Stabilità finanziaria, sviluppo economico e ruolo delle banche Instabilità e impatto sull azione delle banche nell economia

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1 Stabilità finanziaria, sviluppo economico e ruolo delle banche Instabilità e impatto sull azione delle banche nell economia Elisa Coletti Direzione Studi e Ricerche Macerata, 16 dicembre 216

2 Agenda 1 Dalla Great moderation all instabilità finanziaria 2 L impatto sul credito all economia 1

3 Great moderation Dalla Great Moderation all epoca dell instabilità finanziaria Dal 27-8 si sono susseguiti episodi di instabilità finanziaria. pb CDS 5y senior delle principali banche italiane e del sovrano (pb) Crisi finanziaria e recessione Dec6 Dec7 Dec8 Dec9 Dec1 Dec11 Dec12 Dec13 Dec14 Dec15 Dec16 IntesaSanpaolo Sen 5Y MPS Sen 5Y Crisi debiti sovrani Annuncio OMT e Banking Union Annuncio APP Unicredit Sen 5Y Republic of Italy Sen 5y Crisi banche Fonte: Dati CDS da Thomson Reuters Datastream 2

4 come evidenziato dall aumento della volatilità Volatilità dell indice FTSE ITALIA ALL-SHR BANKS e differenziale con EURO STOXX BANKS (%) 7, Differenziale tra 6,5 volatilità banche 6, italiane ed europee 5,5 Volatilità banche 5, italiane 4,5 4, 3,5 3, 2,5 2, 1,5 1,,5, -,5-1, Crisi finanziaria Crisi debiti sovrani Crisi banche Fonte: elaborazioni Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo su dati Thomson Reuters Datastream 3

5 Effetti diversi delle varie crisi e diverse reazioni Crisi finanziaria Recessione Crisi dei debiti sovrani Italia: gestione di crisi bancarie Bank specific Impatti diretti su: - liquidità - funding - capitale Restrizione creditizia, deleveraging Nesso Economia reale Banche Riduzione domanda di credito Emersione crediti deteriorati Restrizione creditizia Nesso Sovrano - Banche Impatti su funding e condizioni creditizie Frammentazione finanziaria Home bias Bank specific Bail-in e rischio sistemico Gestione dei legacy asset Regolamentazione Politica monetaria espansiva e non convenzionale Banking Union Riforme strutturali 4

6 Gli impatti non sono trascurabili: il credito all economia è significativamente inferiore ai valori pre-crisi La flessione del credito segue un periodo di forte espansione dei prestiti alle imprese, raddoppiati in un decennio. Durante la recessione del 29, il credito all economia ha tenuto rispetto alle variabili reali. Più di recente, i driver reali della domanda di credito appaiono essenzialmente piatti Prestiti alle società non finanziarie e principali driver della domanda di credito (*) (marzo 2=1) -15% su fine 211 Prestiti alle società non finanziarie Fatturato Investimenti fissi Produzione industriale (*) Investimenti fissi a valori nominali Fonte: Istat, Banca d Italia, elaborazioni Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo 5

7 e l incidenza delle sofferenze è circa 5 volte più alta In % del totale dei prestiti, lo stock di sofferenze è circa stabile sul 1,5% al lordo delle rettifiche di valore e al 4,8% al netto, da 2,3% e,8% rispettivamente a fine 28. Stock di sofferenze del settore bancario al netto e al lordo delle rettifiche di valore in % del totale prestiti Al lordo delle rettifiche di valore Al netto delle rettifiche di valore 199 mld 85 mld 1 dic8 set9 giu1 mar11 dic11 set12 giu13 mar14 dic14 set15 giu16 Fonte: Banca d Italia ed elaborazioni Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo 6

