Francia. 2 L Orientamento, i CIO. 2.1 Introduzione

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1 Francia 2 L Orientamento, i CIO 2.1 Introduzione L orientamento in Francia è un fenomeno complesso e con una lunga storia 1. Potremmo datarne le origini addirittura nella prima metà del XIX secolo, in seguito agli effetti che la I Rivoluzione industriale ebbe in campo tecnologico, nella suddivisione del lavoro e nell evoluzione della società. Si impose quindi la necessità di una figura professionale che fosse in grado di comprendere i cambiamenti economici e gli sconvolgimenti sociali. I primi orientatori precedettero l iniziativa dei poteri pubblici, cercando di intervenire, nel contempo, con la massima efficienza e con scientificità. Quest ultima, seguendo la temperie dell epoca, veniva intesa secondo i criteri del positivismo scientista (da cui l uso di una vasta gamma di test d intelligenza con presunta base scientifica). Benché la prima Guerra mondiale abbia frenato il movimento degli orientatori, essi trovarono un nuovo slancio proprio alla fine dei combattimenti e grazie ai bisogni legati alla ricostruzione. Si arriverà quindi ad un primo riconoscimento di Stato, il 26 settembre 1922, con la definizione dell Orientamento Professionale. Nonostante ciò, si è ben lungi dal definire omogenea l organizzazione degli uffici di orientamento. Se, da una parte, tutti gli orientatori sono accomunati dalla fede in una società giusta e ben gerarchizzata, in un armonico progresso della società e della scienza, dall altra i metodi da loro utilizzati non sono ancora formalizzati e unificati (si ricordi che gli orientatori fanno parte di agenzie private e non statali). Fino a quel momento l orientamento aveva un accento esclusivamente professionale: si cerca di mettere in relazione le diverse attitudini delle persone con le esigenze del mondo del lavoro. Detto altrimenti, gli orientatori si situavano tra le propensioni individuali e i bisogni della società. Sarà solo negli anni del secondo dopoguerra che la vocazione all inserimento professionale dell orientamento perderà la sua preminenza per essere assorbita nel sistema scolastico. Sono diversi i fattori che intervengono nel determinare questo cambiamento. Tra essi possiamo annoverare innanzitutto l esplosione demografica e la crescita economica (il boom economico che qualche anno più tardi coinvolgerà anche l Italia), successivamente la crescente domanda di manodopera qualificata, poi l innalzamento dell età dell obbligo scolastico dai 14 ai 16 anni nel 1959 e, infine, un aumento notevole della richiesta di studi lunghi e impegnativi. In questo quadro di rapidi mutamenti si impone l esigenza di riorganizzare il sistema scolastico in modo da garantire una buona istruzione in vista dei nuovi bisogni del mondo del lavoro. Per tali ragioni a partire dal 1969 assistiamo alla messa in opera di un sistema scolastico che cerca di organizzare al meglio tanto la crescente richiesta di studi quanto la regolamentazione del flusso degli allievi. E in questo quadro, cui bisogna aggiungere la legge sull insegnamento tecnologico del 1971, la riforma Haby dei collèges, e la riforma del sistema di orientamento che comporta l attivazione di nuove procedure di orientamento, che si situa il nuovo statuto dei consiglieri di orientamento. Nel 1970 assistiamo alla creazione dell ONISEP, organismo incaricato di elaborare l informazione riguardante gli insegnamenti e le professioni e, nel 1971, dei Centres d Informarion et d Orientation (C.I.O.), creati questi ultimi per garantire l informazione e l orientamento in un 1 Per quanto riguarda la storia dell orientamento in Francia e il suo sviluppo prima dell integrazione nel sistema educativo, rimandiamo a A. Lebeau, P Royer e R. Solazzi, L orientation: un phénomène ancien, historie d une profession (L INDECIS, n , Juin-Septembre 2004).

