Relazione illustrativa del progetto o iniziativa

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1 CHIEDE ai sensi e per le finalità di cui alla Legge 136/2010 che tutti i pagamenti riguardanti il contributo assegnato per il sopra citato progetto, siano effettuati esclusivamente tramite lo strumento del bonifico appoggiato sul conto sopra indicato. Data, 13 gennaio 2012 Firma del legale rappresentante Modulo per la relazione illustrativa dell intervento e piano finanziario Relazione illustrativa del progetto o iniziativa Titolo dell iniziativa FAMILY ANGELS Un Servizio che Serve - Nuove idee per la conciliazione dei tempi vita/lavoro Finalità dell iniziativa Indicare tra le seguenti finalità quella/e più coerente/i con l iniziativa (massimo 3) I_I a - diffondere la cultura di genere e delle pari opportunità tra uomini e donne a livello locale; IXI b - rafforzare, attraverso azioni specifiche, delle condizioni e delle competenze delle donne; I_I c - promuovere la consapevolezza ed il superamento degli stereotipi di genere; I_I d - sostenere la presenza equilibrata di uomini e donne negli ambiti in cui sono sottorappresentati; IXI e - approfondire e migliorare la conoscenza delle situazioni e condizioni di vita di uomini e donne; IXI f - ridurre eventuali disparità di genere. Se l iniziativa prevede dei partner, elencarli di seguito (ATTENZIONE!!! Perché le collaborazioni siano ritenute valide, per ciascun partner elencato dovrà essere presentata, in allegato al presente formulario, una lettera di intento sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto partner in cui vengono descritte le modalità attive di collaborazione) Partner 1: Comunità della Vallagarina (collaborazione tra più soggetti finanziabili) Partner 2: Comune di Pomarolo (coinvolgimento zone periferiche) Partner 3: Comune di Volano (coinvolgimento zone periferiche) Partner 4: Comune di Vallarsa (coinvolgimento zone periferiche) Partner 5: Comune di Isera (coinvolgimento zone periferiche) Partner 6: Comune di Calliano (coinvolgimento zone periferiche) Partner 7: Fondazione Famiglia Materna (collaborazione tra più soggetti finanziabili) Partner 8: Cooperativa Punto D Approdo (collaborazione tra più soggetti finanziabili)

2 Presenza di certificazione Family Friendly Indicare, se presenti, i marchi Family Friendly in capo al soggetto proponente o agli eventuali partner I nostri partner sono provvisti del marchio Family Friendly. Contesto e analisi dei bisogni Descrivere il contesto territoriale/organizzativo in cui l iniziativa si inserisce ed i bisogni relativi alle pari opportunità a cui si intende rispondere Il progetto FAMILY ANGELS si rivolge alla città di Rovereto e alla Comunità della Vallagarina, area in cui, come evidenziato nel XXVI Rapporto sull occupazione redatto dall Agenzia del Lavoro della Provincia di Trento, la disparità di occupazione tra uomini e donne è più manifesta che nelle altre zone del trentino, inoltre la Vallagarina è il territorio trentino dove la crisi sta colpendo maggiormente anche dal punto di vista occupazionale che accentua ulteriormente le disparità anche di genere. La Vallagarina è un territorio in cui le donne risultano essere impiegate soprattutto nella Pubblica Amministrazione, nella sanità, nei servizi, nel credito, nelle assicurazioni e nel commercio (come rileva uno studio dell Osservatorio del mercato del lavoro a cura dell Agenzia del lavoro di Trento su Le astensioni delle donne in periodo di maternità e puerperio pubblicato nel giugno 2008). La difficoltà di conciliazione famiglia-lavoro rappresenta ancora per le donne trentine uno dei principali vincoli per il raggiungimento effettivo delle pari opportunità nei percorsi di accesso, di crescita professionale e di retribuzione. La non sempre sufficiente offerta di servizi adeguati per soddisfare i bisogni di aiuto specifico delle famiglie, la complessiva poca formazione delle persone disposte ad occuparsi dei servizi per la casa e per la famiglia presenti sul mercato del lavoro e una carenza di efficacia nell incontro domanda/offerta delle prestazioni esistenti portano le donne ad avere problemi nel delegare la cura dei propri cari o della casa; delegare, infatti, significa aver fiducia in chi sostituisce. Il senso di colpa e