Documento di orientamento strategico

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1 POR Progetto Integrato per la valorizzazione delle risorse archeologiche, architettoniche e paesistiche dei Campi Flegrei Itinerario di valenza culturale di primario interesse regionale Titolarità Regione Campania Documento di orientamento strategico Regione Campania Provincia di Napoli Comune di Bacoli Comune di Monte di Procida Comune di Pozzuoli Comune di Quarto Soprintendenza BAAS di Napoli Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta Commissario per l attuazione della legge 80/86 Documento redatto a cura della struttura operativa dell Asse II del POR Campania Approvato dal Tavolo di concertazione il (Verbale n.3) Ma la riunione è del 12/07/02 1

2 Scheda sintetica CONTESTO TERRITORIALE: Campi Flegrei COMUNI INTERESSATI DAL PIT: Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto. ASSE DI RIFERIMENTO PRIMARIO: ASSE II Risorse Culturali FINALITA : Conservare e valorizzare il patrimonio storico culturale dei Campi Flegrei per creare condizioni favorevoli all innesco di processi di sviluppo locale, favorendo lo sviluppo di iniziative imprenditoriali collegate alla valorizzazione del Bene culturale nei settori dell artigianato, del turismo, dei servizi e del restauro. Creare le condizioni per l attrazione di capitali privati nel ciclo di recupero, valorizzazione e gestione dei Beni culturali, anche promuovendo la finanza di progetto. OBIETTIVI GENERALI: a) tutelare e valorizzare il patrimonio culturale, naturale e paesistico inespresso dei Campi Flegrei, al fine di favorire lo sviluppo sostenibile del territorio; b) estendere e qualificare le attività di spettacolo e di produzione/animazione culturale quale strumento di sviluppo qualificato ed equilibrato; c) innescare processi di sviluppo locale sostenibile; e) migliorare la qualità dei servizi culturali e dei servizi per la valorizzazione del patrimonio compresa la promozione della conoscenza e della divulgazione, anche ai fini dell innalzamento della qualità della vita; f) promuovere e sviluppare iniziative imprenditoriali, collegate alla valorizzazione del Bene Culturale nei settori del turismo, dell'artigianato, dei servizi e del restauro; g) sviluppare l imprenditorialità e la crescita delle organizzazioni legate alla ospitalità turistica; alla valorizzazione e alla diffusione della conoscenza del patrimonio culturale, naturale e paesistico dei Campi Flegrei; h) creare le condizioni per favorire la creazione di strutture ad alta specializzazione per la gestione degli interventi di restauro e valorizzazione; i) sviluppare attività di formazione per la riqualificazione e la creazione di competenze legate al patrimonio e alle attività culturali; h) restaurare il paesaggio urbano e territoriale flegreo con particolare riferimento alle aree interessate dai maggiori interventi al fine di renderle ospitali ai fini turistici. IDEA FORZA: 1) Strutturazione di un itinerario di visita architettonico - archeologico - paesistico di valenza internazionale, costituito da alcuni grandi poli di visita ( Pozzuoli, Baia, Miseno, Monte di Procida - Cappella, lago Fusaro, Cuma, lago di Averno, Quarto) connessi da percorsi di varia natura: nuovi ed antichi tunnel scavati nel tufo; strade romane sommerse, sentieri archeologico - naturalistici, percorsi su ferro, vie del mare. 2) Sviluppo del sistema culturale, ricettivo e produttivo, strettamente collegato al grande patrimonio esistente. 2

3 Premessa Nell area Flegrea si concentrano gran parte delle tipologie di problemi, ma anche delle opportunità, che si riscontrano nel perseguimento di politiche di sviluppo sostenibile in Campania. Intorno al grande giacimento archeologico di età greco-romana, ancora non sufficientemente conosciuto, tutelato e valorizzato, potenziale grande attrattore di flussi turistici nazionali ed internazionali, si concentrano, in uno strettissimo ed indissolubile rapporto, importanti valori architettonici, storici, letterari, paesaggistici, naturalistici, ma anche grandi problematiche come il delicato equilibrio idrogeologico, la presenza di un sistema vulcanico ancora attivo, un importante apparato industriale in forte crisi, un devastante abusivismo edilizio. Ciò determina allo stesso tempo, per un verso, problematiche complesse, come ad esempio, la gestione del fenomeno bradisismico nelle sue varie fasi evolutive, ma anche, per altro verso, importanti opportunità come, ad esempio, quella del termalismo, non sufficientemente valorizzato ma capace, anche da solo, di attivare importanti processi di sviluppo. Da un lato, si registrano grandi valori paesistico-ambientali, con le opportunità di valorizzazione turistica ed agrituristica; dall altro, paradossalmente, si rende necessaria una energica azione per arrestare il continuo ed indiscriminato consumo di territorio, ed il conseguente deterioramento dei caratteri architettonici e paesaggistici flegrei, sperimentando ed attivando nuove politiche attive di tutela e di valorizzazione sostenibile dei territori. All interno di questo quadro di criticità/opportunità, va comunque sottolineato il crescente aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, e la collegata presenza di lavoro nero in un quadro di diffuso disagio sociale. I grandi Valori inespressi; la particolare inscindibilità di problemi ed opportunità di sviluppo da raccordare intorno al grande tema dei Beni culturali flegrei; la forte unitarietà territoriale; la riconoscibilità nazionale ed internazionale dei luoghi, rendono quindi necessario ed opportuno disegnare ed avviare una strategia di sviluppo, possibile e sostenibile, attraverso la formazione, nell ambito del POR Campania , di un Progetto Integrato per la valorizzazione dei Beni Culturali dei Campi Flegrei con particolare riferimento allo straordinario patrimonio archeologico, architettonico e paesistico. Alla luce di quanto sopra citato, considerato lo straordinario valore territoriale dell area, il ruolo primario ad essa assegnato anche recentemente, con l Accordo di Programma quadro sui Beni Culturali, nella strategia di sviluppo turistico e culturale della Regione Campania ed al fine della migliore efficacia dell azione tesa al raggiungimento degli obiettivi fissati, nei tempi previsti dal POR, si ritiene indispensabile, avviare la formazione di un Progetto Integrato a titolarità regionale. 3

