LEZIONE 2. L ORDINAMENTO COMUNALE RIPORTATO NEL T.U.E.L. (D.LGS n. 267/2000 E SUCC. MODIFICHE)

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1 <sfs Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale LEZIONE 2 L ORDINAMENTO COMUNALE RIPORTATO NEL T.U.E.L. (D.LGS n. 267/2000 E SUCC. MODIFICHE) ELEMENTI DI CONTABILITA RIFERITI ALLA FASE DELLA SPESA E ALLA FASE DELL ENTRATA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI DOCUMENTI DI PROGRAMMAZIONE GENERALE: BILANCIO DI PREVISIONE E PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE DISPENSA di Daniela Urtesi Giugno

2 INDICE INDICE... 2 CAPITOLO I - GLI STRUMENTI DELLA PROGRAMMAZIONE... 3 CAPITOLO II - IL BILANCIO DI PREVISIONE ANNUALE I principi fondamentali previsti dal Testo Unico n. 267/ CAPITOLO IV: LA STRUTTURA DEL BILANCIO Struttura entrata Struttura spesa CAPITOLO V - LE FASI DELLE ENTRATE E DELLE SPESE Le fasi dell'entrata Le fasi della spesa I Residui attivi e passivi Regole generali in materia di spesa CAPITOLO VI - GLI EQUILIBRI DI BILANCIO CONTROLLO DI GESTIONE I debiti fuori bilancio Il controllo di gestione CAPITOLO VII - IL RENDICONTO Bibliografia

3 CAPITOLO I - GLI STRUMENTI DELLA PROGRAMMAZIONE I documenti di programmazione costituiscono un organico piano contabile nel quale sono delineati gli obiettivi e i programmi che l ente locale intende realizzare nell attività di gestione e le fonti a cui attingere per svolgere detta attività programmata. Gli strumenti di programmazione sono costituiti dai seguenti documenti: a. la relazione previsionale e programmatica b. il bilancio pluriennale c. il bilancio annuale di previsione d. il piano esecutivo di gestione Il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267, dedica a questi documenti, nella Parte Seconda, l'intero Capo I del Titolo II, "Programmazione e bilanci" i cui articoli sono tutti "da considerarsi come principi generali con valore di limite inderogabile", a sensi dell' art. 152 dello stesso Testo Unico, ciò significa che il regolamento di contabilità dell ente non può prevedere una disciplina diversa da quella stabilita dalla legge. Con il regolamento di contabilità ciascun ente locale applica i principi contabili stabiliti nel Testo Unico, con modalità organizzative corrispondenti alle caratteristiche della propria realtà territoriale e strutturale. Il regolamento di contabilità costituisce, inoltre, il documento in cui vengono indicate le competenze specifiche di tutti i soggetti dell amministrazione, in ordine alla programmazione, all adozione ed all attuazione degli obiettivi e dei provvedimenti di gestione a carattere finanziario e contabile. a. La relazione previsionale e programmatica è il documento fondamentale per la pianificazione e programmazione dell attività e delle risorse dell ente. - Pianificazione: intesa come individuazione degli obiettivi da raggiungere nel rispetto dei fini istituzionali dell Ente. - Programmazione: riferita alla scelta tra le differenti alternative praticabili, del programma più consono al raggiungimento dell obiettivo. 3

