nel cercare di capire se e in quale misura un certo divario nei valori pro capite possa dipendere dalle condizioni generali del territorio e dell insediamento. Già il grafico precedente mostra come i valori tendano a salire passando dalla Riviera alla Fascia Intermedia e quindi all Entroterra. Questa osservazione suggerisce di correlare la disponibilità pro capite con la dimensione demografica del comune. 4 Si fa comunque richiamo alla nota 1 proposta ad inizio della presente Relazione 329

14 --- Correlazione tra numero di abitanti e spazio pro capite nei piani comunali. Zone di massima pressione antropica (escluse zone E2+S agricole speciali con serre) y = 5821,4x -0,3216 R 2 = 0,3126 MQ/ABITANTE RESIDENTI (SCALA LOGARITMICA) Come era lecito aspettarsi, vediamo che la dotazione pro capite tende a crescere al diminuire della densità e del numero dei residenti secondo una relazione di tipo logaritmico; si osserva inoltre la distribuzione spaziale effettiva dei valori, secondo quattro classi (la classe 0 rappresenta i comuni esclusi dal mosaico). In sostanza, è fisiologico che i piani dei comuni piccoli e a bassa densità 5 contengano previsioni rapportate degli spazi da destinare a usi urbani più ampie rispetto a quelli dei comuni maggiori e più densi. 5 Le densità territoriali dei Comuni: COMUNE DENSITA' TERR AIROLE 0,352 APRICALE 0,294 AQUILA DI ARROSCIA 0,219 ARMO 0,136 AURIGO 0,386 BADALUCCO 0,814 BAIARDO 0,139 BORDIGHERA 10,169 BORGHETTO D'ARROSCIA 0,206 BORGOMARO 0,385 CAMPOROSSO 2,853 CARAVONICA 0,582 CARPASIO 0,114 CASTEL VITTORIO 0,163 CASTELLARO 1,212 CERIANA 0,415 CERVO 3,720 CESIO 0,285 CHIUSANICO 0,468 CHIUSAVECCHIA 1,382 CIPRESSA 1,250 CIVEZZA 1,319 COSIO DI ARROSCIA 0,075 COSTARAINERA 2,821 DIANO ARENTINO 0,721 DIANO CASTELLO 3,018 DIANO MARINA 9,

15 4. - LA CARTA DELL'USO REALE DEL SUOLO DELLA PROVINCIA DI IMPERIA (Impianto CAIRE al 1996 su base foto aeree del 1991; aggiornamento territori urbani e agricoli - intensivi al 2001) PTC della Provincia di Imperia TEMA: URBANISTICA INQUADRAMENTO La carta dell'uso Reale del Suolo della Provincia di Imperia delinea le tipologie di utilizzazione e le notevoli risorse paesaggistiche del territorio ed il patrimonio naturalistico, storico e urbanistico da valorizzare. La costa, rappresentando tuttora la principale attrazione per la popolazione residente, è occupata da aree urbanizzate, industriali e commerciali senza soluzione di continuità, frammiste nell'immediato entroterra con serre, colture ortofloricole in pien aria e olivi su pendici terrazzate delle colline affacciate sul mare. Le colline coperte da oliveti sono spesso a contatto con boschi puri e misti, nei quali, a seconda delle altitudini, delle esposizioni e delle condizioni pedoclimatiche, si ritrovano specie tipiche della macchia mediterranea, querce, castagni, faggi, pini, abeti e larici. Nell'entroterra, le praterie e le fasce, un tempo con vigneti o coltivate a cereali, non più presidiate dai uomo sono invase dalla vegetazione cespugliata e arbustiva infestante o dalle propaggini del bosco. I prato - pascoli e le aree incolte e cespugliate, diffusi non solo nelle alte quote ma anche intorno ai nuclei urbani, testimoniano l'abbandono dell'agricoltura tradizionale montana. La legenda è stata impostata secondo modelli olodinamici che si snodano dal generale al particolare, conferendo organicità e significato al lavoro. E' stata caratterizzata da tre livelli di ricognizione : - ciascun livello trova riscontro nell'utilizzo delle diverse tecniche e dei prodotti del telerilevamento; - partendo da unità macroscopiche si è arrivati ad un notevole dettaglio, cercando di tener conto di più variabili per cogliere le peculiarità del territorio imperiese; - unendo il dato morfologico - paesaggistico