Guida dell'utente LinuxDoc-Tools

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1 Guida dell'utente LinuxDoc-Tools Scritta da Matt Welsh come Guida dell'utente LinuxDoc-SGML. Aggiornato da Greg Hankins, riscritto da Eric S. Raymond per SGML-Tools. Aggiornato e rinominato da Taketoshi Sano, per LinuxDoc-Tools. $Date: 18/03/ :39:10 $ ($Revisione: 1.2 $) Questo documento è una guida dell'utente al sistema di formattazione testi LinuxDoc-Tools, un sistema basato su SGML che permette di produrre una discreta varietà di formati in uscita. È possibile creare output in testo semplice (ASCII, ISO e EUC-JP), DVI, PostScript, PDF, HTML, GNU info, LyX e RTF da un singolo le sorgente del documento. LinuxDoc-Tools è un nuovo ramo proveniente da SGML-Tools e un discendente del LinuxDoc-SGML originale. Traduzione e adattamenti in italiano a cura di Hugh Hartmann Revisione a cura di Elisa Chiorrini Indice 1 Introduzione Che cos'è il DTD? Storia del LinuxDoc Installazione Dove ottenere l'archivio dei sorgenti Cosa è necessario a LinuxDoc-Tools Installare il software Scrittura di documenti con SGML-Tools Concetti di base Caratteri speciali Ambienti Verbatim e Code Struttura generale del documento Il preambolo Sezioni e Paragra Chiusura del documento Riferimenti incrociati interni Riferimenti web Tipi di carattere Liste Uso di condizioni Generazione di indici Controllo della giusticazione

2 1. Introduzione 2 4 Formattare documenti SGML Controllare la sintassi SGML Creare output in testo semplice Creare output LaTeX, DVI, PostScript o PDF Creare output HTML Creare output GNU info Creare output LyX Creare output RTF Supporto per l'internazionalizzazione 18 6 Come funziona LinuxDoc-Tools Panoramica su SGML Come funziona l'sgml Che cosa succede quando LinuxDoc-Tools elabora un documento Ulteriori informazioni Introduzione Questo testo è la guida dell'utente al sistema di elaborazione documenti LinuxDoc-Tools. LinuxDoc-Tools è una suite di programmi che aiutano a scrivere sorgenti di documenti che possono essere convertiti in testo semplice, ipertesto o le LaTeX. Contiene tutto quello che è necessario conoscere per impostare LinuxDoc- Tools e utilizzarlo per scrivere documenti. Vedere l'esempio.sgml come esempio di documento LinuxDoc DTD SGML, che si può usare come modello per i propri documenti. In questo testo LinuxDoc rappresenta il nome di uno specico SGML DTD. 1.1 Che cos'è il DTD? Il DTD specica i nomi degli elementi all'interno del documento. Un elemento è semplicemente una parte di una struttura, come una sezione, una sottosezione, un paragrafo o anche qualcosa di più piccolo come un testo evidenziato. Come forse è noto, l'html ha il suo proprio DTD. Non ci si lasci confondere. SGML non è un sistema di formattazione di testi. SGML è usato solo per specicare la struttura del documento. Non ci sono servizi o macro di formattazione del testo intrinseci a SGML stesso. Tutte queste cose sono denite nel DTD. Non si può usare SGML senza un DTD: un DTD denisce cosa SGML deve fare. Per ulterirori dettagli, riferirsi alla successiva sezione di questo documento (6 (Come funziona LinuxDoc-Tools)). 1.2 Storia del LinuxDoc Il LinuxDoc DTD è stato creato da Matt Welsh come parte fondamentale del suo sistema di elaborazione di documenti Linuxdoc-SGML. Questo DTD è basato pesantemente sul QWERTZ DTD di Tom Gordon, L'obbiettivo del QWERTZ DTD è quello di fornire un modo semplice di creare sorgenti LaTeX per la pubblicazione di documenti. Matt Welsh prese il QWERTZ DTD e lo trasformò nel

