LA QUALITA' AMBIENTALE A LIVELLO COMUNALE questionario

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1 capitolo 14 LA QUALITA' AMBIENTALE A LIVELLO COMUNALE questionario Il Rapporto sullo Stato dell Ambiente della Provincia di Padova nei suoi primi tredici capitoli si è basato sull analisi e sulle elaborazioni di elementi oggettivi, raccolti presso diversi soggetti che a vario titolo dispongono di dati ambientali. Accanto a questa analisi oggettiva assume molta importanza anche l analisi soggettiva, ossia la qualità ambientale percepita ed in particolare quella percepita dai 104 Comuni che costituiscono l intero territorio provinciale. La Provincia di Padova ha svolto a tal fine una ricerca dettagliata rivolta a tutte le amministrazioni comunali per conoscere la loro percezione sulle questioni ambientali ed orientare così in maniera più efficace l azione provinciale. Questo capitolo presenta il risultato di quanto è emerso da questa indagine, avvenuta nel corso dell estate del 2006 attraverso la somministrazione di un questionario di tipo postale. Le domande del questionario sono state suddivise in tre aree: stato dell ambiente, pressioni sull ambiente e risposte adottate dai Comuni per fronteggiare le problematiche ambientali. Complessivamente sono state poste 24 domande, la maggior parte di queste necessarie a fare emergere l opinione e le iniziative dell Amministrazione comunale rispetto alle tre aree prima citate, altre tese a recuperare informazioni oggettive di scala comunale altrimenti difficilmente reperibili. Non senza fatica si è riusciti ad ottenere la risposta di tutti i 104 Comuni interpellati e questo risultato, da solo, merita di essere riportato come un successo dell indagine stessa. Per favorire la restituzione dei risultati si è fatto ricorso alla cartografia che permette di rappresentare in modo dettagliato le risposte pervenute. Per individuare la risposta di ciascun Comune può essere d aiuto la figura

2 CAPITOLO 14 Fig.14.1: i Comuni della Provincia di Padova 59 Pernumia 60 Piacenza d Adige 61 Piazzola sul Brenta 62 Piombino Dese 63 Piove di Sacco 64 Polverara 65 Ponso 66 Pontelongo 67 Ponte San Nicolò 68 Pozzonovo Rovolon 70 Rubano 71 Saccolongo 72 Saletto 73 San Giorgio delle Pertiche 74 San Giorgio in Bosco 75 San Martino di Lupari 76 San Pietro in Gú 77 San Pietro Viminario 78 Santa Giustina in Colle 79 Santa Margherita d Adige 80 Sant'Angelo di Piove di Sacco 81 Sant Elena 82 Sant Urbano 83 Saonara 84 Selvazzano Dentro 85 Solesino 86 Stanghella 1 Abano Terme 2 Agna 3 Albignasego 4 Anguillara Veneta 5 Arquà Petrarca 6 Arre 7 Arzergrande 8 Bagnoli di Sopra 9 Baone 10 Barbona 11 Battaglia Terme 12 Boara Pisani 13 Borgoricco 14 Bovolenta 15 Brugine 16 Cadoneghe 21 Candiana 22 Carceri 23 Carmignano di Brenta 24 Cartura 25 Casale di Scodosia 26 Casalserugo 27 Castelbaldo 28 Cervarese Santa Croce 29 Cinto Euganeo 30 Cittadella 31 Codevigo 32 Conselve 33 Correzzola 34 Curtarolo 35 Este 36 Fontaniva 39 Gazzo 40 Grantorto 41 Granze 42 Legnaro 43 Limena 44 Loreggia 45 Lozzo Atestino 46 Maserà di Padova 47 Masi 48 Massanzago 49 Megliadino San Fidenzio 50 Megliadino San Vitale 51 Merlara 52 Mestrino 53 Monselice 54 Montagnana 87 Teolo 88 Terrassa Padovana 89 Tombolo 90 Torreglia 91 Trebaseleghe 92 Tribano 93 Urbana 94 Veggiano 95 Vescovana 96 Vighizzolo d Este 97 Vigodarzere 98 Vigonza 99 Villa del Conte 100 Villa Estense 101 Villafranca Padovana 102 Villanova di Camposampiero 17 Campodarsego 37 Galliera Veneta 55 Montegrotto Terme 103 Vò 18 Campodoro 38 Galzignano Terme 56 Noventa Padovana 104 Due Carrare 19 Camposampiero 57 Ospedaletto Euganeo 20 Campo San Martino 58 Padova 244

