LE DISCUSSIONI DEL GENERAL PARLAMENTO DI PALERMO PER LA FORMAZIONE DI UNO STATUTO COSTITUZIONALE DEL REGNO DI SICILIA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LE DISCUSSIONI DEL GENERAL PARLAMENTO DI PALERMO PER LA FORMAZIONE DI UNO STATUTO COSTITUZIONALE DEL REGNO DI SICILIA"

Transcript

1 LE DISCUSSIONI DEL GENERAL PARLAMENTO DI PALERMO PER LA FORMAZIONE DI UNO STATUTO COSTITUZIONALE DEL REGNO DI SICILIA La Sicilia, nel 1848, a differenza degli altri Stati italiani, si trovò in grado di elaborare da sé, liberamente, con piena consapevolezza, la propria Costituzione. Mentre altrove, a Napoli e a Roma, a Firenze e a Torino, furono quei sovrani che, stretti dalla necessità dell'ora tempestosa, consentirono a largire uno Statuto, nel quale tutti si preoccuparono d'introdurre le più caute riserve, cosicché i diritti popolari e le guarentige liberali fossero ognora soggette all'arbitrio dei principi e dei loro servitori; la Sicilia sola potè discutere e darsi quella legge fondamentale, che evidentemente rispondeva a quelle ch'erano le idee predominanti, in quell'ora storica della vita nazionale, nelle classi colte e amanti di libertà. All'infuori della decisione del 13 aprile, che dichiarava la decadenza della dinastia borbonica, e che impegnava il General Parlamento alla scelta di un re tratto da una famiglia principesca italiana, nessun altro vincolo era posto alle risoluzioni delle due Camere costituenti siciliane; ed esse usarono largamente di questa facoltà, elaborando una legge statutaria quanto mai libera e ardita, ispirata dalla fondamentale preoccupazione che era necessario salvaguardare le libertà popolari dai possibili attentati dell'eligendo re, chiunque egli fosse. L'ampia laboriosa fervida discussione svoltasi alla Camera dei comuni tra il giugno e il luglio del 1848, rivela nel miglior modo quali fossero i sentimenti del partito liberale siciliano, nel quale è da credere che s'identificasse la grande maggioranza se non la totalità della borghesia e dell'aristocrazia isolane. Fin dall'inizio del dibattito, allorché fu esaminato se fosse da procedere alla formazione di uno Statuto nuovo o alla riforma di quello del 1812, Stanislao Cannizzaro affermava recisamente, contro il parere espresso dal barone Francesco Ventura, che fosse d'uopo approntare una

2 24 CESARE SPELLANZON legge nuova del tutto, inquantoché «uno Statuto costituzionale deve adattarsi alle condizioni sociali de' tempi», e non v'era ravvicinamento possibile tra il 1812 e il 1848, l'aristocrazia ispirando e guidando allora la vita dell'isola, mentre adesso «la democrazia, fattasi gigante per lo sviluppo della civiltà e per la rivoluzione vinta, [aveva] distrutto ogni pretensione aristocratica»; laonde ne deduceva, che «adattare ai tempi la Costituzione del 1812 [voleva] dire mutarla nei suoi principi moventi». A sua volta, il barone Vito D'Ondes Reggio, dopo avere affermato che «la legge del 1812 [era] un'antichità, la scienza e la civiltà dei popoli [essendo] così mirabilmente progredite, che piuttosto, secoli e non anni 'il tempo decorso [era] da riputarsi», accennava doversi incominciare lo Statuto con una dichiarazione dei diritti degli uomini e dei cittadini in Sicilia, dichiarazione «conve nientissima ad un popolo che sorge a vita quasi tutta nuova e gloriosa», cosicché esso sappia quali siano i suoi politici diritti, e come il re non sia altro che un funzionario, il primo funzionario dello Stato: «noi siamo (soggiungeva) nella felice, nella condizione più meravigliosa che rara, di non avere alcuno che s'affacci con pretensioni proprie, noi eleggeremo il re, ed il re dovrà essere quel che è Verità che sia». E quindi Giovanni Interdonato, dopo aver riconosciuto che l'esistenza di un popolo si svolge nella storia, e che perciò il passato di un popolo non può dimenticarsi, ammoniva che la reverenza verso il passato della Sicilia non doveva essere tal pastoia che potesse inceppare i movimenti del popolo siciliano Verso l'avvenire; giacché, in quell'ora, il General Parlamento isolano poteva dare all'italia il modello di una novella Costituzione, «ed un esempio a seguire % anche in questo come se lo ebbe nello slancio della [nazionale] rivoluzione» (1). Dopo di che l'assemblea dei rappresentanti popolari s'accinse alla discussione del nuovo Statuto, attenendosi ad un progetto sommario approntato da una Commissione mista di Pari e di Rappresentanti (2). Questo progetto affermava recisamente, all'articolo primo, che la religione cattolica «ad esclusione di qualunque altra» era riconosciuta quale la religione della Sicilia, che il re era pure ob- (1) Le Assemblee del Risorgimento (Atti raccolti e pubblicati per deliberatone della Camera dei Deputati), Roma, 1911, Sicilia, voi. I, pagg , (2) Le Assemblee cit., Sicilia, voi. I, pagg. 743 segg., 814.

3 LE DISCUSSIONI DEL GENERAL PARLAMENTO DI PALERMO 25 bligato a professarla, e che qualora ne avesse abbracciata un'altra avrebbe perduto ogni diritto al trono. II. rappresentante Angelo Marocco non esitò allora a sostenere un principio opposto, e cioè, che lo Statuto non dovesse occuparsi di religione, non parlandone nemmeno lo Statuto promulgato per i suoi Stati da papa Pio IX: ma fu vigorosamente contraddetto al riguardo da Francesco Pàolo Perez, il quale osservò altro essere Roma altro Sicilia, e che in Sicilia il silenzio avrebbe altro significato; purtuttavia, egli non s'astenne dall'accennare alla opportunità di eliminare dallo Statuto ogni affermazione d'intolleranza per gli altri culti; e uguale parere manifestava ben presto Francesco Crispi, il quale diceva non esservi ragione d'intolleranza, «mentre in Roma era permessa la Sinagoga». Cosicché la Camera dei rappresentanti non tardò a trovarsi d'accordo sur una formula che escludeva ogni declaratoria d'intolleranza, nella quale dicevasi essere religione dello Stato la cattolica apostolica romana, e il re essere tenuto a professarla, senza di che sarebbe ipso facto decaduto dal trono. Decisione codesta che indusse alcuni sacerdoti che facevan parte della Camera ad avanzare una categorica protesta, per non essere stata espressamente pronunziata l'esclusione di ogni culto, all'infuori del cattolico (1). Affermava quindi la Camera dei comuni il principio, che aveva la sua origine nell'orgoglio isolano, nell'amore d'indipendenza, nell'odio sempre vivo per il Borbone di Napoli, che il re dei Siciliani non potrebbe regnare o governare in verun altro paese, e che, ove ciò avvenisse, anche in questo caso quel principe decadrebbe dal trono (2). Una discussione grandemente significativa avvenne, poco dopo, sull'articolo che, ripetendo la locuzione dell'atto costituzionale del 1812, statuiva «la sovranità della nazione», dalla quale sola avevano origine i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Obiettavano intanto alcuni rappresentanti, che invece di «nazione» dovesse dirsi «popolo», giacché il chiamar nazione la siciliana sarebbe stato un separarla dalla nazionalità italiana, in quanto era impossibile «concepire una nazione dentro l'altra»: e all'affermazione di un altro oratore, che «quando il 12 gennaio [la Sicilia] elevossi come un sol uomo, [ella] disse : non voglio più esser pro- (1) Le Assemblee cit., Sicilia, voi. I, pagg. 815 a 821, (2) Le Assemblee cit., Sicilia, voi. I, «pagg

