Carta M_02 Carta Geomorfologica

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1 Carta M_02 Carta Geomorfologica La Carta Geomorfologica è senz altro quella che ha comportato il maggiore sforzo di documentazione e di armonizzazione. Lo scopo della carta è quello di illustrare la dinamica dei versanti, dando conto dei fenomeni erosivi e della franosità, nonché delle principali forme del paesaggio, nelle diverse zone del bacino. Per quanto riguarda il territorio italiano, i dati e le indicazioni cartografiche provengono dal Piano di Bacino già realizzato dalla Provincia di Imperia. Per quanto riguarda la Francia, le informazioni derivano dagli studi sulla franosità del bacino del Roia e del Bevera, eseguiti alle scale 1 : ed 1 : Quest ultimi studi hanno riguardato solo alcune zone, ovvero quelle dove sono localizzati i principali centri abitati. Le indagini svolte in Italia sono invece a copertura totale del territorio, e sono originariamente realizzate alla scala 1 : Questa differenza di approccio è dovuta sostanzialmente a differenti normative presenti nei due Paesi per la redazione degli studi geomorfologici. Anche per quanto riguarda l identificazione e la suddivisione delle fenomenologie di frana nonché la stessa terminologia tecnica, si sono riscontrate particolari difficoltà di armonizzazione fra gli studi francesi e quelli italiani, a causa della matrice in parte diversa delle scuole di riferimento. La Carta Geomorfologica EUROBASSIN rappresenta quindi un punto di sintesi e di equilibrio, ed ha cercato di salvaguardare la completezza del dato e la coerenza cartografica delle fenomenologie esaminate. Per giungere alla redazione di una carta geomorfologica, è necessario svolgere indagini di vario tipo, sia in laboratorio che sul terreno. Fra di esse una delle metodologie più utilizzate, sia in Francia che in Italia, è la fotointerpretazione, basata sull osservazione stereoscopica di coppie di foto aeree, messe a disposizione rispettivamente dall IGN francese e dalla Regione Liguria. La fotointerpretazione consente di stimare la presenza di roccia affiorante o di coltri colluviali, nonché lo spessore di quest ultime. Poiché esalta i dislivelli e le altre forme del terreno, la fotointerpretazione consente inoltre di individuare e circoscrivere le zone soggette a movimenti gravitativi, ad erosioni, a deformazioni diffuse, ad irregolarità nella pendenza dei versanti. Naturalmente le osservazioni da foto aeree devono essere poi verificate sul terreno, mediante appositi sopralluoghi di controllo. Per quanto riguarda l identificazione e la perimetrazione delle frane, un ruolo molto importante è ricoperto dalla memoria storica e dalle testimonianze dirette della popolazione. Le frane sono classificate secondo la loro tipologia e secondo il loro stato di attività. È quindi possibile articolarle in frane attive, quando i fenomeni gravitativi sono ancora in evoluzione; frane quiescenti, quando i fenomeni gravitativi hanno raggiunto uno stato di equilibrio ed i movimenti si sono fermati, pur restanto possibili future riattivazioni. Le frane stabilizzate sono quelle per le quali gli interventi umani o particolari situazioni morfologiche hanno prodotto una definitiva disattivazione dei fenomeni gravitativi, mentre le paleofrane (definite per il solo territorio italiano) sono le vestigia di fenomenologie antiche, avvenute in condizioni climatiche e/o paleogeografiche differenti da quelle attuali.

2 Principali tipologie di frane individuate dagli studi francesi e italiani I principali tipi di frane classificate nella parte francese del bacino del Roia sono: - caduta massi e crolli rocciosi, in particolare nei terreni calcarei del Giurassico e nelle peliti del Permiano - le frane di scivolamento, soprattutto nelle carniole del Trias, nelle marne poste al limite Giurassico-Cretaceo, nei calcescisti paleogenici o nelle colluvioni e morene recenti

3 - gli sprofondamenti e crolli di cavità sotterranee, frequenti nei terreni calcarei giurassici del massiccio del Marguareis (zona di Brigue), o ancora nelle carniole ad intercalazioni gessose del trias - i fenomeni franosi a cinematica veloce (ovvero debris-flow, erosioni concentrate e similari, denominati in francese ravinements ), normalmente riscontrabili nelle formazioni recenti, ma anche nelle marne e marno-calcari paleogenici e cretacei

4 In territorio italiano, oltre ad alcune paleofrane piuttosto estese, sono diffusi piccoli movimenti franosi attivi, in genere poco profondi, legati a fattori antropici quali la realizzazione di strade, sbancamenti, cattiva regimazione delle acque. Nella zona di Roverino è segnalata una zona di caduta massi, particolarmente pericolosa a causa della presenza di edifici e di infrastrutture viarie.

5 Nelle tavole cartografiche alla scala 1 : , nonché nel visualizzatore web-gis, le zone non coperte dalle indagini geomorfologiche hanno come sfondo l immagine satellitare SPOT. Nel visualizzatore web è possibile interrogare i diversi oggetti grafici, e disporre così di informazioni aggiuntive su di essi.

6 Essendo la Carta geomorfologica la più densa di informazioni, la sua gestione nel visualizzatore in linea è quella più problematica, specie utilizzando personal computers non molto performanti. È possibile migliorare le prestazioni del visualizzatore disattivando alcuni livelli informativi, per visualizzare un gruppo di elementi alla volta. Nell immagine soprastante, ad esempio, sono state soppresse le curve di livello, le coperture detritiche, le strade e ferrovie e le zone di roccia affiorante. È possibile quindi mantenere visibili solo le frane, oppure viceversa solo le coperture detritiche, il reticolo idrografico, le morfologie di tipo lineare o puntuale, nonché le varie combinazioni fra loro possibili. In questo modo il visualizzatore potrà essere gestito più velocemente, e consentirà interrogazioni più mirate agli oggetti di interesse.

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