La Banca Dati georeferenziata del Progetto Regionale Il lupo in Liguria

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La Banca Dati georeferenziata del Progetto Regionale Il lupo in Liguria"

Transcript

1 REGIONE LIGURIA Dipartimento Pianificazione Territoriale Giovanni Diviacco e Piero Ferrari La Banca Dati georeferenziata del Progetto Regionale Il lupo in Liguria Genova, Marzo 2009 SETTORE VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE

2 Giovanni Diviacco e Piero Ferrari La Banca Dati georeferenziata del Progetto Regionale Il lupo in Liguria Con la collaborazione di Marco Carraro Patrizia Gavagnin Massimo La Iacona Elena Nicosia Ubaldo Ricci Laura Schenone Desirée Signorelli Roberto Sobrero CONTENUTI Introduzione pag. 3 L avvio del Progetto Regionale 3 Il monitoraggio della presenza del lupo 3 Uscite simultanee in aree contigue 5 La Banca Dati Regionale sulla presenza del lupo 7 Le elaborazioni delle informazioni contenute nella Banca Dati 17 Conclusioni 18

3 INTRODUZIONE Il processo di ricolonizzazione dell Appennino e delle Alpi Occidentali da parte del lupo nel corso degli ultimi decenni ha coinvolto direttamente le aree montane della Liguria, che hanno costituito e costituiscono tuttora un corridoio ecologico di fondamentale importanza. Questa ricomparsa ha suscitato opinioni e sentimenti contrastanti: da un lato la soddisfazione per il ritorno di questa importantissima specie; dall altro la preoccupazione degli allevatori, che lo vedono come una minaccia per il bestiame, l ostilità dei cacciatori, ed il timore degli abitanti dell entroterra. Alcuni Enti, tra cui principalmente le Amministrazioni Provinciali, ma anche il Corpo Forestale dello Stato ed alcuni Enti Parco, hanno promosso diverse indagini a partire dalla metà degli anni Ottanta, per ottenere informazioni utili alla gestione di questo ritorno. Queste indagini non erano però coordinate e non prevedevano collaborazioni e scambio di informazioni sulle varie aree indagate. Nel frattempo, in altre regioni confinanti con la Liguria erano stati avviati progetti organici sulla presenza del lupo ed erano giunte richieste di collaborazione e di scambio di informazioni alla nostra regione, in particolare dall Emilia Romagna e dal Piemonte Per tutti questi motivi la Regione Liguria ha avviato il Progetto Regionale Il Lupo in Liguria, con lo scopo di studiare tutti gli aspetti, scientifici e socioeconomici legati al ritorno di questo carnivoro ed i conseguenti conflitti possibili con le attività economiche dell entroterra, in particolar modo quelle zootecniche. Ciò al fine di garantire da un lato la tutela di questa importantissima specie, e dall altro lo svolgimento delle attività zootecniche, individuando le più opportune azioni gestionali. L AVVIO DEL PROGETTO REGIONALE Dopo una fase preparatoria, in cui sono stati effettuati incontri sia tra strutture regionali potenzialmente interessate, sia con la partecipazione di altri Enti, come le Province, i Parchi, il Corpo Forestale, l Università ed esperti in materia, all inizio del 2007 è stato ufficialmente avviato il Progetto Lupo regionale. Sono stati inoltre svolti incontri con la Regione Piemonte e la Regione Emilia Romagna e con l Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS, attualmente confluito nell ISPRA), per concordare iniziative comuni, lo scambio di informazioni e per uniformare le metodologie di monitoraggio e di raccolta dei campioni per le analisi di laboratorio. È stato infine elaborato un protocollo per la raccolta dei dati di campo in maniera uniforme e standardizzata per tutta la Regione ed è stata approntata una banca dati per l inserimento di tutte le informazioni raccolte. IL MONITORAGGIO DELLA PRESENZA DEL LUPO Il protocollo operativo del progetto è stato stabilito sulla base delle conoscenze fino ad allora esistenti, conseguite durante le ricerche svolte soprattutto a livello provinciale. Il monitoraggio della presenza del lupo è stato effettuato sia su aree intensive, dove si avevano già segni di presenza, sia su aree estensive, in zone per le quali non esistevano segnalazioni. Il monitoraggio ha lo scopo di rendere disponibili dati sempre aggiornati su i seguenti aspetti inerenti la presenza della specie: 1) distribuzione sul territorio; 2) tendenze della popolazione; 3) stima delle unità riproduttive (branchi); 4) status genetico.

4 Nel corso della prima fase del progetto, i cui rilevamenti di campo si sono svolti da gennaio 2007 alla primavera del 2008, le aree a monitoraggio intensivo hanno riguardato le province di Genova e di Imperia e le aree a monitoraggio estensivo la provincia di Savona e quella della Spezia. Inoltre, adiacenti alle zone intensive, alcune aree di indagine nuove o poco conosciute sono state considerate estensive. Il monitoraggio di tipo intensivo è basato sull esecuzione di percorsi (transetti), già definiti con le indagini svolte precedentemente, che si percorrono con periodicità ravvicinata in modo da coprire regolarmente tutta l area dell indagine. Il monitoraggio di tipo estensivo ha lo scopo di valutare la presenza del lupo in aree non conosciute e, conseguentemente, di individuare possibili nuovi transetti da percorrere almeno una volta per stagione. Il monitoraggio è stato condotto da collaboratori a contratto (Patrizia Gavagnin, Ubaldo Ricci, Laura Schenone e Desirèe Signorelli), coadiuvati dai responsabili dei Centri di Educazione Ambientale dei Parchi naturali regionali dell Antola e dell Aveto, Massimo La Iacona e Annalisa Campomenosi, da volontari, studenti e dalle guardie provinciali di Genova e di Imperia. Fig. 1. Svolgimento di un transetto nella zona del Colle di Nava (Alpi Liguri) (Foto Diviacco SPAP). In totale, tra gennaio 2007 e la primavera del 2008, sono state condotte 280 uscite così ripartite: 102 in Provincia di Genova, nei Parchi dell Antola e dell Aveto, ai Piani di Praglia adiacenti al Parco piemontese delle Capanne di Marcarolo, e nel Parco del Beigua, 108 in Provincia di Imperia nelle Valli Arroscia, Tanarello, Argentina e Nervia, 36 in Provincia della Spezia nell area del Monte Gottero, 34 in Provincia di Savona, in particolare nelle Valli Pennavaire, Neva e Bormida. La percorrenza dei transetti ha comportato un tragitto di 2.476,92 km, suddivisi in:

5 1145 Km in Provincia di Genova, 754,72 Km in Provincia di Imperia, 348 Km in Provincia della Spezia, 229,20 Km in Provincia di Savona. Sono stati rilevati in totale 228 escrementi, di cui 64 freschi, da cui trarre il materiale per l esecuzione delle analisi genetiche. La provenienza degli escrementi è la seguente: - 77 di cui 28 freschi dalla Provincia di Genova, - 72 di cui 25 freschi dalla Provincia di Imperia, - 70 di cui 11 freschi dalla Provincia della Spezia, - 9 dalla Provincia di Savona. Fig. 2. Rilevamento di segni di presenza di lupo sull Appennino Ligure (Foto Diviacco Arch. SPAP). In Provincia di Imperia sono state individuate 5 urine, sia attribuibili a maschio (2) che a femmina (3). In Provincia della Spezia sono state individuate 3 urine, di cui due attribuibili a maschio e una a femmina. Sono state rilevate anche alcune predazioni su ungulati selvatici (cinghiale e capriolo) nelle Province di Genova, Imperia e Savona. Si segnalano infine alcuni avvistamenti diretti in provincia di Imperia e di Genova. USCITE SIMULTANEE IN AREE CONTIGUE Il protocollo operativo del progetto prevede lo svolgimento di uscite simultanee in zone contigue, sia in aree confinanti tra le diverse province sia al confine con il Piemonte, in collaborazione con il progetto di questa Regione.