4 26 CESARE SPEIXANZON vincia, ma libera e indipendente nazione», e che perciò nazione e non popolo doveva dirsi, - sorgeva Michele Bertolami ad affermare, che «la Sicilia insorse per essere libera, perché volle essere popolo», mentre «popolo non può appellarsi una ciurma di schiavi o una mandra di pecore, poiché la libertà e l'indipendenza sono ad un popolo ciò che all'individuo è la vita»; e ne deduceva, che «la nazione indica legame di origine comune», epperò «nazione possono e debbono essere i popoli tutti d'italia, i quali la natura creò fratelli, ed ai quali largì gli stessi doni, e pose gli stessi suoni sul labbro; nazione, cioè complesso di popoli fratelli, son tutti quei popoli che formano la gran famiglia italiana, [i quali] nazionalità divisa non hanno, perché non si possono avere due nazionalità in un tempo, e due fisonomie in faccia allo straniero». E continuando la discussione, che mirava a definire nel miglior modo le caratteristiche della sovranità del popolo, Filippo Cordova, con alta eloquenza, affermava che «la divisione del potere è la migliore guarentigia delle pubbliche libertà», e che perciò essa doveva consacrarsi nello Statuto, comeché «il dispotismo della Convenzione nazionale di Francia attribuito troppo gratuitamente alla sovranità del popolo non provenisse] che dalla cumulazione dei poteri»; e quindi Giuseppe Natoli ribadiva il concetto «che il sovrano della Sicilia [era] il popolo», che la sovranità del popolo «ha cosa di divino», che tale sovranità è il diritto, «e i diritti... sono emanazione di Dio», che il nuovo sovrano del Regno siculo non doveva ignorare ch'egli non sarebbe altro «che il primo funzionario dello Stato», e che lo Statuto in preparazione non era «una carta di Saint-Oven largheggiata da Luigi XVIII ai Francesi, ma [sarebbe] uno Statuto cittadino fatto per libero voto della nazione, e per lo quale il popolo non delegafva] al Principe se non che la facoltà di esercitare alcuni poteri» limitati e ben definiti. Affermazioni, che con altrettanta chiarezza eran ripetute dal barone D'Ondes, che quando il re sarebbe arrivato, egli avrebbe dovuto vedere «a terra una corona fatta in pezzi», e i Siciliani allora un'altra gliene porrebbero «con ambe le mani sul capo», dopo di che egli non avrebbe dovuto mai scordare che essi e non lui erano i sovrani, e che se avesse mancato a' suoi doveri essi «con la sinistra a rovescio gli butte [rebbero] a terra la corona, e la fare[bbero] a pezzi»; e non diversamente parlava Sebastiano Carnazza, ricordando che la rivoluzione siciliana era «giusta legittima santa» perché aveva ricondotto nel

5 LE DISCUSSIONI DEL GENERAL PARLAMENTO DI PALERMO 27 popolo la sovranità, cosicché il re non ancora prescelto doveva sapere che, se si fosse proposto di farla da Ferdinando II o da Luigi Filippo, «questo popolo di eroi saprjebbe] di nuovo e più rapidamente rovesciarlo dal trono». Epperò, a conclusione di quell'ampio dibattito, approvavàsi un articolo 3 che suonava : «La sovranità risiede nel popolo: i poteri dello Stato saranno delegati e distinti come nella Costituzione stabiliti»; articolo che in una ulteriore successiva lettura fu modificato in modo anche più chiaro e reciso, così : «La sovranità risiede nella universalità dei cittadini siciliani: niuna classe, niun individuo può attribuirsene l'esercizio. I poteri dello Stato sono delegati e distinti secondo il presente Statuto» (1). Poco dianzi, il rappresentante Perez aveva ammonito la Camera, che i despoti sogliono aborrire «la sovranità delle istitu* zioni», e che al contrario sanno talvolta giovarsi, onde manomettere le pubbliche libertà, e far trionfare i loro pravi disegni, «del suffragio del popolo»: e quindi aveva ricordato, che il nonno («d'infame memoria») del Borbone ultimamente scacciato dal siculo trono, allorché volle distruggere il Parlamento e le libere istituzioni dell'isola, ricorse «a un suffragio universale, tacitamente annunziando il pensiero, che la sovranità nazionale non istava nelle istituzioni politiche [ammesse dalla Costituzione del 1812], ma in quello che sempre i despoti e i demagoghi s'accordarono a chiamar popolo». Per ciò, mossa dalla costante preoccupazione, che anche il re di domani potesse per avventura proporsi di attentare ai diritti e alle facoltà del Parlamento (Signori, disse un altro rappresentante, «Re e Popolo saranno sempre in lizza!»), la Camera dei comuni dedicò ogni sua cura onde l'esercizio dell'autorità regia fosse circondato da una serie di precise restrizioni e limitazioni; e per contro fu sollecita ad accrescere i poteri, l'autorità, la forza delle istituzioni parlamentari (2). Avvenne così che la Camera approvasse il principio, che attribuiva esclusivamente al Parlamento «il potere di far leggi, interpretarle, e dispensare da esse», il Parlamento siciliano dovendo essere composto «dai rappresentanti del popolo, e diviso in due Camere», l'una dei deputati, l'altra (1) Le Assemblee cit., Sicilia, voi. I, pagg. 830 a 837, 859 a 874, 1124, (2) Le Assemblee cit., Sicilia, voi. I, pagg. 871, 891. (Discorsi Perez e Carnazza).

6 28 CESARE SPELLANZON dei senatori; ragion per cui, anche la tradizionale, e fino a questo punto vigente, denominazione di Camera dei comuni e di Camera dei pari venne per l'avvenire modificata, innovazione codesta ispirata pur sempre dal desiderio di affermare il principio, che il Regno del prossimo domani doveva largamente differenziarsi da quel ch'era stato il passato. Con gli stessi intendimenti, e con la costante preoccupazione di assicurare in ogni momento l'indipendenza e la preponderanza del potere legislativo di contro ai temuti atti arbitrari, alle possibili arti corruttrici, alle sospettate manovre anticostituzionali del sovrano e del potere esecutivo, la Camera dei comuni, attraverso, fervide e dignitose discussioni, fatte anche, in qualche caso, in contraddittorio con i più timidi ma non meno liberi concetti espressi dalla Camera dei pari (manifestandosi qualche divergenza fra le due Camere, alcuni rappresentanti di entrambe le assemblee riunivansi pubblicamente in Comitato misto per risolvere rapidamente e pacificamente il conflitto di opinioni; e anche in questo modo prevalsero ognora le risoluzioni dei Comuni su qxielle dei Pari), continuò a foggiare lo Statuto costituzionale siciliano, sul quale il nuovo re avrebbe dovuto prestare il giuramento di rito. Perciò venne fin d'ora stabilito, sottraendo al re e ai suoi ministri la facoltà di comunque ritardare la convocazione del Parlamento, che le due Camere si riunirebbero di diritto, in Palermo, il 12 gennaio di ogni anno; era tuttavia concesso al re di convocare il Parlamento, straordinariamente, in ogni altro momento, presentandosene il bisogno. Bastava la presenza di sessanta de 9 suoi membri per dar luogo alla costituzione legale della Camera dei deputati; trenta de' suoi componenti bastavano perché la Camera dei senatori potesse deliberare; e in entrambe le Assemblee le decisioni sarebbero prese a maggioranza assoluta, il Presidente avendo facoltà di voto nel solo caso di parità. L'iniziativa di propor leggi riconosciuta ad entrambe le Camere; nessun progetto sarebbe tradotto in legge senza il consenso dei due rami del Parlamento. Nel caso di disaccordo tra le due Camere, un Comitato misto si adoprerebbe a conciliare le differenze, dopo di che il nuovo progetto sarebbe nuovamente assoggettato alla discussione delle due Assemblee: ma una proposta definitivamente rigettata non potrebbe ripresentarsi che ad una nuova sessione. Le leggi relative alle entrate e alle spese dello Stato, e alla formazione dell'esercito e dell'armata eran dapprima da sottoporsi esclusivamente al giudizio della

