TELECOMUNICAZIONI (TLC) Generico sistema di telecomunicazione (TLC) Trasduttore. Attuatore CENNI DI TEORIA (MATEMATICA) DELL INFORMAZIONE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "TELECOMUNICAZIONI (TLC) Generico sistema di telecomunicazione (TLC) Trasduttore. Attuatore CENNI DI TEORIA (MATEMATICA) DELL INFORMAZIONE"

Transcript

1 TELECOMUNICAZIONI (TLC) Tele (lontano) Comunicare (inviare informazioni) Comunicare a distanza Generico sistema di telecomunicazione (TLC) Segnale non elettrico Segnale elettrico TRASMESSO s x (t) Sorgente di informazione Ricevitore (RX) Trasduttore DISTURBI Canale Condizionamento: (filtraggio, Amplific. modulazione) Trasmettitore (TX) Condizionamento: Amplific. Filtraggio, De-modulazione Segnale elettrico RICEVUTO s Y (t) Attuatore Segnale non elettrico Destinatario dell informazione CENNI DI TEORIA (MATEMATICA) DELL INFORMAZIONE La Teoria (matematica) dell informazione è stata sviluppata da Claude Shannon (e altri) verso il 1940 ed è applicabile alle comunicazioni numeriche. Vediamo alcune definizioni: Informazione = è ciò che elimina incertezza Messaggio = supporto dell informazione. Ad es. questa pagina è un (lungo) messaggio in cui vi sono informazioni su argomenti che dovrete studiare. Anche una fotografia o un filmato o un brano audio sono messaggi, in quanto in essi si trova informazione!! E gli esempi possono continuare. 1

2 Viene trasmessa tanta più informazione quanto più l'utilizzatore è "sorpreso" dal messaggio che è stato trasmesso. Dunque, la trasmissione dell'informazione implica un certo grado di incertezza da parte di chi riceve; chi trasmette invece non ha incertezze, se no, che cosa trasmetterebbe? L informazione contenuta in un messaggio è dunque tanto maggiore quanto più piccola è la probabilità dell evento descritto in quel messaggio. Ad es. se il messaggio è: Il 22 Agosto ci sarà il sole la quantità di informazione contenuta è piccola perché è molto probabile che il 22 di Agosto splenda il sole!!! Invece il messaggio: Una bomba termonucleare ha prosciugato l Oceano Pacifico contiene molta informazione perché la probabilità che questo capiti è estremamente piccola PER FORTUNA!!! Dunque la quantità di Informazione si può misurare- L unità di misura più usata è il bit (ma vi è anche il nat e l hartley che NON useremo però). BIT = Quantità di Informazione contenuta nel verificarsi di un evento tra 2 possibili ed ugualmente probabili. Attenzione: il bit di informazione è un altra cosa rispetto al bit usato in elettronica digitale, anche se c è un legame tra i due. In particolare il bit di informazione è in genere un numero reale (con la virgola cioè) mentre il bit digitale è un numero intero. Ad es. il messaggio: ho lanciato una moneta ed è uscito Testa contiene 1 bit di informazione (gli eventi sono 2: o esce Testa o Croce.. e suppongo la moneta NON truccata! (Se invece è truccata, la quantità di informazione è più piccola o più grande di 1 bit??) P= probabilità che si verifichi l evento di cui vogliamo misurare la quantità di informazione. E un numero compreso SEMPRE tra 0 (evento impossibile) e 1 (evento certo) Una definizione di probabilità è la seguente: (-> Approfondire in Matematica) n casi _ in _ cui _ si _ verifica _ l _ evento P= n casi _ tot _ che _ possono _ avvenire P = 0; evento impossibile P = 1; evento certo Non è l unica e nemmeno la migliore; nella pratica infatti NON sappiamo quanti sono i casi finché non abbiamo fatto degli esperimenti e determinato la frequenza statistica (vedi dopo) ma per quel poco che facciamo ci va più che bene. 2

3 Definizione di Quantità di informazione I 1 = log2 = log P I 2 P P = 0; evento impossibile I = P = 1; evento certo I = 0 log 2 X = logaritmo in base 2 di X. Poiché sulla calcolatrice NON c è il tasto log 2 ma c è quello di log 10 (spesso indicato con Log) allora: log 2 X = 3,32 log 10 X (circa) Il perché chiederlo al prof. di matematica!!! Esempi: Calcolare la quantità di informazione del messaggio: lancio una monete ed esce T EVENTO = lancio di una moneta Esce T? P = 1/2 = 0.5 = 50% I = lg 2 (1/0,5) = lg 2 2 = 3,32 log 10 2 = 1 bit T = testa C = croce Calcolare la quantità di informazione del messaggio: lancio due monete ed esce TT. Conviene (quando si può) disegnare l insieme di tutti i casi possibili, chiamato in statistica Universo. Quindi contare i casi favorevoli (1, cioè TT) e quelli totali, che sono 4 I = log 2 (1/0,25) = lg 2 4 = 3,32 log 10 4 = 2 bit UNIVERSO 2 Moneta 1 Moneta TT CT TC CC Provare a calcolare I per lancio 2 monete ed esce T C o C T Provare a calcolare I per lancio n monete ed escono tutti T per n = 3, 4, 5 ESERCIZI da fare a casa 1) Lancio 1 dado, qual è I che esca il numero 4? 2) Lancio 2 dadi, I che la somma dei numeri sia 7 ( maggiore o uguale a 7) 3) Lancio 2 dadi, I che la somma dei numeri sia 6 (minore o uguale a 6) 4) Lancio una moneta truccata per cui la probabilità che esca T è doppia di quella che esca C. Qual è I nel caso esca T? E che esca C? 3

4 Suggerimento: P T, P C = probabilità che esca T o C è l evento certo, la cui probabilità = 1, quindi P T + P C = 1; P T = 2P C dunque 3P C = 1 e quindi P C = 1/3 e P T = 1 - P C = 2/3 5) Lancio 2 dadi, qual è l I che esca un numero 8? ( maggiore o uguale a 8) 1 dado UNIVERSO 2 dado P = n casi _ Favorevoli n casi _ Possibili Continuare ora da soli. Per il momento ci fermiamo qui visto che NON siamo ingegneri e NON progettiamo Torneremo alla Teoria quando vedremo la codifica ed entreremo più nei dettagli delle Trasmissioni Digitali. 4

