Leimportazioni italianedimaterieprime

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1 Leimportazioni italianedimaterieprime

2 Questo rapporto è stato redatto da un gruppo di lavoro dell Area Studi, Ricerche e Statistiche dell Ex - ICE Coordinamento Gianpaolo Bruno Redazione Francesco Livi Impaginazione disegno e grafica Vincenzo Lioi

3 3 Indice L Italia e le materie prime: il quadro di una dipendenza strutturale... 5 Il mercato globale delle materie prime... 5 Le importazioni italiane di materie prime... 7 Tavola I - Distribuzione settoriale delle importazioni di materie prime dell Italia... 7 Tavola II - Incidenza settoriale delle importazioni di materie prime... 8 Tavola III - Incidenza sottosettoriale delle importazioni di materie prime... 9 Tavola IV - Saldi normalizzati di materie prime dell Italia per settore Grafico I - Saldo commerciale dell interscambio italiano in merci e materie prime Valori di import ATECO Valori di import ATECO Volumi di import ATECO Volumi di import ATECO

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5 5 L Italia e le materie prime: il quadro di una dipendenza strutturale Nel corso degli ultimi decenni il commercio estero di materie prime, riflettendo i cambiamenti in atto nel più ampio quadro globale, ha mutato i propri tratti distintivi, alterando il tradizionale schema del semplice approvvigionamento operato da parte delle economie maggiormente industrializzate nei confronti dei paesi in via di sviluppo. Gli elementi che hanno contribuito a tale cambiamento sono molteplici e di diversa natura. Alcuni paesi in via di sviluppo, divenuti ormai affermate realtà manifatturiere, stanno gradualmente abbandonando quei modelli di sviluppo 1 che, trainati dalle esportazioni di materie prime, li rendevano fortemente soggetti alle forti fluttuazioni causate dalle accidentalità connesse ad una serie di fattori imponderabili (eventi climatici, vincoli tecnologici all adeguamento dell offerta, instabilità geopolitica, ecc.). Inoltre, l affermarsi delle catene globali del valore ha contestualmente modificato, alla luce della crescente segmentazione internazionale delle diverse fasi produttive, non solo la direzione di una ingente quota dei flussi commerciali mondiali, ma anche i relativi valori e volumi di scambio alla luce di un continuo processo di innovazione, sia tecnologica che qualitativa, delle materie prime semilavorate. Un ulteriore fattore che sta contribuendo a mutare le dinamiche del commercio internazionale di materie prime, soprattutto in un frangente caratterizzato da livelli medi dei prezzi piuttosto elevati, è quello della produzione secondaria ossia del riciclo di materiali (ad esempio nel caso di piombo, rame e legno). La genericità della definizione stessa di materia prima contribuisce a rendere difficoltosa sia l individuazione di una classificazione univocamente riconosciuta che, al tempo stesso, il monitoraggio dei relativi andamenti di mercato (sia su scala merceologica che geografica). Infatti, nella accezione più comune del termine, si definisce materia prima 2 quel mezzo di produzione o bene di consumo che, ottenuto dalle risorse naturali (siano esse rinnovabili o meno), non ha subito processi di lavorazione o trasformazione o, alternativamente, ne ha subito in misura limitata. Individuare e quantificare una soglia relativa al livello di lavorazione di un dato prodotto, in base alla quale discriminare sulla effettiva (o meno) appartenenza dello stesso alla categoria delle materie prime, diviene quindi un esercizio soggetto, almeno in parte, ad un certo grado di arbitrarietà 3. L importazione di materie prime da parte di una economia nazionale è fisiologico e funzionale allo sviluppo del processo produttivo. Ciononostante la scarsità delle risorse utilizzabili come input nelle varie lavorazioni, sia da un punto di vista geografico che merceologico, pone alcuni paesi, quali ad esempio l Italia ed il Giappone, nella condizione di sostanziale dipendenza dall estero circa l approvvigionamento di detti input. Tale problematica rende di primaria importanza, per questi paesi, non solo una gestione oculata delle scorte strategiche ma anche la scelta dei canali di offerta a disposizione. Il presente Annuario si propone quindi di offrire, all anno 2011, una analisi puntuale (sia in valore che in volume) degli andamenti delle importazioni dell Italia di materie prime, contestualizzate nel più ampio quadro degli scambi su scala globale. Il mercato globale delle materie prime Nel corso del 2011 si è assistito, sia pur all interno di un panorama particolarmente articolato, ad una forte pressione all incremento dei prezzi nominali delle materie prime rispetto ai valori degli anni precedenti. Le stime della Banca Mondiale, del resto, indicano una seppur parziale attenuazione di tale andamento, sia nell anno corrente che nel venturo 4. Il deciso aumento dei prezzi registrato nel 2010 e nei primi mesi del 2011 era stato generato dal concomitante agire di molteplici fattori quali, ad esempio, la presenza di vincoli tecnologici all offerta, la forte crescita ed il contestuale piano di ricostituzione delle scorte operato dalla Cina, le calamità naturali relative ad alcune produzioni agricole nonché l instabilità geopolitica 1 Unctad The state of commodity dependence, New York, April Treccani Enciclopedia delle scienze sociali. 3 Il presente lavoro, al fine di garantire uno spettro di analisi il più ampio possibile, prende in considerazione le disaggregazioni settoriali del tipo Ateco 3 e Ateco 5. Tale metodologia permette di considerare il maggior numero possibile di categorie merceologiche (sebbene ad alcune di esse corrispondano prodotti il cui grado di lavorazione pregressa non è trascurabile) sia in una ottica settoriale (Ateco 3) che di singolo comparto produttivo (Ateco 5). 4 World Bank Global Economic Prospects, January 2012, Commodity Annex.