6 Le uscite simultanee sono molto utili per comprendere i movimenti dei lupi sui crinali compresi in territori appartenenti a diverse amministrazioni. L esecuzione delle uscite estese facilita inoltre la stima del numero degli animali, costituendo un momento importante del monitoraggio. Le aree di interesse ligure al confine con il Piemonte sono costituite dalle alte valli Arroscia, Argentina, Nervia e Tanarello per la provincia di Imperia, dall area adiacente al Parco delle Capanne di Marcarolo per la Provincia di Genova e dalle valli Pennavaire e Neva per la provincia di Savona. Le uscite simultanee hanno avuto luogo secondo il seguente programma: gennaio 2007, 2 uscite simultanee ai Piani di Praglia e all Antola in concomitanza col Piemonte; febbraio 2007, 1 uscita simultanea tra le province di Genova e La Spezia; novembre 2007, 2 uscite in Provincia di Savona e Imperia in concomitanza col Piemonte; dicembre 2007, 2 uscite in Provincia di Savona e Imperia e 1 in Provincia di Genova; gennaio 2008, 1 uscita simultanea in Provincia di Imperia in concomitanza col Piemonte; febbraio 2008, 2 uscite in Provincia di Savona e Imperia in concomitanza col Piemonte e 1 uscita tra Savona e Genova. Fig. 3. Pista di lupo sull Appennino Ligure, al confine ligure-piemontese (Foto Diviacco Arch. SPAP).

7 LA BANCA DATI REGIONALE SULLA PRESENZA DEL LUPO Al termine della prima fase, conclusa tra la primavera e l estate 2008, tutte le informazioni raccolte sul campo sono state inserite in una banca dati, realizzata mediante il software Mapinfo. Sono stati individuati i seguenti campi (Fig. 4): id: codice progressivo data: esempio 01/01/2007 giorno: esempio 01 mese: esempio 01 anno: esempio 2007 provincia comune località tipo segnalazione: escremento, urina, tracce, predazione, ecc. codice segnalazione: esc, uri, tra, pre, ecc. longitudine Gauss Boaga latitudine Gauss Boaga longitudine UTM WGS 84 latitudine UTM WGS 84 codice campione; es. GE01, SP02 analisi genetica: si/no codice analisi genetica: es. WGE1F rilevatore note: es. escremento con peli di cinghiale, tracce di 2 individui seguite per 2 km, ecc. Fig. 4. Particolare della tabella della Banca Dati Regionale sul Lupo.

8 In collaborazione con l Associazione Regionale Allevatori (ARA) e con le APA (Associazione Provinciale Allevatori) della Liguria, è stata realizzata anche una banca dati degli allevamenti, distinti in bovini e in ovi-caprini, con particolare riferimento a quelli più a rischio di predazione da parte del lupo, per motivi geografici (vicinanza alle zone di presenza del predatore) e per la tipologia di allevamento. Ogni banca dati comprende diversi campi (Fig. 5-7): Comune Codice azienda Denominazione allevamento Detentore Proprietario Orientamento produttivo: carne, riproduzione, ingrasso, lana, ecc. Indirizzo Modalità allevamento: all aperto, stabulato, ecc. Numero di capi Razza allevata Misure di prevenzione Tempistica e modalità dell alpeggio: es. tutto l anno, da maggio a ottobre, ecc. Presenza di vitelli sotto i 2 mesi in alpeggio Eventi di predazione subiti Fig. 5. Banca dati generale sugli allevamenti bovini.

9 Fig. 6. Banca dati generale sugli allevamenti ovini. Fig. 7. Banca dati di dettaglio sugli allevamenti bovini.

10 Anche i dati relativi agli allevamenti bovini ed ovicaprini a rischio sono stati inseriti in un data-base georeferenziato di Mapinfo, comprendente l ubicazione dell allevamento e l area di pascolo, nel caso questo si svolga liberamente e gli animali non vengano rinchiusi nelle stalle durante la notte. Dalla banca dati sulla presenza del lupo e da quella degli allevamenti è stato così possibile ottenere una cartografia georeferenziata, continuamente aggiornata in maniera dinamica, e con la possibilità di sovrapporre più livelli tematici, come le carta tecnica regionale in formato raster, le aree parco o SIC, la carta della vegetazione, oltre ovviamente ai segni di presenza del lupo e agli allevamenti (Fig. 8-). Negli esempi illustrati nelle figure seguenti sono inoltre evidenziati con le linee continue verdi i transetti programmati, cioè i tracciati seguiti durante i rilevamenti e con la linea tratteggiata rossa il percorso dell Alta Via dei Monti Liguri, che risulta essere una delle vie più utilizzate dai lupi per i loro spostamenti e per la ricolonizzazione dell Appennino e delle Alpi Liguri. Le linee continue nere delimitano i confini comunali. I dati sono stati riportati con una buona precisione (errore di qualche metro), utilizzando generalmente un GPS e la base cartografica della CTR a scala 1:5000. La zona illustrata in Fig. 9 evidenzia ad esempio diversi segni di presenza (escrementi, un avvistamento, l ascolto di un ululato, varie impronte ed una predazione) lungo alcuni transetti percorsi nella Liguria di Ponente e l area indicata in Fig. 10 riporta le segnalazioni registrate lungo un transetto (sentiero lungo un torrente) che si è rivelato particolarmente interessante (tre tracce di urina e quattro escrementi, due dei quali hanno fornito genotipi di lupo). Fig. 8. Legenda della Banca Dati Regionale sul Lupo.

11 Fig. 9. Segni di presenza (escrementi, avvistamento, ululato, tracce, predazione) lungo alcuni transetti liguri percorsi durante i monitoraggi. Fig. 10. Segni di presenza lungo un transetto (sentiero lungo un torrente) che si è rivelato particolarmente interessante (tre tracce di urina e quattro escrementi, due dei quali hanno fornito genotipi di lupo).

12 La Fig. 11 mostra la situazione schematica relativa alla Provincia di Imperia. Oltre ai segni di presenza del lupo, in parte non visibili, perché a questa scala si coprono a vicenda, si notano gli allevamenti (triangoli col vertice in basso), il percorso dell Alta Via con le varianti (in rosso) e i limiti comunali (linee nere). Fig. 11. Situazione schematica relativa alla Provincia di Imperia. Oltre ai segni di presenza del lupo, in parte non visibili, perché a questa scala si coprono a vicenda, si notano gli allevamenti (triangoli col vertice in basso), il percorso dell Alta Via con le varianti (in rosso) e i limiti comunali (linee nere). Il rettangolo blu indica la zona ingrandita in Fig. 12. Aumentando l ingrandimento dell immagine è ovviamente possibile distinguere meglio i dettagli (Fig. 12). Si riescono infatti a riconoscere i vari segni di presenza del lupo lungo i transetti e lungo l Alta Via ed i singoli allevamenti della zona. Attorno ai due allevamenti vicini in basso a sinistra si riconosce inoltre l area di pascolo (linea rossa continua). In Fig. 13 viene riportata la situazione relativa alla Provincia di Savona, che evidenzia una maggiore presenza nella parte sud-occidentale, ed una rarefazione delle segnalazioni nella parte centro-settentrionale. La Fig. 14 illustra un particolare ingrandito della Fig. 13. Le Fig. 15 e 16 illustrano le informazioni relative alla Provincia di Genova, che appare quella maggiormente interessata dalla presenza del lupo. Bisogna però ricordare che il territorio di questa provincia è stato il più studiato, soprattutto nell ultimo decennio, grazie a indagini promosse dall Amministrazione Provinciale e dagli Enti Parco Regionali dell Aveto e dell Antola. La Provincia della Spezia risulta maggiormente frequentata nell area di confine liguretosco-emiliana compresa tra il Monte Gottero e il Passo del Rastello, come si può osservare nelle Fig. 17 e 18.

