RISOLUZIONI DELLA 4 a CONFERENZA REGIONALE AFRICANA DELL ORDINE OSPEDALIERO DI SAN GIOVANNI DI DIO maggio 2011

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1 RISOLUZIONI DELLA 4 a CONFERENZA REGIONALE AFRICANA DELL ORDINE OSPEDALIERO DI SAN GIOVANNI DI DIO maggio 2011 Introduzione Per rispondere agli obiettivi del sessennio, fissati dal Governo Generale dell Ordine, i Confratelli in Africa che esercitano ruoli di responsabilità in questo continente, insieme ad alcuni Collaboratori hanno tenuto un incontro ad Agoé-Nyivé (Lomé), dal 16 al 20 maggio 2011, alla presenza del Priore Generale, che per l occasione era accompagnato da alcuni Consiglieri Generali, per discutere sul tema: La Famiglia Ospedaliera di San Giovanni di Dio al servizio della missione. Dobbiamo considerare infatti la missione della Famiglia di San Giovanni di Dio come elemento essenziale del nostro essere nella Chiesa, e cioè per l evangelizzazione. Nella sequela di Gesù Cristo, il Redentore del mondo, rinnoviamo la nostra misericordia nei confronti di coloro che sono più deboli da un punto di vista fisico e spirituale. Nel corso della conferenza abbiamo potuto riflettere sulla vita di questa nostra Famiglia Ospedaliera e sulla sua missione evangelica, così come sui modi per far fronte alle sfide che ci troviamo di fronte all inizio del terzo millennio. 1. Elementi di particolare importanza che sono emersi durante la conferenza Nella riflessione abbiamo identificato alcuni argomenti che sono emersi riguardo la nostra vita comunitaria e le nostre opere apostoliche, che sono i seguenti: a) I nostri punti di forza La presenza vocazioni religiose e la presenza di molti giovani Confratelli nelle comunità. Il carattere internazionale delle nostre Comunità in Africa. Una vita comunitaria fedele al carisma dell ospitalità e la percezione del sacro attraverso le persone che beneficiano della nostra missione. Una lunga esperienza al servizio della salute. Le strutture buone e di alto livello tecnologico. Il ricordo dei defunti durante la celebrazione dell Eucaristia. La chiarezza della nostra identità nella Chiesa e nel mondo. La buona organizzazione del nostro ambiente, con il sostegno di un buon gruppo di lavoro. La qualità delle cure nei nostri centri, che infondono un immagine positiva della nostra Missione. Confratelli e Collaboratori attivi e impegnati. Il coinvolgimento effettivo dei Confratelli nelle cure e nell assistenza ai pazienti. La buona volontà dell Ordine. 1

2 b) I nostri punti deboli Un coinvolgimento inadeguato dei Confratelli e delle comunità nella pastorale vocazionale e nel discernimento. Assenza o bassi livelli di auto-sostenibilità delle nostre opere apostoliche, a causa della nostra natura no-profit e sistemi di gestione finanziaria deboli. Scarsità di personale qualificato ad assumere posti di responsabilità. Conoscenza insufficiente della tradizione e dei valori dell Ordine nei nostri Collaboratori. Mancanza di senso di sacrificio, di servizio e di abnegazione. Assenza o non utilizzo dei manuali di procedura gestionale e amministrativa, e dei protocolli di cura. Assenza di piani strategici in alcuni dei nostri centri. Bassi livelli di remunerazione per il personale. Diminuzione delle vocazioni alla vita religiosa e tendenza a vivere l individualismo. Mancanza di comunicazioni/informazioni. c) Opportunità Apertura dei Governi al dialogo con la Chiesa. Apertura dei nostri centri nei confronti di altri centri professionali no-profit. Riconoscimento dei Governi della missione realizzata dall Ordine. Pagamento dei salari al personale dei nostri centri da parte di alcuni Governi. Progressiva assimilazione della filosofia dell Ordine da parte dei nostri Collaboratori. Presenza di Scuole per la formazione infermieristica. Possibilità di stipulare contratti di collaborazione bilaterale con le ONG e con le compagnie di assicurazione. d) Sfide La mancata attuazione dei criteri elaborati nel libro della formazione del Mancanza di percezione, nei Collaboratori, della preoccupazione dell Ordine nei loro confronti. Il frequente cambiamento della leadership nelle nostre opere, a causa del trasferimento dei Confratelli, senza considerare la loro responsabilità in corso. La crisi economica mondiale e la diminuzione dei donatori. La riduzione della generosità in alcune comunità. L alto tasso di inflazione e il costo dei beni di prima necessità. 2