5 CENNI DI TEORIA SEI SEGNALI Nelle telecomunicazioni l Informazione, contenuta nel messaggio, deve poi essere trasportata a distanza. Questo lo si fa tramite un segnale. Segnale = grandezza fisica (tensione, corrente, onda elettromagnetica, ma anche impulso luminoso o pressione acustica ecc.) nelle cui variazioni è impressa l informazione. Il messaggio deve quindi essere convertito in un segnale per trasportare a distanza l informazione. Possiamo dunque dire che un segnale trasporta l informazione Attenzione: affinché una grandezza sia un segnale deve variare (perché l informazione prevede una variazione), ma una grandezza che varia NON è detto che sia un segnale!! Ad Es. La tensione fornita dall ENEL è sinusoidale e quindi varia MA NON E un segnale ( potrebbe però esserlo in due casi.. Quali sono?) Il segnale che giunge all'utilizzatore è di fatto sconosciuto finché non viene completamente ricevuto; se così non fosse, non ci sarebbe bisogno del sistema di comunicazione, e non si avrebbe scambio di informazione! Poiché ci interessiamo di comunicazioni elettriche il segnale: Una tensione Per noi è Una corrente Una Intensità di Campo (onda elettromagnetica /luce) Segnali determinati e indeterminati (o probabilistici o stocastici) Vediamo di seguito due grandezze fisiche che variano. Sulle ascisse (variabile indipendente) mettiamo il tempo, sulle ordinate (variabile dipendente) mettiamo le ampiezze (tensione, corrente, ecc.). Un tale grafico in elettronica si chiama forma d onda (spesso abbreviato con onda ma NON è un onda!) o fdo e lo strumento che lo visualizza e consente di misurare è l Oscilloscopio. Il primo ha un andamento casuale E imprevedibile e dunque chi riceve NON può conoscerlo prima di averlo ricevuto. Dunque può davvero trasportare informazione. Tali segnali li chiamiamo Segnali indeterminati, o probabilistici, o stocastici. Li possiamo conoscere solo a livello statistico (-> Approfondire in Matematica). 5

6 Due tra le molte grandezze statistiche sono il valore medio µ e la deviazione standard σ (che in elettronica chiamiamo valore efficace) Ampiezze tempo -10 μ= Valore Medio (AV) = 0, σ= Valore Efficace (RMS) = 6,888 Il secondo, qui sotto, ha invece un andamento molto regolare.. troppo regolare! Ed infatti è generato dalla formula 10*sen(2*π*0,1 + 1). Ma se c è una formula chi riceve lo può costruire quando vuole, e dunque è inutile trasmetterlo, pertanto NON è un segnale, anche se lo chiameremo segnale deterministico. Per questi NON serve la statistica! Ampiezze tempo Valore Medio (AV) = 0,0 Valore Efficace (RMS) = 7,071 Periodo T = 10 Frequenza = 0,1 6

7 Vediamo che il grafico si ripete ogni 10 s. Il tempo di ripetizione si chiama Periodo T [s]. Dunque è un segnale Periodico. In TLC siamo però più interessati alla frequenza f: frequenza = 1/periodo ; f = 1/ T misurata in [hertz] o [Hz] In generale la frequenza ci dice quante cose (nel nostro caso i periodi ) avvengono in 1 secondo. Un altra grandezza utile quando si hanno segnali periodici sinusoidali (sen, cos) è la pulsazione ω = 2 * π * f = 2 * π / T misurata in [radianti / secondi] = [rad/s] Gli ingegneri delle Telecomunicazioni hanno le conoscenze matematiche per trattare i segnali indeterministici, noi NO! Dunque nello studio useremo solo quelli deterministici che sono l ombra di quelli veri. Ma meglio un ombra che niente!!! Come sono stati ottenuti i due grafici qui sopra? Tramite il foglio di calcolo segnali.xls che trovate nel sito. 1) Per il segnale deterministico ho usato la formula 10*sen(2*π*0,1*t + 1) che è quella generale che esprime un segnale sinusoidale: A*sen(ω*t + φo). Per confronto si ricava: A = ampiezza o valore massimo o valore di picco = 10 [volt o ampere o ] ω = 2*π*f = pulsazione. Da cui ricaviamo che ω =0,628 rad/s; f =0,1 Hz; T =10 s φo = fase iniziale = 1 rad (nella formula gli angoli devono essere in radianti) Per chi non lo sapesse in un angolo giro (360 ) ci stanno 2π radianti, per cui 1 rad = 57 (circa). Per passare da gradi a rad e viceversa si usano le formulette: rad = (π/180) * gradi e gradi = (180/π) * radianti (rifare a casa questi calcoli e verificare se tornano -> Poi Approfondire in Matematica). Le sinusoidi sono importantissime in elettronica e in TLC perché hanno delle proprietà uniche e che scopriremo nel prosieguo del corso dunque vanno comprese e studiate bene!!! 2) Per il segnale indeterministico ho usato la formula - 20*CASUALE() +10 che genera un numero casuale tra -10 e 10. In generale casuale() da un numero tra 0 7

8 (non compreso) e 1 (compreso). Per far generare numeri casuali tra min e max si deve usare la formula - (max min) * casuale() + max. Attenzione che benché si usi una formula, il segnale è indeterministico, in quanto ogni volta la formula da un numero diverso e imprevedibile. Il valore medio µ = 0,660 dovrebbe essere = 0. Infatti se i numeri sono a caso tanti ce ne sono di positivi quanti di negativi e la media dovrebbe essere = 0. (Perché NON lo è?). Provare a effettuare molte ripetizioni (premere il tasto F9) e vedere come cambiano il grafico, µ e σ Un ultima osservazione: Nel calcolo del valore efficace per la sinusoide si usa la formuletta (che vedremo meglio più avanti): valore efficace = A / 2 = 10/ 2= 7,071. Ma è possibile, con buona approssimazione, usare anche la statistica, in questo caso la deviazione standard σ = DEV.ST(C3:C50) = 7,265, con un errore del solo 2% nell esempio. Stessa cosa sul valore medio statistico µ = MEDIA(C3:C54) che ci da -0,02 e che in teoria dev essere = 0. Bene a sapersi, magari per qualche esercizio?, ESERCIZI da fare a casa 1) Dato un angolo di 60, 45, 30 10, 1 calcolare l equivalente in rad 2) Dato un angolo di π, (2/3)*π, (1/2)*π, (1/3)*π radianti, calcolare l equivalente in gradi 3) Realizzare un foglio di calcolo di una sinusoide di ampiezza A = 5, Periodo T=2 e fase iniziale -2 rad. Si vogliono visualizzare N 3 periodi con 10 valori a periodo. Calcolare la frequenza f. Valutare il valor medio ed efficace 4) Realizzare un foglio di calcolo di una sinusoide di ampiezza A = 10, frequenza f=3 e fase iniziale 30. Si vogliono visualizzare N 2 periodi con 20 valori a periodo. Calcolare il periodo T. Valutare il valor medio ed efficace 5) Realizzare un foglio di calcolo di un segnale indeterministico (usare 60 valori). Effettuare il grafico e provare la simulazione per un valore minimo del valor medio statistico µ. Quanto vale in corrispondenza il valor efficace statistico σ? Segnali Analogici (Continui in matem) e Numerici (Discreti in matem) NELLE AMPIEZZE Un segnale è Analogico se può assumere infiniti valori tutti significativi. Le ampiezze fanno cioè parte dei numeri reali R. Se anche uno solo di quei valori cambia, cambia 8

