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1 Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di scuola dell infanzia Nome della pratica/progetto: SENZA ZAINO Persona referente (presente al seminario) Dora Ruberto 2. Descrizione: Il progetto SZ ha come finalità generale quella di innovare il modello di scuola per favorire le opportunità di apprendimento degli studenti. L attenzione è orientata all innovazione metodologico didattica, il come si impara, quale strada per raggiungere i modo più efficace gli obiettivi delle Indicazioni Nazionali. SZ tiene in considerazione, per questa azione, i contributi della riflessione pedagogica sia tradizionale che attuale, nonché gli apporti delle scienze organizzative e dei sistemi di qualità. L Approccio Globale al Curricolo vuole riassumere l esigenza di considerare le connessioni che esistono a più livelli, ad esempio, tra i saperi stessi, tra questi e l organizzazione, tra le attività back e front, tra i linguaggi che sono propri della persona intesa nella sua globalità, tra la comunità che è locale ma che è anche interconnessa. Ancora ci si riferisce alle connessioni con l esperienza che per sua natura non è frammentata ma si presenta ai sensi come globale, se si guarda ai significati che rendono unitaria l esperienza stessa. Di connessione e globalità si può parlare considerando l idea stessa di comunità e che appunto pone l accento sui legami tra le persone sia a livello locale che planetario. Infine L Approccio Globale al Curricolo pone anche la necessità di trovare connessioni e interdipendenze tra le dimensioni virtuale, simbolico astratta, reale e diretta. I punti cardine del progetto SZ sono l ospitalità, la comunità, la responsabilità. 3. Antefatto: Come in altre parti del mondo in Italia i bambini e i ragazzi vanno a scuola con uno zaino, simile a quello usato dagli escursionisti, in quanto devono portare a scuola e riportare a casa il proprio materiale di lavoro come libri, quaderni, penne, matite, gomme, forbici, squadre e righe, colori ecc. Ciò è davvero strano! Perché al contrario qualsiasi lavoratore adulto trova normalmente i propri strumenti del mestiere sul posto di lavoro e invece i ragazzi e i bambini no? Lo zaino, in effetti, comunica un senso di precarietà, di inadeguatezza, di inospitalità su cui occorre interrogarsi. Togliere lo zaino significa allora immaginare la scuola del futuro come un ambiente di apprendimento effettivamente centrato sullo studente che offre opportunità più ampie e profonde di imparare.

2 Come sappiamo le Indicazioni Nazionali per il Curricolo (settembre 2007) forniscono gli obiettivi che le scuole devono raggiungere (i saperi e le competenze). Cioè il cosa imparare. Tuttavia suggeriscono anche nuove strade, cioè i metodi adeguati alla realtà del terzo millennio per raggiungere quegli stessi obiettivi. Vale a dire ci si sofferma sul come imparare. Il come imparare è, dunque, quella attività che viene proposta quotidianamente dalla scuola ai bambini e ai ragazzi per acquisire le conoscenze e le competenze. Dunque il come imparare è decisivo. Il come imparare definisce la qualità della scuola, dei suoi percorsi e metodi, del fatto se si confronta o meno con le novità del terzo millennio segnato dalla necessità di rinnovare i saperi e di riformulare l idea stessa di formazione e apprendimento. E il come imparare costituisce per l appunto il terreno di sperimentazione a livello metodologico didattico delle scuole Senza Zaino. Senza Zaino persegue, infatti, strade e metodi nuovi di insegnamento e di apprendimento per raggiungere gli obiettivi prefissati a livello nazionale. 4. Processo di elaborazione: Il Progetto SZ si pone come sviluppo dell'iniziativa "Giornata della Responsabilità" che ha preso il via nel 1998 grazie al circolo didattico n. 7 di Lucca. Tale giornata aveva come obiettivo quello di realizzare un giorno in cui le attività didattiche venivano portate avanti dagli alunni in modo completamente autonomo. Successivamente, dal 2000, si passo a estendere l impegno a 15 giorni (An open window era il titolo del progetto). Dal 2002 si iniziò il progetto Senza Zaino con l ambizione di affrontare definitivamente per tutto l anno la sperimentazione dell innovazione didattico metodologica. 5. Partecipanti: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n.20 plessi di scuola dell infanzia, distribuiti in varie aree della Toscana, in particolare a Lucca e provincia. 6. Obiettivi della pratica: L intento di Senza Zaino è far sì che la scuola riappassioni tanto i ragazzi quanto i loro genitori, che lo studio ridiventi qualcosa di entusiasmante, che le conoscenze siano apprese in modo ampio, duraturo e approfondito, che la scuola cominci ad essere una comunità di ricerca aperta al mondo. I punti cardine del progetto SZ sono l ospitalità, la comunità, la responsabilità: COMUNITA DI PRATICA E DI RICERCA Un apprendimento significativo, ricco e duraturo si può determinare se le scuole si configurano come scuole comunità. L apprendimento è sempre situato in un contesto: la vivacità di tale contesto - in termini di interazioni, scambi a più livelli, di sviluppo della comunità professionale, di dotazioni di risorse umane e materiali - definisce la qualità dell offerta formativa. La dimensione di comunità crea le condizioni per una modalità cooperativa di apprendere e la convergenza verso obiettivi di ricerca condivisi tra docenti e alunni. La comunità scolastica è dunque una comunità di apprendimento e nello stesso tempo di ricerca.