13 Fig. 12. Particolare della figura 11. Fig. 13. Situazione schematica relativa alla Provincia di Savona. Il rettangolo blu indica la zona ingrandita in Fig. 14.

14 Fig. 14. Particolare della figura 13. Fig. 15. Situazione schematica relativa alla Provincia di Genova. Il rettangolo blu indica la zona ingrandita in Fig. 16.

15 Fig. 16. Particolare della figura 15. Fig. 17. Situazione schematica relativa alla Provincia di Genova. Il rettangolo blu indica la zona ingrandita in Fig. 18.

16 Fig. 18. Particolare della figura 17. Come già ricordato, ogni elemento (punto, linea o area) riportato nella banca dati è georeferenziato e interrogabile e le informazioni ad esso associate sono disponibili cliccando su di esso con l opzione informazioni (Fig. 19). In questo caso sono ad esempio illustrati i campi relativi al ritrovamento di un escremento in Comune di Torriglia. Fig. 19. Visualizzazione delle informazioni associate alla banca dati.

17 La possibilità di usare vari livelli raster come sfondo, ad esempio la Carta Tecnica Regionale (Fig. 20) o l ortofotocarta, in scala di grande dettaglio, consente una precisa localizzazione delle segnalazioni rispetto agli aspetti territoriali (crinali, sentieri, ecc.) e costituisce un utile strumento per elaborazioni e considerazioni di tipo scientifico e gestionale, in base ad esempio agli aspetti fisici, come la morfologia, la copertura vegetale, ecc. Tutte le informazioni contenute nella Banca Dati regionale sul Lupo vengono continuamente aggiornate sulla base dei dati progressivamente raccolti nel corso del Progetto e sono utilizzate per successive elaborazioni statistiche, svolte in particolare dall Università di Pavia, che collabora al Progetto. Fig. 20. Presenza di allevamenti misti (ovini e bovini) sovrapposta alla Carta Tecnica Regionale a scala 1: LE ELABORAZIONI DELLE INFORMAZIONI CONTENUTE NELLA BANCA DATI I ricercatori dell Università di Pavia hanno verificato le differenze nella frequenza dei diversi tipi di osservazione tra province e stagioni mediante il test del chi-quadrato per tabelle di contingenza. Dal numero d osservazioni e dalla superficie d ogni comune è stata calcolata la densità di osservazioni totali e quella relativa ai diversi tipi. Dal numero dei segni di presenza rinvenuti per ogni transetto è stato calcolato l Indice Chilometrico d Abbondanza (IKA) come rapporto tra il numero di segni e la lunghezza del transetto. Successivamente, sono stati calcolati i valori medi dell IKA e i relativi Errori Standard (ES) per tutta la regione, per ogni transetto, per provincia e per stagione. Le differenze tra i valori medi sono state analizzate mediante Analisi della Varianza Multifattoriale e i Modelli Lineari Generalizzati (GLM). Inoltre, è stato valutato l andamento mensile dell IKA del lupo per tutta la regione e per ogni provincia.

18 Su densità e distribuzione delle osservazioni è stata effettuata la Kernel Analysis (KA), al fine di individuare gli areali annuali e stagionali. Questa analisi permette di definire delle fasce concentriche, con densità d osservazioni decrescente dal centro all esterno. I contorni derivanti dalla KA sono poi stati sovrapposti al Digital Terrain Model (DTM) della Regione e alla carta digitalizzata dell uso del suolo CORINE Land Cover III livello e sono state calcolate all interno degli areali le percentuali delle fasce altitudinali, delle principali esposizioni e dei tipi di vegetazione. Le percentuali delle stesse variabili sono state calcolate anche per tutto il territorio regionale ed è stato effettuato un confronto tra uso (% negli areali) e disponibilità (% nella regione) tramite l indice di preferenza di Jacobs, che varia da -1 a +1; valori negativi indicano un sottoutilizzo, valori positivi un sovrautilizzo e 0 un uso pari alla disponibilità. Dalla mappatura e digitalizzazione dei segni di presenza sui transetti i ricercatori dell Università di Pavia hanno ricavato anche la distribuzione delle osservazioni per fasce altimetriche, esposizioni e tipi di vegetazione; sono state quindi calcolate le Frequenze Osservate (FO) come numero di osservazioni in ogni fascia altimetrica, esposizione e tipo di vegetazione e le Frequenze Attese (FA) dal prodotto della proporzione di disponibilità (PD) con il numero totale di osservazioni. La PD è stata calcolata come rapporto tra la lunghezza dei transetti in ogni fascia altimetrica, esposizione e tipo di vegetazione e la lunghezza totale dei transetti. Per individuare i fattori ambientali che influenzano la distribuzione del lupo in Liguria, è stato formulato un modello di valutazione ambientale (MVA), utilizzando le variabili dell uso del suolo, dell altimetria e dell esposizione. A questo scopo è stata costruita una griglia con celle di 5 km di lato (Unità di Campionamento, UC) ed è stata sovrapposta al CORINE III Livello e al DTM. In ogni UC sono state misurate 15 variabili dell uso del suolo, 8 variabili altimetriche, corrispondenti ad altrettante fasce altitudinali di 200 m ognuna, e 9 variabili d esposizione corrispondenti alle 8 esposizioni principali, oltre all esposizione nulla. Alle UC è stato poi attribuito un codice binario 0, 1 dove con 1 erano indicate le UC all interno delle quali erano stati trovati segni di presenza del lupo o erano pervenute segnalazioni e con 0 tutte le altre. Sono state così individuate 53 UC di presenza che sono state confrontate con altrettante UC di controllo, scelte in modo casuale tra quelle dove non era mai stata accertata la presenza del lupo. Il confronto è stato fatto con metodi statistici univariati (one-way ANOVA) e multivariati (Analisi di Funzione Discriminante, AFD) ed è stato formulato un modello predittivo della probabilità che una UC possa essere classificata di presenza, utilizzando l Analisi di Regressione Logistica binaria (ARL). In questo modo è stato possibile determinare per quali caratteristiche le porzioni di territorio occupate dal lupo si differenziano dalle caratteristiche medie della regione e ovviare all incertezza del dato di assenza. CONCLUSIONI Come già ricordato, il Progetto Regionale ha lo scopo di esaminare sia tutti gli aspetti, scientifici e socioeconomici legati al ritorno di questo carnivoro sia i conseguenti conflitti possibili con le attività economiche dell entroterra, in particolar modo quelle zootecniche. La Regione Liguria, conscia dell importanza della collaborazione tra tutti gli Enti istituzionalmente coinvolti (Amministrazioni Provinciali, Corpo Forestale dello Stato, Enti Parco, Università, ecc.), ritiene inoltre opportuno condividere le informazioni con le realtà interessate, al fine di partecipare insieme al raggiungimento delle finalità del Progetto e dell interesse pubblico. Le strutture regionali preposte sono quindi a disposizione degli Enti interessati per concordare le modalità di condivisione dei dati.

STATO D AVANZAMENTO DEL PROGETTO IL LUPO IN LIGURIA

STATO D AVANZAMENTO DEL PROGETTO IL LUPO IN LIGURIA Regione Liguria Parco Naturale Regionale dell Antola Dipartimento di Biologia Animale Università di Pavia STATO D AVANZAMENTO DEL PROGETTO IL LUPO IN LIGURIA DICEMBRE 2009 1 A CURA DI ALBERTO MERIGGI PIETRO

Dettagli

Dipartimento Ambiente

Dipartimento Ambiente Dipartimento Ambiente Arenzano, 20 marzo2015 Così come altrove, il ritorno del lupo in Liguria ha suscitato opinioni e sentimenti contrastanti. Da un lato soddisfazione e dall altro preoccupazione degli

Dettagli

RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI

RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI RILEVAMENTI ED ANALISI DEI DATI FAUNISTICI ED AMBIENTALI Riferimenti normativi e tecnici. Gli INDIRIZZI REGIONALI PER LA PIANIFICAZIONE FAUNISTICO VENATORIA PROVINCIALE (allegato 6 INDIRIZZI PER LA GESTIONE

Dettagli

Nelle carte in scala 1:25.000 1 cm misurato sulla carta corrisponde a 25.000 cm nella realtà, cioè a 250 m e quindi 1 km = 4 cm.