2 processo educativo di osservazione continua. I CIO (Centres d Information et d Orientation) hanno lo scopo di orientare i giovani ancora inseriti in un percorso di formazione primaria. Di fatto però molti dispersi si rivolgono ai CIO per ottenere informazioni inerenti alle diverse possibilità relative all ottenimento di qualifiche e diplomi, come le formazioni qualificanti. Inoltre sempre più adulti si informano presso i CIO, soprattutto per quanto riguarda la VAE, la formation continue, l educazione per gli adulti, i concorsi pubblici, etc. Questo fenomeno porta a una sempre maggiore sovrapposizione di competenze sia con le MLI sia con l ANPE (il Centro per l Impiego francese). Dall atto di nascita dei CIO ad oggi i metodi di consiglio e di informazione ai giovani si sono sviluppati. Un importante legge del 1989 definisce l orientamento come attività dipendente dalla scelta ragionata di un giovane: Les élèves et les étudiants élaborent leur projet d orientation scolaire, universitaire et professionnelle en fonction de leurs aspirations et de leurs capacités avec l aide des parents, des enseignants, des personnels d orientation et des professionnels compétents. Les administrations concernées, les collectivités territoriales et les associations y contribuent 2 Nel contesto di questo rinnovamento del sistema educativo e del cambiamento della società, i servizi di orientamento sono ormai integrati nell Educazione nazionale in quanto servizio pubblico. 2.2 Attività dei CIO La struttura e gli orientatori I CIO, a differenza delle MLI, sono strutture organizzate a livello centrale dal Ministero dell Education Nationale, di cui sia gli orientatori sia il personale amministrativo sono dipendenti. La gestione dei locali spetta invece agli enti decentrati, per lo più Départements (Provincie) e Régions (Regioni). Ogni CIO ha una propria competenza territoriale, e tutto il territorio nazionale é coperto. Gli orientatori, il cui nome per esteso é Conseillers d Orientation Psicologues o COP, sono reclutati dal Ministero tramite un concorso nazionale, che si tiene ogni anno a Parigi. Per diventare COP occorre seguire un ben preciso percorso, definito in tre tappe: 1) Innanzitutto occorre ottenere la licence (L3) in psicologia. Questo é un prerequisito per passare alla seconda fase; 2) con una laurea triennale in psicologia si può tentare il concorso nazionale per diventare COP. Il concorso prevede due prove scritte, una di psicologia e una di economia (riguardante soprattutto il mercato del lavoro), e due orali, una su educazione/formazione e l altra riguardante le proprie esperienze formative e professionali precedenti; 3) superato il concorso si deve seguire una formazione di due anni, che é retribuita, al termine della quale si ottiene il Diploma di Stato di Conseiller d Orientation Psicologue. In Francia ci sono circa 4000 COP (dato del 2006), che lavorano nei CIO sparsi sul territorio nazionale. Il servizio di un CIO in parte é offerto all interno della struttura stessa del Centro, come per ciò che riguarda la consultazione del materiale informativo (un labirinto in cui senza una guida é facile 2 I discenti e gli studenti elaborano il loro progetto di orientamento scolastico, universitario e professionale in funzione delle loro aspirazioni e delle loro capacità avvalendosi dell aiuto dei genitori, degli insegnanti, del personale addetto all orientamento e di professionisti competenti. Le amministrazioni interessate, le collettività territoriali e le associazioni vi debbono contribuire. (trad. nostra)

3 perdersi) e i colloqui privati dei ragazzi o dei genitori (spesso di entrambi), in parte invece si svolge nelle scuole stesse, per lo più lycées e collèges. Il servizio offerto direttamente all interno delle scuole dipende molto a seconda dei CIO, poiché ciascuno si organizza in modo autonomo, e anche dal rapporto di collaborazione che i Centri intrattengono con le singole scuole. In particolare, all interno della scuola é molto importante la figura dei professeurs principaux. Ce n é uno per ogni classe. Essi hanno un ruolo amministrativo nei collège e nei lycée; hanno principalmente il compito di informare gli studenti e i loro genitori delle pratiche