EFFETTO FISCO. Indice destagionalizzato della produzione industriale. Inchiesta CSP auto usate 6-25 NON MALE QUADRO INCERTO

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1 254 APRILE 216 Mensile del Centro Studi Promotor AUTO NUOVE FEBBRAIO COL BOTTO Immatricolazioni Gennaio-Febbraio ,6% Febbraio ,3% a pagina 3 AUTO USATE Variazioni percentuali tendenziali VEICOLI COMM.LI Variazioni percentuali tendenziali -6 EFFETTO FISCO Consegne Italia Gennaio-Febbraio ,7% Febbraio ,7% a pagina 1 CONGIUNTURA CARBURANTI BENZINA E GASOLIO AUTO: RIPARTONO I PREZZI Con il calo dei prezzi dei carburanti che si è verificato nel 215 gli italiani, rispetto al 214, hanno risparmiato ben 7,1 miliardi nonostante un incremento dei consumi dello,9%. Anche il consuntivo dei primi due mesi dell anno vede un calo della spesa degli italiani per acquistare benzina e gasolio auto a fronte di un aumento dei consumi. (continua a pagina 9) Variazioni percentuali tendenziali 94, 93,5 93, 92,5 92, 91,5 Indice destagionalizzato della produzione industriale INDICE Mercato Italia 3 Inchiesta CSP auto nuove , 9,5 Inchiesta CSP auto usate 6-25 NON MALE Trasferimenti di proprietà Gennaio-Febbraio ,1% Febbraio ,6% a pagina MERCATO EUROPEO Variazioni percentuali tendenziali UE+EFTA -3 ACCELERA L EUROPA Immatricolazioni Gennaio-Febbraio ,1% Febbraio ,% a pagina 11 9, Produzione Industriale Gen 16 su Dic 15 +1,9% Gen 16 su Gen 15 +3,5% a pagina QUADRO INCERTO INDICATORI Clima fiducia CSP Media Mobile BENE L AUTO Indicatori di fiducia in febbraio Operatori auto Consumatori a pagina 13 Carburanti 9 Veicoli commerciali 1 Mercato europeo 11 Congiuntura 12 Indicatori di fiducia 13 Dati e Analisi Anno XXIII n. 254 Direttore Responsabile: Gian Primo Quagliano Registrazione del Tribunale di Bologna n del 8/2/93 Editore e redazione: Econometrica Srl Via U. Bassi, Bologna Tel. 51/27171 Fax 51/

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3 MERCATO ITALIA In forte crescita in febbraio il mercato auto. Le immatricolazioni hanno toccato quota con una crescita del 27,3% sullo stesso mese dello scorso anno. Un cocktail esplosivo spinge le vendite. Gli ingredienti sono la domanda di sostituzione insoddisfatta, fiducia, promozioni dei concessionari e delle case, calo dei costi di esercizio, novità di prodotto e, per rendere la mistura più stimolante, anche un certo numero di chilometri zero. Dopo un 215 in crescita del 15,8% e un gennaio che ha fatto registrare un incremento del 17,4%, il risultato di febbraio sembra suggerire che il mercato voglia accelerare la sua corsa. Tra l altro, come vedremo alla pagina seguente, anche dall'inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell'automobile condotta dal Centro Studi Promotor a fine febbraio vengono indicazioni decisamente positive. Nel cocktail di cui si è detto l elemento più importate è sicuramente il risveglio della domanda di sostituzione fortemente sacrificata nei lunghi anni della crisi che avevano portato le immatricolazioni in Italia nel 213 su livelli inferiori del 47,7% ai massimi ante-crisi con un aumento dell anzianità media delle auto del parco circolante di oltre due anni e mezzo. A questo elemento si è aggiunta la fiducia nella ripresa dell'economia diffusasi nel UN COCKTAIL ESPLOSIVO SPINGE LE IMMATRICOLAZIONI FORTE CRESCITA IN FEBBRAIO (+27,3%) 215 ed anche il forte calo dei costi di esercizio degli autoveicoli che nello scorso anno sono diminuiti del 4,5% con punte del 9,7% per la benzina e del 12,2% per il gasolio. Un ruolo importante nel recupero delle immatricolazioni sta anche giocando l'impegno di case e concessionari che stanno cavalcando la ripresa senza lesinare promozioni e sconti. Infine un aspetto di grande rilievo è anche la qualità dell'attuale offerta di autovetture. La crisi economica e del mercato