2.3 Le rimesse degli immigrati all estero

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1 2.3 Le rimesse degli immigrati all estero L importanza crescente che il fenomeno migratorio sta assumendo comporta la necessità di considerare la funzione economica svolta dai cittadini stranieri inseriti nel mercato del lavoro locale. Infatti, se da un lato gli immigrati rivestono il ruolo di consumatori, fruitori di servizi, affittuari, acquirenti di immobili, impiegando i propri risparmi in Italia, dall altro lato essi, grazie al legame che hanno conservato con i familiari rimasti nel Paese d origine, utilizzano parte dei propri guadagni nelle rimesse inviate in patria. Per l importanza crescente assunta da queste ultime, sia a livello nazionale che a livello internazionale, si è deciso di dedicare un paragrafo a tale fenomeno, al fine di illustrarne la dimensione e i caratteri raggiunti in Friuli Venezia Giulia. I dati utilizzati derivano dalle rilevazioni effettuate nel 2003 e dall Ufficio Italiano Cambi e riguardano esclusivamente le rimesse inviate tramite gli istituti di credito. Secondo stime effettuate dalla Banca Mondiale il trasferimento di denaro all estero è passato a livello mondiale da 73 miliardi di dollari nel 1999 a 125 miliardi nel. In Italia le rimesse, che nel 1995 erano pari a 208 milioni di euro, hanno superato i 2 miliardi nel 6. Questi dati, che mostrano una tendenza di crescita del fenomeno delle rimesse dei lavoratori immigrati, sono tuttavia sottostimati, in quanto riguardano solo i trasferimenti di denaro avvenuti tramite i canali bancari, tralasciando quelli realizzati attraverso i circuiti informali - amici, familiari, corrieri e i money transfer. L andamento di crescita del volume delle rimesse ha aumentato l interesse verso questo fenomeno che da alcuni anni ha trovato spazio nella letteratura 7 che si occupa di immigrazione in Italia. Questi studi tendono a focalizzare l attenzione su tre principali questioni: l impatto delle rimesse sullo sviluppo dei Paesi di origine dei migranti la necessità di indirizzare le rimesse verso canali formali e trasparenti il rapporto tra immigrati e banche Per quanto riguarda il primo aspetto, secondo la Caritas le rimesse rappresentano la seconda fonte di finanziamento per le economie dei Paesi in via di sviluppo (PVS), dopo gli investimenti diretti esteri (IDE). Nonostante sia ancora aperto il dibattito sulla relazione tra rimesse e sviluppo, gli studi effettuati fino ad ora tendono a concordare su alcuni aspetti positivi originati dai trasferimenti di denaro. Le rimesse, infatti, contribuirebbero all economia dei Paesi di origine dei migranti, in quanto permettono di aumentare i consumi familiari, sono una potenziale fonte di investimento non soggetta alle crisi cicliche causate da calamità naturali, conflitti o congiunture economiche e uno strumento utilizzato come garanzia per ottenere prestiti dall estero. Quest ultimo aspetto, in particolare, è oggetto di diversi studi e progetti che vogliono incentivare l utilizzo delle rimesse come fondi per microcredito o in progetti volti a permettere ai familiari dei migranti di associarsi in cooperative nei Paesi di origine 8. 6 Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, 2005, Roma. 7 Si veda tra gli altri: Ceschi S., Migranti, istituzioni bancarie e nuove forme della cittadinanza, in Anderloni L., Il social banking in Italia, Giuffrè, Milano, Un progetto di microcredito in fase di realizzazione in Italia è quello che vede coinvolti il Comune di Rovereto, l associazione Città aperta e Microfinanza Srl. Partendo dalla ricognizione delle condizioni degli immigrati e delle modalità dell'invio delle rimesse nei Paesi di origine, il progetto punta a coinvolgere le ANNUARIO STATISTICO DELL IMMIGRAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA 19