3 2. Installazione 3 Linuxdoc-SGML perché aveva la necessità di produrre un po' di Documentazione di Linux. Il Linuxdoc- SGML può convertire un singolo sorgente di documentazione in vari formati di uscita come testo semplice, html e PS. Non è necessario alcun lavoro di sincronizzazione tra i vari documenti formattati in uscita. Il sistema Linuxdoc-SGML è stato mantenuto per anni da Matt Welsh e molti altri, ma ha alcune limitazioni. Poi arrivò Cees de Groot e creò il nuovo sistema usando il perl. Il nuovo sistema è chiamato SGML-Tools. La versione di LinuxDoc basata sul perl è stata mantenuta per un anno, poi venne rilasciato un sistema totalmente nuovo usando gli script di pyton originali e alcuni fogli di stile con jade. Questo sistema è chiamato SGML-Tools 2.0 e non usa il LinuxDoc DTD come principale DTD, ma usa il nuovo standard, il DocBook DTD. Ora SGML-Tools 2.0 diventa SGMLtools-Lite ed è distribuito da <http://sgmltools-lite. sourceforge.net/>. Recentemente, il DocBook DTD è il DTD standard per la documentazione tecnica del software e usato da molti progetti come GNOME e KDE, così come molti autori professionisti ed editori commerciali. Ma alcune persone nell'ldp e utenti di vari documenti LinuxDoc SGML, necessitano ancora il supporto degli strumenti per il LinuxDoc. Questo LinuxDoc-Tools è creato per queste persone. Se è necessario usare gli strumenti per il LinuxDoc DTD, allora si può volere usare questo. Ma si deve ricordare che ora il LinuxDoc DTD non è il modo standard anche nel mondo Linux. Se si può, provare il DocBook DTD. Questo è il modo standard e pienamente supportato di scrivere la documentazione. 2 Installazione 2.1 Dove ottenere l'archivio dei sorgenti L'archivio dei sorgenti del linuxdoc-tools si può ottenere dal sito: <http://www.debian.org/~sano/linuxdoc-tools/> Il nome dell'archivio può essere linuxdoc-tools_x.y.z.tar.gz o linuxdoc-tools_x.y.z-rel.tar.gz o linuxdoc-tools_x.y.z.orig.tar.gz. Questi hanno contenuto equivalente. Se ne può usare uno qualsiasi. 2.2 Cosa è necessario a LinuxDoc-Tools LinuxDoc-Tools dipende dall'uso dell'analizzatore (parser) sgml da Jade o OpenJade (nsgmls o onsgmls). Almeno uno di questi deve essere installato per usare LinuxDoc-Tools. L'archivio sorgente di linuxdoc-tools contiene gli strumenti e i dati che sono necessari per scrivere documenti SGML e convertirli a gro, LaTeX, PostScript, HTML, GNU info, LyX e RTF. In aggiunta a questo pacchetto, saranno necessari alcuni strumenti aggiuntivi per la genezione di output formattato. 1. groff. È necessaria la versione 1.08 o maggiore. Lo si può scaricare da ftp://prep.ai.mit.edu/pub/gnu. C'è una versione binaria per Linux su ftp://sunsite.unc.edu/pub/linux/utils/text. groff è necessario per produrre testo semplice dai documenti SGML. nroff non funzionerà! Si può scoprire la propria versione di groff usando il comando groff -v < /dev/null. 2. TeX e LaTeX. Questo è disponibile praticamente ovunque; non ci dovrebbero essere problemi a prelevarlo e installarlo (c'è una distribuzione in formato binario per Linux su sunsite.unc.edu). Ovviamente, TeX/LaTeX è necessario solo se si vuole formattare i propri documenti SGML con LaTeX. Per questo l'installazione di TeX/LaTeX è opzionale. Se si vuole un output in PDF, allora è necessario avere anche pdflatex.

4 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 4 3. flex. lex probabilmente non funzionerà. ex si può scaricare da: ftp://prep.ai.mit.edu/pub/gnu. 4. gawk e gli strumenti GNU info, per formattare e visualizzare i le info. Questi sono disponibili anche su: ftp://prep.ai.mit.edu/pub/gnu ; oppure su: ftp://sunsite.unc.edu/pub/linux/utils/text (per gawk) e ftp://sunsite.unc.edu/pub/linux/system/manual-pagers (per gli strumenti GNU info). awk non funzionerà. 5. LyX (una interfaccia quasi WYSIWYG per LaTeX, con struttura SGML) è disponibile su: ftp://ftp.via.ecp.fr. 2.3 Installare il software I passaggi necessari per installare e congurare LinuxDoc-Tools sono i seguenti: 1. Prima, scompattare il le tar dell'archivio sorgente da qualche parte. Questo creerà la directory linuxdoc-tools-x.y.z. Non è importante dove vengono espansi i le; solo non si deve spostare nulla all'interno dell'albero dei sorgenti estratto. 2. Leggere il le INSTALL; ci sono istruzioni dettagliate sull'installazione. Seguirle. Se tutto è andato bene, si dovrebbe essere pronti per usare il sistema immediatamente. 3 Scrittura di documenti con SGML-Tools Per la maggior parte, la scrittura di documenti usando SGML-Tools è molto semplice e abbastanza simile alla scrittura dell'html. Comunque ci sono alcune cose a cui fare attenzione. In questa sezione viene fornita un'introduzione sulla scrittura di documenti SGML. Guardare il le esempio.sgml per un documento SGML di esempio (e di guida) che si può usare come modello nella scrittura dei propri documenti. Qui si discuterranno le varie caratteristiche di LinuxDoc-Tools, ma il sorgente non è molto leggibile come esempio. Piuttosto, stampare il sorgente (come anche l'output formattato) di esempio.sgml per avere un caso reale a cui riferirsi. 3.1 Concetti di base Osservando il sorgente del documento di esempio, si nota subito che ci sono vari tag marcati all'interno di parentesi angolari (< e >). Un tag specica semplicemente l'inizio o la ne di un elemento, dove un elemento può essere una sezione, un paragrafo, una frase in corsivo, una voce di una lista e così via. Usare un tag è come usare un tag in HTML o un comando di LaTeX, come per esempio \item o \section{...}. Come semplice esempio, per produrre questo testo in grassetto, si dovrebbe scrivere: Come semplice esempio, per produrre <bf>questo testo in grassetto</bf>,... nel sorgente. <bf> inizia una regione di testo evidenziato in grassetto e </bf> la conclude. In alternativa, si può usare la forma abbreviata: Come semplice esempio, per produrre <bf/questo testo in grassetto/,... che racchiude il testo in grassetto all'interno delle barre (/). (Ovviamente sarà necessario usare la forma estesa se il testo racchiuso contiene barre, come nel caso dei nome dei le Unix).

