LA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO

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1 LA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO Alessandra Cenerini Presidente ADi 1

2 ORIGINE DELLA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO Il termine è stato ufficialmente coniato dal pamphlet Valutazione per l apprendimento: oltre la scatola nera, redatto nel 1999 in Inghilterra dal Gruppo per la riforma della valutazione, che ha come punto di partenza la ricerca degli inglese Paul Black e Dylan Wiliam raccolta e sintetizzata nel testo Dentro la 2 scatola nera

3 UN MEZZO POTENTE PER IMPARARE AD IMPARARE E MIGLIORARE I RISULTATI La ricerca ha dimostrato che la valutazione per l apprendimento è uno dei mezzi più potenti per migliorare i risultati e innalzarne il livello. E il metodo più efficace per apprendere ad apprendere, che è la competenza trasversale più importante Ricerche in corso stanno aggiungendo ulteriori prove a sostegno di questa tesi, sostenuta anche dalla psicologia dell apprendimento e dagli studi sulla motivazione ad apprendere 3

4 IMPARARE AD IMPARARE ENTRA UFFICIALMENTE NELLA SCUOLA ITALIANA Con il documento sul NUOVO OBBLIGO la competenza imparare ad imparare entra ufficialmente nella scuola italiana 4

5 UNA NECESSARIA DISTINZIONE La valutazione per l apprendimento è distinta dalla valutazione dell apprendimento, la prima ha valore formativo la seconda certificativo Mentre la valutazione dell apprendimento è regolarmente svolta da tutti gli insegnanti, la valutazione per l apprendimento è poco diffusa e non è praticata in modo sistematico e mirato 5

6 CHE COS E LA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO (I) tutte quelle attività intraprese dagli insegnanti e/o dagli alunni, che forniscono informazioni da utilizzare come feedback per modificare le attività di insegnamento/ apprendimento in cui sono impegnati (Black and Wiliam, 1998) 6

7 I 10 PRINCIPI DELLA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO 7

8 I PRINCIPIO E centrale all attività di classe Non segue, come le valutazioni tradizionali, l insegnamento e l apprendimento, ma ne è base, coinvolgendo: l osservazione e l interpretazione di ciò che gli alunni fanno e dicono l analisi dei loro interessi e delle loro abilità la conoscenza dei loro risultati pregressi e del loro ambiente familiare la riflessione, il dialogo, la condivisione con gli alunni delle decisioni da adottare e degli adattamenti da fare nell insegnamento 8

9 II PRINCIPIO E parte integrante della progettazione la progettazione deve specificare come: ottenere e utilizzare le informazioni sull'apprendimento degli alunni essere flessibile rispetto alle diverse preparazioni iniziali e in itinere rendere gli alunni partecipi, informati del loro apprendimento, dei criteri di valutazione, dei feedback che riceveranno, della guida che avranno per migliorare 9

10 III PRINCIPIO focalizza l attenzione su come si deve imparare Richiede che quando si stabiliscono i criteri per la valutazione siano chiari: che cosa si deve imparare perché si deve imparare con quali tempi e tappe si deve imparare e soprattutto come si deve imparare 10

11 Progressione nell apprendimento procedere per passi successivi tra loro collegati Richard A. Duschel, dell University di New Brunswick: Come si può costruire un insegnamento valido quando si impartiscono tante nozioni fluttuanti nel nulla? L unica cosa importante è fare in modo che i ragazzi costruiscano una solida rete cognitiva alla quale poter agganciare nuove conoscenze, e sviluppare un insieme logico e 11 coerente di nozioni

12 Progressione nell apprendimento Molti insegnanti pensano che i ragazzi non possano raggiungere certi livelli, mentre il più delle volte le difficoltà dei ragazzi sono dovute al fatto che l insegnamento non è stato progressivo, non sono stati fatti cioè i passi intermedi necessari per raggiungere un certo livello. 12

13 Esempio di grafico organizzatore Che cosa so Che cosa devo imparare Come imparerò Che cosa ho imparato Vantaggi per l insegnante Vantaggi per lo studente Consente di sapere le precedenti Rende possibile collegare l apprendimento precedente Consente di controllare i processi Può definire le priorità e selezionare che cosa imparare conoscenze e individuare le idee sbagliate Valutare l apprendimento Vedere i risultati 13

14 IV PRINCIPIO è competenza chiave degli insegnanti Richiede agli insegnanti di: usare vari tipi di verifica osservare l apprendimento analizzare, interpretare le prove dare il feedback agli alunni condurli ad autovalutarsi e a fare valutazione fra pari 14