dell'auto deflagrata nel 28 ha avuto un fortissimo impatto nei paesi della fascia meridionale della zona euro, ma non nel resto del mondo, né sul settore dell'auto che nel suo complesso ha, anzi, conosciuto una stagione di formidabile di sviluppo sia sul piano delle vendite che su quello dell'innovazione tecnologica. E questo è tanto vero che si può quasi affermare che le nuove auto offerte oggi appartengono ad una "era geologica " successiva rispetto a quelle ante-crisi che costituiscono la gran massa delle vetture che gli italiani devono sostituire. La spinta al rinnovo del parco italiano non viene quindi solo dalla sua vetustà, ma anche, ed in larga misura, dal fascino delle nuove offerte di autovetture che con le auto "connesse" e con i primi prototipi di "auto e guida autonoma" anticipano una vera e propria rivoluzione. IMMATRICOLAZIONI DI AUTO NUOVE Variazioni percentuali tendenziali -35 Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti IMMATRICOLAZIONI FEBBRAIO MARCA /15 FIAT ,77 FORD ,78 VOLKSWAGEN ,3 RENAULT ,89 PEUGEOT ,29 OPEL ,6 TOYOTA ,19 LANCIA/CHRYSLER ,99 CITROEN ,53 AUDI ,37 BMW ,94 MERCEDES ,53 NISSAN ,54 HYUNDAI ,32 DACIA ,55 KIA ,46 JEEP ,7 SMART ,3 ALFA ROMEO ,75 MINI ,76 LAND ROVER , VOLVO ,3 SKODA ,96 SUZUKI ,82 SEAT ,17 MAZDA ,93 HONDA ,22 MITSUBISHI ,71 PORSCHE ,26 SUBARU ,85 SSANGYONG ,48 LEXUS ,2 JAGUAR ,25 MASERATI ,28 FERRARI , DR MOTOR , LAMBORGHINI 6 3 1, ALTRE ,41 TOTALE ,29 IMMATRICOLAZIONI GEN-FEB MARCA /15 FIAT ,83 VOLKSWAGEN ,33 FORD ,8 RENAULT ,55 PEUGEOT ,26 OPEL ,94 TOYOTA ,63 CITROEN ,99 LANCIA/CHRYSLER ,35 AUDI ,55 MERCEDES ,69 NISSAN ,54 BMW ,54 HYUNDAI ,17 DACIA ,7 KIA ,21 JEEP ,69 ALFA ROMEO ,71 SMART ,58 LAND ROVER ,66 MINI ,82 SUZUKI ,4 SKODA ,75 VOLVO ,58 SEAT ,8 MAZDA ,15 HONDA ,9 MITSUBISHI ,44 PORSCHE ,46 SUBARU ,78 SSANGYONG ,43 JAGUAR ,56 LEXUS ,41 MASERATI ,8 DR MOTOR ,98 FERRARI ,42 LAMBORGHINI 1 5 1, ALTRE ,28 TOTALE ,64 3 Dati e Analisi

4 INCHIESTA CSP AUTO NUOVE L inchiesta congiunturale mensile condotta a fine febbraio dal CSP mette in luce un deciso rafforzamento nell andamento positivo che il mercato dell auto ha manifestato dall inizio del 215. Le opinioni espresse dai concessionari interpellati mostrano un deciso ottimismo coerente con l incremento a due cifre delle vendite di autovetture in gennaio e febbraio. Vediamo qui di seguito in sintesi i giudizi espressi sugli aspetti oggetto di rilevazione. AFFLUENZA NELLE SHOW ROOM. Decisamente positivi rispetto alle inchieste dei mesi precedenti sono i giudizi formulati dai concessionari interpellati sull affluenza di visitatori nei saloni di vendita delle concessionarie. In febbraio infatti ben il 41% degli interpellati giudica alta l affluenza di visitatori rispetto al 27% di gennaio, al 2% di novembre e soprattutto al 9% del febbraio 215. Normale è invece l affluenza per il 45% degli interpellati (53% in gennaio) e bassa per il 14% (2% in gennaio). Il saldo tra valutazioni positive e negative è pari a -27 contro 7 di gennaio. GIUDIZI IN FORTE MIGLIORAMENTO MOLTO BENE AFFLUENZA, ORDINI E ATTESE ORDINI. Anche sull acquisizione di ordini, come per l affluenza nei saloni di vendita, i concessionari esprimono giudizi decisamente positivi in febbraio (39% di indicazioni di alti livelli di raccolta contro 24% di gennaio). Le indicazioni di normalità scendono dal 44% di gennaio al 41% e quelle di bassi livelli di ordini scendono dal 32% di gennaio al 2% confermando l opinione positiva dei concessionari relativamente a questo aspetto. Il saldo infatti è pari a 19 contro -8 di gennaio. GIACENZE. Sostanzialmente stabile sui livelli rilevati nei mesi precedenti la situazione delle giacenze di auto nuove. Il 17% dei concessionari interpellati dichiara un alto livello di immobilizzo contro il 18% di gennaio, mentre il 62% dichiara