2 Considerando il secondo aspetto, l utilizzo da parte degli immigrati di canali non ufficiali per inviare le rimesse all estero è fonte di preoccupazione da parte della comunità internazionale a causa del rischio che tali trasferimenti di soldi vadano a sostenere il riciclaggio di denaro e il terrorismo internazionale. Al fine di evitare eventuali strumentalizzazioni di tale timore e generalizzazioni che caricano di nuove responsabilità i lavoratori immigrati, diverse ricerche ritengono auspicabile un miglioramento dei canali bancari di invio delle rimesse e una regolamentazione dei sistemi alternativi di trasferimento di denaro. Infine, l attenzione verso le rimesse ha portato ad interrogarsi sui motivi che inducono una parte dei lavoratori immigrati a non rivolgersi alle banche per inviare il proprio denaro ai familiari rimasti nel Paese d origine, ma a servirsi di altri canali di trasferimento del denaro. L Italia è infatti, dopo gli Stati Uniti, il principale mercato per volume di affari per i circuiti internazionali di money transfer, tra i quali ad esempio Western Union e Money Gram 9. Nonostante i costi elevati praticati da queste compagnie di money transfer, i vantaggi che offrono e che vengono solitamente illustrati nelle ricerche in materia sono diversi: Per utilizzare i servizi di trasferimento di denaro non è necessario essere titolari di un conto corrente bancario, né di una carta di credito: è sufficiente un documento d identità, versare il denaro in contanti e pagare una commissione che varia a seconda dell importo spedito; Le modalità di utilizzo del servizio sono molto semplici e prive di procedure burocratiche e amministrative; Le agenzie di money transfer spesso inserite presso ricevitorie, bar, tabaccherie, phone center e Internet point possono garantire orari di apertura più flessibili di quelli degli sportelli bancari; Spesso le filiali delle agenzie di trasferimento di denaro sono gestite da immigrati, diventando, quindi, centri di aggregazione per le comunità immigrate. D altro canto, sebbene alcuni istituti di credito stiano cominciando ad offrire servizi agevolati rivolti specificatamente agli utenti immigrati, sussistono ancora alcune difficoltà che impediscono una bancarizzazione degli immigrati che faciliterebbe l invio delle rimesse attraverso canali ufficiali. Da alcune ricerche 10, infatti, emerge che i principali ostacoli che impediscono ai potenziali clienti stranieri di avviare un rapporto con le banche riguardano: la necessità di dimostrare un reddito fisso, la mancanza di un informazione chiara e trasparente e l eterogeneità dei documenti richiesti per accedere a diversi servizi. Emerge, quindi, la necessità di un sistema bancario che si avvicini alle esigenze degli immigrati e che sia in grado di offrire servizi di invio delle rimesse con costi bassi e meccanismi semplici e trasparenti. Gli aspetti che abbiamo appena considerato mettono in evidenza le diverse implicazioni che le rimesse rivestono, sia sul piano internazionale in quanto possono incoraggiare la cooperazione con i Paesi di origine degli immigrati sia su quello nazionale, in quanto la facilitazione all accesso ai servizi bancari è un tassello necessario nel processo di integrazione. banche locali per definire un meccanismo più sicuro e meno costoso di trasferimento dei soldi e incanalare le rimesse verso le istituzioni di microfinanza ( 9 Cfr. De Battistini G, Migranti e banche, in Napolitano E. M., Quaregna A., Cavalleri A. (a cura di), Il risparmio invisibile, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Novara, Cfr. Mazzonis M., Naletto G., Migranti e banche. Facilitare l accesso dei migranti ai servizi bancari, Lunaria, Roma, ANNUARIO STATISTICO DELL IMMIGRAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

