Il sistema sballa ma è il gestore che paga!

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1 Il sistema sballa ma è il gestore che paga! Il caso-black Slot rischia di mettere in ginocchio tutta la filiera ed in particolare le imprese di gestione, che non hanno alcuna responsabilità per quanto accaduto, confidando nella bontà delle procedure di omologa e delle autorizzazioni rilasciate da Aams. Ora si spera perlomeno nella possibilità di aggiornare le macchine inquisite 9 rischio ci sono A delle circa NewSlot installate, l attività di almeno aziende, decine di migliaia di posti di lavoro, un gettito erariale pari a 140 milioni di euro al mese e l integrità di un sistema che aveva fatto enormi passi avanti nella lotta al gioco clandestino e illegale. Questo il nefasto quadro della situazione creata dal cosiddetto caso Black Slot, esploso all improvviso all inizio di luglio dopo una lunga fase di incubazione e riversatosi con forza devastante innanzitutto sui gestori, il cui unico peccato lo diciamo con ironia è stato quello di confidare sulla bontà del complesso iter burocratico che precede l installazione delle macchine a premio negli esercizi pubblici. Ripercorrendo la cronistoria recente, il 15 giugno il GIP di Venezia Antonio Liguori ha firmato un decreto di sequestro preventivo (ai sensi dell art.322 c.p.p.) di tutti gli apparecchi appartenenti alle tipologie Black Slot-Stack Slot-Terza Dimensione, ritenendo che per intrinseca modalità di loro funzionamento, essi hanno insita la scommessa e permettono vincite puramente aleatorie di premi in denaro. Si tratta prosegue il decreto di macchine ideate e realizzate per l esercizio del gioco d azzardo. Per altro tutti gli apparecchi in questione risultano essere ideati e programmati per erogare vincite di valore ben superiore ai limiti fissati. Il 28 giugno, il Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Venezia Antonio Gava, nel recepire il decreto del GIP, ha certamente percepito le pesanti ricadute del provvedimento sui gestori, accordando loro la possibilità di ritirare spontaneamente gli apparecchi delle tipologie segnalate dagli esercizi pubblici in cui sono installati, operandone la dismissione. Quindi, l atto del Procuratore si è concretizzato in un invito, con l avvertenza che la Guardia di Finanza avrebbe eseguito il sequestro penale degli apparecchi che non sarebbero stati ritirati. Infine, il 4 luglio, il Direttore dei Giochi di Aams Antonio Tagliaferri, ha a sua volta reso pubblico il provvedimento della Procura con una propria nota.

2 2007 LUGLIO-AGOSTO JULY-AUGUST 10 TUTTE LE TAPPE DEL CASO BLACK SLOT Ottobre 2006 Cominciano a circolare le prime voci su sequestri di apparecchi Black Slot disposti dalla Procura di Venezia. Secondo il PM, a seguito di una perizia su un apparecchio sequestrato, tali macchine non rispondono a quanto previsto dall art. 110 comma 6 del TULPS, in quanto consentono, attraverso una particolare modalità di gioco, vincite predeterminabili ed altresì superiori al limite di 50 euro fissato dalla legge. Contestata anche l aleatorietà assoluta del gioco e anche l assenza di un apprezzabile componente di intrattenimento. Scattano così i primi controlli da parte della GDF nelle aziende delle case produttrici, con ritiro dei nulla osta di distribuzione. Novembre 2006 La Nazionale Elettronica presenta istanza di riesame al Tribunale di Venezia, che non si esprime nel merito ma solo sulle procedure adottate, dando ragione al PM. Miglior sorte ha un ulteriore ricorso presentato da altre aziende interessate dai sequestri, sempre al Tribunale del Riesame di Venezia, che dispone il dissequestro e la restituzione dei Nulla Osta di distribuzione delle Black Slot, mantenendo per sé una copia. Dicembre 2006 Mentre fioccano altri ricorsi, si allarga sempre di più l indagine della Guardia di Finanza, che svolge ulteriori perquisizioni nelle aziende che trattano slot machine. Gennaio 2007 Aams, che in precedenza era rimasta alla finestra, attendendo l esito della perizia tecnica sul modello Flexy Screen da essa stessa commissionata a Sogei, comunica che lo stesso è risultato essere non conforme, disponendo la revoca dei relativi nulla osta. Gli apparecchi coinvolti sembrano essere circa Il 25 gennaio, il TAR del Lazio accoglie una richiesta di sospensiva in via cautelativa sino al 7 febbraio. ASPETTI TECNICI E GIURIDICI DELLA QUESTIONE BLACK SLOT Innanzitutto, va ribadito che né i gestori né i concessionari sono in alcun modo responsabili di quanto accaduto, poiché i primi hanno acquistato ed installato presso i vari esercizi commerciali ed i secondi hanno contestualmente collegato alla rete telematica apparecchi che erano stati regolarmente omologati da Aams. La presunta difformità dal parametro normativo è comunque di dubbia interpretazione, poiché qui non si è in presenza di una manifesta attività illecita e penalmente sanzionata, ma solamente di un incertezza interpretativa che, secondo Sapar, non altera il sistema del gioco legale. Prima di entrare nel dettaglio, è indispensabile una premessa: le NewSlot sono nate per soddisfare due contrapposte esigenze, da un lato per sconfiggere il gioco illegale, senza però dar luogo a fenomeni di ludopatia, e dall altro per incrementare le entrate erariali. Inevitabilmente, tali esigenze hanno generato e generano tuttora un difficilissimo ed instabile equilibrismo giuridico-normativo, che ben si riflette nell attuale infelice stesura dell articolo 110 comma 6 TULPS. Per maggiore chiarezza, vale la pena di ricostruire l excursus normativo che ha portato alla prima versione dell art. 110, comma 6, Tulps che al riguardo prevedeva addirittura la prevalenza delle altre componenti quali l abilità e l intrattenimento, rispetto alla componente aleatorietà, affinché gli apparecchi da gioco potessero definirsi leciti. La legge finanziaria 2006 (legge n 266/05) ha modificato l art. 110, comma 6, cercando di eliminare la necessaria prevalenza delle altre componenti, tant è che il vigente testo normativo recita: Art. 6. Si considerano apparecchi idonei per il gioco lecito: a) quelli che, obbligatoriamente collegati alla rete telematica di cui all articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, si attivano con l introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell economia e delle finanze Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nei quali gli elementi di abilità o intrattenimento sono presenti insieme all elemento aleatorio, il costo della partita non supera 1 euro, la

