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1 Foglio Informativo AnSe Anno Numero settembre 2015 Anno13 - Numero 2013 ANSE Associazione Nazionale Seniores Enel Viale Regina Margherita, ROMA Tel Fax * * * Newsletter per i soci ANSE Sommario: Difendere i nostri risparmi: i rischi degli investimenti in titoli di Stato ed il salvataggio interno delle banche (bail in) * * * Difendere i nostri risparmi: i rischi degli investimenti in titoli di Stato ed il salvataggio interno delle banche (bail in) Le vicende finanziarie di questi ultimi mesi hanno portato alla ribalta della stampa quotidiana sia i problemi legati al debito pubblico, in particolare sulla sua sostenibilità, sia quelli legati al salvataggio delle banche e delle imprese di investimento entrate in fase di dissesto perché divenute insolventi. Per quanto riguarda il caso italiano i due problemi sono intrecciati tenuto conto che il debito pubblico italiano è detenuto per il 50-60% da banche e assicurazioni italiane, il 10% da risparmiatori italiani e la restante parte da operatori esteri. A livello europeo le materie in questione sono state regolamentate con: il trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità - MES stipulato il 2 febbraio 2012, in vigore dal 1 gennaio 2013 e recepito dall Italia con la legge 116/2012; tale regolamento prevede l obbligo dell inserimento delle clausole di azione collettiva (CACs) nei regolamenti di emissione dei titoli di Stato, aventi, all emissione, una durata superiore ai dodici mesi; la Direttiva sul Risanamento e la risoluzione delle banche (Banking Recovery and Resolution Directive - BRRD) che entrerà integralmente 1 in vigore in tutta Europa il 1 gennaio 2016, in corso di recepimento in Italia 2, che prevede il coinvolgimento degli azionisti e di alcune tipologie di creditori nel salvataggio delle banche/intermediari in difficoltà prima di un eventuale intervento statale. 1 Alcune sue parti possono essere applicate già nel corso del 2015 al verificarsi di dati eventi. 2 Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 10 settembre scorso ha approvato in via preliminare due decreti legislativi che saranno poi inviati alle competenti commissioni parlamentari. 1

2 Foglio Informativo ANSE n. 12/2015 Clausole di azione collettiva (CACs) nei titoli di Stato Le clausole di azione collettiva (CACs) consentono ad una maggioranza qualificata di investitori di modificare i termini di pagamento di un titolo, in maniera giuridicamente vincolante per tutti i detentori del titolo stesso, al fine di evitare il default 3 e di facilitare una ristrutturazione 4 ordinata del debito sottostante. Le CACs sono state inserite, a partire dal gennaio 2013, in tutte le emissioni dei titoli di Stato con durata iniziale superiore a dodici mesi effettuate da Paesi dell area euro, secondo un modello standardizzato che garantisce i medesimi effetti giuridici nell ambito delle diverse giurisdizioni dell area. In Italia la materia, introdotta con la legge 116/2012, è regolamentata dal decreto del Ministero dell Economia e Finanze n del 7 dicembre 2012, che descrive le procedure da seguire per apportare modifiche ai termini ed alle condizioni dei titoli che comportino, tra l altro, 5 : il cambio della data in cui ogni ammontare è pagabile; la riduzione di qualsiasi ammontare pagabile, compresi quelli insoluti; il cambio del metodo di calcolo utilizzato per determinare qualsiasi ammontare pagabile; la riduzione del prezzo di rimborso; la modifica di qualsiasi data in cui i titoli siano rimborsabili; il cambio della valuta o del luogo di pagamento di qualsiasi ammontare pagabile; la modifica dell ordine di preferenza o della seniority 6 del titolo. La parte prevalente del debito pubblico italiano è formato dall insieme dei titoli di Stato raggruppati nelle seguenti cinque categorie di titoli: 7 1. Buoni Ordinari del Tesoro (BOT); 2. Certificati del Tesoro Zero coupon (CTZ); 3. Certificati di Credito del Tesoro (CCT; CCTeu); 4. Buoni del Tesoro Poliennali (BTP); 5. Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all Inflazione Europea (BTP i). Ad eccezione dei BOT, le emissioni successive al 1 gennaio 2013 delle altre categorie contengono le clausole CACs e pertanto potenzialmente possono essere coinvolte in una ipotetica ristrutturazione del debito pubblico italiano che, in questa situazione caratterizzata da bassi tassi di interesse, non appare ancora un pericolo incombente. Quando però l Europa tornerà a crescere, i tassi di interesse torneranno a salire e la sostenibilità del debito pubblico italiano potrebbe divenire un problema da affrontare. Dobbiamo pertanto renderci conto che l investimento in titoli di Stato, italiani ed esteri, non deve più essere considerato un investimento privo di rischio e quindi prima di acquistare titoli di Stato diversi dai BOT è meglio informarsi se contengono o meno le clausole CACs. Gestione delle crisi bancarie: cosa cambia dal 1 gennaio 2016 La direttiva europea BRRD introduce in tutti i Paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi delle banche e delle imprese di investimento 8 affidando specifici compiti alle autorità di risoluzione 3 Il concetto di default di uno Stato (insolvenza sovrana) è identico a quello che capita in un azienda a corto di liquidità e a cui nessuno è più disposto a prestare denaro. Scatta quando le aste dei titoli pubblici vanno deserte e il Governo non è più in grado di rimborsare le obbligazioni in scadenza. 4 E la misura più drastica per evitare il default di uno Stato o per uscirne; nella sua forma peggiore prevede una decurtazione (haircut) del valore nominale dei titoli di Stato, in forme meno drastiche può dar luogo all allungamento delle scadenze, alla riduzione/cancellazione/ differimento degli interessi, ecc. 5 Tecnicamente modifiche in materia riservata. Per un elenco completo delle stesse si rimanda alla definizione di materia riservata contenuta negli allegati al decreto 96717/2012 citato. 6 Il grado di seniority del debito di un dato soggetto (privato o pubblico) stabilisce la priorità di rimborso rispetto ad altri debiti in capo allo stesso soggetto. 7 Nell allegato n. 1 sono riportate le caratteristiche delle singole categorie (Fonte: sito del Ministero del Tesoro). 8 In seguito indicati solo con il termine banca/banche. 2