4 - La relazione previsionale e programmatica ha carattere generale. Illustra le caratteristiche generali della popolazione, del territorio, dell'economia insediata e dei servizi dell'ente, precisandone risorse umane, strumentali e tecnologiche. Comprende, per la parte entrata, una valutazione generale sui mezzi finanziari, individuando le fonti di finanziamento ed evidenziando l'andamento storico degli stessi ed i relativi vincoli. - L'art. 170 del D. Lgs n. 267/2000 offre una elencazione puntuale dei contenuti della relazione stessa, ponendo in particolare evidenza il carattere generale della relazione, con ciò significando che essa racchiude l'intero panorama programmatorio, sia in termini di tempo, il periodo compreso nel bilancio pluriennale, sia in termini di contenuti, comprendente cioè gli aspetti finanziari ed economici, ma anche gli aspetti fisici, strutturali e politici, della manovra di bilancio. Da un punto di vista pratico la Relazione comporta varie fasi caratterizzanti: -la ricognizione delle caratteristiche generali; -la individuazione degli obiettivi; -la valutazione delle risorse; -la scelta delle opzioni; -la individuazione dei programmi e progetti. La ricognizione delle caratteristiche generali deriva dal dettato del secondo comma dell'art. 170 citato, il quale utilizza una serie di verbi "illustra", "precisa", "comprende", "valuta", "individua", "evidenzia". Un susseguirsi di azioni volte dunque ad una sorta di monitoraggio degli oggetti puntualmente indicati: 1) popolazione; 2) territorio; 3) economia insediata; 4) servizi, con evidenziazione di risorse umane, strumentali e tecnologiche. Ne nasce una sorta di fotografia dell'esistente, un quadro dettagliato di quello che deve essere il punto di partenza della programmazione. In quel contesto deve quindi costituirsi il piano di sviluppo dell'ente, compreso nel periodo interessato dalla relazione. Per la parte spesa, la relazione è redatta per programmi e per eventuali progetti, con espresso riferimento ai programmi indicati nel bilancio annuale e pluriennale,. 4

5 Per gli organismi gestionali dell'ente locale, la relazione indica anche gli obiettivi che si intendono raggiungere, sia in termini di bilancio che in termini di efficacia, efficienza ed economicità del servizio. b. Il bilancio pluriennale, insieme alla relazione previsionale e programmatica è un documento fondamentale per la programmazione a medio e lungo termine dell ente, esso quantifica e articola in interventi i programmi e progetti previsti nella relazione previsionale in forma sintetica. l bilancio pluriennale ha le seguenti caratteristiche: - traduce in termini finanziari gli obiettivi politici indicati nella relazione previsionale e programmatica; - è formalmente un allegato del bilancio annuale di previsione; - è elaborato in termini di competenza, ossia con riferimento alla fase dell'accertamento delle entrate e dell'impegno delle spese; - ha una durata triennale; - presenta la classificazione della spesa secondo l'analisi funzionale che consente l'articolazione della stessa per programmi e, ove siano specificati, per progetti; - individua il ricorso al mercato finanziario per le spese di investimento per ciascuno degli anni considerati; - va aggiornato annualmente in occasione della presentazione del bilancio annuale di previsione; - i valori monetari in esso contenuti sono espressi con riferimento ai periodi ai quali si riferiscono, tenendo conto del tasso di inflazione programmato, rilevabile dal documento di programmazione economico-finanziaria dello Stato. c. Il bilancio annuale di previsione costituisce il documento contabile attraverso il quale, con il collegamento alla Relazione previsionale e programmatica ed al Bilancio pluriennale, si evidenziano gli obiettivi e le finalità dell azione dell Ente. Rappresenta la quantificazione delle risorse attribuite ai programmi che si intendono realizzare nel corso dell anno. 5

