VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis"

Transcript

1 Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema (FSE) [IT051PO006] VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis a cura di Luisa Palomba

2 1. Oggetto e ambito d indagine valutativa Il Formez ha deciso di effettuare una valutazione dei risultati e degli impatti del progetto Diesis, considerando osservabili e misurabili gli esiti del progetto in relazione ai suoi obiettivi. Il progetto DIESIS si propone, infatti, di creare occasioni di apprendimento per le PP.AA, in fatto di politiche e prassi per l inclusione sociale, attraverso visite di studio strutturate e mirate alla soluzione di problemi specifici. Gli elementi che consentono di prevedere risultati visibili e osservabili sono i seguenti. i. la consistenza e la coerenza interna delle azioni in cui si sviluppa il progetto DIESIS: le visite di studio si collocano in un percorso di apprendimento più ampio, ovvero sono precedute e seguite da analisi del contesto interno alle amministrazioni e dalla una mappa delle pratiche di inclusione realizzate; ii. la definizione dell ambito di riferimento entro cui si possono ipotizzare concreti risultati attesi: l individuazione delle pratiche utili da proporre al confronto trasnazionale consente di circoscrivere il campo delle pratiche e delle politiche a cui le Amministrazioni sono interessate e di individuare, quindi, i fabbisogni specifici delle stesse Amministrazioni. 2. Approccio e metodologia La valutazione dei risultati (outcome) ha lo scopo di individuare, qualificare e quantificare il valore aggiunto di interventi, progetti o programmi, rispetto agli obiettivi prefissati, tenendo conto del modo in cui si è svolto il processo di attuazione e dei cambiamenti che possono essere intervenuti nel contesto di riferimento. La valutazione di impatto di un progetto o di un programma considera la persistenza e la portata dei risultati immediati. Entrambe le valutazioni hanno comunque a che fare con l efficacia esterna ovvero con il grado di copertura o di soddisfazione dei bisogni da cui il progetto è stato generato, laddove l efficacia interna riguarda la relazione tra obiettivi e risultati attesi 1. E particolarmente importante considerare la dimensione diacronica dell impatto, ovvero nell effettuare la valutazione (ma anche la progettazione formativa) bisogna tenere presente che gli impatti possono essere generati in periodi più o meno lunghi. Indicativamente si può affermare che: l applicazione al lavoro di abilità e competenze da parte degli individui può verificarsi ed essere riscontrabile in tempi relativamente brevi (alcuni mesi); successivamente il contributo dell esperienza formativa si va confondendo con quello delle altre esperienze continuamente realizzate dalle persone; in certi casi però può essere interessante un analisi retrospettiva centrata sul vissuto dei soggetti anche a maggiore distanza di tempo; gli aspetti formalizzati dell organizzazione (strutture e organici, procedure) possono richiedere tempi di cambiamento un po più lunghi (intorno all anno); normalmente questi cambiamenti sono previsti non come diretta conseguenza 1 Cfr in proposito Palumbo M., Il processo di valutazione. Decidere, programmare, valutare, Milano, Franco Angeli, 2001

3 della formazione, ma nell ambito di progetti di intervento più articolati che includono azioni formative; i cambiamenti sugli aspetti immateriali e non formalizzati dell organizzazione, ovvero i comportamenti organizzativi consolidati, la cultura aziendale può avvenire ed essere riscontrabile nell arco di qualche anno; gli impatti sulle performance dell organizzazione possono avvenire in tempi molto variabili, dipende dal tipo di azione formativa e di strategia progettuale; talvolta, l impatto può anche avvenire in periodi brevi, e in questo caso è anche più oggettivamente valutabile. Il momento in cui si è manifestata l esigenza di una valutazione di risultato e d impatto del progetto DIESIS è all interno di una fase di attuazione in cui si sono elaborati gli strumenti ed è stato disegnato il percorso di attuazione. Pertanto ci si colloca a valle della fase di individuazione dei fabbisogni e di progettazione dell intervento. In questo caso la scelta più opportuna è quella di riferirsi all approccio che va sotto il nome di teoria del programma definita da alcuni come il set di assunzioni sulle relazioni tra la strategia e la tattica adottati da un programma, e i benefici che ci si aspetta che esso produca 2. Tale approccio implica che si focalizzi l attenzione più sul processo che sul prodotto, osservando i meccanismi innescati da un progetto o da un programma, senza azzardarne una lettura causale o una connessione rigida con il comportamento atteso dei destinatari. 3. Proposta operativa Per delineare una proposta operativa occorre innanzitutto indicare in maniera più circoscritta quali siano gli ambiti della presente indagine, le fonti informative da prendere in considerazione e gli attori chiave da intervistare. Se si vuole, infatti, cogliere il nesso, ovvero ricostruire un circuito dotato di senso tra i risultati ottenuti grazie all implementazione del progetto (ma non a causa di questo) e gli obiettivi e i fabbisogni, occorre focalizzare l indagine su: la ricostruzione della mappa degli obiettivi dei beneficiari del progetto, rispetto ai risultati attesi, ex ante e ex post l implementazione del Programma; la relazione tra i bisogni da cui è scaturita l adesione al progetto rispetto alle attuali strategie di policy di inclusione; i vincoli dell attuazione: simmetria vs asimmetria nel sistema delle competenze politicoamministrative; mutamenti del contesto interno e/o del contesto esterno all Amministrazione; difficoltà gestionali e logistiche ecc. Pertanto l indagine si sviluppa logicamente in tre fasi, di cui due devono essere realizzate ex ante l attività e una a mesi x dalla visita di studio: Ex ante l attività Fase 1: ricostruzione della mappa delle attese delle AdG e dei dirigenti di riferimento del progetto rispetto ai fabbisogni da cui è scaturita l adesione al progetto e ai risultati attesi. 2 Rossi H., Freeman H, Lipsey M., Evaluation. A Systematic Approach, 1999, in Palumbo M., op cit