6 6 nell Africa del nord e nel Medio Oriente. Tali condizioni si sono successivamente attenuate e ad esse si è aggiunto un sensibile rallentamento della domanda mondiale causato, a sua volta, sia dal generale clima di incertezza (acuito della crisi dei debiti sovrani di alcune delle economie di più lunga tradizione industriale) che, contestualmente, dalla decelerazione dei tassi di crescita di alcune economie emergenti (in primo luogo della Cina). La forte crescita dei prezzi delle materie prime, inoltre, aveva favorito l implementazione di cospicui piani di investimento industriale che, una volta entrati a regime, hanno potenziato la capacità di offerta sul mercato moderandone i prezzi. L approvvigionamento di materie prime energetiche ha incontrato notevoli rigidità nel corso del Infatti, nel mese di aprile dell anno in questione, in seguito alla brusca interruzione dell offerta di petrolio greggio dalla Libia, il prezzo al barile del petrolio greggio ha raggiunto i 120 dollari. Il mancato accordo da parte dei paesi aderenti all Opec, circa l adeguamento dei flussi di offerta allo shock libico, ha costretto i membri dell Agenzia Internazionale dell Energia (IEA) ad agire di conseguenza immettendo sul mercato oltre 60 milioni di barili della riserva strategica, misura tale da moderare il prezzo al barile a circa 100 dollari. Le tensioni sui mercati di scambio, inoltre, sono state alimentate da ulteriori concause quali, ad esempio, i timori sul paventato programma nucleare iraniano e la progressiva introduzione di nuovi tecnologie estrattive che a breve renderanno disponibili nuove risorse energetiche (trivellazioni in alto mare e giacimenti di scisto). Considerando il lato dell offerta emerge come i siti del Mare del Nord e del Messico si stiano ormai avviando verso l esaurimento e, al tempo stesso, come si debba considerare, oltre al ritorno ad una adeguata efficienza da parte dell Iraq, il ruolo di maggior risalto rivestito da Brasile, Canada, Nigeria e paesi del Caspio. La domanda di materie prime energetiche, nel 2011, è cresciuta, su scala mondiale, di soli 0,8 punti percentuali rispetto all anno precedente. Tale incremento è ascrivibile ai soli paesi non-ocse dal momento che, per la quinta volta negli ultimi sei anni, i paesi Ocse hanno diminuito la propria domanda. La materie prime di origine minerale sono state soggette a prezzi particolarmente elevati nel primo trimestre del 2011 sebbene lo stato di incertezza sui mercati finanziari, a causa della crisi dei debiti sovrani, unitamente al rallentamento della crescita cinese, abbia contribuito, sia negli ultimi nove mesi del 2011 che nel 2012, a calmierarne le quotazioni (ad eccezione dell alluminio). La domanda mondiale di rame, ad esempio, è diminuita sensibilmente nel 2011, soprattutto a causa del programma di utilizzo delle scorte strategiche da parte della Cina. Tale dinamica ha permesso un deciso contenimento del relativo prezzo sebbene dal lato dell offerta vi siano state notevoli difficoltà da parte del Cile (produttore del 35 per cento del rame mondiale) a mantenere la propria offerta ad un livello adeguato. L andamento dei prezzi delle produzioni agricole, siano esse ad uso industriale od alimentare, è stato simile a quello osservato per gli input minerari. Ciononostante i fattori che più di altri avevano influito sull innalzamento dei prezzi (quotazioni elevate dell energia e dei fertilizzanti, sviluppo dei biocombustibili) non si sono ancora dissolti, conseguentemente le tensioni al rialzo sui mercati di riferimento permangono in essere. Il verificarsi di condizioni meteorologiche avverse nell Europa dell est e nell Asia centrale ha contribuito a mantenere elevati i prezzi delle granaglie (in particolar modo mais e frumento). Per quel che concerne il riso, nonostante l India si sia aperta al commercio con l estero di detto bene, si è assistito ad un forte rialzo del prezzo dello stesso, principalmente a causa degli eventi atmosferici che hanno danneggiato il raccolto in Thailandia (produttrice di circa il 30 per cento del riso mondiale). Altre produzioni per le quali il 2011 ha segnato un anno caratterizzato da elevata domanda e scarsa offerta sono il caffé (al massimo storico su base nominale), il cotone (soprattutto a causa dello stop all export dell India, al fine di proteggere l industria tessile nazionale), la gomma naturale e il legname (per le scarse produzioni nel sud-est asiatico).

7 7 Le importazioni italiane di materie prime La disponibilità in loco di materie prime costituisce un indubbio vantaggio competitivo per un sistema industriale nazionale. L approvvigionamento dall estero, difatti, comporta una serie di problematiche, sia operative che economiche, come, ad esempio, la vulnerabilità alle fluttuazioni dell offerta, la dipendenza geopolitica nei confronti di alcuni partner commerciali nonché una gestione strategica delle scorte a disposizione. L Italia, disponendo di scarse materie prime minerarie e pressoché nulle risorse energetiche, si trova, per l appunto, in questa condizione. Tavola I - Distribuzione settoriale delle importazioni di materie prime dell Italia (valori in milioni di euro) Agricoltura e zootecnia Prodotti di colture agricole non permanenti Prodotti di colture agricole permanenti Animali vivi e prodotti di origine animale Pesci e prodotti dell'acquacoltura Prodotti della pesca e dell'acquacoltura Prodotti della pesca lavorati e conservati Industrie del legno e della carta Legno grezzo Legno tagliato e piallato Pasta-carta, carta e cartone Prodotti in legno, sughero paglia Energia elettrica Materie prime energetiche Antracite Petrolio greggio Gas naturale Minerali, metalli e siderurgia Minerali metalliferi ferrosi Minerali metalliferi non ferrosi Pietra, sabbia, argilla Minerali di cave e miniere nca Metalli di base Prodotti della siderurgia Filati e fibre Filati di fibre tessili Fibre sintetiche e artificiali Chimica e farmaceutica Prodotti chimici di base Prodotti farmaceutici di base Prodotti chimici per l'agricoltura Altri prodotti chimici Totale materie prime Totale merci L Italia, nello specifico, ha importato materie prime, nel 2011, per un valore di circa 168,8 miliardi di euro, a fronte di importazioni complessive di merci di circa 400,5 miliardi di euro. Tale performance ha segnato, rispetto all anno precedente, una crescita in valore delle stesse di 15,5 punti percentuali (totale merci: 9,0 per cento), in virtù della quale si sono superati, ad un tasso di crescita medio annuo di 1,6 punti percentuali, i livelli precedenti alla crisi economica internazionale del L aumento delle importazioni emerso nel 2011 è stato trainato da quelle materie prime nelle quali il fabbisogno nazionale è particolarmente stringente: i prodotti energetici (16,8 per cento, pari a 65,9 miliardi di euro) e i minerali, metalli e siderurgia