7 LE DISCUSSIONI DEL GENERAL PARLAMENTO DI PALERMO 29 Camera dei deputati, mentre la Camera dei senatori poteva soltanto approvare o disapprovare, non già apportare modificazioni a questi progetti. I ministri, al pari dei legislatori, potevano presentare e discutere disegni di legge. Dovere del re era quello di promulgare, nel termine di trenta giorni, le leggi approvate dal Parlamento; in caso diverso, ove egli dissentisse, doveva, nello stesso termine, rimandare al Parlamento la legge, motivando il suo contrario giudizio: tuttavia, le quante volte il Parlamento, nella sessione immediatamente successiva a quella in cui la legge fu fatta, persistesse nel voto medesimo, «il re fra quindici giorni dovrà necessariamente promulgarla». Riservato alle due Camere il diritto «di fare rimostranze e indirizzi per qualunque atto del potere esecutivo»; nonché quello di ordinare l'arresto «di chiunque» avesse recato oltraggio alla maestà del Parlamento, e di giudicarlo, e di punirlo, e ciò ove le Camere stesse non fossero per decidere altrimenti, e non ritenessero opportuno mandar l'accusato dinanzi ai magistrati ordinari per il competente giudizio. L'ufficio dei deputati fissato della durata di due anni; quello dei senatori di sei; ma la Camera dei deputati si rinnoverebbe per intero; quella dei senatori per terzo, in ogni biennio, ragion per cui, questa legge prescriveva che, nella prima sessione, i senatori si dividerebbero a sorte in tre classi, la prima delle quali durerebbe in carica per due anni, la seconda per quattro, la terza per sei. E infine, né l'una ne l'altra Camera potrebbe mai essere sospesa o sciolta dal re (1). Fu appunto a proposito della facoltà da concedere o da negare al re di sospendere o di sciogliere le due Camere, che un animato dibattito si svolse nella Camera dei comuni, e che la gelosa diffidenza dei rappresentanti verso il potere esecutivo ebbe un'altra volta a manifestarsi. Non già che in quest'occasione tacessero le voci di coloro che sostenevano la opportunità di decidere diversamente; inquantoché, tra i favorevoli alla proposta di concedere al potere esecutivo tali facoltà v'erano alcuni tra i più autorevoli membri dell'assemblea. Vincenzo Calcagno, che era favorevole alla concessione dell'uno e dell'altro diritto, augurava infatti che non si volessero di proposito vedere «le cose sempre in nero per il re, sempre in bianco per la Camera». Giuseppe Natoli non tardava a dichiararsi propenso a conferire al principe la facoltà di (1) Le Assemblee cit., Sicilia, voi. I, pagg segg.

8 30 CESARE SPELLANZON sciogliere la Camera dei deputati, quando i comizi fossero entro breve tempo convocati per le nuove elezioni, e la nuova Camera prontamente riunita; non quella invece della sospensione, in quanto alla sospensione non faceva seguito l'appello al corpo elettorale, laddove la storia delle Costituzioni insegnava che il diritto regio di sciogliere le Camere tornava piuttosto in vantaggio delle popolari franchige, anziché in bene delle prerogative reali. Quanto alla Camera dei senatori, il Natoli sosteneva che non potesse essere in nessun caso sciolta dal re, giacché, quando in uno Stato avviene lo scioglimento di una Assemblea legislativa «smuove un tempo di crisi, e però è utile che un corpo della rappresentanza riazionale rimanga convocato e vigile» per la tutela della libertà del Paese; esso non potrebbe far leggi, ma potrebbe in ogni modo «impedire gli abusi, che, in quell'epoca di trambusto, il potere esecutivo vagheggiasse] di fare». Indi Francesco Ferrara sorgeva ad affermare che il diritto di sciogliere le Camere, purché connesso con l'obbligo della loro immediata riconvocazione, invece d'essere contrario era per riuscire nell'interesse del popolo, e che senza tal diritto sarebbe impossibile concepire l'esistenza di una monarchia costituzionale. A sua volta, Francesco Paolo Perez ricordava che «l'anima delle forme libere e costituzionali [sta] solo nella divisione e nell'equilibrio delle tre funzioni o poteri sovrani, legislativo, giudiziario, esecutivo», ragion per cui, se il potere esecutivo oppure il giudiziario trascendessero i giusti limiti, la Costituzione offriva il rimedio, dava al Parlamento prerogative, facoltà, mezzi idonei a ristabilire il violato equilibrio, a ricondurre al dovere gli offensori delle leggi, laddove, se fosse il potere legislativo ad abusare, a trapassare la sfera delle proprie attribuzioni, a invadere tutti i poteri al punto da farsi despota, essendo negato al potere esecutivo la facoltà di far ricorso al giudizio del popolo, nessuno potrebbe garantire la indipendenza degli altri poteri, di modo che non resterebbe altra soluzione, che il dispotismo illimitato assorbente del Parlamento o la insurrezione; né all'oratore pareva strana l'ipotesi di un dispotismo parlamentare, giacché il dispotismo non istà solo nell'arbitrio illimitato di un'unica persona, «ma è sempre là dove tutti i poteri, senza sindacatura, si esercitano da una sola persona, sia collettiva o individua, perché (giova ripeterlo, né mai sarà detto abbastanza) la guarentigia delle pubbliche e private libertà non è la illimitata potenza di un'assemblea, ma l'adeguata

9 LE DISCUSSIONI DEL GENERAL PARLAMENTO DI PALERMO 31 divisione dei poteri, la rispettiva indipendenza delle proprie funzioni, il contrappeso reciproco». Benedetto Privitera ribadiva anch'egli questi medesimi concetti, ricordava, che tutti i poteri essendo di emanazione popolare, non sarebbe cosa sconvenevole che al popolo fosse chiesto di risolvere un conflitto che per avventura si manifestasse fra di essi. E lo stesso sostanzialmente diceva il barone D'Ondes, affermando che lo scioglimento della Camera da parte del re non potrebbe offendere di un briciolo la libertà della Sicilia, quando fosse garantita alla stampa una completa libertà di eloquio. Mentre Filippo Cordova (dopo aver fatto notare che, se le Assemblee politiche sono gelose tutrici della libertà, esse non sono altrettanto sollecite di favorire l'eguaglianza civile, laddove il potere regio tende bensì a spegnere le libertà cittadine, ma favorisce l'eguaglianza «per appoggiarsi sulle masse, ed atterrare le sommità, e farsi strada alla onnipotenza con l'opera del livellamento») proponeva, discutendosi in seconda lettura la Costituzione, che si ricorresse ad un singolare espediente, che, cioè, il re non potesse sciogliere le Camere, potesse invece, una sola volta durante una sessione parlamentare, fare appello ai collegi elettorali, provocando nuove elezioni, qualora egli credesse che la maggioranza delle Camere non esprimesse la volontà popolare; frattanto, le Camere continuerebbero nell'esercizio delle funzioni legislative, e quei deputati o quei senatori in carica che non fossero riconfermati, lascerebbero il seggio allo arrivare dei nuovi eletti, di guisa che sarebbe eliminato il pericolo che un potere esecutivo privo di scrupoli volesse consumare, durante la vacanza parlamentare, un colpo di stato, e d'altra parte sarebbe tolto l'altro danno di dar vita alla onnipotenza, priva di freni, di un Parlamento dispotico. Né le precedenti considerazioni degli uni, né gli ingegnosi espedienti degli altri (benché tutti costoro fossero anch'essi uomini ben noti per patriottismo e attaccamento ai principi della recente rivoluzione) poterono vincere la generale diffidenza de' Siciliani, fondata sul più caldo affetto per le.pubbliche libertà, verso il potere regio: la maggioranza della Camera dei comuni, dopo un breve momento d'incertezza e di esitazione (essendo ella scossa anche da un impetuoso movimento dell'opinione pubblica, tanto che la parte dell'assemblea favorevole alle proposte concessioni fu «vituperosamente insultata») finì per associarsi a coloro che propugnavano la tesi opposta, ai sostenitori del principio che la Costi-

10 32 CESARE SPELLANZON tuzione dovesse in ogni caso opporsi ai possibili arbitri del potere monarchico, e assicurare la pienezza dei diritti dell'istituto parlamentare. Si schierò con Angelo Marocco, il quale sostenne, che non fosse da concedere al re né la facoltà di sospèndere, né quella di sciogliere il Parlamento, l'una e l'altra essendo in manifesto contrasto col principio già proclamato, che il popolo era sovrano, e che il re altro non era che il primo funzionario dello Stato; come sarebbe dunque possibile ammettere (chiedeva agli astanti l'oratore) che un funzionario potesse sciogliere e rimandare alle lor case i legislatori, cioè i veri e legittimi rappresentanti del sovrano? Si disse d'accordo con Michele Bertolami, il quale, dopo aver ricordato che la maturità e la prudenza delle deliberazioni parlamentari sarebbero in ogni caso assicurate dalle due Camere, una delle quali avrebbe al bisogno corretto il giudizio emesso dall'altra, ammoniva il Parlamento, se voleva un re buono, a non dargli poteri cattivi, e se lo voleva ragionevole, a non dargli facoltà irragionevoli. Si manifestò dello stesso parere di Sebastiano Carnazza, il quale insistette a ricordare che «il Parlamento è composto di elementi popolari, [che esso] ritrova nel popolo i suoi amici, i suoi parenti, la sua famiglia; [che pertanto esso] non può ideare di rendersi padrone assoluto e di signoreggiare col despotismo i suoi fratelli»; invece, «il re non ha elementi popolari, non vede nel popolo che soggetti ai quali può accordare e togliere i suoi favori, il suo trono è ereditario, il suo pensiero non può essere corretto che dalla sua virtù solamente, e questa mancando, ei può ideare di opprimere una nazione, di conculcare le libere istituzioni di lei, ed incatenarla, siccome l'hanno incatenata e la incatenano tutti i re; il Parlamento, adunque, ha un interesse proprio e personale di sostenere i diritti del popolo, il re ha un interesse proprio e personale di accrescere la propria potenza a spese della libertà;... [è perciò] assai difficile che travii un Parlamento..., è molto più facile che travii il re per quanto ce ne insegna la storia e la esperienza; ma (soggiungeva) se voi date il vantaggio al re di sciorre le Camere, egli avrà sempre forza e mezzi molteplici onde mettere in opera le arti subdole, le mene clandestine, i raggiri della sua potenza, allo scopo di creare una nuova Camera più sommessa e dipendente; [in quanto], se il Parlamento può traviare, egli è quando [esso consentirà a seguire] le orme che gli son segnate dal re»; epperò, concludeva esortando la Camera a incoraggiare anziché a indebolire quei deputati che volessero e sapessero