6 d. l Piano esecutivo di gestione rappresenta una delle novità più rilevanti introdotte nell ordinamento finanziario e contabile: l art. 169 del TUEL stabilisce che "sulla base del Bilancio di previsione annuale, deliberato dal consiglio, l organo esecutivo definisce prima dell esercizio finanziario il Piano esecutivo di gestione, determinando gli obiettivi di gestione ed affidando gli stessi, unitamente alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei servizi". Il Piano esecutivo di gestione è definito ed approvato dall organo esecutivo sulla base del Bilancio di previsione annuale e contiene non solo elementi finanziari ma individua altresì gli obiettivi di gestione e gli strumenti e le dotazioni organiche utilizzate per la realizzazione di essi che vengono direttamente affidati ai responsabili dei servizi. Il PEG è lo strumento col quale si assegnano ai responsabili della gestione, ai vari livelli, risorse umane, finanziarie, strumentali ecc. necessarie alla realizzazione degli obiettivi concordati, come impegno a conseguire determinati risultati intesi come determinazioni, interventi, progetti, secondo le linee politiche indicate nel bilancio di previsione annuale e pluriennale. Il PEG, quindi, è uno strumento su base annuale, di esercizio, con riferimento all'attuazione e gestione delle attività di quel periodo che, peraltro, possono avere riferimento e impatto su programmi o progetti o interventi connessi agli esercizi successivi previsti nel bilancio pluriennale e nella relazione previsionale programmatica. Attraverso il PEG si definiscono le responsabilità a tutti i livelli, si allocano le risorse, si attua la distinzione tra funzione di governo e funzione esecutiva, si valorizza l'autonomia gestionale, si innesca il processo di delega, si investe la globalità dell'organizzazione. Il PEG, se opportunamente progettato, diventa il principale strumento col quale la Giunta governa e controlla l'ente nelle sue attività amministrative e gestionali, durante tutto il corso dell'esercizio e diventa uno strumento di semplificazione delle procedure burocratiche, contabili e amministrative, teso a fluidificare la gestione di per sé rigida, consentendo l'attivazione delle assegnazioni di budget per responsabili di attività e di gestione, secondo una correlazione tra gli stanziamenti di risorse e la definizione degli obiettivi. 6

7 Il PEG costituisce l'analitica rappresentazione del bilancio di esercizio come fondamentale momento di gestione nell'ambito della programmazione su base pluriennale, di cui la stesura "annuale" rappresenta la prima fase di sviluppo. Funzioni del PEG sono: - assegnare obiettivi e risorse; - introdurre il processo di delega e valorizzare l'autonomia gestionale; - definire responsabilità e risultati. 7

8 CAPITOLO II - IL BILANCIO DI PREVISIONE ANNUALE Nel nuovo ordinamento finanziario e contabile il bilancio annuale è definito finanziario, redatto in termini di competenza, dall' art. 162,comma 1, del DLgs n. 267/2000, e ha carattere autorizzatorio a sensi dell' art. 164, comma 2, del citato Testo Unico: - è finanziario, nel senso che prende in considerazione esclusivamente entrate e spese che hanno una manifestazione monetaria, con esclusione pertanto dei movimenti in natura; - è di competenza perché riguarda le entrate che si prevede di accertare e alle spese che si presume di impegnare durante l esercizio finanziario e non già con riferimento alle riscossioni e ai pagamenti; - è autorizzatorio in quanto il consiglio con l approvazione del bilancio autorizza l acquisizione delle entrate in esso previste ed al tempo stesso fissa un limite invalicabile agli impegni di spesa. La stessa caratteristica contraddistingue il bilancio pluriennale, e pertanto lo stesso limite incontra l'impegno pluriennale, da accendersi sugli stanziamenti riferiti agli esercizi successivi contemplati nello stesso bilancio. 2.1 I principi fondamentali previsti dal Testo Unico n. 267/2000 Alla formulazione del bilancio degli enti locali, cioè alla pratica elaborazione in maniera tecnicamente compiuta e corretta del documento, attengono alcuni principi essenziali che non possono essere disattesi senza alterare la funzionalità e l efficacia del bilancio e della sua gestione. Il loro elenco è rigorosamente contenuto nell art. 162, comma 1, del DLgs n. 267/2000: a. unità; b. annualità; c. universalità; d. integrità; e. veridicità e attendibilità; f. pareggio finanziario; g. pubblicità. 8