il timore di un assistenza non qualificata inducono le famiglie ad una non soddisfazione rispetto i servizi ricevuti, con una conseguente rinuncia del lavoro da parte delle donne, un impoverimento delle medesime e un inevitabile perdita di produttività su scala nazionale. L'abbandono del posto di lavoro da parte delle donne, soprattutto se in relazione alla maternità, in particolare alla nascita del primo figlio, alla cura di un anziano o di una persona non autosufficiente, riflette una quota importante delle difficoltà che caratterizzano il mondo dell'occupazione femminile e che impediscono un'effettiva parità di accesso e possibilità di crescita professionale. I servizi pubblici di cura dei bambini non rispondono alla flessibilità che invece oggi è richiesta nel mondo del lavoro e spesso deve essere integrata con la presenza di una persona (baby-sitter) esterna alla famiglia che però spesso non gode di una formazione specifica. Per quel che riguarda, poi, la cura dell anziano, l'assistenza assicurata dalle badanti prevalentemente non è qualificata e mal si addice per affrontare patologie e pluri-patologie complesse che caratterizzano gli over 75, spesso le famiglie si trovano a sommare il servizio di badantato a quello dell assistenza domiciliare con una crescita di complessità di gestione della cura e le risorse economiche investite che diventano spesso non sostenibili da parte dei nuclei familiari. Per le donne che invece scelgono l assistenza familiare come lavoro, la non formazione e la scarsa organizzazione dell incontro domanda offerta le rendono vittime di una concezione, ormai anacronistica, che l assistenza familiare non rappresenta un vero e proprio lavoro da regolarizzare e tutelare e di conseguenza dell ampio mercato del lavoro informale e non regolato esistente. Inoltre le famiglie che intendono avvalersi di un servizio di assistenza domestica, per problematiche legate alle pulizie, assistenza anziani o bambini, non sanno a chi rivolgersi e quindi ci si basa sul passaparola o sulla conoscenza personale, senza però avere garanzie delle persone che iniziano ad operare presso le proprie mura domestiche accudendo ai propri cari. Il presente progetto si propone di preparare e formare queste donne per metterle in grado di operare in un contesto socio-economico nel quale persone anziane, disabili o bambini, in ogni caso in condizioni di non autosufficienza e di dipendenza, chiedono, apertamente o implicitamente, che venga tutelato il proprio diritto alla domiciliarità, ricevendo a casa le cure giornaliere indispensabili. Il progressivo invecchiamento della popolazione che caratterizza l Italia rappresenta, da un lato, una grande conquista derivante dall allungamento della speranza di vita, dall altro, un aspetto cui conseguono problematiche relative all assistenza delle persone più anziane, maggiormente soggette al rischio di patologie e di perdita di autosufficienza. Per rispondere ad un crescente bisogno di cura, in Italia così come in altri paesi dell Europa, si è affermato un sistema di welfare basato sull impiego

3 diffuso di lavoratrici nella cura degli anziani o disabili presso le famiglie, molte volte richieste anche come bay-sitter. Lo scopo quindi è quello di fornire gli strumenti, le capacità e le competenze necessarie per sapersi prendere cura nel modo più attento e corretto possibile di queste categorie di utenze in un contesto famigliare. Tale progetto risponde quindi alle esigenze evidenziate dalla PAT in merito alla riqualificazione delle risorse umane in vista di una maggiore occupabilità, ma risponde anche alle esigenze delle famiglie che per vari motivi richiedono la presenza di queste figure di supporto nel contesto familiare, assicurando loro la professionalità e la serietà dell assistente a domicilio. Questo percorso rappresenta, una grande opportunità anche per soggetti momentaneamente escluse dal mercato del lavoro, attraverso l acquisizione di nuove competenze, potranno ben presto ritrovare una posizione lavorativa. Si tratta, infatti, di una professione socialmente molto utile, sia perché fa risparmiare allo Stato Sociale risorse che altrimenti sarebbero spesi in strutture sanitarie pubbliche e cure assistenziali, sia perché garantisce una soluzione alle molte