stabilità (6% in gennaio) e il 21% dichiara bassi livelli di invenduto (22% in gennaio). Il saldo si mantiene sui livelli degli ultimi due mesi (-4). REDDITIVITÀ. La redditività del business del nuovo torna in febbraio sui livelli di fine 215: emerge infatti un lieve miglioramento nei giudizi VALUTAZIONI DEI CONCESSIONARI - INCHIESTA C.S.P. AUTO NUOVE dei concessionari. In febbraio si registra il 2% di giudizi positivi contro lo % di gennaio. Migliorano anche, passando dal 37% al 42%, i giudizi di normalità e calano invece dal 63% al 56% i giudizi di bassi livelli di redditività. Il saldo è pari a -54 contro -63 di gennaio. PREVISIONI. Sulle previsioni a trequattro mesi i concessionari a febbraio esprimono giudizi improntati sostanzialmente alla stabilità. Il 58% dei concessionari interpellati dichiara infatti stabile la domanda (57% in gennaio), mentre scende al 32% dal 36% di gennaio la percentuale di coloro che dichiarano domanda in aumento e sale dal 7% al 1% la quota di interpellati che dichiarano domanda in diminuzione. Il saldo è pari a 22 contro 29 di gennaio. Anche per quanto riguarda le previsioni sui prezzi le opinioni dei concessionari sono improntate alla stabilità (82% contro 79% di gennaio), mentre calano sia coloro che prevedono prezzi in aumento (11% contro 12%), che coloro che prevedono diminuzione (7% contro 9%). Il saldo è pari a 4 (3 in gennaio). LIVELLO ATTUALE(*) PREVISIONI(**) Affluenza S.R. Ordini Redditività Giacenze Consegne Prezzi A N B S A N B S A N B S A N B S A S D S A S D S F M A M G L A S O N D G F (*) A=alto N=normale B=basso S=saldo (**) A=aumento S=stabilità D=diminuzione S=saldo Dati e Analisi

5 INCHIESTA CSP AUTO NUOVE AFFLUENZA NELLE SHOW ROOM LIVELLO ORDINI 45% BASSA 14% ALTA 41% BASSO 2% ALTO 39% 41% REDDITIVITÀ LIVELLO GIACENZE BASSA 56% ALTA 2% 42% BASSO 21% ALTO 17% 62% PREVISIONI CONSEGNE PREVISIONI PREZZI STABILITÀ 58% DIMINUZIONE 1% AUMENTO 32% DIMINUZIONE 7% AUMENTO 11% STABILITÀ 82% 5 Dati e Analisi

6 INCHIESTA CSP AUTO USATE BENE IL MERCATO DELL USATO, CHE BENEFICIA DELLA RIPRESA DEL NUOVO AUMENTANO AFFLUENZA E PREZZI, SCARSA LA DISPONIBILITÀ DI AUTO E in accelerazione l andamento del mercato dell usato che in febbraio con trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture ha fatto registrare un incremento del 13,57% rispetto ai trasferimenti del 215. Positivo anche il consuntivo del primo bimestre 216 che, con trasferimenti di proprietà sui dello stesso bimestre del 215, fa registrare una crescita del 1,8%. Il netto miglioramento dell adamento del mercato del nuovo fa ben sperare per i prossimi mesi in un aumento di auto usate ritirate in permuta dalle concessionarie che negli ultimi anni avevano risentito pesantemente della carenza di prodotto. Dall inchiesta congiunturale mensile condotta a fine febbraio dal Centro Studi Promotor emerge inoltre come in questo periodo in cui le difficoltà economiche spingono le famiglie all'acquisto di auto usate piuttosto che di auto nuove, i prezzi dell usato si siano portati su livelli decisamente più elevati che in passato. Vediamo qui di seguito in dettaglio quanto è emerso dall indagine di febbraio su alcuni aspetti oggetto di rilevazione. AFFLUENZA NEGLI SPAZI ESPOSITIVI. Aumenta in febbraio la quota di concessionari interpellati che dichiarano in aumento la quota di visitatori nei saloni di vendita riservati all usato (22% dal 2% di gennaio). Sostanzialmente stabile la quota di coloro che dichiarano stabilità nell affluenza di visitatori (62% in febbraio contro 61% di gennaio), mentre è in leggera diminuzione la quota di coloro che dichiarano affluenza in diminuzione (16% contro 19% di gennaio). Il saldo tra valutazioni positive e negative sale a 6 contro 1 di gennaio e -11 di dicembre. GIACENZE. La situazione delle giacenze resta ancora