all'uso reale del suolo, è emerso un quadro arricchito della realtà territoriale; - le voci della legenda possono fornire informazioni sia di tipo semplice sia di tipo complesso, riguardando i tipi colturali, le condizioni delterreno e la sua dinamica. La legenda dell'uso reale del suolo è stata progettata sulla base dell'impostazione delle legende "CORINE land cover" - della Commissione della Comunità Europea, del progetto transfrontaliero Alpi Marittime - Cuneo - Imperia, Programma "Telerilevamento e Statistiche" dell'eurostat, delle carte tematiche afferenti a questo studio della Regione Liguria datate 1977 e di altre fonti. DOLCEACQUA 0,959 DOLCEDO 0,613 IMPERIA 8,926 ISOLABONA 0,557 LUCINASCO 0,345 MENDATICA 0,083 MOLINI DI TRIORA 0,127 MONTALTO LIGURE 0,310 MONTEGROSSO PIAN LATTE 0,143 OLIVETTA SAN MICHELE 0,197 OSPEDALETTI 6,920 PERINALDO 0,409 PIETRABRUNA 0,577 PIEVE DI TECO 0,352 PIGNA 0,189 POMPEIANA 1,557 PONTEDASSIO 1,370 PORNASSIO 0,232 PRELA' 0,325 RANZO 0,474 REZZO 0,112 RIVA LIGURE 13,876 ROCCHETTA NERVINA 0,188 SAN BARTOLOMEO AL MARE 2,805 SAN BIAGIO DELLA CIMA 2,543 SAN REMO 10,265 SAN LORENZO AL MARE 9,763 SANTO STEFANO AL MARE 8,488 SEBORGA 0,686 SOLDANO 2,246 TAGGIA 4,415 TERZORIO 1,204 TRIORA 0,063 VALLEBONA 1,740 VALLECROSIA 20,567 VASIA 0,420 VENTIMIGLIA 4,968 VESSALICO 0,311 VILLA FARALDI 0,

16 In sede di indagini per la redazione del PTC delle Aree a vocazione Agricola del Ponente ligure il primo impianto della Carta dell uso reale del suolo è avvenuta tramite utilizzo di fotoaeree e base cartografica 1/25.000, integrata da verifiche locali di taratura. In relazione ad evidenti esigenze di aggiornamento e di maggior dettaglio della base conoscitiva si è operata una successiva revisione 6 dell originaria cartografia d impianto. Il lavoro è stato sviluppato in ambiente Mapinfo sulla base dei seguenti materiali di supporto: - ortofotocarta regionale (datazione 1999) - cartografia numerica regionale, nella porzione territoriale in oggi disponibile (datata 1999 c.a.); - altre informazioni puntuali più recenti, ricavabili dal SIT del P.T.C. provinciale (mappature servizi, impianti, discariche, attività estrattive, spiagge ecc.). E evidente che la differente scala di base utilizzata per la lettura del territorio (1/25.00 per il lavoro d impianto CAIRE e 1/ per l attuale revisione) già di per sé implica un onere non indifferente di riperimetrazione delle aree connesso con il differente livello di precisione dei due rilievi topografici (ed anche con una percettibile diverso sistema di approssimazione del rispettivo riferimento cartografico). Oltre a ciò l intercorso decennio ha prodotto delle modifiche anche rilevanti. Per economia di tempo l aggiornamento è stato applicato al momento solo ai territori urbanizzati e alle coperture dell agricoltura intensiva, essendo questi peraltro gli ambiti più soggetti a variazioni cartografabili. E stata mantenuta la legenda originaria, di seguito riproposta, peraltro confrontata con quella adottata dalla Regione Liguria che se ne differenzia, in questi territori, solo marginalmente. Per alcune categorie descrittive poco significative in termini d informazioni d uso si è preferito ridurre al minimo le perimetrazioni eseguite o dare una certa specificazione di significato (che nella elencazione che segue risulta evidenziata in corsivo). Sulla base dei materiali utilizzati e di una buona conoscenza diretta del territorio, il lavoro di aggiornamento ha prodotto una carta d uso del suolo valida ben oltre alle necessità di scala del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Ad integrazione del quadro complessivo delle categorie d uso è stata ricavata, come strato a sé, la perimetrazione degli addensamenti di case sparse, che considera edifici (quasi