Nelle carte in scala 1:25.000 1 cm misurato sulla carta corrisponde a 25.000 cm nella realtà, cioè a 250 m e quindi 1 km = 4 cm. Le carte topografiche sono strumenti per la rappresentazione in piano di zone geografiche non eccessivamente estese come il territorio di una provincia, di un comune o parti di esso. Fondamentale è l'individuazione

Dettagli

REGIONE LIGURIA Protezione Civile

REGIONE LIGURIA Protezione Civile ALLEGATO 2 REGIONE LIGURIA Protezione Civile INCENDIO DELLE ZONE DI INTERFACCIA DEFINIZIONE SCENARI Febbraio 2007 2 DEFINIZIONE SCENARIO DI INCENDI DI INTERFACCIA Per valutare il rischio conseguente agli

Dettagli

Ecologia e conservazione della Lepre in Italia

Ecologia e conservazione della Lepre in Italia Ecologia e conservazione della Lepre in Italia Alberto Meriggi e Francesca Meriggi Dipartimento di Scienze della Terra e dell Ambiente Università di Pavia Premessa Declino generale della lepre in tutta

Dettagli

Atlante delle specie faunistiche indicatrici di qualità ambientale nel territorio della Provincia di Milano

Atlante delle specie faunistiche indicatrici di qualità ambientale nel territorio della Provincia di Milano UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA ANIMALE Atlante delle specie faunistiche indicatrici di qualità ambientale nel territorio della Provincia di Milano A cura di: Dott. Alberto Meriggi

Dettagli

STATUS ED ECOLOGIA DEL LUPO IN LIGURIA DICEMBRE 2013 DAL MONITORAGGIO ALLA GESTIONE DEI CONFLITTI

STATUS ED ECOLOGIA DEL LUPO IN LIGURIA DICEMBRE 2013 DAL MONITORAGGIO ALLA GESTIONE DEI CONFLITTI DICEMBRE 2013 STATUS ED ECOLOGIA DEL LUPO IN LIGURIA DAL MONITORAGGIO ALLA GESTIONE DEI CONFLITTI Regione Liguria Parco Naturale Regionale dell Antola Dipartimento di Scienze dell Ambiente e della Terra

Dettagli

OBIETTIVI CONSERVAZIONE SPECIE TUTELA ATTIVITA ANTROPICHE

OBIETTIVI CONSERVAZIONE SPECIE TUTELA ATTIVITA ANTROPICHE Progetto Il Lupo in Liguria Dott. Pietro Milanesi OBIETTIVI CONSERVAZIONE SPECIE TUTELA ATTIVITA ANTROPICHE Predazione ungulati domestici / selvatici Conflitti uomo-predatore METODI TRANSETTI STANDARDIZZATI

Dettagli

La lince: di nuovo in Trentino Presente in provincia dall inizio della primavera 2008 un esemplare proveniente dal territorio svizzero

La lince: di nuovo in Trentino Presente in provincia dall inizio della primavera 2008 un esemplare proveniente dal territorio svizzero 27 FRATELLO LUPO L interazione fra l uomo e gli animali selvatici La lince: di nuovo in Trentino Presente in provincia dall inizio della primavera 2008 un esemplare proveniente dal territorio svizzero

Dettagli

ricerca e reperimento di campioni biologici di Lupo nella zona B Area di connessione Relazione finale gennaio 2012

ricerca e reperimento di campioni biologici di Lupo nella zona B Area di connessione Relazione finale gennaio 2012 Interventi per la conservazione del lupo e di altri carnivori nelle aree protette della Regione Marche, nei Siti Natura 2000 e nel restante territorio dell Appennino marchigiano Azione B3 del programma

Dettagli

L aggiornamento della Carta dell Uso del Suolo della Regione Sardegna

L aggiornamento della Carta dell Uso del Suolo della Regione Sardegna L aggiornamento della Carta dell Uso del Suolo della Regione Sardegna Assessorato degli Enti Locali Finanze ed Urbanistica Direzione Generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza

Dettagli

Art. 3 Carta di localizzazione dei probabili rischi da valanga

Art. 3 Carta di localizzazione dei probabili rischi da valanga Banca Dati delle Leggi Regionali nel testo coordinato LEGGE REGIONALE 20/05/1988, N. 034 Norme per la prevenzione dei rischi da valanga. da Art. 1 ad Art. 22 Art. 1 Finalita' della legge 1. La presente

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

Land Cover Piemonte progettazione di un database geografico sulla copertura delle terre della Regione Piemonte

Land Cover Piemonte progettazione di un database geografico sulla copertura delle terre della Regione Piemonte Land Cover Piemonte progettazione di un database geografico sulla copertura e l uso l delle terre della Regione Piemonte Relatore: : Stefania Crotta - Regione Piemonte Sommario obiettivi progetto prototipo

Dettagli

Sistemi Informativi Territoriali. Vari tipi di immagini

Sistemi Informativi Territoriali. Vari tipi di immagini Paolo Mogorovich Sistemi Informativi Territoriali Appunti dalle lezioni Vari tipi di immagini Cod.303 - Vers.E41 1 Introduzione 2 Immagine fisica 3 Immagine classificata 4 Immagine cartografica 5 Immagine

Dettagli

Consiglio Nazionale delle Ricerche. Report di approfondimento relativo all attuale stato di attività del fenomeno franoso di Montaguto febbraio 2011

Consiglio Nazionale delle Ricerche. Report di approfondimento relativo all attuale stato di attività del fenomeno franoso di Montaguto febbraio 2011 Consiglio Nazionale delle Ricerche ISTITUTO DI RICERCA PER LA PROTEZIONE IDROGEOLOGICA CENTRO DI COMPETENZA DEL DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Report di approfondimento

Dettagli

L analisi spaziale. Indici statistici geospaziali

L analisi spaziale. Indici statistici geospaziali L analisi spaziale Uno degli scopi principali dei GIS e quello di offrire strumenti concettuali e metodologici per studiare analiticamente le relazioni nello spazio L analisi spaziale ha come obbiettivo

Dettagli

GRANDI CARNIVORI IN LOMBARDIA

GRANDI CARNIVORI IN LOMBARDIA GRANDI CARNIVORI IN LOMBARDIA Meriggi A., Milanesi P., Crotti C., Mazzoleni L. Dipartimento di Biologia Animale Università degli Studi Pavia Classe: Mammiferi Ordine: Carnivori Famiglia Canidi Ursidi Felidi

Dettagli

Rilevamenti effettuati nel Parco

Rilevamenti effettuati nel Parco Block count 2006 Il censimento estensivo mediante unità di osservazione (block count) ) è stato realizzato avvalendosi del personale: delle tre stazioni del Corpo Forestale dello Stato (Rovegro, Colloro

Dettagli

Allegato B CRITERI PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI DA PREDAZIONE AL BESTIAME DOMESTICO AD OPERA DI CANIDI PER L ANNO 2010

Allegato B CRITERI PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI DA PREDAZIONE AL BESTIAME DOMESTICO AD OPERA DI CANIDI PER L ANNO 2010 AllegatoB CRITERIPERILRISARCIMENTODEIDANNIDAPREDAZIONEALBESTIAME DOMESTICOADOPERADICANIDIPERL ANNO2010 1) La monticazione degli animali in alpeggio rappresenta una risorsa fondamentale per l economiamontanaeperilmantenimentodelletradizionistoricoculturali,erappresenta