8 8 (19,5 per cento, pari a 36,1 miliardi di euro). Gli elevati corsi del petrolio greggio, nel dettaglio, hanno dettato un incremento dell import ben superiore alla media (20,2 per cento). Nel corso del decennio la crescita media annua del valore delle importazioni di materie prime è stata pari a 7 punti percentuali (sensibilmente superiore al dato aggregato del 4,9 per cento), per effetto del ruolo propulsivo giocato principalmente dall energia (11,8 per cento) ma anche da minerali, metalli e siderurgia (7,1 per cento). I comparti per i quali, di contro, si è registrata nel corso del decennio una decrescita dei tassi annui di import sono legno tagliato e piallato (-2,2 per cento), fibre sintetiche e artificiali (-2,6 per cento), pietra, sabbia e argilla (-3,1 per cento) e legno grezzo (-2,9 per cento). Risultano invece sostanzialmente stabili nel tempo gli animali vivi e prodotti di origine animale, i minerali metalliferi non ferrosi e i minerali di cave e miniere nca. Tavola II - Incidenza settoriale delle importazioni di materie prime (valori in percentuale) Settori/Materie prime Agricoltura e zootecnia 8,3 8,5 7,6 6,6 5,8 5,8 5,8 7,5 6,5 6,7 Pesci e prodotti dell'acquacoltura 3,4 3,5 3,1 2,9 2,6 2,5 2,4 3,3 2,8 2,7 Industrie del legno e della carta 9,7 9,4 8,6 7,6 6,9 6,9 5,9 6,7 6,5 5,7 Energia elettrica 2,1 1,9 1,8 1,8 1,5 1,4 1,4 2,6 1,8 1,8 Materie prime energetiche 26,4 27,7 28,7 34,5 36,2 33,8 40,8 38,6 38,6 39,0 Minerali, metalli e siderurgia 21,4 20,3 22,8 21,5 24,3 26,4 23,1 17,2 20,6 21,4 Filati e fibre 3,8 3,5 3,0 2,4 2,2 2,1 1,7 1,9 1,9 2,0 Chimica e farmaceutica 25,0 25,0 24,5 22,7 20,5 21,0 18,9 22,4 21,2 20,8 Materie prime 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Materie prime/totale merci Materie prime 35,0 35,1 35,9 38,5 40,9 40,6 42,2 37,7 39,8 42,1 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 L incidenza del costo delle materie prime sul totale delle importazioni di merci da parte dell Italia (42,1 per cento nel 2011) è stata sostanzialmente crescente nel corso dell ultimo decennio, sia pur con le dovute eccezioni relative alla contrazione dei commerci e delle attività produttive nel corso del 2009 (37,7 per cento). Oltre quattro quinti del valore dell import di materie prime è ascrivibile, nel 2011, a soli tre settori: energia (39,0 per cento), minerali, metalli e siderurgia (21,4 per cento) e chimica e farmaceutica (20,8 per cento) 5. Gli altri settori, stante la loro importanza strategica, esprimono un peso residuale sul valore dei flussi di approvvigionamento (agricoltura e zootecnia: 6,7 per cento; industrie del legno e della carta: 5,7 per cento; pesci e prodotti dell acquacoltura: 2,7 per cento; filati e fibre: 2,0 per cento; energia elettrica: 1,8 per cento). Il trend ascendente circa la domanda di energia, unitamente ai corsi petroliferi internazionali ed alcune rigidità infrastrutturali su scala nazionale, ha comportato la costante crescita del peso di detto settore (26,4 per cento nel 2002, 39,0 per cento nel 2011) a scapito di tutti gli altri. 5 Si consideri, contestualmente, come una porzione considerevole di tali flussi in entrata non venga destinata al fabbisogno interno quanto piuttosto ad una ulteriore fase di lavorazione e/o trasformazione, volta alla successiva riesportazione. È questo il caso, ad esempio, dei cosiddetti flussi intra-firm delle multinazionali farmaceutiche europee o, alternativamente, delle lavorazioni riguardanti il coke e i prodotti petroliferi raffinati.

9 9 Tavola III - Incidenza sottosettoriale delle importazioni di materie prime (valori in percentuale) Agricoltura e zootecnia Prodotti di colture agricole non permanenti 3,8 3,8 3,5 2,6 2,3 2,6 2,8 3,4 2,9 3,0 Prodotti di colture agricole permanenti 2,3 2,5 2,2 2,2 2,0 1,9 1,9 2,7 2,3 2,4 Animali vivi e prodotti di origine animale 2,3 2,2 1,9 1,7 1,5 1,3 1,1 1,4 1,3 1,2 Pesci e prodotti dell'acquacoltura Prodotti della pesca e dell'acquacoltura 0,8 0,8 0,7 0,7 0,6 0,6 0,5 0,8 0,7 0,6 Prodotti della pesca lavorati e conservati 2,6 2,7 2,3 2,2 2,0 2,0 1,8 2,5 2,1 2,0 Industrie del legno e della carta Legno grezzo 0,5 0,5 0,4 0,4 0,3 0,3 0,2 0,3 0,2 0,2 Legno tagliato e piallato 2,1 2,1 1,8 1,6 1,5 1,4 1,1 1,2 1,1 0,9 Pasta-carta, carta e cartone 5,5 5,3 4,8 4,3 3,7 3,7 3,3 3,9 3,9 3,4 Prodotti in legno, sughero paglia 1,6 1,6 1,6 1,4 1,3 1,5 1,2 1,3 1,3 1,1 Energia elettrica Energia elettrica 2,1 1,9 1,8 1,8 1,5 1,4 1,4 2,6 1,8 1,8 Materie prime energetiche Antracite 1,1 1,0 1,4 1,5 1,2 1,2 1,8 1,6 1,6 1,8 Petrolio greggio 16,6 17,4 18,5 22,7 22,0 21,8 24,8 21,5 23,8 24,7 Gas naturale 8,7 9,4 8,8 10,4 12,9 10,8 14,2 15,6 13,2 12,5 Minerali, metalli e siderurgia Minerali metalliferi ferrosi 0,5 0,5 0,6 0,7 0,6 0,6 0,8 0,5 0,8 1,1 Minerali metalliferi non ferrosi 0,4 0,3 0,4 0,4 0,4 0,5 0,4 0,2 0,3 0,2 Pietra, sabbia, argilla 0,9 0,8 0,8 0,7 0,6 0,6 0,5 0,5 0,4 0,4 Minerali di cave e miniere nca 0,5 0,5 0,4 0,4 0,3 0,3 0,3 0,3 0,3 0,3 Metalli di base 11,2 9,7 10,1 9,2 11,6 12,2 9,2 8,4 10,3 10,5 Prodotti della siderurgia 7,8 8,5 10,6 10,1 10,7 12,2 11,9 7,3 8,5 8,8 Filati e fibre Filati di fibre tessili 2,0 1,9 1,6 1,3 1,2 1,2 0,9 1,0 1,1 1,2 Fibre sintetiche e artificiali 1,8 1,7 1,4 1,1 1,0 0,9 0,7 0,8 0,8 0,8 Chimica e farmaceutica Prodotti chimici di base 17,6 17,5 17,5 16,3 15,0 15,4 13,8 15,0 14,8 14,6 Prodotti farmaceutici di base 2,4 2,5 2,3 2,4 2,1 2,3 1,9 3,0 2,5 2,4 Prodotti chimici per l'agricoltura 0,5 0,5 0,5 0,4 0,3 0,4 0,4 0,5 0,4 0,4 Altri prodotti chimici 4,4 4,6 4,2 3,7 3,1 3,0 2,8 3,9 3,5 3,4 Totale materie prime 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Tali andamenti settoriali, del resto, hanno evidenziato dinamiche piuttosto coerenti ed omogenee anche nei singoli comparti di interesse. Il decremento dell incidenza della chimica e farmaceutica (25,0 per cento nel 2002, 20,8 per cento nel 2011), ad esempio, è ascrivibile in particolar modo alla contestuale flessione del comparto dei prodotti chimici di base (17,6 per cento nel 2002, 14,6 per cento nel 2011) per i quali la crescita media annua delle importazioni (4,9 per cento) è stata inferiore, nel decennio di riferimento, al dato aggregato (7,0 per cento). Relativamente ai minerali, metalli e siderurgia si rilevano, invece, andamenti discordanti nei due comparti di maggior peso: a fronte di una minor incidenza, dal 2002 al 2011, dei

