LA TRASFORMAZIONE EDUCATIVA IN PINOCCHIO DI COLLODI

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1 UNIVERSITA CATTOLICA DEL SACRO CUORE DI MILANO Facoltà di Scienze della Formazione LA TRASFORMAZIONE EDUCATIVA IN PINOCCHIO DI COLLODI Tesi di Laurea di: di Virginia Defendi Matr. Nr Relatore: Chiar.ma Prof.ssa Renata Lollo Correlatore: Dott.ssa Sabrina Maria Fava Anno Accademico

2 INDICE PREMESSA pag. 3 Capitolo 1 : CENNI BIOGRAFICI 5 Capitolo 2 : DALLA TRADUZIONE COLLODIANA DELLE FIABE DI PERRAULT A LE AVVENTURE DI PINOCCHIO LE OPERE MINORI PER I RAGAZZI DI COLLODI I RACCONTI DELLE FATE GIANNETTINO E MINUZZOLO STORIE ALLEGRE L omino anticipato ossia la storia di tutti quei ragazzi che vogliono parere uomini prima del tempo Pipì o lo scimmiottino color di rosa IL <<GIORNALE PER I BAMBINI>> E PINOCCHIO LE AVVENTURE DI PINOCCHIO IN VOLUME IL NARRATORE 42 Capitolo 3 : LE TRASFORMAZIONI: METAFORA DI CRESCITA ATTRAVERSO L INSIEME DELLE RELAZIONI VISSUTE DA PINOCCHIO I PERSONAGGI Falsi oppositori e falsi aiutanti di Pinocchio PERSONAGGI COSTANTI NELLA VITA DI PINOCCHIIO Geppetto Grillo-Parlante e gli altri animali ammonitori Il Gatto e la Volpe La Bambina dai capelli turchini, ovvero, la Fata Lucignolo TEMI PRINCIPALI NEL RACCONTO COLLODIANO Il viaggio La bugia 60 2

3 3.3.3-La morte pag PINOCCHIO E LA METAMORFOSI PINOCCHIO E LE DUE METAMORFOSI APPARENTI PINOCCHIO E LE QUATTRO METAMORFOSI REALI Prima metamorfosi reale: da legno a burattino (dal capitolo I al capitolo XXXI) Seconda metamorfosi reale: da burattino a ciuchino, (dal capitolo XXXII al capitolo XXXIII) Terza metamorfosi reale: da ciuchino a burattino, (dal capitolo XXXIV al capitolo XXXV) Quarta metamorfosi reale: da burattino, a bambino, (capitolo XXXVI) 87 CONCLUSIONI 96 BIBLIOGRAFIA 99 3

4 PREMESSA Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, è un romanzo che, fin dalla mia più tenera età, mi è molto caro. Il suo protagonista, in modo particolare, mi ha sempre affascinato, accompagnandomi, grazie alle situazioni rocambolesche che vive, nella crescita. In anni successivi, -nel periodo dell adolescenza e, oltre-, l opera collodiana, mi ha aiutata, attraverso la risata, a superare momenti difficili. Proprio la costante presenza, nella mia vita, di un testo che, ad un analisi superficiale, risulta scritto solo per l infanzia, mi ha portata a riflettere, su più punti, i quali sono alla base di questa tesi. Il romanzo collodiano, -e Pinocchio, in particolare-, perde in attrattiva, per lettori che diventano adulti? O, invece, -come personalmente ritengo-, acquista nuovo fascino, perché, porta chi lo legge a rivivere il proprio lato fanciullesco? Con il presente elaborato desidero dare risposta a questi quesiti, analizzando, con gli occhi dell adulta, il capolavoro di Carlo Collodi, cercando, per quanto possibile, di non rovinarne la poesia. La scelta di porre l attenzione del presente lavoro, sul protagonista del romanzo, è stata dettata, -oltre che, da un mio profondo affetto nei suoi confronti-, soprattutto dall immensa curiosità che, ancor oggi, suscita in me. Infatti, se, da bambina restavo incantata di fronte alle illustrazioni, -che ritraggono Pinocchio nelle situazioni più assurde-, mentre qualcun altro mi leggeva la storia, oggi, concentro il mio interesse sul percorso evolutivo che, il protagonista intraprende, fin dall inizio della storia. Ed è così che ho sviluppato questa ricerca atta ad individuare, ed esaminare, le fasi che hanno portato un pezzo di legno a diventare un ragazzino in carne ed ossa. Il presente lavoro è composto da due parti. 4