3 la qualità ambientale a livello comunale Le risposte ottenute sono state raggruppate secondo la seguente articolazione: - le priorità in materia ambientale; - i controlli ambientali svolti dai Comuni; - qualità ed uso della risorsa idrica; - uso del suolo; - le azioni per migliorare l ambiente; - servizi per il cittadino; - l organizzazione comunale e la protezione civile Le priorità in materia ambientale Un primo gruppo di domande poste dal questionario ha cercato di capire quale sia il tema ambientale che viene percepito come prioritario. In particolare la domanda quali politiche la Provincia di Padova dovrebbe affrontare con maggior urgenza? ha mostrato che i temi dell inquinamento atmosferico e dei trasporti sono individuati con assoluta priorità dal 40% dei Comuni. Anche i temi dell acqua e dell energia suscitano molti consensi, mentre scarsa attenzione viene dedicata a flora, fauna e all inquinamento da radon. A tale domanda ogni Comune poteva fornire fino a tre risposte; queste sono rappresentate in figura Fig.14.2: questioni ambientali che la Provincia di Padova dovrebbe affrontare con più urgenza Aria Trasporti Acqua Energia Rifiuti Elettromagnetismo Rumore Suolo Consumi Paesaggio Viabilità Flora Fauna Radon L inquinamento atmosferico è avvertito come il tema che merita di essere maggiormente monitorato a livello comunale: in tal senso si sono espressi 33 Comuni. Anche il monitoraggio della risorsa idrica intercetta molta attenzione: 19 amministrazioni pensano che sia prioritario monitorare la qualità delle acque superficiali e 10 la qualità dell acqua potabile. Meno importanza viene data ai monitoraggi sul rumore: si tratta di 9 casi tra cui Abano e Rubano. Interessa infine a 15 Comuni conoscere maggiormente l entità dei campi elettromagnetici: tra questi spicca un gruppo del Parco Colli (Battaglia Terme, Cervarese Santa Croce, Cinto Euganeo, Galzignano Terme, Rovolon). I Comuni che hanno dichiarato di aver già realizzato monitoraggi sulla qualità dell aria sono 43. All interno del presente Rapporto il tema aria è trattato nel capitolo 2. I dati raccolti mostrano che negli ultimi 5 anni in provincia di Padova le concentrazioni in atmosfera degli inquinanti tradizionali (SO 2, CO, NO X ) hanno registrato una diminuzione; risultano ancora elevate le concentrazioni di particolato fine (PM 10 ) e di ozono (O 3 ), mentre appaiono in crescita le concentrazioni di arsenico. Un ulteriore domanda che ha permesso di comprendere quali siano le priorità ambientali percepite dai Comuni riguarda le fonti di pressione; l attenzione viene rivolta principalmente al settore agricolo, in particolare dai comuni della bassa padovana (32) e a quello dei trasporti, soprattutto per quelli dell area centrale della provincia (28) anche se non emerge un macrosettore che preoccupi più di altri. 35% 30% 25% 20% 15% Fig.14.3: attività che esercitano le maggiori pressioni sull ambiente 10% 5% 0% Agricoltura Trasporti Industria Edilizia Turismo Commercio/servizi 245

