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1 EUROPA INFORM Consulting

2 INDICE INDICE Pag. Sommario esecutivo 3 Cap.1 La popolazione residente 5 L incremento e l origine 5 Gli stranieri residenti 6 Densità e distribuzione della popolazione 7 Risorse umane per il futuro 8 Cap.2 - L economia della crisi 10 La crescita delle imprese 10 L effetto della crisi 11 L imprenditoria attiva 13 Innovazione e competitività del sistema produttivo 14 Le banche, gli impieghi e i depositi 16 Cap.3 L agricoltura si restringe 18 Cap.4 - Turismo: tra escursionismo ed esperienza di restare 20 Il quadro generale 20 Il turismo di Santarcangelo 20 Escursionismo e contatti 23 Il richiamo del Festival del Teatro in Piazza 24 Cap.5 Il lavoro in tempi di crisi 26 Avviamenti e avviati 26 I senza lavoro 27 Cap.6 I redditi (dichiarati) 28 Cap.7 Percorsi urbani 30 Abitazioni e famiglie 30 Il disagio abitativo 30 Il verde urbano 32 Cap.8 La mobilità in affanno 33 Strade e traffico 33 La densità veicolare 33 Incidentalità stradale 35 Cap.9 Ambiente sostenibile 36 Rifiuti: tanti ma differenziati 36 Parsimoniosi con l acqua 38 L energia dal sole 39 Europa Inform Consulting

3 SOMMARIO SOMMARIO ESECUTIVO La crisi obbliga i Paesi a ridefinire le loro strategie e politiche economiche, quindi le azioni da mettere in campo per contrastarne le conseguenze, ma questo in parte vale anche sul piano locale. Certo un Comune non ha la stessa capacità d azione e autorità di un Governo nazionale, pensiamo alle politiche fiscali o del lavoro, nondimeno deve giocare la sua parte utilizzando al massimo gli strumenti di cui può disporre. Ed è inutile aggiungere che oggi il tema della ripresa dello sviluppo, del sostegno alle imprese più dinamiche e innovative, quindi del lavoro, soprattutto per i giovani e le donne, sono in testa alle priorità. Nel 2012 Santarcangelo ha quasi raggiunto 22 mila abitanti, 3 mila in più in dieci anni. Ma non è tutto, perché sta cambiando la composizione della popolazione residente, dato che buona parte di questo aumento è dovuto all insediamento di immigrati, sempre più numerosi, anche se non tanto quanto nei Comuni costieri. I nuovi residenti ringiovaniscono la popolazione, perché la loro età media è più bassa, o quanto meno ne frenano l invecchiamento, ma pongono anche domande inedite (dalla scuola, alla casa, ecc.). Certamente un effetto richiamo lo esercita il tessuto produttivo, che mostra di tenere, nonostante le ricadute negative, anche per Santarcangelo, della crisi in corso. Il manifatturiero ha avuto perdite gravi (testimoniato anche dalla chiusura della Buzzi-Unicem), ma la nascita di nuove imprese, soprattutto nel commercio e nel settore turistico, hanno in parte compensato le chiusure. Resta però un problema storico: il basso profilo tecnologico del manifatturiero e ancora di più del terziario, fatte salve le dovute eccezioni. E un problema locale e provinciale insieme, ma non per questo meno urgente, quando tutti ripetono che per competere bisogna dotarsi di imprese che innovano, fanno ricerca e si aprono ai mercati internazionali. Un piccolo Comune da solo può fare poco, ma su scala provinciale qualche azione in più di supporto alle imprese può essere intrapresa. Il denaro concesso dalle banche alle imprese (e alle famiglie) non è diminuito, però è vero che il rapporto tra depositi (risparmio) e investimenti si è ridotto. In sintesi: il denaro c è ma le banche ne prestano relativamente di meno. Tra le attività produttive anche l agricoltura, soprattutto di qualità, è una risorsa, ma il suo campo si va sempre più restringendo con perdite continue e costanti della superficie agricola utilizzata e del