burocratiche da sbrigare nei vari periodi dell anno. Anche per quanto riguarda l orientamento i professeurs principaux hanno un ruolo importante. Essi sono il primo contatto tra gli studenti e i COP. Distribuiscono il materiale informativo inviatogli dal CIO, e talvolta collaborano e partecipano attivamente alle animazioni eventualmente proposte dagli orientatori. Chiaramente la misura di tale collaborazione dipende fortemente dalla personalità e dal modo di lavorare del singolo professeur principal così come del COP, e dalla relazione che si instaura tra i due. I professeurs principaux sono proposti ogni anno dal preside, ma i professori possono rifiutare la carica. Esiste comunque un premio, versato ogni trimestre a coloro che accettano, che induce gli insegnanti ad acconsentire Informazione, consulenza, formazione Nell azione dei CIO si possono riconoscere i tre elementi basilari dell orientamento: l informazione, la consulenza e la formazione. Per quanto riguarda l informazione, é utile innanzitutto prendere in considerazione le modalità con cui i CIO informano gli studenti. In primo luogo le informazioni inerenti le varie opzioni formative passano attraverso il materiale informativo (giornali, brochures, volantini), che viene consegnato dagli orientatori ai professeurs principaux e soprattutto esposto nei CIO. Esiste a questo proposito un ente pubblico apposito, l ONISEP (office national d information sur les enseignements et les professions), dipendente dal Ministero dell Istruzione, che si occupa proprio di ideare e stampare il materiale informativo. Data la complessità del sistema educativo, l ONISEP produce centinaia di giornali e brochures, nessuno dei quali si può definire esaustivo. Alcuni (tra cui quelli che vengono consegnati ai professeurs principaux) sono molto generali, e danno una prima idea per esempio delle possibilità dopo la troisième o dopo il bac, altri invece sono molto specifici, ed elencano le possibilità di formazione relative ad una determinata figura professionale, piuttosto che gli enti di formazione della regione, eccetera. Non é possibile dunque consultare il materiale dell ONISEP senza l assistenza che viene offerta nei CIO. In secondo luogo, i COP fanno spesso informazione in sedi collettive, ad esempio nelle giornate informative promosse dalle singole suole o anche in saloni e manifestazioni più grandi (come il salon du lycéen et de l étudiant che si tiene ogni anno nelle maggiori città francesi). Il loro ruolo é importante perché spesso in occasione di questi eventi sono presenti rappresentanze di varie scuole e università, le quali si presentano ognuna separatamente aumentando la confusione. I COP hanno invece una visione generale che aiuta molto gli studenti a capire il valore dei titoli rilasciati dalle varie scuole, nonché la durata degli studi per ottenerli, e le strade che si aprono dopo. Infine i COP fanno orientamento informativo in occasione dei colloqui individuali. Occorre subito dire che (diversamente da quanto accade a Torino) in sede di colloquio il tempo consacrato all informazione pura é preponderante, rispetto alla consulenza vera e propria. Questo avviene per motivi strettamente legati alle caratteristiche del sistema scolatico francese. Una prima ragione può essere identificata nella complessità del sistema, che i ragazzi devono già affrontare alla fine della troisième quando si aprono decine di strade davanti a loro. Praticamente nessun collégien arriva al colloquio con l orientatore avendo le idee chiare su quali sono le varie

4 possibilità che si aprono di fronte a lui. Capita spesso il caso del giovane che non sa cosa fare dopo, ma il caso più tipico é quello del collégien che sa grosso modo cosa vuole diventare, ma non ha la minima idea di come arrivarci. Praticamente nessuno conosce questioni importanti come la differenza tra CAP e BEP, la durata degli studi per arrivare al bac pro, l esistenza della séconde générale et technologique, o il valore degli enseignements de détermination. Dunque l orientatore deve, il 90 per cento della volte, chiarire queste cose prima di cominciare il colloquio vero e proprio, e non é raro che tali informazioni facciano subito cambiare idea al