4 Caratteristiche generali del Progetto Integrato Il POR precisa che: Il PI non è un Piano complessivo ma un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio e giustificano un approccio attuativo ed unitario. In coerenza con i contenuti e con gli indirizzi della pianificazione vigente o in itinere, il PI dovrà quindi individuare, un sistema strategico di azioni e di interventi, definiti spazialmente e temporalmente, che costituirà il volano per attivare un processo di sviluppo durevole, regolato e sviluppato nel tempo, e più complessivamente, dai Piani urbanistici e dai Programmi di sviluppo regionali, provinciali e comunali. La concentrazione degli interventi è l aspetto caratterizzante dei Progetti integrati. Nell ottica della concentrazione degli interventi, richiesta dal POR, il Progetto Integrato non potrà configurarsi come un insieme indifferenziato di progetti distribuiti su tutto il territorio flegreo, ma deve essere pensato come un sistema di programmi complessi urbani o territoriali e di azioni che interesseranno le principali aree dove si accentra il principale patrimonio culturale (archeologico, architettonico e paesaggistico, in gran parte di proprietà demaniale e/o pubblica), ma spesso, e non a caso, dove sussistono le problematiche più complesse di interesse territoriale. Il sistema di azioni e di progetti del PI, dovrà tenere conto di quanto già in corso di realizzazione, o che sarà attuato da altri PI che interessano l'area Flegrea afferenti ad altri Assi del POR, e dovrà puntare al completamento ed alla ottimizzazione dei progetti di salvaguardia e di valorizzazione di queste aree rendendole pronte, al termine dell attuazione del P.I., all inserimento nei circuiti turistici internazionali. Metodologia e procedura adottate per la stesura del Documento di orientamento strategico. Ai fini della predisposizione del presente Documento di orientamento strategico si è preliminarmente analizzata la congruenza degli obiettivi del PI sopra riassunti, con l Idea Guida e con i contenuti concertati dal Patto Territoriale dei Campi Flegrei e con quanto previsto per l area Flegrea nel preliminare di PTC della Provincia di Napoli, Si è tenuto pertanto conto, dell importante e vasto lavoro di animazione e di concertazione già effettuato in questi anni dal Patto Territoriale dei Campi Flegrei, e dei documenti di analisi e di indirizzo predisposti dal Soggetto Promotore e dai Consigli Comunali. In particolare, il documento strategico del Patto, (redatto in attuazione del Protocollo d intesa tra il Patto Territoriale, il Programma della CE Terra - Posidonia, la Provincia di Napoli ed i comuni flegrei) contiene un importante perlustrazione dei processi in atto 4

5 nell area ed una esauriente sintesi dei valori esistenti e delle opportunità di sviluppo sostenibile, Tali documenti sono stati ripetutamente citati e sintetizzati nella stesura del presente documento. Si riscontra, per altro verso, una sostanziale congruenza con gli obiettivi di pianificazione contenuti nel preliminare di Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Napoli, attualmente in corso di definizione finale. Si ritiene pertanto fondamentale uno stretto coordinamento con la Provincia di Napoli, sulla base delle analisi e degli indirizzi programmatici del PTC, in avanzata fase di progettazione, e dell importante ruolo di assistenza e coordinamento che assume la Provincia in vari tavoli di concertazione che interessano in tutto o in parte l area flegrea ( Parco, Termalismo, Portualità turistica e PI territoriale). Contenuti del Documento di orientamento strategico Il presente Documento di orientamento strategico, propedeutico alla definizione del Progetto Integrato " Valorizzazione delle risorse archeologiche, architettoniche e paesistiche dei Campi Flegrei", si articola nei seguenti punti: 1) Analisi del contesto territoriale flegreo e della situazione esistente - Identificazione del patrimonio archeologico, paesistico, architettonico. - Principali programmi e progetti nazionali, regionali e comunali in corso di attuazione. 2) Analisi SWOT 3) Descrizione dell Idea Forza del PI 4) Stato di avanzamento della procedura di formazione del Progetto - Sintesi dei contenuti relativi all area Flegrea dell Accordo di Programma Quadro sui Beni culturali - Analisi sintetica dello stato attuale della valorizzazione dei siti culturali rapportata alla evoluzione del sistema turistico ricettivo 5) Caratteristiche di base del PI - Strategia operativa - Obiettivi operativi nei singoli ambiti 6) Identificazione delle principali azioni da attivare con il PI attraverso le risorse dirette dell Asse e con il ricorso a misura integrative o alla Finanza di Progetto. 7) Identificazione delle azioni complementari attivabili dagli altri PI interessanti, in tutto o in parte l area Flegrea, e attraverso altre risorse pubbliche e private. 1)ANALISI DEL CONTESTO TERRITORIALE FLEGREO E DELLA SITUAZIONE ESISTENTE Identificazione del principale patrimonio archeologico, architettonico e paesistico e naturalistico Flegreo 5