5 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 5 Ci sono altre cose a cui fare attenzione per ciò che riguarda i caratteri speciali (e questo è il motivo per cui si possono notare tutte queste espressioni con il simbolo &, apparentemente bizzarre, se si guarda il sorgente. Verranno spiegate tra breve). In alcuni casi, il tag nale di un particolare elemento è opzionale. Per esempio, per iniziare una sezione, si usa il tag <sect>, comunque il tag nale per la sezione (che dovrebbe apparire alla ne del corpo della sezione stessa, non subito dopo il nome della sezione!) è opzionale e implicito quando si inizia un'altra sezione dello stesso livello. In generale non c'è da preoccuparsi per questi dettagli; basta seguire semplicemente il modello dell'esercitazione (esempio.sgml). 3.2 Caratteri speciali Ovviamente, le parentesi angolari sono anch'esse caratteri speciali nel sorgente SGML. Ce ne sono altri a cui fare attenzione. Se per esempio si vuole scrivere un'espressione racchiusa tra parentesi angolari, come: <pippo>. Per ottenere la parentesi angolare sinistra, si deve usare l'elemento <, che è una macro che si espande nel corretto carattere di parentesi sinistra. Quindi, nel sorgente, si scriverà un'espressione racchiusa tra parentesi angolari, come: <tt><pippo></tt>. Generalmente, tutto quello che inizia con una &, e commerciale, è un carattere speciale. Per esempio, c'è &percnt; per produrre il carattere %, &verbar; per produrre il carattere e così via. Ogni carattere speciale che potrebbe confondere LinuxDoc-Tools se inserito direttamente ha una entità che inizia con & che lo rappresenta. Le più comunemente usate sono: usare & per la e commeciale (&), usare < per la parentesi sinistra (<), usare > per la parentesi destra (>), usare &etago; per la parentesi sinistra con barra (</), usare &dollar; per il simbolo dollaro ($), usare &num; per il cancelletto (#), usare &percnt; per il simbolo percentuale (%), usare per la tilde ( ), usare e per le virgolette, o usare &dquot per ". Usare per un trattino invisibile (che è un'indicazione che questo è un buon punto per spezzare una parola per la giusticazione orizzontale). Di seguito è fornita una lista completa delle entità riconosciute dalla versione 1.0.x di SGML-Tools. Si noti che non tutti i back-end saranno in grado di fare qualcosa di utile da ogni entità; se si vedono delle parentesi che non hanno niente al loro interno, questo signica che il back-end che ha generato il testo che si sta osservando non ha modo di sostituire l'entità. Le entità comuni elencate sopra sono piuttosto sicure. &half ( 1 2) frazione 1/2 verticale

6 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 6 &frac12 ( 1) 2 frazione 1/2 tipograca &frac14 ( 1) 4 frazione 1/4 tipograca &frac34 ( 3) 4 frazione 3/4 tipograca &frac18 ( 1) 8 frazione 1/8 tipograca &frac38 ( 3) 8 frazione 3/8 tipograca &frac58 ( 5) 8 frazione 5/8 tipograca &frac78 ( 7) 8 frazione 7/8 tipograca &sup1 ( 1 ) 1 in esponente &sup2 ( 2 ) 2 in esponente &sup3 ( 3 ) 3 in esponente &plus (+) segno più &plusmn (±) segno più-o-meno &lt (<) segno minore di &equals (=) segno uguale &gt (>) segno maggiore di &divide ( ) segno divisione &times ( ) segno moltiplicazione &curren ({curren}) simbolo valuta

7 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 7 &pound ( ) simbolo sterlina &dollar ($) segno dollaro &cent ({cent}) segno centesimi &yen ({yen}) segno yen &num (#) numero o segno cancelletto &percnt (%) segno percentuale &amp (&) e commerciale &ast (*) asterisco &commat segno a commerciale (chiocciola) &lsqb ([) parentesi quadra sinistra &bsol (\) backslash &rsqb (]) parentesi quadra destra &lcub ({) parentesi graa sinistra &horbar () barra orizzontale &verbar ( ) barra verticale &rcub (}) parentesi graa destra &micro (µ) mu greca (presso micro) &ohm (Ω) omega greco maiuscolo (segno Ohm)

8 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 8 &deg ( ) piccolo segno circolare in esponente (segno grado) &ordm ( o ) ordinale maschile &ordf ( a ) ordinale femminile &sect (Ÿ) segno sezione &para ( ) segno paragrafo &middot ( ) punto centrato &larr ( ) freccia sinistra &rarr ( ) freccia destra &uarr ( ) freccia su &darr ( ) freccia giù &copy ( c ) copyright &reg ( R ) segno r-in-cerchio &trade ( TM ) segno trademark &brvbar ({brvbar}) barra verticale interrotta &not ( ) segno negazione logica &sung ({sung}) segno nota musicale &excl (!) punto esclamativo &iexcl (½) punto esclamativo invertito

9 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 9 &quot (") doppie virgolette &apos (') apostrofo (singola virgoletta) &lpar (() parentesi sinistra &rpar ()) parentesi destra &comma (,) virgola &lowbar (_) barra inferiore &hyphen (-) trattino &period (.) punto &sol (/) barra obliqua &colon (:) due punti &semi (;) punto e virgola &quest (?) punto interrogativo &iquest (¾) punto interrogativo invertito &laquo () virgolette caporali sinistre &raquo () virgolette caporali destre &lsquo (`) singola virgoletta sinistra &rsquo (') singola virgoletta destra &ldquo () doppie virgolette siniste