8 Ireland Greece Cyprus Slovenia Portugal Spain Luxembourg Belgium UK Denmark Austria Netherlands Latvia Germany France Lithuania Italy Hungary Sweden Nell UE 453 mld di aiuti di Stato, il 3,2% del PIL, ma in Italia le ricapitalizzazioni hanno pesato molto poco sulle finanze pubbliche 33.2% Misure di ricapitalizzazione a supporto delle banche in % del PIL, % 19.% 9.6% 7.4% 5.9% 5.3% 5.2% 4.4% 4.1% 3.6% 3.5% 2.3% 2.2% 1.2%.7%.5%.2%.2% (*) I dati italiani inclusono i «Monti Bond» Fonte: ABI su dati European Commission State Aid scoreboard 215 Aid in the context of the financial and economic crisis 7

9 Le risposte di policy: rafforzate le regole e i controlli sulle banche Un apparato complesso: nuove regole, nuovi requisiti, istituzioni e prassi di supervisione. Ma anche possibili conseguenze indesiderate, per l incertezza della regolamentazione, ancora in divenire, e i disallineamenti ai vari livelli. Nuove regole Basilea III CRR / CRD IV BRRD Nuovi requisiti CET1 e capital buffers Leverage Liquidity ratios TLAC / MREL Nuove istituzioni Le 3 ESA: EBA, ESMA, EIOPA Banking Union: SSM, SRM, DGS Nuove prassi Stress test AQR SREP 8

10 Quasi 6 miliardi di capitale in più dal 27, CET1 ratio da 7% a oltre 12% Apporto di common equity nelle banche italiane CET 1 ratio delle banche italiane (*) +56 miliardi di capitale (dati cumulati) pp (*) 2 Dec8 Jun16 (*) A luglio 16 (*) Core tier 1 ratio al 28 Fonte: ABI e Banca d Italia 9

11 La leva delle banche italiane è bassa A fine 215, leva del 5,1% per i primi 5 gruppi bancari italiani, sopra la media del 4,7% di un campione di grandi banche europee. Leverage Ratio Fully Loaded % (dati a settembre 216) ,6 Soglia 3. Campione: Barclays, BBVA, BNP Paribas, BPCE, Commerzbank, Crédit Agricole Group, Credit Suisse, Deutsche Bank, HSBC, ING, Lloyds Banking Group, Nordea, Santander, Société Générale, Standard Chartered, UBS, UniCredit. Fonte: Investors' Presentations, Press Releases, Conference Calls 1

12 Le risposte di policy: da fine 211 le banche italiane hanno fatto ampio ricorso al rifinanziamento BCE Rifinanziamento BCE pari al 4,5% del totale attivo di sistema in media nel 3Q216, era inferiore all 1% nel periodo pre-crisi. Con le condizioni molto favorevoli delle TLTRO2, cresciuta al 34% la quota delle banche italiane sul rifinanziamento dell Eurosistema Ricorso alle Operazioni temporanee di rifinanziamento da parte delle banche italiane (EUR mld) Operazioni temporanee di rifinanziamento principali Operazioni temporanee di rifinanziamento a più lungo termine ott8 apr9 ott9 apr1 ott1 apr11 ott11 apr12 ott12 apr13 ott13 apr14 ott14 apr15 ott15 apr16 ott16 Fonte: Banca d Italia ed elaborazioni Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo 11

13 Raccolta set-215 Obbligazioni al dettaglio Obbligazioni all'ingrosso Altra raccolta retail Altra raccolta all'ingrosso Rifinanziamento Eurosistema Raccolta set-216 Nonostante l instabilità, nel complesso la raccolta da clientela ha tenuto La forte contrazione delle obbligazioni è stata in parte compensata dalla crescita dei depositi in conto corrente e dal rifinanziamento presso l Eurosistema. Raccolta da clientela (var. % a/a) Evoluzione della raccolta bancaria da settembre 215 a settembre 216 (EUR mld) Raccolta da clientela (*) Depositi (al netto depositi di controparti centrali) Obbligazioni (al netto titoli acquistati da IFM italiane) -18 ott8 ott9 ott1 ott11 ott12 ott13 ott14 ott15 ott16 Nota: (*) al netto dei depositi con controparti centrali e obbligazioni acquistate da IFM. Escluse passività in contropartita dei prestiti ceduti e non cancellati Fonte: Banca d Italia ed elaborazioni Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo 12