6 I Campi Flegrei costituiscono un unicum inscindibile in cui i valori sopra citati interagiscono strettamente. Ciò determinò negli anni 50 la scelta di vincolare ai fini della tutela paesaggistica l intero territorio dei comuni di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli. Al fine di semplificare l individuazione del contesto operativo e dell identificazione il patrimonio archeologico, architettonico e paesistico flegreo, in prima analisi si fa riferimento all elenco degli oggetti contenuto nel Piano Territoriale Paesistico dei Campi Flegrei. Per la identificazione del principale patrimonio naturalistico occorre fare riferimento al documento del Parco naturale dei Campi Flegrei e all elenco dei SIC istituiti con Decreto del Ministero dell Ambiente. In sintesi, e solo per semplificare, il complesso sistema può essere così rappresentato: PRINCIPALI SITI ARCHEOLOGICI: BACOLI 1. Cento Camerelle; 2. Grotta della Dragonara; 3. Parco Archeologico di Baia; 4. Piscina Mirabilis; 5. Sacello degli Augustali; 6. Tempio di Venere; 7. Tomba di Agrippina; 8. Ninfeo di Punta Epitaffio MONTE DI PROCIDA 1 Necropoli di Cappella POZZUOLI 1 Anfiteatro Cumano; 2. Anfiteatro Flavio; 3. Anfiteatro minore; 4. Arco Felice; 5. Cisterne di Villa Avellino; 6. Città sommersa; 7. Grotta della Sibilla; 8. Grotta di Cocceio; 9. Navale di Agrippa; 10. Necropoli di 5. Vito 11. Necropoli puteolana l2. Parco archeologico di Cuma 13. Tempio di Apollo 14. Tempio di Augusto; 15. Tempio di Serapide; 16. Tenne di Nettuno; 17. Via Campana. QUARTO 1 La Fescina; 2. Montagna Spaccata MUSEI MONUMENTI / CHIESE / CASTELLI BACOLI 1. Casina Vanvitelliana; 2. Castello aragonese di Baia e Museo Archeologico dei Campi Flegrei; 3. Chiesa di San Sossio; 4. Chiesa di S. Maria del Riposo; 5. Chiesa di S.Anna MONTE DI PROCIDA 1. Chiesa della SS. Assunta POZZUOLI 1. Rione Terra; 2. Chiesa Cattedrale o Duomo di Pozzuoli (San Procolo); 3. Torre Toledo; 4. Villa Avellino; 5. Chiesa delle Purificazione; 6. Chiesa dell Arcangelo Raffaele; 7. Chiesa dell Assunta; 8. Chiesa del Purgatorio; 9. Chiesa di San Gennaro; 10Chiesa di S. Giuseppe; 11Chiesa di S. Antonio; 12. Chiesa di S. Vincenzo Ferreri; 13. Chiesa di S. Maria delle Grazie. AMBIENTE/NATURA/SISTEMA PAESAGGISTICO Siti di interesse naturalistico 1 Promontorio di Capo Miseno 6

7 2 Lago di Miseno 3 Lago del Fusaro 4 Oasi Naturalistica di Monte Nuovo 5 Oasi Terra Mare di Cuma 6 Parco Monumentale di Baia (OASI WWF) 7 Riserva Naturale Cratere degli Astroni (OASI WWF) 8 Osservatorio Ambientale dei Campi Flegrei 9 Vulcano Solfatara STABILIMENTI TERMALI IN ATTIVITA 1 Terme Puteolane 2 Stufe di Nerone Aree di sviluppo potenziale: Baia, Pozzuoli Analisi Swot OPPORTUNITA - Disponibilità di risorse diffuse nel territorio flegreo, con siti e beni culturali, storici, archeologici e paesistici di rilievo internazionale - Disponibilità di rilevanti quote di patrimonio culturale ancora valorizzabili - Disponibilita di un grande patrimonio di edifici di valore architettonico ed archeologico di proprietà degli Enti pubblici - Esistenza di alcuni primi episodi di integrazione fra beni culturali ed attività economiche collegate alla valorizzazione dei beni - Presenza nel territorio di un importante Know nel campo della cultura d impresa determinato dalla permanenza, di alcune grandi aziende ( Omnitel, Pirelli, Alenia, Sofer ecc.) e delle aziende dell indotto - Presenza nel territorio di importanti centri di ricerca e formazione ( CNR, Formez, Olivetti ricerca, CISI, Technapoli, ecc) FORZA RISCHI - Stato di relativo abbandono di ampi segmenti del patrimonio storico culturale di alcuni centri storici anche di particolare pregio ( Pozzuoli) - Scarsa dotazione di servizi per la fruizione dei beni culturali e dei siti esistenti - Modesti effetti economici della presenza turistica legata alla fruizione delle risorse culturali - Scarsa partecipazione dei privati al ciclo di conservazione, valorizzazione, restauro e gestione dei beni culturali - Insufficienza dei sistemi di fruizione e promozione dei sistemi di beni culturali - Inadeguatezza delle reti di accesso e trasporto - Scarsa capacità della PA nel sostenere lo sviluppo dei Beni culturali - Scarso impiego delle tecnologie dell information & comunication tecnology nel settore DEBOLEZZA - Trend positivo a livello internazionale, regionale e provinciale, del turismo culturale - Presenza di monumenti e siti archeologici isolati e non adeguatamente pubblcizzati 7

8 - Crescente inserimento della realtà napoletana nei circuiti internazionali del turismo - Crescente impiego, anche se non strutturato, delle tecnologie dell informazione come strumento a supporto dei processi di sviluppo ed internazionalizzazione del settore - Disponibilità di notevoli risorse economiche per lo sviluppo dell asse e per il sostegno alle iniziative - Esistenza nel territorio, di altre grandi importanti risorse naturali, termali, marine, agricole, da valorizzare e sviluppare in sinergia con i beni culturali - Assenza di itinerari di visita strutturati - Permanenza di situazioni di degrado e di abusivismo edilizio e di conseguente perdita di porzioni del patrimonio - Inadeguata risposta della PA rispetto allo sviluppo di politiche innovative nella gestione dei Beni Culturali - Non adeguata convinzione da parte delle popolazioni delle importanti opportunità di sviluppo e di lavoro - Scarsa ricettività nel settore della ospitalità di gruppi e della convegnistica 3) Descrizione dell Idea Forza del Progetto Integrato Le analogie con l'antico sistema territoriale greco-romano e la definizione degli ambiti d intervento. Sin dalla fondazione dei vari insediamenti greci e, successivamente e con maggiore chiarezza, con gli insediamenti e le città imperiali romane di Cuma, Pozzuoli, Baia, Miseno, l area Flegrea si è configurata come un vero e proprio sistema territoriale unitario. Nel disegno di Augusto, realizzato da Agrippa e da Cocceio, le strade consolari, i tunnel scavati nel tufo (le cosiddette grotte), il sistema di canali realizzati in tutto o in parte o solo progettati, il ricco sistema portuale militare e commerciale, costituirono la rete di connessione di un sistema di centri urbani fortemente specializzati secondo solo a Roma. Le aree archeologiche dell antico sistema urbano imperiale, che nella realtà odierna si confrontano di volta in volta con la città, con il paesaggio, con il mare e con le attività turistiche di balneazione o portuali, sono il grande motore dell Idea Forza del PIT che persegue la conservazione attiva del patrimonio mediante una moderna e corretta fruizione e valorizzazione dei sistema archeologico e paesistico esistente. I monumenti, archeologici ed architettonici, ed i centri storici, in funzione della particolare struttura morfologico - paesistica flegrea, determinata dall insieme dei crateri di origine vulcanica, non possono essere mai considerati singoli episodi, ma fanno parte di sistemi geologici a forte valenza paesistica più complessi, che possono essere così sintetizzati: - Pozzuoli: il Rione Terra ed il sistema archeologico; - Baia: il Castello Aragonese, il Parco archeologico delle Terme ed il Palatium; - imperiale, il ninfeo sommerso di Punta Epitaffio; - Miseno: il teatro romano, il porto imperiale militare, la piscina Mirabilis ed il sistema archeologico minuto; - Monte di Procida: il sistema paesaggistico e la necropoli di Cappella. 8

