Il coordinamento della catena della fornitura

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1 Il coordinamento della catena della fornitura

2 Il coordinamento Una supply chain è un insieme di partner interconnessi da flussi finanziari, commerciali e di prodotti/servizi. Una gestione efficace di tali flussi richiede la creazione di relazioni sinergiche tra i produttori e i distributori con l obiettivo di massimizzare il valore per il cliente e generare profitto per ogni membro. Spesso tuttavia manca un meccanismo efficace di controllo che coordini le azioni di ciascun membro in modo tale che le loro decisioni siano allineate agli obiettivi globali della supply chain. ogni membro della supply chain tende ad ottimizzare una parte della catena senza dare la giusta importanza all impatto che la sua decisione miopica ha sulla performance globale del sistema. Questo sistema decentralizzato di controllo è il modo tradizionale di operare delle aziende al giorno d oggi. L ottimizzazione miopica di singole porzioni del sistema spesso conduce ad una performance sub-ottimale, ad una inefficace allocazione delle risorse, ad elevati costi del sistema, scadente livello di servizio al cliente, ed in definitiva ad una strategia operativa più debole

3 Ottimizzazione delle Catene della fornitura La prospettiva individuale o centralizzato (Shain e Robinson 2002) ipotizza che il sistema sia gestito da un singolo decision maker che abbia accesso a tutte le informazioni. Questo approccio è spesso adottato da molti ricercatori che sviluppano modelli economici per la catena della fornitura, tuttavia sorgono seri dubbi sulla applicabilità di tale sistema (Whang 1995). L approccio distribuito (Team Based) all ottimizzazione della catena della fornitura invece è orientato al coordinamento dell impegno dei membri della supply chain che hanno informazioni limitate e dunue collaborano nell intento di ottimizzare la perfomance dell intero sistema. Un terzo approccio (Nexus of contracts) infine è uello basato sulla teoria degli agenti (Jensen e Meckling 1976) e mira all eliminazione degli effetti competitivi (sub-ottimali) con l allineamento degli incentivi individuali con la perfomance del sistema mediante contratti.

4 Approccio Centralizzato Secondo l approccio centralizzato il sistema viene visto come un entità unica con un decisore centrale che pianifica le decisioni di tutti in modo da massimizzare il profitto totale del sistema

5 Approccio Centralizzato

6 teoria di giochi Gli obiettivi dei giocatori sono rappresentati da funzioni di utilità La appresentazione normale di un gioco strategico definisce: I giocatori Le strategie disponibili per ogni giocatore Il payoff ricevuto da ogni giocatore per ogni combinazione di strategie dei giocatori Le azioni sono modellizzate come se avvenissero simultaneamente, ma è sufficiente che esse avvengano senza conoscere le azioni degli atri giocatori

7 Componenti di un gioco strategico Giocatori in numero pari ad n. Azioni/strategie vettore/componenti delle decisioni del giocatore i-esimo Infomrazione Completa. Risultati/payoff. Vettore ed elementi dei risulati della strategia. Euilibrio Nash S i : Strategia del giocatore i-esimo (vettore). u i (s i ): funzione di utilità (payoff) del giocatore i-esimo. La rappresentazione in forma normale del gioco specifica lo spazio delle strategie dei giocatori e I loro payoff: G={S 1, S n ;u 1, u n }.

8 Euilibrio di Nash Nel gioco strategico ad n giocatori G={S 1, S n ; u 1, u n }, l insieme delle strategie (s 1 *, s n *) costituiscono un euilibrio di Nash se, per ogni giocatore: s* i è l azione ottimale del giocatore i-esimo, cioè vale la seguente condizione,: u i (s* 1, s* i-1,s* i, s* i+1, s* n ) u i (s* 1, s* i-1, s i, s* i+1, s* n ) Per ogni possibile strategia s i in S i ; In altre parole: s* i = max s i S i u i (s* 1, s* i-1, s i, s* i+1, s* n ).