3 durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina. Le vincite, computate dall apparecchio in modo non predeterminabile su un ciclo complessivo di non più di partite, devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque le sue regole fondamentali. A tal proposito, va rilevato come l equilibrio creato dal dettato normativo non sarebbe stato correttamente realizzato negli apparecchi dotati di schede da gioco Black Slot-Stack Slot-Terza Dimensione, poiché secondo il provvedimento della Procura di Venezia le musichette e le animazioni varie non vengono ritenute idonee a ritenere presente la componente intrattenimento, atteso che, effettivamente, non si comprendono quali siano gli elementi di abilità che potrebbero interferire sul risultato del gioco. L aspetto formale dell articolo 110 comma 6 sembra però evocare un videogioco ove con vari comandi il giocatore dovrebbe effettuare ora in 7, domani in 4 secondi, una partita che ne impegni l abilità, alla cui conclusione si potrebbe giungere ad una vincita in denaro. Ma questa è pura utopia, ed è distante anni luce dalle NewSlot regolarmente omologate e presenti sul mercato (e quindi la questione va ben oltre le schede da gioco Black Slot). L appena richiamato tempo minimo di gioco (che si spiega forse con l esigenza di evitare spinte compulsive ad una ipotetica velocissima reiterazione di partite, con conseguente accelerazione delle possibili perdite per il giocatore), non consente comunque di inserire elementi d abilità, poiché non si comprende cosa dovrebbe fare un giocatore in appena 7 o 4 secondi. La norma quindi è intrinsecamente illogica. L altro elemento su cui la Procura di Venezia punta l attenzione, riguarda la frequenza con cui l apparecchio (operando nel rispetto delle regoli legali) redistribuisce in forma di vincita la percentuale del 75% delle somme giocate, su un ciclo attualmente di partite ed esteso, con il comma 6A, a partite. Dal punto di vista tecnico, ciò che succede è facilmente spiegabile: ogni apparecchio genera un sistema random ossia casuale di vincite, che però deve venire ne- Febbraio 2007 Il 7 febbraio il TAR accoglie la domanda incidentale di sospensione del provvedimento di Aams fino alla pronuncia di merito, fissata per il 20 giugno Marzo 2007 Il 2 marzo la Guardia di Finanza fa partire nuovi sequestri in Veneto di apparecchi con schede Black Slot. Sono circa 500 le macchine coinvolte nella maxi operazione del Comando Provinciale di Venezia, riconducibili a 129 modelli di apparecchi. Fra gli indagati anche i responsabili degli enti omologatori che hanno rilasciato la certificazione di conformità. Le dichiarazioni di conformità fornite dagli enti certificatori all Aams sono risultate ideologicamente false, come si legge nel comunicato stampa emanato dalla Guardia di Finanza. Risultano indagate 11 persone. Alla vigilia dell Enada Primavera, corrono voci non confermate circa il coinvolgimento nell inchiesta anche degli apparecchi denominati Stack Slot e Terza Dimensione. Aprile 2007 Si rincorrono le voci sull allargamento dell inchiesta di Venezia su tutto il territorio nazionale e sui sequestri a campione effettuati dalla Guardia di Finanza. Maggio 2007 Il 9 maggio l On. Gianfranco Conte presenta un interrogazione parlamentare sul caso Black Slot, chiedendo al Ministro delle Finanze quali iniziative intenda intraprendere per evitare i danni che le imprese potrebbero subire dalla situazione descritta in relazione alle inchieste in corso, per evitare che possa instaurarsi un enorme contenzioso da parte di queste nei confronti dello Stato; e per sbloccare la paralisi degli investimenti dovuta alla mancata previsione di una proroga di validità per i nulla osta di distribuzione e alla mancanza di certezze sulla immissione nel mercato di apparecchi di nuova tipologia, superando l attuale situazione di incertezza per le imprese del settore. La risposta del Sottosegreta- 11