14 Agenda 1 Dalla Great moderation all instabilità finanziaria 2 L impatto sul credito all economia 13

15 Dal credit tightening al credit easing: normalizzate le condizioni di accesso al credito Dal 214, allentati o al più invariati gli standard creditizi sui prestiti alle imprese, dopo sette anni caratterizzati da fasi di evidente restrizione. Variazione dei criteri applicati per l approvazione di prestiti e l apertura di linee di credito a favore delle imprese (% netta: restrizione allentamento) 1 75 effettiva attesa Restrizione Allentamento -5 3Q4 3Q5 3Q6 3Q7 3Q8 3Q9 3Q1 3Q11 3Q12 3Q13 3Q14 3Q15 3Q16 Fonte: Banca d'italia, Indagine trimestrale sul credito bancario nell area euro (BLS) 14

16 Tassi sui prestiti ai minimi storici e di nuovo inferiori a quelli europei, nonostante tassi di default ancora elevati Tassi sui nuovi prestiti a società non-finanziarie ai minimi (medio 1,6% da agosto a ottobre). Per i prestiti fino a 1M, differenziale pressoché annullato rispetto all area euro e a -6pb verso la Germania. Per il tasso italiano sui prestiti oltre 1M lo spread verso l area euro è tornato a valori negativi (-26pb a ottobre), come prima della crisi. 5, 4, Tassi medi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie, confronto Italia Area euro (%) Prestiti fino a 1M 2,5 2, 5, 4, Prestiti oltre 1M Italia - Area euro (scala dx) Italia Area euro 2,5 2, 3, 2, Italia - Area euro (scala dx) Italia Area euro 1,5 1, 3, 2, 1,5 1, 1,,5 1,,5,,,, -1, -,5-1, -,5 ott-1 ott-11 ott-12 ott-13 ott-14 ott-15 ott-16 ott-1 ott-11 ott-12 ott-13 ott-14 ott-15 ott-16 Fonte: Banca d Italia, BCE ed elaborazioni Intesa Sanpaolo 15

17 Ma la domanda di credito delle imprese resta debole Nel 215 la domanda delle imprese è aumentata per la prima volta dopo oltre tre anni di contrazione ma, dopo essere rimasta in crescita anche nel 1 semestre 216, ha mostrato segni di cedimento Variazione della domanda di prestiti e linee di credito da parte delle imprese (% netta: aumento - diminuzione) effettiva attesa Aumento Diminuzione -1 3Q4 3Q5 3Q6 3Q7 3Q8 3Q9 3Q1 3Q11 3Q12 3Q13 3Q14 3Q15 3Q16 Fonte: Banca d'italia, Indagine trimestrale sul credito bancario nell area euro (BLS) 16

18 L incertezza favorisce le giacenze liquide delle imprese, cosicché i prestiti a breve continuano a ridursi Depositi in conto corrente delle imprese in crescita da quattro anni senza soluzione di continuità, per un ammontare cumulato di circa 7 miliardi. I prestiti alle imprese sono in calo da oltre quattro anni. Andamento dei prestiti alle imprese e dinamica dei depositi in conto corrente delle imprese (var. % a/a) ott8 ott9 ott1 ott11 ott12 ott13 ott14 ott15 ott16 Fonte: BCE Prestiti fino a 1 anno Totale prestiti Depositi in c/c

19 dic 11 mar 12 giu 12 set 12 dic 12 mar 13 giu 13 set 13 dic 13 mar 14 giu 14 set 14 dic 14 mar 15 giu 15 set 15 dic 15 mar 16 giu 16 set 16 Le imprese hanno liquidità sufficiente Le aspettative sulla posizione di liquidità sono ai massimi da quando è stata avviata l indagine. In particolare per un quarto delle imprese la liquidità attesa è più che sufficiente. Ai minimi le imprese che la ritengono insufficiente. Aspettative sulla posizione complessiva di liquidità nei tre mesi successivi all indagine (% di imprese) 1% 8% Più che sufficiente Sufficiente Insufficiente % 4% 2% % Fonte: Banca d Italia Il Sole 24 Ore 18