difficile anche se la maggior parte dei concessionari (il 58%) esprime giudizi improntati alla stabilità. Calano invece i giudizi positivi sul livello delle giacenze che passano dal 15% di gennaio all 8% di febbraio evidenziando come le risorse a disposizione per soddisfare la domanda siano ancora insufficienti. Passano poi dal 33% al 34% le indicazioni di bassi livelli di giacenze. Il saldo è pari a -26 contro -18 di gennaio. VALUTAZIONI DEI CONCESSIONARI - INCHIESTA C.S.P. AUTO USATE LIVELLO ATTUALE(*) REMUNERATIVITÀ. Sostanzialmente orientati alla normalità i giudizi relativi alla remuneratività del business del mercato dell usato: 74% degli operatori interpellati in febbraio contro il 61% di gennaio dichiarano remuneratività normale. Scendono al 4% dal 6% di gennaio le indicazioni di alti livelli e al 22% dal 33% quelle di bassi livelli. Il saldo sale a -18 da -27 di gennaio. PREVISIONI. In netto miglioramento le previsioni dei concessionari sulle previsioni a tre-quattro mesi. Il 22% degli interpellati prevede domanda in aumento (19% in gennaio), il 75% domanda stabile (72% in gennaio), mentre solo il 3% si attende una diminuzione (9% in gennaio). Il saldo passa da 1 a 19. Prevalentemente improntate alla stabilità sono invece le previsioni a 3/4 mesi sui prezzi (76% ). Le attese di aumento passano dal 6% di gennaio al 13% e quelle di diminuzione dal 17% all 11% quelle di diminuzione. Il saldo, tra giudizi positivi e negativi, è pari a 2 ed è il secondo risultato positivo che si registra dal 1995 dopo il saldo pari a 1 di ottobre 215. PREVISIONI(**) Consegne Affluenza S.R. Giacenze Redditività Consegne Prezzi A N B S A N B S A N B S A N B S A S D S A S D S F M A M G L A S O N D G F (*) A=alto N=normale B=basso S=saldo (**) A=aumento S=stabilità D=diminuzione S=saldo Dati e Analisi

7 INCHIESTA CSP AUTO USATE LIVELLO CONSEGNE AFFLUENZA NELLE SHOW ROOM BASSO 23% ALTO 15% 62% 61% BASSA 2% ALTA 19% LIVELLO GIACENZE REDDITIVITÀ BASSO 34% ALTO 8% 58% BASSA 22% ALTA 4% 74% PREVISIONI CONSEGNE PREVISIONI PREZZI DIMINUZIONE 3% AUMENTO 22% STABILITÀ 75% DIMINUZIONE 11% AUMENTO 13% STABILITÀ 76% 7 Dati e Analisi

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9 CARBURANTI IN MARZO RIPARTONO I PREZZI, MA... NEL PRIMO BIMESTRE 216 RISPARMIATI ALLA POMPA 858 MILIONI (segue da pagina 1) In particolare nel periodo gennaio-febbraio, nonostante un aumento dei consumi dello,6%, la spesa alla pompa per benzina e gasolio è stata di 7,257 miliardi contro gli 8,115 miliardi dello stesso periodo del 215. Il risparmio ammonta a ben 858 milioni. Il calo della spesa è andato a danno del Fisco per 139 milioni per effetto della riduzione dell imponibile su cui si calcola l Iva e soprattutto della componente industriale, cioè della quota che va all industria petrolifera e alla distribuzione, che si è ridotta di 719 milioni. Va comunque segnalato che nella terza settimana di marzo i prezzi alla pompa hanno ricominciato a salire. D altra parte anche il prezzo del greggio torna ad aumentare. BENZINA ANNI CONSUMI SPESA IMPOSTE COMP. IND.LE miliardi di litri var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % 2 22,4-4,9 24,3 7,5 15,7-4,5 8,6 39, ,1-1,7 23,2-4,5 15,4-2,1 7,8-8, ,5-2,6 22,5-3,1 15,4 -,3 7,1-8,7 23 2,9-2,8 22,1-1,8 15, -2,5 7,1 -, ,7-5,7 22,2,4 14,7-2, 7,5 5, ,2-7,5 22,2,3 14, -4,9 8,3 1, ,1-5,9 22, -,8 13,3-4,4 8,7 5, ,1-6,1 2,9-5,1 12,6-5,9 8,4-3, ,9-7,2 2,6-1,3 11,9-5,5 8,8 5, 29 14,4-3,9 17,7-14,1 11,1-6,9 6,7-23, ,5-5,9 18,4 3,8 1,7-3,3 7,7 15, ,7-6, 19,7 7,2 1,9 2, 8,8 14, ,3-1,8 2,3 2,7 11,7 6,8 8,6-2, ,8-4,8 18,9-6,9 11,2-4,1 7,7-1, ,7-1,8 18,3-3,6 11,1-1,2 7,2-7, 215 1,6-1,2 16,2-11,6 1,6-4,6 5,6-22,4 216: gen-feb 1,5-1, (*) 2,1-6,8 (*) 1,5-2,6 (*),6-15,5 (*) (*) variazione percentuale rispetto a gen-feb 215 GASOLIO ANNI CONSUMI SPESA