ragazzo, soprattutto quando scopre che i suoi propositi prevedono più anni di studio del previsto, o che la scuola che offre la formazione che desiderano si trova molto lontana da casa. Una seconda ragione riguarda i dossier scolaires. I COP utilizzano la pagella come primo indizio sulle capacità e le attitudini del giovane, ma non solo. C é infatti anche una finalità molto più immediata: capire se con quel dossier sarà accettato nel lycée dove lo studente vuole andare. Il problema riguarda paradossalmente meno l accesso alla séconde piuttosto che l accesso ai LP. Questo perché, esistendo moltissimi indirizzi, sia di CAP che di BEP, in seno ai lycée pro, quelli che sono molto richiesti non hanno posti sufficienti che per una piccola parte delle richieste e sono dunque costretti a fare una selezione durissima, molto più dura che un LGT (che pure offre un corso di studi più difficile). Al momento, per esempio, il BEP vendita risulta molto inflazionato, pur offrendo una qualifica professionale non più ricercata dai datori di lavoro di altre. Delle semplici questioni di moda influenzano molto il lavoro dei COP, che devono costantemente tenersi aggiornati ed informare prontamente gli studenti degli ostacoli oggettivi che pone una determinata scelta. Molti ad esempio pensano che con un dossier debole sia a priori più facile farsi accettare in un LP. L orientatore ha spesso lo spiacevole compito di informarli che di fatto non é così. Un ultima ragione, anch essa legata alle caratteristice della scuola francese e anch essa molto pratica, riguarda la collocazione fisica delle scuole sul territorio. Vale a dire, esistendo moltissimi tipi di indirizzi, sia nell ambito dell istruzione secondaria che superiore, può facilmente capitare che la scelta di un indirizzo implichi la scelta di una scuola lontana da casa. Questa é una questione da considerare nel momento in cui il giovane esprime un proposito e soprattutto nel momento in cui l orientatore azzarda un ipotesi per il ragazzo. Insomma esistono molti limiti reali da cui non si può prescindere e che devono essere ben chiarificati, spesso capaci di influenzare fortemente le scelte finali. Per ciò che riguarda la consulenza vera e propria, invece, essa passa solo attraverso il colloquio individuale, che in genere dura mezz ora. I colloqui con i COP possono aver luogo in due sedi: nei CIO e nelle scuole stesse. I COP sono infatti tenuti ad assicurare una permanenza settimanale nei collège e nei lycée pubblici del territorio di competenza del loro CIO. La tecnica appresa nella scuola di formazione é la maggiore arma a disposizione del COP; non si usa alcun test per sondare le attitudini come avviene a Torino. Si tenta però comunque (e di recente una circolare lo ha imposto come obbligo) di orientare tutti i ragazzi della troisième, il momento più difficile. I colloqui avvengono o nei CIO, o nelle sale adibite all orientameto direttamente nei collège, ed essi sono richiesti per lo più dagli studenti stessi, che conoscono abbastanza bene la figura del COP. Nelle classi più difficili spesso però sono i professeurs principaux che prendono l appuntamento per i ragazzi. Ogni COP ha un suo modo di gestire gli incontri con i ragazzi, non ci sono test né modelli di colloquio previsti. Si può dire che se c é una qualche uniformità, essa é garantita dalla formazione dei COP, che come si é visto é uguale per tutti in tutta la Francia. Esistono comunque dei momenti comuni praticamente a tutti i colloqui. In primo luogo l analisi del ragazzo, attraverso la lettura del bulletin des notes, ovvero la pagella, dove sono scritti, oltre ai voti, delle appréciations, ovvero dei commenti scritti per ogni materia dal professore competente, e soprattutto, al fondo del foglio, l appréciation globale curata dal presidente del consiglio di classe. Gli orientatori danno molta importanza a tali commenti perché spesso rivelano indizi fondamentali come il comportameto in classe, l assenteismo, lo studio a casa,

