LA VALUTAZIONE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE

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1 Settembre 2011 LA VALUTAZIONE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE ENTE PARCO NAZIONALE - Il presente documento mostra un quadro sintetico relativo alla analisi dei Piani della performance di tutte le Amministrazioni e fornisce il posizionamento dell Amministrazione oggetto d analisi rispetto alle altre e rispetto al comparto di riferimento. Il documento termina con una serie di riflessioni e osservazioni sui punti di forza e sulle aree che eventualmente hanno mostrato dei margini di miglioramento.

2 ANALISI DEL PIANO DELLA PERFORMANCE DELL ENTE PARCO - Sommario 1 Premessa L analisi dei Piani della Performance degli Enti Pubblici Nazionali Dimensione Compliance Compliance al D. Lgs. n. 150/2009 e alle delibere CiVIT n. 112/2010 e n. 89/ Compliance altre delibere CiVIT Dimensione Qualità del piano Leggibilità del piano Descrizione obiettivi, Indicatori, Target e cascading obiettivi Piani operativi di attività e Integrazione tra piano e altri documenti collegati Sintesi dell analisi e osservazioni Punti di forza Aree da migliorare

3 1 Premessa Il D. Lgs. n. 150/2009 attribuisce alla Commissione il compito di fornire «supporto tecnico e metodologico all attuazione delle varie fasi del ciclo di gestione della performance» (art. 13, comma 6, lett. a), nonché quello di verificare «la corretta predisposizione del Piano e della Relazione sulla performance delle amministrazioni centrali» e di analizzare «a campione ( ) quelli degli Enti territoriali, formulando osservazioni e specifici rilievi» (art. 13, comma 6, lett. c). In particolare, il monitoraggio sulla corretta applicazione degli strumenti individuati dal decreto legislativo e dai relativi indirizzi formulati dalla Commissione nel primo anno di attività (si vedano in particolare le delibere CiVIT nn. 88, 89, 104, 105, 112 e 114 del 2010) consente di: valutare lo stato di attuazione della riforma; realizzare un azione di accompagnamento mirato ed efficace per le amministrazioni; fornire ulteriori indirizzi, che tengano conto delle buone prassi e delle criticità riscontrate. A tal fine, la Commissione ha approvato e pubblicato sul sito istituzionale a seguito di un test sui documenti trasmessi da alcune amministrazioni campione e della condivisione dei criteri con gli Organismi indipendenti di valutazione i prospetti generali di analisi dei Piani della performance, dei Programmi triennali per la trasparenza e l integrità, nonché dei siti istituzionali, in forma di griglie di valutazione. La griglia relativa ai Piani della performance è strutturata su 3 dimensioni: conformità (compliance) al D. Lgs. n. 150/2009, agli indirizzi della Commissione e al Sistema di misurazione e valutazione della performance adottato dall amministrazione; qualità del Piano, con particolare riferimento ad obiettivi, indicatori e target; qualità del processo di adozione del documento. Nel complesso le 3 dimensioni sono articolate in 25 criteri e 155 sottocriteri, cui è stato associato un sistema di pesi che tiene conto dell importanza relativa dei singoli elementi. Tale strumento di analisi risulta funzionale a: procedere ad una mappatura del livello di maturità delle amministrazioni nella definizione ed utilizzo del Piano della performance quale metodologia di programmazione del ciclo della performance; individuare le criticità in termini di aree di miglioramento delle amministrazioni, ai fini dell adozione del Piano del performance relativo alle successive annualità; evidenziare le buone prassi, in modo da consentire un confronto tra le amministrazioni che favorisca una crescita diffusa. 2 L analisi dei Piani della performance degli Enti Pubblici Nazionali La Commissione ha deliberato di iniziare l attività di monitoraggio sui Piani della performance degli Enti pubblici nazionali e di pubblicarne i risultati. Ciascun Piano della performance è stato esaminato utilizzando la griglia di valutazione di Figura 1. 3