5 Nella prima parte considero l autore del romanzo. Benché, infatti, Carlo Lorenzini sia noto in tutto il mondo proprio per aver dato vita a Pinocchio, meno conosciuto appare l iter che ha portato l autore fiorentino a scrivere per l infanzia. Dopo una breve biografia generale, (capitolo I), sviluppo, in maniera più specifica, l ultimo periodo lavorativo di Collodi, -dal 1875 al 1890-, perché, vi è il passaggio dal giornalismo per adulti, -mai abbandonato-, al diventare autore per l infanzia, (capitolo II). In questo secondo capitolo, in particolare, prendo in esame le opere collodiane, per l infanzia, precedenti e successive, all elaborazione di Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, analizzandone le moltissime similitudini riscontrabili. La seconda parte della tesi, (capitolo III), è costituita, invece, dalla sezione dedicata all osservazione del testo. Inizialmente, infatti, analizzo parte dei personaggi, -e le loro funzioni all interno della storia-, che ruotano intorno a Pinocchio. Successivamente, indico e analizzo le tematiche, per me, principali del romanzo. Infine, studio le varie trasformazioni di Pinocchio, che segnano un vero e proprio percorso di crescita del personaggio. Mi sembra che un operazione di questo genere, non possa essere portata a termine senza una forte sintesi fra la dimensione letteraria e la coscienza pedagogica implicita nell opera: è quanto mi propongo di realizzare mentre valuto i processi di trasformazione e di crescita del personaggio principale. 5

6 Capitolo 3:.LE TRASFORMAZIONI: METAFORA DI CRESCITA ATTRAVERSO L INSIEME DELLE RELAZIONI VISSUTE DA PINOCCHIO Prima di aprire l ampia pagina che riguarda il percorso formativo del protagonista collodiano, -vero fulcro di questo progetto di ricerca-, non si può esimersi dall esaminare, da una parte, i personaggi che ruotano attorno a Pinocchio, dall altra, le principali tematiche che si possono evidenziare avvicinandosi a, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. Prendere in considerazione entrambi questi aspetti risulta fondamentale per la ricerca stessa. Infatti, analizzare parte degli altri personaggi, -e le relative funzioni, rispetto al protagonista-, aiuta a comprendere meglio l evoluzione di Pinocchio soprattutto rispetto la costruzione, -ed il mantenimento-, di rapporti interpersonali durante l arco dell intero svolgersi della sua vita. Individuare, ed analizzare, le tematiche principali contenute nel romanzo collodiano è, altrettanto, importante, perché, è, di fatto, la base da cui partire per esaminare il percorso di Pinocchio. 3.1-I PERSONAGGI Leggendo il racconto, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, si trovano tre generi di personaggi: umani intermedi, (come lo stesso Pinocchio) animali È da dire che, rispetto la presentazione, -e la descrizione-, d alcuni personaggi, Collodi è umoristicamente esplicito. 6

7 Spesse volte, affibbia ai personaggi dei soprannomi, prendendo spunto da alcuni difetti, o ancora, da qualche vizio, come per l anziano falegname, mastr Antonio, -detto, maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura 1 -, che oltre ad amare una vita tranquilla, forse adora ancora di più bere vino. Inoltre, lo scrittore, delinea i comportamenti di certi personaggi, positivi o negativi, -veri o presunti tali-, basandosi sull aspetto fisico, come nel caso del tirannico burattinaio Mangiafoco, ( ), un omone così brutto, che metteva paura soltanto a guardarlo, con, ( ) una barbaccia nera ( ) 2. Figura 1 Capitolo X, I burattini riconoscono il loro fratello Pinocchio e gli fanno una grandissima festa; ma sul più bello, esce fuori il burattinaio Mangiafoco e Pinocchio corre il pericolo di fare una brutta fine., illustrazione originale di Enrico Mazzanti 1 2 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 3 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 40 7

