Gestione delle risorse ed economia delle biblioteche. Paola Dubini

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Gestione delle risorse ed economia delle biblioteche. Paola Dubini"

Transcript

1 Gestione delle risorse ed economia delle biblioteche Paola Dubini

2 Di che cosa parleremo Alcune premesse L individuazione delle funzioni obiettivo La configurazione dei processi e le scelte di presidio organizzativo La allocazione delle risorse La stima dei fabbisogni finanziari Le scelte di assetto istituzionale e le possibilità di fundraising Il metamanagement delle biblioteche

3 L oggetto di analisi La gestione I fabbisogni finanziari Gli assetti istituzionali Le strutture di metamanagement

4 Pensare alla biblioteca come ad un azienda Che significa? Enfasi sul sistema di relazioni rilevanti con quali attori rapportarsi Enfasi sulla gestione quali obiettivi - quali processi - quali risorse - quali risultati Che cosa NON significa? Massimizzare il profitto Disconoscere la missione pubblica Ci occupiamo delle condizioni di funzionamento di una biblioteca e delle leve a disposizione per liberare risorse e attirarne di nuove per realizzare gli obiettivi che la biblioteca si è data

5 Gli interlocutori di una biblioteca di pubblica lettura I frequentatori La comunità Il consorzio o gli altri enti biblioteca Le imprese I prestatori di lavoro Gli enti della PA Ciascuna categoria è segmentata al suo interno Ciascuna categoria esprime attese e porta contributi Ciascuna biblioteca esprime un mix di funzioni obiettivo

6 Le funzioni obiettivo Massimizzazione del numero di prestiti Massimizzazione dei servizi offerti alla comunità Aggregazione sociale e accoglienza delle minoranze Divulgazione della tradizione locale Minimizzazione dei fabbisogni finanziari Massimizzazione della soddisfazione dei prestatori di lavoro Massimizzazione della visibilità sul territorio Perché è importante esplicitare le funzioni obiettivo? Su quali funzioni obiettivo ci concentriamo?

7 La centralità della gestione Definizione delle funzioni obiettivo Strutturazione dei processi presidio organizzativo Stima dei fabbisogni finanziari Allocazione delle risorse disponibili Ricerca di nuove risorse

8 Il caso della biblioteca Panizzi Quali le funzioni obiettivo? In che modo sono stati strutturati i processi per rispondere all obiettivo? Quali modifiche di carattere organizzativo sono state realizzate? Che cosa ha funzionato e che cosa è andato storto? Dove sono state concentrate le risorse? E un caso di successo? Come lo misuriamo?

9 Discussione e fra le biblioteche presenti in aula???

10 Digressione: la misura del successo nelle biblioteche Quali sono le dimensioni del successo di una biblioteca? istituzionale competitivo economico finanziario Quali i parametri per misurarlo? - Efficacia - Efficienza - Perché è bene perseguire il successo e comunicarlo? - Coinvolgimento e motivazione - Attrazione di risorse di qualità - Reputazione - Possibilità di liberare risorse (a vantaggio di chi?)

11 La stima dei fabbisogni finanziari Di quante risorse disponiamo? Come vengono impiegate? Quanti gradi di libertà abbiamo nella allocazione delle risorse e nella definizione delle risorse ulteriori da reperire?

12 Quali attività generano risorse e quali assorbono risorse? Elemento peculiare delle biblioteche è che sono aziende che assorbono risorse finanziarie e non ne generano La ricchezza economica generata dalle biblioteche è tutta esterna all azienda (ecco perché è bene peseguire il successo e comunicarlo ) Gli ambiti di intervento di una biblioteca nella allocazione delle risorse sono tipicamente confinati alla gestione caratteristica

13 La struttura dei flussi finanziari di un azienda + Utile d'esercizio + Ammortamenti + Accantonamenti TFR - Pagamenti TFR + Oneri finanziari Flusso di circolante della gestione corrente +/ Variazioni di capitale circolante: Variazioni rimanenze Variazioni crediti v/ clienti Variazioni altri crediti a b/ Variazioni debiti v/fornitori Variazioni altri debiti a b/ Flusso di cassa generato dalla gestione corrente - Investimenti in immobilizzazioni + Disinvestimenti da immobilizzazioni - Investimenti in titoli + Disinvestimenti da titoli Variazione del fabbisogno finanziario + Ottenimento debiti di finanziamento: Debiti a breve di finanziamento Soci c/ finanziamenti Debiti a m/l termine - Rimborso debiti di finanziamento: Debiti a breve di finanziamento Soci c/ finanziamenti Debiti a m/l termine - Oneri finanziari + Aumenti di capitale - Prelevamento cto utili - Distribuzione utili esercizio precedente Flusso di cassa della gestione complessiva

14 La struttura del conto economico di un azienda + Ricavi di vendita - Consumi - Costo manodopera diretta - Altri costi variabili = Margine di Contribuzione - Costo del lavoro fisso - Altri costi fissi di struttura - Costi discrezionali - Ammortamenti = Reddito operativo di gestione caratteristica +/- Risultato gestione patrimoniale = Reddito Operativo - Interessi passivi = Reddito di Competenza +/- Proventi e oneri straordinari = Utile prima delle imposte - Imposte = Utile d'esercizio - Utili distribuiti = Utili non distribuiti Quali i gradi di libertà nelle scelte di allocazione delle risorse?

15 Discussione Come si distribuiscono i costi nella vostra biblioteca? Quali sono i gradi di libertà a vostra disposizione nelle scelte di allocazione delle risorse? Quanto potete contare sulla disponibilità di risorse in cassa? Quali sono i gradi di libertà a vostra disposizione nella ricerca di risorse aggiuntive a quelle assegnate?