Dettagli

Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo

Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo Regione Piemonte Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo Relazione illustrativa delle attività di gestione della specie cinghiale: Programmi di ricerca e monitoraggio della specie Attuazione del Piano

Dettagli

Basi di Dati Spaziali

Basi di Dati Spaziali degli Studi Basi di Dati Spaziali Introduzione ai Geographical Information Systems (GIS) Alessandra Chiarandini - Lezione 4 Cartografia Italiana Introduzione ai GIS A. Chiarandini 22 La Cartografia IGM

Dettagli

Modelli produttivi lattiero-caseari nell areale alpino italiano

Modelli produttivi lattiero-caseari nell areale alpino italiano I terroir delle Alpi per la caratterizzazione e la difesa delle produzioni casearie d alpeggio Torino, Regione Piemonte, 19-20 ottobre 2010 Modelli produttivi lattiero-caseari nell areale alpino italiano

Dettagli

Prima Lezione: Costruire una mappa

Prima Lezione: Costruire una mappa Prima Lezione: Costruire una mappa I tipi di informazione geografica disponibili Navigazione nella mappa Coordinate e scala Vista panoramica Introduzione ai GIS GIS significa Sistema Informativo Geografico

Dettagli

CINGHIALE ED AREE PROTETTE IN ITALIA - IL CASO DEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

CINGHIALE ED AREE PROTETTE IN ITALIA - IL CASO DEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAMERINO FACOLTA DI MEDICINA VETERINARIA Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali Dipartimento di Scienze Veterinarie TESI DI LAUREA IN AGR/19 ZOOTECNIA

Dettagli

Introduzione ai GIS. Potenzialità e limiti & software in commercio

Introduzione ai GIS. Potenzialità e limiti & software in commercio Potenzialità e limiti & software in commercio Introduzione a QGIS, software free & Open Source per la gestione di dati territoriali Genova, 26 marzo 2013 Cos è un GIS (Geographic Information System)? [SIT

Dettagli

Silvano Toso. ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE ed OSSERVATORI FAUNISTICI REGIONALI

Silvano Toso. ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE ed OSSERVATORI FAUNISTICI REGIONALI Silvano Toso ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE ed OSSERVATORI FAUNISTICI REGIONALI L Istituto Superiore per Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) è un ente pubblico di ricerca

Dettagli

CARATTERISTICHE ACQUE COSTIERE: scheda 03_SAN

CARATTERISTICHE ACQUE COSTIERE: scheda 03_SAN a. IDENTIFICAZIONE DEL TRATTO DI COSTA Denominazione Codice inizio fine Lunghezza (km) 0700800803 Capo Sant Ampelio Capo Verde 31,2 * Il codice è costruito con i seguenti campi: Codice Istat Regione Liguria

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO LOREDANA CAMPANARI

ISTITUTO COMPRENSIVO LOREDANA CAMPANARI ISTITUTO COMPRENSIVO LOREDANA CAMPANARI Via Monte Pollino, 45-00015 Monterotondo (RM) CURRICOLO VERTICALE DI GEOGRAFIA A.S. 2013/2014 CURRICOLO GEOGRAFIA Ambito disciplinare GEOGRAFIA CLASSE PRIMA PRIMARIA

Dettagli

Cartografia di base per i territori

Cartografia di base per i territori Cartografia di base per i territori L INFORMAZIONE GEOGRAFICA I dati dell informazione geografica L Amministrazione Regionale, nell ambito delle attività di competenza del Servizio sistema informativo

Dettagli

Geoportale Provincia di Brescia Report degli accessi e delle attività

Geoportale Provincia di Brescia Report degli accessi e delle attività Geoportale Provincia di Brescia Report degli accessi e delle attività L esame delle attività registrate nel mese di settembre scorso mette in evidenza l utilizzo del Geoportale mediamente da parte di circa

Dettagli

Monitoraggio del lupo Slavc in ambiente GRASS GIS

Monitoraggio del lupo Slavc in ambiente GRASS GIS Monitoraggio del lupo Slavc in ambiente GRASS GIS Alfredo Altobelli, Katja Mignozzi, Rossella Napolitano Dipartimento di Scienze della Vita Università di Trieste XIV meeting degli utenti italiani GRASS

Dettagli

La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF

La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF Mauro Belardi, Dario Ottonello e Giorgio Baldizzone Convegno Internazionale La gestione di rete Natura 2000: esperienze a

Dettagli

Il crinale tosco emiliano Comunalie interessate : Montegroppo, Groppo, Boschetto, Tombeto

Il crinale tosco emiliano Comunalie interessate : Montegroppo, Groppo, Boschetto, Tombeto Il crinale tosco emiliano Comunalie interessate : Montegroppo, Groppo, Boschetto, Tombeto Lunghezza: 9.800 metri Durata media:6 7 ore Livello di difficoltà: medio facile Splendidi boschi di faggi, interrotti

Dettagli

Curriculum Vitae. Davide Pagliaroli. Occupazione attuale. Esperienza professionale. Nome Cognome. Date Aprile 2014-febbraio 2015

Curriculum Vitae. Davide Pagliaroli. Occupazione attuale. Esperienza professionale. Nome Cognome. Date Aprile 2014-febbraio 2015 Curriculum Vitae Nome Cognome Davide Pagliaroli Occupazione attuale Date Aprile 2014-febbraio 2015 Contratto di Collaborazione a Progetto nell ambito del progetto life IBRIWOLF nel territorio della provincia

Dettagli

SCOPRI LE SPLENDIDE ALPI LIGURI CON L AIUTO DI UNA GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA

SCOPRI LE SPLENDIDE ALPI LIGURI CON L AIUTO DI UNA GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA SCOPRI LE SPLENDIDE ALPI LIGURI CON L AIUTO DI UNA GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA È guida ambientale escursionistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nella visita

Dettagli

Funzionalità e servizi integrativi: il software Ferens e il geoide regionale

Funzionalità e servizi integrativi: il software Ferens e il geoide regionale DIREZIONE AMBIENTE TERRITORIO E INFRASTRUTTURE Servizio Informatico/Informativo: geografico ambientale e territoriale Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria DICA - Dipartimento di Ingegneria

Dettagli

Progetto Lupo - Regione Piemonte

Progetto Lupo - Regione Piemonte Assessorato Ambiente, Parchi e Aree protette, Energia, Risorse idriche, Acque minerali e termali Progetto Lupo - Regione Piemonte Il lupo in Piemonte: azioni per la conoscenza e la conservazione della

Dettagli

I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva.

I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva. INDICE 1. Premessa 1 2. Descrizione dei luoghi 1 3. Valutazione degli afflussi meteorici 3 4. Valutazione dei deflussi 6 5. Calcolo del DMV 7 6. Modifiche alle portate attese a seguito delle opere 10 1.

