REGOLAMENTO APPROVAZIONE PROGETTI DEFINITIVI. "Iter approvazione dei progetti di cui all art. 158bis del D.Lgs.152/2006 ss.mm.ii.

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1 Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Marche Centro Ancona REGOLAMENTO APPROVAZIONE PROGETTI DEFINITIVI "Iter approvazione dei progetti di cui all art. 158bis del D.Lgs.152/2006 ss.mm.ii. articolo inserito dall art.7 comma1, lett.h) D.L. 12/09/2014, n.133, convertito, con modificazioni, dalla L.11/11/2014, n.164 Approvazione documento: Delibera A.C. del 14/10/2015 n. 4 Revisione n. 0

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3 Sommario 1. Premessa Obiettivi del presente regolamento Progetti oggetto dell approvazione Ruoli e competenze La procedura di approvazione dei progetti definitivi ai sensi dell art. 158bis del D.Lgs.152/ a. Indicazioni operative preventive alla redazione del progetto definitivo... 3 b. Indicazioni operative preventive alla presentazione del progetto definitivo... 4 c. Conferenza di servizi istruttoria sul progetto preliminare... 5 d. Verifiche preventive all indizione della Conferenza di Servizi per l approvazione del progetto definitivo... 6 e. La Conferenza di Servizi e la conclusione del procedimento... 6 f. Effetti del dissenso espresso nella Conferenza di Servizi art. 14quater L.241/

4 1. Premessa Il presente Documento nasce dalla necessità di definire l ambito di applicazione, i ruoli e le competenze, del nuovo procedimento introdotto dall art. 158 bis del D.Lgs. 152/2006 inserito dall art.7 comma1, lett.h) D.L. 12/09/2014, n.133, convertito, con modificazioni, dalla L.11/11/2014, n.164 (di seguito 158bis ). Il 158bis da una parte introduce una nuova APPROVAZIONE, fino ad ora non prevista dalla normativa di settore, e dall altro individua in maniera definitiva competenze che fino ad ora erano lasciate alla diversa interpretazione delle normative regionali o dei singoli Enti. La sostanziale novità è che i progetti DEFINITIVI delle opere e degli interventi, o loro modifiche sostanziali, previsti nei piani di investimenti compresi nei piani d'ambito di cui all'articolo 149 del D.Lgs.152/2006 sono APPROVATI dall Ente di Governo di Ambito Territoriale Ottimale (di seguito EGATO - con tale definizione si indica l Ente che assolve alle funzioni di cui all art. 149 del D.Lgs. 152/2006) che provvede alla convocazione di apposita Conferenza dei Servizi (di seguito CdS ). L approvazione del progetto definitivo comporta dichiarazione di pubblica utilità e costituisce titolo abilitativo e, ove occorra, variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, esclusi i piani paesaggistici. Nei casi in cui l'approvazione costituisce variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, tale variante deve essere coordinata con il piano di protezione civile secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 6, della legge 24 febbraio 1992, n Inoltre, il 158bis definisce chiaramente che l EGATO è AUTORITÀ ESPROPRIANTE per la realizzazione delle opere ed interventi, e loro modifiche sostanziali, previsti nei piani d ambito ed indica la possibilità per l EGATO (come peraltro già previsto dal D.P.R. 327/2001) di delegare, in tutto o in parte, i propri poteri espropriativi al gestore del servizio idrico integrato (di seguito Gestore SII ). Si ritiene che le novità e le specificazioni introdotte dal 158bis, devono intendersi limitate ai casi in cui vi sia necessità di dichiarazione di pubblica utilità, o al caso in cui sia necessaria l acquisizione di diversi pareri o nulla osta non diversamente acquisibili con rapidità visto il numero o la complessità degli stessi. In riferimento al fatto che l approvazione di un progetto non conforme alla previsione urbanistica, costituisca variante ad uno strumento di pianificazione territoriale, si vuole evidenziare che, salvo le opere ed i progetti del SII previsti nei Piani d Ambito per i quali sia richiesta da parte del Gestore SII l attivazione della procedura ex 158bis, la variante agli strumenti urbanistici e il rilascio del titolo abilitativo resta una competenza degli Enti di governo del territorio (quindi di norma dei Comuni). 1