9 pure l informazione trasportata. In altre parole se la forma cambia, cambia anche l informazione. Un Segnale è Numerico (o Digitale o Quantizzato) se i valori significativi che assume in opportuni istanti è un numero finito (2; 3; 4; 5;.). Le ampiezze fanno cioè parte dei numeri naturali N. L informazione si trova solo in quei valori, e quindi segnali diversi, ma coincidenti in quei particolari valori, sono equivalenti per quanto riguarda l informazione trasportata. In altre parole la forma del segnale NON ha importanza, purché assuma i valori giusti in certi particolari istanti di tempo (istanti di osservazione o di lettura). Per motivi tecnologici è bene che il passaggio da un livello all altro avvenga quasi istantaneamente, e quindi la fdo risulti squadrata, proprio come si trova nei libri, anche se nella realtà le cose sono un po diverse. Nell Es. che segue (foglio: Segnali.xls) i valori significativi sono 0; 2; 4; 6 (4 livelli) e i tempi di osservazione sono 2; 5; 8; 11; 14 ecc. In tali istanti il valore dei due segnali sono gli stessi e quindi,pur avendo fdo diverse, questi sono equivalenti. 7 Segnali Numerici Equivalenti Ampiezze tempo Riconoscere molti livelli rende difficile il loro riconoscimento da parte del RX, quindi molto spesso i livelli sono solo due: H (ampiezza maggiore) ed L (ampiezza minore). Se il numero di valori è 2 il segnale è detto Digitale. Vediamo un esempio di un segnale digitale ideale e reale Poiché il RX legge i valori al centro di ciascun bit, questi sono equivalenti. 9

10 H Segnale Binario Ideale Segnale Binario Ideale L Segnale Binario Reale Istanti di lettura Segnali Analogici Discreti nei TEMPI (Campionati) Prendete un segnale Analogico e supponete di essere al buio. Ogni tanto si accende un flash, come nelle discoteche quando viene attivata la luce stroboscopica. Cosa vedete? Vedete dei pezzi (si dice dei campioni ) del segnale. Abbiamo reso il tempo discreto, ossia il tempo varia ora a scatti Vediamo un esempio: In color rosso il segnale analogico, in nero il segnale campionato (discreto nei tempi). L operazione di campionamento è l importantissima prima operazione da fare quando si vuole convertire un segnale analogico in uno digitale e la vedremo in seguito. Da notare che il segnale campionato è ancora Analogico. 10

11 Segnali Analogici Discreti nei TEMPI e nelle Ampiezze (Campionati e Quantizzati) Dopo il campionamento segue la quantizzazione, che rende il segnale numerico.. E alla base della moderna Telefonia e di tutte le applicazioni delle comunicazioni moderne.. Compresa la TV digitale, CD musicali, gli MP3 ecc Avremo modo di sviluppare l argomento in seguito. Vantaggi del Segnale (e quindi dei sistemi) Digitali possibilità di usare circuiteria digitale a basso costo; possibilità di cifratura dei messaggi per preservare privatezza o segretezza; possibilità di trasmettere segnali con grande dinamica (rapporto tra il valore massimo e minimo del segnale stesso) unificazione del formato di dati, voce e video che vengono trasmessi attraverso un unico sistema di trasmissione comune; assenza dell'effetto di accumulo del rumore in comunicazioni su lunghe distanze con ripetitori intermedi; immunità ai disturbi nella rilevazione dei dati trasmessi; possibilità di diminuire gli errori di trasmissione dovuti ai disturbi con l'uso di opportune codifiche. D'altro canto, le comunicazioni digitali hanno anche i seguenti svantaggi: in generale, maggiore richiesta di banda; necessità della sincronizzazione dei segnali. Naturalmente, i vantaggi sono così importanti da più che controbilanciare gli svantaggi, e ciò giustifica la massiccia adozione delle tecniche digitali nella trasmissione dell'informazione cui si è assistito negli ultimi anni. 11

TEORIA DEI SEGNALI. Introduzione. La Comunicazione

TEORIA DEI SEGNALI. Introduzione. La Comunicazione TEORIA DEI SEGNALI Introduzione L obiettivo principale di un servizio di telecomunicazione è il trasferimento dell'informazione emessa da una sorgente agli utenti cui è destinata, nell'ambito di una particolare

Dettagli

Introduzione alla scienza della comunicazione (E. T. Jaynes)

Introduzione alla scienza della comunicazione (E. T. Jaynes) Introduzione alla scienza della comunicazione (E T Jaynes) S Bonaccorsi Department of Mathematics University of Trento Corso di Mathematical model for the Physical, Natural and Social Sciences Outline

Dettagli

Introduzione alle reti di telecomunicazioni

Introduzione alle reti di telecomunicazioni Introduzione alle reti di telecomunicazioni La comunicazione Nello studio dei sistemi di telecomunicazione si è soliti fare riferimento a tre entità fondamentali: il messaggio, che rappresenta l oggetto

Dettagli

Funzioni trigonometriche e modulazione dei segnali

Funzioni trigonometriche e modulazione dei segnali Funzioni trigonometriche e modulazione dei segnali Valentino Liberali Dipartimento di Tecnologie dell Informazione Università di Milano, 263 Crema e-mail: liberali@dti.unimi.it http://www.dti.unimi.it/~liberali

Dettagli

Nota di Copyright. Leonardo Fanelli Urbino - Ottobre 05

Nota di Copyright. Leonardo Fanelli Urbino - Ottobre 05 Nota di Copyright Questo insieme di trasparenze (detto nel seguito slide) è protetto dalle leggi sul copyright e dalle disposizioni dei trattati internazionali. Il titolo e i copyright relativi alle slides

Dettagli

Modulazioni. Vittorio Maniezzo Università di Bologna. Comunicazione a lunga distanza

Modulazioni. Vittorio Maniezzo Università di Bologna. Comunicazione a lunga distanza Modulazioni Vittorio Maniezzo Università di Bologna Vittorio Maniezzo Università di Bologna 06 Modulazioni 1/29 Comunicazione a lunga distanza I segnali elettrici si indeboliscono quando viaggiano su un

Dettagli

Reti di Telecomunicazioni 1

Reti di Telecomunicazioni 1 Reti di Telecomunicazioni 1 Corso on-line - AA2004/05 Blocco 3 Ing. Stefano Salsano e-mail: stefano.salsano@uniroma2.it 1 Le sorgenti di traffico in una rete di TLC 2 Tipi di flussi di informazione Messaggi

Dettagli

Trasmissione Dati. Trasmissione Dati. Sistema di Trasmissione Dati. Prestazioni del Sistema

Trasmissione Dati. Trasmissione Dati. Sistema di Trasmissione Dati. Prestazioni del Sistema I semestre 03/04 Trasmissione Dati Trasmissione Dati Prof. Vincenzo Auletta auletta@dia.unisa.it http://www.dia.unisa.it/professori/auletta/ Ogni tipo di informazione può essere rappresentata come insieme

Dettagli

MODULAZIONI ANGOLARI

MODULAZIONI ANGOLARI MODULAZIONI ANGOLARI Una sinusoide: v(t) = V M * cos (ω * t + φ o ) = V M * cos φ(t) : t è il tempo e φ(t) = fase istantanea è identificata da: 1. Ampiezza V M o V P oppure anche dal suo valore efficace

Dettagli

Corso di Fondamenti di Telecomunicazioni

Corso di Fondamenti di Telecomunicazioni Corso di Fondamenti di Telecomunicazioni 1 - INTRODUZIONE Prof. Mario Barbera 1 Argomenti della lezione Cenni storici Definizioni: Sorgente di informazione Sistema di comunicazione Segnali trasmissivi

Dettagli

Introduzione all analisi dei segnali digitali.