8 Per ciò che concerne la definizione delle funzioni dei molti personaggi, nei riguardi di Pinocchio, si può fare, -come si vedrà più avanti in dettaglio-, un ulteriore distinzione tra: aiutanti oppositori. Nella vasta gamma dei personaggi presenti nel racconto, sono ben pochi, però, quelli che, appaiono come sono realmente. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, si possono avere delle caratterizzazioni ambigue, ad esempio, loschi figuri dal cuore tenero, (in altre parole, falsi oppositori), oppure, personaggi che si proclamano armati delle migliori intenzioni, nei confronti del burattino, mentre poi, mostrano il loro vero volto, (falsi aiutanti) Falsi oppositori e falsi aiutanti di Pinocchio I falsi oppositori, -solo per citarne alcuni-, sono: il burattinaio Mangiafoco, il quale, prima vuole bruciare Pinocchio, poi invece, si dimostra compassionevole e generoso nei suoi confronti, donandogli cinque monete d oro, (capitoli X-XI- XII), perché, egli, ( ) nel fondo poi non era un cattiv uomo 3, e il contadino che costringe il burattino a fare la guardia al suo pollaio, poi, -vista la fedeltà dimostrata- lo libera, (capitoli XXI-XXII). Tra i falsi aiutanti vanno annoverati: il Gatto e la Volpe, (di cui si parlerà in modo più approfondito in seguito), perché raggirano Pinocchio e gli portano via le cinque monete d oro, e l Omino che conduce il carro diretto al<<paese dei balocchi>>, (capitolo XXXI). 3 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 43 8

9 Per avere un idea chiara ed esaustiva di quali e quanti sono i personaggi in Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, è necessario suddividerli in due tabelle. Entrambi i raggruppamenti considerano, da una parte, i generi cui i personaggi appartengono, (umani, intermedi, animali), dall altra, la loro funzione, effettiva, (positiva, negativa, neutra), rispetto al personaggio di Pinocchio. Nella tabella 1, -qui sotto-, si trovano i personaggi che appaiono solo occasionalmente. Tabella 1 Personaggi Occasionali in: Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino PERSONAGGI OCCASIONALI POSITIVI NEGATIVI NEUTRI UMANI Ragazzino Carabiniere M. Ciliegia Mangiafoco Vecchietto Carabinieri Contadino Rigattiere Direttore Abitanti Isola Compagni Compratore Vecchietto Giangio INTERMEDI Arlecchino Marionette ANIMALI Merlo Pulcini Dottori Falco Mastini Gendarmi Barboncino Serpente Conigli Faine Picchi Pesce-Cane Pappagallo Lucciola Piccione Granchio Alidoro Asino-Parlante Marmotta Pesci Tonno 9

10 Nella successiva, tabella 2, vengono, invece, elencati i personaggi che accompagnano costantemente Pinocchio nel proprio percorso evolutivo. Tabella 2 Personaggi Costanti in: Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. PERSONAGGI COSTANTI POSITIVI NEGATIVI NEUTRI UMANI Geppetto Lucignolo INTERMEDI Fata ANIMALI Grillo Gatto/Volpe Lumaca 3.2-PERSONAGGI COSTANTI NELLA VITA DI PINOCCHIIO A questo punto è opportuno tracciare brevi profili delle figure che interagiscono maggiormente con Pinocchio, (Geppetto, Grillo-Parlante, il Gatto e la Volpe, Fata e Lucignolo), per comprendere le funzioni, gli atteggiamenti che assumono, -oltre ai rapporti che vengono a crearsi-, nei riguardi del protagonista e quale contributo, -positivo o negativo-, offrono al suo lungo e travagliato percorso di crescita Geppetto Il personaggio chiave nella vita di Pinocchio è il falegname Geppetto, suo creatore e padre, presenza costante per tutto lo svolgersi delle avventure, nonostante, le fughe del burattino, o le separazioni forzate. La miseria di questo falegname è grande, ma, decorosa. Infatti, Geppetto, vive sì nella povertà più assolta, ma è un uomo saggio, che non perde mai la speranza in un futuro migliore. Egli ha fantasia e un grande sogno da realizzare, quel burattino che è già nei suoi pensieri ancora prima di prendere forma. 10