16 Digressione: c è fundraising e fundraising Fundraising = ricerca di risorse finanziarie per finanziare quali attività? risorse stabili vs progetto certi a babbo morto vs incerti ma subito tante vs poche chi vi si dedica e con quali risorse dedicate NB: ogni attività genera risorse (soldi, relazioni, conoscenza ) / ogni attività assorbe risorse (tempo, energie, soldi)

17 Quante risorse dobbiamo aspettarci e da dove provengono? Istituzioni Entrate pubbliche Entrate private Ingressi Donazioni Fonte: Barbetta, Cima, Zamaro (2003) Le istituzioni non profit in Italia, il Mulino, Bologna pag 25 Associazioni e promozione sociale: cultura sport e ricreazione

18 Le scelte di configurazione dell assetto istituzionale Per realizzare un efficace governo di una biblioteca occorre operare tre insieme di scelte fondamentali: Decidere a quali insiemi di soggetti assegnare il diritto ed il dovere di governare, direttamente o tramite propri rappresentanti definire il soggetto d istituto Esplicitare a quali finalità ed obiettivi debba ispirarsi l azione del soggetto d istituto definire i fini istituzionali (da cui discendono le funzioni obiettivo) Configurare gli organi e i meccanismi di governo che consentano un efficace azione dei soggetti deputati a governare definire la struttura di governo

19 L assetto istituzionale I portatori di interessi Il soggetto di istituto I fini istituzionali I contributi Le strutture di governo Le ricompense L assetto istituzionale è la configurazione dei portatori di interessi nei confronti dell istituto, dei contributi che tali soggetti forniscono all azienda, delle ricompense e dei benefici che ne ottengono, del soggetto d istituto, dei fini istituzionali e delle strutture di governo che regolano in equilibrio dinamico di lungo periodo le relazioni tra i portatori di interessi, i contributi e le ricompense

20 Configurazione di assetto e economicità L integrazione tra i diversi portatori di interessi è condizione necessaria per garantire alla biblioteca una vita economica duratura L integrazione dinamica dei contributi dei vari soggetti si caratterizza per: vantaggi ottenibili dall integrazione: bassi costi di transazione con i soggetti esterni; bassi costi di coordinamento interno; bassi prezzi-costo degli input; migliore qualità, personalizzazione e flessibilità degli input; elevato impegno di tutti i soggetti; maggiore soddisfazione dei bisogni di socialità; processi di apprendimento collettivo

21 Gli ostacoli all integrazione dei contributi e le leve per realizzarla L integrazione tra i soggetti presenta anche ostacoli e leve per realizzarla: ostacoli all integrazione: obiettivi differenti in merito alla combinazione ottimale di risorse, competenze e attività; i soggetti sono in competizione per ottenere le rimunerazioni; l adesione dei soggetti al disegno complessivo è subordinata alle condizioni di informazione incompleta e incertezza; molti dei risultati ottenuti sono frutto di un lavoro congiunto, per cui è difficile decidere a chi attribuire i risultati residuali; I vari soggetti hanno diverse propensioni al rischio leveper l integrazione: definizione degli organi massimi di governo; definizione dei soggetti cui attribuire i risultati residuali; progettazione attenta dell assetto organizzativo; messa in atto di meccanismi di integrazione con soggetti esterni

22 Le strutture di governo economico I ruoli necessari: Indirizzo generale Governo economico Controllo (Politica culturale) Le strutture di governo: l assemblea dei membri del soggetto economico quale organo supremo di indirizzo generale e di nomina sia dei membri dell organo decisionale di governo economico, sia dell organo di controllo l organo decisionale di governo economico, composto da una o poche persone con specifiche competenze tecniche e manageriali, che configura e indirizza l attività della struttura organizzativa l organo di controllo che verifica l operato dell organo decisionale Il comitato scientifico che esprime pareri sulla politica culturale L attività di fundraising è tipoicamente di responsabilità dell organo decisionale di governo economico

23 Il caso NYPL Come sono composti gli assetti istituzionali della biblioteca? In che modo i diversi interessi sono rappresentati e riportati ad unità? In che modo la struttura degli assetti istituzionali facilita l attività di fundraising?

24 Il governo sovraordinato Molte aziende e molte istituzioni mettono in atto meccanismi cooperativi, realizzando aggregati interaziendali Tali aggregati rispondono a diversi obiettivi: Attività di tutela --> le associazioni di categoria, i sindacati Attività di promozione --> il consorzio del Parmigiano Reggiano La costruzione di standard, di protocolli e di regole condivise --> le commissioni, gli enti di normazione, Il raggiungimento di economie di scala --> il centro acquisti La capitalizzazione di conoscenze e la minimizzazione di errori --> la catalogazione accentrata Il coordinamento in logica territoriale --> Dolomiti SUPERSKI Attività di lobby Economie di raggio d azione --> profilazione degli utenti Redistribuzione della ricchezza --> il circuito di invito a teatro

25 Le decisioni critiche di assetto per gli aggregati A livello di aggregati aziendali occorre decidere quali organi e quali meccanismi attivare per governare unitariamente l aggregato Occorre contemperare secondo equità le attese di tutti i soggetti, combinando i loro contributi in un disegno di sviluppo condiviso ed efficace Gli strumenti di governo utilizzabili sono di varia natura (ad es: impegni espliciti di cooperazione, sistemi centralizzati di pianificazione e di programmazione, etc) Occorre garantire adeguate risorse per il funzionamento dell aggregato Occorre esplicitare le modalità di contributo dei diversi stakeholder all aggregato

26 Le decisioni critiche di assetto per gli aggregati Per classificare i diversi tipi di aggregato occorre valutare se: L aggregato è formale o informale (il consorzio vs il cartello) L aggregato ha personalità giuridica, assume autonomamente obblighi e impegni Il soggetto economico è unitario o distinto (il gruppo vs la joint venture) E la forma giuridica? È importante fino ad un certo punto Ogni forma giuridica risponde ad un obiettivo: Associazione, comitato Flessibilità, possibilità di inserire diversi attori in modo flessibile e con poco costo Cooperativa Legare la remunerazione residuale alla prestazione di lavoro Fondazione Legare un patrimonio ad uno scopo Consorzio Autonomia giuridica

12 L ECONOMICITA AZIENDALE. 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1

12 L ECONOMICITA AZIENDALE. 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1 12 L ECONOMICITA AZIENDALE 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1 L economicità Tutte le aziende, per poter conseguire i propri fini, devono essere in grado di operare in condizioni di: -autonomia

Dettagli

IL RENDICONTO FINANZIARIO.