10 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 10 &rdquo () doppie virgolette destre &nbsp ( ) spazio indivisibile (non-breaking space) &shy () trattino sillabazione invisibile 3.3 Ambienti Verbatim e Code Dato che siamo in argomento di caratteri speciali, tanto vale menzionare anche l'ambiente verbatim, usato per includere testo letterale nell'output (preservando spazi, rientri e così via). L'elemento verb è usato per questo scopo; esso appare come segue: <verb> </verb> Un po' di testo letterale da includere come output di esempio. L'ambiente verb non permette di usare tutto in esso letteralmente. In particolare, si deve fare quello che segue con l'ambiente verb. Usare &ero; per ottenere la e commerciale. Usare &etago; per ottenere </. Non usare \end{verbatim} dentro ad un ambiente verb, in quanto in LaTeX viene usato per chiudere l'ambiente verbatim. (In futuro, sarà possibile nascondere l'intera sottostante formattazione del testo, ma per adesso l'analizzatore non supporta ancora questa funzione). L'ambiente code (codice) è molto simile all'ambiente verb, eccetto per l'aggiunta di due linee orizzontali intorno al testo, come in: Un esempio di ambiente code. Si dovrebbe usare l'ambiente tscreen attorno ogni ambiente verb, come in: <tscreen><verb> Un testo di esempio. </verb></tscreen> tscreen è un ambiente che semplicemente ha il testo rientrato e carattere predenito tt. Questo rende gli esempi molto carini, sia nella versione LaTeX sia in testo semplice. È possibile usare tscreen senza verb, comunque se si usano caratteri speciali negli esempi è necessario usarli entrambi. tscreen non fa nulla sui caratteri speciali. Vedere esempio.sgml per un esempio. L'ambiente quote è simile a tscreen, eccetto per il fatto che non imposta il carattere predenito a tt. Così si può usare quote per citazioni che non riguardano l'interazione con il computer, come in: <quote> Un po' di testo rientrato, come nelle citazioni. </quote> che genererà: Un po' di testo rientrato, come nelle citazioni.

11 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools Struttura generale del documento Prima di andare troppo a fondo nei dettagli, verrà descritta la struttura generale di un documento di LinuxDoc-Tools. Vedere esempio.sgml per un buon esempio di come è impostato un documento Il preambolo Nel preambolo del documento si impostano alcune cose, come informazioni sul titolo e lo stile del documento: <!doctype linuxdoc system> <article> <title>linux Pippo HOWTO <author>norbert Ebersol, <date>v1.0, 9 Marzo 1994 <abstract> Questo documento descrive come usare gli strumenti <tt/pippo/ per smanettare le librerie pluto, usando il relinker <tt/xyzzy/. </abstract> <toc> Gli elementi dovrebbero essere disposti più o meno in questo ordine. La prima riga comunica all'analizzatore SGML di usare il DTD linuxdoc. Questo verrà spiegato in una successiva sezione su 6 (Come funziona LinuxDoc-Tools); per ora basta trattarlo con un po' di magia necessaria. Il tag <article> forza il documento ad assumere lo stile article (articolo). I tag title (titolo), author (autore), date (data) dovrebbero essere ovvi; il tag date include il numero di versione e la data dell'ultima modica del documento. Il tag abstract (compendio) imposta il testo che viene stampato nella parte superiore del documento, prima dell'indice. Se non si include un indice (il tag toc), probabilmente non sarà necessario un abstract Sezioni e Paragra Dopo il preambolo, si è pronti per tuarsi dentro il documento. Sono disponibili i seguenti comandi per creare sezioni: sect: per sezioni principali (cioè 1, 2 e così via). sect1: per sottosezioni di secondo livello (cioè 1.1, 1.2 e così via). sect2: per sottosottosezioni di terzo livello. sect3: per sottosottosottosezioni di quarto livello. sect4: per sottosottosottosottosezioni di quinto livello. Questi sono approssimativamente equivalenti alle loro controparti LaTeX section, subsection e così via. Dopo il tag sect (o sect1, sect2, ecc.) segue il nome della sezione. Per esempio, all'inizio di questo documento, dopo il preambolo, c'è il tag: <sect>introduzione

12 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 12 E, all'inizio di questa sezione (Sezioni e paragra), c'è il tag: <sect2>sezioni e paragrafi Dopo il tag della sezione inizia il corpo della sezione. Comunque, si deve iniziare il corpo con un tag <p>, così: <sect>introduzione <p> Questa è la guida dell'utente al sistema di elaborazione documenti LinuxDoc-Tools... Questo serve per comunicare all'analizzatore che il titolo della sezione è concluso e si è pronti ad iniziarne il corpo del testo. Da qui in poi i nuovi paragra iniziano con una linea vuota (come si farebbe in TeX). Per esempio: Questa è la fine del primo paragrafo. E qui inizia un nuovo paragrafo. Non ci sono motivi per usare i tag <p> all'inizio di ogni paragrafo; è necessario solo all'inizio del primo paragrafo dopo il comando di sezione Chiusura del documento Alla ne del documento, si deve usare il tag: </article> per comunicare all'analizzatore che è nito l'elemento article (che racchiude l'intero documento). 3.5 Riferimenti incrociati interni Adesso vedremo altre caratteristiche del sistema. I riferimenti incrociati sono semplici. Per esempio, se si vuole creare un riferimento ad una certa sezione, è necessario fornire un'etichetta a quella sezione: <sect1>introduzione<label id="sez-intro"> È poi possibile riferirsi a quella sezione in qualsiasi punto del testo usando l'espressione: Vedere la sezione <ref id="sez-intro" name="introduzione"> per una introduzione. Questo sostituirà il tag ref con il numero della sezione etichettata come sez-intro. L'argomento name di ref è necessario per la conversione in gro e HTML. Attualmente, il set di macro per gro usate da LinuxDoc-Tools non supporta i riferimenti incrociati e spesso è più carino riferirsi ad una sezione per nome invece che per numero. Per esempio, questa sezione è 3.5 (Riferimenti incrociati interni). Alcuni back-end possono essere disturbati da caratteri speciali nelle etichette dei riferimenti. In particolare, latex2e si blocca alle linee di sottolineatura (anche se il back end di latex usato nelle vecchie versioni di questo pacchetto non lo faceva). L'uso dei trattini è sicuro.

