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1 IMPORT & EXPORT DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA 1 semestre 2013

2 A cura di: Vania Corazza Ufficio Statistica e Studi Piazza Mercanzia, Bologna Tel. 051/ Fax 051/ Sito web Camera di Commercio: Sito web Ufficio Statistica (Rete Starnet): - Area Territoriale Bologna Ottobre 2013 I dati relativi ai periodi più recenti sono in parte provvisori e potranno essere suscettibili di rettifiche nelle successive edizioni. I dati contenuti in precedenti pubblicazioni che non concordano con quelli del presente volume s intendono rettificati. I dati pubblicati possono essere riprodotti purché ne venga citata la fonte

3 Import & export della provincia di Bologna nel 1 semestre

4 .

5 CAPITOLO 1 - IMPORT ED EXPORT DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA Nei primi sei mesi del 2013 l andamento del commercio mondiale ha mostrato segnali di rallentamento, tanto che, in settembre, l Organizzazione per il Commercio Mondiale (WTO) ha ritoccato le stime relative alle previsioni di crescita per l anno in corso: dal +3,3% ipotizzato in aprile, si è passati al +2,5%. Viene, inoltre, previsto un +4,5% per il Per quanto riguarda i dati italiani, tra gennaio e giugno si registra una lieve diminuzione delle esportazioni (-0,4%), a livello tendenziale, e una flessione più consistente delle importazioni (-7%). In tale contesto vanno collocati i flussi di import-export della provincia di Bologna. Decelera la flessione delle importazioni, dal -9,2% del primo semestre 2012 si passa infatti al -4,9% dei primi sei mesi dell anno in corso, mentre annota un rallentamento il percorso di crescita delle esportazioni, che si attestano sul -0,5%. CONSISTENZE E VARIAZIONI % 1 semestre var. % rispetto stesso sem. anno prec / /12 Importazioni ,2-4,9 Esportazioni ,4-0,5 Saldo ,0 5,1 Complessivamente le esportazioni bolognesi oltrepassano i 5,6 miliardi di euro, la lieve flessione annotata tra gennaio e giugno, rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, è correlabile ai dati del secondo estre: tra aprile e giugno 2012 si era infatti registrato un incremento tendenziale del 3,4%, che non si è confermato nel secondo estre 2013 (-1,2%). 120 Commercio internazionale in provincia di Bologna dati estrali (Numeri indice 2007=100) 110 Export Import

6 Contemporaneamente le importazioni si attestano sui tre miliardi di euro, dando origine ad un saldo commerciale ampiamente positivo che, seppure in frenata rispetto agli incrementi a due cifre riportati nei due anni precedenti, registra un aumento del 5,1% su base annua e supera i 2,6 miliardi di euro. Se si considera il primo semestre 2008 come ultimo periodo di espansione delle esportazioni, prima del conclamarsi della crisi, i dati attuali, relativamente alle vendite estere, risultano essere inferiori di oltre 150 milioni di euro, in flessione, rispetto ai livelli pre crisi, del 2,6%. Nello stesso periodo il saldo commerciale è migliorato del 14,6%, nonostante la forte diminuzione tendenziale annotata nel 2009 (-28,8%). L interscambio commerciale della provincia di Bologna sembra, dunque, riflettere le dinamiche in atto a livello nazionale sia per quanto riguarda l andamento dei flussi in entrata e in uscita, sia per quanto concerne il miglioramento del saldo tra vendite e acquisti. 6