4 CAPITOLO 14 Solo Abano, Montegrotto e Arquà Petrarca individuano nel turismo la maggior fonte di pressione sull ambiente mentre, come evidenziato dalla figura seguente, industria ed edilizia assumono una certa consistenza. L industria in particolare preoccupa i Comuni di Este, Monselice, Cittadella, Limena, Saonara, Torreglia, Conselve e altri 16 comuni. Nessuna pressione, invece, viene attribuita al settore del terziario e dei servizi. Fig.14.4: attività che esercitano le maggiori pressioni sull ambiente per ciascun Comune Risulta evidente che le risposte risentono delle attività economiche o delle problematiche che più caratterizzano il territorio specifico. Nonostante vi siano questioni e problematiche ambientali che destano l interesse e la preoccupazione di molti comuni, solo 15 amministrazioni hanno dichiarato di aver realizzato pubblicazioni rivolte alla cittadinanza e volte a sensibilizzare o informare l opinione pubblica. Tra i più virtuosi si segnalano: Albignasego, che ha prodotto un testo destinato ai ragazzi sui temi dell educazione; Baone, che ha realizzato un video sul Monte Cero (che gli ha permesso di vincere un premio per la comunicazione) e altri come Pontelongo, Trebaseleghe e Castelbaldo che hanno dichiarato di affrontare le tematiche ambientali all interno del giornalino comunale. 246

5 la qualità ambientale a livello comunale 14.2 I controlli ambientali svolti dai comuni Al di là delle percezioni e delle preoccupazioni espresse emerse dal questionario, il fatto che lo stato dell ambiente venga monitorato tramite controlli e misure permette di avere un quadro reale della situazione e questo favorisce l assunzione di decisioni adeguate per una corretta politica ambientale. I Comuni che hanno realizzato monitoraggi sia sulla qualità dell aria che dell acqua sono concentrati soprattutto al centro del territorio provinciale (si tratta di Padova, Mestrino, Rubano, Abano Terme, Casalserugo, Saonara, Noventa Padovana e Vigonza), altri ve ne sono nella zona nord (Cittadella, Fontaniva, San Giorgio in Bosco e San Martino di Lupari) e solamente tre nella zona sud (Merlara, Stanghella e Sant Urbano). Nella bassa padovana si concentra la parte consistente dei Comuni che non ha mai realizzato alcun monitoraggio. Dalla figura 14.5 emerge, in ogni caso, che l assenza di monitoraggi riguarda un po tutta la provincia. Fig.14.5: monitoraggi realizzati dai Comuni della Provincia inerenti la qualità dell aria e dell acqua In particolare i Comuni che hanno realizzato monitoraggi sulla qualità dell aria sono 44 e concentrati soprattutto attorno al capoluogo provinciale, là dove i problemi legati alle emissioni da traffico veicolare rappresentano un problema perennemente presente. I parametri più monitorati sono: PM 10, CO, NO 2, SO 2, IPA, O 3 e C 6 H 6. I monitoraggi riguardanti la qualità dell acqua sono molto meno frequenti rispetto a quelli dell aria (17 casi) ed anche questa volta si tratta soprattutto di realtà situate nell intorno del capoluogo di provincia e nella zona nord ovest. Non è stata approfondita l attività di monitoraggio relativa ai campi elettromagnetici; tale questione è stata invece analizzata raccogliendo il numero di antenne radiobase per telefonia mobile presenti sul territorio di ciascun comune. Dai dati raccolti risulta che 14 non hanno antenne radiobase sul loro territorio, 60 ne hanno meno di 5 mentre 18 ne registrano tra 5 e 9. Il caso del capoluogo 247

6 CAPITOLO 14 è difficilmente comparabile al resto della provincia; infatti sono presenti 251 antenne, su un totale di 550 presenti sull intero territorio Provinciale. Considerare soltanto il numero assoluto delle antenne, che risulta elevato non soltanto in città di Padova ma anche nella cintura urbana ad essa adiacente, risulta però alquanto riduttivo. Sembra più significativo proporre un confronto sul dato normalizzato: numero di antenne ogni abitanti. Fig.14.6: numero di antenne radiobase per abitanti I Comuni che risultano avere la più alta concentrazione di antenne (in rapporto al numero di abitanti) sono Arquà Petrarca, Granze e Sant Elena. Sulla base dei dati forniti risulta che la media provinciale di antenne radio base sia pari a 6,2 ogni abitanti. Nel 2002, da fonte ARPAV, risultava che le stazioni radio base presenti in provincia di Padova fossero 249, ossia circa 3 ogni abitanti. Negli ultimi 3 anni si è quindi verificato un raddoppio del numero complessivo di antenne. 248