IL RENDICONTO FINANZIARIO. IL RENDICONTO FINANZIARIO. Lezione 3 Castellanza, 3 Ottobre 2007 2 Il Rendiconto Finanziario Il Rendiconto Finanziario costituisce per l analisi della dinamica finanziaria ciò che il conto economico rappresenta

Dettagli

La dimensione economico finanziaria del business plan. Davide Moro

La dimensione economico finanziaria del business plan. Davide Moro La dimensione economico finanziaria del business plan Davide Moro I prospetti economico finanziari Da cosa è costituito un prospetto economicofinanziario Un preventivo economico-finanziario completo richiede

Dettagli

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di Configurazioni del Bilancio Sociale Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di interessi, deve fare i conti con un contesto ampio e complesso che esprime,

Dettagli

ECONOMIA DELLE AZIENDE TURISTICHE

ECONOMIA DELLE AZIENDE TURISTICHE ECONOMIA DELLE AZIENDE TURISTICHE PROF.SSA EMANUELA DE CARLO E STEFANIA BARTOLINI A.A. 2013-2014 Libera Università di Lingue e comunicazione IULM Introduzione Il corso di economia delle aziende turistiche

Dettagli

BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO

BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO La riclassificazione del bilancio Lo schema di bilancio attualmente utilizzato nell'unione Europea non soddisfa interamente le esigenze degli analisti. E'

Dettagli

Capitolo VI. MODELLI DI RAPPRESENTAZIONE DELL ECONOMICITA

Capitolo VI. MODELLI DI RAPPRESENTAZIONE DELL ECONOMICITA Capitolo VI. MODELLI DI RAPPRESENTAZIONE DELL ECONOMICITA 1 CONOSCERE PER DECIDERE I soggetti coinvolti nella vita dell azienda hanno il diritto e il dovere di conoscere le condizioni del suo svolgimento,

Dettagli

Il soggetto economico

Il soggetto economico Il soggetto economico E la persona o il gruppo di persone (ristretta coalizione di persone) che, di fatto, detiene il supremo potere volitivo in azienda e determina gli indirizzi di fondo della gestione

Dettagli

LA VALUTAZIONE AZIENDALE E DEGLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI

LA VALUTAZIONE AZIENDALE E DEGLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI LA VALUTAZIONE AZIENDALE E DEGLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI 1 LA STRATEGIA ECONOMICO-FINANZIARIA LA STRATEGIA ECONOMICO-FINANZIARIA DECISIONI RILEVANTI: DI UN AZIENDA COMPRENDE TRE DECISIONI DI DIVIDENDO

Dettagli

La riclassificazione del bilancio d esercizio

La riclassificazione del bilancio d esercizio La riclassificazione del bilancio d esercizio Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani), Mc Graw-Hill 2001, cap. 4 1 Il bilancio pubblico. Il sistema informativo di bilancio secondo

Dettagli

Aggregazioni aziendali: possibili tipologie. Antonella Paolini 11 aprile 2012

Aggregazioni aziendali: possibili tipologie. Antonella Paolini 11 aprile 2012 Aggregazioni aziendali: possibili tipologie Antonella Paolini 11 aprile 2012 1. Aspetti definitori I n d i 2. Le ragioni, le modalità, i vantaggi e gli svantaggi delle aggregazioni tra aziende 3. Una classificazione

Dettagli

ARGOMENTI. Una premessa. La funzione finanziaria. Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti

ARGOMENTI. Una premessa. La funzione finanziaria. Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti La funzione finanziaria Prof. Arturo Capasso ARGOMENTI Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti Una premessa Funzione Finanziaria e Finanza Aziendale.

Dettagli

Lezione 8. Ciclo gestionale e sintesi economico-patrimoniale

Lezione 8. Ciclo gestionale e sintesi economico-patrimoniale Lezione 8 Ciclo gestionale e sintesi economico-patrimoniale L AZIENDA SVOLGE UN PROCESSO DI TRASFORMAZIONE RISORSE PROCESSO DI PRODOTTI E SERVIZI TRASFORMAZIONE Valore di mercato delle risorse impiegate

Dettagli

Firenze 20-21-27 aprile 2011

Firenze 20-21-27 aprile 2011 Il controllo di gestione per le IMPRESE ALBERGHIERE Terza giornata Dalla pianificazione al Controllo La gestione finanziaria Firenze 20-21-27 aprile 2011 GLI OBIETTIVI DELL INCONTRO 1. Definire il Concetto

Dettagli

Punti dell intervento

Punti dell intervento Punti dell intervento 1. Premessa definitoria 2. Cosa pensa un campione d aziende delle aggregazioni aziendali (ricerca nella Regione Marche) 3. Possibilità/limiti della cooperazione tra aziende 4. Vantaggi

Dettagli

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico Introduzione I.1 Premessa Analizzare la situazione economico-finanziaria di un impresa significa poter affrontare alcune questioni critiche della gestione dell azienda e cioè essere in grado di poter rispondere

Dettagli

Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario. Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014

Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario. Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014 Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014 Il Piano Economico Finanziario Il piano economico-finanziario costituisce la porzione più

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

Aspetti quantitativi del Business Plan INTRODUZIONE ALLA COSTRUZIONE DI UN PIANO ECONOMICO FINANZIARIO