5 eccetera. Sui bulletins degli anni sensibili, ovvero quelli delle scelte (come la troisième, la seconde e l anno del bac), oltre all appréciation globale il consiglio di classe scrive un avis, vale a dire un consiglio relativo all indirizzo che il ragazzo può prendere dopo il collège o il lycée. Dopo aver visionato il bulletin i COP discutono con lo studente la scelta che intende fare. Spesso i ragazzi hanno in mente una determinata strada ma hanno bisogno di delucidazioni su questioni molto pratiche. Ad esempio quali scuole offrono una formazione inerente ai loro interessi, dove si trovano queste scuole, quanti anni di studio occorrono per avviarsi ad una determinata professione, eccetera. A questo punto segue la fase puramente informativa di cui si parlava prima. Vale la pena di considerare un aspetto che influenza molto il modo di lavorare degli orientatori francesi. Come si diceva prima, i COP devono informare lo studente dei limiti reali che una scelta può comportare, alla luce dei risultati presenti sul bulletin. Questo limita molto la sua possibilità di non ostacolare eventuali posizioni velleitarie, anche se anche qui, in teoria, questa é la tendenza da seguire. Se un ragazzo intende iscriversi in un scuola dove il suo dossier non sarà accettato, il COP deve avvertirlo e proporgli alternative. Ad esempio (caso classico) un collegien con una pagella debole che intende iscriversi alla seconde générale et technologique (spesso lo fanno anche per posticipare di un anno la scelta vera e propria), magari può anche essere accettato, ma verosimilmente i suoi risultati peggioreranno ulteriormente (un LGT non é un collége) e si troverà in gravi difficoltà al momento dell ammissione alla première dove i posti sono più scarsi. L orientatore deve informare il ragazzo di tale pericolo, soprattutto alla luce del fatto che é anche possibile passare alla première technologique dopo il BEP, cosa che pochi sanno. Questa scelta, pur essendo più in equilibrio rende possibile un compromesso e allarga molto le prospettive. Nel caso in cui il ragazzo non abbia alcuna idea di come proseguire la sua formazione, in genere il COP, oltre all analisi del bulletin, cerca di informarsi sulle sue attitudini e interessi extrascolastici, e poi lancia delle proposte, con l obiettivo di osservare le reazioni del ragazzo. Non sono rari infatti i casi di studenti che, più che non sapere realmente cosa fare, semplicemente ignorano l esistenza di alcuni percorsi formativi potenzialmente molto interessanti. Alla fine del colloquio in genere lo studente ha di fronte un ventaglio di possibilità da valutare o, nel caso avesse già le idee chiare, tutte le informazioni che gli servono per avviarsi sulla sua strada. Del colloquio non rimane nulla di scritto. Per quanto riguarda la formazione, occorre subito dire che tutto dipende da come si organizza il singolo CIO e soprattutto dalla relazione che si instaura con le scuole. Il COP é anche definito infatti conseiller technique du chef d établissement cioé consigliere tecnico del preside. I professori e i presidi non hanno le competenze per fare orientamento in modo completo, sia perché in genere non conoscono essi stessi il sistema scolastico francese, sia perché ovviamente non conoscono la metodologia padroneggiata dai COP. Tuttavia non in tutte le scuole tale consapevolezza é abbastanza forte da spingere presidi e professori ad instaurare una collaborazione più stretta con i CIO. Quando però questo accade, di solito la formazione é la necessità primaria del personale delle scuole, e questo vale soprattutto per i professeurs principaux. I presidi possono organizzare incontri ed eventi per permettere ai loro professori di ricevere una formazione di base sull orientamento in modo da saper far fronte alle domande degli studenti. Un altra categoria che necessita formazione é ovviamente quella dei genitori, i quali spesso sanno ancor meno dei professori quali strade si aprono dopo il brevet piuttosto che dopo il bac. Anche in questo caso dipende tutto dalle iniziative che prendono i presidi a livello di scuola e/o i professori a livello di classe, ma anche dalla disponibilità dei COP a fare cose che esulano dalla routine Le altre attività che spettano ai COP Fra i compiti dei COP, oltre all orientamento, sono previste anche altre azioni, più di tipo amministrativo. Esse sono la gestione dei moduli di rientro, dei bilans psychologiques e dei bilans primo-arrivant.