IMPOSTE COMP. IND.LE miliardi di litri var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % 2 22,1 2,1 19,7 2, 11,7 3, 8, 58, ,2 9,8 21, 6,9 12,8 9,4 8,2 3, ,6 5,7 21,9 4,1 14, 8,9 7,9-3, ,9 5,1 23,6 7,7 14,8 5,9 8,8 1, ,7 6,7 27, 14,5 16, 8,4 11, 24, ,4 2,3 32,6 2,7 17,5 9,1 15,1 37,7 26 3,6 3,9 35,6 9,1 18,5 6, 17, 12, ,5 3,1 36,7 3,2 19,3 4,3 17,4 2, 28 31,3 -,5 42,1 14,8 2,3 4,8 21,9 26, 29 3,6-2,5 33,1-21,4 18,5-9, 14,7-32,9 21 3,5, 37,1 12, 19,1 3,4 18, 22, ,8,8 44,5 2,1 21,6 13, 23, 27, ,6-1,4 47,1 5,6 24,9 15,2 22,2-3, ,9-2,7 44,5-5,5 24,4-2,1 2,2-9, ,4 1,8 44,2-1, 25, 2,1 19,3-4, , 1,8 39,3-11,3 24,3 2,6 15, -22,5 216: gen-feb 4,2 1,1 (*) 5,1-12, (*) 3,5-2,7 (*) 1,6-27,5 (*) (*) variazione percentuale rispetto a gen-feb 215 BENZINA E GASOLIO ANNI CONSUMI SPESA IMPOSTE COMP. IND.LE miliardi di litri var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % miliardi di euro var. % 2 44,5-1,6 44, 12,8 27,5-1,4 16,5 48, ,3 4, 44,2,6 28,2 2,8 16, -3, ,1 1,7 44,4,3 29,3 3,9 15,1-6, 23 47,8 1,5 45,7 2,9 29,8 1,5 15,9 5, ,4 1,3 49,2 7,7 3,7 3,2 18,5 16, 25 47,6-1,7 54,8 11,5 31,4 2,4 23,4 26, ,7,2 57,6 5,1 31,9 1,4 25,7 1, 27 47,6 -,2 57,6, 31,9, 25,7, 28 46,3-2,8 62,8 9, 32,1,8 3,6 19, ,9-3, 5,8-19, 29,5-8,2 21,3-3, , -1,9 55,5 9,1 29,8,9 25,7 2, ,5-1,3 64,3 15,8 32,5 9,1 31,8 23, ,9-1,5 67,4 4,7 36,5 12,4 3,9-3, ,7-3,3 63,4-5,9 35,5-2,7 27,9-9, ,1,7 62,5-1,8 36,1 1, 26,5-5, ,5,9 55,5-11,4 3,5-3,2 2,6-22,5 216: gen-feb 5,8,6 (*) 7,3-1,6 (*) 5, -2,7 (*) 2,2-24,5 (*) (*) variazione percentuale rispetto a gen-feb 215 Fonte: elaborazioni Centro Studi Promotor su dati del Ministero dello Sviluppo Economico 9 Dati e Analisi

10 VEICOLI COMMERCIALI GRAZIE A SUPER AMMORTAMENTI E LEGGE SABATINI CRESCONO A DUE CIFRE LE VENDITE DI COMMERCIALI IMMATRICOLAZIONI FEBBRAIO PAESI /15 AUSTRIA ,4% BELGIO ,7% BULGARIA ,6% CROAZIA ,6% CIPRO ,3% REP. CECA ,4% DANIMARCA ,% ESTONIA ,% FINLANDIA ,7% FRANCIA ,% GERMANIA ,9% GRECIA ,8% UNGHERIA ,4% IRLANDA ,1% ITALIA ,7% LETTONIA ,8% LITUANIA ,3% LUSSEMBURGO ,9% OLANDA ,8% POLONIA ,2% PORTOGALLO ,3% ROMANIA ,7% SLOVACCHIA ,% SLOVENIA ,1% SPAGNA ,8% SVEZIA ,7% REGNO UNITO ,4% UE ,9% UE ,3% UE ,7% ISLANDA ,4% NORVEGIA ,7% SVIZZERA ,9% EFTA ,3% UE+EFTA ,3% UE15+EFTA ,6% IMMATRICOLAZIONI GEN-FEB PAESI /15 AUSTRIA ,5% BELGIO ,1% BULGARIA ,4% CROAZIA ,4% CIPRO ,7% REP. CECA ,2% DANIMARCA ,2% ESTONIA ,2% FINLANDIA ,9% FRANCIA ,6% GERMANIA ,9% GRECIA ,4% UNGHERIA ,6% IRLANDA ,6% ITALIA ,7% LETTONIA ,7% LITUANIA ,9% LUSSEMBURGO ,6% OLANDA ,9% POLONIA ,6% PORTOGALLO ,3% ROMANIA ,5% SLOVACCHIA ,7% SLOVENIA ,7% SPAGNA ,9% SVEZIA ,2% REGNO UNITO ,5% UE ,4% UE ,7% UE ,% ISLANDA ,6% NORVEGIA ,6% SVIZZERA ,5% EFTA ,6% UE+EFTA ,8% UE15+EFTA ,1% Dopo la crescita del 12,4% nel 215 il mercato dei veicoli commerciali nel primo bimestre del 216 fa registrare un volume di vendite d 24.4 unità contro le dello stesso periodo del 215. L incremento è del 28,7% e conferma l accelerazione delle vendite già constatata degli ultimi mesi del 215 con le crescite del 29,8% di novembre e del 23,9% di dicembre. La benzina che alimenta il motore della ripresa sono certamente i super ammortamenti previsti nella legge finanziaria, ma annunciati con notevole anticipo e validi per il periodo che va dal 15 ottobre al 31 dicembre. Oltre all impatto dei super ammortamenti il mercato dei commerciali continua a beneficiare della Legge Sabatini del 213 ed anche del livello elevato su cui permane il clima di fiducia degli operatori. Questo complesso di fattori positivi spiega il tasso di incremento elevato delle vendite registrato nel quadrimestre a cavallo tra il 214 e il 215. Non si può tuttavia non sottolineare che i valori assoluti delle immatricolazioni sono ancora su livelli decisamente bassi. Il confronto si fa infatti con un 215 che ha fatto registrare