Dai cristalli di neve alle valanghe. Elisabetta Ceaglio Fondazione Montagna sicura Ufficio neve e valanghe VdA

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1 Dai cristalli di neve alle valanghe Elisabetta Ceaglio Fondazione Montagna sicura Ufficio neve e valanghe VdA

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4 Corso per Osservatore Nivologico Modulo AINEVA 2a

5 Dai cristalli di neve «è pure piccola la terra, ma è pure immenso un cristallo di neve» Mario Rigoni Stern - Stagioni

6 Dai cristalli di neve Come nasce un cristallo di neve? La vita di un cristallo di neve inizia all interno delle nubi Le nubi sono costituite da gocce d acqua formate in seguito alla supersaturazione dell aria con vapore acqueo saturazione nell atmosfera condensazione del vapore acqueo in acqua liquida collisione e coalescenza delle goccioline fino a raggiungere dimensioni tali da riuscire a precipitare

7 Dai cristalli di neve Se l atmosfera fosse pura la condensazione stenterebbe ad avviarsi nuclei di condensazione (sali, terra, particelle di origine vulcanica, residui industriali) delle dimensioni dell ordine di µm

8 Dai cristalli di neve Teoria: sotto gli 0 C dovrebbero formarsi cristalli di ghiaccio Pratica: le goccioline di acqua pura rimangono allo stato liquido (acqua sopraffusa) gelando solo con temperature inferiori a -40 C (congelamento spontaneo)

9 Dai cristalli di neve nucleo di congelamento (polveri allo stato solido, di struttura simile a quella del ghiaccio) la gocciolina d acqua a contatto con il nucleo di congelamento può gelare a temperature relativamente elevate formando il germe di ghiaccio

10 Dai cristalli di neve Con le giuste temperature e pressione di vapore si ha migrazione di molecole di acqua verso i microcristalli (per riequilibrio = migrazione verso zone più fredde)

11 Dai cristalli di neve Ogni molecola d acqua allo stato solido forma 4 legami idrogeno sviluppando una struttura tetraedrica -6 / -10 C Le strutture tetraedriche cristallizzano secondo il sistema esagonale -12 C Tutti i cristalli di ghiaccio hanno forma esagonale -13 / -18 C

12 Dai cristalli di neve Formazione di superfici Formazione di bordi e angoli PIATTI COLONNE PIATTI COLONNE E PIATTI 0,3 Formazione di angoli Supersaturazione (g/m 3 ) 0,2 dendriti 0,1 piatti aghi colonne cave piatti settorati dendriti piatti sottili curva saturazione acqua colonne Formazione di bordi piatti solidi Temperatura (C ) piatti 0 prismi solidi Semiequilibrio C Il cristallo si accresce, in funzione della temperatura e dell umidità, lungo gli assi cristallini in maniera più o meno ordinata

13 snowcrystals.com Dai cristalli di neve Caduta del cristallo di neve al suolo: neve pallottolare/grandine/ghiaccio temperature basse/assenza di vento temperature miti presenza di vento

14 Dai cristalli di neve Evoluzione della neve al suolo IL MANTO NEVOSO struttura complessa, stratificata ed in continua evoluzione formato da un miscuglio di: acqua (stato solido - ghiaccio sia cristallino sia amorfoliquido e di vapore) aria e vari altri componenti meteorici o presenti al suolo

15 Dai cristalli di neve COESIONE È la capacità che i grani di neve hanno di restare uniti in virtù delle forze di attrazione intermolecolari o dei legami (colli) che si sono creati nei processi evolutivi.

16 Dai cristalli di neve Fattori che influenzano l evoluzione del manto nevoso Nuove precipitazioni Radiazione incidente Radiazione riflessa Trasferimento turbolento del calore venti Radiazione notturna Radiazione infrarosso Bilancio positivo (radiazione assorbita) Bilancio negativo (radiazione diffusa nell atmosfera) Flusso geotermico Bilancio positivo per apporto di calore Bilancio variabile in funzione della temperatura dell agente atmosferico

17 ...alle valanghe Fattori predisponenti al distacco delle valanghe Altezza della neve Stratificazione Durezza Forma cristalli Dimensione dei cristalli Umidità Temperatura Resistenza Precipitazioni Vento Temperatura Irradiazione Umidità Inclinazione Esposizione Altitudine Rugosità del terreno Forma del terreno

18 Dai cristalli di neve Metamorfismi del manto nevoso Cambiamenti di forma del cristallo Metamorfismi della neve secca (t < 0 C) - M. per debole gradiente - M. per medio gradiente - M. per elevato gradiente Metamorfismi della neve umida (t > 0 C)

19 Dai cristalli di neve Cos è il gradiente termico verticale del manto nevoso? GT = (T1 T0) / e C / cm

20 Dai cristalli di neve Metamorfismi della neve secca (t < 0 C)

21 Metamorfismo per debole gradiente (distruttivo) GT < 0.05 C/cm Dai cristalli di neve giorni la tensione di vapore è più elevata sulle superfici convesse che su quelle concave

22 ...alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE ALLE PARTICELLE DI PRECIPITAZIONE Scaricamenti Valanghe a debole coesione Valanghe a lastroni soffici (con neve feltrata e/o debole attività del vento)