6 Il modulo di rientro é una prerogativa peculiare dei CIO che riguarda i giovani tra i 16 e i 26 anni che hanno lasciato la formazione primaria da più di sei mesi e che intendono ritornare a scuola. Solo dopo sei mesi infatti un ragazzo é ufficialmente considerato fuori dall education nationale, cioé disperso. Chi si trova in queste condizioni é obbligato a prendere un appuntamento con un COP per redigere un dossier récurrent, che sarà poi presentato al preside della scuola in cui intende iscriversi o reiscriversi. Questa pratica offre una sorta di garanzia alla scuola che accetta il ragazzo disperso. Il COP ha infatti il compito di valutare le reali intenzioni del ragazzo, e di rifiutare di avviare la pratica se appare evidente che abbandonerà di nuovo la scuola. Il dossier é una sorta di curriculum vitae seguito da due lettere di motivazione, una scritta dal ragazzo stesso, una scritta dall orientatore (le sue impressioni sul candidato). Il bilan psychologique (o psychometrique) costituisce invece la prima tappa della candidatura alla SEGPA per coloro che stanno già frequentando il collège. Riguarda quindi gli studenti con gravi difficoltà di apprendimento, e serve a verificare se ci sono davvero ritardi o handicap. Professori o genitori possono chiedere ai COP del CIO di competenza di fare per il ragazzo un bilan psychologique. Esso consiste in due momenti: un primo incontro con i genitori presenti, dove il COP spiega cos é la SEGPA e le modalità per candidarsi, e un secondo incontro con il ragazzo da solo, al termine del quale é tenuto a fare il test sul quoziente intellettivo. Al termine della procedura, valutando i risultati del test e del colloquio, il COP redige un dossier dove scrive un parere relativo alla candidatura alla classe SEGPA, ma non i risultati del test o del colloquio, che restano confidenziali. Sarà poi comunque una apposita commissione del collège a decidere se accettare la candidatura o no. Si é detto che riguarda i già iscritti al collège perché per i bambini della scuola elementare (e quindi per le candidature alla sixième SEGPA) tale procedura é gestita dagli psychologues scolaires. Infine, il bilan primo-arrivant, riguarda gli immigrati di meno di 16 anni che, appena arrivati in Francia, devono iscriversi al collège. E compito dei COP formulare un parere relativo al loro livello reale di istruzione, per consigliare al collège che li accoglierà in quale classe inserirli. I COP dispongono di alcune griglie di comparazione tra i sistemi educativi dei paesi d origine degli immigrati e quello francese, per poter comprendere innanzitutto a cosa corrisponde, in Francia, la classe che il giovane immigrato stava frequentando nel suo paese. In seguito il ragazzo é tenuto a fare un test per verificare le sue reali conoscenze di base (ad esempio di matematica). I CIO dispongono di test in arabo, spagnolo e molte altre lingue. Sulla base delle informazioni così raccolte, e anche del risultato del colloquio, che permette al COP di valutare anche le capacità linguistiche del candidato, l orientatore formula un parere che trasmetterà al collège. Sarà comunque anche qui il collège stesso alla fine a decidere in quale classe inserire il giovane Il consulto per gli adulti Come si é detto, nella teoria i CIO si occupano delle persone ancora inserite nell Education Nationale, ma di fatto copre anche utenze diverse. Si tratta principalmente degli adulti, che sempre più numerosi si rivolgono agli orientatori. I CIO, essendo un servizio pubblico aperto a tutti, ovviamente non possono rifiutarsi di offrire questo servizio, che é già di orientamento (e riorientamento) professionale. Gli adulti si rivolgono al CIO principalmente per avere infomazioni sulla formation continue, le scuole serali e, soprattutto, sulla VAE, che é abbastanza recente ma sempre più conosciuta. A nessuno sfugge il fatto che é sempre più importante, oggi, avere un titolo riconosciuto, un diploma o una formazione adeguata, e la VAE é proprio nata come risposta a questa necessità. I COP sono l interlocutore ideale degli adulti in questi casi, per le qualità stesse della loro figura professionale. Innanzitutto essi conoscono meglio di chiunque altro il complesso sistema educativo francese, compresa la VAE, anche rispetto ai funzionari dell ANPE. In secondo luogo, sono tenuti a tenersi informati sulle evoluzioni del mercato del lavoro (come si é visto già per l ammissione alla