3 Foglio Informativo ANSE n. 12/2015 nazionali (per l Italia la Banca d Italia) ed europee (Comitato Unico di Risoluzione e Comitato delle autorità di risoluzione dell Autorità Bancaria Europea - EBA). La finalità della direttiva è di evitare liquidazioni disordinate, che amplifichino gli effetti ed i costi di eventuali crisi, dotando le autorità di risoluzione di strumenti che consentono un intervento preventivo ed efficace, riducendo al minimo l impatto del dissesto sull economia e sul sistema finanziario e limitando la possibilità di interventi pubblici di salvataggio. La direttiva affida alle autorità di risoluzione il compito di approvare i piani di risanamento, intervenire tempestivamente ai primi segni di deterioramento della banca / intermediario, nei casi più gravi con la rimozione degli organi amministrativi e/o dell alta dirigenza e con la nomina di amministratori temporanei. Sottoporre una banca a risoluzione 9 significa avviare un processo di ristrutturazione gestito dalle autorità di risoluzione tendente ad evitare interruzioni dei servizi essenziali ed a ripristinare le condizioni di sostenibilità della banca. L alternativa alla risoluzione è la liquidazione della banca stessa. Fra gli strumenti di risoluzione 10 previsti in questa sede ci interessa analizzare il salvataggio interno (bail in) in quanto coinvolge direttamente clienti ed azionisti introducendo il concetto di compartecipazione dei correntisti e degli investitori nel salvataggio della banca/intermediario. Tale strumento, al verificarsi delle condizioni di risoluzione, consente alle autorità di disporre la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti o la loro conversione in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a ripristinare un adeguata capitalizzazione: il tutto senza costi per i contribuenti 11. Il meccanismo si applica seguendo una gerarchia logica che prevede che chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostenga prima degli altri le perdite/ la conversione in azioni. Solo dopo aver esaurito tutte le risorse di una categoria si passa ad intaccare quelle della categoria successiva. Il meccanismo colpisce nell ordine: 1. gli azionisti riducendo o azzerando il valore delle azioni; 2. i detentori di titoli subordinati; 3. gli obbligazionisti; 4. le persone fisiche e le piccole e medie imprese con conti correnti o conto depositi in contanti superiori a Euro; il fondo di garanzia dei depositi che interviene al posto dei depositanti protetti. Sono invece esclusi dal salvataggio interno: i depositi fino a Euro; le passività garantite (es.: le obbligazioni protette o covered bond; certificati di deposito coperti dal Fondo di garanzia); i debiti verso dipendenti, fisco, enti previdenziali, fornitori; 9 Una banca può essere sottoposta a risoluzione se sono soddisfatte tutte queste condizioni: 1) la banca è in dissesto o a rischio di dissesto (es: azzeramento o riduzione significativa del capitale); 2) non si ritiene che misure alternative di natura privata (quali aumenti di capitale) o di vigilanza consentano di evitare in tempi ragionevoli il dissesto; 3) la liquidazione ordinaria comprometterebbe la stabilità del sistema, la protezione dei depositanti e clienti e la continuità dei servizi finanziari essenziali. Attualmente in Italia sono allo studio soluzioni per il salvataggio di Banca Marche, CariFerrara e Banca Popolare dell Etruria che, da indiscrezioni giornalistiche (Il Sole 24 Ore; La Stampa), dovrebbero vedere l intervento del Fondo Interbancario di Tutela. 10 Gli altri strumenti a disposizione sono: a) vendita di parte delle attività a privati; b) trasferimento temporaneo delle attività e delle passività ad un entità (bridge bank) neo costituita e gestita dalle autorità in attesa di una successiva vendita sul mercato; c) trasferimento delle attività deteriorate ad un veicolo (bad bank) per gestirne la liquidazione in tempi ragionevoli. 11 In pratica al salvataggio delle banche operato in precedenza con l intervento statale (bail out), il meccanismo chiede sacrifici ai privati che hanno interessi o vantano crediti/ depositi nei confronti della banca applicando tali misure a tutti i titoli emessi dalla banca/intermediario anche in data antecedente il manifestarsi delle difficoltà, a differenza di quanto avvenuto negli anni durante i quali il salvataggio è avvenuto prevalentemente con denaro pubblico (bail-out). 12 La soglia di garanzia vale a salvaguardare i primi in contanti sul conto corrente o sul conto deposito. Pertanto su un deposito di , sui primi non dovrebbe essere applicato alcun prelievo, mentre i restanti potrebbero compartecipare al salvataggio della banca. Se un cliente ha un conto corrente con un saldo di e BOT per non subisce aggressione e non comparteciperà al salvataggio. 3