9 a. Unità Il bilancio è uno solo, nel senso che il complesso delle entrate previste vale a finanziare indistintamente il complesso delle spese iscritte in bilancio, fatte salve le eccezioni di legge. Non si possono cioè avere aree privilegiate, o riserve protette a favore di assessorati o uffici. Tutti devono produrre entrate a vantaggio di tutti, e tutti possono utilizzare le disponibilità così realizzate. L unica deroga al detto principio è quella relativa alle entrate a destinazione vincolata, per le quali esiste un condizionamento posto dalla legge o dai soggetti che trasferiscono i mezzi di finanziamento, che impone la correlazione con lo scopo della spesa. Pertanto l ammontare delle relative riscossioni, che pure va tenuto nel fondo unico di cassa, non può essere utilizzato se non per lo scopo che le ha originate. b. Annualità L'anno finanziario, che inizia il 1 gennaio e termina il 31 dicembre, è assunto quale unità temporale della gestione e si definisce esercizio finanziario. Le operazioni comprese nella gestione stessa, dagli accertamenti alle riscossioni e dagli impegni ai pagamenti, devono tutte effettuarsi entro la fine dell'anno. Con la chiusura dell esercizio finanziario (31 dicembre) non è più possibile effettuare accertamenti di entrata e impegni di spesa in conto dell esercizio concluso. c. Universalità Tutte le operazioni gestionali, dagli accertamenti alle riscossioni e dagli impegni ai pagamenti, devono essere compresi nel bilancio nel senso che debbono necessariamente riferirsi a poste iscritte in bilancio. Sono perciò vietate le gestioni fuori bilancio, comunque denominate e a qualunque scopo intrattenute. d. Integrità Tutte le entrate e tutte le spese devono essere previste e quindi gestite nella loro interezza. Non è consentito infatti iscrivere entrate al netto delle spese di riscossione, né iscrivere spese al netto delle entrate compensative o correlate. Il principio impone quindi l'integrale rilevazione ed esposizione delle poste di entrata e di spesa. Le poste compensative devono trovare spazio in movimento finanziario 9

10 opposto, anch'esso però rilevato ed esposto. La cosiddetta "compensazione amministrativa" è vietata. e. Veridicità e attendibilità La veridicità ha come presupposto la verifica delle previsioni in rapporto a fonti certe, quali la legge, i regolamenti, i contratti, le convenzioni, le deliberazioni, le determinazioni, in particolare con riferimento, per l'entrata, alle aliquote e alle tariffe applicate. L'attendibilità attiene invece alla verifica delle previsioni in rapporto alla storicità degli stanziamenti, ai trend e ai flussi di ciascuna posta, ai parametri riferiti a realtà similari, a valutazioni il più possibile oggettive sulla realtà della gestione, tenuto conto anche delle domande potenziali degli utenti dei servizi e dei programmi di sviluppo della spesa per il loro soddisfacimento. La previsione delle entrate non deve essere superiore alle reali possibilità di acquisizione, né quella delle spese deve essere inferiore ai bisogni. Se il bilancio difetta del requisito della veridicità e attendibilità si va incontro a squilibri gestionali che inevitabilmente danneggiano la programmazione dell ente locale e la dinamica di realizzazione dei programmi; infatti le spese necessarie si devono comunque sostenere anche se insufficientemente previste; per contro le entrate previste in misura superiore alla effettiva capacità dell ente di acquisirle non si realizzeranno. La legge si preoccupa di assicurare al bilancio una certa flessibilità attraverso l iscrizione di un fondo di riserva e la previsione della disciplina degli storni di fondi e delle variazioni di bilancio. Il legislatore ha affidato la consegna per il rispetto dei principi di veridicità ai responsabili di servizio che devono proporre e agli organi politici che devono scegliere e programmare, ma ha altresì creato una sorta di corpo di vigilanza affidato al responsabile del servizio finanziario e all'organo di revisione. f. Pareggio Il principio del pareggio finanziario è espresso dall'art. 162, comma 6, del D.Lgs. n. 267 del 2000, che recita: "il bilancio di previsione è deliberato in pareggio finanziario complessivo". Il principio del pareggio del bilancio attiene a due diverse tipologie: 10