7 CAPITOLO 2 - LE DINAMICHE PER SETTORE DI ATTIVITÀ L importanza del manifatturiero per il tessuto economico bolognese è evidenziata anche dalla consistente quota di esportazioni prodotte da tale settore. Nonostante la flessione delle vendite estere (-0,3%), annotata nei primi sei mesi dell anno, la quota di export del manifatturiero si è mantenuta pressoché costante, quasi il 99% sul totale dei settori, riportando, inoltre, un saldo positivo di oltre 2,7 miliardi di euro: risultato legato essenzialmente al rallentamento delle importazioni (-5,6%). Esportazioni: confronto settoriale 1 semestre (Variazioni tendenziali) -1,1 Metalmeccanico -2,7-0,3 0,5 Bologna Emilia Romagna Italia Manifatturiero 1,6-0,6-0,5 Totale 1,4-0,4 A differenza di quanto accaduto nel primo semestre dello scorso anno, i primi sei mesi del 2013 vedono una crescita del saldo del manifatturiero lievemente superiore a quella complessiva dei settori, sebbene l ammontare della variazione sia di tutt altro tenore. Se nei primi due estri del 2012 il saldo del manifatturiero aveva registrato una crescita tendenziale a due cifre (+19,6%), nell anno in corso l aumento del saldo è stato molto più contenuto (+6%). Va comunque sottolineato come il rallentamento delle vendite estere del settore manifatturiero bolognese mantenga un passo più contenuto rispetto a quanto accaduto a livello nazionale. La notevole rilevanza del comparto metalmeccanico per l economia bolognese, le cui vendite estere costituiscono quasi il 71% dell export bolognese, rende particolarmente significativa la flessione annotata in questo primo scorcio di anno (-1,1%), che ha influenzato in modo importante la variazione complessiva delle esportazioni del manifatturiero. A livello regionale, le esportazioni del settore manifatturiero, poiché comprendono quelle di province nelle quali la diversificazione settoriale è più accentuata rispetto a quanto accada in provincia di Bologna, annotano mediamente una variazione tendenziale positiva (+1,6%). Va comunque sottolineato come il comparto metalmeccanico bolognese abbia mostrato miglior tenuta sui mercati extra-comunitari, annotando infatti, nel primo semestre 2013, un +5,5%, mentre nei Paesi dell Unione Europea si è registrata una flessione dell 8,8%. In particolar modo la divisione dei macchinari ed apparecchi, con oltre il 40% di esportazioni sul totale complessivo, si è distinta sui mercati extra-ue, con oltre il 25% delle vendite globali, registrando, nel periodo in analisi, un +8,9%, mentre sui mercati comunitari la variazione è 7

8 stata del -10,4%, per giungere a segnare, complessivamente, un modesto +0,8%, che comunque rettifica una flessione del 2,3%, annotata nello stesso periodo del I mezzi di trasporto, a fronte di una flessione delle vendite comunitarie del 12,5%, hanno annotato una diminuzione più contenuta sul resto delle vendite (-1,7%), registrando complessivamente una diminuzione del 6,3% e mantendo positivo il saldo. Esportazioni settore manifatturiero 1 semestre (Valori in migliaia di euro) CK-Macchinari ed apparecchi n.c.a. CL-Mezzi di trasporto CB-Prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori CH-Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti CJ-Apparecchi elettrici CG-Articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi CE-Sostanze e prodotti chimici CA-Prodotti alimentari, bevande e tabacco CM-Prodotti delle altre attività manifatturiere CI-Computer, apparecchi elettronici e ottici CC-Legno e prodotti in legno; carta e stampa CF-Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici CD-Coke e prodotti petroliferi raffinati UE-28 Extra UE In frenata anche il tessile abbigliamento, che a fronte di un -0,3% di esportazioni, costituito dal -1% per le vendite comunitarie e dal +0,6% per le vendite extra-ue, vede consolidarsi un saldo positivo (+28,6%). Positivo l andamento delle vendite estere delle industrie alimentari e delle bevande (+16%) che, nello stesso periodo del 2012, avevano annotato un più modesto +4,5%. Migliora, per questo comparto, anche il saldo negativo: diminuisce infatti di quasi il 30% rispetto allo stesso periodo del Per gli altri settori di attività economiche si rileva sempre il segno meno nelle vendite estere dell agricoltura (-8,5%), peraltro con un saldo negativo in consistente aumento. Dati positivi per quanto riguarda i saldi dei prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (sebbene in forte calo rispetto ai saldi del primo semestre dello scorso anno) e dei prodotti delle attività dei servizi di informazione e comunicazione. 8