9 - Il lago del Fusaro: la Casina vanvitelliana, il complesso borbonico e la Silva Gallinaria; - Il promontorio di Cuma: il parco archeologico e la grotta di Cocceio ; - Il lago d Averno: il Tempio di Apollo, la grotta della Sibilla ed il sistema naturalistico- paesaggistico - Quarto: il parco archeologico. L Idea Forza che si intende perseguire per la valorizzazione del Patrimonio flegreo, in analogia con l antico sistema territoriale, punta: 1) alla costituzione di un grande e moderno ed affascinante itinerario di visita archeologico - paesistico costituito da alcuni grandi poli di visita, Pozzuoli, Baia, Miseno, Cappella, lago Fusaro, Cuma, lago di Averno, Quarto, connessi da antichi e nuovi percorsi di varia natura: nuovi ed antichi tunnel scavati nel tufo; strade romane sommerse, percorsi archeologico-naturalistici, percorsi su ferro. 2) allo sviluppo di un sistema culturale, ricettivo e produttivo strettamente collegato al grande patrimonio esistente. La messa a sistema dei monumenti, attraverso la infrastrutturazione di un itinerario, unico al mondo, mira a creare le condizioni favorevoli all innesco di processi di sviluppo socio - economico locale, ed alla strutturazione di un misrosistema di sviluppo locale, attivabile attraverso la promozione e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali collegate alla valorizzazione del Bene Culturale nei settori: della ricettività dell artigianato, del turismo, dei servizi al turista e del restauro, creando le condizioni per l attrazione di capitali privati nel ciclo del recupero, della valorizzazione e della gestione dei Beni culturali, promuovendo con forza la finanza di progetto. Il raggiungimento dell obiettivo, così configurato, richiede la progettazione di una strategia integrata, sistemica e di respiro internazionale che, utilizzando le notevoli risorse programmate dal POR Campania, in sinergia con altre risorse pubbliche e private, punti a catalizzare l interesse nazionale ed internazionale sull area, sita a pochi chilometri da Napoli e già dotata di un marchio conosciuto negli ambienti del turismo culturale già da alcuni secoli. 4) Stato di avanzamento della procedura di identificazione e di progettazione del P.I. prevista dal POR In attuazione della procedure per la individuazione, la progettazione e l attuazione dei P.I. prevista dal POR Campania e dal C.d.P, si è proceduto: - Ad effettuare, in via preliminare, dal mese di Dicembre 2000, una serie di incontri tra le Amministrazioni Pubbliche interessate al P.I. Campi Flegrei ovvero: Regione Campania, Provincia di Napoli; Comuni di Bacoli, Monte di 9

10 Procida, Pozzuoli e Quarto, Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta, Soprintendenza ai Beni architettonici ed ambientali di Napoli, Commissario per l attuazione dell art. 4 della legge 80/84; - alla stesura, a cura della struttura operativa dell Asse II della regione, di una bozza preliminare di Documento di orientamento strategico; - alla presentazione, nel corso degli incontri e per iscritto, di osservazioni e proposte integrative al documento da parte delle Amministrazioni flegree e delle Soprintendenze ai Beni Architettonici e paesistici ed archeologici; - con Decreto del presidente della Giunta Regionale della Campania è stato costituito il Comitato di Coordinamento Regione - Ministero BAC previsto dal POR per l attuazione della misura 2.1., al fine della formulazione delle proposte di individuazione degli ambiti di intervento dei grandi-attrattori e degli itinerari culturali. Per quanto riguarda gli interventi sui grandi attrattori, è stata avviata una prima fase di individuazione degli interventi della misura 2.1. sui monumenti conclamati, in occasione della sottoscrizione dell Accordo di Programma Quadro sui Beni Culturali tra il Ministero BAC e la Regione Campania; - Il Comitato ha individuato l area dei Campi Flegrei tra i 5 grandi attrattori culturali campani ; - con Delibera di Giunta Regionale n del 2/3/2001 i Campi Flegrei sono stati ufficialmente individuati tra i 5 grandi attrattori culturali della Campania; - nella stessa data, in attuazione dell Intesa Istituzionale di Programma tra Stato e Regione Campania, è stato siglato dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Presidente della Giunta Regionale della Campania l Accordo Quadro di Programma sui Beni culturali regionali che ha programmato, con risorse statali e regionali per un importo pari a circa 385 miliardi, un sistema di interventi per il restauro e la valorizzazione dei principali complessi monumentali flegrei, prima fase di attuazione e motore del Progetto Integrato più complessivo. - Il 26 aprile 2001 il Presidente della Giunta Regionale della Campania ha decretato ufficialmente la composizione del Tavolo di Concertazione tra la Amministrazioni Pubbliche interessate al P.I. - in data 30 aprile 2001 presso il Castello di Baia il tavolo si è insediato - in data 26 giugno 2001( dopo le elezioni amministrative che hanno riguardato tre amministrazioni comunali) si è tenuta una seconda riunione del tavolo di concertazione. La presente stesura del Documento di orientamento strategico è stata elaborata a cura della struttura operativa dell Asse II del POR Campania, sulla base dei contenuti e delle discussioni preliminari all insediamento del tavolo di concertazione tenutesi in ripetuti incontri tra le Amministrazioni coinvolte nel Tavolo di concertazione, al fine della sottoscrizione del Protocollo d Intesa che darà avvio alla fase della Progettazione del P.I. 10