11 Da questo punto di vista il personaggio di Geppetto può essere associato al mito di Pigmalione 4. Infatti, -spinti da motivazioni differenti-, entrambi, danno nuova forma alla materia, ottenendo, in secondo tempo, che essa prenda vita, smettendo di essere una loro creazione, (un semplice oggetto), avendo un esistenza propria e assumendo la natura umana. Geppetto vuole fabbricare ( ) un burattino maraviglioso, che sappia ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali 5, per guadagnare qualcosa e poter vivere meglio, ma, fin dall inizio, questa sua aspirazione viene delusa. Portato a casa il pezzo di legno, donatogli dall amico e compare, il falegname, maestro Ciliegia 6, Geppetto, comincia a costruire il burattino: gli fa la testa e gli occhi, -dimenticando di munirlo d orecchi 7 -, e si accorge di essere scrutato.. Figura 2 Capitolo III, Geppetto, tornato a casa, comincia subito a fabbricarsi il burattino e gli mette il nome di Pinocchio. Prime monellerie del burattino, illustrazione originale di Enrico Mazzanti. 4 -Mitico re e scultore di Cipro, punito dalla dea Afrodite per la sua misoginia. Per intervento divino, egli s innamora perdutamente di una propria statua, giungendo sull orlo della pazzia. Infine, la statua assume sembianze umane, ricambiando i sentimenti del proprio Creatore. 5 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 8 6 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 7 7 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p

12 La creazione di Pinocchio procede ma, ad ogni nuova aggiunta, il falegname è canzonato, deriso e maltrattato. Il ruolo e l aspettativa di Geppetto, da questo momento in poi, mutano radicalmente. Infatti, non è più il creatore di Pinocchio, -pronto a sfruttare la propria creazione, per il suo profitto-, diventa, a tutti gli effetti, suo padre. In altre parole, Geppetto sposta l interesse dai propri bisogni alle necessità del figlio, con la speranza che, un giorno, ripaghi i suoi sforzi, atti a renderlo un ragazzino perbene. Lo stesso falegname, dopo l ennesimo sgarbo, è portato a dire tra se: Birba d un figliuolo! Non sei ancora finito di fare, e già cominci a mancar di rispetto a tuo padre! Male, ragazzo mio, male!, -rivendicando il rispetto e l obbedienza dovuti al proprio padre. Non ottenendo nulla, se non altro scherno, dispetti e ingratitudine, - situazione che perdurerà per gran parte del racconto-, Geppetto afferma con rassegnazione, Me lo merito! Dovevo pensarci prima! Oramai è tardi! 8., Nonostante il comportamento irrispettoso di Pinocchio, nei suoi riguardi, il falegname finisce di costruirlo, -fornendolo, cioè gli strumenti che rendono ogni individuo libero e autonomo-, e gli insegna a camminare, ottenendone la fuga. Il pentimento di Geppetto per aver creato quel figlio così irriconoscente e ingrato, -benché, sia un concetto che ripresenta quando viene arrestato ingiustamente 9 -, non è mai reale. Come detto, Geppetto non abbandona mai il figlio, comportandosi come il più amorevole dei padri: lo cura e lo nutre, - ricostruendogli i piedi bruciati e cedendogli la propria colazione, (capitolo VII), 8 9 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 13 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., pp