5 2. Obiettivi del presente regolamento Il presente documento definisce l iter per l approvazione dei progetti ai sensi del 158bis, indicando la procedura da utilizzarsi a cura del Gestore SII per la presentazione dei progetti all EGATO ed individua i passaggi fondamentali del procedimento di approvazione dei progetti a cura dell EGATO. 3. Progetti oggetto dell approvazione L approvazione ai sensi del 158bis non è estesa a tutti i progetti del piano d ambito ma solamente ai casi in cui vi sia necessità di dichiarazione di pubblica utilità, o nel caso in cui sia necessaria l acquisizione di diversi pareri o nulla osta non diversamente acquisibili con rapidità visto il numero o la complessità degli stessi e degli Enti competenti al loro rilascio. Pertanto sono oggetto di approvazione ai sensi del 158bis, i progetti di interventi, e loro modifiche sostanziali, compresi nei Piani d Ambito di cui all art. 149 del D.Lgs.152/2006, per i quali sia necessario: - la dichiarazione di pubblica utilità relativamente alle pertinenze interessate e/o - l acquisizione di più pareri o nullaosta da rilasciare da diversi Enti/soggetti. Per tali interventi l EGATO provvede all approvazione del progetto definitivo attraverso l indizione e la convocazione di apposita Conferenza di Servizi, ai sensi degli art. 14 e seguenti della L.241/ Ruoli e competenze Ai fini di una maggiore comprensione ed una efficace organizzazione della procedura per l attuazione di quanto disposto dal 158bis, si definiscono nel seguente paragrafo i ruoli e le competenze dei diversi soggetti a diverso titolo coinvolti. L Assemblea di Ambito: - con propria Delibera, modifica la Convenzione per la Gestione del Servizio Idrico Integrato, per l inserimento e la definizione della delega dei poteri espropriativi; - con propria Delibera, approva il presente regolamento e le eventuali modifiche. Il Direttore dell EGATO: - con propria Determina, individua il Responsabile del Procedimento assegnandogli la responsabilità dell istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il procedimento di approvazione dei progetti definitivi, ad eccezione della competenza all adozione del provvedimento finale; - valuta le eventuali criticità e/o specificità del singolo procedimento in collaborazione con il Responsabile del Procedimento; - con propria Determina, approva il progetto definitivo ed eventuali provvedimenti connessi; - con propria Determina, approva eventuali documenti complementari al presente Regolamento aventi natura operativa (come ad esempio la modulistica). Il Responsabile del Procedimento (di seguito RdP ): - verifica la rispondenza degli obiettivi e strategie contenuti nel Documento Preliminare alla Progettazione (di seguito DPP ) anche in relazione alla pianificazione vigente e propone modifiche/integrazioni o nullaosta a procedere secondo la strategia individuata; 2

