La Consigliera di Parità della Provincia di Napoli dott.ssa Luisa Festa

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1 Ministero del Lavoro, della Consigliera di Parità della La Consigliera di Parità della Provincia di Napoli dott.ssa Luisa Festa Azioni positive per la realizzazione della Parità fra Uomo e Donna 1

2 Formulazione del Piano Triennale di Azioni Positive Chi lo presenta: Le pubbliche amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni e tutti gli enti pubblici non economici, nazionali, regionali e locali. 2

3 Formulazione del Piano Formulazione del Piano Triennale di Azioni Positive Chi lo prepara: Un ruolo fondamentale per la predisposizione dei P.A.P. è svolta dal Comitato Pari Opportunità interno all'ente. Il CPO è propositivo rispetto al Piano e al coordinamento con la Consigliera di parità territorialmente competente. 3

4 Formulazione del Piano Formulazione del Piano Triennale di Azioni Positive Modalità: le amministrazioni pubbliche adottano il piano dopo aver sentito gli organismi rappresentativi del personale o in loro mancanza, le organizzazioni sindacali locali e la Consigliera di Parità. Durata: triennale. 4

5 Formulazione del Piano Formulazione del Piano Triennale di Azioni Positive Sanzioni: Le amministrazioni pubbliche hanno l'obbligo di realizzare i adottare il piano di azioni positive, in caso di mancato adempimento si applica l'articolo 6, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (blocco delle assunzioni). 5

6 Formulazione del Piano Formulazione del Piano Triennale di Azioni Positive Cosa potrebbe indicare/individuare: premessa situazione occupazionale obiettivi e sotto-obiettivi destinatari/e singole attività da realizzare un gruppo operativo di attuazione attività di monitoraggio e valutazione impegno di spesa e budget 6

7 La Direttiva 23 maggio 2007 La direttiva rappresenta un evento importante che intende rimediare alle leggi troppo spesso disattese per la mancanza di una cultura della parità. Nella Pubblica Amministrazione, nonostante più del 60% delle donne abbia conseguito la laurea, le dirigenti di seconda fascia sono solo il 25% del totale, mentre le dirigenti di prima fascia sono il 15%. 7

8 La Direttiva 23 maggio 2007 E destinata ai responsabili del personale con l obiettivo di: - diffondere la piena attuazione delle disposizioni vigenti - aumentare la presenza delle donne in posizioni apicali - sviluppare politiche per il lavoro pubblico, pratiche lavorative e culture organizzative volte a valorizzare l apporto di lavoratrici e lavoratori delle amministrazioni pubbliche. 8

9 La Direttiva 23 maggio 2007 Adozione dei piani triennali di azioni positive per rimuovere gli ostacoli alla piena realizzazione di P.O. di lavoro e nel lavoro promuovere l inserimento delle donne in settori e livelli professionali in cui sono sotto rappresentate riequilibrare la presenza femminile in attività e posizioni gerarchiche ove sussiste un divario fra generi non inferiore a due terzi 9

10 La Direttiva 23 maggio 2007 Consigliera di Parità della Costituzione di Comitati Pari Opportunità Conciliazione Cultura organizzativa Politiche di reclutamento 10

11 La Direttiva 23 maggio 2007 Ogni anno entro il 20 febbraio la direzione del personale ed i comitati di pari opportunità devono redigere una relazione contenente la descrizione: del personale suddiviso per genere delle azioni realizzate nell anno con l ammontare delle risorse impiegate delle azioni da realizzare negli anni successivi con l ammontare delle risorse da impegnare 11

12 Scheda a supporto dei piani triennali Elaborata per facilitare la pianificazione dei piani triennali: 1. Fonti legislative: - D. Lgs. 11 aprile 2006 n. 198; - D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267; - D. Lgs. 30 marzo 2001 n. 165; - D.Lgs 26 marzo 2001 n. 151; - Direttiva 2006/54/CE; - Direttiva 23 maggio 2007; - Legge delega del 4 marzo 2009 nr. 15; - D.Leg.vo n.150 del 27 ottobre CCNL per il personale non dirigente del comparto Regioni ed Autonomie Locali successivo a quello dell'

13 Scheda a supporto dei piani triennali 2. Monitoraggio dell organico distinto per genere e categorie: Consiste nell evidenziare la posizione degli uomini e delle donne nell organico e i settori in cui le donne fanno o meno carriera. In particolare i seguenti settori richiedono attenzione: Assunzioni; Progressioni di carriera; Formazione; Condizioni di lavoro; Mobilità. 13

14 Scheda a supporto dei piani triennali 3. Consultazione norme statuarie e organi competenti (ai sensi dell art. 48 comma 1 del D. Lgs. 198/2006):. sentiti gli organismi di rappresentanza previsti dall articolo 42 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ovvero, in mancanza, le organizzazioni rappresentative nell ambito del comparto e dell area di interesse, sentito inoltre, in relazione alla sfera operativa della rispettiva attività, il Comitato di cui all articolo 10, e la consigliera o il consigliere nazionale di parità, ovvero il Comitato per le pari opportunità eventualmente previsto dal contratto collettivo e la consigliera o il consigliere di parità territorialmente competente 14