4 Contestualmente è utile interpellare gli stessi sui possibili vincoli che, nell attuazione, potrebbero diminuire la visibilità dei risultati. Lo strumento più indicato per tale ricostruzione sembra quello dell intervista in presenza. Fase 2: ricostruzione delle attese dei destinatari diretti rispetto agli esiti dell intervento. Lo strumento più indicato per tale ricostruzione sembra quello della somministrazione di un questionario Ex post l attività: Fase 3: rilevazione dei risultati e degli impatti ottenuti, attraverso reporting diretto dei responsabili territoriali del progetto e attraverso interviste alle AdG e ai dirigenti di riferimento. Contestuale rilevazione dei fattori (vincoli) che nell attuazione del progetto hanno favorito il successo delle azioni o, piuttosto, hanno costituito la causa di un parziale raggiungimento degli obiettivi. Nel prospetto che segue sono riassunti le fasi, gli oggetti della rilevazione e gli strumenti Prospetto 1 Contenuti/variabili dell indagine valutativa e strumenti di rilevazione, per fasi Fase 1 Fasi Contenuti/variabili Strumenti di rilevazione Bisogni da cui è scaturita Intervista alle AdG e ai dirigenti l adesione al progetto in relazione referenti del progetto alle finalità generali/strategiche Fase 2 Fase 3 Obiettivi in relazione ai risultati attesi Ipotesi circa i vincoli nell attuazione Attese dei destinatari diretti rispetto agli esiti dell intervento Risultati e impatti ottenuti Vincoli nell attuazione: - sistema delle competenze (chi è il decisore, se persona diversa dal partecipante) - mutamenti del contesto interno - difficoltà gestionali; logistica; tempistica Somministrazione di un questionario ai destinatari diretti Reporting da parte dei responsabili territoriali del progetto. Interviste alle AdG e ai dirigenti di riferimento

5 La figura 3 che segue rappresenta uno schema logico in cui sono evidenziate le relazioni reciproche tra le variabili sopra elencate (obiettivi/risultati attesi, risultati e impatti ottenuti, vincoli nell attuazione), che l indagine si propone di ricostruire. Figura 1 Schema logico delle variabili considerate dall indagine valutativa e relazioni reciproche Progettazione Attuazione Strategia Bisogni Obiettivi strategici e specifici Risultati attesi Individuzione di target Risultati effettivi Vincoli dell attuazi one Politica INPUTS allocati INPUTS effettivi Progetto OUTPUTS attesi OUTPUTS raggiunti 3 Rielaborazione da Outcome indicators and targets: towards a new system of monitoring and evaluation in EU cohesion policy, F. Barca, P. McCann

6 Ricostruzione delle mappe dei bisogni e degli obiettivi I grafici che seguono evidenziano i fabbisogni, gli obiettivi percepiti e i risultati attesi delle Amministrazioni coinvolte nel progetto Diesis, nelle loro relazioni reciproche. Nella figura n 1 sono riportati i risultati delle interviste per quanto riguarda la prima tematica (bisogni da cui è scaturita l adesione al progetto). La prima articolazione del grafo ad albero (evidenziata in grassetto) riporta le problematiche dell Ente che l hanno indotto ad aderire al progetto; nelle articolazioni successive sono riportate le opinioni circa l utilità della partecipazione al progetto rispetto alle problematiche evidenziate. Confrontando la figura 1 con la figura 2 si evince che l utilità percepita coincide, grosso modo, con i risultati attesi riportati nella fig. 2, come è giusto che sia, posto che la percezione dell utilità si riferisce implicitamente a ciò che ci si aspetta quale esito della partecipazione al progetto. Inoltre, tale uniformità indica, da una parte, la validità dell intervista quale fonte informativa e, dall altra, la coerenza tra la tematica 1 e la tematica 2 (obiettivi percepiti e risultati attesi). Nella figura n 2 sono riportate le risposte alle interviste inerenti la tematica 2, mostra una netta divaricazione tra due tipologie di obiettivi (evidenziati in grassetto), tra loro molto diverse: da una parte, la crescita delle competenze individuali e, dall altra, il miglioramento dei progetti e delle strategie. Indicano questa seconda tipologia soprattutto le regioni mature, ovvero la Lombardia e l Emilia Romagna, mentre la prima tipologia è segnalata da tutte le regioni. Nel grafico l, le articolazioni degli obiettivi sintetizzano i risultati attesi, che riguardano tanto l arricchimento individuale (derivante ovviamente dall obiettivo accrescimento delle competenze ), quanto il miglioramento della programmazione attuativa, collegato ad entrambe le tipologie di obiettivo. E invece una specifica diramazione dall obiettivo miglioramento delle politiche e delle pratiche, il risultato atteso relativo alla sperimentazione di progetti innovativi e alla realizzazione di interventi che coinvolgano diversi settori dell Ente. Molto gettonato il risultato atteso che si riferisce alla creazione di reti e a contatti, nazionali ed europei, stabili nel tempo.

7 Adesione al progetto Diesis Problematiche specifiche (donne, rom, detenuti, disoccupati) Programmazione Rafforzamento del terzo settore Accrescimento delle competenze individuali Stesura di Piani Emanazione di bandi Proposte di legge Conoscenza dei nuovi regolamenti Elaborazione dei Por Strumenti per favorire il dialogo e la concertazione Accrescimento delle competenze individuali Creazione di reti Sviluppo di competenze di chi programma e attua policy di inclusione sociale Adozione da parte delle Amm.ni di soluzioni efficienti per la governance di filiera Adozione da parte delle Amm.ni di soluzioni efficienti per la governance di filiera (integrazione di aree/settori)) Creazione di reti Fig. 1 Mappa dei risultati attesi (utilità percepita) in relazione ai bisogni

8 Progetto Diesis Accrescimento delle competenze individuali Miglioramento delle politiche e delle pratiche di inclusione Arricchimento individuale Stesura di Piani Emanazione di bandi Proposte di legge Miglioramento della programmazione attuativa del FSE Sperimentazione di proposte innovative Creazione di contatti e riferimenti Creazione di reti Realizzazione di interventi integrati Fig.2 - Mappa degli obiettivi e dei risultati attesi