9 Dominanza stretta Nel gioco G={S 1, S n ; u 1, u n }, siano s i ed s i due generiche strategie per il giocatore I (s i e s i sono membri di S i ). La strategia s i è strettamente dominata dalla strategia s i se per ogni possibile combinazione di strategie degli altri giocatori: s i : u i (s 1, s i-1, s i, s i+1, s n ) < u i (s 1, s i-1, s i, s i+1, s n ) per ogni (s 1, s i-1, s i+1, s n ) nello spazio delle strategie {S 1, S i-1, S i+1, S n } a > b i( ai bi ) k( ak bk )

10 Euilibrio dominante (s 1,,s N ) è un euilibrio in strategie dominanti o euilbiro dominante se: ogni i=1,,n, s i è una strategia dominante. per

11 Reuisiti di un contratto Affinché un contratto possa essere messo in pratica nella supply chain esso deve: 1) Coordinare la supply chain: un contratto coordina la supply chain se il set di azioni ottimali è un euilibrio di Nash (non esiste una deviazione dalla condizione di euilibrio tale che un attore possa avere un incremento di profitto unilaterale) 2) Essere sufficientemente flessibile da poter ripartire arbitrariamente i profitti tra i soggetti coinvolti nella supply chain: se un contratto di coordinamento può arbitrariamente ripartire i profitti esisterà sempre un contratto di coordinamento che domina in senso paretiano un contratto di non coordinamento 3) Avere bassi costi contrattuali (di transazione), la larga diffusione delle forme contrattuali semplici è dovuta ai bassi costi di implementazione

12

13 Doppia marginalizzazione (Spengler, 1950) Un singolo fornitore (monopolista) rifornisce un dettagliante che soddisfa una certa domanda. = uantità ordinata dal dettagliante al fornitore p() = prezzo al uale il dettagliante può vendere unità di prodotto c = costo di produzione/approvvigionamento unitario (c<p(0)). w = prezzo di ingrosso pagato dal dettagliante al fornitore Fornitore Dettagliante

14 Doppia marginalizzazione (Spengler, 1950) Il processo in uestione prevede che il fornitore stabilisca il prezzo di ingrosso w, e il rivenditore stabilisca la uantità da acuistare che verrà venduta al prezzo p(). Variabili decisionali: w (fornitore), (rivenditore). Variabili esterne: c, p().

15 Maginalizzazione Doppia Soluzione centralizzata Profitto totale: ( p( c) ( ) = ) w non compare perché è una uantità scambiata all interno del sistema Ipotizzato che il profitto sia una funzione strettamente concava, la soluzione ottima sarà uella per cui: d ( ( ) ) d = 0 o taleche p( o ) c + o p ( o ) = 0

16 Marginalizzazione doppia soluzione decentralizzata π π r s = = ( p( ) w) ( w c) Profitto del dettagliante : poiché la sua funzione profitto è strettamente convessa, esiste * tale che: p( *) w + * p'( *) = Profitto del fornitore: poiché il fornitore fisserà w>c per avere un profitto, non si raggiungerà la condizione di ottimalità globale: o o o p( ) c + p ( ) = 0 0

17 Esempio p() p() K= 12 W= 4 C= p( ) = k π r = ( p( ) w) π = ( w c) s retailer profit supplier profit total profit

18 commenti π π r s = = ( p( ) w) ( w c) π tot = π r + π s = ( p( ) c) Marginal cost pricing: w=c consentirà =0, ma lascerà il fornitore senza alcun profitto Two part tariff: si fissa w=c, ed il fornitore chiederà anche un pagamento fisso (una uota di π( 0 )), (in uesto caso il retailer potrebbe non vedere alcun vantaggio). Profit sharing contract: si fissa un parametro 0<λ<1 tale che il fornitore riceva λπ(0) ed il dettagliante (1-λ)* π(0). In uesto caso il coordinamento non avviene più con le uantità w e c ma con λ. Il problema diventa uindi uello di stabilire il valore di λ che consenta il coordinamento

19 Contratti di 2 part tariff In un contratto di 2 part tariff il supplier richiede un prezzo unitario di ingrosso (w) ed un pagamento annuale fisso F. Il Coordinamento è raggiunto per w=c,per cui il profitto del retailer diventa: Π (, p) F

20 Revenue sharing Sia data una catena della fornitura costituita da due soggetti un retailer ed n supplier neutrali al rischio. Il retailer genera un ricavopari a: R( ) = v xf ( x) dx + v f ( x) dx = v 0 (1 F( x)) dx = R(, p) Il costo di produzione del supplier sia c s >0; Il costo per il retailer sia c r >0; Sia c =cs +cr il costo totale unitario del prodotto

21 Rev Sharing Contracts Prima che il retailer scelga la uantità da ordinare, il supplier e il retailer si accordano su un revenue-sharing contract basato su 2 parametri: Il prezzo di ingrosso, w. La uota di profitto da redistribuire, φ Un contratto di ingrosso convenzionale è un contratto di rev. sharing con φ=1. c p R p p p w c p R p w c p R p s r s s r r = + Π = Π Π = Π + = Π ), ( ), ( ), ( ), ( ) ( ), ( ) (1 ), ( ) ( ), ( ), ( φ φ