11 Il Progetto integrato e l Accordo Quadro di Programma sui Beni Culturali La recente firma dell Accordo di Programma Quadro, tra il Presidente della Giunta regionale della Campania e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, in attuazione dell Intesa Istituzionale di Programma tra Stato e Regione Campania, ha consentito per la prima volta l analisi approfondita del complesso dei finanziamenti sui Beni culturali campani e Flegrei effettuati da parte delle Amministrazioni statali e Regionali negli ultimi anni. I risultati hanno evidenziato che i pochi interventi programmati e realizzati, con esclusione del POP 94/99, si sono quasi sempre limitati ad azioni di manutenzione o alla risoluzione delle situazioni di emergenza che di volta in volta si sono manifestate. Infatti, in presenza di scarse e discontinue risorse per i Beni Culturali, il restauro e la valorizzazione di singoli monumenti flegrei, distribuiti su un vasto territorio di alcune decine di chilometri quadrati, finora non ha reso conveniente l investimento, se non in chiave di tutela. Di conseguenza non si è ancora sviluppato un adeguato settore intorno all obiettivo della valorizzazione e della gestione dei beni culturali flegrei. Solo oggi, quindi, e per la prima volta, si rende possibile un intervento strutturale sul sistema archeologico e paesistico, in presenza di risorse cospicue riservate dal POR Campania all Asse 2 di sviluppo regionale sui Beni culturali, e sulla scorta della stipula dell Accordo di Programma Quadro sui Beni culturali, che ha fornito un quadro sinergico ed ha incoraggiato ulteriori investimenti statali e regionali. La identificazione dei singoli interventi sui monumenti e sulle aree previsti nell AdPQ, è stata effettuata, a partire dalla analisi degli ambiti urbani, territoriali o paesaggistici dove si addensano le più importanti presenze monumentali, i maggiori significati storico-culturali e le migliori opportunità di valorizzazione. Negli incontri di concertazione preliminari tenutisi tra i mesi di dicembre 2000 e febbraio 2001, sulla base di disegno di itinerario tracciato nella bozza di Documento strategico, è stata quindi vagliata preliminarmente e positivamente la possibilità di attivare una corretta e qualificata conservazione, gestione e valorizzazione nel tempo dei sistemi monumentali, all interno di un più complessivo Progetto integrato, da attivare nell ambito del POR Rapporto tra il Progetto integrato sui Beni culturali, ed altri P.I. e misure del POR fortemente collegate Il forte grado di integrazione tra i molteplici e diversi valori insistenti nella stessa area rendono possibile una importante sinergia per lo sviluppo turistico - culturale dell area tra la valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico, paesistico, quella naturalistico ambientale, ed in stretta relazione con il rilancio del termalismo, sostenuti e integrati da un moderno sistema di portualità turistica e di infrastrutture di accesso via mare, su ferro e su ruota. Da quanto finora esposto, ed in relazione alle particolarità del territorio flegreo, si 11

12 evidenzia la necessità, che il PI, pur avendo come tema centrale la valorizzazione del patrimonio culturale, faccia riferimento, diretto (integrando risorse) e/o indiretto ( stabilendo strette relazioni), anche ad altri Assi di sviluppo e misure del POR, attivando e programmando in maniera sinergica anche altre risorse economiche pubbliche, provinciali, comunali e private, spesso disperse in interventi frammentari. Operare, infatti, in termini di separazione dei settori potrebbe portare a rischi di dispersione e a non cogliere tutte le notevoli potenzialità esistenti. A tal proposito va sottolineato che: 1) Esiste una indubbia interconnessione tra Beni culturali e turismo e servizi. L investimento del POR sui Beni culturali non ha senso se non in un quadro integrato di sviluppo del turismo culturale. Ai fini di una strategia di sviluppo risulta indispensabile che si realizzi un adeguata offerta turistica e di servizi in grado di massimizzare gli effetti economici di programmi di valorizzazione. 2) Anche per quanto riguarda le risorse ambientali ed agricole, la conformazione della zona presenta emergenze ambientali di tutto rilievo, siti bio-italy, alcune delle quali, come il vulcano Solfatara, gli Astroni, il Monte Nuovo, i cinque laghi, la lecceta di Cuma, Il promontorio di Miseno, di estremo interesse naturalistico e paesistico. La valorizzazione contemporanea dei beni culturali e delle risorse ambientali ed agricole contribuisce a promuovere complessivamente l immagine e l attrattività del territorio. 3) L ipotesi di sviluppo di una moderna portualità turistica e del termalismo nel territorio flegreo, può generare effetti importanti e sinergici a patto che vi sia un territorio attrattivo e ben organizzato ( e qui è fondamentale il ruolo dei comuni nella costruzione di una nuova cultura dell arredo territoriale e della manutenzione), una buona offerta turistica e commerciale, etc. 4) Per quanto attiene la ricerca, ai fini dello sviluppo locale, il problema che si pone non è certamente quello di individuare strategie autonome, che d alta parte sono l obiettivo di programmi e di interventi di tutt altra natura. Va, però, evidenziata la ricca presenza di istituti scientifici e di ricerca nell area: il CNR è presente con quattro Istituti di Ricerca, localizzati ad Arco Felice - Pozzuoli, ovvero l istituto di Cibernetica, l Istituto di Chimica di Molecole di interesse Biologico, l Istituto di Ricerca e Tecnologia delle Materie Plastiche, l Istituto di Biochimica delle Proteine ed Enzimologia, tutti fortemente referenziati a livello internazionale. A questi vanno aggiunti, in un quadro di analisi che ovviamente deve tener conto del comprensorio Flegreo nel suo complesso anche al di fuori del territorio dei 4 comuni del PIT, i numerosi siti universitari e del CNR presenti nell area occidentale di Napoli. Sono inoltre presenti con le loro sedi, nell area Flegrea, importanti presenze nei Settori della ricerca e della formazione come il Formez, Olivetti ricerche, Sviluppo Italia - CISI Campania, Technapoli, oltre al forte ed importante Know in materia di cultura d impresa, delle importanti presenze industriali storiche come l Alenia, la Pirelli la FIART ecc.. Tali presenze in un rapporto sinergico con il territorio, potrebbero avere un ruolo fondamentale nel travasare e trasferire le proprie competenze e capacità, al contesto sociale e produttivo. Diventa quindi indispensabile, anche in questo caso, in sede di redazione del PI, un approccio trasversale che crei una stretta relazione tra le storiche presenze, l offerta di ricerca ed i fabbisogni di sviluppo più complessivo delle 12