11 LE DISCUSSIONI DEL GENERAL PARLAMENTO DI PALERMO 33 resistere alle pretese del re, poiché, se al re fosse concesso di imporsi al Parlamento, la forza di questo sarebbe menomata, i deputati e i senatori sarebbero impediti di resistergli efficacemente, sarebbe aperta la via a tutti gli intrighi della prepotenza nelle nuove elezioni; in breve, sarebbe tracciata la strada del dispotismo, quella sola additata dall'oratore essendo la via maestra della libertà. Con questi medesimi intenti, Giovanni Interdonato ricordava che la monarchia è istituto ereditario, e che, come «per la prole veggiamo gli animali timidi diventare coraggiosi, sanguinari e fé-* roci i mansueti, [così] per la prole l'uomo diventa eminentemente ambizioso:... il desiderio di tramandare un potere illimitato ai propri figli rende più despoti i sovrani assoluti, ed inchinevoli a divenire assoluti i costituzionali», ragion per cui era atto di saggia prudenza, se volevasi un principe che camminasse «nel retto sentiero» per il suo meglio e per quello della Sicilia, era necessario rifiutargli «tali poteri che ponessero] essere istrumento alle usurpazioni, che ponessero] lusingare l'ambizione di lui»; e sebbene riconoscesse che nemmeno le assemblee sono infallibili, negava che esse potessero essere usurpatrici o ambiziose, laddove il re «ha in mano la forza materiale e della forza si può facilmente abusare,, ha in mano le ricchezze e le ricchezze sono un potente mezzo di seduzione e di abuso», cosicché era davvero pericoloso dare al re il potere di sciogliere il Parlamento. E non diversamente parlarono Giovanni Raffaele, Michele Amari, Matteo Raeli, qualche altro rappresentante. Così, alla fine, era deciso a gran maggioranza di negare al sovrano la facoltà di sciogliere o di prorogare il Parlamento (1). L'intero Statuto costituzionale era d'altronde pervaso dallo stesso fiero sentimento liberale: il diritto di partecipare alle elezioni fu riconosciuto a tutti i cittadini che avessero compiuto i ventun anno, con l'unica restrizione che non fossero analfabeti, esclusi tuttavia da tal diritto i soldati, i regolari, i condannati per delitti durante la pena, i condannati per furto frodi calunnia falsità fino a due anni dopo l'espiazione della pena, e i condannati per misfatti sino alla riabilitazione. Erano eleggibili alla Camera dei deputati, purché avessero compiuto i venticinque anni di età, i professori (1) Le Assemblee cit., Sicilia, voi. I, pagg. 880 a 900, , 1056 a 1059, 1070 a 1084, 1087 a 1103,

12 34 CESARE SPELLANZON e dottori, i membri delle Accademie scientifiche letterarie artistiche, ' i commercianti con case o stabilimenti di commercio, i proprietari di una rendita perpetua o vitalizia di onze diciotto annue, quanti dall'esercizio di una professione scientifica ricavavano un eguale emolumento. Erano eleggibili alla Camera dei senatori, purché avessero compiuto i trentacinque anni, i già presidenti o vicepresidenti della Camera dei deputati, i deputati da due legislature, i già ministri o ambasciatori, i già direttori di Ministero costitu- 'zionale, i professori universitari e, se siciliani, il giudice della Monarchia, i vescovi, gli arcivescovi, l'archimandrita di Messina, l'abate di Santa Lucia, nonché coloro che dall'esercizio di una professione scientifica ricavavano un emolumento di duecento onze annuali. Era escluso che potessero essere sia deputati sia senatori, i ministri o i direttori di Ministero in esercizio, i magistrati ed impiegati dell'ordine giudiziario in esercizio, gli impiegati d'ogni ramo dell'amministrazione statale, gli ufficiali e i soldati dell'esercito o dell'armata, gli impiegati della Casa reale e gli insigniti di cariche di Corte, coloro che godevano pensioni amovibili dal potere esecutivo, i regolari, gli analfabeti, i condannati per delitti e misfatti; la maggior parte di queste esclusioni essendo anch'esse ispirate dalla costante preoccupazione di impedire che il re e il governo potessero acquistar una maggioranza nel Parlamento per via di favori concessioni intrighi, dal sempre vigile proposito di salvaguardare per il presente e per l'avvenire le pubbliche * libertà. Ed è sempre per questo motivo, che un altro articolo della Costituzione disponeva che «i deputati e i senatori, durante il loro ufficio e per due anni dopo, non po[teva]no accettare benefici, cappellanie, cariche o impieghi, il di cui conferimento appartenga al potere esecutivo»; e *che i legislatori potevano «essere eletti ministri, restando [però] sospesi dalle funzioni di deputato o di senatore durante tale carica». Quanto al resto, questa legge disponeva che sarebbe scelto un deputato per ogni comune di seimila abitanti, due per ogni comune di diciottomila, uno per ogni capoluogo di circondario anche se con popolazione inferiore ai seimila abitanti; un deputato per ciascuna sarebbe designato dalle Università di Catania e di Messina, due da quella di Palermo; conservato lo stesso numero di deputati a quei comuni che per la Costituzione del 1812 avevano il diritto di sceglierne, anche se con popolazione inferiore, anche se non capoluoghi di circondario;

Preambolo (1789) Preambolo (1793)

Preambolo (1789) Preambolo (1793) Confronto fra la Dichiarazione dei Diritti dell uomo e del cittadino del 26 agosto 1789 e la Dichiarazione dei Diritti dell uomo e del cittadino dell Anno Primo (23 giugno 1793). Preambolo I rappresentanti

Dettagli

FRANCIA COSTITUZIONE DEL 1875 LEGGE RELATIVA ALL ORGANIZZAZIONE DEL SENATO (24 FEBBRAIO 1875)

FRANCIA COSTITUZIONE DEL 1875 LEGGE RELATIVA ALL ORGANIZZAZIONE DEL SENATO (24 FEBBRAIO 1875) FRANCIA LEGGE RELATIVA ALL ORGANIZZAZIONE DEL SENATO (24 FEBBRAIO 1875) Art. 1 Il Senato si compone di 300 membri: 225 eletti dai dipartimenti e dalle colonie e 75 eletti dall Assemblea nazionale. Art.

Dettagli

DA SUDDITI A CITTADINI

DA SUDDITI A CITTADINI DA SUDDITI A CITTADINI LO STATO ASSOLUTO 1) L'assolutismo. Lo Stato nasce in Europa a partire dal 15 secolo: i sovrani stabilirono il loro poteri su territori che avevano in comune razza, lingua, religione

Dettagli

Seconda Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del Cittadino

Seconda Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del Cittadino Seconda Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del Cittadino Promulgata a Parigi, 1793 Cenni storici Elaborata ed approvata dall Assemblea, rappresenta una ripresa e un approfondimento della Dichiarazione

Dettagli

PROPOSTE DI REVISIONE COSTITUZIONALE DEL SENATO PRIMA DELLA XVI LEGISLATURA

PROPOSTE DI REVISIONE COSTITUZIONALE DEL SENATO PRIMA DELLA XVI LEGISLATURA PROPOSTE DI REVISIONE COSTITUZIONALE DEL SENATO PRIMA DELLA XVI LEGISLATURA PROPOSTE DI REVISIONE COSTITUZIONALE DEL SENATO PRIMA DELLA XVI LEGISLATURA Nel presente dossier si confrontano i testi delle

Dettagli

COSTITUZIONE STABILITA DA PÉTAIN

COSTITUZIONE STABILITA DA PÉTAIN COSTITUZIONE STABILITA DA PÉTAIN Art. 1 La libertà e la dignità della persona umana sono dei valori e dei beni intangibili. La salvaguardia di esse esige dallo Stato l'ordine e la giustizia, e dai cittadini