numero delle aziende. Unico risvolto positivo: la crescita della dimensione media, che rimane però ancora troppo piccola per operare con successo nei grandi mercati. La formazione di cooperative o consorzi di produttori potrebbe essere una risposta da praticare per superare la frammentazione. Ma probabilmente ci vogliono anche nuove forze imprenditoriali. Il turismo, come abbiamo visto, è tra i pochi settori ad aver contrastato la crisi. La sua capacità ricettiva è aumentata negli ultimi anni, gli arrivi tengono, ma i pernottamenti non decollano, nonostante gli apprezzamenti del turismo estero. Altrettanto numerosi (il loro numero è perfino superiore agli arrivi ufficiali) sono gli escursionisti, cioè i protagonisti di visite brevi, utili ma che lasciano poco sul territorio, perché magari ospiti negli alberghi della Costa. Questo ripropone il problema dell offerta di un prodotto-vacanza autonomo, che faccia perno su altre risorse che non siano quelle balneari, come la natura, la tranquillità, il patrimonio storio-culturale, il buon mangiare, l ambiente rurale, ecc. Un prodotto che possa intercettare un altra domanda di fare vacanza. Si è fatto qualcosa, ma resta molto da innovare, anche Europa Inform Consulting 3

4 SOMMARIO sul terreno della comunicazione. Il turismo mondiale cresce e la proiezione internazionale sarà sempre più importante. Agire su tutti i fattori economici dello sviluppo locale è importante perché essi producono ricadute decisive sull occupazione, un altro dei temi di grande attualità. Guardando agli avviamenti e agli avviati al lavoro Santarcangelo pare abbia recuperato bene i primi impatti negativi della crisi, ma come è noto i contratti di lavoro, per quanto più numerosi, sono sempre più brevi e precari e non garantiscono nessuna continuità di reddito. A questo si somma la crescita record, anche a Santarcangelo, dei richiedenti un lavoro, molti spinti dalle difficoltà crescenti a far quadrare i bilanci familiari. Se poi i redditi dichiarati possono considerarsi una sintesi dello stato di salute dell economia locale, quelli di Santarcangelo, che sono i terzi per valore in provincia di Rimini, tutto sommato non sono andati male, perché se è vero che sono aumentate le dichiarazioni delle fasce più basse, è altrettanto vero che sono cresciute di più quelle medio-alte, provocando un aumento delle dichiarazioni medie dei redditi, nonostante la crisi. La qualità della vita di un Comune, che è lo stesso di un Paese, si gioca sull economia ma anche su altri elementi che entrano in gioco. Il primo è quello della disponibilità di abitazioni, che a Santarcangelo teoricamente non mancano perché sono sempre più numerose delle famiglie. Siccome però c è il fattore prezzo e un uso diverso che di una abitazione si può fare, ragione per cui si preferisce non occuparle o farlo per altri fini (esempio: affitto ai turisti, studenti, studi professionali, ecc.), questa disponibilità non sempre è risolutiva ai fini pratici. Infatti sono dati in aumento sia le domande per alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP), quasi impossibili da soddisfare ai ritmi odierni, che le richieste di contributi per l affitto, e spesso anche per le bollette. Purtroppo le maggiori richieste non sono accompagnate da un parallelo aumento delle risorse. Va invece meglio per la dotazione di verde pubblico di cui ciascun residente può godere, posizionandosi Santarcangelo tra le città medio-piccole più verdi, molto più avanti di Rimini. Più critica la situazione della mobilità, perché le auto continuano a crescere, anche se negli ultimi tempi meno, mentre la rete stradale rimane grosso modo la stessa. Alcuni punti