9 Traccia di intervista Traccia di intervista in presenza da proporre all AdG e ai dirigenti di riferimento del progetto (o dirigenti diretti dei partecipanti alle visite di studio) Le interviste, di cui al presente documento, devono essere rivolte alle AdG e ai dirigenti di riferimento del progetto prima delle visite di studio e delle azioni che le precedono. Hanno lo scopo di ricostruire una mappa, caso per caso, dei bisogni, degli obiettivi e dei risultati attesi del progetto così come li percepiscono le persone che, in quanto beneficiarie indirette del progetto, e figure chiave dell Amministrazione, sono in grado di prendere decisioni sulla base dei risultati conseguiti da Diesis. E importante ricostruire questa mappa dei bisogni, degli obiettivi e dei risultati attesi, perché sarà soprattutto in relazione a questi che saranno valutati i risultati e gli impatti conseguiti grazie alle azioni implementate. La traccia che segue riguarda due tematiche distinte: 1. i bisogni da cui é scaturita l adesione al progetto in relazione alle finalità generali/strategiche dell Amministrazione; 2. i risultati attesi in funzione degli obiettivi percepiti. La parte dell intervista che concerne la prima tematica è finalizzata anche a verificare la coerenza tra i bisogni dichiarati dall intervistato con quanto rilevato dai colleghi nelle interviste di cui all Allegato C e nelle schede sintetiche di cui all Allegato G. La traccia relativa alla seconda tematica intende anche sondare gli intervistati circa una loro previsione di eventi favorevoli e sfavorevoli, interni o esterni all Amministrazione, che potrebbero o facilitare o costituire un ostacolo alla realizzazione degli obiettivi percepiti. In ogni caso, oltre a ricostruire la mappa di cui si è parlato, l intervista è utile per stabilire il grado di coinvolgimento e di consapevolezza di AdG e dirigenti rispetto al progetto soprattutto in relazione a due fattori: occasionalità della partecipazione al progetto Diesis vs coinvolgimento consapevole; novità della partecipazione a Diesis in quanto progetto di scambio/visita rispetto a esperienze precedenti (v. domanda 15 della traccia di intervista di cui all Allegato C) Una classificazione delle risposte alle interviste in funzione di tali fattori consentirà di contestualizzare sia la mappa degli obiettivi/risultati attesi che i risultati ottenuti. Infine, occorre sottolineare che l intervista è un intervista aperta: pertanto la traccia presenta alcuni punti, che dovranno essere toccati in ogni caso, ma si dovrà lasciare ampio spazio all intervistato in quanto si dovrebbe rilevare anche quello che al momento non è prevedibili da parte dei gestori del progetto, ma che è presente nella testa dei beneficiari.

10 Tema 1: Bisogni da cui é scaturita l adesione al progetto in relazione alle finalità generali/strategiche dell Amministrazione 1.1 Come è venuto a conoscenza del progetto Diesis? 1.2 Perché ha deciso di partecipare? 1.3 Stabilisce un collegamento tra l adesione al progetto e le problematiche/strategie dell Ente? Quale? 1.4 Stabilisce un collegamento con la pratica selezionata? Quale? 1.5 Pensa che la partecipazione al progetto possa essere utile soprattutto per: o direttamente per chi effettua la visita di studio (vedrà aumentare le proprie competenze, sarà più motivato, sarà in grado di risolvere problemi concreti, ) o potrà modificare il modo di lavorare di chi partecipa o indirettamente, potrà avere ripercussioni sulla governace della filiera. Tema 2 : Risultati attesi in funzione degli obiettivi percepiti 2.1 Conosce gli obiettivi del progetto Diesiss? 2.2 Quali obiettivi, nel caso specifico della sua Amministrazione, si vogliono ottenere con la partecipazione al progetto? 2.3 Rispetto a tali obiettivi, quali risultati pensa possano essere conseguiti? 2.4 Per ottenere i risultati da lei individuati quali circostanze/eventi/modalità di gestione interni e esterni all Amministrazione - devono verificarsi? 2.5 Quali circostanze avverse potrebbero essere negative per l ottenimento dei risultati del progetto?

11 Questionario ai Partecipanti EX ANTE 1. Descriva dettagliatamente la sua attività lavorativa prevalente (si richiede di descrivere il contenuto dell attività effettivamente svolta esplicitando le concrete operazioni più frequentemente effettuate) 2. Rispetto all attività lavorativa che Lei svolge, di che cosa avverte di più la mancanza? informazioni puntuali e tempestive collegamenti più frequenti e più stabili con colleghi che, in altri uffici/aree/dipartimenti si occupano delle stesse tematiche o di tematiche affini competenze specifiche altro 3. Se è interessato ad arricchire le competenze relative al contenuto della sua attività lavorativa, di che tipologia di competenze si tratta? linguistiche (lingua straniera) normativo/legislative gestionali/finanziarie pianificazione/progettazione specifiche rispetto all inclusione sociale (immigrazione, povertà, fasce deboli ecc.) 4. Per quale dei seguenti motivi ha deciso di partecipare alla visita di studio (sono possibili più risposte): sono stato scelto dal Dirigente vorrei acquisire informazioni aggiuntive sulla tematica specifica. In particolare sono interessato/a ai seguenti aspetti: (elencarne almeno tre) a) b) c) d) desidererei accrescere le mie competenze sulla tematica in questione mi piacerebbe partecipare attivamente a una rete transazionale vorrei stabilire contatti con colleghi di altre regioni/paesi vorrei apprendere e acquisire elementi da una buona pratica per un possibile trasferimento altro 5. Quali risultati pensa di ottenere dalla partecipazione alla visita?

12 Questionario ai Partecipanti EX POST SEZIONE 1 Coerenza tra attività lavorativa e visita di studio 1) Indicare quanto è d accordo con ciascuna delle seguenti affermazioni: 1.1 I contenuti trattati nella visita di studio sono coerenti con le attività lavorative che svolgo normalmente 1.2 Complessivamente i contenuti della visita di studio sono stati da subito utilizzabili nella mia attività lavorativa 1.3 La conoscenza dei contenuti appresi durante la visita di studio ha aumentato la qualità del lavoro che svolgo 2) A distanza di tempo ritiene che l esperienza sia stata utile per il suo lavoro? 3) Appena terminata l esperienza aveva la stessa opinione? SI NO 4) Ritiene che quanto ha appreso abbia modificato la sua condotta di lavoro e, in caso di risposta affermativa, in che modo specifico?