6 - verifica la coerenza del progetto (di norma il Definitivo) con la Pianificazione dell Ente (piano d ambito/piano degli investimenti) e rilascia il nullaosta al Gestore SII a procedere all avviso di avvio del procedimento ai privati; - verifica la documentazione pervenuta per rendere procedibile l intervento proposto; - segnala al Direttore dell EGATO, e con lui valuta, le eventuali criticità e/o specificità del singolo provvedimento; - presenta richieste di integrazioni, chiarimenti, pareri al gestore e agli Enti/soggetti coinvolti; - indice e convoca la CdS; - predispone gli atti necessari per la approvazione definitiva dell intervento, compresa una relazione conclusiva del procedimento istruttorio e la redazione della bozza di decreto di approvazione, che trasmette al Direttore per l adozione del provvedimento finale. Il Gestore SII: - è delegato, così come previsto dalla Convenzione per la Gestione del Servizio Idrico Integrato, modificata con Delibera dell Assemblea del 14 /10/2015 n. 4, all esercizio dei poteri espropriativi ossia di tutte le fasi, gli atti amministrativi e le comunicazioni del procedimento ablativo di espropriazione per pubblica utilità ad esclusione dell indizione e della complessiva conduzione della conferenza dei servizi ai sensi dell art. 10 D.P.R. 327/2001 ss.mm.ii. finalizzata, ove necessario all apposizione del vincolo preordinato all esproprio e, congiuntamente o disgiuntamente, all adozione dell atto conclusivo di approvazione del progetto definitivo comportante dichiarazione di pubblica utilità; - individua, per ogni progetto, un RUP o figure analoghe; - presenta tutta la documentazione necessaria per la procedibilità dell approvazione del progetto definitivo e ne attesta/assevera la completezza e correttezza; - fornisce integrazioni, chiarimenti su richiesta dell EGATO; - individua gli Enti/soggetti da convocare alla CdS con indicazione dei pareri/autorizzazioni/permessi richiesti a ciascuno e finalizzati all approvazione del progetto e relativi riferimenti alla documentazione progettuale. 5. La procedura di approvazione dei progetti definitivi ai sensi dell art. 158bis del D.Lgs.152/2006 a. Indicazioni operative preventive alla redazione del progetto definitivo Al fine di verificare il coordinamento e la corrispondenza tra la programmazione del Piano d Ambito ed uno specifico progetto, devono essere eseguite da parte dell EGATO delle valutazioni sulle scelte progettuali operate dal gestore. A tal fine, prima di sviluppare un progetto ad un elevato livello di dettaglio, come è un progetto definitivo, per i progetti da approvare ai sensi del 158bis si prevede quanto di seguito indicato: OPERE RILEVANTI E/O COMPLESSE (progetto di importo > ,00 euro): il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) o il Responsabile del procedimento incaricato deve redigere un DPP (Documento Preliminare alla Progettazione) dove sono definiti gli obiettivi e sono programmate tutte le procedure da applicare per raggiungerli, quali passaggi progettuali debbono essere svolti, la programmazione 3

7 temporale delle attività, il costo dell intervento. Il DPP deve essere trasmesso all EGATO prima di avviare le successive fasi di progettazione; l EGATO verificherà la rispondenza degli obiettivi e strategie contenuti nel DPP anche in relazione alla pianificazione vigente e proporrà modifiche/integrazioni o un nullaosta a procedere secondo la strategia individuata. OPERE MINORI (progetto di importo < ,00 euro): il Gestore trasmette il definitivo unitamente alla Relazione illustrativa del progetto preliminare con particolare riferimento ai temi della scelta delle alternative e della soluzione selezionata con esposizione della fattibilità dell'intervento (si veda art.18, comma 1, lettere a) e b) del D.P.R.207/2010 e, per interventi di adeguamento/ampliamento di opere esistenti, consistenza e stato di manutenzione dell'opera da adeguare/ampliare, chiare indicazioni sulle fasi esecutive necessarie per garantire l'esercizio durante la costruzione dell'intervento (vedi art.19, comma 2 del d.p.r.207/2010). Nel caso in cui il progetto concorra con altri alla soluzione di specifiche criticità, dovranno essere indicate anche considerazioni in merito alla soluzione prevista nel suo complesso. b. Indicazioni operative preventive alla presentazione del progetto definitivo Prima della presentazione della domanda di approvazione del progetto definitivo, il Gestore invia all EGATO formale richiesta di autorizzazione a procedere allegando il progetto (di norma il progetto definitivo) e l esplicita dichiarazione di conformità, ovvero non conformità, urbanistica. L EGATO dopo aver verificato la coerenza del progetto con gli strumenti di pianificazione di competenza vigenti (piano d ambito e piano degli interventi) e la coerenza del progetto in termini di copertura economica rilascia il proprio assenso a procedere all avviso ai privati. Il Gestore SII provvede all avviso di avvio del procedimento ai privati, raccoglie le eventuali osservazioni e formula le relative controdeduzioni. Nel caso in cui non esista la conformità urbanistica, il Gestore SII nell avviso ai privati dovrà comunicare anche che il procedimento di approvazione del progetto in oggetto costituisce variante al piano urbanistico ai sensi dell art. 158 bis del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. Qualora l intervento approvato dall EGATO in base al 158bis implichi il rilascio del titolo abilitativo, il Gestore SII si confronterà con il Comune al fine di corredare il progetto definitivo di tutti quegli elementi previsti nella disciplina edilizia/urbanistica comunale. Una volta acquisite le osservazioni dei privati e formulate le controdeduzioni, il Gestore SII provvede alla effettiva richiesta di approvazione del progetto definitivo attraverso l invio di: a. estremi identificativi dell intervento nel Piano degli interventi; b. elenco documentazione presentata; c. copia cartacea sottoscritta del progetto; d. due copie digitali del progetto, di cui una sottoscritta digitalmente; e. dichiarazione di conformità, ovvero non conformità, agli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti; f. certificazione del RUP o del responsabile del procedimento incaricato, attestante la verifica condotta sulla documentazione presentata (ai sensi e per gli effetti degli articoli 52 e 53 del DPR 207/2010). Tale certificazione si esplica in una relazione sintetica nella quale sono descritte motivazioni per l eventuale esclusione di alcuni elaborati progettuali perché non cogenti per il procedimento; l elenco dei soggetti da invitare in CdS con riferimento ai pareri da ottenere e agli elaborati di dettaglio eventualmente 4