22 Revenue sharing Si consideri la famiglia di contratti di revenue sharing con: w=φc-cr In corrispondenza si ottengono le seguenti funzioni obiettivo: Questi contratti coordinano la catena delal foprnitrua in uanto: Allineano il profitto del singolo con il profitto totale della catena Consentono una arbitraria ripartizione dei profitti

23 Revenue sharing Il settore della vendita dei media è soggetto ad una domanda che ha un picco sui nuovi titoli disponibili che dura poche settimane, ed un costo del DVD è tradizionalmente alto ($65) in confronto al prezzo di affitto ($3). Dunue il video si ripaga solo dopo 22 affitti. Il retailer non può pertanto acuistare molti media, poichè la domanda è alta solo nelle prime settimane e poi crolla uasi a zero. Presso Blockbuster Inc., la scarsa disponibilità di video recenti era una delle principali lamentele dei clienti (McCollum 1998, Shapiro 1998a). Nell intento di risolvere il problema blockbuster ha abbassato il prezzo di vendita del media da $65 a $8, abbassando il punto di break-even a circa 6 affitti. In cambio blockbuster trattenenva circa la metà dell incasso sugli affitti. L introduzione del contratto di revenue sharig ha coinciso con un miglioramento della peformance che is è tradotto in un incremento di mercato che è andato dal 24% al 40% nel 2002 (Warren and Peers, 2002) Questa situazione ha portato I concorrenti ad avviare delle azioni legali contro Blockbuster legate accusata di abuso di posizione dominante, azioni che ad oggi non hanno avuto successo.

24 Revenue sharing - Rentrak Rentrak, un distributore di media, dichiara che un retailer può uadruplicare il suo lotto di acuisto passando da un tradizionale contratto di ingrosso ad un contratto di rev. Sharing. (

25 Contratti di BuyBack Sia S() il valore atteso delle vendite durante la stagione di vendita a fronte di una domanda D distribuita con pdf f e cdf F differenziabile Sia I() la scorta a fine stagione:

26 Contratti di BuyBack Il profitto della catena sarà: Condizione di ottimalità

27 Contratti di BuyBack Profitti del retailer e del supplier: Condizioni di ottimalità

28 Contratti di BuyBack Concludendo: Tali condizioni possono sintetizzarsi nella:

29 Contratti di BuyBack Si supponga una catena della fornitura con un costo di produzione c=3, s=1 ed un prezzo di vendita p=9. Il contratto che assicura lo scambio di una uantità che massimizza la supply chain ha la configurazione seguente: Per esempio il contratto con w=6 e b=5 garantisce il profitto ottimale della supply chain.

30 Wholesale contract

31 BB contract

32 Meccanismi di coordinamento basati sui flussi Vendor Managed Inventory (VMI), Quick Response (QR), Collaborative Planning, Forecasting and Replenishment (CPFR), Efficient Consumer Response (ECR) postponement

33 VMI Nel VMI il supplier tiene sotto controllo le scorte del retailer e stabilisce la politica di approvvigionamento in relazione alle uantità ed ai tempi. Consideriamo una catena della fornitura costituita da un buyer ed un supplier Il buyer assume in ruolo di leader nella relazione poichè specifica le uantità da ordinare in relazione alle proprie strutture di costo Il supplier non ha altra scelta che accettare le condizioni del buyer.

34 VMI -Buyer y domanda annua (i.e., annual sales rate and purchase uantity) for the final product of the buyer. p(y) il corriposndente prezzo del prodotto w il prezzo di ingrosso h B e s B are inventory carrying cost/unit e order cost per il buyer

35 VMI-Supplier Il supplier accetta l order uantity fissata dal buyer al prezzo di ingrosso w. La funzione profitto del supplier, tenuto conto dei suoi costi di mantenimento a scorta è data da: La massimizzazione del profitto del supplier porta alla seguente relazione

36 VMI soluzione centralizzata Il profitto dell intera catena è: Che è massimo uando:

37 VMI Adottando la politica di VMI, il buyer non sostiene più I costi di mantenimento a scorta. Il supplier invece si fa carico dei costi di mantenimento a scorta suoi e del buyer:

38 VMI-conclusione La politica di VMI porta ad una riduzione del costo totale delle scorte.

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