Dettagli

La storia della Pezzata Rossa Italiana

La storia della Pezzata Rossa Italiana La storia della Pezzata Rossa Italiana La storia della Pezzata Rossa Italiana (P.R.I.) è costellata di momenti importanti che ne hanno determinato l indirizzo selettivo in risposta alle esigenze dei suoi

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo MORETTI FRANCESCA VIA LAGASTRELLO 12, 42030 FRAZ. MISCOSO, COMUNE DI RAMISETO (RE) Telefono 0522892197-3467536674

Dettagli

La conservazione dell ambiente naturale nella Regione Lombardia: le garzaie e le aree protette della bassa pianura

La conservazione dell ambiente naturale nella Regione Lombardia: le garzaie e le aree protette della bassa pianura La conservazione dell ambiente naturale nella Regione Lombardia: le garzaie e le aree protette della bassa pianura A cura di U. Bressan, L. Canova, M. Fasola. Regione Lombardia Università di Pavia INTRODUZIONE

Dettagli

SCHEDA PROGETTO: Il Sistema Informativo Forestale della Regione Siciliana SIF-RS

SCHEDA PROGETTO: Il Sistema Informativo Forestale della Regione Siciliana SIF-RS SCHEDA PROGETTO: Il Sistema Informativo Forestale della Regione Siciliana SIF-RS Finalità del SIF-RS Il Sistema Informativo Forestale della Regione Siciliana è un progetto finanziato dal POR-Sicilia 2000-2006,

Dettagli

IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE DEL GRIFONE SULLE ALPI ORIENTALI

IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE DEL GRIFONE SULLE ALPI ORIENTALI IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE DEL GRIFONE SULLE ALPI ORIENTALI Il grifone (Gyps fulvus) un tempo era presente in tutto il bacino del Mediterraneo e in vari settori delle Alpi e dell Europa centrale. Spostamenti

Dettagli

Azione per il progetto strategico del sistema naturale dei SICANI ALLEGATO TECNICO

Azione per il progetto strategico del sistema naturale dei SICANI ALLEGATO TECNICO REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE Dipartimento Territorio e Ambiente SERVIZIO 6 Protezione Patrimonio Naturale Via Ugo La Malfa, 169 90146 Palermo Fondo Europeo di

Dettagli

ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI COMUNE DI BRANCALEONE PROGETTO DEI LAVORI DI DIFESA COSTIERA, EROSIONE E RIQUALIFICAZIONE ARENILE DI BRANCALEONE

ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI COMUNE DI BRANCALEONE PROGETTO DEI LAVORI DI DIFESA COSTIERA, EROSIONE E RIQUALIFICAZIONE ARENILE DI BRANCALEONE REGIONE CALABRIA ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI COMUNE DI BRANCALEONE PROGETTO DEI LAVORI DI DIFESA COSTIERA, EROSIONE E RIQUALIFICAZIONE ARENILE DI BRANCALEONE (Legge 208/98, periodo 2005/2008, delibera

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA. Corso di Pianificazione Territoriale Corso di Tecnica Urbanistica Prof. Bernardino ROMANO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA. Corso di Pianificazione Territoriale Corso di Tecnica Urbanistica Prof. Bernardino ROMANO UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA Corso di Pianificazione Territoriale Corso di Tecnica Urbanistica Prof. Bernardino ROMANO LEZIONE 6 Dott. PhD. Alessandro Marucci LA CARTOGRAFIA PER L ANALISI TERRITORIALE

Dettagli

Università degli studi di Genova. Facoltà di Ingengneria, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali in collaborazione con Perform

Università degli studi di Genova. Facoltà di Ingengneria, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali in collaborazione con Perform Università degli studi di Genova Facoltà di Ingengneria, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali in collaborazione con Perform Master Universitario di II livello in 1 ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI

Dettagli

Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868

Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868 COMUNE DI CRANDOLA VALSASSINA Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868 Lecco Febbraio 2003 (Aggiornamento all Aprile 2004)

Dettagli

I risultati del progetto regionale per il monitoraggio del Lupo in Liguria

I risultati del progetto regionale per il monitoraggio del Lupo in Liguria I risultati del progetto regionale per il monitoraggio del Lupo in Liguria MERIGGI A., MILANESI P., SERAFINI M., SCHENONE L., SIGNORELLI S., TORRETTA E., PUOPOLO F., SOBRERO R., RANDI E., CANIGLIA R.,

Dettagli

Analisi preliminare degli elementi a rischio idraulico nel bacino dell Ombrone P.se

Analisi preliminare degli elementi a rischio idraulico nel bacino dell Ombrone P.se Analisi preliminare degli elementi a rischio idraulico nel bacino dell Ombrone P.se L analisi preliminare della distribuzione degli elementi a rischio all interno delle aree a diverso grado di pericolosità

Dettagli

Direzione Ambiente. Guida tecnica

Direzione Ambiente. Guida tecnica Direzione Ambiente Guida tecnica Procedimento di verifica di assoggettabilita alla VAS dei Programmi di interventi di sistemazione idrogeologica e manutenzione montana (PISIMM) ( art. 12 d. lgs. 152/2006

Dettagli

Direttiva 2007/60/CE - Alluvioni D.lgs. 49/2010 Valutazione e gestione del rischio di alluvioni

Direttiva 2007/60/CE - Alluvioni D.lgs. 49/2010 Valutazione e gestione del rischio di alluvioni Direttiva 2007/60/CE - Alluvioni D.lgs. 49/2010 Valutazione e gestione del rischio di alluvioni Mappatura della pericolosità e del rischio alluvionale Bacini liguri Cinzia Rossi Regione Liguria - Settore

Dettagli

Simone Ciadamidaro, Maria Rita Minciardi, Gian Luigi Rossi ENEA Laboratorio di Ecologia UTTS-ECO - Centro Ricerche ENEA di Saluggia

Simone Ciadamidaro, Maria Rita Minciardi, Gian Luigi Rossi ENEA Laboratorio di Ecologia UTTS-ECO - Centro Ricerche ENEA di Saluggia Sperimentazione di Linee guida per la valutazione della compatibilità ambientale degli impianti idroelettrici sull ecosistema fluviale in ambiente montano Simone Ciadamidaro, Maria Rita Minciardi, Gian

Dettagli

Si riporta di seguito un esempio indicativo e non vincolante di supporto in legno.

Si riporta di seguito un esempio indicativo e non vincolante di supporto in legno. ALLEGATO 3 Criteri standard per la cartellonistica divulgativa-informativa riferita alle indicazioni generali dell Allegato B- PAFR (Patrimonio Agricolo Forestale) della LR n.39 del 21.03.2000 Al fine

Dettagli

LA PUBBLICITA IN SICILIA

LA PUBBLICITA IN SICILIA LA PUBBLICITA IN SICILIA Quadro produttivo, articolazione della spesa e strategie di sviluppo Paolo Cortese Responsabile Osservatori Economici Istituto G. Tagliacarne Settembr e 2014 Gli obiettivi del

Dettagli

Mappe catastali originali di Impianto Raster. Presentazione e introduzione al loro corretto utilizzo

Mappe catastali originali di Impianto Raster. Presentazione e introduzione al loro corretto utilizzo Mappe catastali originali di Impianto Raster Presentazione e introduzione al loro corretto utilizzo Hotel Express by HOLIDAY INN Via Savigliano, 116 - Località Casello di Marene Cherasco, 09/06/2010 Geom.

Dettagli

Ortofoto digitali a colori programma IT2000 CGR

Ortofoto digitali a colori programma IT2000 CGR Ortofoto digitali a colori programma IT2000 CGR Ortofoto digitali a colori programma IT2000 CGR Ortofoto digitali a colori programma IT2000 CGR Ortofoto digitali a colori programma IT2000 CGR Modelli digitali

Dettagli

il ritorno del lupo in liguria

il ritorno del lupo in liguria il ritorno del lupo in liguria PERCHE UN LIBRO SUL LUPO IN LIGURIA? Le motivazioni alla base della realizzazione di questo volume risiedono nelle risposte alle due domande che seguono: - Perché è importante

Dettagli

METODOLOGIA CLINICA Necessita di: Quantificazione Formalizzazione matematica

METODOLOGIA CLINICA Necessita di: Quantificazione Formalizzazione matematica METODOLOGIA CLINICA Necessita di: Quantificazione Formalizzazione matematica EPIDEMIOLOGIA Ha come oggetto lo studio della distribuzione delle malattie in un popolazione e dei fattori che la influenzano

Dettagli

CAPITOLO VII USO DELLA CARTA TOPOGRAFICA

CAPITOLO VII USO DELLA CARTA TOPOGRAFICA CAPITOLO VII USO DELLA CARTA TOPOGRAFICA LA CARTA TOPOGRAFICA 88. La carta topografica è una rappresentazione grafica di una parte più o meno ampia della superficie terrestre in una determinata scala.