3 Prendiamo ora in considerazione la distribuzione delle rimesse in Italia e in Friuli Venezia Giulia. La Tabella 2-8 illustra la quantità delle rimesse inviate all estero negli anni 2003 e, suddivise per regioni e per macroaree. Si può osservare che nel il Lazio è la regione che raggiunge la cifra più alta di rimesse inviate, superiore a un miliardo di euro, seguito dalla Lombardia, in cui le rimesse superano i 380 milioni di euro. Anche a livello pro capite il Lazio primeggia con euro e la Lombardia segue con 583 euro. Tale tendenza, che vede una concentrazione delle rimesse inviate da immigrati presenti nelle grandi aree urbane, è da attribuire, non tanto al numero più elevato di stranieri, quanto alla presenza di un offerta maggiore di istituti di credito 11. Considerando le macroaree, proprio grazie a Lazio e Lombardia, il Centro e il Nord Ovest si collocano ai primi due posti, con rispettivamente e 414 euro di rimesse inviate pro capite nel. La variazione percentuale tra 2003 e è particolarmente elevata per il Centro (pari a 134,8%), mentre è pari solo all 1,1% per il Nord Ovest. Il Nord Est si colloca al terzo posto, con la preminenza del Veneto (793 euro pro capite), seguito dall Emilia Romagna (109 euro pro capite) e dal Trentino Alto Adige (152 euro pro capite). Il Friuli Venezia Giulia è la regione del Nord Est per la quale si rileva la cifra più bassa di rimesse inviate dagli immigrati. Infatti, queste nel sono a livello pro capite pari a 67 euro e in totale a euro, con una variazione percentuale negativa rispetto all anno precedente ( euro), pari al 21,8%. Il Friuli Venezia Giulia, quindi, presenta delle caratteristiche molto diverse da quelle nazionali, infatti in quest ultimo caso la variazione percentuale nel biennio è pari al 79,4% e le rimesse pro capite sono pari a 751 euro. Le macroaree del Sud e delle Isole si collocano agli ultimi posti per l invio delle rimesse, con 176 euro pro capite nel primo caso e 281 euro nel secondo caso. E probabile che in queste aree le opportunità di inserimento lavorativo, in particolare di inserimento in occupazioni non precarie e regolari, siano inferiori rispetto alle aree del Nord e del Centro e che questo si rifletta sulla quantità di denaro inviato nel Paese di origine. Bisogna inoltre ricordare che gli immigrati irregolari, oltre ad aver una minore capacità di risparmio, difficilmente utilizzano i canali bancari per l invio delle rimesse ai propri familiari, rivolgendosi ai sistemi alternativi di money transfer o a quelli informali. Andando ad osservare più nel particolare le rimesse inviate dalle provincie del Friuli Venezia Giulia (Tabella 2-9), possiamo notare che la provincia che invia il maggior numero di rimesse è Udine, salita da euro del 2003 a del e l unica che presenta una variazione percentuale tra 2003 e positiva, pari al 27,7%. Tutte le altre province registrano nel biennio una variazione percentuale negativa, pari a 47,8% a Pordenone, passata da euro del 2003 a euro del, a 41,2% a Gorizia, scesa da euro del 2003 ai euro dell anno successivo e, infine, pari a 58,2% a Trieste, passata da euro del 2003 ai euro del. La tendenza ad una diminuzione dell ammontare delle rimesse inviate all estero può essere in parte spiegata considerando il fatto che quando il progetto migratorio diventa stabile e definitivo grazie ad esempio anche ad una conclusione positiva dei ricongiungimenti familiari i legami con il Paese di origine si allentano, portando ad una diminuzione dell entità delle somme di denaro inviate in patria. 11 Cfr. Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, 2005, Roma. ANNUARIO STATISTICO DELL IMMIGRAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA 21

4 Non bisogna, inoltre, dimenticare che il Friuli Venezia Giulia è una regione di confine, con peculiarità che la differenziano da altri contesti, anche per quanto riguarda il trasferimento di denaro all estero. Infatti, se andiamo ad osservare le rimesse pro capite inviate dal Friuli Venezia Giulia, sempre suddivise per provincia, notiamo che le province che inviano minori quantità di denaro sono Gorizia (pari a 37 euro) e Trieste (pari a 27 euro), situate in prossimità del confine con la Slovenia. Queste aree come abbiamo visto nei paragrafi precedenti sono caratterizzate, non solo da flussi di immigrati transfrontalieri che possono portare personalmente il denaro destinato ai familiari nei Paesi di origine, ma anche da migranti provenienti dai Paesi dell est Europa che possono più facilmente inviare le rimesse tramite canali informali, come amici e parenti, limitando l uso di sistemi bancari. Le province di Pordenone e Udine registrano nel entità più elevate di rimesse pro capite inviate, pari rispettivamente a 50 euro e 126 euro. E probabile che il valore più basso registrato a Pordenone rispetto a Udine sia almeno in parte dovuto alla presenza numerosa di immigrati provenienti dal Ghana, Paese appartenente all Africa, dove, sempre secondo i dati dell Ufficio Italiano Cambi, nel sono state inviate solo lo 0,56% delle rimesse dall Italia. Tabella 2-8: rimesse degli immigrati per regione, Regioni RIMESSE (valori in migliaia di euro) var % rimesse procapite Val d'aosta ,9 36 Piemonte ,2 43 Lom bardia ,0 583 Liguria ,7 37 Nord Ovest ,1 414 Trentino Alto Adige ,7 152 Veneto ,3 793 Friuli-Venezia Giulia ,8 67 Emilia Romagna ,2 109 Nord Est ,8 386 Toscana ,1 165 Umbria ,1 43 Marche ,6 58 Lazio , Centro , Abruzzo ,8 179 Campania ,6 150 Molise ,3 528 Basilicata ,5 85 Puglia ,8 205 Calabria ,7 192 Sud ,8 176 Sicilia ,1 306 Sardegna ,0 172 Isole ,4 281 Italia ,4 751 Fonte: elaborazione IRES Fvg su dati Ufficio Italiano Cambi 22 ANNUARIO STATISTICO DELL IMMIGRAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

5 Tabella 2-9: rimesse degli immigrati per provincia, Province RIMESSE (valori in migliaia di euro) var % rimesse procapite UDINE ,7 126 PORDENONE ,8 50 GORIZIA ,2 37 TRIESTE ,2 27 FVG ,8 67 Fonte: elaborazione IRES Fvg su dati Ufficio Italiano Cambi ANNUARIO STATISTICO DELL IMMIGRAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA 23

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