9 CONSISTENZE E VARIAZIONI % PER SETTORE DI ATTIVITÀ 1 SEMESTRE 2013 Settore A - prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca B - prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere stock Import Export Saldo var. % risp. stesso sem. anno prec. stock var. % risp. stesso sem. anno prec. stock ,9% ,5% ,3% ,9% C - prodotti delle attività ,6% ,3% manifatturiere D - energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata E - prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento 0 0,0% 0 0,0% ,8% ,5% J - prodotti delle attività dei servizi di informazione e comunicazione ,5% ,5% M - prodotti delle attività professionali, scientifiche e tecniche R - prodotti delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento S - prodotti delle altre attività di servizi V - merci dichiarate come provviste di bordo, merci nazionali di ritorno e respinte, merci varie ,1% ,1% ,7% ,4% ,0% 0 0,0% ,4% ,3% Totale ,9% ,5% N.B.: Per il codice D non è possibile rilevare la quantità in kg dei flussi movimentati; il dato relativo ai kg è puramente convenzionale, necessario per scopi interni. Dal 2007 i dati relativi al codice D potrebbero inoltre subire una revisione a seguito degli effetti dovuti ai cambiamenti della normativa europea sugli scambi di energia. IL SETTORE V è un settore residuale che comprende convenzionalmente le merci consegnate a navi ed aerei come provviste e dotazioni di bordo, oltre alle merci nazionali di ritorno oppure respinte, e alle merci varie destinate ad impianti industriali o non classificate altrove. 9

10 CAPITOLO 3 - LE DINAMICHE PER PAESE Procede, anche nella prima parte del 2013, il percorso di differenziazione tra i mercati di sbocco e quelli di provenienza per quanto riguarda l interscambio commerciale della provincia di Bologna. Se oltre il 68% delle importazioni proviene dai Paesi dell Unione Europea, quota pressochè costante rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, diminuisce la percentuale delle vendite rivolte alla stessa area geografica: meno della metà delle esportazioni bolognesi si è infatti indirizzata verso l UE-28. Le variazioni tendenziali confermano tale evoluzione, infatti le vendite verso i Paesi comunitari, nei primi sei mesi dell anno, vedono una flessione del 7,3%, mentre quelle rivolte verso il resto del mondo annotano un incremento del 6,5%. Nel primo semestre dell anno in corso, le esportazioni del settore manifatturiero bolognese, nei Paesi dell Unione Europea-28, hanno costituito circa il 47% delle esportazioni complessive del settore. Oltre il 65% delle vendite nei paesi comunitari è indirizzato verso cinque di essi: Germania (24,6%), Francia (18%), Regno Unito (9%), Spagna (7,3%) e Polonia (6,9%). Complessivamente aumenta di oltre un punto percentuale la quota delle esportazioni verso i Paesi europei non comunitari, con un incremento tendenziale delle vendite a due cifre (+12,1%), contemporaneamente diminuiscono le importazioni, tanto che il saldo commerciale, già positivo, migliora di oltre il 16%. Viceversa, il saldo verso l UE-28, pur positivo, diminuisce di quasi il 14%. IMPORT ED EXPORT PER PRINCIPALI AREE DI PROVENIENZA/DESTINAZIONE Area geografica 1 semestre 2013 stock e peso % var. % rispetto stesso. anno prec. import export import export Unione europea a ,6% ,4% -5,2% -7,3% Altri Paesi europei ,0% ,4% -8,5% 12,1% Africa ,2% ,4% -25,3% 19,6% America ,9% ,6% 12,8% -5,8% America Settentrionale ,3% ,0% 24,6% -6,0% America centro meridionale ,6% ,5% 0,8% -5,5% Asia ,3% ,8% -5,9% 11,0% Medio oriente ,2% ,0% 23,4% 2,9% Asia centrale ,8% ,9% -2,8% 5,4% Asia orientale ,3% ,0% -7,7% 15,0% Oceania ,1% ,4% -1,2% 6,5% Altre Destinazioni ,0% ,1% 281,6% 19,1% Le vendite verso i Paesi europei non comunitari sono sostenute dalla ripresa delle esportazioni verso la Turchia e la Russia. Per la prima nazione, dopo la forte frenata registrata nel primo semestre 2012 (-30,1%), nei primi sei mesi dell anno in corso si annota un +18,1%. Per l ex Repubblica sovietica si raggiunge un +19,5%, a fronte di un più contenuto +6,2% del 10