13 Figura 3 Capitolo VII, "Geppetto torna a casa, rifà i piedi al burattino e gli dà la colazione che il pover uomo aveva portata per sé., illustrazione originale di Enrico Mazzanti vende la propria giacca per comprargli l Abbecedario, per renderlo un giovane ben istruito, (capitolo VIII); nel vano tentativo di cercarlo in giro per il mondo 10, viene, infine, inghiottito da un terribile Pesce-cane, (capitolo XXXV) Grillo-Parlante e gli altri animali ammonitori Un altro personaggio molto importante dato il suo apporto positivo-, nella storia è il Grillo-Parlante, (capitolo IV), che, però, Pinocchio elimina, immediatamente, colpendolo con un martello di legno 11, pur di non sentire la verità che professa. Il Grillo-Parlante è, a tutti gli effetti, la coscienza esterna di Pinocchio. Per tale ragione, il burattino lo riduce al silenzio, uccidendolo, egli, però, torna a rimordere, ogni qual volta, Pinocchio si comporta male, o, sta per commettere un errore. Quest animale è, quindi, un consigliere, vuole insegnare al burattino la rettitudine Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 108 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p

14 Dal Grillo-Parlante, il burattino è: ammonito, -per essersi ribellato al padre, lasciandolo solo 12 -, esortato a cercarsi un lavoro, -vista, la poca voglia di studiare-; In seguito, benché defunto non abbandona il burattino, infatti, gli appare, nuovamente: come ombra di se stesso, (capitolo XIII), per rammentargli di tornare a casa dal padre con i quattro zecchini d oro, rimasti, - dopo l incontro con il Gatto e la Volpe-, prima di incappare negli assassini; come medico, (capitolo XVI), e, dall alto della sua saggezza, afferma, -con riferimento agli inconsistenti responsi dei colleghi, Corvo e Civetta-, che il medico attento, quando non è in grado di esprimere opinioni, deve evitare di parlare 13, oltre che, a sostenere, -per svegliarlo, costringerlo a riflettere-, che Pinocchio è un figlio indisciplinato che, farà morire di crepacuore ( ), Geppetto; come se stesso, - ancora, vivo e vegeto-, (capitolo XXXVI), per cedergli la capanna, -dono, del giorno precedente, da parte di una graziosa capra, ( ), ovvero, la Fata-, ma anche, a ricordargli il comportamento tenuto nei suoi confronti e che bisogna aiutare, se si vuole essere aiutati 14. Nell evoluzione della storia, -vista la prematura dipartita, (vera, o presunta), dell insetto e, il costante bisogno, d esortazioni di Pinocchio-, appaiono nuovi animali ammonitori : il Pappagallo che informa il burattino che il Gatto e la Volpe hanno rubato le sue monete, (capitolo XIX); la lucciolina che vedendolo con i piedi nella tagliola lo sgrida così: La fame, ragazzo mio, non è una buona ragione per potere appropriarsi la roba che non è nostra, (capitolo XXI),; la marmottina che gli annuncia l imminente trasformazione in ciuchino, (capitolo XXXII) Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 13 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 71 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p

15 3.2.3-Il Gatto e la Volpe Questi personaggi sono, al di là delle apparenze, degli oppositori di Pinocchio. Sembrano bravi, molto disponibili, nei riguardi di Pinocchio. Sostengono di voler compiere una buna azione, -appena scoprono che il burattino è in possesso di cinque monete d oro-, senza alcun compenso, per i loro buoni consigli. Invece, come ben noto, abusano della forte ingenuità, -frutto dell inesperienza-, di Pinocchio, a loro vantaggio, derubandolo dell intera somma, (capitoli XII-XIII e poi XVIII). Il Gatto e la Volpe rappresentano le versioni di truffatori più classiche. C è, infatti, la mente della banda, (la Volpe), astuta e abile incantatrice e il braccio destro, (il Gatto), che si lascia guidare, eseguendo solo gli ordini impartiti dalla mente. La descrizione dei due personaggi fornita da Collodi è perfettamente calzante con quest immagine. Quando i due ceffi si presentano al cospetto di Pinocchio, la Volpe appare zoppa, -per questo cammina appoggiata al Gatto-; il Gatto è cieco da entrambi gli occhi, -perciò si lascia condurre dalla Volpe-. Pinocchio non si accorge di nulla ma, i due mentono riguardo alle loro condizioni fisiche. Infatti quando appare un Merlo bianco, -che vuol soccorrere il malcapitato burattino-, il Gatto lo divora immediatamente. Figura 4 Capitolo XII, Il burattinaio Mangiafoco regala cinque monete d oro a Pinocchio, perché le porti al suo babbo Geppetto: e Pinocchio, invece, si lascia abbindolare dalla Volpe e dal Gatto e se ne va con loro., illustrazione originale di Enrico Mazzanti 15