donne che per motivi economici e lavorativi non riescono da sole a prendersi cura dei cari non indipendenti. Per una famiglia italiana su dieci, colf e badanti sono ormai indispensabili. Sono infatti 2 milioni e 451 mila le famiglie che ricorrono a un collaboratore domestico, ad una baby-sitter o all'assistenza per un anziano o un disabile, cioè il 10,5% del totale. Lo rileva il Censis: in Italia lavorano 1,5 milioni di colf e badanti. E anche in Trentino, come evidenziato dalle recenti ricerche è sempre più alta la richiesta delle famiglie che richiedono la presenza di una figura esterna di aiuto per garantire assistenza e accadimento ai propri figli o cari non autosufficienti. Quasi il 50% vive stabilmente presso la famiglia per cui lavora, dove si occupa dell organizzazione della vita quotidiana a 360 gradi: pulizia della casa, preparazione pasti, spesa alimentare, accadimento e cure, garantendo, in alcuni casi, anche una specifica assistenza medica ad uno o più membri della famiglia. L assistente familiare è una figura con caratteristiche pratico-operative, la cui attività è rivolta a garantire assistenza a persone autosufficienti e non, nelle loro necessità primarie, favorendone il benessere e l autonomia all interno del clima domestico-familiare; è in grado, inoltre, di relazionarsi con la rete dei servizi territoriali, pubblici e privati, al fine di assicurare assistenza e garantire opportunità di accesso a tali servizi alle persone non in grado di svolgere in autonomia gli adempimenti connessi. Nel quadro sopra esposto l Associazione di Promozione sociale DxD vuole proporre una serie di azioni positive volte a far fronte al bisogno di armonizzazione dei tempi di lavoro con la gestione della vita familiare al fine di favorirne la conciliazione ed incrementare l occupazione sia delle donne lavoratrici con carichi familiari, sia delle ormai numerosissime donne che scelgono il mestiere di assistente familiare. Questo progetto cerca inoltre, attraverso la creazione di registri che certificano il progetto formativo delle donne, e attraverso la collaborazione con le amministrazioni comunali di avvicinare la domanda e l offerta su una base più territoriale, ritendendo che questo possa facilitare un rapporto fiduciale. I/le componenti del Consiglio Direttivo dell Associazione hanno progettato e realizzato, numerose iniziative con finalità affini: Il TEMPO DELLE DONNE studio di fattibilità per avviare la professione di assistente familiare, I LAVORI DI TUTTI I GIORNI QUALIFIC-A-ZIONE del lavoro di assistenza e cura delle persone, della casa e dell' ambito familiare con l integrazione del percorso formativo CASA FELICE: Assistenti familiari qualificate e PENELOPE : tessere le reti per l economia familiare. La nostra A.P.S. inoltre ha collaborato in qualità di partner con il progetto finanziato sul bando in scadenza gennaio 2012 proposto dalla Comunità della Vallagarina Donne nell economia solidale tutti progetti volti a favorire, attraverso azioni di formazione e crescita culturale, l inserimento lavorativo delle donne in difficoltà lavorativa, ma anche volti a favorire la permanenza, attraverso la conciliazione dei tempi lavoro, delle donne che sono inserite nei processi lavorativi. Obiettivi dell iniziativa Descrivere gli obiettivi relativi alle pari opportunità che si intendono perseguire attraverso l iniziativa proposta e la rispondenza dell iniziativa ai bisogni rilevati sul territorio In particolare, il progetto FAMILY ANGELS intende promuovere azioni positive volte a: - Rispondere ai bisogni di conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle donne proponendo forme di autorganizzazione fondate sulla condivisione del problema e delle difficoltà con altre donne e con le famiglie che si ravvisano nella situazione di bisogno dell assistente familiare; - Favorire la richiesta di flessibilità e capillarità dei servizi alla famiglia, legati al mutamento