11 primo semestre dello scorso anno. Segno negativo a due cifre riportano le vendite verso la Svizzera (-10,6%), flessione diffusa in quasi tutti i settori, seppure con diverse intensità, con due eccezioni, rappresentate dalle vendite delle industrie alimentari e delle bevande (+18,9%) e da quelle di computer, apparecchi elettronici ed ottici (+2,7%). Vista la complessità della situazione economica italiana, acuita dalla persistente incertezza politica, la capacità delle imprese, di intensificare le proprie attività commerciali sui mercati esteri, mostra quanto l unico volano per l economia del territorio venga rintracciato e valorizzato dagli operatori del tessuto economico bolognese. L attenzione che è stata rivolta verso aree geografiche diverse, rispetto ai partner commerciali tradizionali, ovvero i Paesi dell Unione Europea e gli Stati Uniti, richiede comunque un impegno sempre crescente, poiché le dinamiche economiche dei cosiddetti Paesi Emergenti mostrano segnali molto diversificati. Anche l Organizzazione Mondiale del Commercio, nell ultimo rapporto (Settembre 2013), auspica che il rallentamento economico globale abbia toccato il punto di minimo e che una ripresa, seppure esitante, possa essere in fase di avvio. Nella medesima analisi si sottolinea la decelerazione registrata dalle economie emergenti negli ultimi mesi, sebbene i dati più recenti riguardanti la produzione industriale cinese lascino intravvedere segnali di ripresa della dinamica economica. L India, invece, sembra ancora trovarsi in una situazione di forte contrazione. A fronte di tali considerazioni si illustra l andamento delle esportazioni della provincia di Bologna su alcuni mercati esteri che rivestono senza dubbio ruoli interessanti. Nei primi sei mesi dell anno, riprendono a crescere le esportazioni verso l Asia (+11%) che, nello stesso periodo del 2012, avevano annotato un forte rallentamento, giungendo in area negativa (-2,2%). Diminuiscono le importazioni (-5,9%), consentendo così al saldo commerciale, già ampiamente positivo, di migliorare di oltre quaranta punti percentuali. La dinamica positiva riscontrata nel continente asiatico, che acquista quasi il 21% dei prodotti bolognesi esportati, è trainata principalmente dai Paesi dell Asia Orientale, che riportano un aumento tendenziale di quasi il 15%. Tra i principali partner commerciali delle imprese bolognesi in tale area geografica, vanno sottolineate le buone performance di Cina e Indonesia, verso le quali le vendite annotano incrementi a due cifre, mentre con Hong Kong ci si attesta su una variazione pressoché nulla. Diminuiscono dell 1,6% le esportazioni verso il Giappone. Con i Paesi dell Asia centrale i rapporti commerciali sono molto variegati, complessivamente, nei primi sei mesi dell anno, le esportazioni sono aumentate del 5,4%, a fronte di una frenata a due cifre annotata nel primo semestre Diminuiscono le importazioni (-2,8%) e il saldo di oltre 50 milioni di euro è aumentato di quasi sedici punti percentuali. Il Kazakistan, verso il quale si esportano macchinari e prodotti tessili, e il Bangladesh, che acquista principalmente macchinari, contribuiscono ai risultati positivi del semestre, mentre l India (con un -2,6%) e lo Sri Lanka (-41,9%) si muovono in direzione opposta. Rallentano le vendite verso i mercati del Medio Oriente. Se l incremento dell anno passato si attestava sul 22,3%, nei primi sei mesi di quest anno si sfiora appena il 3%, il saldo rimane comunque positivo, con una crescita attorno allo zero. Tra i Paesi dell area le dinamiche sono molto differenti, si va, infatti da un +23,3% di vendite verso l Arabia Saudita (con un saldo positivo in crescita del 21%), alla flessione del 4,3% con gli Emirati Arabi Uniti. I dati del commercio internazionale relativamente al continente americano segnano un rallentamento consistente, le esportazioni annotano un -5,8%, nel semestre in analisi, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo si era annotato un +30,5%, rallentamento che sembra 11