15 Scheda a supporto dei piani triennali 4. Redazione del Piano di Azioni Positive per il triennio : 4.1 Descrizione degli obiettivi generali del Piano. Indicare gli obiettivi che si intendono raggiungere per: a. rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione di pari opportunità nel lavoro per garantire il riequilibrio delle posizioni femminili nei ruoli e nelle posizioni in cui sono sottorappresentate; b. favorire politiche di conciliazione tra lavoro professionale e lavoro familiare; c. rimuovere la segregazione occupazionale orizzontale e verticale. 15

16 4.2 Azioni positive: Scheda a supporto dei piani triennali Indicare le azioni attraverso le quali si intendono raggiungere gli obbiettivi prefissati, riguardanti, ad esempio, le seguenti aree: a. - Analisi del personale (Rilevazione del personale dipendente a tempo indeterminato e determinato, distinto per sesso e per età con l indicazione della categoria di appartenenza, dell anzianità di servizio, della retribuzione e della attribuzione di posizione organizzativa. Inoltre è opportuno segnalare quanti e quali lavoratori/trici ricorrono a forme di orari flessibili, al part-time, al telelavoro, alla formazione professionale) b. - Sensibilizzazione (Seminari interni rivolti al personale per informare circa i risultati delle analisi implementate; pubblicizzazione presso il personale dei corsi di formazione; pubblicizzazione delle forme di conciliazione; pubblicazione pagine dedicate all interno del sito internet del Comune o altro) 16

17 c. Formazione Scheda a supporto dei piani triennali (organizzazione di corsi di formazione in materia di P.O. rivolti al personale dipendente; analisi dell accesso alla formazione; analisi della corrispondenza tra formazione e progressione professionale) d. Comitato Pari Opportunità (Costituzione del C.P.O; redazione del regolamento di funzionamento) e. Strutture e Servizi (Istituzione di nidi aziendali, ludoteche, aree dedicate al cambio nei bagni, campeggi estivi/attività sportive e ricreative per i figli dei dipendenti; analisi dei bisogni del personale) 17

18 f. Tempi Scheda a supporto dei piani triennali (Sperimentazione del telelavoro, istituzione gruppi di lavoro sui tempi delle donne all interno dell organizzazione, analisi dell utilizzo delle forme di conciliazione, analisi del numero e della tipologia di congedi parentali, supporto nella fase di rientro in seguito ad un periodo di assenza o altro) g. Sensibilizzazione e condotta sul mobbing e le molestie sessuali (redazione di un codice di condotta; seminari interni; analisi del clima dell organizzazione) h. Bilanci di genere (analisi delle quote di bilancio dell ente indirizzate alle donne e agli uomini; strutturare le entrate e le uscite sulla base della valutazione dei bisogni di genere) 18

19 Scheda a supporto dei piani triennali i. Barriere architettoniche (analisi delle barriere architettoniche e dell accessibilità del sito internet dell organizzazione e/o dei soggetti che lavorano con appalti o fondi pubblici, rimozione delle barriere architettoniche o altro) l. Rete (creazione della rete delle associazioni femminili; istituzione tavolo di concertazione delle associazioni, istituzione della Commissione delle Pari Opportunità; sostegno alle attività delle associazioni; creazione di spazi fisici destinati alle associazioni femminili; sostegno alla realizzazione di eventi o altro) m. Benessere e sicurezza nei luoghi di lavoro azioni positive per la promozione del l tema della sicurezza e la salute delle donne sui luoghi di lavoro in un ottica di genere p. es. con azioni mirate alla progettazione dei luoghi di lavoro, dell organizzazione, dell anticipazione dei rischi dovuti all aumento dovute alle molestie, violenza,mobbing,analisi dei disturbi muscoli scheletrici, stress lavorativo 19

20 Scheda a supporto dei piani triennali 4.3 Soggetti e uffici coinvolti: Indicare gli uffici impegnati e/o coinvolti nella realizzazione delle azioni positive 4.4 Impegno di spesa: Quantificare il costo di ogni singola azione e indicare i capitoli di bilancio e le eventuali fonti di finanziamento (regionali, comunitarie) 4.5 Periodo di realizzazione: Indicare il periodo di tempo previsto per l attuazione di ogni azione 5. Tabella riassuntiva per ogni azione positiva 6. Schema riassuntivo di tutti gli interventi 20

21 Stato dell arte a livello nazionale Ogni anno il Dipartimento della Funzione Pubblica e il Dipartimento per le Pari Opportunità redigono un rapporto di sintesi sull attuazione della direttiva Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche, in base ai dati trasmessi dalle istituzioni entro il 20 febbraio. La rilevazione avviene per via telematica tramite compilazione di un questionario on-line, e coinvolge tutte le amministrazioni centrali (destinatarie dirette) ed alcune locali per conoscenza. 21