20 Le condizioni molto favorevoli delle TLTRO2 hanno sostenuto la ripresa dei prestiti a medio termine Le TLTRO hanno determinato la svolta dei prestiti a medio termine, la cui dinamica tuttavia ha controbilanciato solo in parte la caduta di quelli a breve e a più lungo termine. Prestiti a medio-lungo termine alle società non finanziarie (var. % a/a) e flusso netto LTRO nelle date di regolamento delle TLTRO (EUR mld) Flussi netti mensili di prestiti a medio-lungo termine alle società non-finanziarie (EUR milioni) Flussi netti LTRO EUR mld (sc.dx) Oltre 1 anno di cui: da 1 a 5 anni di cui: oltre 5 anni Da 1 a 5 anni Oltre 5 anni Bologna: 55,7% Firenze: 31,4% Roma: 34,4% set12 set13 set14 set15 set16 Fonte: BCE, Banca d Italia e elaborazioni Intesa Sanpaolo set12 set13 set14 set15 set16 Fonte: BCE 19

21 Mercato segmentato, tra dinamica dei prestiti alle famiglie e stagnazione di quelli alle imprese Prestiti al settore privato residente in Italia, dati corretti per le cartolarizzazioni e al netto controparti centrali (var. % a/a) Famiglie Società non finanziarie -6 ott8 ott9 ott1 ott11 ott12 ott13 ott14 ott15 ott16 Fonte: Banca d Italia 2

22 Ripresa del credito alle famiglie legata all immobiliare, segnale positivo per i collateral Compravendite di immobili residenziali in aumento dal 214, con un accelerazione fino al +23% a/a nel 2 trimestre 216 seguito da +17% nel 3 trimestre. Numero di compravendite di immobili residenziali e numero di mutui (*) (var % a/a, flussi trimestrali) ,5 17, Mutui Compravendite -5 giu-11 giu-12 giu-13 giu-14 giu-15 giu-16 Nota: (*) Volumi di compravendita corretti per gli effetti del nuovo regime fiscale entrato in vigore il 1 gennaio 214. Fonte: OMI, ISTAT ed elaborazioni Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo 21

23 Var. % a/a dei prestiti alle imprese giu-216 A livello territoriale, pesano le situazioni di crisi bancaria Il Veneto è tra le regioni dove il calo dei prestiti alle imprese è più forte. Nelle Marche si registra il più alto tasso di ingresso in sofferenza. Andamento dei prestiti alle imprese nelle regioni italiane e tasso di ingresso in sofferenza (*) Tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti alle imprese 215 (%) Nota: (*) in blu le regioni dove si registrano casi di crisi bancarie (Emilia Romagna, Marche, Toscana, Veneto) Fonte: Elaborazioni Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo su dati Banca d Italia 22

24 Conclusioni Il sistema bancario sta attraversando una delicata fase di transizione. Ostacoli nel completamento della Banking Union e le difficoltà del nuovo contesto di gestione delle crisi bancarie hanno un costo elevato in termini di incertezza e instabilità, con impatti rilevanti sulle banche più deboli che si propagano a tutto il sistema. I nuovi standard prudenziali rendono il settore bancario più solido e resiliente. Tuttavia il legislatore deve valutare il trade-off tra stabilità finanziaria e capacità delle banche di finanziare l economia reale: requisiti di capitale gravosi possono limitare l erogazione del credito. Sono inopportune ulteriori richieste di capitale, soprattutto nell attuale fase di mercato (la crescita si prospetta debole in tutta Europa e ci sono già richieste di aumento di capitale in corso): si accentuerebbe l effetto pro-ciclico. Condivisibile la presa di posizione del Parlamento europeo che ha chiesto al Comitato di Basilea di calibrare i nuovi standard in modo da non generare significativi aumenti di capitale. La crescita europea è finanziata principalmente dal settore bancario. In attesa della Capital Markets Union, il ruolo del sistema bancario resta centrale. 23

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