7 la qualità ambientale a livello comunale 14.3 Qualità e uso della risorsa idrica Il tema dell acqua è stato affrontato all interno del questionario con un gruppo specifico di domande tese a conoscere anche alcuni aspetti legati al trattamento delle acque di scarico. Una domanda chiedeva la percentuale di utenze collegate alla rete fognaria. In 32 Comuni la situazione si può definire discreta o buona con una percentuale di utenze collegate superiori al 75%. Nella classifica dei comuni con la maggior percentuale di utenze domestiche collegate alla rete fognaria spiccano Bovolenta, che pare raggiungere il 100%, Battaglia e Galzignano Terme con il 95%. Quelli invece dove la percentuale di utenze collegate alla rete fognaria è inferiore al 25% e registrano quindi gravi carenze, sembrano solamente cinque (Borgoricco, San Giorgio in Bosco, Santa Giustina in Colle, Teolo e Villa del Conte). Questo risulta dalle autodichiarazioni dei singoli comuni. C è da considerare che dai dati forniti dagli ATO Brenta e ATO Bacchiglione si notano notevoli disomegeneità, come riportato nel capitolo dedicato alle acque. Secondo questa fonte infatti i Comuni che non superano il 25% di utenze allacciate alla fognatura sono Campodoro, Corezzola, Rovolon, San Giorgio in Bosco e Villa del Conte. Da questa indagine risulta che a livello provinciale si registra una media di 63 utenze collegate su 100. Fig.14.7: percentuale di utenze collegate alla rete fognaria Le acque raccolte dalla rete fognaria sono quindi convogliate negli impianti di depurazione. Un dato che può essere indicativo segnala che in media, negli 89 Comuni che hanno risposto alla domanda relativa alla depurazione delle acque reflue, circa il 90% delle acque raccolte nelle fognature viene poi effettivamente trattato nei sistemi di depurazione. 249

8 CAPITOLO 14 Fig.14.8: Comuni ripartiti secondo diverse modalità di trattamento delle acque di scarico 4 1 Depuratore comunale Depuratore fuori comune Parte nel dep. Comunale e parte fuori comune Vasche Imhoff Si evidenzia che circa un Comune su due tratta le proprie acque di scarico in un depuratore comunale mentre 45 Comuni le convogliano su un impianto di depurazione situato fuori dal proprio territorio Uso del suolo Il questionario ha raccolto informazioni sull estensione delle aree produttive (industriali e artigianali) presenti all interno del territorio comunale e sull estensione delle aree verdi pubbliche comprese quelle destinate allo sport. I dati raccolti sono stati rapportati al numero di abitanti per quanto riguarda le aree a verde mentre per le aree produttive il rapporto è stato fatto sia per numero di abitanti che per la superficie totale. Come si può notare dalla figura 14.9, i territori che hanno una maggior percentuale di aree verdi pubbliche Fig.14.9: aree verdi pubbliche, incluse le aree per lo sport (mq per abitante) 250