22 Stato dell arte a livello nazionale CONSIDERAZIONI GENERALI: Nonostante vi sia stato, negli ultimi anni, un progressivo e costante aumento delle donne in posizioni apicali, ancora oggi la quota di posizioni dirigenziali non è proporzionale alla loro presenza nelle amministrazioni. Inoltre, 14 amministrazioni (28% del totale) segnalano settori o livelli professionali che presentano un divario tra donne e uomini superiore ai 2/3; A quasi venti anni dalla emanazione della legge 10/4/1991 n. 125, sono ancora poche le amministrazioni che predispongono piani di azioni positive per la rimozione delle discriminazioni. Se le amministrazioni fossero state adempienti, oggi dovremmo essere alla terza edizione del Piani triennali: invece la maggioranza (oltre il 60%) non ne ha mai elaborato uno, solo un terzo ne ha presentato uno e una piccola minoranza (il 10%) ne ha fatto ricorso con regolarità. 22

23 Stato dell arte a livello nazionale A nove anni dall introduzione della legge sui congedi parentali (legge 53/2000) sono sempre le donne che ne usufruiscono in misura molto maggiore rispetto agli uomini; Nella metà dei casi vi sono differenze tra le retribuzioni degli incarichi assegnati alle donne e agli uomini, perciò si avverte l esigenza di introdurre nelle amministrazioni metodologie di analisi di genere per le retribuzioni; La direttiva individua nella formazione lo strumento principale per cambiare la cultura organizzativa. Anche se esistono moduli sulle norme e i diritti della parità all interno dei corsi sull organizzazione del lavoro e su quelli per la dirigenza, questi sono poco diffusi. Anche se la presenza dei Comitati Pari Opportunità è abbastanza diffusa (il 70% delle amministrazioni lo ha istituito) questi organismi non sempre sono in grado di operare al meglio. Vi è una relazione biunivoca tra cultura della parità e formazione: la maggior parte degli interventi sul tema culturale (33 su 56 azioni) avviene utilizzando lo strumento della formazione, e la maggior parte degli interventi formativi (33 su 40) riguardano la cultura della parità. Questo è un segnale forte del peso assegnato alla formazione per agire il cambiamento 23 culturale.

24 Stato dell arte nelle provincia di Napoli Popolazione di riferimento: 96 Enti, di cui: i 92 Comuni della provincia; 4 Enti Locali: - La - L Università Federico II - L Ospedale Cardarelli - L Asl Napoli 2 24

25 Stato dell arte nelle provincia di Napoli ENTI CHE HANNO PRESENTATO ALMENO UN PIANO dal 2001 ad oggi 33% Enti che hanno presentato almeno un piano 67% Enti che non hanno mai presentato un piano La percentuale di Enti che ha presentato almeno un piano (32 enti, ossia il 33% della totalità) è costituita da 28 Comuni e 4 Enti locali (Università, Ospedale, ASL, Provincia) 25

26 Stato dell arte nelle provincia di Napoli Dal 2001 ad oggi nella sono stati presentati 39 piani triennali, così suddivisi nel corso dei 3 trienni: Annualità N piani presentati Dettaglio Enti da Comuni + 1da un Ente locale (Provincia) da Comuni + 3 da Enti locali (Provincia, Università, Ospedale) da Comuni + 1 da un Ente Locale (Asl) 26

27 Stato dell arte nelle provincia di Napoli Situazione piani per triennio: 100% 80% 60% 78,0% 95% 86,5% Presentano il piano 40% 20% 0% Non presentano il piano 22,0% Triennio % Triennio ,5% Triennio ,0% 5% 13,5% 78,0% 95% 86,5% 27

28 Stato dell arte nelle provincia di Napoli Gli Enti più attivi - Tra i Comuni: Casalnuovo ha presentato 3 piani Agerola, Ercolano, Ischia, Pomigliano d Arco e San Vitaliano hanno presentato 2 piani; - Tra gli Enti Locali: ha presentato 2 piani 28

29 Stato dell arte nelle provincia di Napoli Tipologie di azioni previste: percentuali degli Enti che indicano nei loro piani triennali le seguenti azioni Obiettivi predominanti: analisi del personale e tempi, cui però corrisponde una scarsa predisposizione di servizi di supporto. 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 87,5% 50,0% 75,0% 59,4% 31% 84,4% 43,8% 0,0% 8% 50,0% 8,0% Totalmente assente l attenzione per i bilanci di genere, scarsa quella per le barriere arch. e benessere/si - curezza 29

30 Stato dell arte nelle provincia di Napoli C.P.O. Stando alle azioni indicate nei piani triennali dai 96 Enti, nella provincia di Napoli risultano costituiti 21 C.P.O., di cui: - 4 all interno di Enti Locali (Università, Provincia, Asl, Ospedale Cardarelli) - 17 nei Comuni (appena il 18,5% della totalità dei Comuni della provincia di Napoli) 30

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