10 10 metalli di base (10,5 per cento nel 2011, in virtù di una crescita media annua dell import del 6,4 per cento) emerge una crescita del peso dei prodotti della siderurgia (8,8 per cento, per una crescita media annua di 8,4 punti percentuali). Sia pur marginalmente si rileva, inoltre, l incremento dell incidenza dei minerali metalliferi ferrosi (0,5 per cento nel 2002, 1,1 per cento nel 2011). La decisa crescita del peso delle importazioni di materie prime energetiche è ascrivibile, in larga parte, all andamento del petrolio greggio, la cui quota di valore sul totale dei flussi in entrata è cresciuta esponenzialmente (16,6 per cento nel 2002, 24,7 per cento nel 2011) ad un tasso di crescita medio annuo dell 11,9 per cento. Tavola IV - Saldi normalizzati di materie prime dell Italia per settore (valori in percentuale) Agricoltura e zootecnia -35,1-36,9-41,3-37,6-38,0-34,5-33,9-35,5-32,2-38,7 Prodotti di colture agricole non permanenti -42,3-44,7-49,6-43,2-42,8-43,6-45,0-42,6-37,0-43,9 Prodotti di colture agricole permanenti 2,0-3,4-7,9-9,0-9,8-4,6-4,8-12,3-9,6-18,1 Animali vivi e prodotti di origine animale -92,6-91,1-92,0-91,5-91,6-90,2-88,1-86,2-84,7-86,9 Pesci e prodotti dell'acquacoltura -73,5-76,3-75,0-74,8-73,0-73,5-74,3-75,2-76,3-77,0 Prodotti della pesca e dell'acquacoltura -61,6-64,4-62,0-59,2-54,1-55,9-57,0-62,3-62,9-60,7 Prodotti della pesca lavorati e conservati -77,3-80,3-79,5-80,3-79,6-79,4-80,0-79,6-81,0-82,6 Industrie del legno e della carta -35,9-37,6-37,2-36,1-37,1-36,7-33,7-31,3-33,1-31,3 Legno grezzo -96,7-97,8-97,4-97,2-97,1-96,6-95,9-95,9-94,2-92,6 Legno tagliato e piallato -69,9-73,5-72,9-73,6-74,3-73,3-71,2-71,4-70,8-69,6 Pasta-carta, carta e cartone -32,1-32,6-32,1-30,5-30,6-31,3-30,2-27,6-30,8-28,5 Prodotti in legno, sughero paglia -8,6-11,5-13,6-14,6-17,3-17,0-12,1-10,5-12,1-11,6 Energia elettrica -96,3-97,8-93,7-94,4-86,7-90,1-72,4-73,8-81,1-83,0 Materie prime energetiche -98,3-98,0-98,1-97,8-98,3-97,4-96,6-97,6-98,2-98,6 Antracite -99,2-99,6-98,1-99,5-99,7-99,4-99,4-99,6-99,7-99,7 Petrolio greggio -98,1-98,2-98,5-97,8-98,0-96,9-97,3-98,7-99,0-98,1 Gas naturale -98,4-97,6-97,2-97,5-98,6-98,0-95,2-95,9-96,6-99,3 Minerali, metalli e siderurgia -46,6-44,4-41,2-40,1-40,5-39,9-36,0-24,4-28,9-22,5 Minerali metalliferi ferrosi -100,0-100,0-100,0-100,0-99,8-100,0-100,0-100,0-100,0-100,0 Minerali metalliferi non ferrosi -86,3-79,7-76,5-76,5-63,7-68,1-74,8-62,8-46,7-37,1 Pietra, sabbia, argilla -44,9-45,0-43,7-44,5-44,1-41,7-38,3-22,1-22,3-18,2 Minerali di cave e miniere nca -60,1-59,0-51,8-46,4-46,8-49,2-50,9-49,2-48,9-45,6 Metalli di base -52,1-49,0-48,4-45,9-45,5-44,9-37,9-22,1-27,6-16,9 Prodotti della siderurgia -35,3-35,8-31,6-30,9-32,1-32,0-30,5-22,5-25,5-22,7 Filati e fibre -12,5-11,5-7,2-5,8-8,9-10,3-10,6-9,5-14,4-17,9 Filati di fibre tessili 2,1 3,8 8,3 6,6-0,3-2,1-3,9-0,6-8,6-14,6 Fibre sintetiche e artificiali -35,3-35,4-32,3-24,8-22,4-22,5-20,5-23,0-23,6-23,7 Chimica e farmaceutica -31,0-32,5-33,4-32,9-33,1-33,1-31,3-31,4-30,0-31,1 Prodotti chimici di base -36,6-38,4-38,1-38,0-38,9-38,0-35,6-34,8-33,2-34,5 Prodotti farmaceutici di base -15,1-13,5-22,2-24,0-30,4-38,4-33,0-35,9-35,7-36,3 Prodotti chimici per l'agricoltura -9,8-7,7-2,5-7,7-10,4-11,2-11,3-14,2-8,9-8,6 Altri prodotti chimici -22,9-26,4-25,8-21,4-14,0-11,9-14,8-19,1-17,3-17,9 Totale materie prime -50,7-50,1-51,1-51,3-53,6-55,0-53,2-54,8-51,5-51,8 Totale merci 1,7 1,5 0,3-0,2-1,5-3,0-1,2-1,7-1,0-4,3 La direzionalità dei flussi commerciali di materie prime in entrata ed in uscita dall Italia delinea, per l economia nazionale, una condizione di strutturale dipendenza dall estero. I saldi normalizzati 6 relativi sia ai settori che, nello specifico, ai singoli comparti di pertinenza delle materie prime, risultano essere negativi nella totalità dei casi. Il saldo relativo al totale delle materie prime evidenzia, nel 2011, un disavanzo di 51,8 punti percentuali, sostanzialmente in linea con il dato di inizio decennio (-50,7 per cento) ma inferiore alle risultanze del quadriennio Rapporto percentuale tra il saldo commerciale e la somma di esportazioni e importazioni.