11 1) il pareggio finanziario per il quale il totale complessivo delle entrate deve essere uguale al totale complessivo delle spese; 2) il pareggio economico che è detto anche equilibrio economico per il quale le previsioni relative alle spese correnti sommate alle previsioni relative alle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari non possono essere superiori alle previsioni dei primi tre titoli dell entrata. L equilibrio della situazione economica assicura che la gestione di competenza non determini disavanzi a conclusione dell esercizio. Le entrate dei primi tre titoli che hanno carattere ricorrente e le cui previsioni hanno termini di riferimento attendibili, assicurano la copertura delle spese correnti e delle quote capitale delle rate di ammortamento dei prestiti. La solidità dell equilibrio deve essere realizzata attraverso valutazioni prudenziali delle entrate che si prevede di accertare e delle spese che si prevede di impegnare. La gestione complessiva deve rispettare non solo il pareggio in senso tecnico ma più in generale gli equilibri di bilancio. Il vero obiettivo del legislatore, pertanto, non è l'affermazione semplicistica che il totale delle spese sia uguale al totale delle entrate, ma che deve esistere un continuo equilibrio interno sia di parte corrente sia in conto capitale, con il rispetto di tutti i tradizionali equilibri finanziari. g. Pubblicità Il comma 7 dell' art. 162 del DLgs n. 267/2000 dispone infine che gli enti assicurino "ai cittadini ed agli organi di partecipazione la conoscenza dei contenuti significativi e caratteristici del bilancio annuale e dei suoi allegati con le modalità previste dallo statuto e dai regolamenti". Il controllo della programmazione, in aggiunta alle competenze più propriamente istituzionali, diventa in qualche modo anche "popolare", assumendo connotati che ineriscono più specificamente al campo politico. E spetta a ciascun ente, nell'ambito della propria autonomia e con l'uso degli strumenti propri che gli sono attribuiti, statuto e regolamenti, disciplinare nel concreto questa pubblicità, adattandone le forme alle caratteristiche della collettività e dei suoi organi di partecipazione. 11

12 I contenuti di tale pubblicità devono essere significativi e caratteristici, come a stigmatizzare che l'informazione deve essere completa, puntuale e soprattutto corretta. 2.2 I ruolo dei revisori dei conti Relativamente alla proposta di bilancio di previsione, ai documenti allegati e alle variazioni di bilancio l'organo di revisione deve esprimere un motivato giudizio di: - congruità - coerenza - attendibilità contabile Il parere deve tenere conto, oltre che di ogni elemento utile, del parere espresso dal responsabile del servizio finanziario. Il giudizio-parere dell'organo di revisione è obbligatorio e deve comprendere proposte e suggerimenti all'organo consiliare per ricondurre all'attendibilità, congruità e coerenza interna le previsioni, nonché per assicurare il mantenimento degli equilibri in corso di gestione. L'organo consiliare, al quale è trasmesso il parere, dovrà adottare i provvedimenti conseguenti alle modifiche, integrazioni o azioni proposte dall'organo di revisione, oppure motivarne il non accoglimento. Ai revisori dei conti è inoltre affidato il compito di - verificare le procedure per l acquisizione delle entrate e per il sostenimento delle spese; - monitorare gli andamenti della gestione finanziaria di competenza e relativi equilibri; - controllare gli andamenti della gestione finanziaria di cassa e di tesoreria e relativi equilibri; - controllare la gestione dei residui; - controllare l'attività contrattuale; - controllare gli adempimenti e la tenuta della contabilità fiscale. - CAPITOLO III - ITER DI FORMAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE 12

13 La costruzione del bilancio richiede il coinvolgimento di tutta la struttura organizzativa dell Ente che deve fornire, settore per settore, gli elementi consuntivi e previsionali. Il bilancio è un punto di arrivo, un risultato nel processo di programmazione. Iter di formazione Chi Cosa Entro quando Sindaco/Presidente Delinea gli indirizzi programmatici del prossimo triennio, d'intesa con l'organo esecutivo, sulla scorta del proprio programma politico, approvato dal consiglio Responsabile di servizio, Formula le proposte di bilancio, d'intesa con l'assessore individuando gli obiettivi, indicando le competente risorse finanziarie specifiche correlate ai propri servizi o generali, illustrando e motivando le proprie richieste Organo esecutivo Esamina le proposte, coordinate dal Responsabile servizio finanziario e dall'eventuale Direttore generale, ne verifica la compatibilità con gli indirizzi programmatici, opera le necessarie modifiche ai fini del raggiungimento del pareggio finanziario, quindi ritorna le proposte emendate ai responsabili di servizio con le necessarie indicazioni per l'adeguamento Responsabili di servizio Rendono le proposte conclusive di con Direttore generale bilancio ed eventualmente di Peg insieme con le relazioni di settore al Responsabile servizi finanziari Responsabile finanziari Organo esecutivo servizi Verificata la veridicità dell'entrata e la compatibilità della spesa, collaziona le relazioni di settore, redige la proposta di bilancio che, corredata del proprio parere reso ai sensi dell'art. 49 del DLgs n. 267/2000, sottopone all'organo esecutivo Approva lo schema di bilancio annuale, con allegati bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica, e deposita gli atti in consiglio Consiglio Esamina, eventualmente emenda, quindi approva Giugno dell'anno precedente 31 luglio 15 settembre 30 settembre 15 ottobre 30 novembre 31 dicembre 13

