NOTA CONGIUNTURALE. Maggio Mercati finanziari. - Sommario. - Analisi del mese

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1 NOTA CONGIUNTURALE Maggio Mercati finanziari - Sommario - Analisi del mese 1

2 3.Mercati finanziari FED. Il temuto rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti potrebbe essere più lontano di quanto recentemente si ipotizzasse, stando a quanto emerso dalle Minutes dell'ultimo incontro del FOMC del marzo scorso. In quell'occasione, la Fed aveva proseguito il "tapering", tagliando l'importo di acquisto assets di altri dieci miliardi a 55 miliardi di dollari, ma rivedendo anche al ribasso le previsioni di cresciuta dell'economia a stelle e strisce ed aggiornando la "forward guidance" (la linea di condotta e le strategie di politica monetaria). BCE. Se i dati di crescita e inflazione ad aprile e maggio dovessero sorprendere verso il basso, la BCE potrebbe nell ordine: 1) tagliare il refi; 2) sospendere il SMP e annunciare un altra LTRO; 3) procedere con un programma di stimolo quantitativo con acquisti. Draghi ha poi smorzato i timori di deflazione, spiegando che le "previsioni di bassa inflazione sono perfettamente in linea con le nostre previsioni" e che nel 2016 il tasso dovrebbe attestarsi "intorno al 2%". Mercati azionari. Vistosa correzione dei mercati azionari nella seconda metà mese del mese di aprile con aumento della volatilità sui mercati e oscillazione ampie.tra tensioni in Ucraina e politiche monetarie accomodanti A Wall Street anche il Vix (indice della paura) che misura la volatilità implicita delle opzioni dello S&P500 è salito ad inizio di settimana sopra i 17 punti per poi scendere intorno ai 13. La ripresa dell azionario dell Eurozona, giustificata sul piano fondamentale dai dati pubblicati, è messa a rischio anche dalla crisi ucraina. Mercati valutari. Il cambio Eur/Usd conferma a fine aprile la tendenza rialzista, nonostante il ritracciamento dai massimi a 1,39 (minimi a 1,37, sui livelli di fine febbraio) e continua ad oscillare sopra 1,38 non molto distante dalla trendline rialzista. Il dollaro, infatti, è tornato ad indebolirsi contro tutte le principali divise dopo che le indicazioni delle Banche centrali hanno favorito il movimento a favore di euro e yen. 2

3 3.1 Mercati finanziari Il temuto rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti potrebbe essere più lontano di quanto recentemente si ipotizzasse, stando a quanto emerso dalle Minutes dell'ultimo incontro del FOMC del marzo scorso. In quell'occasione, la Fed aveva proseguito il "tapering", tagliando l'importo di acquisto assets di altri dieci miliardi a 55 miliardi di dollari, ma rivedendo anche al ribasso le previsioni di cresciuta dell'economia a stelle e strisce ed aggiornando la "forward guidance" (la linea di condotta e le strategie di politica monetaria). In particolare, le decisioni erano state sganciate da raggiungimento d un target di disoccupazione al 6,5%, lasciando aperta la porta ad una serie di altri fattori chiave per saggiare la salute dell'economia. Il discorso del nuovo Presidente Janet Yellen, alla sua prima riunione ufficiale in capo al FOMC, aveva letteralmente gettato nel panico i mercati, poiché la "colomba" in capo della banca centrale americana aveva affermato che si sarebbe potuto pensare ad un aumento dei tassi di interesse circa sei mesi dopo la fine del "tapering", prevista per il prossimo autunno. In realtà, diversi membri del FOMC hanno recentemente corretto la portata di queste rivelazioni, affermando che l'aumento del costo del denaro, atteso nel 2015, non è stabilito a priori ma dipenderà dall'evoluzione della congiuntura. La politica della Fed resta, dunque, fortemente accomodante, nonostante siano stati fatti molti passi avanti nel mercato del lavoro. La conferma è giunta anche dai recenti dati sulla disoccupazione. Anzi, Le Minutes rivelano che prima della riunione ufficiale c'è stato un incontro ufficioso, quasi "segreto", dei banchieri americani, che si sono detti preoccupati per gli effetti della decisione. Alcuni membri hanno quindi tenuto ad inserire nei verbali l'assicurazione che "il cambio della forward guidance non implica un'impostazione meno accomodante della politica monetaria". Resta il braccio di ferro in seno alla Fed fra gli interventisti (i falchi) e i conservatori (le colombe). Una serie di sollecitazioni continuano ad arrivare dai vari Presidenti dei distretti in cui la Fed di suddivide, in relazione alla strategia futura di politica monetaria, con particolare riguardo al momento in cui i tassi di interesse torneranno a salire. La BCE ha lasciato il refi invariato a 0,25% e non ha annunciato nessuna concreta misura di politica monetaria, ma la conferenza stampa ha introdotto importanti novità: 1)il comunicato indica che i Membri del Consiglio sono unanimemente d accordo nell utilizzare anche strumenti di politica monetaria non convenzionali, previsti dal mandato, per contrastare il rischio di un periodo troppo prolungato di inflazione bassa. Si noti che le misure non convenzionali saranno usate una volta esaurite quelle convenzionali e non solo per contrastare il rischio di deflazione ma anche di un periodo troppo lungo di inflazione assai bassa, nella misura in cui potrebbero essere riviste le attese di inflazione. 2) Draghi ha specificato che il Consiglio ha discusso anche un programma di stimolo quantitativo QE, che fino ad un mese fa non era stato discusso. 3