Introduzione all analisi dei segnali digitali. Introduzione all analisi dei segnali digitali. Lezioni per il corso di Laboratorio di Fisica IV Isidoro Ferrante A.A. 2001/2002 1 Segnali analogici Si dice segnale la variazione di una qualsiasi grandezza

Dettagli

L ACQUISIZIONE DIGITALE DEI SEGNALI I vantaggi principali dei sistemi digitali consistono in: elevata insensibilità ai disturbi bassa incertezza con costi relativamente contenuti compatibilità intrinseca

Dettagli

Il Campionameto dei segnali e la loro rappresentazione. 1 e prende il nome frequenza di

Il Campionameto dei segnali e la loro rappresentazione. 1 e prende il nome frequenza di Il Campionameto dei segnali e la loro rappresentazione Il campionamento consente, partendo da un segnale a tempo continuo ovvero che fluisce con continuità nel tempo, di ottenere un segnale a tempo discreto,

Dettagli

01CXGBN Trasmissione numerica. parte 1: Introduzione ai sistemi di trasmissione numerica. Grandezze fondamentali.

01CXGBN Trasmissione numerica. parte 1: Introduzione ai sistemi di trasmissione numerica. Grandezze fondamentali. 01CXGBN Trasmissione numerica parte 1: Introduzione ai sistemi di trasmissione numerica. Grandezze fondamentali. 1 TRASMISSIONE NUMERICA Trasmissione da un utente TX a un utente RX di informazione discreta

Dettagli

Introduzione all Analisi dei Segnali

Introduzione all Analisi dei Segnali Tecniche innovative per l identificazione delle caratteristiche dinamiche delle strutture e del danno Introduzione all Analisi dei Segnali Prof. Ing. Felice Carlo PONZO - Ing. Rocco DITOMMASO Scuola di

Dettagli

Reti di Telecomunicazioni 1

Reti di Telecomunicazioni 1 Reti di Telecomunicazioni 1 Corso on-line - AA2005/06 Blocco 3 (v2) Ing. Stefano Salsano e-mail: stefano.salsano@uniroma2.it 1 Le sorgenti di traffico in una rete di TLC 2 Tipi di flussi di informazione

Dettagli

Elementi di teoria dei segnali /b

Elementi di teoria dei segnali /b Elementi di teoria dei segnali /b VERSIONE 29.4.01 Filtri e larghezza di banda dei canali Digitalizzazione e teorema del campionamento Capacità di canale e larghezza di banda Multiplexing e modulazioni

Dettagli

FRANCESCO MARINO - TELECOMUNICAZIONI

FRANCESCO MARINO - TELECOMUNICAZIONI ESAME DI SAO DI ISIUO POFESSIONALE A.S. 2000/2001 Indirizzo: ECNICO DELLE INDUSIE ELEONICHE ema di: ELEONICA, ELECOMUNICAZIONI E APPLICAZIONI Il candidato, formulando di volta in volta tutte le ipotesi

Dettagli

Radio Waves Surfing (surfando sulle Onde Radio)

Radio Waves Surfing (surfando sulle Onde Radio) Progetto ARISS ITIS ˆE.fermi Lucca Andrea Ghilardi 2011 The fascinating world of Radio Waves Surfing (surfando sulle Onde Radio) Onde Elettromagnetiche Un elettrone immobile genera, a causa della sua carica,

Dettagli

APPUNTI DI ELETTROMAGNETISMO E RADIOTECNICA. Coordinatore del Progetto prof. Vito Potente Stesura a cura del docente ing.

APPUNTI DI ELETTROMAGNETISMO E RADIOTECNICA. Coordinatore del Progetto prof. Vito Potente Stesura a cura del docente ing. APPUNTI DI ELETTROMAGNETISMO E RADIOTECNICA Coordinatore del Progetto prof. Vito Potente Stesura a cura del docente ing. Marcello Surace 1 Si richiamano le definizioni delle leggi fondamentali, invitando

Dettagli

Calcolo delle probabilità

Calcolo delle probabilità Calcolo delle probabilità Il calcolo delle probabilità ha avuto origine nel Seicento in riferimento a questioni legate al gioco d azzardo e alle scommesse. Oggi trova tante applicazioni in ambiti anche

Dettagli

Una sperimentazione. Probabilità. Una previsione. Calcolo delle probabilità. Nonostante ciò, è possibile dire qualcosa.

Una sperimentazione. Probabilità. Una previsione. Calcolo delle probabilità. Nonostante ciò, è possibile dire qualcosa. Una sperimentazione Probabilità Si sta sperimentando l efficacia di un nuovo farmaco per il morbo di Parkinson. Duemila pazienti partecipano alla sperimentazione: metà di essi vengono trattati con il nuovo

Dettagli

Elementi di Informatica e Programmazione

Elementi di Informatica e Programmazione Elementi di Informatica e Programmazione La Codifica dell informazione (parte 4) Corsi di Laurea in: Ingegneria Civile Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Università degli Studi di Brescia Docente:

Dettagli

2. SINCRONIZZAZIONE (CENNI)

2. SINCRONIZZAZIONE (CENNI) 2. SINCRONIZZAZIONE (CENNI) INTRODUZIONE AL PROBLEMA DELLA SINCRONIZZAZIONE SINCRONISMO DI BIT SCRAMBLING SINCRONISMO DI FRAME INTRODUZIONE Abbiamo visto diverse tecniche in grado di convertire e di trasmettere

Dettagli

Elettronica Circuiti nel dominio del tempo

Elettronica Circuiti nel dominio del tempo Elettronica Circuiti nel dominio del tempo Valentino Liberali Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano valentino.liberali@unimi.it Elettronica Circuiti nel dominio del tempo 14 aprile 211

Dettagli

COMUNICAZIONI ELETTRICHE + TRASMISSIONE NUMERICA COMPITO 13/7/2005

COMUNICAZIONI ELETTRICHE + TRASMISSIONE NUMERICA COMPITO 13/7/2005 COMUNICAZIONI ELETTRICHE + TRASMISSIONE NUMERICA COMPITO 13/7/005 1. Gli esercizi devono essere risolti su fogli separati: uno per la prima parte del compito (esercizi 1/4), uno per la seconda parte (esercizi

Dettagli

Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Area Didattica di Ingegneria. Corso di Laurea in Ingegneria Industriale

Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Area Didattica di Ingegneria. Corso di Laurea in Ingegneria Industriale Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Area Didattica di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Industriale Lezioni del Corso di Misure Industriali 1 Università degli Studi di Cassino

Dettagli

Teoria dei Segnali Modulazione di frequenza e modulazione di fase

Teoria dei Segnali Modulazione di frequenza e modulazione di fase Teoria dei Segnali Modulazione di frequenza e modulazione di fase Valentino Liberali Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano valentino.liberali@unimi.it Teoria dei Segnali Modulazione di