13 SEZIONE 2 Esiti della visita di studio rispetto ai fabbisogni dichiarati ex ante e ai risultati attesi 1) Quanto appreso durante la visita di studio è stato utile per: 1.1 Acquisizione di competenze specifiche in materia, utili per la programmazione regionale 1.2 Visione d insieme delle politiche messe in campo a livello europeo 1.3 Confronto con colleghi di altre Regioni e/o Paesi 1.4 Scambio di soluzioni e buone pratiche 2) Dopo l esperienza della visita di studio mi sento arricchito rispetto alle competenze sotto elencate 2.1 Linguistiche 2.2 Normativo-legislative 2.3 Gestionali 2.4 Specifiche rispetto al tema dell economia sociale 2.5 Programmazione/pianificazione/progettazione

14 SEZIONE 3 Quantificazione dell utilizzo di quanto appreso nella visita di studio 1) Quanto appreso durante la visita di studio ha prodotto risultati relativamente a: 1.1 Maggiore integrazione tra i fondi per piani e interventi nell ambito dell economia sociale Sì No In parte 1.2 Aumento della partecipazione a una rete nazionale e/o europea Sì No In parte 1.3 Introduzione a livello regionale o provinciale di un modello di valutazione del valore aggiunto dell impresa sociale Sì No In parte 1.4 Implementazione di azioni/progetti di assistenza tecnica allo start up di imprese sociali Sì No In parte 1.5 Introduzione di misure che facilitano l accesso al credito delle imprese sociali Sì No In parte 1.6 Potenziamento delle reti costituite da Enti locali e imprese sociali Sì No In parte Eventuale commento

L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE

L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE GLI ESITI DEL PRIMO RAPPORTO DI VALUTAZIONE ANTONIO STRAZZULLO COMITATO DI SORVEGLIANZA REGGIO EMILIA, 21 GIUGNO 2011 Obiettivi della valutazione Valutazione del Piano di

Dettagli

Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare

Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare Primo incontro dei partner di progetto 17-18 ottobre 2014 Borgo Pio, 10, Roma Illustrazione del progetto: motivazioni,

Dettagli

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione Linee guida alla compilazione del Modello on line C Unione Europea Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione Fondo Europeo per i Rifugiati Fondo Europeo per i Rimpatri

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTA VAL TAGLIAMENTO (Comuni di: Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

Unità Formativa 2.2: Definizione degli obiettivi dell intervento.

Unità Formativa 2.2: Definizione degli obiettivi dell intervento. Unità Formativa 2.2: Definizione degli obiettivi dell intervento. Una volta realizzata l analisi del contesto di riferimento e dei fabbisogni formativi che esso esprime (vedi UF 2.1), il progettista dispone

Dettagli

ForIndLog. Miglioramento della capacità di ricerca ed innovazione delle risorse umane nell ambito della Logistica e del Trasporto

ForIndLog. Miglioramento della capacità di ricerca ed innovazione delle risorse umane nell ambito della Logistica e del Trasporto ForIndLog Miglioramento della capacità di ricerca ed innovazione delle risorse umane nell ambito della Logistica e del Trasporto Fondo Sociale Europeo Misura D.4 Miglioramento delle risorse umane nel settore

Dettagli

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006)

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) Siamo nell ultimo anno di programmazione, per cui è normale fare un bilancio dell attività svolta e dell

Dettagli

COMPETENZA IMMIGRAZIONE: IDEE, CONOSCENZE E STRUMENTI PER L INCLUSIONE DEI MIGRANTI Federico Boccaletti Coordinatore RTI

COMPETENZA IMMIGRAZIONE: IDEE, CONOSCENZE E STRUMENTI PER L INCLUSIONE DEI MIGRANTI Federico Boccaletti Coordinatore RTI COMPETENZA IMMIGRAZIONE: IDEE, CONOSCENZE E STRUMENTI PER L INCLUSIONE DEI MIGRANTI Federico Boccaletti Coordinatore RTI P.O.R FSE 2007-2013 OBIETTIVO COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE Asse V- Trasnazionalità

Dettagli

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile Azioni a carattere innovativo finanziate nel quadro dell'art. 6 del regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo, Linea di Bilancio B2-1630,"Strategie locali per l'occupazione e innovazione" Strategie

Dettagli

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015)

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015) IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020 (Giugno 2015) Premessa Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 rappresenta un importante occasione per le Amministrazioni

Dettagli

PIANIFICAZIONE DELLA FORMAZIONE: processi, attori e strumenti

PIANIFICAZIONE DELLA FORMAZIONE: processi, attori e strumenti PIANIFICAZIONE DELLA FORMAZIONE: processi, attori e strumenti Dott.ssa Patrizia Castelli Premessa: Il processo di pianificazione della formazione nasce dall esigenza di sviluppare le competenze e le conoscenze

Dettagli

Patto politiche attive del 16 giugno 2009

Patto politiche attive del 16 giugno 2009 Patto politiche attive del 16 giugno 2009 1 Premessa: per il lavoro oltre la crisi L'Accordo sottoscritto in Lombardia il 4 maggio 2009 prevede uno stretto rapporto tra le politiche passive, attraverso

Dettagli

REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della L. R. n. 30/2007

REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della L. R. n. 30/2007 Dipartimento Istruzione, Formazione e Lavoro Settore Politiche del Lavoro e delle Migrazioni UO MONITORAGGIO E ANALISI REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della

Dettagli

Progetto di formazione e ricerca SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO. ITALIANO Competenze linguistico-comunicative. Competenze di cittadinanza

Progetto di formazione e ricerca SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO. ITALIANO Competenze linguistico-comunicative. Competenze di cittadinanza Progetto di formazione e ricerca SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO ITALIANO Competenze linguistico-comunicative Competenze di cittadinanza NUCLEI FONDANTI: ASCOLTARE PARLARE LEGGERE SCRIVERE RIFLETTERE

Dettagli

PERCORSO CAF EDUCATION

PERCORSO CAF EDUCATION PERCORSO CAF EDUCATION FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV-PDM CODICE MECCANOGRAFICO MEIC851001 SCUOLA IC SALVO D ACQUISTO MESSINA AMBITO DI AV DELLA SCUOLA* (X ) COMPLETO - ( ) PARZIALE GENNAIO 2014 1 PARTE

Dettagli

PIANO DI COMUNICAZIONE

PIANO DI COMUNICAZIONE ALLEGATO 1 DIREZIONE POLITICHE AGRICOLE --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013 PIANO

Dettagli

La compilazione del RAV: una riflessione condivisa Milazzo 8 giugno 2015

La compilazione del RAV: una riflessione condivisa Milazzo 8 giugno 2015 Proviamo a vedere quali sono gli obiettivi finali del RAV: Migliorare gli apprendimenti, assumendo decisioni adeguate; Rendicontare le scelte compiute; Promuovere strategie innovative attraverso la partecipazione

Dettagli

IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE

IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE Il progetto In Pratica Idee alla pari e alcuni esempi di pratiche realizzate e di esperienze regionali di successo IRS Istituto per la Ricerca

Dettagli

Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale

Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale In questa periodo sono un fase di sottoscrizione gli Accordi di Programma nei diversi ambiti territoriali nella Provincia di Cuneo. La ricerca

Dettagli

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna A r e a F o r m a z i o n e U n a p r o p o s t a f o r m a t i v a p e r i l t e r z o s e t t o r e C o m e f a r e p r o g e t t a z i o n e A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia

Dettagli

Progetto Governance delle Risorse Umane-Modelli Innovativi

Progetto Governance delle Risorse Umane-Modelli Innovativi Progetto Governance delle Risorse Umane-Modelli Innovativi Attività dirette al rafforzamento degli Uffici addetti alle politiche e alla gestione del personale delle Amministrazioni degli Enti Locali delle

Dettagli

Personale tecnico amministrativo Cat. B, C e D Valutazione dei comportamenti organizzativi Linee guida

Personale tecnico amministrativo Cat. B, C e D Valutazione dei comportamenti organizzativi Linee guida Personale tecnico amministrativo Cat. B, C e D Valutazione dei comportamenti organizzativi Linee guida Valutare i comportamenti organizzativi: perché e finalità del processo 1 Il comportamento organizzativo

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

FORMAZIONE ESTERNA PER APPRENDISTI

FORMAZIONE ESTERNA PER APPRENDISTI FORMAZIONE ESTERNA PER APPRENDISTI Modello per la formazione dei tutor aziendali Allegato alla deliberazione della Giunta provinciale P.V. n. del /0/00 Il Rapporto CFP-imprese nella formazione esterna

Dettagli

La Regione del Veneto e la Responsabilità sociale d impresa

La Regione del Veneto e la Responsabilità sociale d impresa La Regione del Veneto e la Responsabilità sociale d impresa Dott.ssa Elisabetta Grigoletto Sezione Formazione Dipartimento Formazione, Istruzione e Lavoro Berlino 2014 1 Il progetto interregionale Creazione

Dettagli

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA FIRENZE 1 PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: RIFERIMENTI CONCETTUALI E NORMATIVI POSTI A CONFRONTO CON LA REALTÀ AZIENDALE FIRENZE 2 INDICE PREMESSA 3 MOTIVAZIONI

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

1.A Indicazioni operative per la progettazione delle Azioni formative

1.A Indicazioni operative per la progettazione delle Azioni formative DIPARTIMENTO PER LE LIBERTÀ CIVILI E L IMMIGRAZIONE DIREZIONE CENTRALE PER LE POLITICHE DELL IMMIGRAZIONE E DELL ASILO AUTORITÀ RESPONSABILE DEL FONDO EUROPEO PER L INTEGRAZIONE DI CITTADINI DI PAESI TERZI

Dettagli

COMUNE DI MORNICO AL SERIO. (Provincia di Bergamo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2013-2015. (art. 10 del D.Lgs. n.

COMUNE DI MORNICO AL SERIO. (Provincia di Bergamo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2013-2015. (art. 10 del D.Lgs. n. COMUNE DI MORNICO AL SERIO (Provincia di Bergamo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2013-2015 (art. 10 del D.Lgs. n. 33/2013) Introduzione Il principio di trasparenza deve essere inteso

Dettagli

FORMULARIO E GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DEI PIANI DI POTENZIAMENTO

FORMULARIO E GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DEI PIANI DI POTENZIAMENTO ALLEGATO 3 POR SARDEGNA 2000-2006 MISURA 4.2 P.A. PER L IMPRESA: ANIMAZIONE, SERVIZI REALI, SEMPLIFICAZIONE, INFRASTRUTTURAZIONE SELETTIVA AZIONE 4.2.B SERVIZI REALI ALLE PMI PROGRAMMA SERVIZI PER IL POTENZIAMENTO

Dettagli

5.3.1.1.4 MISURA 114 - Utilizzo di servizi di consulenza

5.3.1.1.4 MISURA 114 - Utilizzo di servizi di consulenza 5.3.1.1.4 MISURA 114 - Utilizzo di servizi di consulenza Riferimenti normativi Articolo 20 lettera a) punto iv) ed articolo 24 Regolamento (CE) n. 1698/05. Articolo 15 del Regolamento (CE) n. 1974/2006

Dettagli

Dai sistemi documentari al knowledge management: un'opportunità per la pubblica amministrazione

Dai sistemi documentari al knowledge management: un'opportunità per la pubblica amministrazione Dai sistemi documentari al knowledge management: un'opportunità per la pubblica amministrazione Reingegnerizzazione dei sistemi documentari e knowledge management Paola Montironi Quadro di riferimento

Dettagli

PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R

PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R Allegato A alla Deliberazione di G.P. n 271 del 11-11-2008 PROGRAMMA PROVINCIALE IN ATTUAZIONE DELL ART. 25 DELLA L.R. 12/03 INTERVENTI PER IL RAFFORZAMENTO DELL AUTONOMIA DELLE SCUOLE E PER L ARRICCHIMENTO

Dettagli

COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA

COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA ASSOCIAZIONI CHE PARTECIPANO ALLA GESTIONE IN RETE DEL PROGETTO. UISP Comitato regionale ER (capofila) Arci Comitato regionale Emilia Romagna CSI Comitato regionale Emilia

Dettagli

Delibera del Collegio dei Docenti. Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante

Delibera del Collegio dei Docenti. Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante Delibera del Collegio dei Docenti Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante Anno scolastico 2013/2014 IL COLLEGIO DEI DOCENTI VISTI CONSIDERATO ESAMINATE PRESO ATTO TENUTO CONTO

Dettagli

L alternanza scuola lavoro Dott.ssa Eleonora Grossi

L alternanza scuola lavoro Dott.ssa Eleonora Grossi L alternanza scuola lavoro Dott.ssa Eleonora Grossi Neuroscienze e Riabilitazione neuropsicologica Psicologia dello sviluppo e dell educazione Potenziamento cognitivo Metodo Feuerstein L alternanza scuola

Dettagli

La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico

La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico CONTESTO L importanza crescente della programmazione comunitaria nelle politiche di sviluppo locale, sia in termini di

Dettagli

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA PROGRAMMAZIONE REGIONALE UNITARIA 2007 2013 PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E PROGETTAZIONE

Dettagli

3.6 La mobilità transnazionale e la cooperazione a supporto dell istruzione, della formazione e dell'occupabilità

3.6 La mobilità transnazionale e la cooperazione a supporto dell istruzione, della formazione e dell'occupabilità 3.6 La mobilità transnazionale e la cooperazione a supporto dell istruzione, della formazione e dell'occupabilità Obiettivo globale 6 - Promuovere politiche di mobilità transnazionale e di cooperazione