Dettagli

Costituzione della Repubblica Italiana. Diritti e doveri dei cittadini

Costituzione della Repubblica Italiana. Diritti e doveri dei cittadini Costituzione della Repubblica Italiana Diritti e doveri dei cittadini Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

SOCIETÀ, STATO E DIRITTO

SOCIETÀ, STATO E DIRITTO 27 SOCIETÀ, STATO E DIRITTO Caratteri dello Stato Dal feudalesimo alla nascita dello Stato moderno Le idee del filosofo Immanuel Kant Le idee del filosofo greco Aristotele Il moderno Stato di diritto La

Dettagli

La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi

La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi Vi avevo anticipato l anno scorso che il Difensore Civico s interessa dei

Dettagli

ATTO COSTITUTIVO E STATUTO

ATTO COSTITUTIVO E STATUTO ATTO COSTITUTIVO E STATUTO Oggi i sottoscritti : Xy nato a.residente in..c.f.. convengono e stipulano il seguente atto: 1) E costituita con sede a un Associazione tra i Gruppi di Acquisto Solidale (da

Dettagli

Bozza 006 13-09-11 risultato da riunione skype Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta

Bozza 006 13-09-11 risultato da riunione skype Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta Bozza 006 13-09-11 risultato da riunione skype Legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di democrazia diretta Obiettivi votati assieme incontro a Bolzano 5-09-11 1)Livello

Dettagli

Tappe della trasformazione fascista dello Stato. Gli eventi

Tappe della trasformazione fascista dello Stato. Gli eventi Tappe della trasformazione fascista dello Stato Gli eventi DESTRA CENTRO SINISTRA GRUPPI POLITICI SEGGI Partito Comunista d'italia 19 Partito Socialista Italiano 22 Partito Socialista Unificato 24 Partito

Dettagli

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità 1) Il Consiglio comunale dei Giovani di San Polo dei Cavalieri è un organo democratico di rappresentanza

Dettagli

LE LEGGI ELETTORALI. Estremi Oggetto Elementi innovativi essenziali Legge 2 agosto 1848

LE LEGGI ELETTORALI. Estremi Oggetto Elementi innovativi essenziali Legge 2 agosto 1848 LE LEGGI ELETTORALI Estremi Oggetto Elementi innovativi essenziali Legge 2 agosto 1848 Introduce sul modello francese il consiglio come assemblea rappresentativa. Regno Subalpino Regno di Sardegna Legge

Dettagli

II. I DOVERI NELLE COSTITUZIONI FRANCESI

II. I DOVERI NELLE COSTITUZIONI FRANCESI II. I DOVERI NELLE COSTITUZIONI FRANCESI 1. PROGETTO DI COSTITUZIONE DI SIEYES (12 agosto 1789) 2. DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL UOMO E DEL CITTADINO (26 agosto 1789) 3. COSTITUZIONE DELLA MONARCHIA (3

Dettagli

STATUTO DELL ALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFUGIATI

STATUTO DELL ALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFUGIATI STATUTO DELL ALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFUGIATI L ASSEMBLEA GENERALE Vista la propria risoluzione 319 A (IV) in data 3 dicembre 1949, 1. Adotta l allegato alla presente risoluzione

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

MOVIMENTO PER LA VITA ITALIANO Federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita d Italia STATUTO

MOVIMENTO PER LA VITA ITALIANO Federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita d Italia STATUTO MOVIMENTO PER LA VITA ITALIANO Federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita d Italia STATUTO Art. 1 E costituito il Movimento per la vita italiano, Federazione dei Movimenti per

Dettagli

II. IL MESSAGGIO ALLE CAMERE: PRECEDENTI E FORME

II. IL MESSAGGIO ALLE CAMERE: PRECEDENTI E FORME II. IL MESSAGGIO ALLE CAMERE: PRECEDENTI E FORME DI SILVIO TRAVERSA \ Il potere di messaggio del Presidente della Repubblica è esplicitamente previsto da due disposizioni costituzionali: la prima, che

Dettagli

STATUTO Della Associazione ANTIGONE ONLUS

STATUTO Della Associazione ANTIGONE ONLUS STATUTO Della Associazione ANTIGONE ONLUS Art.1 Denominazione E' costituita a Roma l'associazione nazionale "ANTIGONE ONLUS". L'Associazione non ha fini di lucro, è indipendente e non collegata ad alcun

Dettagli

Firenze, 25 marzo 2013.

Firenze, 25 marzo 2013. Firenze, 25 marzo 2013. Con lettera del Presidente del Consiglio Regionale datata 13.03.2013, è stata sottoposta a questo Collegio di Garanzia Statutaria, ai sensi dell art. 14 bis della L.R. n. 24/2008,

Dettagli

Diritto alla residenza per gli occupanti un alloggio senza titolo e per le persone senza fissa dimora

Diritto alla residenza per gli occupanti un alloggio senza titolo e per le persone senza fissa dimora Diritto alla residenza per gli occupanti un alloggio senza titolo e per le persone senza fissa dimora 1. Il punto di partenza indiscutibile è quello, sottolineato più volte da tutti, che l iscrizione anagrafica

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE. Titolo I. Costituzione e scopi. E' costituita, con sede in Vignola, Via Papa Giovanni Paolo II, l Associazione

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE. Titolo I. Costituzione e scopi. E' costituita, con sede in Vignola, Via Papa Giovanni Paolo II, l Associazione STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE Titolo I Costituzione e scopi Art. 1 E' costituita, con sede in Vignola, Via Papa Giovanni Paolo II, l Associazione culturale denominata. Art. 2 L'Associazione, senza

Dettagli

I Diritti dell'uomo secondo la Costituzione italiana di Laura e Ilaria della 3 D

I Diritti dell'uomo secondo la Costituzione italiana di Laura e Ilaria della 3 D I Diritti dell'uomo secondo la Costituzione italiana di Laura e Ilaria della 3 D Bisogni da cui nascono Decidere come governarsi Avere diritti inviolabili Non essere inferiori né superiori a nessuno Avere

Dettagli

La Costituzione Italiana per i ragazzi

La Costituzione Italiana per i ragazzi The International Association of Lions Clubs Distretto 108 Ib2 La Costituzione Italiana per i ragazzi www.accademiasantagiulia.it Cari ragazzi, vi domanderete chi sono i Lions e perché distribuiscono opuscoli

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE d'iniziativa dei senatori Chiti, Albano, Amati, Broglia, Capacchione, Casson, Corsini, Cucca, D'Adda, Dirindin, Gatti, Giacobbe, Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti,

Dettagli

La Rivoluzione francese segnò quindi la fine dell'assolutismo e diede inizio a un nuovo periodo in cui i protagonisti sono la borghesia e il popolo.

La Rivoluzione francese segnò quindi la fine dell'assolutismo e diede inizio a un nuovo periodo in cui i protagonisti sono la borghesia e il popolo. La Rivoluzione francese fu un periodo di grandi sconvolgimenti sociali, politici e culturali avvenuto tra il 1789 e il 1799, che segna il limite tra l'età moderna e l'età contemporanea nella storia francese.

Dettagli

FONDAZIONE NICOLO PICCOLOMINI PER L ACCADEMIA D ARTE DRAMATICA 00165 ROMA- VIA AURELIA ANTICA N. 164-TEL./ FAX. 06.63 74 227 STATUTO ORGANICO

FONDAZIONE NICOLO PICCOLOMINI PER L ACCADEMIA D ARTE DRAMATICA 00165 ROMA- VIA AURELIA ANTICA N. 164-TEL./ FAX. 06.63 74 227 STATUTO ORGANICO FONDAZIONE NICOLO PICCOLOMINI PER L ACCADEMIA D ARTE DRAMATICA 00165 ROMA- VIA AURELIA ANTICA N. 164-TEL./ FAX. 06.63 74 227 STATUTO ORGANICO ART.1 La Fondazione Nicolò Piccolomini per l Accademia di Arte

Dettagli

ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA

ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente 87 ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA Stralcio del discorso del Presidente Silvio Berlusconi sulla

Dettagli

La società francese alla fine del '700

La società francese alla fine del '700 La società francese alla fine del '700 Primo stato: ecclesiastici Secondo stato: nobili 2% della popolazione possiedono vaste proprietà terriere e sono esonerati dalle tasse. Possono riscuotere tributi

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE PECORELLA, COSTA

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE PECORELLA, COSTA Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 881 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI PECORELLA, COSTA Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale e al codice

Dettagli

Lo Sporting Club Monza è un Associazione privata, senza fini di lucro, con sede in Monza, Viale Brianza n.39.