11 11 Nel 2011 la dipendenza dall estero è pressoché totale in primo luogo per le materie prime energetiche (-98,6 per cento) ma anche per i prodotti dell acquacoltura (-77,0 per cento). Tale tendenza è comune al settore agricolo ed in particolar modo nella zootecnia (-86,9 per cento). Ampi saldi negativi sono ascrivibili, inoltre, ai settori del legno e della carta (-31,3 per cento), della chimica e farmaceutica (-31,1 per cento) e, sia pur in misura minore, ai minerali, metalli e siderurgia (-22,5 per cento) ed ai filati e fibre (-17,9 per cento). Tra il 2002 e il 2011 si è inoltre delineato un ampliamento di detti disavanzi nei settori dell agricoltura, dell acquacoltura e dei filati e fibre tessili. Di contro, nelle industrie del legno e della carta e, in misura ancora maggiore, nei minerali, metalli e siderurgia si è osservata una diminuzione del grado di dipendenza dall estero, in virtù di una contrazione dei saldi negativi. Grafico I - Saldo commerciale dell interscambio italiano in merci e materie prime (valori in miliardi di euro) 20,0 0,0-20,0-40,0-60,0-80,0-100,0-120, Totale merci Materie prime Fonte: elaborazioni ICE su dati GTI Il saldo commerciale dell Italia ha evidenziato, nel decennio , un trend decrescente. Tale saldo, nello specifico, è stato positivo sia nel 2002 (7,8 miliardi di euro) che nel 2003 (1,6 miliardi di euro) per poi diminuire gradualmente, sia pur con delle fluttuazioni, fino ad un deficit di 24,6 miliardi di euro nel La dipendenza strutturale dall estero per quanto riguarda l approvvigionamento di materie prime, sia energetiche che non energetiche, è stata la principale causa della progressiva erosione del saldo commerciale nazionale. Il valore della differenza tra le esportazioni e le importazioni delle sole materie prime, infatti, si è mantenuto ampiamente e costantemente negativo in tutto il decennio di riferimento, evidenziando così un trend discendente la cui dinamica di fondo si sovrappone all indicatore aggregato. Per effetto delle protratte tendenze al rialzo dei corsi delle materie prime (ed in particolar modo del greggio), difatti, il disavanzo commerciale delle materie prime si è accresciuto notevolmente (-61,1 miliardi di euro nel 2002, -113,8 nel 2011).

12 12

13 Valori di IMPORT ATECO 3 13

14 14 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in colture agricole non permanenti Francia 899,7 620,4 753,1 956,7 2,1 27,0 20,1 16,5 17,8 18,9 Paesi Bassi 334,1 340,7 407,9 392,6 5,5-3,8 7,5 9,1 9,6 7,7 Canada 204,8 270,3 261,8 324,2 16,5 23,9 4,6 7,2 6,2 6,4 Ungheria 264,4 273,1 298,6 319,1 6,5 6,9 5,9 7,3 7,1 6,3 Stati Uniti 334,5 173,7 225,3 292,4-4,4 29,8 7,5 4,6 5,3 5,8 Ucraina 162,2 83,4 52,3 271,2 18,7 419,0 3,6 2,2 1,2 5,4 Spagna 228,2 211,7 239,0 260,1 4,5 8,9 5,1 5,6 5,6 5,1 Germania 259,4 217,3 218,0 246,4-1,7 13,0 5,8 5,8 5,1 4,9 Austria 169,7 137,4 189,3 215,3 8,3 13,8 3,8 3,7 4,5 4,3 Paraguay 63,1 62,6 168,6 164,0 37,5-2,7 1,4 1,7 4,0 3,2 Totale 4.471, , , ,4 4,2 19,6 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in colture agricole permanenti Brasile 333,8 315,0 366,3 550,7 18,2 50,4 10,7 10,5 10,8 13,3 Spagna 347,2 402,5 350,6 416,5 6,3 18,8 11,1 13,4 10,4 10,1 Indonesia 102,2 84,6 114,2 210,6 27,3 84,4 3,3 2,8 3,4 5,1 Turchia 169,9 167,5 194,9 193,9 4,5-0,5 5,4 5,6 5,8 4,7 Vietnam 141,4 127,8 139,3 193,6 11,1 39,0 4,5 4,3 4,1 4,7 Ecuador 175,9 180,7 168,4 189,5 2,5 12,5 5,6 6,0 5,0 4,6 Francia 136,6 146,4 162,2 163,7 6,2 1,0 4,4 4,9 4,8 4,0 India 102,8 83,0 109,6 162,5 16,5 48,2 3,3 2,8 3,2 3,9 Costa d'avorio 98,2 101,9 139,3 158,6 17,3 13,9 3,1 3,4 4,1 3,8 Stati Uniti 117,8 108,2 123,0 152,9 9,1 24,3 3,8 3,6 3,6 3,7 Totale 3.128, , , ,3 9,7 22,3 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in animali vivi Francia 846,8 859,0 983, ,0 6,3 3,3 46,6 54,0 51,0 48,3 Cina 132,8 83,3 146,9 167,4 8,0 13,9 7,3 5,2 7,6 8,0 Australia 143,1 51,3 68,1 142,1-0,2 108,6 7,9 3,2 3,5 6,8 Germania 55,2 56,1 74,3 80,2 13,2 7,9 3,0 3,5 3,9 3,8 Spagna 64,3 59,8 75,0 80,0 7,6 6,7 3,5 3,8 3,9 3,8 Ungheria 58,9 61,5 72,0 61,1 1,3-15,1 3,2 3,9 3,7 2,9 Polonia 60,7 59,0 70,0 57,3-1,9-18,1 3,3 3,7 3,6 2,7 Paesi Bassi 35,1 46,4 56,9 49,7 12,2-12,7 1,9 2,9 2,9 2,4 Irlanda 43,9 43,0 55,7 48,0 3,1-13,8 2,4 2,7 2,9 2,3 Danimarca 26,1 24,8 40,6 42,2 17,3 3,8 1,4 1,6 2,1 2,0 Totale 1.816, , , ,8 5,0 8,9 100,0 100,0 100,0 100,0