14 La scansione temporale è ovviamente "tarata" sul termine per l'approvazione del bilancio fissato al 31 dicembre, come disposto dall' art. 151 del DLgs n. 267/2000. Eventuali proroghe del medesimo termine, divenute ormai la regola, spostano conseguentemente le scadenze che precedono. Le fasi di approvazione del bilancio di previsione Chi Cosa Entro quando Organo esecutivo Approva lo schema di bilancio annuale, con allegati bilancio pluriennale e relazione previsionale e programmatica Sindaco Dà comunicazione dell'avvenuta approvazione all'organo di revisione, al Presidente del consiglio e ai consiglieri, con l'avvertenza che i documenti sono depositati presso la segreteria comunale per prenderne visione Organo di revisione Segretario comunale Consiglieri (ma anche Sindaco o organo esecutivo) Responsabile servizio finanziario Responsabili servizi interessati da emendamenti Organo di revisione Esprime motivato parere sulla proposta, suggerendo eventuali misure atte ad assicurare l'attendibilità delle impostazioni Trasmette lo schema di bilancio, con gli allegati e con il parere dell'organo di revisione, alla commissione consiliare competente e al Presidente del consiglio per la convocazione dello stesso con iscrizione della proposta all'ordine del giorno Presentano eventuali emendamenti Esprimono motivato parere sulle proposte di emendamento Organo consiliare Vota sugli emendamenti e quindi approva il bilancio di previsione annuale con tutti gli allegati eventualmente rendendo immediatamente eseguibile la relativa deliberazione 30 novembre 30 novembre 10 dicembre 11 dicembre 21 dicembre 27 dicembre 31 dicembre 14

15 CAPITOLO IV - LA STRUTTURA DEL BILANCIO 4.1 Struttura entrata La parte delle entrate nel bilancio di previsione è ordinata come segue: 1. titoli, secondo la fonte di provenienza delle entrate, ossia la natura dell entrata (es.: entrate tributarie, extratributarie, ecc.) 2. categorie, secondo la tipologia delle entrate all interno della fonte di provenienza(es.: le imposte costituiscono una categoria all interno del titolo I entrate tributarie); 3. risorse, in base all oggetto dell entrata, specificatamente individuato all interno della categoria di appartenenza. Le risorse non sono definite e sono quindi rimesse alle decisioni dell ente locale(es.: l imposta comunale sugli immobili costituisce una risorsa definita nella categoria delle imposte, contenuta nel titolo I). L unità elementare dell entrata. Per l entrata l unità elementare è la risorsa, che individua specificatamente l oggetto dell entrata e riguarda la dotazione di mezzi di cui l ente può disporre al fine di impiegarli nell esercizio della propria attività. Le risorse sono indistintamente destinate ad essere impiegate nelle diverse attività di competenza dell ente. Soltanto la legge può disciplinare la destinazione di risorse specifiche a particolari e precisate attività. Si tratta di risorse che individuano entrate aventi vincolo di specifica destinazione stabilito per legge. Per tutte le altre, vale il principio dell unità del sistema di bilancio. 4.2 Struttura spesa La parte spesa nel bilancio è ordinata in: 1. titoli, che individuano la natura della spesa stessa in capo a macro-aggregati economici (es.: spese correnti, spese in c/capitale, ecc..); 15

