Il benessere equo e sostenibile nelle Città: Il Progetto

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1 Il Progetto Dalla qualità dei dati alla qualità dell informazione statistica Trieste Palazzo Comunale, Sala del Consiglio Comunale settembre 2014

2 Oltre il PIL si inserisce nell ampio dibattito volto al superamento del PIL. La misurazione del benessere, concetto ben più ampio e articolato, impone infatti che vengano prese in considerazione anche altre dimensioni, quali ad esempio: Le relazioni sociali Il lavoro La salute La sicurezza L ambiente Il benessere soggettivo

3 A livello internazionale Tra le esperienze portate avanti a livello internazionale: la Commissione voluta nel 2008 dall ex Presidente francese Sarkozy (Joseph E. Stiglitz, Amartya Sen e JeanPaul Fitoussi, ma anche Enrico Giovannini), i cui lavori hanno confermato la necessità di un approccio multidimensionale al tema del benessere, con un ruolo importante della componente soggettiva il Better Life index (OCSE), che prende in considerazione 11 dimensioni per misurare il benessere il Rapporto sulla Felicità nel mondo dell ONU, che prende in considerazione, oltre al PIL procapite, anche l aspettativa di vita, l assenza di corruzione, la generosità, la libertà di scelta e la solidarietà

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5 Dal ad Il Processo Il Prodotto Le Prospettive di sviluppo

6 Il Processo Il processo ha avuto avvio a febbraio del 2012, quando il Presidente dell Istat, facendo propria l iniziativa del Comune di Bologna e del Centro di ricerca Laboratorio Urbano, ha invitato le Città metropolitane ad aderire al Progetto Urbes (declinazione a livello locale del BES). Hanno aderito 15 Città e la Provincia di Pesaro e Urbino

7 Il Processo L 11 aprile 2012 si è tenuta a Roma la riunione istitutiva del Progetto, e ne è stata delineata una prima road map. I successivi incontri si sono svolti in videoconferenza Nel corso dei webmeeting è stato chiesto ai Comuni di effettuare una ricognizione della disponibilità a livello locale degli indicatori del BES. Si è quindi proceduto ad una migliore definizione della road map del progetto. Successivamente l Istat ha proceduto alla presentazione dei risultati della ricognizione e ha presentato la proposta di un primo Rapporto Urbes. Dall 11 marzo 2013 in poi, lo sviluppo del Progetto è passato attraverso una collaborazione sempre maggiore fra gli UCS e gli Uffici regionali dell Istat, attraverso un fitto scambio di e attraverso l apertura di una Community all interno del nuovo portale del Sistan.

8 Il Processo Al termine del processo, sono stati individuati 26 indicatori (rispetto ai 134 del BES) resi dall Istat immediatamente disponibili a livello comunale e/o provinciale, che coprono 10 dei 12 domini del BES. Salute (5 indicatori) 2. Istruzione e formazione (2 indicatori) 3. Lavoro e conciliazione tempi di vita (3 indicatori) 4. Benessere economico (1 indicatore) 5. Politica e istituzioni (5 indicatori) 6. Sicurezza (1 indicatore) 7. Paesaggio e patrimonio culturale (2 indicatori) 8. Ambiente (3 indicatori) 9. Ricerca e innovazione (1 indicatore) 10. Qualità dei servizi (3 indicatori) 11. Relazioni sociali 12. Benessere soggettivo 1.

9 Gli indicatori del I Rapporto Urbes

10 Gli indicatori aggiuntivi Ciascun Comune ha potuto arricchire in vari modi il numero degli indicatori. Alcuni Comuni, utilizzando dati propri sia di fonte campionaria che amministrativa, hanno potuto aggiungere il dettaglio comunale ad alcuni indicatori del BES generalmente disponibili al massimo fino al livello provinciale. Altri Comuni hanno potuto utilizzare, con il coordinamento tematico e metodologico dell Istat, ulteriori indicatori ritenuti particolarmente importanti per monitorare aspetti specifici del benessere nelle città. Il Comune di Palermo, ad esempio, ha proposto tre indicatori relativi agli incidenti stradali, nell ambito del dominio Sicurezza, nuova dimensione Sicurezza stradale, un indicatore relativo alla qualità ambientale del parco autoveicoli (dominio Ambiente), e tre indicatori relativi al reddito e al risparmio, che sono stati oggetto del focus di approfondimento: reddito imponibile procapite, depositi bancari procapite e impieghi bancari procapite

11 I punti di forza del Processo Proficua e innovativa cooperazione tra l Istat (sia a livello centrale che a livello regionale) e gli Uffici di statistica degli Enti locali coinvolti nel Progetto ("rete Urbes" all interno della rete del Sistema statistico nazionale). Avvio di un attenta analisi volta alla ricerca e alla valorizzazione di informazioni locali utili per arricchire il Progetto. Stimolo all analisi del territorio: ciascuna città è stata spinta a leggere i dati che la riguardano, in modo da fornire una rappresentazione multidimensionale dello stato del benessere nella propria realtà locale e delle linee di evoluzione che si sono manifestate nel periodo dal 2004 al 2012 (momento di crescita del ruolo degli UCS).

12 Il Prodotto Il 15 giugno 2013 è stato presentato a Pesaro il I Rapporto Urbes. In poco più di un anno, si è passati dall avvio del Progetto alla realizzazione del Rapporto 5

13 Il Prodotto In un tempo relativamente breve è stato realizzato un prodotto che rappresenta la declinazione territoriale del benessere equo e sostenibile. Il Rapporto prende in esame le città metropolitane e alcuni altri territori che hanno manifestato interesse al Progetto. Il Rapporto è costituito da 15 capitoli (redatti dai Comuni che hanno partecipato al Progetto) che offrono una descrizione delle tendenze e dei livelli di benessere nelle città italiane, applicando in termini omogenei i concetti e le metodologie del Bes.