Dettagli

Classificazione delle carte

Classificazione delle carte Classificazione delle carte In base alla scala -carte geografiche 1:1.000.000 e inferiore -carte corografiche 1:1.000.000 1:200.000 -carte topografiche 1:100.000 a piccola scala 1:50.000 a media scala

Dettagli

PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI

PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Dipartimento Risorse Forestali e Montane Servizio Bacini Montani PERICOLOSITA IDRAULICA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO ED APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA ALLUVIONI Valutazione

Dettagli

Introduzione a QGIS, software free & Open Source per la gestione di dati territoriali. Genova, 26 marzo 2013

Introduzione a QGIS, software free & Open Source per la gestione di dati territoriali. Genova, 26 marzo 2013 Cartografia Cartografiaufficiale ufficialeitaliana italiana Introduzione a QGIS, software free & Open Source per la gestione di dati territoriali Genova, 26 marzo 2013 Cartografia ufficiale italiana Organi

Dettagli

COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita. RISULTATI CENSIMENTI ALLE SPECIE CAMOSCIO E MUFLONE s.v. 2012/2013

COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita. RISULTATI CENSIMENTI ALLE SPECIE CAMOSCIO E MUFLONE s.v. 2012/2013 COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita RISULTATI CENSIMENTI ALLE SPECIE CAMOSCIO E MUFLONE s.v. 2012/2013 - RELAZIONE TECNICA - A cura di Omar Giordano Giorgio Ficetto Tecnici faunistici C.A. CN2 PREMESSA

Dettagli

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 514 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 515 Conclusioni Le Considerazioni conclusive sulla Fase 2 della VIS possono essere sintetizzate in tre punti: 1. La seconda fase dopo lo screening ha approfondito in primo

Dettagli

www.epsilon-italia.ititalia.it

www.epsilon-italia.ititalia.it Provincia di Cosenza Settore Programmazione e Gestione Territoriale SIPITEC2 - Sistema Informativo Territoriale per la Gestione del P.T.C.P. www.epsilon-italia.ititalia.it MACRO ARGOMENTI Che cos è un

Dettagli

Verifiche di qualità del Data Base Topografico. Daniele Passoni

Verifiche di qualità del Data Base Topografico. Daniele Passoni Verifiche di qualità del Data Base Topografico Prof. Livio Pinto Ing. Daniele Passoni Monza, 8.3.2010 INTRODUZIONE (1/2) Un DataBase Topografico (DBT) è un archivio integrato contenente dati cartografici

Dettagli

Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici

Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici M. Maugeri 1, M. Brunetti 2, L. Buffoni 3, F. Mangianti 4, F. Monti 1, T. Nanni 2, R. Pastorelli

Dettagli

Comuni: 115 Superficie: 1770,57 Kmq Popolazione residente (1.1.2006): 348.367. Fonte: Comuni (dati aggiornati all 1.1.2006)

Comuni: 115 Superficie: 1770,57 Kmq Popolazione residente (1.1.2006): 348.367. Fonte: Comuni (dati aggiornati all 1.1.2006) Territorio La provincia di Cremona si estende a sud della Lombardia al confine con l Emilia Romagna. E completamente pianeggiante, appena digradante verso il Po, con un altitudine che oscilla mediamente

Dettagli

ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO

ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO SECONDA SESSIONE 2012 PRIMA PROVA SCRITTA Tema n. 1 Aspetti geologici, minero-petrografici e normativi relativi alle attività

Dettagli

La macellazione. in Italia nel 2001 N O T I Z I A R I O. Supplemento al numero 13/2002. a cura di Giuseppe Messina

La macellazione. in Italia nel 2001 N O T I Z I A R I O. Supplemento al numero 13/2002. a cura di Giuseppe Messina N O T I Z I A R I O Supplemento al numero 13/2002 La macellazione in Italia nel 2001 a cura di Giuseppe Messina UNIONE IMPORTATORI ESPORTATORI INDUSTRIALI COMMISSIONARI GROSSISTI INGRASSATORI MACELLATORI

Dettagli

Descrizione delle funzioni COSA È COME SI CONSULTA

Descrizione delle funzioni COSA È COME SI CONSULTA Descrizione delle funzioni Trasparenza e Servizi nella Pubblica Amministrazione IL PORTALE CARTOGRAFICO COMUNALE IN INTERNET Un servizio di per i Comuni COSA È È un portale ideato per consentire a tutti

Dettagli

ALLEGATO I LE ZONE DI ALLERTA DELLA REGIONE LAZIO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO

ALLEGATO I LE ZONE DI ALLERTA DELLA REGIONE LAZIO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO ALLEGATO I LE ZONE DI ALLERTA DELLA REGIONE LAZIO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO 19 LE ZONE DI ALLERTA DELLA REGIONE LAZIO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO PREMESSA Coerentemente con

Dettagli

ALLEGATO 1 NOTE SULL USO DEL METODO DI RILIEVO LASER SCANNER PER LE CAVE DEL COMUNE DI NUVOLENTO.

ALLEGATO 1 NOTE SULL USO DEL METODO DI RILIEVO LASER SCANNER PER LE CAVE DEL COMUNE DI NUVOLENTO. ALLEGATO 1 NOTE SULL USO DEL METODO DI RILIEVO LASER SCANNER PER LE CAVE DEL COMUNE DI NUVOLENTO. A)Generalità Una prima importante precisazione: il metodo non ricorre a tecniche aerofotogrammetriche,

Dettagli

CAPITOLO 5. ANALISI DELLA RESILIENZA

CAPITOLO 5. ANALISI DELLA RESILIENZA CAPITOLO 5. ANALISI DELLA RESILIENZA INDICE CAPITOLO 5. ANALISI DELLA RESILIENZA... 1 1. ANALISI DELLA RESILIENZA... 3 1.1 INTRODUZIONE... 3 1.2 COMANDI/DISTACCAMENTI DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL

Dettagli

In particolare, il modello sviluppato e calibrato consente di simulare il sistema viario territoriale ed il relativo traffico.

In particolare, il modello sviluppato e calibrato consente di simulare il sistema viario territoriale ed il relativo traffico. Provincia di Cremona - U.T.P. Sett. IX PARTE A 3. MODELLO DI SIMULAZIONE 3.1 Generalità Il modello di simulazione del traffico è un importante strumento per la pianificazione, che consente essenzialmente

Dettagli

Conversione coordinate Sistema Informativo Territoriale Regionale e Infrastruttura di Dati Territoriale (SITR-IDT)

Conversione coordinate Sistema Informativo Territoriale Regionale e Infrastruttura di Dati Territoriale (SITR-IDT) Conversione coordinate Sistema Informativo Territoriale Regionale e Infrastruttura di Dati Territoriale (SITR-IDT) Indice 1. Le trasformazioni di coordinate... 3 1.1 Coordinate massime e minime ammesse

Dettagli

ALLEGATO I LA GESTIONE DELLE PROCEDURE DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA PER OPERE/PIANI AVENTI EFFETTI SUL SITO

ALLEGATO I LA GESTIONE DELLE PROCEDURE DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA PER OPERE/PIANI AVENTI EFFETTI SUL SITO ALLEGATO I LA GESTIONE DELLE PROCEDURE DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA PER OPERE/PIANI AVENTI EFFETTI SUL SITO Nell ambito delle misura di conservazione obbligatorie per i Siti della Rete Natura 2000, la normativa

Dettagli

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO REPUBBLICA ITALIANA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI Via Giovanni XXIII, n. 64-38065 MORI Cod. Fisc. 94024510227 - Tel. 0464-918669 Fax 0464-911029 www.icmori.it e-mail: segr.ic.mori@scuole.provincia.tn.it

Dettagli

OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO VETERINARIO REGIONALE REGIONE LAZIO

OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO VETERINARIO REGIONALE REGIONE LAZIO OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO VETERINARIO REGIONALE REGIONE LAZIO BRUCELLOSI BOVINA/BUFALINA SCHEDA DI RILEVAMENTO DATI IN UN FOCOLAIO La scheda debitamente compilata deve essere consegnata all'osservatorio

Dettagli

COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita. RISULTATI CENSIMENTI ALLE SPECIE CAPRIOLO E CERVO s.v. 2012/2013

COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita. RISULTATI CENSIMENTI ALLE SPECIE CAPRIOLO E CERVO s.v. 2012/2013 COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita RISULTATI CENSIMENTI ALLE SPECIE CAPRIOLO E CERVO s.v. 2012/2013 - RELAZIONE TECNICA A cura di Omar Giordano Tecnico faunistico C.A. CN2 PREMESSA Nella presente relazione

Dettagli

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 GEOGRAFIA_CLASSE PRIMA

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 GEOGRAFIA_CLASSE PRIMA PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 GEOGRAFIA_CLASSE PRIMA Competenza 1 Leggere l organizzazione di un territorio, utilizzando il linguaggio,

Dettagli

I monitoraggi a medio e lungo termine condotti da AsOER: specie, aree e metodi

I monitoraggi a medio e lungo termine condotti da AsOER: specie, aree e metodi I monitoraggi a medio e lungo termine condotti da AsOER: specie, aree e metodi Roberto Tinarelli 29.03.2014 - I monitoraggi a medio e lungo termine condotti da AsOER: specie, aree e metodi Un Associazione

Dettagli

INQUADRAMENTO NORMATIVO

INQUADRAMENTO NORMATIVO INQUADRAMENTO NORMATIVO Variante Urbanistica al P.R.G., da approvare con l applicazione della procedura dell Accordo di Programma, ai sensi dell art. 7 della L.R. n 11 del 23/4/2004 e successive modifiche

Dettagli

Relazione illustrativa

Relazione illustrativa giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 220 del 01 marzo 2011 pag. 1/5 Relazione illustrativa La presente relazione è relativa alla proposta di individuazione di due Siti di Importanza Comunitaria

Dettagli

General Linear Model. Esercizio

General Linear Model. Esercizio Esercizio General Linear Model Una delle molteplici applicazioni del General Linear Model è la Trend Surface Analysis. Questa tecnica cerca di individuare, in un modello di superficie, quale tendenza segue

Dettagli

Appunti sull utilizzo del software gvsig, a cura dell ing. Ernesto Sferlazza

Appunti sull utilizzo del software gvsig, a cura dell ing. Ernesto Sferlazza GEOREFERENZIAZIONE DI UN IMMAGINE RASTER CON GVSIG. Nella presente esercitazione si procederà a georeferenziare uno stralcio di ortofoto, basandosi a tale scopo sul confronto con una cartografia georeferenziata,

Dettagli

LIFE10NAT/IT/265 IBRIWOLF RELAZIONE DELLA ATTIVITA' SVOLTA NEL PERIODO 1 NOVEMBRE 2012 15 DICEMBRE 2013

LIFE10NAT/IT/265 IBRIWOLF RELAZIONE DELLA ATTIVITA' SVOLTA NEL PERIODO 1 NOVEMBRE 2012 15 DICEMBRE 2013 LIFE10NAT/IT/265 IBRIWOLF Azioni C1 e C2 Interventi di rimozione degli ibridi lupo cane in Maremma e sul Monte Amiata RELAZIONE DELLA ATTIVITA' SVOLTA NEL PERIODO 1 NOVEMBRE 2012 15 DICEMBRE 2013 Dipartimento

Dettagli

Sistema Web-Gis per la segnalazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico

Sistema Web-Gis per la segnalazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico Sistema Web-Gis per la segnalazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico Il progetto si pone l obiettivo di rilanciare la manutenzione diffusa del territorio montano attraverso l analisi delle basi informatiche

Dettagli

SoftWare DMGraphics. Indice. Manuale d uso. 1) Introduzione. 2) Pagine grafiche. 3) Grafici. 4) Menù

SoftWare DMGraphics. Indice. Manuale d uso. 1) Introduzione. 2) Pagine grafiche. 3) Grafici. 4) Menù SoftWare DMGraphics Manuale d uso Indice 1) Introduzione 2) Pagine grafiche. 2.1) Pagina grafica 2.2) Concetti generali 2.3) Scale dei valori 2.4) Posizionamento elementi nel grafico 3) Grafici 3.1) Grafici

Dettagli

Date Aprile 2014 febbraio 2015 Contratto di Collaborazione a Progetto nell ambito del progetto life IBRIWOLF nel

Date Aprile 2014 febbraio 2015 Contratto di Collaborazione a Progetto nell ambito del progetto life IBRIWOLF nel Curriculum Vitae Informazioni personali Nome(i) / Cognome(i) Davide Pagliaroli Occupazione attuale Date Ottobre 2014 novembre 2015 Contratto di Collaborazione a Coordinata e Continuativa del progetto Monitoraggio

Dettagli

Scuola Primaria Statale Falcone e Borsellino

Scuola Primaria Statale Falcone e Borsellino ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI LOVERE VIA DIONIGI CASTELLI, 2 - LOVERE Scuola Primaria Statale Falcone e Borsellino PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE Le programmazioni didattiche sono state stese in base

Dettagli

GEOGRAFIA: PRIMO BIENNIO CLASSI 1 E 2 DELLA SCUOLA PRIMARIA

GEOGRAFIA: PRIMO BIENNIO CLASSI 1 E 2 DELLA SCUOLA PRIMARIA GEOGRAFIA: PRIMO BIENNIO CLASSI 1 E 2 DELLA SCUOLA PRIMARIA LEGGERE L ORGANIZZAZIONE DI UN TERRITORIO, UTILIZZANDO IL Utilizzare i principali concetti topologici per orientarsi nello spazio; Utilizzare

Dettagli

COMUNE DI SANREMO SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE

COMUNE DI SANREMO SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE COMUNE DI SANREMO SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE Per accedere al nuovo Portale è possibile - accedere al sito istituzionale del comune di Sanremo ( www.comunedisanremo.it) e qui dal menù a tendina Servizi

Dettagli

Elementi di cartografia: La lettura del territorio. Robbio, 9 Febbraio 2013 Tiziano Cattaneo Legambiente Lombardia

Elementi di cartografia: La lettura del territorio. Robbio, 9 Febbraio 2013 Tiziano Cattaneo Legambiente Lombardia Elementi di cartografia: La lettura del territorio Robbio, 9 Febbraio 2013 Tiziano Cattaneo Legambiente Lombardia Cenni storici Tavoletta di Nippur, 1500 A.C. Cenni storici Carta di Anassimandro, 550 A.C.

Dettagli

ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI

ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI - ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI - pag. 1 ASPETTI FLORO-VEGETAZIONALI PARTE 1 a - ANALISI 1 FLORA E VEGETAZIONE Dati disponibili che verranno utilizzati per il presente lavoro: Documento anno Note, possibilità

Dettagli

Strumenti e metodi per la redazione della carta del pericolo da fenomeni torrentizi

Strumenti e metodi per la redazione della carta del pericolo da fenomeni torrentizi Versione 1.0 Strumenti e metodi per la redazione della carta del pericolo da fenomeni torrentizi Corso anno 2011 B. MANUALE DI UTILIZZO DEL GRIGLIATORE Il pre processore Grigliatore è composto da tre macro

Dettagli

Uso di droga nella popolazione

Uso di droga nella popolazione USO DI DROGA NELLA POPOLAZIONE Uso di droga nella popolazione generale L obiettivo dell indagine campionaria IPSAD Italia2003 (Italian Population Survey on Alcool and Drugs), è quello di rilevare l utilizzo

Dettagli