13 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools Riferimenti web C'è anche l'elemento url per Universal Resource Locator, o URL, usato nel World Wide Web. Questo elemento dovrebbe essere usato per riferirsi ad altri documenti, le disponibili attraverso FTP e così via. Per esempio, Si possono prelevare i documenti Linux HOWTO da <url url="http://sunsite.unc.edu/mdw/howto/" name="the Linux HOWTO INDEX">. L'argomento url specica l'url reale stesso. Un link all'url in questione sarà automaticamente aggiunto al documento HTML. L'argomento opzionale name specica il testo che dovrebbe essere ancorato all'url (per la conversione HTML) o il nome per la descrizione dell'url (per LaTeX e gro). Se manca l'argomento name, verrà usato l'url stesso. Un'utile variante di questo è htmlurl, che sopprime la visualizzazione della parte URL in ogni contesto eccetto HTML. Questo è utile per cose come gli indirizzi ; si può scrivere: <htmlurl e ottenere nel testo di output invece del duplice ma avere ancora un corretto URL nei documenti HTML. 3.7 Tipi di carattere Essenzialmente, gli stessi tipi di carattere supportati da LaTeX sono supportati da LinuxDoc-Tools. Si noti, comunque, che la conversione in testo semplice (tramite groff) ignora le informazioni sui caratteri. Così i tipi di carattere si dovrebbero usare soprattutto per i beneci della conversione in LaTeX, anche se non si dorebbe fare adamento su di essi per veicolare informazioni nella versione in testo semplice. In particolare, il tag tt descritto sopra può essere usato per ottenere il carattere a larghezza ssa typewriter, che dovrebbe essere usato per indirizzi , nomi di macchine, nomi di le e così via. Esempio: Ecco un <tt>testo typewriter</tt> da includere nel documento. Equivalente a: Ecco un <tt/testo typewriter/ da includere nel documento. Ricordare che è possibile usare la forma abbreviata solo se il testo racchiuso non contiene barre. Altri font possono essere selezionati con bf per il grassetto e em per il corsivo. Sono supportati diversi altri tipi di carattere, ma non si consiglia di usarli in quanto nella conversione in altri formati, come HTML, potrebbero non essere supportati. Grassetto, corsivo e typewriter dovrebbero essere tutto ciò di cui si ha bisogno. 3.8 Liste Ci sono vari tipi di liste supportate. Essi sono: itemize per liste puntate come questa. enum per liste numerate.

14 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 14 descrip per liste descrittive. Ogni voce in itemize o enum deve essere marcata con un tag item. Le voci di una lista descript sono marcate con tag. Per esempio, <itemize> <item>questa è una voce. <item>questa è una seconda voce. </itemize> appare così: Questa è una voce. Questa è una seconda voce. Oppure, per enum, <enum> <item>questa è la prima voce. <item>questa è la seconda voce. </enum> Questa è l'idea generale. Le liste possono essere nidicate; si guardi il documento di esempio per ulteriori dettagli. Una lista descrip è leggermente diversa e leggermente brutta, ma si potrebbe volerla usare in alcune situazioni: <descrip> <tag/gnat./ Piccola fastidiosa creatura che vola nella propria ventola di raffreddamento. <tag/gnu./ Piccola fastidiosa creatura che viaggia nella propria CPU. </descrip> nisce per apparire così: Gnat. Piccola fastidiosa creatura che vola nella propria ventola di rareddamento. Gnu. Piccola fastidiosa creatura che viaggia nella propria CPU. 3.9 Uso di condizioni L'obbiettivo principale di LinuxDoc-Tools è quello di essere capace di produrre da un insieme di le originali un output che sia semanticamente equivalente su tutti i back end. Tuttavia, qualche volta è utile essere capaci di produrre un documento in varianti lievemente dierenti a seconda del back end e della versione. LinuxDoc-Tools supporta questo attraverso i tag <#if> e <#unless>. Questi tag permettono di includere o non includere selettivamente porzioni di le originale SGML nel proprio output, a seconda delle opzioni di ltro impostate dal proprio driver. Ogni tag può includere un insieme di coppie attributo/valore. Le più comuni sono output e version (comunque non si è limitati a queste), così un tipico esempio potrebbe apparire come questo:

