Progetti. zermani associati Tempio crematorio a Valera, Parma. Alberto Ferraresi

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1 Progetti Alberto Ferraresi Al momento della cremazione, l entità fisica della persona diventa polvere ed un cammino di cose terrene, fortemente radicate al suolo, si smaterializza e guarda al cielo. Il percorso inizia rumorosamente in città, prosegue nei silenzi della campagna, ed a Valera raggiunge un recinto sacro tra gli umori della terra, dove il tempo si sospende, passando da un suo naturale scorrimento orizzontale ad uno diverso e spiccatamente verticale. In effetti, anche i volumi del tempio crematorio si alzano non appena varcata la soglia del recinto. Al centro dell area sorge il tempio vero e proprio, zermani associati Tempio crematorio a Valera, Parma Appena oltre l ingresso del recinto, si presenta il colonnato del tempio ed un giardino da attraversare per raggiungerlo. Nella pagina a fianco: sugli specchi d acqua si riflette il cielo, accrescendo il senso simbolico ascensionale proprio del luogo e delle funzioni cui è deputato. fotografie Mauro Davoli con un corpo centrale disteso fra i due prospetti principali, svettante anche alla vista di chi osservi dall esterno. Sui fianchi, dalla campagna, l architettura appare come una scala verso il cielo. La relazione di progetto la riconosce in effetti quasi altare, in cui la città celebra, in modo incessante, la memoria di sé attraverso la memoria dei suoi morti. Sul fronte, l opera mostra due ali più basse, come alludendo all affaccio di una chiesa a più navate, centrale e laterali. In questo modo, la simbologia delle forme riesce ad intrecciare il fare cristiano con uno in origine estraneo al suo credo, unificando entrambi sotto lo stesso tetto ed una sola spiritualità. Il recinto sacro ed il tempio sono legati fortemente dall unica etimologia greca, quella del verbo témno, da cui deriva il latino templum. Il significato più proprio della radice è quello di tagliare, recidere, nel senso di uno specifico spazio ricavato entro quello comune, e deputato alla spiritualità. A ciò si riconduce espli- citamente il progetto facendo coincidere il momento del concreto passaggio ad altra dimensione con il luogo fisico individuato entro il recinto. La citazione appare chiara al tempio greco, particolarmente al tipo doppio in antis con pronao ed opistodomo, con un centro, allora deputato ad ospitare l immagine della divinità, ora sacello. Il tempio di Valera ripropone nei rapporti d altezza proporzioni matematiche chiare alla vista, quali quelle più velate fra gli elementi tipici del linguaggio greco, come tra base, fusto e coronamento. Ora come allora l orientamento principale è lungo la giacitura est-ovest. Al colonnato dei prospetti principali rispondono due ulteriori colonnati ai bordi del recinto: uno all ingresso, ad accogliere chi giunga dall esterno, ed uno all estremità opposta ad accogliere gli ultimi metri del percorso verso i cinerari. Il portico stesso, nella sua teoria di colonne, induce un ritmo nell incedere e nel fruire gli spazi. Attraversato il primo colonnato d ingresso, un quieto camminamento in calcestre suddivide ed ordina quattro aiuole semplicemente inerbite. Il percorso conduce oltre le colonne più alte del tempio e lo attraversa del tutto. Il primo ambiente, al suo interno, è la sala del Commiato, un imponente spazio come scavato nell unica materia laterizia. La suggestione della monomatericità è, in un certo senso, paragonabile a quella di Petra, in Giordania, scavata nella roccia, qui tradotta nell applicazione estesa del mattone ai piani orizzontali e verticali. Il perimetro dello spazio è innervato da un imponente colonnato interno. L assenza delle sole colonne centrali, a ridosso della porta aperta sull oltre, l accentua. Le vetrazioni di sommità aumentano scenograficamente la visibilità dell accesso. Di nuovo, attingendo dalla relazione di progetto, la salma così scompare nella luce. Il cammino prosegue, quindi, oltre i forni, riguadagna lo spazio aperto, di nuovo interposto fra tempio e re- 4 c i l 1 4 0

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3 I simboli della fede e della tradizione di Valera fanno da sfondo al recinto ed al tempio crematorio. La posizione defilata del cimitero e del tempio di Valera rispetto alla densità della città di Parma. Scheda tecnica Progetto: Paolo Zermani, con Eugenio Tessoni D.L.: Paolo Zermani Collaboratori: Roberto Panara Strutture: Paolo Tanzi Committente: Comune di Parma, Società il Tempio s.r.l. Cronologia: 2006, progetto di concorso ed esecutivo; , realizzazione 6 c i l 1 4 0

4 La luce dall alto accompagna la salma durante tutto il percorso di attraversamento del tempio. La sezione trasversale mette in luce le differenze di altezze fra corpo centrale e volumi laterali. La pianta del complesso svela le citazioni dei templi classici. Legenda: 1. sala del commiato 2. sacello 3. locale forni per la cremazione 4. sala attesa ceneri 5. cinerario comune 6. giardino anteriore 7. giardino del ricordo 8. giardini per la dispersione delle ceneri 9. deposito temporaneo dei resti mortali 10. ufficio 11. spogliatoio 12. deposito urne 13. sala regia 14. bagni 15. cinerari p r o g e t t i

5 L ordine e la regolarità del giardino sposano la compostezza del luogo e suggeriscono un fare contemplativo. La planimetria del tempio in adiacenza al cimitero. cinto, per raggiungere il quale si attraversa un secondo giardino impreziosito dall emergere di vasche d acqua. Non sfugge la simbolica purificazione nel passaggio ed il concreto riflettersi del cielo sulle vasche piane. Di nuovo, l orizzontalità del camminamento diviene di scatto verticalità. L estesa applicazione laterizia è un riconoscimento alla tradizione ed un segno di radicamento alla natura dei luoghi, 8 c i l 1 4 0

6 La sala del Commiato è come scavata nella materia; le due colonne mancanti accentuano la presenza della porta che conduce al sacello. così ricchi di argilla nei suoli. L abbinamento dei travertini per gli elementi d arredo, per il pulpito interno e per le vasche esterne, è un omaggio alla storia dell architettura italiana, alla quale s ascrive quest opera. Il richiamo è alla matrice romana, ancora segnata sulle campagne emiliane nei solchi della centuriazione. Ponti apprezzerebbe, forse, l ulteriore cifra d italianità nei ricercati coinvolgi- menti reciproci fra gli spazi interni e quelli esterni, esaltati nella coreografia di fondo offerta dalle manifestazioni proprie dei climi italici. La citazione dei crematori esemplarmente noti non pare l argomento più calzante, particolarmente in considerazione della distanza culturale fra le realtà di Asplund o di Beherens e la nostra, in merito alle pratiche di culto ed al tema della morte in genere. È pur vero che l opera di Zermani può, anche in questo senso, leggersi quale sintesi fra la posizione polare della chiesa nel crematorio di Hagen e l inserimento nel paesaggio naturale del cimitero nel bosco di Stoccolma. Certamente, però, l intervento parmigiano supera queste posizioni di partenza, proponendo una via capace di decifrare efficacemente le complesse stratificazioni storiche e culturali italiane. 9 p r o g e t t i

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