13 realtà locali. Il Progetto integrato e lo sviluppo turistico culturale Flegreo Analisi dello stato attuale della valorizzazione dei siti culturali flegrei rapportata alla evoluzione del sistema culturale e turistico ricettivo locale. Impresa culturale e sviluppo sostenibile L impresa culturale dà oggi in Europa lavoro ad oltre 3 milioni di persone, corrispondenti al 2,05% dell occupazione totale (1,82 % della popolazione attiva). L Italia è leggermente sotto la media comunitaria con ca unità lavorative nel settore. corrispondenti all 1,53% della popolazione attiva. Ma il dato rilevante, più che l occupazione diretta attivata, è relativo ai suoi effetti indiretti ed indotti sia di natura economica che sociale, in particolare: 1) si tratta di un settore ad alta intensità di lavoro; 2) presenta dei coefficienti moltiplicatìvi elevati per quanto attiene l occupazione indiretta; 3) può consentire forti trend di sviluppo del turismo culturale ; 4) determina condizioni favorevoli alla crescita delle attività artigiane e dei mestieri d arte; 5) ha effetti indiretti importanti, sul piano socio-culturale, quali: a. il ruolo della cultura come fattore di coesione e di intestazione sociale; b. il ruolo della cultura come fattore d identificazione e di rafforzamento dell immagine del territorio. La cultura può essere, dunque, il fattore chiave della promozione del territorio flegreo in chiave turistica, all interno di un quadro di forte interconnessione con molti altri settori. Nei Campi Flegrei il comparto Turismo registra un evidente e forte contrasto tra la enorme potenzialita teorica del patrimonio a disposizione (Mare, laghi, ambiente, cultura, archeologia, fonte termali, vulcanesimo, posizione baricentrica nel Mediterraneo) ed il grado di valorizzazione e di trasformazione in reale risorsa delle stesse. L analisi della attuale struttura turistica e dei flussi di visitatori dell area ne ha mette in chiara luce la evidente carenza qualitativa e quantitativa. La struttura turistica: Il settore alberghiero registra la disponibilita di circa posti letto, distribuiti su circa 30 impianti alberghieri, di cui oltre il 95% a 2/3 stelle. La capacita ricettiva media e di poco superiore ai 40 posti letto. ( ovvero sotto il limite dei 50 posti dei pullman turistici) Quasi del tutto inesistenti o marginali sono i servizi congressuali, commerciali e sportivi (piscine, campi di tennis, ecc.) annessi agli alberghi. 13

14 Su oltre 30 Km. di costa operano 40 aziende balneari, con attività limitata al periodo estivo, con un target medio qualitativo del tutto insufficiente. Dall inizio del secolo ad oggi si e verificata una drastica riduzione degli impianti termali da 9 a 2 che lascerebbe ipotizzare, in tempi brevi, la estinzione del termalismo flegreo che era, all epoca degli antichi romani, fonte di reddito e di vanto per l intera area. Rilevantissima e diffusa su tutto il territorio risulta, invece, la presenza di esercizi della ristorazione (oltre 500), in parte una vera industria delle cerimonie, chiara testimonianza di un cospicuo turismo pendolare del fine settimana ed estivo che, per la sua concentrazione temporale, determina effetti negativi sui livelli di vivibilità e di mobilità. I flussi turistici Le presenze alberghiere nell Area Flegrea (1997) ammontano a circa unità annue (meno del 5% dei flussi complessivi regionali), di cui oltre il 60% nazionali. I giorni di presenza media sono pari a 2,4. L incremento delle presenze nel decennio 1988/1997 e relativamente modesto ( unità / 4,5%), mentre la media dei soggiorni decresce in maniera evidente e preoccupante (da 2,6 a 2,4 gg.). I turisti ospitati negli esercizi extralberghieri sono passati dal 1988 al 1997 da unità circa a oltre , con una crescita vertiginosa del 67%. A fronte di un modesto aumento degli utenti stranieri ( %), si rileva una forte impennata di quelli nazionali ( %). Bassa risulta la media di permanenza in detti esercizi dei turisti stranieri (3,7 gg.), a testimonianza di un turismo flegreo mordi e fuggi. Il numero dei visitatori dei musei e delle località archeologiche flegree segna una impennata rilevantissima negli ultimi 10 anni, passando unità nel 1988 a nel 1997, con una fortissima crescita negli anni 1993/94/95 (derivante dalla manifestazione Viaggio nel Mito del Settembre 93 e dalla successiva Oltre il mito ) ed una sostanziale stasi nei due anni successivi. Gli ultimi anni sembrano registrare una ripresa dei flussi. Il dato descritto, pur notevole, rapportato però a quello degli Scavi di Pompei ed Ercolano ( visitatori annui), lascia dedurre un margine notevolissimo di incremento nel tempo, tenendo conto del pregio assoluto dei reperti museali ed archelogici e del valore paesaggistico dei luoghi. Allo stato attuale il patrimonio culturale flegreo non è ancora una risorsa Fino a pochi anni fa lo straordinario patrimonio culturale dell area flegrea non è stato considerato una vera opportunità di sviluppo. Infatti, la caratterizzazione fortemente industriale dell area negli anni 50, 60 e 70, (con la piena occupazione) ha portato la collettività flegrea a percepire le preesistenze naturali ed archeologiche più come vincolo che non come una reale occasione di sviluppo. Ciò ha determinato che: 1. Il sistema complessivo dei beni culturali è ancora frammentario e scarsamente promosso e valorizzato sia a livello pubblico che privato; non si registrano fenomeni significativi di sviluppo di attività di servizio connesse al settore culturale ed ambientale. 14