9 la qualità ambientale a livello comunale pro capite sono concentrati nell estremità sud ovest della provincia e nell area nord est. Altri comuni che presentano più di 30 mq di verde pubblico per abitante si trovano sparsi in varie zone della provincia; i più verdi sono: Sant Elena, Veggiano, Baone, Battaglia Terme, Arre, Abano Terme, Polverara, Piombino Dese, Massanzago, Loreggia, Vescovana. Naturalmente una grande città ha maggiori necessità di delimitare i propri spazi verdi rispetto ad un piccolo comune dalle caratteristiche prevalentemente rurali. In ogni caso il totale delle aree verdi presenti in tutta la provincia risulta essere pari a quasi 13 kmq; di questi circa 2,5 si trovano all interno del Comune di Padova. Per quanto riguarda la superficie destinata ad attività produttive (industriali e artigianali) la media provinciale derivante dai dati forniti (91 rispondenti) risulta essere di circa 71 mq/abitante. Fig.14.10: aree destinate ad attività economiche (mq per abitante) Analizzando la figura emerge che Padova si trova sotto la media provinciale mentre i comuni che hanno la maggior quantità di aree destinate ad attività produttive rispetto al numero di abitanti (più di 100 mq/ abitante) sono: Castelbaldo, Urbana, Casale di Scodosia, Monselice, Tribano, Bagnoli di Sopra, Conselve, Pontelongo, Montegrotto, Limena, Campodarsego, San Giorgio in Bosco, Carmignano di Brenta, Tombolo, Villa del Conte, Loreggia, Saletto, Santa Margherita d Adige e San Pietro in Gù. 251

10 CAPITOLO 14 Fig.14.11: aree destinate ad attività economiche (mq per kmq di superficie comunale) 14.5 Le aree destinate ad attività economiche sono state infine rapportate ai chilometri quadrati di superficie comunale. I valori maggiori si ottengono in questo caso soprattutto fra i Comuni centrali (Padova e cintura) come illustrato in figura Confrontando i dati delle due figure precedenti emerge che risultano avere una maggior quantità di aree destinate ad attività industriali e artigianali, sia in rapporto al numero di abitanti che in rapporto alla superficie comunale: Campodarsego, Carmignano di Brenta, Casale di Scodosia, Conselve, Montegrotto Terme, Limena e Tombolo i quali in entrambi i casi si trovano nelle prime dieci posizioni. Le azioni per migliorare l ambiente La parte centrale del questionario ha raccolto informazioni sulle azioni realizzate a livello locale per migliorare l ambiente. Il quadro generale che emerge è positivo se valutato in termini di tendenza e fa capire che molte lacune ancora presenti potrebbero essere rapidamente colmate grazie alla sensibilità che si è sviluppata nei confronti delle problematiche ambientali. Le buone pratiche promosse dal Comune Fra le varie iniziative legate alla sostenibilità ambientale attivate dai Comuni ai primi posti troviamo la raccolta differenziata dei rifiuti, sia a livello comunale che all interno degli uffici comunali. Tale dato è confermato all interno del capitolo 4 del presente Rapporto, nel quale emerge che al 2004 erano pochissimi i Comuni che ancora non avevano attivato la raccolta differenziata. Tra le altre iniziative meritevoli di essere citate si segnalano i concorsi ecologici promossi nelle scuole e una serie di incentivi volti a migliorare l ambiente. Scarsa attenzione viene invece riservata al reporting ambientale e alle altre forme di rendicontazione (Bilancio sociale, Rapporto sullo Stato dell Ambiente, Contabilità ambientale). Sta prendendo piede invece l uso di prodotti biologici nelle mense e gli acquisti verdi

11 la qualità ambientale a livello comunale Fig.14.12: iniziative attivate dai Comuni Raccolta differenz rifiuti Raccolta differenz in ufficio Concorsi ecologici scuole Incentivi per migliorare Convegni sostenibilità amb. Acquisti verdi Mense progetti biologici A21 Bilancio sociale RSA Contabilità ambientale Altro Un altro tema che riscuote un certo interesse è quello energetico, approfondito al capitolo 12 del presente Rapporto, dove in particolare si notano diversi sforzi diretti alla produzione di energia da fonti rinnovabili, considerate importantissime per far fronte alla domanda energetica crescente e agli impatti ambientali derivanti dall uso di combustibili fossili. Fig.14.13: Comuni che hanno attivato iniziative pubbliche per il risparmio energetico o progetti per produrre energia da fonti rinnovabili 253

