REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE. Presidente. Consigliere. Consigliere rel.

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1 P Nvbsbhlow4" / 14 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE 7 A SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo Dott. FRANCO Amedeo Presidente Consigliere PUBBLICA UDIENZA del 10 giugno 2014 e SENTENZA N. /i 9 Dott. SAVINO Mariapia Gaetana Consigliere Dott. GENTILI Andrea Consigliere rel. REGISTRO GENERALE Dott. SCARCELLA Alessio Consigliere n del 2014 ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso proposto da: OTTONELLO Claudio nato a Carcare (Sv) il 20 marzo 1956; i; avverso la?\.k45k.tt2d4 n. 97/13 del 6 marzo 2013 del Giudice per le indagini preliminari del Triblinale di Savoia; letti gli atti di catīsà la sentenza impugnata e il ricorso introduttivo; sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. Andrea GENTILI; sentito il PM in 'ib'rgona del Sostituto Procuratore generale Dott. Enrico DELEHAYE il quale ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso; sentita altresì per il ricorrente l'avv.ssa Susanna LOLLINI del foro di Roma in sostituzione delva\iv.ssa MarTAGLIERO 1

2 RITENUTO IN FATTO Con sentenza emessa ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. il Tribunale di Savona ha applicato a Ottonello Claudio la pena di mesi 4 di arresto ed euro di ammenda in relazione alla imputazione avente ad oggetto la violazione dell'art. 256 commi 1 lettera b) e 2 del digs n. 152 del 2006 poiché in quanto titolare di fatto di un maneggio la cui attività era già cessata aveva abbandonato in Cairo Montenotte su di un terreno di proprietà di terzi rifiuti pericolosi e non pericolosi fatto accertato in data 12 giugno Nella sentenza di applicazione di pena oltre ad essersi dato atto che la istanza di patteggiamento era stata presentata dal prevenuto subordinatamente alla richiesta di proscioglimento per intervenuta prescrizione il Tribunale di Savona escludeva la possibilità di pervenire ad una _ sentenza di proscioglimento stante l'intervenuta estinzione del reato dato il tempo decorsd dalla sua ' Cornmissione in adesione all'orientamento giurisprudenziale livim in base al quale il reato contestato al Ottonello. costituirebbe ti h reato permanente dando esso luogo ad una forma di gestione del rifiuto preventiva ri5petto al suo recupero ed allo smaltimento la cui consumazione perdura sino appunto/ all'avvenuto smaltimento od al recupero. Tanto rilevato dava corso alla richiesta di patteggiamento. Ha presentato ricorso per cassazione l'ottonello ricapitolando i dati fattuali.. che avevano pdttato alla igtanza di applicazione di pena e contestando la pertinenza al caso del precedente giurisprudenziale richiamato nella impugnata sentenza al fil ie :Y1 dirri6gtrre la permanenza di reato e pertanto la inapplicabilità del 'regime della OreScrizione. Chiedeva pertprito ih via` principale l'annullamento della impugnata sentenza senzà` TririSjid stante l'affermata estinzione del reato per prescrizione;. in via subordinata Pennullamènto con rinvio al Tribunale di Savona. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso risultato fondato nei sensi di cui in motivazione deve pertanto essere accolto per quanto di ragione. Deve in primo luogo affermarsi la ammissibilità del ricorso medesimo sebbene esso Sia rivolto nei confronti di una sentenza emessa a seguito di concorde richiesta' 'delle parti e sebbene con esso si lamenti la mancata applicazione alla fattispecie in'esame del regime della prescrizione. Più volte inverd questà Corte ha affermato la inammissibilità del ricorso ' E per cessazione "e'erite aci'dgg'etto la pretesa illegittimità della sentenza di patteggiannento 150' non essere stati in questa correttamente valutati gli 2