sulla SP136 e sulla SP14 sono particolarmente trafficati, producendo sicuramente una dilatazione dei tempi di percorrenza, ciononostante non aumenta il richiamo del trasporto pubblico, fatti salvi servizi particolari. Come conseguenza anche gli incidenti sono in aumento, mentre scendono in provincia. A Santarcangelo i residenti producono molti rifiuti, ma dalla loro hanno la più alta percentuale provinciale di raccolta differenziata. Consumano, sempre i residenti, una quantità giornaliera di acqua inferiore a quella di molte città capoluogo, mentre sul fronte delle energie sostenibili il Comune è divenuto il settimo della provincia (che è ultima in Regione) per l installazione di impianti fotovoltaici. In sintesi, un Comune, quello di Santarcangelo, con buoni indicatori, fatte salvi alcuni aspetti, di qualità urbana, ma con alcune criticità, legate in modo particolare alla situazione economicooccupazionale, che poi finiscono per alimentare forme di disagio, che richiedono una attenzione particolare, magari puntando, per alcune soluzioni, anche sul livello provinciale. Europa Inform Consulting 4

5 POPOLAZIONE La popolazione residente L incremento e l origine Gli anni presi in considerazione sono quelli dei censimenti nazionali ed offrono il vantaggio della omogeneità, a parte il Come si può osservare, dal dopo guerra del secolo scorso ad oggi, la popolazione residente di Santarcangelo non smette di crescere. E lo fa grosso modo allo stesso ritmo, con una leggera accelerazione nell ultimo decennio. Infatti, nel periodo , da è salita a , che fa un aumento annuo medio dello 0,9 per cento. Tempo un altro decennio ed è arrivata, nel 1991, a , questa volta facendo segnare un aumento medio dello 0,8 per cento. Nel 2001 i residenti diventano e l aumento medio annuo torna al livello di 0,9 per cento. Siamo così all ultimo periodo, cioè al 2011, quando la popolazione arriva a Sono cittadini in più, nell arco degli ultimi dieci anni, pari ad una crescita media annua dell 1,0 per cento e per l intero periodo del 10 per cento (paragonabile al dato regionale). Un lieve ma costante aumento. Per fare un confronto, sempre relativo all ultimo decennio, la popolazione del comune di Rimini è passata da 129 mila a 140 mila circa, con un aumento che è rimasto sotto il nove per cento. Nell ultimo anno (2012), a Santarcangelo si sono aggiunti altri mille residenti, con un aumento ben più consistente, ma qui il confronto deve essere fatto con cautela perché censimenti ed anagrafi utilizzano conteggi diversi. In rapporto all Unione Comuni della Valmarecchia (Santarcangelo, Poggio Berni, Torriana e Verucchio), che può contare su una popolazione complessiva di residenti, quella di Santarcangelo ne rappresenta il 57 per cento. Divisa per genere, alla componente femminile della popolazione va il 51 per cento del totale, aumentando il vantaggio solo di un decimo di punto nell arco di dieci anni. Praticamente stabile. Santarcangelo: andamento popolazione residente, Popolazione Femmine Maschi Totale Fonte: Censimenti Istat e Anagrafe comunale (2012) Ma da dove arrivano i nuovi residenti? Pochi dal saldo naturale, cioè dalla differenza tra nascite e decessi, che per la prima volta nel 2011 è diventato negativo, dopo aver toccato valori prossimi allo zero nel 2006 e 2008, molti di più dal saldo migratorio tra chi parte e chi arriva, provenienti da altri comuni, regioni o dall estero. Europa Inform Consulting 5