Lo Sporting Club Monza è un Associazione privata, senza fini di lucro, con sede in Monza, Viale Brianza n.39. STATUTO STATUTO ARTICOLO 1 Lo Sporting Club Monza è un Associazione privata, senza fini di lucro, con sede in Monza, Viale Brianza n.39. ARTICOLO 2 E scopo del club offrire agli associati amichevole ritrovo

Dettagli

IL RISORGIMENTO IN SINTESI

IL RISORGIMENTO IN SINTESI IL RISORGIMENTO IN SINTESI La rivoluzione francese ha rappresentato il tentativo violento, da parte del popolo, ma soprattutto della borghesia francese (e poi anche del resto dei paesi europei) di lottare

Dettagli

TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati:

TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati: TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati: dott. Antonio Cumin, presidente dott. Giovanni Frangipane,

Dettagli

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL UOMO E DEL CITTADINO E COSTITUZIONE A CONFRONTO. Testo Espositivo By Magenta

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL UOMO E DEL CITTADINO E COSTITUZIONE A CONFRONTO. Testo Espositivo By Magenta DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL UOMO E DEL CITTADINO E COSTITUZIONE A CONFRONTO Testo Espositivo By Magenta La Dichiarazione dei Diritti dell Uomo e del Cittadino Déclaration des Droits de l'homme et du

Dettagli

MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 23 NOVEMBRE 1944, N. 382 (PUBBLICATO NELLA G.U. - Serie speciale - del 23.12.1944, n. 98) Norme sui Consigli degli Ordini e Collegi e

Dettagli

COMUNE DI MONTAZZOLI Provincia di Chieti REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI

COMUNE DI MONTAZZOLI Provincia di Chieti REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI COMUNE DI MONTAZZOLI Provincia di Chieti REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n 17 del 30 marzo 2007 NORME

Dettagli

La società francese. Nobiltà

La società francese. Nobiltà 1. Nuovi ideali e crisi economica demoliscono l antico regime La Rivoluzione francese, insieme a quella americana, è giustamente considerata uno dei momenti essenziali della nostra storia e della nostra

Dettagli

Il crollo dello stato liberale e l avvento del fascismo

Il crollo dello stato liberale e l avvento del fascismo L Italia fascista Il crollo dello stato liberale e l avvento del fascismo La nascita e l affermazione del Fascismo La prima riunione del movimento dei fasci di combattimento si tenne a Milano nel 1919.

Dettagli

MAGGIO 2010 STATUTI PAX, SOCIETÀ SVIZZERA DI ASSICURAZIONE SULLA VITA SA

MAGGIO 2010 STATUTI PAX, SOCIETÀ SVIZZERA DI ASSICURAZIONE SULLA VITA SA MAGGIO 2010 STATUTI PAX, SOCIETÀ SVIZZERA DI ASSICURAZIONE SULLA VITA SA STATUTI PAX, SOCIETÀ SVIZZERA DI ASSICURAZIONE SULLA VITA SA Indice I. Ragione sociale, forma giuridica, scopo e sede... 3 II. Capitale

Dettagli

Allegato D al Decreto n. 114 del 10/07/2014 pag. 1/6

Allegato D al Decreto n. 114 del 10/07/2014 pag. 1/6 giunta regionale Allegato D al Decreto n. 114 del 10/07/2014 pag. 1/6 FAC SIMILE DI STATUTO DI ASSOCIAZIONE Nota bene: il presente fac-simile è indicativo e può essere adattato alle specifiche esigenze

Dettagli

Titolo I MODIFICHE AL CODICE PENALE

Titolo I MODIFICHE AL CODICE PENALE DISEGNO DI LEGGE RECANTE MODIFICHE ALLA NORMATIVA PENALE, SOSTANZIALE E PROCESSUALE, E ORDINAMENTALE PER IL RAFFORZAMENTO DELLE GARANZIE DIFENSIVE E LA DURATA RAGIONEVOLE DEI PROCESSI E PER UN MAGGIORE

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV 404 B

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV 404 B Legislatura 14º - Disegno di legge N. 404-B SENATO DELLA REPUBBLICA XIV 404 B Attesto che la 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità), il 15 giugno 2005, ha approvato, con modificazioni, il seguente

Dettagli

Formazione civica. Materiali per la programmazione di percorsi di cittadinanza per adulti stranieri

Formazione civica. Materiali per la programmazione di percorsi di cittadinanza per adulti stranieri Formazione civica Materiali per la programmazione di percorsi di cittadinanza per adulti stranieri EUROPA e ITALIA EUROPA L'UNIONE EUROPEA 28 paesi (fino al 1945 spesso in guerra fra loro) Norme e istituzioni

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 PREAMBOLO Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili,

Dettagli

REGOLAMENTO CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI LAVORO (In vigore dal 1 febbraio 1991)

REGOLAMENTO CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI LAVORO (In vigore dal 1 febbraio 1991) REGOLAMENTO CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI LAVORO (In vigore dal 1 febbraio 1991) CAPO I DELLA COSTITUZIONE E DEL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE ART. 1 Insediamento del Consiglio - Entrata in carica

Dettagli

Regolamento Consulta Provinciale degli Studenti di Palermo TITOLO I NORME GENERALI CAPO I PRINCIPI GENERALI

Regolamento Consulta Provinciale degli Studenti di Palermo TITOLO I NORME GENERALI CAPO I PRINCIPI GENERALI Regolamento Consulta Provinciale degli Studenti di Palermo TITOLO I NORME GENERALI CAPO I PRINCIPI GENERALI Art.1 - Istituzione della Consulta La Consulta Provinciale delle studentesse e degli studenti

Dettagli

LE DELEGHE IN ASSEMBLEA

LE DELEGHE IN ASSEMBLEA LE DELEGHE IN ASSEMBLEA La forma della delega Il Regolamento di Condominio La delega all Amministratore Contrasti tra condomino e delegato I comproprietari e altri casi Commenti e precisazioni A CURA DEL

Dettagli

STATUTO DELLA ASOCIACIÓN DE MADRES Y PADRES DE ALUMNOS DEL LICEO ESPAÑOL CERVANTES DE ROMA

STATUTO DELLA ASOCIACIÓN DE MADRES Y PADRES DE ALUMNOS DEL LICEO ESPAÑOL CERVANTES DE ROMA STATUTO DELLA ASOCIACIÓN DE MADRES Y PADRES DE ALUMNOS DEL LICEO ESPAÑOL CERVANTES DE ROMA Atto Constitutivo e Statuto del 1998, modificato nelle Assemblee del 09.06.10 e 11.06.12 ITALIANO STATUTO DELLA

Dettagli

STATUTO DELLA CAMERA PENALE DI FIRENZE

STATUTO DELLA CAMERA PENALE DI FIRENZE STATUTO DELLA CAMERA PENALE DI FIRENZE (aggiornato al 14.4.2008) Articolo 1 (Associazione) La Camera Penale di Firenze é la libera associazione dei penalisti fiorentini. Essa aderisce all'unione delle

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 796 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato ANGELA NAPOLI Nuova regolamentazione delle attività di informazione scientifica e istituzione

Dettagli

Statuto dell Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Brindisi

Statuto dell Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Brindisi dell Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Brindisi COSTITUZIONE E FINALITA Statuto ARTICOLO 1. Denominazione e scopi 1.1 - Si costituisce fra i Dottori Commercialisti che aderiscono

Dettagli

Convocazione di Assemblea Generale Free Hardware Foundation

Convocazione di Assemblea Generale Free Hardware Foundation Cari membri della fondazione, dopo un'ampia discussione sia all'interno del Consiglio che all'interno dell'esecutivo, siamo giunti alla conclusione, pacifica e condivisa, che la Fondazione abbia raggiunto

Dettagli

Centro Associazioni Culturali Fiorentine

Centro Associazioni Culturali Fiorentine Centro Associazioni Culturali Fiorentine STATUTO Titolo I DENOMINAZIONE - SEDE - DURATA - SCOPI Art.1) E ' costituita con sede in Firenze la associazione "Centro Associazioni Culturali Fiorentine". Essa

Dettagli

Rivoluzione Francese

Rivoluzione Francese Rivoluzione Francese Alla fine degli anni 80 del XVIII secolo la Francia attraversata una grave crisi economica: la produzione agricola era calata, le spese militari viste le numerose guerre erano aumentate,

Dettagli

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 di Marco Giardetti* La tematica del silenzio della PA è di certo una delle più dibattute e problematiche del diritto amministrativo e questo non solo perché

Dettagli

Statuto del Gruppo Mineralogico Lombardo. Associazione Italiana di Mineralogia

Statuto del Gruppo Mineralogico Lombardo. Associazione Italiana di Mineralogia Statuto del Gruppo Mineralogico Lombardo Associazione Italiana di Mineralogia Titolo I Denominazione, oggetto, durata e sede Art.1 Il Gruppo Mineralogico Lombardo è stato fondato nel 1965 presso il Museo

Dettagli

ART. 315/333 DEL CODICE CIVILE. Titolo IX Della potestà dei genitori. Art. 315. Doveri del figlio verso i genitori.