Aspetti quantitativi del Business Plan INTRODUZIONE ALLA COSTRUZIONE DI UN PIANO ECONOMICO FINANZIARIO Business Plan 2 aprile 2012-18:00 Facoltà di Economia Catania Aspetti quantitativi del Business Plan INTRODUZIONE ALLA COSTRUZIONE DI UN PIANO ECONOMICO FINANZIARIO Aurelio Alizzio E C O N O M I A E G

Dettagli

Ragioneria Generale e Applicata 1

Ragioneria Generale e Applicata 1 9 L ECONOMICITA Ragioneria Generale e Applicata 1 L ECONOMICITA è un concetto generale che riguarda tutte le aziende (sia aziende di produzione che aziende di erogazione) e che definisce il criterio (regola

Dettagli

La gestione della raccolta bancaria (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2011/2012

La gestione della raccolta bancaria (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2011/2012 La gestione della raccolta bancaria (parte I) Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2011/2012 Definizioni Nella prassi bancaria, il termine raccolta viene utilizzato per

Dettagli

Riclassificazione di bilancio

Riclassificazione di bilancio Riclassificazione di bilancio Riclassificazione di bilancio a. Cos è b. Finalità c. Criteri 2 1 a. Cos è Operazione di predisposizione dei dati di bilancio per l analisi economico-finanziaria e patrimoniale

Dettagli

L'importanza del Business Plan. Maurizio Longo

L'importanza del Business Plan. Maurizio Longo L'importanza del Business Plan Elementi tecnici ed economici Maurizio Longo A cosa serve un Business Plan A richiedere un finanziamento in Banca E poi??? Il BP è uno strumento dinamico che serve per capire

Dettagli

SITUAZIONE PATRIMONIALE DI LIQUIDITA' TO KIATOUR

SITUAZIONE PATRIMONIALE DI LIQUIDITA' TO KIATOUR SITUAZIONE PATRIMONIALE DI LIQUIDITA' TO KIATOUR ATTIVITA' PASSIVITA' e NETTO Attività Immobilizzate Capitale Netto Sistemi hardware e sofware 76.000 Capitale sociale 800.000 Immobili 990.000 Fondo di

Dettagli

Risultati ed andamento della gestione

Risultati ed andamento della gestione Risultati ed andamento della gestione L esercizio 2011 si chiude con un risultato economico positivo, in quanto la distribuzione dei dividendi di Equitalia Nord ha consentito - insieme ai benefici fiscali

Dettagli

Corso di Business Planning e Start Up Imprese Multimediali

Corso di Business Planning e Start Up Imprese Multimediali Corso di Business Planning e Start Up Imprese Multimediali A.A. 2013-2014 Prof. Attilio Bruni Corso di Laurea in Comunicazione d Impresa, Marketing e Nuovi Media Il modello finanziario e il bilancio previsionale

Dettagli

I FLUSSI DI CASSA E IL RENDICONTO FINANZIARIO

I FLUSSI DI CASSA E IL RENDICONTO FINANZIARIO I FLUSSI DI CASSA E IL RENDICONTO FINANZIARIO L ANALISI DEI FLUSSI MONETARI AZIENDALI RIGUARDA ESSENZIALMENTE IL TRATTAMENTO DA RISERVARE ALLE TRE TIPOLOGIE DI FLUSSI CHE COMPONGONO IL FLUSSO FINANZIARIO

Dettagli

IL RENDICONTO FINANZIARIO. Prof. Luca Fornaciari

IL RENDICONTO FINANZIARIO. Prof. Luca Fornaciari IL RENDICONTO FINANZIARIO Prof. Luca Fornaciari 1 SOMMARIO 1. Finalità e Normativa di riferimento 2. Ruolo del Rendiconto nel Bilancio d esercizio 3. Contenuto, Struttura e Metodi d analisi 4. Logiche

Dettagli

L analisi del bilancio di esercizio

L analisi del bilancio di esercizio L analisi del bilancio di esercizio 1 Le Fasi A. Raccolta dei dati di bilancio B. Riclassificazione del bilancio C. Determinazione ed utilizzo di uno schema di analisi D. Interpretazione dei risultati

Dettagli

Pianificazione economico-finanziaria Prof. Ettore Cinque. Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria

Pianificazione economico-finanziaria Prof. Ettore Cinque. Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria Bilanci preventivi e piani finanziari perché utilizzarli? Simulazione di scenari e valutazione impatto variabili di business Analisi compatibilità

Dettagli

Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato

Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Introduzione La situazione della finanza mondiale versa oggi

Dettagli

Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia

Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia Sistema di rilevazione: economicità, bilancio, indici di bilancio Claudio Jommi claudio.jommi@pharm.unipmn.it Agenda delle prossime lezioni Equilibrio

Dettagli

Concetti base. Le attività, tra loro integrate, formano i processi produttivi (o di trasformazione).

Concetti base. Le attività, tra loro integrate, formano i processi produttivi (o di trasformazione). Concetti base Tutti i beni che acquistiamo sono il risultato di un attività aziendale di produzione, cioè di ottenimento di prodotti e servizi attraverso l impiego di risorse. Le attività, tra loro integrate,

Dettagli

5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI

5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI 5.1. LA STRUTTURA DEL MASTER BUDGET: BUDGET OPERATIVI, FINANZIARI E DEGLI INVESTIMENTI Master Budget: insieme coordinato e coerente dei budget operativi, finanziari e degli investimenti è rappresentato

Dettagli

Relazione sulla gestione al bilancio chiuso al 31.12.2013

Relazione sulla gestione al bilancio chiuso al 31.12.2013 AZIENDA SERVIZI STRUMENTALI S.r.l. Sede in Via della Resistenza n. 4-45100 ROVIGO Capitale sociale Euro 215.600 i.v. Codice Fiscale 01396160291 Reg.Imp. 01396160291 Rea 152660 RO Relazione sulla gestione

Dettagli

Investimenti e disinvestimenti

Investimenti e disinvestimenti Investimenti e disinvestimenti CICLO finanziamenti Investimenti e realizzo Disinvestimenti o vendita 1 Sistema accadimenti, quantità economiche e valori Sistema accadimenti Categorie di operazioni a) Di