8 funzionali all espressione di tali pareri (vedi anche lettera g); la conformità urbanistica dell opera da realizzare ed i vincoli ambientali, paesaggistici, archeologici oltre ad eventuali altri pareri da acquisire ed interferenze specifiche; g. elenco enti/soggetti da convocare per la Conferenza di Servizi, con indicazione dei pareri/autorizzazioni/permessi richiesti a ciascuno e finalizzati all approvazione del definitivo e relativi riferimenti alla documentazione progettuale; h. certificazione del RUP o del responsabile del procedimento incaricato, attestante la regolarità dell avvio del procedimento ai privati con allegata comunicazione di avvio del procedimento, osservazioni pervenute e controdeduzioni formulate. c. Conferenza di servizi istruttoria sul progetto preliminare Per casi particolari quali: interventi particolarmente complessi in ordine al numero degli enti coinvolti e/o degli interessati dalle attività espropriative oppure ragioni di urgenza oppure l acquisizione di indicazioni progettuali che permettano una più agevole ottenimento dei permessi/autorizzazioni/nulla osta necessari all approvazione del progetto definitivo e poi esecuzione dell intervento; è preferibile che si provveda ad una valutazione preventiva a livello di PROGETTAZIONE PRELIMINARE. A tal fine sarà convocata una CdS istruttoria secondo le modalità indicate dall art. 14bis della legge 241/90. Il soggetto responsabile del procedimento è l EGATO che potrà eventualmente, valutando il caso di ogni singolo procedimento, delegare tale competenza al Gestore SII. In via generale sarà adottata la seguente procedura: il progetto preliminare dovrà essere redatto secondo le indicazioni riportate all articolo 17 e seguenti del D.P.R. 207/2010; la documentazione dovrà comprendere una relazione illustrativa delle autorizzazioni necessarie, recante l'indicazione delle normative di riferimento e il rapporto tra le autorizzazioni individuate e le parti del progetto dalle stesse interessate; la stessa relazione indicherà i soggetti da invitare alla conferenza di servizi istruttoria in quanto titolati all espressione dei pareri sulle interferenze rilevate o previste; la Conferenza Istruttoria sarà chiusa con un verbale e relativi allegati a cura del RdP; Il progetto definitivo successivamente elaborato dal Gestore SII dovrà tener conto di quanto riportato a verbale della CdS istruttoria preliminare. 5