ART. 315/333 DEL CODICE CIVILE. Titolo IX Della potestà dei genitori. Art. 315. Doveri del figlio verso i genitori. ART. 315/333 DEL CODICE CIVILE Titolo IX Della potestà dei genitori Art. 315. Doveri del figlio verso i genitori. Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie sostanze

Dettagli

La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio

La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio È illegittima una norma che limita la facoltà dello straniero di contrarre matrimonio in Italia per carenza del permesso

Dettagli

Indice. 1 L organizzazione territoriale della Chiesa ---------------------------------------------------------- 3

Indice. 1 L organizzazione territoriale della Chiesa ---------------------------------------------------------- 3 INSEGNAMENTO DI DIRITTO DELLE RELIGIONI LEZIONE III L ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DELLA CHIESA IN ITALIA PROF. MARCO SANTO ALAIA Indice 1 L organizzazione territoriale della Chiesa ----------------------------------------------------------

Dettagli

STATUTO FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FINALITA' ED AMBITO DI APPLICAZIONE (Approvato dal Consiglio Comunale con atto n.

STATUTO FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FINALITA' ED AMBITO DI APPLICAZIONE (Approvato dal Consiglio Comunale con atto n. STATUTO FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FINALITA' ED AMBITO DI APPLICAZIONE (Approvato dal Consiglio Comunale con atto n. 156 del 29/11/08) ART. 1 Ai sensi di quanto previsto dall art. 40 dello Statuto è istituito

Dettagli

Allegato 1: Legge sulla Chiesa cattolica

Allegato 1: Legge sulla Chiesa cattolica Allegato 1: Legge sulla Chiesa cattolica (del 16 dicembre 2002) IL GRAN CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO - visto il messaggio 18 settembre 2001 no. 5159 del Consiglio di Stato; - visto il rapporto

Dettagli

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi

Dettagli

SCHEMA ESEMPLIFICATIVO DI STATUTO ASSOCIAZIONE

SCHEMA ESEMPLIFICATIVO DI STATUTO ASSOCIAZIONE SCHEMA ESEMPLIFICATIVO DI STATUTO ASSOCIAZIONE La formulazione del testo del presente statuto-tipo è puramente esemplificativa. Nell ambito dell esercizio del proprio potere di autonomia privata, i costituenti

Dettagli

CORSO PER AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO

CORSO PER AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO CORSO PER AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO L AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO, REQUISITI, REGIME TRANSITORIO DOPO LA LEGGE 220/2012, LA PROROGATIO, L AMMINISTRATORE IN FORMA SOCIETARIA. Rosolen Monia ANNO 2013

Dettagli

Il Codice Civile Italiano

Il Codice Civile Italiano Il Codice Civile Italiano LIBRO PRIMO DELLE PERSONE E DELLA FAMIGLIA Art. 14 Atto costitutivo CAPO II Delle associazioni e delle fondazioni Le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con

Dettagli

0.975.262.7 Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica di Panama concernente il promovimento e la protezione degli investimenti

0.975.262.7 Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica di Panama concernente il promovimento e la protezione degli investimenti Traduzione 1 0.975.262.7 Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica di Panama concernente il promovimento e la protezione degli investimenti Concluso il 19 ottobre 1983 Entrato in vigore con

Dettagli

Il Risorgimento e l Unità d italia

Il Risorgimento e l Unità d italia Il Risorgimento e l Unità d italia Prima parte: L Italia dopo il «Congresso di Vienna» : un espressione geografica L Italia, dopo il congresso di Vienna (1814-1815), è divisa in più stati, la maggior parte

Dettagli

CARTA ARABA DEI DIRITTI DELL UOMO. I governi degli Stati membri della Lega degli Stati Arabi,

CARTA ARABA DEI DIRITTI DELL UOMO. I governi degli Stati membri della Lega degli Stati Arabi, CARTA ARABA DEI DIRITTI DELL UOMO I governi degli Stati membri della Lega degli Stati Arabi, Preambolo Premessa la fede della nazione Araba nella dignità dell uomo, sin da quando Allah l ha onorata facendo

Dettagli

STATUTO DELL ISTITUTO INTERNAZIONALE JACQUES MARITAIN *

STATUTO DELL ISTITUTO INTERNAZIONALE JACQUES MARITAIN * STATUTO DELL ISTITUTO INTERNAZIONALE JACQUES MARITAIN * Art. 1 È costituita l associazione culturale denominata Istituto Internazionale Jacques Maritain, con sede sociale a Roma. Art. 2 L Istituto non

Dettagli

Comitato civico cittadino CENTRO STORICO Genzano di Roma STATUTO

Comitato civico cittadino CENTRO STORICO Genzano di Roma STATUTO Comitato civico cittadino CENTRO STORICO Genzano di Roma STATUTO ART. 1 Costituzione - Denominazione - Sede È costituito un Comitato civico cittadino denominato Centro Storico, di seguito chiamato anche

Dettagli

STATUTO ASSOCIAZIONE IKYTA ITALIA TITOLO 1 DENOMINAZIONE - DURATA - SEDE - SCOPI DELL'ASSOCIAZIONE

STATUTO ASSOCIAZIONE IKYTA ITALIA TITOLO 1 DENOMINAZIONE - DURATA - SEDE - SCOPI DELL'ASSOCIAZIONE STATUTO ASSOCIAZIONE IKYTA ITALIA TITOLO 1 DENOMINAZIONE - DURATA - SEDE - SCOPI DELL'ASSOCIAZIONE Articolo 1 Denominazione e durata L'Associazione denominata IKYTA Italia è una Associazione a durata illimitata.

Dettagli

0.975.266.3 Accordo tra la Confederazione Svizzera e il Governo della Romania concernente la promozione e la protezione reciproche degli investimenti

0.975.266.3 Accordo tra la Confederazione Svizzera e il Governo della Romania concernente la promozione e la protezione reciproche degli investimenti Traduzione 1 0.975.266.3 Accordo tra la Confederazione Svizzera e il Governo della Romania concernente la promozione e la protezione reciproche degli investimenti Concluso il 25 ottobre 1993 Entrato in

Dettagli

ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE

ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE STATUTO ANDISU ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE E costituita l Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario (A.N.DI.S.U.). Di essa possono far parte tutti gli organismi

Dettagli

Signori Azionisti, Articolo 2 SEDE La società ha la sede in Torino, corso Galileo Ferraris n. 32.

Signori Azionisti, Articolo 2 SEDE La società ha la sede in Torino, corso Galileo Ferraris n. 32. PROPOSTE DI MODIFICA DEGLI ARTICOLI DELLO STATUTO SOCIALE NUMERI 2, 5, 7, 8, 9, 10, 12, 13, 15, 17, 18 E INSERIMENTO DI UN NUOVO ARTICOLO CONCERNENTE IL CONTROLLO CONTABILE (ART. 24); DELIBERAZIONI INERENTI

Dettagli

0.975.232.3. Traduzione 1. (Stato il 24 novembre 1998)

0.975.232.3. Traduzione 1. (Stato il 24 novembre 1998) Traduzione 1 0.975.232.3 Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica di El Salvador concernente la promozione e la protezione reciproche degli investimenti Concluso l 8 dicembre 1994 Entrato

Dettagli

Con delibera della'assemblea in data 17 Aprile 2010 la sede sociale è stata trasferita in Rotzo (VI) Via Roma n 72

Con delibera della'assemblea in data 17 Aprile 2010 la sede sociale è stata trasferita in Rotzo (VI) Via Roma n 72 Statuto AMICIAD ONLUS STATUTO ART.1-COSTITUZIONE E DENOMINAZIONE Dall idea di collaborare con persone più bisognose di paesi in via di Sviluppo, come persone già unite da un rapporto di lavoro nella stessa

Dettagli

Costituzione della Repubblica Italiana

Costituzione della Repubblica Italiana Artt. 123, 127, 134, 135, 136, 137 della Costituzione Costituzione della Repubblica Italiana (Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298) [ ] TITOLO V LE REGIONI, LE PROVINCIE, I COMUNI Art. 123 Ciascuna