Dettagli

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Corso Serale I.G.E.A. LA FORMAZIONE TRA SCUOLA ED AZIENDA ANNO SCOLASTICO 2010 2011 DIRIGENTE SCOLASTICO : Dott.ssa ADDOLORATA BRAMATO RESPONSABILE DEL PROGETTO :Prof.ssa LOREDANA CAROPPO REFERENTE SCUOLA

Dettagli

A più voci contro la dispersione scolastica

A più voci contro la dispersione scolastica A più voci contro la dispersione scolastica 1. Contesto dell intervento Abbandoni, interruzioni formalizzate, frequenze irregolari, ripetenze, ritardi : hanno nomi diversi le disfunzioni che caratterizzano

Dettagli

RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP

RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA ISTITUTUTO SUPERIORE DI STUDI PENITENZIARI RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP MODELLO DI CANDIDATURA Istituto Superiore di Studi Penitenziari,

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO NELLE AZIENDE SANITARIE Le presenti linee di indirizzo regionali per la gestione del rischio clinico nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Unità

Dettagli

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020 Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Simona De Luca, Anna Ceci UVAL DPS Roma 11 luglio 2013 Indice 1. Indicatori: un modo

Dettagli

Sintesi del PROGETTO FAMILIARMENTE

Sintesi del PROGETTO FAMILIARMENTE Comune di Codogno Assessorato alle Politiche Sociali Sintesi del PROGETTO FAMILIARMENTE Comune di Codogno - Centro Servizi Sociali Pag. 1 di 5 La Responsabile del Servizio e del Procedimento: A.S. Tassi

Dettagli

Un progetto di trasformazione verso la Net Economy.. Diffusione e sviluppo delle ICT nelle istituzioni scolastiche del lecchese.

Un progetto di trasformazione verso la Net Economy.. Diffusione e sviluppo delle ICT nelle istituzioni scolastiche del lecchese. Un progetto di trasformazione verso la Net Economy.. Diffusione e sviluppo delle ICT nelle istituzioni scolastiche del lecchese. 11 SETTEMBRE 2006 Copyright SDA Bocconi 2006 La Credibilità della Visione

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli Enti Locali

Dettagli

ALLEGATO 5 SCHEDA DI VALUTAZIONE STEERING RICERCA E INNOVAZIONE CIG: 0828392AB1. Allegato 5: Scheda di valutazione Pag. 1

ALLEGATO 5 SCHEDA DI VALUTAZIONE STEERING RICERCA E INNOVAZIONE CIG: 0828392AB1. Allegato 5: Scheda di valutazione Pag. 1 ALLEGATO 5 SCHEDA DI VALUTAZIONE STEERING RICERCA E INNOVAZIONE CIG: 0828392AB1 Allegato 5: Scheda di valutazione Pag. 1 PIANO UNITARIO DI VALUTAZIONE DELLA REGIONE PUGLIA 2007-2013 AGGIORNAMENTO DELLE

Dettagli

2. IL CONCETTO DELLA QUALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2. IL CONCETTO DELLA QUALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Segreteria Generale Ufficio Programmazione e Controllo di gestione anno 2014 1. NOZIONI INTRODUTTIVE Ai sensi del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre

Dettagli

Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013

Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013 UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013 (Fondo FESR) MISURE PER IL MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL POR (ai sensi degli

Dettagli

Piano per l accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa

Piano per l accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa Piano per l accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa 1. Premessa Le criticità e le difficoltà che incontrano i giovani ad entrare

Dettagli

SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE 1) PRINCIPI I principi, cui si ispira il sistema di valutazione, riguardano la trasparenza dei criteri e dei risultati, l adeguata informazione e la partecipazione

Dettagli

Neoassunti 2015/16. BOZZA :Il bilancio di competenze iniziale. Versione del 09/12/15

Neoassunti 2015/16. BOZZA :Il bilancio di competenze iniziale. Versione del 09/12/15 Neoassunti 2015/16 BOZZA :Il bilancio di competenze iniziale Versione del 09/12/15 Sommario Sommario Sommario... 1 Introduzione... 2 La guida per la compilazione del Bilancio di Competenze... 2 A cosa

Dettagli

Il Piano di Azione e Coesione: quali azioni, quali prospettive

Il Piano di Azione e Coesione: quali azioni, quali prospettive Il Piano di Azione e Coesione: quali azioni, quali prospettive Luciana Saccone Dipartimento per le politiche della famiglia Piano di Azione per la Coesione Nel corso del 2011, l azione del Governo nazionale

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca d intesa con Il Forum delle Associazioni Nazionali dei Genitori VISTO l articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, al cui primo

Dettagli

La Carta dell Investimento. Sostenibile e Responsabile. della finanza italiana

La Carta dell Investimento. Sostenibile e Responsabile. della finanza italiana La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana Introduzione L attività finanziaria trova fondamento nella funzione di veicolo dei capitali a sostegno dell economia reale e

Dettagli

Deliverable 5.10 Comunication & Exploitation Plan Piano di comunicazione dei cluster

Deliverable 5.10 Comunication & Exploitation Plan Piano di comunicazione dei cluster Deliverable 5.10 Comunication & Exploitation Plan Piano di comunicazione dei cluster Introduzione La comunicazione nei progetti finanziati dalla Commissione europea svolge sempre un ruolo rilevante in

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO "INVESTIMENTI IN FAVORE DELLA CRESCITA E DELL'OCCUPAZIONE"

PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO INVESTIMENTI IN FAVORE DELLA CRESCITA E DELL'OCCUPAZIONE Questo documento offre una sintesi del PON Inclusione 2014-2020 con particolare riferimento agli interventi previsti a favore degli immigrati. PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO "INVESTIMENTI

Dettagli

Special project Newsletter 1

Special project Newsletter 1 PO F.S.E. Regione Abruzzo 2007-23, Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo 2007-2008; Codice Identificativo (CIG) n. 64280FF5 L incremento dei fabbisogni di assistenza per non i autosufficienti ed il

Dettagli

1 AVVISO RIVOLTO AGLI OPERATORI ACCREDITATI PER LA PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RELATIVA ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI PER L ANNO

1 AVVISO RIVOLTO AGLI OPERATORI ACCREDITATI PER LA PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RELATIVA ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI PER L ANNO Allegato 1 AVVISO RIVOLTO AGLI OPERATORI ACCREDITATI PER LA PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RELATIVA ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI PER L ANNO 2011/2012 1. Obiettivi dell intervento Obiettivo

Dettagli

La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana

La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana 6 Giugno 2012, Scuderie di Palazzo Altieri - Roma Siglata in occasione della Settimana Italiana dell Investimento Sostenibile