Dettagli

Elettronica I Circuiti nel dominio del tempo

Elettronica I Circuiti nel dominio del tempo Elettronica I Circuiti nel dominio del tempo Valentino Liberali Dipartimento di ecnologie dell Informazione Università di Milano, 2613 Crema e-mail: liberali@i.unimi.it http://www.i.unimi.it/ liberali

Dettagli

1/20 Segnali Analogici e Digitali Franco Moglie Istituto di Elettromagnetismo e Bioingegneria Università Politecnica delle Marche Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2005 2/20 GNU Free Documentation License

Dettagli

Lezione 8: Suono (1) Sommario. Informatica Multimediale. Docente: Umberto Castellani

Lezione 8: Suono (1) Sommario. Informatica Multimediale. Docente: Umberto Castellani Lezione 8: Suono (1) Informatica Multimediale Docente: Umberto Castellani Sommario Introduzione al suono Rappresentazione del suono Elaborazione digitale Standard MIDI Sintesi del suono Parlato (Speech)

Dettagli

GRANDEZZE ALTERNATE SINUSOIDALI

GRANDEZZE ALTERNATE SINUSOIDALI GRANDEZZE ALTERNATE SINUSOIDALI 1 Nel campo elettrotecnico-elettronico, per indicare una qualsiasi grandezza elettrica si usa molto spesso il termine di segnale. L insieme dei valori istantanei assunti

Dettagli

Perché Codificare i Dati? Codifica dei Dati. Tecniche di Codifica del Segnale. Cooperazione Trasmettitore- Ricevitore

Perché Codificare i Dati? Codifica dei Dati. Tecniche di Codifica del Segnale. Cooperazione Trasmettitore- Ricevitore Università degli studi di Salerno Laurea in Informatica I semestre 03/04 Codifica dei Dati Prof. Vincenzo Auletta auletta@dia.unisa.it http://www.dia.unisa.it/professori/auletta/ 2 Perché Codificare i

Dettagli

1 - I segnali analogici e digitali

1 - I segnali analogici e digitali 1 1 - I segnali analogici e digitali Segnali analogici Un segnale analogico può essere rappresentato mediante una funzione del tempo che gode delle seguenti caratteristiche: 1) la funzione è definita per

Dettagli

Teoria dei circuiti Esercitazione di Laboratorio Transitori e dominio dei fasori

Teoria dei circuiti Esercitazione di Laboratorio Transitori e dominio dei fasori Teoria dei circuiti Esercitazione di Laboratorio Transitori e dominio dei fasori Esercizio T T V V on riferimento al circuito di figura, si assumano i seguenti valori: = = kω, =. µf, = 5 V. Determinare

Dettagli

Correnti alternate. 1. ACDC. Alternative current vs direct current

Correnti alternate. 1. ACDC. Alternative current vs direct current Correnti alternate 1. ACDC. Alternative current vs direct current Bibliografia [1] ENEL, Visita alle centrali, http://www.enel.it/visitacentralihtml/visitacentralihtml/idroelettrica/idroelettrica.asp [2]

Dettagli

Università di Napoli Parthenope Facoltà di Ingegneria

Università di Napoli Parthenope Facoltà di Ingegneria Università di Napoli Parthenope Facoltà di Ingegneria Corso di Comunicazioni Elettriche docente: Prof. Vito Pascazio 1 a Lezione: 11/03/2003 Sommario Informazioni sul corso Cenni storici I Sistemi di Telecomunicazione

Dettagli

SVILUPPO IN SERIE DI FOURIER

SVILUPPO IN SERIE DI FOURIER SVILUPPO IN SERIE DI FOURIER Cenni Storici (Wikipedia) Jean Baptiste Joseph Fourier ( nato a Auxerre il 21 marzo 1768 e morto a Parigi il 16 maggio 1830 ) è stato un matematico e fisico, ma è conosciuto

Dettagli

Rappresentazione digitale

Rappresentazione digitale I BIT POSSONO RAPPRESENTARE TUTTO Tutta l informazione interna ad un computer è codificata con sequenze di due soli simboli : 0 e 1 è facile realizzare dispositivi elettronici che discriminano fra due

Dettagli

Testa o croce: quando conviene scegliere a caso

Testa o croce: quando conviene scegliere a caso Testa o croce: quando conviene scegliere a caso Fabio Fagnani fabio.fagnani@polito.it http://calvino.polito.it/ fagnani/ Dipartimento di Matematica Politecnico di Torino p. Quale ricerca? p. Quale ricerca?

Dettagli

Indice: Introduzione 2. L'onda (La sinusoide del nostro segnale) 3. Adsr 4. I cavi 6. Tipo di connettori 7. Gli alimentatori 9. L'amplificatore 11

Indice: Introduzione 2. L'onda (La sinusoide del nostro segnale) 3. Adsr 4. I cavi 6. Tipo di connettori 7. Gli alimentatori 9. L'amplificatore 11 Indice: Introduzione 2 L'onda (La sinusoide del nostro segnale) 3 Adsr 4 I cavi 6 Tipo di connettori 7 Gli alimentatori 9 L'amplificatore 11 Le valvole 15 I trasduttori elettroacustici 16 Il compressore

Dettagli

STRUMENTAZIONE E MISURE ELETTRICHE. Condizionamento ed acquisizione del segnale

STRUMENTAZIONE E MISURE ELETTRICHE. Condizionamento ed acquisizione del segnale STRUMENTAZIONE E MISURE ELETTRICHE Condizionamento ed acquisizione del segnale Prof. Salvatore Nuccio salvatore.nuccio@unipa.it, tel.: 0916615270 1 Circuito di condizionamento Un sensore/trasduttore (S/T)

Dettagli

Sistemi digitali di telecomunicazioni.

Sistemi digitali di telecomunicazioni. Sistemi digitali di telecomunicazioni. 1. Dall'analogico al digitale I segnali di tipo vocale, che sono stati i primi segnali ad essere utilizzati nei sistemi di telecomunicazioni, sono segnali analogici,

Dettagli

CONVERSIONE ANALOGICA DIGITALE (ADC)(A/D) CONVERSIONE DIGITALE ANALOGICA (DAC)(D/A)

CONVERSIONE ANALOGICA DIGITALE (ADC)(A/D) CONVERSIONE DIGITALE ANALOGICA (DAC)(D/A) CONVERSIONE ANALOGICA DIGITALE (ADC)(A/D) CONVERSIONE DIGITALE ANALOGICA (DAC)(D/A) ELABORAZIONE ANALOGICA O DIGITALE DEI SEGNALI ELABORAZIONE ANALOGICA ELABORAZIONE DIGITALE Vantaggi dell elaborazione

Dettagli

Decisioni in condizioni di rischio. Roberto Cordone

Decisioni in condizioni di rischio. Roberto Cordone Decisioni in condizioni di rischio Roberto Cordone Decisioni in condizioni di rischio Rispetto ai problemi in condizioni di ignoranza, oltre all insieme Ω dei possibili scenari, è nota una funzione di