4 DIMENSIONI (PRIMO LIVELLO) COMPLIANCE DEL PIANO QUALITÀ DEL PIANO QUALITÀ DEL PROCESSO PESI LIV 1 33% 33% AMBITI (SECONDO LIVELLO) PESI LIV 2 COMPLIANCE RISPETTO AL D. LGS 150/2009 COMPLIANCE RISPETTO ALLA DELIBERA 112/ % COMPLIANCE RISPETTO ALLA DELIBERA 89/ % COMPLIANCE RISPETTO ALLA DELIBERA 88/2010 5% COMPLIANCE RISPETTO ALLA DELIBERA 105/2010 5% COMPLIANCE RISPETTO AL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE DELL AMMINISTRAZIONE (Delibera 114/2010) LEGGIBILITÀ E TRASPARENZA DEL PIANO DESCRIZIONE OBIETTIVI 15% INDICATORI 15% TARGET 15% PIANI OPERATIVI DI ATTIVITÀ CASCADING OBIETTIVI 15% INTEGRAZIONE TRA PIANO E ALTRI DOCUMENTI COLLEGATI 33% QUESTA DIMENSIONE SARÀ VALUTATA SUCCESSIVAMENTE Figura 1: la griglia di valutazione dei Piani della performance La valutazione dei piani si è basata sulla griglia di valutazione condivisa con gli OIV e suddivisa in tre macrodimensioni: la Compliance del Piano della performance riguardo a norme e delibere CiVIT, la Qualità del Piano della performance, la Qualità del processo di redazione del Piano. Allo stato attuale, sono state valutate dalla CiVIT le prime due macrodimensioni, attraverso un attenta lettura dei documenti redatti e pubblicati dalle amministrazioni. In merito alla qualità del processo, in mancanza di informazioni sufficienti desumibili dai documenti inviati dalle amministrazioni, la compilazione dei campi della griglia riferiti alla relativa dimensione è stata rinviata ad un momento successivo, con il necessario coinvolgimento degli OIV cui sarà inviato un questionario. Considerata la complessità del lavoro ed i possibili spazi di soggettività delle valutazioni, si è ritenuto opportuno procedere, per ogni Piano, a due valutazioni operate da collaboratori della Commissione, in maniera indipendente l uno dall altro, seguite da una terza valutazione di secondo livello (anche nell eventualità in cui le prime due valutazioni risultassero pressoché coincidenti) eseguita da un terzo analista, sotto la supervisione del Commissario relatore. La previsione di tre livelli di analisi svolti da analisti diversi ha pertanto consentito di limitare l evidenziato rischio di soggettività insito in ogni sistema di valutazione. Per migliorare la significatività dell analisi, per gli Enti pubblici nazionali è stata utilizzata la classificazione Istat dei comparti per un confronto tra Enti più omogenei. Sono state individuate le seguenti tipologie di comparti: Enti Previdenziali, Enti di Ricerca, Enti parco, Altri Enti. Pertanto l analisi di dettaglio contenuta nel presente documento è relativa alla singola amministrazione con riferimento al suo comparto di appartenenza. 4

5 QUALITA' PIANO Documento Riservato all Amministrazione Il risultato di tale analisi è sinteticamente rappresentato nei diagrammi delle figure 2 e 3, relativi, rispettivamente all intero insieme dei 52 enti pubblici nazionali analizzati e al comparto di riferimento. Rapporto Compliance/Qualità degli Enti Pubblici Nazionali 3 3 COMPLIANCE PIANO Enti di Ricerca Altri Enti Enti Parco Enti Previdenziali Figura 2: Diagramma relativo alla Compliance e alla Qualità dei Piani della performance degli Enti Pubblici Nazionali I diagrammi mostrano il posizionamento dell Ente con riferimento alle due dimensioni analizzate. In particolare, sull asse orizzontale viene riportato il punteggio relativo alla valutazione della dimensione compliance, mentre sull asse verticale quello relativo alla dimensione qualità del Piano. I punteggi sono stati calcolati utilizzando il sistema di pesi citato in premessa, senza introdurre fattori correttivi connessi alla complessità del contesto delle singole amministrazioni. L Ente oggetto d analisi è rappresentato dal triangolo indicato con una sigla; le altre amministrazioni sono rappresentate in forma anonima. Il triangolo rosso in basso a sinistra del diagramma di figura 2 indica la 5