Dettagli

Corso di FINANZIAMENTI DI AZIENDA anno accademico 2007/2008

Corso di FINANZIAMENTI DI AZIENDA anno accademico 2007/2008 Corso di FINANZIAMENTI DI AZIENDA anno accademico 2007/2008 Alcuni pre-requisiti Oggetto di attività di tutoraggio precedente l inizio delle lezioni 1 Riclassificazione dei dati di bilancio Il primo dei

Dettagli

Edizioni Simone - Vol. 40/1 Compendio di Organizzazione aziendale

Edizioni Simone - Vol. 40/1 Compendio di Organizzazione aziendale Edizioni Simone - Vol. 40/1 Compendio di Organizzazione aziendale Capitolo 1 L azienda Sommario 1. Il sistema aziendale. - 2. L equilibrio d azienda e i fattori aziendali. - 3. L equilibrio nel breve e

Dettagli

Economia aziendale - introduzione-

Economia aziendale - introduzione- Economia aziendale - introduzione- Economia aziendale scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende (Zappa 1927) mira a dare norme e precetti per la razionale

Dettagli

Sistemi di Controllo di Gestione

Sistemi di Controllo di Gestione Sistemi di Controllo di Gestione La pianificazione strategica e l impostazione del budget SISTEMI DI CONTROLLO, 2^ edizione R. Anthony, D. Hawkins, D. Macrì, K. Merchant McGraw-Hill 1 Le due attività di

Dettagli

DELLE SOCIETÀ PER. Francesca Lecci

DELLE SOCIETÀ PER. Francesca Lecci LE RELAZIONI DI SISTEMA DELLE SOCIETÀ PER AZIONI (1) Francesca Lecci Agenda Configurazione del sistema di offerta dei servizi pubblici Ruoli, relazioni e strumenti L ente localel L ente locale proprietario

Dettagli

La pianificazione finanziaria

La pianificazione finanziaria La pianificazione finanziaria 1.1 La funzione finanziaria Ricorrendo ad una metafora si potrebbe dire che l attività finanziaria in un azienda è come il sistema circolatorio nel corpo umano: se i flussi

Dettagli

I top manager non familiari nelle aziende familiari. Guido Corbetta e Daniela Montemerlo,

I top manager non familiari nelle aziende familiari. Guido Corbetta e Daniela Montemerlo, I top manager non familiari nelle aziende familiari Guido Corbetta e Daniela Montemerlo, Indice Parte I. Introduzione pag. 3 1. Una collaborazione necessaria e delicata 2. I timori e le opportunità da

Dettagli

Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan

Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan TRIESTE 25 gennaio - 15 febbraio 2014 Dalla business idea alla sua realizzazione: il ruolo del business plan GIORGIO VALENTINUZ DEAMS «Bruno de Finetti» Università di Trieste www.deams.units.it Il business

Dettagli

Economia aziendale. Cap. 2 Soggetto economico e modelli di governance

Economia aziendale. Cap. 2 Soggetto economico e modelli di governance Economia aziendale Cap. 2 Soggetto economico e modelli di governance DEFINIZIONI DI AZIENDA Definizione tradizionale: Sistema di operazioni economiche finalizzate all acquisizione,produzione ed erogazione

Dettagli

Schema 1. Attrattività del cliente (da1 a 6)

Schema 1. Attrattività del cliente (da1 a 6) Schema 1 Gruppo di Prodotti/servizi Contributo alle vendite (percentuale) Contributo al profitto (percentuale) Attrattività del cliente (da1 a 6) Attrattività dei fornitori (da1 a 6) Attrattività della

Dettagli

Srl La predisposizione del piano finanziario

Srl La predisposizione del piano finanziario Srl La predisposizione del piano finanziario 1 Srl stato patrimoniale al 31/12/24 Attività Passività Software e licenze 55., 22., Impianti generici 15., 28., Mobili ed arredi 124., 12., Macchine elettroniche

Dettagli

LE PRINCIPALI INNOVAZIONI DEL DOCUMENTO OIC

LE PRINCIPALI INNOVAZIONI DEL DOCUMENTO OIC S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IL PRINCIPIO OIC 10 SUL RENDICONTO FINANZIARIO LE PRINCIPALI INNOVAZIONI DEL DOCUMENTO OIC IDA D ALESSIO 24 APRILE 2015 Rispetto al precedente OIC 12: Cambiamenti

Dettagli

Il fascicolo di bilancio secondo i principi contabili internazionali (Ias/Ifrs) (con richiamo del fascicolo di bilancio ex D.

Il fascicolo di bilancio secondo i principi contabili internazionali (Ias/Ifrs) (con richiamo del fascicolo di bilancio ex D. Il fascicolo di bilancio secondo i principi contabili internazionali (Ias/Ifrs) (con richiamo del fascicolo di bilancio ex D. Lgs 127/91) Il fascicolo di Bilancio ex D. Lgs 127/91 Relazione sulla gestione

Dettagli

Relazione sulla gestione

Relazione sulla gestione ARCICONFRATERNITA DELLA MISERICORDIA DI PRATO Sede legale: VIA GALCIANESE N.17/2 PRATO (PO) Iscritta al Registro Imprese di PRATO C.F. e numero iscrizione: 00441650488 Iscritta al R.E.A. di PRATO n. 464841

Dettagli

Bilanci previsionali 20.. 20. 20. Stato Patrimoniale

Bilanci previsionali 20.. 20. 20. Stato Patrimoniale MODULO PER LA VALUTAZIONE DELLE IMPRESE DI RECENTE COSTITUZIONE PER FINANZIAMENTI DI IMPORTO SUPERIORE A 50.000,00 EURO (importi in migliaia di Euro) Immobilizzazioni Rimanenze Disponibilità Bilanci previsionali