un volume di vendite ancora inferiore di ben il 45,8% ai livelli ante-crisi. Si tratta di un dato decisamente preoccupante anche considerando che l economia del Paese è ancora ben lontana dai livelli ante-crisi e ciò perché il ritardo pur molto considerevole della produzione industriale, secondo i dati Istat, è del 24,4% ed è quindi di un entità percentuale pari alla metà del calo che ancora permane per le vendite di veicoli commerciali. Il ritorno alla normalità per questo mercato non appare dunque a portata di mano e a tal proposito va segnalato che i super ammortamenti, non sono stati adottati in maniera strutturale, ma sono soltanto un incentivo in quanto la loro durata è limitata fino alla fine dell anno. Ne consegue che se il provvedimento non dovesse essere rinnovato il mercato dei veicoli commerciali nel 217 potrebbe tornare a calare a meno che non si manifestasse una forte accelerazione della ripresa economica di cui però al momento non vi è alcun segno anticipatore. Anche il mercato dei veicoli industriali è influenzato dai super ammortamenti. Nel primo bimestre 216 le vendite sono state 3.38 contro le dello stesso periodo del 215. L incremento è quindi del 18,5%. Pure per i veicoli industriali il divario nelle vendite, rispetto ai livelli ante-crisi, permane molto elevato con l aggravante di essere stato influenzato non soltanto dalla crisi economica ma anche dalla delocalizzazione di attività da parte di aziende di trasporto italiane in altri Paesi della UE. CONSEGNE DI VEICOLI COMMERCIALI IN ITALIA Variazioni percentuali tendenziali Fonte: Acea Dati e Analisi

11 MERCATO EUROPEO POSSIBILE IL RECUPERO DEI LIVELLI ANTE-CRISI NEL CORSO DEL 216 CRESCE A DUE CIFRE IL MERCATO AUTO DELLA UE: FEBBRAIO (+14,3%) IMMATRICOLAZIONI FEBBRAIO Per il trentesimo mese consecutivo il mercato dell auto dell Unione Europea è in crescita. In febbraio, secondo i dati diffusi dall Acea, nei ventotto paesi dell Unione sono state immatricolate autovetture con un incremento dello stesso mese del 215 di ben il 14,3%. Dopo un gennaio in modesta crescita (+6,2%), il dato di febbraio torna ad accreditare l ipotesi che il mercato dell Unione Europea possa colmare nel corso del 216 il calo delle immatricolazioni rispetto ai livelli antecrisi (27), calo che nel 215 era ancora dell 11,94%. Sarebbe un fatto importante anche perchè a livello mondiale il mercato dell auto ha da molto tempo superato la crisi del 28. Questa crisi ha prodotto infatti soltanto un modesto rallentamento delle vendite nel 29 a cui ha fatto seguito una crescita ininterrotta culminata in un nuovo record nel 215. Tra l altro va sottolineato che questo andamento è dovuto non soltanto al mercato dei paesi emergenti (ormai emersi), ma anche ad un rapido superamento della crisi del 28 da parte di tutti i mercati avanzati che non appartengono alla zona euro. A conferma dell ipotesi di prosecuzione della ripresa del mercato dell Unione Europea fino a recuperare nel 216 il gap che ancora rimane sui livelli ante-crisi vi è anche il fatto che la crescita (sia in febbraio che nel consuntivo di gennaio-febbraio) interessa tutti i ventotto mercati nazionali dell Unione con la sola eccezione dell Olanda e della Grecia. Un ulteriore conferma della buona condizione del mercato europeo dell auto viene dal fatto che in febbraio (ed anche nel primo bimestre) la crescita è robusta in tutti i cinque maggiori mercati. In particolare nel mese scorso le immatricolazioni sono cresciute a due cifre in Italia (27,3%), Francia (13,%), Spagna (12,6%) e Germania (12%). Solo il mercato del Regno Unito, tra i cinque maggiori, mette a segno un incremento ad una sola cifra, che è comunque dell 8,4%, un livello più che soddisfacente, se si considera che il mercato del Regno Unito ha fatto registrare il record assoluto di