4 In sostanza, la BCE ha formalmente dichiarato che i Membri del Consiglio sono unanimemente d accordo sul ricorso anche ad un QE in caso di ulteriori sorprese negative su crescita e inflazione. Draghi ha specificato che un QE per l area euro va disegnato con attenzione dal momento che un programma di stimolo come quello della FED non sarebbe altrettanto efficace nell area euro. Il principale effetto del QE della FED è quello di alterare il prezzo degli asset e di innescare una riallocazione di portafoglio verso classi di asset più rischiose, determinando una riduzione sia del term premium, sia del rischio di credito. In Europa tuttavia il finanziamento dell economia passa ancora per l 80% tramite il sistema bancario. Un programma di acquisto di ABS sarebbe, quindi, forse lo strumento più appropriato, ma la BCE non manca di ricordare che vi sono difficoltà di implementazione. Nel caso di un avvio a breve scadenza, perciò, il programma dovrebbe interessare anche (e prevalentemente) i titoli di stato, nonostante ciò sia di scarso aiuto a stimolare le erogazioni di credito. Come è stato più volte ventilato, la BCE potrebbe acquistare tutti i titoli della zona euro, Germania inclusa, per un ammontare prestabilito e proporzionale alla quota nel capitale BCE dei singoli Paesi membri anche per superiore le obiezioni interne al Consiglio. Il presidente della BCE ha precisato che ulteriori mosse dipenderanno ancora dall evoluzione dello scenario ed in particolare dei rischi per la dinamica dei prezzi al consumo. In particolare, il Consiglio non ritiene che la stima di inflazione di marzo segnali rischi significativi per il profilo di inflazione atteso dalla BCE. Il calo è largamente spiegato da un effetto base sull energia ed un calo dei prezzi dei pacchetti vacanza a causa della cadenza della Pasqua. La BCE valuta che i rischi per la dinamica dei prezzi al consumo siano nel complesso ancora bilanciati. Se i dati di crescita e inflazione ad aprile e maggio dovessero sorprendere verso il basso, la BCE potrebbe nell ordine: 1) tagliare il refi; 2) sospendere il SMP e annunciare un altra LTRO; 3) procedere con un programma di stimolo quantitativo con acquisti. Draghi ha poi smorzato i timori di deflazione, spiegando che le "previsioni di bassa inflazione sono perfettamente in linea con le nostre previsioni" e che nel 2016 il tasso dovrebbe attestarsi "intorno al 2%". "Non vediamo un aumento del rischio deflazione", specifica poi il numero uno dell'eurotower aggiungendo che il livello d'inflazione dovrebbe rimanere basso per un periodo prolungato e che il calo generalizzato dei prezzi è dovuto anche al decremento dei prezzi delle materie prime. "Sta aumentando l'importanza del tasso di cambio per la stabilità dei prezzi nel medio termine", ha dichiarato poi per la prima volta Draghi. Riguardo al mercato del lavoro, il numero uno della Banca Centrale Europea ribadisce ancora una volta che "la disoccupazione rimane un grande problema" e che sono "necessarie riforme". Passando alle banche, invece, "rimane la necessità di migliorare i bilanci" mentre relativamente all'accesso al credito, Draghi chiede nuovamente alle banche di migliorare ai finanziamenti. 4