totalmente adibiti a residenza, con annessi volumi tecnici in caso di residenza agricola) posti a distanza, tra di loro, non superiore a 100 m LA LEGENDA DELLA CARTA DELL USO REALE DEL SUOLO PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI IMPERIA UNITÀ MINIMA CARTOGRAFABILE La superficie della più piccola unità cartografata è pari, di norma ad un segmento di 4 mm. (pari a 100 m. in scala 1/25.000), a cui corrisponde una superficie minima di 16 mmq. e di 2 mm. come dimensione lineare per gli ambiti areali che presentano forme allungate. PARTE 1 - TERRITORI MODELLATI ARTIFICIALMENTE (INSEDIATI) 1.1. Zone urbanizzate Aree residenziali sature e servizi Spazi strutturati dagli edifici e dalla viabilità. Gli edifici sono destinati ad abitazioni o a servizi pubblici e privati (amministrazione, economia, sicurezza sociale, igiene pubblica, sanità, culto, tempo libero, istruzione e ricerca). Gli edifici, la viabilità e le superfici ricoperte artificialmente occupano più dell'80 % della superficie totale Aree residenziali non sature e servizi Spazi caratterizzati dalla presenza di edifici e dalla viabilità. Gli edifici sono destinati ad abitazioni o a servizi pubblici e privati (amministrazione, economia, sicurezza sociale, igiene pubblica, sanità, culto, tempo libero, istruzione e ricerca). Gli edifici, la viabilità e le superfici a copertura artificiale coesistono con superfici coperte da vegetazione e con suolo nudo o coltivato. Gli edifici, la viabilità e le superfici ricoperte artificialmente coprono dal 50 all'80 % della superficie totale Zone industriali. commerciali e reti di comunicazione Aree industriali e/o commerciali. Sono state perimetrate quelle aventi dimensioni (comprese pertinenze) superiori a mq Reti autostradali, ferroviarie e spazi accessori Autostrade, ferrovie, comprese le superfici annesse (stazioni, terrapieni, ecc.) e le reti ferroviarie che penetrano nelle città di larghezza compatibile nell'unità minima cartografabile. Sono qui compresi i grandi svincoli stradali e le stazioni di smistamento. Sono state inserite perimetrazioni relative a superstrade (es. tratti di Aurelia bis e relativi raccordi) Aree portuali Comprende anche porticcioli turistici 6 Al momento solo relativa agli usi urbani e parte di quelli agricoli 332

17 Sussiste una certa commistione con la categoria 3.3.1, relativamente alla diffusa presenza di moli e scogliere di protezione e ai limiti dimensionali di cartografabilità dei porticcioli turistici Zone in trasformazione Aree in trasformazione Sono gli incolti urbani ed aree soggette ad interventi importanti di modifica (o in corso di lottizzazione) che al momento della ripresa fotografica non presentano cantieri attivi o non è ancora evidente la futura destinazione d'uso. Di fatto si è teso a ricomprendere, per semplificazione e per assimilabilità del concetto, in questa categoria anche la Zone verdi artificiali non agricole Aree verdi pubbliche e private Spazi ricoperti di vegetazione compresi nel tessuto urbano o isolati delle ville storiche. Si è osservato che all esterno del perimetro urbano la perimetrazione del verde privato non fornisce informazioni di particolare interesse Aree sportive (prevalentemente aperte; sono state perimetrate quelle aventi dimensioni superiori a mq.) e ricreativo - turistiche (sono in particolare le aree dei camping) Zone estrattive e discariche Aree estrattive Comprendono anche le relative discariche ed aree di servizio Cantieri. Si è teso ad eliminare, per semplificazione ed assimilabilità del concetto, tali perimetrazioni, ricomprese all occorrenza nella categoria (Aree in trasformazione) Discariche Comprende le discariche RSU, di inerti ed altre, per lo più in attività; sono escluse quelle relative a PARTE 2 - TERRITORI AGRICOLI 