6 QUALITA' PIANO Documento Riservato all Amministrazione posizione dei 24 Enti che, alla data di svolgimento dell analisi, non avevano inviato alla CiVIT il Piano della performance per l anno in corso e pertanto non risultavano valutabili. Rapporto Compliance/Qualità della Categoria "Enti Parco" 3 TISCO 3 COMPLIANCE PIANO Figura 3: Diagramma relativo alla Compliance e alla Qualità dei Piani della performance degli Enti Parco Per quanto riguarda l Ente Parco Appennino Tosco-Emiliano, si registra una valutazione abbastanza buona per la dimensione compliance (65%) mentre la situazione è meno positiva in merito alla qualità del piano (39%). Si nota come, in virtù di tali punteggi, l ente si collochi nel quadrante in alto a destra (valori superiori alla media in entrambe le dimensioni) sia relativamente all insieme di tutte le 52 amministrazioni considerate, sia relativamente al comparto di riferimento (Enti Parco). Allo scopo di individuare i principali punti di forza e le aree da migliorare, nelle sezioni successive del presente documento viene descritto il dettaglio relativo alla valutazione dei singoli criteri nei quali abbiamo scomposto le due dimensioni. (Ricordiamo come a ciascuno dei suddetti criteri corrisponda un peso differente, che tiene conto dell importanza relativa di ciascun criterio, secondo quanto riepilogato nella tabella di Figura 1). 6

7 3 Dimensione Compliance 3.1 Compliance al D. Lgs. n. 150/2009 e alle delibere CiVIT n. 112/2010 e n. 89/2010 Compliance al D.Lgs. n. 150/ Figura 4: Compliance al D. Lgs. n. 150/2009 Compliance alla Delibera Civit n. 112/

8 Compliance alla Delibera Civit n. 89/ Figura 5: Compliance alla Delibera n. 112/2010 e Compliance alla Delibera CiVIT n.89/ Compliance altre delibere CiVIT Ente Parco Delibera n.105 Delibera n.114 Delibera n.88 NO SI NO E1 SI SI SI E2 NO NO NO E3 NO NO NO E4 NO NO NO E5 NO NO NO E6 SI SI NO E7 NO SI NO E8 NO NO NO E9 NO NO NO E10 NO NO NO E11 NO NO NO E12 SI NO NO E13 NO NO NO E14 NO SI SI E15 SI NO NO E16 SI NO NO Figura 6: tabella relativa alla compliance alle delibere CiVIT n.105/2020, n.114/2010, n.88/2010 8

9 4 Dimensione Qualità del piano 4.1 Leggibilità del piano Documento Riservato all Amministrazione LEGGIBILITA' E TRASPARENZA 3 Figura 7 : la Leggibilità e la trasparenza del Piano della performance degli Enti Parco Per Leggibilità e trasparenza del piano s intende l adeguatezza nel bilanciamento tra corpo e allegati, l accessibilità e la diversificazione di linguaggio tra le varie sezioni (divulgative e tecniche), l adeguatezza nella formattazione (veste grafica, tabelle, grafici, ecc.), la comprensibilità e semplicità di linguaggio, la completezza e l omogeneità nella lunghezza delle varie sezioni. 4.2 Descrizione obiettivi, Indicatori, Target e cascading obiettivi Nei diagrammi sottostanti, è indicata la valutazione della comprensibilità e della correttezza della descrizione degli obiettivi; la comprensibilità, la validità, la completezza degli indicatori; la comprensibilità, l orizzonte temporale di riferimento e la presenza di trend e benchmark per i target, l appropriatezza delle schede anagrafiche e il test di qualità per indicatori e target. OBIETTIVI 3 9

10 INDICATORI 3 TARGET 3 CASCADING OBIETTIVI 3 Figura 8: la valutazione relativa alla descrizione degli obiettivi, indicatori, target e al Cascading inseriti nel piano della performance 10