3 RESPONSABILITÀ Mentre la scuola tradizionale incentiva la dipendenza in molte forme, la scuola di SZ stimola la responsabilità negli studenti, incoraggiando i docenti a riflettere sugli eccessi di protagonismo. La responsabilità implica l assunzione di un atteggiamento attivo da parte degli alunni nei confronti del proprio apprendimento e dell apprendimento dell altro. La responsabilità è connessa all autonomia e alla competenza: è competente, infatti, quel soggetto che sa porre in essere comportamenti autonomi facendo appello alle proprie risorse per rispondere efficacemente ad una situazione problematica. OSPITALITA Per promuovere la crescita delle nuove generazioni è necessario non progettare semplicemente la formazione ma progettare l intero ambiente formativo. Il focus va sullo sviluppo di ambienti di apprendimento intesi anche come comunità di pratiche dove ha luogo un apprendimento situato. L ambiente ospitale consente l autonomia, la responsabilità, la ricerca, l apprendimento efficace. 7. Sviluppo, metodologia e attività: L Approccio globale al Curricolo è il nostro metodo di lavoro. Esso ha molte sfaccettature, ma in generale si riferisce al concetto di ambiente di apprendimento. Con esso si intende un contesto globale costituito da un interconnessione di tempi, spazi, soggetti e oggetti che danno vita a azioni, cioè attività (didattiche e educative). Abbiamo fatto un accenno alla interconnessione globale tra risorse software e risorse hardware indicando come le attività siano anche contrassegnate dal mix di tali elementi. Un altra sfaccettatura riguarda i modi, globali e interconnessi, di vedere le attività che si svolgono a scuola. In un altra prospettiva la globalità riguarda per esempio la persona per cui nell apprendimento inteso come crescita considera le varie dimensioni, vale a dire il cuore (le emozioni e l affettività), la mano (il corpo e il movimento), la mente (la razionalità), e le varie intelligenze. Un altra ancora si riferisce alla globalità dell esperienza. Un apprendimento significativo e profondo parte dall esperienza e ritorna all esperienza. Inoltre un approccio globale ricerca un nuovo equilibrio tra realtà astratta (che si riferisce agli aspetti simbolico ricostruttivi), realtà reale. Infine di globalità si può parlare, come del resto già accennato, in ordine ai saperi, per recuperare l esigenza di una connessione ed un legame tra le discipline di studio che eviti la frammentazione. Il modello SZ sostiene la possibilità di attribuire più fiducia e responsabilità agli alunni. Va nella direzione di evolvere il modello tradizionale fondato, invece, sulla trasmissività e la dipendenza. I punti salienti sono: sviluppare le competenze in termini di autonomia e capacità decisionali e progettuali