5 1. Le Banche centrali confermano il livello dei tassi. Federal Reserve. La Fed mantiene invariato il costo del denaro. I tassi sui Fed Funds restano fermi in una forchetta fra lo 0 e lo 0,25%. ''Una politica monetaria accomodante resterà appropriata per un considerevole periodo di tempo dopo che il programma di acquisto di asset sarà finito'', afferma la Fed, sottolineando che tassi bassi saranno appropriati fino a quando il tasso di disoccupazione scenderà ben al di sotto del 6,5%, soprattutto se l'inflazione resterà sotto l'obiettivo del 2%. BCE. Nulla fatto in materia di politica monetaria dal parte della Banca Centrale Europea. Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,25%, allo 0,75% e allo 0,00%. Banca Centrale d'inghilterra. La Bank of England (BOE) ha reso noto che il Monetary Policy Committee (MPC) ha stabilito di lasciare invariati i tassi d'interesse allo 0,5%. Inoltre, il Comitato di politica monetaria, ha deciso di continuare il suo programma di acquisto di asset, per un importo di 375 miliardi di sterline. Nessuna sorpresa, quindi, visto che la decisione era ampiamente attesa. Bank of Japan. La base monetaria del Giappone continuerà a crescere ad un ritmo annuale di mila miliardi di yen per far sì che deflazione e crescita lenta non siano più una 5

6 minaccia per la superpotenza asiatica. Lo ha stabilito all'unanimità la Bank of Japan al termine della due giorni di meeting di politica monetaria. La decisione di ribadire gli stimoli, ampiamente attesa dagli analisti, è legata soprattutto ai timori per le ripercussioni dall'aumento dell'iva dal 5% all'8% (si tratta del primo ritocco in 17 anni) che scatterà questo mese. La Banca Centrale nipponica, inoltre, ha notato un miglioramento del sentiment delle imprese, anche se molte di esse continuano a mostrare un outlook cauto. Secondo gli analisti, comunque, dai recenti discorsi del Governatore Haruhiko Kuroda è emerso un velato ottimismo, e questo potrebbe significare che un ulteriore allentamento potrebbe non essere tanto imminente come stimato in precedenza. 2. Correzione dei mercati azionari Correzione vistosa dei mercati azionari nell ultima parte di aprile con aumento della volatilità sui mercati e oscillazione ampie. Tra tensioni in Ucraina e politiche monetarie accomodanti a Wall Street anche il Vix (indice della paura) che misura la volatilità implicita delle opzioni dello S&P500 è salito sopra i 17 punti per poi scendere intorno ai 13. La ripresa dell azionario dell Eurozona, giustificata sul piano fondamentale dai dati pubblicati, è messa a rischio anche dalla crisi ucraina. La Germania è il paese più vulnerabile a tale crisi, data la sua ampia quota di export in Est Europa e Russia, pari a circa un quinto del totale. La Germania è notoriamente anche il maggior acquirente di gas russo (per quasi un terzo delle sue forniture). Negli Stati Uniti, la reporting season procede in media in modo positivo, malgrado il nervosismo abbia portato a forti penalizzazioni per alcuni nomi molto conosciuti al grande pubblico, come Amazon, che paga margini estremamente sottili in presenza di continua forte espansione degli investimenti, combinazione che rende nervoso il mercato. Da inizio anno, di fatto, i mercati sviluppati si sono trovati in un trading range con volatilità in aumento, dopo il rialzo del Al momento continua a mancare una precisa determinante ribassista del mercato nella sua totalità, sia a livello di sorprese negative sulla crescita che dell insorgere di nuovi rischi sistemici. La crescita statunitense del primo trimestre sta venendo rivista al ribasso, a livello di consenso, a causa soprattutto di un precedente accumulo di scorte che saranno smaltite nel trimestre in corso. I dati europei continuano a confermare lo scenario di crescita moderata, mentre quelli cinesi appaiono in indebolimento. Il nuovo trimestre è quindi iniziato con movimenti rialzisti su attivi rischiosi e con gli indici che non sono riusciti a consolidare e sviluppare nuovi massimi, favoriti dalle politiche monetarie accomodanti delle Banche centrali e dall appetito per il rischio da parte degli investitori, per poi correggere a fronte di nuovi timori per la situazione ucraina e di andamento non brillante degli utili statunitensi per alcune società, oltre che dai dati macro negativi per gli emergenti. 6

7 3. Il cambio Euro/dollaro conferma a fine aprile la tendenza rialzista. Il cambio Eur/Usd conferma a fine aprile la tendenza rialzista, nonostante il ritracciamento dai massimi a 1,39 (minimi a 1,37, sui livelli di fine febbraio) e continua ad oscillare sopra 1,38 non molto distante dalla trendline rialzista. Il dollaro, infatti, è tornato ad indebolirsi contro tutte le principali divise dopo che le indicazioni delle Banche centrali hanno favorito il movimento a favore di euro e yen. La non immediatezza di eventuali misure espansive della Bce ed il nulla di fatto della Banca del Giappone e dall altro le conferme (se non la sorpresa) di toni accomodanti della Fed hanno spinto gli investitori a rafforzare le posizioni contro il biglietto verde. Cambio euro/dollaro Fonte:cambioeuro 7

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