3 elementi che avrebbero potuto portare il giudice alla pronunzia di una sentenza di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen. In tali pronunzie essendosi chiarito che "in tema di patteggiamento non è consentito all'imputato dopo l'intervenuto e ratificato accordo proporre questioni in sede di ricorso per cassazione in ordine alla mancata applicazione dell'art. 129 cod. proc. pen. senza precisare per quali specifiche ragioni detta disposizione avrebbe dovuto essere applicata al momento del giudizio" (ex plurimis: Corte di Cassazione Sezione IV penale 17 settembre 2013 n ) si è pertanto affermato sia pure per implicito che se adeguatamente precisata ed argomentata la impugnazione della sentenza di patteggiamento motivata sulla base della mancata applicazione da parte del giudice dell'art. 129 cod. proc. pen. è in linea di principio ammissibile. Poiché nel Caso in questione il ricorrente ha puntualmente precisato le ragioni in base alle quali secondo la sua prospettazione il processo doveva essere definito &entenzadìroscioglimento ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen.' il ricorso d ì al riguai2do essere ritenuto ammissibile. Con riferim'ento alla possibilltà di eccepire con la impugnazione del patteggiamento;" giivenuta prescrizione anteriormente alla pronunzia della sentenza innpu.bnati si e manifestato in seno a questa Corte un contrasto di ; opinioni. Infatti a fronte di talune sentenza espressive di un orientamento forse numericamente 'rna'ggioritario in base alle quali la prescrizione maturata antecedentemente alla scelta. di accedere al rito di cui all'art. 444 cod. proc. pen. non può esse fatta valere in sede di impugnazione in quanto l'adesione all'accordo fra le parti costituirebbe una dichiarazione legale tipica di rinuncia alla prescriziohé nor ri più revocabile (ex recentioribus: Corte di cassazione Sezione III pe!si7 genhaio' 2013 n. 207; idem Sezione II penale 22 dicembre 2011?!"47940; /de'" Sezione V penale 22 febbraio 2010 n. 7021) r si coilloca un indirizzo opposto íri'base al quale la prescrizione maturata prima della 'sentenza' tdi.pattegglartiento può essere fatta valere con ricorso per cassazione in qtiahto la rinuncia' alla prescrizione richiede una dichiarazione di volontà espressa e specifica che non ammette equipollenti pertanto la richiesta di applicazione di una pena Concordata ai sensi dell'art. 444 del codice di rito non costituirebbe ipotesi di rinuncia alla prescrizione non più revocabile (così fra le altre: corte di cassazione Sezione V penale 22 dicembre 2010 n ; idem Selione III penale 15 aprile 2010 n ). Ad avviso del 'Collegio tuttavia nel presente caso non vi è la necessità di prendere posizione in siffatto contrasto atteso che per come emerge dalla annotazione delle''conclusioni'í LasSegnate dalla parti di fronte al Tribunale di. G 5 3

4 Savona l'odierno ricorrente ebbe a concludere in via principale insistendo nella richiesta di proscioglimento per intervenuta prescrizione e solo subordinatamente chiedendo l'applicazione di pena ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. E' pertanto' manifesto che l'ottonello con la richiesta di patteggiamento non intese affatto rinunziare alla prescrizione precedentemente eccepita dovendosi infatti; in ogni caso escludere che siffatta rinunzia possa essere desunta ipso jure ed in contrasto con un'espressa dichiarazione di senso opposto dalla semplice istanza di applicazione di pena e di accesso al rito alternativo di cui agli artt. 444 e ss cod. proc. pen. tp"ho Sgomberato il ~Q dai possibili dubbi in ordine alla ammissibilità in limine del ricorso proposto si tratta di vedere a questo punto se lo stesso sia o meno fondato. Osserva infatti il tofiegio che nell'esaminare la richiesta di proscioglimento ' sensi éielvart. 129 cod. proc. pen. per intervenuta prescrizione avanzata dall'imputato il Tribunale di Savona la ha ritenuta infondata rigettairidola e"passando pertanto alla fase di ratifica del "t'` r _ ;71 C. 7 patteggiamento. 7:; A tale concrt:ione il dieidice di prime cure è giunto sulla base della considerazione' dhél essendcy reatò ascritto all'ottonello un reato permanente esso doveva ritenersi tuttóra flagrante al momento dell'avvenuto suo accertamento intervenuto in data 12 giugno 2012 di tal che decorrendo a tutto voler concedere solo da tale data il termine prescrizionale del reato stesso tale termine al momento della pronunzia della sentenza cioè il 6 marzo 2013 era assai lungi dall'essersi integralmente consumato. Nel formularé tale rilievo il giudice di prime cure da è dichiaratamente rifatto ad un orientamento giurisprudenziale riscontrabile anche fra le decisioni di questa Corte; secondo il quale "il reato di deposito incontrollato di rifiuti è reatà'permanenithiacché cianeio luogo ad una forma di gestione del rifiuto preventiva rishtto al recupero ed allo smaltimento la sua consumazione perd P ùra sino a'l'ig's1n'altimento o al recupero" (Corte di cassazione Sezione III penale 4 dicem6rér n.48489; idem Sezione III penale 23 giugno 2011 n ). Detto orientamento peralti o appare essere allo stato né univoco né prevalente contrapponendosene 'ad esso un altro secondo il quale il reato di abbandono e depo. incontrollato di rifiuti (art. 256 secondo comma del D.Lgs. 3 aprile n. 152) na'natura di reato istantaneo eventualmente con v I" effetti permanenti là cui consumazione si perfeziona o con il sequestro ovvero cori ['ultimo atto di conferiniento da parte del soggetto agente (Corte di