4 delle condizioni di lavoro (contratti atipici, turni, orari incompatibili con i servizi tradizionali); - Conferire conoscenze specifiche e abilità operative inerenti il profilo professionale dell assistente familiare, quale operatrice qualificata di servizi di supporto al ménage familiare (cura dell igiene e pulizia degli spazi e delle faccende domestiche, cura e assistenza alle persone, in particolare bambini e anziani); - Qualificare attraverso la formazione l offerta di lavoro femminile nel campo dei servizi di assistenza domestica e familiare (colf, badanti, baby sitter, et.) fino ad arrivare alla creazione di un REGISTRO, seguendo l esempio di numerose iniziative in ambiti nazionali; - Incrementare l occupazione femminile con basso profilo professionale e difficoltà di accesso al mercato del lavoro, spesso donne straniere, over 45/50 o espulse dal mercato del lavoro; - Rafforzare, attraverso specifiche azioni alcune condizioni e competenze delle donne;con particolare attenzione a soggetti svantaggiati. - Promuovere la consapevolezza e il superamento degli stereotipi di genere; riducendo la disparità di genere nell'accesso al mercato del lavoro. - Ridurre il precariato e far emergere l alto tasso del lavoro irregolare legato ai servizi di assistenza familiare, secondo dati ISTAT il sommerso in questo settore supera il 50%; -Sopperire alle difficoltà e alla complessità dell incontro domanda-offerta incrociare le competenze di chi cerca occupazione con le esigenze delle lavoratrici che hanno bisogno di aiuto nell ambito dell assistenza familiare; - Intervenire a sostegno delle famiglie le quali riscontrano oggettive difficoltà ad adempiere le procedure proprie di un datore di lavoro e ad assumere una funzione (datore di lavoro appunto) del tutto nuova in un contesto a forte valenza emotiva, di frequente le famiglie non conoscono a fondo il contratto collettivo nazionale che regola il lavoro di assistente familiare e la normativa correlata; - Creare una rete tra gli enti locali che hanno condiviso e sostenuto il progetto (vedi partner) e gli altri soggetti coinvolti, per raggiungere il risultato finale di realizzare e aggiornare il REGISTRO con la raccolta banca dati delle possibili Family Angels. -Valorizzare e rendere operativo nelle piccole comunità municipali il registro/elenco delle aspiranti Family Angels. Attività dell iniziativa e tempi di attuazione Descrivere le attività previste dall iniziativa, la loro articolazione ed i relativi tempi di attuazione L iniziativa si articola nelle seguenti attività: 1. Coinvolgimento dei portatori d interesse: il progetto fin dal suo avvio intende coinvolgere tutti i possibili portatori d interesse, attraverso una serie d incontri sul territorio della Comunità della Vallagarina supportati e sostenuti dagli Enti locali nostri partner. Saranno utilizzati gli strumenti di comunicazione della nostra Associazione (sito, mail list, rete di conoscenze costruita attraverso numerose iniziative realizzate), la diffusione a mezzo stampa delle informazioni sull iniziativa, rivolte a donne in cerca di occupazione e a singoli, coppie e famiglie che ravvisano il bisogno di un assistente familiare, al fine di promuovere nuove forme di autorganizzazione e organizzazione. 2. Il processo della raccolta di partecipazione inizierà già nella prima fase quella descritta nel punto 1, ma sarà formalizzata con un attenta analisi delle adesioni alla proposta formativa e alla richiesta da parte delle famiglie e delle donne che necessitano di aiuto e collaborazione nella cura della casa e delle persone, poiché da questo accostamento può derivare il successo dell esperienza lavorativa. Come già detto nel punto 1, grazie alle precedenti iniziative, alla rete di relazioni, all utilizzo degli strumenti informatici e al supporto dei partner di progetto dell Associazione DxD, si dispone già di numerosi contatti e possibili collegamenti per attivare questo processo in modo funzionale ed efficace. 3. Formare un gruppo di 12 aspiranti assistenti familiari di cui almeno 7 da collocare nel panorama lavorativo per l erogazione del servizio a supporto della conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle donne che ne ravvisano la necessità in virtù dell armonizzazione dei tempi tra vita familiare e professionale. Le partecipanti saranno selezionate in funzione della motivazione al lavoro e della loro predisposizione ai rapporti interpersonali. Non sono richiesti particolari requisiti d ingresso al percorso, se non la maggiore età e, per le straniere, l essere in regola con i documenti e il permesso di soggiorno. La durata del corso prevista è di 48 ore pro-capite. L intervento si articola in moduli suddivisi per argomenti, con contenuti idonei sia per competenze di base che specifiche. E obbligatoria la