12 equamente ripartito tra America settentrionale e America centrale. Gli Stati Uniti, verso i quali è indirizzato oltre l 8% delle esportazioni bolognesi, nel semestre vedono erodere la propria quota di quasi un punto percentuale, con una flessione tendenziale delle vendite del 9,5%. INTERSCAMBIO BOLOGNA-USA - CONSISTENZE E VARIAZIONI % 1 semestre peso % su totale provinciale var. % rispetto stesso sem. anno prec /12 Import ,0% 29,8% Export ,8% -9,5% Saldo ,5% -15,2% Andamento sostenuto, invece, per le importazioni da tale Paese (+29,8%), tanto che il saldo commerciale, positivo per oltre 400 milioni di euro, è diminuito di oltre il 15%. A differenza di quanto accaduto nel primo semestre dello scorso anno, i comparti che hanno mostrato maggior sofferenza nelle esportazioni verso gli Stati Uniti sono stati quelli che annoverano le più consistenti quote di mercato: macchinari ed apparecchi (-12,8%), con una quota di export del 36,9%, mezzi di trasporto (-14,3%), con un peso del 33,2%, e tessile abbigliamento (-14,5%), per un 11,3% di quota. In controtendenza, invece, i prodotti delle imprese alimentari che, dopo un calo a due cifre annotato nel primo semestre 2012, nello stesso periodo dell anno in corso riportano un +5,2%. In ripresa anche le vendite di computer, apparecchi elettronici ed ottici (+44,9%) che, nel periodo, guadagnano più due punti percentuali di quota. Secondo quanto pubblicato dall Organizzazione Mondiale del Commercio, nel secondo estre del 2013, gli Stati Uniti sembrano aver mostrato una rinnovata dinamicità nei flussi mercantili, ma l aggancio dell attività commerciale dell Italia e della provincia di Bologna a tale auspicato cambiamento di tendenza sembra essere ancora difficoltoso, nonostante la persistente debolezza del dollaro. I flussi commerciali con la Germania, principale partner degli imprenditori nazionali e locali che operano sui mercati esteri, nel primo semestre 2013, in provincia di Bologna, hanno annotato flessioni sia per quanto riguarda le vendite sia per gli acquisti, portando il saldo, pur positivo, a diminuire di oltre 82 punti percentuali. INTERSCAMBIO BOLOGNA-GERMANIA - CONSISTENZE E VARIAZIONI % 1 semestre peso % su totale Unione Europea var. % rispetto stesso sem. anno prec /12 Import ,6% -4,4% Export ,7% -8,5% Saldo ,1% -82,1% 12