Dettagli

ASSOCIAZIONE AMICI DELLE CASE DI GIACOMO PUCCINI STATUTO

ASSOCIAZIONE AMICI DELLE CASE DI GIACOMO PUCCINI STATUTO ASSOCIAZIONE AMICI DELLE CASE DI GIACOMO PUCCINI STATUTO Art. 1 COSTITUZIONE E SEDE E costituita un Associazione denominata: ASSOCIAZIONE AMICI DELLE CASE DI GIACOMO PUCCINI, con sede in Viareggio, Piazza

Dettagli

COMUNE DI TERLIZZI Provincia di Bari

COMUNE DI TERLIZZI Provincia di Bari REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELL ALBO E IL FUNZIONAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI ^^^^^^^^^^^^^^ INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI 1 - PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA 2 - REQUISITI FONDAMENTALI

Dettagli

ALLEGATO "A" AL N. 35401 DI FASCICOLO STATUTO DI FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE Fondazione il Bene. Art. 1 Denominazione, sede e durata

ALLEGATO A AL N. 35401 DI FASCICOLO STATUTO DI FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE Fondazione il Bene. Art. 1 Denominazione, sede e durata ALLEGATO "A" AL N. 35401 DI FASCICOLO STATUTO DI FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE Fondazione il Bene Art. 1 Denominazione, sede e durata E costituita la fondazione denominata Fondazione il Bene, di seguito

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE OPTION PLAYER. Titolo I Costituzione e scopi

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE OPTION PLAYER. Titolo I Costituzione e scopi STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE OPTION PLAYER Titolo I Costituzione e scopi Art. 1 - E' costituita un'associazione culturale denominata OPTION PLAYER. L Associazione ha sede in Massa, Via Beatrice

Dettagli

CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI

CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI Adottata dal Consiglio d'europa a Strasburgo il 25 gennaio 1996 Preambolo Gli Stati membri del Consiglio d'europa e gli altri Stati, firmatari

Dettagli

Indice. 2 Il venir meno della esclusività della giurisdizione ecclesiastica. --------------------------------- 5

Indice. 2 Il venir meno della esclusività della giurisdizione ecclesiastica. --------------------------------- 5 INSEGNAMENTO DI DIRITTO DELLE RELIGIONI LEZIONE VIII LA GIURISDIZIONE ECCLESIASTICA MATRIMONIALE PROF. MARCO SANTO ALAIA Indice 1 Efficacia civile delle decisioni ecclesiastiche sui matrimoni canonici:

Dettagli

D. LGS. C.P.S. 13 SETTEMBRE 1946, N. 233

D. LGS. C.P.S. 13 SETTEMBRE 1946, N. 233 D. LGS. C.P.S. 13 SETTEMBRE 1946, N. 233 RICOSTITUZIONE DEGLI ORDINI DELLE PROFESSIONI SANITARIE E PER LA DISCIPLINA DELL'ESERCIZIO DELLE PROFESSIONI STESSE. CAPO I - DEGLI ORDINI E DEI COLLEGI PROVINCIALI

Dettagli

$UWLFROR$OWULSRVVLELOLGLULWWLD]LRQDELOL

$UWLFROR$OWULSRVVLELOLGLULWWLD]LRQDELOL &219(1=,21( (8523($ 68//(6(5&,=,2 '(, ',5,77, '(, 0,125, $GRWWDWD GDO &RQVLJOLRG(XURSDD6WUDVEXUJRLOJHQQDLRWUDGX]LRQHQRQXIILFLDOH 3UHDPEROR Gli Stati membri del Consiglio d Europa e gli altri Stati, firmatari

Dettagli

STATUTO. Art. 1 Costituzione, denominazione, sede 1) E costituito il COMITATO REGIONALE PIEMONTESE DEL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI.

STATUTO. Art. 1 Costituzione, denominazione, sede 1) E costituito il COMITATO REGIONALE PIEMONTESE DEL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI. STATUTO Art. 1 Costituzione, denominazione, sede 1) E costituito il COMITATO REGIONALE PIEMONTESE DEL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI. 2) Il Comitato non ha fini di lucro. 3) La sede è in Torino, Corso

Dettagli

Comitato Unito - America Latina e Caraibi già Uni-Cuba

Comitato Unito - America Latina e Caraibi già Uni-Cuba Comitato Unito - America Latina e Caraibi già Uni-Cuba dell Università degli Studi di Torino STATUTO ARTICOLO 1 - COSTITUZIONE E DENOMINAZIONE È costituito il Comitato Unito - America Latina e Caraibi

Dettagli

STATUTO del CIFA Onlus Centro Internazionale per l Infanzia e la Famiglia

STATUTO del CIFA Onlus Centro Internazionale per l Infanzia e la Famiglia STATUTO del CIFA Onlus Centro Internazionale per l Infanzia e la Famiglia ART. 1 É costituita una Associazione denominata C.I.F.A. ONLUS - CENTRO INTERNAZIONALE PER L INFANZIA E LA FAMIGLIA, abbreviabile

Dettagli

STATUTO. dell Associazione di associazioni Volontà Solidale

STATUTO. dell Associazione di associazioni Volontà Solidale STATUTO dell Associazione di associazioni Volontà Solidale Art. 1 COSTITUZIONE E' costituita con sede legale a Cosenza l'associazione Volontà Solidale, di seguito denominata Associazione. Volontà Solidale

Dettagli

STATUTO SOCIALE TITOLO I COSTITUZIONE - SCOPO - SEDE DURATA

STATUTO SOCIALE TITOLO I COSTITUZIONE - SCOPO - SEDE DURATA STATUTO SOCIALE TITOLO I COSTITUZIONE - SCOPO - SEDE DURATA Art. 1 - E' costituita in Napoli un'associazione denominata "A.I.R.F.A. - Associazione Italiana per la Ricerca sull'anemia di Fanconi (in seguito

Dettagli

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA Adottato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 74 del 29 Settembre 2006 Modificato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 66

Dettagli

CONCORSO AGENTE DI POLIZIA PENITENZIARIA. Domande e risposte di EDUCAZIONE CIVICA per la prova scritta. www.poliziapenitenziaria.

CONCORSO AGENTE DI POLIZIA PENITENZIARIA. Domande e risposte di EDUCAZIONE CIVICA per la prova scritta. www.poliziapenitenziaria. . CONCORSO AGENTE DI POLIZIA PENITENZIARIA Domande e risposte di EDUCAZIONE CIVICA per la prova scritta www.poliziapenitenziaria.it www.sappe.it Domande La Costituzione italiana è entrata in vigore: il

Dettagli

CAPO II. Delle associazioni e delle fondazioni. Le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico (1350, 2643).

CAPO II. Delle associazioni e delle fondazioni. Le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico (1350, 2643). Estratto Codice Civile Art. 12 Persone giuridiche private Le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento concesso

Dettagli

Statuto della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus

Statuto della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus Statuto della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus 1 STATUTO DELLA FONDAZIONE DELLA COMUNITA DI MONZA E BRIANZA ONLUS ART.1 DENOMINAZIONE E SEDE E costituita una fondazione, con le caratteristiche

Dettagli

COMUNE DI FLORIDIA REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DEI REFERENDUM COMUNALI

COMUNE DI FLORIDIA REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DEI REFERENDUM COMUNALI COMUNE DI FLORIDIA PROVINCIA DI SIRACUSA Area Affari Generali - Programmazione REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DEI REFERENDUM COMUNALI APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE NELLA SEDUTA DEL 23/11/2009

Dettagli

D.L.C.P.S. n. 233 del 13 settembre 1946.

D.L.C.P.S. n. 233 del 13 settembre 1946. D.L.C.P.S. n. 233 del 13 settembre 1946. Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell'esercizio delle professioni stesse. Capo I - Degli Ordini e dei Collegi Provinciali

Dettagli

Gli Stati membri del Consiglio d Europa, firmatari della presente Convenzione,

Gli Stati membri del Consiglio d Europa, firmatari della presente Convenzione, Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti emendata dal Protocollo n. 1 (STE 151) e dal Protocollo n. 2 (STE 152) Strasburgo, 26 novembre 1987

Dettagli

COSTITUZIONE - SEDE & SCOPO

COSTITUZIONE - SEDE & SCOPO COSTITUZIONE - SEDE & SCOPO ARTICOLO 1 È costituita l Associazione Nazionale denominata LEGA DEL FILO D ORO - organizzazione non lucrativa di utilità sociale avente sede in Osimo (Ancona) in via Linguetta

Dettagli