7 scuola di formazione). Ciò può risultare vantaggioso per una persona decisa a ri-orientare la propria vita professionale verso un nuovo settore. L orientatore del CIO é la figura più adeguata a fornire informazioni su vantaggi e svantaggi di una certa scelta professionale e sulle possibilità relative alla formazione che tale scelta comporta. 2.3 Le azioni dei CIO nelle scuole (lycées e collèges) Dagli anni 90, le azioni dei C.I.O. nelle scuole sono l oggetto di un contratto di impegno reciproco. Il numero di unità di consiglieri di orientamento in una determinata scuola così come la tipologia e la frequenza delle attività sono negoziate di anno in anno con il preside. Sicché le azioni condotte dai consiglieri di orientamento dipendono da più fattori, come ad esempio, le proposte del C.I.O. del bacino di competenza, la disponibilità di erti presidi, le particolarità sociali del territorio in cui si trova la scuola, la tipologia degli studenti ecc., e possono differire enormemente in rapporto al bacino di attività. Ora cercheremo di esporre le differenti azioni che i consiglieri di orientamento conducono nei collèges e nei lycées, premettendo che questa presentazione non può essere completamente soddisfacente. Infatti proporremo un quadro tutto sommato teorico e ideale, che difficilmente può trovare un applicazione completa a livello della pratica. Sono spesso le differenti condizioni ed esigenze in cui si trovano a lavorare i consiglieri di orientamento che richiedono certe attività a discapito di altre. In sintesi, le azioni che enunceremo rappresentano un modello ideale; nella pratica, non tutte sono, nella maggior parte dei casi, applicate simultaneamente. Nel collège: In sixième, i consiglieri di orientamento apportano il loro aiuto agli insegnanti per la valutazione dei bisogni educativi degli studenti. Insieme, cercano di delineare una diagnosi in termini cognitivi dei ragazzi in difficoltà in vista di una eventuale rimediazione efficace. L insieme di queste azioni si inserisce nel quadro del PPRE 3, il quale ha come obiettivo quello di definire le difficoltà e i punti forti di uno studente tramite test in matematica e in francese, l osservazione dei professori e la somministrazione da parte del consigliere di orientamento del test EVAC 4. Tutte queste misure vogliono reintegrare lo studente con eventuali difficoltà in un normale corso di studi. Dalla cinquième alla troisième, non sono previsti interventi diretti dei COP. Tuttavia il quadro orario degli studenti prevede dodici ore di vita di classe ogni anno, all interno delle quali si affrontano i problemi di organizzazione della classe, di gestione dei conflitti e dell educazione all orientamento, condotta quest ultima direttamente dal professore principale o dai professori documentaristi. E soprattutto durante l ultimo anno del collège che l educazione all orientamento e i servizi dei consiglieri hanno un ruolo fondamentale nella vita della classe. Durante questo periodo, i COP organizzano degli incontri d informazione e degli ateliers di orientamento, ai quali si aggiungono le ore di vita di classe già previste. I consiglieri di orientamento e il preside preparano, accanto alle attività dirette alla classe, degli incontri indirizzati alle famiglie. Generalmente i COP dispongono di un loro ufficio situato all interno delle scuole. Essi vi passano una parte del loro tempo di lavoro alfine di garantire appoggio e consiglio agli allievi e alle famiglie che lo richiedono. Gli studenti vi si recano per degli incontri individuali, o per loro iniziativa, spinti spesso dai precedenti incontri o ateliers di orientamento, oppure sotto esplicita richiesta da parte del professore principale. 3 PPRE: Progetto Personalizzato di Successo Educativo. 4 Il test EVAC definisce delle competenze nel campo cognitivo alfine di determinare il tipo di funzionamento cognitivo. Esso fornisce una scala cognitiva globale composta da tre elementi: l approccio simultaneo (sintetico), l approccio sequenziale (analitico) e la competenza linguistica, quest ultima divisa in un aspetto ricettivo e in uno espressivo.