6 POPOLAZIONE E quindi il saldo migratorio che sta influenzando in maniera decisiva, seppure con oscillazioni che spaziano tra il massimo di 200 del 2002 e il minimo di 50 nel 2008 (anno dello scoppio della crisi), l andamento della popolazione. In altri termini, i nuovi residenti vengono prevalentemente da fuori comune e sempre di più dall estero. Il saldo demografico: Saldo naturale Saldo migratorio Saldo demografico Fonte: Ufficio Statistica Provincia di Rimini Gli stranieri residenti Provengono dall estero, oppure sono immigrati già residenti ma provenienti da altri comuni d Italia, magari della stessa provincia di Rimini, dei nuovi residenti di Santarcangelo dell ultimo decennio ( ). Cioè quasi i due terzi dei nuovi arrivati sono stranieri. Ciononostante, considerando l intera popolazione, quella immigrata da Paesi esteri, europei e non, aggiornata al 2012 si ferma al 8,2 per cento del totale, che è un bel salto rispetto all 1,9 per cento del 2001, ma ancora sotto il 10,5 per cento della media provinciale (dove sono, nel 2011, 35 mila di cui un quinto originaria di un Paese dell Unione europea). In Emilia Romagna gli immigrati residenti sono 530 mila e rappresentano il 12 per cento della popolazione. In provincia le nazionalità più rappresentate sono quella albanese, rumena e ucraina e l età media è di 35 anni, contro i 44 anni dell intera popolazione. I minori sono un quinto e la popolazione con obbligo scolastico, proveniente da ben 70 Paesi, ha raggiunto le unità (2011). A Santarcangelo i minori di 18 anni sono 334, anche qui un quinto del totale degli immigrati, di cui 204 (96 le donne) sono giovani di seconda generazione, cioè nati in Italia da genitori immigrati Santarcangelo: stranieri residenti % pop. totale Stranieri ,4 8, ,9 0, Fonte: Provincia di Rimini e Anagrafe comunale (2012) 9,0 8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0,0 Europa Inform Consulting 6

7 POPOLAZIONE Densità e distribuzione della popolazione Se la popolazione residente aumenta, mentre la superficie comunale rimane la stessa, è giocoforza che la densità, che sta per quanti abitanti sono contenuti in un chilometro quadrato (kmq) di territorio, debba seguire lo stesso senso di marcia. Così è infatti. Dal 1991, quando al densità era di 384 abitanti per kmq, siamo passati a 486 abitanti per kmq, che sono 102 residenti in più, di cui 66 acquisiti nell ultimo decennio, sullo stesso pezzo di territorio. Con l ingresso dei nuovi Comuni dell Alta Valmarecchia, che hanno portato più territorio che residenti, la densità media della popolazione provinciale si è abbassata (373 ab/kmq nel 2011), e questo ha fatto si che quella di Santarcangelo risulti, oggi, superiore alla media, quando in passato (l Alta Valmarecchia è entrata nell agosto del 2009) restava sotto. In ogni caso, per quanto aumentata, la densità della popolazione di Santarcangelo è di poco superiore ad un terzo della media dei Comuni costieri, che è di abitanti per kmq. e che nell ultimo periodo è cresciuta quasi il doppio (circa il venti contro il dieci di Santarcangelo). Densità (ab/kmq) della popolazione, Superficie di Santarcangelo: 45,1 kmq Var % '12-01 Densità Santarcangelo ,7 Var. ass. per kmq ,3 Densità provincia RN ,0 Densità Comuni Costa ,1 Fonte: Elaborazione dati Censimenti e Anagrafe comunale (2012) Ma non in tutte le Frazioni si sta più stretti alla stessa maniera. Perché mentre a Sant Agata i residenti sono, in dieci anni, raddoppiati, passando dal 4,5 all 8 per cento del totale comunale, e a Sant Ermete sono solo aumentati di un punto e mezzo percentuale, almeno tre Frazioni hanno perso peso relativo: il Capoluogo, dove comunque sono raccolti metà dei residenti, San Vito e S.Martino dei Mulini. Le altre quattro Frazioni grosso modo hanno mantenuto il loro peso relativo. La popolazione per zona di residenza Zona 2012 % totale 2012 % totale 2001 Andamento Capoluogo ,5 52,4 S.Vito-S.Giustina ,4 11,5 Sant'Agata ,1 4,5 Canonica 964 4,4 4,1 Montalbano 427 1,9 2,0 Ciola-Stradone 449 2,0 1,8 S.Michele ,4 5,6 S.Martino dei M ,5 7,0 Sant'Ermete ,8 11,2 TOTALE ,0 100,0 Fonte: Anagrafe comunale Europa Inform Consulting 7