12 CAPITOLO 14 Circa un Comune su tre ha attivato iniziative pubbliche per il risparmio energetico o progetti per produrre energia da fonti rinnovabili. Tali comuni sono collocati soprattutto nella zona centro meridionale della provincia La pianificazione sostenibile del territorio comunale Piani, programmi e regolamenti sono gli strumenti direttamente a disposizione delle amministrazioni locali per la corretta gestione del territorio. Anche se non sempre obbligatori la loro approvazione è un utile segnale lanciato ai cittadini in ordine alla sostenibilità dello sviluppo e alla salvaguardia del territorio e dell ambiente. Fig.14.14: piani e regolamenti approvati da ciascun Comune 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% no in corso si Classificaz.acustica Piano Protezione Civile Piani obbligatori Piano del Traffico Reg. installazione antenne Piano piste ciclabili Piani non obbligatori Reg. Edilizio sostenibile Piano energetico Fra i Piani e Regolamenti citati all interno del questionario, quelli obbligatori sono: Piano di Classificazione Acustica (obbligatorio per tutti i Comuni in base al DPCM 1 Marzo 1991, seguito dalla Legge Quadro 447/95 e dalla Legge Regionale 21/99). Risulta essere stato realizzato dal maggior numero di Comuni, ben 69. Dato confermato dai dati forniti dalla Provincia di Padova e aggiornati al 27 luglio Piano di Protezione Civile, per la realizzazione del quale la Regione Veneto ha previsto dei contributi in base alla Deliberazione della Giunta Regionale n.1422 del 16 Maggio Attualmente tale Piano risulta in corso di realizzazione in 36 Comuni mentre altri 40 l hanno già realizzato. Piano del Traffico (istituito dal D.Lgs. n.285 del 30 Aprile 1992). È obbligatorio solamente per la città di Padova e per altri 9 Comuni della provincia, che la Regione ha individuato in quanto possessori di particolari caratteristiche. Si tratta di: Abano Terme, Albignasego, Cittadella, Este, Monselice, Montegrotto Terme, Piove di Sacco, Selvazzano Dentro e Vigonza. Di questi, secondo quanto riferito dagli interessati, soltanto Cittadella non ha ancora realizzato il Piano mentre Montegrotto Terme lo sta redigendo. Sono inoltre da segnalare alcuni Comuni che pur non essendo obbligati hanno comunque realizzato il Piano in questione, come Noventa Padovana e Villafranca, o lo stanno realizzando: Arquà Petrarca, Cadoneghe, Fontaniva, Montagnana e Polverara. 254

13 la qualità ambientale a livello comunale Vediamo quindi qual è la situazione per quanto riguarda i piani non obbligatori: Il Regolamento per l installazione delle antenne, pur non essendo obbligatorio, è comunque utile al fine di guidare l installazione dei nuovi impianti nelle zone più idonee e possibilmente lontane dai centri maggiormente abitati. I Comuni che già hanno realizzato questo regolamento sono attualmente 38. Il Piano per le piste ciclabili è finalizzato a favorire la mobilità ciclo pedonale; attualmente è stato realizzato da 26 amministrazioni. Il Regolamento Edilizio sostenibile è stato attualmente realizzato da 11 Comuni mentre altri 8 lo stanno realizzando; in esso sono generalmente contenute prescrizioni particolare sul contenimento energetico, sul risparmio idrico, sull isolamento acustico, sulla bioedilizia, ecc. Soltanto il Comune di Padova è dotato di un proprio Piano Energetico mentre è in fase di realizzazione in altri quattro casi: Abano Terme, Piove di Sacco, Polverara e Villafranca Padovana. L obiettivo di un Piano Energetico è generalmente quello di definire le condizioni idonee allo sviluppo del sistema energetico di una determinata area agendo sia con interventi che assicurino un risparmio energetico sia con la produzione di una quota di energia da fonti rinnovabili. Lo strumento più importante per la pianificazione del territorio resta comunque il Piano Regolatore Generale. La nuova legge urbanistica regionale (L.R. 11/2004) ha permesso di ridefinire il contenuto dei PRG separando la fase operativa da quella strutturale, o programmatica, introducendo per l appunto due fasi di pianificazione comunale: il Piano di Assetto del Territorio (PAT) e il Piano degli Interventi (PI), il primo di tipo strutturale e con contenuti generali, il secondo con contenuti più marcatamente attuativi e di dettaglio. Questi cambiamenti sono scaturiti dalla necessità di rivedere l impianto gerarchico degli strumenti di pianificazione e di superare la rigidità dei Piani Regolatori comunali che non consentivano di attuare in tempi consoni alle necessità le modifiche utili ad una razionale gestione del territorio Non faremo né PAT né PATI Ci stiamo pensando Faremo il PATI Stiamo facendo il PAT Stiamo facendo PAT e PATI Fig.14.15: stato di avanzamento della realizzazione di PAT e PATI nei Comuni della Provincia I Comuni che, a diversi stadi di avanzamento, hanno già avviato le pratiche per la realizzazione del Piano di Assetto del Territorio (PAT) sono oltre la metà; in particolare 41, sui 101 che hanno risposto a questa domanda, stanno facendo sia il PAT che il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI). Altri 22 hanno già in programma di concertare il futuro assetto del proprio territorio insieme ad altri Comuni limitrofi attraverso la redazione del PATI. Infine quelli che al momento non pensano di redigere né il PAT né il PATI sono 13 mentre gli incerti sono