Dettagli

Come convivere: cambia tu!...lei non può. (dall etichetta di pericolo all esposizione)

Come convivere: cambia tu!...lei non può. (dall etichetta di pericolo all esposizione) CONCORSO DOCENTI Premio nazionale per docenti Didattica del REACH e del CLP Seconda edizione Come convivere: cambia tu!...lei non può. (dall etichetta di pericolo all esposizione) Concorso nazionale per

Dettagli

Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane

Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane Università degli Studi di Padova Dipartimento Ingegneria Industriale Centro Studi Qualità Ambiente In collaborazione con ACCREDIA Ente Italiano di Accreditamento Benefici, costi e aspettative della certificazione

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 50/24 DEL 21.12.2012

DELIBERAZIONE N. 50/24 DEL 21.12.2012 Oggetto: Interventi a favore del sistema cooperativistico regionale. - Modifica parziale della Delib.G.R. n. 23/2 del 29.5.2012. POR FSE 2007-2013. L Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione

Dettagli

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà NEWSLETTER DICEMBRE 2009 IN QUESTO NUMERO... si parla di: EDITORIALE 01 La valutazione nel periodo di programmazione Fondi Strutturali 2007-2013 02 La valutazione del POR Competitività, 2007-2013 03 Il

Dettagli

Sito web: www.fidapa.com; e-mail: fidapa@tin.it BANDO STARTUP

Sito web: www.fidapa.com; e-mail: fidapa@tin.it BANDO STARTUP All.5 BPW Italy FEDERAZIONE ITALIANA DONNE ARTI PROFESSIONI AFFARI FIDAPA - BPW ITALY INTERNATIONAL FEDERATION OF BUSINESS AND PROFESSIONAL WOMEN Via Piemonte, 32 00187 Roma Tel 06 4817459 Fax 06 4817385

Dettagli

Il management cooperativo e l innovazione

Il management cooperativo e l innovazione AZIENDE IN RETE NELLA FORMAZIONE CONTINUA Strumenti per la competitività delle imprese venete Il management cooperativo e l innovazione DGR n. 784 del 14/05/2015 - Fondo Sociale Europeo in sinergia con

Dettagli

Orientamenti per il POR del Veneto,

Orientamenti per il POR del Veneto, Orientamenti per il POR del Veneto, parte FESR 2014 2020 Venezia, 23 settembre 2013 Assessorato al Bilancio e agli Enti Locali Segreteria Generale della Programmazione Direzione Programmazione Orientamenti

Dettagli

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO Questo documento descrive le principali fasi del progetto congiuntamente promosso dalla Provincia di Torino e da Forma.Temp nei termini

Dettagli

COMUNE DI GONNOSNO Provincia di Oristano PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

COMUNE DI GONNOSNO Provincia di Oristano PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA COMUNE DI GONNOSNO Provincia di Oristano PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA (Art. 11 c. 2, del ) Indice generale 1. PREMESSA 2. I DATI DA PUBBLICARE SUL SITO ISTITUZIONALE DEL COMUNE

Dettagli

LA STRUTTURA DEL RAV

LA STRUTTURA DEL RAV GUIDA PRATICA ALLA ELABORAZIONE DEL RAV IN FUNZIONE DEL MIGLIORAMENTO Dino Cristanini Vico Equense 30 Gennaio 2015 LA STRUTTURA DEL RAV 1 CONTESTO E RISORSE Quali vincoli presentano? Quali leve positive

Dettagli

ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE

ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE http://www.sinedi.com ARTICOLO 9 FEBBRAIO 2007 ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE La formulazione della strategia aziendale rappresenta un momento estremamente importante per tutte

Dettagli

Traduzione non ufficiale

Traduzione non ufficiale Traduzione non ufficiale Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla costituzione del Quadro europeo delle Qualifiche per l apprendimento permanente (testo con attinenza all

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE PER VALUTARE E PROMUOVERE L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA SICUREZZA

INDICAZIONI OPERATIVE PER VALUTARE E PROMUOVERE L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA SICUREZZA INDICAZIONI OPERATIVE PER VALUTARE E PROMUOVERE L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA SICUREZZA Con il presente documento si precisano le modalità di intervento da adottare da parte degli Spisal per valutare

Dettagli

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione. Marzo 2008

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione. Marzo 2008 Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione Marzo 2008 Il Fondo Europeo per l Integrazione di cittadini di Paesi Terzi (2007 2013) 11/04/2011 Flussi migratori ed il contesto

Dettagli

SINTESI DEI CONTRIBUTI RICEVUTI DALLE ASSOCIAZIONI SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE IN TEMA DI POLITICHE DEL LAVORO E DELL INTEGRAZIONE

SINTESI DEI CONTRIBUTI RICEVUTI DALLE ASSOCIAZIONI SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE IN TEMA DI POLITICHE DEL LAVORO E DELL INTEGRAZIONE SINTESI DEI CONTRIBUTI RICEVUTI DALLE ASSOCIAZIONI SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE IN TEMA DI POLITICHE DEL LAVORO E DELL INTEGRAZIONE 2015-2020 PREMESSA Il documento è stato inviato alle Associazioni

Dettagli

SISTEMA DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE * (Obbligatorio all atto della richiesta di accreditamento per enti di 1^ classe)

SISTEMA DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE * (Obbligatorio all atto della richiesta di accreditamento per enti di 1^ classe) Mod. S/MON SISTEMA DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE * (Obbligatorio all atto della richiesta di accreditamento per enti di 1^ classe) Ente: CARITAS ITALIANA Cod. Ente: NZ01752 Elementi obbligatori del sistema

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

COSTRUIRE L HUB CAMERALE DEL CREDITO E DELLA FINANZA PIANO DI RIPOSIZIONAMENTO STRATEGICO PER IL TRIENNIO 2015-2017

COSTRUIRE L HUB CAMERALE DEL CREDITO E DELLA FINANZA PIANO DI RIPOSIZIONAMENTO STRATEGICO PER IL TRIENNIO 2015-2017 COSTRUIRE L HUB CAMERALE DEL CREDITO E DELLA FINANZA 1 PIANO DI RIPOSIZIONAMENTO STRATEGICO PER IL TRIENNIO 2015-2017 Premessa Le recenti iniziative varate dal Governo per il riordino del sistema camerale

Dettagli

Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori. Rieti, 5 novembre 2013

Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori. Rieti, 5 novembre 2013 Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori Rieti, 5 novembre 2013 Presentazione degli incontri territoriali Finalità degli incontri Dare continuità

Dettagli

L analisi dei fabbisogni dell EDA nell area sub-provinciale di Roma. Risultati conseguiti dal progetto: guida alla consultazione

L analisi dei fabbisogni dell EDA nell area sub-provinciale di Roma. Risultati conseguiti dal progetto: guida alla consultazione BANDO PER L EDUCAZIONE PERMANENTE DEGLI ADULTI Delibera Giunta Regionale n. 30 dell 11/01/2001 (Pubblicato nel BUR Lazio n.5 del 20 febbraio 2002 Parte I e II) Misura di sistema: Ricerche e analisi finalizzate

Dettagli

Il ruolo degli attori istituzionali e sociali nella L. 68/99.