15 Valori di IMPORT - ATECO 3 15 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in legno grezzo Francia 61,4 43,2 61,7 69,7 4,3 13,0 15,9 15,0 18,4 19,2 Slovenia 22,4 23,3 28,0 41,4 22,7 47,8 5,8 8,1 8,4 11,4 Austria 51,8 37,4 40,6 41,3-7,3 1,7 13,4 13,0 12,1 11,4 Croazia 35,4 33,0 38,8 40,7 4,7 4,8 9,2 11,5 11,6 11,2 Svizzera 52,5 38,6 35,8 33,3-14,1-7,0 13,6 13,4 10,7 9,2 Bosnia-Erzegovina 18,9 19,2 23,6 25,6 10,6 8,4 4,9 6,7 7,0 7,0 Stati Uniti 16,3 8,9 17,2 20,6 8,2 20,0 4,2 3,1 5,1 5,7 Germania 28,3 21,4 17,8 18,3-13,4 3,2 7,3 7,4 5,3 5,0 Ungheria 18,7 9,7 14,9 14,7-7,7-1,3 4,9 3,4 4,5 4,1 Camerun 6,5 5,1 3,5 6,3-1,1 78,7 1,7 1,8 1,0 1,7 Totale 386,4 288,0 334,7 363,3-2,0 8,6 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in prodotti dell acquacoltura Grecia 153,5 162,5 191,2 212,5 11,5 11,2 17,9 18,9 19,3 20,5 Spagna 160,8 154,0 184,2 205,7 8,5 11,7 18,7 17,9 18,6 19,8 Francia 145,0 133,3 155,1 161,2 3,6 3,9 16,9 15,5 15,7 15,5 Danimarca 72,1 79,7 81,9 72,1 0,0-11,9 8,4 9,3 8,3 6,9 Paesi Bassi 65,7 66,8 75,1 70,9 2,6-5,6 7,7 7,8 7,6 6,8 Svezia 31,1 37,6 62,9 67,4 29,5 7,1 3,6 4,4 6,4 6,5 Stati Uniti 39,0 39,8 41,1 42,8 3,2 4,3 4,5 4,6 4,2 4,1 Regno Unito 34,4 32,2 36,1 40,2 5,3 11,4 4,0 3,7 3,7 3,9 Croazia 19,7 21,0 20,7 27,2 11,4 31,4 2,3 2,4 2,1 2,6 Portogallo 12,4 16,1 19,0 18,5 14,2-2,8 1,4 1,9 1,9 1,8 Totale 858,1 859,7 988, ,2 6,6 5,1 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in antracite Stati Uniti 419,0 247,6 434,8 757,4 21,8 74,2 14,6 13,8 18,8 25,1 Indonesia 652,7 462,2 556,8 598,3-2,9 7,4 22,7 25,7 24,1 19,9 Australia 447,3 222,7 391,9 457,6 0,8 16,7 15,6 12,4 17,0 15,2 Sudafrica 489,1 350,1 294,8 358,9-9,8 21,8 17,0 19,5 12,8 11,9 Russia 187,4 124,5 226,0 341,8 22,2 51,2 6,5 6,9 9,8 11,3 Canada 215,7 73,8 120,3 199,1-2,6 65,5 7,5 4,1 5,2 6,6 Colombia 244,3 185,8 151,5 161,5-12,9 6,6 8,5 10,3 6,6 5,4 Spagna 132,4 110,5 84,3 69,5-19,3-17,6 4,6 6,2 3,7 2,3 Ucraina 34,8 10,8 30,1 34,3-0,4 14,3 1,2 0,6 1,3 1,1 Venezuela 35,3 6,4 17,0 24,2-11,8 42,0 1,2 0,4 0,7 0,8 Totale 2.875, , , ,6 1,6 30,5 100,0 100,0 100,0 100,0

16 16 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in petrolio greggio Azerbaigian 4.021, , , ,4 26,8 54,9 10,0 13,1 15,2 19,7 Arabia Saudita 3.639, , , ,6 17,8 147,2 9,1 5,9 6,9 14,2 Iran 3.609, , , ,2 12,4 16,3 9,0 7,0 12,7 12,3 Russia 4.127, , , ,2 7,0 13,7 10,3 16,8 12,8 12,1 Kazakistan 2.272, , , ,3 10,4 49,9 5,7 4,8 5,9 7,3 Iraq 3.912, , , ,6-10,0-8,2 9,8 10,5 9,0 6,8 Libia , , , ,3-39,8-66,1 31,9 27,8 23,7 6,7 Angola 296,4 14,7 252, ,5 70,7 484,2 0,7 0,1 0,7 3,5 Nigeria 974,9 675,2 376, ,4 12,4 267,2 2,4 2,8 1,1 3,3 Giunea Equatoriale 605,9 323,5 710,9 986,9 17,7 38,8 1,5 1,3 2,0 2,4 Totale , , , ,1 1,4 20,1 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in minerali metalliferi ferrosi Brasile 846,4 327,1 800, ,3 18,0 73,7 69,3 59,7 67,9 74,4 Mauritania 102,6 100,8 102,9 192,3 23,3 86,8 8,4 18,4 8,7 10,3 Sudafrica 63,4 26,8 95,2 129,7 27,0 36,2 5,2 4,9 8,1 6,9 Russia 64,8 33,6 102,4 87,2 10,4-14,9 5,3 6,1 8,7 4,7 Canada 39,1 30,3 68,7 61,4 16,3-10,7 3,2 5,5 5,8 3,3 Totale 1.221,9 547, , ,1 15,3 58,5 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in minerali metalliferi non ferrosi Sudafrica 50,9 29,3 34,9 61,6 6,6 76,7 7,6 12,4 8,7 16,8 Stati Uniti 34,4 20,7 47,7 39,0 4,3-18,2 5,2 8,8 11,9 10,7 Australia 154,1 6,0 14,8 29,8-42,2 100,5 23,2 2,6 3,7 8,1 Paesi Bassi 76,1 10,9 27,7 23,4-32,5-15,5 11,4 4,6 6,9 6,4 Perù 95,5 21,5 23,7 22,2-38,5-6,0 14,3 9,1 5,9 6,1 Canada 24,1 14,6 19,4 20,3-5,5 4,6 3,6 6,2 4,9 5,5 Irlanda 8,5 6,8 21,4 19,8 32,7-7,2 1,3 2,9 5,3 5,4 Mozambico 3,2 0,0 15,0 18,0 77,3 19,4 0,5 0,0 3,8 4,9 Cile 43,1 16,4 17,7 16,6-27,3-6,3 6,5 6,9 4,4 4,5 Regno Unito 8,5 6,7 55,8 14,7 20,0-73,7 1,3 2,8 14,0 4,0 Totale 665,2 236,5 399,3 366,3-18,0-8,3 100,0 100,0 100,0 100,0