5 frequenza di 24 ore teorico-pratiche in aula e 24 ore di stage/tirocinio attraverso l inserimento presso famiglie volontarie, residenze sanitarie assistenziali, asili nido. Nelle 24 ore d aula è previsto anche un momento informativo sulle varie forme di lavoro (dipendente, autonomo) al fine di favorire l auto-impiego come soluzione al problema del inserimento nel mondo del lavoro. Saranno inserite in stage/tirocinio, ulteriori 4/5 partecipanti (tra quelle precedentemente formate nell ambito del progetto CASA FELICE. Assistenti familiari qualificate o donne che dimostreranno al responsabile del progetto di aver maturato anni di esperienza lavorativa nel settore.) I soggetti che ospiteranno le partecipanti in stage/tirocinio al termine dell esperienza compileranno una scheda di gradimento e di valutazione dei risultati rispetto agli obiettivi prefissati. Alla conclusione del percorso sarà dedicata un ora all attività di orientamento, fornendo i contatti con gli sportelli già esistenti sul territorio e le possibilità concrete di lavoro eventualmente emerse attraverso il circuito dei soci/ie e simpatizzanti dell Associazione DxD. 4. Proposta di stipulare convenzioni: si cercherà, infine, di coinvolgere le autorità locali e gli organismi che già si occupano di queste tipologie di servizi (Provincia, Comunità di Valle e Comuni, Cooperative, Associazioni, Agenzia del Lavoro, Centri per l impiego et.) ricorrendo a una serie di contatti volti a ottenere la creazione di un REGISTRO nel quale saranno inserite le assistenti familiari formate, la rete di relazioni create e azioni realizzate potranno evolversi anche in un sistema di sostegno, attraverso l erogazione di aiuti, in favore delle donne con difficoltà di conciliazione: voucher integrativi, contributi o incentivi. Il Registro, partendo da un riconoscimento di valle, quindi da parte della comunità della vallagarina, deve poi articolarsi sui singoli comuni, per facilitare l incontro della domanda e dell offerta e anche per cercare di sensibilizzare le amministrazioni locali sul problema dell occupazione femminile e sui temi della conciliazione del tempi vita/lavoro, volto a favorire il concetto di comunità ma anche un concetto più ampio di benessere sociale. 5. Organizzazione di un convegno finale per la presentazione dei risultati e la consegna degli attestati di frequenza alle partecipanti. Questo momento sarà un ulteriore occasione di confronto e analisi dei risultati da parte di tutti i soggetti coinvolti nel progetto e nel panorama dell assistenza familiare. Fasi Mesi Azione 1: Coinvolgimento dei portatori d interesse Azione 2: Processo di raccolta adesioni partecipanti formazione e famiglie interessate al servizio Azione 3: Formazione e stage/ tirocinio Azione 4: Proposte per stipulare convenzioni Azione 5: Valutazione e presentazione dei risultati

6 Destinatari/Destinatarie Descrivere i destinatari/destinatarie dell iniziativa indicando le modalità di coinvolgimento 12 donne motivate a seguire un percorso di formazione per intraprendere la professione di assistente familiare. 4/5 donne che dimostreranno di avere acquisito (attraverso precedenti corsi di formazione, esempio CASA FELICE, o anni di esperienza lavorativa) competenze nel campo dell assistenza familiare. Entrambi i gruppi di donne incrementeranno le proprie opportunità di accedere a un impiego o di aumentare il proprio orario di lavoro, anche mettendo insieme più incarichi presso diverse famiglie, con conseguenti miglioramenti sul piano dell'occupazione e del reddito. 