15 3. Scrittura di documenti con SGML-Tools 15 Parte di testo <#if output=latex2e version=drlinux>condizionato</#if>. Qualsiasi cosa tra questo tag <#if> e il seguente </#if> è considerata condizionata e non verrà inclusa nel documento nel caso in cui, o l'opzione di ltro output sia stata impostata a qualcosa che non corrisponde a latex2e oppure se l'opzione di ltro version sia stata impostata a qualcosa che non corrisponde a drlinux. La doppia negazione è intenzionale; se nessuna opzione di ltro output o version è impostata, il testo condizionato sarà incluso. Le opzioni di ltro sono impostate in uno di due modi. Il proprio driver di formato imposta l'opzione output al nome del back end che usa; così, in particolare, linuxdoc -B latex imposta output=latex2e, oppure si può impostare una coppia attributo-valore con l'opzione -D del proprio driver di formato. Così, se il tag precedente era parte di un le chiamato pippo.sgml, allora formattare con uno tra i comandi: o % Linuxdoc -B latex -D version=drlinux pippo.sgml % Linuxdoc -B latex pippo.sgml includerebbe la parte condizionata, ma né né % linuxdoc -B html -D version=drlinux pippo.sgml % linuxdoc -B latex -D private=book pippo.sgml la includerebbe. Così si possono avere condizioni dipendenti dalla corrispondenza con uno o più valori diversi; i valori supportano una semplice sintassi per le alternative usando. Così si potrebbe scrivere: Parte di testo <#if output="latex2e html" version=drlinux>condizionata</#if>. e formattando sia con -B latex che con -B html il testo condizionato sarà incluso (ma non lo sarà, per esempio, formattando con -B txt). Il tag <#unless> è l'esatto opposto di <#if>; esso include quando <#if>; escluderebbe e viceversa. Si noti che questi tag sono implementati da un preprocessore che è eseguito prima ancora che l'analizzatore SGML veda il documento. Così questi tag sono completamente indipendenti dalla struttura del documento, non sono presenti nel DTD e gli errori d'uso non saranno colti dall'analizzatore. È possibile essere seriamente confusi dalle sezioni condizionate che contengono tag tra parentesi sbilanciati. L'implementazione del preprocessore signica anche che analizzatori SGML autonomi si bloccheranno davanti a documenti LinuxDoc-Tools che contengono condizioni. Tuttavia, si può vericare la loro validità con linuxdoc -B check. Notare anche che, al ne di non confondere i numeri di riga del sorgente nei messaggi di errore dell'analizzatore, il preprocessore in realtà non getta via ogni cosa quando omette una sezione condizionata. Esso comunque passa ogni inizio di nuova riga. Questo porta ad un comportamento che può sorprendere se si usa <if> o <unless> all'interno di un ambiente <verb>, o ogni altra specie di parentesi che cambia il normale trattamento da parte di SGML degli spazi bianchi. Questi tag sono chiamati #if e #unless (piuttosto che if e unless) per ricordare che sono implementati da un preprocessore ed è necessario fare un po' di attenzione a come li si usa.

16 4. Formattare documenti SGML Generazione di indici Per supportare la generazione automatica di indici per la pubblicazione di libri dagli originali SGML, LinuxDoc-Tools supporta i tag <idx> e <cdx>. Questi sono tag fra parentesi che fanno sì che il testo racchiuso tra di loro sia salvato come una voce dell'indice che punta al numero della pagina in cui appare nel documento formattato. Essi sono ignorati da tutti i backend eccetto LaTeX, che li usa per costruire un le.ind adatto per l'elaborazione con l'utilità makeindex di TeX. I due tag si comportano in modo identico, eccetto che <idx> imposta la voce con un tipo di carattere normale e <cdx> in uno a spaziatura ssa. Se si vuole aggiungere una voce d'indice che non dovrebbe apparire nel testo stesso, usare i tag <nidx> e <ncdx> Controllo della giusticazione Al ne di ottenere l'appropriata giusticazione e il riempimento dei paragra nell'output per la stampa tipograca, LinuxDoc-Tools include l'entità. Questa diventa un trattino opzionale o `soft' nei back end come latex2e per i quali questo è signicativo. Il tag tra parentesi <le> può essere usato per racchiudere nomi di le nel corpo del testo. Esso inserisce in modo ecace trattini soft dopo ogni slash nel nome del le. Uno dei vantaggi di usare i tag <url> e <htmlurl> è che essi fanno lo stesso per gli URL lunghi. 4 Formattare documenti SGML Supponendo di avere il documento SGML pippo.sgml, che si vuole formattare. Quella che segue è una panoramica generale sulla formattazione del documento per output in dierenti formati. Per una lista completa delle opzioni, consultare le pagine man. 4.1 Controllare la sintassi SGML Se si vuole solamente vedere gli errori della conversione SGML, usare il comando linuxdoc -B check. Per esempio: % linuxdoc -B check pippo.sgml Se, quando viene eseguito questo controllo, non si vede altro output oltre al messaggio Processing..., questo è positivo. Signica che non ci sono errori. 4.2 Creare output in testo semplice Se si vuole produrre testo semplice, usare il comando: % linuxdoc -B txt pippo.sgml È possibile creare anche sorgenti gro per pagine man, che possono essere formattate con groff -man. Per fare questo dare il seguente comando: % linuxdoc -B txt --man pippo.sgml