16 I due animali convincono Pinocchio a sotterrare i suoi soldi, nel paese del Barbagianni, -dove, c è un campo benedetto, chiamato da tutti il Campo dei miracoli -, affinché germogli,-annaffiato con acqua e sale-, nel corso della notte, un albero carico di tanti zecchini d oro, ( ) 15. Ovviamente ritornando al campo, -dopo una serie d avventure intermediescopre di essere stato derubato, dai due imbroglioni La Bambina dai capelli turchini, ovvero, la Fata Questo personaggio, -nella sua doppia identità umana-, è molto importante nel romanzo, perché, -come Geppetto-, veglia costantemente su Pinocchio. In una prima fase della narrazione è presentata come una Bambina dai capelli turchini, la quale agisce da sorella maggiore nei riguardi del burattino. Figura 5 Capitolo XVI, La bella Bambina dai capelli turchini fa raccogliere il burattino: lo mette a letto, e chiama tre medici per sapere se sia vivo o morto., illustrazione originale di Enrico Mazzanti E proprio con il suddetto aspetto che fa curare Pinocchio, dopo che è stato impiccato alla Quercia grande ; (capitolo XVI): lo esorta a prendere la medicina, -come un familiare coscienzioso-; lo perdona innumerevoli volte per il suo comportamento irrispettoso e la poca voglia di studiare. 15 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p

17 Successivamente la Fata, -dopo una serie d avventure intermedie del burattino-, cambia il proprio aspetto, diventando una donna. Se Geppetto è il padre di Pinocchio, la Fata rappresenta la figura materna che il burattino non ha mai avuto. Questi due personaggi hanno gli stessi valori e sono accomunati dalla speranza che il burattino si comporti bene, tanto da meritare di diventare un bambino Lucignolo Questo personaggio è un oppositore, (inconsapevole), di Pinocchio. È un compagno di scuola, un ribelle, un discolo, che, però, agli occhi del burattino ha libertà. Seguire questo ragazzo rappresenta per Pinocchio, l ultima ribellione all autorità del mondo degli umani. Alla notizia che il burattino, l indomani, sarebbe diventato un ragazzino ( ). Come tutti gli altri, (capitolo XXX), Lucignolo risponde: Buon pro ti faccia. 16, e afferma che sta per partire per il <<Paese dei balocchi>>. Come tutti i ragazzi che rifuggono ogni forma d obbligo, Lucignolo, è attirato dalla prospettiva di un paese dove non esiste nulla, se non il puro, irrefrenabile divertimento. Nel <<Paese dei balocchi>>, infatti, non ci sono scuole né maestri, né fate, né genitori, ma solo vacanza per l anno. Figura 6 Capitolo XXX, Pinocchio, invece di diventare un ragazzo, parte di nascosto col suo amico Lucignolo per il <<Paese dei balocchi>>., illustrazione originale di Enrico Mazzanti 16 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p