Il ruolo degli attori istituzionali e sociali nella L. 68/99. Il ruolo degli attori istituzionali e sociali nella L. 68/99. La legge n. 68 del 1999, mostra un profondo mutamento nella concezione del collocamento delle persone con disabilità. Si delinea un nuovo metodo

Dettagli

Corso di formazione Finanziamenti per lo sviluppo della produzione nel settore pesca

Corso di formazione Finanziamenti per lo sviluppo della produzione nel settore pesca 2FISH: Inclusione delle professioni di servizio alla Pesca nel sistema dell Istruzione e Formazione Grant Contract 517846-LLP-1-2011-1-DK- LEONARDO-LMP Corso di formazione Finanziamenti per lo sviluppo

Dettagli

DISPOSITIVO AZIONI DI SISTEMA - RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE E DELL'ISTRUZIONE FSE Mis. C1

DISPOSITIVO AZIONI DI SISTEMA - RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE E DELL'ISTRUZIONE FSE Mis. C1 INDICAZIONI PER LA PRESENTAZIONE DI PROGETTI COFINANZIABILI CON IL FONDO SOCIALE EUROPEO OBIETTIVO 3 ANNO 2002 DISPOSITIVO AZIONI DI SISTEMA - RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE E

Dettagli

Analisi delle forme di incentivi corrisposti alle donne nella fase di start-up e/o per lo sviluppo di attività imprenditoriali nella Regione Calabria

Analisi delle forme di incentivi corrisposti alle donne nella fase di start-up e/o per lo sviluppo di attività imprenditoriali nella Regione Calabria Analisi delle forme di incentivi corrisposti alle donne nella fase di start-up e/o per lo sviluppo di attività imprenditoriali nella Report di ricerca Rapporto realizzato da Viale della Resistenza 23 87036

Dettagli

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER -EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER Linee Guida Modello di gestione ambientale ECO-CLUSTER: programma ambientale di cluster Comune di Collagna Responsabile dell azione Istituto

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche Antonella Buja Coordinatrice Progetto Europa - Europe Direct - Comune di Modena Le diverse tipologie

Dettagli

LA REDAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO

LA REDAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO Istituto superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali In collaborazione con: Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Ministero

Dettagli

Dialogare con il cliente esterno ed interno per un miglior servizio al cittadino. Giusi Miccoli - Amministratore Unico ASAP

Dialogare con il cliente esterno ed interno per un miglior servizio al cittadino. Giusi Miccoli - Amministratore Unico ASAP Dialogare con il cliente esterno ed interno per un miglior servizio al cittadino Giusi Miccoli - Amministratore Unico ASAP CHI È ASAP ASAP Società in house della Regione Lazio Finalità Formazione del personale

Dettagli

Dipartimento III Servizi per la formazione, il lavoro e la qualità della vita

Dipartimento III Servizi per la formazione, il lavoro e la qualità della vita Dipartimento III Servizi per la formazione, il lavoro e la qualità della vita AVVISO PUBBLICO RIVOLTO AI CITTADINI DI PAESI TERZI REGOLARMENTE SOGGIORNANTI NEL TERRITORIO ITALIANO INTERESSATI AD EFFETTUARE

Dettagli

DISCIPLINARE POLI DI INNOVAZIONE

DISCIPLINARE POLI DI INNOVAZIONE Programma Operativo Regionale Competitività regionale e occupazione Asse 1 Innovazione e transizione produttiva Misura I.1.3 Innovazione e PMI F.E.S.R. 2007/2013 DISCIPLINARE per l accesso ai finanziamenti

Dettagli

TITOLO VIII : LA PROGRAMMAZIONE

TITOLO VIII : LA PROGRAMMAZIONE TITOLO VIII : LA PROGRAMMAZIONE 1. STRUMENTI DELLA PROGRAMMAZIONE La Direzione aziendale elabora le linee strategiche per il governo del sistema dei servizi sanitari sulla base degli atti di indirizzo

Dettagli

Mediterraneo, lo specchio dell Altro III edizione

Mediterraneo, lo specchio dell Altro III edizione Progetto Mediterraneo, lo specchio dell Altro III edizione Denominazione dell iniziativa: Mediterraneo. Lo specchio dell Altro III anno Ente promotore: CIPMO - Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente

Dettagli

REGIONE AUTÒNOMA DE SARDIGNA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

REGIONE AUTÒNOMA DE SARDIGNA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA RURAL trainer REGIONE AUTÒNOMA DE SARDIGNA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Assessorato dell agricoltura e riforma agro-pastorale RURAL trainer il progetto che sostiene le giovani imprese agricole della

Dettagli

Quando la formazione continua entra in azienda

Quando la formazione continua entra in azienda Maggio 2013, anno VII N. 5 Quando la formazione continua entra in azienda Spunti e riflessioni per un apprendimento efficace di Sabrina Sicari 1 Quando in azienda si avverte la necessità di realizzare

Dettagli

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Il corso di formazione Associazioni Migranti per il Co-sviluppo, promosso dall Organizzazione Internazionale

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

SCHEDA PROGETTO SALUTE PROVINCIA NUORO (29/04/2015)

SCHEDA PROGETTO SALUTE PROVINCIA NUORO (29/04/2015) SCHEDA PROGETTO SALUTE PROVINCIA NUORO (29/04/2015) Settore di intervento Area territoriale Attori da coinvolgere Nome del progetto Target di riferimento 1. Sistema dei servizi 2. Occupazione e formazione

Dettagli

A cura di Giorgio Mezzasalma

A cura di Giorgio Mezzasalma GUIDA METODOLOGICA PER IL MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PIANO DI COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE FSE P.O.R. 2007-2013 E DEI RELATIVI PIANI OPERATIVI DI COMUNICAZIONE ANNUALI A cura di Giorgio Mezzasalma

Dettagli