15 V PRINCIPIO dà agli alunni consapevolezza delle mete e dei criteri di valutazione Mette gli alunni in condizione di capire che cosa stanno imparando, e che cosa ci si aspetta da loro Li rende partecipi delle decisioni sugli obiettivi che devono perseguire e sui criteri di valutazione del loro lavoro Li coinvolge nella discussione, usando un linguaggio a loro comprensibile 15

16 VI PRINCIPIO cura gli aspetti emozionali, è costruttiva Esige che gli insegnanti siano consapevoli dell impatto che commenti, voti, e classificazioni possono avere sulla motivazione, sulla autostima e sull entusiasmo degli alunni Richiede, per essere costruttiva, che i giudizi siano focalizzati sul lavoro svolto e non sulla persona che li ha svolti 16

17 VII PRINCIPIO stimola la motivazione ad apprendere Enfatizza i progressi e i risultati positivi piuttosto che i fallimenti Evita il confronto con i più bravi, perché non stimola il miglioramento, ma genera frustrazione Rispetta l autonomia dello studente, sa proporre delle alternative, dà dei feedback costruttivi, e crea opportunità per la gestione del 17 proprio apprendimento

18 VIII PRINCIPIO aiuta gli alunni a capire come migliorare Dà agli alunni informazioni e guida per pianificare il loro apprendimento Sottolinea i loro punti di forza e indica come svilupparli Dà indicazioni chiare e costruttive rispetto ai punti deboli e a cosa si deve fare per superarli, fornisce loro tutto l aiuto di cui hanno bisogno 18

19 IX PRINCIPIO sviluppa autovalutazione e volontà di farsi carico del proprio apprendimento Promuove strategie di autovalutazione e di valutazione tra pari, inducendo gli alunni a riflettere su ciò che fanno e su come andare avanti Infonde negli alunni la volontà di farsi carico del proprio apprendimento, mettendoli in grado di conquistare nuovi 19 traguardi in modo autonomo

20 X PRINCIPIO riconosce tutti i risultati degli alunni - Porta ogni studente a sviluppare al meglio le proprie potenzialità e a vedere riconosciuti i propri sforzi. Fa leva sulle diverse intelligenze, dando l opportunità a ciascuna di manifestarsi nel campo ad essa più congeniale. 20

21 LE OTTO INTELLIGENZE DI GARDNER Intelligenza logico/matematica Intelligenza linguistico/verbale Intelligenza kinestetica Intelligenza visivo/spaziale Intelligenza musicale Intelligenza interpersonale Intelligenza intrapersonale Intelligenza naturalistica 21

22 GARDNER: 7 FASI NELLA COMPRENSIONE DELL INTELLIGENZA (I) 1- Le concezioni non scientifiche: Fino alla fine del XIX secolo, la parola "intelligenza" " ha un impiego estensivo. 2 - La svolta scientifica: Alla fine del XIX secolo, Binet creò il primo test sull'intelligenza. 3 - L'intelligenza diventa plurale: Gardner 4 - L'intelligenza "contestualizzata : l intelligenza si sviluppa nell'interazione tra fattori biologici e opportunità offerte dal contesto. Nell istruzione creare contesti in cui le varie intelligenze possano esprimersi 22

23 GARDNER: 7 FASI NELLA COMPRENSIONE DELL INTELLIGENZA (II) 5 - L'intelligenza "distribuita : non tutta l'intelligenza è nella nostra testa, ma risiede anche nelle diverse risorse umane e materiali con cui svolgiamo il nostro lavoro 6 - Alimentare l'intelligenza: poco si sa sui modi per alimentarle l intelligenza.si sa però che gli apprendimenti, se non sono allenati, ossia alimentati, si perdono (importanza delle literacy fondamentali: lettura e matematica) 7 - Umanizzare l'intelligenza: ogni capacità umana è usata per il bene o per il male. Non può ricadere sulla scuola la responsabilità dell uso iniquo dell intelligenza, 23 ma non può nemmeno ignorare il problema

24 André Giordan Introdurre le scienze e le tecnologie nella loro dimensione sociale: benefici e rischi Questo messaggio può avvenire tramite : 1) la storia delle scienze, lo studio delle grandi rivoluzioni scientifiche 2) i collegamenti tra sapere scientifico, cultura e società, o anche tra sapere scientifico e valori morali. Devono comprendere che: 1) sebbene il progresso scientifico sia ineluttabile, può essere lungo, doloroso, sempre conflittuale 2) non è indipendente dall ideologia del momento o dai valori dominanti del momento. 24