15 2. La fruizione dei beni culturali è scarsamente organizzata: si registrano esempi di siti significativi (Piscina Mirabilis, teatro di Miseno, Grotta della Dragonara, necropoli di Pozzuoli, ecc.) non ancora visitabili in maniera adeguata. Negli ultimi anni va però evidenziato, come segnale positivo, la crescita e la diffusione, di un attivo sistema associativo, fortemente basato su fattori di identità culturale e territoriale. 3. L offerta turistica e ricettiva, (fatti salvi alcuni episodi che confermano la possibilità di evoluzione positiva) si è scarsamente strutturata, quantitativamente e qualitativamente, sia in termini di ricettività alberghiera che per quanto attiene l aspetto dei servizi. Ciò trova la sua conseguenza nell andamento dei flussi turistici stranieri. Nel 1996, infatti, si sono avute circa arrivi di turisti nazionali e solo di stranieri. Il dato delle presenze medie degli italiani (1,7 giorni), sta inoltre a dimostrare che il fenomeno turistico si caratterizza prioritariamente come offerta integrativa a basso costo dell area napoletana. Se, viceversa, si guarda ai visitatori dei beni culturali ed ambientali, se ne ricava un quadro significativo con quasi presenze complessive nel 1996 fra l Anfiteatro Flavio, gli Scavi di Cuma e le Terme di Baia ed oltre visitatori nella Solfatara. Questi dati, raffrontati con quelli delle presenze turistiche, confermano la convinzione, che le presenze siano prevalentemente locali (turismo domenicale e scolastico). Queste sintetiche considerazioni, dimostrano, ancora una volta, l esistenza di una forte potenzialità di sviluppo che potrebbe dare un rilevante contributo alla crescita economica e sociale di queste aree. La valorizzazione di tale risorse, offrendo occasioni di riqualificazione e di espansione alle imprese locali di settore e posti di lavoro, potrà diventare, indirettamente, anche una grande ragione per il rafforzamento della tutela dei Beni culturali che verranno difesi in quanto volani di sviluppo. Il problema centrale nella strategia di valorizzazione dei beni culturali flegrei si rivela quindi non tanto il cosa fare - visto il superamento delle politiche industriali e di quelle legate alla edilizia residenziale di nuova costruzione, non più sostenibili, e la generale condivisione dell obiettivo della valorizzazione del patrimonio dei beni culturali - quanto il come fare per trasformare il ricco patrimonio esistente in una effettiva risorsa, rendendolo un reale fattore di sviluppo economico e sociale. Sviluppo compatibile del turismo Uno degli obiettivi primari ed imprescindibili del PIT e quello di promuovere un livello idoneo di infrastrutturazione ricettiva, anche se di piccola media dimensione, per consentire l ingresso dei Campi Elegrei a pieno titolo nei circuiti nazionali ed internazionali. Una strategia di riqualificazione del comparto, compatibile con i valori paesaggistici, architettonici e culturali, si deve però fondare su una azione diffusa di recupero del patrimonio edilizio esistente, attraverso le seguenti tipologie di intervento: - la ristrutturazione e/o l ampliamento moderato degli esercizi alberghieri esistenti, per 15

16 adeguarli agli standard funzionali moderni e dotarli di servizi accessori congressuali e sportivi; - l utilizzo dei volumi degli immobili dismessi presenti sul territorio; - il cambio di destinazione d uso per piccoli e medi immobili da abitativo a turistico per residence, pensioni, affittacamere, bed & breakfast ( anche in relazione alla recente approvazione della legge nuova regionale) Queste interventi afferiscono alle azioni attivabili con la misura 2.2 ( piccole attività ricettive fino a trenta posti letto). E da considerare la possibilità di modificare la misura ampliandola a strutture fino a 60/70 posti letto considerando che i pullman turistici da 50 posti costituiscono la misura base dei flussi turistici. Essenziale, dall altro lato, risulta la necessita di realizzazione anche di un numero, (sia pur limitato) di strutture alberghiere di livello medio, 100/120 posti letto, strettamente connesse a strutture congressuali, centri congressi, impianti sportivi, esercizi commerciali, che consentano l accoglienza di flussi turistici di gruppi, convegnisti e turisti d affari. Si tratta, in questo modo, di rendere possibile la fruizione dei Campi Flegrei anche ad una tipologia di turismo fortemente diffuso, direttamente connesso ai grandi tour operetor e a catene di distribuzione nazionali ed internazionali che indirizzano una fetta consistente dei flussi turistici sensibili ai contenuti culturali dei luoghi di visita. Questi interventi richiedono il ricorso alle risorse del turismo dell Asse IV. Un breve discorso a parte merita il termalismo. E fortissima la interconnessione esistente tra turismo culturale, turismo ambientale e turismo termale, settori che potremmo definire in strettissima simbiosi. Lo sviluppo del comparto termale potrà apportare un grosso contributo al ritorno di un turismo colto, per qualche verso simile al turismo dell antica Roma, che vedeva nei Campi Flegrei un luogo di eccellenza per quanto riguardava la bellezza, il piacere ed il benessere fisico. Appare ovvio, però, che l uso delle fonti termali in chiave non solo salutistica ma soprattutto di piacere, suggerisce la localizzazione degli impianti alberghieri in loco. La valorizzazione della risorsa termale, dunque, si realizza unicamente attraverso la realizzazione di alcune strutture ricettive, con forte connotazione edonistica, nelle aree in cui sia stata individuata una pregevole presenza di sorgenti coltivabili. Al momento, secondo le prescrizioni del PTP, ciò e assolutamente inibito. Tale problematica, solo complementare al PI Beni culturali, va affrontata più compiutamente nel tavolo di concertazione sul termalismo con il quale bisognerà instaurare le necessarie relazioni.. Gli indirizzi fondamentali, di natura architettonica - urbanistica - ambientale, a cui ispirare gli interventi per le infrastrutture turistiche, sono così individuati: - Qualità dell intervento; - Ricorso prevalente e prioritario al recupero degli edifici dismessi anche - per quelli senza pregio - attraverso la demolizione e ricostruzione parziale o totale; - Riqualificazione e ripristino dei valori architettonici, urbanistici ed ambientali complessivi; - Rilancio paesistico - ambientale dell area, anche mediante azioni compensative di riqualificazione. Gli interventi dovranno comunque avere un elevato grado di integrazione con 16