immatricolazioni nel 215. Abbastanza equilibrato in marzo l andamento nei paesi della zona euro il cui mercato cresce complessivamente del 14,6% e i paesi non euro che, sempre complessivamente, crescono del 13,3%. Particolarmente significative sono poi le crescite di alcuni mercati minori come Cipro (+76%) e Lettonia (+5%). I dati diffusi dall Acea riguardano anche i tre paesi dell Efta che in febbraio fanno registrare un incremento complessivo del 6,6% dovuto a crescite del 65,8% del piccolo mercato dell Islanda, del 14,4% della Norvegia e dell 1,2% della Svizzera. IMMATRICOLAZIONI DI VETTURE IN EUROPA Variazioni percentuali tendenziali UE -3 Fonte: Acea PAESI /15 AUSTRIA , BELGIO ,7 BULGARIA ,2 CROAZIA , CIPRO , REP. CECA ,8 DANIMARCA ,1 ESTONIA ,6 FINLANDIA ,9 FRANCIA , GERMANIA , GRECIA ,4 UNGHERIA ,3 IRLANDA ,7 ITALIA ,3 LETTONIA ,3 LITUANIA , LUSSEMBURGO ,6 OLANDA , POLONIA ,5 PORTOGALLO , ROMANIA ,9 SLOVACCHIA ,9 SLOVENIA ,7 SPAGNA ,6 SVEZIA ,2 REGNO UNITO ,4 UE ,3 UE ,9 UE ,9 ISLANDA ,8 NORVEGIA ,4 SVIZZERA ,2 EFTA ,6 UE+EFTA , UE15+EFTA ,7 IMMATRICOLAZIONI GEN-FEB PAESI /15 AUSTRIA ,6 BELGIO ,4 BULGARIA ,3 CROAZIA ,3 CIPRO ,2 REP. CECA ,6 DANIMARCA ,5 ESTONIA ,7 FINLANDIA ,5 FRANCIA ,7 GERMANIA ,8 GRECIA ,1 UNGHERIA ,1 IRLANDA ,5 ITALIA ,6 LETTONIA ,1 LITUANIA ,2 LUSSEMBURGO ,4 OLANDA ,9 POLONIA ,7 PORTOGALLO ,3 ROMANIA ,3 SLOVACCHIA ,6 SLOVENIA ,2 SPAGNA ,4 SVEZIA ,9 REGNO UNITO ,7 UE ,1 UE ,8 UE ,7 ISLANDA ,6 NORVEGIA ,5 SVIZZERA ,1 EFTA ,9 UE+EFTA ,1 UE15+EFTA ,7 11 Dati e Analisi

12 CONGIUNTURA +15, +1, PRODUZIONE INDUSTRIALE VARIAZIONI TENDENZIALI , -5, -1, FATTURATO E ORDINATIVI VARIAZIONI TENDENZIALI -15, +4, +3, +2, +1, PREZZI VARIAZIONI TENDENZIALI -4, +2, -1, -2, -3, AL CONSUMO Indice corretto per gli effetti di calendario COMMERCIO ESTERO VARIAZIONI TENDENZIALI ESPORTAZIONI ALLA PRODUZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI IMPORTAZIONI INCERTO IL QUADRO CONGIUNTURALE GOVERNO OTTIMISTA, OCSE UN PO MENO Il Governo continua a puntare per il 216 a un tasso di crescita del Pil dell 1,6%. Ha tutto il diritto di farlo ed anzi ha il dovere d farlo. Resta però il fatto che l Ocse ha ridimensionato le sue previsioni e oggi ipotizza una crescita intorno all 1%. Anche l Istat non appare particolarmente ottimista. Nella sua ultima nota congiunturale mensile ipotizza una crescita del Pil nel primo trimestre contenuta nello,1%. In effetti dall ultimo quadro statistico non vengono elementi particolarmente positivi. Si è fermata la diminuzione del tasso di disoccupazione. Il 216 ha avuto una partenza fiacca sia per i consumi che per il commercio estero. I prezzi continuano a diminuire rendendo sempre più concreto il pericolo di una deflazione. Dalla produzione industriale viene però un bel segnale in gennaio e il mercato dell auto continua ad essere in forte ripresa. Il giudizio sulla congiuntura italiana è difficile. Certo si avverte l esigenza di un azione più incisiva del Governo. CONSUMI. Partenza fiacca per i consumi nel 216. Gli indici destagionalizzati dell Istat in gennaio fanno infatti registrare su dicembre per gli alimentari una variazione nulla in valore e una crescita dello,3% in volume, per i non alimentari una crescita dello,1 in valore e un calo dello,1% in volume. TASSO DI DISOCCUPAZIONE VALORI PERCENTUALI 14, PRODUZIONE. Ottimo risultato in gennaio per la produzione industriale. Il relativo indice Istat destagionalizzato fa infatti registrare un incremento dell 1,9%. COMMERCIO ESTERO. Inizio d anno fiacco, anzi negativo, pure per il commercio estero. Considerando i dati destagionalizzati in gennaio su dicembre si registra un calo del 2,2% per le esportazioni e dello,6% per le importazioni. OCCUPAZIONE. In gennaio il tasso di disoccupazione, che in dicembre era risalito a 11,6%, ritorna a quota 11,5% come