25 COME SI REALIZZA LA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO CONDIVISIONE DEI CRITERI, DISCUSSIONE A) CONDIVISIONE DEI CRITERI: insegnanti, alunni e genitori devono condividere, in un linguaggio comprensibile a tutti, le mete che si vogliono raggiungere e i criteri che ne indicano il raggiungimento B) DISCUSSIONE: gli alunni devono avere l opportunità di discutere del proprio apprendimento, singolarmente con l insegnante e con i propri pari 25

26 COME SI REALIZZA.. EFFICACI FEEDBACK Il feedback è efficace quando valorizza gli aspetti positivi del lavoro degli studenti e li aiuta a capire che cosa fare per colmare le lacune e progredire. E fondamentale spendere tempo a discutere con loro gli obiettivi e i criteri di riuscita, portarli a riflettere sul proprio lavoro, farli pensare con la propria testa, finchè riescono a capire da soli i loro punti forti e deboli e sono in grado di chiedere loro stessi aiuto 26

27 COME SI REALIZZA. AUTOVALUTAZIONE CHE COS E : è il giudizio che lo stesso studente dà sulla qualità del proprio lavoro, basandosi su prove e criteri espliciti, COME SI ATTIVA: 1 : coinvolgendo gli studenti nella definizione dei criteri di valutazione 2 : insegnando agli studenti come applicare I criteri al loro lavoro 3 : dando agli studenti il feedback sulla loro autovalutazione 4 :Aiutando gli studenti a individuare I successivi obiettivi e piani di azione per 27 raggiungerli

28 COME SI REALIZZA. AUTOVALUTAZIONE E AUTORIFLESSIONE L autovalutazione induce autoriflessione E un modo per imparare ad imparare Stimola la motivazione ad apprendere Dà consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza Aiuta a definire i traguardi da raggiungere Stimola la ricerca dei modi e strumenti per farlo 28

29 COME SI REALIZZA. VALUTAZIONE TRA PARI CHE COS E è la valutazione che gli studenti fanno del lavoro dei loro compagni A COSA SERVE 1) a incoraggiare l autonomia 2) a stimolare più elevate capacità di pensiero ( analisi e sintesi) 3) a capire il processo di valutazione, a imparare ad autovalutarsi 4) ad acquisire strumenti per una valutazione lifelong sia del proprio lavoro che di quello degli altri COME SI REALIZZA Prima della fase valutativa gli studenti devono essere coinvolti nella definizione dei criteri di valutazione e nella e selezione dei principali elementi che indicano il conseguimento del risultato. COME SI EVITANO DISTORSIONI 1) assegnando compiti da valutare senza indicarne l autore 2) affidando lo stesso compito a più studenti valutatori 29 3) con costante aiuto-supervisione dell insegnante (anche via internet)

30 COME SI REALIZZA. VERIFICHE VARIE E PERSONALIZZATE MOLTE PROVE DIFFERENZIATE ampia gamma di prove : verifiche scritte, orali, osservazione in classe, progetti, videoregistrazioni VERIFICHE PERSONALIZZATE Fra 30 anni, ha scritto Howard Gardner, la gente riderà dell'idea finora dominante, secondo cui a tutti deve essere insegnata la stessa cosa nello stesso modo. A insegnamenti personalizzati corrisponderanno anche verifiche differenziate nei tempi e nei modi. Il computer fornirà un aiuto formidabile 30

31 COME SI REALIZZA. PORTFOLIO ELETTRONICO Snello, accessibile, modificabile e aggiornabile. In un solo CD si può: 1) raccogliere disegni e compiti passati allo scanner, 2) mettere la sonorizzazione, 3) inserire dialoghi registrati, 4) introdurre videoregistrazioni, 5) usare foto digitali, 6) aggiungere o togliere parti, 7) fare comparazioni incrociate dei lavori con semplici link. Per gli alunni è molto motivante, ed è un incentivo a periodiche 31 autoriflessioni

32 COME SI REALIZZA.. COINVOLGIMENTO DEI GENITORI Da un cartellone affisso in una scuola: La cosa più importante per la riuscita di un ragazzo, a scuola e per il resto della sua vita, non è lo status dei suoi genitori, il loro livello culturale, le loro condizioni economiche o il loro quoziente di intelligenza, ma il fatto che siano o non siano coinvolti nella sua educazione Relazionarsi ai genitori è una condizione fondamentali perché gli alunni abbiano buoni rendimenti Un compito complesso per le trasformazioni avvenute nella famiglia e per le profonde modificazioni nei comportamenti sociali La scuola deve sperimentare nuovi approcci, mettendo da parte il tradizionale rapporto 32 rigido, statico e ripetitivo con i genitori

33 Fine Grazie 33

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