13 Negli ultimi tre anni e mezzo, la dinamica delle esportazioni locali verso il mercato tedesco ha visto andamenti altalenanti, se dal primo semestre 2010 al corrispondente periodo 2011 la crescita è stata robusta e costante, negli ultimi sei mesi del 2011 si è annotato un rallentamento consistente, seguito da una buona ripresa all inizio del 2012 e da una successiva flessione nella seconda parte dello stesso anno. Nel 2013, tra gennaio e giugno, le esportazioni bolognesi verso la Germania riportano un calo tendenziale dell 8,5%, che ha eroso la quota di mercato delle vendite presso tale Paese di oltre un punto percentuale. Le importazioni, pur in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell anno precedente (-4,4%), riportano un incremento rispetto alla seconda parte del 2012, quando si era avuta una flessione tendenziale a due cifre. Le vendite del comparto metalmeccanico, che costituiscono oltre il 65% delle esportazioni bolognesi in Germania, hanno registrato un notevole rallentamento (-11,8%), principalmente dovuto alla flessione delle vendite di macchinari ed apparecchi (-22,2%). Meno pesante il calo per i mezzi di trasporto (-6,6%), gli apparecchi elettrici (-10,7%) e i computer, apparecchi elettronici e ottici (-9,3%), mentre per i metalli di base e prodotti in metallo la variazione risulta positiva (+18,2%). Tra i comparti del manifatturiero, le vendite del tessile abbigliamento aumentano dell 8,2% e giungono a sfiorare il 10% di quota sul totale delle vendite bolognesi verso la Germania. Le importazioni annotano una diminuzione tendenziale del 4,4%, comunque in ripresa rispetto alla seconda parte del 2012, quando la flessione, sullo stesso periodo dell anno precedente, era stata del 19,5%. Le flessioni dei flussi commerciali verso la Germania hanno fortemente intaccato il saldo commerciale positivo che, nella prima parte di quest anno, si attesta sui 6,8 milioni di euro. I Paesi accomunati dall acronimo BRIC, ovvero Brasile, Russia, India e Cina, hanno rappresentato negli ultimi anni un interessante possibilità di diversificazione dei mercati di sbocco, rispetto a quelli ritenuti consueti per i prodotti italiani. Le imprese della provincia di Bologna hanno orientato le proprie vendite anche verso tali Paesi, ottenendo risultati senz altro positivi. INTERSCAMBIO BOLOGNA-BRIC - CONSISTENZE E VARIAZIONI % 1 semestre peso % su totale provinciale var. % rispetto stesso sem. anno prec /12 Import ,4% -13,3% Export ,4% 8,5% Saldo ,1% 88,9% Nel primo semestre 2013 sono nettamente in ripresa le esportazioni bolognesi verso i BRIC, se nello stesso periodo dello scorso anno si era registrata una flessione a due cifre, ora la crescita è di tutto rispetto (+8,5%), mentre continuano a diminuire le importazioni (-13,3%). La dinamica positiva delle vendite verso tali Paesi ha fatto si che la quota dei BRIC sul totale dell export bolognese aumentasse di quasi un punto percentuale (ha infatti oltrepassato l 11%), portando il saldo, già positivo, ad un incremento importante e a costituire oltre il 9% del saldo complessivo del commercio internazionale di Bologna. 13

14 La Cina, tra i Paesi che costituiscono i BRIC, mantiene senz altro un ruolo di notevole importanza, sia per quanto riguarda le vendite, oltre il 40% sulle esportazioni totali nei quattro Paesi, sia per gli acquisti, quasi l 85%. Entrambe le quote sono in aumento, rispetto a quanto annotato nei primi sei mesi dell anno scorso, nonostante le importazioni abbiano visto una flessione a due cifre (-11,4%). Le esportazioni verso il mercato cinese sono, invece, in netta ripresa (+13%) e il saldo, seppure negativo, migliora di oltre il 46%. Dopo tre semestri in diminuzione, le esportazioni bolognesi verso la Cina riprendono forza nella prima parte dell anno in corso, principalmente grazie alla buona performance del comparto metalmeccanico (+23,1%) ed in particolare alla ripresa delle vendite di macchinari ed apparecchi che, nel semestre, annotano un +39%, guadagnando oltre 10 punti percentuali di quota rispetto allo stesso periodo del 2012 e giungendo, in tal modo, a influire per oltre il 61% sul totale delle vendite di prodotti bolognesi sul mercato cinese. Inoltre, la crescita del saldo positivo del metalmeccanico contribuisce alla diminuzione del saldo negativo complessivo nei confronti della Cina. Rimane, invece, consistente il saldo negativo del tessile abbigliamento, seppure in diminuzione di quasi il 12%, miglioramento correlato alla diminuzione delle importazioni (-11,6%). Per quanto riguarda la Russia, diminuiscono fortemente le importazioni (-48,1%), principalmente a causa di una forte flessione degli acquisti di prodotti in legno, sughero, paglia e materiali da intreccio, mentre aumentano i flussi in uscita (+19,5%), grazie ai comparti del tessile abbigliamento e del metalmeccanico, che fanno così aumentare anche il peso di questo Paese all interno dei BRIC: si oltrepassa infatti la soglia del 35% per quanto concerne l export. In lieve flessione i flussi commerciali da e verso l India, nei confronti della quale il saldo diminuisce di quasi il 4%, restando però su valori positivi (oltre 32 milioni di euro); la diminuzione delle esportazioni risente in particolar modo del -5,1% segnato dal comparto metalmeccanico. BRIC 1 semestre ,5 export import var. % export var. % import ,0 30,0 20,0 10, , ,6-1,6-11,4 0,0-10,0-20, , , , , Brasile Russia India Cina -50,0-60,0 14