Dettagli

Corso di Fondamenti di Telecomunicazioni

Corso di Fondamenti di Telecomunicazioni Corso di Fondamenti di Telecomunicazioni 5 - EGALI DIGITALI E A IMPULI I BADA BAE Prof. Mario Barbera [parte ] Codifica La fase di codifica prevede che venga fatta una associazione tra il livello del segnale

Dettagli

Dispense del corso di Elettronica Ls Prof. Guido Masetti

Dispense del corso di Elettronica Ls Prof. Guido Masetti Dispense del corso di Elettronica Ls Prof. Guido Masetti Elaborazione dei segnali 1 Sommario Elaborazione del segnale Sistemi lineari tempo invarianti (LTI), tempocontinui e tempo-discreti Analisi di Fourier

Dettagli

LE FIBRE OTTICHE. Indice generale

LE FIBRE OTTICHE. Indice generale Indice generale LE FIBRE OTTICHE... Sistema di trasmissione con fibre ottiche... Apparato Trasmissivo... Apparato Ricevitore... Trasduttori Ottici in Trasmissione (LED o LD)... Trasduttori Ottici in Ricezione

Dettagli

v in v out x c1 (t) Molt. di N.L. H(f) n

v in v out x c1 (t) Molt. di N.L. H(f) n Comunicazioni elettriche A - Prof. Giulio Colavolpe Compito n. 3 3.1 Lo schema di Fig. 1 è un modulatore FM (a banda larga). L oscillatore che genera la portante per il modulatore FM e per la conversione

Dettagli

Sistemi di Telecomunicazione

Sistemi di Telecomunicazione Sistemi di Telecomunicazione Codici di Linea e Sincronizzazione Universita Politecnica delle Marche A.A. 2014-2015 A.A. 2014-2015 Sistemi di Telecomunicazione 1/36 Codici di linea - I I segnali in logica

Dettagli

DOCUMENTO TRATTO DA WWW.AEREIMILITARI.ORG

DOCUMENTO TRATTO DA WWW.AEREIMILITARI.ORG DOCUMENTO TRATTO DA WWW.AEREIMILITARI.ORG I Radar ad Onda Continua (CW) Principi di funzionamento dei radar CW. Al contrario dei radar ad impulsi, quelli ad onda continua (CW) emettono radiazioni elettromagnetiche

Dettagli

1 - I segnali analogici e digitali

1 - I segnali analogici e digitali 1 - I segnali analogici e digitali Segnali analogici Un segnale analogico può essere rappresentato mediante una funzione del tempo che gode delle seguenti caratteristiche: 1) la funzione è definita per

Dettagli

Il Suono Digitale. Capitolo 1 - Dal segnale analogico al segnale digitale. Introduzione

Il Suono Digitale. Capitolo 1 - Dal segnale analogico al segnale digitale. Introduzione Il Suono Digitale Capitolo 1 - Dal segnale analogico al segnale digitale Introduzione pag 1 Vantaggi del segnale digitale pag 2 Svantaggi della rappresentazione digitale pag 2 Schema della catena audio

Dettagli

» Tipi di segnale e le loro caratteristiche» Parametri che descrivono un segnale» Perchè i segnali digitali?

» Tipi di segnale e le loro caratteristiche» Parametri che descrivono un segnale» Perchè i segnali digitali? Ingegneria dell Informazione Modulo SISTEMI ELETTRONICI A - INTRODUZIONE A.2 - Tipi di segnale» Tipi di segnale e le loro caratteristiche» Parametri che descrivono un segnale» Perchè i segnali digitali?

Dettagli

Università di Napoli Parthenope Facoltà di Ingegneria

Università di Napoli Parthenope Facoltà di Ingegneria Università di Napoli Parthenope Facoltà di Ingegneria Corso di rasmissione Numerica docente: Prof. Vito Pascazio 18 a Lezione: 13/1/4 19 a Lezione: 14/1/4 Sommario rasmissione di segnali PM numerici su

Dettagli

Principi per la memorizzazione digitale della musica

Principi per la memorizzazione digitale della musica Principi per la memorizzazione digitale della musica Agostino Dovier Univ. di Udine, DIMI 1 Preliminari Ogni suono/rumore udibile è generato da una vibrazione. Il corpo vibrante, per essere udito deve

Dettagli

Calcolo delle Probabilità

Calcolo delle Probabilità Calcolo delle Probabilità Il calcolo delle probabilità studia i modelli matematici delle cosidette situazioni di incertezza. Molte situazioni concrete sono caratterizzate a priori da incertezza su quello

Dettagli

L esperienza di Hertz sulle onde elettromagnetiche

L esperienza di Hertz sulle onde elettromagnetiche L esperienza di Hertz sulle onde elettromagnetiche INTRODUZIONE Heinrich Hertz (1857-1894) nel 1886 riuscì per la prima volta a produrre e a rivelare le onde elettromagnetiche di cui Maxwell aveva previsto

Dettagli

(25 min) Esercizio 1. 1a) Vedi libro e appunti del corso.

(25 min) Esercizio 1. 1a) Vedi libro e appunti del corso. (5 min) Esercizio 1 1) Con una scheda di acquisizione dati, con dinamica d ingresso bipolare, si devono misurare i seguenti segnali su un circuito: V 1 tensione di alimentazione di una connessione USB

Dettagli

Sistemi di Telecomunicazione

Sistemi di Telecomunicazione Sistemi di Telecomunicazione Parte 10: Carrier Recovery Universita Politecnica delle Marche A.A. 2013-2014 A.A. 2013-2014 Sistemi di Telecomunicazione 1/20 Schema generico di ricevitore A.A. 2013-2014

Dettagli

= variazione diviso valore iniziale, il tutto moltiplicato per 100. \ Esempio: PIL del 2000 = 500; PIL del 2001 = 520:

= variazione diviso valore iniziale, il tutto moltiplicato per 100. \ Esempio: PIL del 2000 = 500; PIL del 2001 = 520: Fig. 10.bis.1 Variazioni percentuali Variazione percentuale di x dalla data zero alla data uno: x1 x 0 %x = 100% x 0 = variazione diviso valore iniziale, il tutto moltiplicato per 100. \ Esempio: PIL del

Dettagli

ELETTRONICA DIGITALE

ELETTRONICA DIGITALE ELETTRONICA DIGITALE Ebbe praticamente inizio nel 1946 con il calcolatore elettronico chiamato ENIAC, realizzato con 18.000 valvole termoioniche, occupava 180 mq e consumava 200 kw. Ma l'idea che sta alla

Dettagli

TECNICHE DI COMPRESSIONE DATI

TECNICHE DI COMPRESSIONE DATI TECNICHE DI COMPRESSIONE DATI COMPRESSIONE DATI La compressione produce una rappresentazione più compatta delle informazioni è come se si usassero meno parole per dire la stessa cosa in modo diverso. Esistono

Dettagli

Differenziazione sistemi dinamici

Differenziazione sistemi dinamici Il controllo di sistemi ad avanzamento temporale si basa sulle tecniche di controllo in retroazione, ovvero, elabora le informazione sullo stato del processo (provenienti dai sensori) in modo sa inviare