14 CAPITOLO Le imprese certificate Secondo le conoscenze dirette delle singole amministrazioni comunali le organizzazioni certificate (ISO o EMAS), sono 104, concentrate in 19 Comuni. Il dato non può essere direttamente relazionato alla volontà dei singoli Comuni poiché sono le singole imprese private o organizzazioni pubbliche che attivano volontariamente il loro percorso di certificazione. I Comuni della provincia non appaiono comunque particolarmente interessati a tale certificazione, fatta eccezione per 5 comuni termali (Abano Terme, Battaglia Terme, Galzignano, Montegrotto e Teolo) che da diversi anni si stanno impegnando nel progetto EMAS del Bacino Termale Euganeo puntando al riconoscimento che attesta l eccellenza nella gestione ambientale del territorio. Di questi Galzignano Terme e Abano Terme hanno conseguito la registrazione EMAS rispettivamente in data 15 dicembre 2005 e 13 gennaio Tale riconoscimento potrebbe promuovere e stimolare altri processi di certificazione soprattutto tra le organizzazioni private. Tab.14.1: aziende certificate ISO ed EMAS suddivise per Comune Comune ISO 9000 ISO EMAS Totale Abano Terme Barbona Battaglia Terme Cinto Euganeo Este Galzignano Lozzo Atestino Montegrotto Terme Polverara Ponso Pozzonovo Saletto Sant Angelo di Piove di Sacco Santa Margherita d Adige Sant Urbano Terrassa Padovana Tombolo Urbana Vighizzolo d Este Come si può notare dalla tabella i comuni con il maggior numero di aziende certificate sono Este, Saletto e Urbana, che ne contano 12 ciascuno, seguono Ponso e Pozzonovo con 10. I numeri forniti dai Comuni sono inferiori rispetto al reale numero di imprese certificate (fornito dal SINCERT, Sistema Nazionale per l Accreditamento degli Organismi di Certificazione e Ispezione) e questo attesta la scarsa conoscenza della registrazione EMAS. 256

15 la qualità ambientale a livello comunale 14.6 Servizi per il cittadino La qualità della vita può essere messa in relazione a molteplici aspetti; anche i servizi resi dall ente pubblico ai cittadini possono contribuire a migliorarla e in tal senso alcuni comuni hanno istituito uno sportello unico o un ufficio relazioni con il pubblico (Urp) a cui i cittadini possono rivolgersi per qualsiasi necessità e informazione. Sono 39 i Comuni che hanno dichiarato di possedere uno sportello di questo tipo. Fig.14.16: Comuni dove è presente uno sportello unico cui i cittadini possono rivolgersi Come si nota dalla figura si tratta soprattutto dei Comuni dell area centrale o di certe dimensioni. Un altro aspetto che può contribuire a migliorare la qualità della vita e che è stato raccolto attraverso una specifica domanda del questionario è la presenza e l estensione di una rete di piste ciclabili; essa favorisce in particolare la mobilità debole, consente di diminuire l uso del mezzo motorizzato privato e di aumentare la sicurezza stradale con benefici sia in termini sociali che ambientali (minor incidentalità e diminuzione dell inquinamento atmosferico). 257