17 4. Formattare documenti SGML Creare output LaTeX, DVI, PostScript o PDF Per creare documenti LaTeX da sorgenti SGML, eseguire semplicemente: % linuxdoc -B latex pippo.sgml Se si vuole produrre output PostScript (attraverso dvips), usare l'opzione -o: % linuxdoc -B latex --output=ps pippo.sgml Oppure si può produrre un le DVI: % linuxdoc -B latex --output=dvi pippo.sgml Si può produrre anche un le PDF: % linuxdoc -B latex --output=pdf pippo.sgml 4.4 Creare output HTML Se si vuole produrre output HTML, usare: % linuxdoc -B html --imagebuttons pippo.sgml Questo produrrà pippo.html, come anche pippo-1.html, pippo-2.html e così via: un le per ogni sezione del documento. Avviare il proprio browser WWW su pippo.html, che è il le principale. Assicurarsi anche che tutti i le HTML generati a partire dal documento si trovino in una stessa directory, poiché essi usano URL locali come riferimenti gli uni agli altri. L'opzione imagebuttons comunica al driver di backend html di usare le frecce grache come bottoni di navigazione. I nomi di queste icone sono next.png, prev.png e toc.png; il sistema LinuxDoc-Tools fornisce le appropriate PNG nella sua directory delle librerie. Se si usa linuxdoc -B html senza l'opzione -img, i documenti HTML avranno in modo predenito le etichette in inglese Previous,Next e Table of Contents per la navigazione. Se si specica uno dei codici di lingua accettati nella opzione language, le etichette saranno tuttavia fornite in tale lingua. 4.5 Creare output GNU info Se si vuole convertire il proprio le per il navigatore GNU info, basta eseguire il seguente comando: % linuxdoc -B info pippo.sgml 4.6 Creare output LyX Per output LyX, usare il comando: % linuxdoc -B lyx pippo.sgml

18 5. Supporto per l'internazionalizzazione Creare output RTF Se vi vuole produrre output RTF, eseguire il comando: % linuxdoc -B rtf pippo.sgml Questo produrrà pippo.rtf, come anche pippo-1.rtf, pippo-2.rtf e così via; un le per ogni sezione del documento. 5 Supporto per l'internazionalizzazione Il set caratteri ISO (latin-1) può essere usato per avere caratteri internazionali nell'output in testo semplice, LaTeX, HTML, LyX e RTF (il supporto ISO per GNU info potrebbe essere possibile in futuro). Per usare questa caratteristica dare agli script di formattazione l'opzione charset=latin, per esempio: % linuxdoc -B txt --charset=latin pippo.sgml È possibile usare i caratteri ISO nel sorgente SGML; essi verranno automaticamente convertiti nei codici di escape appropriati per il corrispondente formato di output. Attualmente, il set di caratteri EUC-JP (ujis) è supportato parzialmente. Un le sorgente SGML che usa questo set di caratteri può essere convertito in testo semplice, HTML e LaTeX. Altri formati in uscita sono sono testati completamente. 6 Come funziona LinuxDoc-Tools Tecnicamente, i tag e le convenzioni che sono stati analizzati nelle precedenti sezioni di questa guida rappresentano ciò che è chiamato un linguaggio di marcatura: un modo di inserire informazioni di formattazione in un documento così che i programmi possano farci cose utili. HTML, Tex e le macro delle pagine man di Unix sono esempi ben conosciuti di linguaggi di marcatura. 6.1 Panoramica su SGML LinuxDoc-Tools usa un metodo per descrivere il linguaggio di marcatura chiamato SGML (Standard Generalized Markup Language). L'SGML, in se stesso, non descrive un linguaggio di marcatura; piuttosto, è un linguaggio per scrivere speciche per linguaggi di marcatura. La ragione per cui SGML è utile, è che una specica di marcatura SGML per un linguaggio può essere usata per generare programmi che riconoscono tale linguaggio con molti meno sforzi (e un tasso molto più basso di bug!) che se fosse necessario scriverne il codice a mano. Nel gergo SGML, una specica di un linguaggio di marcatura è chiamata DTD (Document Type Denition). Un DTD permette di specicare la struttura di un tipo di documento: cioè quali parti e in quale ordine, compongano un documento di quel tipo. Dato un DTD, un analizzatore SGML può vericare la correttezza di un documento. Una combinazione analizzatore SGML/DTD può anche rendere facile scrivere programmi che traducono questa struttura in un altro linguaggio di marcatura; è esattamente così che LinuxDoc-tools eettivamente lavora. LinuxDoc-Tools fornisce un DTD SGML chiamato linuxdoc e un insieme di le di sostituzione che convertono il documento linuxdoc in sorgenti gro, LaTeX, HTML, GNU Info, LyX e RTF. Questo è il motivo