3 1. Piano strategico CAMPI OBIETTIVI AZIONI INDICATORI Formare i Confratelli per una pastorale vocazionale dinamica. CONFRATELLI E COLLABORATORI: UNA FAMIGLIA UNITA E SOLIDALE NELLA MISSIONE. Avere un buon numero di Confratelli ben preparati e aperti ai Collaboratori e agli utenti. Incoraggiare un gran numero di Collaboratori ad essere ben formati e ad assumere la responsabilità nel loro lavoro assieme ai Confratelli da adesso fino a dicembre Messa in atto dei criteri stabiliti nel Libro della Formazione del Una formazione professionale adeguata per i Confratelli e per i Collaboratori. Assumere Collaboratori qualificati. Stabilire in modo congiunto il piano per la carriera dei Collaboratori salariati. Motivare i Collaboratori. Molti Confratelli si dedicano alla pastorale vocazionale e alle attività di pastorale. Avere almeno due postulanti all anno e per ogni postulantato (4); 8 novizi all anno e 8 professi semplici all anno. La maggioranza dei Confratelli e dei Collaboratori sono ben formati professionalmente in tutti i campi necessari per l Ordine in Africa. Assumere un numero di Collaboratori qualificati. Almeno 1 all anno. Numero di Collaboratori specializzati all anno. Almeno 1 all anno. Promuovere la trasmissione dei valori dell Ordine da adesso fino a maggio Stabilire la Scuola dell Ospitalità per l Africa Formare Confratelli e Collaboratori ai valori dell Ordine. L esistenza della Scuola dell Ospitalità. Almeno 10 Confratelli e Collaboratori formati ogni 2 anni. Numero di riunioni tenute all anno per la trasmissione dei valori. 3

4 Promuovere la solidarietà nella Famiglia Ospedaliera in Africa da adesso fino a dicembre Trasferire Confratelli e Collaboratori da un opera all altra. Organizzare incontri di scambio tra Definitori Provinciali, équipe di formazione, uffici di gestione e di risorse umane, ecc Un certo numero di Confratelli trasferiti da un opera ad un altra. Incontri inter-provinciali che si tengono su mandato della Provincia. - CONFRATELLI E COLLABORATORI: UNA FAMIGLIA UNITA NELLA MISSIONE DI TESTIMONIANZA E DI SERVIZIO Promuovere una buona governance nell Ordine in Africa da adesso fino a maggio 2014, effettiva entro maggio Elaborare un organigramma per i due Definitori, per gli Ospedali e i Centri. Elaborare un piano strategico per ogni Centro ed ogni Ospedale. Elaborare delle procedure di controllo finanziario. Elaborare dei protocolli per la selezione, l assunzione e l avviamento del personale, gli incentivi e la valutazione. Informatizzare tutti i sistemi amministrativi e finanziari. Inviare i rapporti alle Curie Provinciali ogni mese, trimestralmente e una volta l anno. Effettuare una revisione interna ed esterna una volta l anno. L esistenza dei consigli d amministrazione e dei comitati di direzione. L esistenza di procedure amministrative e finanziarie. L esistenza di protocolli per la selezione, l assunzione e l avviamento del personale. Disponibilità dei rapporti alle Curie Provinciali mensili, trimestrali e annuali. Esistenza dei computers e del collegamento a internet. Esistenza dei programmi (software) per il settore amministrativo e finanziario. Esistenza dei rapporti di revisione finanziaria e raccomandazioni sulla revisione. 4