16 CAPITOLO 14 Fig.14.17: chilometri di piste ciclabili rapportate alla densità abitativa (calcolata come n abitanti/ kmq) moltiplicati per 100 L organizzazione comunale e la protezione civile 14.7 La presenza di piste ciclabili rappresenta quindi un possibile indicatore dell impegno di un amministrazione comunale rispetto ai temi della vivibilità e del rispetto dell ambiente. Dal questionario emerge che 85 Comuni hanno dichiarato di possedere delle piste ciclabili su sede protetta o separata. Complessivamente sul territorio provinciale risultano esserci 433 chilometri di piste, 70 dei quali nella città di Padova, 25 km a Piombino Dese, 18,6 a Campodarsego, 15 a Rubano, 13 a Vigonza. Nella figura abbiamo riportato i dati in termini relativi, scegliendo come indicatore di sintesi i chilometri di piste ciclabili rapportati alla densità abitativa [km piste/(n abitanti x superficie in kmq)] x 100. Secondo questo indicatore i Comuni che più hanno agevolato l uso della bicicletta sono Bagnoli di Sopra (9), Piombino Dese (8), Vighizzolo D Este (7), Codevigo (7), Barbona (5) e Urbana (4). In base a tale criterio il Comune di Padova si trova al decimo posto (3). Con questo ultimo gruppo di domande si riesce a rappresentare la struttura organizzativa che si occupa delle tematiche ambientali. Una prima informazione riguarda la presenza o meno di un Assessorato specifico all ambiente o all ecologia. I Comuni che hanno risposto positivamente sono 39 e, come evidenziato dalla figura, si trovano soprattutto lungo il confine est del territorio provinciale e in un area, più spostata verso sud ovest, in parte coincidente con il Parco Regionale dei Colli Euganei. 258

17 la qualità ambientale a livello comunale Fig.14.18: Comuni che hanno un Assessorato specifico per le tematiche ambientali Non hanno una struttura dedicata all ambiente 65 Comuni e 50 di questi non hanno neppure al loro interno personale che si dedica esclusivamente alle questioni ambientali. Solo i Comuni maggiori, ovviamente, sono in grado di dedicare costantemente più di due risorse umane a tempo pieno per l ambiente. Escludendo il Comune di Padova (24 persone) si segnalano Monselice e Saletto con 3 unità e Rubano con 3,5. Dispongono di un part time 18 Comuni. fino a 4 3% 24 1% Risposte non pervenute 8% 0 45% Fig.14.19: dipendenti o collaboratori che, all interno della struttura comunale, si occupano solamente di questioni legate a temi ambientali fino a 2 29% 1 part time 14% 259

18 CAPITOLO 14 Altra informazione richiesta riguarda la presenza di un gruppo di Protezione Civile, materia che deve essere assunta fra i compiti fondamentali della Pubblica Amministrazione, da svolgere in modo costante ed organizzato. Il fine è quello di garantire l incolumità delle persone, dei beni e dell ambiente, ossia di tutelare e salvaguardare la pubblica sicurezza. Dei 104 Comuni della Provincia 94 hanno dichiarato di avere un gruppo di Protezione Civile; al di là di Sant' Angelo di Piove di Sacco che non ha risposto alla domanda, rimangono esclusi Bagnoli di Sopra, Barbona, Campodoro, Masi, Saletto, San Pietro Viminario, Sant Urbano, Vescovana e Vighizzolo d Este. 260

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