Dettagli

RICETRASMETTITORE CON MODULAZIONE DI FREQUENZA REALIZZATO CON PLL

RICETRASMETTITORE CON MODULAZIONE DI FREQUENZA REALIZZATO CON PLL I.T.I. Modesto PANETTI B A R I Via Re David, 186-080-54.54.1-7015 BARI Fax 080-54.64.3 Internet http://www.itispanetti.it email : BATF05000C@istruzione.it Tesina sviluppata dall alunno Francesco Ruggiero

Dettagli

La distribuzione binomiale

La distribuzione binomiale La distribuzione binomiale 1. Che cos'è un numero casuale Stiamo per lanciare un dado. Fermiamo la situazione un attimo prima che il dado cada e mostri la faccia superiore. Finché è in aria esso costituisce

Dettagli

Esperienza n. 8 Uso dell oscilloscopio analogico

Esperienza n. 8 Uso dell oscilloscopio analogico 1 L oscilloscopio consente di visualizzare forme d onda e più in generale è un dispositivo che visualizza una qualunque funzione di 2 variabili. Per fare ciò esse devono essere o essere trasformate in

Dettagli

Suono: aspetti fisici. Tutorial a cura di Aldo Torrebruno

Suono: aspetti fisici. Tutorial a cura di Aldo Torrebruno Suono: aspetti fisici Tutorial a cura di Aldo Torrebruno 1. Cos è il suono Il suono è generalmente prodotto dalla vibrazione di corpi elastici sottoposti ad urti o sollecitazioni (corde vocali, corde di

Dettagli

CAMPIONAMENTO E RICOSTRUZIONE DI SEGNALI

CAMPIONAMENTO E RICOSTRUZIONE DI SEGNALI CAMPIONAMENTO E RICOSTRUZIONE DI SEGNALI 1 Fondamenti di segnali Fondamenti e trasmissione TLC Segnali in formato numerico Nei moderni sistemi di memorizzazione e trasmissione i segnali in ingresso sono

Dettagli

Esercitazioni per il corso di Microonde 2005/2006: CENNI DI TEORIA DELL ERRORE. Ing. Ricci Andrea Simone

Esercitazioni per il corso di Microonde 2005/2006: CENNI DI TEORIA DELL ERRORE. Ing. Ricci Andrea Simone Esercitazioni per il corso di Microonde 2005/2006: CENNI DI TEORIA DELL ERRORE Ing. Ricci Andrea Simone INCERTEZZA DI MISURA - Introduzione X SISTEMA Y Misura > complesso di attività volte alla valutazione

Dettagli

Comunicazione codifica dei dati. Prof. Francesco Accarino IIS Altiero Spinelli Sesto San Giovanni

Comunicazione codifica dei dati. Prof. Francesco Accarino IIS Altiero Spinelli Sesto San Giovanni Comunicazione codifica dei dati Prof. Francesco Accarino IIS Altiero Spinelli Sesto San Giovanni Trasmissione dati La trasmissione dati,permette di trasmettere a distanza informazioni di tipo digitale

Dettagli

Probabilità e Statistica Esercitazioni. a.a. 2006/2007

Probabilità e Statistica Esercitazioni. a.a. 2006/2007 Probabilità e Statistica Esercitazioni a.a. 2006/2007 C.d.L.: Ingegneria per l Ambiente ed il Territorio, Ingegneria Civile, Ingegneria Gestionale, Ingegneria dell Informazione C.d.L.S.: Ingegneria Civile

Dettagli

SISTEMI DI ACQUISIZIONE

SISTEMI DI ACQUISIZIONE SISTEMI DI ACQUISIZIONE Introduzione Lo scopo dei sistemi di acquisizione dati è quello di controllo delle grandezze fisiche sia nella ricerca pura, nelle aziende e, per i piccoli utenti. I vantaggi sono:

Dettagli

Master della filiera cereagricola. Impresa e mercati. Facoltà di Agraria Università di Teramo. Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa

Master della filiera cereagricola. Impresa e mercati. Facoltà di Agraria Università di Teramo. Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa Master della filiera cereagricola Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa Facoltà di Agraria Università di Teramo Impresa e mercati Parte prima L impresa L impresa e il suo problema economico L economia studia

Dettagli

Codifica di sorgente. esempio di sorgente con memoria

Codifica di sorgente. esempio di sorgente con memoria Codifica di sorgente esercitazione su sorgenti markoviane 1 esempio di sorgente con memoria Esempio di sorgente con memoria markoviana a due stati NB: per la simmetria del sistema, i simboli sono equiprobabili

Dettagli

Radiotecnica 4 Oscillatori e tipi di modulazione

Radiotecnica 4 Oscillatori e tipi di modulazione A.R.I. - Sezione di Parma Corso di preparazione esame di radiooperatore 2015 Radiotecnica 4 Oscillatori e tipi di modulazione Carlo Vignali, I4VIL FEEDBACK OSCILLATORE ARMSTRONG Tuned grid tuned plate

Dettagli

Carlo Cosmelli. La visione del mondo della Relatività e della Meccanica Quantistica. Settimana 5. Lezione 5.1 La funzione d onda I parte

Carlo Cosmelli. La visione del mondo della Relatività e della Meccanica Quantistica. Settimana 5. Lezione 5.1 La funzione d onda I parte La visione del mondo della Relatività e della Meccanica Quantistica Settimana 5 Lezione 5.1 La funzione d onda I parte Carlo Cosmelli 1 Riassunto al 1924 Quindi: 1900 - Planck: lo scambio di Energia [onda

Dettagli

Per essere inviato il dato deve essere opportunamente codificato in modo da poter essere trasformato in SEGNALE, elettrico oppure onda luminosa.

Per essere inviato il dato deve essere opportunamente codificato in modo da poter essere trasformato in SEGNALE, elettrico oppure onda luminosa. La trasmissione dell informazione N.R2 La comunicazione tra due calcolatori si realizza tramite lo scambio di dati su un canale di comunicazione, esiste quindi un TRASMETTITORE che invia dei dati e un

Dettagli

Sistema acquisizione dati

Sistema acquisizione dati 12 Sistema acquisizione dati 3.1 Introduzione: Per convertire i segnali analogici trasmessi dai sensori in segnali digitali dobbiamo usare i convertitori analogici digitali o più comunemente chiamati ADC(Analog-to-Digital

Dettagli

(a) Segnale analogico (b) Segnale digitale (c) Segnale digitale binario

(a) Segnale analogico (b) Segnale digitale (c) Segnale digitale binario A.s. 2010-2011 2011 Segnali analogici e digitali (a) Segnale analogico (b) Segnale digitale (c) Segnale digitale binario Un segnale si definisce analogico se può assumere tutti gli infiniti valori nel

Dettagli

PROBABILITÀ - SCHEDA N. 2 LE VARIABILI ALEATORIE

PROBABILITÀ - SCHEDA N. 2 LE VARIABILI ALEATORIE Matematica e statistica: dai dati ai modelli alle scelte www.dima.unige/pls_statistica Responsabili scientifici M.P. Rogantin e E. Sasso (Dipartimento di Matematica Università di Genova) PROBABILITÀ -