Dettagli

CORSO DI MARKETING STRATEGICO. Alessandro De Nisco

CORSO DI MARKETING STRATEGICO. Alessandro De Nisco CORSO DI MARKETING STRATEGICO Alessandro De Nisco Il Corso GLI OBIETTIVI Fornire conoscenze e competenze su: i concetti fondamentali del marketing strategico e il suo ruolo nella gestione aziendale; il

Dettagli

Dati significativi di gestione

Dati significativi di gestione 182 183 Dati significativi di gestione In questa sezione relativa al Rendiconto Economico sono evidenziati ed analizzati i risultati economici raggiunti da ISA nel corso dell esercizio. L analisi si focalizza

Dettagli

ANALISI DELLA DINAMICA FINANZIARIA: COSTRUZIONE E INTERPRETAZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO

ANALISI DELLA DINAMICA FINANZIARIA: COSTRUZIONE E INTERPRETAZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO ANALISI DELLA DINAMICA FINANZIARIA: COSTRUZIONE E INTERPRETAZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO 1 COSTRUZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO E UNO STRUMENTO CHE INDIVIDUA LE DINAMICHE DEL CAPITALE METTENDO IN

Dettagli

Le prestazioni della Supply Chain

Le prestazioni della Supply Chain Le prestazioni della Supply Chain L ottenimento dell adattamento strategico e la sua portata Le prestazioni della Supply Chain 1 Linea guida Le strategie Competitiva e della supply chain L ottenimento

Dettagli

Stato Patrimoniale esercizio 2005 2004 2005

Stato Patrimoniale esercizio 2005 2004 2005 Attivo parziali totali Parziali totali 1 Immobilizzazioni materiali e immateriali: 154.808,95 a) Beni immobili Beni immobili strumentali: b) Beni mobili d'arte 100.197,00 145.524,00 c) Beni mobili strumentali

Dettagli

7.4 w Il conto economico a margine di contribuzione di singole combinazioni produttive parziali: la segment analysis

7.4 w Il conto economico a margine di contribuzione di singole combinazioni produttive parziali: la segment analysis 7.4 w Il conto economico a margine di contribuzione di singole combinazioni produttive parziali: la segment analysis I risultati economici globali di un impresa possono essere riorganizzati anche al fine

Dettagli

EEMSItaliaS.P.A. _ProspetiContabilidiEEMSItaliaS.P.A.al30giugno2006 _TransizioneaiPrincipiContabiliInternazionali(IFRSs)

EEMSItaliaS.P.A. _ProspetiContabilidiEEMSItaliaS.P.A.al30giugno2006 _TransizioneaiPrincipiContabiliInternazionali(IFRSs) EEMSItaliaS.P.A. _ProspetiContabilidiEEMSItaliaS.P.A.al30giugno2006 _TransizioneaiPrincipiContabiliInternazionali(s) EEMS Italia S.p.A PROSPETTI CONTABILI DI EEMS ITALIA S.P.A AL 30 GIUGNO 2006 Premessa

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario La dinamica finanziaria Il Rendiconto Finanziario Analisi Economico-Finanziaria delle P.M.I. Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it La divergenza fra risultato

Dettagli

FONDAZIONE THE BRASS GROUP. Bilancio al 31/12/2009

FONDAZIONE THE BRASS GROUP. Bilancio al 31/12/2009 FONDAZIONE THE BRASS GROUP Reg. Imp. Rea Sede in VIA DELLO SPASIMO, 15-90133 PALERMO (PA) Capitale sociale Euro 1.375.000,00 I.V. Bilancio al 31/12/2009 Stato patrimoniale attivo 31/12/2009 -- A) Crediti

Dettagli

Bilancio al 31/12/2012 (Gli importi presenti sono espressi in unità di Euro)

Bilancio al 31/12/2012 (Gli importi presenti sono espressi in unità di Euro) Fondazione LIVORNO EURO MEDITERRANEA LEM Sede in Piazza del Pamiglione, 1/2-57100 LIVORNO (LI) Codice Fiscale: 01387130493 Bilancio al 31/12/2012 (Gli importi presenti sono espressi in unità di Euro) STATO

Dettagli

LA REDAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE

LA REDAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE LA REDAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE Bibliografia: Capitolo 6 di Pianificazione Finanziaria Guida al Piano Industriale di Borsa Italiana S.p.a. Piano finanziario e Piano industriale Cap. 4 Obiettivi Piano

Dettagli

Territorio e Impresa

Territorio e Impresa Territorio e Impresa 23 marzo 2012-15:00 Catania - Le Ciminiere Il Business Plan e il nuovo ruolo dei consulenti Aurelio Alizzio T E R R I T O R I O E I M P R E S A LA STRUTTURA DI UN BUSINESS PLAN 2 1.

Dettagli

Rendiconto finanziario

Rendiconto finanziario OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Rendiconto finanziario Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica

Dettagli

LA BANCA COME UN IMPRESA

LA BANCA COME UN IMPRESA . Direzione crediti LA BANCA COME UN IMPRESA La legislatura italiana definisce la Banca come un impresa autorizzata a raccogliere il risparmio, tramite forme diverse, presso il pubblico ed a erogare il

Dettagli

1. Analisi di Bilancio

1. Analisi di Bilancio ANALISI DI BILANCIO 1. Analisi di Bilancio 1.1. La riclassificazione dei prospetti di bilancio: lo Stato Patrimoniale I dati di Stato Patrimoniale sono stati riclassificati con l obiettivo di sottoporli

Dettagli

tale processo di creazione e distribuzione del valore viene misurato dai PREZZI DI MERCATO

tale processo di creazione e distribuzione del valore viene misurato dai PREZZI DI MERCATO L IMPRESA: è la cellula vitale del sistema economico opera NEL e PER il mercato, coinvolgendo un consistente numero di soggetti, con i quali intrattiene relazioni ha la funzione di GENERARE e DISTRIBUIRE

Dettagli

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS)