16 2. funzioni, che all interno dei titoli ed a seconda della tipologia dell attività esercitata dall Ente locale, individuano le spese in maniera più articolata (es.: funzione di istruzione pubblica); 3. servizi, ovvero i singoli uffici, o reparti organizzativi, che gestiscono un complesso di attività; 4. interventi, che, come già evidenziato, sono relativi alla natura economica dei fattori produttivi impiegati nell ambito di ciascun servizio (es.: acquisto di beni di consumo e/o materie prime). I titoli aggregano le spese in base alla loro natura e destinazione economica. Le funzioni individuano in modo più articolato le spese in relazione alla tipologia delle attività espletate e cioè all oggettivo esercizio di operazioni da parte delle articolazioni organizzative dell ente a cui le stesse sono affidate per l ottenimento di risultati. Le funzioni considerate nella struttura di bilancio, distinte per tipologia di ente, sono stabilite dal D.P.R. n. 194 del L'articolazione della parte spesa del bilancio nelle funzioni così individuate non è derogabile o modificabile da parte degli enti locali. IPer servizio si può intendere sia il reparto organizzativo semplice o complesso composto di persone e mezzi per l articolazione di un area organizzativa dell ente, sia le attività che vi fanno capo per l esercizio di parte di una funzione propria dello stesso ente deputata all erogazione di prestazioni ai cittadini (funzioni finali) ovvero a fini interni di supporto e di strumentalità (funzioni strumentali e di supporto). I servizi costituiscono i centri di responsabilità, in quanto all unità organizzativa è individuato un soggetto responsabile, al quale, assegnati obiettivi e dotazioni economicofinanziarie, si chiede di rispondere dei risultati conseguiti. Il concetto di servizio consente di misurare gli effetti economici delle decisioni dei responsabili delle singole unità organizzative elementari e costituisce quindi la base dei sistemi di controllo direzionale. L unità elementare della spesa. L intervento contraddistingue la tipologia e l uso dei fattori produttivi. Gli interventi sono specificati nel D.P.R. n. 194 del 1996 e non sono assolutamente modificabili. 16

17 I tipi di intervento servono per specificare, qualificare e individuare le dotazioni finanziarie costituenti parte del complessivo budget del servizio. L intervento è indicativo della natura economica dei fattori produttivi destinati a ciascun servizio. I TITOLI DEL BILANCIO Tit. I - Entrate tributarie Tit. I - Spese correnti Tit. II - Entrate da trasferimenti Tit. II - Spese in c/capitale Tit. III - Entrate extratributarie Tit. III - Spese per rimborso di prestiti Tit. IV - Entrate da alienazioni e riscossione Tit. IV - Spese per servizi per conto di terzi crediti Tit. V - Entrate da accensione prestiti Tit. VI - Entrate da servizi per conto di terzi La codifica Le parti del bilancio come sopra descritte sono sintetizzate con un sistema di codifica numerica. Il codice è formato da sette numeri di cui, per l'entrata, il primo indica il titolo, gli altri due la categoria, gli ultimi quattro la risorsa, mentre per la spesa, il primo numero indica il titolo, il secondo e il terzo la funzione, il quarto e quinto il servizio, il sesto e settimo l'intervento. Ecco uno schema sintetico: 17

18 Le variazioni al bilancio. Durante la gestione dell esercizio il Bilancio di previsione può subire variazioni, sulle quali assume competenza il Consiglio dell Ente; solo in via di necessità ed urgenza tali variazioni possono essere apportate dalla Giunta, salvo ratifica del Consiglio, a pena di decadenza, entro 60 giorni e comunque entro il 31 dicembre dell esercizio in corso (se a tale data non è ancora scaduto tale termine). CAPITOLO V - LE FASI DELLE ENTRATE E DELLE SPESE. La gestione del bilancio prende avvio concreto con l attivazione dei processi di entrata e di uscita. 5.1 Le fasi dell'entrata Il procedimento di gestione del bilancio relativo alle entrate si articola nelle seguenti fasi: a. accertamento; b. riscossione; c. versamento. a. Accertamento Con l'accertamento, che è la prima delle fasi attraverso le quali si realizza il processo di acquisizione delle risorse, l'entrata viene determinata nell'ammontare, nella ragione e nella persona debitrice. Ne consegue (e ne è anche presupposto) l'attivazione dei procedimenti che condurranno all'introito delle somme nell'esercizio, oppure alla formazione di una situazione creditoria giuridicamente costituita. L'entrata si considera accertata allorché, sulla base di idonea documentazione, si sia provveduto alla: - verifica della ragione del credito; - verifica della sussistenza di un idoneo titolo giuridico; - individuazione del debitore; - quantificazione della somma da incassare; 18