17 progetti volti alla valorizzazione del patrimonio naturalistico ed ambientale. La realizzazione di una offerta culturale in chiave turistica, qualificata e vendibile, strettamente collegata al progetto integrato di valorizzazione dei Beni culturali, e attuabile unicamente attraverso una articolazione complessa dell offerta e dei servizi connessi. Si rende dunque essenziale il coordinamento tra a) gli operatori del settore; b) i servizi municipali e privati; c) le attività di supporto, che dovrebbe essere garantito da un Centro di accoglienza del turista. Il Centro dovrà puntare al consolidamento di una immagine del Turismo Flegreo fortemente connotata qualitativamente ed organicamente alla identità storico - ambientale - culturale del sito che costituisce un fattore di plusvalore assoluto da non disperdere. Esistenza di una domanda adeguata Le tabelle in seguito riportate, tendono a sottolineare tre aspetti fondamentali che lasciano intravedere quali siano oggi i punti forti dell area flegrea dai quali partire se si intende creare un prodotto culturale ben identificabile e vendibile sul mercato. Flussi di visitatori nelle aree archeologiche tuttora visitabili interessate dal Progetto Integrato. Il Progetto Integrato Campi Flegrei punta alla visitabilità di nuove aree di visita all interno di un itinerario strutturato. N COMUNE Denominazione istituto Tipo 1 POZZUOLI AnfiteatroTempio A di Serapide pagamento 2 BACOLI Terme di Baia A pagamento 3 BACOLI Museo A archeologico pagamento Castello di Baia 4 POZZUOLI Scavi di Cuma A pagamento Visitatori Visitatori Totale Introiti paganti gratuiti L L L L BACOLI Cento Camerelle Gratuito BACOLI Parco Gratuito Monumentale 7 BACOLI Piscina Mirabilis Gratuito BACOLI Teatro Miseno Gratuito BACOLI Tomba di Agrippina Gratuito Dalla tabella si evidenzia che l Anfiteatro di Pozzuoli, gli scavi di Cuma e le Terme 17

18 Romane di Baia hanno catalizzato circa visitatori. Unitamente alla Solfatara di Pozzuoli si registrano nel 1996 ben visitatori. La fluttuazione degli arrivi pone in evidenza una forte predominanza del turismo scolastico che concentra gli arrivi nei mesi primaverili (aprile maggio). Tale andamento degli arrivi, al di la delle quantità, è comunque da considerarsi punto di forza in quanto, unitamente alle altre realtà turistiche dell area Flegrea, copre tutta un intera gamma di motivazione degli arrivi: turismo scolastico appunto, turismo congressuale, turismo culturale, turismo balneare, turismo ludico-ricreativo, turismo naturalistico-sportivo, turismo termale. Concreta potenzialità di attrazione di flussi turistici addizionali La domanda spontanea, sopra rappresentata, sembra essere in grado di creare un presupposto credibile per lo sviluppo turistico del territorio, verso stadi di organizzazione atti a gestire grandi numeri. L andamento anomalo della domanda è ravvisabile da un lato nella scarsa identità turistica dell area, dall altro, nella disorganica gestione dei flussi in arrivo sui quali l asfittico sistema ricettivo non incide più di tanto. Solo recentemente sta emergendo la necessità di interconnettere la capacità di attrazione dei vari siti, sia tra gli stessi, sia con le altre realtà turistiche limitrofe. Il punto cruciale della domanda e dell offerta sta proprio in questa situazione, la cui conseguenza è identificabile in un blando impatto degli arrivi sull economia locale per due motivi: a) la gran parte dei visitatori proviene dall area metropolitane e dintorni; b) il turista ha una forte identificazione con le scolaresche, da un lato, e con gli amanti dell archeologia dall altro. Questa situazione crea ancora oggi, negli operatori locali, fenomeni di approssimazione ed incertezza negli investimenti che ha risvolti anche in parte di quell indotto che rappresenta in termini economico-sociali, il secondo motore dell economia turistica. Uno sguardo attento ed esperto può però cogliere tutti i vantaggi di un mercato comunque esistente ed avviato con concrete potenzialità di attrazione di flussi turistici addizionali. TURISTI ITALIANI E STRANIERI OSPITATI NEGLI ESERCIZI ALBERGHIERI NUMERO DELLE PRESENZE NELL AREA FLEGREA nel corso dell anno (Comuni di Bacoli e Pozzuoli) PERIODO ARRIVI PRESENZE P/M Anno 1996 Italiani Stranieri italiani stranieri italiani stranieri GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO

19 AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE ,3 DICEMBRE ,9 TOTALE ,7 6,3 TURISTI ITALIANI E STRANIERI OSPITATI NEGLI ESERCIZI EXTRA ALBERGHIERI NUMERO DELLE PRESENZE NELL AREA FLEGREA nel corso dell anno (Comuni di Bacoli e Pozzuoli) PERIODO ARRIVI PRESENZE P/M ANNO 1996 ITALIANI STRANIERI ITALIANI STRANIERI ITALIANI STRANIERI GENNAIO ,5 21,1 FEBBRAIO ,3 29,1 MARZO ,9 4,1 APRILE ,8 3,0 MAGGIO ,6 3,6 GIUGNO ,8 3,5 LUGLIO ,8 3.2 AGOSTO ,7 4.6 SETTEMBRE ,9 3,1 OTTOBRE ,3 3,1 NOVEMBRE ,0 9,7I DICEMBRE ,0 16,3 TOTALE ,7 Rilevazione sulla consistenza degli esercizi ricettivi alberghieri ed exralberghieri o complementari della Campania Anno

20 ESERCIZI ALBERGHIERI ESERCIZI RICETTIVI COMPLEMENTARI Alberghi, Motel, Villaggi, Residenze Campeggi, Villaggi turistici turistiche Comune N Letti Camere Bagni N Letti Sup.Mq BACOLI POZZUOLI Movimenti alberghieri a Bacoli. Anno Italiani Stranieri Totali Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Movimenti alberghieri a Pozzuoli Anno Italiani Stranieri Totali Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze

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