18 Lucignolo sa come convincere Pinocchio a seguirlo: parla poco, ma a proposito, sa che il burattino ha,-come egli stesso-, ancora una volontà incerta, quindi plasmabile. La totale mancanza di autorità, di ammonimenti e, buoni consigli da parte di figure premurose e sagge, -come ben noto-, portano Lucignolo a terminare i suoi giorni, trasformato in ciuchino, (capitolo XXXVI). 3.3-TEMI PRINCIPALI NEL RACCONTO COLLODIANO Il protagonista collodiano, -fin dall inizio del racconto-, intraprende un suo faticoso, -quanto originale-, viaggio evolutivo, -spinto dalla propria aspirazione al cambiamento: il poter diventare qualcosa diverso da se-, in altre parole, cresce. Egli è, prima d ogni altra cosa, un pezzo di legno atipico, molto particolare, non solo perché è in grado di parlare, -evento di per sé straordinario-, ma perché, vuole cambiare la propria esistenza in modo radicale. Una volta diventato burattino, mantiene quell alone d originalità, accresciuto dal fatto che, egli, agisca e pensi come farebbe qualsiasi bambino che, si affacci alla vita, e come tale appaia: curioso, impulsivo, ingenuo, mentitore. Più volte, Pinocchio si trova a dover affrontare lo spettro della morte, (riferito agli altri personaggi, ma anche, a se stesso) Le vicende di Pinocchio, possono essere analizzate da diverse prospettive. A tale scopo è necessario stabilire alcuni punti che appaiono alla base del racconto. Come anticipato, brevemente, le tematiche individuabili, con immediatezza, -nel testo-, sono: il viaggio, (che riguarda quasi esclusivamente, il burattino, ma, anche Geppetto); la bugia e la morte, (che riguardano Pinocchio e gli altri personaggi). 18

19 Quindi, questi tre concetti sono molto importanti, perché, da un certo punto di vista, aprono anche una prima, -parziale-, fase valutativa dello stesso Pinocchio, perché, -come si vedrà tra breve, più dettagliatamente-, concorrono a chiarire le fasi del suo sviluppo Il viaggio La strada è il luogo dove gli individui crescono trovando, -lontano da legami affettivi-, una propria dimensione esistenziale, attraverso esperienze dirette. L autore utilizza il tema del viaggio e dell avventura come metafora del diventare adulto, dell evoluzione della vita, in maniera tragicomica e scanzonata. In questo percorso della vita, è coinvolto, -come ovvio, dato il ruolo paterno acquisito, fin da subito-, il povero Geppetto. Il falegname, -che è costretto sempre a correr dietro a Pinocchio, nelle sue fughe-, è condotto in carcere dal carabiniere, che da ascolto a voci maligne e infondate. Non va dimenticato anche che per cercare il figlio, in giro per il mondo, Geppetto, prima rischia di affogare nel mare in burrasca, poi, finisce inghiottito dal Pesce-cane. Ogni evento, -positivo o negativo-, che coinvolga Pinocchio, deve essere concepito come la tappa di un suo percorso di formazione personale e graduale, di maturazione. Tutte le situazioni narrate appaiono subito comiche ed esilaranti perché tengono, un comunissimo pezzo di legno, -solitamente ispiratore di rigidità e passività-, in una costante attività, sia verbale, sia fisica. Proprio quest incongruenza sostanziale origina nel lettore allegria e divertimento. Significativo, a tal proposito, è il capitolo II, nel quale, il protagonista non ancora burattino-, irrispettosamente, si burla di Geppetto e mastr Antonio, portandoli alla baruffa. 19

20 Figura 7 Capitolo II, Maestro Ciliegia regala il pezzo di legno al suo amico Geppetto, il quale lo prende per fabbricarsi un burattino maraviglioso, che sappia ballare, tirar di scherma e far i salti mortali., illustrazione originale di Enrico Mazzanti E questa, una delle pagine più spassose del racconto, sia per il dinamismo dell azione e del dialogo, sia perché, l intera vicenda, è frutto di un colossale equivoco. Geppetto, -nella bottega di maestro Ciliegia-, subisce l onta di essere definito Polendina 17 e ritiene colpevole l amico. Ovviamente, Geppetto è in errore, soltanto che, per entrambi i personaggi, è inconcepibile che quell epiteto sia pronunciato da un legno. Diventato poi, un burattino, Pinocchio, appare maggiormente privo di staticità, -certamente, ingovernabile, da mano umana-, a tal punto che, fugge ripetutamente da qualsiasi forma d autorità e, ( ) trasmette un irrefrenabile gusto alla vita, con un intensità esplosiva 18. Infatti, Pinocchio è sempre in movimento, in un agire quasi perpetuo, alla ricerca, da prima, della pura evasione, in seguito, di una propria identità Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., pp Cfr, DANIELA MARCHESCHI, Collodi ritrovato, ETS, Pisa, 1990, cit., p