2.1. Zone terrazzate coltivate Fasce a seminativo semplice arborato: cereali, leguminose, foraggiere, radici commestibili (categoria pressoché assente) Fasce con prevalenza di colture ortofloricole in pien aria e vivai 2.2. Zone pianeggianti coltivate Aree a seminativo semplice e arborato: cereali, leguminose, foraggiere, radici commestibili (categoria pressoché assente) Aree con prevalenza di colture ortofloricole in pien aria e vivai 2.3. Colture terrazzate in serra Sulle foto aeree le serre vanno dal grigio chiaro al bianco, altamente riflettenti e in netto contrasto con le colture non protette Fasce con prevalenza di serre Aree di versante sistemate a gradoni o terrazzi con prevalenza di colture in serra, associate tuttavia a colture ortofloricole in pien'aria e vivai Zone pianeggianti con serre Aree con prevalenza di serre Colture legnose agrarie terrazzate Fasce con frutteti e agrumeti Fasce con vigneti Fasce con oliveti 2.6. Colture legnose agrarie non terrazzate Aree con frutteti e agrumeti Aree con vigneti Aree con oliveti 2.7. Aree agricole eterogenee Aree prevalentemente occupate da colture agrarie 333

18 Aree prevalentemente occupate da colture agrarie estensive con presenza di spazi naturali (formazioni vegetali naturali, boschi, cespuglieti, rocce nude, ecc.). Le colture agrarie occupano più del 25% e meno del 75% della superficie totale dell'unità. Questa classe ricorre spesso nell'ambiente montano, anche se in aree piuttosto ristrette. Sono aree collocate intorno ai nuclei abitati o in zone alquanto frequentate, con insediamenti sparsi. Rientrano in questa voce le aree prevalentemente occupate da colture agrarie estensive e/o da colture orticole e da legnose agrarie (vigneti e frutteti) comunque altamente frazionate, a conduzione familiare, e frammiste ad incolti e cespuglieti Aree agricole percorse di recente da incendio (categoria non rappresentata, da eliminare) (da opportunamente inserire) Zone ex coltivi o incolte, a prevalente copertura erbacea PARTE 3 - TERRITORI BOSCATI E AMBIENTI SEMI-NATURALI 3.1. Zone boscate Boschi di latifoglie (a prevalenza di castagno) Boschi di conifere Giovani rimboschimenti Boschi misti (di conifere e latifoglie) Formazioni ripariali 3.2. Zone caratterizzate prevalentemente da vegetazione arbustiva e/o erbacea Prati, prati - pascoli, pascoli arborati Aree cespugliate, arbustive o con copertura arborea carente Questa voce volutamente generica viene usata correttamente per qualsiasi superficie incolta, ricoperta da cespugli e arbusti e/o vegetazione arborea molto rada. Sempre in questa voce rientrano le superfici agricole incolte in evoluzione Zone con vegetazione rada o assente Spiagge, falesie Inserite talora delle scogliere di protezione Affioramenti litoidi Pareti nude rocciose in erosione attiva Aree scarsamente vegetate con presenza di roccia (o substrato in genere) Aree percorse di recente da incendio Sono comprese le superfici in cui sono rilevabili elementi di carbonizzazione. In sede di aggiornamento dell uso del suolo è stato effettuato il reinserimento in altre categorie di ampie zone ex percorse da incendio PARTE 4 - CORPI IDRICI 4.1. Acque continentali Corsi d'acqua Per corsi d'acqua si intende in senso generale l'area occupata dall'alveo di piena ordinaria, anche in caso di arginatura artificiale (fiume, torrente, canale,...), cioè la zona compresa fra i piedi estremi delle due arginature Bacini d acqua PARTE 5 - ZONE NON FOTOINTERPRETABILI Eliminate in sede di aggiornamento, in quanto ricondotte a classificazione propria d uso reale del suolo SINTESI DELLA DISTRIBUZIONE COMPLESSIVA DELLE COPERTURE D USO DEL SUOLO E CONFRONTI A SEGUITO DELL AGGIORNAMENTO PARZIALE SVOLTO Intero territorio 334

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