8 POPOLAZIONE Risorse umane pensando al futuro Guardando a come è cambiata, negli ultimi dieci anni, la distribuzione della popolazione per gruppi d età si potrebbe commentare che l arrivo di tante forze giovani portate dall immigrazione è stato provvidenziale. Non subito, ma pensando al futuro. La ragione è presto spiegata: dal 2001 al 2011, a Santarcangelo, la popolazione in età per lavorare, da 14 a 64 anni, è scesa di 4 punti percentuali, nel mentre quella che ha superato i 65 anni è salita dal 18 al 20 per cento. Insomma, e non è certo una esclusiva del Comune, si va verso un progressivo invecchiamento della popolazione, con meno persone che possono lavorare e tanti anziani in più fuori dal mercato del lavoro (le previsioni per l Italia al 2050, ma Santarcangelo è abbastanza allineata, danno un terzo dei residenti con più di sessanta cinque anni). In questo contesto l unica nota riequilibratrice è rappresentata dall aumento dei giovani con meno di 14 anni, dal 13 al 15 per cento della popolazione (nel primo dopoguerra i giovani erano il 23 per cento). Un risultato a cui l immigrazione sta dando una mano sostanziale (15 per cento di giovani è anche il dato medio dell Unione dei Comuni della Valmarecchia) e che consentirà una immissione di energie fresche nel mercato del lavoro, utile a rimpiazzare i tanti che lasceranno. Se l asticella si alza però a 18 anni (0-18 anni), il Comune più giovane dell Unione risulta Torriana, con quasi il 21 per cento dei residenti, seguito da Verucchio con poco meno del 20 per cento, poi Poggio Berni col 19 per cento e per ultimo Santarcangelo col 17 per cento. Torriana e Verucchio sono anche, forse non è un caso, i comuni con una rappresentanza di immigrati maggiore (rispettivamente l 11 e il 9 per cento). Popolazione per classi d'età, 2001 Popolazione per classi d'età, % 13% 20% 15% 69% 65% > > 65 La migliore condizione demografica, rispetto al resto della provincia di Rimini, è anche confermata dal confronto dei dati caratteristici 1 della popolazione, da cui risulta, per Santarcangelo, un indice di vecchiaia più basso, anche se in crescita (ricordando che l indice di vecchiaia medio regionale è 167), e undici di struttura e di ricambio più favorevoli, seppure sempre critici. Perché qualsiasi valore che superi la soglia di cento, dove c è il pareggio, vuol dire che ad abbandonare l età lavorativa sono più delle nuove forze giovani che si preparano ad entrare. 1 Legenda: Indice di vecchiaia: popolazione da 65 anni in poi/popolazione da 0 e 14 anni x 100 Indice di dipendenza totale: (popolazione da 65 anni in poi + popolazione da 0 a 14 anni)/popolazione da 15 a 64 anni x 100 Indice di struttura della popolazione attiva: popolazione da 40 a 64 anni/popolazione da 15 a 39 anni x 100 Indice di ricambio della popolazione attiva: popolazione in età da 60 a 64 anni/popolazione da 15 a 19 anni x 100 Europa Inform Consulting 8

9 POPOLAZIONE Certo, anche tra chi ha l età per lavorare ci sono molte risorse inutilizzate, basta pensare al tasso di disoccupazione giovanile e femminile (a Rimini il più alto dell Emilia Romagna), recuperando i quali, in pratica dandogli una opportunità di impiego, il sistema produttivo non si troverà a corto di persone, lavoratori o imprenditori che siano. Altro discorso sono i nuovi e maggiori servizi, sociali e di altro tipo, che una crescente popolazione anziana richiederà, e che in realtà già domanda (per esempio, l assistenza domiciliare degli anziani in Italia copre appena il 3,7 per cento degli ultra sessantacinquenni, quando in Germania arriva al 7,5 per cento, in Svezia al 12 per cento e in Olanda e Danimarca al 13 per cento). Santarcangelo-P.di Rimini: indici a confronto, Vecchiaia Dipendenza Struttura Ricambio Santarcangelo Fonte: Provincia di Rimini P.di Rimini Europa Inform Consulting 9