21 Riguardo a considerazioni strutturali e grammaticali, si nota che, la maggior parte dei verbi che si ritrovano nell opera, sono verbi d azione, di spostamento, (correre, fuggire, nuotare, saltare, prendere, ecc), e riescono a trasmettere quel profondo senso di dinamicità che caratterizza Pinocchio e le sue avventure. La medesima vivacità si ritrova anche negli innumerevoli dialoghi pungenti e frizzanti, che si succedono ad un ritmo molto sostenuto. Di capitolo in capitolo, d avventura in avventura, la figura di Pinocchio cresce ed insieme si fa complessa. Quest iter di formazione, questo percorso di crescita, -lontana dagli affetti famigliari, pur amorevolmente guidato-, è per Pinocchio, fino al balzo finale, -la agognata trasformazione in un bambino, promessa dalla Fata-, una serie ininterrotta di: capitolazioni, allentamenti, ripensamenti, bugie, decisioni sbagliate, buoni consigli ignorati. Ad ogni nuova esperienza, però, Pinocchio acquista maggiore consapevolezza del proprio essere La bugia Un secondo tema molto importante è la bugia. Come dice la Fata, (fine capitolo XVII): ( ) vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo 19. Pinocchio è, a tutti gli effetti, la personificazione ideale della seconda categoria di menzogne. Ogni volta che mente gli si allunga il naso. In generale, leggendo l opera di Collodi, si nota che il burattino non sa mantenere ciò che promette: sostiene una cosa e ne fa un altra, come quando tradisce le attese del padre preferendo il Gran Teatro, (capitolo IX), alla scuola, incurante degli enormi sacrifici fatti da Geppetto 20, per renderlo istruito Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p. 79 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p

22 In questo caso Pinocchio mente al padre, ma soprattutto, a se stesso. ( ). A ogni modo, bisognava prendere una risoluzione: o a scuola, o a sentire i pifferi. 21, scrive Collodi quando pone Pinocchio nell incertezza, (certezza), della scelta tra l istruzione e il divertimento, rappresentato dal Gran Teatro, ed è semplice capire anche l evolversi della vicenda. Il burattino, -dopo essere stato definito un bue, giacché, non è in grado di leggere il cartello dello spettacolo di burattini-, vende l Abbecedario per procurarsi i quattro soldi del biglietto d ingresso. Si rammenti, in ogni caso, che l episodio, citato sopra, non è il primo in cui Pinocchio mente a Geppetto. Infatti, per giustificare la perdita dei piedi, -come noto, arsi sul caldano -, (capitolo VI), afferma che li ha mangiati un gatto, (capitolo VII). Pinocchio, però, non è il solo a dire falsità, la bugia è ovunque, sotto vari aspetti. Sono moltissime le menzogne che, nel corso di tutto il romanzo, sono dette, -ma anche accettate come oro colato -, dal protagonista collodiano, -per assoluta mancanza di malizia ed esperienza, o, per la voglia di disubbidire un ultima volta-; infatti, rimane vittima di due raggiri clamorosi. Il primo episodio, (per un verso il più innocuo, benché sia seguito dall impiccagione di Pinocchio), è rappresentato dall incontro del burattino con il Gatto e la Volpe, (capitoli XII-XIII e XVIII), i quali gli prospettano un immediata, immensa ricchezza, per poi derubarlo. I due truffatori finiranno i loro giorni sconfitti, (capitolo XXXVI), -più per cattiva gestione degli affari, che per assenza d ingenui da buggerare -, per intanto però, si godono gli zecchini d oro che Pinocchio ha sconsideratamente piantato nel Campo dei miracoli. 21 Cfr. CARLO COLLODI, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cit., p

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