11 Per Cascading degli obiettivi s intende la coerenza degli obiettivi strategici con le priorità politiche e/o missioni istituzionali, la coerenza degli obiettivi strategici rispetto alle risultanze dell analisi del contesto esterno, l integrazione tra obiettivi strategici, operativi e individuali (solo per i dirigenti), la sistematica individuazione delle risorse, la trasversalità e omogeneità nella qualità degli obiettivi tra i diversi livelli organizzativi. 4.3 Piani operativi di attività e Integrazione tra piano e altri documenti collegati Per Piani operativi di attività s intende la chiarezza, la completezza nella descrizione della tempistica, nella definizione dei responsabili e dei soggetti coinvolti e, infine, la congruità rispetto all obiettivo di riferimento. Per Integrazione del piano con altri documenti collegati s intende la correlazione tra il Piano stesso e il Sistema di misurazione e valutazione della performance, la relazione della performance, il programma della trasparenza e gli standard di qualità. PIANI OPERATIVI D'ATTIVITA' 3 Figura 9: i Piani operativi di attività INTEGRAZIONE CON ALTRI DOCUMENTI COLLEGATI 3 Figura 10: l integrazione del Piano con altri documenti ad esso collegati 11

12 5 Sintesi dell analisi e osservazioni In questa sezione si riportano alcuni commenti relativi ai principali punti di forza e l elenco delle aree da migliorare (tratte dai criteri della griglia; eventualmente anche in forma aggregata). Per quanto concerne queste ultime, sono state elencate esclusivamente quelle che si caratterizzano per una maggiore priorità di intervento, rinviando ad un secondo momento la segnalazione di eventuali ulteriori spunti di riflessione. 5.1 Punti di forza Gli elementi sui quali il Piano della performance presenta già un significativo livello di maturità sono i seguenti: comprensibilità degli obiettivi strategici rispetto agli stakeholder di riferimento; validità e comprensibilità di diversi indicatori associati agli obiettivi operativi, con particolare riferimento all inclusione di outcome e customer satisfaction; chiarezza nella descrizione e completezza nella indicazione dei responsabili e soggetti coinvolti nei piani operativi di attività; chiarezza nella individuazione delle risorse disponibili per il conseguimento degli obiettivi operativi; presenza di obiettivi relativi all ambito delle pari opportunità, con particolare riferimento all ottica di disabilità in una prospettiva esterna all amministrazione (rivolta agli utenti); 5.2 Aree da migliorare Le aree sulle quali appare necessaria l attivazione di un tempestivo piano di miglioramento sono le seguenti: assenza di un indice del Piano; assenza di indicatori per gli obiettivi strategici; assenza di target triennali per gli obiettivi strategici; assenza di valori storici di riferimento, benchmark e test della qualità dei target; assenza dell albero della performance; assenza di analisi degli stakeholder e del contesto esterno; assenza di fasi, soggetti e tempi del processo di redazione del Piano; assenza del processo che garantisce la coerenza con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio; assenza delle azioni per il miglioramento del ciclo di gestione delle performance; differenziazione del linguaggio utilizzato per le sezioni divulgative rispetto a quelle di maggior dettaglio; completezza e bilanciamento, rispetto al resto del documento, nella descrizione del mandato istituzionale e missione, nonché il relativo collegamento con gli obiettivi strategici; completezza e bilanciamento dell analisi del contesto interno; correttezza semantica (es. miglioramento, mantenimento e non una descrizione delle azioni) per gli obiettivi operativi; completezza e bilanciamento della sezione descrittiva degli obiettivi strategici e operativi; individuazione delle risorse disponibili per il conseguimento degli obiettivi strategici; individuazione di indicatori multipli riferiti a uno stesso obiettivo ; 12

13 assenza delle schede anagrafiche degli indicatori, test della fattibilità informativa dell indicatore e test di validazione della qualità dell indicatore, almeno per gli obiettivi strategici; esplicitazione del collegamento fra Piano e programma triennale per la trasparenza e l integrità, nonché fra Piano e standard di qualità. 13

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