10 ECONOMIA L economia in tempo di crisi Le imprese resistono Se la popolazione di Santarcangelo è aumentata in parte lo si deve anche al crescente insediamento, al netto delle chiusure, com è accaduto per il cementificio Buzzi-Unicem, di unità produttive nel suo territorio. Infatti, con esclusione del 2009, quando l impatto della crisi si fece sentire più forte e le imprese diminuirono, nel 2011 e nel 1012, il saldo tra le nuove che si sono iscritte nel registro della Camera di Commercio e quelle che al contrario si sono cancellate per cessata attività è stato sempre positivo, a testimonianza della forte volontà di reazione alla difficile situazione economica. Tra i settori con i maggiori saldi positivi ci sono il commercio, ma soprattutto le imprese non classificate, attività cioè che non rientrano in nessuna delle tradizionali classificazioni (industria, commercio, servizi, ecc.). Può trattarsi di imprese innovative, ma anche di imprese avviate per mancanza di alternative. Tornando ai numeri, nell ultimo decennio ( ) le imprese sono cresciute di 349 unità, ed ancora di più negli anni novanta ( ) del secolo scorso, quando l incremento è stato di 578. A fine 2012 a Santarcangelo sono presenti imprese, per un totale di unità locali (ul), che sono le sedi dove si realizzano le attività e che in genere sono più numerose perché l operatività può essere decentrata in più spazi. In questo contesto è da sottolineare l aumento delle imprese del terziario avanzato (settore informatico, prevalentemente, e telecomunicazioni): da 28 nel 2008 a 32 nel In termini di densità si tratta dell insediamento di una impresa ogni dieci abitanti, lo stesso valore provinciale (ricordando che Rimini è al settimo posto in Italia per spirito imprenditoriale) 1. Sulla densità, invece, delle unità locali in rapporto al territorio, che misura la pressione e il consumo del medesimo, il passaggio è da 44 ul per chilometro quadrato del 2001, a 57 ul per chilometro quadrato del 2012, che equivale ad un aumento del 30 per cento. Oggi qualche capannone è rimasto vuoto perché l impresa ha chiuso o si è ristrutturata, e questo dovrebbe consigliare di fare una attenta verifica degli spazi disponibili prima di autorizzarne dei nuovi. 1 Rapporto Qualità della vita, il Sole 24 Ore del 26 novembre Europa Inform Consulting 10

11 ECONOMIA Come sarà facile calcolare, se si escludono poche grandi aziende come Maggioli che supera i trecento occupati, le imprese attive a Santarcangelo, nel 2012, sono in prevalenza delle micro unità con meno di quattro addetti, come media. Nel penultimo censimento del 2001 risultavano con meno di dieci addetti, quindi classificate come micro, 93 imprese su cento, ma più della metà ne aveva solo uno. Solo una impresa, che dava lavoro a più di 250 dipendenti, rientrava tra le grandi. L effetto della crisi sui settori produttivi Il confronto tra le unità locali del 2007, precedente la crisi, e i dati più recenti di fine 2012, può aiutare a comprendere come la difficile situazione economica in corso, che dura oramai da cinque anni (la crisi finanziaria è scoppiata nel settembre 2008), stia incidendo sul tessuto produttivo comunale. In questo arco di tempo le unità locali delle imprese non agricole sono continuate ad aumentare ma ad un ritmo sempre più blando: da una media annua di 45 nel periodo , ad una annuale di 23 in piena crisi economica Una reazione rabbiosa, o disperata, dipende dalle situazioni, in un periodo comunque di calo occupazionale. Guadagnano unità locali il commercio, le costruzioni, gli alberghi e la ristorazione, ma soprattutto una serie di servizi e attività non facilmente classificabili. Perde invece il manifatturiero e un po anche il credito. Europa Inform Consulting 11