17 Valori di IMPORT - ATECO 3 17 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in pietra, sabbia, argilla Ucraina 94,2 42,3 71,4 80,3-5,2 12,5 11,7 8,0 11,0 12,7 Brasile 79,6 48,8 71,7 72,5-3,0 1,2 9,9 9,2 11,1 11,5 Germania 65,3 47,0 48,1 50,1-8,4 4,2 8,1 8,8 7,4 7,9 India 83,0 45,4 49,8 47,2-17,1-5,0 10,3 8,5 7,7 7,5 Francia 51,7 38,7 44,2 44,3-5,0 0,3 6,4 7,3 6,8 7,0 Stati Uniti 33,5 21,7 31,0 29,4-4,2-5,1 4,2 4,1 4,8 4,6 Croazia 43,2 41,8 36,0 27,7-13,7-23,0 5,4 7,9 5,6 4,4 Sudafrica 35,4 25,3 28,4 26,5-9,1-6,5 4,4 4,8 4,4 4,2 Egitto 36,5 25,5 25,6 23,5-13,7-8,4 4,5 4,8 3,9 3,7 Spagna 21,3 12,8 23,5 23,2 2,9-1,4 2,6 2,4 3,6 3,7 Totale 803,8 531,1 649,0 632,4-7,7-2,6 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in minerali di cave e miniere nca Germania 71,6 62,2 71,7 77,7 2,8 8,3 14,3 18,7 16,1 15,3 Turchia 96,5 46,8 61,2 67,7-11,2 10,6 19,3 14,1 13,7 13,3 Cina 63,6 25,3 47,4 57,9-3,1 22,0 12,7 7,6 10,6 11,4 Francia 34,8 23,8 30,2 29,9-4,9-1,0 6,9 7,2 6,8 5,9 Messico 12,2 8,3 12,9 29,2 33,7 126,8 2,4 2,5 2,9 5,7 Belgio 14,1 8,1 16,9 19,3 11,1 13,9 2,8 2,4 3,8 3,8 Paesi Bassi 13,6 13,4 17,0 19,1 12,0 12,4 2,7 4,0 3,8 3,7 Austria 13,2 15,3 20,1 18,2 11,2-9,3 2,6 4,6 4,5 3,6 Spagna 16,1 16,2 12,8 15,8-0,7 22,6 3,2 4,9 2,9 3,1 Egitto 6,7 4,1 6,4 13,5 26,1 110,5 1,3 1,2 1,4 2,6 Totale 500,6 332,2 445,9 508,5 0,5 14,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in pesci lavorati e conservati Spagna 529,6 526,5 614,6 697,7 9,6 13,5 18,0 18,8 19,9 20,3 Paesi Bassi 217,6 205,4 230,9 244,4 3,9 5,8 7,4 7,3 7,5 7,1 Danimarca 214,7 188,2 210,6 208,1-1,0-1,2 7,3 6,7 6,8 6,0 Ecuador 158,1 161,3 165,1 193,9 7,0 17,4 5,4 5,7 5,3 5,6 Tailandia 144,3 168,2 154,3 169,9 5,6 10,1 4,9 6,0 5,0 4,9 Germania 146,8 161,9 145,5 152,2 1,2 4,6 5,0 5,8 4,7 4,4 Vietnam 118,8 91,7 108,1 137,0 4,9 26,8 4,0 3,3 3,5 4,0 Francia 118,8 115,8 110,3 121,4 0,7 10,1 4,0 4,1 3,6 3,5 Marocco 120,5 117,7 101,6 119,4-0,3 17,5 4,1 4,2 3,3 3,5 Argentina 107,3 90,2 120,4 106,6-0,2-11,4 3,6 3,2 3,9 3,1 Totale 2.946, , , ,9 5,3 11,4 100,0 100,0 100,0 100,0

18 18 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in filati di fibre tessili Cina 237,3 169,6 276,7 369,5 15,9 33,5 15,6 14,8 16,7 17,8 Germania 161,9 115,2 165,6 184,1 4,4 11,2 10,6 10,0 10,0 8,9 Turchia 108,2 99,8 124,2 170,4 16,3 37,1 7,1 8,7 7,5 8,2 India 125,0 91,3 133,9 163,0 9,2 21,7 8,2 7,9 8,1 7,9 Romania 106,4 92,3 118,6 147,9 11,6 24,7 7,0 8,0 7,2 7,1 Bulgaria 67,0 44,5 53,3 86,2 8,8 61,6 4,4 3,9 3,2 4,2 Repubblica Ceca 55,8 40,0 77,0 84,9 15,0 10,3 3,7 3,5 4,6 4,1 Egitto 43,7 29,3 68,8 83,0 23,8 20,6 2,9 2,5 4,1 4,0 Polonia 43,6 35,4 47,5 60,7 11,7 27,7 2,9 3,1 2,9 2,9 Pakistan 40,2 32,0 37,7 59,3 13,8 57,4 2,6 2,8 2,3 2,9 Totale 1.521, , , ,8 10,9 25,1 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in legno tagliato e piallato Austria 646,4 532,0 633,5 642,0-0,2 1,3 36,1 39,9 40,7 41,8 Germania 156,4 118,7 125,7 125,1-7,2-0,4 8,7 8,9 8,1 8,1 Stati Uniti 91,1 70,0 87,3 77,8-5,1-10,8 5,1 5,2 5,6 5,1 Croazia 71,7 56,4 67,2 70,6-0,5 5,1 4,0 4,2 4,3 4,6 Cina 71,0 51,6 65,1 53,9-8,8-17,2 4,0 3,9 4,2 3,5 Ucraina 31,0 25,1 31,7 38,9 7,9 22,8 1,7 1,9 2,0 2,5 Svezia 40,4 34,9 36,1 35,9-3,9-0,6 2,3 2,6 2,3 2,3 Russia 41,1 21,6 29,2 35,4-4,8 21,5 2,3 1,6 1,9 2,3 Francia 47,8 32,4 37,2 35,1-9,7-5,4 2,7 2,4 2,4 2,3 Slovacchia 39,0 30,7 35,7 32,4-6,0-9,5 2,2 2,3 2,3 2,1 Totale 1.791, , , ,4-5,0-1,4 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in prodotti in legno, sughero, paglia Austria 304,3 279,4 348,6 371,6 6,9 6,6 15,6 18,6 18,8 19,5 Germania 246,6 221,5 247,4 241,8-0,7-2,3 12,7 14,8 13,3 12,7 Cina 191,6 133,5 174,4 181,0-1,9 3,8 9,8 8,9 9,4 9,5 Francia 161,1 93,2 121,8 123,8-8,4 1,6 8,3 6,2 6,6 6,5 Romania 70,4 65,1 93,7 94,1 10,2 0,3 3,6 4,3 5,1 4,9 Portogallo 71,5 60,3 72,5 82,6 4,9 14,0 3,7 4,0 3,9 4,3 Spagna 69,6 50,0 63,8 73,4 1,8 15,1 3,6 3,3 3,4 3,8 Polonia 58,1 58,5 61,6 62,0 2,2 0,6 3,0 3,9 3,3 3,2 Slovenia 49,8 43,8 54,3 60,2 6,5 10,8 2,6 2,9 2,9 3,2 Ungheria 32,1 27,6 37,0 53,5 18,6 44,6 1,6 1,8 2,0 2,8 Totale 1.948, , , ,8-0,7 2,9 100,0 100,0 100,0 100,0