23 Dai cristalli di neve Metamorfismo per medio gradiente 0.06 C/cm < GT < 0.19 C/cm Formazione di cristalli arrotondati

24 Dai cristalli di neve Metamorfismo per medio gradiente 0.06 C/cm < GT < 0.19 C/cm Formazione di cristalli sfaccettati

25 ...alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE AI GRANI ARROTONDATI valanghe a lastroni (in presenza di strati deboli sotto i lastroni stessi)

26 Dai cristalli di neve Metamorfismo per elevato gradiente (costruttivo) GT > 0.20 C/cm Formazione di cristalli sfaccettati e brina di profondità I cristalli aumentano la loro dimensione ed assumono progressivamente la forma di piramidi cave a base esagonale (cristalli sfaccettati e brina di profondità)

27 Dai cristalli di neve Generalmente i cristalli che si formano da metamorfismo per elevato gradiente danno vita a neve fragile e instabile che spesso è causa di seri pericoli di valanghe

28 ...alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE AI CRISTALLI SFACCETTATI Sono responsabili della formazione degli strati deboli dove si possono staccare le valanghe a lastroni Foto: Tomaselli

29 ...alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE ALLA BRINA DI FONDO Sono responsabili delle valanghe a lastroni di fondo

30 Dai cristalli di neve Metamorfismi della neve umida (t > 0 C)

31 Dai cristalli di neve Formazione di cristalli arrotondati a grappolo cristalli arrotondati a grappolo tenuti assieme da legami fra ghiaccio e ghiaccio; acqua interstiziale fra tre cristalli o nella zona di contatto tra due grani

32 Dai cristalli di neve Formazione di croste da fusione e rigelo Croste portanti al mattino presto che perdono tutta la loro resistenza in seguito al riscaldamento diurno con possibile distacco di valanghe a debole coesione

33 ...alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE ALLE FORME FUSE valanghe di neve umida o bagnata

34 Dai cristalli di neve Altri Metamorfismi

35 Dai cristalli di neve BRINA DI SUPERFICIE CRISTALLI DI BRINA DI SUPERFICIE Forma: cristalli striati, di solito piani, a volte aghiformi. Sono comunque possibili le seguenti forme: piastre, calici, chiocciole, aghi, colonne, dendriti e forme composite. a cura del Gruppo Previsori AINEVA

36 ...alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE ALLA BRINA DI SUPERFICIE SEPOLTA valanghe a lastroni

37 Dai cristalli di neve GRANI ARROTONDATI PARTICELLE COMPATTATE DAL VENTO Forma: piccole particelle ben compattate, spezzate o abrase; ben sinterizzate

38 Dai cristalli di neve

39 ..alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE AI LASTRONI DA VENTO

40 ..alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE AI LASTRONI DA VENTO Foto: SLF - Davos

41 ..alle valanghe LE VALANGHE ASSOCIATE AI LASTRONI DA VENTO

42 ..alle valanghe LE VALANGHE PER SCIVOLAMENTO LENTO DELLA NEVE Foto: C.V.A.

43 ..alle valanghe LE VALANGHE PER SCIVOLAMENTO LENTO DELLA NEVE Foto: C.V.A.

44 Per saperne di più! CAGNATI A., Strumenti di misura e metodi di osservazione nivometeorologici: manuale per i rilevatori dei Servizi di previsione valanghe. Associazione Interregionale Neve e Valanghe. Trento. 133 pp. CRESTA R., Neve. Compendio di nivologia. Formazione ed evoluzione della neve. Ambiente e dinamica delle valanghe. Prevenzione e soccorso. Mulatero Editore. Reggiani di Brezzo di Bedero (VA). 396 pp. FIERZ C., ARMSTRONG R.L., DURAND Y., ETCHEVERS P., GREENE E., McCLUNG D.M., NISHIMURA K., SATYAWALI P.K., SOKRATOV S.A., Classificazione internazionale della neve stagionale al suolo (Traduzione AINEVA 2011 dall originale: The international Classificaztion for Seasonal Snow on the Ground). IHP- VII Technical Documents in Hidrology N 83, IACS Contribution N 1, UNESCO IHP, Paris. KAPPENBERGER G., KERKMANN J., Il tempo in montagna: manuale di meteorologia alpina. AINEVA. Zanichelli Editore. Bologna. 255 pp. MAIR R., NAIRZ P., Valanga. - Riconoscere le 10 più importanti situazioni tipo di pericolo valanghe. Athesia Ed., 215 pp. McCLUNG D., SCHAERER P., Manuale delle valanghe (edizione italiana di The Avalanche Handbook a cura di Giovanni Peretti). Zanichelli Editore. Bologna. 248 pp. MERCALLI L., CAT BERRO D., MONTUSCHI S., CASTELLANO C., RATTI M., DI NAPOLI G., MORTARA G., GUINDANI N., Atlante climatico della Valle d Aosta. Regione Autonoma Valle d Aosta con il patrocinio della Società Meteorologica Italiana. Torino. 405 pp.

45 Per saperne di più! Bibliografia on-line snowcrystals.com https://www.whiterisk.ch/it/

46 Per saperne di più! We are on facebook: Blog VdA mon amour:

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49 Il catasto Valanghe su WEB Per saperne di più!

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54 Per saperne di più! s.org/snowclassification.html

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57 https://www.whiterisk.ch/it/ Per saperne di più!

58 Grazie per l attenzione! e buon inverno a tutti!

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