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS) TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS) (DOCUMENTO SOGGETTO A VERIFICA, IN CORSO, DA PARTE DELLA SOCIETA DI REVISIONE) Nel 2002 l Unione europea ha adottato il regolamento n. 1606 in base

Dettagli

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico

Dettagli

Dati significativi di gestione

Dati significativi di gestione 36 37 38 Dati significativi di gestione In questa sezione relativa al Rendiconto economico sono evidenziati ed analizzati i risultati economici raggiunti da ISA nel corso dell esercizio. L analisi si focalizza

Dettagli

Provincia dell Ogliastra Gestione Commissariale (L.R. n. 15 /2013)

Provincia dell Ogliastra Gestione Commissariale (L.R. n. 15 /2013) BANDO PUBBLICO PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO SPERIMENTALE DI PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DELLA COLTIVAZIONE DEL CILIEGIO DOLCE E DEL MELO NELLA PROVINCIA DELL OGLIASTRA ALLEGATO A - PIANO DI SVILUPPO

Dettagli

Economia e Gestione delle Imprese

Economia e Gestione delle Imprese Marco Pironti pironti@di.unito.it it www.di.unito..di.unito.it/~pironti 1 Executive summary Corporate governance Le strategie d impresa Le politiche di pianificazione e controllo Le politiche organizzative

Dettagli

Le basi della contabilità economico patrimoniale: gli obiettivi e gli strumenti

Le basi della contabilità economico patrimoniale: gli obiettivi e gli strumenti Le basi della contabilità economico patrimoniale: gli obiettivi e gli strumenti Tommaso Agasisti, Politecnico di Milano Dipartimento di Ingegneria Gestionale tommaso.agasisti@polimi.it Agenda 1.Il bilancio

Dettagli

IL PATRIMONIO INTANGIBILE. Idee e metodologie per la direzione d impresa. Marzo 2004

IL PATRIMONIO INTANGIBILE. Idee e metodologie per la direzione d impresa. Marzo 2004 Marzo Inserto di Missione Impresa dedicato allo sviluppo pratico di progetti finalizzati ad aumentare la competitività delle imprese. IL PATRIMONIO INTANGIBILE COSA SI INTENDE PER PATRIMONIO INTANGIBILE?

Dettagli

GLI EQUILIBRI AZIENDALI

GLI EQUILIBRI AZIENDALI GLI EQUILIBRI AZIENDALI Il fine ultimo dell azienda è se stessa, ossia la sua capacità di sopravvivere e svilupparsi, operando in condizioni di «equilibrio». Le condizioni di equilibrio aziendale sono

Dettagli

Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale

Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale Sintesi di Stato Patrimoniale Attivo 31.12.2011 31.12.2012

Dettagli

FONDAZIONE SCUOLA DI PACE DI MONTE SOLE. Bilancio al 31/12/2013

FONDAZIONE SCUOLA DI PACE DI MONTE SOLE. Bilancio al 31/12/2013 FONDAZIONE SCUOLA DI PACE DI MONTE SOLE Sede in VIA SAN MARTINO 25-40043 MARZABOTTO (BO Bilancio al 31/12/2013 Stato patrimoniale attivo 31/12/2013 31/12/2012 A) Crediti verso soci per versamenti ancora

Dettagli

MODELLO DI BUSINESS PLAN APPROFONDITO

MODELLO DI BUSINESS PLAN APPROFONDITO ALLEGATO B MODELLO DI BUSINESS PLAN APPROFONDITO Predisporre una copertina con i riferimenti dei proponenti ed il nome del progetto. Note per la compilazione: Utilizzare un linguaggio semplice e comprensibile,

Dettagli

ANALISI ANDAMENTO ECONOMICO

ANALISI ANDAMENTO ECONOMICO ANALISI ANDAMENTO ECONOMICO per passare all analisi del fabbisogno e della copertura finanziaria occorre terminare l analisi economica. i ricavi sono stati previsti nel dossier mercato alcuni costi sono

Dettagli

Denominazione Società. Business Plan

Denominazione Società. Business Plan Denominazione Società Business Plan 20 20 Analisi effettuata il XX.XX.XX A cura di: Schema di Business Plan Università degli Studi di Trento Sommario del Business Plan 0. NO DISCLOSURE E DISCLAIMER...3

Dettagli

BUDGET FINANZA E CONTROLLO

BUDGET FINANZA E CONTROLLO CONTROLLO DI GESTIONE AVANZATO IL BILANCIO: APPROFONDIMENTI E STRUMENTI PRATICI PER NON SPECIALISTI IL CREDITO COMMERCIALE: GESTIONE, SOLLECITO, RECUPERO COME AVVIARE LA CONTABILITÀ INDUSTRIALE CALCOLARE

Dettagli

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426)

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) 22 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ACQUISTO DI UNA IMMOBILIZZAZIONE MATERIALE DA TERZI CON ACCONTO AL FORNITORE (punto 1, art. 2426) Si faccia l esempio dell

Dettagli

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Le forme divisionali e i gruppi di imprese

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Le forme divisionali e i gruppi di imprese ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Le forme divisionali e i gruppi di imprese Prof. Armando Urbano - A.A. 2011-2012 Contenuti del capitolo Le caratteristiche di base della forma divisionale Interazioni, interdipendenze

Dettagli

BILANCIO CONSUNTIVO 2014

BILANCIO CONSUNTIVO 2014 BILANCIO CONSUNTIVO 2014 AGENZIA LOCALE MOBILITA' E TRASPORTO SRL Sede in REGGIO EMILIA Codice Fiscale 02558190357 - Numero Rea REGGIO EMILIA 292594 P.I.: 02558190357 Capitale Sociale Euro 3.000.000 i.v.