5 Arrivare all autonomia finanziaria di Centri e Ospedali entro 10 anni. Cercare dei benefattori a livello locale. Firmare contratti di partnerariato con i governi locali. Effettuare investimenti in campo bancario e in quello immobiliare. Gemellare gli ospedali con gli altri ospedali dall Ordine. L esistenza di attività di raccolta fondi a livello locale. Un certo numero di contratti siglati con i governi. Un certo numero di investimenti realizzati in campo bancario ed immobiliare. Gemellaggi tra gli ospedali. Realizzare la mobilitazione di nuove risorse. Creare attività che producano dei ricavi. Creare associazioni. Sviluppare altre attività complementari. Esistenza di attività diversificate nei nostri centri Promuovere la bioetica nei nostri Centri e Ospedali da ora fino a dicembre Creare un comitato di bioetica in ogni ospedale. Elaborare un programma di formazione in bioetica. L esistenza dei comitati di bioetica negli Ospedali L esistenza di un programma di formazione in bioetica Tenere un certo numero di riunioni formative nel campo della bioetica. L esistenza di un modulo di formazione nella bioetica nelle nostre Scuole Infermieristiche. 5

6 Promuovere la Pastorale della salute nei nostri centri e ospedali da ora fino a maggio Stabilire un gruppo di pastorale della salute. Elaborare un programma di formazione nel campo della Pastorale della Salute. L esistenza di gruppi di Pastorale. L esistenza del programma nel campo della pastorale. L esistenza di una cappellania Per poter avere una messa in atto effettiva e pratica delle presenti risoluzioni della Conferenza, raccomandiamo quanto segue: 1. Pianificare dei seminari operativi ed organizzativi a livello delle due entità africane, con il sostegno di un esperto nel caso fosse necessario. 2. Creare a livello delle Province e della Vice-Provincia un comitato formato da 4 membri per guidare e seguire la messa in atto delle risoluzioni. 3. Loro diffusione a livello di ogni Comunità e opera in Africa, accentuandone il valore e l importanza della loro messa in pratica. RACCOMANDAZIONI 1. Formazione: a) Dai due Definitori dell Ordine in Africa, un Comitato dovrà redigere la bozza di un Piano Strategico, per rivedere e presentare la copia finale delle suddette Risoluzioni sotto forma di un Piano Strategico che comprenda tutto, entro il 10 giugno b) Da ciascuno dei due Definitori africani, un Comitato Operativo per il Piano, formato da ciascun Definitorio più due persone,, la cui funzione principale sarà quella di redigere politiche, procedure operative standard e protocolli, dovrà consegnare il Piano per quattro anni entro il 15 agosto 2011 a tutte le Comunità e ai Centri. 6

7 2. Spetta ai Definitori africani presentare dei sistemi per una messa in atto efficace e agevole, per il controllo e la valutazione di questo programma; e per questo dovrebbero essere redatte delle linee guida per ogni Centro e Comunità da usarsi al momento della redazione del piano strategico. 3. Desideriamo che la Curia Generalizia sostenga il nuovo cammino che la Famiglia Ospedaliera in Africa si accinge ad intraprendere da questo momento. Le nuove strade che metteremo in atto guideranno le opere della Famiglia Ospedaliera in Africa e ci porteranno a nuovi livelli. Tra questi nuovi livelli che sogniamo c è anche la sostenibilità economica. 4. La nostra ultima raccomandazione è per una cooperazione incondizionata da parte di tutti i Confratelli e i Collaboratori. non dobbiamo rimanere ancorati ai vecchi modelli. ZÜté x t àâàà 7

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