5 cassazione Sezione III penale 15 ottobre 2013 n ; idem Sezione III penale 18 novembre 2010 n ; idem Sezione III penale 7 febbraio 2008 n. 6098). Ritiene tuttavia il Collegio che il descritto contrasto debba essere considerato più apparente che reale e che lo stesso possa essere superato attraverso la precisazione dal parte della Corte del contenuto della propria giurisprudenza.. Infatti non Vi è dubbio che ogni qualvolta l'attività di abbandono ovvero di deposito incontrollato di rifiuti sia prodronnica ad una successiva fase di smaltimento ovvero di recupero del rifiuto stesso caratterizzandosi pertanto essa come una forma per quanto elementare di gestione del rifiuto (della quale attività potrebbe dirsi che essa costituisce il "grado zero") la relativa illiceità penale péiinea di sé l'intera condotta (quindi sia la fase prodromica che quella successiva). integrando pertanto una fattispecie penale di durata la cui permanenza cessa soltanto con il compimento delle fasi ulteriori rispetto a quella di rilascio; lutto cio con le derivanti conseguenza anche a livello di decorrenza del tet 'ine prescrizionale. Laddove inve& siffatta attività non costituisca l'antecedente di una successiva fase volta al compimento di ulteriori operazioni aventi ad oggetto appunto lo smaltimento od il recupero del rifiuto ma racchiuda in se l'intero disvalore penale dena condotta; non vi è ragione di ritenere che essa sia idonea ad integrare un reato permanente; ciò in quanto essendosi il reato pienamente perfezionato ed ésaurito in tutta le sue componenti oggettive e soggettive risulterebbe del tutto irragionevole non considerarne oramai cristallizzati i profili dinamici fin dachnomento delrilascio del rifiuto nessuna ulteriore attività residuando alld'a l Sarà compl sícintta condotta diabbandono. del giudice :del merito sulla base del concreto atteggiarsi della vicenda aluìare di volta : in volta se l'azione di abbandono e deposito del rifiuto si vadà ad innestare in una più articolata fase ancorché elementare come sopra evid&úiato di gestione dello stesso ovvero se debba invece intendersi definita e conclusa in tutti i suoi elementi e non più dotata di un ulteriore dinamismo criminoso. E' di tutta evidenza senza con ciò volerne esaurire il novero che attendibile indica t3 ai fini dello svolgimento della diagnosi differenziale fra un'ipotesi e l'altra sarà la occasionalità o meno del fatto di abbandono e deposito del rifiuto essendo Chiaro che la sistematica pluralità di azioni fra loro di identico : o Comunque analogo contenuto farà propendere per una forma di organizzazione 'Òella condotta sintomo attendibile di una volontà gestoria e non ésclusivamé'nta'dismissiva del rifiuto mentre l'episodicità di esse ancorché T 5

6 non rigorosamente intesa nel senso della assoluta unicità della condotta dovrebbe indirizzare il giudizio sulla istantaneità della natura del reato posto in essere; così come altri indici rivelatori della finalità gestoria potranno essere la pertinenza o meno del rifiuto oggetto di rilascio all'eventuale circuito produttivo riferibile all'agente ove questi svolga attività imprenditoriale; oppure la reiterata adibizione di un unico sito eventualmente anche promiscuamente utilizzato al medesimo fine pure da altri soggetti quale punto di rilascio dei rifiuti. La sentenza impugnata pertanto deve essere annullata senza rinvio trattandosi di sentenza di patteggiamento non avendo il Tribunale di Savona scrutinato in maniera adeguata se nel caso sottoposto al suo esame sussistevano o meno degli indici sintomatici idonei a far ragionevolmente ' ritenere l'inserimento della condotta dell'ottonello in un'attività volta effettivamente gestione del rifiuto con i successivi passaggi dello smaltimento e 'dél recupero (dí tal che dovendosi ritenere il carattere f.! permanente del réato non vi élùogo a verifica della estinzione o meno dello stesso per intervériuta prescrizione) ovvero se si fosse piuttosto dovuto propendere per' l'avvenuto "definitivo esaurimento della stessa condotta (nel qual caso saredde 'Stato nécéssar(o il puntuale controllo in ordine alla di già maturata prescrizio ne). Va conclusivaffiente disposta la trasmissione degli atti al predetto Tribunale per ircorripírnento degli indicati controlli. 'fl7 PQM Annulla la sentenza impugnad senza rinvio e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Savbna. Così detigo in Roma il 10 giugno 2014 Il Consigliere terisore Il Presidente (3\4th 6

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