4 2007 LUGLIO-AGOSTO JULY-AUGUST 14 rio Grandi è laconica quanto prevedibile: L Amministrazione dei Monopoli di Stato ha fatto presente di svolgere una attività meramente ricognitiva dell esito di una valutazione tecnica demandata ad un organismo specializzato sulla base di un approfondito rapporto convenzionale, posto in essere in applicazione di una specifica facoltà attribuita all Aams da una disposizione nazionale. Pertanto l Aams, in ipotesi di questo tipo, è sicuramente parte lesa e come tale legittimata a proporre azione di risarcimento danni. Giugno 2007 Come previsto, il 20 giugno si svolge presso il Tar del Lazio l udienza di merito sul provvedimento di revoca disposto da Aams. Luglio 2007 Il 2 luglio cominciano a circolare le prime voci circa una maxi-operazione di sequestro a livello nazionale. In effetti alcuni apparecchi vengono sequestrati, ma nella serata dello stesso giorno l operazione viene sospesa. Il 4 luglio Aams pubblica sul proprio sito una nota che rende noto l invito formulato il 28 giugno dalla Procura di Venezia a tutti i gestori di procedere al ritiro immediato degli apparecchi, a seguito del decreto di sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. disposto dal GIP il 15 giugno. Il 5 luglio la Sapar ottiene un incontro con Aams, convocando nel contempo un sit-in pacifico a Piazza Mastai, a cui partecipano circa 300 operatori provenienti da tutta Italia. Il Dr. Rispoli e il Direttore Tagliaferri hanno ricevuto la delegazione composta da Dalla Pria, Bonaccorsi, Musicco, Distante, Angelastri e Bloise è accolta la proposta Sapar di istituire un tavolo tecnico di confronto per superare questo momento di crisi e dando la propria disponibilità a valutare l ipotesi di riaprire i termini di validità dei nulla osta preesistenti nonché di procedere all adeguamento degli apparecchi attualmente sotto inchiesta. Il 10 luglio l On. Gianfranco Conte presenta un interrogazione al Ministro dell Economia e delle Finanze, chiedendo di as- cessariamente forzato quando l apparecchio si avvicina alla conclusione del ciclo, poiché esso, per rientrare nei parametri legali, deve obbligatoriamente redistribuire vincite con maggiore probabilità e frequenza in determinati segmenti temporali. In altri termini, per rispettare quei parametri legali che una pura casualità non potrebbe consentire di rispettare, nell apparecchio si generano periodicamente dette forzature del sistema random. Quindi, in tutti gli apparecchi vi sarà sempre una fase temporale in cui l apparecchio è maggiormente predisposto ad erogare vincite. In concreto ma l esempio che andiamo a proporre è puramente ipotetico se l apparecchio per completare il ciclo deve erogare 250 euro di vincite (per rispettare il dato globale del 75%) e mancano solo 5 partite, sarà costretto ad erogare 5 vincite consecutive da euro 50 cadauna. Al completamento del ciclo delle partite, ricomincia la possibilità di vincita con un grado di probabilità che è certamente inferiore di quello in cui l apparecchio è maggiormente predisposto ad erogare vincite. Il vizio che si attribuisce alle schede di gioco sotto inchiesta è che esse renderebbero riconoscibile all esterno questa loro temporanea favorevole predisposizione ad erogare vincite con maggiore probabilità, e quindi sarebbe violato l art. 110 comma 6 Tulps laddove si specifica che le vincite devono essere computate in maniera non predeterminabile su un ciclo di partite. In questa e nelle pagine successive alcune immagini del sit-in pacifico indetto da Sapar a Piazza Mastai il 5 luglio In realtà, per quanto appena esposto, non è predeterminabile la singola vincita, ma diventa conoscibile solo la maggiore probabilità in cui l apparecchio temporaneamente si trova, il che è ben diverso. Si tratta comunque di una difficile e complicata distinzione interpretativa di natura prettamente giuridica (che non pare talmente rilevante ai fini della commissione del reato di gioco d azzardo) che tuttavia potrebbe determinare la scomparsa di migliaia di oneste imprese e notevolissime perdite di entrate erariali. Secondo la Procura tuttavia, tale irregolarità renderebbe l apparecchio comma 6 equivalente ad un qualsiasi videopoker: poiché non vi è una fase intermedia tra il reato di gioco d azzardo ed altre ipotesi, se il gioco non è lecito è conseguentemente illecito. Tale incertezza interpretativa era già insorta alla fine del 2006, allorquando la Procura di Venezia aveva già mostrato segni di non condivisione per l operato di Aams