12 ECONOMIA Unità locali delle imprese (escluso agricoltura) per settore di attività Settori Unità locali Var % UL '07-'12 Ind. Manifatturiera Energia, gas, acqua e rifiuti Costruzioni Commercio e riparazioni Alberghi e ristorazione Trasporti e magazzinaggio Credito e assicurazioni Altri servizi* TOTALE Fonte. Istat, Censimento industria e servizi (2001) e CCIAA * Comprende attività immobiliari, comunicazioni, istruzione, sanità e servizi sociali, attività non classificate Volendo entrare nei dettagli, da segnalare il tracollo, sempre in termini di unità locali, dell industria alimentare e delle bevande, e di quella dei mobili, che dalla crisi ne escono più che dimezzate. Effetti pesanti anche per la fabbricazione di macchine e apparecchiature elettriche (-43 per cento) e per la fabbricazione di macchine e apparecchiature meccaniche (-41 per cento). La crisi ha inciso meno, ma comunque si è fatta sentire, nella fabbricazione della carta e l editoria (-14 per cento) e nella lavorazione di prodotti in metallo (-8 per cento). Resiste e fa meglio l industria dell abbigliamento (+86 per cento di ul), anche questa volta seguendo una positiva tendenza provinciale. Spiragli che non riescono comunque ad evitare il pesante saldo negativo dell intero comparto manifatturiero (-18 per cento). Non cedono le costruzioni, compreso le attività immobiliari di intermediazione, mentre cresce il commercio, soprattutto al dettaglio, alberghi e ristoranti, il comparto delle comunicazioni e dei servizi pubblici e alla persona. Perde, da 373 a 331 unità locali, anche l agricoltura. In sintesi si assiste, non è una eccezione, ad una crescente terziarizzazione dell economia, sempre più basata sui servizi, non sempre ben classificabili. La distribuzione e l andamento delle imprese e delle unità locali non deve però trarre in inganno, perché la creazione di valore, che alla fine è quello che conta, potrebbe portare ad altri risultati. Per esempio, il settore manifatturiero rappresenta, in provincia di Rimini, l otto per cento delle imprese ma contribuisce alla produzione del 15 per cento del valore aggiunto, quindi il doppio della sua consistenza numerica (in Italia l industria rappresenta il 19 per cento del pil, in Francia il 12 e in Germania il 26 per cento). Non c è ragione per ritenere che a Santarcangelo non avvenga la stessa cosa. Nel settore alberghi e ristoranti, causa la forte stagionalità, le giornate lavorative pro-capite sono 117, nell industria 246, nel commercio 241; il salario medio giornaliero è di 55 euro nel primo caso, di 75 euro nel secondo, 68 euro nel terzo (dati ). In conclusione, le unità produttive contano, ma vale anche quello che producono e il valore che sono capaci di creare, quindi di aggiungere. A Santarcangelo, a Rimini, come in Italia, non nascono meno imprese di altri paesi, piuttosto, di quelle che nascono ne muoiono tante e quelle che sopravvivono non diventano grandi. Questi sono i nostri problemi, perché è più difficile affrontare i mercati internazionali se si rimane troppo piccoli. 2 Luigi Vergallo, Economia reale ed economia sommersa nel riminese, in prospettiva storica, ed. Mimesis, Europa Inform Consulting 12