4 Foglio Informativo ANSE n. 12/2015 il contenuto delle cassette di sicurezza ed i titoli della clientela detenuti in un conto apposito. Dal 1 gennaio 2016, data di entrata in vigore della direttiva, l investitore persona fisica (c.d. clientela al dettaglio o retail) deve prestare estrema attenzione: alla compilazione dei questionari predisposti dalle banche per l attribuzione del profilo di rischio al singolo cliente, in quanto tale profilo definisce indirettamente le tipologie di investimento che la banca può proporre al cliente; ai rischi propri di alcune tipologie di investimento, rilevabili dai regolamenti e dai documenti di emissione degli stessi, prima di procedere alla loro sottoscrizione. A loro volta le banche, al cliente persona fisica che intende investire in titoli della banca stessa o di altre banche, dovrebbero proporre i certificati di deposito, che sono coperti dal Fondo di garanzia, in luogo delle obbligazioni, soggette invece alla procedura di risoluzione. Gli strumenti di debito diversi dai depositi dovrebbero essere riservati agli investitori più esperti, soprattutto quando si tratta di strumenti subordinati, ossia quelli che sopportano le perdite subito dopo gli azionisti. 4

5 RIEPILOGO DEI TITOLI DI STATO Il Ministero dell Economia e delle Finanze dispone regolarmente l emissione sul mercato interno di cinque categorie di titoli di Stato disponibili sia per gli investitori privati sia per gli istituzionali: 1) BUONI ORDINARI TEL TESORO (BOT) 2) CERTIFICATI DEL TESORO ZERO COUPON (CTZ) 3) CERTIFICATI DI CREDITO DEL TESORO (CCT / CCTEU) 4) BUONI DEL TESORO POLIENNALI (BTP) 5) BUONI DEL TESORO POLIENNALI INDICIZZATI ALL INFLAZIONE EUROPEA (BTP i) Le loro caratteristiche sono riassunte nel seguente schema. TITOLO DURATA REMUNERAZIONE BOT 3, 6 e 12 mesi (o fless. da 1 a 12 mesi) TAGLIO MINIMO Scarto d emissione CTZ 24 mesi Scarto d emissione CCTeu 5/ 7 anni BTP BTP i 3, 5, 7, 10, 15 e 30 anni 5, 10, 15 e 30 anni Cedole variabili semestrali, eventuale scarto d emissione Cedole fisse semestrali, eventuale scarto d emissione Cedole reali semestrali, eventuali scarto d emissione e rivalutazione del capitale MECCANISMO D ASTA Asta competitiva sul rendimento ALIQUOTA FISCALE RIMBORSO In unica soluzione a scadenza

6 La Repubblica italiana ha introdotto uno strumento specificatamente dedicato alla clientela retail, il BTP ITALIA, titolo di Stato indicizzato all inflazione italiana. La frequenza delle emissioni di questo titolo viene comunicata ogni anno nelle Linee guida della gestione del debito pubblico. Le caratteristiche del BTP ITALIA sono riassunte nel seguente schema. TITOLO DURATA REMUNERAZIONE BTP ITALIA 4 anni Cedole reali semestrali, rivalutazione del capitale su base semestrale, premio fedeltà a TAGLIO MINIMO scadenza MECCANISMO D ASTA Collocamento diretto sul MOT, prezzo alla pari e tasso cedolare reale annuo fissato al termine del periodo di collocamento ALIQUOTA FISCALE RIMBORSO In unica soluzione a scadenza La Repubblica italiana emette inoltre altri strumenti, in euro ed in valuta, generalmente sottoscritti da investitori istituzionali. Tali emissioni, offerte sui mercati internazionali, assumono la forma di obbligazioni a medio lungo termine o di carta commerciale. 1 All investitore persona fisica che acquista i BTP Italia durante i giorni del periodo di collocamento e li detiene fino all viene pagato il cd. premio di fedeltà che ha un valore del 4 per mille lordo sul valore nominale dell investimento.

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