5 e per l omologazione di schede di gioco che (sempre secondo la Procura) non sembravano rispettare gli incerti ed equivoci parametri dell art. 110 comma 6 TULPS. In quell occasione il pericolo che saltasse l intero sistema dei giochi in Italia fu avvertito, ed il legislatore cercò di intervenire frettolosamente sull art. 110 Tulps. L intervento però non fu dei più felici, poiché l art. 110 fu modificato in fretta e furia in occasione della legge Finanziaria 2007 (e quindi senza l opportunità di una corretta esegesi del testo normativo che consentisse di chiarire l equivoco). La modifica riguardò non direttamente il comma 6 dell art. 110, bensì il comma 5, che venne così configurato: 5. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai limiti fissati al comma 6, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato e gli apparecchi di cui al comma 6. Il legislatore ha voluto dire che gli apparecchi di cui al comma 6, in quanto direttamente affidati alla gestione pubblica e controllati quotidianamente dallo Stato tramite i concessionari e tramite la rete telematica a cui le macchine sono obbligatoriamente collegate, non possono mai essere ritenuti illegali ed adibiti al gioco d azzardo. La ratio legislativa era ben compensibile: il legislatore ha ritenuto di risolvere il caso Black Slot ed il pericolo di ritiro dal mercato di tutte le NewSlot, prevedendo che il controllo in rete, in quanto concreto ed immediato, consente di intervenire in tempo reale sull apparecchio che, in ipotesi, dovesse non comportarsi secondo i parametri tecnici del successivo comma 6. La norma indubbiamente non brilla per chiarezza, ma è evidente che il legislatore voleva spostare la soglia di rilevanza penale dalle caratteristiche tecniche al controllo concreto della macchina, nella piena consapevolezza che le macchine collegate in rete consentono immediatamente di percepire tramite i messaggi di gioco trasmessi la conformità al modello legale, sicché il controllo telematico consente di intervenire in tempo reale sulla macchina che eventualmente diverga dai parametri legislativi. Purtroppo, per la Procura di Venezia la modifica non è così chiara come si è cercato di evidenziare. sumere urgenti iniziative, anche di carattere normativo, volte ad introdurre adeguati meccanismi di tutela e garanzia degli operatori e degli utenti. L 11 luglio la Sapar indice a Roma la Conferenza Nazionale Avanti nella legalità, con la partecipazione di almeno 600 operatori e dei rappresentanti dei maggiori concessionari di rete (vedi pag. 21). Come preannunciato dall On. Tolotti in Conferenza, sin dal giorno successivo si apprende che è in via di stesura il decreto di proroga dei nulla osta comma 6. Nel contempo si prospetta la possibilità di apportare un emendamento al disegno di legge di conversione del decreto-tesoretto per modificare il comma 5 dell art.110 Tulps, presentato dall On. Conte. Il presidente della Commissione Bilancio Lino Duilio ha dichiarato che la sede più adatta a risolvere tali problematiche sarà un audizione apposita tenuta prossimamente dal vice-ministro Vincenzo Visco. Il 16 luglio la Nazionale Elettronica, con una propria nota, comunica la propria disponibilità ad aggiornare gli apparecchi sotto inchiesta con un programma nuovo, garantendo la massima rapidità e la gratuità delle operazioni (vedi pag. 20). Nella stessa giornata l On. Angelo Piazza presenta una nuova interrogazione parlamentare sul caso. Il 18 luglio, in risposta ad una interrogazione presentata dal Sen. Euprepio Curto, il Sottosegretario Grandi nel confermare che non è stato possibile apportare modifiche al dl sul tesoretto, annuncia la firma del decreto Aams contenente la proroga dei termini di rilascio dei nulla osta di distribuzione e messa in esercizio degli apparecchi da gioco, fino al 15 dicembre 2007 e la proroga dei termini di validità per quelli già emessi fino al 31 dicembre Nella giornata stessa, il Presidente Dalla Pria prospetta ad Aams, in un incontro a Piazza Mastai, la possibilità di approvare una procedura di upgrade degli apparecchi sotto inchiesta. 15