14 Il Prodotto Punti di forza: Analisi interessante e innovativa dei territori Box di approfondimento sviluppati autonomamente dai Comuni Non la solita graduatoria dei comuni, ma confronti degli indicatori urbani con le aree territoriali di riferimento e, soprattutto, trend temporali Non un indicatore sintetico, ma un analisi multidimensionale.

15 Il Prodotto Punti di debolezza: Modello a geometria variabile (alcuni indicatori a livello provinciale, altri a livello comunale) Numero ridotto di indicatori Analisi sbilanciata su alcune dimensioni a scapito di altre Componente soggettiva assente

16 Gli sviluppi del Progetto Urbes Il Workshop Istat- Cnel Idee e progetti per il futuro di Urbes e Smart cities (Cnel, Roma, 29 novembre 2013) Il Nucleo misto Istat-Comuni per il consolidamento e lo sviluppo degli indicatori per la misurazione del benessere equo e sostenibile nelle città (febbraio-marzo 2014) Il Webmeeting del 9 settembre 2014

17 Il Workshop Istat-Cnel Organizzato con l obiettivo di far compiere al Progetto un salto di qualità, dopo la prima fase conclusa con la pubblicazione del primo Rapporto. Interventi concentrati sulle linee di sviluppo fondamentali del Progetto: come incrementare la batteria di indicatori oggi presenti in Urbes o o o o Nuove disaggregazioni di indicatori Bes Utilizzo dei dati censuari (Censimento 2011 e Censimento permanente) Stime ad hoc per i grandi Comuni di indicatori desunti dalle indagini campionarie Istat Progetto Archimede come tenere conto delle specificità delle funzioni assegnate alle amministrazioni (le policy) e degli aspetti di smartness come coinvolgere i cittadini e gli Amministratori locali Istituzione di una Giornata annuale in cui le Amministrazioni dovranno rendere pubblici i dati, al fine di enfatizzare la valenza partecipativa e comunicativa del progetto o Possibile interazione tra i data set di Urbes e gli strumenti di programmazione degli Enti Locali o Promozione di iniziative di consultazione dei cittadini o

18 Il Nucleo misto Istat-Comuni E stato costituito per l elaborazione di una proposta operativa per il consolidamento e lo sviluppo degli indicatori di Urbes Ha visto la partecipazione attiva di ricercatori Istat e degli uffici di statistica di nove Comuni (Bologna, Brescia, Cesena, Firenze, Palermo, Perugia, Prato, Reggio Emilia, Terni) Dopo tre incontri in webmeeting, e un fitto scambio di informazioni via , il Nucleo ha formulato una proposta di sviluppo degli indicatori per la misurazione del Bes nelle città, che costituisce la base per l elaborazione del secondo rapporto Urbes

19 Il Webmeeting del 9 settembre 2014 E stato presentato a tutti i Comuni partecipanti il nuovo set di indicatori: 61 indicatori (contro i 26 del I Rapporto), di cui: 45 quali declinazioni territoriali degli indicatori nazionali presenti nel Bes 16 concernenti dimensioni specifiche significative per la misurazione del benessere nelle città I domini che hanno maggiormente beneficiato dell incremento del numero di indicatori sono quelli maggiormente legati alle tematiche urbane: Sicurezza Ambiente Paesaggio e patrimonio culturale Qualità dei servizi

20 Gli indicatori proposti per il II Rapporto Urbes

21 Il Webmeeting del 9 settembre 2014 E stata proposta la realizzazione del II Rapporto Urbes, con i seguenti obiettivi: Accrescere la capacità informativa sul benessere equo e sostenibile nelle Città Incrementare il numero di Città aderenti al progetto e rafforzare il loro apporto alla realizzazione del Rapporto Lavorare sulla connessione tra Urbes e gli strumenti delle policy urbane Il II Rapporto Urbes dovrebbe avere una struttura modulare: Una prima parte di carattere generale (realizzata dall Istat), che dovrebbe fornire il quadro d insieme progettuale, metodologico e dei principali risultati, a cui si ricollegano le singole schede comunali Una seconda parte (realizzata dai Comuni partecipanti insieme all Istat) composta dalle schede comunali, ciascuna di non più di 16 pagine, contenenti il commento ai principali risultati, una tavola con tutti gli indicatori, e una batteria di grafici rappresentanti le serie storiche dei singoli indicatori

22 Le modalità di diffusione del nuovo Rapporto Il II Rapporto Urbes sarà presentato all interno della Conferenza Nazionale di Statistica (febbraio 2015) Le Città partecipanti dovrebbero inoltre promuovere iniziative locali per presentare il Rapporto ai cittadini, al fine di valorizzare l impegno profuso nel Progetto: Conferenze stampa Pubblicazione sul sito internet Eventi di presentazione dei risultati E infine prevista l istituzione di una Giornata nazionale nel corso della quale i Sindaci delle Città aderenti possano, contestualmente, presentare il Progetto Urbes e i risultati del II Rapporto

23 Conclusioni l elaborazione della base informativa necessaria alla misura del Bes, anche a livello territoriale spinto (regioni, province, aree metropolitane, ecc) potrebbe essere inserita tra i compiti obbligatori dell Istat e del Sistema Statistico Nazionale,, con coerente destinazione di risorse finanziarie aggiuntive a questo scopo specifico Enrico Giovannini (ex Presidente dell Istat) nel corso dell audizione presso la Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei Deputati, 22 febbraio 2012

24 Il Progetto Grazie per l attenzione!

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