Dettagli

Musica e computer. Audio digitale e tecnologie MIDI. Prima parte: Dal suono all elettricità La conversione analogico/digitale

Musica e computer. Audio digitale e tecnologie MIDI. Prima parte: Dal suono all elettricità La conversione analogico/digitale Musica e computer: Audio digitale e tecnologie MIDI prima parte Musica e computer Audio digitale e tecnologie MIDI Prima parte: Dal suono all elettricità La conversione analogico/digitale Obiettivi del

Dettagli

PROBLEMA SU COLLEGAMENTO WIRELESS CON ACCESS POINT

PROBLEMA SU COLLEGAMENTO WIRELESS CON ACCESS POINT PROBLEMA SU COLLEGAMENTO WIRELESS CON ACCESS POINT Il gestore di un ipermercato richiede l' installazione di un access point da utilizzare per il collegamento wireless delle casse automatiche alla rete

Dettagli

COMUNICAZIONE SERIALE

COMUNICAZIONE SERIALE LA COMUNICAZIONE SERIALE Cod. 80034-02/2000 1 INDICE GENERALE Capitolo 1 Introduzione alla comunicazione seriale Pag. 3 Capitolo 2 Protocollo CENCAL Pag. 19 Capitolo 3 Protocollo MODBUS Pag. 83 2 CAPITOLO

Dettagli

) *!' " * +! #"#, ( -. - ( 0 0 00. - #

) *!'  * +! ##, ( -. - ( 0 0 00. - # ! " $% & ' ( ) *!' " * +! ", ( -. - /. - 0 0( ( ) $% * ++! " * +, ( -. - ( 0 0 00. - / 12! ) 1 1 3 /4**' $% * 3* 0 5 6 0!56" * 7'! "( - $% ' /. - 0560, 8 * 56 *, * 9$, $% 0560 :+; * " 3 *' $% ' /*, '(

Dettagli

Informatica per la Storia dell Arte

Informatica per la Storia dell Arte Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica Informatica per la Storia dell Arte Anno Accademico 2014/2015 Docente: ing. Salvatore Sorce Rappresentazione

Dettagli

Elementi di Informatica e Programmazione

Elementi di Informatica e Programmazione Elementi di Informatica e Programmazione La Codifica dell informazione (parte 4) Corsi di Laurea in: Ingegneria Civile Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Università degli Studi di Brescia Docente:

Dettagli

Corso Elettronica Industriale Anno Accademico 2005-2006. Prof Ing Lorenzo Capineri

Corso Elettronica Industriale Anno Accademico 2005-2006. Prof Ing Lorenzo Capineri AMPLIFICATORI IN CLASSE D Corso Elettronica Industriale Anno Accademico 25-26 Prof Ing Lorenzo Capineri Indice 1. Generalità degli amplificatori in Classe D 1.1 Risposta in frequenza 2. Principio di funzionamento

Dettagli

Cosa dobbiamo già conoscere?

Cosa dobbiamo già conoscere? Cosa dobbiamo già conoscere? Insiemistica (operazioni, diagrammi...). Insiemi finiti/numerabili/non numerabili. Perché la probabilità? In molti esperimenti l esito non è noto a priori tuttavia si sa dire

Dettagli

MEZZI DI TRASMISSIONE DATI

MEZZI DI TRASMISSIONE DATI MEZZI DI TRASMISSIONE DATI Per scambiare dati tra due unita' (computer o altri apparecchi) occorre un collegamento. La caratteristica principale di un mezzo di trasmissione telematico e' la velocita' di

Dettagli

Analisi dei sistemi di controllo a segnali campionati

Analisi dei sistemi di controllo a segnali campionati Analisi dei sistemi di controllo a segnali campionati Sistemi di controllo (già analizzati) Tempo continuo (trasformata di Laplace / analisi in frequenza) C(s) controllore analogico impianto attuatori

Dettagli

Prova Teorica. Test a scelta multipla. Casarano-29 Aprile 2009

Prova Teorica. Test a scelta multipla. Casarano-29 Aprile 2009 I.I.S. F. ottazzi - asarano 28-29 prile 2009 asarano-29 prile 2009 Prova Teorica Test a scelta multipla ognome Nome Scuola di provenienza 1 di 17 I.I.S. F. ottazzi - asarano 28-29 prile 2009 rgomenti della

Dettagli

TEORIA DELLA PROBABILITÀ I

TEORIA DELLA PROBABILITÀ I TEORIA DELLA PROBABILITÀ I Dipartimento di Matematica ITIS V.Volterra San Donà di Piave Versione [2015-16] Indice 1 Probabilità 1 1.1 Introduzione............................................ 1 1.2 Eventi...............................................

Dettagli

Ingegneria Aerospaziale Prof. A. Palomba - Elementi di Informatica (E-Z) Rappresentazione caratteri Rappresentazioni immagini Rappresentazione suoni

Ingegneria Aerospaziale Prof. A. Palomba - Elementi di Informatica (E-Z) Rappresentazione caratteri Rappresentazioni immagini Rappresentazione suoni 2009-200 Ingegneria Aerospaziale Prof. A. Palomba - Elementi di Informatica (E-Z) 3 Rappresentazione caratteri Rappresentazioni immagini Rappresentazione suoni Lez. 3 Calcolatore e Informazione Tutti i

Dettagli

Il colore. IGEA 2006-07 7 febbraio 2007

Il colore. IGEA 2006-07 7 febbraio 2007 Il colore IGEA 2006-07 7 febbraio 2007 La luce Radiazione elettromagnetica 380 740 nanometri (790 480 THz) Percezione della luce /1 Organi sensoriali: Bastoncelli Molto sensibili (anche a un solo fotone:

Dettagli

Acquisizione di segnali per l elaborazione digitale.

Acquisizione di segnali per l elaborazione digitale. Acquisizione di segnali per l elaborazione digitale. Il segnale generato dai trasduttori in genere non è idoneo per la diretta elaborazione da parte dell unità di governo che realizza un algoritmo di controllo,

Dettagli

IL SAMPLE AND HOLD UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO. Progetto di Fondamenti di Automatica. PROF.: M. Lazzaroni

IL SAMPLE AND HOLD UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO. Progetto di Fondamenti di Automatica. PROF.: M. Lazzaroni UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI Corso di Laurea in Informatica IL SAMPLE AND HOLD Progetto di Fondamenti di Automatica PROF.: M. Lazzaroni Anno Accademico

Dettagli

Taratura di un multicanale

Taratura di un multicanale COSO DI LABOATOIO DI FISICA A Scopo dell esperienza è la verifica della relazione lineare tra il canale individuato da un analizzatore multicanale (M.C.A.) e la carica elettrica media relativa a segnali

Dettagli

Transitori del primo ordine

Transitori del primo ordine Università di Ferrara Corso di Elettrotecnica Transitori del primo ordine Si consideri il circuito in figura, composto da un generatore ideale di tensione, una resistenza ed una capacità. I tre bipoli

Dettagli