13 ECONOMIA Una maggiore strutturazione delle aziende si è messa in moto, come testimonia la crescita dall 8 al 17 per cento, tra il 2001 e il 2012, delle società di capitale, la parallela diminuzione delle ditte individuali, dal 70 al 58 per cento, che rimangono comunque la maggioranza. Un cammino di consolidamento e maggiore strutturazione che dovrebbe continuare. Santarcangelo: settori economici con il maggior numero di UL, Settori Var % UL Ind. Manifatturiera di cui: Industrie alimentari e delle bevande Fabb. e lav. prodotti in metallo Fabbricazione mobili Industrie tessili e dell'abbigliamento Fabb. macchine ed appar. meccaniche Fabb. prodotti lavoraz. min. non metallif Ind. legno, esclusi mobili Fabb. carta, editoria, stampa e riprod Fabb. di macchine e appar. elettriche Costruzioni Comm. ingr. e dett. - rip. beni di cui: Comm. dettaglio escluso autoveicli Comm. ingrosso escluso autoveicoli Alberghi e ristoranti Trasporti, magazzinaggio e comunicaz di cui:trasporti terrestri - trasp. mediante condotta Attiv. immob., noleggio, informat., ricerca di cui: Attivita' immobiliari Altri servizi pubblici, sociali e personali Sub totale TOTALE UL escluso agricoltura TOTALE UL con agricoltura Fonte: CCIAA di Rimini L imprenditoria attiva Tutti sanno che dietro una impresa c è sempre un imprenditore, o imprenditrice, e spesso più d uno/a. La voglia e la capacità di intraprendere è alla base del dinamismo economico di un territorio. Questo spirito d iniziativa non è venuto meno ed anche in tempi difficili, come gli attuali, l imprenditoria attiva, in pratica chi prosegue una attività o decide di provarci, è continuata ad espandersi: gli imprenditori di Santarcangelo erano nel 2007, sono diventati a fine 2012 (+109 in v.a.). Inevitabilmente le dinamiche dell imprenditoria ricalcano quelle delle attività, per cui non è una sorpresa il calo di imprenditori nell agricoltura, nell attività manifatturiera e immobiliare, e in quella dei trasporti, mentre cresce nel commercio, negli alberghi e ristoranti, nei servizi pubblici e personali, e in un variegato, ma piuttosto numeroso, altro che fa pensare alla nascita di attività ancora non ben definibili. Europa Inform Consulting 13

14 ECONOMIA Un contributo arriva anche dall imprenditoria degli immigrati, in crescita (da 167 nel 2007 a 196 imprenditori nel 2011) e che copre il 5,5 per cento del totale, quando in provincia di Rimini è arrivata al 9 per cento. Santarcangelo: imprenditoria attiva Anno 2007 e 2012 SETTORI Agricoltura Industria Att. manifatt Costruzioni Altro 4 10 Servizi Comm. ingr. e dett Attiv.immob., noleggio Trasporto e magazzinaggio Alberghi e ristoranti Servizi pubblici, personali Altro Non classificate 9 9 TOTALE Fonte: Camera di Commercio di Rimini Infine le imprenditrici: in numero assoluto sono aumentate da 779 del 2001 a 917 nel 2012 (+138), arrivando a rappresentare un quarto del totale, qualche punto percentuale in meno della media provinciale (29 per cento). Una crescita progressiva e costante (la metà prima della crisi e l altra dopo) che non sembra risentire degli eventi degli ultimi anni. Innovazione e competitività del sistema produttivo Già abbiamo affrontato l argomento che un conto è il numero delle imprese e cosa ben diversa la loro capacità di produrre valore, che a caduta vuol dire la possibilità di pagare buoni salari e di assumere profili professionali qualificati. Uno studio di Unioncamere Emilia Romagna di qualche anno fa (2006) aveva classificato il settore manifatturiero e i servizi, presenti nei Comuni della provincia di Rimini, per livello tecnologico. Europa Inform Consulting 14

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