Dettagli

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING Relatore : Marino Baratti Credemfactor spa Pag. 1/8 Il rapporto tra PMI e Sistema creditizio L applicazione della nuova

Dettagli

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni:

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni: Svolgimento a cura di Lucia Barale Pag. 1 a 13 Esame di Stato 2015 Istituto Tecnico - Settore economico Indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing e Articolazione Sistemi informativi aziendali Svolgimento

Dettagli

TEMA 2: Pianificazione finanziaria a breve termine

TEMA 2: Pianificazione finanziaria a breve termine TEMA 2: Pianificazione finanziaria a breve termine Legame tra decisioni di finanziamento a lungo e breve termine e prospetto fonti-impieghi (Brealey, Meyers, Allen, Sandri: cap. 3) Corso di: GESTIONI FINANZIARIE

Dettagli

Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan

Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan Il progetto di creazione di spin-off accademici: i principi del business plan Copyright 2008 Antonello Garzoni - Tutti i diritti riservati. Prof. Antonello Garzoni ARTI, 20-21-22 Maggio 2008 Agenda Gli

Dettagli

Il reporting per la misurazione delle performance aziendali

Il reporting per la misurazione delle performance aziendali Programmazione e controllo Capitolo 12 Il reporting per la misurazione delle performance aziendali a cura di A. Pistoni e L. Songini 1. Obiettivi di apprendimento 1. Apprendere i criteri di progettazione

Dettagli

IL BUSINESS PLAN PER TUTTI. 25 giugno 2014

IL BUSINESS PLAN PER TUTTI. 25 giugno 2014 IL BUSINESS PLAN PER TUTTI 25 giugno 2014 Elaborazione del Modello di Greitner Esempio di Mappa strategica Massimizzazione del profitto Remunerazione adeguata dei soci Economico Finanziaria Aumento della

Dettagli

FONDAMENTI DI ECONOMIA AZIENDALE E IMPIANTISTICA INDUSTRIALE

FONDAMENTI DI ECONOMIA AZIENDALE E IMPIANTISTICA INDUSTRIALE FONDAMENTI DI ECONOMIA AZIENDALE E IMPIANTISTICA INDUSTRIALE Proff.. Alberto Baggini Marco Melacini A.A. 2008/2009 La contabilità esterna Il conto economico La redazione del documento finale di bilancio

Dettagli

CORSO IFRS International Financial Reporting Standards. IAS 7 Rendiconto finanziario

CORSO IFRS International Financial Reporting Standards. IAS 7 Rendiconto finanziario CORSO IFRS International Financial Reporting Standards IAS 7 Rendiconto finanziario SCHEMA DI SINTESI DEL PRINCIPIO CONTABILE SINTESI ANALISI DETTAGLIATA ESEMPIO DI PREDISPOSIZIONE DEL RENDICONTO IAS 7

Dettagli

Corso di Programmazione e Controllo SEDE DI FANO

Corso di Programmazione e Controllo SEDE DI FANO Corso di Programmazione e Controllo SEDE DI FANO Docente: Selena Aureli LEZIONE 8 1 I budget intersettoriali Alcuni costi di gestione sono trasversali rispetto ai singoli budget ovvero si riflettono su

Dettagli

IL BILANCIO DI ESERCIZIO

IL BILANCIO DI ESERCIZIO IL BILANCIO DI ESERCIZIO Mette in evidenza il risultato della gestione annuale e deriva dal sistema contabile il cui scopo è la registrazione di tutti i fatti gestionali che hanno effetti sulle variazioni

Dettagli

SAVE THE DOGS AND OTHER ANIMALS ONLUS Sede in Milano Via V. Pareto 36 C. F. 97394230151 NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO CHIUSO IL 31.12.

SAVE THE DOGS AND OTHER ANIMALS ONLUS Sede in Milano Via V. Pareto 36 C. F. 97394230151 NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO CHIUSO IL 31.12. SAVE THE DOGS AND OTHER ANIMALS ONLUS Sede in Milano Via V. Pareto 36 C. F. 97394230151 NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO CHIUSO IL 31.12.2014 STRUTTURA E CONTENUTO DEL BILANCIO L associazione Save The Dogs

Dettagli

ASSOCIAZIONE BAMBINI SENZA SBARRE ONLUS

ASSOCIAZIONE BAMBINI SENZA SBARRE ONLUS ASSOCIAZIONE BAMBINI SENZA SBARRE ONLUS Sede in Via Baldissera 1 - Milano Codice Fiscale 97317430151 - Numero Rea MILANO P.I.: 04337620969 Capitale Sociale Euro - i.v. Forma giuridica: ONLUS Società in

Dettagli

SOTTOLALENTE ILTERZOSETTORE

SOTTOLALENTE ILTERZOSETTORE SOTTOLALENTE ILTERZOSETTORE Latina marzo 2003 IL TERZO SETTORE A LATINA 1. INTRODUZIONE L Osservatorio economico statistico congiunturale Osserfare si è dotato di una metodologia di analisi alternativa

Dettagli

Budget e marchi di impresa

Budget e marchi di impresa Università Politecnica delle Marche Idee imprenditoriali innovative Focus group 11 dicembre 2009 Budget e marchi di impresa Costi e ricavi per la pianificazione dell attività Budget e marchi di impresa

Dettagli

CONSORZIO DESIO BRIANZA. Bilancio al 31/12/2014

CONSORZIO DESIO BRIANZA. Bilancio al 31/12/2014 CONSORZIO DESIO BRIANZA Reg. Imp. 91005610158 Rea 1860249 Sede in VIA LOMBARDIA 59-20832 DESIO (MB) Capitale sociale Euro 10.000,00 i.v. Bilancio al 31/12/2014 Stato patrimoniale attivo 31/12/2014 31/12/2013

Dettagli

BIKI TECHNOLOGIES SRL

BIKI TECHNOLOGIES SRL BIKI TECHNOLOGIES SRL Sede in Via XX Settembre 33/10, Genova Codice Fiscale 02258470992 - Rea GE 472644 P.I.: 02258470992 Capitale Sociale Euro 10.000 i.v. Forma giuridica: Società a responsabilità limitata

Dettagli