19 6. Come funziona LinuxDoc-Tools 19 per cui il documento d'esempio ha al suo inizio il cookie magico che aerma linuxdoc system; quello è il modo in cui si comunica all'analizzatore SGML quale DTD usare. Attualmente, LinuxDoc-Tools fornisce una coppia di DTD strettamente correlati. Ma quelli che non sono linuxdoc sono ancora sperimentali e probabilmente non si vorrà provare a lavorare con essi a meno che non si sia guru di LinuxDoc-Tools. Se si è un guru SGML, si potrà trovare interessante sapere che i DTD di LinuxDoc-Tools sono basati pesantemente sul QWERTZ DTD di Tom Gordon, Se non si è un guru SGML, forse non si saprà che l'html (il linguaggio di marcatura usato nel World Wide Web) è esso stesso denito da un DTD. 6.2 Come funziona l'sgml Un SGML DTD come linuxdoc specica il nome di elementi all'interno di un tipo di documento. Un elemento è solo una parte della struttura; come una sezione, una sottosezione, un paragrafo, o qualcosa di più piccolo come un testo enfatizzato. Diversamente da LaTeX, comunque, questi elementi non sono per nulla intrinseci a SGML stesso. Il linuxdoc DTD denisce elementi molto simili ai corrispondenti LaTeX: ci sono sezioni, sottosezioni, ambienti verbatim e così via. Comunque, usando SGML si può denire qualsiasi tipo di struttura per il documento che si desidera. In un certo senso, SGML è come un TeX a basso livello, mentre il linuxdoc DTD è simile a LaTeX. Non ci si deve confondere con questa analogia. L'SGML non è un sistama di formattazione testi. Non ci sono formattatori SGML. Il sorgente SGML è solamente convertito in altri formati per l'elaborazione. Inoltre, l'sgml stesso è usato solo per specicare la struttura del documento. Non ci sono servizi o macro di formattazione del testo intrinseci a SGML stesso. Tutte queste cose sono denite nel DTD. Non si può usare SGML senza un DTD: un DTD denisce cosa SGML deve fare. 6.3 Che cosa succede quando LinuxDoc-Tools elabora un documento Qui vediamo come funziona l'elaborazione di un documento da parte di LinuxDoc-Tools. Prima è necessario un DTD, che denisce la struttura del documento. Una piccola porzione del DTD normale (linuxdoc) è simile alla seguente: <!element article - - (titlepag, header?, toc?, lof?, lot?, p*, sect*, (appendix, sect+)?, biblio?) +(footnote)> Questa parte imposta la struttura generale per un articolo, che è simile a un documentstyle di LaTeX. L'articolo consiste in una pagina titolo (titlepag), un'intestazione opzionale (header), un indice opzionale (toc), liste opzionali di gure (lof) e tabelle (lot), un numero qualsiasi di paragra (p), un numero qualsiasi di sezioni principali (sect), eventuali appendici (appendix), una bibliograa opzionale (biblio) e note a piè di pagina (footnote). Come si può vedere, il DTD non dice niente su come il documento deve essere formattato o su come dovrebbe apparire. Esso denisce solo quali parti compongono il documento. La struttura di titlepag, header, sect e di altri elementi è denita altrove nel DTD. Non è necessario sapere nulla sulla sintassi del DTD per scrivere documenti. Viene qui presentato solo in modo da sapere come appare e come funziona. È necessario prendere familiarità con la struttura del

20 6. Come funziona LinuxDoc-Tools 20 documento denita dal DTD. Altrimenti si potrebbe violare la struttura quando si prova a scrivere un documento ed essere molto confusi dai messaggi d'errore risultanti. Il passo successivo è quello di scrivere un documento usando la struttura denita dal DTD. Di nuovo, il linuxdoc DTD fa apparire il documento molto simile a LaTeX o HTML: è molto semplice da seguire. Nel gergo di SGML, un singolo documento scritto con un particolare DTD è conosciuto come una istanza di quel DTD. Per trasformare il sorgente SGML in altri formati (come LaTeX o gro) per l'elaborazione, il sorgente SGML (il documento che si è scritto) è analizzato insieme al DTD dall'analizzatore SGML. LinuxDoc-Tools usa l'analizzatore onsgmls in OpenJade, o l'analizzatore nsgmls in Jade. Il primo è il successore del secondo. L'analizzatore sgmls è stato scritto da James Clark, che è anche l'autore di groff. Siamo in buone mani. L'analizzatore (onsgmls o nsgmls) semplicemente scorre il documento e verica che sia utilizzata correttamente la struttura richiesta dal DTD. Esso produce anche una versione più esplicita del documento, con tutte le macro e gli elementi espansi, che è capita da sgmlsasp, la fase successiva del processo. sgmlsasp è responsabile della conversione dell'output di sgmls in altri formati (tipo LaTeX). Ciò viene fatto attraverso le di sostituzione che descrivono come convertire gli elementi nel documento originale SGML in un corrispondente sorgente nel formato di destinazione (come LaTeX o gro). Per esempio, una parte del le di sostituzione per LaTeX appare così <itemize> + "\\begin{itemize} + </itemize> + "\\end{itemize} + il che dice che ogni volta che si inizia un elemento itemize nel sorgente SGML, esso deve essere sostituito con: \begin{itemize} nel sorgente LaTeX. (Come già accennato, gli elementi nel DTD sono molto simili ai corrispondenti LaTeX). Così, per convertire SGML in altri formati, tutto quello che si deve fare è scrivere un nuovo le di sostituzione per quel formato con le appropriate analogie tra gli elementi SGML e il nuovo formato. In pratica, non è così semplice: per esempio, se si sta tentando di convertire in un formato che non è strutturato per nulla come il proprio DTD, si avranno dei problemi. Ad ogni modo, è molto più semplice da fare piuttosto che scrivere analizzatori e convertitori diversi per ogni tipo di formato in uscita; SGML fornisce un sistema generalizzato per convertire un sorgente in diversi formati. Una volta che sgmlsasp ha completato il proprio lavoro, si avrà un sorgente LaTeX che corrisponde al documento originale SGML e che può essere formattato con LaTeX come si farebbe normalmente. 6.4 Ulteriori informazioni La guida dell'utente QWERTZ (The QWERTZ User's Guide) è disponibile presso ftp://ftp.cs.cornell.edu/pub/mdw/sgml. QWERTZ (e quindi LinuxDoc-Tools) supporta molte caratteristiche, come le formule matematiche, tabelle, gure e così via. Se si desidera scrivere documentazione generale in SGML, si suggerisce di usare il QWERTZ DTD originale invece del linuxdoc DTD rimaneggiato, che è stato modicato per adattarlo ai Linux HOWTO e ad altra documentazione simile. Gli strumenti originali QWERTZ di Tom Gordon possono essere trovati presso ftp://ftp.gmd.de/gmd/sgml.

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