15 Diminuzioni più consistenti si riportano nei confronti del Brasile: -36,4% le importazioni e -13,5% le esportazioni, in diminuzione anche il saldo (-4,7%), che si mantiene comunque in area positiva (quasi 73 milioni di euro). La flessione delle importazioni di prodotti brasiliani è legata principalmente ai prodotti dell agricoltura (-34,7%), nel dettaglio ai prodotti di colture permanenti, che costituiscono il 65% degli acquisti bolognesi in Brasile. In diminuzione anche i flussi in entrata del metalmeccanico (-13,6%), che hanno una quota che sfiora il 23% dell import complessivo dal Brasile. Meno intensa la diminuzione delle vendite verso tale Paese, legata al -17,1% del metalmeccanico, che ha un peso settoriale di più del 90%. 15

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17 Note metodologiche 17

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19 NOTE METODOLOGICHE Dal 1998 i valori riportati nelle tabelle per i dati territoriali sono rilevati, cioè dichiarati agli uffici doganali dai singoli operatori commerciali (FOB - franco frontiera nazionale - per le esportazioni e CIF - comprendente le spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera nazionale - per le importazioni). Classificazioni merceologiche In seguito all applicazione della nuova classificazione Ateco2007 le serie storiche degli indici del commercio con l estero sono state ricostruite a partire dal Esse risultano solo parzialmente confrontabili con le serie precedenti calcolate secondo l Ateco2002, per due ragioni strettamente connesse. Da un lato, la struttura della nuova tassonomia si mostra considerevolmente diversa rispetto alla precedente, sia nei criteri con cui sono state individuate le attività economiche, sia nella configurazione delle voci di dettaglio; dall altro lato, la metodologia di calcolo degli indici aggregati di settore a partire dagli indici elementari di prodotto risulta sensibile alla mutata composizione merceologica interna dei settori di attività definiti dalla classificazione Ateco, nel passaggio dalla versione 2002 alla versione Classificazioni geografiche L'UNIONE EUROPEA (UE) comprende: Austria (dal 1995), Belgio, Danimarca, Finlandia (dal 1995), Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia (dal 1995). Al fine di garantire la comparabilità nel tempo dei dati, la serie storica è stata ricostruita in base alla composizione attuale dell'area a partire dal La serie storica include, dal 1991, i dati relativi ai paesi entrati nell'unione Europea nel 1995 (Austria, Finlandia e Svezia), alle Isole Canarie (dal 1997 nella Spagna) ed ai dipartimenti francesi d'oltremare (Guadalupa, Guyana francese, Martinica e Riunione dal 1997 nella Francia). Dal 1 maggio 2004 l UE è costituita da 25 Paesi, c on l ingresso di Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia. Dal 1 giugno 2005 Serbia e Montenegro si divide in 3 nuovi Paesi: Serbia, Montenegro e Kosovo. Dal 1 gennaio 2007, con l ingresso di Bulgaria e R omania, l UE è costituita da 27 Paesi. Coeweb ha pertanto ricostruito a partire dal gennaio 1993 (primo anno per il quale vi è la disponibilità dei dati relativi alla Slovenia) la serie storica relativa alla attuale composizione dell Unione Europea. Dal 1 luglio 2013 l UE è costituita da 28 Paesi, a seguito dell ingresso della Croazia. I dati relativi al 2013 sono provvisori, quelli relativi al 2012 sono stati rettificati sulla base delle ultime revisioni disponibili. 19

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