19 Valori di IMPORT - ATECO 3 19 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in pasta-carta, carta e cartone Germania 1.016,8 833,8 988, ,6-0,3 2,0 19,0 19,1 17,3 17,4 Svezia 602,6 561,4 668,4 713,6 5,8 6,8 11,3 12,9 11,7 12,3 Francia 591,1 444,4 542,7 546,7-2,6 0,7 11,1 10,2 9,5 9,4 Stati Uniti 489,0 378,9 518,1 510,9 1,5-1,4 9,2 8,7 9,1 8,8 Brasile 327,6 291,3 450,7 431,9 9,6-4,2 6,1 6,7 7,9 7,5 Austria 356,7 290,7 381,4 428,0 6,3 12,2 6,7 6,7 6,7 7,4 Finlandia 206,1 151,7 261,8 250,7 6,8-4,2 3,9 3,5 4,6 4,3 Cile 195,5 118,4 205,5 248,5 8,3 20,9 3,7 2,7 3,6 4,3 Spagna 239,2 196,7 268,2 245,4 0,9-8,5 4,5 4,5 4,7 4,2 Canada 224,3 170,2 242,3 210,3-2,1-13,2 4,2 3,9 4,2 3,6 Totale 5.337, , , ,4 2,8 1,6 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in prodotti chimici di base Germania 4.681, , , ,5 4,4 11,4 21,1 21,7 22,1 21,5 Belgio 3.014, , , ,0 3,4 16,4 13,6 15,1 13,3 13,5 Francia 2.483, , , ,1-2,3 11,0 11,2 10,4 9,7 9,4 Paesi Bassi 1.936, , , ,1 2,3 13,6 8,7 8,1 8,4 8,4 Spagna 1.052,2 759, , ,2 9,6 24,9 4,7 4,5 5,1 5,6 Svizzera 984,1 928, , ,1 3,9 3,5 4,4 5,5 4,9 4,5 Cina 623,7 498,1 723,6 955,5 15,3 32,1 2,8 3,0 3,3 3,9 Arabia Saudita 487,8 352,1 615,8 798,4 17,9 29,7 2,2 2,1 2,8 3,2 Regno Unito 667,1 443,3 562,2 623,9-2,2 11,0 3,0 2,6 2,6 2,5 Russia 221,7 138,4 410,4 587,5 38,4 43,2 1,0 0,8 1,9 2,4 Totale , , , ,8 3,6 14,2 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in agrofarmaci e prodotti chimici per l agricoltura Francia 92,9 124,4 126,7 138,2 14,1 9,1 16,4 21,2 21,3 20,9 Germania 154,5 116,7 121,9 129,1-5,8 5,9 27,3 19,9 20,5 19,5 Belgio 44,8 40,9 49,0 80,9 21,8 65,0 7,9 7,0 8,3 12,3 Regno Unito 44,5 57,7 58,2 49,9 3,9-14,2 7,9 9,8 9,8 7,6 Svizzera 47,4 43,8 41,8 46,1-0,9 10,4 8,4 7,5 7,0 7,0 Totale 566,3 587,0 593,8 660,6 5,3 11,3 100,0 100,0 100,0 100,0

20 20 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in altri prodotti chimici Germania 1.146, , , ,8 6,1 2,5 25,0 25,7 26,0 23,8 Francia 776,0 727,8 781,0 747,0-1,3-4,4 16,9 16,8 15,2 13,0 Indonesia 9,6 39,3 166,0 508,7 275,5 206,5 0,2 0,9 3,2 8,9 Paesi Bassi 579,5 480,3 513,7 491,9-5,3-4,2 12,6 11,1 10,0 8,6 Argentina 15,1 35,5 160,9 383,3 194,1 138,2 0,3 0,8 3,1 6,7 Irlanda 367,2 409,7 366,1 379,0 1,1 3,5 8,0 9,5 7,1 6,6 Belgio 318,8 279,5 304,9 353,4 3,5 15,9 6,9 6,4 5,9 6,2 Spagna 153,0 211,5 357,7 327,7 28,9-8,4 3,3 4,9 7,0 5,7 Stati Uniti 288,3 247,2 260,0 284,3-0,5 9,3 6,3 5,7 5,1 5,0 Regno Unito 300,4 265,5 268,6 252,4-5,6-6,0 6,5 6,1 5,2 4,4 Totale 4.588, , , ,2 7,7 11,6 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in fibre sintetiche e artificiali Germania 216,0 136,6 167,0 159,7-9,6-4,4 17,9 14,7 14,1 12,4 Cina 95,2 62,4 101,0 127,3 10,2 26,1 7,9 6,7 8,5 9,9 Spagna 82,8 67,3 96,0 102,3 7,3 6,5 6,9 7,3 8,1 8,0 Paesi Bassi 90,8 70,8 87,1 100,5 3,4 15,3 7,5 7,6 7,4 7,8 Belgio 92,5 53,5 72,1 91,4-0,4 26,9 7,7 5,8 6,1 7,1 Slovenia 44,9 47,9 64,3 68,8 15,3 6,9 3,7 5,2 5,4 5,3 Corea del Sud 45,0 33,4 52,0 66,4 13,8 27,7 3,7 3,6 4,4 5,2 Francia 71,2 56,3 53,8 50,6-10,7-5,8 5,9 6,1 4,5 3,9 Taiwan 39,1 36,1 47,7 46,0 5,6-3,6 3,2 3,9 4,0 3,6 Turchia 40,0 32,5 39,8 43,5 2,9 9,4 3,3 3,5 3,4 3,4 Totale 1.206,0 926, , ,1 2,2 8,8 100,0 100,0 100,0 100,0 Tavola Distribuzione geografica delle importazioni italiane in prodotti farmaceutici di base Svizzera 890, , , ,4 16,8 16,1 28,3 31,4 33,0 35,2 Paesi Bassi 577,5 457,0 465,8 506,1-4,3 8,6 18,4 13,6 12,6 12,6 Belgio 296,2 372,3 429,7 469,9 16,6 9,4 9,4 11,1 11,6 11,7 Stati Uniti 289,6 338,2 402,7 357,6 7,3-11,2 9,2 10,0 10,9 8,9 Cina 190,6 203,7 275,3 274,1 12,9-0,4 6,1 6,0 7,4 6,8 Germania 284,6 362,6 272,3 237,6-5,8-12,7 9,1 10,8 7,4 5,9 Irlanda 76,4 75,0 77,5 188,3 35,1 142,9 2,4 2,2 2,1 4,7 Francia 104,5 93,9 105,0 101,6-0,9-3,2 3,3 2,8 2,8 2,5 Regno Unito 34,3 36,4 70,0 97,3 41,5 39,0 1,1 1,1 1,9 2,4 Giappone 132,7 102,9 102,7 75,4-17,2-26,6 4,2 3,1 2,8 1,9 Totale 3.142, , , ,3 8,6 8,9 100,0 100,0 100,0 100,0

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