19 - fissazione della relativa scadenza nell'anno di competenza del bilancio o successivamente. L'accertamento è fase gestionale che presuppone sempre a supporto idonea documentazione, ossia un atto formale che evidenzia il credito dell'ente, il soggetto debitore e l'importo del credito scaduto o che viene a scadere, nonché la motivazione ed il titolo giuridico con la relativa scadenza. Tale documentazione può essere costituita da: - ruoli; - liste di carico; - contratti; - provvedimenti giudiziari; - atti amministrativi specifici. Si considerano, naturalmente, accertate tutte le entrate per le quali è intervenuta la riscossione. La competenza a rinvenire o formare gli atti documentali presupposto dell'accertamento è propria dei soggetti preposti ai vari servizi cui è attribuito il procedimento di gestione delle singole risorse e/o categorie di entrata. Nei modi e nei tempi definiti dal regolamento di contabilità, il responsabile dell'accertamento è tenuto a trasmettere la relativa documentazione al responsabile del servizio finanziario, il quale, a sua volta, provvede ai dovuti riscontri ed all'annotazione delle entrate accertate nelle scritture contabili. b. Riscossione L'entrata è riscossa a seguito del materiale introito delle somme corrisposte dai debitori agli incaricati a esigere, interni o esterni. Gli incaricati interni, che devono essere designati con provvedimento formale dell'amministrazione, sono l'economo e gli altri eventuali agenti contabili autorizzati al maneggio di denaro, addetti alla riscossione di diritti o canoni. Gli incaricati esterni sono, di norma, il tesoriere e il concessionario del servizio di riscossione tributi. La riscossione è disposta a mezzo di ordinativo d'incasso (reversale) trasmesso dall'ente al tesoriere nelle forme e nei tempi stabiliti dalla convenzione di affidamento del servizio di tesoreria. Con l'ordinativo d'incasso (reversale) si da ordine al tesoriere di riscuotere una determinata somma dovuta all'ente. 19

20 La reversale, sottoscritta dal responsabile del servizio finanziario o da altro soggetto individuato dal regolamento di contabilità, deve indicare obbligatoriamente: - codifica prevista nella struttura del bilancio; - numero e data di emissione; - esercizio finanziario di competenza; - indicazione della risorsa o del capitolo cui è riferita l'entrata distintamente per residui e competenza; - debitore; - ammontare della somma da riscuotere; - causale; - eventuale vincolo di destinazione della somma da riscuotere; - voce economica. Il tesoriere, oltre ad effettuare la riscossione degli ordini di incasso ricevuti, deve in ogni caso riscuotere ogni somma a lui direttamente presentata da soggetti che a qualsiasi titolo si dichiarano debitori dell'ente. In tal caso il tesoriere, dopo aver rilasciato quietanza al versante, registra l'operazione tra le partite sospese e provvede all'inoltro all'ente nei termini indicati dal contratto di Tesoreria ai fini della sua regolarizzazione documentale c. Versamento La gestione dell'entrata si conclude con il versamento, che si realizza nel momento in cui soggetti incaricati della riscossione diversi dal tesoriere versano le somme riscosse nelle casse della Tesoreria comunale. Se le riscossioni vengono effettuate direttamente presso il tesoriere senza il tramite di altri agenti contabili, le fasi della riscossione e del versamento risultano coincidenti. 5.2 Le fasi della spesa le fasi in cui il procedimento di spesa si articola sono: a. impegno; b. liquidazione; c. ordinazione; d. pagamento. 20

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