6 2007 LA SOLUZIONE PROPOSTA DA SAPAR LUGLIO-AGOSTO JULY-AUGUST 16 In questa situazione, lo Stato non può rimanere latitante ed indifferente, ma deve uscire dall ipocrisia e chiarire una volta per tutte se vuole o meno mantenere in Italia un offerta di gioco che sia competitiva sia sotto il profilo del contrasto al gioco illegale, sia sotto quello del contrasto alle altre offerte di gioco di provenienza comunitaria (scommesse e giochi su internet). Sicché delle due l una: o lo Stato adegua la propria offerta di gioco alla domanda di mercato, prevedendo tuttavia sistemi di controllo della ludopatia e della tutela del giocatore/consumatore (che non possono però ruotare attorno a poco chiare formulazioni di ipotesi di reato); oppure la domanda di gioco verrà occupata in parte dall offerta di gioco illegale ed in parte da altre forme di gioco realizzabili via internet e similari. Per andare al cuore della questione, bisogna risolvere l attuale incertezza interpretativa modificando l art. 110 comma 5 e 6 nel testo che si propone a fianco. Nell articolo così modificato, scompare l ipocrito riferimento alla compresenza di elementi di abilità ed intrattenimento insieme all aleatorietà, consentendo comunque al giocatore di giocare al massimo 1 euro per volta con vincita non superiore a 100 euro. Scompare anche ogni riferimento alla non predeterminabilità della vincita, poiché tale elemento non assume fondamentale rilevanza ai fini del discrimine tra gioco lecito e gioco illecito. È ben più importante che la macchina sia in rete, in un esercizio pubblico controllato (dove i minori non possono giocare) e costantemente monitorata dallo Stato. Questa è la proposta di modifica normativa approvata dagli oltre 600 operatori che hanno partecipato alla Conferenza Nazionale indetta dalla Sapar l 11 luglio, con l adesione dei tre concessionari aderenti ad Assoslot (Atlantis-Gamenet-Hbg) e di Assotrattenimento. Il resoconto dettagliato dell evento è pubblicato nell articolo successivo. Art. 110 Tulps commi 5 e 6 Testo vigente 5. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai limiti fissati al comma 6, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato e gli apparecchi di cui al comma Si considerano apparecchi idonei per il gioco lecito: a) quelli che, obbligatoriamente collegati alla rete telematica di cui all articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, si attivano con l introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell economia e delle finanze Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nei quali gli elementi di abilità o intrattenimento sono presenti insieme all elemento aleatorio, il costo della partita non supera 1 euro, la durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina. Le vincite, computate dall apparecchio in modo non predeterminabile su un ciclo complessivo di non più di partite, devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque le sue regole fondamentali; Art. 110 Tulps commi 5 e 6 Modifica proposta 5. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d azzardo quelli che, privi di attestazione di conformità rilasciata dalle competenti autorità amministrative, consentono vincite puramente aleatorie di premi in denaro. Sono in ogni caso escluse da tale tipologia le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato e gli apparecchi di cui al successivo comma Si considerano apparecchi idonei per il gioco lecito: a) quelli che, obbligatoriamente collegati alla rete telematica di cui all articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, si attivano con l introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell economia e delle finanze Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nei quali il costo della partita non supera 1 euro, la durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina. Le vincite, computate dall apparecchio su un ciclo complessivo di non più di partite, devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque le sue regole fondamentali;

7 2007 LUGLIO-AGOSTO JULY-AUGUST 18 IL PROVVEDIMENTO DEL SOSTITUTO PROCURATORE DI VENEZIA

8 LA NOTA DELL AMMINISTRAZIONE AUTONOMA MONOPOLI DI STATO 19

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