9 d. Verifiche preventive all indizione della Conferenza di Servizi per l approvazione del progetto definitivo Il RdP, ricevuta la richiesta di approvazione del progetto definitivo da parte del Gestore SII verifica la procedibilità dell approvazione del progetto analizzando : la coerenza del progetto con gli strumenti di pianificazione vigenti (piano d ambito /Piano degli investimenti) e la coerenza del progetto in termini di copertura economica; la coerenza del progetto con le prescrizioni apportate nell ambito della eventuale conferenza istruttoria effettuata sul progetto preliminare (paragrafo 5.c); l eventuale conformità urbanistica dell area di intervento; la completezza del materiale fornito che dovrà essere conforme in via generale a quanto definito al D.Lgs. 163/06 (artt. da 93 a 98) e al D.P.R. 207/2010 (sez. III) per la progettazione a livello definitivo integrato di eventuale documentazione inerente fasi preventive al definitivo; la presenza delle attestazioni richieste al Responsabile del procedimento in relazione a: documentazione presentata e regolarità dell avvio del procedimento (eventuale) con allegati documenti; la presenza della certificazione del RUP o del responsabile del procedimento incaricato, attestante la regolarità dell avvio del procedimento ai privati con allegata comunicazione di avvio del procedimento, osservazioni pervenute e controdeduzioni formulate; Laddove la documentazione non sia completa, il RdP invierà specifica richiesta al gestore che dovrà provvedere all integrazione entro il tempo indicato nella richiesta stessa. e. La Conferenza di Servizi e la conclusione del procedimento Successivamente alla verifica operata sulla documentazione pervenuta dal Gestore SII, il RdP indice e convoca con la medesima comunicazione la seduta della CdS ai sensi della L.241/1990 e ss.mm. La data della prima riunione è fissata entro il trentesimo giorno successivo all invio della convocazione (art. 14bis L.241/90). La documentazione progettuale è messa a disposizione dei soggetti convocati, sul sito istituzionale dell EGATO in un area ad accesso riservato. I lavori della CdS sono presieduti dal RdP, il quale redige il verbale della stessa valutando se chiudere la Conferenza ovvero convocarne più sedute in funzione di criticità eventualmente emerse. Alla conclusione dei lavori della Conferenza è dato atto che valutate le specifiche risultanze e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse, sarà adottata la determinazione motivata di conclusione del procedimento che sostituisce a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta, o atto di assenso comunque denominato di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti (comma 6-bis art.14ter L.241/90). Viene inoltre dato atto che con il provvedimento finale di competenza dell EGATO ai sensi dell art.14-ter, comma 6-bis, della Legge 241/1990 (approvazione progetto e dichiarazione di pubblica utilità dell opera art. 158bis del TU 152 ) sarà 6

10 dichiarata, ove occorra e ne sussistano i presupposti e le condizioni, la pubblica utilità se del caso apposto il vincolo preordinato all esproprio e/o disposta la variante urbanistica e acquisito il titolo abilitativo. Il RdP, predisposta la conclusione del procedimento istruttorio cui sono allegati i verbali sottoscritti dai partecipanti, i pareri acquisiti e gli elaborati di progetto, trasmette il tutto al Direttore dell EGATO per l adozione dell atto finale di approvazione. Resta fermo che, eventuali altre autorizzazioni da acquisire in momenti diversi dalla progettazione, definitiva (ad esempio l autorizzazione in merito alle aree ad interesse archeologico, che va acquisito sul progetto preliminare, o il parere in merito alle opere da realizzare in zona sismica che va acquisito sul progetto esecutivo), non risultando ricompresi all interno dell approvazione del progetto definitivo di cui alla procedura definita nel presente documento per l approvazione ex 158bis, devo essere acquisite autonomamente dal Gestore SII. f. Effetti del dissenso espresso nella Conferenza di Servizi art. 14quater L.241/1990 Il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale, fermo restando quanto previsto dall'articolo 26 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, regolarmente convocate alla Conferenza di Servizi, a pena di inammissibilità, deve essere manifestato nella Conferenza di Servizi, deve essere congruamente motivato, non può riferirsi a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso. Se però il dissenso della Soprintendenza è motivato in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell'articolo 120 della Costituzione, è rimessa dall'amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che ha natura di atto di alta amministrazione* + 7

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