nel trimestre settembre-novembre. Peggiora però il tasso di disoccupazione giovanile che si porta a quota 39,3% dal 38,7% di dicembre e da 38,1% di novembre. Non è certo una buona notizia. PREZZI. Non vengono buone notizie neppure dal fronte dei prezzi. In febbraio l indice nazionale dei prezzi al consumo per l intera collettività diminuisce dello,2% su base mensile e dello,3% su base annua. Si conferma dunque il quadro inflazionistico da tempo temuto. Anche i dati sui prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono tutt altro che rassicuranti. In gennaio vi è stato un calo congiunturale dello,7% e un calo tendenziale del 2,5%. PRODOTTO INTERNO LORDO VARIAZIONI 2,5 Congiunturali Tendenziali Dati e Analisi , 12, 11, 1, 12 1,5,5 -,5-1,5-2,5-3,5 I trim III trim I trim III trim I trim III trim

13 INDICATORI DI FIDUCIA SU AUTO E IMPRESE, GIÙ CONSUMATORI SEGNALI CONTRASTANTI DAGLI INDICATORI Gli indicatori di fiducia delle imprese e dei consumatori determinati dall Istat, a partire dagli ultimi mesi del 213 hanno assunto un andamento a dente di sega intorno ad un trend decisamente positivo. Negli ultimi mesi sembrano tuttavia in cerca della direzione in cui muoversi. Chiaramente orientato in positivo è invece l indicatore di fiducia del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor sintetizzando i risultati delle sue analisi. Vediamo qui di seguito gli ultimi dati con qualche dettaglio. OPERATORI SETTORE AUTO. In febbraio l indicatore di fiducia degli operatori del settore auto del Centro Studi Promotor tocca quota 57,9. Livello questo sfiorato soltanto nei periodi migliori per il mercato dell auto a partire dal 1993, cioè dall anno in cui sono iniziate le rilevazioni del CSP. Tutti gli aspetti considerati per la determinazione dell indicatore mostrano infatti una intonazione decisamente positiva. CONSUMATORI. Dopo aver toccato in gennaio il massimo di periodo a quota 118,6, in febbraio l indicatore di fiducia dell Istat fa registrare un ripiegamento a quota 114,5. L Istat commenta che nonostante la flessione, l indice si mantiene sui livelli elevati registrati negli ultimi mesi. INDICE FIDUCIA CSP OPERATORI SETTORE AUTO Il calo di febbraio è dovuto a tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori. La flessione risulta però più sensibile per le componenti economica (a 141,8 da 152,4) e futura (a12,5 da 12,1), più contenuta per la componente personale (a 15,8 da 17,6) e per la componente corrente (a 11,7 da 113,5). IMPRESE. Contrariamente all'indicatore di fiducia dei consumatori l indicatore relativo alle imprese in febbraio è in crescita salendo da 11,4 a 13,3. Il clima di fiducia delle imprese, commenta l Istat, mostra un calo contenuto nella manifattura (a 12, da 13,), un andamento stabile nei servizi di mercato (16,6), un miglioramento nelle costruzioni (a 119,3 da 114,6) e nel commercio al dettaglio (a 16,5 da 12,). In particolare nelle imprese manifatturiere peggiorano i giudizi sugli ordini e sulle attese di produzione. Nelle costruzioni invece migliorano sia i giudizi sugli ordini che sulle attese di occupazione. Nei servizi migliorano le attese sugli ordini, ma peggiorano quelle sull andamento dell economia. Nel commercio al dettaglio, infine, recuperano i giudizi sulle vendite correnti e peggiorano quelli sulle vendite future. Nel complesso comunque, come si diceva, l indicatore composito cresce. INDICE FIDUCIA CONSUMATORI INDICE FIDUCIA IMPRESE MANIFATTURIERE INDICE FIDUCIA COMMERCIO INDICE FIDUCIA SERVIZI Clima di Fiducia Clima di Fiducia Clima di Fiducia Media Mobile Media Mobile Media Mobile INDICE FIDUCIA IMPRESE Clima di Fiducia Media Mobile Clima di Fiducia Media Mobile Clima di Fiducia Media Mobile Fonte: Centro Studi Promotor Dati e Analisi

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