8 I consiglieri di orientamento partecipano anche ai consigli di classe, il che gli permette di reperire informazioni riguardanti la vita scolastica dei ragazzi e di fornire dei consigli al gruppo insegnanti. E necessario ricordare che la specifica formazione in campo psicologico dei COP gli permette di arricchire e completare i giudizi dei professori. Nel Lycée Général et Technologique : Le azioni dei consiglieri nel liceo generale riguardano soprattutto l appoggio, la divulgazione di informazioni e il consiglio presso gli studenti della seconde. Come abbiamo precedentemente visto, questo è un anno di fondamentale importanza per quanto concerne la scelta di orientamento, dato che è durante questo lasso di tempo che i giovani liceali devono prendere coscienza delle proprie propensioni e delle proprie capacità in vista degli anni di maggiore specializzazione che seguiranno. I consiglieri di orientamento propongono, in collaborazione con il professore principale, degli incontri di informazione e degli ateliers di orientamento per tutta la durata dell anno scolastico. Negli incontri di informazione si propongono degli incontri collettivi che permettono di affrontare temi che dovrebbero condurre gli studenti a riflettere sulla loro scelta, sul percorso scolastico, sulle attese e sull avvenire. Gli ateliers sono invece incontri di numero più limitato. Normalmente sono gli stessi incontri collettivi di informazione che istillano in certi giovani la voglia di approfondire alcuni temi piuttosto che altri, i quali dunque verranno trattati separatamente negli ateliers. L interesse di tali ateliers risiede in ciò, che essi rispondono a problemi e domande personali e che questi temi sono affrontati sempre con altri alunni, magari di classi differenti. La frequenza con cui queste attività vengono condotte non si può delineare a priori, dato che le azioni sono sempre negoziate con la singola scuola all inizio di ogni anno scolastico. Tuttavia possiamo sottoporre ai lettori un esempio di proposta di intervento dei consiglieri di orientameno di Villeurbanne al Liceo Fays, durante l anno scolastico Le attività che presenteremo riguardano la classe seconde. Esse si prefiggono diversi obiettivi, quali facilitare la transizione troisième/seconde, l adattamento al liceo, l apporto di elementi che permettano ad ogni singolo di compiere una scelta di orientamento personale e coerente, preparare il dopo diploma. La proposta di intervento al Liceo Fays prevede innanzitutto un incontro collettivo di un ora in Novembre sul tema Perché sono al liceo?, che dovrebbe permettere ad ogni studente di prendere coscienza delle ragioni che l hanno condotto in quella classe. Al termine di questo incontro e in funzione delle conclusioni personali e delle che ogni allievo avrà tratto, i consiglieri propongono degli ateliers di approfondimento per i volontari. Gli ateliers proposti sono i seguenti: Atelier 1 (dicembre, durata un ora e trenta): Potere personale: qual è la mia parte di libertà e di responsabilità in ciò che vivo? Atelier 2 (dicembre, durata un ora e trenta): Come fare se non ho alcun progetto? Atelier 3 (dicembre, durata un ora e trenta): Imparare a organizzarmi meglio Dopo gli ateliers, i COP propongono un nuovo incontro collettivo, in gennaio, sul tema: verifico la fattibilità dei miei progetti, alfine di permettere ad ogni studente di concentrarsi sui suoi punti deboli e su quelli forti; informare lo studente sulle particolari materie degli anni a venire e sulle differenti capacità richieste per affrontarle; permettere all allievo di valutare le sue possibilità di successo. In seguito un atelier della durata di 1 ora e trenta, in marzo, e sul tema Prevedere settembre, sarà proposto alle classi. Infine, durante il mese di aprile, un terzo e ultimo incontro verterà sul tema quale baccalaureato scegliere e perché?, volto alla spiegazione di ciò che attenderà gli studenti alla fine della seconde.

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