30 donne con carichi familiari che riceveranno il servizio (mostrandosi disponibili ad accogliere le stagiste), migliorando le possibilità di conciliazione tra vita familiare e lavoro, con conseguenti benefici in termini occupazionali e di reddito. Sono diretti beneficiari anche i familiari delle donne con carichi familiari e vita lavorativa che usufruiranno di servizi delle assistenti familiari in stage/tirocinio quantificabili in circa 100 persone. Beneficiari indiretti sono le persone che interverranno agli incontri previsti presso gli Enti locali del Comune sede dell Associazione e dei Comuni in zone periferiche nostri partner. Indirettamente sono destinatari gli amministratori degli Enti locali poiché da questo progetto possono nascere esperienze e buone prassi di coordinamento della risposta ai bisogni dei nuclei familiari residenti sul territorio. Ricadute: effetti concreti e risultati attesi Descrivere le ricadute dirette ed indirette dell iniziativa sia rispetto al contesto sia rispetto ai destinatari, l efficacia e la qualità delle azioni proposte e la persistenza degli effetti dell iniziativa L A.P.S. DxD, già attiva nell approfondimento sul tema della conciliazione dei tempi vita/lavoro, si occuperà di presentare il progetto ai potenziali portatori d interesse del territorio anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni sensibili alla questione. Saranno inoltre messe in campo una serie d iniziative di promozione e pubblicizzazione per proporre nuove soluzioni in tema di conciliazione dei tempi vita/lavoro attraverso una costante informazione sul nostro sito web e la nostra mail list. Un gruppo di donne interessate a seguire un percorso di formazione e qualificazione acquisirà e potrà migliorare competenze, abilità e conoscenze specifiche legate ai bisogni delle famiglie: - la capacità di gestire adeguatamente la cura della casa, economia domestica; - gestione di prodotti presenti nella casa; - conoscenza delle metodologie di lavoro; - nutrizione e educazione alimentare; - puericultura: l accudimento del bambino nella prima infanzia, i bisogni del bambino nelle diverse fasi evolutive; - geriatria: le patologie più frequenti nell anziano; aspetti assistenziali per l anziano auto-sufficiente e non autosufficiente; - prevenzione degli infortuni e sicurezza domestica, elementi di primo soccorso; - doveri e diritti nei rapporti di lavoro domestico; Le partecipanti del percorso formativo e coloro le quali dimostreranno di avere anni di esperienza di lavoro nel campo dell assistenza familiare potranno essere effettivamente e regolarmente collocate all interno delle famiglie che le hanno ospitate per lo stage/tirocinio. La proposta di accordi con le istituzioni potrà dare la possibilità di accesso al servizio di assistenza familiare per un numero maggiore di utenti e attraverso la creazione di un REGISTRO ad hoc per le assistenti familiari (Family Angels) che risponderà al duplice bisogno di sicurezza sia per le donne con carichi familiari (che affidano la propria casa e i propri cari a una persona formata) sia per le assistenti familiari (con conseguente emersione del mercato nero del lavoro e benessere nell ambiente di lavoro). Il progetto ha carattere paradigmatico, poiché propone azioni che mirano a costruire esperienze e

7 capacità permanenti sul territorio che rendano possibile una vasta gamma di effetti moltiplicatori e che se operati in rete con altre realtà impegnate nei servizi di sostegno alla famiglia possono evadere il costante bisogno di supporto ravvisato dalle donne con carichi familiari e di quelle in cerca di lavoro, soprattutto se con scarsa professionalità. L innovazione sta anche nella proposta di autorganizzazione che si configurerà nell esperienza delle famiglie coinvolte, nello specifico si presenterà alle medesime la possibilità di condividere i servizi di persone qualificate e di accedere ai voucher INPS, consentendogli di entrare in confidenza con uno strumento che non li impegni in qualità di datori di lavoro ma che garantisca sia alle famiglie, sia alle lavoratrici di operare all interno di un contesto sicuro e legale, nei tempi e nei modi ritenuti più idonei. Un importante ricaduta indiretta sarà quella di creare e facilitare relazioni, incontri tra famiglie e soggetti portatori d interesse sviluppando socializzazione che potrebbe evolversi in comportamenti virtuosi di mutuo aiuto per perseguire identici obiettivi e sostenersi reciprocamente. La creazione di una rete tra soggetti privati, associazioni del territorio, amministrazioni comunali e di valle permetterà di aumentare la consapevolezza da parte di tutti del problema, ma anche la conseguenza di creare azioni positive volte a migliorare il benessere collettivo.

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