4 coinvolgimento nella gestione della classe: organizzazione spazi, tempi, procedure, riti, attività sviluppare la dimensione cooperativa e le capacità di lavorare in gruppo sviluppare gli scambi tra coetanei e tra le diverse età anche con forme di tutoring coinvolgimento nella gestione delle attività didattiche, co progettazione delle attività coinvolgimento nella gestione della scuola (plesso) partecipazione con i docenti a commissioni, assemblee per prendere le decisioni coinvolgimento nella vita della comunità locale dove è inserita la scuola Gli insegnanti costituiscono la comunità professionale della scuola. Nel lavoro con gli alunni attivano comportamenti improntati: alla facilitazione, all affiancamento, alla gestione dei gruppi all incoraggiamento della partecipazione attiva degli alunni, dell autonomia e della responsabilità a co -progettare le attività didattiche e la gestione della scuola (plesso) con gli alunni ad attivare forme di tutorship tra gli alunni a controllare gli eccessi di protagonismo e di presenzialismo Un importanza centrale è rivestita dalla realizzazione di una comunità professionale capace di: gestire la scuola uscendo dalla prospettiva della classe come monade sviluppare e organizzare una molteplicità di azioni didattiche a livello di scuola far dialogare i saperi individuando connessioni e trasversalità che si riflettono in specifiche pratiche e attività con gli alunni gestire riunioni efficaci elaborare e favorire l accesso e l uso della documentazione e lo scambio di pratiche formarsi come comunità e di stimolare la formazione dei propri membri in relazione ai bisogni della scuola inserirsi nella comunità dei professionisti a livello nazionale ed europeo favorendo incontri e scambi e utilizzando le tecnologie della comunicazione 8. Risorse: I docenti e il Dirigente Scolastico, e l Ente Locale per eventuali interventi di adeguamento e per l acquisto degli arredi.

5 9. Sostegno di altre organizzazioni/istituzioni: Oltre a quelli già citati, gli altri partner del percorso formativo sono i genitori. La partecipazione dei genitori viene rinnovata sia partendo dagli organismi formali, sia attraverso nuove forme di coinvolgimento, che possono comprendere, ad esempio, i laboratori per la costruzione dei materiali didattici. I genitori infatti sono una risorsa fondamentale per la crescita e l apprendimento efficace degli alunni. 10. Integrazione nelle attività dell Istituto e durata temporale: I passi evolutivi sono, di massima, i seguenti: confronto con il modello Senza Zaino e discussione sull Approccio Globale al Curricolo riflessioni sulle componenti hardware e software dell azione della scuola e scelta di aspetti da migliorare sollecitazione verso la ri - organizzazione degli spazi: aula, locale docenti, spazi attività comuni (co progettazione con i formatori consulenti) riflessione sulle pratiche di apprendimento insegnamento e loro evoluzione verso il modello condiviso sviluppo e consolidamento della comunità professionale creazione di una scuola comunità 11. Valutazione Il progetto SZ viene valutato: Con un sistema di autovalutazione interna allestito con il concorso dell Agenzia Scuola ex IRRE Con un sistema di valutazione in fase di elaborazione nell anno 2008 a cura dell Università di Firenze, Facoltà di Psicologia E stato oggetto di n. 2 tesi da parte di studenti dell Università di Bergamo relatore prof. I. Fiorn e dell Università di Torino - relatore prof. M. Castoldi Autovalutazione anno a cura prof. M. Castoldi Autovalutazione sulle competenze relative all EDC (indagine del Consiglio d Europa), prof. P. Calidoni Università di Sassari con dati riportanti nell aprile Prospettive per il futuro: Il progetto SZ si è sviluppato e continua a evolversi grazie a collegamenti con varie esperienze sia nel nostro paese che all estero. 13. Materiali di riferimento: Il testo di Marco Orsi, (2002a), Educare alla responsabilità nella globalizzazione, Bologna, EMI, ha un capitolo dedicato al tema dello zaino e delle sue ripercussioni nella didattica. Il testo di Marco Orsi (2006), A scuola senza zaino, l approccio globale al curricolo per una scuola comunità, Trento, Erickson, costituisce il riferimento teorico e pratico per le scuole della rete Senza Zaino.

6 DOCUMENTAZIONE La documentazione è a cura del gruppo regionale e riguarda tutti gli aspetti del progetto e in modo particolare: la documentazione delle pratiche con realizzazione di archivi elettronici e workshop lo sviluppo del sito relativamente anche all attività laboratoriale

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